Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1523 del 25 maggio 2022 - Resoconto

OGGETTO N. 1523/XVI - "Inizio della discussione generale sul D.L. n. 59: "Nuova disciplina dell'organizzazione del servizio idrico integrato. Modificazioni alla legge regionale 7 dicembre 1998, n. 54, alla legge regionale 30 marzo 2015, n. 4, e alla legge regionale 22 dicembre 2021, n. 35".

Bertin (Presidente) - Punto n. 10.01 all'ordine del giorno. Il disegno di legge n. 59 sul servizio idrico integrato è composto da 15 articoli e si esamina il testo predisposto dalla III Commissione. È stato depositato un ordine del giorno del PCP. Il relatore è il consigliere Presidente della III Commissione Chatrian. C'è stata una richiesta d'intervento da parte del consigliere Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) - Solo per chiedere una breve sospensione.

Presidente - Il Consiglio è sospeso.

La seduta è sospesa dalle ore 11:52 alle ore 12:00.

Bertin (Presidente) - Come dicevo in precedenza prima della sospensione, si esamina il nuovo testo predisposto dalla III Commissione. Il relatore è il Presidente della III Commissione, consigliere Chatrian, che si è prenotato e a cui passo la parola.

Chatrian (AV-VdA Unie) - Ho l'onore di fare il relatore di quest'importante legge che è da diversi mesi che i due Assessorati competenti, insieme al BIM, insieme ai Sindaci della Valle d'Aosta, hanno elaborato e hanno cercato di comporre, in un clima un po' surreale sul piano politico; con una certa cognizione di causa faccio il relatore di quest'importante disegno di legge, perché se questo disegno di legge sarà approvato oggi da questo Consiglio, sarà comunque una legge epocale per il sistema Valle d'Aosta.

Il disegno di legge n. 59 oggi è all'attenzione dell'aula e reca disposizioni per la disciplina dell'organizzazione del servizio idrico integrato della Valle d'Aosta, in attuazione dell'articolo 12 del Decreto luogotenenziale del 7 settembre 45 numero 545, delle competenze assegnate alla Valle d'Aosta dallo Statuto speciale, di norme di attuazione dello statuto speciale e dell'ordinamento eurounitario e in coerenza con le disposizioni statali contenute nel Decreto legislativo 152/2006 in materia ambientale.

Il progetto di legge, oltre a regolare il percorso di riorganizzazione del servizio idrico integrato, armonizza in un unico la normativa regionale di settore, modificando e abrogando le disposizioni che, nel tempo, si sono sovrapposte creando un quadro frammentato e di difficile applicazione.

Ad oggi la Valle d'Aosta è l'unica Regione a non aver dato attuazione al servizio idrico integrato con l'approvazione e l'attuazione di un piano d'ambito.

Questa situazione può comportare l'avvio di procedure d'infrazioni europee e l'impossibilità di accedere a finanziamenti statali ed europei in materia.

Per addivenire a una gestione strutturata del servizio idrico locale, si è reso necessario operare una profonda revisione dell'assetto normativo regionale, adeguandolo ai tempi e ai modelli virtuosi presenti sul territorio nazionale.

Il disegno di legge oggi in discussione ha la finalità di assicurare un'azione generale di tutela e di corretta utilizzazione della risorsa idrica secondo criteri di solidarietà, di salvaguardia dei diritti delle generazioni future, di rinnovo, di riutilizzo e di risparmio delle risorse, salvaguardando il prioritario soddisfacimento delle esigenze idropotabili della popolazione.

Secondo: individuare l'Ato e l'ente di governo dell'ambito, garantendo il principio di unicità della gestione del servizio idrico integrato.

Terzo: garantire per la gestione del servizio idrico integrato la separazione delle funzioni amministrative, di organizzazione e di controllo da quell'erogazione dei servizi nel rispetto dei principi di efficacia, efficienza, economicità e sostenibilità.

Conseguire adeguati livelli tariffari uguali per tutti i cittadini, nel rispetto dei principi di gradualità, responsabilizzazione, equità e perequazione a livello di ambito territoriale ottimale, l'Ato.

Nell'ambito dell'organizzazione, il disegno di legge conferma quanto già disposto dalla legge regionale 37/2021, che abbiamo votato solo qualche mese fa, individuando il Consorzio dei Comuni della Valle d'Aosta ricadenti nel bacino imbrifero montano della Dora Baltea, BIM, quale ente di governo d'ambito, EGA, e attribuendo le funzioni al fine di garantire la gestione del servizio idrico integrato secondo criteri di efficienza, efficacia ed economicità.

Partendo da tale presupposto, il disegno di legge articola l'organizzazione dell'ente di governo d'ambito e regola la transizione della gestione effettuata dai Comuni o dai sotto ambiti alla gestione unica.

È importante ricordare che la gestione unica garantisce un eguale servizio a tutti i cittadini offrendo modalità più strutturate e adeguate ai tempi.

Il disegno di legge consente altresì - tramite la realizzazione del Piano d'ambito predisposto proprio dal BIM nella sua funzione di EGA - una chiara individuazione delle priorità e quindi una definizione della programmazione degli interventi.

La necessità di adempiere a quanto previsto dalla normativa statale, di rispondere alle sfide emergenti derivanti dagli effetti del cambiamento climatico, rende necessario lo straordinario sforzo di programmazione e d'investimenti per recuperare l'assenza di una struttura di programmazione degli interventi in materia di servizio idrico integrato registrata negli ultimi anni.

Proprio in Commissione abbiamo avuto modo di audire il Presidente della Regione, l'Assessore competente e i tecnici che hanno elaborato non solo il disegno di legge da un punto di vista giuridico, ma proprio il percorso da un punto di vista tecnico, quindi quelli che saranno gli investimenti, quelle che saranno le priorità, come si interverrà e soprattutto come il Disegno - la sua cornice principale - cercherà di dar corso a quest'importante modifica di legge.

Le fonti di finanziamento integrative rispetto agli accantonamenti in tariffa previste dal Disegno di legge per programmare interventi nel settore del servizio idrico integrato sono adeguate alle sfide da affrontare.

Questo è uno di quei piani che ad inizio di quest'anno, al termine del 21, avevamo messo in programma come maggioranza, insieme al piano dei rifiuti, insieme a quest'importante legge del servizio idrico integrato, insieme al disegno di legge 61 che andremo ad affrontare nel pomeriggio, probabilmente per quanto riguarda il piano dedicato all'ARER, quei piani che magari scritti nel nostro DEFR sembravano solo delle meteore o dei buoni propositi e che invece trovano contezza e soprattutto trovano delle leggi che sostengono quello che noi abbiamo inserito nero su bianco sul DEFR, approvato da questa maggioranza nel dicembre 2021.

Dalla teoria alla pratica, dai buoni propositi alle leggi, ai finanziamenti, al dare corso a quello che la buona politica cerca di mettere in campo nel momento in cui lo fa, nel momento in cui annuncia quella che è la pianificazione e la sua programmazione.

Per fare questo, indubbiamente, ci vanno giornate di lavoro, ci vanno incontri, bisogna studiare la materia molto delicata, non facile, forse anche innamorarsi di certe tematiche che non tutti abbiamo non a cuore ma che conosciamo, perché non possiamo essere dei tuttologi.

Detto questo, il nostro ruolo e il nostro compito forse più che mai è quello invece di approvare delle buone leggi, dei buoni strumenti, che possano essere utili a chi sarà deputato, magari non sarà questa maggioranza a dare corso a quest'importante legge, sarà qualcun altro, ma il lavoro penso che oggi sia stato fatto bene, con una certa importanza, con una certa dedizione, in modo che si possa poi dare corso a una modifica epocale.

Occorre infatti affrontare una manutenzione evolutiva delle reti - idropotabile e fognaria - nonché degli impianti di depurazione, per ridurre perdite e aumentarne l'efficienza, al fine di contrastare la riduzione della disponibilità idrica attesa per il futuro.

Basti ricordare che negli ultimi anni è stato ad esempio necessario ricaricare con autobotti le vasche degli acquedotti di alcuni Comuni. All'interno di questo Consiglio siamo in numerosi ad aver avuto modo di ricoprire un ruolo da Sindaco nei nostri Comuni, quindi conosciamo quali sono i punti di forza ma conosciamo anche quali sono i punti di debolezza delle nostre reti fognarie, dei nostri acquedotti, e soprattutto di come sono state accompagnate negli ultimi 20-25 anni.

"Le fonti di finanziamento che contribuiscono ad abbassare l'importo che diversamente dovrebbe essere posto in tariffa, sono costituite da:...".

Questo è un passaggio fondamentale, fondamentale perché al centro ci sono i cittadini, c'è la nostra comunità, e, se questo disegno di legge diventerà legge, si contribuirà comunque ad abbassare l'importo che, diversamente, dovrebbe essere posto in tariffa.

Come? In prima battuta dai sovracanoni delle concessioni idroelettriche. Al momento il BIM può contare su 3,2 milioni di euro derivanti dai sovracanoni, da tempo, però, sia il BIM che il CELVA sono stati indubbiamente informati - dall'Assessore competente, dal Presidente della Regione, dalla politica tutta - dell'avvio delle procedure per aumentare tale importo di 4 milioni di euro.

Questo è stato un tema molto dibattuto all'interno della Commissione. Ringrazio tutti quelli che sono intervenuti, perché bisognava fare chiarezza e, quando le cose non sono chiare, è giusto probabilmente creare quelle condizioni e mettere tutti gli attori attorno a un tavolo per capire cosa si è fatto, cosa si vuole fare e con che strumenti s'intende comunque trovare la migliore soluzione.

Ma la migliore soluzione va trovata nel momento in cui ci sono tutti i pareri tecnici, nel momento in cui ci sono anche dei pareri che devono arrivare a livello nazionale. Fino alla prima settimana di maggio non avevamo avuto ancora l'OK da parte di ARERA.

Sull'argomento è in fase di completamento uno specifico disegno di legge che, intervenendo sui canoni di concessione, prevede l'introduzione di una nuova quota di aumento del canone dell'ammontare complessivo di almeno 4 milioni di euro, da utilizzare quale compensazione di quanto oggi utilizzato per i contributi ai Comuni per la legge regionale 5/2001 e da destinare così al finanziamento degli interventi del piano d'ambito.

Il disegno di legge ha già ottenuto il parere favorevole dell'autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, ARERA, e sarà sottoposto quanto prima all'attenzione della Commissione consiliare competente.

Capite tutti che oggi non era possibile approvare un altro disegno di legge o emendare il disegno di legge n. 59, ma, a seguito del parere positivo di ARERA, a seguito della verifica e controllo che il legislativo sta portando avanti, nei prossimi mesi sarà cura di questo Consiglio dare corso a questa necessità, necessità che BIM e Sindaci tutti aspettano, ma a cui questo Consiglio, da un punto di vista prima tecnico e poi politico, darà corso per una necessità scritta non solo nero su bianco, ma necessaria affinché il BIM possa fare tutta una serie d'investimenti strutturali perché queste risorse saranno delle risorse certe, strutturali e soprattutto annuali.

Quali saranno le altre fonti d'investimento? Saranno quelle provenienti da fonti regionali, statali o europei. Con riferimento ai fondi statali e PNRR, si ricorda che l'approvazione del disegno di legge in esame costituisce presupposto fondamentale per accedervi, questo è l'altro passaggio importante, capitale e soprattutto necessario. Nel momento in cui questo disegno di legge diventerà legge, noi potremo accedere ai finanziamenti statali ed europei.

L'approvazione del disegno di legge, oltre a consentire - come dicevo - il presupposto per l'accesso ai bandi del PNRR, costituisce anche il soddisfacimento alla condizione abilitante richiesta dall'Unione Europea per l'accesso a fondi europei per lo Stato italiano, quindi è un combinato disposto, qualcuno direbbe, è la sommatoria che va nella direzione auspicata dalla Commissione tutta, perché stiamo discutendo un nuovo testo rivisto dalla III Commissione.

Poi infine, non per importanza, non dobbiamo dimenticarci che l'altra fonte di finanziamento saranno i mutui a medio o a lungo termine.

Il disegno di legge prevede la possibilità che per interventi strategici, inseriti nel piano d'ambito, L'EGA e la Regione possano contrarre mutui a medio o a lungo termine, disciplinando la possibilità ulteriore che la Regione intervenga per la restituzione dei mutui accesi o per la copertura del costo dei relativi interessi.

Evidenzio che il BIM - una volta completata l'approvazione del progetto di legge oggi all'esame e di quello in fase di elaborazione sui canoni di concessione, è quello che dicevo poc'anzi - potrà destinare annualmente almeno 7,5 milioni di euro al finanziamento dei programmi d'intervento nel settore del servizio idrico.

Su questo abbiamo avuto modo in Commissione di avere il quadro complessivo non solo delle informazioni ma di quello che sarà comunque un piano generale degli investimenti e di quali saranno le fonti di finanziamento.

Concludo con una breve disamina degli articoli del disegno di legge 59 del nuovo testo predisposto dalla III Commissione, che in pancia ha nove emendamenti inseriti.

L'articolo 1 reca l'oggetto e le finalità del disegno di legge, ovvero, in particolare: assicurare la tutela delle risorse idriche nel prioritario soddisfacimento delle esigenze idropotabili della popolazione; garantire i principi di efficacia, efficienza ed economicità nell'uso della risorsa idrica; conseguire adeguati livelli tariffari; individuare l'ambito territoriale ottimale e il relativo ente di governo, in continuità con la legge vigente, e garantire il principio di unicità di gestione del servizio.

L'articolo 2 richiama le competenze della Regione in materia di pianificazione sull'uso e tutela della risorsa idrica, al fine di riservare all'Amministrazione regionale il ruolo d'indirizzo del servizio idrico integrato e il suo ruolo sostitutivo in caso d'inadempienza da parte dell'ente di governo d'ambito.

L'articolo 3 istituisce l'Osservatorio regionale sul servizio idrico integrato, un organismo deputato a monitorare la piena attuazione degli obiettivi di gestione della risorsa pubblica e a fornire le informazioni alla collettività.

L'articolo 4 delimita l'ambito territoriale ottimale che comprende l'intera regione, questa è un'altra scelta importante.

L'articolo 5 definisce l'organizzazione del servizio idrico integrato e conferma la scelta effettuata dalla l.r. 37 di individuare il consorzio dei Comuni della Valle d'Aosta ricadenti nel bacino imbrifero montano della Dora Baltea, quale - come dicevo prima - EGA.

L'articolo 6 dispone in merito alla gestione del servizio idrico integrato, in armonia con l'articolo 149bis del Decreto legislativo 152/2006.

L'articolo 7 dispone in merito alla definizione della tariffa del servizio idrico, che deve essere applicata dal gestore del servizio idrico integrato.

L'articolo 8 interviene in materia di risorse finanziarie necessarie al funzionamento del servizio idrico integrato.

Gli articoli 9, 10 e 11 recano modificazioni di altre leggi regionali, soprattutto in materia di ordinamento degli enti locali, che si rendono necessarie per la ridefinizione delle funzioni istituzionali degli organi e delle modalità di finanziamento del BIM, conseguente alla revisione della disciplina del servizio idrico integrato di cui al presente disegno di legge.

Per ciò che concerne gli organi del BIM l'assemblea è composta dai Sindaci di ciascuno dei Comuni consorziati. La Giunta, nominata dall'assemblea, è invece composta dal Presidente del BIM, dal Sindaco del Comune di Aosta e da un rappresentante per ciascuna Unité des Communes Valdôtaines, dalle stesse designato tra i componenti dell'assemblea.

L'articolo 10 prevede per il Presidente del BIM un'indennità mensile lorda di funzione determinata dall'assemblea in misura non superiore a quella stabilita dall'articolo 2 comma 1 lettera D della l.r. 4/2015.

L'articolo 12 reca le disposizioni transitorie atte a disciplinare la fase di avvio della riorganizzazione del servizio idrico integrato, a partire dall'entrata in vigore della legge.

L'articolo 13 reca le abrogazioni conseguenti alla riforma normativa in oggetto.

L'articolo 14 prevede la clausola d'invarianza finanziaria.

L'articolo 15 reca infine la dichiarazione di urgenza.

Termino ringraziando tutti quelli che hanno collaborato a elaborare e a modificare e a integrare il disegno di legge scaricato dalla Giunta a fine aprile del 2022 e vorrei ringraziare del lavoro tutti i componenti della III Commissione, chi ha voluto adoperarsi negli ultimi venti mesi nell'integrare, modificare, proporre, emendare tutte le leggi che in III Commissione sono state approfondite, elaborate, studiate per poi portarle in discussione in aula.

Penso che questo sia il nostro ruolo. Tante leggi che abbiamo avuto modo di aborder, penso che in Commissione abbiamo avuto la possibilità d'integrarle, come dicevo prima, di modificarle, di metterci del nostro, cercando di presentare a questo Consiglio un lavoro che è fatto di sensibilità, di discussione interna per poter approvare delle leggi che siano utili alla comunità.

Questa sicuramente, oltre a essere una legge importante... non sarà facile la sua applicazione, non sarà facile sicuramente mettere a terra quelli che saranno gli investimenti, le priorità, sia da un punto di vista tecnico che da un punto di vista procedurale; è una sfida sicuramente non facilissima ma chi dovrà occuparsene nelle prossime settimane e nei prossimi mesi dovrà cercare di trovare le migliori soluzioni.

Presidente - Con la relazione del Presidente della III Commissione, apriamo la discussione generale. Chi vuole intervenire è bene che si prenoti. Consigliera Minelli, ne ha facoltà.

Minelli (PCP) - Indubbiamente la risorsa acqua e il suo utilizzo sono un tema molto importante che credo interessi non solo chi è qui dentro ma l'intera collettività.

È una risorsa, l'acqua, che è presente in natura e di cui fortunatamente c'è una relativa abbondanza nella nostra regione ma una risorsa non infinita e che va gestita bene.

Dicevo che il tema dell'acqua è sempre stato al centro del dibattito nelle varie società, sia quelle antiche che quelle moderne, ma oggi lo è diventato di più proprio perché anche i cambiamenti climatici in atto stanno riducendo il patrimonio dell'acqua potabile a nostra disposizione ed è una questione che preoccupa ormai da tempo anche l'intera comunità scientifica internazionale.

Secondo l'Istituto di ricerca sulle acque, l'IRSA del CNR di Roma, la gestione sostenibile delle risorse idriche assume un ruolo strategico nella pianificazione dei prossimi decenni, considerati da un lato, appunto, i cambiamenti climatici in atto - che stanno modificando in maniera significativa i regimi idrologici, e dunque la disponibilità della risorsa - e dall'altro la vulnerabilità che hanno i sistemi idrici, e poi anche gli usi molteplici che sono spesso anche concorrenti tra di loro e le tendenze evolutive dei fabbisogni della popolazione.

Di conseguenza la valutazione dei sistemi di approvvigionamento deve prendere in considerazione tutti gli elementi che concorrono all'individuazione di strategie di gestione sostenibili e riguarda, ovviamente, gli impatti sul regime meteo-climatico sulla questione dell'idrologia ma anche le caratteristiche dei singoli sistemi di approvvigionamento, il contesto di istituzione di riferimento e l'interazione tra i diversi portatori d'interesse.

L'Italia, tra l'altro, è il paese europeo che detiene il primato per il consumo dell'acqua potabile. Secondo la fonte Istat più recente, che è di marzo del 2022, consumiamo 240 litri al giorno, che è un dato in aumento rispetto a quello di due anni fa che era invece di 215.

Sempre le fonti Istat ci dicono anche - lo abbiamo ricordato in Commissione più di una volta - che il 42% dell'acqua viene sprecato nel nostro Paese per i problemi alla rete idrica: ogni 100 litri immessi, 42 non arrivano nei rubinetti. Questa è una situazione preoccupante.

In Valle d'Aosta non siamo, fortunatamente, a questi livelli però anche da noi ci sono delle criticità che ovviamente dovranno essere risolte.

Organizzare nel migliore dei modi la fruizione di un bene - che è essenziale per ogni abitante in ogni territorio - è una responsabilità che non è di poco conto; è importante mettere mano a una legislazione regionale che disciplini l'utilizzo della risorsa idrica, una legislazione che, lo sappiamo, è datata e non è più conforme né alla normativa statale né, in particolare, a quel decreto che è stato ricordato, il 152/2006.

Negli anni scorsi, soprattutto nell'ambito delle leggi finanziarie annuali, già ci sono stati alcuni interventi tampone e ora si cerca di fare un provvedimento che è più strutturato, più organico.

Condividiamo nella sostanza questo tentativo e soprattutto il fatto di voler impostare in maniera unitaria la materia con la creazione dell'unico ambito territoriale omogeneo esteso a tutto il territorio regionale e con l'applicazione di una tariffa unica.

Anche in questo caso, però, non possiamo fare a meno di avanzare una considerazione di carattere generale che riguarda il modo di procedere della pianificazione, lo abbiamo già detto in altre occasioni: si programma e si pianifica soprattutto quando si è pressati da una normativa europea o statale e si rischiano delle sanzioni, si rischia di non poter accedere a dei finanziamenti in caso di inadempienza.

Emblematica - e lo abbiamo già ricordato altre volte - è la vicenda del piano regionale dei trasporti il cui ritardo è più che ventennale, un piano che si è fermato un anno fa e che solo recentemente è stato rimesso sulla strada dell'approvazione perché altrimenti in sostanza si pregiudicava l'accesso a certi finanziamenti; una situazione simile in parte l'abbiamo vista anche per l'aggiornamento del piano di gestione dei rifiuti.

La stessa cosa succede adesso con il servizio idrico su cui il presidente Creton in Commissione l'altra settimana ci ha ricordato che c'è un ritardo di quindici anni e - come ha prima ricordato anche il Presidente Chatrian - la nostra Regione è l'unica a non aver dato attuazione al servizio idrico integrato.

Venendo al caso specifico delle risorse idriche, noi in questo momento abbiamo tre provvedimenti che riguardano le acque che procedono parallelamente, ma su uno solo di questi tre il Consiglio ha al momento una conoscenza adeguata, infatti, oltre al disegno di legge 59 che oggi discutiamo, abbiamo saputo in Commissione che è in itinere un importante documento che è il piano d'ambito delle risorse idriche, che ha una previsione di durata trentennale e che prevede degli investimenti per 445 milioni.

Di questo piano il Consiglio, nella sua globalità, non sa quasi nulla, perché non l'abbiamo visto ed esaminato, ed è invece secondo noi un documento molto importante.

C'è poi un secondo disegno di legge in itinere, è stato ricordato, di cui esistevano già delle bozze, che andrà a modificare la parte finanziaria del disegno di legge 59.

Quella bozza però non l'abbiamo, ci sono stati riassunti per sommi capi i contenuti, però non è al momento a disposizione.

Io credo che sarebbe stato il caso almeno di poter avere il tempo di esaminare tutti e tre i pezzi, anche solo le bozze, di esaminarli in un tempo adeguato con un confronto altrettanto adeguato per poter fare un ragionamento complessivo. Invece c'era - e c'è, lo si capisce e lo si comprende anche - l'urgenza di portare avanti questo disegno di legge, però ci sono indubbiamente delle difficoltà a capire le varie connessioni e soprattutto a valutare la bontà delle scelte che vengono fatte.

L'articolato del disegno di legge 59 è il risultato di un lavoro tecnico, credo anche piuttosto complicato, per cercare di rimettere in sesto un settore importante che da tempo ha manifestato le sue difficoltà.

Come ho già detto, valutiamo positivamente che si confermi la scelta di arrivare a un atto unico, anche se bisognerebbe chiedersi come mai la stessa cosa è ancora sub iudice per quanto riguarda la gestione dei rifiuti, perché su questo c'è stata un'opposizione, non si è andati in quella direzione.

Però fatte queste valutazioni - quindi sull'Ato unico e sulla tariffa - riteniamo che ci sono dei punti deboli che sono ancora abbastanza numerosi. L'ho già rilevato in Commissione, l'ho detto un paio di volte, un primo punto è quello sull'Osservatorio sulla risorsa idrica. È composto, a nostro avviso in maniera pletorica, da dirigenti e da vice dirigenti di varie strutture regionali, quindi si configura, assomiglia più a una conferenza di servizi che invece a un Osservatorio vero e proprio in cui, a nostro avviso, ci dovrebbero essere anche dei rappresentanti dei consumatori, ad esempio, - perché si va a incidere sulla tariffa e quindi poi sui cittadini - e dei rappresentanti dei consorzi che sono anche loro in parte - anche se c'è stato detto in audizione in parte minima - interessati e la presenza in questo Osservatorio, la riteniamo importante, anche delle associazioni degli agricoltori e delle associazioni ambientaliste.

In secondo luogo un elemento di criticità, l'ho evidenziato già prima, è la questione del piano d'ambito, perché non ci sono in legge delle informazioni, delle declinazioni sulla sua natura, sul suo ruolo e sulla stessa impostazione, eppure è un documento che inciderà su un trentennio.

Con un Ato unico poi il piano d'ambito si configura come un piano regionale che vale centinaia di milioni.

Quello che noi anche ci chiediamo è se è convincente che un piano di questa portata -che, oltretutto, come i vari piani deve essere, e lo ha fatto, sottoposto a VAS - non debba essere approvato dal Consiglio regionale come avviene per gli altri piani. Questa ci pare un po' un'anomalia.

Terzo punto, la questione della gestione del servizio idrico integrato. Chi gestirà effettivamente il servizio idrico integrato regionale? L'articolo 6 parla di un gestore unico regionale e in Commissione ci è stato spiegato che si tratterà di una in house pubblica.

Noi ci chiediamo se non sarebbe meglio definire in legge esattamente chi farà questa gestione: sarà il BIM ristrutturato, rimesso a nuovo, o un organo diverso che nasce all'uopo?

Crediamo che, in quello che giustamente è stato definito un provvedimento epocale, andrebbero esplicitate quelle che saranno le caratteristiche di questo soggetto gestore, considerate le numerose implicazioni che questo avrà.

Poi un'altra domanda che ci si pone e che non ha avuto una risposta convincente è: "Quale rapporto ci sarà con i servizi che adesso vengono erogati dai Comuni?".

Per esempio, tutte le strutture operative dei Comuni - alcune delle quali più semplici, altre complesse - verranno soppresse, verranno riassorbite? Qual è l'intenzione?

Sono tutte cose che ovviamente saranno contenute anche nell'ambito, ma qui, se si parla di una legge che ha una valenza epocale appunto, forse bisognerebbe - secondo noi - affrontarle in maniera più dettagliata e approfondita, e degli elementi su questo nella legge non ce ne sono. Sono riflessioni che crediamo dovrebbero essere fatte.

Arrivo poi al punto sull'organizzazione del BIM e ai compensi. Ho guardato nell'articolato, ci sono oltre venti commi dedicati agli organi del BIM e ai compensi dei suoi amministratori, però, come dicevo, poco c'è sulle questioni rilevanti come quelle che ho elencato prima, e anche questo ci lascia un poco perplessi.

In ultimo c'è l'aspetto finanziario: è una questione che si trascina da tempo quella della redistribuzione dei sovracanoni e del loro ammontare, come ci è stato illustrato anche nelle memorie che sono pervenute in III Commissione.

La prima, lo confesso, per me piuttosto confusa e la seconda un po' più chiara, ma in entrambe è stata messa in evidenza la fluttuazione delle cifre.

Il parere negativo del CPEL, centrato, come ci è stato detto in Commissione, proprio sull'articolo 8, in particolare sul comma 1, non è un parere insignificante, e non credo nemmeno che sia stato del tutto superato. Abbiamo visto infatti che, anche dopo l'audizione in Commissione e le precisazioni fornite dallo stesso Presidente di Commissione ai due Presidenti Creton e Manes, anche dopo queste precisazioni, ci sono state delle reazioni da parte del Presidente del BIM.

Nel complesso quindi quello che noi rileviamo è un'insufficienza nell'articolato nel definire le modalità di gestione di quest'importante servizio e, a nostro avviso, una chiara ed esplicita scelta per una gestione pubblica delle risorse idriche è tanto più necessaria se consideriamo che in questo momento, a livello nazionale, ci sono delle tendenze a penalizzare le gestioni pubbliche dei servizi, come viene evidenziato anche nell'articolo 6 del Decreto Concorrenza, che è in questi giorni, ormai da mesi, in discussione in Parlamento. A questo proposito abbiamo depositato anche un ordine del giorno che chiede lo stralcio di quest'articolo, un articolo che - a nostro avviso, ma non solo a nostro avviso - rappresenta un potenziale attacco ai beni comuni, in particolare all'acqua, gestita attraverso proprio i servizi idrici integrati delle Regioni, un ordine del giorno che illustrerò, ovviamente, dopo la discussione generale.

In conclusione, il disegno di legge 59 ha delle carenze che ho cercato d'illustrare, ma è anche difficile proporre delle correzioni, perché andrebbe inquadrato in un contesto più complessivo e articolato che, a nostro avviso, richiede un lavoro corale che invece non c'è stato.

Delle risposte convincenti ai rilievi che sono stati mossi già in Commissione non ci sono state, se non in parte, quindi noi seguiremo con attenzione il dibattito dell'aula ed esprimeremo un giudizio complessivo al termine della discussione.

Presidente - Si è prenotato il consigliere Segretario Distort, ne ha facoltà.

Distort (LEGA VDA) - Prendo la parola a nome del gruppo Lega ed è proprio a nome del gruppo Lega che esplicito che non abbiamo il minimo dubbio che l'argomento contenuto nel disegno di legge 59, oggi all'esame dell'aula, è importante e complesso.

Ho usato proprio il modo indicativo "è importante" e non "sia importante" proprio perché l'indicativo è il modo della realtà; questa è una chiarezza e una consapevolezza che abbiamo.

Ma è proprio per la sua importanza e per la sua complessità, soprattutto in un periodo nel quale la risorsa idrica comincia a diventare particolarmente delicata, e lo vediamo dai cambiamenti climatici, lo assistiamo quest'anno, in particolare: è proprio in un contesto storico così particolare che si impongono a questo punto due condizioni perché questo disegno di legge possa essere uno strumento legislativo valido.

La prima condizione è stata già espressa da parte nostra in Commissione: è la necessità di ulteriori approfondimenti, ulteriori audizioni, ulteriori riflessioni per sviscerare le migliori forme di disciplina di una materia così determinante per le attività umane della nostra regione, anche tra l'altro in seguito al parere negativo espresso dal BIM e dal CELVA, due interlocutori fondamentali, richiamati all'interno del disegno di legge, pur con le modifiche poi attuate in sede di Commissione, che hanno portato all'elaborazione del testo che ha espressamente illustrato e correttamente illustrato il Presidente di Commissione, collega Chatrian, però da un lato il tema è talmente importante che ha assolutamente bisogno di approfondimenti. Questa è una prima condizione.

C'è una seconda condizione che, tra l'altro, lo dico con tutto realismo, potrebbe essere tranquillamente alternativa alla prima, non necessariamente consequenziale, però altrettanto importante, perché è importante il fatto di considerare in questa condizione di poter seguire efficacemente i passi del processo di attuazione di quanto contenuto nel testo del disegno di legge.

A onor del vero è noto, ed è evidenza, che alcuni testi di legge, inizialmente stringati, scarni, apparentemente carenti di dettagli, si sono poi rivelati strumenti idonei grazie a una buona attività successiva di attuazione.

Questo, ovviamente, da parte nostra vuole essere un auspicio nell'interesse dei Valdostani, nell'interesse delle attività della nostra regione, però questa possibilità di attuazione di questa condizione presuppone che si possa seguire passo-passo l'iter attuativo, ma noi, come forza di opposizione, chiaramente non abbiamo questa possibilità.

Noi possiamo svolgere un'operazione di controllo che avviene in tempi completamente differiti rispetto alle iniziative di attuazione e, tra l'altro, con potere d'incisione che ha una forza di opposizione che non ha i numeri per essere chiaramente efficace da questo punto di vista.

Tra l'altro, apprezzo l'onestà attuale del presidente Chatrian che in qualche modo l'ha detto nella sua presentazione, e, ribadisco, l'altra possibilità è poter seguire correttamente un percorso di attuazione.

Questo sarà il vero banco di prova, l'iter di attuazione.

Al momento, però, noi ci troviamo a dover votare ed esprimere il nostro parere in aula rispetto a un testo che abbiamo di fronte, di fronte - scusate la ripetizione - a queste due condizioni - che riteniamo importanti, o accolte entrambe o realizzabili in alternativa l'una rispetto all'altra - non troviamo al momento risposta e garanzia a nessuna delle due condizioni espresse. Di conseguenza non riscontriamo le condizioni minime per noi per poter esprimere in questa sede un parere favorevole al disegno di legge 59 e nutriamo una forte perplessità alla capacità di questo disegno di legge - per come è stato composto, articolato, approfondito - di saper gestire e risolvere in modo adeguato le problematiche del tema di cui tratta.

Con altrettanta onestà intellettuale noi facciamo i nostri migliori auguri a chi ha da oggi in poi il compito di svolgere quest'attento e profondo lavoro di attuazione.

Oltretutto, per la nostra forza politica risulta fondamentale che la gestione della risorsa idrica avvenga nella massima efficienza da parte dell'Amministrazione pubblica attraverso gli strumenti legislativi e normativi più idonei, al fine di ottimizzare la gestione di questo bene prezioso, al fine anche, soprattutto, di scongiurare aumenti dei costi a carico degli utenti, già troppo penalizzati dalle difficoltà che stiamo registrando in questa particolare fase storica.

Come ha correttamente espresso la collega Minelli, condividiamo il coinvolgimento nell'Osservatorio di tutte le entità che hanno a che fare con il tema del servizio idrico integrato, e questa farà parte di quell'ulteriore percorso di approfondimento di attuazione.

Alla luce di tutto quanto detto sinora, dichiaro l'intenzione di astensione del gruppo Lega in sede di votazione del disegno di legge in aula, così come già anticipato in sede di votazione di Commissione.

Vi ringrazio per l'attenzione.

Presidente - Si è prenotato il consigliere Jordan al quale chiedo se preferisce intervenire adesso o nel pomeriggio, considerata l'ora. Interviene adesso il consigliere Jordan, al quale passo la parola.

Jordan (AV-VdA Unie) - Come è già stato detto, con questo provvedimento legislativo la maggioranza porta in approvazione al Consiglio un ulteriore atto programmatorio.

Il Governo e la competente Commissione consiliare portano in approvazione un documento importante, un altro di quei piani che, come diceva il collega Chatrian, sono stati inseriti nel DEFR, quei piani della politica dei piani che qui in aula qualcuno criticava.

Un documento - secondo noi, assolutamente importante - di programmazione.

La legge Galli, così come è già stato in qualche modo ricordato, ha profondamente innovato il tema della normativa relativa al settore delle risorse idriche: è stato stabilito allora il principio dell'acqua pubblica, un principio che apparentemente andava contro alla proprietà privata dell'acqua e all'attenzione sulle acque dei nostri genitori e dei nostri nonni, ma proprio per questo attaccamento e rispetto per l'acqua, a quella che nel frattempo è diventata l'oro blu, proprio per questo è stato definito dal legislatore nazionale e poi regionale un percorso importante che deve assicurare la difesa del territorio, la difesa del suolo, il risanamento delle acque, la fruizione e la gestione del patrimonio idrico per usi razionali che favoriscano lo sviluppo economico sociale, nonché la tutela degli aspetti ambientali.

La legge Galli ha infatti innovato la disciplina di settore prevedendo il sistema servizio idrico integrato, quindi collegato ancora di più con altri sistemi; l'individuazione di un ambito territoriale ottimale - così come è stato definito dal relatore, collega Chatrian - tale da consentire adeguate dimensioni gestionali, superare la frammentazione delle gestioni locali, realizzare economia di scala, definire come meglio coprire i costi di gestione e gli investimenti necessari, questa è la parte di legge. Tutti obiettivi assolutamente condivisibili e indiscutibili.

In questo contesto, però, crediamo che resti fondamentale che la gestione del settore idrico sia improntata ai criteri di efficienza, di efficacia e - se possibile, almeno da noi qui in Valle d'Aosta - di economicità, e che sia ribadito con forza, così come è già stato detto, che l'acqua è una risorsa pubblica.

Dopo quasi due decenni di attuazione del servizio idrico integrato in Valle e dopo i grandi interventi di ottimizzazione e miglioramento gestionale sulle reti effettuati dai Comuni, possiamo dire che in Valle si sta operando in modo efficace e non sono d'accordo con le osservazioni di Distort, perché credo che quello che è già stato fatto e quello che verrà fatto adesso, definendo questa cornice, vada nella direzione di una gestione ottimale della risorsa.

Il sistema degli enti locali e il BIM hanno lavorato bene, ma sul fronte degli investimenti c'è ancora parecchio da fare. L'assessore Marzi ce lo ricordava nel corso di qualche Consiglio fa: un intervento quello della rete dell'acquedotto, del sistema idrico importante, cinquecento sorgenti, 3 mila chilometri di rete, mille serbatoi e vasche, ma anche un dato importante, il 30% di perdite che devono essere assolutamente e necessariamente ridotte.

Occorre meglio fare per pianificare gli investimenti, questo sì, considerando la rete un'unica grande rete: ecco l'importanza di avere un ambito territoriale ottimale, favorendo così, come in qualche modo ha già fatto il BIM, lo sviluppo di azioni collettive condivise tra i Comuni.

In quest'ottica la centralizzazione della pianificazione degli interventi deve essere vista come fattore positivo, deve essere vista con favore, così come devono essere garantiti a tutti per tutti gli aspetti qualitativi della risorsa idrica.

Crediamo inoltre, e faccio riferimento a quanto presente nella legge, che debbano invece essere ponderati attentamente alcuni aspetti gestionali del servizio idrico: se da un lato la centralizzazione di alcuni aspetti non può che essere vista positivamente - e cito di nuovo la pianificazione, la razionalizzazione delle risorse, l'ottimizzazione, la garanzia di uniformità - dall'altro credo che occorra essere prudenti rispetto alla gestione territoriale e sul territorio, e faccio riferimento alle realtà più piccole.

Sul territorio la gestione è quasi in economia, quella gestione in economia che la legge Galli voleva superare, ma questa gestione, quasi in economia, permette di raggiungere un corretto equilibrio tra efficienza ed efficacia. Non so se quest'equilibrio sia replicabile con scale territoriali decisamente più elevate, ho dei dubbi.

Siamo consapevoli che si deve fare meglio anche nei contesti più piccoli e meno organizzati, ma prima analizziamo bene attentamente, senza pregiudizi e senza soluzioni scontate, valutiamo in una logica pubblica - e quindi di tutti - come deve essere gestito nel modo migliore il settore del servizio idrico.

La norma che oggi è in approvazione, definisce in ambito programmatorio un contesto, una cornice, nella quale il BIM, in qualità di ente di governo - e i colleghi lo hanno già detto bene prima - definisce come costruire un nuovo modello di gestione, e dovrà farlo partendo dal presupposto che l'acqua - come dicevo prima - è un bene comune.

È da quest'assunto che, secondo noi, si deve costruire il servizio idrico; un bene pubblico, che deve essere gestito molto bene, con attenzione, deve essere gestito dal pubblico anche attraverso le partnership private, ma sempre sotto il controllo del pubblico, perché, in un'accezione più ampia ed estesa del concetto, i benefici della gestione della risorsa idrica, potabile o meno che sia, e qui penso anche al piano di tutela delle acque, devono essere di tutti e non ad appannaggio di pochi, ed è bene che questo concetto, se condiviso da questa maggioranza, o da quella che verrà, sia il riferimento di azioni politiche dell'Assessore competente e del sistema degli enti locali.

Anche per questo - perché ci sia un continuo raccordo tra i soggetti istituzionali che si occupano del servizio idrico, un raccordo forte - coerentemente ritroviamo in legge, anche per volontà di alcuni Commissari, un ruolo importante e fondamentale dei Sindaci.

Sono sicuro che, nei diversi enti in cui sono coinvolti direttamente, e faccio riferimento ai Comuni, alle Unités, al CPEL e quindi al BIM, i Sindaci sapranno garantire le migliori azioni per la gestione di quest'importante risorsa, azioni definite in modo collegiale nel rispetto di tutti e non di pochi.

Presidente - Con l'intervento del collega Segretario Jordan e considerata l'ora, interrompiamo i lavori di questa mattina del Consiglio che riprenderanno, sempre con la discussione generale, alle ore 15:00.

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La seduta termina alle ore 12:54.