Oggetto del Consiglio n. 789 del 8 luglio 2021 - Resoconto
OGGETTO N. 789/XVI - Reiezione di mozione: "Realizzazione delle azioni necessarie per l'inserimento dei sentieri non ufficiali negli itinerari ufficiali della rete sentieristica regionale".
Bertin (Presidente) - Abbiamo finito le interpellanze. Punto n. 36 all'ordine del giorno. Per l'illustrazione della mozione, il consigliere Brunod.
Brunod (LEGA VDA) - Preso atto che attraverso la delibera di Giunta regionale del 19 giugno 2018 n. 794 è stato approvato il nuovo piano di gestione territoriale del parco naturale del Mont Avic ai sensi della legge regionale 10 agosto 2004 n. 16 e 21 maggio 2007 n. 8, ricordato che l'ente parco Monte Avic è stato istituito con legge regionale del 19 ottobre 1989 n. 66 e constatato che in seguito all'applicazione del nuovo piano di gestione territoriale sono stati posizionati dall'ente parco naturale agli imbocchi di determinati sentieri diversi cartelli di "divieto di accesso", "salvo autorizzati" e "i trasgressori saranno puniti a norma di legge", ecco l'elenco di alcuni dei sentieri non transitabili al pubblico salvo gli autorizzati: il sentiero che dal piazzale della frazione Veulla porta agli alpeggi Le Costat, Tramail, La Nouva e Pian Tsaté, il divieto è esattamente posizionato a partire dall'attraversamento del ru che si trova a valle dell'alpeggio Costat; sentiero che collega l'alpeggio di Praz Oursie all'alpeggio La Nouva; sentiero che dall'alpeggio Servaz porta al Pessey zona torbiera e si collega al sentiero 5C che porta al lago della Servaz, rifugio Barbustel, oppure si collega con il sentiero dei Pescatori che conduce all'alpeggio di Pian Laron; sentiero denominato della Scaletta o dei Pescatori che collega l'altoforno della Servaz all'alpeggio di Pian Laron e Cousse; sentiero che dall'alpeggio di Leser Damon porta all'alpeggio di Pian Laron, Cousse oppure scende verso l'antico forno minerario della Servaz e il sentiero che collega l'alpeggio di Chicory alla strada poderale consortile che conduce alla frazione di Fussy.
Rilevato che in corrispondenza di tali cartelli vi sono ulteriori cartelli meno recenti - che fanno riferimento al precedente piano di gestione territoriale approvato con deliberazione del Consiglio regionale n. 753 del 22 giugno 1994 - riportanti le seguenti diciture: "Vi invitiamo a non abbandonare i sentieri segnalati, i segnavia gialli e neri".
Evidenziato che la presenza di tali sentieri all'interno dell'area naturalistica risale fin dai tempi precedenti l'istituzione dell'Ente Parco Naturale Mont Avic, quindi precedentemente al 1989.
Preso atto che all'interno del nuovo piano di gestione territoriale, per quanto riguarda la gestione delle attività antropiche, modalità di accesso e compatibilità del disturbo antropico al punto mobilità pedestre con animali da sella e con bicicletta, si apprende che nel territorio del parco la mobilità pedestre - anche con l'ausilio di racchette da neve o sci - è consentita sull'intera rete sentieristica visualizzata con segnaletica orizzontale verticale conforme alle vigenti norme regionali, la selezione dei sentieri è realizzata in modo tale da non compromettere i siti di maggiore pregio naturalistico nelle dirette pertinenze delle strutture aperte al pubblico, nei punti panoramici di sosta debitamente segnalati a cura dell'ente parco.
Rilevato che all'interno del piano di gestione nella parte relativa al quadro conoscitivo sulla parte legata al settore turismo vi è segnalata come criticità la dispersione dei visitatori fuori dalla rete sentieristica con impatti negativi su fauna, flora e habitat.
Evidenziato che nella parte relativa a mobilità di accesso e compatibilità del disturbo antropico al paragrafo strade, sentieri, impianti a rotaia e a fune si apprende che all'interno del parco non sono ammessi né la realizzazione di strade o piste - oltre a quelle esistenti elencate al paragrafo accessibilità veicolare e trasporti su rotaia o a fune - né l'apertura di sentieri - oltre a quelli ufficialmente segnalati inclusi nell'allegato 13 - o la loro trasformazione funzionale all'uso di mezzi meccanici, l'ente parco può derogare a tali limitazioni nel caso in cui risulti necessario effettuare interventi con trascurabile impatto ambientale funzionale a una migliore fruizione dell'area protetta.
Al fine di agevolare il transito del bestiame da un tramuto all'altro e gli spostamenti dei conduttori, l'ente parco può - sui tratti di sentiero esistenti non segnalati e non inseriti nell'allegato 13 - autorizzare i lavori di manutenzione, consistenti nell'asportazione della vegetazione di invasione e nella sistemazione della sede calpestabile, inclusa la realizzazione di opere per lo sgrondo dell'acqua; in assenza di necessità legate all'alpicoltura è auspicabile una progressiva rinaturalizzazione di tutti i sentieri non più utilizzati.
Preso atto che per quanto riguarda le azioni puntuali del quadro strategico del piano al paragrafo "Valorizzazione" si apprende che le modalità sostenibili di valorizzazione delle risorse naturali presenti nell'area protetta e nei suoi immediati dintorni sono illustrate nei capitoli "Gestione delle attività antropiche" e "Attività di valorizzazione del parco", i principali ambiti di interesse riguardano l'alpicoltura, inclusa l'utilizzazione per autoconsumo di risorse forestali, il turismo naturalistico e culturale, la didattica e la ricerca in campo ambientale, la sperimentazione di processi e tecnologie per la riduzione o l'eliminazione degli impatti ambientali, le attività sportive del tempo libero in ambiente alpino, le attività economiche direttamente connesse con vari ambiti fra quelli sopraelencati, strutture ricettive e di ristorazione, guide ed esperti.
Evidenziato che nella parte introduttiva del piano al paragrafo "Il ruolo del parco per lo sviluppo locale della Bassa Valle" vi sono riportate le seguenti considerazioni: "Il parco intende contribuire in modo fattivo allo sviluppo del territorio e dell'economia della Bassa Valle e dell'intera Valle d'Aosta, mettendo a disposizione il suo potenziale di attrattività turistica e di capacità di attività didattiche e scientifiche nel quadro di piani e programmi che coinvolgono sia i comuni della vallata centrale sia le valli di Champdepraz e Champorcher".
Rimarcato che nella legge regionale 10 agosto 2004 n. 16, "Nuove disposizioni in materia di gestione e funzionamento del parco naturale Mont Avic", al comma 8 dell'articolo 10 del capo 3 "Strumenti per la pianificazione e la salvaguardia dei valori del parco, piano di gestione territoriale del parco", si apprende che al piano possono essere apportate modificazioni con le modalità di quei commi 5 e 6 della presente legge e per quanto riguarda l'articolo 12, "Valorizzazione dell'ambiente naturale", si apprende che l'ente gestore stimola e promuove la costituzione di strutture e infrastrutture, nonché la realizzazione di iniziative idonee a valorizzare l'ambiente naturale, ad attrarvi o a interessare il pubblico dei visitatori, compatibili con le finalità di salvaguardia cui il parco è preordinato. I lavori eseguiti in amministrazione diretta dalla Regione possono riguardare i soli interventi di sentierazione e di sistemazione di infrastrutture da realizzare all'interno del territorio del parco.
Evidenziato che nel programma di legislatura 2020-2025 dall'attuale Governo regionale nella sezione "Ambiente, trasporti mobilità sostenibile" al punto "Aree naturali protette" vi è indicato che i prossimi anni dovranno essere certamente contrassegnati da un rinnovato e più diffuso interesse per la natura, la biodiversità, la fruizione del territorio con modalità a basso impatto ambientale, in quanto la Valle d'Aosta è ricca di aree naturali protette da rafforzare e valorizzare.
Preso atto che nel DEFR 2021-2023 al punto 1.17 "Ambiente" si apprende che: la tutela della biodiversità e la fruizione turistica del territorio con modalità a basso impatto ambientale sono temi centrali che dovranno considerare anche la manutenzione e valorizzazione delle aree protette dei parchi; sempre all'interno del DEFR al punto 1.18 "Agricoltura e risorse naturali" si afferma che una delle priorità risulta essere: incentivare la multifunzionalità dell'agricoltura di montagna verso obiettivi trasversali di settori economici indispensabili per l'agricoltura, ambiente e turismo in modo da generare economia, occupazione e reddito per molte aziende.
Rilevato che all'interno del programma amministrativo 2020-2025 del Comune di Champdepraz nelle sezioni relative a turismo, sport, tempo libero, agricoltura, ambiente e territorio si apprende che tra i vari obiettivi vi sono: studiare nuovi itinerari di turismo lento, slow tourism; monitoraggio sistemico e pulizia dei vari torrenti e sentieri e collaborazione costante con l'Ente Parco Naturale Mont Avic per la valorizzazione dell'area protetta.
Ritenuto che l'apertura ufficiale al transito di tali sentieri sia di fondamentale importanza per la promozione e valorizzazione delle numerose peculiarità presenti sul territorio, tra le quali: maggiore valorizzazione e promozione delle straordinarie qualità dei siti del Torrente Chalamy e delle attività legate al settore della pesca; maggiore valorizzazione e promozione degli alpeggi situati nel parco attraverso il collegamento e il passaggio dei sentieri indicati; ampliare l'offerta dell'attuale rete sentieristica con ulteriori itinerari molto suggestivi; incentivare maggiormente le attività economiche, le relazioni sociali con i conduttori degli alpeggi situati lungo tali itinerari e offrire la possibilità di avere a disposizione i maggiori percorsi alternativi in caso di avverse condizioni meteo o di condizioni fisiche per le quali potrebbe risultare necessario ridurre il percorso previsto in partenza.
Dopo questa lunga premessa, con questa mozione si impegna il Governo regionale a portare avanti tutte le necessarie azioni in collaborazione con l'Ente Parco Naturale Mont Avic e il Comune di Champdepraz, affinché i vari sentieri non ufficiali, indicati nelle premesse, attualmente non autorizzati al transito dei visitatori, possano diventare itinerari ufficiali della rete sentieristica regionale e quindi essere un valore aggiunto come offerta turistica e come integrazione per migliorare la promozione e valorizzazione delle numerose peculiarità presenti all'interno del territorio dell'area protetta.
Presidente - La discussione generale è aperta. Se qualcuno vuole intervenire si prenoti, altrimenti chiudiamo la discussione generale e passiamo la parola al Governo. Non vedo prenotazioni. Chiudiamo la discussione generale. Per il Governo, il Presidente della Regione.
Lavevaz (UV) - Ringrazio il gruppo Lega che ha presentato questa mozione, se non altro perché mi ha permesso di approfondire un po' il sistema di gestione del parco Monte Avic, che, confesso, non conoscevo; quindi sia con le strutture dell'Assessorato che con l'ente parco ho approfondito la questione ovviamente nel merito dell'oggetto della mozione, una mozione peraltro molto articolata anche nelle premesse. Io credo che nelle premesse in qualche modo si trovi già anche la risposta, del perché - e vado alla fine della discussione - questa mozione non è secondo noi votabile, o, meglio, perché questa richiesta di ampliamento della rete sentieristica sostanzialmente sarebbe contraddittoria rispetto alle finalità che l'ente di per sé ha nel suo DNA, diciamo così, che è improntato a tutte le strategie di tutela dell'ambiente e in particolare delle biodiversità. Ovviamente questo cercando di essere attrattivo, così come l'ente parco è per i visitatori, per un ampliamento dell'offerta anche turistica e anche economica, perché negli ultimi anni credo che intorno al parco si siano sviluppate delle interessanti possibilità economiche, quindi questo sicuramente è un aspetto che va tenuto nella giusta considerazione, ma senza snaturare però la natura del parco.
Il contingentamento degli accessi che alcuni parchi naturali nel mondo - anzi, parecchi parchi nel mondo o aree protette - comunque attuano per limitare la presenza di persone all'interno dei confini del parco o dell'area protetta è una possibilità che francamente non vogliamo prendere in considerazione, quindi probabilmente la limitazione spaziale della presenza umana è probabilmente l'unica soluzione per permettere la contemporanea tutela ambientale e lo sviluppo delle attività sia economiche sia turistiche nell'ambito di un'attività come quella del parco, un'attività peraltro che in questi anni, in questi ormai parecchi anni di vita del parco ha dimostrato essere perfettamente possibile in maniera contemporanea.
Abbiamo avuto un aumento di presenze, abbiamo avuto un mantenimento o comunque un incremento addirittura dell'attività di monticazione nella zona, dall'89 in poi; abbiamo avuto la creazione di attività economiche nella zona di Champdepraz, legate al turismo: l'apertura di un rifugio alpino, di un agriturismo all'interno dell'area del parco; però, venendo al tema dei sentieri, è una rete sentieristica già ad oggi decisamente ampia, sono più di 100 km di tracciati concordati con i competenti servizi regionali nel momento in cui è stato approvato il cosiddetto PGT, che sarebbe il piano di gestione territoriale del parco, un piano molto articolato che ha una valutazione anche d'impatto ambientale, ha una procedura di Vas eccetera, quindi una procedura molto complessa, molto articolata, appunto, ha permesso d'individuare 100 km di sentieri che - non lo dico certo io al collega Brunod che li conosce metro per metro, io no, confesso - sono sentieri che vanno dalla semplice passeggiata a dei sentieri per escursionisti esperti, sono sentieri che portano ai laghi, che portano ai colli verso le valli confinanti.
Tutti questi tracciati sono stati individuati nel momento in cui il piano è stato strutturato sulla base ovviamente di criteri ambientali, quindi individuati in modo da garantire la conservazione degli habitat più vulnerabili, quindi creando degli ampi spazi dove la presenza umana, almeno quella turistica... ovviamente rimane l'accesso ai tecnici e a chi ha in mano la gestione del parco, però questo sostanzialmente - come avviene in tutti i parchi e in tutte le aree protette - ha lo scopo di tutelare ovviamente le attività e soprattutto l'habitat e le biodiversità presenti all'interno del parco.
Anche le attività di pesca, che sono peraltro citate, sono comunque ovviamente garantite, perché i pescatori che sono abilitati, come il collega Brunod ben sa, possono raggiungere liberamente tutti i siti consentiti all'interno del parco.
In sostanza l'ampliamento della rete sentieristica all'interno del parco del Monte Avic è ritenuta inopportuna per diversi motivi, questo, ripeto, è un passaggio che abbiamo valutato e un ragionamento fatto anche insieme all'ente parco, oltre che alle strutture regionali perché questo, come dicevo, disattenderebbe in qualche modo la strategia complessiva del parco, quindi quella della corretta gestione di equilibrio tra l'attività antropica e quella naturale.
A tal proposito vorrei anche ricordare le iniziative del CAI a livello nazionale che sono state fatte molto di recente e anche l'attività della rete delle aree protette alpine, l'Alparc - è stata fatta una conferenza lo scorso inverno nella quale il parco del Monte Avic è stato preso anche ad esempio - ha relazionato sugli esempi concreti di gestione delle diverse attività antropiche all'interno del parco e sulla corretta gestione delle stesse.
In qualche modo si andrebbero a disperdere le risorse disponibili per la manutenzione ordinaria e straordinaria sui tracciati, perché ovviamente già, come dicevo, abbiamo 100 km di sentieri, cosa che non è proprio banalissima da gestire e da manutenere. Quindi questo è anche un aspetto, seppur secondario, da tenere nella giusta considerazione.
Inoltre, lo sviluppo delle forme di turismo definite di escursionismo lento, naturalistico, culturale, enogastronomico, non deve fondarsi per forza sull'aumento dei chilometri di sentiero, ma piuttosto su un'efficace valorizzazione di quelli esistenti che, lo voglio ricordare ancora una volta, sono tantissimi chilometri. Il Mont Avic peraltro, ma il collega Brunod lo sa benissimo, realizza numerose iniziative, proprio l'ultima delle quali vedrà nelle prossime settimane l'inaugurazione di un nuovo itinerario guidato che si sviluppa lungo uno dei sentieri ufficiali più battuti. Quindi un ulteriore aumento di visitatori lungo i sentieri non è che è da condannare, anzi, il parco si impegna con iniziative come quella che ho appena citato proprio per aumentare la frequentazione di questi itinerari, però sugli itinerari che esistono.
Peraltro, questo l'ha confermato l'ente, la fruizione dei sentieri è ampiamente al di sotto delle potenzialità che questi sentieri possano presentare.
Infine, tutte queste considerazioni di merito credo spieghino bene le motivazioni del perché questa richiesta inserita in questa mozione non possa essere accolta, si accompagna anche a delle questioni che seppur secondarie non possono essere trascurate che sono degli aspetti giuridici e amministrativi: come accennavo prima, il piano di gestione territoriale del parco è stato sottoposto a una lunga procedura di valutazione degli impatti ambientali dello stesso. Ovviamente, come sapete benissimo, valutazioni di questo tipo hanno un iter molto articolato, molto complesso, che coinvolge le Amministrazioni locali oltre alle strutture dell'Amministrazione regionale e, ovviamente, anche i Comuni e i cittadini stessi, che potevano fare delle osservazioni nel momento in cui il piano è stato pubblicato.
L'eventuale modifica della sentieristica richiederebbe una ripubblicazione e un riavvio di tutto questo iter di valutazione ambientale che, certo, non è impossibile ma probabilmente non è neanche opportuno, ma questo ripeto, è un effetto secondario rispetto alle finalità e alle motivazioni iniziali per il quale secondo noi questa mozione non è accoglibile.
Presidente - Per la replica, consigliere Brunod ne ha facoltà.
Brunod (LEGA VDA) - Sono un po' deluso da questa risposta, ma partirei da un altro punto: mi sarei aspettato, durante la presentazione delle premesse della mozione, anche la presenza dell'Assessore all'agricoltura con le competenze relative alla sentieristica, perché comunque credo che ci dovrebbe essere proprio una sinergia tra i due campi, ambiente-sentieristica, invece purtroppo durante la presentazione delle premesse non era presente in quest'aula.
Non condivido pienamente il ragionamento che ha fatto lei, che ha riportato le regole del piano di gestione che comunque - se c'è la volontà, ovviamente, come ha detto lei alla fine, questa è una volontà politica - le norme prevedono che, se si vuole, questa cosa si può fare.
Forse non è stato ben recepito il messaggio della mozione: io non sto parlando di aprire delle nuove vie, perché i sentieri che ho elencato esistevano prima dell'inaugurazione del parco, sono sentieri che sono sempre esistiti, che sono esistenti, che vengono utilizzati tutti i giorni per la vita in alpeggio, per diverse attività.
Quando, molte volte, parliamo di promuovere in sinergia, sulla stessa strada, turismo, agricoltura, sport e tutte queste attività, lo diciamo con le parole e poi non con i fatti. In questo caso ci sono tutti questi sentieri che hanno delle grandi peculiarità, promuovono degli aspetti che credo che meriterebbe che molti in questa aula andassero a farsi un giro all'interno del parco del Mont Avic per rendersi conto magari di quello che sto dicendo oggi, anche perché negli anni l'ente parco ha anche fatto delle attività, degli interventi su questi sentieri, quindi speso delle risorse, dedicato tempo per sentieri che poi sono limitati, utilizzati solo da certe figure.
Non c'è nessuna polemica, è solo per far capire che il parco avrebbe delle grandi potenzialità che secondo me, se c'è la volontà, possono essere messe molto più in evidenza rispetto a quello che abbiamo fatto oggi a beneficio dei territori all'interno del parco e di tutti i comuni nelle vicinanze, quindi del fondovalle e mi sarei aspettato anche un intervento da alcuni colleghi di maggioranza che sono ben legati a questo territorio e invece non hanno fatto nessun commento, anche questo mi dispiace molto, perché a volte basterebbe poco per valorizzare meglio le nostre peculiarità.
Tante volte abbiamo sentito parlare di ampliamento del parco del Mont Avic, a volte mi chiedo: perché non partiamo da queste piccole cose, non valorizziamo meglio l'area protetta per quello che ha al momento e una volta che siamo arrivati al top, al 100% delle sue potenzialità, possiamo anche pensare a un eventuale allargamento.
Ecco, queste sono le mie considerazioni personali, niente di polemico, sapete tutti che sono molto legato a questo territorio per la mia passione a livello sportivo, per le peculiarità del territorio che tutti sanno e quindi tenevo in modo particolare alla possibilità che tutti avessero avuto una ulteriore possibilità di percorrere tali sentieri e rendersi conto delle bellezze del parco.
Come lei ha detto, non voterete questa mozione, sono un po' dispiaciuto ma l'accetto comunque.
Presidente - Preciso che l'assessore Sapinet aveva anticipato una sua assenza dovuta a una riunione on-line che purtroppo ha coinciso con l'inizio della sua mozione, ma che evidentemente non era collegata alla sua mozione; era un impegno precedentemente assunto e segnalato alla Presidenza. Se non ci sono altri interventi mettiamo in votazione la mozione.
La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 13
Favorevoli: 13
Astenuti: 20 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Caveri, Chatrian, Cretier, Grosjacques, Jean-Pierre Guichardaz, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marquis, Marzi, Minelli, Padovani, Restano, Rosaire, Sapinet e Testolin).
La mozione non è approvata.
