Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 790 del 8 luglio 2021 - Resoconto

OGGETTO N. 790/XVI - Approvazione di mozione: "Impegno a ricollocare il personale OSS con capacità lavorative ridotte presso l'Azienda USL o gli enti del comparto unico".

Bertin (Presidente) - Punto n. 37. Per l'illustrazione si è prenotato il consigliere Restano, ne ha facoltà.

Restano (VdA Unie) - L'11 marzo 2021 una sigla sindacale ha inviato al Presidente della Regione, ai componenti della Giunta e al Segretario generale e, per conoscenza, ai Consiglieri regionali e altre persone, una richiesta di mobilità ai sensi dell'articolo 43 commi 1, 4 e 4bis della legge 22/2010. La legge 22/2010 disciplina l'organizzazione dell'Amministrazione regionale e degli enti del comparto unico della Valle d'Aosta.

L'articolo 43, richiamato nella nota, è l'articolo che regola la mobilità tra questi enti e l'Azienda sanitaria locale.

La nota - e la richiesta - riguarda dei dipendenti con il profilo di operatore socio sanitario con capacità lavorative ridotte e richiama delle istanze presentate da questo personale direttamente all'Amministrazione regionale.

La richiesta tende a far valutare la Giunta di definire la copertura dei posti da B2 di coadiutore amministrativo per gli anni 21 e 22, come individuati nel piano triennale del fabbisogno e di riservare il 50% dei posti previsti per le finalità di cui all'articolo 43 della legge che ho appena richiamato.

Dopo un congruo periodo di tempo, come sempre accade, i sindacati... ma soprattutto il personale, si è attivato contattando i vari Consiglieri regionali. Da qui sono nati un confronto tra Consiglieri e un'interlocuzione anche con la Presidenza della Giunta, per capire quella che poteva essere la soluzione e si è addivenuti, in maniera trasversale, alla presentazione di questa mozione che non fa altro che richiamare il dettato della norma, ma vuole sottolineare soprattutto l'attenzione che il Consiglio riserva alle persone che si trovano in difficoltà a causa delle ridotte capacità lavorative.

Nella fattispecie, parlando di questo personale e attraverso informazioni raccolte verbalmente, si è percepito che si tratta di personale nato tra gli anni '60 e i primi anni '70, per la maggior parte, quindi personale che ha visto nascere le microcomunità, le microcomunità sono nate negli anni '80 e questo personale - ed è importante sottolinearlo - le ha viste nascere, ci ha lavorato all'interno, ha effettuato dei corsi di formazione e alcuni profili... un primo corso di formazione di oltre 300 ore, un corso di aggiornamento negli anni '90 di 160 ore e poi il corso per ottenere la qualifica da OSS, che, a seconda della formazione che avevano ricevuto nel tempo, poteva variare in ore e poteva avvicinarsi alle 160-150 o qualche ora in più; quindi del personale che ha sostenuto quella che era la nostra idea di servizio sociale, di servizio prima e poi socio-sanitario in seguito e ha lavorato in queste strutture nei periodi dove i DPI non esistevano, quindi ha dato anche parte della propria persona e della propria salute in disponibilità al servizio che svolgeva. Oggi purtroppo vede ridotte le proprie capacità lavorative e cosa comporta questo?

La norma prevede che vengano destinati ad altre mansioni prima di tutto all'interno della struttura dove lavorano, ma capiamo tutti che queste strutture hanno un contesto lavorativo particolare: con numero ridotto di personale, quindi quando c'è più di una persona con capacità lavorative ridotte, se non viene comunque sostituita o affiancata da una collega, si generano dei problemi. Si generano dei problemi anche nei rapporti interpersonali, perché se si è abituati a vedere questo soggetto lavorare a piene capacità dopo, a vederlo apparentemente più rilassato, i rapporti cordiali vengono interrotti tra il personale. Quindi sarebbe opportuno prevedere d'inviare questo personale ad altre mansioni e in un altro contesto lavorativo, ed è per questo che l'articolo 43 prevede appositamente questi spostamenti, questa mobilità.

L'articolo 43 con il comma 4bis, aggiornato in seguito all'approvazione della norma, entra proprio nel merito di questa fattispecie di richiesta, laddove prevede che anche il personale dipendente degli enti locali possa essere utilizzato presso l'Azienda sanitaria locale e questo è proprio il caso di specie, perché abbiamo personale che nel tempo si è formato, che ha la qualifica di OSS che potrebbe transitare anche presso l'Azienda sanitaria locale, naturalmente senza portare dei disguidi tra la gestione del personale dell'azienda, non si vuole arrivare a questo, ma attraverso la nostra mozione si vuole porre particolare attenzione a questo personale, far sentire la vicinanza della politica e la nostra ferma volontà di ricollocarlo.

Dove si può ricollocare? La norma prevede che possa essere ricollocato con altre mansioni all'interno dell'Amministrazione regionale, all'interno degli enti locali e, come ho appunto detto, all'interno dell'Azienda sanitaria locale.

Noi chiediamo un impegno al Governo regionale di valutare di ricollocare in primis presso l'Azienda USL, o presso gli enti locali del comparto questo personale attraverso l'istituto previsto dall'articolo 43 commi 1, 4 e 4bis, tutto il personale con capacità lavorative ridotte debitamente riconosciute, per evitare che qualcuno approfitti di queste condizioni, anche in considerazione dei corsi di formazione attualmente in atto per OSS, quindi, per non sguarnire i posti da OSS attualmente occupati dal personale di cui stiamo parlando, si aspetterebbe la formazione di altro personale.

Al punto 2 chiediamo di attivare con le organizzazioni sindacali e con gli enti interessati un apposito tavolo di confronto finalizzato al raggiungimento di quanto esplicitato al punto sopracitato.

Questa mozione è stata presentata il 25 di giugno, quindi parecchi, parecchi mesi dopo l'istanza di mobilità presentata dagli interessati e dal sindacato, che ho richiamato.

La Regione ha provveduto a dare le dovute risposte, non si è fermata al ricevimento della nota. Dopo aver presentato il 25 giugno questa mozione, alcune sigle sindacali hanno, esattamente in data 5 luglio, inviato ai componenti del Consiglio e ai capigruppo della Regione una nota, dove esprimono il loro biasimo per l'ennesima ingerenza del legislatore su materie di natura contrattuale, ovvero a sminuire le prerogative sindacali, e sottolineano che vi sono altre categorie di lavoratori sia dipendenti della USL che del comparto unico che incorrono, come le OSS, in importanti limitazioni fisiche dovute alle loro mansioni: ausiliari, bidelli, cantonieri e infermieri.

Noi ovviamente prendiamo atto di questa nota e personalmente mi limito a dire che la nostra mozione è una risposta a una lettera pervenuta da una sigla sindacale; non entriamo nel merito di querelle tra sindacati, ma ci limitiamo a rispondere e la nostra risposta non è un'ingerenza, perché abbiamo previsto il coinvolgimento dei sindacati, ma soprattutto non è un'ingerenza perché sono andato a recuperare una lettera di un sindacato che dice che è consapevole che le modalità di reclutamento del personale sono volte a soddisfare il fabbisogno predeterminato da parte dell'Amministrazione regionale e che è e rimane il reclutamento del personale squisitamente riservato a decisione della parte politica.

Allora mi viene da dire: che si mettano un po' d'accordo i sindacati, noi non ci vogliamo esprimere.

Con questa mozione, senza fare ingerenze, vogliamo tutelare il personale che tanto ha dato alla Valle d'Aosta e agli enti locali della Valle d'Aosta.

Presidente - Qualcuno intende intervenire in discussione generale? Non vedo richieste d'intervento. Chiudiamo la discussione generale. Per il Governo, il presidente della Regione Lavevaz ne ha facoltà.

Lavevaz (UV) - Una replica molto breve, anche perché è una mozione che è stata sostanzialmente condivisa in maniera assolutamente trasversale. Come giustamente è stato detto dal collega Restano, sostanzialmente l'impegnativa di questa mozione va nella direzione segnata in maniera abbastanza chiara dalla norma e dai vari contratti di riferimento. Condivido totalmente le parole del collega quanto alla volontà e alla necessità di valorizzare un lavoro così complesso come quello delle OSS, un lavoro - come ho già detto in altre sedi anche un po' di tempo fa - quello delle OSS, come un po' tutto il lavoro e le mansioni in ambito sociale e socio-sanitario - che richiede veramente una vocazione io dico sempre per essere attuato, perché è un lavoro che richiede un'abnegazione personale e anche mentale oltre che fisica assolutamente importante. Credo che questa mozione arrivi anche in un momento opportuno dopo un anno e mezzo di grandi difficoltà in cui questi operatori hanno dovuto lavorare in condizioni oltremodo difficili. Un lavoro che già è difficile, nell'ultimo anno e mezzo è stato difficilissimo, condito anche sicuramente da paure, da condizioni sconosciute o poco conosciute, da condizioni che mutavano in maniera continua e soprattutto, in qualche modo, a dover anche far fronte con le persone accudite che sicuramente anche da parte loro avevano altre paure e altre difficoltà e quindi anche il supporto psicologico che è stato necessario sia stato oltremodo complicato.

Dall'altro lato, abbiamo peraltro una carenza di personale di questo tipo, quindi questo è un problema che dovremo affrontare, ma questo esula dal contenuto della mozione.

Sul problema specifico, invece, questo è ben conosciuto, è ben conosciuto da molti di noi che hanno avuto esperienza all'interno degli enti locali o all'interno dell'azienda in altre vesti e il problema della ricollocazione del personale sanitario con problematiche, con limitazioni fisiche, è un problema che molti di noi hanno già dovuto affrontare come amministratori di enti locali e si è sempre fatto, nel senso che si cerca ovviamente di ricollocare con i mansionari a disposizione, cercando di valorizzare il lavoro che queste persone possono fare, non forzando dal punto di vista delle capacità fisiche di quel momento.

Quindi io credo che questa mozione vada in questa direzione, di valorizzazione e di sottolineatura di un solco che già è ben segnato dalla norma, ma che giustamente va sottolineato e va attuato in tutti i modi possibili, sia dagli enti locali sia dall'azienda sanitaria, per quanto possibile, per quanto di competenza a seconda delle necessità degli operatori.

Presidente - Mettiamo in votazione. Consigliera Minelli per dichiarazione di voto.

Minelli (PCP) - Molto brevemente, condivido le valutazioni che sono state fatte sull'importanza del lavoro delle OSS, in particolare in questo ultimo anno, però vorrei esprimere, a titolo assolutamente personale, una mia perplessità che è questa e che mi porterà a fare un voto di astensione: a fianco di questa categoria che effettivamente è in difficoltà per quello che riguarda alcune ridotte prestazioni lavorative, penso anche ad altri, in particolare a qualcuno che è molto vicino e che sono gli infermieri.

Quindi, essendoci una norma di legge che sostanzialmente disciplina questo, un riconoscimento come è giusto che ci sia nei confronti di questa categoria, a mio avviso avrebbe dovuto essere un po' più ampio, quindi mi dispiacerebbe semplicemente che ci fossero delle valutazioni diverse nel merito di persone che comunque si stanno dedicando alla nostra comunità con abnegazione, come è stato ricordato.

Quindi è solo per questo motivo che mi asterrò.

Presidente - Consigliere Baccega per dichiarazione di voto.

Baccega (PA) - Noi del gruppo di Pour l'Autonomie abbiamo firmato con convinzione questa mozione e ringrazio il collega Restano per avercela sottoposta e per averla elaborata. Il tema della ricollocazione degli operatori socio-sanitari lo avevamo già affrontato nel 2019, facendo un percorso lungo: abbiamo visitato oltre venti micro e ovviamente le visite non si possono limitare solo a guardare i locali bensì a un confronto con gli operatori socio-sanitari.

C'è stato e abbiamo preso atto davvero che ci sono delle oggettive difficoltà per alcune un po' per l'avanzata età un po' per alcune patologie che ci sono e non a caso insieme anche al collega Bertschy abbiamo poi avviato al processo che ha portato a indire tre corsi da trenta OSS cadauno, quindi sono novanta OSS. Sono quasi sicuro che se non saranno sufficienti per dare una risposta complessiva... quindi l'invito è quello a proseguire in quella direzione.

Per questo noi voteremo con sicura convinzione questa mozione.

Presidente - Possiamo mettere in votazione? Consigliere Rollandin, ne ha facoltà.

Rollandin (PA) - Volevo solo fare una piccola sottolineatura: questo problema è naturalmente molto più ampio perché, giustamente, l'hanno sottolineato alcuni colleghi, il problema di avere personale che non può più svolgere il ruolo per cui era stato assunto ha dei numeri piuttosto importanti.

Oggi con questa dichiarazione e con questa soluzione noi andiamo a sottolineare questo aspetto, cercando però di impegnarci di ricordarci anche di quelli che qui oggi non sono compresi perché ci sono tante altre situazioni che obiettivamente meriteranno di essere presi in considerazione.

Quindi ben venga questa soluzione parziale tenendo conto che dobbiamo prendere in esame tutte le altre situazioni, perché non è che c'è una categoria che può avere certe soluzioni e altre no.

Quindi va benissimo però ricordiamo che i numeri sono molto più alti e trovare le soluzioni adatte è molto difficile, quindi bisognerà impegnarci e l'impegno credo che debba essere di tutti per dare soluzioni, anche progressivamente, che vadano nella logica con cui oggi qui affrontiamo un primo passo.

Presidente - Consigliere Cretier, ne ha facoltà.

Cretier (PCP) - Una breve dichiarazione a sostegno della mozione.

La mozione, firmata dalla capigruppo a nome del gruppo, ci vede sostenitori in considerazione del fatto che è necessario trovare delle soluzioni per la mobilità volontaria delle persone in difficoltà e per la copertura dei posti di OSS delle microcomunità per i trasferimenti negli enti del comparto unico, su base volontaria e in corrispondenza di una chiara certificazione sulla capacità lavorativa ridotta o limitata, dando intanto dignità al personale - direi fisicamente e anagraficamente in difficoltà -anche, come già detto dal Presidente - per le procedure Covid che hanno messo seriamente in difficoltà i lavoratori, pur ricordando - e mi ha anticipato il collega Rollandin - che ci sono altre categorie con lo stesso problema che sarebbe opportuno comunque valutare.

Presidente - Consigliere Restano, ne ha facoltà.

Restano (VdA Unie) - Solo per riprendere un poco quanto detto dal collega Rollandin e dal collega Cretier: effettivamente noi che abbiamo firmato siamo consapevoli - e guardo i colleghi di PCP che hanno firmato e tutti gli altri colleghi dei vari gruppi che hanno firmato - che vi sono anche altre categorie; per esempio le infermiere che sono state richiamate appartengono alla categoria D, personale laureato, quindi non le si può proporre lo stesso percorso del personale OSS e i sindacati - questo è anche il loro mestiere, come hanno sottolineato - valuteranno come fare a seconda delle istanze che riceveranno.

Noi abbiamo ricevuto questa e politicamente rispondiamo a questa.

Presidente - Se non vi sono altri interventi, mettiamo in votazione la mozione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 33

Votanti: 32

Favorevoli: 32

Astenuti: 1 (Minelli)

La mozione è approvata.