Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1568 del 26 maggio 2022 - Resoconto

OGGETTO N. 1568/XVI - Ritiro di mozione: "Impegno ad avviare le necessarie interlocuzioni con la Corte dei conti per la delocalizzazione di alcuni uffici al fine dello spostamento dell'ufficio del Giudice di pace in via Ollietti ad Aosta".

Bertin (Presidente) - Riprendiamo. Siamo al punto n. 49. Adesso affronteremo le mozioni. Per l'illustrazione della mozione, la parola al vicepresidente Sammaritani.

Sammaritani (LEGA VDA) - Questa mozione parla ha come tema la giustizia e fa seguito a una precedente mozione poi ritirata che avevamo presentato mi pare nel febbraio di quest'anno, quindi circa tre mesi fa e così come in altri ambiti, quando si parla di giustizia... ma, per esempio, appunto di scuola, se di scuola, per esempio, parliamo di precariato, di insegnanti, di didattica, eccetera, ma anche di edilizia scolastica, quindi dei luoghi in cui si fa scuola, si insegna, allo stesso modo, nell'ambito della giustizia si parla di Magistrati, si parla di Consiglio superiore della Magistratura, di problemi della giustizia, di Codici penali, di ordinamento giudiziario, di tante questioni che, peraltro, sono abbastanza all'ordine del giorno in questo periodo, anche se noi vorremmo - penso che molti di voi lo sapranno - che se ne parlasse di più, ma bene o male se ne parla, e insieme ai problemi, tanti purtroppo e atavici della giustizia, c'è anche quello dei locali in cui si esercita la giustizia anche in questo caso, quindi temi alquanto importanti.

Per quanto riguarda la situazione valdostana, lo dicevamo già nella mozione che ha preceduto questa e che è intimamente connessa a questa, noi abbiamo un problema relativo al fatto che il Palazzo del Tribunale, quindi dove si svolgono i processi di competenza del Tribunale e della Corte d'Assise, nell'ipotesi in cui ci fosse e in effetti in questi giorni purtroppo c'è stata, il Palazzo del Tribunale è in via Ollietti ma gli uffici del Giudice di pace, quindi l'altro pezzo di giurisdizione importante perché ha competenze amministrative, in parte sanzioni amministrative in certi casi, ha competenze penali e ha competenze civili anche il Giudice di pace, questa purtroppo è esercitata in Regione Borgnalle, quindi decentrata rispetto al Palazzo del Tribunale, con tutte le difficoltà che ne derivano, problemi appunto sia per chi ci si deve recare, sia agli utenti ma anche molto soprattutto direi, visto che per loro è una frequentazione quasi quotidiana, gli operatori della giustizia, primi fra tutti gli avvocati e i coadiutori degli uffici degli avvocati, le segretarie, eccetera. Non ultimi però anche i giudici, perché anche i giudici molto spesso esercitano funzioni, soprattutto negli ultimi anni, non più soltanto deputate alla funzione del Giudice di pace ma sono giudici "prestati" dal Tribunale al Giudice di pace e quindi anche questi vanno avanti e indietro con tutte le difficoltà logistiche del caso, al di là dei parcheggi, del traffico, dell'inquinamento in fin dei conti anche, insomma tanti problemi che si potrebbero evitare utilizzando, come già avevamo suggerito in quell'altra mozione ma è cosa di cui si parla già da anni, di spostare gli uffici del Giudice di pace nel Palazzo accanto al Tribunale di Aosta: quello che una volta era sede del Consiglio regionale.

Il Presidente in febbraio ci aveva comunicato che gli uffici avevano già lavorato alacremente a quest'idea, a questo progetto e che si era già abbastanza avanti con le interlocuzioni con il Ministero. Ci è venuto però il dubbio che, siccome in quel Palazzo, oltre alle sale dell'ex TAR vuote in questo momento, che potrebbero essere utilizzate dal Giudice di pace, c'è anche una parte della Corte dei conti, della Sezione di controllo, e degli archivi sempre regionali, forse è bene preoccuparsi del fatto che... adesso noi non abbiamo una pianta dell'immobile che credo abbastanza spazioso, però non sappiamo quanto esattamente... forse per evitare che poi magari quando tutto l'iter burocratico anche con il Ministero, e le interlocuzioni con il Ministero della giustizia fossero terminate... magari che non sorga qualche questione, ci preoccupavamo con la Corte dei conti appunto. Già è difficile in genere dialogare con una Pubblica Amministrazione, figuriamoci con due, quindi non vorremmo che, una volta terminate le interlocuzioni, o comunque giunte a buon punto quelle con il Ministero, non ci fosse quel problema della Corte dei conti. Anche un po' per capire quindi se la Corte dei conti se ne deve andare da lì o se invece è compatibile la presenza contemporanea della Corte dei conti, Sezione di controllo, assieme agli eventuali uffici del Giudice di pace. Si potrebbe pensare però magari anche un po' più in là anche oltre, nel senso che sarebbe bello, e quello sarebbe il sogno di tutti gli avvocati e di chi esercita la professione in Aosta, di avere magari anche l'ufficio dell'UNEP sempre in quel Palazzo, cioè gli Ufficiali giudiziari, che sono appunto quelli che si occupano, per chi non è magari addetto del settore, alle notifiche, alle esecuzioni mobiliari e immobiliari, alle esecuzioni in generale, quindi tutta l'attività che è connessa a quella degli Ufficiali giudiziari, che è intimamente connessa alla funzione giudiziaria. In quest'ottica la mozione tenderebbe a impegnare il Governo ad avviare le necessarie interlocuzioni con la Corte dei conti per prevedere lo spostamento magari della Corte dei conti e creare spazio per accorpare il più possibile gli uffici giudiziari in quella sede e far sì che, dal punto di vista logistico, finalmente si abbia anche noi la nostra Cittadella della giustizia senza, nei limiti delle possibilità e per le nostre dimensioni, sparpagliare questi uffici un po' per la città e addirittura quasi fuori dalla città e rendere tutto più semplice agli operatori del diritto e naturalmente non ultimi, anzi, per primi, agli utenti del diritto.

Presidente - La mozione è stata illustrata, apriamo la discussione generale. La discussione generale è aperta. Se qualcuno vuole intervenire, è invitato a prenotarsi. Ha chiesto la parola il consigliere Distort, ne ha facoltà.

Distort (LEGA VDA) - Come cofirmatario convinto della mozione presentata dal collega Sammaritani, vorrei rafforzare ulteriormente, non che ce ne sia bisogno dopo l'esposizione molto chiara del collega e primo firmatario Sammaritani, ma vorrei aggiungere un altro aspetto, un altro punto di vista, che rafforza ulteriormente la bontà di questa mozione e soprattutto che la colloca in una sorta di banco di prova di buon governo, perché il collega Sammaritani ha detto: " ha come tema la giustizia", giustamente, e in questo voglio riconoscere una particolare bontà del mio vicino di banco, questa bontà che colloca in questa cornice il tema. In realtà, in modo un po' più spietato mi permetto di dire che ha come tema la capacità di gestire la città. Dare una logica logistica di una Cittadella della giustizia è esattamente entrare nell'ambito della capacità di organizzare la città. A questo proposito ieri abbiamo avuto modo di occupare, grazie a un mio intervento, l'attenzione dell'Aula sul concetto di rigenerazione urbana, che, a quanto pare, non è particolarmente digerito.

C'è un altro concetto che aleggia nel mondo della gestione della città a tutti i livelli, a partire dal livello politico ed è il concetto di smart city. Vi leggo semplicemente la definizione che l'Unione europea ha dato del concetto di smart city: una smart city è un luogo in cui le reti e i servizi tradizionali sono resi più efficienti con l'uso di soluzioni digitali a beneficio dei suoi abitanti e delle imprese". Una città intelligente, bello questo termine, il fatto che noi Italiani, eredi del mondo latino, abbiamo insegnato la cultura al mondo, poi andiamo a elemosinare i termini dal mondo anglosassone che ha imparato la cultura da noi: quindi smart city non è altro che città intelligente. La città intelligente va oltre l'uso delle tecnologie digitali per un migliore utilizzo delle risorse e minori emissioni, significa reti di trasporto urbano più intelligenti, così come impianti di approvvigionamento idrico, di smaltimento dei rifiuti migliorati, modi più efficienti per illuminare e riscaldare gli edifici, significa anche un'amministrazione cittadina più interattiva e reattiva, spazi pubblici più sicuri e un miglior soddisfacimento delle esigenze di una popolazione. La smart city è, in definitiva, una città che gestisce le risorse in modo intelligente, mira a diventare economicamente sostenibile ed energeticamente autosufficiente ed è attenta alla qualità della vita e ai bisogni dei propri cittadini. È insomma uno spazio territoriale che sa stare al passo con l'innovazione e con la rivoluzione digitale ma anche sostenibile e attrattiva. Le smart city sono più competitive della media delle altre città e rappresentano un volano importante per l'economia di un paese.

Grazie per l'attenzione, queste sono considerazioni che ritengo di fondamentale importanza e sono esattamente queste condizioni, in aggiunta semplicemente a corollario di quanto sostanziale ed espresso dal collega Sammaritani, che, ribadisco, fanno sì che questa mozione diventi un banco di prova di sensibilità politica.

Presidente - Siamo in discussione generale della mozione. Se qualcun altro vuole intervenire... se nessun altro si prenota, chiudo la discussione generale. La discussione generale è chiusa. Per il Governo replica il presidente della Regione Lavevaz.

Lavevaz (UV) - Ringrazio anche i firmatari della mozione, che, com'è stato detto, è una sostanziale riproposizione di una mozione di febbraio, come è stato ricordato, con un'aggiunta che riguarda gli uffici della Sezione di controllo e della Corte dei conti. Ribadendo quanto è stato già da me sottolineato a febbraio, ossia il fatto che effettivamente si stia lavorando e si siano fatti passi molto importanti nella direzione condivisa di portare gli uffici dei Giudici di pace all'interno dei palazzi di Via Ollietti, quindi, da quel punto di vista, non sto a ripetere quanto ho già detto relativamente a preventivi di spesa, impegni di lavoro, di cui abbiamo già parlato, tutte spese e preventivi che abbiamo inviato al Ministero della giustizia e siamo in attesa di avere una risposta per avere parere favorevole per i lavori che sono a loro carico per poi fare lo spostamento.

Siccome è stata inserita una novità: quella della Corte dei conti, ho chiesto agli uffici di predispormi un breve riassunto dei passaggi, perché è interessante, per capire gli sviluppi di questi ultimi anni relativamente ai rapporti tra la Regione e l'Agenzia del demanio relativamente all'utilizzo dei locali in generale, in particolare per quelli degli uffici periferici dello Stato. Questo ci permette di avere un quadro più complessivo di quello che è stato negli ultimi periodi e per fare anche qualche ragionamento invece di prospettiva. C'è un protocollo d'intesa, che è il primo passaggio formale degli ultimi tempi, perché è una storia che ha inizi ben più lontani perché gli uffici periferici dello Stato sono nella nostra regione da molto tempo, questo protocollo d'intesa è del 23 febbraio 2010 ed era proprio finalizzato alla riallocazione degli uffici statali siti all'interno del comune di Aosta cercando di mettere ordine in questa collaborazione che c'è e che c'era tra la Regione e l'Agenzia del demanio, in particolare la volontà era quella di ricollocare gli uffici statali in immobili di proprietà dello Stato, laddove questo era possibile. Proprio in quest'ambito la Regione aveva ceduto a titolo gratuito all'Agenzia del demanio, quindi allo Stato, le porzioni di proprietà regionale dell'immobile chiamato ex Palazzo del Governo in Piazza Manzetti, al fine della collocazione in quella sede degli uffici del Ministero dell'economia delle finanze e quelli della Presidenza del Consiglio dei ministri, nonché degli uffici delle Agenzie delle entrate. Da parte sua lo Stato avrebbe provveduto a ristrutturare, da parte dell'Agenzia del demanio, l'ex Caserma Mottino, dismessa dall'Arma dei Carabinieri, al fine di collocarci gli uffici del TAR, gli uffici dell'Agenzia del territorio, e gli uffici del Comando Carabinieri per la tutela della salute, i cosiddetti "NAS". Proprio in conseguenza di queste ricollocazioni, era stato previsto il rilascio alla Regione da parte dell'Agenzia del demanio degli immobili di proprietà regionale, questo va sottolineato, utilizzati dagli uffici statali ricollocati, ovvero le porzioni di immobili occupati dal TAR in Palazzo Ollietti, gli uffici occupati dall'Agenzia del territorio in Piazza della Repubblica e gli uffici occupati dall'Agenzia delle entrate in Via Trottechien. Qua si vede che c'è stata una collaborazione fattiva in questi anni con l'Agenzia del demanio proprio con la finalità di dare maggiore possibilità di collocazione degli uffici statali all'interno dei palazzi, dando anche una logica di utilizzo il più possibile razionale anche rispetto agli spazi. Va anche detto, ad esempio, che l'ex Palazzo del Governo in Piazza Manzetti era censito al Catasto fabbricati all'epoca con un valore di 3 milioni e mezzo di euro, quindi è stata una cessione piuttosto importante.

Un altro aspetto che segnalerei per fare il quadro è che già nel 2011 il Segretario generale della Corte dei conti aveva in qualche modo rappresentato di uniformare, anche qui nella logica di razionalizzare usi e spazi, la possibilità di unificare in un unico immobile la sede della Corte dei conti a carico dello Stato, (che sono quelli della Procura e della Sezione giurisdizionale), con quella della Sezione di controllo, che, ad oggi, è invece a carico della Regione. A tal fine erano stati indicati dalla Regione i locali che sarebbero stati liberati dall'Agenzia delle entrate in via Trottechien, costituiti da tre piani fuori terra, oltre che da alcuni locali interrati, per una superficie complessiva dei piani fuori terra pari a circa 1.400 metri quadri, quindi una superficie molto estesa. Quest'intenzione poi non ha trovato concretizzazione, siamo all'incirca nel 2011, a circa una decina di anni fa, per la mancata conferma di interesse da parte dello Stato e la cosa si è fermata lì.

L'Agenzia delle entrate invece ha trovato collocazione anche nell'ex Caserma Mottino e l'Agenzia del demanio avrebbe ipotizzato lo scorso anno di collocare nell'ex Palazzo del Governo di Piazza Ollietti anche la Procura regionale e il servizio giurisdizionale della Corte dei conti, per una superficie complessiva di circa 700 metri quadri. Per quanto riguarda invece il palazzo Ollietti, a seguito del trasferimento del TAR nell'ex Caserma Mottino l'immobile, interamente di proprietà regionale, è attualmente utilizzato dagli uffici dell'Amministrazione regionale e, in particolare, l'Archivio storico regionale, che occupa circa 500-600 metri quadri e la struttura Sanzioni amministrative, che ne occupa circa 300. Inoltre, nell'immobile è stata collocata poi la Sezione di controllo della Corte dei conti che occupa circa 318 metri quadri. Questa ha un senso, anche rispetto alle norme di attuazione, che prevede che la sezione di controllo sia a totale carico, almeno ad oggi, dell'Amministrazione regionale.

Infine, per completare il quadro, sempre nell'immobile sono collocati, in locazione onerosa, quindi con un pagamento a favore della Regione, anche gli uffici della Polizia giudiziaria della Procura della Repubblica. Come avevo già avuto modo di dire a febbraio, il trasferimento dei locali del TAR ha reso possibile utilizzare degli spazi piuttosto importanti in Palazzo Ollietti e, come avevo già avuto modo di dire a febbraio, sostanzialmente questo passaggio dei Giudici di pace all'interno di questi locali si colloca senza ulteriori spostamenti delle altre strutture attualmente inserite, compresa la Corte dei conti, può benissimo stare lì, peraltro anche secondo me, poi il collega Sammaritani è del mestiere, ma credo che anche il fatto che il Giudice di pace abbia vicino anche l'Ufficio delle sanzioni amministrative sono cose che possono avere comunque una logica e un interesse anche dal punto di vista operativo. Ad oggi questo passaggio può andare avanti senza ulteriori spostamenti, siamo in attesa di avere una risposta da parte del Ministero della giustizia per concretizzare le operazioni di spostamento, ho avuto l'impegno formale, la parola della ministra Cartabia che si interessava alla questione quando l'ho incontrata a Roma, quindi io spero che nelle prossime settimane questo si possa sbloccare e arrivi un il nulla osta a fare i lavori preparatori a questo spostamento. Io quindi chiederei, come ho chiesto a febbraio, il ritiro della mozione, in alternativa ci asterremo visto che i passaggi sono ampiamente iniziati.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Sammaritani.

Sammaritani (LEGA VDA) - Grazie presidente Lavevaz, è rassicurante quest'aspetto, ci eravamo fatti scrupolo della possibilità di convivenza fa la Sezione di controllo della Corte dei conti ed eventualmente il trasferimento degli uffici del Giudice di pace. Abbiamo capito che comunque non c'è ancora nulla di definito in senso di organizzazione generale, questo lo dico anche per il collega Distort per tranquillizzarlo, nel senso che siamo sulla buona strada, ci sarà probabilmente possibilità di fare ancora delle riallocazioni e delle sistemazioni, mi sembrava che l'idea passata fosse, adesso non più così attuale, di unificare tutta la Corte dei conti altrove, poteva essere una cosa intelligente, quindi sicuramente un discorso su cui magari si tratterà di lavorare ulteriormente.

Io ho fatto parte anche della Commissione Palatina, cioè quella che gestisce veramente gli edifici del Tribunale e ne ho parlato anche nel recente passato con il Presidente del Tribunale, il fatto che anche lì ci sia stato un accentramento di nuovo da parte dello Stato della gestione anche economica dei lavori purtroppo non ha fatto bene, è inutile dirlo qui dove siamo tutti favorevoli piuttosto a un decentramento invece amministrativo, piuttosto che il contrario. Chi lo sa se si tornerà all'antico, quindi a gestire in casa propria anche queste questioni di giustizia, che, come abbiamo detto, sono giustizia magari con la "G" un po' meno grande, però altrettanto importanti perché poi anche dove si lavora... e gli ambienti di lavoro sono alquanto importanti, soprattutto per l'esercizio di una funzione così delicata come quella della giustizia, a questo punto direi che possiamo ritirare la mozione.

Il Consiglio prende atto.