Oggetto del Consiglio n. 176 del 16 dicembre 2020 - Resoconto
OGGETTO N. 176/XVI - Continuazione della trattazione congiunta delle Relazioni della Sezione regionale di controllo della Corte dei conti, della Proroga per il triennio 2021-2023 della validità degli indirizzi contenuti nel Documento di Economia e Finanza Regionale (DEFR) per il triennio 2020-2022 approvato con deliberazione n. 1186/XV, del D.L. n. 2 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione autonoma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste (Legge di stabilità regionale per il triennio 2021/2023). Modificazioni di leggi regionali.), del D.L. n. 3 (Bilancio di previsione finanziario della Regione Autonoma Valle d'Aosta - Vallée d'Aoste per il triennio 2021/2023) e del D.L. n. 4 (Disposizioni collegate alla legge di stabilità regionale per il triennio 2021/2023. Modificazioni di leggi regionali e altre disposizioni). (Approvazione di quattro ordini del giorno. Reiezione di quattro ordini del giorno. Ritiro di tre ordini del giorno).
Bertin (Presidente) - Alla presenza di 34 consiglieri possiamo riprendere i lavori sospesi ieri sera. Eravamo rimasti all'ordine del giorno n. 20 della Lega, "Digitalizzazione della pubblica Amministrazione". Per l'illustrazione la collega Spelgatti, ne ha facoltà.
Spelgatti (LEGA VDA) - Considerato quanto annunciato dall'attuale Governo regionale nel programma di legislatura 2020 in merito all'innovazione, trasformazione digitale, amministrazione 4.0, infrastrutture digitali, gestione dati e piattaforme digitali; atteso che l'obiettivo strategico della digitalizzazione della pubblica amministrazione è indicato come prioritario a tutti i livelli, a partire dall'Europa per arrivare agli indirizzi dati dal nostro Paese ai fini della modernizzazione e dell'efficientamento del sistema Italia; considerate inoltre le grandi somme che è presumibile arrivino dall'Europa tramite il Recovery Fund che andranno a finanziare i progetti di riforma strutturale contenuti nei piani nazionali di riforme di ogni paese, Recovery Plan, con quello italiano focalizzato in primis sulla digitalizzazione; considerata altresì la conseguente enorme mole di lavoro che ne deriverà in relazione alla predisposizione dei progetti per accedere ai relativi fondi, nonché per la conseguente realizzazione dei piani predisposti, per questo noi chiediamo di impegnare il Governo regionale nella definizione della prossima variazione di bilancio, perché definisca un piano di potenziamento delle risorse umane in capo al dipartimento innovazione e agenda digitale.
Questo perché? Ho appena visto il vostro piano delle assunzioni e mi sono veramente preoccupata, proprio perché ho visto che per il dipartimento agenda digitale sostanzialmente è stata fatta soltanto una sostituzione di una persona che è venuta a mancare! A fronte di tutti i soggetti e di tutta l'implementazione di tutti i vari dipartimenti, quindi dipendenti presi ovunque, nel dipartimento agenda digitale, che già sappiamo benissimo che negli anni è stato sostanzialmente ridotto al lumicino, non c'è niente.
Allora qual è il problema? Come avevate visto anche dalle iniziative che avevo svolto l'altra volta, ho sempre raccontato di come quando noi ci siamo insediati come Governo regionale uno dei primi focus della nostra azione sulla macchina amministrativa è stata proprio quella di dire: è evidente che per avere un'amministrazione efficiente, dobbiamo prima di tutto avere un'amministrazione realmente digitale, perché il mondo sta andando in una certa direzione e l'amministrazione non deve assolutamente rimanere indietro ed è già indietro. Dobbiamo far sì che l'amministrazione sia avvicini ai cittadini, che l'amministrazione sia efficiente e sia efficace, dobbiamo far sì che tutti le varie componenti del grosso apparato amministrativo dialoghino tra loro, in maniera tale che le banche dati siano comuni. Dobbiamo pensare al marketing, dobbiamo pensare alla modernizzazione di tutto il sistema. Di conseguenza che cosa dobbiamo fare? Dobbiamo partire dal punto base che è quello di implementare al massimo questo dipartimento, che deve avere questo focus e ha questo focus per poter andare in questa direzione.
Poi quello che è accaduto con l'emergenza epidemiologica ha evidentemente accelerato questa necessità in tutte le sue forme, ma comunque era un'esigenza primaria anche prima, e adesso, visto e considerato i fondi che arriveranno e che devono andare proprio in quella direzione, il problema è ancora più grosso, cioè dobbiamo essere pronti a sparare tutti i nostri proiettili per poter arrivare a portare a casa questi soldi e poter arrivare all'obiettivo di implementare al massimo la digitalizzazione e la modernizzazione della pubblica amministrazione.
Per far questo come vi siete preparati? Non c'è preparazione, perché laddove mancano gli strumenti per poter poi fare tutto questo, noi rimarremo rigorosamente indietro. Non si può fare dei proclami, come sempre, nei programmi e poi però non preoccuparsi di come fare a realizzare tutto questo. Ma quello che si dice nei programmi vale come la parola data tra uomini. Nella vita non si può dire "faccio una cosa" e poi se ne fa un'altra. Quando si dice una cosa, quella parola va mantenuta rigorosamente cascasse il mondo, perché è la questione dell'onore, della dignità e del valore delle persone. Così vale per quello che appunto è un programma politico. Si dice una cosa e chiaramente la prima preoccupazione è: come faccio a realizzarlo? Come faccio ad ottenere questo risultato? Devo comunque predisporre tutto, affinché questo risultato si realizzi sul serio.
Qual è il grosso problema? Che normalmente purtroppo la Regione ha lavorato solo ed esclusivamente partendo dal presupposto che tanto c'è INVA, che è il braccio operativo. Sì, ma non è la soluzione, sono due aspetti differenti. INVA ha i suoi obiettivi che sono assolutamente importanti e va assolutamente tutelata INVA, va implementata e quant'altro, ma INVA è diverso rispetto alle risorse che noi abbiamo internamente, perché le risorse interne si devono occupare dell'efficienza, dell'efficacia, dell'economicità, perché all'interno della pubblica amministrazione questa deve essere la logica. INVA deve essere il braccio operativo, ma ricordiamoci che INVA ha ovviamente il compito, perché è diverso il suo obiettivo e il suo mandato, della massimizzazione anche del profitto; sono due logiche differenti.
Quindi l'amministrazione deve essere in grado di avere all'interno tutte le risorse e gli uomini migliori più formati, anche perché gli uomini all'interno della pubblica amministrazione devono decidere dove andare, cosa fare, cosa affidare a INVA, cosa affidare anche ad altre società, perché comunque INVA dobbiamo ricordarci che deve essere messa comunque in concorrenza con quello che è il mercato, perché è normale che sia così, perché comunque la logica della Regione, dell'Amministrazione regionale, dei soldi pubblici, deve essere differente rispetto a quella che è INVA, la quale deve essere assolutamente concorrenziale rispetto a tutte le altre società.
Poi è chiaro che dove si può favorire e dove si può spendere all'interno di INVA, perché è migliore soggetto, perché è soggetto legato al nostro territorio e tutto quanto, così deve essere, ma non deve essere una carta bianca che do. Anche perché poi devo controllare: ricordiamoci il tavolo del controllo che è stato sempre dimenticato e non sufficientemente utilizzato, perché poi comunque l'amministrazione deve avere al suo interno le risorse che dicono: bene, i progetti sono questi, ti do questo, spendo questo per farti lavorare e poi controllo esattamente il risultato che tu mi hai dato, che deve essere il migliore possibile e che comunque deve essere rispondente all'incarico che ti ho dato e ai soldi che ho speso.
Non l'avete fatto a oggi, ma questa diventa una esigenza prioritaria per l'amministrazione, proprio perché comunque dovremo spendere i soldi, dovremo fare i progetti e i progetti devono essere fatti all'interno dell'amministrazione che è il datore di lavoro in quel caso, il committente di INVA e anche di altre società, che deve poi essere in grado di controllare, di dare la direzione e quant'altro. Quindi noi chiediamo che venga implementato con le migliori risorse umane il più possibile questo dipartimento, per tutte queste ragioni.
Presidente - Per il Governo l'assessore Marzi, ne ha facoltà.
Marzi (AV-SA) - Iniziamo bene la mattinata con un filotto di tre ordini del giorno. Novità delle novità: uno di questi vi proporrò di emendarlo, per approvarlo da parte di tutta quanta l'aula; non è questo!
C'è un aspetto fondamentale che lei richiama, sul quale non si può che essere assolutamente d'accordo. Lei giustamente parte da un principio di realtà e dal fatto che, nel momento in cui si parte con delle programmazioni di natura strategica, e quindi fondamentalmente su un arco temporale quinquennale, questo è l'obiettivo con il quale parte ogni Governo, quello di governare per tutta quanta la durata di riferimento per il mandato elettorale che gli è stato dato, nel momento in cui, in una democrazia assembleare, tra l'altro, riesce anche a comporre una maggioranza di governo; per cui sicuramente - lo richiama lei, lo richiamano tutti i documenti del caso, il collega Aggravi parlando di MES ieri e poi dopo tarandolo su quello che è Next Generation EU e poi Italia - ha toccato tutta una serie di aspetti che vengono richiamati oramai in tutti i documenti di programmazione postumi alla crisi pandemica, per cui anche nella relazione che ho fatto vengono chiaramente evidenziati una serie di problemi, in maniera anche molto sintetica. Ho cercato di rendere la lettura del documento di cui ha parlato anche il collega Caveri, quindi Next Generation Italia che è in bozza, il più sintetico possibile. Vengono evidenziati dei problemi che la crisi pandemica ha reso palesi e tra le soluzioni che vengono individuate e gli ambiti sui quali bisogna investire per rispondere ai problemi che abbiamo vissuto, tutto quello che è l'innovazione, l'agenda digitale, risulta essere presente a livello programmatico, strutturale, ambito nel quale investire a 360 gradi in tutti quanti i documenti di programmazione finanziaria, politica e amministrativa a livello europeo, nazionale e regionale.
Per cui è giustissimo il suo richiamo all'interesse che bisogna avere rispetto a questa tematica e questo Governo lo ha ben chiaro. Qui stiamo facendo politica e poi magari quando arriveremo alla fine del percorso di questa settimana di lavoro potremmo anche fare un'analisi dei documenti che sono stati, secondo me, correttamente utilizzati all'interno di questo Consiglio per fare politica. Un esempio per tutti, ieri ho avuto il piacere di iniziare come Governo a rispondere al primo ordine del giorno che avete presentato e ho iniziato facendo i complimenti a tutti i colleghi di minoranza per il lavoro che sta dietro ogni ordine del giorno, quindi di conseguenza bisogna anche dire che sono stati scelti degli strumenti, come gli ordini del giorno, che impegnano dei disegni di legge.
Nel caso specifico lei giustamente chiede, in maniera susseguente al fatto che se uno ritiene che l'innovazione e l'agenda digitale debbano essere centrali nel proprio programma di governo, che vengano aumentate il numero di risorse umane, di dipendenti tanto per essere chiari, che devono andare a lavorare nei dipartimenti e negli uffici di riferimento che fanno capo a quel tipo di ambito. Correttissimo, però lei sa benissimo due cose: la prima che oltre a essere l'assessore alle innovazione sono anche assessore alle finanze, quindi nel momento in cui si andasse ad approvare un ordine del giorno di questo genere si andrebbe di fatto a dare una priorità assoluta a questo ambito, senza fare un quadro generale che è quello che invece stiamo facendo su una situazione che è quella del personale della Regione autonoma Valle d'Aosta che viene da anni - come tutto il comparto pubblico - nei quali le scelte che si sono dovute fare in termini di spesa sono state delle scelte, lei lo ha richiamato poc'anzi, assolutamente di costrizione. Negli ultimi dieci-quindici anni all'interno del comparto pubblico italiano, compreso quello regionale, a partire dagli enti locali fino ad arrivare alla Regione, le scelte che si sono dovute fare e che tra l'altro hanno dovuto accompagnare tutti quanti i governi degli ultimi anni sono state delle scelte a uno a uno, cioè tutte le volte che qualcuno andava via poteva essere sostituito. In parte tanti anni fa questo principio poteva anche essere corretto, nel senso che spesso nelle letture economiche della pubblica amministrazione italiana si diagnosticano malattie una volta che le malattie sono già diventate croniche. Si arriva poi dopo a mettere in atto le azioni di riferimento sempre con ritardo, nel senso che spesso se ci trovassimo in altri ambiti le soluzioni che si individuano non sono poi corrispondenti in termini temporali alle cure individuate per risolvere i problemi.
Quindi negli ultimi dieci-quindici anni la macchina pubblica italiana ha vissuto una contrazione in termini di assunzioni e sicuramente questo è diventato uno dei principali problemi attuali sui quali bisognerà trovare una soluzione. Ma la soluzione di riferimento va, per forza di cose, trovata all'interno di un quadro sinottico, cioè non possiamo come arbitri stabilire che il piano di assunzioni che la pubblica amministrazione regionale deve fare deve riguardare solo ed esclusivamente determinati tipi di ambiti. Il piano di assunzioni che questo Governo sta ponendo in essere, venendo anche da un anno molto delicato nel quale le assunzioni in gestione ordinaria non potevano essere fatte, quindi di conseguenza si sono dovute fare delle scelte di assoluto coraggio, noi ci siamo trovati nella condizione - l'abbiamo vissuto da consiglieri entrambi, tanto per essere chiari - di gestire una crisi pandemica nel momento in cui non c'era la possibilità amministrativamente di fare delle scelte strategiche, perché l'indirizzo era "bloccato" dal fatto che il Consiglio in teoria doveva andare a elezioni a metà del mese di aprile. Nonostante questo, si sono riusciti a rafforzare degli ambiti necessari durante il primo momento dell'emergenza.
Quello che sicuramente dovrà essere fatto, che stiamo prendendo in considerazione e che lei ha richiamato è una valutazione molto precisa che esiste tra il compito che deve avere, e tra l'altro questo è stato anche oggetto di confronto con l'attuale coordinatore, il dipartimento all'innovazione della Regione autonoma Valle d'Aosta, che dovrebbe a tutti gli effetti avere un principale obiettivo, quello di essere la mente, colui il quale fa strategia e interpreta le volontà politiche. Secondo aspetto che, per me, in questo momento ha dei problemi - dopo 56 giorni è già importante che lo si cominci a cogliere - ma non si è ancora trovata una soluzione che, a mio parere, parte da molto lontano, per due aspetti: è molto concentrato il dipartimento e anche il braccio operativo, cioè la partecipata INVA che lei richiama, su un approccio esterno, quindi nei confronti della cittadinanza, sicuramente con tutta una serie di aspetti assolutamente da migliorare anche se tanto è stato fatto, ma poi dopo ci vuole anche una particolare attenzione al principale cliente captive che sia la partecipata che il dipartimento hanno con ruoli diversi, mente e braccio, che è la pubblica amministrazione regionale.
È assolutamente da implementare prima ancora che nelle risorse umane la specificazione degli ambiti di riferimento, perché sicuramente ci sono dei grandissimi spazi sui quali muoversi, indipendentemente dalle risorse umane, nel cercare di porre a fattore comune sia le tecnicality che le esperienze che sono state fatte e che ci sono sia nel dipartimento che nella partecipata, ma che a oggi non vedono coinvolgere tutti gli enti locali valdostani, ad esempio, e sicuramente tutta una serie di ambiti di riferimento.
Il collega Caveri ieri, rispondendo se non erro a un ordine del giorno del collega Perron o del collega Lavy, faceva tutta una serie di valutazioni rispetto a una serie di atti che stiamo per porre in essere. Questi atti vanno di fatto a inserire all'interno dei mandati che INVA deve avere una serie di ambiti del pubblico impiego che paradossalmente né a livello strategico né a livello operativo sono stati ad oggi coinvolti.
Per cui io capisco e apprezzo la finalità di questa iniziativa, ma a tutti gli effetti diventerebbe molto delicato dire che oggi l'unico ambito e l'unico dipartimento del pubblico impiego regionale che si trova ad avere dei problemi in termini di numero di dipendenti risulta essere la digitalizzazione e l'innovazione. Purtroppo, non è l'unico ambito dell'attuale pubblica amministrazione regionale che vive un momento nel quale mancano risorse umane. Per fortuna ci sono tantissime competenze e capacità che cercheremo di porre a fattor comune nel momento in cui andremo nei prossimi mesi a fare tutta una serie di assunzioni che sono susseguenti a un periodo nel quale le assunzioni non si sono potute fare per tanti motivi che lei conosce benissimo.
Presidente - Vedo prenotata la consigliera Spelgatti a cui cedo la parola.
Spelgatti (LEGA VDA) - Vede assessore Marzi, lei ha esordito dicendo che stamattina parte con un filotto di tre miei ordini del giorno e mi ha anticipato che forse uno verrà accettato, quindi sono ben curiosa di vedere quale sarà. Non è stato questo e le motivazioni che lei mi ha dato, mi dispiace, non sono sufficienti. Non sono sufficienti perché? Perché noi dobbiamo tenere presente che per poter operare un'effettiva azione amministrativa in una direzione, dobbiamo creare gli strumenti a tutti gli effetti per poter arrivare all'obiettivo. Non basta dichiararlo sulla carta, non si può navigare a vista, ma quando si fa politica ci vuole necessariamente una visione molto chiara di dove bisogna andare. È lo stesso discorso che avevo accennato ieri e che avevo fatto più volte su tutto il problema dei fondi europei: dichiarate che volete andare in una certa direzione, ma poi non ponete in atto le strategie per arrivare.
Noi stiamo vivendo un momento assolutamente cruciale per la Valle d'Aosta: o saltiamo sul treno o il treno lo perdiamo. Il discorso di tutte le risorse che sono messe per migliorare la digitalizzazione della nostra pubblica amministrazione e di tutto il sistema non è un termine astratto, è un termine estremamente concreto, perché questo va a cambiare il modo di lavorare della pubblica amministrazione e il rapporto con i cittadini. O guardiamo al futuro o rimaniamo sempre, sempre, sempre indietro.
Purtroppo, il dipartimento di cui parlo non è l'unico che è rimasto indietro, ma questo è quello che è stato ridotto più di tutti, è quello che è stato considerato la Cenerentola della pubblica amministrazione, perché è stato smantellato e nessuno ha più investito. L'ottica è sempre stata quella del "tanto c'è INVA", ma è profondamente sbagliata, è un atteggiamento profondamente miope della pubblica amministrazione da moltissimo tempo, da troppo tempo, perché se manca la mente, se manca la governance, le cose non vanno nella direzione giusta, ci vuole strategia e la strategia la deve fare la Regione, non la deve fare INVA. A INVA si danno i compiti, quindi la Regione decide dove vuole andare, che cosa vuole fare, dove vuole investire, dà l'incarico, spende soldi, ricordo la parola "spende", spende i soldi nel momento in cui dà e commissiona i lavori e poi però li deve anche controllare. Come ricordato ieri sempre sul controllo, l'altra cosa gravissima che avete fatto è stata quella di smantellare l'audit interno che noi faticosamente eravamo riusciti per la prima volta a mettere all'interno della Regione per controllare tutti i processi amministrativi, cosa fondamentale per l'efficienza della pubblica amministrazione, e voi l'avete smantellata.
Questo vuol dire mancanza di visione. Io non ho chiesto di assumere personale solo ed esclusivamente in quel dipartimento, perché ci sono molti altri dipartimenti che hanno delle necessità. Ma su 60-70 assunzioni - adesso vado a spanne - che sono state programmate adesso, non ne è stata fatta una per il dipartimento agenda digitale, perché l'unica persona che è stata data è stata in sostituzione di una persona deceduta.
Allora io mi domando: come si fa a portare a casa l'obiettivo? Non è che significa preferire un dipartimento rispetto all'altro, ma sappiamo che quello è il dipartimento più debole ed è quello che in questo momento dovrebbe essere implementato maggiormente, perché parte da molto indietro rispetto a tutti gli altri e ha dei compiti che sono fondamentali per il futuro della Valle d'Aosta, per poter guardare e saltare sul treno del futuro e soprattutto per non perdere tutte le risorse che stanno arrivando.
Quindi la sua risposta non è assolutamente esauriente e, ripeto, tante cose si possono fare, ma per poterle fare non basta fare degli annunci. Quando uno arriva a governare la prima cosa che si deve chiedere è ovviamente: dove voglio andare? E questo teoricamente è scritto nei programmi, anche se normalmente sono sempre cartastraccia e tante belle parole, e invece devono essere la realtà perché questo è il patto con i cittadini. Dove voglio andare come Regione, qual è la situazione che trovo nel momento in cui mi trovo a governare e quindi, se voglio raggiungere un obiettivo, quali sono le carte in tavola che ho e le carte che posso utilizzare? Dove trovo gli uomini migliori per poter realizzare gli obiettivi e come cambio le carte che ho sul tavolo per poter andare in una certa direzione? Quindi, concretamente cosa devo fare!
È finita l'epoca in cui si parla, si dicono tante belle cose e poi non si fa niente di concreto: bisogna lavorare. Per lavorare ci devono essere le idee chiare e soprattutto bisogna lavorare per e lavorare per significa creare tutte quelle situazioni di strutture, di uomini e tutto quanto per poter raggiungere un obiettivo, perché poi il politico non è tuttologo, grazie al cielo, e ci servono i tecnici per poter lavorare. Servono le menti migliori, quindi bisogna far crescere al meglio e dare la possibilità a tutti i nostri dipendenti pubblici di poter lavorare al meglio: ci deve essere un'ottica meritocratica, i più bravi al posto giusto, i più bravi al comando. Tutti devono crescere di obiettivo, una sana concorrenza all'interno della pubblica amministrazione, non legata al "sono amico, sono amico dell'amico, ho questa tessera di partito" ma stimolando l'efficienza di chi lavora per me dando dei premi a chi lavora meglio. Questo deve essere l'obiettivo di lungo periodo, perché comunque cambiare la struttura dell'amministrazione non è facile e sono lavori a lungo termine, ma questo deve essere l'obiettivo principale.
Se io arrivo lì e so che in questo momento arrivano un sacco di soldi e rischio di nuovo di perderli come è stato per tutti i fondi europei, arrivano un sacco di soldi, bisogna fare una marea di progetti, però io devo creare e far sì che ci siano le persone che lavorano e che devono essere la mente, che creano i progetti, che affidano i progetti; in parte possono essere INVA, importantissimo, ma controllo perché anche INVA la devo rendere concorrenziale con le altre imprese sul mercato. Tutto deve essere concorrenziale, perché più c'è concorrenza più si cresce, più si cresce più bisogna fare sì di portare tutti quanti, che siano dipendenti, che siano società a cui commissioniamo il lavoro, a essere migliori, a migliorarsi, non a dare semplicemente carta bianca e tanto comunque i soldi arrivano. Non deve essere così, perché tutti in questa maniera migliorano.
Lei in questo momento mi sta dicendo che non si vuole in realtà investire, perché mi ha detto che ci sono tante esigenze, ci sono tante cose e non possiamo avere come focus solo quello. Ma io ho non ho detto mica che dobbiamo avere come focus solo quello. Ho detto che su 60-70 assunzioni - vado a spanne - non sono state fatte assunzioni per l'agenda digitale e, ripeto, c'è stata solo una sostituzione. Ho detto che l'obiettivo che dobbiamo percorrere adesso, che dobbiamo raggiungere adesso non è sfidante, ma di più, e che non siamo pronti per farlo e che quindi dobbiamo investire su quel dipartimento, cosa che non avete fatto in questo piano delle assunzioni. Su 60-70 sostanzialmente non è stato incrementato di un'unità quel dipartimento e noi rischiamo di perdere il treno. Non è che io sono fissata con quel dipartimento, ma quello è il più debole di tutti, quando dovrebbe essere assolutamente fatto crescere.
Quindi io ho chiesto di andare in questa direzione. Avrebbe potuto, se non le fosse piaciuta l'impegnativa, avrebbe potuto modificarla; non l'ha fatto. Comunque sia non ha nessuna importanza e sono curiosa di vedere, del filotto dei tre miei ordini del giorno di oggi, quale sarà.
Presidente - Non vedo richieste di intervento, pertanto passiamo alla votazione. La votazione è aperta.
Esito della votazione:
Presenti: 33
Votanti : 13
Favorevoli: 13
Astenuti: 20 (Bertin, Bertschy, Caveri, Chatrian, Cretier, Grosjacques, Guichardaz Erika, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marquis, Marzi, Minelli, Padovani, Restano, Rosaire, Sapinet, Testolin)
Il Consiglio non approva.
Ordine del giorno n. 21 della Lega, "Ristrutturazione del debito delle micro e piccole medie imprese". Per l'illustrazione il consigliere Aggravi a cui cedo la parola.
Aggravi (LEGA VDA) - Questo ordine del giorno richiama la misura che fu concertata in seno alla legge regionale 5 di sospensione delle rate dei mutui agevolati previsti dalle leggi regionali. Allo stesso modo ovviamente aggiorna la situazione rispetto a quello che è avvenuto a inizio crisi, inizio emergenza. Già all'epoca nei vari interventi che ci furono sia in Consiglio che in Commissione giustamente c'era una unanime consapevolezza sul fatto che nel breve termine ci sarebbe stato un problema di immediato pagamento di tutta una serie di mutui. Tra l'altro ricordo che poi successivamente anche a livello statale si sono previste delle misure volte a sospendere il pagamento delle rate, però come ebbi già a ricordare all'epoca prima o poi sappiamo che i debiti devono essere pagati e quindi, se nell'immediato si possono sospendere i pagamenti di rate, poi il debito si carica sul prosieguo. Quindi vi è la necessità di pensare a una misura o comunque a un sostegno che possa permettere da un lato una ristrutturazione del debito, che magari in alcuni casi può essere semplicemente gestita attraverso un prolungamento del tempo di esdebitazione del mutuo, oppure dall'altro, proprio a causa di difficoltà in cui l'azienda incorre, una ristrutturazione vera e propria con una rinegoziazione delle rate, perché bisogna far fronte a quelle che sono le necessità del momento.
Purtroppo, come in permessa si cita, le prospettive economiche sono sempre più incerte. Io penso che tutti i colleghi, anche leggendo i giornali questa mattina, aggiungano incertezza all'incertezza che continuiamo avere sulle prospettive e soprattutto, come spesso è stato detto e mi preme ricordarlo sempre, le aziende non chiudono, non falliscono per la presenza di debito ma per la mancanza di liquidità, questo è un dato di fatto, e parte della liquidità serve proprio per onorare i debiti. A fronte di questo, l'impegnativa che si propone al Governo è appunto quella di predisporre una misura utile a favorire la ristrutturazione del debito da parte delle micro e piccole imprese - qui ci siamo voluti concentrare sul vero anello debole della struttura economica della Valle d'Aosta - sia contratto con Finaosta che con il settore bancario, coinvolgendo Confidi e Chambre.
Confidi e Chambre, citando proprio la legge 5, erano già coinvolti in una misura che ha dato dei risultati. In senso lato è bene considerare che al di là dei mutui regionali ci sono - proprio per questo abbiamo concentrato l'attenzione sulle micro piccole imprese - tutta una serie di realtà che nel frattempo hanno contratto anche ulteriore debito, perché sicuramente gli aiuti ci sono stati, le possibilità di far fronte anche a investimenti e di adeguamenti per le misure Covid, penso soprattutto alla ristorazione, alla parte più impegnativa della gestione laddove c'è nella propria attività il maggior contatto tra le persone, quindi il debito ha aggiunto debito. Vi è sicuramente un doppio binario da considerare: quello tutto regionale, quindi quello dove in ultima istanza il vero creditore è l'ente Regione o comunque una sua in house, come nel caso della Finaosta, ma c'è poi anche tutto il mondo del debito privato.
Ovviamente, come è già capitato, l'impegnativa è a disposizione per essere eventualmente adeguata a qualsiasi esigenza, purché passi il principio di definire un sostegno che possa prendere spunto, implementare o evolvere quelle che sono già delle misure presenti, ma io concentrerei anche l'attenzione su quella che fu una misura, quella del consolidamento, che Finaosta gestì anche con risorse proprie che si potrebbe anche adeguare proprio su piccoli tagli perché, ripeto, le micro e piccole imprese sono proprio quelle che stanno rischiando di più perché hanno meno mezzi e meno potere contrattuale nei confronti degli enti finanziari, quindi una misura che possa far fronte a queste necessità.
Mi auguro anche che, vista la professione dell'Assessore alle finanze, ci sia una maggiore attenzione su questo tema, considerato che comunque anche il settore bancario avrà le sue problematiche e quindi sappiamo che in un sistema la crisi di una realtà genera la crisi di un'altra.
Presidente - Per il Governo l'assessore Marzi, ne ha facoltà.
Marzi (AV-SA) - Io ritengo questo ordine del giorno, sul quale finalement proporremo un emendamento e quindi poi dopo, qualora emendato, in linea tra l'altro con l'espressione e la logica dell'ordine del giorno stesso, naturalmente lo voteremo, un pochettino la sintesi, perché io sono abbastanza bravo a incassare quasi ogni sorta di gioco che la politica impone, però in realtà anche se non sembrerebbe - me lo dico da solo - tendo a essere sintetico e adesso poi proverò brevemente a spiegare perché.
Durante la relazione di riferimento il collega Aggravi ha detto delle cose, lo ha fatto anche il collega Malacrinò e in due passaggi della mia relazione, in un passaggio che tra l'altro ho richiamato anche ieri rispondendo all'intervento del collega Rollandin in discussione generale, visto l'assoluta puntualità e garbo del suo intervento, ad un certo punto io dico: "La fase emergenziale ancora in atto richiede ulteriori allocazioni di risorse, sia in ambito sanitario e sociale per il contrasto all'emergenza Covid, sia nel settore di sviluppo economico, turistico e territoriale per il superamento delle conseguenze della pandemia, attraverso la riproposizione delle misure di ristoro e di sostegno opportunamente implementate e aggiornate con una particolare attenzione all'equilibrio tra spesa e investimento".
Apparentemente questo periodo può sembrare una maniera più o meno politichese per dire delle robe, mettendo assieme un po' il presente, un po' il passato, un po' il futuro. Non è così e oltre a non essere così l'ultima parte, laddove si utilizzano due termini diversi senza stare a spiegargli sennò questa roba diventava ancora più noiosa di quanto non era, e cioè il concetto di spesa e di investimento, sono due concetti in termini di finalizzazione dell'utilizzo di risorse che partono da presupposti completamente diversi e che sono stati oggetto di confronto, sia ieri quando si è parlato ad esempio dell'IRAP, sia durante l'iniziativa di novembre sul semestre bianco, sia in occasione di un'interpellanza o forse un'interrogazione che lei aveva posto in essere proprio sull'articolo 3 della legge 5 del 2020, laddove abbiamo fatto una serie di analisi che ai più potrebbero sembrare noiose, ma che in realtà sintetizzano un approccio che deve essere assolutamente pensato e riflesso.
Tra l'altro, nella parte finale dell'iniziativa, laddove faceva una sintesi in sette o otto righe di quelli che sono gli ultimi documenti proposti dalla Banca d'Italia, che anche lei ha utilizzato per la sua relazione e che ho visto sul tavolo di tanti colleghi in questi giorni, io ho scritto: "La situazione di difficoltà che la Valle d'Aosta sta vivendo a livello economico è evidente in tutti i settori e riguarda ogni ambito economico dalle famiglie alle imprese. Ciò nonostante, i seguenti dati, come ad esempio le disponibilità liquide delle imprese e delle famiglie, la semplificazione dell'accesso alle forme di garanzia sui debiti e gli effetti positivi delle moratorie sui rimborsi delle posizioni debitorie possono essere interpretati come possibili soluzioni di sostegno e sviluppo economico future da approfondire rispetto a una situazione di generale difficoltà". Cioè, collegandomi al periodo precedente e in linea con quanto avevo dichiarato nel corso del mese di novembre e anche a un'analisi che è stata fatta, secondo me correttamente, rispetto alla necessità da lei richiamata nella differenza tra liquidità, necessità di liquidità e necessità di investimenti o comunque di pianificazione, a volte il procrastino, il consolidamento, la ristrutturazione di una posizione debitoria permette anche all'azienda, in un momento emergenziale nel quale il proprio piano di sviluppo si è dovuto interrompere per delle fasi che non erano previste, di poter fare pianificazione.
Questo è un ambito diverso, più attinente all'investimento che alla spesa, necessario nel momento in cui ci si trova, anche da parte del legislatore, a dover fare delle analisi.
È di questi giorni, ad esempio, lei tra l'altro ho visto che l'ha anche richiamato su alcuni social, una valutazione che viene fatta dalla Svizzera, per dirne una, dove dice: facciamo attenzione perché sono successe delle cose nel 2020, siamo intervenuti ma dopo essere intervenuti risulta essere necessario fermarsi un attimo e invece che rincorrere la crisi con una serie di interventi, fare una valutazione strutturale, almeno una sintesi, su quelle che sono state le iniziative poste in essere prima di stabilire se continuare a fare, come continuare a fare, se muoversi in parallelo tra delle iniezioni delle liquidità e delle azioni di ristrutturazione o comunque di matrice più strutturale.
Questo non è per forza di cose corretto, ma secondo me può essere necessario. Motivo per il quale, rispetto all'iniziativa di riferimento, è necessario precisare i seguenti passaggi in premessa. Rilevato che nel corso dell'anno 2020, per sostenere la ristrutturazione del debito delle imprese, sono state adottate le seguenti misure e cioè: l'attivazione degli interventi tra Finaosta e Chambre Valdôtaine nell'ambito dei fondi già a loro disposizione, l'articolo 3 della legge 4, con l'istituzione del fondo rischi presso i Confidi per favorire l'accesso al credito delle PMI ai liberi professionisti, che è possibile attivare per il riequilibrio finanziario e per la rinegoziazione dei prestiti esistenti, l'estinzione di linee di credito e l'adozione di piani di rientro all'indebitamento, in altre parole il consolidamento del credito, non solo la sua ristrutturazione, l'articolo 4 della legge regionale 5 del 2020 per la concessione dei contributi in conto interessi e rimborso delle spese di istruttoria per il tramite dei Confidi a favore di imprese, di liberi professionisti e per l'abbattimento degli interessi sul finanziamento di liquidità contratti a valere sul fondo rischi di cui all'articolo 4 della legge 4 del 2020. Rilevato che le citate misure attivate nel 2020 sono tutt'ora attive e non tutte le risorse finanziarie a disposizione sono state ancora utilizzate, in particolare in riferimento all'articolo 3 della legge 5 del 2020, come risulta dalla documentazione trasmessa alla commissione, come giustamente rilevato nelle premesse dell'ordine del giorno, ci troviamo di fronte al perdurare delle condizioni di incertezza delle prospettive economiche che possono nel tempo modificare le necessità delle imprese e quindi che le iniziative già intraprese dalla Regione possono essere migliorate, valutate le mutate condizioni di contesto. Le misure adottate dalla Regione sono in alcuni casi complementari a quelle adottate a livello nazionale, così da rendere necessario verificare, prima di adottare un intervento regionale, le intenzioni del Governo nazionale stesso. Considerato pertanto che le iniziative già esistono e sono state utilizzate e che vanno assolutamente implementate - su questo io sono assolutamente d'accordo - si richiede di modificare il contenuto dell'impegno richiesto al Governo nel seguente modo: valutare, coinvolgendo Finaosta, Confidi valdostane e La Chambre Valdôtaine, l'efficacia delle iniziative intraprese, così da proporre al Consiglio regionale nei tempi della predisposizione del prossimo disegno di assestamento al bilancio, e con questo ci colleghiamo anche a quanto detto rispetto all'ordine del giorno 1 dal Governo ovviamente, non per forza di cose appoggiato da parte dei colleghi della minoranza, eventuali modifiche normative alle suddette iniziative, anche alla luce dell'eventuale sovrapposizione delle iniziative regionali con analoghe misure adottate a livello nazionale.
Questa impegnativa sarebbe praticamente la proposta di emendamento all'ordine del giorno 21 ed è sinteticamente in linea sia con lo spirito della sua iniziativa che con una parte dell'impegnativa, e anche con un tentativo di percorso alla Hansel e Gretel, quindi nel mettere tante piccole bricioline per arrivare a un percorso finale che potrebbe essere quello di fare una proposta più organica nei prossimi mesi.
Presidente - Consigliere Aggravi, ne ha facoltà.
Aggravi (LEGA VDA) - Io mi auguro che le bricioline non siano di bambù, perché sennò il panda se le mangia e Hansel e Gretel si perderebbero. Io le dico che preferisco le solide realtà, come diceva qualcuno, perché sappiamo che le bricioline di pane spesso fanno una brutta fine, soprattutto nel bosco e soprattutto in un periodo di grande fame.
Sinceramente sono soddisfatto della proposta di modifica, nel senso che come dicevo l'intenzione non è quella di arrivare à tout prix a un'approvazione, ma è quella che il principio valga, e penso che il duplice principio che lei cita con questa proposta di emendamento, cioè valutiamo e poi adeguiamo, implementiamo o comunque facciamo una modifica rispetto a quello che è stato fatto, sia un buon modo di agire.
Lei ci dice di essere sintetico, io cerco di darle un monito. Poi magari sulla sintesi ne parliamo informalmente, perché il concetto che ho io di sintesi e il suo forse sono un po' diversi. Però è bene che tutte queste valutazioni poi arrivino a qualcosa. Stiamo attenti a non fare delle grandissime valutazioni, non parlo soltanto di questo ordine del giorno, parlo in generale, perché passi il fatto che il primo ordine del giorno, come lei citava, forse noi abbiamo cercato di accelerare i tempi, ma perché siamo molto preoccupati sul discorso della variazione, io mi auguro che l'assestamento non arrivi poi a estate inoltrata, e qui guardo soprattutto lei in quanto responsabile della principale delega in quell'ambito lì.
Per quello che riguarda poi i soggetti da coinvolgere, voglio anche farle un'ulteriore proposta e guardo anche il Presidente. Non si sottovaluti anche il tavolo con il ceto bancario, nel senso che, ricordiamoci, ci sono anche delle funzioni, penso al discorso antiusura, che sono tra le finanze e la stessa Presidenza con determinate incombenze. Pensiamo magari anche a un coinvolgimento del ceto bancario in questi termini, perché io temo che i prossimi mesi saranno davvero difficili.
Noi accettiamo l'emendamento, se vogliamo sottoscriverlo e poi va benissimo votarlo.
Presidente - Assessore Marzi.
Marzi (AV-SA) - Uscendo dalla mia maniera allegorica di esprimermi, quello che è fondamentale ribadire da parte del Governo, posto a latere l'approvazione dell'ordine del giorno 21 emendato, è il fatto che sull'ordine del giorno numero uno noi non veniamo meno rispetto al chiaro urlo di urgenza che c'è da parte del tessuto privato e imprenditoriale valdostano rispetto alla situazione attuale. Semplicemente riteniamo, per le esperienze che il 2020 ha portato con sé, ma questo è normale che faccia parte del dibattito politico, non è importante andare per forza di cose d'accordo, che sia importante trovare una sintesi e arrivare il prima possibile a mettere in disponibilità le cifre maggiori possibili che arriveranno con l'avanzo, quindi è necessario fare l'assestamento il prima possibile.
È da qualche giorno che parliamo di legge 5, di legge 8 e di iniziative fatte nel 2020. Io ricordo la mattina della legge 5 in questo Consiglio, appena partita la pandemia, eravamo quattro gatti, perché qualche collega stava poco bene, le norme sul riunirsi in presenza erano ancora poco chiare, io ricordo i giornali che cosa dissero quando mettemmo in disponibilità 25 milioni di euro: "che cosa pensate di fare con queste briciole", per farne una sintesi; per poi arrivare a luglio alla legge 8, quindi a 163 milioni di euro. Lasciamo stare quello che abbiamo già richiamato essere il Consiglio regionale più lungo della storia, quattordici giorni con tutto quello che è successo, ma è un dato di fatto che per arrivare al gruzzolo grosso ci abbiamo dovuto mettere degli altri mesi.
Viste anche le esperienze del 2020, il tentativo che stiamo ponendo in essere e che ieri abbiamo esplicitato astenendoci sull'ordine del giorno 1, è quello di arrivare subito, quindi il prima possibile, all'avanzo, perché l'avanzo mette in disponibilità cifre maggiori che delle variazioni antecedenti all'avanzo stesso.
Il problema è che comunque tutte e due, come è stato sia per la legge 5 sia per la legge 8, risultano essere degli atti, quindi impegnano la Commissione e gli uffici, nel caso della legge 5 prima la Commissione e poi gli uffici, perché come giustamente da lei richiamato ieri è stato un grande merito della II Commissione, di tutti i membri della II Commissione nella XV legislatura, di arrivare sia sulla legge 4 che sulla legge 5 in maniera veloce a fare degli interventi; il fatto di muoverci in parallelo, mentre predisponiamo l'avanzo e l'assestamento, per preparare il disegno di legge di applicazione dell'avanzo stesso in sincrono con il Consiglio e le Commissioni di riferimento, risulta essere un obiettivo per arrivare il prima possibile alle risorse maggiori possibili in questo momento. Questo è l'oggetto del contendere sul quale giustamente continueremo a confrontarci.
Presidente - L'emendamento è stato sottoscritto. Qualcun altro vuole intervenire? Possiamo passare alla votazione. La votazione è aperta.
Esito della votazione:
Presenti, votanti e favorevoli: 32
Il Consiglio approva all'unanimità.
Passiamo all'ordine del giorno n. 22, "Bollo auto". Il Vicepresidente del Consiglio Sammaritani, ne ha facoltà.
Sammaritani (LEGA VDA) - Parliamo di bollo auto, un'accezione un po' superata ormai, perché quella che era una volta una tassa di circolazione che si pagava nel momento in cui il veicolo andava a circolare sul territorio è diventata poi nel tempo una tassa di proprietà; ci ricordiamo tutti il bollo auto rotondo, quello che veniva applicato ed esposto sul parabrezza. Parliamo quindi di questo tipo di tassa e vado ad esporre l'ordine del giorno.
Ricordato che dal 6 novembre scorso sono entrate in vigore le nuove misure per il contrasto della diffusione del Covid-19 previste dal relativo Dpcm del 4 novembre e che la Valle d'Aosta è stata classificata successivamente zona rossa, con la relativa applicazione delle limitazioni allo svolgimento delle attività sociali ed economiche, nonché agli spostamenti tra regioni e comuni; tenuto conto delle incertezze che l'arrivo della cosiddetta seconda ondata ha determinato sulle fasi di avvio e relativo futuro della stagione invernale, nonché degli aspetti negativi che, così come è avvenuto nel corso della prima ondata, stanno colpendo duramente il tessuto economico della nostra regione; richiamata l'esperienza e il lavoro svolto dal Consiglio regionale nella elaborazione e approvazione delle leggi regionali 5 del 2020 e 8 del 2020, che hanno consentito di definire una serie di interventi a sostegno della nostra economia e delle categorie sociali maggiormente colpite dalla crisi; considerato che le imprese e i lavoratori autonomi costituiscono il settore del tessuto sociale che ha risentito e risentirà in un prossimo futuro dei maggiori contraccolpi a seguito della crisi prodotta dal Covid-19; evidenziato che a partire dal 31 gennaio prossimo per la maggior parte degli automezzi è previsto il pagamento annuale della tassa automobilistica, che costituirà una ulteriore spesa per tutti i contribuenti e una ulteriore difficoltà in particolare per i possessori di partita IVA, alle prese con una sensibile diminuzione degli incassi a fronte di un pressoché invariato carico fiscale; preso atto che a seguito degli effetti economici legati all'emergenza da Covid-19 alcune Regioni italiane hanno già espresso intenzione di dare corso, e alcune anzi hanno già dato corso, a misure di alleggerimento per i contribuenti legate alle condizioni di pagamento del bollo auto, composizioni che variano da una diminuzione percentuale della tassa automobilistica a una posticipazione dei termini per il pagamento o ad una esenzione nel caso di nuova immatricolazione di automezzi a basse emissioni, con applicazione subordinata a iniziative legate alla modalità di pagamento tramite domiciliazione bancaria o a trattamenti legati alle condizioni economiche di ISEE dei contribuenti; tenuto conto che la Regione autonoma Valle D'Aosta, in attuazione dell'articolo 3 del decreto legislativo 28 gennaio 2008 n. 13 e dell'articolo 1 comma 4 del Dpcm 9 novembre 2009, è competente per la riscossione e gestione diretta delle tasse automobilistiche a decorrere dal primo gennaio 2010 e che la competenza disciplinare del tributo è stata trasferita alla Regione dall'articolo 5 del decreto legislativo 184 del 2017 e che le modalità di gestione sono disciplinate dalla legge regionale n. 9 del 15 aprile 2008; sentite le relazioni ai disegni di legge n. 2, 3 e 4, il Consiglio regionale impegna il Governo regionale a predisporre nella definizione della prossima variazione di bilancio un disegno di legge per la modifica dell'attuale legge regionale n. 9 del 15 aprile 2008 o comunque dell'attuale disciplina regionale per la determinazione e la riscossione delle tasse automobilistiche secondo il seguente principio: consentire per i prossimi cinque anni la diminuzione del 10 percento della tassa automobilistica relativa agli automezzi dichiarati a uso di bene strumentale al servizio dei possessori di partita IVA con iscrizione ai registri della Regione autonoma Valle d'Aosta e che provvedano al pagamento della tassa automobilistica stessa attraverso la domiciliazione bancaria.
Presidente - Per il Governo ancora l'assessore Marzi, ne ha facoltà.
Marzi (AV-SA) - In merito all'ordine del giorno numero 22, ahimè, torniamo al libro di cui sopra. Si fa presente che la proposta, seppure meritevole dal punto di vista concettuale, non è attuabile per le seguenti ragioni. La normativa statale di inquadramento in materia di tasse automobilistiche stabilisce che le variazioni tariffarie devono essere disposte dalle Regioni con legge entro il 10 novembre di ogni anno per essere applicabili dal primo gennaio dell'anno successivo; questo principio è stato forzatamente trasposto nella legge regionale. Tale termine è fissato anche al fine di consentire l'adeguamento dei sistemi informatici, trattandosi di agire sull'archivio dei pagamenti che è integrato a livello nazionale e di pagamento del tributo su tutto il territorio nazionale, sussistendo la libertà dei contribuenti di effettuare il versamento tributario in ogni parte di Italia.
Deliberare una agevolazione a beneficio dei soli operatori con automezzo dichiarato bene strumentale, in quanto trattasi di aiuto settoriale non chiaramente delimitato, costituisce inoltre un aiuto di Stato ai sensi della normativa europea vigente. Per cui andrebbe circoscritto e monitorato, nonché registrato sul registro nazionale degli aiuti di Stato, da parte degli uffici, per ogni singolo contribuente che ne beneficia e, a loro volta, ogni singolo contribuente dovrebbe compilare tutte quante le dichiarazioni inerente alla normativa di cui sopra.
La proposta avanzata appare voler sostenere una sola categoria di contribuenti tra tutti quelli attualmente in difficoltà, tra l'altro, senza comportare peraltro una diretta correlazione al rilancio dell'economia, come altre tipologie di sostegno in essere per le attività imprenditoriali.
Infine, la possibilità di utilizzo della domiciliazione bancaria in materia di tasse auto è superata dal nuovo modello di pagamento specifico all'interno del mondo della piattaforma digitale dei pagamenti PagoPA, introdotta dal codice dell'amministrazione digitale, modello già adottato da almeno due anni da tutte quante le Regioni.
Per cui per questi motivi e assolutamente sincroni rispetto alle ottime velleità dell'ordine del giorno di riferimento, le chiedo di ritirarlo oppure ci asterremo.
Presidente - Per la replica Consigliere Sammaritani.
Sammaritani (LEGA VDA) - Le eccezioni sono apparentemente fondate, devo dire, quantomeno alcune. In realtà spesso quando si va a parlare di aiuti di Stato si tratta di una considerazione abbastanza generica che poi a volte va meglio specificata o approfondita, perché è un concetto ancora spesso così esteso e non ben definito che a volte diventa difficile per gli stessi operatori del settore comprendere quando ci sia aiuto di Stato e quando non ci sia. Faccio riferimento al vecchio sistema di dire che ce lo chiede l'Europa e quindi molto spesso arriviamo a sostenere certi tipi di interventi normativi veramente deleteri, sulla base di una sorta di notizia molto vaga.
Devo dire che il fatto temporale, cioè che si debba operare per tempo, visto che si può intervenire soltanto entro il novembre dell'anno precedente, direi che ci può dare una chance ulteriore, cioè quella di ragionare su possibilità magari di intervenire su questo tipo di tassa che, come tutte le tasse, non è mai così troppo amata immagino dai cittadini, da me per primo, che sono appunto uno dei tanti balzelli che ci vengono imposti come cittadini e a volte operatori economici.
Direi che questo tipo di intervento, che peraltro come dicevamo nella nostra esposizione dell'ordine del giorno in realtà è stato messo in opera da altre Regioni con modalità diverse, alcune scontando una parte altre prevedendo premialità per un tipo di riscossione, potrebbe essere anche un rimedio. Io adesso non so esattamente quale sia il gettito regionale da questo tipo di tassa, però so per certo, per esperienza professionale, che c'è un tasso di insolvenza abbastanza elevato su questo tipo di tassa, quindi pensare a delle formule per far sì che il pagamento avvenga in automatico, piuttosto che su iniziativa del cittadino che deve versare, che a volte anche solo si dimentica, devo dire, non è che sia una volontà proprio così specifica di non pagare, quindi una sorta di domiciliazione. Capisco che il sistema del PagoPA ormai è diffusissimo, lo vediamo anche come operatori legali, perché ormai per tutti i tipi di versamento dei bolli si utilizza questa piattaforma, però prevedere una forma di pagamento automatico con domiciliazione, quindi una forma di premialità, ci pareva essere una forma molto intelligente, anche perché appunto applicata anche da altri.
Quindi non riteniamo di ritirare l'ordine del giorno, perché il suggerimento deve rimanere, secondo noi, e quindi chiederemo comunque di andare al voto.
Presidente - Assessore Marzi.
Marzi (AV-SA) - Rispondo solo perché, secondo me, risulta essere anche corretto provare a mettere dei punti e a fare dei collegamenti. Come abbiamo richiamato in seno alla relazione che è stata posta in essere quando abbiamo presentato questi disegni di legge, tra l'altro, nel caso specifico, il collega Sammaritani fa parte di un gruppo e all'interno di questo gruppo il relatore per la minoranza, anche per il gruppo di Pour l'Autonomie, come richiamato tra l'altro nell'ordine del giorno precedente, ha fatto giustamente una puntuale e correttissima, gliel'ho già detto dieci volte, sottolineatura del problema delle entrate, sia sul 2021 che sugli anni che arriveranno, ed è una lettura assolutamente corretta.
Il bollo auto fa parte del Titolo 1 ed è una di quelle criticità che si evidenziano già adesso, nel senso che si tratta a tutti gli effetti di entrate proprie. Come abbiamo richiamato, la situazione che si è venuta a creare sul 2021 è in parte il venir meno di alcune compartecipazioni erariali strettamente collegate, e questo nelle relazioni del collega Malacrinò, del collega Aggravi e del sottoscritto è stato richiamato rispetto soprattutto a entrate legate al lockdown, e poi c'era una parte minore di problematiche sulle entrate proprie. Risulterebbero esserci 82 milioni di euro in meno sulle compartecipazioni erariali 2020/2021 e 8 milioni di euro in meno sulle entrate proprie. Per cui è assolutamente corretto, e questo vale anche per un'analisi verticale che può essere fatta semplicemente prendendo il bollo auto, fare una considerazione rispetto a valutare una serie di interventi che vadano a sgravare questa entrata piuttosto che altre. Se però si prova poi in orizzontale a fare un'analisi più complessiva, ci si rende conto che il problema è esattamente quello che è stato posto nelle premesse rispetto all'attenzione che dobbiamo sempre più fare alle entrate. Cioè, se il problema nei prossimi anni saranno anche le entrate, capite bene che nonostante ogni singola analisi che può essere fatta per abbassarle possa essere recepita positivamente, se poi però la collegate rispetto al fatto che avremo il problema delle entrate, dobbiamo capirci perché una cosa nega in sé l'altra.
In termini di dibattito politico e di confronto, siccome il sottoscritto non è sicuramente una persona contenta di svolgere questo ruolo quando si tratta di parlare di accise, io capisco e sono anche d'accordo. Se però poi dopo dobbiamo ragionare in termini di prudenza e di certezza delle entrate, soprattutto quando - come è stato evidenziato all'inizio di questo dibattito - le entrate sono già un problema oggi e potrebbero esserlo anche nei prossimi anni, allora dobbiamo fare sicuramente dei ragionamenti di natura più complessiva.
Questo naturalmente, anche se apparentemente non sembra, in realtà è un'attenzione grandissima. Per il bollo auto, se non erro, più o meno siamo intorno ai 20 milioni di euro, anche attraverso un'attenzione grandissima e spasmodica che viene posta in essere, questo non per merito mio: io ho trovato una situazione molto positiva sulle entrate del dipartimento Regione semplicemente arrivandoci 56 giorni fa, per cui tutti i colleghi che in quest'Aula hanno svolto ruoli governativi e sono stati assessore alle finanze, hanno contribuito - come spero di contribuire anch'io - a rendere le entrate regionali, come tutte quante le altre strutture del dipartimento finanza, un fiore all'occhiello del dipartimento stesso.
Sta di fatto che noi oggi abbiamo, rispetto anche a questa entrata, soprattutto da quando è diventata nostra, un'attenzione eccezionale e soltanto il 25 percento di fatto di problemi rispetto ai pagamenti. Ma a differenza di altre Regioni quel 25 percento è "tampinato" costantemente dai nostri uffici, e questo viene fatto a maggior ragione, venendo anche all'ordine del giorno della collega Spelgatti, grazie all'utilizzo di strumenti in termini di digitalizzazione che da questo punto di vista stanno svolgendo un ruolo di forte aiuto al controllo delle posizioni debitorie e quelle poche posizioni moratorie vengono seguite in maniera ancora più precisa e costante rispetto a prima.
Presidente - Consigliere Distort.
Distort (LEGA VDA) - Mi permetto di aggiungere anche io un contributo alla riflessione, semplicemente sotto questo punto di vista. Prendo atto del fatto che siamo in Avvento e l'Avvento, come a Quaresima, per noi popolazione di tradizione cristiana, è un'epoca di approfondimento, di attesa e anche in senso positivo di espiazione, quindi capisco che lei sia stato messo, probabilmente non per sua scelta immagino, nelle condizioni di svolgere il ruolo di signor no in buona parte delle iniziative che abbiamo presentato - questa non è una lamentela, ma è una constatazione - di fronte a iniziative che sono state evidentemente sorrette da buon senso. Pare veramente molto particolare, molto difficile, riconoscere in lei un ruolo di negatore, di respingimento per delle iniziative assolutamente virtuose, assolutamente dotate di buon senso: ricordo la legge casa, ricordo una revisione delle norme sulle strutture alberghiere e ricettive in generale e adesso in questo caso sul bollo auto.
Faccio presente che nella nostra impegnativa noi chiedevamo di poter avviare un percorso di approfondimento sulla legge che prevedesse altresì non solo una riduzione, che poi può essere anche valutata del dieci percento, ma legata a un settore specifico, il settore produttivo, quindi i mezzi intestati a beni strumentali per le aziende che abbiano iscrizione partita IVA in Valle d'Aosta. Ma rendiamoci conto anche del fatto che dal punto di vista del mero bilancio, è vero, noi dobbiamo soddisfare un'equazione: quello che togliamo da una parte lo dobbiamo mettere dall'altra e quello che dobbiamo mettere da una parte non possiamo pensare di averlo tolto, perché sennò non abbiamo disponibilità. Verissimo tutto questo, ma rendiamoci anche conto dell'entità: noi non stiamo parlando di tutte le tasse automobilistiche per tutti i soggetti, stiamo parlando innanzitutto di un settore, quello legato ai possessori di partita IVA e all'utilizzo dei beni strumentali. Quindi capire l'entità di questo.
Secondo, capire anche l'entità delle riscossioni, perché è vero che funziona bene il servizio regionale relativo alla verifica degli insoluti, quindi la riscossione a posteriori, ma la riscossione a posteriori avviene con due anni, tre anni, un anno. Questi anni di non riscossione della rispettiva tassa automobilistica sono comunque una non entrata per la Regione; arriveranno e saranno iscritti nel bilancio dell'anno successivo e dell'anno successivo ancora. Però noi parlavamo di una domiciliazione bancaria e quindi di un pagamento automatico: automaticamente noi mettevamo in conto una riscossione puntuale della tassa automobilistica.
Ci fa specie assolutamente percepire che in questo suo increscioso ruolo sofferente, che si legge anche dalla mimica facciale, lei sia stato costretto a dire di no. Mi permetta, ma ritenevo assolutamente necessario effettuare questa constatazione.
Dalle ore 10:17 assume la Presidenza il vicepresidente Marguerettaz.
Marguerettaz (Presidente) - Per una brevissima replica, assessore Marzi.
Marzi (AV-SA) - La questione collega Distort è il fatto che buona parte delle entrate proprie regionali viene percepito attraverso il principio dell'autoliquidazione. Il bollo auto, in termini tecnici, così come ad esempio l'IMU, per citare una tassa propria comunale, viene pagata in autoliquidazione, nel senso che spetta al contribuente pagare. Quando arriva il bollettino a casa, perché in alcuni casi viene fatto, paradossalmente è una assunzione di responsabilità impropria da parte dell'ente che lo fornisce. Per cui è compito del contribuente e per il bollo auto è così, che poi è uno dei motivi per i quali lei giustamente richiama il fatto che non tutti sono precisissimi nei pagamenti ma, ripeto, in Valle d'Aosta molto meno che in altre regioni d'Italia, non può essere proprio fatto, perché questo tipo di entrata propria è fatta in autoliquidazione; è proprio una questione tecnica.
Presidente - Credo si possa procedere alla votazione. La votazione è aperta.
Esito della votazione:
Presenti: 31
Votanti : 13
Favorevoli: 13
Astenuti: 18 (Caveri, Chatrian, Cretier, Grosjacques, Guichardaz Erika, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marquis, Marzi, Minelli, Padovani, Restano, Rosaire, Sapinet, Testolin)
Il Consiglio non approva.
Ordine del giorno n. 23, "Personale ausiliario. Proroga dei contratti". La parola al collega Manfrin, ne ha facoltà.
Manfrin (LEGA VDA) - Come è già riassunto nel titolo di questo ordine del giorno, parliamo del personale ausiliario, quelli che volgarmente vengono chiamati bidelli all'interno delle istituzioni scolastiche valdostane, che sono stati oggetto di una chiamata pubblica questa estate ad agosto in numero di 161 unità. Questa chiamata serviva per rendere adatti i plessi scolastici alle necessità che vengono imposte dal Covid e che si sono sicuramente resi ancora più preziosi una volta che la scuola ha riaperto, alla luce delle necessità e le esigenze che poi sono subentrate.
Se avete seguito un po' quello che è accaduto nel mondo della scuola, avrete sicuramente preso visione di quello che è stato disposto nei casi di rinvenimento di un focolaio all'interno di una classe. La classe intera veniva sostanzialmente messa in quarantena, venivano tamponati tutti gli alunni e gli insegnanti, ovviamente venivano posti in quarantena coloro che erano risultati positivi, ma questo sostanzialmente provocava una sorta di panico all'interno della classe. Bisognava intervenire, bisognava andare a sanificare, bisognava limitare anche gli spostamenti degli alunni che erano soggetti a quel provvedimento e in questi frangenti sicuramente quel personale in più che i plessi hanno potuto utilizzare ha dato una grossa mano nella gestione.
Non soltanto questo, ovviamente. Abbiamo anche avuto la possibilità, tramite questo personale, di dare un po' di sollievo ai plessi che hanno dovuto anche scontare una sorta di turnover, oppure delle malattie professionali che si sono sviluppate nel tempo, magari alcuni componenti del personale ausiliario non potevano più svolgere alcune mansioni e questo nuovo personale ha permesso quindi di intervenire in questo senso.
Come è riassunto all'interno di questo ordine del giorno, la chiamata pubblica però ha una scadenza che è quella del 31 dicembre del 2020. Noi che siamo circa a metà di dicembre continuiamo a venire interpellati da parte del personale ausiliario che ci chiede quale sarà il destino lavorativo di queste persone, anche alla luce ovviamente delle necessità lavorative economiche che si rendono più che evidenti nel momento in cui bisogna affrontare questa crisi pandemica e non soltanto. La riflessione è che sicuramente a oggi ci sono alcuni plessi scolastici che sono chiusi e in realtà oggi qualche giornale riportava delle notizie preoccupanti, cioè qualche dichiarazione del Governo che diceva che non si possono assolutamente riaprire le scuole dopo il 6 di gennaio; questa cosa mi ha abbastanza terrorizzato e vedo degli ampi accenni di assenso da parte dell'Assessore. Quindi in ogni caso ci troviamo sicuramente ad affrontare una prima parte del 2021 critica ed è ancora più chiaro ed evidente che, in una situazione di criticità di questo tipo, questo personale ausiliario può risultare assolutamente prezioso per supportare tutte le attività che dovessero aprirsi -speriamo che debbano aprirsi, ovviamente in sicurezza - per rendere quindi utili e adatte allo scopo le aule dei nostri plessi, per regolare i flussi e scaglionare gli studenti, per controllare le disposizioni che vengono date all'interno delle scuole. È evidente che non essendoci a oggi una proroga, con questo ordine del giorno chiediamo al Governo regionale - è descritto all'interno del contratto che potevano essere prorogati - di procedere alla proroga dei contratti di questo personale, in maniera da poter affrontare tempestivamente e organicamente questa riapertura che auspichiamo delle scuole.
Presidente - La parola all'assessore Caveri.
Caveri (VdA Unie) - Esiste forse un legame telepatico tra me e il consigliere Manfrin, oppure alcune mie azioni sono spinte con un elemento di causa-effetto fra quello che lui scrive negli ordini del giorno e le conseguenti azioni amministrative. Manfrin sui social dirà che è così, cioè che le decisioni mie sono assunte sotto una sua attenta direzione!
Devo dire, a parte gli scherzi, che il tema è molto serio e riguarda questo personale che ha supportato le istituzioni scolastiche di fronte alla pandemia che, ahimè, non è ancora finita. Scherzavo prima con il consigliere Manfrin fuori verbale del fatto che per parecchi giorni io sono stato atteso, attorno alle ore 7:30 del mattino, da uno di questi bidelli precari che ogni volta mi incitava e io lo rassicuravo sul fatto che sarebbe stato garantito fino al mese di giugno questo contratto, a fronte dell'eccezionalità delle azioni che questi bidelli, soprattutto per le pulizie ma non solo, devono svolgere all'interno delle scuole.
Quindi al di là della telepatia le posso garantire che è già pronta la delibera che andrà lunedì in Giunta con la quale, è una delibera della Sovrintendenza con il dipartimento del personale, viene prorogato il personale in questione fino al mese di giugno.
Presidente - La parola al collega Manfrin.
Manfrin (LEGA VDA) - Io non credo che ci sia un collegamento telepatico, credo che il nostro sprone funzioni in maniera così importante da spingervi a compiere quelle giuste azioni che appunto vengono richieste a questa Amministrazione.
Accogliamo con assoluto favore la notizia che lunedì si andrà a deliberare la proroga dei contratti del personale ausiliario. Mi permetta una riflessione, cioè il fatto che l'adozione di questo ordine al giorno sarebbe stata semplicemente confermata nella giornata di lunedì e quindi non è che avrebbe chiesto soverchio impegno nel votarla, ma evidentemente in ogni caso quello che l'ordine del giorno si prefiggeva era l'obiettivo che andremo a realizzare lunedì e quindi ovviamente con soddisfazione ritiro l'ordine del giorno.
Presidente - Ordine del giorno n. 24, "Ospedale da campo". La parola alla collega Spelgatti, ne ha facoltà.
Spelgatti (LEGA VDA) - Emergenza sanitaria: sappiamo benissimo che purtroppo in questo momento moltissimi reparti sono stati necessariamente convertiti e chiusi alla normale attività, per poter ospitare i pazienti Covid. È una cosa che purtroppo si è dovuta fare, perché evidentemente qualcosa prima non era stato fatto correttamente nel momento dell'organizzazione di tutti quelli che potevano essere i posti letto in previsione della nuova ondata, però adesso purtroppo la situazione è questa.
È chiaro che bisogna invertire la rotta il prima possibile, perché comunque la gente muore, ma non è che muore solo di Covid: continuano tutte le altre patologie e tutti gli altri problemi. Di conseguenza più noi ritardiamo la riapertura dei reparti e la normale attività, più ci saranno una marea di problemi per la salute dei cittadini, problemi altrettanto gravi, laddove non solo non c'è prevenzione, ma laddove non si interviene su tutto il resto delle altre patologie; e questi reparti funzionavano tutti a pieno regime, per cui nel momento in cui non funzionano per parecchio tempo i problemi sono enormi. Di conseguenza noi dobbiamo fare di tutto per cercare di invertire la rotta il prima possibile e riaprire i reparti alla loro normale funzione e funzionalità, quindi che continuino a fare esattamente quello che facevano prima.
Ospedale da campo: è stata fatta questa scelta grazie all'Esercito italiano che ha messo a disposizione del personale per venire incontro alla grave situazione in cui si trovava e si trova la nostra regione per la mancanza di posti letto e per la mancanza di personale. Dalle iniziative che avevo già portato allo scorso Consiglio io non sono molto entusiasta, anzi, sono convinta che delle altre scelte si sarebbero potute fare, però rimane una mia convinzione nel momento in cui chiaramente non ho in mano tutti gli elementi, perché solo stando all'interno dell'ufficio di Presidenza si possono capire esattamente e valutare tutti gli elementi che si hanno in mano, ma la scelta dell'ospedale da campo, sotto una tenda, secondo me si sarebbe potuto fare qualcos'altro rispetto ad adottare questa scelta. Sono convinta che ci sarebbero stati tanti altri immobili al chiuso dove poterlo fare senza mettere i pazienti sotto una tenda, però questa rimane una mia opinione.
Questa scelta è stata fatta e di conseguenza, visto che dalle segnalazioni che mi sono arrivate sembra che in questo ospedale da campo ci siano pochissimi pazienti rispetto alla capienza e partendo dal presupposto che più volte l'Assessore ha detto che anche nel momento in cui noi i pazienti li mettiamo da un'altra parte poi il problema rimane sempre il personale, e noi qui abbiamo del personale medico e ausiliario messo a disposizione dall'Esercito e che quindi non pesa sulla nostra sanità, quindi possiamo liberare delle risorse umane da mettere a disposizione al di là dei posti letto, mettere a disposizione nel nostro sistema sanitario, la domanda è: perché non viene utilizzato a pieno ritmo questo ospedale da campo.
Di conseguenza quello che chiedo e che chiediamo è che il Consiglio regionale impegni il Governo regionale a invitare, chiaramente non può essere altro che un invito, l'azienda sanitaria locale a prediligere, laddove è possibile, si specifica ovviamente laddove è possibile quindi ci siano le condizioni per, la collocazione dei pazienti paucisintomatici presso l'ospedale da campo.
Presidente - La parola al presidente Lavevaz.
Lavevaz (UV) - L'hôpital militaire, dont nous avons déjà longuement parlé au fil des travaux de cette assemblée, constitue un élément fondamental des actions lancées par le gouvernement régional pour combattre l'épidémie de Sars-Cov2. J'aimerais avant tout souligner un fait, confirmé par l'opinion des patients qui ont été traité, à savoir l'excellent travail accompli par un l'ensemble du personnel de l'hôpital du point de vue, tant de l'assistance clinique que de la prise en charge humaine. Ils ont fait preuve d'une grande compétence pour traiter les patients fragiles dans des conditions qui sortent décidément de l'ordinaire. Cela dit, l'importante diminution du nombre de patients hospitalisés, au cours de ces derniers jours, a réduit notablement le nombre de personnes susceptibles d'être transférées dans les structures en question. De plus, dans le cadre des changements à venir, concordé avec l'Azienda, cette structure est destinée à accueillir des patients en phase moins critique que ceux qui seront traités dans les services de l'hôpital. Je voudrais par ailleurs souligner qu'indépendamment de cela, à l'état actuel des choses et compte tenu des ressources humaines disponibles de la part de l'armée, qui évidemment sont proportionnelles et variables selon la situation pandémique, et à ce jour le directeur sanitaire de l'hôpital militaire, qui est évidemment un militaire, a demandé que celui-ci ne voit pas confier plus de sept à huit patients. Voilà pourquoi nous demandons de retirer cet ordre du jour.
Presidente - La parola alla collega Spelgatti.
Spelgatti (LEGA VDA) - No, non lo ritiro. Non lo ritiro perché i conti non mi tornano, non mi tornano perché? Se poco fa, quando questo ospedale da campo è stato installato, i posti letto messi a disposizione e il personale messo a disposizione per la Valle d'Aosta era per una ventina di posti letto, se adesso a oggi in ospedale in realtà la situazione di ripristino dei vari reparti non è migliorata, perché comunque non stanno ritornando alla normale attività e i giorni passano, comunque sia c'è ancora questo problema ed è un problema enorme, allora delle due l'una. Serve l'ospedale da campo o non serve? È stata fatta la scelta di mettere l'ospedale da campo, ma in realtà non è che sono diminuiti adesso i pazienti mandati, perché non è mai stato utilizzato per venti pazienti. È chiaro che nel momento in cui noi non abbiamo mai utilizzato di fatto questo ospedale da campo perché il numero di pazienti mandato è sempre stato ridottissimo, è chiaro che poi arriva la richiesta da parte dei militari di dire: "Va beh, se non ci utilizzate riduciamo anche le risorse di cui avete bisogno". Però non capisco la linea strategica della Regione e della Azienda USL perché, ripeto, i conti non tornano: noi questo ospedale da campo di fatto l'abbiamo sempre sottoutilizzato in una maniera incredibile.
Ma allora perché l'abbiamo preso e soprattutto perché abbiamo messo venti posti che non abbiamo mai utilizzato? Di conseguenza o la scelta a monte non è stata fatta nella maniera corretta, oppure la scelta a monte non doveva essere quella di mettere un tendone. Noi comunque avevamo a disposizione i medici e gli infermieri per venti pazienti, questo era il dato di fatto molto importante, e ad oggi l'Ospedale non si sta riconvertendo per tornare alla normale attività.
Ripeto, la richiesta dell'Esercito la trovo normalissima: non l'abbiamo mai sostanzialmente utilizzato e l'abbiamo sempre sottoutilizzato, quindi è chiaro che il personale lo vanno a destinare da un'altra parte, però non mi quadrano i conti. Quindi no, mi dispiace, non lo ritiro.
Presidente - Una breve precisazione per il Presidente.
Lavevaz (UV) - Sì, brevissima. Evidentemente una questione è la struttura, la quale è stata dimensionata per venti pazienti al massimo. Altra cosa invece è il personale che è dedicato. Quando la struttura è stata iniziata nell'ospedale regionale avevamo circa 160 positivi Covid, oggi ne abbiamo una quarantina, per fortuna, ripeto. Quindi è evidente che anche l'ospedale da campo abbia un utilizzo che è funzionale all'effettiva esigenza e all'effettiva situazione pandemica. Ben venga che in questo momento ci siano meno malati all'interno dell'ospedale da campo.
Dall'altro lato l'ospedale ha già riaperto diversi reparti che stanno pian pianino tornando alla normalità, siamo passati - ripeto - da 160 a 40 all'interno dell'ospedale.
Presidente - A questo punto direi che possiamo aprire la votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Esito della votazione:
Presenti: 31
Votanti : 13
Favorevoli: 13
Astenuti: 18 (Caveri, Chatrian, Cretier, Grosjacques, Guichardaz Erika, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marquis, Marzi, Minelli, Padovani, Restano, Rosaire, Sapinet, Testolin)
Il Consiglio non approva.
Ordine del giorno n. 25, "Autorizzazione impianti trattamento e smaltimento dei rifiuti". La parola al collega Aggravi, ne ha facoltà.
Aggravi (LEGA VDA) - Questo ordine del giorno si discosta leggermente da quella che è la visione futura che abbiamo cercato di proporre e che purtroppo in minima parte, ma bisogna vedere anche il bicchiere mezzo pieno, è stata presa in considerazione dal Governo. In realtà riguarda un atto futuro, ovvero successivo, che avviene dopo la votazione del pacchetto di bilancio previsionale.
Il percorso di avvio del pacchetto di bilancio di previsione è avvenuto il 2 novembre scorso: c'è stato il passaggio in Commissione e si rammenta nelle premesse che, a seguito della valutazione, la Giunta è tenuta a dar corso all'approvazione del documento tecnico di accompagnamento al bilancio e soprattutto alle relative disposizioni applicative.
Cercherò di essere semplice perché è un ordine del giorno un po' tecnico. È capitato nel corso della scorsa legislatura di approfondire un aspetto importante relativo all'autorizzazione di impianti di trattamento e smaltimento di rifiuti, in particolare quando abbiamo trattato della vicenda della discarica di Pompiod.
A fronte anche di qualche iniziativa che è stata presentata in quest'aula e anche in Commissione, si è appreso che alcune delibere e provvedimenti dirigenziali sono stati presi dalla struttura tecnica, in virtù di una disposizione contenuta all'interno della delibera di Giunta conseguente all'approvazione del bilancio, in particolare laddove si prevedeva che fossero riservati alla Giunta regionale, oltre agli atti che le sono attribuiti dalla legge 22 articolo 3 e da altre specifiche disposizione, gli atti di approvazione di progetti per la realizzazione di impianti di trattamento di smaltimento dei rifiuti, ai sensi del decreto legislativo 152 del 2006 e successive modificazioni, Quindi si prevedeva esclusivamente la fattispecie relativa all'approvazione di progetti.
Tutti i passaggi successivi - tra l'altro in alcune risposte che furono fatte à tour de rôle dagli assessori all'ambiente, questo passaggio è specificato - che possono essere appunto il rinnovo, affitti d'azienda, subentri e quant'altro rispetto ai soggetti oggetto di concessioni, non avevano un passaggio all'interno della Giunta, quindi venivano a conoscenza della struttura amministrativa ed eventualmente della struttura politica, quale può essere il Consiglio, soltanto a fronte di atti ispettivi, oppure di una valutazione puntuale di quelle che sono le procedure sottostanti. Quindi, ripeto, non la prima autorizzazione dell'impianto, ma tutti i passaggi successivi.
A fronte di questo si vuole proporre, in parte l'avevo già annunciato nel corso dello scorso Consiglio, un'impegnativa al Governo regionale, affinché nella definizione della relativa approvazione della delibera che ci sarà dopo l'approvazione del pacchetto di bilancio, quindi nella delibera che definirà anche le altre disposizioni applicative e quindi anche gli oggetti che sono attribuiti alla Giunta, di prevedere per le proprie prerogative non soltanto quelle di approvazione dei progetti per la realizzazione di impianti di trattamento e smaltimento dei rifiuti, bensì anche quelli inerenti il rinnovo, la cessione o l'affitto di ramo d'azienda e casistiche similari.
Ovviamente questo non vuol dire che si bypassa la struttura tecnica ma, come ho detto nella premessa non deve neanche essere bypassato totalmente l'organo amministrativo, è bene che le due cose vadano di pari passo. Considerato anche che forse all'interno della compagine di governo c'è un'attenzione maggiore, se vogliamo, anche per tutta una serie di posizioni che sono state prese nel corso della scorsa legislatura, si vuole valutare l'attenzione su questo argomento e la possibilità di dare anche corso a delle evidenze che sono state oggetto di analisi nella scorsa legislatura, riguardo a dei precorsi che hanno purtroppo un'attenzione sempre ex post, sempre dopo che avvengono e mai in una fase precedente. Forse bisognerebbe avere, lo dico senza nessun privilegio di posizione, da parte di tutti, quando nascono, ma anche nel proseguo, un'attenzione particolare da parte delle comunità locali, ma io direi di tutta la comunità, perché ovviamente, laddove noi andiamo a trattare e a smaltire dei rifiuti, ci sono delle incombenze abbastanza significative su quello che è il territorio.
Ripeto, l'impegnativa vuole proporre e sottolineare al Governo regionale la possibilità di definire una modifica rispetto a quello che nel passato è già avvenuto.
Presidente - La parola all'assessore Minelli.
Minelli (PCP) - Innanzitutto vorrei ringraziare il collega Aggravi e i colleghi della Lega per aver voluto portare all'attenzione di questo Consiglio il tema dei rifiuti e in particolare delle autorizzazioni degli impianti per il trattamento e lo smaltimento degli stessi. È un tema quanto mai di attualità, anche considerato che proprio in questi giorni questo Consiglio sta affrontando per il tramite della III Commissione d'esame di una petizione che si occupa di temi che sono afferenti in parte all'ordine del giorno stesso.
Nella passata legislatura abbiamo discusso molto delle autorizzazioni concesse per alcuni impianti e delle procedure che erano state adottate e sono emerse alcune criticità e delle preoccupazioni, che credo siano poi anche alla base di questo vostro ordine del giorno e che nella sostanza condivido.
Credo che occorra specificare in premessa che, quando si parla di impianti di trattamento e di smaltimento di rifiuti, non ci si riferisce soltanto alla discarica di Brissogne o a quella di Pontey o alle due discariche private, su cui c'è discussione, di Chalamy e Pompiod, una delle quali che come tutti sappiamo non è in esercizio e l'altra sotto sequestro, ma parlando di impianti ci si riferisce anche a tutte le discariche comunali per inerti e agli impianti di smaltimento privati.
Faccio soltanto alcuni esempi. Ci sono impianti di smaltimento che sono depositi di imprese e di aziende private che si occupano direttamente di smaltire e di trasformare dei residui da lavorazioni proprie, per esempio la frantumazione, la trasformazione di asfalti o rifiuti da demolizione edilizia; o ancora, rientrano in questa enorme casistica anche i depositi di materiali ferrosi. Per rendere l'idea, abbiamo attualmente una quarantina di discariche e altrettanti impianti simili a quelli che ho sommariamente descritto, a cui vanno aggiunti tutti gli impianti che sono presenti sul territorio per la gestione dei reflui: sono circa duecento; le autorizzazioni riguardano anche questi e bisogna sommare le autorizzazioni AIA che sono afferenti a tutti gli impianti industriali. Il ventaglio quindi di impianti, di strutture oggetto di autorizzazioni di successive modificazioni sostanziali e non sostanziali, di rinnovi ricadenti sul lavoro della Giunta regionale conseguenti all'approvazione dell'impegnativa dell'ordine del giorno così come è formulata, come lei può ben comprendere è molto ampio e comporterebbe un impegno non trascurabile in termini di burocratizzazione della procedura, quindi un impegno anche della Giunta a discapito di altri temi.
Ma vengo nel merito alle parti dell'ordine del giorno. Voi proponete un impegno composto di due parti. La prima parte, che condividiamo in toto, rileva e chiede che gli atti di prima approvazione di progetti per la realizzazione di impianti di trattamento e smaltimento di rifiuti debbano essere oggetto di delibere regionali e quindi in carico alla Giunta. Aggiungeremo però anche la fattispecie del riesame di autorizzazioni conseguenti a condizioni di criticità ambientale, tenendo conto dell'evoluzione delle migliori tecnologie disponibili, come peraltro è previsto dal comma 12 dell'articolo 208 del decreto legislativo 152 del 2006, che è quello che disciplina questa materia.
Rispetto alla seconda parte dell'impegno, quello che vorrei sottolineare è che i rinnovi delle autorizzazioni, nel rispetto delle normative vigenti, sono in gran parte, per tutti quegli impianti che ho prima descritto, degli atti meramente tecnici, con una limitata discrezionalità, perché è molto difficile in alcuni casi per la Giunta assumere delle decisioni in contrasto a quelle assunte in sede di conferenza di servizi. Il passaggio in delibera di Giunta regionale di tutti questi atti, che riguardano appunto una casistica molto ampia, creerebbe quindi un appesantimento del lavoro, senza che la Giunta possa poi veramente entrare nel merito e assumere delle decisioni afferenti alla sfera tecnica.
Ricordo poi che è in fase di predisposizione il nuovo piano regionale per la gestione dei rifiuti che conterrà, in base all'analisi dei fabbisogni, le linee guida per la realizzazione delle varie azioni previste e un dettagliato piano di monitoraggio delle stesse.
Aggiungo inoltre che la legge 3 del 2020 all'articolo 21 contiene una disposizione che riserva alla competenza della Giunta l'individuazione dei CER assentibili nell'ambito delle autorizzazioni degli impianti e di trattamento smaltimento rifiuti. Però, condividendo e ravvisando la necessità che è espressa in questo ordine del giorno, che è quella di monitorare lo stato attuale e l'evoluzione delle attuali autorizzazioni anche in relazione al piano dei rifiuti, quello che si propone sono due emendamenti per l'accoglimento dell'ordine del giorno e sono questi: alla quinta premessa, dove c'è scritto "ogni altra scelta" chiederemmo di scrivere "alcune scelte", perché "ogni" vuol dire che tutti sono stati in qualche modo oggetto solo di provvedimenti di tipo come lei ha evidenziato. E poi proporremo di eliminare l'espressione "senza alcun tipo di passaggio all'organo amministrativo di vertice", perché per certi provvedimenti relativi alla casistica evidenziata invece sono stati fatti i passaggi di informazioni.
Con il secondo emendamento, che è poi quello più importante perché riguarda l'impegnativa, chiederemmo di modificare in questo modo, solo nella seconda parte: "impegna il Governo regionale a prevedere tra le proprie prerogative quelle di approvazione di progetti per la realizzazione di impianti di trattamento e smaltimento dei rifiuti, ivi comprese le modifiche autorizzative conseguenti al verificarsi di condizioni di criticità ambientale"; la seconda, "impegna l'Assessore a illustrare alla Commissione competente, su richiesta della stessa, lo stato dell'arte in merito al rinnovo, cessione o affitto di ramo d'azienda, relativi alle discariche e agli impianti presenti nel nostro territorio regionale e altresì a illustrare periodicamente alla Commissione competente il monitoraggio previsto nel nuovo piano rifiuti della gestione dei rifiuti urbani, speciali e delle bonifiche".
Io le farei avere il testo così ha un attimo anche per capire se è accettabile o meno.
Presidente - La parola al collega Aggravi, ne ha facoltà.
Aggravi (LEGA VDA) - Ringrazio l'Assessore per le precisazioni e per le proposte di emendamento che abbiamo accettato e che abbiamo sottoscritto. Io credo che il principio sia stato colto, ovvero quello da un lato di evitare che ci siano decisioni ancorché tecniche, ancorché a volte dovute, come ricordava l'Assessore, però che non sfuggano almeno al controllo da parte dell'organo amministrativo. Perché dico questo?
Ci sono, per chi segue le attività della Giunta, degli atti che spesso sono un po' strani, più che degli atti sono delle prese d'atto, che riguardano ad esempio le concessioni sulle derivazioni di acqua, oppure laddove ci sono anche delle scelte che sono prese in conferenza dei servizi, faccio un esempio che mi è caro e mi ha interessato, ovvero quello ad esempio della famosa rotonda di fronte alle funivie del Monte Bianco dove in Giunta di fatto non si poteva fare nulla, perché era una presa d'atto e quindi si subiva sostanzialmente una scelta fatta altrove, però comunque c'è un controllo e c'è una valutazione anche da parte dell'organo politico di quello che avviene.
Ho anche apprezzato la proposta di modifica dell'impegnativa laddove si prevede, e poi lo si vedrà meglio quando il piano dei rifiuti sarà poi valutato e messo in fase, riguardo a un monitoraggio e un'attenzione particolare che l'Assessore darà alla Commissione e quindi a tutto il Consiglio, perché su questa tematica, come cercavo di dire, ci accorgiamo dei rifiuti soprattutto quelli che ci preoccupano di più sempre dopo che le cose sono state fatte.
Da parte di tutti - dicendo tutti non parlo solo del Consiglio regionale, parlo in senso lato - ci deve essere sicuramente una maggiore attenzione. L'attività dei comitati spontanei dei cittadini è sicuramente importante, ma è bene che anche le strutture amministrative facciano il loro e monitorino quello che avviene. Non ci dobbiamo accorgere delle problematiche soltanto quando ormai le cose sono fatte, quindi ringraziamo l'Assessore dell'attenzione data a questo ordine del giorno.
Presidente - La parola al collega Chatrian.
Chatrian (AV-SA) - Penso che la modifica fatta a questo ordine del giorno possa aiutare il Consiglio tutto e anche la Commissione che sta ultimando e terminando quella che è la petizione in essere. Penso però che la sfida forse più delicata sarà quella, oltre alla legge 3 del 2020 che questo Consiglio ha approvato, di andare a legiferare eventualmente in merito ai futuri percorsi una volta approvato il nuovo piano rifiuti e che ci sia ognuno per il suo ruolo, quindi il ruolo di natura politica da una parte, il ruolo di natura amministrativa e il ruolo invece di noi legislatori.
Al di là dei buoni propositi, mi insegnava qualche anno fa qualche politico di lunga data che gli ordini del giorno non si negano a nessuno, penso sia molto più importante che questo Consiglio vada eventualmente a legiferare in materia, in modo da avere quella forza e quella capacità, anche a seguito delle diverse petizioni che sono state messe in evidenza proprio in questo ultimo periodo e che hanno spinto o spronato quella che è la legge che è stata approvata a larga maggioranza nel gennaio 2020.
Presidente - Se non ci sono altri interventi, credo si possa mettere in votazione l'ordine del giorno così come emendato. La votazione è aperta.
Esito della votazione:
Presenti, votanti e favorevoli: 32
Il Consiglio approva all'unanimità.
Ora credo si possa fare una sospensione per il ricambio dell'aria in aula. Cinque minuti di sospensione.
La seduta è sospesa dalle ore 11:02 alle ore 11:19
Dalle ore 11:20 assume la Presidenza il presidente Bertin.
Bertin (Presidente) - Riprendiamo i lavori del Consiglio dopo aver arieggiato i locali. Siamo all'ordine del giorno n. 26 della Lega, "Morosità incolpevole". Collega Manfrin, ne ha facoltà.
Manfrin (LEGA VDA) - Veniamo ad un'altra vexata quaestio di quest'aula. Mi permetto di ricordare trattando questo specifico ordine del giorno quando, nella mia precedente esperienza di amministratore del Comune di Aosta, venni apostrofato dall'allora assessore all'edilizia residenziale pubblica dicendo che forse dovevo studiarmi la legge 3 del 2013. Questa esortazione mi ha spronato ad approfondire questa legge che, secondo me, dovrebbe essere applicata in tutti gli ambiti, essendo una sorta di testo unico della legge sulla casa, chiamiamola così, ma la casa dal punto di vista dell'edilizia residenziale pubblica e non la casa dal punto di vista urbanistico.
Tra i numerosi articoli che compongono questa legge, la 3 del 2013, ve ne è uno, l'articolo 45, che recita così: "Concorso nella copertura della morosità incolpevole". Al comma 1 si dice: "La pianificazione regionale individua l'entità del concorso a favore degli enti proprietari di alloggi di edilizia residenziale pubblica per la copertura della morosità incolpevole". Al comma 2: "La Giunta definisce con proprie deliberazioni i criteri e le modalità di assegnazione delle risorse finalizzate al sostegno degli interventi di cui al presente articolo".
L'ordine del giorno che andiamo a proporre oggi si concentra appunto sul comma 2, ovvero sul fatto che la Giunta regionale debba definire con propria deliberazione i criteri e le modalità di assegnazione delle risorse finalizzate al sostegno della morosità incolpevole. Perché la morosità incolpevole - lo spieghiamo anche a chi ci segue da casa, oltre che magari ai colleghi che non hanno approfondito l'argomento - è quel mezzo con il quale si interviene da parte della pubblica amministrazione pagando l'affitto per chi non se lo può permettere. Gli alloggi di edilizia residenziale pubblica si rivolgono, come è possibile immaginare, a una fascia di popolazione che ha necessità di trovare un alloggio e non riesce a rimediarne uno con i mezzi propri. Poi ci sono delle storture anche su questo in realtà, perché siamo l'unica regione in Italia, penso, dove una persona si può vedere assegnata una casa popolare il giorno uno, ma se il giorno due vince al SuperEnalotto un miliardo di euro continua a mantenere la casa popolare; questa è un'altra stortura di questa legge che prevede un livello di entrata, ma non prevede un livello di uscita; parlo di reddito.
Al netto di questo però, come dicevo prima, chi entra in un alloggio di edilizia residenziale pubblica può avere ISEE zero, il che significa avere un reddito zero, il che significa non avere entrate. Se io non ho entrate e quindi mi entra zero ogni mese per tutta una serie di motivazioni, evidentemente l'affitto non lo potrò pagare. Qui interviene in tutte le regioni d'Italia, tranne che in Valle d'Aosta, l'ente pubblico - c'è l'ARER in questa Regione, ci sono i Comuni che hanno una gestione, una volta c'era l'APS per il Comune - che interviene e paga l'affitto di chi non può, perché è evidente che se io non ho un euro e non posso neanche comprarmi un panino, difficilmente potrò pagare l'affitto.
Che cosa succede? Questo ovviamente produrrà una serie di effetti, magari anche limitati, su chi si trova in quella situazione, perché difficilmente potrà essere sfrattato se ha reddito zero, però creerà sicuramente una situazione spiacevole. Tanti assegnatari di edilizia residenziale pubblica in questi giorni stanno ricevendo lettere di messa in mora e creerà un effetto anche su quello che è l'ente gestore, quindi l'ARER, che accumulerà un debito che evidentemente non potrà utilizzare, per esempio, per ristrutturare gli alloggi o per fornire servizi a coloro che sono assegnatari di alloggio di edilizia residenziale pubblica.
Per addivenire a questo pagamento e quindi a questa sostituzione dell'ente pubblico nei pagamenti degli affitti, l'articolo 45 individua una modalità, quindi che sia la Giunta con propria deliberazione a definire quali sono i criteri, perché evidentemente non tutti potranno accedere ai requisiti della morosità incolpevole. Ovviamente non soltanto bisognerà individuare i criteri, ma bisognerà anche individuare le entità, facendo delle proiezioni su quelli che sono i canoni di affitto, delle cifre che l'ente pubblico e quindi l'ente Regione dovrà dare all'ente gestore, quindi l'ARER, per coprire i mancati affitti, i mancati incassi.
Questa delibera purtroppo dal 2013, anno in cui è stata approvata questa legge, non è mai stata fatta da nessuna Giunta e quindi scontiamo purtroppo un effetto negativo in questo senso. Scontiamo la mancanza di questa delibera e le persone che si trovano ad avere un ISEE zero o ISEE al di sotto, per esempio, della soglia economica di povertà che mi pare sia stabilita in 405 euro, è anche questa oggetto di delibera regionale che viene aggiornata ogni anno, queste persone continuano quindi a ricevere le richieste di pagamenti, adesso ricevono la lettera di messa in mora, ma non è che non vogliono pagare, non possono, non hanno i soldi per pagare. Fino a quando però non si farà questa delibera, evidentemente non potranno pagare, non potranno veder chiuso il debito con la pubblica amministrazione e magari si vedranno anche preclusi tutta una serie di passaggi. Che poi, e questo voglio che sia ben chiaro, si debba anche andare a verificare e a separare coloro che non possono tra coloro che fingono di non potere, è altrettanto chiaro ed evidente. È chiaro, lo dicevo anche a chi informalmente mi ha chiesto degli approfondimenti su questo ordine del giorno, così come sul tema della morosità incolpevole, che ci sono persone che possono avere ISEE zero ma al secondo, terzo, quarto anno che una persona ha ISEE zero, sarà forse necessario andare da questa persona e chiedere: scusami, ma se tu non guadagni neanche un euro, mi spieghi come vivi e di che cosa? Questa è una domanda interessante, ma ovviamente non prescinde dal fatto che la necessità di andare a disciplinare questo campo sia assolutamente impellente.
Con questo ordine del giorno chiediamo che la Giunta regionale possa disciplinare, tramite la delibera, quanto previsto dall'articolo 45 della legge 3 del 2013, permettendo quindi di definire le modalità di accesso alla morosità incolpevole e definendo anche a questo punto le risorse economiche necessarie alla copertura delle relative esigenze.
Presidente - Collega Baccega interverrà dopo il Presidente, a cui do la parola.
Lavevaz (UV) - Rispondo in nome e per conto dell'Assessore che non è presente. Nel premettere che in questi anni, per far fronte alle condizioni di vulnerabilità sociale ed economica in cui versa un numero sempre più elevato di famiglie che non riescono a sostenere i costi dell'affitto, oltre che quelle ulteriormente indebolite dalla crisi economica correlata alla pandemia in atto, l'Amministrazione regionale ha attuato, a partire dal 2014, quindi parliamo di un numero consistente di anni intercorsi dall'entrata in vigore della legge, anno in cui si sono succeduti in questa regione governi a maggioranza politicamente varia, una strategia di intervento nell'ambito delle politiche sociali, integrando iniziative di riconoscimento di contributo a fondo perduto ad azioni più innovative mirate all'accesso e al mantenimento delle abitazioni in locazione e al contenimento degli sfratti e della morosità incolpevole.
Questo Governo ha constatato inoltre la mancanza di un adeguato dispositivo normativo regionale che consenta all'ARER di fruire di indennizzi per la cosiddetta morosità incolpevole ed appreso che è già in fase di discussione con le strutture dell'Assessorato finanze, innovazione, opere pubbliche e territorio, competente ancora per alcune settimane in materia di edilizia residenziale pubblica, l'introduzione di una procedura regionale che disponga il rimborso da parte della Regione delle somme a credito dell'ARER derivanti dalla cosiddetta morosità incolpevole, che si manifesta nel momento in cui i nuclei non riescono a pagare il canone e le spese, questo Governo ha già iniziato una ricognizione per approfondire la definizione nell'ambito delle politiche della casa delle procedure e dei criteri per l'utilizzo del fondo a copertura della morosità incolpevole, ai sensi anche del decreto legge 31 agosto 2013 n. 102, di istituzione del fondo destinato agli inquilini morosi incolpevoli, convertito poi nella legge 124. Per tale motivo chiediamo di ritirare questo ordine del giorno.
Presidente - Collega Baccega ne ha facoltà.
Baccega (PA) - Sottolineo che questo ordine del giorno lo condividiamo appieno e riteniamo che sia il momento di dare corpo e posso anche dire, assumendomi delle responsabilità per quella parte di percorso che mi ha visto protagonista in quella delega, che ci abbiamo provato più volte: abbiamo pensato di poter intervenire attraverso una serie di provvedimenti, ma poi venivano modificate le questioni legate ai redditi delle famiglie, quindi questo ha mandato in là le problematiche.
Io credo che da questo punto di vista -questa è un po' l'occasione di questo intervento - si debba fare una revisione complessiva della legge 3, una revisione complessiva che preveda tutta una serie di interventi che vadano anche nella direzione che il collega Manfrin ha evidenziato e sottolineato. Ci sono diverse storture e soprattutto bisogna fare delle riflessioni con l'ente unico che gestisce il patrimonio immobiliare all'interno di questa regione, ovvero l'ARER. Adesso è appena cambiato il consiglio di amministrazione, quindi gli daremo il tempo di accomodarsi e di prendere atto delle cose che sono in itinere, ma con l'ARER dobbiamo fare una riflessione attenta, perché anche lì è necessario intervenire in modo significativo. Guardo la presidente della V Commissione e dico che forse nel tempo, nei prossimi mesi, un approfondimento di questo tipo con l'ente gestore va assolutamente fatto.
Comunque noi condividiamo lo spirito e anche l'impegno di questo ordine del giorno e lo voteremo certamente.
Presidente - Consigliere Manfrin ne ha facoltà.
Manfrin (LEGA VDA) - Devo dirle, presidente Lavevaz, che la sua risposta mi sconcerta alquanto e voglio derubricare la sua risposta a questo ordine del giorno al fatto che qualcuno le abbia scritto la risposta sul foglio e lei abbia letto quello che era scritto. Perché le faccio notare una cosa Presidente: questa impegnativa impegna quest'aula e la Giunta ad attuare quanto previsto in legge! Questo non è facoltativo, è un obbligo di legge che da sette anni non vede il suo adempimento. Io veramente vorrei vederla Presidente e vorrei vedere quest'aula - mi rifiuto di ritirare questo ordine un giorno - che vota contro una richiesta di adempimento di una legge. Sono davvero curioso Presidente! Vede, purtroppo quando siamo chiusi in quest'aula e parliamo e trattiamo di diversi argomenti, spesso ci estraniamo dal contesto e spesso ci estraniamo dal fatto che le decisioni che vengono votate da quest'aula hanno delle conseguenze sulle persone, alcune più di altre. E quando si dice "stiamo già facendo", non si adempie a quanto previsto dalla legge. E quando, soprattutto all'interno di una pandemia, ci sono persone che ricevono la lettera di sfratto o di messa in mora, le posso assicurare Presidente che quelle persone non la vivono bene e aspettano da questa aula delle risposte.
Qui non stiamo parlando di progetti futuri, di auspici, di indirizzi politici o quant'altro, stiamo parlando di carne e sangue, della vita delle persone. Sono persone già in difficoltà, erano in difficoltà prima della pandemia e adesso si vedono recapitare a casa delle lettere di messa in mora e di sfratto, per case glielo dico anche fatiscenti, anche per colpa della mancata adozione della morosità incolpevole, perché come ho detto prima se io non vado a rifondere gli affitti non pagati all'ente gestore per persone che non è che non vogliono ma non possono pagare, l'ente gestore non potrà ristrutturare le case e queste non potranno ovviamente che decadere e non potranno che peggiorare la vita delle persone che vivono in quegli alloggi.
Quindi lei Presidente io le auguro, anzi, le chiedo se vuole prendersi un attimo di riflessione, sospendere e fare un ragionamento con la sua maggioranza, ma io le chiedo cortesemente di rileggere l'impegnativa di questa legge e di riflettere bene su quello che volete votare. Noi ovviamente questo ordine del giorno non lo ritiriamo.
Presidente - Non vedo richieste di intervento, passiamo dunque alla votazione. La votazione è aperta.
Esito della votazione:
Presenti: 33
Votanti : 14
Favorevoli: 14
Astenuti:19 (Bertin, Caveri, Chatrian, Cretier, Grosjacques, Guichardaz Erika, Guichardaz Jean-Pierre, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marquis, Marzi, Minelli, Padovani, Restano, Rosaire, Sapinet, Testolin)
Il Consiglio non approva.
Ordine del giorno numero 27, "Piano di allerta tracciamenti". Consigliera Spelgatti per l'illustrazione, ne ha facoltà.
Spelgatti (LEGA VDA) - Una delle principali cause dell'esplosione di contagi da Covid nella nostra regione è stata dovuta al sistema di tracciamento dei contatti che non ha funzionato a dovere. Come Regione si è corsi ai ripari implementando le risorse umane da destinare al servizio medesimo, ma ciò ha comportato necessariamente la perdita di molti giorni fondamentali per l'isolamento dei possibili contagiati. Appare fondamentale dunque procedere immediatamente, cioè ora, nella predisposizione di un sistema di allerta rapido per scongiurare la predetta terza ondata di cui tutti parlano, con un piano che preveda: uno, il reperimento di soggetti potenzialmente disponibili in caso di necessità a occuparsi del predetto tracciamento; due, la predisposizione di un elenco di questi soggetti; tre, la preventiva formazione degli stessi, tenuto conto che la maggior parte di essi è già stata formata in questi mesi, ma che nuovi soggetti devono entrare a far parte dell'elenco, per essere richiamati in caso di necessità e che devono poter essere operativi immediatamente sapendo già cosa devono fare.
Premesso questo, bisogna prevedere la pianificazione di una procedura automatica che, a seconda del crescente numero di contagi, preveda l'immediato e proporzionale aumento del personale attivato per il tracciamento dei contatti. Inoltre, la predisposizione di una procedura dettagliata da seguire da parte dei cosiddetti tracciatori.
Bisogna inoltre considerare che il medesimo problema si è riscontrato sulle USCA, le Unità speciali di continuità assistenziale, che hanno il compito di gestire a domicilio (consulto telefonico, videoconsulto, visite domiciliari) i pazienti sospetti o accertati Covid-19 non necessitanti di ricovero ospedaliero e questi soggetti sono fondamentali, cioè le USCA, per fronteggiare l'emergenza sanitaria. Bisogna valutare che per le USCA vale il medesimo discorso dell'elenco delle risorse potenzialmente disponibile già formate e che il numero di quelle attivate deve essere dinamicamente rapportato ai bisogni, senza necessità di delibere di Giunta specifiche, il tutto attraverso la predisposizione di una delibera quadro che pianifichi una procedura con immediato proporzionale aumento del personale chiamato in relazione al superamento dei vari scaglioni che individuano il numero di persone contagiate.
Per questo noi chiediamo che il Consiglio regionale impegni il Governo regionale a predisporre immediatamente, di concerto con l'Azienda sanitaria locale, un piano di allerta rapido per il tracciamento dei contatti e uno per le USCA, al fine di prevenire la possibile terza ondata dei contagi da Covid-19.
Cosa urge in questo momento? Non continuare a rincorrere il problema come è stato fatto per la seconda ondata. Non ci siamo preparati a dovere per la seconda ondata, ma abbiamo l'obbligo di partire ora a prepararci per la terza ondata. Questo perché il sistema di tracciamento dei contatti è assolutamente fondamentale, perché nel momento in cui si ha un positivo, bisogna riuscire immediatamente a individuare quali sono stati i contatti della persona positiva, in maniera tale appunto da creare le quarantene ed evitare che questi contagi continuino ad aumentare come delle onde che si propagano in maniera esponenziale.
È vero che il sistema dei tracciamenti è stato implementato attraverso le risorse umane necessarie, ma per far questo si è corsi dietro al problema perdendo una marea di tempo. Infatti il sistema di tracciamento è andato in tilt, perché tra quando si fanno le procedure per chiedere alle persone e trovare il personale necessario, tra le delibere necessarie e quant'altro, vale sia per il tracciamento dei contatti che per le USCA, sono passati parecchi giorni che sono giorni fondamentali in cui intanto nel frattempo il Covid aumenta.
Qual è la proposta che noi facciamo? È di fare un piano di allerta rapido, automatico. Oggi facciamo le procedure per individuare il personale potenzialmente, non che viene immediatamente attivato, potenzialmente pronto a intervenire in caso di necessità. Dopodiché lo si forma già oggi: c'è una parte già formata perché ha già lavorato per il tracciamento della seconda ondata, mentre una parte di risorse devono essere nuove ma pronte a essere attive immediatamente; cioè, oggi c'è il problema, domani queste persone sono pronte e attive per lavorare. Soprattutto, una volta predisposto questo elenco, si prepara questo piano di allerta rapido anche con tutta la procedura automatizzata per sapere esattamente che cosa si deve fare o meno.
Ma il sistema deve essere automatico: si devono prevedere x contagi, x personale attivato. Si supera quella soglia di sbarramento, aumentano i contagi? Da tot contagi a tot contagi, tot persone servono. È un calcolo che deve essere fatto prima, i soggetti devono essere pronti, l'elenco ci deve essere e il sistema deve essere appunto automatizzato e quindi deve prevedere, a seconda dell'aumento del numero dei contagi, le risorse da attivare e che siano già pronte, in maniera tale che il sistema non vada più in tilt. Teniamo conto che, oltre a essere questo un problema chiaramente di diffusione di contagio -là dove il sistema di tracciamento non funziona aumentano chiaramente in maniera esponenziale i contagiati, cioè persone che non sanno di essere potenzialmente state contagiate e che quindi eventualmente vanno a contagiarne anche altre - c'è poi anche un problema legato a quello che noi sappiamo essere un indice che ci ha così penalizzati nel discorso di zone rosse, zone gialle e quant'altro, perché il sistema del tracciamento dei contatti è stata proprio la criticità che Roma ci ha indicato come una delle principali cause, non l'unica, che ci ha mandato in zona rossa.
Queste iniziative però devono essere adottate oggi, perché bisogna essere pronti visto che la prevista terza ondata potrebbe arrivare a breve.
Presidente - Il Presidente della Regione Lavevaz, ne ha facoltà.
Lavevaz (UV) - Grazie collega Spelgatti per l'illustrazione di questo ordine del giorno.
La rassicuro: il piano non serve oggi, il piano serviva ieri. Infatti, su questo abbiamo iniziato a lavorare già fin dalla prima fase della seconda ondata. Non vi sfuggirà che ci siamo trovati nella prima settimana di legislatura proprio nel momento in cui la recrudescenza della seconda ondata si stava facendo presente in maniera molto chiara.
Vero è che abbiamo avuto alcune settimane di difficoltà nel riprendere questa situazione, in particolare nella trasmissione dei dati, perché la struttura del dipartimento non era in grado di sopportare questo tipo di sovraccarico o comunque non era predisposto, proprio dal punto di vista del personale, a far fronte a un aumento così rapido e repentino del carico di lavoro.
Quello che abbiamo fatto, almeno per quanto lei ha illustrato, è esattamente quello che lei ha immaginato, nel senso che nel piano che si sta predisponendo si sta facendo esattamente questo, quindi individuare per scaglioni diversi di numero di contagiati al giorno, un aumento sostanzialmente automatico, come le hai detto, delle persone che vanno a seguire sia il contact tracing che l'elaborazione dei dati da trasmettere al Ministero. Questo proprio per evitare di ritrovarci di nuovo nella situazione che abbiamo vissuto a fine ottobre, ma mettendo anche proprio nomi e cognomi di chi deve andare, cioè non soltanto dire ci vanno dieci persone, ma sapere già anche in quella fase, quando si accende la lucetta rossa, chi è che deve lasciare il suo posto e andare a seguire questo tipo di lavoro per la gestione dell'emergenza. Abbiamo provato a fare anche qualche riflessione in più su una "specializzazione" di personale medico e infermieristico su aree di competenza, quindi per quanto riguarda le scuole, piuttosto che le microcomunità, piuttosto che gli ambienti di lavoro.
L'altro problema che abbiamo già affrontato e che è stata un'altra delle criticità di questa seconda ondata, credo già anche nella prima, è tutto l'apparato informatico. Ci sono delle problematiche legate al fatto che le piattaforme informatiche, che siano quelle dell'Istituto superiore di sanità, che siano quella della Protezione civile, hanno un po' di difficoltà, per usare un eufemismo, nella trasmissione automatica dei dati, perché c'era bisogno di un'elaborazione molto manuale della trasmissione, eccetera. È un passaggio che abbiamo cercato di migliorare in queste settimane e lì ci siamo già, anche in questa fase.
Oltre a questo, per completezza del piano, c'è la questione della prevenzione, di cui ho parlato molto probabilmente ieri o l'altro ieri nell'ambito di un altro ordine del giorno, cioè la questione dei cosiddetti campioni sentinella della popolazione, che è un'idea dell'assessore Barmasse, che effettivamente potrebbe permetterci di anticipare le mosse. Questo è importante, perché abbiamo approvato la settimana scorsa o quindici giorni fa la legge 11, con la quale ci siamo caricati di una responsabilità di autonomia giustamente nella gestione dell'emergenza. Questo carico di autonomia nella gestione ci carica anche ovviamente di grandi responsabilità nella gestione di quello che facciamo, quindi per questo è importante anche in qualche modo anticipare un po' i tempi. Quindi la possibilità di avere dei campioni sentinella, come vi ho spiegato l'altra volta molto brevemente, un campione di popolazione significativo, che può essere un due percento, il quale per un mese viene tamponato ogni settimana e che quindi permetta di dire, nel momento in cui si superino determinate soglie (sperando che questo non avvenga, ovviamente) che stiamo di nuovo andando verso un peggioramento della situazione pandemica, di anticipare un pelino magari alcune azioni che saranno poi da valutare dal punto di vista sanitario.
Questi aspetti, insieme alla predisposizione del piano, come giustamente diceva lei nella parte di contact tracing, ci dovrebbe permettere di affrontare un'eventuale malaugurata terza ondata - spero che non ci sia - con una solidità a livello di preparazione delle strutture, diversa rispetto a quello che è stato il percorso almeno all'inizio della seconda ondata.
Per quanto riguarda invece le USCA, come lei sa, a livello nazionale è prevista una USCA ogni 50 mila abitanti. Noi a fine ottobre abbiamo già aumentato il numero di USCA portandolo attualmente a sei con la possibilità ancora di aumentare, quindi sostanzialmente abbiamo una USCA ogni 20 mila abitanti, quindi decisamente di più di quanto previsto a livello nazionale. In più si è implementato in maniera importante, aspetto anche questo che la prima ondata ci ha insegnato, il fatto di un maggior presidio del territorio soprattutto nelle aree sensibili, quindi nelle strutture per anziani, eccetera, dove sono state inserite tre figure, tre medici sostanzialmente, che seguono in maniera particolare l'ambito delle strutture residenziali per anziani. Anche qui, sempre nella logica di una prevenzione, c'è un presidio medico sul posto che, al di là di essere un riferimento importante per la profilassi e quindi per la prevenzione di quello che può succedere, è un elemento di riferimento importante invece nel momento in cui la situazione dovesse di nuovo peggiorare.
Quindi l'assetto organizzativo è assolutamente in itinere. Sicuramente una parte importante è stata fatta ed è pronta un'eventuale gestione della terza ondata, quindi chiediamo di ritirare l'ordine del giorno, perché è un'impegnativa di una cosa che sostanzialmente abbiamo già fatto qualche settimana fa.
Presidente - Consigliera Spelgatti ne ha facoltà.
Spelgatti (LEGA VDA) - Guardi, stavo pensando di ritirarlo, perché comunque non si può avere chiaramente la prova contraria rispetto a quello che lei mi dice. Se lei mi dice "lo stiamo facendo", siccome l'obiettivo, come vedete, da parte di tutto il nostro gruppo è sempre e solo quello esclusivamente di essere propositivi rispetto a una situazione, nel momento in cui voi mi dite "stiamo facendo esattamente quello che le dice nell'impegnativa" io posso anche crederci. Però ha detto un'ultima parola per cui ho cambiato idea: nel momento in cui lei ha detto che "lo stiamo facendo da qualche settimana", allora io ho detto "no, non è vero!".
Non è vero perché? Da che cosa nascono i nostri ordini del giorno? Noi stiamo in mezzo alle persone, cerchiamo di parlare con i soggetti competenti, perché nessuno nella vita è un tuttologo, e quindi questi ordini del giorno, soprattutto quelli in materia sanitaria, nascono dal fatto che ci vengono fatte delle segnalazioni da parte di personale altamente qualificato che lavora esattamente in questi ambiti. A me la segnalazione è arrivata proprio dal personale che si occupa del tracciamento e che mi dice che c'è un problema sui tracciamenti e come si potrebbe risolvere il problema. Mi dicono che i tracciamenti non funzionano per questo, per questo e per quest'altro, che bisognerebbe andare in questa direzione, ma a oggi assolutamente non viene fatto e non abbiamo indicazione del fatto appunto che si stia risolvendo in questa direzione. Già fa strano che la soluzione adottata sia esattamente quella che si sta proponendo, perché non è copiata da altre situazioni ma arriva da segnalazioni, ma non può essere vero che questo piano, proprio con questo sistema di allerta rapido che va a scaglioni, lo si stia facendo da qualche settimana.
Perché non è così? Perché le segnalazioni ci sono arrivate. Il piano genericamente si sta facendo, ma l'impegnativa è specifica sul piano di allerta dei tracciamenti. A questo punto, visto che mi si è accesa la lampadina, se lei mi dice che il piano di tracciamento si sta facendo genericamente da settimane mi sta bene, ma se lei mi dice che il piano di allerta tracciamenti, nella modalità che le viene proposto in questo momento, che comunque ha delle peculiarità tutte sue, si sta facendo proprio esattamente come noi lo stiamo proponendo, chiaramente solleva anche qualche dubbio.
Vabbè, però mi sento particolarmente buona, anche se mi dice che lo state facendo da qualche settimana e non è vero, ma non ha importanza. Ritiro per stavolta l'ordine del giorno, perché l'obiettivo è portare a casa il risultato per la Valle d'Aosta. Se state veramente operando e avete comunque intenzione lo verificheremo. Però il problema è questo: noi controlleremo il tutto, controlleremo le delibere di Giunta che passeranno a breve, perché questo piano deve passare in tempo zero, visto che la terza ondata sta per arrivare e noi dobbiamo essere pronti. Per cui, visto e considerato che avremo una verifica di quello che farete e l'avremo a breve tempo, controlleremo il vostro operato e quindi sì, per una volta ritiro l'ordine del giorno.
Presidente - Collega Restano, ne ha facoltà.
Restano (VdA Unie) - Se possibile intervengo sul tema, anche dopo la dichiarazione di ritiro da parte della collega Spelgatti. Lo faccio non con l'intenzione di buttare benzina sul fuoco, ma di chiarire alcune situazioni. Lo faccio come esperto di tracciabilità, così come il collega Guichardaz, perché il dipartimento esiste, esiste da prima del Covid, è solo salito agli onori della cronaca, ma nell'ambito dei veterinari, delle professioni sanitarie e dei tecnici della prevenzione, gli esperti di tracciabilità ci sono e ci sono sempre stati, non c'è bisogno di ulteriori figure. Forse, come è stato detto, andavano organizzate le cose. C'erano anche gli informatici al dipartimento di prevenzione, sono quegli stessi informatici che hanno operato per la certificazione di qualità, che hanno operato per l'accreditamento e che dopo il regolamento CE 2004 hanno operato sulla tracciabilità.
È una questione di organizzazione. Quando tempo addietro dichiarai durante la scorsa legislatura che siamo "ospedalocentrici", che andava potenziato il territorio, era a ragion veduta, con una certa esperienza, e oggi ne paghiamo le conseguenze.
Quindi collega, condividendo quanto da lei scritto e quanto affermato dal Presidente sulla necessità di aggiornare il programma tracker e di collegarlo con quattro fogli di Excel, banalizzando la faccenda, si possono ottenere i risultati. Voglio dire che le professionalità ci sono e ci sono sempre state, il dipartimento è esistito prima, esiste adesso, esisterà anche dopo, spero che verrà potenziato, ma erano cose che andavano fatte molto prima, e questo mi dispiace. Molto prima non in riferimento al Covid, perché non voglio che passi un attacco al collega Baccega come alcune volte politicamente c'è stato, ma queste cose andavano guardate con lungimiranza: anni e anni fa andava reimpostato il dipartimento, cose che purtroppo non abbiamo fatto, ahimè.
Adesso dobbiamo guardare avanti, però non vorrei che venisse demonizzato il personale di un dipartimento di prevenzione, quando va solo valorizzato alla pari di tutto l'altro personale della sanità che si è adoperato in questo periodo per risolvere la situazione.
Presidente - Collega Spelgatti le passo la parola, con l'invito di essere breve.
Spelgatti (LEGA VDA) - Sì, sarò brevissima e faccio solo una precisazione al collega Restano. Condivido tutto quello che lei ha detto, però forse non ha colto bene quello che si stava dicendo e qual era il significato di questo ordine del giorno, che però è scritto nero su bianco; nessuno ha mai demonizzato il dipartimento, che funzionava, eccome! Tutto quello che non è stato fatto prima, non è stato fatto prima, il problema è che chiaramente nessuno si aspettava il Covid.
Di fronte a un sistema dove ci sono assolutamente le professionalità in grado di operare, è chiaro che l'emergenza, con tutto il supplemento di lavoro immenso che c'è stato - tutte le telefonate che vanno fatte a ogni singolo paziente, eccetera - ha comportato la necessità di risorse umane. Infatti, la Regione poi è intervenuta trovando altre risorse che potessero andare ad aiutare il personale formato e capace del dipartimento, però anche se sono state trovate le risorse aggiuntive, chiaramente si è perso un sacco di tempo. Allora la proposta è proprio quella di riuscire ad arrivare a creare un piano con tutte le persone che vadano ad aiutare il personale del dipartimento, che è formato e che è capace, ma che deve essere aiutato da chi materialmente poi aiuta in tutti i vari passaggi questo sistema di tracciamento, sulla base di uno schema. Ci sono i professionisti che sono quelli del dipartimento e poi ci sono tutti gli altri che vanno ad aiutare.
Questo è il discorso e nessuno pensava neanche lontanamente di dire che il personale non fosse preparato. Il personale c'è, ma quelli sono i professionisti. Il problema è che l'emergenza Covid ha creato un'ondata su questo Dipartimento di lavoro che è insostenibile per chiunque, infatti c'è necessità.
Specifico solo che io ho iniziato dicendo: "non lo ritiro perché lei ha detto". Al microfono non si è sentito, ma lei mi ha specificato fuori microfono, che "no, da alcune settimane è soltanto il piano, non era riferito alla proposta che lei ha fatto". Di conseguenza - ripeto - accolgo la sua proposta di ritiro, solo perché potremo verificarlo in tempi brevi se veramente lo farete.
Presidente - Con questa precisazione l'ordine del giorno n. 27 è ritirato e passiamo all'ordine del giorno n. 28 sempre della Lega: "Indennità agli imprenditori singoli colpiti da Covid-19". Per l'illustrazione collega Aggravi, ne ha facoltà.
Aggravi (LEGA VDA) - Questo ultimo ordine del giorno vuole porre l'attenzione su una categoria di soggetti che già nel corso dell'elaborazione della legge 5 e della legge 8 abbiamo analizzato, ovvero il caso di quegli imprenditori che portano avanti la loro attività di impresa in solitario, cioè non hanno alle loro dipendenze alcuna forza lavoro. In alcune situazioni sono stati pesantemente colpiti in maniera significativa da parte non soltanto del Covid in generale, ma anche personalmente da casi di positività o di misure di quarantena obbligatoria che gli hanno impedito di portare avanti la propria attività e quindi di non poter incassare e quindi eventualmente fatturare. Sono probabilmente dei casi non numerosi, però comunque significativi, perché se andiamo a vedere oggi il numero delle nostre imprese, e quindi di tutte le attività di impresa, comunque sono dei soggetti che meritano attenzione. Sicuramente, si sa, ci sono delle misure di aiuto che vengono già date da parte di organi centrali, quindi organi nazionali, però è bene che, se andiamo ad aiutare realtà d'impresa piccole, micro o grandi, teniamo anche conto di chi ovviamente da solo deve sbarcare il lunario.
Questo ordine del giorno impegnerebbe il Governo a identificare una misura di sostegno agli imprenditori singoli - abbiamo avuto rafforzare questa particolarità - che hanno dovuto astenersi dallo svolgimento della propria attività lavorativa a causa del Covid, oppure per effetto delle misure di quarantena.
Poi sicuramente, a seguito dell'intervento dell'Assessore, nel frattempo abbiamo ovviamente discusso riguardo a una definizione più corretta e più puntuale dell'impegnativa, perché sappiamo benissimo, come spesso accade, che tra il dire e il fare ci sono di mezzo normative e casistiche che devono essere ben valutate, quindi sicuramente ci sarà una proposta di emendamento dell'impegnativa più puntuale, che ci permetterà di trovare una soluzione adeguata.
Presidente - Per il Governo l'assessore Bertschy a cui passo la parola.
Bertschy (AV-SA) - Concludiamo questa prima parte di lavoro politico con un impegno che viene richiesto al Governo e che è un impegno che assumiamo, come anticipato, con due emendamenti, uno in premessa e uno nell'impegnativa. È una questione molto legata alla nostra realtà territoriale a livello di imprenditoria e siamo di fronte a tante imprese individuali che hanno incontrato nel periodo di maggiore difficoltà sanitaria quello che poc'anzi avete discusso: il contact tracing che è andato in difficoltà, la difficoltà di avere tutta una serie di risposte immediate. Ed è corretto che tutto questo venga da parte nostra valutato per capire, a fronte di una risposta che ci sarà sulle misure di indennizzo a livello nazionale, anche sul livello territoriale regionale.
Come abbiamo dibattuto da ieri, la nostra volontà è di lavorare da subito a una visione legislativa ampia, che accolga le proposte e anche il lavoro che dovremmo fare. Come ha ben ricordato il collega Marzi a nome del Governo, quello che vorremmo evitare è di lavorare a tanti piccoli provvedimenti, ma di lavorare a un disegno organico che ci permetta di non perdere per strada nessuno e di dare delle risposte a tutti, che non vuol dire che però rispetto a qualche cosa, se ci saranno delle urgenze o delle emergenze, non lo valuteremo insieme. Pochi giorni fa ha iniziato il suo lavoro il Consiglio per le politiche del lavoro, all'interno del quale ci sono tutte le associazioni di categoria, ci sono le forze sociali, ci siamo noi come Consiglio regionale. Dovremo essere bravi e attenti a raccogliere le eventuali emergenze che dovessero essere sottolineate e su queste eventualmente fare dei provvedimenti urgenti. Invece per quanto riguarda tutto il resto, lavorare come ci siamo detti a un disegno organico.
Sarà importante, per evitare anche degli equivoci che durante la scorsa legislatura sono un po' nati, definire bene i centri di discussione politica e i centri di discussione tecnica, dimodoché attingiamo tutti dagli stessi dati e attingiamo tutti dalle stesse informazioni e cerchiamo di essere molto trasparenti nel nostro agire, nel nostro lavorare, così che non ci sia la possibilità per qualcuno di avere maggiori o minori informazioni. Siamo qua tutti per dare la risposta migliore a un problema enorme, che anche in queste ore si sta ancor più ampliando. Ecco perché la valutazione che nasce e che cresce è quella di continuare anche in questo periodo con misure comunque pesanti sul livello economico, quindi su questo la nostra attenzione dovrà essere ancora più importante.
Nelle premesse, prima del "sentite", noi chiediamo di aggiungere "precisato che i titolari di imprese artigiane, qualora posti in isolamento fiduciario, beneficiano già di un indennizzo INAIL", quindi solo per ricordare che c'è una prima misura da parte dell'INAIL. Nell'impegno invece scriveremmo questo: "impegna il Governo regionale a valutare la possibilità di definire, nei prossimi provvedimenti legislativi, per gli imprenditori individuali posti in quarantena o in isolamento fiduciario dalle autorità sanitarie durante il secondo periodo di chiusura, una misura di indennizzo consistente in un bonus una tantum". Questa è solo la cautela di cercare di andare a verificare bene di non sovrapporci e di avere tutti gli elementi per permettere di dare una risposta, perché è stata oggetto anche di discussione durante questi due mesi e per essere trasparenti, ma anche efficaci nel dare la risposta a chi la risposta non l'ha avuta o non l'ha avuta nei tempi necessari.
Presidente - Consigliere Aggravi, ne ha facoltà.
Aggravi (LEGA VDA) - Ringrazio l'Assessore, accettiamo tutte e due le proposte di modifica e direi di specifica, proprio perché è bene prima comprendere quali sono le casistiche puntuali da coinvolgere e poi la definizione della misura di indennizzo, che mi auguro possa arrivare il prima possibile.
Presidente - Aspettiamo la firma dell'emendamento e poi procediamo alla votazione.
Possiamo passare alla votazione. La votazione è aperta.
Esito della votazione:
Presenti, votanti e favorevoli: 33
Il Consiglio approva all'unanimità.
Passiamo adesso all'ordine del giorno n. 1 del gruppo Pour l'Autonomie, "Contributo per prevenzione Covid sulle piste da sci alpino". Consigliere Carrel per l'illustrazione.
Carrel (PA) - Con questa iniziativa come gruppo vogliamo spingerci un po' oltre le feste, quando presumibilmente speriamo si potranno nuovamente riaprire gli impianti di risalita. Visto l'impianto normativo previsto sia dalla nostra legge regionale all'articolo 1 comma 21, nel quale si va a dire che in relazione alle misure previste dalla presente legge i sindaci, nell'ambito delle proprie competenze, possono adottare misure ulteriori e più restrittive in ragione delle situazioni di rischio rilevante, sia in merito a quanto previsto dai vari dpcm, che pongono l'accento e la responsabilità spesso e volentieri in capo ai sindaci di ciò che succede; per intenderci, delle code che possono crearsi all'interno dei parcheggi degli impianti di risalita e anche sulle piste di fronte ai ristoranti e ai punti di ristoro.
Questo è sicuramente un problema di cui dobbiamo prendere atto e in qualche modo dobbiamo cercare di dare il sostegno agli enti locali, che possono essere direttamente i Comuni o attraverso le società partecipate degli impianti di risalita, per andare di fatto ad assumere del personale in più per poter gestire e informare le persone sulle misure da attuare.
Prendiamo spunto per questa iniziativa da quanto accaduto a Verbier, in quanto dopo numerose polemiche di fatto si sono organizzati in modo da assumere del personale che sia addetto, che non è del personale di controllo ma è del personale di prevenzione, che di fatto ha l'unico compito di cercare di diffondere i messaggi di prevenzione e di far rispettare le misure. Nel momento in cui questo non avvenisse, saranno loro che chiameranno direttamente le forze dell'ordine.
Questo ordine del giorno cerca di guardare alla possibile riapertura, cercando già di prevenire quelli che possono essere sicuramente dei problemi che avranno in tanti Comuni e in tante società.
Presidente - Per il Governo interviene l'assessore Bertschy, ne ha facoltà.
Bertschy (AV-SA) - Intervengo a nome del Governo e anche di altri colleghi interessati dall'impegnativa. Ci asterremo sull'impegnativa, però la riteniamo corretta e da approfondire, magari anche in Commissione, perché è ampia nella sua articolazione e soprattutto a oggi non abbiamo tutti gli elementi.
Questa mattina abbiamo risollecitato la necessità di un'espressione del CTS, per esempio, sul protocollo degli impianti a fune. Nel protocollo è previsto chi dovrà controllare tutta una serie di problemi che genererà l'afflusso delle persone, quindi rispetto a questo è necessario avere ancora qualche giorno di tempo per approfondire l'argomento. Correttamente ha citato l'esempio di Verbier dove hanno utilizzato, dalle informazioni che abbiamo, personale in disoccupazione e io credo che sia necessario valutare tutti questi aspetti, anche per mettere in campo magari azioni che potrebbero anche svilupparsi in azioni formative per le politiche attive o piuttosto che per altre iniziative di formazione rispetto al mercato del lavoro.
Da parte nostra riteniamo che la vostra sia una sollecitazione corretta. Ci prendiamo però un po' più di tempo per non impegnarci senza avere tutte le informazioni, per costruire un piano di risposta anche in questa direzione.
Presidente - Consigliere Carrel.
Carrel (PA) - Grazie Assessore. Sicuramente siamo in evoluzione, come ha detto, e se il CTS di fatto non ha ancora varato le misure, quindi i protocolli, diventa difficile poi iniziare a programmare le future fasi. Però ci teniamo a tenere alta l'attenzione su questo tema e la pregherei, se possibile come ha già citato lei, di informare anche le Commissioni competenti in modo da poter trovare le soluzioni migliori; mi permetto, magari anche i sindaci o il CPEL soprattutto dei comuni interessati, perché so che sono stati loro a sollecitarmi questo ordine del giorno e sicuramente hanno anche loro delle aspettative e dei problemi da mettere in risalto sul tavolo.
Presidente - L'ordine del giorno è ritirato, se ho capito bene, consigliere Carrel.
Carrel (PA) - Sì, vista la risposta e visto l'impegno dell'Assessore di agire nelle prossime settimane e di riferire in Commissione, ovviamente possiamo anche ritirare l'ordine del giorno.
Presidente - L'ordine del giorno n. 2 è già stato trattato ieri sera congiuntamente con il n. 18, pertanto passiamo al n. 3 del gruppo Pour l'Autonomie, "Documento di economia e finanza regionale". Consigliere Baccega per l'illustrazione, ne ha facoltà.
Baccega (PA) - Ieri abbiamo preso atto della presentazione da parte della maggioranza del bilancio tecnico e di previsione in continuità e in qualche modo avevamo già anticipato la necessità di avere un progetto di programmazione per conoscere i reali intendimenti della maggioranza. Parliamo del nuovo documento di economia e finanza regionale 2021-2023 e siamo di fronte ovviamente a un cambio di maggioranza, ne prendiamo atto, abbiamo una Giunta pressoché completamente nuova, un Governo praticamente nuovo ed è sicuramente necessario che tutti noi e anche chi ci ascolta conosca bene gli indirizzi e gli obiettivi. Quindi si ribadisce la necessità di avere in questo Consiglio regionale un'attenta valutazione sulla prospettiva politica di questa maggioranza. Si tratta di tradurre in concretezza quello che avete presentato come programma di Governo, ora che avete una maggioranza bulgara che probabilmente potrà traguardare con serenità i prossimi cinque anni.
Avete davanti due grandi opportunità: la prima è quella di risolvere la questione emergenziale Covid e la seconda è fare tornare il sorriso ai valdostani, con obiettivi concreti soprattutto per il tessuto economico di questa regione.
Noi crediamo che vadano sicuramente individuate in questa prima fase le priorità e ne evidenziamo alcune che noi abbiamo chiamato quelle con la S, ovvero: sanità, scuola, sicurezza del territorio, situazione economica da rilanciare. Una situazione economica che è e sarà soprattutto condizionata da una emergenza sociale preoccupante, destinata a peggiorare ancora di più, qui seguiranno chiusure di aziende, sicuramente licenziamenti, imprese che non riusciranno ad andare avanti, con il tema del lavoro che sarà un'altra delle più importanti priorità dei prossimi giorni.
Al momento non vediamo ancora la possibilità di porre la parola fine a questa emergenza e soprattutto nel confronto di ieri, più interventi lo hanno ribadito e hanno espresso la necessità, ma soprattutto anche le audizioni delle categorie ci hanno esortato a fare presto e a fare bene. La parola guida che ci dovrà accompagnare nei prossimi mesi sarà certamente sviluppo, sviluppo nei diversi settori che ci competono.
Ecco perché abbiamo voluto presentare questo ordine del giorno che nasce proprio dall'esigenza di un confronto politico all'interno del Consiglio regionale tra maggioranza e opposizione, tema che ci consentirà anche di mettere in campo i pensieri delle diverse forze politiche. E richiamo a questo punto una frase che l'Assessore ci ha detto ieri: "esiste un minimo di progettualità". Questo ci fa piacere, ne siamo lieti, allora si tratta di stabilire le priorità e ripartire.
Nell'ordine del giorno richiamiamo appunto a fare un'attenta valutazione politica attraverso la presentazione del documento di economia e finanza regionale per il 31 di gennaio 2021.
Mai - e concludo - come in questo momento abbiamo bisogno di capire quali sono le intenzioni della maggioranza, anche in virtù del fatto che nei prossimi mesi, nel 2021, potrebbero arrivare risorse importanti dall'Europa e queste vanno gestite, pianificate e poste in modo equilibrato e con grande attenzione.
Presidente - L'assessore Marzi per il Governo, ne ha facoltà.
Marzi (AV-SA) - Come abbiamo avuto modo di richiamare durante tutto quanto il dibattito, sia sugli ordini del giorno che in fase preparatoria, quindi mentre discutevamo i disegni di legge che fra poco inizieremo a votare e ad affrontare, è iniziato, come è richiamato nell'ordine del giorno e come richiamato anche in II Commissione il 16 di novembre grazie ad alcune domande che sono state poste, un'analisi di confronto tra l'attuale bilancio che viene approvato, soprattutto sull'annualità 2021, e gli incastri con quello che è il programma di Governo, perché come abbiamo ricordato questo tipo di lavoro è già iniziato. Per cui giustamente viene richiamata una necessità di programmazione e, è stato fatto anche nella giornata di ieri in base ad alcune iniziative, il collegamento logico che sicuramente ci sarà tra il nuovo DEFR in via definizione e il disegno di approvazione e di spesa legate alla spesa dell'avanzo che nel frattempo si sta predisponendo.
Questo è un percorso logico assolutamente conosciuto e che stiamo seguendo, quello di cominciare a fare un'analisi già partita fra l'annualità 2021 e le necessità del programma di Governo, per poi dopo intervenire con la ridefinizione del DEFR che sicuramente sarà la matrice in termini di indirizzo per il disegno di legge di applicazione dell'avanzo.
Per questo motivo chiederei al collega Baccega di variare la parte delle premesse tenendo conto soltanto di tre premesse che sono le seguenti: "Tenuto conto che i DDL in discussione tengono conto degli indirizzi del DEFR 2020-2021 e che solo in tal senso vengono prorogati", perché anche la delibera che poi stiamo approvando di fatto si esprime in questa maniera, quindi in termini di proroga del DEFR naturalmente lo fa solo per gli indirizzi di riferimento, "Considerata la situazione di emergenza sanitaria ed economica che la nostra Regione sta affrontando a causa del Covid-19", perché è giusto connotarla senza dare delle valutazioni massive, "Sentite le relazioni del Presidente della Giunta, dell'Assessore alle finanze, innovazione opere pubbliche e territorio e dei relatori in Consiglio, il Consiglio regionale impegna il Governo regionale a presentare il documento di economia e finanza regionale per il triennio 2021-2023 entro il 28 di febbraio 2021".
Presidente - Consigliere Baccega ne ha facoltà.
Baccega (PA) - Grazie Assessore, io credo che le ipotesi di emendamento vadano accolte, perché l'obiettivo di questo ordine del giorno era quello proprio di avviare un dibattito approfondito e poter dire anche noi la nostra rispetto alle prospettive future che dovranno coinvolgere questa regione. Quindi accogliamo gli emendamenti e sottoscriviamo.
Presidente - Grazie, aspettiamo soltanto che vengano sottoscritti. Procediamo alla votazione. La votazione è aperta.
Esito della votazione:
Presenti, votanti e favorevoli: 34
Il Consiglio approva all'unanimità.
