Oggetto del Consiglio n. 1513 del 12 maggio 2022 - Resoconto
OGGETTO N. 1513/XVI - Relazione sulle attività di rilievo europeo e internazionale svolte dalla Regione autonoma Valle d'Aosta - anno 2021, ai sensi della legge regionale 16 marzo 2006, n. 8.
Bertin (Presidente) - In considerazione dell'ora, sospendiamo i lavori del Consiglio di questa mattina e ci aggiorniamo alle... Vedo fra i Consiglieri la proposta di proseguire. Allora proseguiamo con il punto successivo: la sessione europea internazionale, punto n. 43. Per l'illustrazione della relazione, l'assessore Caveri a cui passo la parola.
Caveri (AV-VdA Unie) - Immagino che debba apprezzare le circostanze ed essere particolarmente rapido. Vorrei chiedere però al Presidente di valutare per il prossimo anno di dare uno spazio specifico, non in chiusura di ordine del giorno, per la semplice ragione che altrimenti credo che questa scelta che noi abbiamo fatto di avere una sessione europea finisca per essere ridotta al lumicino e quindi perdere assolutamente in credibilità.
Devo dire che già lo scorso anno ci eravamo detti fra di noi che avremmo dato un lustro diverso perché molti di noi passano il tempo a dire che sono profondamente europeisti e poi si trovano con la pancia vuota a fine seduta. Quindi, credo si debba dare per letta la relazione che ho presentato, che è una fotografia abbastanza aggiornata della situazione dei rapporti fra noi e le istituzioni europee e questo avviene certamente in un momento difficile, la pandemia non si è ancora acquietata definitivamente, la guerra ha aperto delle prospettive politiche estremamente diverse da quelle che potevano essere fino solamente a un anno fa. Un anno fa, la credibilità dell'integrazione europea era ridotta a soglie bassissime, quest'anno possiamo dire che la tragicità degli eventi sia della pandemia, sia della guerra in Ucraina hanno creato una forza nella scelta europeista che era anni che non si registrava. Sono molti i Paesi che oggi chiedono l'adesione, fra questi anche l'Ucraina, e questo finisce per avere un significato politico molto forte.
La relazione si occupa nella sostanza, ne farò una sintesi omeopatica dandola ovviamente per letta, dei nostri rapporti con l'insieme delle istituzioni europee, in particolare dell'andamento del periodo di programmazione 2014-2020 che stiamo chiudendo con vivo successo per quel che riguarda la Valle e naturalmente delle previsioni, sia della politica di coesione all'orizzonte 2021-2027, che della politica agricola comune che sono strettamente legate l'una all'altra.
Ci occupiamo, anche se poi non è materia di pertinenza stretta degli affari europei, anche del PNRR con tutti i limiti che sono già stati più volte illustrati in quest'aula; ci dedichiamo ad alcuni temi specifici, gli aiuti di Stato, la ricerca e lo sviluppo, la digitalizzazione, il problema dell'efficienza della Pubblica Amministrazione, il cambiamento climatico, l'energia particolarmente importante pensando che questa è una delle risorse significative per la Valle d'Aosta e ancora l'occupazione e la formazione professionale, l'istruzione, i giovani, le pari opportunità, l'immigrazione. Cerchiamo insomma in questa relazione di mettere assieme tutte le attività che in qualche maniera assumono un significato ancora più forte, se pensiamo a questa significativa caratteristica della Valle d'Aosta di essere leader e capofila, e lo è stata per tanti anni, di una politica per la montagna in Italia e in Europa; devo dire che molti colleghi anche qui presenti sono stati protagonisti di questo tentativo di affermare, benché piccoli, una nostra caratteristica importante, sia nell'ambito di ALPMED, cioè dell'Euroregione a noi vicina, che, purtroppo, è un po' dormiente, sia in EUSALP, nella macro Regione alpina che invece sembra avere qualche risveglio politico importante.
Infine un ultimo capitolo riguarda la francofonia e quindi finisce per essere anche un esercizio sull'identità della Valle d'Aosta. Siamo in grado oggi di spendere una personalità specifica? Molto spesso noi impieghiamo il termine "Popolo valdostano" e dobbiamo su questo continuare, a mio avviso, ad avere anche nel contesto europeo una nostra fierezza.
Presidente - Grazie Assessore anche per la sintesi un po' forzosa a cui è stato obbligato. Altri vogliono intervenire? Non vedo altre richieste. Aggiungo soltanto due considerazioni.
Certamente la sessione europea, nell'arco degli anni, si è caratterizzata come un momento non particolarmente significativo e questo è tutt'altro che positivo per tante ragioni, perché il peso delle politiche europee sui nostri territori è molto significativo, pertanto sarebbe utile da parte del Consiglio un coinvolgimento maggiore e che veda il Consiglio non soltanto in quest'ultima, se vogliamo, celebrazione finale con la sessione europea ma in generale che partecipi di più a questa parte di indirizzo politico generale riguardante l'Unione europea.
Quest'anno, tra l'altro, la celebrazione del 9 maggio, la Festa dell'Europa che si è appena svolta qualche giorno fa, ha assunto un significato particolare non solo per quanto è avvenuto per il parallelismo con la giornata di Mosca, ma anche perché ha segnato la conclusione di quel processo partecipativo inaugurato un anno fa alla Conferenza sul futuro dell'Europa.
Lunedì a Strasburgo i cittadini e le istituzioni che hanno partecipato a questo processo hanno illustrato il rapporto finale contenente quarantanove proposte e trecentoventi misure.
Vi è da parte dei Presidenti del Parlamento, della Commissione e del presidente Macron, Presidente di turno, l'impegno di aprire un percorso di recepimento di queste suggestioni, con anche le modifiche e i trattati. Insomma, una nuova fase dell'Europa potrebbe aprirsi, a iniziare dall'autunno nel quale ci dovrebbe essere una prima verifica.
Come dicevo, è un momento importante per l'Europa che arriva dopo la pandemia e in piena guerra e che certamente con la conferenza sarà data un'adesione di prospettiva. In questi anni si sono scontrate due idee d'Europa, da una parte il raggruppamento di organizzazioni sovraniste, da Vox fino a Orban, una visione che ha nell'Europa un atteggiamento negativo e che vede una volontà, quella di tornare indietro a un rapporto più tra nazioni e meno a livello federale di unione; dall'altro, un'idea di un'Europa più unita, in grado di affrontare le grandi sfide di quest'epoca che soltanto un continente più unito politicamente è in grado di affrontare, garantendo ai propri cittadini i diritti, la pace e la prosperità.
Su queste due idee di evoluzione di Europa abbiamo visto uno scontro nelle elezioni francesi di appena un mese fa nel quale Macron e Le Pen hanno presentato questi due schieramenti contrapposti. Fortunatamente, lo dicevo anche questa mattina, si è imposto Macron e per il progetto europeo non può che essere un fatto positivo e anche per chi nell'autonomia regionale crede che debba obbligatoriamente avere come riferimento l'Europa e l'ordinamento dell'Unione europea.
Come dicevo, prendiamo l'impegno di avere un maggior ruolo del Consiglio impegnandoci, come assemblea, perdendoci anche un po' di tempo e magari anticipando anche questa sessione europea al mese di marzo, come peraltro avviene per gli altri Consigli regionali, e che questa sessione europea sia il finale di un lavoro per l'intero Consiglio.
Altri interventi? Se non vi sono altri interventi, prendiamo atto della relazione e i lavori del Consiglio di quest'adunanza si chiudono in questo momento. Buona giornata.
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L'adunanza termina alle ore 13:08.
