Oggetto del Consiglio n. 1524 del 25 maggio 2022 - Resoconto
OGGETTO N. 1524/XVI - D.L. n. 59: "Nuova disciplina dell'organizzazione del servizio idrico integrato. Modificazioni alla legge regionale 7 dicembre 1998, n. 54, alla legge regionale 30 marzo 2015, n. 4, e alla legge regionale 22 dicembre 2021, n. 35". (Approvazione di un ordine del giorno)
Bertin (Presidente) - Alla presenza di 31 Consiglieri riprendiamo l'analisi del testo riguardante il disegno di legge n. 59: servizio idrico integrato. Siamo ancora in discussione generale. Chi vuole intervenire è pregato di prenotarsi. Il consigliere Testolin ha chiesto la parola, ne ha facoltà.
Testolin (UV) - Per esprimere anche da parte mia alcune considerazioni in merito al disegno di legge che stiamo analizzando, un disegno di legge particolarmente importante, è stato ribadito all'interno della presentazione da parte del relatore della legge, una relazione completa ed esaustiva.
Da parte mia ci terrei a sottolineare alcuni aspetti che ci porteranno a votare convintamente questo provvedimento, alcuni aspetti che sono dirimenti e che partono da una considerazione: quella legata al fatto che questo provvedimento è un provvedimento trasversale che tocca tutta la popolazione, dai neonati ai novantenni. L'acqua è un bene talmente importante per la popolazione dal quale non si può prescindere e che, a differenza di altri disegni di legge anche in discussione oggi, non è settoriale, non tocca solo una parte della popolazione ma coinvolge tutti noi.
Da un certo punto di vista, posso anche capire quelle che sono state alcune osservazioni che sono emerse durante il dibattito e che vorrebbero maggiori approfondimenti, maggiore possibilità di intervento sulla norma, maggiore tempo per poterlo analizzare. Credo che in un mondo perfetto questo sarebbe ed è sempre apprezzabile poter avere davanti a noi tutto il tempo disponibile per fare le analisi che ognuno di noi vorrebbe apportare, anche magari valutare questo tipo di iniziativa anche affiancata da altre iniziative che invece verranno presentate in maniera successiva a questa e che daranno risposte a complemento di un avvio di un procedimento.
Io oggi credo che la motivazione per votare questo disegno di legge sia principalmente quella di dare corso a una modifica normativa che ci permetta di accedere principalmente a delle risorse importanti che faranno parte di quel patrimonio di 445 milioni necessari per approcciare tutti gli investimenti che nei prossimi trent'anni dovranno essere eseguiti dalle nostre Amministrazioni sul nostro territorio, con una regia regionale e con un impulso che verrà messo a terra, così come si suol dire, in questo periodo è molto utilizzato questo termine, ma in questo caso penso che il fatto di dare corpo alle iniziative da parte del BIM e dell'EGA che saranno preposti alla gestione della risorsa idrica è un aspetto tutt'altro che secondario e necessita della massima urgenza.
Credo che qualcuno l'abbia definito un cambiamento epocale, non so se è epocale ma sicuramente fa parte di una transizione, di un cambiamento anche di approccio verso le problematiche, qualcosa che va a incidere profondamente sulla storia del nostro territorio, un territorio che è sempre stato abituato a gestire in economia determinati servizi, lo ha detto qualcuno che è intervenuto prima di me, con un'attenzione viscerale nei confronti dell'acqua, della risorsa idrica e delle iniziative tempestive per dare delle risposte ai nostri cittadini in caso di guasto, in caso di malfunzionamento, in caso di difficoltà di approvvigionamento. Penso che queste caratteristiche non dovranno venire abbandonate da una nuova gestione, che, come si è detto, avrà al suo interno la possibilità di avere delle economie di scala importanti, che avrà la possibilità di gestire in maniera più razionale e anche più coinvolgente sul nostro territorio le risorse idriche a disposizione andando a riutilizzare e a modernizzare tutta una serie di impiantistiche rendendole più efficienti nel loro utilizzo.
Credo però anche che questa sia una norma che è solo l'inizio di un percorso; qualcuno ha fatto questa valutazione in senso negativo, io la faccio in senso positivo, nel senso che non si chiude mai, a mio avviso, un percorso di cambiamento con una singola legge; bisogna iniziare, questo è un inizio di un percorso complicato che dovrà vedere coinvolti ancora e sempre di più i Comuni che da sempre hanno gestito la risorsa idrica attraverso il BIM, attraverso la partecipazione dei Sindaci all'interno di quest'organismo, e lì ci sarà bisogno di un lavoro che parzialmente è già stato sviluppato per arrivare alla presentazione della legge ma già traguardando all'interno degli organi che attualmente gestiscono il BIM anche a dopo l'approvazione di questa norma per la costituzione e il reperimento di una società che possa gestire trasversalmente i nostri impianti, i nostri acquedotti, le nostre reti di depurazione e di smaltimento. Credo che da qua partirà un lavoro importante per cercare di contenere i costi, di cercare di omogeneizzare le situazioni sul territorio perché nel tempo ci sono stati i Comuni virtuosi che magari hanno le bollette un po' più care di altri ma che hanno ammodernato le loro infrastrutture in questi anni, hanno fatto degli investimenti importanti, si sono attivati in questo senso; altri che hanno avuto un approccio un po' più parsimonioso, hanno cercato magari di contenere le tariffe per i loro utenti ma credo che dovrà essere questo qua un percorso stimolante anche per i nostri amministratori. Qua faccio un piccolo inciso, i nostri amministratori che, a mio avviso, erano giustamente molto preoccupati nel momento in cui non hanno dato il via libera alla norma focalizzandosi sulle necessità finanziarie nei prossimi anni per poter dar corso a un piano di interventi ambizioso, dicevamo 445 milioni.
È chiaro che probabilmente non tutti avevano contezza di un percorso che l'Amministrazione regionale aveva già iniziato ad attivare per reperire in maniera alternativa alle risorse attualmente incassate dal BIM come sovracanoni per arricchire le casse dello stesso BIM nel futuro. Un percorso che abbiamo, viceversa, avuto modo di approfondire in maniera adeguata all'interno del percorso consiliare. È stato sollecitato anche da parte nostra, dei Consiglieri facenti parte della Commissione ed è stato attenzionato quest'aspetto, perché evidentemente non si possono demandare delle attività al BIM o agli Enti locali senza renderli autosufficienti da un punto di vista finanziario, se non autosufficienti almeno in grado di ipotizzare uno sviluppo e degli interventi potendo avere garanzia di risorse. L'autonomia è una bellissima cosa ma va affiancata a delle risorse.
Credo che non sia sbagliato oggi dire che firmiamo come Consiglio regionale, come Governo regionale, un piccolo "pagherò", una piccola cambiale, ormai è un mezzo di pagamento desueto perché era valido trent'anni fa, ma come principio è un principio assolutamente interessante, perché oggi ci prenderemo carico - e penso che verrà ribadito dagli Assessori competenti e dal Presidente - l'impegno dell'Amministrazione regionale a portare avanti con celerità la legge di cui si è già accennato nella relazione ma che verrà probabilmente ripresa dai banchi del Governo, per sottolineare come verranno garantite al soggetto gestore, all'EGA, tramite il BIM delle risorse che porteranno appunto, come diceva il relatore della legge, ad avere circa 7 milioni e 200-7 milioni e mezzo di euro a disposizione ogni anno. A questi un impegno importante a condividere il percorso di crescita e di ammodernamento tramite l'accollo di mutui, o di interessi di mutui, o di reperimento di altre risorse statali ed europee che possano contribuire a dare le giuste coperture a questi investimenti.
Credo che gli impegni saranno dunque duplici: da una parte, il BIM e i Comuni, dall'altra, la gestione regionale che sarà una gestione strategica di pianificazione e di indirizzo, così come lo prevede la norma, ma che sarà anche molto puntuale nell'analizzare quelle che saranno le risultanze che determineranno l'applicazione delle tariffe. Questo non vuol dire che tutto è demandato a qualcun altro da parte della Regione, anzi, la Regione conserva il suo ruolo di guida, di valutazione, di analisi, anche attraverso l'Osservatorio, anche attraverso delle iniziative consiliari che determineranno alcuni elementi non trascurabili, quali appunto il prezzo del servizio, e che giocherà ancora le sue carte in questo percorso. Non mi spaventa neanche demandare alle Amministrazioni comunali che faranno capo al BIM ma pur sempre sono rappresentate dai primi cittadini delle nostre comunità locali che da sempre hanno gestito questa risorsa e questo tipo di servizi.
Credo che oggi apriamo un percorso non semplice, un percorso che dovrà essere attenzionato dalla politica regionale, ma che dovrà rappresentare anche per i nostri Enti locali un motivo di confronto e di attenzione per andare a continuare a dare un servizio, che nel tempo è stato garantito in maniera più che egregia, con un'attenzione ancora più puntuale perché le condizioni, le quantità di risorse idriche disponibili nel tempo probabilmente saranno meno importanti rispetto a quello che è stato in passato e fin da subito penso che sia necessario e chi ne avrà intenzione, qualcuno ha già espresso la propria astensione verso il provvedimento, dovrà prendersi carico di non perdere nei prossimi mesi questi 20 milioni che vengono messi a disposizione del PNRR, perché senza l'approvazione di questa norma, è già stato segnalato all'interno della presentazione della legge: 3 milioni e mezzo dedicati alle fognature e alla depurazione, 2 milioni e mezzo dedicati alla depurazione e altri potenziali 12 milioni che faranno parte di un bando la cui prima finestra si chiuderà a maggio e la seconda si chiuderà a settembre, saranno accessibili ed eventualmente introitabili da parte del BIM solo se questa norma oggi va a buon fine.
A valle di queste considerazioni credo che sia doveroso portare avanti questo provvedimento con gli stimoli che ho cercato di sottolineare e con l'attenzione al problema che non dovrà mai diminuire nel prossimo futuro per gestire questo tipo di iniziative e la risorsa acqua nella maniera più adeguata.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Rollandin, ne ha facoltà.
Rollandin (PA) - Molto brevemente ho seguito con attenzione le considerazioni su questo importante atto e credo che oggettivamente ci siano dei punti delicati da tenere in considerazione, perché, al di là del fatto dell'entrata in vigore oggi o fra sei mesi, non teniamo nella dovuta considerazione un aspetto: quello delle competenze regionali dove si dice: "le Regioni esercitano le proprie attribuzioni in materia di pianificazione dell'uso della risorsa idrica e tutela della stessa, ivi compresa l'individuazione dei criteri per la determinazione delle tariffe a essa inerenti in conformità delle direttrici della metodologia statale". Su questo mi permetto di soffermarmi perché la metodologia statale... io non so se oggi c'è già qualche bozza, se c'è già qualcuno che su questo ha lavorato, se ci sono state delle indicazioni, perché questo è un aspetto non banale; a seconda di quelle che saranno le direttrici della metodologia statale, ne consegue quello di cui abbiamo appena detto, quindi non è un aspetto che non è significativo, anzi, è determinante per quello che sarà il dopo, com'è importante l'Osservatorio regionale delle risorse idriche. Anche qui sull'Osservatorio si dice: "al fine di monitorare la piena attuazione degli obiettivi di gestione della risorsa idrica di cui alla presente legge e di fornirne la dovuta informazione alla collettività, è istituito, presso la Regione, l'Osservatorio regionale sul servizio idrico integrato, di seguito denominato Osservatorio.". Anche qui c'è un punto interrogativo molto importante che deve essere chiarito, perché altrimenti rischiamo di avere anche qui delle belle indicazioni che non vengono assolutamente tenute in considerazione, quindi con delle difficoltà successive piuttosto importanti.
L'Osservatorio è costituito entro sei mesi, adesso io non so se ci sono già degli accorgimenti per cui si possa dire: "no, non sono sei mesi o sono pochi mesi" però, finché non c'è quest'Osservatorio, qui si danno sei mesi, speriamo che non sia un anno, in conseguenza del mancato Osservatorio, della predisposizione, abbiamo tutto il resto che la macchina si inceppa e quindi è come se la legge di fatto non fosse in vigore.
Sugli altri punti è già stato detto tanto, però credo che sia molto importante magari fare una riflessione su alcuni degli aspetti che tengano conto delle indicazioni che, a livello nazionale, verranno prese e che saranno quelle che, di fatto, mettono il freno a quello che noi vogliamo o possiamo fare. Questo è un aspetto sul quale credo fra qualche mese ci torneremo e vedremo appunto che su queste tematiche, purtroppo, si sono fatti dei passi indietro.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Chatrian, ne ha facoltà.
Chatrian (AV-VdA Unie) - Penso che il dibattito scaturito da questo disegno di legge sia un dibattito comunque utile a questo Consiglio, non so se forse io ho esagerato a definire questa legge, se sarà approvata da questo Consiglio, epocale, ma è epocale non perché ci obbliga lo Stato: è epocale per le sostanziali modifiche e la sfida che a valle di questa legge il BIM, la società in house, vari attori principali, dai Comuni alle Unités agli stessi Dipartimenti regionali dovranno mettere in campo per diversi motivi.
È stato ribadito da diversi colleghi sia questa mattina che questo pomeriggio l'importanza dell'acqua a tutti i suoi livelli e all'interno del disegno di legge, proprio all'articolo 3, si è voluto che, per dare corso all'Osservatorio regionale, ci sia la possibilità non solo di avere incardinato i dirigenti tecnici, i dirigenti di primo o di secondo livello, ma che ci sia la possibilità di invitare associazioni, attori, elementi utili non solo per un confronto ma per accompagnare questa sfida. Le scadenze indubbiamente sono fondamentali: quella del 1° luglio 2022, quella del 30 settembre 2022, sono a seguire rispetto all'indirizzo di natura politica.
Solo qualche precisazione per fare un po' di chiarezza: il piano d'ambito, ai sensi dell'articolo 149, che definisce i contenuti, deve essere approvato dall'ente di governo d'ambito, non dal Consiglio regionale, abbiamo dei ruoli diversi; nello stesso tempo il BIM mantiene il ruolo d'ambito, quindi di ente di governo, con competenze assolutamente rafforzate, ma non sarà il soggetto gestore che sarà individuato ai sensi dell'articolo 151. Questo è solo per mettere a fattor comune dei principi e soprattutto dei capisaldi.
Qualche riflessione in più: pur in assenza di un piano d'ambito, com'è stato detto questa mattina, sono stati approvati nel 2020 i PEF a livello di Unités, mentre è attivo un servizio integrato presso l'Unité Mont-Rose. Anche il servizio gestito direttamente dal Comune di Aosta è organizzato secondo quanto disposto dalle normative di riferimento, usufruendo tuttavia del servizio di depurazione del centro di Brissogne erogato dal sub-Ato.
Questa norma delicata, complessa, ma soprattutto che cambierà le sorti dei prossimi decenni è una norma che comunque è un frutto di un confronto tra i rappresentanti del Dipartimento ambiente, del Dipartimento programmazione, del Dipartimento risorse idriche, dagli Enti locali, dal BIM; il lavoro di redazione è stato volutamente indirizzato per semplificare la normativa vigente allo scopo di rendere rapidamente operativa una gestione integrata del servizio idrico. Dico questo perché i nostri Sindaci hanno votato negativamente questo DL, ma negativamente dal punto di vista soprattutto in natura finanziaria, quindi legato a quel futuro disegno di legge che questo Consiglio dovrà sicuramente affrontare nei prossimi mesi, anche a seguito del parere positivo di ARERA. Questo per dire che nella cornice e nell'elaborazione di quest'importante documento tutti gli attori hanno partecipato a scrivere questo atto e il fatto di aver ricevuto solo qualche settimana fa il parere positivo ci darà la possibilità, io immagino, auspico, ma penso che sia il percorso naturale tecnico, quindi di politico non c'è nulla, che, nel momento in cui affronteremo l'utilizzo dell'avanzo di amministrazione, o comunque di modifica, quella che sarà finanziaria, ci sarà sicuramente la capacità per reperire quelle risorse e quindi dare contezza e certezza soprattutto al BIM di poter fare determinati investimenti. Determinati investimenti che abbiamo sentito da parte di numerosi colleghi mettere sul tavolo gli ordini di grandezza che spacchettati in maniera molto semplici potremmo dividere in tre grandi tranches: la prima le risorse che sono già disponibili, che sono circa 60 milioni di euro; la seconda che sarebbero per i prossimi trent'anni i 7 milioni e mezzo, quindi equivalgono a circa 220 milioni; la terza grossa tranche sarebbe quella legata a come potrebbero essere coperti con i finanziamenti statali, europei e del PNRR. Questa è la cornice su cui oggi noi interveniamo e la cornice su cui oggi noi dobbiamo dare "l'okay" in maniera convinta. Ci spiace veramente che su questi grandi temi non ci sia l'unanimità di questo Consiglio, ma soprattutto un posizionamento di questo Consiglio, perché le criticità le conoscevamo tutti, al di là dei posizionamenti, ma poi la capacità è quella di trovare le migliori soluzioni per poi dare corso all'indirizzo di natura politica.
Devo dire che gli incontri che abbiamo avuto modo di fare come Commissione, soprattutto con i tecnici e con il Presidente della Regione e l'assessore Marzi, ci hanno messo a disposizione tutti gli elementi per poter decidere. Quando dico "tutti gli elementi" vuol dire che abbiamo chiesto veramente ai dirigenti degli sforzi nell'elaborare e comporre delle memo, delle relazioni utili a chi magari non ha avuto neanche dei ruoli comunali o sovracomunali e che quindi non si è mai occupato della questione; questo per dire che l'organo legislativo ha tutti gli elementi sul tavolo per poter decidere, a meno che si voglia invece mettere in campo una posizione politica alternativa, diversa, di natura privatistica, non pubblicistica, allora è legittima ma è un'altra strada.
Questo ci tenevo a dire, dato che abbiamo avuto modo comunque di confrontarci parecchio anche su questo DL, che oggi noi eletti, noi Consiglieri semplici abbiamo, grazie soprattutto ai dirigenti di primo livello, l'ingegner Franzoso e l'ingegner Rocco... penso che ci abbiano messo a disposizione una materia molto complessa e non facile tutti gli elementi per poter decidere tale indirizzo e soprattutto la possibilità di dar corso, da un punto di vista non solo economico-finanziario ma proprio di indirizzo, alla possibilità di poter scegliere.
Presidente - Assessore Marzi si è prenotato, ne ha facoltà.
Marzi (SA) - Io mi collego a quanto esplicitato da questo pragmatico e proficuo dibattito proprio per confermare alcuni aspetti che sono stati politicamente più volte richiamati rispetto a quest'atto, che, a tutti gli effetti, evidenzia una serie di caratteristiche, secondo me, che fondamentalmente possono essere ascritte a due categorie politiche, che però spesso vengono richiamate come fondamentali e che quindi è corretto anche andare a esemplificare nel momento in cui si ha la possibilità di trasformarle in un atto concreto. La prima fra tutti è la programmazione: la programmazione di fatto si evidenzia, rispetto al disegno di legge n. 59, non soltanto nel disegno di legge stesso ma in una serie di passaggi che lo anticipano e che, di fatto, si muovono anche in maniera parallela. Il primo passaggio assolutamente collegato a quanto richiamato dal dibattito è stato il fatto che nel momento in cui il disegno di legge n. 59 si componeva attraverso un proficuo lavoro da parte degli uffici e della Commissione, in contemporanea si rendeva evidente, come richiamato dal collega Testolin, ad esempio, l'assoluta necessità di dare gambe finanziarie a quanto previsto con quest'approvazione.
In parallelo quindi partiva un momento politico-amministrativo che portava all'individuazione della scelta di coinvolgere ARERA per l'esplicitazione dei sovracanoni sui grandi derivatori idroelettrici come uno dei pilastri finanziari che doveva poi di fatto dar gambe al disegno di legge n. 59 che era in via di definizione. Contemporaneamente si facevano anche delle scelte politiche che si sono poi concretizzate con l'articolo 14 della legge n. 35/2021: la legge di stabilità, che già ai tempi vide, a fronte di trentacinque colleghi presenti in aula, soltanto diciannove di loro votare affinché l'articolo 14 della 35 avesse immediata applicazione. Che cosa prevedeva l'articolo 14 della 35 a proposito del fatto di dare da subito una risposta positiva rispetto al disegno di legge n. 59 che oggi stiamo discutendo ma che ai tempi era già in definizione? Prevedeva la possibilità da subito, quindi dal 2022, di non introitare più delle cifre superiori ai 4 milioni di euro a livello regionale ma di bloccare, mettere un cappello, un Cap, a quanto di fatto gli Enti locali distribuiscono alla Regione per quanto previsto dalla n. 54/1998 e fermarsi a 4 milioni di euro. Già dal 2022, di fatto, oltre 3 milioni e 200 sono da subito disponibili nelle casse del BIM per poter dare gambe agli investimenti che oggi noi di fatto stiamo, in maniera indiretta, andando anche a definire. Se negli ultimi anni, di fatto dal 2016 per restare ai memo di cui parlava poc'anzi il collega Chatrian, si fosse già intervenuti in tal senso, solo dal periodo che va dal 2016 al 2021, quindi in quei cinque anni di riferimento, sarebbero state pari a 20 milioni le disponibilità finanziarie che sarebbero rimaste nelle casse del BIM per poter già iniziare a dar corso agli investimenti che stiamo tracciando.
Questo percorso di programmazione di interventi ha visto da subito, con l'articolo 14 della 35, mettere in disponibilità dei fondi che prima invece non restavano nelle casse del BIM ma, di fatto, venivano dati alla Regione e allo stesso tempo un percorso parallelo: quello che è stato più volte citato rispetto al DDL che andremo a discutere sui sovracanoni derivanti dalle grandi derivazioni idroelettriche.
L'altro aspetto che, secondo me, è fondamentale di quanto stiamo discutendo oggi in aula e che è stato più volte richiamato sia dal collega Jordan che dal collega Testolin che dal collega Chatrian è il concetto prospettico che questo DDL porta con sé, nel senso che ad oggi stiamo facendo delle scelte, ma queste scelte avranno come conseguenza, anche attraverso altre azioni legislative che verranno poste in essere, quello di assolutamente andare a dare gambe a un piano di investimenti che si sta discutendo e che, tra l'altro, è in capo proprio a Lega, perché anche i famosi 444.5 milioni di euro che sono stati oggetto di confronto in III Commissione sono stati raccolti come necessità da parte degli Enti locali proprio da parte del BIM su sollecitazioni e sulle necessità che il Comune ha evidenziato.
Questi due aspetti a maggior ragione rendono evidente come, anche in termini amministrativi e non solo politici, partendo dalle votazioni dell'articolo 14 della 35 fino al confronto che c'è stato in Commissione, assolutamente proficuo sia da un punto di vista politico che amministrativo, il disegno di legge n. 59 non è un punto di arrivo di un percorso avviato ma è un punto di partenza che vuole assolutamente rendere l'acqua un bene fondamentale per tutti, ma a maggior ragione in Valle d'Aosta per la sua storia e soprattutto per il fatto che, essendone fortemente provvisti, abbiamo maggiori responsabilità rispetto agli altri nella sua necessità e anche nella sua gestione visti i periodi delicatissimi che stiamo vivendo.
Presidente - Altri vogliono intervenire in discussione generale? Ha chiesto la parola il consigliere Cretier, ne ha facoltà.
Cretier (FP-PD) - Come gruppo voteremo il disegno di legge n. 59, l'ennesimo che andremo a votare oggi, avendo valutato la questione e realmente approfondito in III Commissione dov'è sempre possibile proporre gli approfondimenti necessari, anche per un futuro programmatorio della Commissione. Una necessità di procedere velocemente e un passaggio sostanziale dove un solo ente si occuperà della captazione del controllo, dell'accumulo, della distribuzione dell'utenza e dello scarico in fognatura, la depurazione e infine la fatturazione finale, una norma necessaria anche per evitare un possibile commissariamento.
L'obbligo è di creare un'unica aggregazione territoriale, la cosiddetta "EGA", dove ogni rappresentante del Comune parteciperà. Molti obiettivi sono all'ordine del giorno, ma il primo sarà di fare una reale ricognizione delle infrastrutture e predisporre gli interventi necessari. Creare poi un modello di gestione e affidare la gestione stessa creando un piano economico finanziario omogeneo e razionale, una visione completa e non con settantaquattro punti di vista. Certamente esiste una disomogeneità comunale dovuta alle priorità messe in luce a livello locale nel recente passato dei Comuni, mentre altri hanno messo in programma altre priorità programmatiche, poi ci sarà il passaggio alla tariffa unica, gestita da un solo ente, e questo è uno dei temi scottanti per i cittadini. Gli Enti locali a loro volta hanno evidenziato il tema dei fondi assegnati e da sostenere comunque per il futuro.
Sotto l'aspetto finanziario certamente va segnalato l'articolo 8, comma 3, in cui si sostiene che la Regione può intervenire con risorse proprie per la restituzione di mutui accesi dall'ente gestione ambito e per la copertura dei costi dei relativi interessi.
Una norma urgente ma necessaria per non incappare in infrazione e impatti negativi sul piano nazionale di resilienza; una norma magari non perfetta, un percorso ancora lungo, molte cose sono in evoluzione, quindi un primo tassello in una razionalizzazione di interventi in un bacino imbrifero complesso, fatto di molte vallate alpine con strutture abitative residenziali sparse nel territorio che obbligatoriamente hanno necessità di servizi ma che aumentano i costi e la gestione collettiva di infrastrutture complesse ma necessarie per mantenere evidentemente il presidio e la vivibilità difficile nel territorio valdostano. Come gruppo, voteremo convintamente questo disegno di legge.
Presidente - Altri vogliono intervenire in discussione generale? Non vi sono altre richieste, chiudiamo la discussione generale. La discussione generale è chiusa. Per la replica, ha chiesto la parola il Presidente della Regione, ne ha facoltà.
Lavevaz (UV) - Devo dire che i miei colleghi, in particolare l'assessore Marzi e soprattutto il relatore Chatrian, il Presidente di Commissione, hanno già replicato in maniera molto puntuale alle considerazioni fatte nell'ampio dibattito che c'è stato su questo disegno di legge, che sicuramente, senza falsa retorica, è un disegno di legge molto importante frutto di un lavoro lungo, complesso, di grande condivisione anche con Enti locali; su questo voglio subito fare un chiarimento, anche se in parte è già stato detto. Il parere degli Enti locali, che è stato espresso la settimana scorsa, ha sottolineato in maniera molto chiara, anche se poi ovviamente sulla stampa è stato ripreso soprattutto l'aspetto critico, com'è normale che sia, il parere positivo su tutta la linea tranne sul comma dell'articolo 8 che riguarda appunto i famosi 4 milioni. Su tutto il resto il parere era positivo, anche perché sostanzialmente il disegno di legge è stato costruito ed elaborato a quattro mani in quanto coinvolti due Dipartimenti: il Dipartimento di Franzoso, il Dipartimento di Rocco, insieme al BIM e agli Enti locali.
Dal punto di vista della costruzione, questo è un disegno di legge che ha avuto un iter e una genesi condivisa, seppur in tempi molto stretti e con contingenze che sono state ricordate negli interventi precedenti e che non sto a ripetere, le conosciamo tutti bene, sia a livello di tempistiche, di scadenze, di quello che avremmo perso se non avessimo portato avanti questo disegno di legge, eccetera.
Ripeto: è un parere, quello del Consiglio permanente degli Enti locali, che non mi ha stupito per niente perché mi aspettavo una posizione comunque critica, in quanto sapevamo che il punto relativo ai 4 milioni non era stato risolto nella forma ed era impossibile risolverlo per il semplice fatto che ad oggi quei 4 milioni, che sono ancora trasferiti alla Regione, danno copertura alla legge regionale n. 5/2021, che, peraltro, ha come beneficiari gli Enti locali; ma questo poco ha a che vedere con le analisi fatte, quindi era impossibile togliere quei 4 milioni senza sostituire la copertura della legge n. 5.
È stato detto bene però che c'era un impegno politico, perché non poteva essere un impegno formale, ma un impegno politico da parte mia a coprire innanzitutto quei 4 milioni, magari non tutti, facendo una valutazione sulle effettive necessità del 2022 in fase di assestamento, quindi trovare qualche risorsa su delle effettive urgenze per il 2022 e coprire per quest'anno questa differenza.
Poi in prospettiva l'impegno più importante era quello che questi 4 milioni fossero strutturali al BIM, ma la cosa più importante che mi preme sottolineare è che questa non è una novità di quest'anno. La novità di quest'anno è che abbiamo invertito una rotta che aveva preso questa direzione sin dal 2011; fino al 2011 tutti gli extra-canoni, quindi il gettito dei sovracanoni, veniva completamente introitato dal BIM e distribuito ai Comuni.
Dal 2012 in poi, quindi negli ultimi dieci anni, si è preso a riferimento il gettito del 2009, quindi tutto quello che eccedeva il gettito del 2009, rispetto alle produzioni idroelettriche delle diverse entità, veniva riversato alla Regione; un gettito, che l'ha ricordato prima l'Assessore senza fare dei numeri, è oscillato dai 6-7 fino a più di 10 milioni di euro all'anno, quindi è un gettito comunque che è stato importante per la Regione.
Perché dico che quest'anno abbiamo cambiato direzione? Perché per la prima volta, dopo dieci anni, non abbiamo introitato nel bilancio regionale tutto questo extra-gettito, quindi la differenza rispetto al 2009, ma ne abbiamo introitato più o meno la metà. Nella finanziaria approvata a fine anno scorso, la legge regionale n. 35, abbiamo detto: introitiamo solo 4 milioni. Perché l'abbiamo detto? Perché ci servivano per chiudere il bilancio, prendendoci l'impegno in futuro di fare dei ragionamenti di prospettiva diversi. Ma questa è una cosa che i Comuni chiedono - io sono stato quindici anni dall'altra parte - da almeno sette-otto anni, che questi soldi tornino ai Comuni, quindi non è una novità di quest'anno come non lo è il fatto che BIM si occupi di investimento nel servizio idrico perché il BIM si occupa di investimenti, soprattutto di somme urgenze nel servizio idrico da decenni, quindi anche i fondi che il BIM ha distribuito e utilizzato in questi ultimi anni sono fondi che sono stati distribuiti sui Comuni per investimenti e interventi di somma urgenza o di urgenza, o di emergenza sul servizio idrico.
Questa crisi nei rapporti, o quanto meno una crisi creata dalla stampa, perché i rapporti sono assolutamente ottimi e collaborativi sempre e comunque con gli Enti locali. Ripeto: non è il parere che mi ha stupito, sono più le dichiarazioni colorite di qualche Sindaco sicuramente rese - come ha detto bene credo il collega Testolin - per il fatto che questi Sindaci non fossero stati correttamente informati delle interlocuzioni di quello che era stato costruito rispetto alla soluzione di questi quattro milioni. Ripeto: 4 milioni in merito ai quali quest'anno era già previsto un passaggio in deroga alla legge regionale 54/1998, perché se non avessimo derogato sulla finanziaria, questi 4 milioni sarebbero stati 7 e mezzo guardando il gettito degli ultimi anni. Invece abbiamo detto 4 milioni (3,5) rimangono già al BIM e sugli altri facciamo dei ragionamenti. In questo ragionamento è uscito poi il DL di cui ha parlato in maniera più compiuta il collega Marzi ma quello è un di più che è arrivato, che si porterà avanti ma che non ha una connessione funzionale e strutturale a questo disegno di legge - e qua vengo a quanto dentro dalla collega Minelli - è chiaro che una discussione generale di tutto sarebbe stato l'ottimo per tanti motivi, ma questi due disegni di legge non hanno nessuna connessione strutturale o funzionale uno con l'altro.
Quelli che saranno destinati con il nuovo gettito derivante da questo sovracanone delle grandi derivazioni, sono dei fondi che avranno una copertura ancora in più e anche questo era un aspetto a conoscenza almeno dei vertici del BIM sicuramente e anche del CELVA.
Il fatto che siano state fatte delle dichiarazioni forti nasce da una mancanza di informazione da parte di tutti, perché le cose erano molto chiare e in prospettiva più che risolte, perché, al di là degli impegni già presi e concordati con gli Enti locali, che erano quelli di una copertura con l'assestamento, c'è questa possibilità in più che nasce da questo disegno di legge che arriva, com'è già stato detto e non voglio ripetere, da un parere dell'ARERA che è arrivato in queste settimane, come già è stato detto.
Venendo a qualche altra replica ma, ripeto, sono state fatte tutte in maniera molto puntuale dai miei colleghi, la collega Minelli ha parlato dell'Osservatorio, quindi relativamente dell'articolo 3, sulla possibilità di inserimento di altri componenti; questo di fatto è già inserito, l'ultima lettera dell'articolo 3 - adesso non mi ricordo il comma - prevede la possibilità per qualsiasi altro ente a seconda delle necessità di essere nell'Osservatorio.
Per quanto riguarda il Piano d'Ambito, credo che abbia risposto in maniera esaustiva il collega Chatrian; il BIM mantiene e direi anche rafforza e amplia le sue competenze di ente di governo del servizio idrico. Non potrà esserne invece il soggetto gestore, perché questo la norma prevede che deve essere non più una gestione autonoma, quindi questo sarà oggetto di un affidamento che sarà fatto nei prossimi mesi e relativamente al Piano d'Ambito, come correttamente è stato detto, sarà una competenza del BIM stesso e non di questo Consiglio regionale.
Io credo che questa sia una legge, com'è stato detto, molto positiva e sicuramente un cambiamento strutturale completo e a 360 gradi del servizio idrico dei nostri territori, un iter che, al di là di tutte le considerazioni corrette e condivisibili fatte all'interno di quest'aula, era assolutamente necessario e non più procrastinabile per tutti i motivi che abbiamo già detto. Innanzitutto un'ottemperanza di norme per le quali siamo già un po' al limite, sicuramente la necessità di uniformare il trattamento del servizio su tutto il territorio regionale, quindi di conseguenza anche tutto l'ambito tariffario, ma soprattutto direi in questo momento, e qua viene soprattutto la contingenza dei tempi soprattutto, di poter accedere ai fondi e ai bandi del PNRR, com'è stato ricordato molto bene dal collega Testolin, che sono in scadenza nei prossimi mesi e per i quali, senza questo passaggio, sarebbe impossibile accedere.
Si poteva fare tutto con maggiore condivisione, con il Consiglio, con le Commissioni, con maggiore calma, probabilmente sì, non questa volta perché purtroppo la tempistica era stringente, quindi io credo che i passaggi in Commissione siano comunque stati costruttivi, produttivi e non credo che si sia sottratto del tempo al dibattito e al confronto; al di là della contingenza, credo che l'iter sia stato positivo.
Chiudo anch'io ringraziando innanzitutto la Commissione, il Presidente di Commissione e tutti i tecnici delle due strutture, il BIM e gli Enti locali, per aver lavorato insieme in maniera fattiva per la costruzione di un disegno di legge che è sicuramente un passaggio storico importante ma soprattutto necessario.
Presidente - Non vedo altri interventi. Se non vi sono altri interventi, passiamo prima all'analisi dell'ordine del giorno e poi alla votazione di questo e alla votazione di seguito del DL n. 59. Ha chiesto la parola la consigliera Minelli per l'illustrazione dell'ordine del giorno.
Minelli (PCP) - L'ordine del giorno che abbiamo presentato ricalca sostanzialmente una mozione che è stata approvata all'unanimità nel mese di febbraio scorso dal Consiglio regionale del Friuli-Venezia-Giulia e ricalca anche un ordine del giorno che invece è stato presentato dai Capigruppo di maggioranza al Comune di Aosta e poi votato da ventiquattro Consiglieri. In buona sostanza che cosa dice quest'ordine del giorno? Esprime una valutazione negativa sull'articolo 6 contenuto nel decreto concorrenza, che è attualmente, come dicevamo stamattina, in discussione in Parlamento. Sappiamo che sull'articolo sono state proposte anche delle modifiche che non sono così incisive rispetto al testo attuale, al testo che comunque al momento sarà quello su cui verrà fatta la discussione e probabilmente, anche da quello che si leggeva sui giornali stamattina, posta la fiducia. È un tema che già a gennaio era stato sottoposto all'attenzione della Conferenza delle Regioni, che è stato discusso anche in Conferenza unificata ANCI e Unione delle Province italiane. È un atto questo che è stato proposto altrove, e che riproponiamo qui, volto a evitare che molte attività di interesse generale, relative alle esigenze delle comunità locali, vengano poi individuate a livello statale, mettendo così in discussione le prerogative degli Enti locali, ma nel nostro caso anche le prerogative statutarie rispetto alla gestione di servizi pubblici locali e alla tutela dei diritti a essi collegati. In particolare il problema si porrebbe per la gestione dei beni comuni, in primis l'acqua, che è gestita, come stiamo anche discutendo in queste ore, attraverso i servizi idrici integrati, spingendo di fatto verso una privatizzazione dei servizi pubblici che sono essenziali al soddisfacimento dei bisogni della collettività. Inoltre in quell'articolo si prevede una serie di carichi e di vincoli su tutti i servizi cercando di metterli a gara, quindi di privilegiare in sostanza la tutela della concorrenza rispetto agli interessi collettivi. È un rischio quello contenuto in quest'articolo che è plausibile e che riteniamo vada in qualche modo scongiurato. È per questo che abbiamo ritenuto importante richiamare l'attenzione sull'argomento nell'ambito della discussione del disegno di legge n. 59 che tratta proprio del servizio idrico integrato e di farlo con una certa urgenza visto che si sta discutendo proprio in questi giorni.
Nelle premesse dell'ordine del giorno abbiamo richiamato in particolare il dibattito che c'è in Italia attualmente sulla gestione dei beni comuni, abbiamo rilevato che ci sono delle criticità per quello che riguarda la gestione dei servizi pubblici perché si pone questa materia nell'ambito di un'esclusiva competenza statale, definendo anche la modalità di gestione diretta dei servizi come condizionata da una serie di adempimenti, come dicevo prima, molto stringenti.
Abbiamo ricordato anche che nel 2011 sulla materia della gestione dei servizi pubblici locali c'era stato un referendum attraverso il quale la maggioranza assoluta degli Italiani si era pronunciata contro la privatizzazione dei servizi pubblici e per la sottrazione degli stessi a partire dal servizio idrico alle dinamiche del profitto.
Abbiamo richiamato poi che quest'articolo 6 metterebbe in discussione la funzione pubblica degli Enti locali e anche la competenza che la nostra Regione ha in base all'articolo 2 dello Statuto speciale.
Sottolineiamo che un provvedimento simile a questo - avevo detto all'inizio -, una mozione, è stata approvata da una Regione autonoma a statuto speciale all'unanimità, quindi ha visto la partecipazione al voto trasversale e anche un ordine del giorno simile è stato, come dicevo, approvato dal Comune di Aosta.
L'impegno dell'ordine del giorno è quello di chiedere al Presidente della Regione di trasmettere alla Presidenza del Consiglio dei ministri il documento al fine di richiedere formalmente lo stralcio dell'articolo 6 dal decreto concorrenza.
Presidente - La discussione generale sull'ordine del giorno è aperta. Non vedo richieste. Se non c'è nessun intervento, faccio due considerazioni sulla questione. Come si sa, gli ordini del giorno, come dice qualcuno, non si negano a nessuno e sappiamo bene che non sempre hanno dei risultati significativi. È però importante affrontare quest'argomento, un argomento che è stato protagonista in diverse occasioni del dibattito pubblico, in particolare ai tempi del referendum che, tra l'altro, ho seguito con attenzione con la raccolta firme e che è stato un momento importante, quel referendum, per segnare il fatto che l'acqua rappresenta un bene pubblico e un bene comune dalla difficile applicazione a un principio che non può essere derogato e, tra l'altro, rappresenta anche le modalità con le quali in Valle d'Aosta si è sempre vista e gestita l'acqua.
È importante anche introdurre, nel dibattito pubblico su quest'argomento della concorrenza, un aspetto diverso; il dibattito pubblico in Italia è essenzialmente concentrato sulla questione della concessione delle spiagge, un dibattito pubblico povero nel quale il mercato e la concorrenza si infrange sul bagnasciuga del Twiga piuttosto che del Papeete. È importante guardare anche oltre quest'aspetto perché ci sono altre questioni, come quella dell'idroelettrico, che riguardano l'acqua, che sono un bene strategico per la nostra Regione certamente ma in generale, anche in questo particolare frangente; pertanto aprire una discussione e un dibattito pubblico che vada al di là delle spiagge è un fatto positivo e non si può che non sostenere quest'ordine del giorno che ha un percorso lungo nel tempo.
Ci sono altri? Se non ci sono altri, chiudiamo la discussione generale. La discussione generale è chiusa. Ha chiesto la parola il consigliere Manfrin, ne ha facoltà.
Manfrin (LEGA VDA) - Io non avevo alcuna intenzione di intervenire, però ritengo che lei abbia passato la misura e non è la prima volta. Se lei desidera fare delle valutazioni politiche, sia esse politiche sia esse ironiche, già interpretando il suo ruolo di Presidente del Consiglio, credo sia assolutamente sbagliato; dopodiché se lei lo fa utilizzando anche i tempi che lei si prende rispetto alla gestione di quest'aula, senza neanche preannunciare che fa un intervento politico nel merito della questione, ridicolizzando peraltro anche l'iniziativa di una collega dicendo che un ordine del giorno non si rifiuta a nessuno, io credo che lei venga meno al suo incarico di Presidente del Consiglio.
La prego, presidente Bertin, quindi di rispettare l'incarico che lei ha per l'istituzione e per quello che lei rappresenta all'interno di quest'aula, perché lei è una figura di garanzia rispetto a tutte queste forze politiche, rispetto a tutti i Consiglieri che sono presenti in quest'aula. Glielo ho già detto, speravo che fosse chiaro, ma lei persegue ancora a questi comportamenti.
Presidente, la prego, rispetti le istituzioni, rispetti il suo ruolo.
Presidente - La discussione generale è chiusa. Per la replica, ha chiesto la parola il presidente della Regione Lavevaz, ne ha facoltà.
Lavevaz (UV) - Una breve replica. Quest'ordine del giorno, per il quale ho fatto qualche verifica anche di natura tecnica, richiama l'attenzione rispetto al DDL concorrenza, che è al vaglio in queste settimane e in qualche modo cerca di mettere ordine rispetto alla gestione dei servizi pubblici, cercando di definire anche in maniera più o meno chiara quali siano i poteri di regolazione ai diversi livelli: regionali, nazionali, intermedi. Viene posta in maniera importante l'attenzione sulla separazione a livello locale tra le funzioni di regolazione e le funzioni invece di diretta gestione dei servizi.
Senza entrare nel merito delle questioni più tecniche, nello specifico l'articolo 6, oggetto di quest'ordine del giorno, probabilmente non andrebbe a spostare, ancorché approvato così com'è, nulla rispetto al disegno di legge che andiamo ad approvare oggi, però comunque nel principio credo che quella proposta sia una richiesta condivisibile quella che viene proposta e il cui principio che è stato condiviso anche dai colleghi del Friuli-Venezia-Giulia.
Ci sono alcune questioni: ad esempio, quella dei criteri di scelta del soggetto gestore che dovrebbero essere afferenti invece nello specifico a quanto abbiamo discusso oggi, ad esempio la questione dell'in house piuttosto che altre questioni. Sono queste però probabilmente questioni che, visti i tempi di entrata in vigore anche del DL, arriveranno, per quanto riguarda noi, a cose fatte, però questo non toglie il merito della questione sottolineata, che, secondo me, è condivisibile.
L'ordine del giorno quindi può essere assolutamente sottoscritto anche da parte nostra.
Presidente - Se non vi sono dichiarazioni di voto, mettiamo in votazione l'ordine del giorno. Ha chiesto la parola la consigliera Minelli.
Minelli (PCP) - Ho ascoltato con attenzione le parole del Presidente della Regione e in parte lei ha detto che potrebbe non esserci una conseguenza sulla nostra situazione con l'approvazione dell'articolo 6 così com'è in questo momento, però poi ha fatto una valutazione, che, secondo me, è quella più importante, ed è la ragione per cui noi abbiamo ritenuto che il tema fosse pertinente in relazione al DL e anche urgente: urgente lo sappiamo tutti perché, perché si sta per votare questa cosa, lei dice poi che gli effetti arriveranno successivamente all'approvazione, però l'ente gestore, come lei ha appena detto, noi non lo stiamo scegliendo oggi, non stiamo decidendo, è una cosa che succederà nel tempo.
L'articolo 6 del decreto concorrenza potrebbe avere un'incidenza anche marcata sul soggetto a cui affidare la gestione del servizio idrico integrato, perché proprio quell'articolo contiene delle disposizioni che sono rivolte agli Enti locali per affidare i servizi pubblici tramite gare e non, da quello che riusciamo a capire, a delle società in house come invece sembra di capire, poi ci è stato chiarito anche nelle audizioni, si intende fare con la gestione del servizio idrico integrato.
Credo che sia stata colta la ratio che sta alla base di quest'ordine del giorno e quindi accogliamo favorevolmente la posizione del Governo.
Presidente - Metto in votazione l'ordine del giorno. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti, votanti e favorevoli: 34
L'ordine del giorno è approvato.
Adesso passiamo all'analisi dell'articolato del disegno di legge n. 59. Articolo n. 1, se non vi sono interventi, lo mettiamo in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 20
Favorevoli: 20
Astenuti: 15 (Aggravi, Baccega, Brunod, Carrel, Distort, Foudraz, Ganis, Lavy, Manfrin, Marquis, Perron, Planaz, Rollandin, Sammaritani, Spelgatti)
L'articolo n. 1 è approvato.
Stesso risultato per l'articolo n. 2? Stesso risultato. Per l'articolo 3? Metto in votazione l'articolo n. 3. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 18
Favorevoli: 18
Astenuti: 17 (Aggravi, Baccega, Brunod, Carrel, Distort, Foudraz, Ganis, Erika Guichardaz, Lavy, Manfrin, Marquis, Minelli, Perron, Planaz, Rollandin, Sammaritani, Spelgatti)
L'articolo n. 3 è approvato.
Metto in votazione l'articolo n. 4. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 20
Favorevoli: 20
Astenuti: 15 (Aggravi, Baccega, Brunod, Carrel, Distort, Foudraz, Ganis, Lavy, Manfrin, Marquis, Perron, Planaz, Rollandin, Sammaritani, Spelgatti)
L'articolo n. 4 è approvato.
Posso dare lo stesso risultato per l'articolo n. 5? No? Lo metto in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 18
Favorevoli: 18
Astenuti: 17 (Aggravi, Baccega, Brunod, Carrel, Distort, Foudraz, Ganis, Erika Guichardaz, Lavy, Manfrin, Marquis, Minelli, Perron, Planaz, Rollandin, Sammaritani, Spelgatti)
Posso dare lo stesso risultato per l'articolo 6? Stesso risultato. Articolo 7? Stesso risultato. Articolo 8? Stesso risultato. Articolo 9? Stesso risultato. Articolo 10? Stesso risultato. Articolo 11? Stesso risultato. Articolo 12? Stesso risultato. Articolo 13? Stesso risultato. Articolo 14? Stesso risultato. Articolo 15? Stesso risultato.
A questo punto mettiamo in votazione la legge nel suo insieme. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 18
Favorevoli: 18
Astenuti: 17 (Aggravi, Baccega, Brunod, Carrel, Distort, Foudraz, Ganis, Erika Guichardaz, Lavy, Manfrin, Marquis, Minelli, Perron, Planaz, Rollandin, Sammaritani, Spelgatti)
La legge è approvata.
