Oggetto del Consiglio n. 969 del 2 ottobre 2019 - Resoconto
OGGETTO N. 969/XV - Reiezione di mozione: "Impegno per la modifica del piano di tutela delle acque e per la previsione di incentivi per l'acquisizione di strumenti di misurazione di portata".
Distort (Presidente) - Punto n. 6 dell'ordine del giorno. Per l'esposizione della mozione, la parola al consigliere segretario Vesan.
Vesan (M5S) - Questa nostra mozione è finalizzata a intervenire sul piano di tutela delle acque, che attualmente è sottoposto a VAS, quindi riceve già osservazioni da parte degli stakeholder e da tutte le persone interessate a livello regionale, però mentre spesso e volentieri gli interventi che sono stati presentati di modificazione e di partecipazione al piano di tutela delle acque sono di tipo, se vogliamo, privatistico, nel senso che sono fondamentalmente portati da chi è portatore di un interesse privato, ci sembra giusto che sia invece la Pubblica Amministrazione a difendere interessi che sono esclusivamente pubblici e, sulla scorta di questo, abbiamo presentato questa mozione. Il piano di tutela delle acque negli elaborati diciamo finora predisposti, ancora non approvati, prevede però nelle norme tecniche di attuazione all'articolo 22, che le derivazioni idriche siano dotate di apposito sistema di misurazione...
Presidente - Chiedo silenzio in aula, non si riesce a sentire l'intervento del collega Vesan; prego, collega, prosegua.
Vesan (M5S) - ... l'attuale situazione però vede che la stragrande maggioranza delle derivazioni idriche sul territorio della Valle d'Aosta sono completamente prive di un sistema di misurazione validato e certificato, tutto questo si traduce in più problemi: prima di tutto ci sono conflitti significativi fra i vari derivatori di acqua sull'utilizzo delle stesse e soprattutto spesso e volentieri si viene a creare la mancanza completa del previsto deflusso minimo vitale ora chiamato... è vero che l'uso dell'acqua è plurimo in Valle d'Aosta e che a valle di certi utilizzi c'è un'immediata cessione nuovamente del corso d'acqua. La sovrapposizione delle derivazioni però provoca tristemente il fatto che vengono essiccati completamente i corsi di acqua in Valle d'Aosta. In Valle d'Aosta siamo preoccupati perché spesso e volentieri ci sono episodi di inquinamento che causano temporanee morie di pesci: c'è stato il caso di Brusson recentemente, ma ce ne sono stati numerosi altri in altri corsi d'acqua ma, a maggior ragione, si priva completamente di qualunque forma di vita un corso d'acqua nel momento in cui l'acqua viene derivata in modo completo. Sulla scorta di questo, noi vorremmo che questo deflusso minimo vitale fosse garantito e fosse garantito per il mezzo di sistemi che controllano anche quanta acqua rimane all'interno dei corsi d'acqua, cosa che attualmente non viene assolutamente fatta. Oltre a questo, è importante valutare anche quali sono i consumi di acqua sul territorio della Valle d'Aosta.
La nostra proposta prevede di salvaguardare e quindi di mantenere al di fuori di questa nostra impegnativa tutte le derivazioni di tipo idropotabile. D'altra parte, avere e bere acqua potabile è un uso dell'acqua assolutamente prioritario. Per quanto riguarda il suo consumo sul territorio regionale, si prevede l'utilizzo di 53 milioni di metri cubi; può sembrare un utilizzo particolarmente impegnativo ma non è così. In realtà, le derivazioni a uso irriguo superano i 773 milioni di metri cubi e le derivazioni a uso idroelettrico arrivano a 16 mila milioni di metri cubi d'acqua, quindi stiamo parlando di prelievi particolarmente consistenti che investono la grande maggioranza dei corsi di acqua sul nostro territorio.
Noi vorremmo che, al di là della possibile deroga, per quello che riguarda l'uso idropotabile, quindi l'uso primario ai fini di tutelare la possibilità di bere acqua potabile per i cittadini, gli altri usi non possano prescindere rispetto al deflusso minimo vitale. Per poterlo fare, è indispensabile che ci siano gli apparati di misurazione e quindi in questa mozione si chiede di inserire nel piano una sospensione di tutte le concessioni che non siano a uso idropotabile fino all'installazione di un certificato sistema di misurazione dell'acqua prelevata e dell'acqua residua. Sulla scorta di questo, rendendoci conto che, pur avendo tardato tantissimo all'inserimento di questi impianti di misurazione, se il piano di tutela delle acque, che peraltro lo prevede, non individua nessun tipo di ossatura, scadenza, sanzione per l'inserimento di apparati e misurazione, riteniamo che facilmente, visto che fa particolarmente comodo poter prendere di più di quello che è concessionato, questi saranno installati con tempistiche che probabilmente non garantiranno la sopravvivenza ai nostri corsi d'acqua.
Proponiamo quindi, da una parte, la sospensione temporanea delle derivazioni a uso irriguo e idroelettrico fino a che non è installato un sistema di misurazione e la contestuale adozione di provvedimenti di incentivazione per l'acquisto degli apparati di misurazione; vista l'utilità generale dell'esistenza di questi apparati, è meritevole il fatto che questi siano sostenuti dalla Pubblica Amministrazione. Oltre a questo, sappiamo che, in realtà, il deflusso minimo vitale, oltre a non essere rispettato perché non è misurato, non è rispettato perché lo stesso piano di tutela delle acque prevede delle deroghe e delle deroghe piuttosto significative, ce ne sono di tutti i tipi: alcune sono legate esclusivamente all'uso idropotabile - su queste siamo favorevoli al loro mantenimento -, altre sono fondamentalmente legate all'uso irriguo e sono non sostanzialmente ma in parte gli antichi diritti. Gli antichi diritti consistono in diritti di derivazione che storicamente portavano via tutta l'acqua da parte del corso d'acqua e quindi, sulla scorta di questo, viene mantenuta questa possibilità trascurando quello che, secondo noi - e spero secondo tutti -, è il più importante diritto al mantenimento della vita e della funzionalità dei corsi d'acqua. L'assenza di acqua nei corsi d'acqua non solo impedisce la vita delle trote, ma di qualunque tipo di abitante del corso di acqua che sia vegetale che siano le piante che vivono lungo il tratto le cui radici approfittano dell'acqua che transita nell'alveo e quindi si sterilizza completamente il corso d'acqua. Sulla scorta di questo, noi chiediamo che tutta la serie di deroghe previste al deflusso minimo vitale, sempre fatto salvo l'uso idropotabile, siano cancellate dalla scheda e che l'acqua che si possa derivare dai corsi d'acqua sul territorio della nostra regione sia esclusivamente quella che non impedisca la sopravvivenza della vita all'interno del corso d'acqua. Non è tantissimo, stiamo parlando semplicemente di misurare e garantire il fatto che i nostri corsi d'acqua non diventino spesso e volentieri dei corridori di cemento, completamente asciutti, che non danno nessun tipo di apporto all'ambiente in generale della Valle d'Aosta.
Mi sarebbe piaciuto dare indicazioni puntuali e precise su quali sono i corsi d'acqua per i quali si presenta questo problema, naturalmente chiunque li può osservare percorrendo la Valle d'Aosta nella stagione estiva, dove vediamo che i corsi d'acqua anche significativi si ritrovano all'altezza del Fondovalle completamente depauperati dalle derivazioni, non dalla stagionalità. Non siamo riusciti ad avere dall'Ufficio regionale un elenco esaustivo di queste deroghe tuttora esistenti, confidiamo che l'Assessore ce le voglia far pervenire nel più breve tempo possibile, avendole già richieste più volte in commissione ma soprattutto confidiamo che nel piano tutela delle acque... è vero che la sua denominazione è stata estesa a piano di tutela e valorizzazione, però forse bisogna prendere in considerazione la valorizzazione di tipo economico solo se consideriamo parimenti anche la tutela dello stesso corso d'acqua, visto che è per questo che predisponiamo il piano.
Presidente - È aperto il dibattito generale. Ha chiesto la parola il collega Nogara.
Nogara (AV) - Io ho seguito tutte le commissioni consiliari dove si è parlato del PTA già dalla passata legislatura. Soprattutto adesso mi sembra che, se non sbaglio, l'assessore Borello per presentare il PTA sia venuto tre o quattro volte proprio per presentare tutte le modifiche, si è richiesto anche di fare degli appunti sul PTA per poter fare al limite delle correzioni. Per quanto riguarda quanto ha appena affermato e spiegato il collega Vesan, innanzitutto la sua presentazione dei corsi di acqua valdostani mi è sembrata un po' catastrofica. Secondo lei, praticamente tutti i corsi di acqua valdostani a un certo punto non hanno più acqua perché il minimo deflusso vitale... da quello che ho capito, secondo lei, praticamente è inesistente dappertutto, dove ci sono delle prese agricole, dove ci sono... però mi scusi, se non è così, forse l'ho interpretata male. Non viene rilevato... è il problema che è stato sollevato tante volte in commissione; perché è stato sollevato? Soprattutto perché noi qui in Valle d'Aosta non prendiamo alcun tipo di contributo dall'Europa, dal PSR, perché non abbiamo questi rilevatori. È stato detto - ed è stato detto proprio in commissione - che è urgentissimo fare questo tipo di lavoro perché altrimenti già le nostre finanze a livello regionale hanno dei grossi problemi, fino ad ora erano quelle che aiutavano l'agricoltura, perché qua si parla... io parto soprattutto dall'uso agricolo delle acque. Noi abbiamo tutti gli impianti di irrigazione che incominciano a essere datati, abbiamo grosse problematiche sotto questo punto di vista ed è auspicabile che il più presto possibile si facciano questi interventi, ma so anche che ci si sta già muovendo in questo settore. Io ho qualche dubbio, probabilmente mi sbaglio anche, ma dire di sospendere il fatto di lasciar fare i prelievi anche a uso agricolo o uso idroelettrico non si può fare per me. Se avessi dei terreni anche dove uso dell'acqua da un ruscello, dove c'è un consorzio che usa quest'acqua in tutto il territorio e lei mi dicesse che non lo posso usare perché non ho il rilevatore... ma chi me l'ha detto che non lo posso usare? Io ho i miei diritti e voglio che vengano applicati. Poi sul fatto che si debba mettere il rilevatore sono perfettamente d'accordo con lei e bisogna farlo al più presto possibile, è quello che chiedo all'Assessore, chiedo a chi è preposto a fare questo che si faccia nel più breve tempo possibile. Fare quello che chiede lei, secondo me, è contro la legge, cioè verrebbe sicuramente impugnato perché non si può fare una cosa del genere.
Lei però del minimo deflusso vitale ne ha parlato, ha detto che ci sono tante problematiche, cioè ci troviamo in Valle d'Aosta, tanti torrenti dove vediamo che manca l'acqua. Io ho percorso tanto il territorio della Valle e ci sono dei torrenti, se vuole, gliene elenco anche, che se lei va nella parte più alta solo in primavera vede l'acqua, poi passa sotto quando manca un po' e rispunta magari un chilometro più a valle, senza che ci sia nessuna presa d'acqua. Poi sul fatto del minimo deflusso vitale che ci siano delle prese d'acqua che prendono più di quello che dovrebbero prendere... c'è il servizio del Corpo forestale valdostano che è preposto al controllo di questi torrenti. Io non penso che si faccia finta di niente: le dico questa cosa, perché è a mia conoscenza che tante sanzioni sono state fatte per queste problematiche e c'è un controllo costante, perché, bene o male, quando sei in una giurisdizione, sai benissimo come la portata dei torrenti... si nota subito se c'è un qualcosa che non funziona. Io le dico che c'è un controllo costante di queste cose, perciò io quando ho esordito dicendo che lei ha fatto un po' una visione catastrofica dei torrenti valdostani è per questo motivo, solo per quello. Auspico anch'io, come ha sostenuto lei, che al più presto possibile questi misuratori si mettano ma per due motivi... no, per un motivo principale: quello intanto di una regolazione appunto che non ci saranno più discussioni su quanto si preleva, su come si preleva, se si secca un torrente o non si secca; la seconda proprio per poter accedere ai contributi europei previsti dal PSR, perché altrimenti abbiamo visto in questi anni le problematiche, abbiamo sempre meno soldi da investire in questo settore e a questo punto ci sarebbe la possibilità di rimettere un po' di denaro per rimettere un po' a posto l'apparato idrico regionale, soprattutto io parlo per l'agricoltura.
Presidente - Ha chiesto la parola la collega Pulz.
Pulz (ADU VDA) - Questa mozione, secondo noi, è molto bene impostata e ci complimentiamo con i colleghi Cinque Stelle. Il tema dei misuratori risulta infatti essere molto importante. Il PTA precisa in proposito, riassumendo, che devono essere installati idonei misuratori della portata del corso di acqua, che andrebbero verificati e omologati dalla Regione e sistemati a monte e a valle dell'opera di presa e delle portate derivate, attrezzati con sistemi di telelettura delle misure effettuate, che consentano il controllo del rispetto dei prescritti rilasci e deve essere stabilita una portata di deflusso ecologico che dovrebbe essere lasciato sempre, appunto, per garantire la qualità e la quantità delle acque, perché il torrente non subisca un degrado: questo lo dice la legge nazionale, il decreto n. 30 del 2017. Siamo stati informati del fatto poi che sono stati modificati gli allegati 5 e 7 del PTA e, in particolare, nell'allegato 7 è stata inserita una parte del tutto nuova, che introduce sanzioni amministrative nei confronti di coloro che prelevano dai torrenti più acqua del dovuto. Vogliamo fermarci un attimo su questo punto, che ci sembra molto importante. Con i portatori di interesse nella riunione del tavolo tecnico, quella del 23 maggio scorso, si era discusso in particolare delle misure necessarie nelle aree che sono oggetto di tutela per proteggere le specie e gli habitat presenti, che dipendono direttamente appunto dall'ambiente acquatico: i laghi naturali, gli invasi artificiali, i ghiacciai, le aree deglacializzate, i corpi idrici che concorrono alla ricarica degli acquiferi destinati al consumo umano, le aree poi di interesse storico-culturale e paesaggistiche, le zone umide, le cascate e le torbiere, i tratti iniziali dei corsi di acqua superficiali, nonché tutti i territori posti al di sopra di quota 2000 metri.
Sappiamo che il documento, il PTA, è già stato presentato alla VAS anche per questa parte nuova, che non è mai stata oggetto di esame, di discussione ai tavoli per quanto a noi risulta. Nella parte che è stata aggiunta si dice testualmente che "nell'esercizio delle derivazioni di acqua pubblica a qualsiasi uso destinata la portata massima indicata negli atti concessori o subconcessori costituisce un limite alla portata derivabile e non può essere superata; il suo superamento determina l'applicazione delle sanzioni amministrative e l'applicazione dei provvedimenti di sospensione... In assenza dei sistemi di misurazione, il superamento della portata media determina l'applicazione delle sanzioni amministrative e l'applicazione dei provvedimenti di sospensione previsti dalla normativa vigente, oltre che il pagamento di eventuali canoni aggiuntivi...". Questo il testo.
In questa parte delle norme che è stata aggiunta, appunto l'allegato 7, è prevista una sanzione nei casi di prelievi eccessivi e per la mancata installazione dei misuratori di cui stiamo parlando. In quest'ultimo caso però la sanzione - e noi vorremmo puntare su questo aspetto - è decisamente ridicola: si parla da 1000 a 6000 euro solo in caso però di mancata ottemperanza a diffida, laddove di fatto il misuratore costa molto di più, cioè, detto in parole chiare, molto chiare, conviene alla fine pagare la multa piuttosto che mettere il misuratore. Anche le altre sanzioni non risultano di fatto rapportate al guadagno ottenuto utilizzando le maggiori quantità di acqua prelevata e quindi sono simboliche e non assumono un reale valore dissuasivo, cioè non sono punitive, anzi. La stessa cosa vale per i periodi di sospensione: due mesi al quarto anno consecutivo di inadempienza. Se poi i periodi di sospensione vengono eseguiti in inverno quando c'è pure poca acqua, difficilmente compensano i prelievi fatti in più durante l'estate quando l'acqua è abbondante. Inoltre il tutto è condizionato dal fatto che gli illeciti vengano scoperti perché, è chiaro, bisogna scoprirli e scoprirli ma per tre anni consecutivi, come se fosse possibile controllare tutti gli impianti ogni anno. Il controllo sarebbe automatico nel caso in cui venissero messi i misuratori, che sulla carta sono obbligatori, ma se non si mettono, si paga una sanzione che vale un decimo del costo del misuratore e comunque possono essere sanzionati solo se c'è stata prima una diffida. A noi sembra di poter concludere dicendo che questo è un bel premio di fatto agli inadempienti, un premio che sa tanto delle peggiori prassi tutte italiane. Crediamo fortemente che questa parte meriterebbe un'approfondita riflessione e anche un'urgente revisione. Aggiungeremo poi qualche osservazione nella dichiarazione di voto.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Luboz.
Luboz (LEGA VDA) - Sicuramente l'argomento è importante, anzi direi in salsa valdostana fondamentale, perché come diceva già Emile Chanoux: "la Vallée d'Aoste est fille de ses eaux", per noi sono importantissime le nostre acque. I misuratori di portata... sentivo adesso la collega Pulz che leggeva quanto estratto del piano di tutela delle acque, parrebbe che sia necessario, anzi obbligatorio porre il misuratore di portata a valle e a monte dell'opera di presa. Capisco che sulla carta si possa scrivere tutto, ma coloro che scrivono forse non sempre si rendono conto della realtà della conformazione della nostra valle. Mi immagino di porre un misuratore di portata all'opera di presa del consorzio irriguo che gestisco. Ogni tre per due, durante temporali estivi, questi misuratori di portata sarebbero spazzati via, a volte bisogna anche saper declinare laddove sia necessario o meno. Sicuramente ci sono corsi d'acqua dov'è ragionevole andarli a porre: mi vengono in mente alcuni torrenti in sinistra orografica rispetto all'asse principale della Dora Baltea, ma in altre realtà, dove il corso d'acqua soprattutto è abbondante durante tutto l'anno, perché fondamentalmente i principali torrenti delle valli laterali non mi risulta che siano in sofferenza idrica... quindi lo trovo un discorso delicato, complesso, probabilmente ancora da perfezionare e da affrontare meglio. A volte mi pare che le popolazioni alpine, le popolazioni di montagna che conoscono bene la realtà in cui vivono siano un pochino prese, non dico ad ostaggio, da coloro che hanno una mentalità un pochino forse diversa e che non capiscono le esigenze oppure la naturale evoluzione della vita in montagna. Racconto un piccolo aneddoto a ragione di quest'affermazione: alcuni anni fa... davanti a casa mia c'è una fontana da cui zampilla quotidianamente, 24 ore al giorno, 365 giorni all'anno, acqua potabile. Un giorno un turista viene lì e mi dice: "com'è possibile che sprecate tutta quest'acqua?" Non abbiamo riserve su cui appoggiarci per frenare l'acqua. L'acqua scende in forma naturale e quindi, laddove è possibile, ovviamente senza precludere la naturalezza del corso d'acqua e quindi il deflusso minimo vitale deve essere garantito, per la carità, sfruttiamola quest'acqua, a livello irriguo, a livello idroelettrico e anche a livello di alimentazione delle sorgenti che, ahimè, stanno scomparendo.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Cognetta.
Cognetta (MOUV') - Ho ascoltato con attenzione quanto è stato detto dai colleghi fino a questo momento rispetto a questa mozione e mi sorgono una serie di dubbi che vorrei venissero chiariti prima di arrivare alla votazione di questa mozione.
C'è un primo ragionamento che vorrei fare. Attualmente, oggi, quando una società che turbina acqua a uso idroelettrico non rispetta il deflusso minimo vitale, che sanzioni ha? Io so che non ha sanzioni. Le sanzioni sono pari a zero. In passato abbiamo visto casi di società - e li abbiamo trattati anche in quest'aula - che facevano questo tipo di servizio che hanno installato tubi 10 volte superiori alla portata autorizzata in delibera, hanno poi turbinato per anni e nessuno ha detto loro nulla. Questo è un esempio limite, ma come questi ce ne sono tantissimi.
Noi facciamo, come Regione Valle d'Aosta, riferimento al Regio decreto del 1933 rispetto alla tutela delle acque. In altre Regioni invece si è deciso quali erano, per esempio, i corsi d'acqua che si potevano utilizzare per, diciamo così, turbinare a scopo idroelettrico e quali no. Ci sono delle regole ferree anche rispetto alle misurazioni e al fatto che le misurazioni devono essere fatte da strumentazioni, tra l'altro, che trasmettono a distanza poi i risultati. In Valle d'Aosta per anni non è stato fatto tutto questo, tant'è che in passato si decise di sospendere per un certo periodo di tempo le concessioni, ci fu una moratoria. Questa moratoria doveva servire all'epoca per fare un piano complessivo di riordino del settore, cosa che non venne fatta. È stato poi discusso nella scorsa legislatura sempre e comunque a più riprese il fatto che venisse fatta una legge che potesse in qualche modo difendere dall'eccesso che veniva fatto a ogni piè sospinto da tutte quante praticamente le società che gestiscono questo tipo di settore: il fatto di turbinare senza nessun controllo e non è stata fatta. Io spero che il piano di tutela delle acque, quando arriverà a compimento, avrà qualcosa di positivo.
Collega Pulz, con rammarico quindi le devo dire che quello che dice lei è giustissimo, non c'è praticamente nulla nel piano di tutela delle acque che ancora risolve il problema, oggi abbiamo proprio zero, non c'è niente, assolutamente nulla. Sono d'accordo con lei che, rispetto a quello che c'è scritto lì, conviene loro sicuramente continuare a fare quello che fanno. Io toglierei loro la concessione e basta, tutto qui, però mi dicono che, ahimè, non si può andare contro all'attività privata... sì, ma quando l'attività privata si approfitta del bene pubblico, forse un po' contro ci devi andare, perché in qualche modo ruba a tutti noi.
Qui vorrei entrare nello specifico poi della mozione. A questo punto quindi non capisco il punto n. 2 quando si dice: "a proporre un apposito regime di incentivi per l'acquisizione di strumenti di misurazione di portata...". Io non comprendo il significato di questa frase. Mi spiego meglio. Sono incentivi che dobbiamo dare alle società che turbinano? Non lo so. Io alle società che turbinano non voglio dare neanche un euro, anzi io vorrei far pagare 10 volte quello che pagano oggi! In passato qualche proposta in questo senso l'avevamo già anche discussa, vero collega? Mi riferisco all'Assessore, perché c'è uno squilibrio enorme tra quello che pagano come canone di concessione e quello che guadagnano, per non parlare poi di tutti i casi in cui hanno fatto accordi a livello locale dove sostanzialmente hanno fregato magari consorzi irrigui o magari i Comuni, anche di quello abbiamo parlato e non c'è una regolamentazione neanche su quello. Allora, per favore, vorrei che fosse spiegata con attenzione questa cosa perché io sinceramente non capisco a chi diamo questi incentivi. Se poi invece parliamo di incentivi che devono essere dati ai consorzi irrigui rispetto ai canoni per l'irrigazione, quindi capisco che magari alcuni consorzi non hanno i soldi per gestire questa cosa, allora entriamo in un campo completamente diverso. Si possono fare delle valutazioni, ma un conto è l'idroelettrico e un conto è l'irrigazione, perché poi c'è anche un trucco qui: ci sono derivazioni a uso irriguo che poi vengono sfruttate anche per turbinare, allora anche su questo ci dobbiamo capire, perché sennò rischiamo di dare anche l'incentivo a qualcuno che non se lo merita. Una mozione di indirizzo, se viene recepita in maniera chiara, okay, se invece lascia adito a dubbi, vorrei che questi dubbi fossero chiariti. Fermo restando che, quando il piano di tutela delle acque comincerà un percorso all'interno delle commissioni che ci porterà poi dentro quest'aula, avremo tante cose da dire.
Dalle ore 17:43 riassume la presidenza il presidente Rini.
Rini (Presidente) - La parola al collega Ferrero.
Ferrero (MOUV') - Solo una battuta per dare un ulteriore contributo alla discussione: si parla tanto dei controlli sul deflusso minimo vitale. Certamente è una cosa importantissima, ma nell'ambito delle discussioni che sono state fatte non dimentichiamo una cosa: chi turbina di più di quello che è consentito ovviamente che cosa ottiene? Ottiene dal GSE, che è il Gestore del Servizio Elettrico Nazionale, quella famosa tariffa agevolata che si chiama tariffa omnicomprensiva, quindi anche a livello di controlli - e questo era già stato fatto presente in passato - non è che noi dobbiamo avere delle apparecchiature speciali per capire se questi turbinano di più o di meno. C'è stata una classe politica complice che ha ignorato questa cosa perché semplicemente con una richiesta di dati al GSE noi a fine anno vediamo quello che ci hanno raccontato alcuni amici vostri delle centraline e quello che effettivamente si sono beccati nel portafoglio dal GSE. Facciamo la differenza, facciamo una legge come si deve e gli facciamo un pacchetto così di sanzioni, per capirci. Non è quindi che bisogna inventarsi, lo dico anche ai colleghi del Movimento Cinque Stelle, dei sistemi particolari. Certo, i sistemi aiutano, ma qui c'è una cosa molto semplice: acquisiamo i dati, facciamo una sottrazione, gli diamo una sanzione di quelle che fanno drizzare i capelli e abbiamo sistemato tutto. È una cosa semplicissima, nessuno la vuol fare, perché? Perché prendete 30 nomi delle persone che sono proprietarie nei consigli di amministrazione delle centraline, mettete le bandierine e capiamo subito perché questa cosa da anni non si è voluta fare, è molto semplice.
Presidente - Altri in discussione generale? Ha chiesto la parola il vicepresidente Distort.
Distort (LEGA VDA) - Vorrei semplicemente contribuire con una riflessione, che riprende un po' lo spirito di alcune considerazioni che nell'ambito del gruppo Lega noi abbiamo condiviso sul tema. Chiaramente il tema dell'acqua è un tema fondamentale, quindi io non posso fare altro che riprendere il perfetto intervento del collega Luboz e la sua citazione sul fatto che siamo figli dell'acqua e quindi quel che ho da aggiungere, anche rispetto a quanto detto fino adesso, non è tantissimo. Voglio comunque semplicemente riordinare un attimino alcune considerazioni e metterle a fattor comune per poter esprimere una scelta, una comprensione che sia semplicemente un po' più consapevole. Non c'è nessun dubbio sul fatto che la necessità di dotarsi di misurazioni di portata sia fondamentale, lo ha detto anche il collega Nogara, nonché Presidente di III Commissione, quindi competenti in maniera aggiuntiva rispetto all'argomento, oltre che per la sua esperienza. Sicuramente il discorso dei misuratori di portata apre anche il canale dei finanziamenti europei, quindi è un vantaggio inequivocabile e penso che nessuno lo metta in discussione. Il discorso però è questo: chiaramente noi possiamo pensare ai misuratori di portata che si mettono a monte e a valle, o comunque in corrispondenza di ogni punto di presa e quindi che sia di competenza di chi usufruisce di quel particolare punto di presa. Sappiamo poi, tra l'altro, che la tecnologia ci mette a disposizione i vari tipi di misuratori di portata con tutta una serie di accorgimenti tecnici e capacità anche di avere livelli di approfondimento e di precisione in funzione di tutte le variabili in atto, compresa la permeabilità del terreno, che chiaramente permette, come si è detto, di poter accogliere una quantità di acqua in sottosuolo per poi o non restituirla mai, o restituirla più a valle, o restituirla perfettamente altrove.
Il riordino delle idee che mi sto facendo nella mia mente e che voglio mettere a fattor comune quindi è anche relativo al fatto che preso atto delle diverse tecnologie... tra l'altro, le diverse tecnologie ovviamente corrispondono a diversi costi relativi ai tipi di misuratori di portata, per cui si tratterà poi di capire, anche sviscerare secondo il tipo di misuratore di portata che si mette in atto e il relativo costo, in che modo si disciplina la scelta di un tipo di misuratore piuttosto che un altro. Su questo io ascolterò con molta attenzione la risposta del Governo, perché chiaramente è la parte competente che deve esprimere una visione esecutiva.
C'è un altro elemento: un elemento giuridico. Qui mi permetto di invadere il campo del mio vicino, avvocato Sammaritani e dell'avvocato Spelgatti, però l'aspetto giuridico relativo agli usi pregressi, alle concessioni acquisite, a ciò che storicamente esiste. Chiaramente questa situazione è una situazione delicata, che apre a contestazione, che apre a rivalse, che apre a tutta una serie di eccezioni che hanno la loro logica, non semplicemente per il fatto che si dice: "si è sempre fatto così e quindi continuiamo così", assolutamente con questo spirito noi non saremmo qui oggi, al massimo potremmo essere in una caverna. È chiaro però che ci apriamo ai cambiamenti e questi cambiamenti devono essere messi in atto. Bisogna sempre sforzarsi a dare il meglio di sé, però è chiaro che come andiamo a gestire questi diritti giuridicamente acquisiti, ma soprattutto come li gestiamo nel momento in cui poniamo in atto questo sistema sanzionatorio, che, è vero, è pedagogico fintanto che non si pongono delle situazioni, dei limiti che introducono un regime sanzionatorio... è chiaro che a livello pedagogico si tende a essere inerti nell'applicare certi tipi di iniziative. A questo punto però io mi chiedo: facciamo l'ipotesi di un'asta torrentizia in cui mettiamo un misuratore di portata in un punto a monte, un misuratore di portata a valle per individuare la differenza di flusso e ipotizziamo che abbiamo una serie di piccoli fruitori che acquisiscono acqua dall'asta torrentizia. Se noi poniamo una situazione sanzionatoria, quindi poniamo i limiti che sono stati proposti nell'impegnativa, ci troviamo ad avere dei fruitori che si trovano penalizzati per non aver adempiuto a quanto espresso nell'impegnativa della mozione, ma domandandosi a chi compete. A questo punto se abbiamo tutta una serie di piccoli fruitori... io mi riferisco anche a piccoli consorzi che hanno delle difficoltà immense di sopravvivenza, perché ci sono realtà completamente diverse, ci sono consorzi che agiscono insieme ad aziende che sfruttano l'acqua come fonte idroelettrica. È chiaro che questi consorzi sono agevolati sotto un certo punto di vista, secondo il rapporto che hanno con l'azienda con cui in qualche modo si crea un uso promiscuo della presa. È chiaro che invece ci sono altri consorzi che sono limitatamente dei consorzi di prelievo di acqua per scopo irriguo, per irrigare zone, che, dal punto di vista del rapporto benefici/cose, dal punto di vista imprenditoriale, non muovono grandi cifre, anzi sono a livello di sopravvivenza, allora è vero che si parla di finanziamento. Capisco che c'è stato un lavoro di riflessione alle spalle che riconosco e per il quale io faccio i miei complimenti, però mi permetto di condividere queste perplessità su come ci poniamo nel momento in cui noi impegniamo il Governo regionale a mettere in atto un'iniziativa che impone la messa in atto di misuratori di portata e, nel caso in cui questo non avvenga, prevede una situazione sanzionatoria nei confronti di tutti i vari soggetti che per diverso ordinamento storico acquisiscono e usufruiscono dell'acqua. Ritengo che questo metta in atto delle dinamiche di contestazione che poi diventano difficili da gestire. Allora viene da dire: cosa faccio, sto mettendo in discussione quanto è stato espresso nella mozione? Sinceramente non è un mio intendimento. Io non metto in discussione la bontà dell'ipotesi, dell'idea di andare a dotare le aste torrentizie, i corsi d'acqua e di misuratori di pressione, non lo metto minimamente in dubbio, questo va fatto e questo è anche un obbligo necessario per poter aprire i canali di finanziamento europeo, è un beneficio. Il punto interrogativo - e concludo questo mio intervento - io lo pongo semplicemente sul fatto che, a mio parere, questa iniziativa deve essere messa in atto dal Governo regionale, dall'approfondimento del piano di tutela delle acque per una questione di coscienza politica, coscienza amministrativa, la buona coscienza amministrativa. La Regione deve pensare, nell'ambito dell'elaborazione del piano di tutela delle acque, un sottopunto, una procedura che faccia sì che si possa garantire, entro una data, un termine che si metterà in atto, la dotazione dei sistemi di misurazione. È vero, io, da un lato, sto ponendo il discorso in termini estremamente positivi, è vero che voi mi potete dire: "su nella nuvoletta dove stai attingendo queste tue riflessioni probabilmente funziona così, è un mondo fatato in cui le persone o la collettività prende atto di un'iniziativa posta dall'Amministrazione e si passa alla fase esecutiva". Cosa succede se non si mette in atto? Questa è una nota dolente. Mi permetto semplicemente di esprimere una mia perplessità sul fatto che si dica: "l'immediata sospensione della validità di tutte le concessioni di derivazione prive di idoneo misuratore di portata, salvo le derivazioni idropotabili...".
Concludo definitivamente con un'ulteriore riflessione. Abbiamo giustamente appreso l'esclusione dell'uso idropotabile, condiviso in pieno. Io però aggiungerei anche un altro elemento: una forte distinzione tra l'uso idroelettrico e l'uso irriguo, perché è vero che la priorità è nell'idropotabile ma, secondo me, la categoria poi si sdoppia su altri due punti e in discesa di priorità al secondo punto io metto l'irriguo, perché l'irriguo non può minimamente essere parificato all'idroelettrico. L'irriguo è una necessità territoriale di tutela del territorio di necessità vitale e in più è una necessità vitale con un tornaconto economico estremamente limitato, mentre l'idroelettrico, conosciamo, lo spingiamo, ci crediamo, è il nostro oro blu. Ci crediamo in questo, però è chiaro che entriamo in un ambito in cui c'è un rapporto costi-benefici, tutto un discorso economico che permette sicuramente di poter gestire con tutte altre risorse l'impegno economico di un misuratore di pressione. Ecco, mi sono permesso di mettere a fattor comune queste riflessioni perché è su questo che possiamo sviscerare la mozione proposta nell'ottica di raggiungere il miglior risultato.
Presidente - La parola al collega Bertin.
Bertin (RC-AC) - Come ci rendiamo conto, la gestione delle acque è sempre più un fattore strategico, non soltanto per la nostra regione, ma in generale, tanto più per una regione come la nostra per la quale evidentemente l'acqua ha e ha sempre avuto un ruolo importante, anche simbolico. Ricordiamo che ruolo ha avuto anche nel primo dopoguerra. Da questo punto di vista, una regolamentazione di questo settore ci deve essere, perché mancano gli strumenti, colpevolmente in questi anni sono mancati gli strumenti per intervenire e questo settore va gestito in modo razionale e nell'approccio di un bene comune, anche visto l'aspetto strategico che sempre più sta assumendo questo bene. Mancano gli strumenti, questo di sicuro. Il ritardo nell'approvazione del PTA è certamente un fatto non positivo. Sono anni che discutiamo di questi aspetti, anche dell'attesa del PTA, la storia di cui si faceva accenno prima... era stata appunto fatta nelle more del PTA, che è in ritardo, molto in ritardo. Certamente mancano gli aspetti sanzionatori perché in questi anni, lo abbiamo visto, se non ci sono delle sanzioni adeguate, è inutile. Questo è un aspetto che solitamente non può essere considerato e anche l'installazione di strumenti di misurazione è certamente un fatto che va tenuto in considerazione in questa direzione. Oggi però ci troviamo in una fase non dico finale, ma piuttosto avanzata del piano di tutela delle acque, che è il quadro generale nel quale ci si deve muovere. Siamo, lo ripeto, in ritardo, ma ora sembrerebbe che siamo in una fase finalmente un po' più conclusiva. Recentemente sono scaduti i termini per le osservazioni da parte dei portatori di interesse. Successivamente si ritornerà in commissione e si avvierà l'ultima fase dell'approvazione del piano di tutela delle acque. In quell'ambito certamente le questioni sollevate da questa mozione dovranno essere affrontate, perché sono assolutamente serie e rispondono a una necessità. Certamente in questo momento lo strumento, il quadro generale rappresentato dal PTA è quello nel quale si deve intervenire. Avremo l'occasione di farlo a breve poiché, come le dicevo, i tempi sono relativamente brevi in quanto gli aspetti sollevati da questa mozione in quel quadro generale dovranno essere inseriti: dalle sanzioni a incentivi agli strumenti e in generale adeguare una gestione di questa risorsa importantissima per la nostra regione. È importante fare in fretta questo PTA, poiché sono ormai troppi anni che ne discutiamo. Bisogna portarlo alla conclusione e questo è lo strumento nel quale inserire anche queste osservazioni sollevate dalla mozione in questione.
Presidente - La parola al collega Gerandin.
Gerandin (MOUV') - Cercherò di non essere troppo lungo anche perché tante cose sono state dette. Penso che il problema sollevato dai colleghi dei Cinque Stelle sia un problema assolutamente reale, è vero, c'è una norma che ce lo impone e siamo in ritardo per quello che riguarda l'installazione di misuratori.
Detto questo, mi pare che da un problema reale probabilmente l'impegno che c'è in questa mozione rischi di crearne altri di problemi. Sarò molto rapido, io ai colleghi Cinque Stelle propongo due cose: lavoriamo assieme sull'integrazione di norme certe da inserire sul PTA, sul piano di tutela delle acque, affinché queste deroghe non abbiano scadenze illimitate, affinché questo termine in cui fissare l'istallazione di questi misuratori sia una cosa non lasciata ai posteri, ma abbia comunque delle scadenze.
Altra cosa: c'è l'assoluta necessità di differenziare tra l'uso irriguo e l'uso idroelettrico, perché se noi andassimo in questa direzione con una mozione del genere, aggiungeremo problema a problema. Io immagino quei consorzi che in questo momento hanno già delle difficoltà di sopravvivenza, immaginiamoci ancora se dovessimo obbligarli a fare questo tipo di intervento, magari in termini brevissimi o addirittura se si sospendesse la validità delle concessioni. La seconda proposta che faccio ai colleghi Cinque Stelle è in linea con un'iniziativa che noi avevamo già a posto in sede di finanziaria - chiaramente sto parlando dell'uso irriguo, dei consorzi... e tra breve discuteremo sicuramente il DEFR, ma discuteremo anche della finanziaria regionale - ed è quella di fare un'iniziativa congiunta con chi la condivide, che vada nel senso di quello che avevamo già proposto a suo tempo: che non siano i valdostani a pagare questa installazione dei misuratori, ma che ci sia un aumento dei canoni di concessione affinché con questo aumento si trovino le risorse necessarie con un tempo ben prestabilito a partire già dal 2020 affinché questo percorso venga fatto. Con questo invito io chiederei davvero di rivedere l'impegno, perché è un problema vero, serio, però andrei in queste due direzioni.
Presidente - La parola al collega Vesan.
Vesan (M5S) - Chiedo scusa se parlo prima dell'Assessore, però, sulla scorta delle importanti suggestioni che abbiamo avuto da parte dei numerosissimi interventi su questo argomento, noi stessi ci sentiamo di intervenire sulla nostra mozione a fini migliorativi.
Volevo fare solo due considerazioni importanti su questo argomento. Mi ha colpito particolarmente l'intervento del collega Nogara, il primo che ha risposto alla nostra proposta. Vorrei sottoporre a lui una riflessione, che è stata frequentemente affrontata in quest'aula: di chi sono le acque. Noi ripetutamente abbiamo ribadito che le acque a uso idroelettrico di CVA restano comunque ai valdostani, di chiunque sia CVA, e poi invece ci preoccupiamo di come noi abbiamo la possibilità di intervenire sull'uso delle acque che sono nostre. Il nostro Statuto parla, su 7 articoli dei primi 10, quasi esclusivamente di qual è la titolarità della Valle d'Aosta sull'uso delle acque. La possibilità quindi di definire le concessioni soprattutto se le concessioni non rispettano un parametro fondamentale, che è quanta acqua viene derivata, credo sia assolutamente in capo alla nostra Amministrazione. Vorrei ricordare, com'è già stato fatto, la stima assoluta nei confronti del lavoro del Corpo forestale valdostano, che controlla ripetutamente e frequentemente lo stato dei corsi d'acqua. C'è però addirittura la possibilità di intervenire sulle derivazioni in modo automatico e temporizzato, quindi uno può tranquillamente derivare di notte mentre la maggior parte del Corpo forestale, per fortuna, dorme, per poi ridurre al mattino. Poi soprattutto anche il Corpo forestale, quando interviene sulla derivazione, su un corso d'acqua, se non esiste un apparato di misurazione in grado di capire in tempo reale e di registrare in tempi storici quanta acqua viene derivata, che possibilità di intervento ha? Mi rendo conto che fanno anche sanzioni, ma le sanzioni senza un sistema di misurazione sono facilmente impugnabili e rischiano di vanificare il lavoro del nostro Corpo forestale.
Sempre sul suo intervento, un aspetto che non avevo citato perché volevo incentrare il mio intervento sostanzialmente sulla tutela ambientale: è che è vero che non prendiamo i contributi dal PSR perché non abbiamo sistemi di misurazione. È stato rilevato in tantissimi interventi il fatto che i consorzi irrigui che non fanno anche derivazione idroelettrica - diciamo quelli che trasformano l'acqua in latte e fontina, e non quelli che la trasformano in euro - hanno problemi economici consistenti anche legati al fatto che sono stati ridotti pesantemente i flussi nei loro confronti da parte l'Amministrazione, ma se con la mancata installazione dei misuratori questi perdono dei fondi europei, la possibilità di intervenire per migliorare i loro impianti e per consumare meno acqua e quindi risolvere il problema alla radice, è chiaro che non arriviamo da nessuna parte, e il fatto di dilazionare nel tempo non aiuterà nessuno.
Il regime sanzionatorio è stato evidenziato molto bene sia dalla collega Pulz che dal collega Ferrero. Il regime sanzionatorio funziona se la sanzione è proporzionale rispetto al vantaggio. La sanzione deve essere molto più alta del vantaggio che ne deriva dall'infrazione. Qualunque tipo di sanzione che ti permette di derivare un quantitativo di acqua non misurabile non permette neanche di capire qual è il vantaggio da parte di chi ne approfitta. A maggior ragione l'installazione di impianti di misurazione è fondamentale ai fini del funzionamento di qualunque regime sanzionatorio e quindi la sospensione, non l'annullamento, fintanto che non è stato installato il sistema di misurazione serve a tutti per riuscire poi a lavorare tutti nelle stesse condizioni.
Sono d'accordo con il collega Ferrero, è importantissimo fare una legge contro i furti di acqua da parte delle derivazioni idroelettriche perché questi, al di là del problema ambientale, creano dei problemi economici consistenti all'Amministrazione regionale. Sono contento che tutti e tre i colleghi di MOUV' siano intervenuti sull'argomento. Mi sarebbe piaciuto tanto che, nel momento in cui erano in maggioranza, avessero fatto questa proposta di legge, ma ribadisco la nostra disponibilità, come chiesto dal collega Gerandin, a lavorare per il miglioramento del PTA e, a maggior ragione, anche per lavorare su una proposta di legge in questa direzione.
Per quello che riguarda il collega Distort e il rispetto dei diritti storici, sì, esistono dei diritti storici. Io vivo nella conca di Verrayes, Saint-Denis e Chambave, che se non avesse le derivazioni che arrivano da Saint-Barthélemy e quelle ancora più antiche date addirittura dai Signori di Cly per poter avere l'acqua dal Marmore, sarebbe probabilmente una conca particolarmente arida. Il diritto storico, quindi la possibilità di mantenere un uso d'acqua stratificato nel tempo e che risulta indispensabile per il funzionamento a fini agricoli di una località, però non può consentire di derogare al deflusso minimo vitale. Per quanta sete possa avere la conca di Verrayes, non riesco a immaginare l'esaurimento dell'acqua del Marmore; probabilmente non può nemmeno succedere, ma perché a questo punto stabilire la possibilità di questa deroga nel PTA? A maggior ragione però riconosco in tutti i discorsi che sono stati fatti la necessità di fare una differenza fra l'utilizzo esclusivamente irriguo e la derivazione a uso idroelettrico.
Mentre per quello che riguarda il mantenimento del deflusso minimo vitale questa differenza non ha nessun significato, perché esso deve avvenire a monte di entrambi, sono assolutamente favorevole a modificare il testo della nostra mozione, confidando che trovi rispondenza tra tutti quanti l'hanno richiesto, relativamente al secondo punto in merito alla possibilità di avere incentivi per installare il misuratore di portata. Aggiungere le seguenti parole - ed è per quello che ho chiesto la parola prima dell'Assessore, in modo che lui potesse considerare la nostra proposta emendata -: "da parte dei concessionari di derivazioni a fini esclusivamente irrigui", in modo che sia a carico di chi ha la possibilità di ricavare risorse economiche consistenti dalla derivazione, che sia un misto idroelettrico irriguo o solo idroelettrico, quest'azione.
Per quello che riguarda l'immediatezza del problema, è da oltre un anno che il collega Nogara ha parlato in III Commissione dei problemi legati agli impianti di misurazione quindi si tratta di un periodo ormai datato. Ricordo che il primo intervento che lui ha fatto in III Commissione era proprio relativo a questo problema. Che cos'è successo in quest'anno ai fini dell'installazione degli impianti di misurazione? Assolutamente niente. Sulla scorta di questo, noi riteniamo che questo impegno da parte della Giunta sia assolutamente urgente e confido che, da questo punto di vista, anche il collega Nogara sia d'accordo con noi. Vorrei pregare l'Assessore di prendere in considerazione la nostra mozione così come emendata e attendo di sapere qual è il parere della Giunta.
Presidente - La parola al collega Nogara.
Nogara (AV) - Ho ascoltato attentamente tutti gli interventi e devo dire che praticamente, in modi un po' diversi, abbiamo detto tutti la stessa cosa. Tra l'altro, anche quello che diceva il collega Ferrero, come ha ribadito anche lei, collega Vesan... io ho parlato solo delle prese in agricoltura e non dell'idroelettrico...
(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)
... perché in questo momento, per le esigenze esistenti, trovo molto più importante parlare di acqua potabile e acqua per l'agricoltura. È facile anche per l'idroelettrico, come diceva il collega Ferrero, capire quali sono... quanto ha turbinato una società, è elementare: mi riferisco soprattutto anche al rilascio per il minimo vitale soprattutto nelle prese idroelettriche. Parlando del Corpo forestale, sono proprio queste persone che vanno a controllare e sono a conoscenza di tante sanzioni che sono state fatte. Dopo due sanzioni, con la terza sanzione si può togliere la concessione a chi continua a non lasciare il minimo vitale: questa è la normativa. L'unica cosa che io non riesco ad accettare è il fatto della sospensione immediata della validità di tutte le concessioni, me lo spieghi bene perché io non lo capisco. Stiamo in discussione del PTA, è vero, io ho battuto da anni e continuo a battere sul fatto che bisogna mettere questi rilevatori il più presto possibile per i finanziamenti che possiamo avere dall'Europa che non abbiamo, io però le voglio chiedere: ma questa immediata sospensione della concessione è da ora fino a quando non vengono messi i rilevatori? Perché, se è così, secondo me, è inaccettabile. Al punto 1, lettera a), si dice: "l'immediata sospensione della validità di tutte le concessioni di derivazione prive di idoneo misuratore di portata...". Se lei scrive così, se adesso una concessione non ha il misuratore, da questo momento fino a quando entra in vigore il PTA, non lo so... o fino a quando non viene messo, c'è la sospensione. Vedo che si dispera... probabilmente sarò limitato io, ma se me la spiega, mi fa una cortesia, solo questo.
Presidente - La parola al collega Vesan.
Vesan (M5S) - Chiedo scusa, non so se ho ancora la possibilità di intervenire. Solo per chiarire questo punto al collega Nogara, che mi spiace che non sia riuscito ad apprezzare integralmente il testo della mozione. I punti da noi proposti sono due: al punto 1, di cui lei ha letto solo il comma a), si dice: "a integrare il piano di tutela delle acque, prevedendo...", inevitabilmente la sospensione immediata entra in vigore dall'entrata in vigore del PTA, non entra in vigore da oggi. Non chiediamo di fare una legge apposta per la sospensione e quindi chi non ha l'impianto in misurazione da qui all'entrata in vigore del PTA ha la possibilità di installarlo, al punto 2 abbiamo espressamente previsto che non sia legato all'approvazione del PTA, ma che gli incentivi siano invece concessi fin da subito. Chi è titolare di una concessione ha tutto il tempo fino all'entrata in vigore del PTA per installare un impianto di misurazione. Non ha le risorse? Chiediamo gentilmente con questa mozione alla Giunta di poter reperire queste risorse per poterglielo far fare. Peraltro probabilmente il problema ce l'hanno più quelli delle derivazioni idroelettriche che derivano tutto l'anno rispetto alle derivazioni irrigue che buona parte dell'anno non derivano niente e hanno anche un buon periodo di tempo per installarsi tutti i sistemi, collaudarseli e farseli certificare. L'immediata sospensione è dall'entrata in vigore del PTA, com'è espressamente scritto nella mozione. Non stiamo parlando di qualcosa che succede domani o dopodomani, se la Giunta si impegna ad approvare questa mozione che va in questa direzione, probabilmente i tempi tecnici per l'installazione di impianti di misurazione ci sono per tutti.
Presidente - La parola al collega Nogara.
Nogara (AV) - Avevo capito. L'unica cosa - mi allaccio a quello che diceva il collega Distort - è che noi abbiamo un sacco di consorzi con grossi problemi finanziari, che non hanno le capacità per poter fare un intervento del genere e non so se c'è la disponibilità finanziaria da parte della Regione per poter finanziare tutti questi interventi in questo termine, che non so... adesso il termine ce lo dirà l'Assessore ipoteticamente di quanto può essere. Solo questo, era questo il mio problema. Mi faccio un po' di scrupolo per quei consorzi che sono in difficoltà se non c'è un finanziamento regionale. Già da diverso tempo... e se n'era parlato anche con l'assessore Borrello quando era venuto in commissione, che ci aveva detto che con i consorzi si era già iniziato a fare un discorso, appunto, per poter fare questi interventi. Io chiederei una cosa adesso: in questo momento di lasciare parlare l'Assessore perché abbiamo parlato in tanti, forse abbiamo detto delle cose che nel giro di poco tempo l'Assessore ci può chiarire.
Presidente - La parola all'assessore Borrello.
Borrello (SA) - Penso che la partecipazione di così tanti Consiglieri al dibattito che è stato creato dalla mozione sottoscritta dai colleghi Cinque Stelle va a dimostrare l'interesse storico che ha l'Amministrazione, ma i valdostani in generale rispetto alla gestione della risorsa e riserva idrica. Non a caso utilizzo sempre questo tipo di affermazione, perché ritengo importante andare a tutelare il bene primario dell'acqua. Io ci tengo solo a fare un po' il riassunto delle puntate precedenti. Innanzitutto, veramente gli interventi che sono stati fatti hanno espresso le diverse posizioni, ma c'è un filo logico in tutti: quello di cercare di normare e rendere equilibrato l'utilizzo di questo bene. Dicevo delle puntate precedenti, come diceva il collega Bertin, siamo in ritardo. Effettivamente siamo fortemente in ritardo. Questo PTA doveva essere già approvato alla fine della scorsa legislatura e, se vi ricordate, già in quella fase avevamo iniziato un percorso di partecipazione e di coinvolgimento della III Commissione consiliare, perché ricordo che era stata una scelta fortemente voluta su un tema così importante e trasversale che non fosse un'azione calata dall'alto, cioè un passaggio in VAS, un'approvazione della Giunta e poi, dopo tutti questi passaggi tecnici, il passaggio in commissione. Si era voluto quindi anticipare tutto in maniera preventiva e, ancor prima di entrare nella fase istruttoria, portare a conoscenza i Commissari, la III Commissione consiliare, dell'iter di approvazione del PTA, che, così com'è stato spiegato, in queste misure preventive ha avuto uno svolgimento veramente particolare con il coinvolgimento degli stakeholder e un resoconto continuativo in un sito aperto al pubblico, cioè con i verbali e tutte le possibilità di informazioni in tal senso, in modo tale da rendere un percorso il più possibile trasparente.
Entro nel merito della mozione. Noi riteniamo che proprio in questa fase, dopo aver fatto tutte le azioni preventive, dopo avere sentito nell'ultima legislatura, quindi quella che coinvolge gli attuali Consiglieri... abbiamo fatto tre passaggi in commissione consiliare per spiegare e dare illustrazione della filosofia del PTA fornendo documentazione, poi se c'è stata qualche incomprensione, chiedo scusa. In questo momento in cui c'è un'istruttoria in corso, c'è la VAS in corso, ci sono tutte le considerazioni da parte dei cittadini e degli stakeholder, dei portatori di interesse rispetto alle valutazioni su eventuali modifiche, in virtù del fatto che, finito questo passaggio pubblico di manifestazione pubblica, vi sarà l'approvazione della Giunta e poi successivamente i passaggi in commissione affinché il PTA poi possa essere approvato in Consiglio, perché è l'organo consiliare che ha competenza in materia, io chiederei - proprio a livello di forma, poi per la sostanza entrerò successivamente - se può ritirare la mozione: proprio perché siamo in una fase istruttoria del percorso che ha già avuto delle fasi preliminari che non erano - tra virgolette - "consuete". Ripeto: non lo sottolineo per avvalorare la nostra posizione, lo sottolineo perché su un tema così importante era opportuno condividere tutto il Consiglio regionale ancora in una fase preventiva. Qualora lei non accettasse questo, per quanto le ho espresso, chiederei proprio ai colleghi di astenersi, anche perché è in una fase di evoluzione, una fase preventiva di coinvolgimento delle commissioni. Adesso c'è l'apertura alle istanze dei cittadini e dei portatori di interesse all'interno della VAS e successivamente c'è il percorso codificato dal Regolamento del Consiglio regionale.
Per quanto riguarda invece gli aspetti più di carattere tecnico, secondo me, in ogni caso qualsiasi tipo di considerazione opportuna oggettiva deve essere vista in un quadro di insieme del PTA e quindi, nel momento in cui si avrà la possibilità di entrare nel merito, tutte le osservazioni saranno prese in considerazione perché, ripeto, la competenza è del Consiglio regionale.
Riprendo alcune considerazioni dei colleghi, che condivido in pieno e mi riferisco al collega Luboz e al collega Gerandin, attenzione a fare una... nell'impegnativa, soprattutto per quanto riguarda il primo punto, comporterebbe veramente delle problematiche; perché? Perché bisogna rilevare che le portate prelevate sono oggetto di misurazione nelle derivazioni idroelettriche, non per quelle irrigue, quindi la sospensione sarebbe applicata solo per quelle irrigue, con una problematica per quanto riguarda la gestione del territorio veramente pesante. Ricordiamoci che - adesso lo dico a tutela - i CMF lo fanno a livello di volontariato, ci manutengono il territorio, con poi delle ripercussioni dal punto di vista turistico perché il vedere il verde è sicuramente una bella cosa... con delle ripercussioni dal punto di vista idrogeologico, quindi attenzione. Capisco l'obiettivo "attendere", ma nell'immediato potrebbe essere controproducente, quindi vi è disponibilità nel momento opportuno a verificare tutte le questioni proprio in virtù del fatto che abbiamo dimostrato nel nostro percorso di condivisione che c'è sensibilità in tal senso.
Parallelamente... poi finisco e lascio la sua parola al collega Viérin per quanto legato agli aspetti più di carattere tecnico dei CMF e delle azioni prodotte dall'Amministrazione rispetto ad alcuni punti di valore del PTA... innanzitutto c'è la definizione delle pressioni sulle aste torrentizie e si è definita per la prima volta la carta delle indisponibilità. Andiamo quindi a definire graficamente le aree che bisogna tutelare al 100 percento, dove non bisogna prevedere ulteriori derivazioni idroelettriche. La cosa che tengo a sottolineare - e mi riferisco a quanto detto dalla collega Pulz, ripreso poi anche dal collega Cognetta - è che, al di là dei valori delle sanzioni - poi mi prendo l'impegno di fare una tabella di paragone nei confronti delle altre Regioni che hanno delle caratteristiche morfologiche simili alle nostre, quindi parlo di una zona del Piemonte piuttosto che la Lombardia -, per la prima volta viene sancito il principio delle sanzioni. Per quanto riguarda la Regione Valle d'Aosta, c'era una vacatio normativa, tant'è che si faceva riferimento all'articolo 17 del Regio decreto, che prevedeva sanzioni solo se avevi il titolo o non avevi il titolo, con mancanza proprio della normativa di riferimento per quanto riguarda le sanzioni, poi i valori sono competenza del Consiglio. Ovviamente allineiamoci anche un po' alle altre Regioni, però di questo ne parleremo. L'avevamo, se vi ricordate, già scaricato questo disegno di legge. Vado a memoria, chiedo venia se la data non sarà quella giusta, ma mi sembra che il 4 agosto del 2017 fosse stato scaricato il disegno di legge sulle sanzioni, dove per la prima volta veniva sancito a livello normativo questo principio. Quel disegno di legge fu portato all'attenzione delle commissioni per chi c'era all'interno della scorsa legislatura... e fu criticato dai portatori di interesse di carattere ambientale e dalle associazioni di settore dell'idroelettrico. Essendo una novità, non era mai stata presa in considerazione, fu criticata a destra e a sinistra, chi diceva che era troppo poco e chi diceva che era troppo. In quella sede, eravamo a fine legislatura, d'accordo con... faccio riferimento al collega Nogara, mi ricordo, c'era il collega Bianchi e altri colleghi, decidemmo di allineare questo tipo di percorso con il PTA. Quale strumento migliore per andare a definire un principio così importante come quello delle sanzioni se non il PTA? Ed è per questo che lo abbiamo reinserito: per sancire il principio. Ovviamente ha detto anche la cosa corretta il collega Ferrero: i misuratori di portata ci sono nei contesti idroelettrici, ma se non ci sono le sanzioni, puoi misurare quello che vuoi! Per quanto riguarda l'entità delle sanzioni, ripeto, non sono qui a dire: è tanto o è poco, parametriamoci con le altre Regioni. Nel mio piccolo posso dire che, nel rispetto degli impegni che avevo preso, ho inserito all'interno del PTA il principio delle sanzioni, poi ne discuteremo ed è per questo motivo che chiederei, proprio in virtù anche della grande partecipazione al dibattito, se ritiene opportuno di ritirare la mozione, sennò, nel rispetto anche delle illustrazioni che lei ha fornito, noi ci asterremo in tal senso.
Presidente - La parola all'assessore Viérin.
Viérin (AV) - J'ai écouté avec attention le débat qui, en effet, comme soulignait le collègue Borrello et d'autres collègues, est un débat qui est très actuel, pour une utilisation de l'eau dans des termes de ruralité qui aujourd'hui doit inverser la tendance par rapport à tout ce qui s'est passé pendant des années où les eaux ont eu une utilisation qui était plus privée par rapport à cette utilisation rurale. En ce qui concerne l'Assessorat de l'agriculture, nous sommes compétents sur la requête du point n° 2, et j'y retournerais, mais le débat était un débat très intéressant en partant du fait qu'on est fils de nos eaux et qu'aujourd'hui les changements climatiques, la raréfaction de l'eau et aussi le fait que l'eau dans son cours rural a des problématiques qu'il faut résoudre... c'est-à-dire que, où les ru [traduzione letterale dal patois: ruscelli], chargent, où les ru distribuent et où les éléments d'adduction de l'eau dans nos campagnes se distribuent, au-delà du fait qu'il y a moins d'eau, il y a aussi un problème de nécessité d'intervention sur nos réseaux d'adduction. Sur l'eau on a eu des luttes et des batailles dans toute notre histoire rurale et campagnarde et aujourd'hui nous croyons que le PTA est un moment très important pour faire un peu le point de la situation.
Dicevo che il nostro Assessorato è competente per quanto riguarda il punto n. 2. Dico subito che le risorse sulla legge 17 sono state inserite, ne avevamo parlato durante la variazione di bilancio. Abbiamo inserito proprio in vista del sostegno ai nostri consorzi di miglioramento fondiario su questa disposizione che è obbligatoria e che non deve andare a gravare su organismi che sono di natura privatistica ma rappresentano la nostra codificazione rurale... quindi noi sul 2020/2021 abbiamo previsto, anche se questa ricognizione che è iniziata proprio con i consorzi... abbiamo avuto degli incontri durante quest'estate per rivedere un po' qual è la prospettiva dei nostri consorzi... però è partita e parte una ricognizione affinché ci sia un censimento della misurazione obbligatoria che bisogna fare, ma a fronte di un impegno finanziario per sostenere i nostri consorzi. Questo pezzo quindi è risolto nella misura in cui le risorse ci sono già. Sono stati previsti 500.000 euro, prudenzialmente nel senso che bisogna fare la ricognizione ma il 2019 da qui a fine anno serve per la ricognizione e dal 2020, quindi dal bilancio nuovo, per due anni ci sono le risorse che poi possono essere rimodulate in base appunto alle esigenze che vengono messe in campo.
Ne approfitto per aggiornare i colleghi sugli incontri che abbiamo avuto con i consorzi di miglioramento fondiario e con CVA, perché tante volte abbiamo discusso qui in quest'aula sulla funzione, sul ruolo e sulla mission strategica di CVA. Noi abbiamo formalizzato come Assessorato, a nome del Governo, una richiesta a CVA che nelle prossime annualità una parte dei famosi utili CVA fosse destinata a un piano acqua, cioè che CVA potesse mettere a disposizione delle risorse che con bandi codificati che prevedono la premialità soprattutto di interventi dei consorzi che hanno come obiettivo l'acqua, escluse le centraline... Mi sembra che sia il collega Cognetta che ha giustamente evocato il fatto delle centraline, ma ci ritornerò anche sui consorzi. È qualcosa che sta iniziando a essere un fenomeno esistente. La proposta che noi abbiamo fatto a CVA è: perché non si utilizza una parte di risorse su un piano triennale che collima col bilancio affinché queste risorse vadano a essere impiegate per migliorare dove l'acqua deve caricare nei ruscelli, cioè la presa? Il sistema di adduzione e di distribuzione... spesso, come si sa, nei sopralluoghi vari e nelle relazioni che abbiamo nei consorzi le problematiche sono spesso perché i ru disperdono e sono dispersivi di acqua nell'adduzione... e poi, anche in termini moderni, nuovi sistemi di irrigazione, che spesso, tra l'altro, hanno aiutato a evitare le gelate: penso agli impianti antibrina, ma soprattutto agli impianti di irrigazione che possono essere oggi calibrati con un uso razionale dell'acqua. Questa quindi crediamo sia una possibilità, peraltro prevista nel programma che si era messo in campo... CVA ha risposto in modo positivo e ci sono codificati in questo prossimo periodo degli incontri tecnici per iniziare, anche con i consorzi chiaramente presenti... un bando che possa essere con le regole condivise dai tecnici e dai consorzi in modo da dare la premialità ai lavori che andranno sull'acqua, una possibilità per i consorzi di partecipare, di attualizzare magari i progetti vecchi ma di presentarli anche nuovi e poi una classifica che andrà a premiare quelli che sono appunto in linea con alcuni interventi che sono stati dati.
La questione delle concessioni è vera. Spesso anche nelle riunioni con i consorzi e con i Comuni siamo a discutere della titolarità di queste concessioni. Le concessioni sono date e spesso sono rinnovate in questo caso ai consorzi di miglioramento fondiario, che sono i proprietari perché rappresentano l'elemento communautaire della nostra codificazione rurale attraverso un'assemblea, un direttivo, degli organi di revisione e quella... Abbiamo avuto anche delle discussioni con Amministrazioni comunali che chiedevano l'acqua e noi abbiamo detto: "sì, l'acqua se si regola attraverso convenzioni con il consorzio, può essere distribuita". Abbiamo anche avuto consorzi che ormai avevano ceduto a privati parte dell'acqua per la turbinazione, ed è quello che diceva il collega. È un fenomeno, ne abbiamo discusso, che andrà, a mio modesto parere, molto limitato, perché è giusto che ci sia da parte del consorzio un'autonomia nel decidere, attraverso magari una parte di turbinazione, di avere elementi di investimenti propri per andare a reinvestire nella ruralità, ma bisogna fare attenzione che i consorzi non diventino il cavallo di troia affinché si bypassi una titolarità che è di altri e poi attraverso questo si vada ad utilizzare - tra virgolette - il consorzio per interessi che sono... non voglio dire che per forza... però c'è un rischio che bisogna limitare, quindi questo deve essere un elemento di discussione all'interno dei tavoli...
L'altra è la questione di capire bene oggi come nell'avere meno acqua a disposizione si può intervenire. Chiaramente questo è un discorso un po' più ampio che rientra in alcuni interventi che sono stati fatti. Questo per dire che, per quanto ci riguarda, noi abbiamo oggi avuto delle interlocuzioni intanto per partire con la questione delle misurazioni, che preoccupavano molto il territorio e quindi abbiamo voluto prima prevedere il sistema di aiuto attraverso la legge 17 e, diciamo, il finanziamento per poi andare a dire: "sì, si procede alla ricognizione, ma questi misuratori andranno avanti". Altre interlocuzioni per esempio... perché spesso bisogna anche evitare che ci sia il conflitto tra i consorzi e CVA e anche tra i consorzi e le Amministrazioni comunali, cioè non dobbiamo neanche mettere contro l'uso rurale all'uso potabile, perché abbiamo avuto anche delle località rurali che hanno avuto espansioni e poi urbanistiche che oggi creano una difficoltà di convivenza tra l'uso potabile e quello irriguo, ma i diritti sono codificati, quindi anche l'ampliamento urbanistico va commisurato con le necessità e con le quantità di acque, anche perché oggi si richiede ai consorzi di fare una ricognizione sulle quantità di acque e i consorzi giustamente hanno il timore che questi nuovi quantitativi gli facciano calare il quantum dedicato a ogni consorzio. Questo è un altro elemento fondamentale. Vi facciamo un esempio: abbiamo incontrato assieme al collega Borrello le Amministrazioni comunali di Gressan e di Cogne, ma anche della di una parte di plaine per riuscire a fare dei ragionamenti intercomunali di adduzione di acqua che possano contemperare le esigenze di uso potabile con quelle della ruralità. Io ho cercato semplicemente di aggiungere alcuni elementi ma, per quanto ci riguarda, nel comparto agricolo nella nuova riorganizzazione - sapete che c'è stata una ricognizione dei fabbisogni anche a fronte dei pensionamenti delle strutture dirigenziali - è stato assegnato all'Assessorato dell'agricoltura una posizione dirigenziale che possa occuparsi di consorzi e acque in termini di ponderazione o, meglio, di controbilanciamento rispetto ad altre esigenze affinché nei tavoli dove oggi siamo già rappresentati ci sia comunque una parte importante perché oggi, come si sa, chi si occupa di PSR e di anche tante altre funzioni deve gestire poi anche tutto il settore del consorzio di miglioramento fondiario, che invece con una dignità propria, assieme all'uso irriguo e rurale delle acque, potrà essere uno snodo per noi importante.
In questo senso quindi noi sull'impegno siamo più che d'accordo perché è qualcosa che abbiamo messo in campo e anche sulla visione nei vari interventi concordiamo sul fatto che l'acqua, sempre maggiormente contemperando le esigenze, deve essere difesa e deve essere soprattutto riconosciuta in termini di valore per quanto è un uso rurale che poi garantisce mantenimento del territorio, turismo, benessere e tutto ciò che la nostra Valle d'Aosta offre.
Presidente - Vi ricordo che siamo ancora in discussione generale. Collega Vesan, ha la parola.
Vesan (M5S) - Sulla scorta degli interventi anche da parte della Giunta, evidenzio la mia assoluta indisponibilità ad accettare le condizioni che sono: "o la ritirate o ci asteniamo", ciò anche per il fatto che sono particolarmente contento che le risorse economiche per installare gli impianti di misurazione esistono ed esiste già la disponibilità, quindi non è un problema di euro. Il problema vero è che sono stati evidenziati grossi problemi per quello che riguarda la disponibilità di acqua a uso rurale sull'anzianità e il cattivo funzionamento sia delle opere di captazione che delle opere di adduzione e anche dei sistemi di irrigazione che possono essere fortemente migliorati. È stato evidenziato che i consorzi hanno poche risorse, che l'Amministrazione ha poche risorse e che possiamo prendere i soldi dal PSR solo se mettiamo gli impianti di misurazione e quindi decidiamo di aspettare che i soldi ci piovano probabilmente dal cielo al posto della pioggia per riuscire a far andare avanti il processo; non funziona così, se per avere i soldi e per fare tutto abbiamo bisogno di impianti di misurazione, tali impianti devono essere installati subito.
Sulla scorta di questo, io vorrei chiedere, se possibile, una breve sospensione per concordare con le forze politiche, che sono disponibili a emendare la mozione ai fini di metterla al voto, un testo che possa essere condiviso il più possibile, naturalmente anche le forze di maggioranza. Abbiamo capito che il problema interessa e preoccupa molti di loro. Io riconosco che il problema dei finanziamenti al PSR per impianti di irrigazione l'ho sentito citare per la prima volta dal collega Nogara, che continua a essere preoccupato e quindi confido che voglia collaborare con noi per risolverlo quanto prima.
Presidente - Sospendiamo i lavori del Consiglio.
La seduta è sospesa dalle ore 18:48 alle ore 19:35.
Rini (Presidente) - Come convenuto e deciso dalla Conferenza dei Capigruppo, esauriremo questo punto e poi sospenderemo i lavori, che riprenderanno domani mattina. Siamo in discussione generale, possiamo chiudere la discussione, colleghi, o qualcuno intende intervenire dopo la sospensione? La parola al collega Vesan.
Vesan (M5S) - Chiedo perdono a tutti quelli che hanno atteso all'interno dell'aula questa lunghissima sospensione, però devo dire che, nonostante la disponibilità di tanti a partecipare alla discussione, non si è arrivati a nessun tipo di soluzione condivisa. Noi abbiamo dato la disponibilità a emendare alcuni punti dell'impegno da noi proposto, ma nessuno di questi andava bene, o era un ritiro o ora una sostanziale sostituzione integrale dell'impegno e quindi da parte nostra non c'è nessuna disponibilità ad accogliere queste proposte.
Ribadiamo la nostra disponibilità a emendare la seconda parte dell'impegnativa concedendo i finanziamenti esclusivamente alle derivazioni a fini irrigui. Posso lasciare il testo alla segreteria, se serve, prima di metterlo in votazione, però chiediamo che comunque la mozione sia votata così come da noi presentata. Mi rendo conto che probabilmente sarà un risultato negativo, però è giusto che ognuno si assuma la responsabilità anche politica delle proprie scelte.
Presidente - Viene depositato il testo della modifica, che prevede che in fondo al punto n. 2 venga aggiunta la dicitura: "da parte dei concessionari di derivazioni a fini esclusivamente irrigui". Altri in discussione generale? La parola all'assessore Borrello.
Borrello (SA) - A nome della Giunta e della maggioranza, ho accettato l'invito di andare ad ascoltare le istanze dei colleghi. È stata una riunione sicuramente proficua. Come ben tutti sanno, nel momento in cui bisogna trovare degli elementi di incontro, ci deve essere disponibilità da entrambe le parti. Evidentemente, lei ha formulato diverse proposte, erano tutte in una direzione che non erano in linea con quanto espresso nell'intervento che ho formulato all'interno di quest'aula, quindi, senza polemica, ripeto: ci deve essere un punto di incontro nel momento in cui si cerca la mediazione, non c'è stato.
Io, nonostante tutto, confermo la disponibilità - lo dico a microfono acceso -, prima ancora di portare l'atto in Giunta, di venire in commissione, perché su un tema del genere non ci sono colori politici ma c'è un interesse di tutta la collettività valdostana che noi rappresentiamo. Noi quindi ci asterremo in tal senso e nel momento in cui sarà finita l'istruttoria, perché ricordo che c'è un'istruttoria in corso... e mi sembra non corretto per i portatori di interessi e gli stakeholder che hanno formulato delle osservazioni su un documento che noi stiamo andando a modificare con degli indirizzi, andare a modificare il terreno di gioco in cui si sta giocando. La disponibilità di portare il tutto in sede preventiva in merito al procedimento istruttorio all'interno della commissione la confermo e chiedo ai colleghi che riterranno opportuno di astenersi.
Presidente - La discussione generale è chiusa. In replica, altri? La parola al proponente Vesan.
Vesan (M5S) - Vorrei solo chiarire quali erano i termini della discussione visto che sono stati puntualizzati anche dal collega Borrello. La nostra disponibilità a emendare la mozione era sia nella tempistica, cioè sull'immediatezza del regime sanzionatorio, cioè la sospensione della concessione ma anche nel merito del tipo di sanzione, cioè la possibilità di sanzionare comunque pesantemente ma senza la sospensione della concessione ed entrambe non sono state accolte, quindi è giusto che siano chiari e precisi i termini. Sulla scorta di questo, naturalmente, in fase di dichiarazione di voto prevedo il voto favorevole da parte del nostro gruppo consiliare.
Presidente - Altri? La parola al vicepresidente Distort per dichiarazione di voto.
Distort (LEGA VDA) - Esplicito, giusto perché sia chiaro a tutti i membri dell'aula e a chi ci ascolta da fuori quanto probabilmente si è perso per strada, perché chiaramente eravamo noi nella riunione separata a discutere. Per quanto riguarda il gruppo Lega, esprimo quanto segue: nulla da eccepire sull'obiettivo di dotare i corsi di acqua valdostani, del nostro territorio di misuratori di portata; nulla da eccepire sul vantaggio, sulla necessità sia per una fruizione corretta del bene, un bene primario come l'acqua, sia per garantire il deflusso minimo vitale e sia per garantire tutto quello che è la sopravvivenza, l'ecosistema che si crea attorno ai corsi di acqua, ma anche il sistema economico e quindi nulla da eccepire su questo, nulla da eccepire sul fatto che questo ci permetterà di aprire i canali del FESR. Il problema è che rimaniamo dubbiosi sul metodo espresso fondamentalmente dal primo punto dell'impegnativa, anzi dai sottopunti a) e b) dell'impegnativa. Noi non siamo convinti, non siamo soddisfatti, non ci riconosciamo in questa linea. Ciononostante dichiaro che la nostra battaglia per questo obiettivo di cui ho appena parlato rimane intatta al 100 percento e la condurremo con massima disponibilità, massima serietà, massimo approfondimento e massima velocità nelle sedi deputate a partire dalla III Commissione consiliare. Crediamo fortemente in questo. L'obiettivo è identico. Non ci riconosciamo nella strategia descritta e declinata in alcuni punti dell'impegnativa, pertanto a tal fine, non modificando l'impegnativa, il nostro voto sarà, nostro malgrado, di astensione.
Presidente - La parola al collega Gerandin.
Gerandin (MOUV') - È già stato detto nell'intervento precedente che si parte da una problematica reale, vera. Siamo in assoluto ritardo, si è perso tempo in questa direzione. Detto questo, abbiamo approfittato di questa pausa anche per chiedere alcune delucidazioni in più all'assessore Borrello, che peraltro ha già in parte confermato nella sua dichiarazione di voto e nell'intervento. Se i tempi sono quelli che ci sono stati dati in questa breve pausa, vale a dire che si sono chiuse il 6 di settembre le osservazioni presso il VAS, che, entro fine anno, è prevista una delibera di Giunta che approvi il testo definitivo... c'è stata la disponibilità anche dell'Assessore di venire prima in commissione per vedere eventualmente, prima di arrivare a questo testo di Giunta, di trovare un testo condiviso, mettendo fine a quello che può essere il testo definitivo... il discorso di deroghe a tempo indefinito e fissando dei termini precisi... Noi ribadiamo che saremo al fianco dei proponenti della mozione, vale a dire i Cinque Stelle, in questa battaglia affinché nel testo definitivo si metta fine alle deroghe, a prescindere si mettano delle scadenze certe, ma nello stesso tempo annuncio il voto di astensione per il semplice fatto che il problema dei consorzi rimane per noi un punto essenziale: essenziale nel senso che bisogna prima di tutto avere una quantificazione degli interventi necessari nei vari consorzi per adeguarsi a questi misuratori; bisogna avere le risorse necessarie affinché vengano finanziati, sennò è inutile che mettiamo delle scadenze quando poi il rischio reale è quello di vedere magari dei consorzi che si vedono sospese le concessioni a uso irriguo. È questa la preoccupazione, è stata esternata in quella sede e su questo noi saremo al fianco sia nel prevedere all'interno del testo definitivo del PTA la parte sanzionatoria legata al mancato rispetto dei minimi deflussi, ma anche l'eventuale mancato adeguamento a questi misuratori di portata. Confermo ancora che saremo molto vigili e a fianco dei Cinque Stelle, se lo riterranno opportuno, per prevedere all'interno della finanziaria del prossimo triennio le risorse necessarie. Nello stesso tempo un sollecito all'assessore Viérin affinché incentivi i consorzi a questo studio, a questa quantificazione delle risorse necessarie per permettere questi misuratori.
Presidente - La parola alla collega Pulz per dichiarazione di voto.
Pulz (ADU VDA) - Nel nostro precedente intervento abbiamo fatto delle precisazioni sulla questione delle sanzioni, che merita un'approfondita riflessione e una revisione nel PTA, perché il principio è, sì, fondamentale ma bisogna poi purtroppo decidersi a toccare la pecunia per educare i disonesti. Con questa premessa diciamo che il voto di Ambiente Diritti Uguaglianza Valle d'Aosta, che ci piace sottolinearlo, ha scelto di rappresentare le acque nel suo simbolo stesso, continua a essere un voto di favore. Noi quindi siamo favorevoli a questa mozione in estrema sintesi perché il deflusso ecologico è fondamentale per i nostri torrenti, perché restino dei torrenti, specie se poi parliamo di parchi come il Monte Avic... l'Assessore non lo vedo più ma il messaggio gli arriverà... eccolo laggiù, perfetto... invece spesso sono ridotti a dei rigagnoli. Accettiamo che si possa fare eccezione al rilascio del deflusso ecologico solo nel caso delle derivazioni che servono a fornire l'acqua potabile.
Presidente - La parola al collega Bertin.
Bertin (RC-AC) - Ribadendo il fatto che le osservazioni che vengono sollevate da questa mozione sono assolutamente condivise e condivisibili, perché sono anni che ne discutiamo, perché siamo colpevolmente in ritardo. Resta il fatto però che oggi ci troviamo in una fase ormai avanzata di elaborazione del PTA e in quel contesto queste osservazioni assolutamente condivise e giuste devono essere inserite. Oggi da una parte non avrebbe nessuna efficacia pratica e inoltre non sappiamo neanche bene gli effetti che avrebbero sulla parte irrigua che riguarda la captazione. Pertanto, come detto anche in precedenza, il contesto giusto è quello del PTA. Siamo in fase di conclusione, avremo un'ulteriore audizione dell'Assessore prima dell'approvazione della delibera di Giunta e in ogni caso l'intervento può essere fatto in quel contesto, prima o dopo, perché alla fine è al Consiglio regionale che arriva il PTA.
Presidente - La parola al collega Nogara.
Nogara (AV) - Mi sembra evidente che nessuno abbia messo in dubbio la necessità di quanto il Movimento Cinque Stelle ha esposto nella sua mozione. Ho partecipato alla discussione quando ci siamo incontrati per arrivare a una definizione e l'idea praticamente quasi univoca è stata quella di non mettere in difficoltà i consorzi di miglioramento fondiario perché con questa richiesta, a nostro parere, si metteva in grande difficoltà un gran numero di consorzi di miglioramento fondiario. Tutti hanno detto che saranno molto vigili per vedere se il Governo regionale adotterà e andrà avanti con questa iniziativa, io mi sento di dire che la maggioranza vuole andare avanti con questo modo di operare, nel senso che è un obiettivo di questa maggioranza, ma nei tempi e nei modi più appropriati. Mi sembra che ne abbiamo discusso ampiamente tutti assieme e la maggior parte dei Consiglieri era d'accordo su questo. Detto anche da me, come lo ha fatto rilevare varie volte il consigliere Vesan, è dalla passata legislatura che sto parlando che è di importanza capitale fare questo tipo di intervento. Come Alliance, come ha espresso già l'assessore Borrello, quindi su questa mozione ci asterremo, ma ci asteniamo con la volontà di proseguire nel lavoro.
Presidente - Altri? Possiamo passare alla votazione, colleghi? La votazione aperta sul testo modificato con l'aggiunta al punto 2. La votazione è aperta. Possiamo chiudere la votazione.
Presenti: 35
Votanti : 5
Favorevoli: 5
Astenuti: 30 (Aggravi, Baccega, Barocco, Bertin, Bertschy, Bianchi, Borrello, Certan, Chatrian, Cognetta, Daudry, Distort, Farcoz, Ferrero, Fosson, Gerandin, Luboz, Lucianaz, Manfrin, Marquis, Minelli, Morelli, Nogara, Peinetti, Restano, Rini, Sammaritani, Spelgatti, Testolin, Viérin)
Il Consiglio non approva.
Con questo, colleghi, possiamo sospendere i lavori, che riprenderanno domani mattina alle ore 09:00. Buona serata a tutti.
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La seduta termina alle ore 19:52.
