Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 175 del 15 dicembre 2020 - Resoconto

OGGETTO N. 175/XVI - Continuazione della trattazione congiunta delle relazioni della Sezione regionale di controllo della Corte dei conti, sulla proroga per il triennio 2021-2023 della validità degli indirizzi contenuti nel DEFR per il triennio 2020-2022 approvato con deliberazione n. 1186/XV, sul D.L. n. 2 (Legge di stabilità regionale per il triennio 2021/2023), sul D.L. n. 3 (Bilancio di previsione finanziario della Regione Autonoma Valle d'Aosta per il triennio 2021/2023) e sul D.L. n. 4 (Disposizioni collegate alla legge di stabilità regionale per il triennio 2021/2023). (Approvazione di cinque ordini del giorno. Reiezione di tredici ordini del giorno. Ritiro di due ordini del giorno).

Bertin (Presidente) - Alla presenza di 33 Consiglieri possiamo iniziare i lavori del pomeriggio. Punti n. 9, n. 10, n. 11, n. 12, n. 13, n. 14, n. 15, n. 18, n. 19, n. 20 e n. 21 dell'ordine del giorno. Ricordo che abbiamo interrotto con l'illustrazione del primo ordine del giorno della Lega fatta dal consigliere Aggravi. Siamo alla discussione generale del primo ordine del giorno della Lega. Chi vuole intervenire si prenoti. Si è prenotato l'assessore Marzi a cui cedo la parola.

Marzi (AV-SA) - Mi scuso per la solerzia, ma mi era stato detto non rispondere subito magari qualcun altro vuole intervenire, allora eseguo... usi obbedir tacendo. Dato il presupposto di riferimento, comincio dalla fine. Alla fine di questa relativamente breve argomentazione le chiederò di ritirare il presente ordine del giorno, oppure di chiedere l'astensione rispetto al voto dell'ordine del giorno stesso. Inizio dalla fine e inizio in questa maniera per evitare che poi dopo bonariamente mi si taccia di captatio benevolentiae; perché? Perché, secondo me, è d'uopo iniziare facendo i complimenti per il lavoro che è stato portato in aula con i seguenti ordini del giorno, perché, comunque sia, sono degli atti a tutti gli effetti di discussione che richiedono e hanno richiesto sicuramente tanto lavoro, molti dei quali sono tecnicamente ineccepibili, ma è inutile che ci nascondiamo dietro un dito, sono anche dei chiari impegni rispetto al disegno di legge che stiamo analizzando e quindi, di conseguenza, giustamente vincolano poi chi si trova a dover amministrare o comunque prendere in considerazione quanto gli stessi ordine del giorno citano.

Partendo da quest'ordine del giorno è d'uopo iniziare anche da una serie di interlocuzioni che già ci sono state tra il sottoscritto sia in Commissione che anche alla fine in replica, quindi rispetto alla discussione generale dei disegni di legge n. 2, n. 3 e n. 4, ho richiamato nella maniera più chiara possibile soprattutto in Commissione un piano A e un piano B, perché il collega Aggravi, già in occasione delle domande in seno alla II Commissione il 16 di novembre quando io e il Presidente presentammo i disegni di legge n. 2, n. 3 e n. 4, ebbe giustamente a porre in maniera più sfumata lo stesso tipo di domanda che viene richiamata con l'impegnativa di quest'ordine del giorno, cioè fondamentalmente l'impegno ad adottare tutta una serie di misure a favore dell'economia valdostana, impegno correttissimo, con una variazione di bilancio il prima possibile. In quell'occasione io ebbi a dire che cosa? Che sostanzialmente c'erano due possibilità collegate tra loro, perché, come richiamato anche ieri alla fine della mia relazione dopo quella del collega Malacrinò e quella del collega Aggravi, le Pubbliche Amministrazioni ragionano per atti e, come richiamato anche in Commissione il 16 di novembre, nel 2020 noi ci siamo già trovati a decidere se partire a sostegno dell'economia valdostana come Consiglio Valle con un disegno di legge dedicato in prima istanza, tanto per essere chiari, le leggi n. 4 e soprattutto la n. 5 e poi dopo, conseguentemente, addivenire al rendiconto con il susseguente disegno di legge che applicava l'avanzo di amministrazione del rendiconto stesso, oppure se andare direttamente al rendiconto e quindi, di conseguenza, alla definizione dell'avanzo e poi all'applicazione dell'avanzo stesso.

Nel 2020 la scelta che è stata fatta è stata quella, per una serie di motivi, soprattutto di ordine politico, di partire con una variazione di bilancio iniziale e poi conseguentemente il rendiconto, la definizione dell'avanzo e la messa in essere attraverso la legge n. 8 della spesa dell'avanzo stesso. Ora, i tempi sono cambiati ma ci troviamo a dover vivere lo stesso tipo di necessità, cioè cosa intendo dire per "tempi cambiati"? Intendo dire che se, purtroppo, il Covid-19 e quindi gli impegni che il Consiglio Valle nel 2020 si è dovuto prendere con la precedente legislatura sono stati degli impegni che in maniera emergenziale sono arrivati su una consiliatura che si era già automandata a casa, invece oggi un minimo di progettazione, con tutte le difficoltà che avremo dal porre in essere, ce l'abbiamo, perché, ahimè, stiamo vivendo la seconda ondata di un fenomeno che sta mettendo in ginocchio o comunque facendo soffrire tutto il mondo, l'Europa, l'Italia e la Valle d'Aosta stessa. Diciamo pertanto che almeno sappiamo, stiamo guardando negli occhi il nostro nemico, quindi la scelta che abbiamo fatto, capendo perfettamente le motivazioni di quest'ordine del giorno, di fatto ne chiediamo il ritiro, oppure ci proporremo con un voto di astensione... è quello di muoverci in parallelo - come, tra l'altro, anche richiesto da tutta una serie di portatori di interesse, tra l'altro, da me richiamati anche nella relazione di ieri a partire dal CPEL - e di andare direttamente il più velocemente possibile al rendiconto 2020 con la definizione dell'avanzo e contemporaneamente cominciare a produrre il disegno di legge che deve poi applicare l'avanzo di amministrazione stessa.

Naturalmente, visto che in maniera intelligente l'impegnativa di quest'ordine del giorno richiama a un impegno per la primavera, questo in termini temporali coinciderà con questo tipo di impegno, nel senso che il fatto di avere delle tempistiche che arrivano fino al 30 di aprile per il rendiconto dell'anno in corso comunque farebbe ricadere gli impegni amministrativi nell'arco temporale che quest'ordine del giorno richiama, ma l'impegno che ci sentiamo di prenderci, o almeno lo sforzo che assieme agli uffici cercheremo tutti di fare in maniera assolutamente seria perché la situazione è drammatica - come tutti quanti abbiamo richiamato in questi giorni, anche nei due interventi della mattinata - è quello di correre nella definizione del rendiconto e poi, di conseguenza, in parallelo di arrivare alla definizione del disegno di legge che dovrà approvare l'avanzo di amministrazione 2020, citato a pagina 45 del disegno di legge n. 3. Poi, di conseguenza, in maniera il più condivisa possibile, arrivare a definire le voci di spesa che noi stiamo ponendo in essere anche attraverso un'azione che abbiamo già cominciato a richiamare e che è fondamentalmente un percorso già avviato rispetto alle definizioni del nuovo DEFR, come, tra l'altro, alcune delle iniziative richiamano, nel senso che altri ordini del giorno e altre iniziative vanno chiaramente a richiamare l'assoluta necessità di arrivare anche nel minor tempo possibile alla definizione del DEFR, perché naturalmente tale definizione può aiutare anche a determinare gli indirizzi di spesa rispetto al disegno di legge che applicherà l'avanzo di amministrazione.

Per questo stesso motivo - e quindi di fatto sposando gli intendimenti che quest'ordine del giorno ha e dandogli anche una dignità non solo amministrativa ma politica - ci sentiamo di dire che stiamo lavorando in tal senso; semplicemente è forte la volontà di quest'Amministrazione, nelle more della definizione del rendiconto 2020, di lavorare in parallelo a un unico disegno di legge di applicazione - che, tra l'altro, ieri è stato anche chiaramente espresso - di spesa rispetto all'avanzo, che sarà anche un'opportunità. Un'opportunità che andrà colta - e io l'ho richiamato nella mia relazione, l'ho detto stamattina in replica e lo ripeto - anche con un'analisi, che, tra l'altro, lei poi richiama in un altro ordine del giorno sul quale le proporrò un emendamento, e vado a ripetere, è stato anche occasione di dibattito in aula... che dovrà sicuramente essere fatta tra una serie di iniziative che andranno a sostenere soprattutto l'economia con delle iniezioni di liquidità assolutamente presenti nelle leggi a sostegno n. 5 e n. 8, soprattutto la n. 8 del 2020, e in parallelo una serie di interventi invece magari più strutturali, che, tra l'altro, lei richiama appunto in un ordine del giorno seguente e che è stato anche oggetto di confronto già in due iniziative che ci sono state nel mese di novembre, tra l'altro, se non erro, entrambi i post portati in aula da lei: la prima che riguardava un'analisi dell'articolo 3 della legge n. 5 del 2020 e la seconda invece che riguardava uno sgravio fiscale, che, tra l'altro, poi dopo ci vedrà di nuovo in discussione su un altro ordine del giorno su cui le chiederò la stessa cosa che le chiedo su questo, quindi, tanto per essere chiari, il ritiro e sennò il voto di astensione. In maniera assolutamente trasparente e per cominciare a fare dei ragionamenti che almeno da parte nostra risultano essere coerenti, pertanto le chiedo il ritiro dell'iniziativa, altrimenti ci asterremo.

Presidente - Se qualcun altro vuole intervenire... Ricordo le modalità di discussione degli ordini del giorno: presentazione, intervento del Governo, intervento dei gruppi, un Consigliere per ogni gruppo per dieci minuti, segue il voto. Ha chiesto la parola il consigliere Aggravi, ne ha facoltà.

Aggravi (LEGA VDA) - Vede, Assessore, parto anch'io dal fondo: quest'ordine del giorno non lo ritiro. C'è un motivo di base per questo, io ho ascoltato con molta attenzione il suo intervento e ho preso alcuni spunti che voglio utilizzare per specificare il perché non ritirerò quest'ordine del giorno: prima di tutto perché in senso generale il fatto di dire: "ci stiamo già lavorando" - semplifico per chi ci ascolta - è facile, allora a questo punto, ritirato questo, possiamo ritirare tutti gli ordini del giorno ed essere certi che il Governo sta lavorando su tutti gli argomenti. Fatto sta che alla presentazione - e poi ci sarà un collega che ha presentato un'iniziativa in questo senso - del vostro programma ad oggi il DEFR viene gestito con un gran calcione - per chi ama il calcio come il sottoscritto - al pallone in avanti e poi si vedrà. In termini programmatori quindi forse i ragionamenti li state facendo ma sul tavolo non abbiamo nulla.

Lei citava giustamente il riferimento alla scorsa primavera inoltrata, se vogliamo alla nascita della legge n. 5, lei ha detto: "i tempi sono cambiati, oggi un minimo di progettazione c'è". Mi perdoni, ma la legge n. 5 - l'abbiamo detto in più occasioni - nasce a fronte di un'iniziativa presa dalla II Commissione in un momento in cui il Governo più che mutilato dell'epoca, o quello che ne rimaneva, in evidente difficoltà con la pandemia e anche proprio con l'organizzazione dei lavori, perché alcuni Assessori mancavano e quindi c'era una situazione emergenziale che si univa a una situazione di pesante incertezza... era venuta un po' meno l'iniziativa di quel Governo pro-tempore e quindi la Commissione aveva giustamente, in una situazione di inizio emergenza, perché quella che viviamo oggi è un'emergenza inoltrata, non è un'emergenza che nasceva come in quel momento, soprattutto l'emergenza economica. Sono contento di sapere soprattutto da parte sua che oggi un minimo di progettazione ci sia, però ritengo che ci sia un ulteriore fattore di emergenza, ovvero il fatto che siamo di fronte a una totale incertezza come allora, abbiamo sì un Governo che sta facendo dei ragionamenti, ma abbiamo sicuramente il fatto che gli effetti delle misure di contenimento e le misure di chiusura anche delle regioni, le misure di tutta una serie di blocchi che ha la nostra economia e hanno certe categorie sociali, che sono in difficoltà già magari escluse dall'ambito lavorativo durante l'estate, mi fanno essere molto più preoccupato rispetto alla primavera scorsa, lo dico chiaramente e l'ho detto anche nella relazione, poi magari informalmente il passaggio lo ridiscuteremo perché io volevo evidenziare soprattutto quella problematica.

Sicuramente quindi il nostro nemico lo stiamo guardando negli occhi ma è un nemico bello grande, non è sicuramente da sottovalutare. Proprio in quest'ottica - lo abbiamo detto e lo ripetiamo - abbiamo fatto tutta una scelta, una serie di proposte e di suggerimenti, che sicuramente riteniamo potrebbero essere, e lo vedremo poi nel proseguo, presi all'attenzione di un Governo che sta progettando e soprattutto che non ha ancora definito puntualmente un DEFR e una programmazione considerato che questo bilancio nasce in termini tecnici.

Sul muoversi in parallelo e arrivare il prima possibile all'assestamento, le sue parole sono sicuramente incoraggianti riguardo alle tempistiche, poi sappiamo che tra il dire e il fare c'è sempre di mezzo la macchina burocratica, quindi sappiamo che la primavera inoltrata spesso ha una temperatura estiva. La mia vera preoccupazione quindi è che "il DEFR lo mandiamo avanti, non prevediamo una variazione, stiamo programmando, faremo il prima possibile l'assestamento"... io temo di non essere così tanto ottimista sulle tempistiche dell'assestamento, secondo me, andremo molto in avanti.

Spero anche vivamente che non ci si debba poi rendere conto cammin facendo che invece una manovra deve essere fatta, perché temo che il punto di partenza di oggi riguardo alle emergenze non sarà lo stesso che vivremo a febbraio o a marzo, quindi io temo che, in realtà, qualche ragionamento poi verrà fatto e soprattutto richiamo, come giustamente lei ha fatto, le audizioni in Commissione. Mi sembra che tutte le associazioni di categoria che hanno partecipato abbiano chiesto a gran voce la possibilità di avere delle misure messe in campo il prima possibile, sicuramente è un desiderata di tutti, ma io credo che ci sia anche la necessità di dare una risposta a chi sta aspettando e a chi di fronte ha totale incertezza.

Sulle motivazioni politiche della nascita della legge n. 5, di quella scelta, sì, può darsi, è anche vero, però io ci vedo principalmente delle ragioni amministrative e delle ragioni di necessità di quel momento, stessa cosa la vedo in questa fase e soprattutto le dico perché: perché, rispetto alla volta scorsa, come ho scritto proprio nella relazione, non possiamo beneficiare comunque di una stagione precedente andata, tutto sommato, bene. Noi abbiamo alle nostre spalle una stagione estiva che ha coperto delle perdite, delle difficoltà che si sono accumulate per effetto appunto del primo lockdown e un inizio di stagione invernale totalmente mutilata. Io quindi temo che se l'orizzonte è quello di maggio o di giugno, sia troppo tardi.

Mi auguro - e lo dico anche per i colleghi che ci hanno lavorato - che sui prossimi ordini del giorno ci sia un'attenzione maggiore e al contrario non uso captatio benevolentiae, lei sa che sono molto pragmatico e soprattutto non le avrei detto che usava captatio benevolentiae perché ormai ci conosciamo e so che lei è sempre molto polite nelle sue argomentazioni. Io mi auguro che ci sia un'attenzione maggiore sui prossimi ordini del giorno rispetto a quella prestata a quest'ordine del giorno.

Presidente - Vi sono altre richieste di intervento? Passerei alla votazione dell'ordine del giorno n. 1 della Lega. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 33

Votanti: 14

Favorevoli: 14

Astenuti: 19 (Bertin, Bertschy, Caveri, Chatrian, Cretier, Grosjacques, Erika Guichardaz, Jean-Pierre Guichardaz, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marquis, Marzi, Minelli, Padovani, Restano, Rosaire, Sapinet, Testolin)

Il Consiglio non approva.

Possiamo passare all'ordine del giorno n. 2 della Lega: "MES e Recovery Plan". Per l'illustrazione, ha chiesto la parola il collega Aggravi, ne ha facoltà.

Aggravi (LEGA VDA) - Quest'ordine del giorno prende spunto da un passaggio inserito nel programma di legislatura del vostro Governo che vado testé a ricordare: voi specificate che, nell'ambito dei rapporti economici con lo Stato, andrà posta particolare attenzione anche per il prossimo reperimento di risorse straordinarie nell'ambito del MES e del Recovery Fund da utilizzare nell'ambito dell'emergenza. A fronte di questa dicitura e giustamente del tentativo che ogni Governo fa di andare a reperire delle risorse di natura extra gestionale rispetto a quelle che sono tipicamente le fonti da cui il bilancio della Regione genera delle risorse... citate queste due tematiche, questi due strumenti, che sono stati molto à la une nell'ultimo periodo, non mi concentro assolutamente sul MES: primo, per evitare degli argomenti molto più grandi di quest'aula e forse anche delle stesse aule romane, perché se ne è davvero sentite di tutti i colori e il Trattato sul MES non l'ha letto praticamente nessuno, soprattutto quelli che ne pontificano... per quanto riguarda invece il Recovery Fund, sappiamo che il Governo nazionale, il Governo centrale, ha discusso ampiamente riguardo a una bozza di piano nazionale di ripresa e resilienza.

Questo piano, che in parte è circolato in bozze, ha due particolarità: la prima ci riguarda direttamente, ovvero della montagna c'è pochissimo e soprattutto anche di indicazione e di coinvolgimento delle Regioni io, per quello che ho potuto vedere, sinceramente non ho visto assolutamente niente e quindi la volontà centralizzatrice del Governo Conte bis è molto forte. Dall'altro lato sappiamo che però le Regioni hanno contribuito a formulare delle proposte e, anche a fronte di un accesso agli atti che ho inviato alla Struttura degli Affari europei, ho preso visione delle proposte fatte da questo Governo.

Nell'impegnativa, a beneficio ovviamente di tutta l'Aula, proprio con l'obiettivo di andare a capire quali potrebbero essere le risorse in più di cui si potrebbe andare a beneficiare, tenuto conto - e questo invece ci tengo a dirlo - che dei famosi 193 miliardi che dovrebbero essere destinati all'Italia - dico: "dovrebbero" perché a casa mia, finché non si vede la moneta, oggettivamente non ce n'è certezza - sappiamo che 65 miliardi e mezzo sono delle sovvenzioni, sono il famoso fondo perso di cui tanto si parla, mentre circa 128 milioni non sono altro che prestiti, e sappiamo benissimo che i soldi del MES non sono one-shot, non arrivano tutti insieme, ma vengono diluiti dal 2021 al 2026 e soprattutto nei primi tre anni di riferimento la cifra tra la parte di sovvenzione e la parte di debito è sostanzialmente uguale. Negli ultimi tre anni invece i prestiti sono effettivi, cioè questi sono degli investimenti che graveranno sulle spalle in parte nostra e sicuramente anche sui nostri figli.

Chiediamo quindi al Presidente o all'Assessore competente con l'approvazione di quest'ordine del giorno di poter informare il Consiglio regionale in merito alle proposte trasmesse al Governo centrale, ovviamente in sintesi, che potrebbero beneficiare del finanziamento di cui al Recovery Fund, nonché relativamente alle interlocuzioni avute con il Governo centrale circa le modalità e le relative possibilità di finanziamento delle proposte formulate.

A tal riguardo vorrei precisare due aspetti, oppure porre l'attenzione su due aspetti: il primo nella documentazione che ho potuto visionare ho visto e sono abbastanza contento di aver visto che c'è un'attenzione particolare sulle politiche ambientali o comunque di investimento sul futuro e anche sulla gestione del ciclo delle acque, siete stati sostanzialmente in linea con il benchmark e con il trend nazionale ma sulla sanità mi aspettavo di vedere qualcosa di più. È anche vero che, ripeto, a livello nazionale qualcuno forse, facendosi due calcoli, preferisce prendere dei soldi da un fondo di diritto lussemburghese gestito da una realtà privata - e lo dice qualcuno che per un breve periodo di tempo ha avuto l'occasione di lavorare per la principale società di consulenza di queste istituzioni -, perché il MES è un organo di diritto privato, non è un organo pubblico, non è un fondo messo a disposizione degli Stati, forse si è deciso di concentrare lì la spesa sanitaria, un investimento sanitario. Io sinceramente mi sarei aspettato di vedere qualcosa di più sul Recovery Fund e soprattutto mi sarei aspettato di vedere qualcosa di più riguardo a quello che veniva chiesto a livello regionale.

Sono stupito - e questo lo voglio dire - riguardo a due voci che ho trovato sulle schede: la prima riguarda il finanziamento dell'Aosta/Pré-Saint-Didier, che mi ha stupito per il fatto che forse varrebbe la pena fare un approfondimento nella competente Commissione per capire quali possono essere le prospettive di quella tratta, considerato anche che, se non erro, nell'attuale maggioranza ci sono soggetti che all'epoca avevano sostenuto la chiusura della tratta: lo dico proprio per capire in termini programmatori quello che si intende fare anche a fronte della gara con Trenitalia. Dall'altro lato trovo anche la richiesta di finanziare l'elettrificazione fino ad Aosta. Se non erro, su quel punto lì i soldi dello Stato centrale erano già stati stanziati, quello che mi chiedo è: quei soldi stanziati dallo Stato non ci sono più oppure è un finanziamento aggiuntivo? Anche su questo aspetto io penso che sia importante e interessante avere delle informazioni qualora vogliate approvare l'ordine del giorno.

Presidente - Per il Governo, ha chiesto la parola l'assessore Caveri, ne ha facoltà.

Caveri (VdA Unie) - Non mi metterò a discutere sul MES, lo abbiamo fatto anche su Twitter, quindi oramai c'è la possibilità di fare queste discussioni sui social, mi sembra peraltro che almeno in questa fase il Governo nazionale non abbia sul tema del MES grandi idee. Esiste anche una certa nebbia sul Recovery Fund, ho letto il piano nazionale in bozza, come immagino abbia fatto lei, c'è scritto grosso sopra: "bozza" e non è un granché, è sicuramente una visione un po' centralistica che tutte le Regioni italiane, di qualunque colore esse siano, stanno cercando di contestare.

Io sono contento che lei abbia letto le schede perché immagino che anche per lei sia stato un lavoro difficile o comunque lungo, perché abbiamo presentato molte cose per circa un miliardo, che probabilmente è molto al di sopra delle cifre che noi potremmo ottenere ed è vero che ci sono anche delle progettualità, come quelle della ferrovia, che in realtà hanno già una copertura finanziaria ma nella discussione che abbiamo fatto fra di noi abbiamo anche deciso di mettere degli elementi che in qualche maniera siano di stimolo nel rapporto con il Governo nazionale.

La sanità, come lei sa, nel Next Generation o Recovery Fund è abbastanza minoritaria rispetto alle cifre complessive, va anche detto che questo lavoro di invio è stato un lavoro molto difficile perché abbiamo avuto circa 48 ore per poterlo spedire a causa dei gravi ritardi che si sono verificati perché all'inizio addirittura le progettualità regionali erano state di fatto scartate. Come dicevo prima, c'è stata una ribellione di tutte le Regioni e a questo punto noi abbiamo potuto inviare questa documentazione.

Non abbiamo difficoltà come Governo regionale ad accettare quest'ordine del giorno, l'unica cosa che le chiederei per politesse è quella di togliere: "senza il coinvolgimento del Consiglio regionale e/o delle Commissioni consiliari", perché posso assicurarle che da parte di chi come me ha inviato i progetti a Roma non c'è stato un tempo fisico, mi auguro però di poter, come nell'impegnativa, fornire alla Commissione, per cui io chiederei al posto di "ad informare il Consiglio regionale" di mettere: "ad informare nelle Commissioni competenti", perché credo sia un lavoro più fino di quello che possiamo svolgere nell'aula, immaginando che attualmente l'interlocuzione è un'interlocuzione piuttosto bloccata fin quando il Governo nazionale, come lei ben sa seguendo immagino anche i titoli dei giornali, che credo anche oggi riprendano la questione del Recovery Fund... per cui vi sono queste uniche due richieste di emendamento: togliere "senza il coinvolgimento del Consiglio regionale e/o delle Commissioni consiliari" e mettere "ad informare le Commissioni competenti " al posto di "ad informare il Consiglio regionale". Io toglierei per una questione di stile anche tra parentesi: "a seguito dell'approvazione del presente ordine del giorno", perché mi sembra che sia ça va sans dire, non c'è da parte della maggioranza e del Governo regionale obiezione ad approvare quest'ordine del giorno.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Aggravi, ne ha facoltà.

Aggravi (LEGA VDA) - Mi permetta una battuta, Assessore: io spero che non porti male il fatto di utilizzare la ferrovia per stimolare il Governo nazionale, perché se lo stimolo è lo stesso che abbiamo ricevuto fino ad oggi sulla ferrovia, siamo messi davvero male.

Per quanto riguarda le sue proposte di rettifica, mi vanno benissimo, nel senso che ovviamente il non coinvolgimento del Consiglio e delle Commissioni era una giusta provocazione, quello che io le chiederei, come chiederei a ogni Assessore al di là del Governo che ricopre quegli scranni, è che di fronte a delle contribuzioni di tale importanza... forse per politesse le Commissioni sarebbero state comunque giustamente da informare ma non è un problema, ci siamo trovati. Da parte mia, se i Presidenti delle Commissioni competenti sono d'accordo, va benissimo e quindi io mi auguro che si possa anche dibattere, al di là del futuro del Recovery Fund, su una serie di progettualità inserite che sono molto importanti.

Presidente - Con le modifiche proposte dall'assessore Caveri, possiamo passare alla votazione dell'ordine del giorno n. 2 della Lega. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti, votanti e favorevoli: 34

Il Consiglio approva all'unanimità.

Passiamo all'ordine del giorno n. 3 sempre della Lega: "Consorzi di miglioramento fondiario". Per l'illustrazione, cedo la parola alla consigliera Foudraz.

Foudraz (LEGA VDA) - Con quest'ordine del giorno volevamo sottoporre al Governo regionale un'impegnativa per quanto riguarda i consorzi di miglioramento fondiario. In Valle d'Aosta esistono circa 176 consorzi di miglioramento fondiario e irriguo, questi consorzi sono enti comunque di diritto privato senza scopo di lucro, la maggior parte dei quali possiede una discreta autonomia finanziaria ma solamente per la realizzazione di opere di ordinaria manutenzione e di modico valore. L'attività dei consorzi di miglioramento fondiario si concreta nell'esecuzione, nella manutenzione ed esercizio di opere di miglioramento fondiario quali la costruzione di impianti irrigui, di ricerca, provvista e utilizzazione delle acque a scopo agricolo, la costruzione e il riattamento di strade interpoderali e le teleferiche che possono sostituirle, la realizzazione di monorotaie e la costruzione e riattamento di fabbricati rurali, nonché il miglioramento dei prati e dei pascoli montani eseguibili a vantaggio di più fondi.

Alla luce di quanto appena ho esposto, risulta quindi fondamentale l'attività svolta da detti consorzi, un'attività che riveste un'importanza fondamentale sotto l'aspetto agricolo ma che riguarda anche il settore del turismo essendo la Valle d'Aosta una regione a vocazione turistica, oltre che agricola, ed è importante il mantenimento del territorio appunto anche da un punto di vista visivo.

Dall'anno 2013 l'Amministrazione regionale non ha più stanziato fondi atti al finanziamento per opere di investimento, gli unici stanziamenti hanno riguardato la contribuzione per le spese di gestione, che ammontano all'incirca a un 60 percento della spesa sostenuta esclusivamente per le spese di gestione dei consorzi e somme per manutenzioni straordinarie urgenti, quali, ad esempio, danni alle prese di acqua di derivazione a seguito di eventi alluvionali.

Ogni anno l'Amministrazione regionale predispone sì dei bandi ma sono bandi che riguardano solo le piccole manutenzioni, che si aggirano intorno ai 30-40 mila euro e non sono pertanto sufficienti alle esigenze che hanno attualmente i consorzi di miglioramento fondiario valdostani. Va sottolineato inoltre il fatto che i consorzi non possono percepire soldi dall'Unione europea poiché le concessioni delle acque sono scadute nel 2016, pertanto quella strada di accesso a eventuali fondi è preclusa. La maggior parte dei consorzi esistenti sul territorio valdostano ha impianti realizzati da oltre 40 anni e anche le strade poderali che sono disseminate lungo tutta la regione necessitano di numerosi lavori di manutenzione.

Per tutte queste motivazioni è assolutamente indispensabile prevedere degli stanziamenti nel presente bilancio per opere di investimento per i consorzi di miglioramento fondiario irrigui della Regione Valle d'Aosta anche per non vanificare l'impegno di tutte quelle persone che lavorano nel settore dell'agricoltura, che è un lavoro duro, è un lavoro fatto di tantissimi sacrifici e di rinunce e che nella nostra regione, per via della tipologia del territorio e della metratura che hanno gli appezzamenti, può essere definito veramente un lavoro eroico.

Per questo si chiede nell'impegnativa al Governo di prevedere nella prossima variazione di bilancio adeguati stanziamenti per opere di investimento.

Presidente - Per il Governo, ha chiesto la parola l'assessore Sapinet, ne ha facoltà.

Sapinet (UV) - Grazie collega Foudraz per quest'ordine del giorno. Il supporto ai consorzi era una frase che era presente nel nostro programma elettorale e anche in quello di altre forze politiche, quindi adesso si tratta di passare dalle parole ai fatti, un supporto che deve essere portato avanti sicuramente con i numeri, con delle risorse ma anche con azioni concrete. Bene, è da lì che si parte: si parte innanzitutto con una ristrutturazione dell'ufficio, in seguito a qualche pensionamento sarà necessario adeguare le giuste risorse umane a tutta una serie di lavori da portare avanti e poi la prossima ricomposizione di un gruppo di lavoro che già era esistente in passato e che intendiamo ricomporre, gruppo di lavoro formato principalmente da referenti del territorio, quindi referenti dei vari consorzi di miglioramento fondiario ma anche rappresentanti delle categorie.

Come lei ha ricordato, da anni viene portato avanti un discorso di manutenzioni straordinarie, per quest'anno saranno all'incirca stanziati 800 mila euro per appunto manutenzioni straordinarie su opere che, come giustamente ha ricordato, hanno, ahimè, anche più di 40 anni e quindi necessitano di interventi precisi e regolari, 800 mila euro che serviranno per coprire circa il 90 percento dei vari interventi. A questo vanno sommate le risorse di circa 1 milione e 200 mila euro per il contributo di finanziamento ordinario ai vari consorzi, che è del 65 percento. Fin qui quindi manutenzioni straordinarie, poi abbiamo avuto questa bella opportunità, questa grande opportunità del piano nazionale ripresa e resilienza, più noto come Recovery Fund, e da qui un ringraziamento al collega Caveri, che in pochi giorni è riuscito ad attivarsi e mettersi a disposizione di tutti questi Assessorati. Ebbene, l'Assessorato dell'agricoltura e risorse naturali ha proposto 4 schede, di queste 4 schede 2 sono relative proprio a degli interventi in questo campo, quindi relativi a opere che servono ai nostri consorzi. In particolare in una scheda sono stati inseriti 24 progetti per un totale di 42.298.860 euro, quindi 24 progetti, bene o male, sparsi in tutta la regione, da un progetto minimo di 350 mila euro a un altro più importante di circa 4 milioni di euro; mentre in una seconda scheda altri 3 progetti per la realizzazione di invasi al fine di ottimizzare la risorsa idrica. Nello specifico, per entrare nel dettaglio, un progetto da 25 milioni di euro per la messa in opera di tre bacini proposto dal Consorzio miglioramento fondiario di Saint-Pierre-Villeneuve, un altro invaso da 250.000 metri cubi proposto dal Consorzio di miglioramento fondiario Chavacourt, quindi a servizio dei territori di Verrayes e Saint-Denis per un totale di 12 milioni e un terzo progetto per la realizzazione di un accumulo nella conca di Thuraz per 7 milioni di euro proposto dal Consorzio di miglioramento fondiario di Ville-Sur-Sarre, Ru Bréan, Conclonaz e Lalaz, qui parliamo di 44 milioni di euro. È nella nostra intenzione quindi di lanciare queste grandi opere, ovviamente sperando in questi fondi.

Riguardo al discorso delle strade interpoderali, l'attenzione è alta, qui occorrerà intervenire anche in ambito legislativo con una revisione della legge n. 17/1985 anche per andare incontro a sollevare un po' i Presidenti dei consorzi da una serie di responsabilità.

Alla luce di quanto sopra, visto che il Governo sta intervenendo in questa direzione, noi proponiamo il ritiro dell'ordine del giorno, altrimenti ci asterremo.

Presidente - La consigliera Foudraz ha chiesto la parola, ne ha facoltà.

Foudraz (LEGA VDA) - Grazie assessore Sapinet, sentirle dire queste parole mi fa piacere, però quello che mi lascia un po' perplessa è il fatto che nelle schede di programma di quello che lei ha citato essere il Recovery Fund io non ho visto nessun accenno a eventuali somme da destinare ai consorzi di miglioramento fondiario per investimenti. Teniamo poi presente una cosa: di che tempistica stiamo parlando? Come lei ben saprà, Assessore, il lavoro in agricoltura - l'ho già detto prima - è un lavoro veramente duro data la particolarità del territorio e veramente mi dispiaccio comunque che il Governo regionale non voglia impegnarsi su questo fronte ed è per questo che quest'ordine del giorno non verrà ritirato.

Presidente - Altri intendono intervenire? Non vedo altre richieste, passiamo alla votazione dell'ordine del giorno n. 3 della Lega. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 34

Votanti: 14

Favorevoli: 14

Astenuti: 20 (Bertin, Bertschy, Caveri, Chatrian, Cretier, Grosjacques, Erika Guichardaz, Jean-Pierre Guichardaz, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marquis, Marzi, Minelli, Padovani, Restano, Rosaire, Sapinet, Testolin)

Il Consiglio non approva.

Possiamo passare all'ordine del giorno n. 4 della Lega: "Reti e sentieristica". Per l'illustrazione, ha chiesto la parola al consigliere Brunod.

Brunod (LEGA VDA) - Quest'ordine del giorno riguarda il settore reti e sentieristica nel suo complesso, una risorsa estremamente importante a livello turistico per la nostra Regione. Considerato che la scorsa estate, nonostante gli effetti legati alla pandemia, è stata una stagione molto positiva per quanto riguarda la scelta delle mete di montagna e che molto probabilmente anche nelle prossime stagioni estive la Valle d'Aosta si troverà nella condizione di dover gestire al meglio questa potenzialità; ricordato che le attività sportive individuali svolte in ambienti aperti sono molto meno esposte ai rischi del contagio in quanto garantiscono le misure di distanziamento sociale; evidenziato che all'interno del nostro territorio sono presenti numerosi sentieri e percorsi internazionali molto prestigiosi anche dal punto di vista storico-culturale, tra i quali ne voglio citarne alcuni: la Via Francigena, la Via delle Gallie, la Via Alpina, La Route des Vins, l'Alta Via n. 1 e n. 2, l'Alta Via n. 3 e n. 4, il percorso Balteo, percorsi intervallivi, numerosi tour: du Cervin, Mont Rose, Fallère e tanti altri, più tutta la rete sentieristica presente all'interno dei nostri comuni; riscontrato che alcuni itinerari prestigiosi avrebbero tutte le caratteristiche per ampliare i raggi di promozione verso le località limitrofe offrendo quindi maggiore opportunità ai potenziali fruitori della nostra regione e al tempo stesso una maggiore valorizzazione anche delle medie e piccole realtà; constatato che ci sono parti di sentieri che vengono maggiormente valorizzate e altre invece che, purtroppo, nonostante le grandi potenzialità, sono meno curati e valorizzati, inoltre a volte ci si trova di fronte a una segnaletica poco chiara e non comprensibile per i potenziali turisti che scelgono le nostre mete; ritenuto quindi opportuno e di fondamentale importanza, per far fronte alla grande concorrenza di altre località dell'arco alpino e in campo internazionale, prestare la massima cura e impegno per quanto riguarda gli aspetti legati alla manutenzione, alla segnaletica, al marketing, alla promozione e alla valorizzazione dell'intero sistema della rete sentieristica presente sul nostro territorio nel suo complesso in quanto solamente realizzando dei progetti che hanno una visione più ampia si riuscirà a portare in alto l'immagine della nostra Regione, rendendola quindi maggiormente competitiva sotto l'aspetto dell'offerta turistica, con quest'ordine del giorno noi vogliamo impegnare il Governo regionale nella definizione della prossima variazione di bilancio a prevedere maggiori stanziamenti e un piano strategico coordinato di promozione, valorizzazione e manutenzione di tutta la vasta e prestigiosa rete sentieristica presente sul nostro territorio.

Presidente - Per il Governo, ha chiesto la parola l'assessore Sapinet, ne ha facoltà.

Sapinet (UV) - Eravamo soliti trovarci su quei sentieri per le nostre gare e i nostri allenamenti, fa piacere ritrovarsi anche qui a parlare di questo importante aspetto della vita turistica del territorio della nostra Regione.

Direi che il rilancio dei cantieri forestali di questi ultimi anni è già un segnale che già la precedente maggioranza, il precedente Governo ha dato e questo Governo intende proseguire su questa strada, su questa linea che è stata tracciata.

Per snocciolare alcuni dati, ricordo che quest'anno nella rete sentieristica sono state impegnate 12 squadre, quindi un qualcosa come più di 80 operai forestali, operai forestali che hanno raggiunto ormai una professionalità rilevante, è stato dato un segnale, lo è stato dato da parte dell'Assessorato agli Enti locali andando a intervenire puntualmente con interventi di manutenzione straordinaria, messa in sicurezza, ma il segnale lo si è dato anche a questi operai.

Come dicevo, si vuole continuare su questa strada andando a incentivare, lei giustamente ci chiede maggiori stanziamenti e maggiori stanziamenti ovviamente saranno. Ottanta operai impiegati per circa una media di 140 giornate, una media di giornate che è nostra intenzione aumentare. C'è da dire che non solo queste squadre sono state impiegate sulla rete sentieristica ma spesso anche altre squadre fanno degli interventi che comunque hanno una ricaduta diretta per quello che riguarda i nostri sentieri: ad esempio, interventi sui boschi o altre sistemazioni.

A livello di risorse - anche qui per dare qualche dato - quindi siamo passati da un 2018 con 9.340.850 euro a un aumento di 1.500.000 euro per il 2019, per arrivare a 11.948.000 nel 2020, che saliranno a 12.050.100 euro per quanto riguarda il 2021. A queste risorse, che sono impiegate per il 20 percento per quanto riguarda la rete sentieristica, va comunque aggiunta anche la parte del PSR gestita da GAL VdA per precise forme di investimento su quest'argomento, inoltre 50.000 euro che saranno reinvestiti per quanto riguarda il servizio del geonavigatore VdA. Una manutenzione straordinaria a carico dell'Amministrazione regionale quindi ma un'amministrazione ordinaria che anche diversi Enti locali stanno portando avanti. A questo si aggiunge un intervento promozionale, quindi tutto quello che è promozione... un esempio concreto è il progetto "Bassa Via" più noto ormai come "Cammino Balteo" dove dai 400.000 euro del 2020 avremo 350.000 anche per il 2021 e altri progetti per 500.000 euro. Una promozione che continuerà in accordo e in collaborazione con l'Assessorato del turismo, una promozione che deve abbracciare anche il discorso della bicicletta, con l'avvento delle e-bike abbiamo avuto un'impennata, come giustamente ricordava lei, di frequentatori del nostro territorio in questa estate appena trascorsa.

Proprio per queste motivazioni e per questi dati che fanno ben capire la volontà dell'Amministrazione di andare in questa direzione, io proporrei di ritirare l'ordine del giorno, in alternativa ci asterremo.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Brunod, ne ha facoltà.

Brunod (LEGA VDA) - Grazie Assessore per la sua risposta, mi ha fatto molto piacere il cenno che ha fatto all'inizio del suo intervento che condividiamo le stesse passioni e purtroppo mi dispiace un po' che lei non ha fatto cenno alle criticità che io ho fatto presente all'interno dell'ordine del giorno, in quanto anche lei penso nei suoi allenamenti, nelle sue competizioni avrebbe potuto constatare con i suoi occhi, per esempio, il grande problema che c'è sulla segnaletica che ribadivo prima. Molti tratti sono ambigui, non sempre molto interpretabili, quindi questa è una grossa carenza perché la sentieristica della nostra regione meriterebbe un obiettivo a livello qualitativo molto importante perché i sentieri di questa regione sono strategici a livello della promozione turistica, quindi un grosso impegno ci va in quel settore.

Altra cosa il discorso che mi ha citato sulla Bassa Via, ovviamente anch'io ritengo che questo è uno degli itinerari importanti della nostra regione, però non bisogna commettere l'errore di fossilizzarsi nel promuovere e valorizzare singolarmente un itinerario, anche se molto importante, tralasciando tutti gli altri. Andrebbe fatta una promozione nel suo complesso a 360 gradi di tutta la rete sentieristica, perché solamente in quel modo noi riusciamo ad alzare l'asticella, a portare più in alto la nostra regione promuovendola da Courmayeur a Gressoney perché di sentieri ce ne sono ovunque.

Non abbiamo quindi intenzione di ritirare quest'ordine del giorno, siamo convinti che su questo settore ci sia molto da lavorare e soprattutto che ci si debba lavorare fin da subito, dalla prima variazione di bilancio, anche perché i mesi passeranno in fretta, l'estate è alle porte e non possiamo perderci questa opportunità.

Presidente - Altri vogliono prendere la parola? Non vedo altre richieste. Passo alla votazione dell'ordine del giorno n. 4 della Lega. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 34

Votanti: 14

Favorevoli: 14

Astenuti: 20 (Bertin, Bertschy, Caveri, Chatrian, Cretier, Grosjacques, Erika Guichardaz, Jean-Pierre Guichardaz, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marquis, Marzi, Minelli, Padovani, Restano, Rosaire, Sapinet, Testolin)

Il Consiglio non approva.

Possiamo passare all'ordine del giorno n. 5 sempre della Lega: "Sostegno al commercio ambulante". Per l'illustrazione, ha chiesto la parola il consigliere Ganis, ne ha facoltà.

Ganis (LEGA VDA) - Quest'ordine del giorno prevede un sostegno al commercio ambulante. Come commerciante, mi sento particolarmente coinvolto dalle ricadute che questa emergenza sta avendo sul settore economico valdostano. Personalmente posso capire a fondo le difficoltà che ogni titolare di un'attività commerciale incontra. In questa situazione che sta colpendo tutti i comparti, tra i più danneggiati risulta anche quello del commercio ambulante che opera tipicamente all'aperto e a contatto diretto con la clientela. Questo tipo di attività è tenuta al pagamento di un plateatico, cioè un tributo comunale per l'occupazione del posto assegnato al mercato, una cifra che i commercianti dovranno corrispondere per intero, anche se negli ultimi mesi i loro ricavi sono crollati. La situazione è particolarmente critica per chi opera sulla Piazza di Aosta, che ha il triste primato di avere uno dei plateatici più cari: sono 1.500 euro annui per il mercato del martedì, mentre i plateatici dei mercati di Biella e di Pinerolo, per fare un esempio, si aggirano sui 400 euro annui: ecco perché ritengo che sia necessario fornire una forma di sostegno a questi lavoratori che ogni giorno dell'anno riempiono le piazze dei nostri comuni con le loro bancarelle, portando i loro prodotti il più vicino possibile alle persone.

Il mercato, ricordo, non riveste solo un'importanza economica ma anche un ruolo sociale che va tutelato, perché soprattutto per chi come molti Valdostani vive in piccoli comuni è sempre stato un appuntamento atteso e un momento di aggregazione e socializzazione.

Inoltre durante la stagione estiva il mercato diventa un punto di incontro per molti villeggianti che risiedono nella nostra Valle. Ricordo che tutti i lavoratori del settore hanno cercato di tenere aperte le loro attività e mantenere questa funzione anche nell'epoca del distanziamento sociale, mettendo in sicurezza le loro bancarelle con grandi sforzi, investimenti e spesso lavorando in perdita.

Sono numerose le famiglie valdostane che vivono grazie al commercio ambulante e credo che la sospensione o, meglio, una proroga della tassa per l'occupazione del suolo pubblico possa rappresentare un piccolo ma importante aiuto a questa categoria troppo spesso dimenticata.

Chiediamo pertanto, nella definizione della prossima variazione di bilancio, di valutare l'ipotesi di predisporre una misura che riconosca a ogni Comune che disponga o abbia già disposto l'esenzione totale o parziale del plateatico l'importo del mancato incasso con un riferimento a un periodo di almeno sei mesi per l'anno a venire: il 2021.

Presidente - Per il Governo, ha chiesto la parola l'assessore Jean-Pierre Guichardaz, ne ha facoltà.

Guichardaz J. (PCP) - La situazione del commercio ambulante mi è nota anche per i miei pregressi professionali e mi sono note anche le difficoltà aggiuntive che questo tipo di commercio su sede non fissa implica: difficoltà legate al disagio, tra l'altro, degli spostamenti, di temperature, di collocazioni, quindi non posso che condividere con lei tutta la sua preoccupazione per un settore che è stato toccato, forse in maniera ancora più devastante, da questa crisi e dall'epidemia.

La questione del plateatico che lei ha giustamente evidenziato nel suo ordine del giorno si pone in modo analogo al tema anche delle locazioni, degli affitti in genere, perché poi, di fatto, è una sorta di tassa di occupazione, ma è una sorta di locazione proprio del luogo fisico in cui gli operatori effettuano la loro attività e a livello statale, così come a livello regionale, il tema del sostegno dell'affitto o di altre forme è stato in qualche modo affrontato anche se a livello statale, come lei saprà bene, attraverso forme di crediti di imposta, che sono stati anche dalle categorie e dalle associazioni contestati, perché ovviamente implicano, comunque, che vi siano degli utili, vi siano dei fatturati che presuppongono poi la possibilità di scontare questi crediti.

Anche la legge n. 5 che è stata fatta con una grossa, credo, partecipazione e concertazione da parte di tante persone all'interno di questo Consiglio regionale, poi ha previsto degli indennizzi a fondo perduto di carattere diciamo più generale, quindi dei bonus per il riavvio delle aziende e altri bonus, o comunque altri ristori legati, più nello specifico al settore del commercio ambulante, al settore delle imprese, del commercio, nella logica di non categorizzare delle singole realtà, per non rischiare poi di dover affrontare in modo troppo specifico il tema dei ristori. Credo che questa sia la logica che sta dietro, sia all'elaborazione dei vari decreti che si sono succeduti, sia delle leggi regionali, la n. 5 e la n. 8, che a diverso titolo, ma sempre con riferimento al sostegno delle imprese, è stata fatta. È una richiesta legittima ma che, a nostro parere, deve essere strutturata proprio per i motivi che le dicevo prima, per non entrare troppo in un groviglio di distinguo, deve essere affrontata io credo in un'ottica più generale.

Tra l'altro, la formulazione che voi fate nell'ordine del giorno è una formulazione che riguarda forse più la materia della finanza locale, avendo voi indicato la compensazione a favore dei Comuni e degli Enti locali, più che la specifica materia del sostegno alle locazioni o comunque del sostegno allo specifico tributo. Anche questa formulazione in qualche modo quindi va valutata con chi rappresenta gli Enti locali e va strutturata in una maniera tale che difficilmente può essere in qualche modo compresa in una legge generale di sostegno alle imprese, anche se per via indiretta, comunque, questo sostegno avviene.

Quello che possiamo garantire è che questo tema sarà oggetto di attenzione, anche il tema specifico che lei ha trattato, è un tema sul quale io personalmente, prima di questa sua sollecitazione... ma mi conferma, essendo lei comunque un operatore del settore, che l'attenzionare questo tipo di problematica è necessario e richiede comunque un ragionamento. Le chiederei il ritiro di quest'ordine del giorno per le motivazioni che ho detto, con però la garanzia che questo settore e in particolare queste sue richieste verranno analizzate in un più ampio ragionamento con le prossime misure e i prossimi ragionamenti, così com'è già stato fatto per le leggi n. 5 e n. 8, quindi per le misure di sostegno, e verranno, credo, concertati e discussi tutti insieme.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Ganis, ne ha facoltà.

Ganis (LEGA VDA) - Questo era un piccolo aiuto per chi ogni giorno cerca comunque di sopravvivere tra grandi difficoltà. Il tributo comunque è di competenza del Comune e per questo noi abbiamo dato un ristoro al Comune che va a beneficio appunto del commerciante.

Noi non ritiriamo l'ordine del giorno e vogliamo degli impegni più concreti.

Presidente - Altri intendono intervenire? Non vedo altre prenotazioni, passo dunque alla votazione dell'ordine del giorno n. 5 della Lega. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 34

Votanti: 14

Favorevoli: 14

Astenuti: 20 (Bertin, Bertschy, Caveri, Chatrian, Cretier, Grosjacques, Erika Guichardaz, Jean-Pierre Guichardaz, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marquis, Marzi, Minelli, Padovani, Restano, Rosaire, Sapinet, Testolin)

Il Consiglio non approva.

Passiamo all'ordine del giorno n. 6 della Lega: "Potenziamento strumenti didattica a distanza". Per l'illustrazione, ha chiesto la parola il consigliere Lavy, ne ha facoltà.

Lavy (LEGA VDA) - Quest'ordine del giorno è un pochino la prosecuzione o comunque la fase 2, chiamiamola così, di un'interpellanza che avevo presentato un mese fa in cui chiedevo se ci fossero dei dati sulla dotazione tecnologica in capo le famiglie per quanto riguarda proprio la didattica a distanza. L'Assessore allora mi aveva risposto che proprio quel genere di indagini era in corso, adesso quindi spero che, bene o male, i dati ci siano e ho presentato quest'ordine del giorno proprio perché ho comunque ricevuto diverse segnalazioni di carenze dal punto di vista di dotazioni tecnologiche in capo alle famiglie. Giustamente mi si potrebbe dire: "c'è comunque una misura a livello nazionale che serve proprio ad aiutare, a contribuire con un voucher che arriva anche a 500 euro per garantire delle dotazioni tecnologiche, PC, tablet con connessione annessa alle famiglie", il problema è che, pur avendo determinati soggetti i requisiti per partecipare a questa misura, sono stato contattato e so di diverse persone che non hanno potuto accedere a questa misura. Ecco perché, anche se era stata prevista una misura del genere sulla legge n. 8 - poi l'Assessore l'altra volta mi aveva risposto dicendo che quei fondi non erano comunque stati utilizzati per la dotazione tecnologica in capo alle famiglie -, presento quest'ordine del giorno: proprio per chiedere in un futuro abbastanza prossimo di creare una misura ad hoc che possa garantire questo contributo, questo voucher alle famiglie, proprio in ottica di avere una dotazione tecnologica e una dotazione di connessione minima per quanto riguarda la didattica a distanza.

Presidente - Ha chiesto la parola l'assessore Caveri, ne ha facoltà.

Caveri (VdA Unie) - Come lei ha ricostruito, oggi esiste questa misura nazionale che dovrebbe supplire soprattutto a coloro che hanno un reddito basso e devo dire che l'intervento dello Stato in realtà è stato anticipato dalla Regione sin dai mesi scorsi con la possibilità di acquisto, come raccontavo la scorsa volta, da parte delle istituzioni scolastiche, molte delle quali si sono opportunamente dotate di regolamenti che consentono di non disperdere questi tablet o questi computer ma di tenere conto proprio delle persone che hanno bisogno, da una parte, di avere una connettività e, dall'altra, di avere le strumentazioni per la didattica a distanza.

Ora, al di là del fatto che, per fortuna, speriamo che dal mese di gennaio, esattamente dal 7 di gennaio, questo fenomeno dell'utilizzo della didattica a distanza possa in qualche maniera ridimensionarsi, anche se la scelta di consentire l'accesso in aula esclusivamente al 75 percento degli studenti e la riduzione nei trasporti dei pullman è fissata al 50 percento dei posti disponibili sui bus, sappiamo che una certa didattica a distanza continuerà a esserci anche quando ricomincerà per l'intera scuola valdostana l'ordinaria attività in aula.

La ragione per la quale la invito al ritiro di quest'ordine del giorno è perché noi, come Regione, come in parte annunciato, ci stiamo spingendo più in là; avremmo già voluto allocare una cifra molto cospicua in occasione della manovra finanziaria attuale. Tutta una serie di ragioni tecniche soprattutto legate al rapporto tra INVA e Amministrazione regionale ci hanno indotto ad attendere l'inizio dell'anno prossimo per poter fare un'operazione molto più vasta di quella dei non abbienti, cioè scegliere almeno tre classi di coscritti - possiamo usare un termine molto valdostano - che potrebbero essere, ad esempio: quinta elementare, prima e seconda media, per dotare tutti i bambini di una certa età di un computer o di un tablet. A questo si accompagnerà anche un interessante emendamento approvato definitivamente nei giorni scorsi su proposta del senatore Albert Lanièce del Gruppo delle Autonomie del Senato, che stanzierà una somma cospicua di denaro dello Stato, che investiremo invece prevalentemente sulle persone bisognose.

Abbiamo ricevuto un'interessante sollecitazione dall'organizzazione, dall'associazione che si occupa del Quartiere Cogne, quindi di un quartiere dove esistono delle situazioni di marginalità particolari. Ci hanno segnalato proprio questa necessità per i meno abbienti o anche per ragazzi in difficoltà, come possono essere i ragazzi di famiglie di migranti che sono arrivati in Valle e che ovviamente sono in grandissima difficoltà umana e personale.

In più c'è stata segnalata, ma non abbiamo ancora stipulato nessun tipo di accordo, da parte di un'associazione meritoria che si occupa di service nei confronti della popolazione meno abbiente una possibile anch'essa cospicua donazione.

Nel chiederle quindi di ritirare l'ordine del giorno le posso assicurare che, per volontà politica e per scelta unanime anche della Giunta - perché una parte delle questioni, in particolare la connettività, sono più di pertinenza dell'assessore Marzi -, noi nei prossimi giorni, anzi, nella riunione della Giunta regionale di lunedì presenteremo un'importante iniziativa per la connettività nelle scuole, la voglio rassicurare, e quindi ci spingeremo ancora un po' più in là rispetto alle proposte da lei opportunamente presentate in quest'aula.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Lavy, ne ha facoltà.

Lavy (LEGA VDA) - Sono comunque convinto che ciò che si richiede in quest'ordine del giorno non sia assolutamente in antitesi con le misure che la Giunta intende portare avanti, anche perché i campi di azione sono leggermente diversi. Qui si parla di una misura, che comunque deve andare a coprire un'emergenza che è presente ora e che probabilmente si protrarrà nei prossimi mesi.

Sono stato anch'io contattato proprio dall'associazione del Quartiere Cogne, che mi ha fatto un po' il quadro della situazione: un quadro abbastanza inquietante in cui mi è stato detto che 37 famiglie non hanno accesso o avuto accesso ai fondi di livello nazionale, non hanno quindi nessuno tipo di dotazione tecnologica e neanche un genere di connessione. Ecco perché io non ritiro l'ordine del giorno ma, anzi, sono comunque contento che ci sia un impegno da parte della Giunta proprio per garantire, anzi, ampliare questo genere di misura ma, come ho detto prima, non va assolutamente in contrasto con le misure che possono essere previste da quest'ordine del giorno.

Presidente - Altri? Non vedo altre richieste, passiamo alla votazione dell'ordine del giorno n. 6 della Lega. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 33

Votanti: 13

Favorevoli: 13

Astenuti: 20 (Bertin, Bertschy, Caveri, Chatrian, Cretier, Grosjacques, Erika Guichardaz, Jean-Pierre Guichardaz, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marquis, Marzi, Minelli, Padovani, Restano, Rosaire, Sapinet, Testolin)

Il Consiglio non approva.

Passiamo all'ordine del giorno n. 7 della Lega: "Buoni alimentari". Ha chiesto la parola il consigliere Manfrin, ne ha facoltà.

Manfrin (LEGA VDA) - Come recita il testo stesso di quest'ordine del giorno, parliamo di quello che, in quella che fu la prima fase, fu uno dei primi interventi che questo Consiglio con un intervento corale andò a disciplinare, ovvero fra gli altri la questione dei buoni alimentari. Buoni alimentari che appunto in quella prima fase di incertezza nella quale non si sapeva per quanto sarebbe durata la crisi, cosa avrebbe comportato, quale esborso economico avrebbe richiesto alle famiglie si erano resi necessari perché - e lo avevamo detto fin dal primo minuto - la nostra attenzione era andata a tutti i settori della nostra Regione, compresi i settori sociali, che ovviamente versavano nelle difficoltà maggiori, ovvero le persone che già versano in difficoltà prima del Covid, che si sono viste travolgere nel momento in cui la crisi ha impedito loro di uscire di casa. Sullo spirito di questa necessità quindi è nata poi la misura che è stata inserita nella legge n. 6: quella che è andata a prevedere una serie di stanziamenti che potessero permettere ai Comuni di fare dei buoni alimentari per le famiglie.

Abbiamo visto che molti Comuni hanno applicato questi buoni elementari, a volte anche con difficoltà in realtà sui parametri di accesso, ma questo chiaramente poi deve essere un qualcosa che viene disciplinato anche a livello comunale: ci sono Comuni che lo hanno dato senza un vero e proprio regolamento, Comuni che invece si sono adoperati per poterlo erogare stabilendo dei criteri, che poi però era difficile andare a determinare. Quello che però ci ha lasciato un po' con l'amaro in bocca è stato che alcuni Comuni hanno previsto di applicare questi buoni non erogando appunto dei buoni di per sé ma permettendo alle persone di telefonare a un centralino, che raccoglieva le richieste e che poi, a suo insindacabile giudizio, faceva la spesa dicendo che alcuni beni alimentari non si potevano acquistare, se ne potevano acquistare altri, non si poteva prendere una determinata marca, se ne poteva prendere soltanto una, la spesa in un caso è stata fatta in un mercato della grande distribuzione, e non è stata invece magari data la possibilità a tutti coloro che ne avevano la necessità di poter andare anche negli esercizi di vicinato, nei negozi, nei piccoli alimentari, che sono il tessuto connettivo anche del nostro territorio.

Quello che non vogliamo è che, per esempio, i soldi di questi buoni arrivino a essere percepiti da qualche intermediario, che ha tutto l'interesse nel fornire un servizio, magari inutile, perché se io do un buono del valore di 50-100-200-500 euro a una famiglia, poi sarà questa famiglia che farà la spesa in maniera autonoma. Se io invece do a una persona, a un ente terzo l'incarico di occuparsi di andare ad acquistare dei beni, questo ente terzo ovviamente non lo farà mosso per compassione ma lo farà chiaramente con le necessità di rimborsare i costi sostenuti e quindi evidentemente si andrà a detrarre da quella somma che è stata stanziata per questo specifico intervento la somma che viene data agli intermediari.

Ecco perché, rilevando che con questa crisi che arriva in un momento in cui si pensava, si sperava, ovviamente non adesso ma rispetto alla prima fase, di ripartire, di ricominciare, di ricostruire, e invece entra a gamba tesa sulle aspettative delle famiglie e sulle aspettative anche di chi stava cercando di riprendersi dalla prima ondata... è evidente che un sostegno in questo tipo si rivela assolutamente necessario ed è con quest'ordine del giorno che chiediamo di reiterarlo. Chiediamo però di reiterarlo mettendo un vincolo però: vincolando le erogazioni di questi fondi in maniera che si facciano buoni spendibili direttamente dai soggetti interessati senza intermediazione e che si possano fare anche nell'attività commerciale del territorio per prendere due piccioni con una fava: per andare a sostenere le nostre famiglie e al contempo sostenere il tessuto economico e commerciale del nostro territorio.

Presidente - Ha chiesto la parola il presidente Lavevaz, ne ha facoltà.

Lavevaz (UV) - Ringrazio il collega Manfrin per l'illustrazione di quest'ordine del giorno, che condivido in buona parte nel suo contenuto, sia nelle richieste di indirizzo che nelle prospettive. Condivido anche la necessità eventualmente di rivedere questa norma, questa misura anche nelle prossime iniziative che saranno oggetto poi di valutazione ovviamente della Giunta, delle Commissioni e di questo Consiglio per quanto riguarda le prossime misure da mettere in atto.

Quello che invece non condividiamo è il fatto di imporre dei vincoli sul tipo di iniziativa che i Comuni possono decidere, perché credo che si debba riconoscere ai Comuni l'autonomia di cui godono e di cui dobbiamo dare fiducia ma soprattutto perché i Comuni oggettivamente sono quelli che meglio conoscono le realtà e le necessità dei territori. Se quindi per quanto riguarda magari la realtà cittadina di Aosta o i Comuni più strutturati, ci sono delle necessità di un certo tipo, sui Comuni più piccoli queste necessità magari sono un pochettino diverse. È corretto quindi che rimanga in capo ai Comuni l'organizzazione della distribuzione di questi aiuti, che, ripeto, vanno e andranno sicuramente reiterati nelle prossime misure, perché, ahimè, la situazione dal punto di vista dell'emergenza economica non è certo migliorata e nuove forme di povertà sono oggettivamente davanti agli occhi di tutti.

Su quest'ordine del giorno quindi ci asterremo per queste motivazioni.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Manfrin, ne ha facoltà.

Manfrin (LEGA VDA) - Non posso che condividere le sue valutazioni iniziali, ovvero la condivisione della necessità di reiterare questo tipo di misura, però sono felice anche che lei prenda un certo tipo di posizione in maniera che così anche l'opinione pubblica sappia bene quando il Consiglio va a erogare e a disporre di alcuni fondi, se una volta può essere un errore, la seconda volta evidentemente non lo può essere, soprattutto se qualcuno cerca di mettervi in guardia da quello che può succedere o che è già successo.

Lei, Presidente, ci ha detto: "io non condivido di mettere dei vincoli a dei Comuni". Guardi, Presidente, io non è che con questa impegnativa chiedo di mettere dei vincoli a dei Comuni, come magari qualcuno ha fatto in quest'aula sulla legge n. 8, su altri tipi di vincoli e quant'altro, le chiedo semplicemente - credo che sia un'iniziativa che va a favore anche dei Comuni ma soprattutto dei cittadini - che se io erogo 100 euro di buoni, 100 euro vadano in buoni alimentari, non che 100 euro io do ai Comuni e i Comuni ne danno 70 al cittadino, perché 30 li prende la cooperativa rossa per distribuire le derrate alimentari nelle case, magari con il sistema sovietico della ricezione della telefonata per dire: "eh no, guarda, quel prodotto non lo puoi comprare, ti dico io cosa puoi comprare, c'è una lista, puoi scegliere da questo", perché ovviamente ereditiamo il sistema sovietico nel quale è lo Stato, la Pubblica Amministrazione nella sua illuminata genialità che ti dice cosa puoi comprare e cosa no.

Io comprendo, Presidente, che lei debba contemperare le posizioni di tutti, e quindi anche la composizione della sua Giunta, che evidentemente magari intravede anche un'opportunità in questa possibilità di mancato vincolo, però è anche bene che, a fronte delle sue parole, almeno al di fuori questa voce arrivi e così anche i cittadini al di fuori di quest'Assise possano sapere che se in futuro verranno erogati dei soldi da questo Consiglio, magari qualche Comune, magari tra quelli più grande di questa regione, potrà dire: "Sai che c'è? Caro cittadino, siccome tu non sei capace di farti la spesa ma c'è una cooperativa che è molto più brava di te a farla, io pago una parte di questi soldi che andrebbero in buoni per te e per la tua famiglia e pago la cooperativa che ti fa la spesa, un servizio che tu non sei capace a fare perché non sei capace a fare la spesa e ti insegnerà lei che cosa devi comprare e ovviamente per questo disturbo prenderà un piccolo sovrapprezzo".

Mi spiace, Presidente, noi ovviamente voteremo convintamente quest'ordine del giorno e metteremo di fronte alla popolazione la posizione di questa sua maggioranza, soprattutto di quella parte della maggioranza che la vincola a questo tipo di posizioni, perché sono sicuro che, se lei avesse la possibilità di decidere, certamente non sceglierebbe questo.

Presidente - Altri? Non vedo altre richieste di intervento. Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno n. 7 della Lega. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 34

Votanti: 14

Favorevoli: 14

Astenuti: 20 (Bertin, Bertschy, Caveri, Chatrian, Cretier, Grosjacques, Erika Guichardaz, Jean-Pierre Guichardaz, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marquis, Marzi, Minelli, Padovani, Restano, Rosaire, Sapinet, Testolin)

Il Consiglio non approva.

Ordine del giorno n. 8 della Lega: "Legge casa". Per l'illustrazione, ha chiesto la parola il consigliere segretario Distort, ne ha facoltà.

Distort (LEGA VDA) - Quest'ordine del giorno, come ha descritto il collega Consigliere Segretario, ha come titolo: "Legge casa". Parliamo infatti della legge regionale, di due modifiche puntuali che si propongono con quest'ordine del giorno alla legge regionale 4 agosto 2009 n. 24, la cosiddetta "legge casa". Con quella legge la Regione Valle d'Aosta ha recepito l'iniziativa diffusa su tutto il territorio nazionale, con legge propria, con capacità propria ha definito le modalità di attuazione di questa linea di recupero del patrimonio edilizio esistente e valorizzazione di questo patrimonio attraverso l'incentivazione del bonus di incremento volumetrico. Una legge che ha permesso sicuramente al settore dell'edilizia di accrescere la propria attività attraverso un sistema virtuoso volto al miglioramento delle condizioni delle prestazioni energetiche degli edifici, una legge che aveva nella sua finalità, nella sua filosofia di base anche la riqualificazione dal punto di vista architettonico, situazione non propriamente sempre messa in atto. Legge regionale del 2009, che, a distanza di più di undici anni, avrebbe sicuramente bisogno di una revisione e questa revisione, letta e condotta con un certo criterio, potrebbe sicuramente indirizzare il campo dell'edilizia a un vero ulteriore passaggio verso la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente e quindi degli agglomerati e quindi degli spazi urbani.

Allora la proposta di questa modifica di legge si colloca nella situazione di crisi che registrano tutti i settori del comparto produttivo a seguito della prima e seconda ondata Covid, con tutte le limitazioni proposte e con la forte sofferenza del tessuto imprenditoriale che sostiene fondamentalmente le spese di questa situazione di crisi, di emergenza sanitaria e degli effetti di secondo ordine nell'ambito economico.

Ricordo oltretutto quanto il nostro tessuto economico sia permeato dal settore dell'edilizia, quindi il pensare di attuare una modifica in campo edilizio urbanistico ha un effetto immediato su una fetta estremamente importante del nostro settore economico.

Con queste premesse io vorrei entrare nello specifico dei punti di modifica proposti. In realtà i punti e le finalità sono orientate verso due orizzonti: il primo è di creare, favorire l'attività edilizia per le destinazioni di tipo produttivo, quindi modificare la legge casa, che attualmente prevede all'articolo 2 una possibilità di incremento del 20 percento del volume originario e all'articolo 3 il 35 percento in caso di demolizione e ricostruzione. La proposta che pongo all'attenzione del Governo e di quest'Aula è individuare la possibilità di concedere un ulteriore ampliamento del 5 percento, quindi passare dal 20 percento al 25 percento e dal 35 percento al 40 percento esclusivamente nei casi in cui la destinazione finale dell'immobile sottoposto a questo beneficio volumetrico sia una destinazione produttiva. Facciamo un esempio: attività di affittacamere, attività commerciali, diciamo tutti quei casi che sono previsti dalla legge, ovviamente previsti dagli strumenti urbanistici dei Comuni, le destinazioni ammesse nelle rispettive zone. Questo è un messaggio immediato e chiaro nei confronti dell'attività del mondo dell'imprenditoria, che vede l'attenzione del Governo regionale nei propri confronti laddove il suo impegno e il suo investimento a livello immobiliare è indirizzato verso un'attività commerciale, un'attività imprenditoriale, un'attività che genera fonte di lavoro, spazio, opportunità di lavoro, non solo nella fase edilizia di progettazione e di realizzazione dell'opera ma anche nella fruizione del bene. Questo è il primo indirizzo, questo extra bonus volumetrico.

Il secondo indirizzo è relativo alla data che riporta la legge: la data del 31 dicembre 2008, vale a dire l'edilizia prevista di piano casa, quindi di incentivazione del volume, è applicabile sul patrimonio edilizio che abbia avuto titolo abilitativo rilasciato entro il 31 dicembre 2008. Ora, la legge è nata il 24 agosto del 2009, quindi all'epoca il concetto di riferirsi a una data cronologica per evitare che qualunque attività edilizia in corso, presente e futura potesse impostare una sorta di azione premeditata della possibilità di incremento volumetrico... la legge ha voluto stabilire un termine: più o meno nel semestre precedente, otto mesi prima, il 31 dicembre 2008, proprio per evitare sicuramente dei fenomeni speculativi. Ora, rispetto al 31 dicembre 2008, sono passati quasi 12 anni. Allora il mio obiettivo e l'attenzione di quest'ordine giorno è proprio sull'opportunità di questa data. Anziché fissare una data assoluta, la proposta è fissare un periodo di dieci anni che si attua sempre i dieci anni e un giorno precedenti l'avvio di un'iniziativa edilizia, di un'iniziativa progettuale, quindi deposito di una SCIA o di una richiesta di permesso di costruire. Questo cosa vuol dire? Vuol dire che già tutti sappiamo che quello che costruiamo oggi tra dieci anni e un giorno potrà essere oggetto di piano casa. Benissimo, esatto, perché in dieci anni il patrimonio edilizio, con tutta l'impiantistica e con tutte le caratteristiche di involucro edilizio, diventa vetusto, quindi diventa già energivoro rispetto alla tecnologia vigente. Il pensare che ogni dieci anni si attui un intervento di applicazione del piano casa, ovviamente una volta sola nella storia dell'edificio, quindi sostituire questo termine cronologico assoluto in un periodo assoluto che è il periodo di dieci anni permetterebbe una soluzione virtuosa per la gestione del nostro patrimonio edilizio, virtuosa dal punto vista sicuramente ambientale. Questo si può attuare anche con un approfondimento della verifica di sostenibilità che i tecnici conoscono molto bene associata alla formulazione della documentazione necessaria al piano casa.

Questa è la proposta, aspetto la risposta del Governo.

Presidente - Per il Governo, ha chiesto la parola l'assessore Marzi, ne ha facoltà.

Marzi (AV-SA) - Grazie collega Distort per l'ottima spiegazione. In sinergia con il processo di revisione della legge regionale sull'urbanistica, sarà opportuno pensare alla revisione anche di leggi a essa collegate, quale, ad esempio, la n. 24/2009 e naturalmente una serie di discipline richiamate anche dal suo susseguente ordine del giorno. Infatti è tutto l'impianto normativo e pianificatorio, penso, ad esempio, al PTP, che si rivela per molti aspetti ormai superato sia dal mutare delle condizioni territoriali e socio-economiche, sia dalle evoluzioni delle norme e della giurisprudenza intervenuta soprattutto a partire dall'ultimo decennio. L'adeguamento dei piani regolatori comunali al PTP è ormai un fatto che può essere considerato concluso e che ci ha permesso di avere un solido impianto normativo e di tutela del patrimonio naturale e culturale del nostro territorio, che ci consente ora di andare oltre rispondendo alle sfide del presente e dei prossimi anni e di porci in una posizione dialogante con le Regioni vicine, oltre che con i livelli statali ed europeo. È intenzione infatti dell'Amministrazione attivare pertanto al più presto un tavolo tecnico-giuridico con lo scopo di riformare il corpo legislativo richiamato in maniera armonizzata con la legge dell'urbanistica.

Dopo quanto detto e venendo all'ordine del giorno n. 8, nel quale si chiede di intervenire pesantemente sulla legge casa, è evidente che una legge di tale peso, che permette, in deroga agli strumenti urbanistici comunali, importanti incrementi volumetrici anche nelle zone A, necessita di un'attenta valutazione sugli esiti della sua applicazione con messa in evidenza di quanto è stato portato avanti con successo e di quanto invece ha bisogno di essere riformato, anche alla luce di un disegno strategico più generale e condiviso che riformi le politiche territoriali e urbanistiche della regione. Teniamo bene a mente che quanto si fa oggi per l'edilizia rimane a lungo nel tempo al di là delle emergenze contingenti, quindi le decisioni vanno ponderate anche per il futuro, come, tra l'altro, da lei richiamato.

Condividiamo quindi la necessità di rivedere anche la legge casa ma nei tempi e nei modi più adeguati e per questo motivo le chiedo di ritirare l'attuale ordine del giorno e di astenerci.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Distort, ne ha facoltà.

Distort (LEGA VDA) - Sicuramente sfonda con me una porta aperta sul riformare il corpus legislativo che disciplina il campo urbanistico, è una nobile azione che sicuramente va intrapresa. Io comunque mi limitavo a un passo fondamentale, un passo dopo l'altro si va avanti e qualunque percorso, per quanto lungo sia, inizia sempre con il primo passo e questo era il primo passo.

La proposta sua, per quanto lodevole sia, è quella proposta migliorativa che rientra nell'ottica del "meglio che è nemico del bene", perché qui la possibilità è di poter eseguire un intervento localizzato su due punti: la disciplina relativa alle percentuali degli articoli 2 e 3 e la datazione degli edifici che possono essere sottoposti a questa procedura.

Il fatto che noi quasi a dodici anni di distanza dobbiamo metterci a compiere le nostre valutazioni in merito a quali sono effettivamente gli effetti... sicuramente è la fase critica estremamente importante, la fase statistica immagino che sia un lavoro che sia stato compiuto dagli uffici da subito, perché altrimenti saremo in ritardo assoluto, però dobbiamo pensare che in undici anni, quasi dodici, l'attività edilizia ha bisogno di una regolamentazione, una disciplina che sia all'altezza dei tempi, all'altezza delle sfide, soprattutto alla sfida della difficoltà economica che stanno vivendo tutti i settori produttivi.

Io le confesso, Assessore, che, nel momento in cui redigevo quest'ordine del giorno, pensavo: ma sarà strategico che io Consigliere di opposizione regali su un piatto d'argento all'Assessore competente questa opportunità di diventare piccolo eroe del mondo dell'edilizia sostenibile, perché di questo si tratta, e le dico che, malgrado una certa simpatia che mi lega a lei personalmente, non fosse altro che per la stessa condivisione delle passioni motociclistiche e dello stesso identico mezzo motociclistico che io e lei abbiamo la fortuna di poter utilizzare, ho comunque pensato che, per quanto poco strategica fosse nella linea della dinamica tra opposizione e Governo, valesse la pena perché la posta in gioco non è il lustro del consigliere Distort o la bella figura dell'assessore Marzi, ma la posta in gioco è l'edilizia sostenibile in un periodo in cui c'è estremo bisogno di intervenire in questo settore.

Lei ha fatto la proposta di ritirare, io vorrei addirittura rilanciare la proposta: assessore Marzi, vuole firmare con me quest'ordine del giorno? Vuole che diventi condiviso tra me e lei? Il termine di sessanta giorni che io ho ipotizzato è troppo poco? Vogliamo aggiungerlo? Questa è la proposta che io le faccio. Ci pensi, così come io sto pensando che non ritiro l'ordine del giorno.

Presidente - Altri intendono intervenire? Non vedo richieste di intervento, passiamo dunque alla votazione dell'ordine del giorno n. 8 della Lega. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 34

Votanti: 14

Favorevoli: 14

Astenuti: 20 (Bertin, Bertschy, Caveri, Chatrian, Cretier, Grosjacques, Erika Guichardaz, Jean-Pierre Guichardaz, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marquis, Marzi, Minelli, Padovani, Restano, Rosaire, Sapinet, Testolin)

Il Consiglio non approva.

Passiamo all'ordine del giorno n. 9 della Lega: "Tasse universitarie". Preciso che alla fine della trattazione di questo punto all'ordine del giorno interrompiamo dieci minuti per arieggiare i locali. Ha chiesto la parola il consigliere Perron, ne ha facoltà.

Perron (LEGA VDA) - Dal 6 novembre scorso sono entrate in vigore le nuove misure per il contrasto alla diffusione Covid-19, come tutti ben sappiamo, e la Valle d'Aosta è stata classificata in zona rossa con relativa applicazione delle limitazioni allo svolgimento di attività sociali ed economiche. Gli effetti negativi, così com'è avvenuto nel corso della prima ondata, stanno colpendo duramente il tessuto economico della nostra Regione. Durante la prima ondata il Consiglio ha potuto definire, con le leggi regionali n. 5/2020 e n. 8/2020, una serie di interventi a sostegno della nostra economia e delle categorie sociali maggiormente colpite dalla crisi. Tra queste certamente potranno annoverarsi i genitori di studenti universitari o universitari stessi, che ricordo essere poco meno di 1984 quest'anno, i quali lavorano per pagarsi gli studi e fanno parte del nostro Ateneo. Durante l'estate la Giunta regionale ha approvato la proposta di misure per il contenimento e il controllo della spesa per l'anno 2020 dell'UniVdA, proposta che prevede il trasferimento all'Ateneo, a copertura del fabbisogno dell'Università per attività didattica, amministrativa e di ricerca, nonché per l'esercizio delle funzioni in materia di diritto allo studio, di 7.250.000 euro. Inoltre il Governo ha deliberato che l'utile dell'Università, così come accertato dal consuntivo relativo all'esercizio finanziario 2019, che ammonta a oltre 1 milione di euro, possa essere utilizzato dall'Ateneo non solo per spese di investimento ma anche per le spese correnti inerenti all'emergenza sanitaria in atto legata alla diffusione e al contrasto del virus.

Chiediamo quindi al Governo regionale di sollecitare presso l'UniVdA ulteriori interventi a parziale sollievo degli oneri a carico degli studenti universitari in difficoltà. Fra questi pensiamo a una proroga temporale della finestra dei pagamenti e all'esenzione del pagamento degli eventuali interessi di mora maturati dagli studenti durante il presente anno accademico. Piccoli interventi che, qualora messi in atto, potrebbero però rappresentare un segnale importante per molti giovani.

Presidente - Ha chiesto la parola l'assessore Caveri, ne ha facoltà.

Caveri (VdA Unie) - Credo anzitutto che si debba dare atto di una grande capacità di reazione dell'Università della Valle d'Aosta rispetto al Covid, e una parte cospicua di quanto risparmiato dall'Università, lei lo cita nelle premesse, questo milione inattivo, è stato speso proprio per rendere sicura l'Università e anche consentire agli studenti di poter frequentare una DAD valida con nemmeno un'ora di docenza persa e nessun esame e nessuna tesi rinviata. Posso dire che questo va a merito dell'Università pensando invece a che cos'è successo in molte università italiane dove il sistema si è davvero ingolfato.

Assieme al Presidente, anzi, sotto la presidenza del Presidente, noi avremo il 21 dicembre, quindi la settimana prossima, un Consiglio dell'Università che è il primo Consiglio a cui partecipiamo e devo dire che siamo d'accordo sul fatto che si rifletta sulle tasse universitarie. Già l'anno scorso c'è stato un intervento massiccio che ha portato a un minor gettito di circa 175.000 euro e devo dire che, per fortuna - almeno queste sono le notizie che ho assunto brevi manu in risposta a questa sua proposta di ordine del giorno -, l'Università della Valle d'Aosta ha un rapporto estremamente personale con gli studenti, consentito appunto dal numero estremamente ridotto e al momento attuale, cioè al momento del pagamento della prima rata che è scaduta il 20 di novembre, proprio per questa vicinanza nei confronti degli studenti - che non sono delle mere matricole ma sono dei volti e delle personalità con cui avere un rapporto umano -, sono già stati fatti degli interventi in casi di necessità.

Con il Presidente, ma nel rispetto dell'autonomia universitaria - perché voi sapete che l'autonomia universitaria, anche se noi paghiamo quest'Università, è un principio addirittura costituzionale - noi faremo presente queste problematiche proprio in occasione del Consiglio dell'Università per le ragioni che lei ha poc'anzi sottolineato. È quindi un impegno che noi prendiamo, riteniamo che l'ordine del giorno debba essere ritirato ma ne accogliamo la sostanza proprio perché nell'interlocuzione che abbiamo avuto con l'Università in vista della preparazione del Consiglio, essendo io nella Giunta dell'Università... queste problematiche proprio nella giornata di due giorni fa sono già state manifestate, ne daremo conto, qualora lei lo ritenesse utile, anche in un'audizione in Commissione. La collega presidente di Commissione Erika Guichardaz mi aveva già chiesto giorni fa di svolgere un'audizione se esisteva - e naturalmente esiste - una disponibilità di svolgere un'audizione in Commissione, per fare il punto non solo sulla scuola ma anche sull'Università e questa questione che lei ha sollevato è certamente meritevole di attenzione.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Perron, ne ha facoltà.

Perron (LEGA VDA) - Ovviamente mi fa piacere sapere che un impegno che può essere preso verso i nostri giovani, che sono poi quelli che, tra l'altro, sono colpiti sotto molti aspetti dalla crisi che stiamo vivendo, in particolare gli studenti... molti studenti, come dicevo prima, possono fare la doppia attività, cioè si mantengono agli studi e quindi poi hanno delle grosse difficoltà in questo periodo a dover pagare le rette, perché giustamente i piccoli lavori a cui spesso tocca ricorrere per pagarsi gli studi non possono essere fatti in quanto le attività economiche sono bloccate.

Proprio per questo motivo quindi rimaniamo dell'idea che sia da votare il nostro ordine del giorno per far sì che questo impegno venga correttamente declinato.

Presidente - Non vedo altre richieste di intervento, passiamo alla votazione dell'ordine del giorno n. 9 della Lega. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 34

Votanti: 14

Favorevoli: 14

Astenuti: 20 (Bertin, Bertschy, Caveri, Chatrian, Cretier, Grosjacques, Erika Guichardaz, Jean-Pierre Guichardaz, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marquis, Marzi, Minelli, Padovani, Restano, Rosaire, Sapinet, Testolin)

Il Consiglio non approva.

Come detto in precedenza, sospendiamo dieci minuti per arieggiare i locali.

La seduta è sospesa dalle ore 17:04 alle ore 17:22.

Bertin (Presidente) - Possiamo riprendere i lavori. Siamo all'ordine del giorno n. 10 della Lega: "Valorizzazione acquisto prodotti valdostani". Ha chiesto la parola il consigliere Planaz per l'illustrazione, ne ha facoltà.

Planaz (LEGA VDA) - Ho presentato quest'ordine del giorno perché mai come oggi le piccole realtà di montagna come la nostra necessitano di misure urgenti a sostegno delle piccole aziende affinché esse possano continuare a produrre, lavorare e commercializzare i loro prodotti di qualità che, come abbiamo già detto più volte, portano la Valle d'Aosta in tutto il mondo.

L'11 dicembre, pochi giorni fa, si è celebrata la Giornata mondiale della montagna, bellissima iniziativa ma non è sufficiente ricordare la montagna solo un giorno, un giorno all'anno per poi i restanti 364 giorni ignorarla e abbandonarla alle regole insensate create da chi la montagna non la vive quotidianamente.

Le nostre piccole aziende sono insediate in montagna ma fino a quando potranno ancora tenere duro? Fino a quando sceglieranno di rimanere sul nostro territorio? Io penso che queste aziende siano uno dei tasselli fondamentali della tutela del territorio e la loro presenza sia fondamentale per contrastare lo spopolamento della montagna. Queste piccole aziende vanno aiutate perché oggi il continuo proliferare della pandemia ci chiama a intervenire con misure urgenti ed efficaci che creino subito un nuovo tessuto commerciale, nuove opportunità per chi produce e chi vende, che diano anche una certa immagine al nostro territorio perché sia, stagione dopo stagione, scelto come meta di visitatori. Per questo chiedo al Governo di attivare in primis misure come la legge n. 8, articolo 58, misure che prevedono l'erogazione di un contributo economico alle aziende che dimostrano di acquistare prodotti valdostani. Proporrei inoltre che questo voucher si estendesse anche a prodotti provenienti dall'artigianato valdostano per permettere a più aziende di ottenere un aiuto concreto a chi è stato duramente colpito da questa crisi in questo periodo e permettere una vera valorizzazione del lavoro svolto dai nostri capaci produttori ma anche dai nostri abilissimi artigiani.

Presidente - Ha chiesto la parola l'assessore Sapinet per il Governo, ne ha facoltà.

Sapinet (UV) - La montagna personalmente la vivo quotidianamente perché la abito, pur avendo l'opportunità di vivere ad Aosta, ho scelto di sviluppare la mia famiglia a 1200 metri e i miei figli frequentano una piccola scuola di montagna e anche da Sindaco, insieme ai colleghi del Celva, ho sempre cercato di difendere il territorio di montagna.

L'azione che lei oggi ci propone è già nella volontà di questo Governo, un'azione che va nella direzione di favorire la promozione e il consumo di prodotti a chilometro zero, non a caso anche in un anno difficile condizionato da questa pandemia abbiamo voluto proporre l'evento "Modon d'Or", più che altro per dare un segnale di speranza alle aziende e al nostro territorio, un segnale che è stato bene accolto in quanto ben 70 aziende valdostane hanno raccolto l'invito dell'Assessorato. La misura che lei cita prevista ha funzionato bene nonostante l'incertezza della stagione invernale, un'incertezza che, di fatto, ha generato un po' di doverosa preoccupazione da parte degli operatori del comparto turistico, che quindi non hanno potuto provvedere alle scorte solite dei mesi di ottobre-novembre. Nonostante questo, circa 1.900.000 euro è la cifra che è andata a coprire la richiesta, quindi un buon successo nonostante la situazione appunto che le ho presentato.

La nostra intenzione, la nostra volontà è sicuramente quella di riproporre questa misura, una misura che potrebbe essere proposta all'interno di un insieme di misure Covid. Bisognerà forse intervenire al fine di rendere probabilmente un po' più semplici gli aspetti di rendicontazione e velocizzare la situazione dei pagamenti e, sempre in proporzione anche alle risorse disponibili, valutare anche un aumento della percentuale di sconto, che oggi si attesta intorno al 30 percento, quindi questo è quanto.

Per quanto riguarda l'estensione ai prodotti dell'artigianato, questo andrà analizzato a fondo ricordandosi di un'attenzione particolare anche alle risorse che saranno disponibili. Proprio perché l'azione e la volontà del Governo va nella direzione da lei auspicata, la proposta che faccio è quella del ritiro dell'ordine giorno, in alternativa la maggioranza si asterrà.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Planaz, ne ha facoltà.

Planaz (LEGA VDA) - Assessore, la ringrazio per la richiesta del ritiro di quest'ordine del giorno ma, vede, considerato il momento - siamo entrati in questa pandemia all'inizio dell'anno ma si è prolungata e continua a prolungarsi -, io ritengo che sia opportuno che certe misure vadano ad aiutare delle categorie che sono state più penalizzate oggi da questa pandemia: ci sono aziende che producono e che non riescono a vendere i propri prodotti; ci sono altre aziende che commercializzano, che mettono i nostri prodotti sul mercato, che non hanno la possibilità di esporre e di vendere i prodotti per le chiusure che ci sono state e per le ripercussioni che ci sono nel mondo turistico nostro valdostano. È per questo motivo che avrei il piacere che si portassero avanti certi misure per dare delle risposte veloci, immediate a tutte queste aziende, che, oggi come oggi, non possono continuare le proprie attività, non riescono a vendere i propri prodotti, perché sennò è inutile che facciamo tanti proclami di sponsorizzare i nostri prodotti e poi non abbiamo la possibilità di venderli, e perlopiù non cerchiamo di aiutare e tamponare queste difficoltà dovute alla pandemia, non è dovuto sicuramente a lei, Assessore, che si è appena insediato, però era un segnale forte da dare a queste categorie.

Presidente - Altri che intendono intervenire? Non vedo altre richieste, passiamo alla votazione dell'ordine del giorno n. 10 della Lega. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 34

Votanti: 14

Favorevoli: 14

Astenuti: 20 (Bertin, Bertschy, Caveri, Chatrian, Cretier, Grosjacques, Erika Guichardaz, Jean-Pierre Guichardaz, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marquis, Marzi, Minelli, Padovani, Restano, Rosaire, Sapinet, Testolin)

Il Consiglio non approva.

Ordine del giorno n. 11 della Lega: "Project Financing su beni culturali". Per l'illustrazione, ha chiesto la parola la consigliera Spelgatti a cui cedo la parola.

Spelgatti (LEGA VDA) - Ho osservato con molta attenzione quello che ha fatto il Comune di Novara, che ha portato avanti con risultati estremamente positivi uno dei primi progetti di valorizzazione del patrimonio artistico e culturale - ed è uno dei primi progetti realizzati in Italia con lo strumento del project financing -: la ristrutturazione della cupola della Basilica di San Gaudenzio interamente con capitali privati.

Per leggere esattamente quello che è accaduto, ho preso un articolo di una testata locale che riporta: "La cupola della Basilica di San Gaudenzio è da sempre un bene comune: fu solo grazie a una sottoscrizione pubblica dei cittadini e ai proventi dell'imposta sull'acquisto della carne che nel 1840 la Fabbrica Lapidea raggiunse la somma necessaria per l'ambizioso progetto di una cupola che svetta fino a quasi cento metri. Oggi lo spirito civico di allora, che consentì ad Alessandro Antonelli di costruire l'opera, rivive con un'iniziativa in cui il Comune di Novara, proprietario della cupola (mentre la Basilica è un bene ecclesiastico) ha deciso di riaprire al pubblico il capolavoro simbolo della città piemontese. E ha scelto di farlo - tra i primi casi in Italia - attraverso lo strumento del project financing, inedito nella valorizzazione del patrimonio artistico. La proposta è arrivata dall'impresa Kalatà, che con un investimento tra i 150 e i 200 mila euro metterà in sicurezza i camminamenti e curerà l'allestimento. Il vantaggio è che il Comune di Novara, che nel suo ruolo di governo e strategico ha valutato il pubblico interesse dell'opera, non spenderà nemmeno un euro e "vedrà scongiurato il rischio di una cattedrale nel deserto essendo noi che abbiamo investito gli stessi soggetti che dovranno rientrare dell'investimento. L'aspettativa è tra i 15 e i 20 mila ingressi all'anno per sei anni" spiega Nicola Facciotto, fondatore dell'impresa cuneese nel cui capitale sociale è entrata Fondazione Social Venture Giordano dell'Amore (braccio operativo di Fondazione Cariplo per l'impact investing) e SocialFare. A partire dalla primavera 2021, Covid permettendo, si potrà scoprire la grandiosa cupola attraverso i percorsi, in gran parte mai aperti al pubblico, che conducono alla sommità. I visitatori potranno godere di un percorso che unisce i contenuti storico-artistici alla dimensione esperienziale, secondo un processo sperimentato da Kalatà al Santuario di Vicoforte (Cuneo), che sinora vanta quasi centomila accessi, e la Basilica di Santa Maria delle Vigne (Genova). "L'esperienza di Novara è significativa anche perché il nostro project financing potrà essere preso a modello da quelle numerose realtà che hanno significativi beni culturali da valorizzare - aggiunge Facciotto - inoltre questi processi possono generare economie molto trasversali con effetti positivi in termini di occupazione, indotto, marketing territoriale".

Considerata la portata del nostro patrimonio artistico culturale in termini sia qualitativi che quantitativi e la necessità di investimenti per la relativa, a seconda dei casi, messa in sicurezza, ristrutturazione, valorizzazione, apertura al pubblico e adeguata pubblicizzazione, considerato altresì che non è più possibile intervenire sempre e solo con capitali pubblici, noi chiediamo di impegnare il Governo regionale a predisporre un elenco di tutti i beni del nostro patrimonio artistico culturale che potrebbero essere valorizzati attraverso lo strumento del project financing attivando tutte le relative procedure al fine della sua concretizzazione.

Qual è il discorso? Ormai dobbiamo cambiare completamente mentalità e dobbiamo pensare a come attirare capitali in Valle d'Aosta. In generale sono due le vie attraverso le quali noi potremmo portare capitale in Valle d'Aosta: una, il reperimento di soggetti privati che abbiano voglia di investire sul nostro territorio; due, lo strumento dei fondi europei, che è fondamentale, infatti noi avevamo dato anche nel programma di governo un'impronta molto chiara su quello che avremmo voluto fare della ristrutturazione della macchina amministrativa per far sì che i fondi europei vengano effettivamente cercati, trovati e vengano poi distribuiti e ben investiti sul territorio valdostano, perché troppo spesso noi non siamo in grado di andare a recuperare questi fondi in Europa e soprattutto, quando anche prendiamo dei soldi, poi dopo non siamo in grado neanche di spenderli e li perdiamo per strada. Questo quindi è un capitolo.

L'altro capitolo chiaramente è quello dell'attrazione di capitali privati. In questo caso Novara è riuscita, con soldi interamente privati, a mettere in sicurezza l'opera, a ristrutturarla, a valorizzarla e chiaramente, avendo poi dei soggetti privati che si devono anche occupare del marketing e si devono occupare del funzionamento di tutta la struttura e di metterla sostanzialmente a reddito in maniera tale da rientrare dell'investimento fatto, questo ha delle ricadute estremamente positive anche per l'indotto e per tutto il territorio circostante. Ritengo quindi che il modello di Novara debba essere copiato, Novara ha avuto questa idea innovativa perché normalmente questi progetti di project financing e altri modi di attirare il capitale privato vengono spesi per altro, è uno dei primi progetti in Italia invece in cui queste iniziative vengono fatte sul patrimonio culturale.

Ci dovrà essere anche un cambio di visione dell'utilizzo del nostro patrimonio, immaginiamo i nostri castelli e quant'altro, adesso sto facendo delle ipotesi ma ci sono tantissimi luoghi, nostri beni che hanno bisogno rigorosamente di ristrutturazione ma soprattutto bisogna far sì che la gente arrivi, che vengano pubblicizzati e questo spetterebbe sicuramente alla Regione, ai Comuni e quant'altro. Dobbiamo ripensare veramente anche a tutto il sistema pubblicitario, a far conoscere il nostro immenso patrimonio perché non è abbastanza valorizzato come pubblicità esterna, ma questo è tutto un discorso che riguarda la Valle d'Aosta, riguarda tutti i nostri beni e quant'altro, però questo può essere un piccolo tassello importante per partire almeno a cercare di risolvere il problema non sempre e solo ed esclusivamente con risorse pubbliche.

Il vero cambiamento avverrà quando si attireranno finalmente in Valle d'Aosta degli imprenditori, vale per tutti gli ambiti che riguardano la Valle d'Aosta ma vale anche assolutamente sotto l'aspetto culturale. Ricordiamoci che la bellezza salverà il mondo e che, di conseguenza, tutto ciò che è cultura e tutto ciò che è appunto il nostro patrimonio culturale dovrà essere sempre più spinto, perché è solo attraverso questo, attraverso la bellezza delle nostre montagne, del nostro patrimonio ambientale e del nostro patrimonio culturale, che noi potremo guardare al futuro.

Presidente - Ha chiesto la parola l'assessore Guichardaz, ne ha facoltà.

Guichardaz J. (PCP) - Collega Spelgatti, da subito la vorrei rassicurare che lei non trova da questa parte una pregiudiziale ideologica verso formule di partenariato pubblico-privato, quindi lo metto già subito in chiaro. Nel mio passato politico, tra l'altro, fui tra coloro che sollecitò con maggiore insistenza l'elaborazione di un piano di valorizzazione del patrimonio pubblico di proprietà regionale, proprio attraverso formule che consentano agli operatori privati di proporre e realizzare investimenti di interesse pubblico sostenendo il costo al posto dell'Amministrazione, ottenendo in cambio la concessione del bene per un tempo sufficiente a garantirne la sostenibilità economica finanziaria e - perché no? - anche una qualche forma di lucro, come diceva lei giustamente prima. Non escludevo, quindi, già allora la possibilità che tali forme di partenariato pubblico-privato potessero riguardare, tra l'altro, anche il settore dei beni culturali.

In questo breve, ma intenso periodo da Assessore, le confesso che non ho avuto modo di approfondire lo specifico tema del finanziamento di progetto nel settore dei beni culturali e devo dire che il suo ordine del giorno mi ha sollecitato a ragionare in questo senso, cioè a non escludere nel perseguimento della valorizzazione, tutela e conservazione del patrimonio culturale proprio l'intervento del privato, quindi, non solo nella fase gestionale, manutentiva ed edilizia, che, com'è noto, presuppone un accordo di prestazione, un appalto, comunque una modalità di concessione, ma proprio nella fase di investimento e nella conseguente gestione del bene.

Certo lo scrupolo che mi faccio - e credo sia anche il suo e quello di tutti i presenti - è che gli strumenti "alternativi", eventualmente immaginati e impiegati, continuino a permettere una fruibilità collettiva del nostro patrimonio culturale, quindi rispettosa del bene interessato, della sua dignità e della sua vocazione storica e artistica e che non pregiudichi - questo lo voglio dire - uno sfruttamento democratico, mi perdoni se uso in modo improprio il termine, che sembra quasi un ossimoro, forse sarebbe meglio usare il termine "godimento", quindi, non pregiudichi un godimento da parte di tutti i cittadini, con particolare attenzione per i giovani e per le categorie che... sappiamo essere i meno provveduti di risorse economiche finanziarie, ma sicuramente dotati di sensibilità e anche di una proiezione positiva verso una valorizzazione anche del nostro patrimonio.

Non siamo quindi assolutamente contrari alle formule di questo genere, io personalmente non sono contrario alle sponsorizzazioni, ma sempre nel rispetto - e ci tengo a ribadirlo - della dignità del bene, della sua estetica, della sua vocazione, del suo significato simbolico e storico, come dicevo prima. Non mi viene quindi da pensare, collega, a un uso troppo commerciale del nostro patrimonio, i nostri monumenti non devono diventare sostanzialmente - non so se lei è d'accordo con me - dei soppalchi per immensi teloni pubblicitari, tanto per dire, che nulla hanno a che spartire con la storia del monumento. Al contrario siamo dell'idea - e mi sembra di coglierlo nel suo intervento di prima - che l'investimento privato nel nostro patrimonio edilizio culturale pubblico sia una positiva modalità utile proprio per la conservazione e la tutela, ma anche per la valorizzazione e la messa in esposizione in pubblico del bene. Le segnalo solo che la nostra Soprintendenza da sempre, praticamente, aiuta la conservazione dei beni privati di interesse artistico e culturale con consulenze qualificate delle nostre strutture e con contributi a fondo perduto, mutui agevolati per gli interventi di restauro e ristrutturazione. È un'evoluzione al contrario quella che propone lei, mi scusi un po' il paradosso, di una modalità, che però si propone proprio lo stesso obiettivo, cioè la conservazione e la tutela del bene, ma allo scopo di renderlo fruibile, di valorizzarlo in senso esteso.

Io, per esempio, sono - e lo sono sempre stato - per il pagamento di un biglietto, per esempio, per la fruizione dei nostri beni, un biglietto che sia accessibile a tutti, anche per dare valore al bene, sempre con l'esclusione di categorie di studenti, giovani, eccetera che, come sappiamo, sono meno attrezzati di altri dal punto di vista economico, prevedendo, anche, che lo stesso possa diventare, come giustamente dice questo signor Facciotto, occasione di lavoro e di occupazione per le maestranze, per l'indotto, per il territorio e che abbia anche un traino e un ruolo di traino proprio culturale. Anche questo, tra l'altro, è un nostro obiettivo, che è di valorizzare il nostro patrimonio, renderlo fruibile con tutti i risvolti positivi della messa in comune, della sua narrazione in qualche modo, della sua esposizione, non mi viene un altro termine in questo momento, facendolo diventare al tempo stesso un propulsore proprio di un'economia positiva.

Noi quindi saremmo per votare quest'ordine del giorno, però, con una piccola modifica all'impegnativa - mi sono confrontato anche con i tecnici della Soprintendenza - che le leggerei: "si impegna il Governo a predisporre una procedura per la valorizzazione dei beni attraverso il project financing - io userei anche più estesamente: "formule di partenariato pubblico-privato" perché non esiste solo quella... - in coerenza - e questo ci terrei che fosse messo - con le disposizioni di tutela e conservazione del Codice dei beni culturali, individuando un elenco di possibili beni da sottoporre a tale strategia".

Indicativamente dice le stesse cose che dice lei, ma con una particolare attenzione all'aspetto proprio della tutela e della conservazione.

Presidente - Ha chiesto la parola la consigliera Spelgatti, ne ha facoltà.

Spelgatti (LEGA VDA) - Assessore, la ringrazio molto e accetto a occhi chiusi la modifica dell'impegnativa, che va a specificare qualche cosa che all'interno della mozione era sottointeso, perché io come esempio di primo progetto, forse uno dei primi progetti di project financing che ho citato qui è proprio quello del recupero della cupola con fruizione al pubblico ed è scontato che rigorosamente l'ottica dovrà sempre essere quella appunto della valorizzazione del bene ma, siccome le regole del gioco le dettiamo noi, siamo noi a dire chiaramente che questo non deve diventare una becera commercializzazione che svilisce il nostro patrimonio culturale, al contrario.

Il problema è che, come giustamente lei mi ha detto prima, la Soprintendenza va anche a finanziare il privato, ormai è finito il tempo in cui il pubblico fa tutto. Noi dobbiamo trovare il modo di rilanciare la nostra economia ma tenendo sempre come faro portante tutto ciò che è la bellezza, quindi la bellezza naturale, la bellezza culturale e quant'altro, perché sono gli unici valori che noi abbiamo e che nessuno ci può portare via e li dobbiamo difendere con le unghie e con i denti.

Noi quindi dettiamo le regole al privato, però dobbiamo far sì che il privato possa intervenire e chiaramente, siccome il pubblico non arriva dappertutto non solo economicamente parlando ma soprattutto dal punto di vista anche del marketing e del rilancio economico di tutto quanto,

il privato per forza di cose ci deve arrivare con le regole che però detta la Regione. Il privato deve rientrare degli investimenti e ha tutto l'interesse di fare tutta la pubblicità possibile e immaginabile per quel bene per rientrare del suo investimento e questo comunque ha tutto un ritorno enorme, perché ha un ritorno enorme dal punto di vista della valorizzazione del bene, dell'attrazione di tutte le maestranze, di tutte le persone che poi lavorano all'interno del bene, ma non solo, ma anche dal punto di vista di tutto il tessuto economico intorno, perché chiaramente più su un territorio arriva il pubblico che va a visitare determinati beni più questo chiaramente poi spende e comunque conosce i nostri meravigliosi comuni che abbiamo e tutto il patrimonio culturale che è sparso ovunque sul nostro territorio. La Regione però non può arrivare dappertutto e non arriva dappertutto, mentre ci sono una marea di chicche che non stiamo riuscendo a utilizzare al massimo per quello che abbiamo. Il privato magari invece potrebbe arrivare ad avere interesse a farlo e questo potrà creare un volano enorme per l'economia ma un'economia sana, ecologista e che vada nella direzione corretta appunto della valorizzazione di tutte le forme, di tutto quello che noi abbiamo da poter valorizzare.

La ringrazio quindi e accetto la modifica dell'impegnativa.

Presidente - Possiamo passare alla votazione dell'ordine del giorno n. 11 della Lega. Aspettiamo soltanto che l'emendamento venga sottoscritto. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti, votanti e favorevoli: 33

Il Consiglio approva all'unanimità.

Passiamo all'ordine del giorno n. 12 della Lega: "IRAP zero 2021". Ha chiesto la parola il consigliere Aggravi, ne ha facoltà.

Aggravi (LEGA VDA) - Sicuramente il titolo di quest'ordine del giorno è un auspicio per chi ha una visione un po' più diversa e liberale della tassazione rispetto ad altre situazioni e ad altre ideologie.

Quest'ordine del giorno vuole fare tesoro di una parte delle proposte e delle sollecitazioni che le varie associazioni di categoria hanno fatto con riferimento alle audizioni in II Commissione.

L'IRAP sappiamo che nacque proprio come imposta di destinazione prettamente regionale, che metteva un riordino generale a tutta una serie di imposte per finanziare, ovviamente al di fuori delle realtà a Statuto speciale che hanno una gestione del gettito a tutto tondo, nelle altre per finanziare proprio la spesa sanitaria, almeno nella sua origine.

Quest'ordine del giorno mira, anche un po', se vogliamo provocatoriamente - ma io già ci provai in qualche Consiglio precedente con l'assessore Marzi - a cercare di trovare una sponda riguardo a una comunione di intenti su quello che poteva essere l'alleggerimento del carico fiscale sulle imprese valdostane in questo caso.

L'impegnativa impegna il Governo a destinare una quota delle future risorse disponibili a una misura che porti a zero o che riduca almeno del 50 percento, ovviamente sappiamo che il gettito IRAP di amministrazione pubblica si aggira tra i 23 e 30 milioni, dipende se guardiamo il previsionale o il riscosso, con riferimento alla liquidazione che deve avvenire. Questa volontà ha una duplice finalità: quella di liberare della liquidità a cui le aziende dovranno far fronte, dall'altra parte fa riferimento a un principio, che in realtà prima forse quando il collega Ganis aveva parlato della proposta sul plateatico... nella risposta il Governo giustamente diceva: "bisogna anche stare attenti a fare delle scelte di un settore piuttosto che un altro". Ecco, l'abbassamento delle tasse ha il notevole pregio di andare, laddove si considera l'imposta a tutto tondo, a favore di tutta la tipologia dei contribuenti senza creare delle distorsioni sugli obbligati ad assolvere al tributo.

È ovvio in una logica di trattativa si può anche trovare un giusto mezzo tra quello provocatorio zero, come però comunque qualche associazione ha giustamente chiesto, e il 50 percento, l'importante è che passi il principio di valorizzare anche in qualche modo le nostre imprese e soprattutto liberare, ripeto, quella liquidità che oggi è necessaria ma che domani sarà ancora più necessaria alla stessa sopravvivenza delle imprese. Qui giustamente non andiamo a identificare nessun tipo di tipologia di impresa o di settore proprio perché la volontà è quella di fornire in senso lato al contribuente un beneficio in termini del tributo che deve essere pagato.

Presidente - Passo la parola all'assessore Marzi.

Marzi (AV-SA) - Dante citava spesso il contrappasso e non è che sempre avesse tutti i torti, per cui prendendo con spirito positivo quanto da lei proposto, ci troviamo a fare, come al solito, il poliziotto cattivo e, nel fare il poliziotto cattivo, parto dal presupposto che, siccome lei conosce perfettamente come funziona l'IRAP e ne ha anche dato assolutamente prova, ovviamente le attività economiche con ricavi o compensi non superiori a 250.000 euro sono state esentate dal versamento del saldo IRAP per l'anno d'imposta 2019 e dalla prima rata d'acconto per l'anno d'imposta 2020. In relazione sempre al 2020, tutte le imprese soggette a IRAP che hanno realizzato valore della produzione dovrebbero aver già provveduto al versamento della seconda rata di acconto relativa all'anno di imposta 2020 entro il 30 novembre dell'anno in corso.

Se l'intenzione espressa fosse quella di azzerare il primo acconto relativo all'anno 2021, si dovrebbe tenere conto che l'acconto relativo a detto periodo di imposta sarebbe calcolato sulla base dell'IRAP dichiarata nell'anno precedente, lei sa meglio di me con il cosiddetto "metodo storico", che è versato in due rate corrispondente al 40 percento e al 60 percento, sempre se non si sta parlando di soggetti ISA, che invece a livello forfettario ragionano sempre sul 50 percento o sulla base del metodo previsionale utilizzato perlopiù se il contribuente prevede di realizzare redditi inferiori rispetto a quello dell'anno precedente. In molti casi, essendo di fatto decrementato il valore della produzione per l'anno d'imposta 2020 per la maggior parte dei piccoli operatori economici di fatto, si avvantaggerebbero, con l'iniziativa che stiamo valutando, gli operatori economici con ricavi comunque elevati e con un costo rilevante in termini di minor entrate, quindi anche per la Regione. Occorre tener conto inoltre che, per i soggetti che hanno subito decrementi di valore della produzione significativi nel 2020, il saldo da versare nel 2021 sarà notevolmente ridotto se non addirittura in alcuni casi azzerato.

Ora, in termini di principio - e non sto scherzando rispetto al contrappasso dantesco perché abbiamo fatto anche una valutazione per un intervento di questo tipo sulla fine dell'anno - e per tutta una serie di motivi legati alle risposte che le ho dato, abbiamo soprasseduto.

Una delle valutazioni da fare è sicuramente legata a tutte quante o a molte istanze che sono state portate in sede di II Commissione consiliare da parte di tanti stakeholder o portatori di interessi e risulta sicuramente essere un intervento sull'IRAP, come già, tra l'altro, avvenuto a livello statale, un intervento sicuramente massivo ma anche veloce, tanto per essere chiari, e sicuramente drena immediatamente liquidità.

Il motivo per il quale le chiedo di ritirare questa iniziativa, noi ci asterremo, è legato in questo momento non tanto a livelli filosofici, perché le ho detto che questo tipo iniziativa, anche quando abbiamo fatto una valutazione "sul semestre bianco", come da lei richiamato, era in corso di valutazione, è legata soprattutto a un aspetto che lei ha chiaramente citato, cioè i volumi di cui stiamo parlando. Sarebbe un intervento massivo che, di fatto, oscilla tra i 23 e i 24 milioni di euro, con un avanzo presunto, e di cui abbiamo già ampiamente parlato, che attualmente si attesta sui 120 milioni di euro, questo tipo di iniziativa da solo andrebbe praticamente a mangiarsi un sesto delle risorse disponibili, e questo è un dato di fatto oggettivo.

Quello che le posso assolutamente assicurare è che, una volta fatte tutte le valutazioni del caso, e quindi anche raccolti tutti quanti gli impegni soprattutto di matrice politica, e poi quindi anche di natura amministrativa, ci saranno le possibilità per fare tutte le valutazioni del caso. Sicuramente andare oggi immediatamente a drenare, prendendo impegni da 25 milioni di euro, risorse di questo tipo, è una valutazione da fare ma non prendersi un impegno oggettivo e immediato oggi, anche perché, come lei ha richiamato ieri, ci saranno sicuramente dei problemi sulle entrate in futuro, già ci sono oggi, tra l'altro, durante la Commissione lei ha fatto anche una domanda molto più puntuale rispetto a quanto dichiarato nella sua - se posso permettermi - ottima relazione ieri: ha proprio chiesto espressamente che cosa succederebbe qualora le previsioni di entrate, perché lei ha notato che si sono fatte delle valutazioni di rimodulazione rispetto a una espressione previsionale che in una valutazione per cassa è completamente diversa e che in fase di rendiconto invece verrebbe valutata rispetto alle reali minori entrate. Nella sua domanda puntuale che ha fatto agli uffici e che io richiamo semplicemente perché è assolutamente opportuna e ovvia le è stato naturalmente risposto che in sede di assestamento, nel momento in cui le entrate reali dovessero essere ancora minori, naturalmente anche le spese di riferimento dovrebbero essere rimodulate.

Tenendo conto di questo e tenendo anche conto del fatto che, come abbiamo già richiamato e come ho voluto puntualizzare affinché restasse agli atti, i famosi 192 milioni di euro eterei che vengono esplicitati come avanzo presunto a pagina 45 del DL n. 3 bisogna scorporarli dai quasi 72 che andiamo a utilizzare per andare a coprire lo squilibrio di cui abbiamo parlato... oggettivamente parlando... come dire? il faut faire attention.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Aggravi, ne ha facoltà.

Aggravi (LEGA VDA) - Vede, Assessore, il principio del fatto che ci sono già delle realtà che beneficiano - semplifico - degli sconti non impone il fatto che ci siano delle altre realtà che invece pagano e sinceramente, quando si parla di tasse, non ho mai trovato pienamente corretto, soprattutto su un'imposta come quella definita dell'IRAP... che, per mia sfortuna, mi ha occupato la tesi del triennio sul principio di capacità contributiva dell'IRAP, che non è proprio un gran principio di capacità contributiva già dalla sua nascita, perché i costi non sono ovviamente sinonimo di ricchezza, lo vado a semplificare... impone che comunque ci siano delle realtà, seppur grandi, seppur con ricavi maggiori, ma che occupano necessariamente molti soggetti e danno posti di lavoro che, per chi ha concepito l'IRAP, è una ricchezza, cosa che, in realtà, per chi invece deve far quadrare i conti, è un costo.

Detto questo, il principio che io citavo, e mi spiace che anche sul quantum... perché giustamente le cifre, come già citavo, sono cifre importanti e devono a loro volta quadrare con il minor gettito e con le prospettive di avanzo che già per suo rapporto a quest'aula si sta piano piano diminuendo rispetto alle attese che avevamo... il principio che si voleva far passare era quello di comunque cercare prima o poi... perché già si era provato con l'ordine del giorno sul bianco fiscale, anche lì con un titolo provocatorio, ma comunque l'obiettivo era appunto quello di riuscire a riconoscere in una misura che portasse a un minor gettito, per carità, ma che allo stesso momento liberasse liquidità e soprattutto fosse una combine, positiva in questo caso, tra zero burocrazia, come si dice, laddove si vanno a tagliare delle imposte e soprattutto un'immediata messa a terra, come spesso ci piace dire, l'avremmo apprezzato, soprattutto saremmo stati disponibili a rivedere le due variabili dello zero e del 50 percento.

Io mi auguro che le valutazioni che lei continua a dirmi che state facendo su determinate misure, e in particolare su quello del taglio delle imposte sulle imprese, come già è avvenuto l'altra volta, prima o poi arrivino a un qualcosa. Certo è, e mi perdoni la battuta sempre in senso più politico... perché quest'ordine del giorno era più di natura politica che tecnica, visto che io vengo spesso accusato di essere troppo tecnico e poco politico, come mi si disse nella scorsa legislatura, questa volta lei è stato più tecnico di me e io più politico, si sono invertiti i ruoli, ogni tanto capita anche nell'inferno dantesco, così anche nel nostro. A me spiace perché comunque si poteva almeno emendare o trovare un principio comune, che non c'è stato, ma io mi auguro che nella prossima definizione - lo metto in senso generale - di un intervento, si possa anche trovare spazio per delle misure che finalmente possano tagliare ovviamente delle tasse, che comunque gravano sulla liquidità e la sopravvivenza di imprese che garantiscono a questa Regione notevole occupazione.

Presidente - Non vedo altre richieste di intervento, possiamo passare alla votazione dell'ordine del giorno n. 12 della Lega. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 31

Votanti: 13

Favorevoli: 13

Astenuti: 18 (Bertin, Bertschy, Chatrian, Cretier, Grosjacques, Erika Guichardaz, Jean-Pierre Guichardaz, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marquis, Marzi, Minelli, Padovani, Rosaire, Sapinet, Testolin)

Il Consiglio non approva.

Possiamo passare all'ordine del giorno n. 13 sempre della Lega: "Promozione dello sci alpinismo". Per l'illustrazione, ha chiesto la parola il consigliere Brunod, ne ha facoltà.

Brunod (LEGA VDA) - Ho presentato quest'ordine del giorno inerente al settore dello sci alpinismo, un'attività che mai come in questo periodo, soprattutto da qui in futuro, avrà sempre più importanza strategica all'interno del nostro territorio.

Considerato che al momento, in base alle varie limitazioni dovute alle misure di contenimento da contagio da Covid-19 definite dai vari DPCM, non sono ancora state prese decisioni definitive in merito alla possibile data di riapertura degli impianti sciistici e che al momento della ripartenza sicuramente gli accessi alle stazioni sciistiche saranno contingentati e quindi non potranno esprimere il massimo delle loro potenzialità - ricordiamo che lo sci alpinismo è una di quelle attività all'aria aperta che garantisce quelle misure di distanziamento sociali che sono molto importanti -; evidenziato che l'intero territorio della nostra regione si presta perfettamente a tutta una serie di attività outdoor invernali e che numerose località dell'arco alpino hanno già iniziato a promuovere fortemente tali attività e iniziative attraverso campagne promozionali dedicate; riscontrato che lo sci alpinismo è una delle attività che a partire da questo periodo e soprattutto guardando al futuro sicuramente avrà un incremento dei numeri di frequentatori e che molti di essi probabilmente saranno alle prime esperienze necessitando quindi di percorsi di varia difficoltà e che garantiscano allo stesso tempo sicurezza nella pratica di questa disciplina; constatato che, come indicato nell'articolo 15, comma 4, della legge quadro sulle piste da sci, la risalita della pista con gli sci ai piedi è normalmente vietata e che al momento attuale solamente la Monterosa S.p.A sta proponendo in via prototipale un'iniziativa partita dalla stagione 2015/2016 volta alla gestione di tracciati regolamentati di risalita sicuri e idonei e la successiva discesa sulle piste adiacenti, con quest'ordine del giorno vogliamo impegnare il Governo regionale a prevedere stanziamenti e iniziative di promozione, valorizzazione della pratica dello sci alpinismo perché questa possa essere svolta, promossa e valorizzata all'interno di tutti i comprensori sciistici della Valle d'Aosta come servizio accessorio e in ottica di maggiore offerta turistica.

Presidente - Per il Governo, ha chiesto la parola l'assessore Bertschy, ne ha facoltà.

Bertschy (AV-SA) - Intanto è corretto sottolineare che siamo tutti per lo sci alpinismo libero, salvo poi quando bisogna rispettare in un momento particolare come questo condizioni particolari di gestione che ci permettono di garantire tutti gli aspetti della regolazione della nostra vita di comunità in Valle d'Aosta.

Ci asterremo - quindi non faccio la solita frase di rito con la quale vi chiedo di ritirare l'ordine del giorno -, è un'iniziativa che però è accolta nel suo interesse immediato e futuro, perché vediamo nella proposta un interesse in particolare per costruire un prodotto che oggi in Valle d'Aosta non c'è e, come giustamente sottolinea lei nell'ultima parte della premessa, solo una società si è attivata, c'è un'altra località, Crévacol, che ha portato avanti un interessante progetto Interreg al riguardo e anche nel ricordare l'audizione dell'altra mattina in IV Commissione, anche rispetto a questo tema, potremo lavorare nell'idea che le nostre piccole località potranno essere punto di osservazione privilegiato per anche nuove pratiche legate allo sci e quindi in questa idea di finanziare in maniera differente l'attività dei nostri comprensori lo sci alpinismo sicuramente troverà un suo spazio. Nell'immediato però, prima di lanciare definitivamente per questa stagione sui comprensori la pratica dello sci alpinismo, abbiamo bisogno di alcune, speriamo, certezze da parte del Governo nazionale in generale sullo sci per evitare di creare una doppia informazione e soprattutto una proposta che ci metta in difficoltà nella sua gestione.

Lei ha ricordato la legge del testo unico del 2003, la legge regionale n. 9/1992 permette già la classificazione di piste da Ski-Alp, quindi di piste di risalita, che possono essere classificate dalle nostre strutture.

C'è tutto il tema dell'utilizzo delle servitù, che fa parte in generale della gestione delle piste, che va verificato e, rispetto a questo, l'idea era comunque di andare a normare in Valle d'Aosta l'utilizzo dello sci alpinismo sui comprensori, perché è ovviamente da regolamentare per evitare le difficoltà che oggi ci sono.

La proposta quindi è accolta, in termini politici anche nei prossimi giorni ci lavoreremo ma abbiamo bisogno, prima di lavorare ad una campagna così importante, di avere tutte le valutazioni riguardo della gestione dei comprensori sciistici, perché in alcuni comprensori è possibile regolamentarlo, in altri comprensori non è possibile essendoci 11 impianti di discesa e di risalita.

Da parte nostra quindi c'è la volontà di lavorare in questa direzione, ne abbiamo parlato anche nelle riunioni con le società di impianti a fune e, una volta che si avrà una condizione definitiva di partenza della stagione invernale, si valorizzerà anche questo aspetto.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Brunod, ne ha facoltà.

Brunod (LEGA VDA) - Grazie Assessore per la risposta, purtroppo sono un po' dispiaciuto nel sentire che, nonostante la condivisione sulla tematica su tutte le iniziative proposte in quest'ordine del giorno e anche l'attenzione che lei anche nei giorni passati ha manifestato al riguardo dello sci alpinismo, non è condivisibile. Mi lascia dispiaciuto soprattutto perché, anche se non ci sono delle tempistiche, come ha detto, sarebbe opportuno ovviamente già metterle in pratica da questa stagione invernale, però andrebbe anche benissimo che voi condividiate quest'ordine del giorno impegnandovi da oggi anche nel prossimo futuro per portare avanti questa iniziativa.

Volevo fare alcuni passaggi in merito all'importanza strategica di quest'ordine del giorno in quanto avrebbe potuto collegarsi molto bene ai progetti portati avanti in questi periodi passati e riferiti ai progetti "Children", "FuturAsiva", "Under 23", quindi anche collegare un discorso dello skipass giovani per l'attività dello sci di fondo e lo sci di discesa con quest'apertura dello sci alpinismo nei comprensori sciistici.

Qui voglio aprire una parentesi: quando si dice: "all'interno dei comprensori sciistici", voglio dare un dettaglio: lei ha citato discorso della Vallata del Gran San Bernardo, un'ottima iniziativa sullo sci alpinismo, ma lì stiamo parlando piuttosto di uno sci alpinismo fuori pista all'aperto, io qua mi riferivo al praticare lo sci alpinismo all'interno delle stazioni di sci, quindi con dei percorsi che partano dalla partenza degli impianti sciistici. Anche in questo caso volevo magari dare un suggerimento: se è possibile che questi percorsi partano proprio dalla partenza dell'impianto - e non come adesso sperimentalmente è stato fatto dalla Monterosa Ski dopo il punto di arrivo della prima stazione di partenza -, in modo tale da non dover vincolare lo sci alpinista a prendere l'impianto - soprattutto in questi periodi dove magari è meglio fare sport all'aria aperta che non salire su un impianto sciistico -, che, in caso di condizioni meteo avverse, non funzionerebbe e lui, purtroppo, non potrebbe andare a fare la sua gita di sci alpinismo. Questo è un altro suggerimento.

Infine concludo dicendo che va bene fare dei bellissimi spot pubblicitari della nostra regione - e questo ben venga, l'ho sempre sollecitato anch'io -, ma allo stesso tempo ritengo che dovremmo portare avanti delle azioni e progetti per mettere in risalto concretamente le nostre migliori peculiarità e tra queste vi è lo sci alpinismo.

Presidente - Non vedo altre richieste di intervento, passerei alla votazione dell'ordine del giorno n. 13 della Lega. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 34

Votanti: 14

Favorevoli: 14

Astenuti: 20 (Bertin, Bertschy, Caveri, Chatrian, Cretier, Grosjacques, Erika Guichardaz, Jean-Pierre Guichardaz, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marquis, Marzi, Minelli, Padovani, Restano, Rosaire, Sapinet, Testolin)

Il Consiglio non approva.

Passiamo all'ordine del giorno n. 14 della Lega: "Strutture ricettive". Ha chiesto la parola il consigliere Distort, ne ha facoltà.

Distort (LEGA VDA) - Con quest'ordine del giorno sulle strutture ricettive vogliamo puntare l'attenzione al corpus legislativo, normativo e disciplinatorio relativo alle attività turistiche ricettive in genere, quindi comprendiamo tutte le categorie del settore del turismo.

Chiaramente non è necessario evidenziare quanto la situazione di crisi prodotta dall'emergenza Covid abbia generato particolare sofferenza per il settore alberghiero, che risulta del tutto evidente che, insieme al settore legato alla ristorazione, sia quello che ha patito più di tutti gli effetti delle restrizioni da Covid, con meccanismi di secondo ordine che diventano veri e propri generatori di crisi di un settore su cui, tra l'altro, il tessuto economico della Valle d'Aosta pone fortemente le sue basi.

Ci sono studi che sono già emersi, studi che procedono da anni, che individuavano per le strutture ricettive la necessità di dover provvedere a degli adeguamenti normativi in funzione delle mutate esigenze. Anche questa non è una novità, noi osserviamo come i cambiamenti avvengono a livello delle preferenze degli utenti in maniera estremamente repentina e noi dobbiamo essere al passo con i tempi, dobbiamo essere al passo con un prodotto che ha una forte incidenza e parte con una forza insita legata alla tipicità del territorio, al valore identitario, che non è sostituibile, non è commercializzabile, non è replicabile a livello di commercio ma è espressione della nostra identità. Questi sono principi che ci mettono in condizioni di avere maggiore predisposizione a un utilizzo... a un'attività turistica di eccellenza ma è estremamente importante che tutto il corpus disciplinatorio sia adeguato alla possibilità di effettuare dei cambiamenti, degli adattamenti anche dal punto di vista urbanistico.

Ci sono dei rapporti, ad esempio, dell'Ufficio studi Gabetti in collaborazione con Federalberghi, il patrocinio di ENIT, Asso Immobiliare, Fondazione Università Ca' Foscari, come altri studi avviati dalla Cassa Depositi e Prestiti, EY, Luiss Business School e tanti altri, che hanno già dato radiografie di scenari in cambiamento radicale. L'albergo del futuro dovrà tendere a essere uno spazio liquido, poliedrico, capace di trasformarsi rinnovando contenuti e funzionalità per generare nuovo valore sociale ed economico. L'hotel non sarà più utilizzato solo per pernottare o per un meeting, ma anche come luogo in grado di offrire servizi innovativi e qualificati come spazi e servizi per lo smart working, spazi sociali ideali per rilassarsi e incontrare altre persone, zone per il relax psicofisico, spazi polifunzionali trasformabili per eventi, bar e ristoranti con un'offerta variegata su 24 ore, servizi per il tempo libero e per lo sport. Di conseguenza, le tipologie legate al nostro sistema di definizione delle categorie... assume diverse tendenze, ci sarà un aumento del divario tra le categorie, concentrazione dell'offerta sui macro-segmenti estremi, hotel di lusso, da un lato, e hotel economici dall'altro, l'evoluzione del segmento centrale, hotel 3 stelle e 4 stelle, sempre più orientato a ridefinire la propria offerta in relazione alla location, alla dimensione, al target di clientela. Sarà necessario un ripensamento del modello con cui offrire ospitalità e valutare formule di ricettività caratterizzate da un'offerta di soggiorno in un appartamento abbinata all'offerta di servizi alberghieri. Questa formula cerca di unire in una sola struttura prestazioni che nella stragrande maggioranza dei casi fanno capo a due soggetti aziendali distinti, oppure alle organizzazioni in rete. Insomma, è tutto un settore che ha una grandissima potenzialità nel nostro territorio, una collocazione in posizione assolutamente prioritaria per quanto riguarda le scelte e gli indirizzi dell'economia e deve assolutamente essere preso in considerazione perché i tempi sono mutati e stanno mutando in maniera estremamente veloce e dobbiamo essere pronti come classe politica, come classe amministrativa, dobbiamo assolutamente essere pronti a gestire l'attività imprenditoriale di questo settore.

Concludo quindi con la lettura dell'impegnativa del presente ordine del giorno: "Il Consiglio regionale impegna i Presidenti della III e IV Commissione - in questo caso io non mi rivolgo direttamente al Governo ma mi rendo conto che il lavoro è tanto ed è estremamente importante che avvenga nell'approfondimento che è tipico dello spirito del lavoro di Commissione, un lavoro serio, un lavoro di rapporto con l'esterno, con i portatori di interesse per andare a individuare e raccogliere tutti i dati possibili, questa è la serietà con cui noi dimostreremmo la nostra attività di Consiglieri regionali -, ciascuno per la relativa competenza, ad avviare tempestivamente un lavoro di approfondimento e di audizioni finalizzato alla revisione del corpus legislativo regionale del settore alberghiero secondo l'obiettivo di consentire una disciplina urbanistica e normativa compatibile con la realizzazione di trasformazioni, ampliamenti, gestione delle articolazioni e delle destinazioni d'uso degli spazi nel principio della flessibilità di adattamento al mutare delle tendenze del mercato turistico".

Presidente - Per il Governo, ha chiesto la parola l'assessore Marzi, ne ha facoltà.

Marzi (AV-SA) - Collega Distort, magno cum gaudio sono nuovamente a recepire in maniera assolutamente positiva quanto lei propone ma questo pomeriggio hanno scelto che io facessi il poliziotto attivo per cui comincio con il dirle che ci asterremo sulla proposta di riferimento, in tal senso però mi muovo anche nel solco di quanto esplicitato sull'ordine del giorno n. 8, partendo però da un presupposto: lei sia la volta precedente che questa mi pone delle succulenti esche come se io fossi una trotona ma, più che una trotona, tendo a essere un panda e, di conseguenza, costretto a non abboccare in quanto animale in difficoltà e a serio rischio di estinzione per il ruolo che ricopro. Mi sento quindi di dover dire che la legge regionale n. 11/1998 è direttamente interessata al tema del turismo, rispondo anche per il collega Guichardaz in parte, per quanto riguarda la tematica degli incentivi volumetrici alle strutture ricettive, tant'è che gli articoli 90 bis e seguenti trattano appunto questa materia. Si concorda quindi sulle necessità, come richiamato già in un'occasione della risposta all'8, di esaminare i testi normativi vigenti allo scopo di avere un corpus più organico e chiaro, ma anche in questo caso vi è necessità di coordinarsi tra strutture ed enti interessati e di delineare un disegno strategico analogamente a quanto detto per la legge casa e quindi appunto sull'ordine del giorno n. 8. Si tratta infatti di due norme premianti che dovrebbero essere maggiormente coordinate ed equilibrate in relazione agli incentivi stessi.

Come poi avremo occasione di andare a verificare quando ci muoveremo sul DL n. 4, e quindi sugli emendamenti collegati al collegato - scusi il gioco di parole -, proveremo a fare una valutazione rispetto non tanto alla necessità di intervenire sulla legge n. 11, e quindi sul corpo legislativo collegato, ma quanto all'assoluta necessità di partire da un percorso condiviso con tutti quanti i portatori di interessi, sicuramente - e su questo premio la sua proposta ancor più di quanto non l'abbia scritta - questo partirà e passerà per le Commissioni consiliari di riferimento.

Adesso però, a parte tutto, siamo qui da 55 giorni, è vero che stiamo discutendo un bilancio, è assolutamente anche vero che buona parte del collegato è tarato sulla riforma della legge n. 11/1998, però lei vuol farmi passare per aspera ad astra e invece qui sono assolutamente costretto - anche perché più rifacente a un ordine, a una categoria bancaria - a ragionare in termini di festina lente. Di conseguenza, devo affrettarmi ma lentamente perché la categoria di riferimento richiama assoluta tranquillità nel muoversi su un terreno che... sicuramente festina lente era il motto dei Medici e la famiglia dei Medici era bancaria per cui si occupava di piccioli [traduzione letterale dal dialetto siciliano: soldi], siccome stiamo parlando di piccioli, è assolutamente necessario il fatto di muoversi con parsimonia e prudenza. Perché è necessario farlo? Perché, come giustamente richiamato e come da lei richiamato più volte anche durante la discussione del collegato, e quindi degli interventi della legge n. 11, è assolutamente necessario il fatto di partire anche dal presupposto che su un corpo legislativo e su questo tipo di riforme sicuramente ci sarà un motivo per il quale... come dire? siamo arrivati, essendo una normativa del 1998 e un'altra del 2009, quindi sono passati in un caso 22 anni, nell'altro 11, a mettere assieme tutta una serie di valutazioni che fino ad oggi sicuramente sono state sollecitate ma che non hanno ancora avuto tutta una serie di riforme.

Io credo che, visto tutti quanti gli emendamenti che ci sono sul DL n. 4 e, tra l'altro, per fortuna, domani daremo anche delle risposte positive in tal senso, magari non tutte quelle che vi aspettate, ma sicuramente anche positive: non tutte perché, sempre per il discorso di cui sopra, tendiamo ad avere il braccino corto, comunque a fare delle valutazioni. In secondo luogo anche semplicemente i primi interventi che sono stati fatti, anche con alcune sollecitazioni che vengono da parte sua e da parte degli ordini portati in II Commissione sul collegato, secondo me, si è arrivati a fare delle valutazioni, anche se partendo da un dispositivo legislativo come il decreto semplificazioni, per arrivare a dare una prima risposta. Per arrivare a dare quelle susseguenti, anche uno come me, che si ritrova appunto da 55 giorni a fare valutazioni su questo tipo di tematiche... mi sono accorto che non è questa legge e non è questo corpo legislativo che può per sua struttura incardinare questo tipo di novità, ma per forza di cose dobbiamo partire, sedendoci attorno ad un tavolo tutti quanti, da un corpo legislativo assolutamente diverso, che però non può porre dei vincoli aprioristici ai quali poi dopo il dibattito deve trarsi ma deve partire da sollecitazioni che vengono da tutti i fronti per poi mediarle e trovare una soluzione.

Il fatto di continuare in maniera random - è corretto, perché questo fa parte del gioco della politica - a chiedere una serie di sollecitazioni... ripeto: è politicamente corretto ma, da un punto di vista amministrativo, porrebbe dei vincoli ai quali poi dopo dovremmo riportarci, invece, secondo me, conviene fare una serie di valutazioni tutti quanti assieme per poi dopo arrivare a cercare la soluzione migliore possibile.

Le lascio la parola prima di essere nuovamente giustamente sollecitato per il mio essere mediceamente tirchio.

Presidente - Consigliere Distort a lei la parola.

Distort (LEGA VDA) - Vede, questa sintesi medicea può aver senso entro un certo spirito, però noi qua stiamo parlando di una situazione dove c'è di mezzo il presente, il futuro prossimo e il futuro a medio termine della categoria degli operatori del settore del turismo, quindi assolutamente dobbiamo metterci nella linea del termine "festina", quindi in questa urgenza da mettere in atto le viene incontro, Assessore, il fatto che la mia impegnativa non impegna il Governo: impegna le Commissioni, impegna un lavoro di Commissione. Tra l'altro, vorrei sollecitare, proprio per dare il giusto peso ai Presidenti di Commissione, il loro intervento, che esprimano il loro parere. Io li ho chiamati in causa per un rapporto di riconoscimento del ruolo e quindi è proprio per questo che è importante, a mio parere, che ci sia una risposta da parte loro e questo dovrebbe tranquillizzare il Governo, perché in questo caso lei si è definito una sorta di pesce di grandi dimensioni che cerca di non abboccare all'amo che io metto, che io lancio. Il problema non è il fatto che lei resista alla tentazione di abboccare al mio amo, il problema è che lei ha ceduto alla tentazione di abboccare ad altri ami... evidentemente una "posizione" all'interno o del Governo, o comunque della maggioranza nella quale le hanno detto: "caro assessore Marzi, parli lei a Distort".

Oltretutto la sua competenza, che io rispetto, relativa all'ambito urbanistico... sì, l'ambito urbanistico è il grande ambito in cui si muove tutta l'attività relativa agli interventi strutturali sia a livello urbanistico, sia a livello dei singoli edifici, ma io parlo anche dell'articolazione interna, non parlo necessariamente dell'ampliamento volumetrico. Sono perfettamente a conoscenza dei contenuti del disegno di legge n. 4, sono a conoscenza degli emendamenti che abbiamo proposto noi e quelli che avete proposto voi e che hanno proposto altre forze politiche, ma qui il discorso non si esaurisce minimamente. Qua si tratta di andare a rimettere mano alla legge n. 8/2002 sui campeggi, sulle strutture all'aperto; alla legge n. 11/1996, che disciplina l'extralberghiero; alla legge n. 33/1984 sulla classificazione degli alberghi e RTA. Sì quindi anche alla legge n. 11/1998 ma anche addirittura il Regio decreto n. 3267 del 1923 sugli ambiti idrogeologici, perché ricordiamoci che, ad esempio, le strutture di campeggio sono per lo più collocate in zone a rischio. E cosa vogliamo fare? Sono licenze date e licenze che devono permanere con tutta una serie di azioni di tutela per la mitigazione del rischio, che potrebbero essere la realizzazione - faccio un'ipotesi, la faccio da architetto - di strutture fisse, strutture resistenti in rapporto alle varie situazioni di rischio.

È tutto un discorso quindi da mettere in moto ed è proprio per questo che io dico: è competenza delle Commissioni di riferimento cominciare ad avviare un intervento di questo tipo. Io ho voluto dare onore alle Commissioni, ai Presidenti di Commissione di poter chiedere in questa sede, di fronte ai Valdostani che ci seguono, la possibilità di avviare sotto la paternità delle rispettive Commissioni questo discorso di approfondimento, che è estremamente necessario e urgente.

Presidente - Non vedo altre richieste di intervento, possiamo passare alla votazione dell'ordine del giorno n. 14 della Lega. Dichiaro aperta la votazione. Dichiaro chiusa la votazione.

Presenti: 34

Votanti: 14

Favorevoli: 14

Astenuti: 20 (Bertin, Bertschy, Caveri, Chatrian, Cretier, Grosjacques, Erika Guichardaz, Jean-Pierre Guichardaz, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marquis, Marzi, Minelli, Padovani, Restano, Rosaire, Sapinet, Testolin)

Il Consiglio non approva.

Passiamo all'ordine del giorno n. 15 della Lega: "Sostegno ai lavoratori esclusi dagli ammortizzatori sociali". Per l'illustrazione, consigliere Ganis a lei la parola.

Ganis (LEGA VDA) - Vorrei fare una piccola premessa: dopo tutte queste proposte costruttive da parte della minoranza e bocciate dalla maggioranza, mi sento un po' non come un panda ma come un Don Chisciotte che combatte contro i mulini a vento.

Detto questo, l'ordine del giorno prevede un sostegno ai lavoratori esclusi dagli ammortizzatori sociali. Cercando un rimedio alle conseguenze dell'emergenza sanitaria sulle attività economiche, ci si è dimenticati di una serie di lavoratori che gravitano attorno a tutte le attività commerciali alberghiere e turistiche. Sono rimaste escluse dagli ammortizzatori sociali categorie come i stagionali, a tempo determinato, in particolare quelli legati al turismo, i lavoratori dello spettacolo, i lavoratori autonomi occasionali o a chiamata, i collaboratori domestici e gli apprendisti. La crisi economica che deriva dagli effetti della pandemia impatta pesantemente sulle condizioni di vita di gran parte della popolazione valdostana con conseguenze spesso drammatiche su queste categorie di lavoratori, che sono già di per sé caratterizzati da fenomeni di instabilità e incertezza occupazionale e che spesso non godono di alcun ammortizzatore sociale. Queste figure però, in una regione come la nostra a vocazione turistica, rappresentano non solo numericamente una parte fondamentale della nostra popolazione, esse rappresentano una forza lavoro indispensabile per tutto l'indotto economico valdostano, persone che vivono di turismo ma che allo stesso tempo consentono al turismo di sopravvivere. "La montagna per noi è vita" e qui volutamente cito un hashtag che da qualche settimana è presente sui social network, che sono lo specchio dei tempi moderni ma anche delle reali esigenze delle persone, un progetto multimediale che si fa portavoce di passioni e preoccupazioni legate alla montagna, che poi non sono altro che le nostre: ecco perché ritengo di non dover lasciare indietro proprio le categorie che rappresentano il nostro tessuto sociale tradizionale.

Chiediamo di lavorare insieme su un piano di aiuti e ammortizzatori sociali a livello regionale. Interventi tagliati sulla caratteristica della nostra regione, dove il 30 percento degli abitanti lavora nel comparto turistico ma non è certo sufficiente, servono misure anticrisi rapide e agili, meno soffocate dalla burocrazia, immediate: ecco perché riteniamo importante agire con un sostegno economico ai lavoratori stagionali dei settori della ristorazione, del commercio, dell'hôtellerie e degli impianti a fune, sono questi ultimi oltre seicento persone, che in questo momento più che mai si sentono letteralmente abbandonate.

Presidente - Per il Governo, cedo la parola all'assessore Bertschy.

Bertschy (AV-SA) - Vista la serietà della questione che pone, io eviterò di fare battute, anche perché stiamo parlando di una cosa estremamente seria. La ringrazio e ringrazio anche per il lavoro serio che si sta facendo.

La crisi che viviamo ormai da qualche mese, in questi giorni più analisi lo determinano in maniera chiara, ha creato nella comunità, nella popolazione in generale, nelle popolazioni in generale un sintomo di fortissima paura: paura per quello che sta succedendo e paura per quello che succederà. È una frattura sociale sempre più ampia tra chi è garantito e chi di garanzie non ne ha. Su questo tema quindi, oltre agli ordini del giorno - e noi lo accetteremo con una piccola proposta di emendamento - che sono necessari per creare una discussione politica, è necessario anche avere una visione che non sia quella semplicemente dell'immediato e del ristoro ma una valutazione molto più ampia che ci permetta di costruire un percorso che ci metta in condizione di lavorare affinché queste diseguaglianze sociali così forti e crescenti possono essere oggetto di intervento politico e di grande attenzione politica.

Ancora in questi giorni a livello nazionale si sta legiferando emendando la finanziaria, i vari DPCM. Noi abbiamo sollecitato, come maggioranza e come Governo, i nostri rappresentanti in Parlamento, quanto meno chi ha voglia di ascoltarci, a fare in modo che soprattutto questa crisi invernale sia oggetto di grande attenzione da parte del Governo perché questa crisi fa molto più male di quella del passato, dove arrivavamo a conclusione di una stagione che aveva permesso a tutti, anche agli stagionali ma non solo agli stagionali, di svolgere la loro attività e di recuperare un reddito per sostenersi. Oggi invece non riusciamo neanche a partire. In questo senso quindi si sta lavorando per emendare la finanziaria, si sta lavorando per sostenere un percorso politico che ci permetta comunque di avviare l'attività invernale.

Noi accettiamo questo impegno, l'emendamento che proponiamo è semplicemente nell'impegno: "impegna il Governo regionale nella definizione..." e poi salteremmo "della prossima variazione di bilancio" e ci scriveremmo: "dei prossimi provvedimenti legislativi a predisporre una misura di sostegno al reddito...", perché abbiamo visto anche nella discussione dei provvedimenti della scorsa estate che bisogna avere un quadro preciso di quello che verrà proposto ed emendato, per capire se saranno emendamenti sostitutivi o emendamenti che andranno ad aggiungere delle risorse a quelle che verranno impegnate. Gli ammortizzatori sociali sono di più fasce in più fasce, ci sono gli ammortizzatori sociali diretti, tanti lavoratori avranno la possibilità di utilizzare la Naspi, la Naspi la si può utilizzare se uno la matura e soprattutto per i giorni di lavoro, quindi dovremo verificare insieme quale misura è più utile per settori di lavoro e per categorie di lavoratori e a volte anche a persona. Abbiamo visto nei provvedimenti di quest'estate che anche poche unità in certi settori sono rimaste dimenticate e poi con l'attenzione che è stata data dal Consiglio regionale degli interventi sono stati fatti.

Da parte nostra quindi c'è l'impegno, come Dipartimento delle politiche del lavoro siamo già in fase di analisi di tutta una serie di provvedimenti, anche della situazione che si sta verificando e anche nei prossimi giorni si continuerà a lavorare in questa direzione per offrire alla Commissione e al Consiglio tutti gli elementi necessari per fare l'intervento richiesto e anche ulteriori interventi.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Ganis, ne ha facoltà.

Ganis (LEGA VDA) - Mi riservo di valutare la proposta, insieme valuteremo.

Presidente - Ha chiesto la parola l'assessore Bertschy, ne ha facoltà.

Bertschy (AV-SA) - Nell'impegno c'è scritto: "impegna il Governo regionale nella definizione della prossima variazione di bilancio...", la nostra proposta è: "impegna il Governo regionale nella definizione dei prossimi provvedimenti legislativi, a predisporre...". È semplicemente perché l'odg n. 1 ha richiamato tutti gli impegni successivi.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Ganis, ne ha facoltà.

Ganis (LEGA VDA) - Va bene, Assessore, accettiamo.

Presidente - Allora metto in votazione l'ordine del giorno n. 15 della Lega con le modifiche proposte, che verranno sottoscritte con un emendamento. Intanto possiamo passare alla votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti, votanti e favorevoli: 32

Il Consiglio approva all'unanimità.

Ordine del giorno n. 16 della Lega: "Offerta formativa dell'Università della Valle d'Aosta". Per l'illustrazione, ha chiesto la parola il consigliere Lavy, ne ha facoltà.

Lavy (LEGA VDA) - Con quest'ordine del giorno parlo un pochino con cognizione di causa proprio perché sono ancora attualmente studente dell'Università della Valle d'Aosta e sono totalmente d'accordo con le parole che ha detto prima l'assessore Caveri nell'elogiare anche l'attività dell'Università della Valle d'Aosta, la prontezza che ha avuto l'Università nell'affrontare questo momento di crisi. Assolutamente quindi, da questo punto di vista, l'Università si è mossa proprio in una maniera molto corretta e molto pronta.

Quest'ordine del giorno ha come obiettivo quello di porre l'attenzione proprio sul ruolo dell'Università della Valle d'Aosta ma in generale dell'Università in Valle d'Aosta proprio perché l'Università dovrebbe essere motore di ricerca, motore di idee, motore di proposte, essere veramente una parte portante del tessuto valdostano, del territorio valdostano e non solo.

Stiamo vedendo però, purtroppo, anche a livello di magari scelte da parte degli studenti, il ruolo dell'Università come una sorta di piano B, tanti studenti scelgono l'Università della Valle d'Aosta perché sembra - e poi non è vero, non è assolutamente vero, i professori spesso vengono da altre università molto importanti, quindi il valore aumenta - che questa Università sia considerata più facile e quindi c'è questa sorta di nomea per cui chi viene all'Università della Valle d'Aosta ci viene perché ha delle difficoltà da altre parti e non perché vede in essa una reale opportunità. Ci sono dei corsi che hanno una grande importanza, dei corsi che hanno anche un numero abbastanza elevato di iscritti, altri corsi che, purtroppo, hanno più difficoltà ed è stata una cosa che si è vista poco tempo fa con la soppressione di un corso magistrale: ecco perché credo che si debba fare una riflessione sul ruolo proprio dell'Università della Valle d'Aosta a livello generale considerando anche il tessuto economico, sociale, linguistico valdostano.

Credo anche che si debba portare avanti una questione di separazione di temi per cui certi temi potremmo definirli più a livello intellettuale, quindi magari gli studi sul federalismo, studi sulla montagna, e un altro... che potrebbe magari riguardare temi più prettamente legati al contesto pratico. Qui in Valle d'Aosta abbiamo due scuole che portano avanti la crescita dei giovani riguardante la filiera agricola: l'Institut agricole, la filiera del legno con il Don Bosco, che potrebbero avere maggiore sviluppo, maggiore formazione se ci fosse anche in Valle d'Aosta una sorta di sbocco universitario riguardo a questi due temi.

So benissimo che la scelta di aprire nuovi corsi porta a dei costi grandi, so benissimo che non sia neanche così semplice portare avanti un discorso di collaborazione fra Università a livello nazionale e internazionale, però io credo che si possa impegnare la Commissione, di concerto poi ovviamente con gli organi universitari, a studiare delle possibilità, a studiare delle proposte alternative al sistema attuale, proprio per valorizzare ancora maggiormente il ruolo dell'Università della Valle d'Aosta e il ruolo che essa ha nel contesto valdostano.

Presidente - Per il Governo, passo la parola all'assessore Caveri.

Caveri (VdA Unie) - Una delle grandi fregature dell'invecchiamento è che si diventa un po' aneddotici e talvolta anche un po' vanagloriosi, per cui spero che prima o poi l'Università della Valle d'Aosta mi dedichi una piccola auletta, perché mi ricordo come fosse oggi quando presentai l'emendamento per la nascita dell'Università della Valle d'Aosta congiuntamente ai colleghi di Bolzano della Provincia del Sudtirolo che presentarono la nascita della loro Università. È per questo che credo che la sua sollecitazione sia una sollecitazione comunque giusta, nel senso che ogni tanto si debba fare un pit stop e controllare lo stato di salute della nostra Università, Università che, come dice lei, ha dei lati positivi, dei lati luminosi e ha anche però delle problematiche.

Accetto pertanto volentieri di accogliere quest'ordine del giorno, come dicevo già prima, rispetto alla tematica proposta in un ordine del giorno precedente, che riguardava invece gli aiuti da fornire soprattutto a quelli che sono iscritti che hanno problemi magari di denaro in questo periodo così travagliato. Come già dicevo prima, avevo già accolto un garbato invito di Erika Guichardaz a venire in Commissione a riferire della scuola e credo che un focus sull'Università sia del tutto opportuno. In quella sede avremo l'occasione di scavare un po' sulla storia e sulle difficoltà che comunque abbiamo avuto in questi anni.

Io talvolta, non per riprendere l'aneddotica, mi domando se è stata una scelta azzeccata, se avremmo potuto fare meglio, se le facoltà che oggi abbiamo e i dipartimenti che abbiamo sono quelli giusti, se bisogna in qualche maniera volare più alto attraverso quelle tematiche che lei stesso segnalava: il federalismo, le minoranze linguistiche, il mondo della montagna. Credo che, nel pieno rispetto dell'autonomia universitaria cui facevo cenno precedentemente, che è un valore di rango costituzionale... però è ovvio che essendo questa un'Università regionale, ed è abbastanza un'eccezione nel panorama degli atenei italiani... è bene che talvolta si riprenda in mano il volante, non per turbare nessuno ma per avere esattamente, come lei giustamente diceva, una coesione rispetto agli interessi di una piccola Valle come la nostra e speriamo che questo Ateneo possa brillare sempre di più nel cielo delle università italiane.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Lavy, ne ha facoltà.

Lavy (LEGA VDA) - Grazie mille Assessore, sono molto contento comunque che quest'ordine del giorno venga accolto e sono totalmente d'accordo con lei sul fatto che serva una sorta di analisi, una sorta di pit stop, come lo ha chiamato lei, per capire bene come deve evolvere l'Università della Valle d'Aosta in relazione a come sta evolvendo la Valle d'Aosta. Ci si deve quindi focalizzare sull'analisi di ciò che è ora l'Università ma anche quello che potrebbe essere l'Università per essere sempre più legata al territorio valdostano, ma avere anche veramente un grande spirito aperto verso il contesto nazionale e soprattutto internazionale.

Presidente - Apro la votazione sull'ordine del giorno n. 16 della Lega. La votazione è chiusa.

Presenti, votanti e favorevoli: 34

Il Consiglio approva all'unanimità.

Ordine del giorno n. 17 della Lega: "Misura unica di sostegno al reddito". Per l'illustrazione, ha chiesto la parola il consigliere Manfrin, ne ha facoltà.

Manfrin (LEGA VDA) - Con quest'ordine del giorno affrontiamo una questione che abbiamo già avuto modo di affrontare all'interno di quest'aula, una vexata quaestio, se così la vogliamo definire, ovvero la questione della povertà. Abbiamo avuto modo di affrontarla recentemente nel merito di un'interpellanza che ha chiesto aggiornamenti rispetto agli studi specifici sulla povertà nella nostra regione, studi che sono purtroppo datati, l'ultimo studio specifico sulla povertà della nostra regione risale al lontano 2009 ed evidentemente non ci può dare una fotografia aggiornata. La fotografia del 2009 però fotografava appunto una povertà che era pari al 5 percento della popolazione totale e sempre ai tempi però il 45 percento delle famiglie dichiarava di arrivare a fine mese con difficoltà. Da allora abbiamo attraversato una crisi economica, stiamo attraversando una crisi pandemica ed evidentemente la situazione non può che essere peggiorata.

Vedevo questa mattina i dati de "Il Sole 24Ore" per quanto riguardava la povertà sul solo comune di Roma, che ha visto triplicare le richieste di aiuto da parte della cittadinanza alla Caritas e quindi è una situazione che non so in quale misura ma che sicuramente si riflette anche sulla nostra regione e questo ci spinge a fare delle riflessioni su questo tema. Queste riflessioni quindi inevitabilmente coinvolgono il nostro sistema di welfare - che è una parola che io non apprezzo, preferisco parlare di politiche sociali -, ma, al netto di come la si vuole chiamare, evidentemente pone alla ribalta un tema che è sicuramente delicato e merita attenzione: appunto quello della povertà. Povertà che, come dicevamo, si è acuita con la crisi pandemica, che è difficile da andare a intercettare a volte, a volte per quanto riguarda magari la ritrosia di certe persone nel chiedere aiuto, e questo credo che riguardi più specificamente quest'ordine del giorno, la difficoltà anche che qualche persona ha nel capire quali sono i propri diritti e quali i sostegni a cui può aspirare in un momento di difficoltà.

Lo abbiamo detto in maniera anche diffusa questa mattina, mi pare qualcuno abbia parlato di programmi, forse l'assessore Sapinet ha parlato di programmi, di temi inseriti nei programmi elettorali, ne abbiamo parlato diffusamente nel nostro programma elettorale della riorganizzazione del nostro sistema di welfare e la necessità di andare a ridisegnare, delineare un nuovo sistema di welfare che possa adattarsi alle varie realtà, che possa adattarsi alle varie necessità, sappiamo benissimo che ad oggi la povertà ha purtroppo diverse sfaccettature. Sappiamo, per esempio, che un disabile al 100 percento non potrà essere inserito nel mondo del lavoro e quindi avrà necessità di avere un supporto permanente, sappiamo che un anziano che ovviamente è al di fuori dell'età lavorativa non potrà sostentarsi con mezzi propri, avrà magari una pensione minima che necessariamente però dovrà magari richiedere un'integrazione e sappiamo invece che, per esempio, ci sono dei nuclei familiari, magari giovani, che escono fuori dal mercato del lavoro, che non hanno i mezzi ma che possono rientrare tramite la formazione, che possono rientrare tramite il sostegno e questi richiedono, per esempio, un diverso approccio. Questo quindi ci spinge a fare una riflessione sul panorama delle politiche sociali della nostra Regione e questo è un problema atavico, lo abbiamo affrontato anche nella scorsa legislatura, vede purtroppo una situazione decisamente frastagliata, una situazione che ha visto affastellarsi una serie di interventi che si sono accumulati in maniera a volte caotica e che purtroppo vanno a colpire diversi settori della nostra vita pubblica ma che necessitano sicuramente di essere riorganizzati e soprattutto convogliati in quella che, secondo noi, può essere la soluzione migliore, cioè una proposta di misura unica, ovvero una misura unica che ci permetta di dire alla persona che si trova in una situazione di necessità: "mi rivolgo alle strutture pubbliche". Viene intercettato il disagio e io so di porre un'iniziativa che può sostenere questa persona nella sua povertà, sia essa la mancanza di un lavoro, sia essa la mancanza di un'abitazione, sia essa la necessità di un sostegno economico e quindi evidentemente ci permette di affrontare in una maniera completa un problema sicuramente complesso. Ecco perché arriviamo quindi a quest'ordine del giorno, ordine del giorno che chiaramente riprende anche una parte dei programmi passati anche di alcune maggioranze ma che abbiamo condiviso e che appunto va a rilanciare con forza la necessità di arrivare a una misura unica e quindi propone, tramite appunto la votazione di quest'ordine del giorno, un impegno politico a questa maggioranza di riorganizzare il sistema di welfare regionale, quindi adottare un unico percorso di sostegno a favore delle persone e delle famiglie in condizione di disagio socio-economico che quindi possa andare a superare questa frammentazione, possa permettere di dire, quando si intercetta il disagio: "questa persona inizia questo percorso, avrà diritto a questi aiuti" e io so esattamente a che cosa posso aspirare.

Presidente - Per il Governo, ha chiesto la parola il presidente Lavevaz.

Lavevaz (UV) - Prendo io molto indegnamente la parola su questo argomento non essendo presente l'assessore Barmasse, e colgo l'occasione anche per augurargli una pronta guarigione.

Come abbiamo accennato nell'ambito già dell'ordine del giorno sui beni alimentari che abbiamo discusso poc'anzi e come ha ricordato molto puntualmente il collega Manfrin nella rappresentazione di quest'ordine del giorno, indubbiamente il problema della povertà e delle nuove povertà in Valle d'Aosta è assolutamente presente oggi più che mai. Indubbiamente gli studi, come ha detto il collega Manfrin, sono oggettivamente un po' datati ma, ahimè, ci sono delle evidenze molto oggettive oggi che manifestano tutta la drammaticità di questa problematica, basti pensare alle richieste che arrivano al Banco alimentare o alla Caritas.

L'iniziativa, in particolare l'indicazione che è contenuta all'interno di quest'ordine del giorno, in particolare la questione legata al tentativo di semplificare un po' questa frammentazione che è presente per quanto riguarda gli aiuti in questa materia, ci trova assolutamente in linea, tant'è che già anche il DEFR 2020-2022 ha una scheda, la scheda 91, che proprio nel titolo negli obiettivi del Governo prevede esattamente un indirizzo di questo tipo, quindi di andare verso una semplificazione molto puntuale legata agli interventi nel campo delle povertà. Inoltre c'è anche il piano regionale per la lotta alla povertà, che ormai è stato approvato due anni fa che conteneva già tutta una serie di iniziative che sono attualmente nelle iniziative che il Governo sta continuando a cercare di mettere in atto sempre in questa logica, in particolare iniziative volte molto semplicemente a una logica di semplificazione e di coordinamento di tutti gli ambiti del sociale, quindi del lavoro, della sanità, dell'istruzione, delle politiche abitative, eccetera.

Gli altri punti che già il piano regionale per la lotta alla povertà prevedeva sono, ad esempio: il potenziamento delle reti di servizi territoriali, anche questo ovviamente con la particolare attenzione rivolta ovviamente allo sviluppo dei servizi a bassa soglia, cioè destinati proprio alle povertà estreme anche attraverso i fondi ministeriali europei previsti appunto per la lotta a questo tipo di processo di impoverimento, o più ancora in generale potenziare le alleanze tra le strutture competenti in materia di politiche del lavoro, della formazione, delle politiche sociali, al fine di strutturare e diffondere un approccio culturale basato sulla multidimensionalità, in generale razionalizzare coordinando tutte queste misure in modo da renderle più razionali e più immediate nella risposta.

Sostanzialmente quindi noi siamo d'accordo a sostenere quest'ordine del giorno, l'unica cosa che chiederemmo è di inserire all'interno delle premesse un richiamo alla scheda del DEFR, visto che è assolutamente in linea, e magari sostituire l'impegnativa "a riorganizzare" con "un impegno a dare corso a quanto previsto".

Presidente - Ha chiesto la parola il collega Manfrin, ne ha facoltà.

Manfrin (LEGA VDA) - La ringrazio anche per l'analisi che ha fatto del tema della povertà, lei ha citato anche il piano della povertà, ha citato anche dei modi di intervento che questa Giunta sta portando avanti appunto nella sua azione politica, io mi permetto di segnalarle che purtroppo, nonostante ci siano anche alcune azioni che fanno modo di intercettare alcune necessità, continuano a resistere e a perdurare certe storture che a volte sembrano assurde. Le dico una stortura su tutte così la mettiamo a fattor comune: ad oggi i criteri, per esempio, per definire l'emergenza abitativa sono sostanzialmente due e quindi una persona che riceve uno sfratto esecutivo deve avere due caratteristiche: avere in mano uno sfratto esecutivo, e quindi rientra, e una perdita di reddito. Come si va a esemplificare questa perdita di reddito? Se io ho reddito zero l'anno 1 e reddito zero l'anno 2, io non ho perdita di reddito, quindi evidentemente l'emergenza abitativa non si applica, eppure io ho reddito zero e ho uno sfratto esecutivo in mano. È evidente quindi che questa è un'inevitabile stortura del sistema così come, per esempio, ci sono delle questioni legate all'ISEE che magari tengono conto di lasciti testamentari, piuttosto che la presenza di abitazioni che magari sono inutilizzabili e quant'altro e vengono conteggiate, oppure sono oggetto di liti familiari e quant'altro, e vengono conteggiate appunto sulle persone che si trovano a subire delle situazioni senza nemmeno saperlo. Queste quindi sono storture - le ho fatto un esempio su tutti - che hanno necessità sicuramente di essere corrette e che richiedono un intervento.

Mi pare quindi di aver capito che condividiamo lo spirito, accetto la riformulazione proposta dal Presidente e quindi sono felice di poter approvare quest'ordine del giorno e fare in modo che si arrivi finalmente alla definizione di una misura unica che possa andare a incidere su tutti gli ambiti della povertà, compreso quello che le ho appena citato.

Presidente - Con le modifiche proposte dunque possiamo mettere in votazione l'ordine del giorno n. 17 della Lega. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti, votanti e favorevoli: 33

Il Consiglio approva all'unanimità.

Passiamo all'ordine del giorno successivo n. 18 della Lega: "Stabilizzazione precariato docente". Ha chiesto la parola il consigliere Perron, ne ha facoltà.

Perron (LEGA VDA) - La questione dei precari della scuola in questo caso è una questione che si legge in questi giorni ed è ormai da mesi sui giornali, la questione dell'elevato ricorso a un personale docente precario è una questione annosa direi e già a livello italiano, citerò alcuni dati, porterò alcuni dati a sostegno.

Prendendo in esame l'anno scolastico 2018-2019 su 844.000 docenti a livello italiano, compresi quelli di sostegno, i precari erano circa 170.000, che significa un insegnante precario su cinque. I numeri si sono ulteriormente aggravati nell'anno successivo, nell'anno scolastico 2019/2020, quando i precari sono stati 187.000, e poi il fenomeno è certamente esploso quest'anno, è peggiorato con l'emergenza Covid, che ha dimostrato parecchie inadeguatezze del sistema.

Al riguardo la scuola valdostana anch'essa fa un massiccio ricorso ai docenti precari e in alcuni segmenti, che adesso chiarirò quali sono, anche un ricorso maggiore rispetto alla media nazionale. Analizzando i dati e prendendo a riferimento l'ultimo quinquennio, dal 2014 al 2019, anche da noi i precari rappresentano circa il 20 percento del totale insegnanti, quindi anche qui un docente su cinque, ma tale valore nel settore della scuola secondaria di primo e secondo grado - banalmente per chi ci ascolta, sono le medie e le superiori - aumenta ulteriormente arrivando a percentuali che superano il 30 percento. In questi settori scolastici quindi abbiamo un docente precario su tre. È chiaro che siamo di fronte a una grave anomalia.

Le motivazioni per porre rimedio a questa situazione sono quindi molteplici: la prima riguarda la tutela di una categoria lavorativa pubblica alla quale viene negata da anni la possibilità di accesso al ruolo, possibilità che rappresenta un diritto sancito anche dalla normativa e dalla giurisprudenza a livello europeo per quanto riguarda il cosiddetto "precariato storico", cioè quei professori, quegli insegnanti con più di tre anni di servizio in possesso di titolo e abilitazione.

Le SSISS - per i non addetti ai lavori anche qui cercherò di essere chiaro, perché giustamente la gente che ascolta da fuori che non conosce nel dettaglio la questione può rimanere un po' spiazzata dalle sigle -, che erano le Scuole di Specializzazione all'Insegnamento Secondario, sono state chiuse ormai da dodici anni e nel frattempo sono stati attivati soltanto due percorsi ordinari finalizzati al conseguimento dell'abilitazione. Ogni corso a livello italiano ha accolto circa 13.000 partecipanti, che è un numero esiguo se si considera che ogni anno vanno in pensione circa 12.000 docenti. Sono quindi dieci annualità di turnover dimenticate dai corsi ordinari a livello nazionale.

A livello operativo invece, per quanto avviene sul campo nel mondo della scuola, è ovviamente facile capire come gli insegnanti titolari garantiscano una migliore programmazione per i dirigenti che utilizzano così il personale nel modo migliore e nelle tempistiche adeguate. Ricordo perfettamente anni scolastici nei quali ho insegnato che vedevano il completamento delle cattedre anche a scuola già iniziata, con un evidente disservizio per tutti, e non è soltanto questo. La scuola è per sua natura un ambiente che coinvolge una grandissima parte della nostra comunità, sono oggi circa 2.500 gli insegnanti in scuole pubbliche e paritarie in Valle d'Aosta di ogni ordine e grado e oltre 17.000 gli alunni con le relative famiglie. Non stiamo quindi parlando di un segmento piccolo di popolazione, ovviamente la scuola coinvolge una gran parte della nostra comunità e qui riveste la sua importanza.

Uno dei maggiori problemi che le famiglie e i ragazzi lamentano è la mancanza di continuità didattica, che rappresenta un grave danno per gli alunni, spesso costretti a cambiare più volte docente nel corso degli anni, proprio perché i posti precari restano soggetti a un'elevata volatilità, quindi i ragazzi si trovano a cambiare docente molte volte e questo va certamente a detrimento anche della qualità della formazione scolastica.

Inoltre vi è il discorso - e qui la questione si approfondisce e si complica - di natura politica. Se abbiamo evidenti situazioni di squilibrio a livello nazionale per le quali i rimedi posti in essere dall'attuale Governo si sono rivelati inadeguati, come l'attuale concorso straordinario ora sospeso tra mille polemiche di ogni genere, ricordo solo il suo svolgimento in piena pandemia, la mancanza di prove suppletive, tra l'altro, anche qua in queste ultime ore ci sono nuovi sviluppi, le prove suppletive pare si dovranno fare... Questo concorso non garantisce una piena risoluzione del problema perché soltanto una minima parte di insegnanti verrebbe stabilizzata e riveste un dovere quindi per la nostra autonomia trovare delle soluzioni che a livello nazionale invece non vengono trovate. Anche i tempi tecnici del concorso ordinario - questo è un concorso che dovrà partire, sempre indetto a livello nazionale su cui sta lavorando il Ministero in queste ore - difficilmente saranno compatibili con l'inizio dell'anno scolastico 2021/2022, data che consideriamo come fondamentale per una ripartenza in ordine della scuola dopo la tempesta pandemica di questi mesi, che ha visto spesso la stessa scuola soffrire enormemente. A livello normativo la questione è complessa ma deve essere oggetto di una rapida e attenta valutazione. Si richiama qui brevemente l'impostazione del DPR n. 861/1975 e un suo processo di revisione per giungere a una chiara definizione della potestà legislativa regionale in merito allo stato giuridico ed economico del personale insegnante.

Chiediamo quindi al Governo regionale l'impegno a definire nel corso del primo trimestre 2021 un percorso che consenta la stabilizzazione del precariato docente al fine di potenziare l'organico della scuola valdostana a partire dal cruciale anno scolastico 2021/2022.

Presidente - La parola al consigliere Carrel immagino per mozione d'ordine.

Carrel (PA) - Semplicemente per chiederle se fosse possibile discutere anche il nostro ordine del giorno, che è simile in modo che se poi magari viene accolto, comunque si può trovare un punto di sintesi in modo da scriverne uno unico senza dover discutere due volte dello stesso tema.

Presidente - Se non ci sono obiezioni da parte di alcuno, credo che si possa procedere in questo modo. Magari anche lei illustra adesso il punto così li facciamo congiuntamente. Non vedo obiezioni, pertanto, se vuole illustrare anche il suo ordine del giorno, ne ha facoltà.

Carrel (PA) - Come ormai chi ci segue sa, come gruppo di Pour l'Autonomie, abbiamo svolto diverse attività consiliari in merito a questo problema che riteniamo essere un problema veramente importante soprattutto in un periodo così in cui appunto la scuola è messa a dura prova anche dall'attuazione della didattica a distanza, che, di fatto, va a complicare ancora di più il rapporto tra studenti e insegnanti. Non entro troppo nel merito, sicuramente ha già spiegato bene il collega Perron l'importanza di avere un insegnante dall'inizio alla fine del percorso di studi, è sicuramente fondamentale sia per lo studente sia per il rapporto scuola-genitori e - perché no? - anche per gli insegnanti, che talvolta, soprattutto in questo settore, si trovano a vivere nel precariato per lunghissimi anni.

I problemi della scuola li abbiamo già ripercorsi in questo mese e mezzo di Consiglio e crediamo sia fondamentale agire sin da oggi con dei corsi abilitanti per permettere alle scuole paritetiche e ai docenti delle scuole paritetiche di arrivare ad avere il contratto a tempo indeterminato ma, come abbiamo detto, spesso e volentieri abbiamo bisogno anche di concorsi che siano dei concorsi regionali, perché abbiamo potuto, ahimè, testare con mano che il concorso straordinario bandito a livello ministeriale è poi stato interrotto causa Covid. Oggi ci sono dei ricorsi al TAR, quindi c'è un'ordinanza del TAR del Lazio, che, di fatto, sostiene che sia obbligatorio per il Ministero prevedere delle prove suppletive per chi non ha potuto partecipare alla prima prova e chissà, ci saranno molto probabilmente anche numerose altre iniziative che si susseguiranno, che, di fatto, ci fanno pensare oggi che sarà impossibile andare ad assumere il personale per l'anno scolastico 2021-2022. Per questo motivo abbiamo strutturato quest'ordine del giorno proprio per cercare di utilizzare le nostre prerogative, le facoltà che ci danno varie leggi regionali ma anche alcune leggi nazionali, che riconoscono le specificità nel nostro settore dell'istruzione, le abbiamo già citate: sono la legge regionale n. 57/1983, la n. 18/2005, la n. 8/2020, con cui, di fatto, siamo andati a prorogare l'aggiornamento delle graduatorie e su questo abbiamo già fatto un'interpellanza, se non erro, all'inizio, il 4 o 5 di novembre. Una serie quindi di leggi regionali che ci permetterebbero in qualche modo, secondo noi, di andare ad agire in autonomia in un momento in cui vi è una pandemia in corso e quindi abbiamo la necessità di dare delle risposte, di trovare delle soluzioni a dei problemi che ben conosciamo.

Non mi soffermerei sui dati, anche perché lo ha già fatto bene il collega Perron, però credo che in un momento così delicato in piena pandemia, dove di fatto è difficile anche ipotizzare quando potremo riaprire dei concorsi, sia fondamentale cercare di dare una risposta e dare una risposta adesso agli insegnanti, alle scuole, agli studenti, in modo da poter rafforzare il rapporto diretto scuola/docente, docente/studente e scuola/docente/genitori.

Crediamo quindi sia importante che il Governo regionale si impegni e tutto il Consiglio regionale approvi questi ordini del giorno proprio per riuscire a dare un segnale, stabilizzare gli insegnanti per noi è un segnale che in questo momento molto delicato può essere dato.

Chiediamo quindi appunto al Governo di impegnarsi in tal senso.

Presidente - Stiamo dunque analizzando l'ordine del giorno n. 18 della Lega e il n. 2 del gruppo Pour l'Autonomie. Per il Governo, ha chiesto la parola congiuntamente per i due ordini del giorno l'assessore Caveri, ne ha facoltà.

Caveri (VdA Unie) - Ringrazio molto i colleghi per avere di nuovo posto questa questione all'ordine del giorno del nostro Consiglio. Io credo che ci debba essere fra di noi un rapporto di lealtà, per cui le cose che vi dirò porteranno poi il sottoscritto a chiedere di ritirare questi ordini del giorno non perché non mi voglia assumere delle responsabilità, ma perché credo che abbiamo già avviato un percorso che deve andare esattamente in quella direzione di celerità senza creare delle illusioni, perché comunque, secondo la Costituzione italiana, bisogna fare dei concorsi.

Qualunque tipo di scelta o di idea qualcuno magari si è fatto nel tempo - perché io capisco perfettamente la situazione talvolta di disperazione dei precari che da anni attendono una soluzione - io la capisco perfettamente, che sia chiaro che nell'ordinamento italiano per diventare insegnante non c'è alternativa, poi uno può tirar fuori cose fatte altrove o cose di questo genere, io mi rifaccio al nostro ordinamento com'è disegnato oggi; se altrove si è fatto diversamente, è perché magari il livello di autonomia è più elevato rispetto alla situazione attuale... a un autonomista stringe il cuore ma la realtà è che il decreto Viglino del 1975 ha mantenuto una situazione... intendiamoci grande figura Maria Ida Viglino, che aveva avuto un'intuizione tantissimi anni fa sull'idea di una scuola regionale, che era un elemento non così banale, sulla base del nostro Statuto, ma ovviamente si è scontrata con tutte quelle rigidità che fin da allora ci sono state e le opposizioni che ci sono state. La larga parte dei sindacati scuola in Valle d'Aosta è sempre stata contraria ad avere un ordinamento giuridico originale degli insegnanti valdostani. Io ricordo sempre come ancora di recente il Trentino abbia fatto una scelta di questo genere, spaventatissimi in tanti, oggi sono contenti come delle pasque anche gli insegnanti del Trentino ad avere uno status giuridico particolare rispetto a quello dello Stato.

Che cosa abbiamo fatto in queste settimane? E lo dico anche con una vena di angoscia perché sono letteralmente martellato dai precari o dalle precarie forse, che giustamente hanno un fuoco dentro di ribellione nei confronti del fatto che noi abbiamo un'autonomia e in questa materia stentiamo in qualche maniera a poterla interpretare.

Lunedì scorso noi abbiamo dato vita alla costituzione di una Commissione tecnico-giuridica per approfondire una volta per tutte questa questione. Io ho riletto tutta la normativa regionale, la norma di attuazione Viglino, però ha indicato una strada che io credo essere forse la strada risolutiva: quella di avere una norma di attuazione novellata in materia di scuola, che dovrà essere per correttezza trattata con i sindacati, ma io dirò chiaramente che in questa storia non si può tenere il piede in due scarpe, non si può, da una parte, chiedere alla Regione di fare dei concorsi e di regolarizzare la situazione di questa enorme massa di precariato e, dall'altra, pensare che questo possa avvenire con una debolezza giuridica come quella attuale, le due cose non si tengono assieme! Se noi non facciamo le norme di attuazione allo Statuto, non possiamo avere questa certezza di regolarizzare le persone.

Allora qualcuno ha scritto... e farà parte di questo gruppo di lavoro dove ci saranno Sovrintendente agli studi, Dirigente della struttura del personale scolastico, il Coordinatore del Dipartimento legislativo e l'Avvocato Dirigente, ci sarà anche questo Giovanni Boggero di cui voi sapete chi è, questo ricercatore dell'Università di Torino che ha ritenuto che esistessero degli spazi che noi non abbiamo mai utilizzato. Noi non abbiamo mai utilizzato, cioè non è che io vengo qui, sono matto e dico che dal 1975 ad oggi noi non abbiamo mai fatto i concorsi regionali come forse si poteva fare. Non si sono fatti, perché? Non lo so, l'unica cosa che io ho immaginato è che a un certo punto ci fosse una preoccupazione anzitutto dal punto di vista della costruzione di un concorso, perché i concorsi devono avere delle prove, noi ci siamo sempre appoggiati alle prove nazionali, e probabilmente è diventata una consuetudine. C'era poi la preoccupazione che non ci fossero dei concorsi qui, che fossero scissi da quelli nazionali, con la preoccupazione che frotte di persone per diventare insegnanti venissero da noi. Da noi erano concorsi con poche centinaia di persone e il rischio era che ne arrivassero migliaia.

Io quindi penso all'assoluta buona fede degli Assessori alla pubblica istruzione e dei Presidenti che si sono susseguiti, però è vero che negli anni, come con la panna, si è montata una situazione in cui il numero dei precari è diventato veramente impressionante, non abbiamo mai avuto un numero di precari così e fatemi dire non abbiamo mai avuto neanche un numero di persone che finiscono per andare a fare gli insegnanti della scuola magari senza aver vocazione, perché questo è anche il ruolo che veniva segnalato dell'Università, però anche nell'Università noi dobbiamo consentire di sfornare degli insegnanti se ne abbiamo bisogno, perché sennò diventa una macchina che crea in qualche maniera precariato.

Io quindi credo che bisogna mettere ordine e la richiesta di lealtà sta nel fatto che, per grazia di Dio, siamo distanti dalle elezioni, almeno credo, e, essendo distanti delle elezioni, abbiamo tutta la serenità di confrontarci entro febbraio, io riunirò questa Commissione entro la fine di questo mese. Entro febbraio prometto di venire in aula o prima in Commissione per dire: "guardate, si può fare un concorso regionale senza modificare le norme di attuazione, evviva. Dobbiamo modificare la norma di attuazione e quindi bisogna passare attraverso la Commissione paritetica perché non è che c'è storia, oppure ci può essere una soluzione mediana, possiamo modificare la legge regionale". Per esempio, nella legge del 1983 che voi citate, consigliere Carrel, c'è questo maledetto "di norma", che non so come mai sia stato scritto ma quel "di norma" lì, per esempio, è interpretato malamente da molti funzionari: malamente nel senso non polemico del termine, malamente perché si dice: "no, di norma è l'eccezionalità". Io il "di norma" lo interpreto all'inverso, però questo è un impegno che io assumo con quest'Aula, perché io capisco - e lo dico per l'ultima volta - l'assoluta situazione drammatica dei precari della scuola e capisco anche quello che dice il consigliere Perron, lo vivono tutti quelli che qui hanno dei figli o hanno dei nipoti, c'è questo turnover infinito per cui a un certo punto i bambini, rispetto a come eravamo abituati noi da piccoli, che avevamo lo stesso maestro, la stessa maestra o gli stessi professori, adesso c'è questo tourbillon peggiorato ancora dalle vicende del Covid-19.

Io quindi vi invito a ritirare gli ordini del giorno, ma non è un invito stucchevole, è un invito perché io credo che, entro il mese di febbraio, non dico che risolveremo la situazione, perché non c'è un libro dei sogni, ma avremo a questo punto almeno dal punto di vista giuridico e normativo una risoluzione definitiva su quale possa essere la strada che noi possiamo intraprendere per risolvere la situazione, perché mi rendo conto che la situazione è una situazione ingestibile, che rischia di avere conseguenze gravi sulla scuola e sulla formazione dei nostri figli.

Presidente - Qualcuno vuole intervenire? Ha chiesto la parola il consigliere Carrel, ne ha facoltà.

Carrel (PA) - So di essere pedante su questo tema, non lo faccio per le elezioni future ma lo faccio perché è un problema che sento molto vicino, quindi ci tengo a risponderle.

Io capisco assolutamente la sua posizione e noi abbiamo gli elementi, il parere del professor Boggero su cui abbiamo fatto degli approfondimenti e abbiamo chiesto anche altre consulenze proprio per verificare la fattibilità, lei ovviamente, essendo Assessore, ha sicuramente la Sovrintendente e diversi altri strumenti per far fronte a questo.

Visto che si impegna e si è impegnato a portare entro fine febbraio il lavoro di questa nuova Commissione, invece di ritirare il nostro ordine del giorno, le chiederei se fosse valutabile: "impegnare il Governo a valutare le possibili procedure selettive necessarie" in modo che inglobiamo questo percorso che ha già avviato. Non ritiriamo questo atto, per noi è importante capire come il Governo si atteggia su questo tema, pur capendo che a febbraio avremo delle ipotesi di percorso da seguire, però ovviamente sono delle ipotesi che ad oggi non ci bastano perché l'anno scolastico 2021-2022, come sappiamo tutti, dobbiamo programmarlo già ad aprile-maggio 2021 soprattutto se questa è la situazione sanitaria.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Perron, ne ha facoltà.

Perron (LEGA VDA) - Rispondo all'assessore Caveri, giustamente le tematiche che l'Assessore ha ripercorso rispecchiano la complessità della norma, ne siamo consapevoli, sono giorni che anche all'interno del nostro gruppo ci confrontiamo e anche con persone esterne competenti in materia per cercare un po' di trovare il bandolo della matassa normativo e quali siano i margini. Un appunto però voglio farglielo: a livello nazionale il concorso per soli titoli, detto il doppio canale, a noi risulta sia possibile perché risale alla legge n. 417/1989 voluta proprio da Sergio Mattarella per sistemare l'anno scolastico 1989/1990, che aveva visto notevoli criticità. Il fatto quindi che una parte di insegnanti possa essere inserita all'interno di un ruolo senza un vero e proprio concorso ma entrando grazie a delle graduatorie a noi risulta che sia possibile e questo è anche ad esempio un cavallo di battaglia della Lega a livello nazionale con l'onorevole Pittoni. Questo è quanto risulta a noi e questo è quanto io le ripropongo.

Per quel che riguarda il nostro ordine del giorno, visto che i tempi sono decisamente stretti, febbraio è vicino, a questo punto siamo disposti per il momento a ritirare l'ordine del giorno e valuteremo attentamente però quanto da lei proposto per addivenire a una soluzione, perché i tempi sono brevi, stringono e il tema è assolutamente importante. Per ora quindi possiamo ritirare l'ordine del giorno.

Il Consiglio prende atto del ritiro dell'ordine del giorno.

Presidente - Mentre l'ordine del giorno di Pour l'Autonomie rimane con una richiesta di modifica, cedo la parola all'assessore Caveri.

Caveri (VdA Unie) - Mi permetto di insistere con il consigliere Carrel perché, secondo me, anche la modifica... già il termine "selezione" è un termine purtroppo assai ambiguo, quindi nel caso in cui non venisse ritirato, chiedo alla maggioranza di astenersi.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Carrel, ne ha facoltà.

Carrel (PA) - Allora a questo punto aspetteremo anche noi il mese di febbraio per capire quali siano poi le possibili strade da seguire, vigileremo e poi continueremo comunque la nostra attività in Consiglio su questo tema.

Il Consiglio prende atto del ritiro dell'ordine del giorno.

Presidente - Passiamo all'ordine del giorno n. 19 della Lega, che per la giornata di oggi sarà anche l'ultimo: "Monticazione". Ha chiesto la parola il consigliere Planaz per l'illustrazione, ne ha facoltà.

Planaz (LEGA VDA) - Il presente ordine del giorno è stato presentinserireato poiché nella definizione della prossima variazione di bilancio è importante che venga assegnato un adeguato livello di risorse alla legge in oggetto, utile a soddisfare le domande pervenute.

Considerando che la pratica della monticazione avviene principalmente tra maggio e giugno e necessita di una riorganizzazione puntuale, è fondamentale comunicare con certezza già da inizio anno l'esistenza delle risorse stanziate in modo da permettere a ogni azienda agricola di pianificare il lavoro. Non è possibile incrociare le pratiche tradizionali senza pianificare l'impegno di risorse, in particolar modo trattandosi di un bilancio tecnico. L'ammontare della spesa messa a bilancio deve essere pensata tenendo conto delle reali esigenze delle aziende, deve essere fatta dopo un'analisi della situazione reale attuale e tenendo presente quante aziende potranno avanzare la richiesta. È necessario oggi più che mai creare delle misure che abbiano successo e diano un segnale di rilancio.

Presidente - Per il Governo ha chiesto la parola l'assessore Sapinet, ne ha facoltà.

Sapinet (UV) - Grazie collega Planaz, torniamo a parlare di monticazione dopo l'interpellanza del passato Consiglio. Una misura - e non sarò certo io a spiegarlo a lei che la conosce molto bene - giovane che è stata proposta per la prima volta per il 2020, una misura arrivata dopo un parto, nove mesi quasi di lavoro, portato avanti da un gruppo di lavoro dell'Assessorato in collaborazione con AREV, Institut agricole e altri enti e associazioni, una misura che aveva e ha degli obiettivi ben specifici: il benessere animale, la valorizzazione della fontina di alpeggio e il mantenimento del territorio. Una misura per la quale per il 2020 erano stati previsti 3 milioni di euro ma che probabilmente arriverà a una copertura totale con 2.500.000 euro. Per il bilancio 2021 quindi si è già stanziato 1 milione di euro e le successive risorse verranno stanziate nei prossimi mesi con una successiva variazione e andando a pescare circa 500.000 euro dall'avanzo. I pagamenti per l'anno in corso verranno espletati nelle prossime settimane per circa 350 delle 700 aziende beneficiarie, le altre 350 aziende verranno pagate nei primi mesi del 2021 con forse qualche possibile slittamento di qualche caso che va approfondito.

Nel testo dell'ordine del giorno si parla e si cita una possibile insufficienza delle risorse impegnate. Ecco, questa è un'affermazione che risulta errata in quanto le risorse sono sufficienti ma più semplicemente, come già parlato nella passata interpellanza, sono state presentate delle domande, che, ahimè, non avevano i requisiti e pertanto non potranno essere liquidate. Aziende che, pur non attuando la pratica della monticazione, contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi citati poco fa, aziende che si dedicano al mantenimento del territorio di media montagna, un territorio particolarmente ostico, aziende che salgono in quello che in francoprovenzale chiamiamo mayen o semplicemente aziende che non praticano la monticazione perché risiedono in quota tutto l'anno. Le risorse per il 2021 relativamente a questa misura quindi ci saranno e saranno in quantità sufficiente. Ecco che allora il lavoro dell'Assessorato, che è già in atto ma che si svilupperà in modo deciso all'inizio del 2021 dovrà essere portato avanti e dovrà essere finalizzato a un'eventuale misura alternativa, una misura che vada appunto a beneficio di queste aziende, che, ahimè, sono attualmente penalizzate.

Pertanto alla luce di quanto sopra e di quanto detto, chiederei il ritiro dell'ordine del giorno che così proposto non è per noi votabile. In alternativa propongo l'astensione per la maggioranza.

Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Planaz, ne ha facoltà.

Planaz (LEGA VDA) - Assessore, non è stato molto soddisfacente, si è tenuto molto largo nel darmi delle risposte. Abbiamo parlato di misure necessarie per il 2020 e io lo so che per il 2020 ci sono state le misure necessarie per liquidare gran parte delle domande, lasciamo perdere quelle che si sono risolte in una modalità tecnica che forse hanno bisogno di un approfondimento, ma per l'anno 2021 le risorse sono necessarie... e non mi sembra di aver chiesto in quest'ordine del giorno chissà che cosa, perché ho chiesto al Governo regionale, nella definizione della prossima variazione di bilancio, di assegnare un adeguato livello di risorse alla legge in oggetto e di soddisfare le domande pervenute, non è che ho chiesto chissà cosa: ho chiesto di dare una garanzia per le aziende che ne avevano diritto di poter fare conto di questa misura.

Se lei adesso mi viene a dire che non vuole, che vuole astenersi dal votare quest'ordine del giorno, allora facciamo prima a dire che non abbiamo la certezza che per il 2021 ci siano le risorse necessarie per andare a dare copertura su questo capitolo, che abbiamo appena iniziato quest'avventura, chiamiamola così di prova, per dare un indirizzo a tutte le aziende valdostane a continuare una determinata pratica tradizionale importantissima per la nostra Regione e oggi qua siamo a discutere che non abbiamo la certezza che per il 2021 ci sono le risorse necessarie.

In quanto alle domande liquidate, su 700 domande pervenute 350 liquidate dopo che tutte le aziende sono state chiamate a presentare la domanda, mi sembra una risposta molto insoddisfacente su una misura nuova che doveva dare delle risposte, perché se facciamo delle misure nuove che soddisfano metà delle aziende valdostane, mi scusi, Assessore, ma forse andiamo proprio nella direzione sbagliata.

Presidente - Ha chiesto la parola l'assessore Sapinet come gruppo, ne ha facoltà.

Sapinet (UV) - Mi scuso per il secondo intervento ma è doverosa un'ulteriore spiegazione. Io ho detto che 700 sono le aziende beneficiarie, ovvero quelle che percepiranno le risorse della misura, che 350 di queste verranno liquidate a breve, quindi nelle prossime settimane, altre nel mese di gennaio, si ipotizza entro il mese di febbraio al massimo, perché ci sono alcuni casi che sono in fase di verifica, verranno tutte e 700 coperte e pagate per quel che è il 2020.

Per quel che è il 2021, è ovvio, com'è stato detto in Commissione e com'è stato già assicurato, c'è una voce a bilancio che è di un milione ma si garantisce che nel corso dell'anno verranno messe su quella voce le risorse necessarie per coprire l'intera misura, quindi le garanzie ci sono, le risorse anche.

Presidente - Non vedo altre richieste, passiamo alla votazione dell'ordine del giorno n. 19 della Lega. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.

Presenti: 34

Votanti: 14

Favorevoli: 14

Astenuti: 20 (Bertin, Bertschy, Caveri, Chatrian, Cretier, Grosjacques, Erika Guichardaz, Jean-Pierre Guichardaz, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marquis, Marzi, Minelli, Padovani, Restano, Rosaire, Sapinet, Testolin)

Il Consiglio non approva.

Considerata l'ora, come detto in precedenza, il Consiglio è aggiornato a domani mattina. Buona serata.

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La seduta termina alle ore 19:51.