Oggetto del Consiglio n. 1512 del 12 maggio 2022 - Resoconto
OGGETTO N. 1512/XVI - Reiezione di risoluzione: "Impegno a promuovere un'azione di sensibilizzazione nei confronti dei Comuni valdostani per valutare la proroga delle esenzioni dal pagamento dei canoni per l'occupazione del suolo pubblico".
Marguerettaz (Presidente) - Affrontiamo l'ultima risoluzione all'ordine del giorno, punto n. 42.02. Ha chiesto la parola il collega Marquis per la presentazione, ne ha facoltà.
Marquis (FI) - A seguito della cessazione dello stato di emergenza al 31 marzo è venuta meno la possibilità della gratuità della tassa di occupazione di suolo pubblico per le attività esercenti che occupano spazi pubblici e tenuto conto che viviamo ancora in uno stato di difficoltà legato alla pandemia, perché di fatto lo stato emergenziale è superato però la situazione non è ancora tornata ai livelli dell'ordinarietà precedente.
Considerate le difficoltà che ci sono nell'ambito della gestione delle attività commerciali e soprattutto della riorganizzazione che hanno dovuto avere legata alla loro sopravvivenza in questa difficile fase in cui hanno dovuto concentrare l'attività soprattutto all'esterno delle proprie strutture, ampliando anche le aree che prima erano dedicate all'attività esterna e quindi tornando soggetti all'applicazione della tassa, avendo anche un esponenziale aumento della medesima perché è rapportata alla superficie di occupazione.
Tenuto conto di questo, tenuto conto del fatto che in Valle d'Aosta hanno chiuso parecchie attività commerciali a titolo definitivo, risulta che ce ne sono una cinquantina che hanno cessato l'attività per via delle numerose difficoltà che hanno dovuto affrontare in questa fase e non solo, anche per problemi di natura strutturale, proponiamo di estendere il ragionamento che è stato portato alla discussione al Comune di Aosta relativamente al ripristino della tassa di occupazione del suolo pubblico. Di cercare di trovare una soluzione su scala regionale di sensibilizzazione dei Comuni a portare avanti ancora quest'iniziativa di esenzione da questa tassa per un periodo da valutare, ovviamente ristorando da parte della Regione i mancati introiti da parte delle autonomie locali che verrebbero a essere gravate da dei pregiudizi di bilancio. Questo anche in considerazione delle difficili emergenze che ci sono ancora in questo settore legate all'aumento del costo dell'energia, tutti sappiamo qual è l'incidenza che c'è su questo tipo di attività, così come su tante altre, dove da mesi abbiamo avuto anche modo di parlare a livello politico, di cercare di ristorare in qualche modo - laddove è possibile anche - questi costi per ridurre il peso gestionale degli esercenti, ma soprattutto anche in un'ottica di razionalizzazione della Pubblica Amministrazione. È meglio evitare di ristorare togliendo subito l'applicazione delle tasse piuttosto che fare un doppio passaggio, perché i soldi poi bisogna restituirli attraverso della burocrazia e attraverso degli atti che richiedono un grosso dispendio di tempi e di risorse. Sarebbe bene e positivo cercare di aiutare questi settori commerciali che sono in difficoltà attraverso la disapplicazione momentanea della tassa di occupazione di suolo pubblico, piuttosto che prevedere poi dei ristori a fronte dell'applicazione stessa della tassa, perché le attività si trovano ancora in una situazione di difficoltà. Ovviamente tutto questo in considerazione di creare anche una certa uniformità di comportamento sul territorio perché, come dicevo ieri, nell'ambito della gestione dell'iniziativa ispettiva fare impresa deve mettere tutti nella stessa condizione possibilmente sul territorio regionale, salvaguardando nel contempo l'autonomia decisionale degli Enti locali, che non devono essere gravati da pregiudizi derivanti da un comportamento uniforme. Un comportamento uniforme in una piccola Regione credo che possa essere una cosa molto positiva perché oltretutto non genera confusione e genera un'omogeneità di applicazione della tassazione.
Dalle ore 12:28 assume la Presidenza il presidente Bertin.
Bertin (Presidente) - La risoluzione è stata illustrata, apriamo la discussione generale. Chi vuole intervenire si prenoti. Ha chiesto la parola il consigliere Manfrin, ne ha facoltà.
Manfrin (LEGA VDA) - Intervengo per dire che questa risoluzione è stata sottoscritta dal sottoscritto a nome del gruppo Lega perché ricalca e ripercorre un'iniziativa che è stata discussa la settimana scorsa nella massima Assise comunale proprio dal gruppo Lega ed era una mozione appunto che chiedeva di intervenire per andare incontro alle attività di somministrazione a fronte della gravissima crisi che è venuta a crearsi proprio su questo tema. È stato ricordato ma è bene approfondirlo effettivamente, anche riprendendo la mozione presentata dai colleghi in Comune ad Aosta, che nel periodo in cui si è poi preso in esame e da uno studio effettuato da Unioncamere e Infocamere del 19 di aprile, che è stato ripreso anche dal quotidiano "Aostasera", la Valle d'Aosta era la seconda realtà italiana, dopo il Lazio, ad aver maggiormente patito il periodo di pandemia che ha provocato la chiusura definitiva di ben cinquantuno bar su tutto il territorio regionale. Un dato quindi che sicuramente ci può e ci deve far riflettere, un dato peraltro che, anche secondo il rapporto FIPE, deve anche farci confrontare con la natura, la conformazione del nostro territorio, il nostro territorio rispetto alle attività commerciali... sappiamo che la nostra Regione primeggia per maggior densità di bar in base agli abitanti, nel 2013 era pari a 3,5 bar per mille abitanti a fronte di una media nazionale del 2,1 e quindi anche qui la nostra particolarità evidentemente ci richiama ad avere una riflessione sicuramente importante.
Rispetto all'iniziativa di cui ringrazio i colleghi che è stata presentata in Comune ad Aosta si rivolgeva esclusivamente a quell'Amministrazione, quindi limitatamente a un solo Comune, ma è chiaro che il problema è stato sentito non soltanto sul Comune di Aosta ma su tutto il territorio regionale, quindi ben venga un'iniziativa che allarga lo sguardo e chiede, oltre che al Comune di Aosta, di incidere sulle necessità che tutto il territorio regionale evidenzia e che chiede di andare incontro a chi effettivamente ha sofferto particolarmente, ovvero i locali di somministrazione, che, come sappiamo, sono stati particolarmente colpiti anche dalle norme che hanno deciso di restringere, per esempio, gli accessi piuttosto che di dotarsi di particolari strumenti che dovessero limitare il contagio ma che inevitabilmente hanno prodotto dei costi e che inevitabilmente hanno anche inciso sulla voglia che un po' una persona aveva di recarsi nel locale di somministrazione. Credo che questo settore più di altri abbia sicuramente sentito in maniera negativa il mordere della crisi creata dalla pandemia e non solo, quindi andare incontro a questo tipo di settore riteniamo sia assolutamente importante ed è per questo che abbiamo ritenuto opportuno sostenere questa risoluzione.
Presidente - Ha chiesto la parola la consigliera Minelli, ne ha facoltà.
Minelli (PCP) - La preoccupazione che è stata evidenziata da parte dei colleghi per una situazione molto critica in cui versano le imprese valdostane, in particolare in questo caso i locali pubblici, i bar e i ristoranti... è una preoccupazione condivisibile, però la situazione è molto variegata sul territorio regionale, un conto è la situazione di Aosta e dei centri maggiori in cui molti esercizi chiedono l'occupazione del suolo pubblico e hanno avuto nel periodo emergenziale queste agevolazioni che adesso vengono via via revocate. In altri Comuni la situazione è diversa perché avere un dehors alle volte non è nemmeno possibile per il tipo di territorio e per la conformazione che c'è. In altre realtà sono state anche scelte da parte dei Comuni delle modalità di aiuto diverse, penso a questioni legate all'IRAP o anche agli affitti, quindi a contributi o sconti sugli affitti dei locali.
Se la Regione, come viene proposto nell'impegnativa, mette a disposizione dei fondi, allora, a nostro avviso, devono essere i Comuni a decidere come impiegarli a seconda delle realtà che amministrano e delle misure che sono state prese nel momento in cui si è dovuto affrontare il problema, altrimenti c'è anche un po' il rischio, a nostro avviso, di arrivare ad avere dei figli e dei figliastri, perché c'è chi potrebbe nemmeno beneficiare di questi aiuti. Ci sono Comuni poi che, e lo sappiamo benissimo, hanno dei bilanci molto, molto diversi, Comuni turistici rispetto ad altri che non hanno queste possibilità. Noi riteniamo che - ed è una proposta che vogliamo mettere a fattor comune - si potrebbe modificare l'impegnativa di questa risoluzione impegnando la Giunta regionale, in particolare l'Assessore regionale competente, a promuovere un confronto con il Consorzio degli Enti locali per valutare le migliori e più efficaci azioni regionali affinché i Comuni, nelle modalità che ritengono più opportune e nei casi in cui se ne ravvisi la necessità, possano realizzare o potenziare gli interventi di sostegno alle attività commerciali. Ci sembra che questo sarebbe più rispettoso della realtà variegata che abbiamo davanti e che ovviamente cambia da zona a zona.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Aggravi, ne ha facoltà.
Aggravi (LEGA VDA) - Volevo soltanto aggiungere alcuni elementi al dibattito che sta emergendo per sottolineare l'importanza di due principi.
Io penso e sono d'accordo con chi ha detto che giustamente non si debba entrare nelle volontà e nelle libere scelte delle decisioni dei singoli Comuni, anche perché altrimenti sarebbe sostanzialmente inutile parlare di autonomia dei nostri Enti locali se poi dopo si dovesse cercare di andare a obbligare ogni singola realtà a fare determinate cose, soprattutto nell'impiego di risorse, perché anche il fatto di non prevedere tariffe o una tassazione è un impiego di risorse, ovviamente al contrario, ma è un impegno per il bilancio di ogni ente, in questo caso del Comune.
Ricordo quando già nella trattazione della famosa, controversa e anche un po' sofferta legge n. 8 era venuto da parte di alcuni gruppi - e mi permetto di dire che il nostro ne era stato promotore - l'idea di destinare un fondo, una parte di risorse, a favore degli Enti locali che avrebbero potuto poi farne l'uso che ritenevano ma con una finalità di abbattimento dell'onere, chiamiamolo fiscale o tariffario, sulle attività, anche per cercare di governare un po' le iniziative che stavano nascendo in ogni singolo Comune di come poter andare ad aiutare le attività commerciali. Era anche una volontà non soltanto per dare uniformità, perché poi sinceramente, almeno personalmente, anche la competizione tra realtà comunali, come ci insegna la Svizzera, perché sennò ce la ricordiamo solo per quello che ci fa comodo o per una presunta solidarietà che spesso e volentieri l'aspetto solidaristico in Svizzera nasce dalla competizione, questo lo voglio ricordare perché c'è una visione un po' troppo progressista se vogliamo dell'uso delle facilitazioni fiscali che non è così, perché invece è nella competizione anche di realtà magari similari che nasce anche l'evoluzione dei sistemi impositivi o tariffari.
Detto questo, c'era questa previsione che poi un po' per le vicissitudini della legge n. 8, un po' anche per delle valutazioni, delle complicazioni che potevano esserci nell'applicazione, a fronte comunque di una legge che era emergenziale e non era strutturale, si era un po' soprasseduto. Sono anche contento comunque di notare che alcuni colleghi dall'epoca a oggi hanno maturato e hanno compreso l'importanza di una misura di questo tipo, ma questa è cosa buona e giusta soprattutto per chi cerca redenzione dal punto di vista della battaglia fiscale che rimane sempre quella principale.
Io- confermando ovviamente il sostegno all'iniziativa, come si è fatto laddove è possibile anche a livello di Enti locali - vorrei dare come spunto di applicazione anche quello relativo, e lo dico pro-futuro perché i tempi sono incerti in tutti i sensi... laddove si andrà a rivedere o a riformare il sistema di finanza derivata nei confronti degli Enti locali, io penso che uno degli approcci che dovrebbe guidare la revisione della legge n. 48, ma dico anche del sistema complessivo di finanza locale, può essere anche quello di creare delle misure di compartecipazione o di finanziamento, che sono destinate però poi ad avere una ricaduta per una minor applicazione delle tariffe e delle imposte a livello locale. Dico questo perché, ripeto, è corretto ancor di più dare la possibilità agli stessi Comuni di poter decidere, perché ogni Comune ha delle sue specificità e ogni Comune conosce le sue attività sul territorio, perché, come ha detto qualcuno, non tutti i Comuni sono uguali, sicuramente chi ha un centro cittadino ha un certo commerciale... è un centro commerciale, quindi non un certo Paese con del commercio, lo specifico prima di incorrere in gaffe, perché il centro commerciale può essere visto da un altro punto di vista, ovviamente la scelta deve rimanere poi in capo alle singole autorità comunali che possono fare le loro scelte.
È uno spunto che ritengo essere ancora più interessante: primo perché salva e valorizza l'autonomia dei nostri Enti locali, dall'altro lato - almeno per una visione forse più libera e liberale - dà la possibilità anche di scegliere di non andare a pesare, dal punto di vista del contributo che ogni realtà economica deve dare, soprattutto in una situazione come quella attuale e direi anche quella che ci attende nei prossimi tre,-cinque anni perché ovviamente non è che la crisi che stiamo vivendo si risolverà domani mattina, anzi, molto probabilmente ci saranno momenti ancora più difficili, magari - e ce lo auguriamo - senza il lockdown ma con un aumento di quello che riguarda tutto l'insieme delle tariffazioni, dei costi e di quant'altro.
Può essere uno spunto sicuramente interessante che non finisce oggi o in una singola misura ma che mi auguro possa poi essere rivisto e implementato nel momento in cui si andrà a trattare la materia del sistema di finanza derivata a livello di Enti locali.
Presidente - Altri interventi? Non vi sono altri interventi. Chiudiamo la discussione generale. Per il Governo la parola all'assessore Marzi.
Marzi (SA) - Innanzitutto ritengo che, per trattare temi come quelli che vengono proposti con questa risoluzione, sia assolutamente corretto utilizzare un'iniziativa come quella che prevede comunque un dibattito e che non si limita semplicemente a proporre tesi diverse spesso in un confronto a due, che a tutti gli effetti non permette tra l'altro neanche di avere una sorta di contraddittorio. Secondo me, pertanto un tema come quello di questa risoluzione, è assolutamente corretto da trattare in un momento come quello del dibattito.
A mio parere, gli ambiti di riferimento che devono essere utilizzati per poter dare una risposta esaustiva rispetto alla volontà che proponiamo di astensione rispetto alla risoluzione sono fondamentalmente legati a tre aspetti: il primo: come richiamato, e, da questo punto di vista, non senza stupore, quindi con conferma apprezzo l'approccio sia del collega Manfrin nell'espressione chiarissima di aver iniziato la sua carriera politica in un Comune rispetto al fatto che partire contestualizzando che questa iniziativa è stata sottoscritta ma che comunque è stata dibattuta in un consesso comunale... adesso viene portata a un consesso regionale, che, come abbiamo già detto ieri, ha comunque sia connotazioni diverse, è, a mio avviso, la maniera giusta nella quale da un punto di vista amministrativo presentare la cosa.
Vedremo poi poc'anzi che, di fatto, anche l'approccio del collega Aggravi rispetto alla connotazione più di matrice politica e di modello, secondo me, non è secondario.
Spettava alla Regione legiferare; la Regione con l'omnibus ha legiferato, nel senso che ha dato la possibilità, con un articolo dedicato, di poter procrastinare di oltre duecentodieci giorni la possibilità per le deroghe che erano state date durante il periodo di emergenza di pandemia rispetto a quello che riguardano tutte le iniziative poste in essere per poter aumentare le superfici di reddito da parte delle attività. In questa maniera la Regione e il Consiglio ha assolutamente dimostrato di avere sensibilità reale, sensibilità amministrativa, sensibilità politica, ma, di fatto, di aver trasformato concretamente in un atto dei pensieri rispetto a un ambito, a una parte della società: quella dell'imprenditoria. Questo Governo, questo Consiglio e questa maggioranza hanno da sempre avuto particolare attenzione al mondo dell'imprenditoria e dello sviluppo e lo hanno dimostrato nei fatti. Se non erro, ma vado a memoria, per cui potrebbe essere anche sbagliata la mia analisi, l'articolo che ho citato dell'omnibus venne votato di fatto all'unanimità.
Passiamo invece agli aspetti più di matrice amministrativa, che, secondo me, non sono secondari; perché non sono secondari? Perché se ho appena finito di dire che spetta a un amministratore, anche quando fa politica, essere concreto, a tutti gli effetti risulta essere non corretto tralasciare il fatto che il nostro compito è quello di occuparci di cose che poi concretamente noi dobbiamo avere la possibilità di porre in essere, quindi poi di trasformare in atti. Cosa intendo dire in tal senso? Intendo dire che, nel momento in cui si tratta una materia, bisogna farlo poi dopo dando la possibilità a chi ci ascolta, anche se alcune volte le materie possono essere noiose, di poter poi vedere un risultato concreto. Con il voto di quest'iniziativa questo risultato concreto non c'è ed è quello che ho cercato di spiegare anche ieri rispondendo all'interrogazione che mi è stata fatta,
Non è secondario il fatto che la COSAP sia un canone e che, di fatto, non faccia parte del Titolo 1 delle entrate ma del Titolo 3 delle entrate regionali, quindi di fatto delle entrate che addivengono dalla posta in essere di servizio, nel caso specifico dal canone di utilizzo del suolo. Non è secondario il fatto che la COSAP viene di fatto regolamentata, in termini comunali, da ogni singolo Comune e non è assolutamente secondario il fatto, per venire anche a dei numeri e dare quindi una risposta anche alla collega Minelli, che per i due anni, il 2020 e il 2021, nei quali lo Stato ha dato la possibilità di fatto di non pagare la COSAP, con la mano sinistra ha dato questa possibilità e con la mano destra ha dato ai Comuni valdostani 2.043 mila euro tra il 2020 e il 2021, tra i quali, vado a memoria, 1.213 mila euro solo al Comune di Aosta, perché naturalmente in termini di superficie e di centro della Regione autonoma Valle d'Aosta anche da tutta una serie di punti di vista, di fatto è il Comune che ha maggiormente beneficiato della soppressione della COSAP che è stata gestita a livello centrale. Ora ci viene detto: "fatelo anche voi". In questo "fatelo anche voi", ed ecco perché apprezzo l'approccio del collega Aggravi per la sua esperienza in tal senso, vorrebbe dire mettere mano al portafoglio.
Continua a sfuggire a qualche collega, nonostante la sua ampia esperienza di vario titolo, che nel frattempo, nonostante lo si dica continuamente, il mondo è cambiato, nel senso che spesso questo tipo di interventi venivano fatti con l'utilizzo dell'avanzo disponibile da parte della Regione autonoma Valle d'Aosta, ma, come abbiamo richiamato quando abbiamo presentato il bilancio di previsione attuale, abbiamo deciso di dedicare tutta una serie di fondi, se non erro, oltre 10 milioni di euro a quello che il collega Aggravi ha definito finanza derivata nei confronti dei Comuni, soprattutto in ambito socio-sanitario, perché non avevamo la certezza, anzi, avevamo quasi la certezza che per quest'anno per la prima volta nella storia amministrativa della Regione autonoma Valle d'Aosta non avremmo potuto destinare l'avanzo di amministrazione libero al Titolo 1 della spesa, quindi a questo tipo di interventi nei confronti dei Comuni.
Che cosa abbiamo deciso di fare quando abbiamo fatto il bilancio di previsione che, se non erro, è stato votato anche dal collega che presenta l'iniziativa? Destinare immediatamente in fase di previsione una parte delle entrate anche alle leggi derivate di natura socio-assistenziale dei Comuni perché pensavamo che molto probabilmente non si poteva poi dopo intervenire con l'avanzo libero, quindi spendere per spese correnti e Titolo 1, e di fatto così è stato, tant'è che per la prima volta nella storia amministrativa della Regione autonoma Valle d'Aosta e la futura legge di assestamento, stante almeno al momento attuale, 113 milioni di riferimento come più volte richiamato potranno essere spesi solo ed esclusivamente per investimenti della Regione o per eventuali trasferimenti sempre per investimenti verso gli Enti locali. Ecco che quindi dobbiamo arrivare all'ultima parte, e cerco di stare nei dieci minuti della risposta, cioè all'aspetto politico. Nel momento in cui la Regione autonoma Valle d'Aosta definisce a livello statutario, e di fatto gli viene riconosciuta un'autonomia, come intende rapportarsi nei rapporti con gli Enti locali, rispettandoli o imponendosi? Qual è il rapporto che deve essere posto in essere nei confronti degli Enti locali? Quello di un genitore che si comporta nei confronti dei figli discoli dicendogli in poche parole "non sai fare, faccio io", oppure quello di fare dei ragionamenti permettendo ai Comuni di fatto di operare, secondo i Comuni ritengono opportuno rispetto alla possibilità di gestire le proprie entrate? Proprie entrate sia a livello tributario, perché naturalmente nelle imposte che il Comune applica a livello tributario sul Titolo 1 si ha la possibilità di utilizzare aliquote diverse, continuo a richiamare il fatto che fu il Governo Berlusconi IV a imputare ai Comuni l'IMU, prima c'era l'ICI, nel 2011 fu un Governo, che, di fatto, continuava a dire che le tasse non dovevano essere applicate, ricordo anche l'Assessore alle finanze del Comune di Aosta di allora gridare allo scandalo per il fatto che, di fatto, viene applicata l'IMU; se non erro, è uno dei firmatari di quest'iniziativa.
A tutti gli effetti pertanto io ritengo che, nel momento in cui si decide di fare certi tipi di ragionamenti, per correttezza rispetto alle scelte che sono state fatte votando un'omnibus e prendendo delle scelte serie, la possibilità amministrativa di avere un rapporto corretto con gli Enti locali che è stato posto in essere fin dalla preparazione dell'attuale finanziaria dicendogli da subito: "guardate, dobbiamo darvi molto probabilmente dei fondi in termini di leggi di settore socio-sanitarie in fase di spese correnti già in fase previsionale perché non è detto che lo si possa poi fare come lo si è sempre fatto con l'avanzo"... questo poi è stato fatto, ma soprattutto arrivando al motivo per il quale siamo una Regione autonoma, abbiamo un rapporto assolutamente paritario per il tramite del CELVA dei Comuni, secondo me, è corretto, quando si fanno questo genere di ragionamenti, farli raccogliendo delle suggestioni e non di fatto imponendole.
L'autonomia valdostana si traduce nella capacità di ragionare delle nostre entrate e delle entrate dei nostri Comuni e non andando di fatto a mitigare e a rendere un modello uguale per tutti le nostre spese.
Presidente - Altri? La parola al consigliere Marquis.
Marquis (FI) - Una rapidissima replica, siamo pienamente consapevoli che l'avanzo di amministrazione non può essere utilizzato per queste iniziative, ma sappiamo che l'avanzo di amministrazione è anche generato dal non utilizzo delle spese correnti, quindi volere è potere, si tratta di mettere in atto delle variazioni di bilancio. Eravamo pienamente consapevoli di questa possibilità e quindi chiediamo di andare al voto e sosterremo la nostra iniziativa.
Presidente - Per dichiarazione di voto? Non vedo richieste, metto in votazione la risoluzione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 32
Votanti: 13
Favorevoli: 13
Astenuti 19 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Caveri, Cretier, Grosjacques, Erika Guichardaz, Jean-Pierre Guichardaz, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Minelli, Padovani, Restano, Rosaire, Sapinet, Testolin)
La risoluzione non è approvata.
