Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1569 del 26 maggio 2022 - Resoconto

OGGETTO N. 1569/XVI - Reiezione di mozione: "Istituzione di corsi di base per lo svolgimento di attività agricole finalizzate all'autoconsumo".

Bertin (Presidente) - Punto n. 50. Si è prenotato per l'illustrazione della mozione il consigliere segretario Distort.

Distort (LEGA VDA) - Nell'illustrazione di questa mozione non vi parlerò di rigenerazione urbana, di smart city, di urbanistica e di architettura, però riprendo uno dei miei leitmotiv più frequenti, che, come mi ha più volte riconosciuto il collega Grosjacques, è l'espressione estote parati e mai come in questa mozione si percepisce l'indirizzo verso quest'espressione: estote parati, "siate pronti", quest'espressione non caratterizza la mia persona ma dev'essere l'elemento caratterizzante naturale della classe politica, questo deve essere il nostro compito per eccellenza, saper guardare la realtà, scrutare gli scenari, indirizzare nell'ottica dell'essere pronti. Penso sia condivisibile da parte di tutti, la sintesi del nostro ruolo di Consiglieri nell'ambito del Consiglio regionale. In questa linea la mozione prende premessa dal fatto che per gli sviluppi concomitanti la crisi prodotta dalla pandemia da Covid, ulteriormente aggravati da dinamiche internazionali, tra le quali spicca purtroppo l'evento bellico in atto, sono emersi diffusi aumenti di costi generali in capo alle famiglie, in capo ai cittadini, accanto alle difficoltà di reperimento addirittura dei beni compresi quelli del settore alimentare. Questo è un dato critico, abbiamo però un altro dato a fianco: abbiamo il fatto che il tessuto sociale valdostano è caratterizzato in forte percentuale dal possesso di abitazioni alle quali sono annesse aree esterne di pertinenza, le cui dimensioni spesso permettono una seppur minima attività agricola in scala domestica, in ambito sia di orticoltura che di frutticoltura, mentre solo una piccola parte del nostro territorio è densamente urbanizzato. Fortunatamente abbiamo quest'aspetto che da un lato può creare la fragilità, può creare una serie di difficoltà, in questo caso rappresenta un elemento di potenzialità.

Alla luce proprio di questa configurazione della proprietà immobiliare in Valle d'Aosta, quindi si sta diffondendo per moto spontaneo il fenomeno di attività agricola su scala domestica dove i proprietari, indipendentemente dalle loro conoscenze, dalla propria formazione professionale accademica, si impegnano e si improvvisano nel ruolo di coltivatori. Occorre poi evidenziare che l'attività di produzione agricola su scala domestica, se diffusa a livello capillare in buona parte della popolazione valdostana, e chiaramente anche se è sostenuta da una minima formazione può contribuire - questo è estremamente importante - in modo virtuoso a una produzione per l'autoconsumo dei relativi generi elementari, cioè si innesca questo meccanismo che si capillarizza e si diffonde. Tra l'altro, faccio presente che la pratica agricola finalizzata all'autoconsumo o a una minima attività di scambio ha caratterizzato le dinamiche della società rurale del nostro territorio permettendo a intere generazioni la sussistenza anche in periodi di forte criticità. Pensiamo a come la popolazione valdostana dei nostri padri, dei nostri nonni, dei nostri bisnonni ha saputo superare due conflitti mondiali nell'arco di una o massimo due generazioni secondo come si vuole contare la durata di una generazione. Queste sono considerazioni che inquadrano una prassi che è già in atto, si è già messa in moto e deve essere incentivata ed è estremamente importante cogliere l'occasione per incentivarla. Rendiamoci però comunque conto che l'incentivazione non avviene attraverso l'erogazione di somme, quella è la peggiore incentivazione che si possa attuare, e io rassicuro subito il Governo, che, come immagino, avrà già letto la mozione e quindi capisce che non esiste l'obiettivo di aumentare la spesa pubblica; l'obiettivo però è quello di creare, di far sì che... l'attività spontanea esistente affinché possa essere potenziata, possa diffondersi e possa essere mantenuta, ha bisogno di tutta una serie di aiuti, indipendentemente dal lato economico, principalmente io direi dal lato di formazione, cioè bisogna arrivare a pensare che se la persona che non ha un'esperienza di attività agricola, che non ha una competenza di attività agricola si mette e si improvvisa in quest'attività può essere facilmente scoraggiata nel momento in cui gli sforzi prodotti non producono altrettanto risultato, allora questa delusione chiaramente va a vanificare tutto questo sforzo di motu proprio e tutta questa virtuosità che è insita in quest'iniziativa. Tra l'altro, l'informazione non è soltanto l'informazione di rudimenti base, penso che non ci voglia una scienza, una laurea o chissà che titolo, chissà che percorso formativo, imparare a seminare, a coltivare un orto e a condurre un frutteto, però l'altro elemento importante è che una corretta formazione potrebbe anche indirizzare un corretto uso di prodotti; parlo anche di fitofarmaci e pratiche agricole ecosostenibili. Rendiamoci conto dell'ecosistema, della fragilità dell'ecosistema, quindi come diventa importante il pensare che questa formazione vada ad aprire questi orizzonti. Infine possiamo constatare di avere delle ottime professionalità sul territorio, abbiamo periti agrari, dottori in agraria, dottori forestali, oltre al personale docente dell'Institut agricole régional, il personale presente in strutture regionali competenti, oltre ad altre figure titolate, pensiamo a imprenditori di settore. Ipotizzare quindi un programma di formazione nelle modalità è oggetto proprio dell'approfondimento che dovrebbe nascere e scaturire dall'accoglimento della mozione, ipotizzare un programma di formazione attraverso le figure professionali idonee con opportune dinamiche di convenzione, vale anche la dimensione del volontariato, non escludo neanche quella, creando comunque uno strumento valido per garantire un livello più elevato delle conoscenze in ambito agricolo per tutti quei casi di soggetti dilettanti amatoriali che si ritroverebbero in grado di svolgere una più diffusa e una più efficace attività agricola per l'autoconsumo.

Alla luce di queste premesse sin qui esposte, esplicito l'impegnativa della mozione che impegna il Governo della Regione ad avviare le ricognizioni necessarie all'istituzione di corsi di base per lo svolgimento di attività agricole finalizzate all'autoconsumo per soggetti non professionisti, a partire dal coinvolgimento delle rispettive strutture regionali di competenza, dei rispettivi ordini professionali di categoria e le strutture didattiche presenti sul territorio, in primis suggerisco l'Institut agricole, le aziende e gli Enti locali per la diffusione sul territorio, in modo da individuare la possibilità e i modi di attuazione di un progetto di formazione di base per soggetti dilettanti interessati, incrementando così la diffusione dell'attività virtuosa di sfruttamento delle potenzialità agricole in microscala. Grazie per l'attenzione.

Presidente - La mozione è stata illustrata, apriamo la discussione generale. Se qualcuno vuole intervenire, si prenoti. Non vedo prenotazioni, chiudo la discussione generale. La discussione generale è chiusa. Per il Governo replica l'assessore Sapinet.

Sapinet (UV) - Grazie collega Distort. Quanto evidenziato nelle premesse della mozione è indubbiamente condivisibile, l'aumento generalizzato dei costi in capo ai cittadini e le difficoltà che potrebbero esserci per il reperimento dei beni anche alimentari, potrebbero spingere comunque le famiglie che hanno a disposizione del terreno, e lo stanno già facendo, a intraprendere appunto la coltivazione di orti per finalità di autoconsumo. Le finalità di una buona consuetudine come questa non è solo un valore aggiunto dal punto di vista economico ma è sicuramente anche all'aspetto della salute, quindi nel coltivare e utilizzare alimenti a chilometro zero, e poi anche una trasmissione, quindi anche un valore sociale delle conoscenze, un patrimonio comunque culturale che abbiamo imparato dai nostri nonni o dai nostri genitori che non sempre è scontato. Tuttavia, pur condividendo, corsi e iniziative del genere sono già ampiamente presenti e diffusi sul territorio regionale, vado a memoria ma ho fatto anche alcune verifiche, cito, ad esempio, il corso che diversi Comuni, come Arvier, Charvensod, Saint-Christophe, tra gli altri, hanno recentemente organizzato nei mesi di febbraio, marzo e aprile, oppure i corsi previsti periodicamente dall'Associazione agricoltura biologica e biodinamica della Valle d'Aosta. Si considera indubbiamente lodevole l'iniziativa e riteniamo che questa sia già largamente esplicitata dai nostri Enti locali e dalle associazioni e che, come Assessorato, pur collaborando con tutti questi enti, la nostra priorità è quella di concentrarsi sulle esigenze anche formative delle aziende agricole, anche se colpite duramente dal periodo di crisi che stiamo attraversando e demandare, come detto, quindi agli Enti locali e alle associazioni presenti sul territorio l'organizzazione di corsi e iniziative legate all'orticoltura familiare.

Tra l'altro, va detto, questo anche di persona perché da Sindaco organizzammo dei corsi del genere con porte spalancate e massima collaborazione da parte di Institut agricole régional che lei ha ben ricordato e Assessorato, il fatto di gestire questi corsi a livello informale, culturale, sociale, anziché professionale, come dovremmo fare come Assessorato, permette a ogni associazione o biblioteca di adeguarsi meglio alle peculiarità del proprio territorio, di svolgere i corsi dando le giuste informazioni, senza appesantire sul lato delle formalità e di tutte le prescrizioni a cui sono chiamate le aziende o da un'organizzazione più elevata. Sicuramente - questo va detto - l'emergenza Covid ha limitato se non addirittura fermato l'attività di enti e associazioni, enti e associazioni che però stanno un po' ripartendo, un po' come avviene in tutta la nostra regione, questa tematica che è trattata all'interno di quest'iniziativa è oggetto anche spesso di confronto con i rappresentanti di Enti locali, i Sindaci o gli Assessori che hanno in capo ai Comuni la delega all'agricoltura che infatti si interessano e appunto si cerca di collaborare e di andare in quella direzione. Collaborare con i tecnici dell'Assessorato, così come i docenti dell'Institut agricole régional, tutti ovviamente nel rispetto delle regole che permettono ai dipendenti pubblici delle attività extra impiego... sono stati e sono attualmente ancora coinvolti in iniziative del genere, come gli appassionati professionisti esperti del settore, vanno a fare un po' quel ruolo che in certe famiglie hanno avuto e hanno ancora i nonni, tramandando delle conoscenze alle generazioni più giovani. Ricordo inoltre, questo è un qualcosa in più, che il Centro agricolo di Saint-Marcel è comunque visitabile, e che il personale dell'Assessorato è a disposizione in quel sito per fornire indicazioni e suggerimenti per chi volesse realizzare un orto familiare destinato all'autoconsumo, perché quindi non si condividono i concetti espressi all'interno dell'iniziativa? Perché è un qualcosa che è già in corso e appunto si propone il ritiro o in alternativa ci asterremo.

Presidente - Si è prenotato il consigliere Distort a cui passo la parola.

Distort (LEGA VDA) - Grazie Assessore per la risposta, che, da un lato, mi conforta, ero a conoscenza anch'io di iniziative a livello locale, mi conforta sapere che ci sia una condivisione, però c'è una perplessità che mi rimane in mente: questo tema non è una questione di hobbistica, questo tema è una questione di sfida, perché, ripeto, estote parati vuol dire essere pronti, siate pronti, non voglio assolutamente svolgere il ruolo della Cassandra, però il fatto di poter avere la possibilità di diffondere ulteriormente le attività e le buone pratiche a livello capillare diventa un fattore estremamente importante. Io sono convinto che, nel caso in cui ci fossero situazioni economiche più gravose rispetto a quelle che abbiamo, sarà attraverso queste buone pratiche che noi potremo permettere un certo livello di qualità delle nostre comunità e proprio perché esistono queste attività già spontanee sia dei cittadini, sia delle realtà locali, è estremamente importante che ci sia un rapporto di messa in rete. Questo rapporto di messa in rete permette esattamente il superamento della sfida, il raggiungimento di obiettivi a livelli molto più alti. Allora io prendo atto del fatto che voi riteniate che si opera così talmente bene a livello locale da risultare superflua l'approvazione di questa mozione, però permettetemi di dire che io mi chiedo come possa l'Assessorato regionale dell'agricoltura a non sentirsi sensibilizzato a diventare capo regia, ma non per un ruolo egemonico, ma semplicemente per un'ottimizzazione della gestione delle risorse, per la possibilità anche soltanto di creare un format, di creare addirittura un sistema di comunicazione, di diffusione, di incentivazione, di promozione a livello anche solo informativo, perché se il tale Comune svolge una certa attività, potrebbe essere resa più diffusa, si potrebbe diffondere maggiormente quest'iniziativa e potrebbero aderire non solo i cittadini del Comune, potrebbero aderire altri cittadini che si spostano. Ci sono tante iniziative anche su altri settori che vengono svolte dalle biblioteche comunali assolutamente lodevoli ma che rimangono poi dei fatti e degli episodi chiusi nelle loro realtà o per le persone che sono in contatto con l'attività di queste iniziative. Questo è riduttivo perché si tratta semplicemente di organizzare una regia per garantire una messa in rete, per garantire a sua volta un'efficacia maggiore di tutte queste attività virtuose. Io prendo atto del ruolo tra forze di opposizione e forze di Governo, prendo atto dell'ottimismo suo espresso, Assessore, ma io mi permetto di raccomandarle di prendere in considerazione questo concetto della rete e questo ruolo di messa in rete o lo fa l'Assessorato regionale dell'agricoltura oppure chi lo fa? Non ritiro la mozione e la porto al voto perché, oltre al mio leitmotiv estote parati, c'è l'altra frase di Saint François de Sales: "quando credi che qualcosa sia giusto, costi quel che costi, falla" e quindi andiamo al voto.

Presidente - Se non vi sono dichiarazioni di voto, metto in votazione la mozione. Non vedo richieste, la votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 35

Votanti: 17

Favorevoli: 17

Astenuti: 18 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Caveri, Chatrian, Cretier, Grosjacques, Jean-Pierre Guichardaz, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Padovani, Restano, Rosaire, Sapinet, Testolin)

La mozione non è approvata.