Oggetto del Consiglio n. 2935 del 21 settembre 2017 - Resoconto
OGGETTO N. 2935/XIV - Prosecuzione della discussione sulla Relazione annuale al Consiglio regionale sull'andamento della gestione della "Casino de la Vallée S.p.A.", ai sensi dell'articolo 8 della legge regionale 30 novembre 2001, n. 36, recante "Costituzione di una società per azioni per la gestione della Casa da gioco di Saint-Vincent".
Rosset (Presidente) - Con 28 presenti, possiamo riprendere i lavori. Ricordo che siamo in discussione generale sul punto n. 22 all'ordine del giorno. Ha chiesto la parola il consigliere Perron, ne ha facoltà.
Perron (UV) - Solo per chiedere se è possibile avere in aula la presenza del Presidente e dell'Assessore competente, altrimenti qualcuno ci dica a chi ci indirizziamo nel dibattito.
Il presidente Rosset dispone affinché il Presidente della Regione e l'Assessore al bilancio, finanze, patrimonio e società partecipate siano sollecitati a entrare in aula consiliare.
Presidente - Il Presidente della Regione è presente e l'Assessore è arrivato. Qualcuno intende prendere la parola? Siamo in discussione generale.
Ha chiesto la parola il consigliere Cognetta, ne ha facoltà.
Cognetta (M5S) - Prendo la parola alla luce di quanto accaduto ieri. In effetti, mi è sembrata strana la lunga attesa che c'è stata rispetto a una risoluzione, che non mi sembrava così impegnativa. Quindi stamattina, visto che la notte ha portato consiglio, vorrei sapere se dai banchi della maggioranza arriva qualche suggestione rispetto a questa proposta che stiamo discutendo. Se è vero che da un lato c'è un certo malessere all'interno della casa da gioco tra i dipendenti e che ciò che è stato fatto finora non risolverà certo i problemi del casinò, è anche vero che la maggioranza ha opinioni completamente diverse rispetto a questo stato di cose. L'Assessore ha detto che stiamo andando molto bene, che le cose stanno migliorando, che sicuramente a breve avremo degli utili e quindi sicuramente riusciremo a tirare fuori la casa da gioco dall'impasse in cui si trova.
Non ho avuto ancora una risposta chiara rispetto all'altra domanda, che è rimasta sospesa: la questione dell'esperto dei giochi. Io spero che prima della fine di questa giornata mi arrivi una risposta: se alla fine la casa da gioco deve fidarsi di questa commissione che ha creato l'amministratore, o se l'esperto nominato e poi mandato via (non si è capito bene che cosa sia successo) è rimasto tale o non ci sarà più. Sono interrogativi che sono rimasti tutti in sospeso. La vostra riunione è durata più di un'ora e mezza, poi siamo andati tutti quanti a casa, perché la notte porta consiglio. Se questa notte ha portato consiglio, vorremmo conoscere che consiglio ha portato, se è possibile. Oppure per quanto mi riguarda - sto sottolineando la mia opinione strettamente personale - possiamo anche finalmente chiudere questa discussione - ovviamente non sta a me decidere, Presidente: le do un suggerimento - chiudiamo la discussione generale e andiamo al voto direttamente, visto che tutti vi siete chiariti, che abbiamo tutto chiaro ed è inutile che continuiamo a discutere su una faccenda che poi in fondo - come ha detto anche il collega Perron ieri - non è così eclatante. Non ho chiesto le dimissioni dell'Assessore o dell'amministratore unico, sto semplicemente chiedendo lumi rispetto a una cosa di per sé non molto importante. Se mi fate sapere qualcosa, siamo qua.
Presidente - Altri intendono prendere la parola? Ha chiesto la parola il Presidente della Regione, ne ha facoltà.
Marquis (AC-SA-PNV) - Riprendiamo la discussione intrapresa ieri pomeriggio sulla casa da gioco, argomento al centro del dibattito del Consiglio. Un dibattito interessante che si prefigge di analizzare il bilancio del 2016 e nel contempo i dati più recenti sull'evoluzione dell'andamento della casa da gioco. Su questo ordine del giorno si è incardinata un'iniziativa del collega Cognetta, sulla quale abbiamo fatto delle considerazioni e delle riflessioni all'interno della maggioranza.
Qualche parola sulla situazione della casa da gioco: che credo abbia vissuto e viva tuttora un momento di grande difficoltà. È stato un anno difficile e abbiamo iniziato a occuparci a tempo pieno - direi - della casa da gioco dalla definizione dello scorso bilancio, perché la situazione stava degenerando. Una situazione che diventava sempre più preoccupante e che richiedeva degli interventi di carattere straordinario, anche alla luce delle normative che nel frattempo sono sopravvenute. Tale argomento è stato anche alla base dell'insediamento di questo nuovo Governo il 10 marzo, insieme ad altre questioni e ad altri problemi che erano stati evidenziati all'epoca. Però direi che questo argomento è stato determinante nel creare una coalizione, che oggi è qui impegnata a risolvere i difficili problemi che è stata chiamata a gestire.
Per quanto concerne la situazione della casa da gioco, sin dall'insediamento si è lavorato alacremente per rinnovare e individuare un nuovo management, per poter gestire questa situazione di estrema difficoltà. Si è lavorato per creare un nuovo piano di ristrutturazione aziendale, che si rendeva necessario per ottemperare alle nuove disposizioni legislative, che non consentono più di continuare a iniettare delle risorse pubbliche in aziende in difficoltà e prive di una possibilità di rientrare nell'ambito della sostenibilità economica.
È stato sicuramente un percorso difficile quello di questi mesi, che ha portato il 24 maggio alla discussione e all'approvazione in questo Consiglio di un piano industriale di ristrutturazione credibile, sostenibile e serio. Un piano sul quale c'è stato parecchio dibattito, parecchio confronto, parecchie critiche da parte dell'opposizione sulla sua credibilità. Ma ritengo che la credibilità di questo piano sia stata certificata dalle banche, perché io ricordo quei momenti di discussione in cui qui dentro si diceva che non sarebbero arrivate le fideiussioni da parte delle banche. Credo che le banche abbiano capito che in quel momento c'è stata un'inversione di tendenza sulla gestione rispetto al passato. Si è tentato di intraprendere una via nuova, una via sicuramente difficile, perché sarebbe stato molto più semplice trasferire alla casa da gioco 50 milioni di euro per risanare i conti e mettere tutti nelle condizioni di poter gestire le situazioni, come è sempre stato. Non si poteva più! Non si poteva più per il rispetto della legge e anche per il rispetto della comunità valdostana e di tutti coloro che lavorano in questa azienda.
È stato sicuramente un percorso difficile - lo è ancora e lo è tuttora - perché alla base di questo impegno e di questa scommessa c'è un presupposto indispensabile per poter avviare tale percorso di risanamento: ci siamo detti che la politica uscisse dalla gestione e dall'interesse diretto dei procedimenti gestionali dentro la casa da gioco. È sicuramente questo il risultato a cui è arrivata oggi la casa da gioco, dopo un percorso di tanti anni. Un percorso rispetto a cui adesso non stiamo a individuare di chi sia la responsabilità, ma sicuramente chi ci ha messo mano in modo diretto qualche responsabilità in più degli altri ce l'ha, rispetto alla situazione di difficoltà a cui siamo pervenuti. Però credo che noi dobbiamo guardare in avanti, guardare in prospettiva e dare delle soluzioni ai difficili problemi che siamo stati chiamati ad affrontare.
Il piano industriale doveva essere serio e credibile. Per verificare la sua attuazione è stato preso l'impegno di fare delle verifiche trimestrali per analizzare le singole aree di intervento per verificare se tutto quello che stava nelle linee guida, sarebbe stato poi raggiunto a livello di obiettivi. Sicuramente attraverso l'analisi dei dati c'è la possibilità di ritracciare il percorso, laddove lungo la strada si creino degli imprevisti o non si possa, per delle ragioni che poi possono essere evidenziate, perseguire l'obiettivo tracciato.
Credo che i primi mesi di questa gestione, al di là di tutto, ci portano oggi a registrare dei dati positivi. Io non so se sono dovuti al bel tempo che c'è stato durante estate, alle particolari condizioni favorevoli del turismo in Valle d'Aosta, alla bontà delle azioni intraprese, però alla fine tutto si chiarisce con la sintesi e le valutazioni si fanno sui numeri. I numeri non tradiscono e i numeri sono quelli che evidenziano la lettura di un risultato. A oggi, in questi tre mesi non possiamo che registrare dei numeri positivi, di piccola inversione del trend. Con questo non diciamo che il problema è risolto e che tutto va bene all'interno della casa da gioco, perché è stato intrapreso un percorso, c'è stata una concentrazione da parte dei manager sulle priorità e tante cose sono ancora da fare. Ci sono dei segnali incoraggianti sull'aumento del circolante di questi mesi, del giocato. Ci sono anche dei segnali preoccupanti, che sono i minori ingressi, i quali hanno dei riverberi sul territorio locale. Ma anche su questo si potrebbero fare delle analisi, perché sui minori ingressi potremmo fare delle verifiche, perché i dati si riferiscono a delle strategie che erano state messe in atto e che di fatto non hanno dato grossi risultati; mi riferisco all'abbandono della pista della clientela cinese. Su questo si potrebbero fare degli approfondimenti anche in Consiglio, credo, perché sono degli argomenti che sono interessanti e da analizzare.
Per quanto concerne l'ordine del giorno, io devo dire al collega Cognetta che questa iniziativa non corrisponde all'obiettivo che noi c'eravamo prefissati. Noi abbiamo detto e ripetuto in più occasioni che la politica deve uscire dalla gestione della casa da gioco: la politica deve fornire degli indirizzi di gestione e deve concentrarsi sulla valutazione dei risultati. Io personalmente credo che la politica non debba entrare all'interno dei procedimenti, ma debba giudicare i manager che gestiscono le imprese. Non deve permettersi e non è il suo compito quello di entrare a gamba tesa per fare delle valutazioni sui procedimenti interni, perché diversamente entra in un ambito che non è di sua competenza. Sicuramente credo che questo metta anche in crisi la credibilità sia dell'azionista sia anche della gestione nei confronti degli istituti di credito che hanno rinnovato le fideiussioni anche per i prossimi mesi, i quali credo che non apprezzerebbero una nuova volontà della politica di entrare nel merito delle singole procedure. Ci siamo sempre detti che la politica deve farsi da parte, perché dobbiamo andare verso una visione più privatistica della gestione, così come fanno gli imprenditori nel gestire la propria azienda.
A leggere questo ordine del giorno, si evince che bisogna fare un bando pubblico per nominare un comitato all'interno dell'azienda. Questo è il criterio della visione completamente pubblica, pubblicistica, ma in un'azienda privata non credo che si possa procedere in questa direzione. Un'azienda privata che procedesse con questi criteri, non potrebbe che fallire! Un'azienda privata quando deve spostare una persona, quando deve costituire un organismo interno privo di remunerazione per migliorare la sua efficienza aziendale, voi credete che faccia un bando all'interno del personale? Ci saranno dei manager che prenderanno delle decisioni in funzione degli obiettivi da perseguire. Ora, io non credo che la meritocrazia all'interno di un'azienda possa solo passare attraverso la pubblicazione di bandi. Credo che una managerialità seria possa, anche senza utilizzare questi procedimenti, perseguire il fine dell'efficienza, dell'efficacia e dell'economicità della gestione. Pertanto, a livello personale, non condivido il contenuto di questa iniziativa.
La strada da fare è sicuramente ancora lunga e sicuramente bisogna fare attenzione alla gestione e al suo monitoraggio, perché la casa da gioco è un malato che non è ancora fuori pericolo. Occorre continuare con serietà su un percorso che è stato intrapreso, individuando le criticità e i punti di debolezza, ma non è attraverso un ritorno al passato, attraverso un ritorno alle vecchie logiche, che noi riusciremo a pensare di risanare una difficile situazione. Credo che sia molto importante che la politica prenda atto di questa esigenza, perché diversamente tutto questo andrebbe a detrimento della casa da gioco, dei suoi dipendenti, del territorio circostante e della comunità valdostana intera.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Cognetta. Collega, le chiedo di motivare la sua richiesta di intervento.
Cognetta (M5S) - Chiedo scusa, non sapevo se potevo ancora intervenire oppure no. Non posso più intervenire.
Presidente - Può intervenire in dichiarazione di voto, se vuole.
Cognetta (M5S) - Dichiarazione di voto? Allora aspetto dopo, grazie.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Gerandin, ne ha facoltà.
Gerandin (GM) - Io penso che la discussione che ci impegna in quest'aula abbia due aspetti che ritengo molto importanti. Per prima cosa, vorrei cominciare dalle poche certezze che ho, anche se magari mi sbaglio. Poi arriverò eventualmente ai dubbi che permangono sulla situazione del casinò. Tra le poche certezze che ho, c'è finalmente quella relativa ai bilanci. Da anni noi leggevamo e denunciavamo in quest'aula ciò che certificava la stessa società di certificazione internazionale, la quale è la stessa di adesso, la KPMG: bilanci in cui si continuava a dire che i dati erano corretti, ma che l'attendibilità del bilancio era poco credibile, legata al fatto che per anni abbiamo iscritto imposte anticipate, che di fatto a bilancio erano poi una sorta di voce inesigibile, perché si continuava ad avere dei bilanci in passivo. Sono bilanci che poi - a me dispiace anche per l'immagine della Valle d'Aosta - sono stati oggetto di valutazione da parte di organi competenti. Per la prima volta, dopo anni in cui noi leggevamo questo passaggio finale della KPMG, quest'anno io leggo nella relazione "il bilancio fornisce una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria", senza quel passaggio che gli anni precedenti leggevamo legato alle imposte anticipate.
Cosa è successo? È chiaro che noi quest'anno, dopo anni di bilanci con delle perdite volutamente mascherate con le imposte anticipate, ci troviamo con una perdita di esercizio di oltre 46 milioni di euro, di cui 28 milioni legati a queste imposte anticipate. Questo ha contribuito per anni a mostrare una situazione poco chiara, poco leggibile, poco attendibile dell'andamento della casa da gioco. Io non so e non ho motivo di sapere se chi negli anni ha predisposto questi atti aveva o meno delle indicazioni politiche. Di certo so che in quest'aula la politica, quando venivano dette tutta una serie di preoccupazioni e venivano esternati i dubbi, ha fatto orecchie da mercante.
La seconda certezza che ho è che se non ci fosse stato questo piano, che io non so se sarà rispettato o meno, se non fosse iniziato questo processo di riorganizzazione che speriamo vada a buon fine - lo spero nell'interesse di chi lavora e della società -, se fosse andata avanti la prima ipotesi che per un lungo periodo è stata ventilata (quella del ristoro delle somme dovute, della compensazione) la Valle d'Aosta si troverebbe con una quarantina di milioni di euro in meno, perché a fronte degli 8 milioni di euro che sono stati riconosciuti in questo piano come prima tranche - poi ci sono la seconda e la terza: bisogna essere corretti nelle cose - ci troveremmo comunque all'inizio con 48 milioni di euro erogati, a fronte di una situazione che non avrebbe portato probabilmente in prospettiva a nessun processo di riorganizzazione. Si sarebbe probabilmente continuato con il vecchio sistema.
La terza certezza che ho è che se chi negli anni ha amministrato, o comunque la politica che è stata il riferimento per chi negli anni ha amministrato la casa da gioco, avesse messo le stesse competenze, conoscenze e impegno - parlo della politica, non di chi ha amministrato - probabilmente non ci troveremmo di fronte a una situazione di grande difficoltà dal punto di vista economico, ma avremmo una piccola Las Vegas europea. Ho sentito prima l'intervento di chi è stato referente politico negli anni: ha lanciato tante belle idee, peccato che negli anni non le abbia mai messe in piedi. Per cui se in maggioranza esiste il "Pierino della maggioranza", io penso che in minoranza ci siano tanti smemorati. Lo dico, perché è troppo facile in questo momento fare i buoni della situazione e dimenticarsi di quello che è stato detto, di quello che è stato discusso in quest'aula e che la politica ha fatto finta di non sentire.
Arrivo a quelli che sono, a mio parere, i tanti dubbi che ho. Io non conosco né il passato, né le capacità dell'avvocato Di Matteo: può darsi che sia molto capace, può darsi che sia una persona fortunata, io non lo so. Ci sono, però, tutta una serie di voci che giungono - come arrivano a voi, giungono anche a noi - legate al fatto che comunque non si vede tanta gente e i tavoli sovente sono deserti. Ma allora questa controtendenza da cosa deriva? Io penso che sia legittimo capirlo. È legittimo capire quale sia la prospettiva futura. È un colpo di fortuna? Non possiamo basarci sulla fortuna. C'è una strategia che alla fine potrà portare a un risultato duraturo? Bene, qualcuno ce la spieghi questa strategia. Per chi vuole fare chiarezza, per chi vuole avere un incontro per capire effettivamente come stanno le cose - perché io non le so, come probabilmente non le sapete voi; abbiamo tante voci che ce le riportano - mi pare legittimo chiedere che qualcuno venga a spiegarci cosa è cambiato negli ultimi tempi. Perché certi personaggi che hanno fatto comodo alla politica, continuano a essere referenti lì dentro: non è mica cambiato tanto su questo! Io purtroppo devo prenderne atto. Se prima si denunciava che c'erano personaggi che avevano fatto carriera, perché comunque erano vicini alla politica, ora vediamo che continuano a essere una parte fondamentale del processo riorganizzativo.
È diverso chiedere per l'ennesima volta alla politica di entrare su decisioni fatte bene o male - io dico - perché ho la fortuna di non conoscere nessuno, né di nome, né di viso, né di fama tra i componenti di quella famosa commissione messa in piedi. Per cui non so se sono bravi o meno, perché non li conosco, ma quello che dico è che a mio parere è diverso chiedere di fare chiarezza e capire quale sia il futuro di questa casa da gioco, dando indicazioni di carattere politico! Vede, collega Cognetta, se lei mi dicesse che il futuro è di dare indicazioni politiche, dove il criterio della trasparenza e le modalità di nomina e di selezione devono essere più chiare e più trasparenti, io gliela firmo subito questa risoluzione! Invece è diverso, a mio parere, mettere in discussione un atto, perché sarebbe l'ennesima interferenza della politica. Se qualcuno ha messo in piedi qualche atto che non è nell'interesse della casa da gioco, si metta in discussione chi l'ha fatto questo atto. La politica deve limitarsi a dire quali sono i parametri entro cui ci si muove, i criteri di selezione, la trasparenza. Guardi che su questo lei sfonda una porta aperta ed è uno dei motivi per cui io ho manifestato il mio disappunto, per cui mi trova sicuramente d'accordo. Però io dico (lo dico perché ci credo) di evitare di mettere in discussione il singolo atto, perché sarebbe l'ennesima volta in cui la politica entra a gamba tesa e vuole condizionare l'attività amministrativa.
Se io nomino un amministratore unico, gli fisso dei paletti, gli chiedo di risanarmi un'azienda e costui mi presenta un piano industriale, non può essere la politica che giudica il singolo atto; giudico l'attività di questo amministratore nel bene o nel male. Se no per l'ennesima volta sarà la politica a condizionare. Non ho chiari quali siano stati i parametri o le valutazioni con cui è stata scelta questa commissione, ma evitiamo che sia per l'ennesima volta una scelta politica.
Se il percorso è quello di fare chiarezza, io veramente chiedo al collega Cognetta di rivedere l'impegno di questa risoluzione. Chiediamo di fare chiarezza a trecentosessanta gradi e non solo su questa commissione, che leggo ha una durata limitata o che comunque verrà valutata - se ricordo bene - a dicembre. Va rivisto a trecentosessanta gradi! Noi dobbiamo capire se la controtendenza è un fattore di fortuna o se è una scelta mirata e oculata.
Si parlava prima di quelle che sarebbero delle figure di riferimento molto stimate, che potrebbero dare un cambio di prospettiva all'azienda: come mai non si è ancora proceduto? Questi, secondo me, sono i quesiti corretti da porre! Invitiamo chi ha deciso, chiediamogli perché, quali sono stati i criteri.
Questa era, a mio parere, la preoccupazione in merito all'entrata per l'ennesima volta della politica e allo stesso tempo la preoccupazione per il futuro di un'azienda fondamentale per il futuro della casa da gioco, ma anche per l'economia di Saint-Vincent, che in questo momento preoccupa. Preoccupa molto quello che può essere il futuro della società e della casa da gioco, ma anche della comunità di Saint-Vincent. Io leggo con preoccupazione che a Châtillon, una situazione molto vicina a Saint-Vincent, mi pare che siano diciotto le attività commerciali che chiudono entro fine anno: forse una riflessione va fatta sul futuro di queste due realtà che comunque - ne sono convinto - vivono anche di un indotto.
Sono sempre d'accordo a fare chiarezza e soprattutto a fissare dei paletti sulla trasparenza, sul merito e sul come dovrebbero essere fatte le scelte. Però non entriamo noi, come politica, nel merito delle persone e delle scelte.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Perron, ne ha facoltà.
Perron (UV) - Parlando del 2016, affrontiamo certamente il bilancio di un anno difficile per l'azienda: sono il primo a riconoscerlo. Un anno difficile anche in quello che è stato nel complesso l'atteggiamento all'interno della proprietà. Lo dico molto serenamente, nel senso che sin dall'autunno le criticità all'interno della maggioranza emersero in tutta la loro forza, anche pregiudicando in qualche modo un'impostazione che il Governo regionale si era dato. Ma su questo tornerò. Parliamo di un anno in cui l'azienda ha provato a funzionare a pieno regime e in cui sono continuate le grandi difficoltà che l'azienda aveva anche ereditato dal passato. Nella relazione al bilancio si ripercorre ciò che è successo nel 2016 - su cui tornerò - e si fanno anche delle valutazioni su ciò che invece è avvenuto nel 2017, dove - lo ricordo - c'è stata anche un'interruzione nel management seguita al cambio di Amministrazione regionale.
Certamente non voglio ripercorrere nel dettaglio tutto ciò che è successo nel 2016: ne abbiamo ampiamente parlato nel bilancio. Voglio solo evidenziare ancora una volta che, pur nelle difficoltà che abbiamo sempre ammesso (non abbiamo mai omesso le difficoltà che l'azienda si trovava ad affrontare), il management nel 2016 ha comunque, nelle difficoltà, cercato di lavorare nella direzione di un risanamento dell'azienda, provando già a impostare una razionalizzazione e un'ottimizzazione dei costi, attraverso una modalità di lavoro con processi graduali, che non hanno dato i risultati probabilmente sperati, cercando di riposizionare l'azienda sul mercato, gestendo delle situazioni di grande difficoltà che comunque derivavano anche da un'eredità del passato. In questo senso, si è cercato di lavorare per gestire quella che si è rivelata nel corso di tutto l'anno una vera e propria emergenza finanziaria, sia nel rapporto con le banche - su cui poi, presidente Marquis, tornerò - sia anche nel rapporto con la proprietà. Si è lavorato per un piano di risanamento, in base all'accordo siglato all'arrivo del direttore Scordato nell'ottobre 2015, che poi ha permesso già di fare dei primi interventi anche sulla parte del personale. Ci sono stati degli investimenti nel marketing, sia legati alla fascia alta della clientela, sia con delle campagne pubblicitarie.
I risultati non sono arrivati. Perlomeno non sono arrivati i risultati che tutti noi speravamo, pur riscontrando rispetto al 2015 una inversione di tendenza. Il risultato drammatico che fotografiamo oggi è dovuto anche a un'impostazione, che si è scelta radicalmente diversa rispetto al passato: quella di scaricare o di spesare totalmente le imposte anticipate, quindi cambiando radicalmente un'impostazione perseguita negli anni precedenti, e questo - lo riconosceva anche l'Assessore - è uno dei motivi di una perdita così importante come la cifra che ci troviamo ad analizzare. Quindi questo lo riconosciamo. Se non si fossero scaricati questi 28 milioni di euro di imposte anticipate che si trascinavano, più i 6 milioni di euro del fondo relativo alla ristrutturazione e alla riorganizzazione aziendale, come risultato constateremmo una perdita (parliamo sempre di perdita) in qualche modo inferiore all'anno precedente. Ma lo dico con molta serenità: i risultati non sono arrivati, non ci sono stati i risultati che credo tutta la proprietà avrebbe voluto vedere. Quindi nessuno, da parte nostra, ha mai nascosto le difficoltà.
Mi permetto di fare un ragionamento, evocato con una lettura negativa dal collega Gerandin. Abbiamo, collega, evidentemente delle visioni diverse. Io continuo a ritenere che noi avevamo impostato un certo percorso, perché i rapporti sul tema degli investimenti effettuati tra la società e la proprietà andavano - e io aggiungo vanno - comunque regolati. Vanno e andavano regolati, perché voglio ricordare che gli investimenti robusti (parliamo di 100 milioni di euro) sono stati fatti totalmente dall'azienda, e questo è il motivo principale per cui ancora oggi nei conti economici ci trasciniamo dietro delle perdite così importanti. Ieri lo evocava l'assessore Chatrian: anche nel 2017 parliamo di 8,5 milioni di euro di ammortamenti. L'onere degli investimenti che sono gravati sulla società e che non ha fatto la proprietà è una cosa che, dal punto di vista dei bilanci, senz'altro pesa. Quindi da questo punto di vista noi difendiamo un ragionamento che avevamo cercato di impostare e che, secondo noi, andava regolato.
Voglio dire, divagando un attimo, che noi questo ragionamento lo difendiamo anche di fronte ad altri organismi. Lo difendiamo anche nel momento in cui altri organismi, come la magistratura contabile o la Guardia di Finanza contestano radicalmente quelle scelte. Noi rivendichiamo la potestà della proprietà di poter fare le scelte su un bene dell'Amministrazione regionale, del quale siamo proprietari, del quale deteniamo una licenza che tutte le Regioni d'Italia ci invidiano, investendo su un bene che nel tempo ha fruttato centinaia di miliardi di euro nelle casse dell'Amministrazione regionale e che in qualche modo andava - è stata la scelta effettuata nella legislatura scorsa - investito.
Io penso che se non ci fosse stata quella difficoltà della maggioranza, noi c'eravamo permessi - parlo per chi c'era nel 2016 - di inserire in legge finanziaria anche un altro ragionamento. Vi era stata una modifica alla legge istitutiva che prevedeva la possibilità di guardare a una gestione privatistica o privata. Voglio dirlo perché noi, seguendo un programma di legislatura che avevamo aggiornato, abbiamo aspettato volutamente un momento legislativo importante, che è quello della legge finanziaria, per prevedere una modifica in tal senso e per permettere, se la maggioranza avesse voluto fare delle scelte in tal senso, di poter guardare anche a una gestione privata. Sottolineo: a una gestione privata, perché su questo argomento spesso si fanno delle confusioni. Nessuno ha mai parlato di vendere la proprietà. Noi abbiamo sempre ribadito che la proprietà doveva rimanere pubblica, perché è un bene del quale siamo fieri, di cui deteniamo una licenza che tutte le Regioni d'Italia ci invidiano, ma prevedere una modifica normativa in tal senso (che è quello che abbiamo fatto in legge finanziaria), a nostro modo di vedere avrebbe permesso, se la proprietà aveva questo intendimento, di poter guardare - perché no! - con procedura assolutamente pubblica e totalmente trasparente, se sul mercato potevano esistere dei soggetti potenzialmente interessati a gestire la casa da gioco. Questa era una valutazione che noi avremmo voluto fare, ma che il clima di maggioranza dell'epoca non ci ha permesso di perseguire fino in fondo.
Arriviamo a oggi. Ci è stata mandata dall'assessore Chatrian questa relazione trimestrale. Oggi lei, presidente Marquis, giustamente rilancia in qualche modo. A me ha anche sorpreso il tono e il taglio del suo intervento. Noi oggi, a fronte di questa situazione siamo - voglio ribadirlo - estremamente soddisfatti, se vediamo che il casinò migliora. Nel momento in cui constatiamo che i conti del casinò hanno un'inversione di tendenza e registrano un miglioramento, noi non possiamo che prenderne atto. Ma noi non vediamo questa fotografia: ci permettiamo di dirlo in modo molto chiaro. Nonostante le robuste dichiarazioni dell'assessore Chatrian, che ogni due per tre ci veicola dei dati con dei miglioramenti a due cifre, noi purtroppo constatiamo oggi che drammaticamente le sale del casinò sono vuote. Salvo qualche weekend per fortuna dove ci sono dei galà , dove si vedono delle clientele, purtroppo - non ci felicitiamo di questa situazione, che sia chiaro - nel corso della settimana le sale del casinò sono vuote. Lei fa un'analisi trimestrale, ma su consiglio dei vostri stessi tecnici, Giovannini - è un vostro tecnico, non nostro - in Commissione la prima volta che lo audimmo disse che è un errore quando parliamo di casinò fare delle proiezioni e dei ragionamenti su una fascia tempo limitata. Giovannini considerava in Commissione addirittura riduttivo parlare del semestre, perché secondo lui la proiezione e il raffronto andrebbero fatti annualmente, giacché ci sono troppe situazioni che oscillano e che variano, dovute a una miriade di variabili che non rendono paragonabili i dati da un trimestre all'altro.
Noi prendiamo atto, collega Chatrian, delle sue robuste dichiarazioni. Peraltro mi permetta, lei che è un campione di trasparenza: il venerdì arriva questa relazione, viene protocollata, lei ce la dà il martedì. Nel momento in cui martedì arriva, lei ha già fatto una dichiarazione su Bobine.tv, l'ha già spiegata, l'ha già veicolata. Quindi lei ci dovrà in fase di replica anche chiarire - l'ha già detto il collega Marguerettaz, ma voglio riprenderlo anch'io - quale percorso intende fare su questa relazione! Io spero che lei, che è un campione di trasparenza, voglia portarla nelle Commissioni e permetterci un approfondimento, magari anche alla presenza del management, perché avremmo diverse cose da chiedere sul management. Noi saremmo felici di poter fare nuovamente, dopo diversi mesi in cui non abbiamo più avuto occasione, un nuovo incontro con il management per chiarire anche questo.
Perché vede, noi a oggi constatiamo i fatti concreti. I fatti concreti che lei ci ha propinato sono l'assunzione di una pletora di consulenti - questo è un fatto concreto - peraltro tutti provenienti da fuori Valle. È un'impostazione tutta sua che a me sorprende molto, perché lei in questi anni ci ha veicolato delle lezioni di morale sul fatto che bisognava, in maniera drastica, far lavorare in modo assoluto i valdostani. Ogni qualvolta c'era una qualunque gara d'appalto, un qualunque lavoro, un qualunque indirizzo di una società che non era valdostana, lei ci ha veicolato delle lezioni di moralità in questi anni. Ora, in tutta questa pletora di consulenti assunti dal casinò non c'è un valdostano! Lei ha la delega sulle partecipate: nel momento in cui ha sostituito i vertici di CVA, si è dovuti ricorrere a un professionista esterno alla Valle d'Aosta. Scelta vostra, per carità! Ma non ci sono professionisti della Valle d'Aosta vicini a lei - anche sul fatto che la politica è fuori, ci torneremo - in grado di poter lavorare? Glielo abbiamo già detto e glielo ribadiamo: ma perché bisogna sempre ricorrere a professionisti che vengono da fuori della Valle d'Aosta? Scegliete le procedure, decidete voi, ma fate lo sforzo di poter affidare i lavori, di poter far lavorare, in questa fase di crisi, anche dei professionisti della Valle d'Aosta. Nel momento in cui CVA ha cambiato la sua società, uno dei suoi primi atti (società di pubblicità), si è dovuti ricorrere a un nuovo studio di Milano. Ma perché? Non c'è la possibilità di far lavorare dei professionisti della Valle d'Aosta? Ma perché no! Pagano le imposte qui, assumono dei valdostani, fanno lavorare gente in loco.
Detto questo, lei cita spesso il piano. Noi sul piano - mi permetta, collega Chatrian - continuiamo a mantenere tutte le riserve che le abbiamo espresso nel momento della sua approvazione. Lei continua a magnificare questo piano, per cui noi ci auguriamo che sul lungo periodo dia i frutti che lei continuamente cita. Noi non li vediamo! La cosa chiara che vediamo è che purtroppo ancora una volta l'Amministrazione regionale ha dovuto mettere mano al portafoglio, perché la prima cosa che ha dovuto fare è la tranche di 8 milioni di euro e nella relazione Di Matteo dice: "alla luce dei contenuti, si ritiene che sussistano i requisiti per procedere con l'erogazione della seconda tranche in conto capitale per l'importo di 6 milioni". Questo è quello che chiede Di Matteo. Lo dico non perché noi fossimo contrari, ma attenzione, io voglio ricordarle quello che lei ci ha detto per degli anni, ogni qual volta immaginavamo anche solo di concedere dei mutui. Io voglio ricordarglielo quello che lei ci ha detto. Lei ci ha lapidato in quest'aula ogni qualvolta dicevamo che l'Amministrazione regionale interveniva, anche solo con dei mutui. Lei non ha esitato, nel momento in cui è passato dal banco vicino alla Morelli a quello dove siede adesso, a cambiare radicalmente e totalmente impostazione.
Noi ribadiamo tutte le preoccupazioni e non vediamo purtroppo i segnali di ottimismo che lei ci propina. Noi non li vediamo. Oggi vediamo una società - mi risulta, ma sarei felice che mi smentisse - che dal punto di vista del pagamento dei fornitori in queste settimane sta contrattando per dilazionare a centottanta giorni i pagamenti dei fornitori. Mi giunge questa voce, ma se lei la smentisce, io ne sono molto lieto. Ma questo è un segnale che registra una grave tendenza all'interno della società, che andrà a penalizzare tutte quelle piccole società che lavorano con il casinò, perché dilazionare i pagamenti a centottanta giorni per un'azienda non è decisamente un segnale buono.
La politica lontana dalla società: Marquis, lei mi fa sorridere, perché è veramente un campione! Mi permetterò fuori microfono di ricordarle le cose che diceva a me, quando ero Assessore alle finanze, sulla vicinanza o meno della politica. Non voglio farlo a microfono, ma glielo ricorderò sorridendo in separata sede, perché ho un po' di cose da ricordarle sui rimproveri che faceva a me circa la lontananza o la vicinanza della politica all'interno del casinò. Ma lo dico sorridendo. Io non so lei come interpreta la lontananza o la vicinanza. Io dico solo che ho recuperato un'ANSA del 2 agosto, dove l'avvocato Di Matteo nomina Santino Giusti a general manager e Massimo Canepa responsabile delle risorse umane. A permettere o a benedire, oppure in qualche modo a dare il placet a questa operazione era presente l'assessore Chatrian, questo a testimonianza del fatto che io non lo so come interpreta lei la lontananza o la vicinanza della politica, ma certamente noi non la interpretiamo in questo senso.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Nogara, ne ha facoltà.
Nogara (UVP) - Siamo nella discussione generale del bilancio del casinò 2016, il quale è già stato sviscerato dai colleghi di maggioranza e minoranza, naturalmente con visioni diverse che ormai in quest'aula abbiamo discusso innumerevoli volte, ripetendo immancabilmente le stesse cose e sollevando le stesse polemiche, che a questo punto non cambiano quanto si è verificato negli anni passati. Noi come gruppo UVP vogliamo guardare al futuro, quindi vorrei fare subito riferimento a quanto è accaduto ieri, in seguito alla presentazione della risoluzione da parte del consigliere Cognetta.
Innanzitutto vorrei e vorremmo scusarci con i colleghi, perché io ho chiesto una sospensione, ho chiesto una riunione di maggioranza e noi, come Union Valdôtaine Progressiste, abbiamo voluto discutere a fondo questa problematica ed è colpa nostra se siamo stati lì per un'ora e mezza. Abbiamo voluto discutere a fondo su questa e su altre problematiche, perché - qui mi trovo d'accordo con alcuni colleghi che mi hanno preceduto - in quest'aula noi negli anni abbiamo sostenuto tantissime cose. Però quando ero in minoranza, io non ho sostenuto delle cose perché ero in minoranza, ma perché ci credevo. E il fatto che noi siamo stati chiusi un'ora e mezza di là ieri, è perché io le cose che dicevo i primi anni di questa legislatura qui in aula, le ho dette dall'altra parte ai miei colleghi della nuova maggioranza.
Una cosa che dicevamo e che abbiamo sempre detto è che la politica non deve entrare a gamba tesa nelle scelte manageriali del casinò. È giusto che sia così. Noi diamo la fiducia a dei professionisti che fanno il proprio lavoro, però non bisogna dimenticarsi che il casinò è una nostra partecipata e noi, come consiglieri (tutti e trentacinque), dobbiamo sapere le scelte che si vogliono fare e come si vogliono fare.
Ieri c'è stata una discussione basata sul metodo. A noi il metodo per scegliere le persone di questa commissione non ci ha soddisfatti. Questo non vuol dire che noi diamo sulla testa a Chatrian, anche perché riconosciamo all'Assessore di aver fatto finora un gran lavoro di risanamento per il casinò, per le cose che si sono trovate e che si è cercato in tutti i modi di migliorare. Però non dobbiamo fermarci ai primi passi. Noi come UVP guardando al futuro, consideriamo tante cose. Abbiamo guardato a questo, perché non c'è stata assolutamente trasparenza e chiarezza su come si è scelta questa commissione.
Dobbiamo anche pensare, perché qui si parla tra di noi e ci si dice che sta andando bene il bilancio, ma dobbiamo anche sentire quello che si dice all'interno e fuori dal casinò. La percezione dentro e fuori il casinò non è che le cose vadano benissimo! Noi in quest'aula abbiamo contestato una dirigenza che comunque continua a essere lì, e questo non va bene. È una cosa che noi abbiamo sostenuto in quest'aula per degli anni, però ci ritroviamo la stessa dirigenza: mi sembra un ragionamento logico e normale, anche solo per il morale del personale. I dipendenti si aspettavano un cambio di passo, quando si è arrivati come nuova maggioranza. Se noi continuiamo a lasciare le stesse persone che hanno portato il casinò in quelle condizioni in certi settori, signori miei, secondo noi le cose non possono funzionare.
Quanto vi sto dicendo in aula adesso è ciò che abbiamo detto io e i miei colleghi, di là ieri nell'ora e mezzo in cui ci siamo confrontati. Questa mattina subito tutti intorno i giornalisti a dire: ma allora questo è il ribaltone! Non è niente di tutto questo: noi vogliamo essere limpidi e chiari, dicendo le cose che vanno e le cose che non vanno. Noi vogliamo andare sul binario che abbiamo intrapreso all'inizio di questa legislatura, quello della chiarezza e di portare avanti le cose come devono essere fatte. Quindi io chiedo al consigliere Cognetta se si può rivedere il testo di questa risoluzione, perché noi come UVP chiediamo all'Assessore di poter parlare prima possibile con il dottor Di Matteo, affinché ci spieghi e ci faccia capire cosa ha in testa, cosa sta succedendo, quali sono state le scelte, come sono state fatte e le motivazioni per cui le ha fatte. Questo è per fare un po' di chiarezza su tutte le nostre dichiarazioni e su tutte le nostre posizioni.
Come hanno detto i miei colleghi, il casinò è un'azienda se non la più importante, una delle più importanti della nostra regione. Abbiamo sempre tutti, anche quando si era in minoranza, lavorato perché ci fosse un miglioramento in questa azienda, perché - come sappiamo benissimo tutti - gravita intorno a questa azienda un gran numero di persone, quindi di famiglie. E con la crisi, che sta attanagliando ormai da troppo tempo la nostra regione, sarebbe assurdo fare delle scelte sbagliate in questo momento molto delicato, per affossare un'azienda del genere.
Non ci sono tante altre cose da dire. C'è da parlare del piano che noi abbiamo votato convintamente, perché ci dava una garanzia. Però su questo piano bisogna, secondo noi, confrontarsi al più presto con la dirigenza della casa da gioco, perché le poche cose che ci sono e le cose chiare previste in quel piano devono essere attuate senza più essere procrastinate. Altrimenti ci ritroviamo nella situazione di pochi anni fa.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Baccega, ne ha facoltà.
Baccega (EPVA) - Dopo la serata di ieri piuttosto complicata, siamo chiamati a prendere atto e a fare delle riflessioni sul bilancio del 2016 della casa da gioco. Un bilancio che non vorrei andare a esaminare e ad analizzare, perché l'ha fatto molto bene il mio collega Perron. Quello che ci interessa è di entrare nel vivo e nel merito di quello che sta in realtà succedendo. Abbiamo ricevuto ieri la relazione trimestrale, Assessore, rispetto a quelle strutture che la sua task force di consulenti, collaboratori e professionisti ha chiamato da una parte "gioiello stupendo", dall'altra una "Ferrari".
A noi interessa sapere che cosa è successo dopo il 31 maggio, data del trasferimento degli 8 milioni euro. Sappiamo poco rispetto a quello che è successo e abbiamo visto tanti annunci. Voi avete approvato un piano di ristrutturazione aziendale, che il Presidente ha appena definito serio e credibile: in che cosa ancora non l'abbiamo capito. Sappiamo che avete ridotto i costi del personale: questo è un dato di fatto. A noi interessa sapere e conoscere quali sono i risultati del piano di ristrutturazione aziendale. A noi interessa sapere se si sono attivati i giochi per i fruitori russi e thailandesi, se realmente esistono (sul piano sono indicati). A noi interessa sapere il gioco on line che fine ha fatto: non è pervenuto. Forse non è pervenuto, perché - come avevamo detto in fase di discussione del piano - è un percorso che allontana i giocatori e non li avvicina. Guadagnano solo i fornitori nel gioco live e in streaming: anche questo non è partito, ed è questa una delle motivazioni probabilmente per cui non è partito. Noi volevamo sapere cosa si è fatto per l'organizzazione di convegni, di manifestazioni e di congressi. Non credo che sia l'ospitalità di una squadra di basket o una riunione di pugilato a dare risposte a quello che era un piano importante.
A noi interessa sapere quali maggiori costi genera tutto questo nuovo management. È un dato che non abbiamo. Ci interessa sapere a quanto ammontano i debiti verso i fornitori. Ho appena ricevuto il 116 e siamo a 1 milione 600 mila euro di debiti, procrastinando anche alcuni pagamenti e con una problematica che può mettere in difficoltà anche altre aziende che lavorano nel contesto.
Cosa si è fatto per incrementare i giochi lavorati. Abbiamo sempre detto che abbiamo fior di professionisti, che abbiamo fior di croupier e che ce li chiedono in tutti gli ambiti: cosa si è fatto in questo senso? Cosa si è fatto per incrementare la comunicazione, la pubblicità? Sembra che esista ancora una forte confusione tra il ruolo di quelli che vengono chiamati porteur e gli uomini marketing.
Noi vogliamo sapere cosa sta succedendo, vogliamo conoscere i movimenti, chi sono i nuovi dirigenti, se ce ne sono di nuovi. Noi aspettiamo ancora di sapere chi sono gli altri otto assunti della famosa seduta segreta del Consiglio. Assessore, lei dai banchi dell'opposizione sosteneva fortemente la casa di vetro, la trasparenza, il cambio di metodo. Tutto questo è ancora lontano. Lei ha predicato bene e razzolato male.
Noi, come tutti immagino qui dentro, vogliamo salvare la casa da gioco, vogliamo salvare l'occupazione. Purtroppo gli unici che hanno visto dei dati certi, sono stati i dipendenti che hanno toccato con mano le pesanti decurtazioni subite. Quest'estate è stato un agosto caldo, un mese di grande comunicazione da parte della Giunta. Abbiamo preso atto dei dati trionfalistici sui risultati di agosto: più 10 percento. Tutti i media hanno enfatizzato questo dato, ma nessuno ha detto che dal 5 all'11 agosto del 2016 i giochi francesi sono stati in sciopero e che, facendo una parametrazione sulle medie, evidentemente quel 10 percento diventa facilmente un meno 7 percento. Ma va anche detto (il dato è chiaro) che ci sono stati importanti minori ingressi.
Assessore, c'è bisogno di chiarezza, c'è bisogno di trasparenza. Noi siamo molto preoccupati e ribadiamo quanto abbiamo già detto quando ci avete presentato il piano di ristrutturazione aziendale. Voglio sottolineare quello che c'era scritto a pagina 4 del piano di ristrutturazione: "non vi è assicurazione che i valori determinati verranno raggiunti". Questa frase è preoccupante, questa frase mette sempre in discussione il percorso che avete intrapreso. Dite che la politica non deve entrare, ma la politica è pienamente all'interno della casa da gioco, la politica ha approvato questo piano di ristrutturazione, la politica vuole sapere. Mi unisco alle considerazioni fatte dai miei colleghi: portiamo quanto prima questa riflessione sulla relazione trimestrale e sul futuro del casinò in Commissione, affinché tutti quanti possano avere dati certi e precisi.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Fabbri, ne ha facoltà.
Fabbri (UVP) - Io vorrei partire da una semplice considerazione sul bilancio 2016: è un bilancio drammatico. Purtroppo i numeri parlano chiaro e danno l'idea della gravità della situazione di questa nostra azienda. È un bilancio drammatico, ma per la prima volta è veritiero, non contestabile, certificato senza condizionamenti da parte dei certificatori.
Una riflessione anche sul piano di rilancio della nostra azienda, che pochi mesi fa abbiamo votato convintamente. Ricordo due fondamenti su cui si basava questo piano di rilancio. Prima di tutto la certezza del ridimensionamento dei costi, che non potevano andare altro purtroppo che sui costi del personale. Ricordiamo che il 70 percento dei costi dell'azienda riguardavano il personale e questo ha obbligato il management a dirigersi essenzialmente, almeno all'inizio, in tale direzione. Invece il rilancio dei ricavi, sempre sul piano aziendale, era certificato che dovesse essere fatto con qualcosa che potesse veramente dare l'idea della fattibilità e quindi non prometteva delle cose eclatanti, almeno all'inizio. Anche perché chiaramente questo piano di rilancio sui ricavi non poteva che essere cauto e prudente.
Durante la discussione sul piano, è stato detto più di una volta che un aspetto fondamentale era riuscire a intercettare l'entusiasmo e la spinta che poteva essere tratta dai lavoratori, i quali avrebbero potuto supportare il rilancio della società. Mi riferisco adesso alla risoluzione presentata dal collega Cognetta. Da questa risoluzione si possono dedurre degli aspetti più generali. Fatto salvo che chiaramente - come è stato detto - la politica non deve entrare a gamba tesa in una conduzione aziendale, però la politica può dare dei suggerimenti riguardo a come affrontare questo aspetto fondamentale che è la gestione del personale, soprattutto in un'azienda condizionata, come è stato negli ultimi anni, da aspetti non così trasparenti. Ecco perché qui io inviterei tutto il management a cambiare tipo di approccio nella conduzione di questi provvedimenti, come quello oggetto della risoluzione del consigliere Cognetta, cercando di dare al personale la certezza che tutto viene fatta attraverso la trasparenza, attraverso la scelta della managerialità delle scelte, attraverso quella che deve essere la motivazione apportata al personale, affinché possa essere convinto che questo rilancio sia possibile, proprio perché sono cambiati i metodi nella gestione della ditta stessa. Torno a dire che questo, secondo me e secondo noi, è un aspetto fondamentale ed è un aspetto che finora purtroppo è stato molto carente.
Invito dunque chi è responsabile di questo aspetto della conduzione della ditta a fare un ripensamento, a guardare bene come si vanno a scegliere i management e come si vanno soprattutto a scegliere i metodi di scelta di questo management. È secondo me un aspetto fondamentale, perché è solo sulla motivazione del personale che si dovrebbe basare il rilancio reale dell'azienda, proprio perché l'azienda stessa si fonda non su un prodotto materiale, ma per il quale, direi al 90 percento, c'entra la professionalità e la motivazione di chi ci lavora.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Bianchi, ne ha facoltà.
Bianchi (UV) - Come hanno già ricordato tutti gli interventi che sono stati fatti, abbiamo analizzato in lungo e in largo il bilancio del 2016. Benché qualcuno voglia far passare che la situazione della casa da gioco sia in miglioramento, a mio avviso questo miglioramento non c'è, la flessione positiva è dovuta a tutta una serie di situazioni che si sono succedute in questi mesi estivi, le quali hanno portato sicuramente (anche se poco) ad un miglioramento dei bilanci. Ma sotto quel profilo - come dicevano i miei colleghi - non voglio entrare e ne abbiamo già trattato.
Entrerei, invece, in merito alla risoluzione presentata dal collega Cognetta, che ringrazio, perché a mio avviso, ci sono alcune questioni da sottolineare. Non pensavo neanche di prendere la parola, perché è sempre un po' difficile intervenire da dipendente, ma quello che mi fa strano sono alcuni passaggi dei colleghi Marquis e Gerandin sul fatto che la politica non debba entrare in merito alla Commissione giochi. Io mi ricordo - e lo ricordava anche il collega Baccega un attimo fa - che tempo fa abbiamo sospeso un Consiglio regionale e poi ci siamo riuniti a porte chiuse, perché all'interno dell'azienda c'erano state delle promozioni che la politica non conosceva, che però poi, quando si era chiesto il perché, erano delle promozioni dovute. Qui invece viene scelta una Commissione che deve riorganizzare tutti i reparti di gioco all'interno della casa da gioco, ma noi non entriamo in merito: qui va bene così. Va bene quello che ha scelto l'azienda, ma noi non sappiamo in che maniera sia stata scelta la commissione.
Il collega Gerandin dice di non conoscere i componenti, dubito, ma io lavoro da trent'anni alla casa da gioco e li conosco: sicuramente sono persone professionalmente brave. Ma so anche perché sono state scelte e a mio avviso la politica c'entra: c'entra parecchio! Mi chiedo: se la riorganizzazione dei giochi all'interno della casa deve avvenire, come mai in questa commissione non sono rappresentati tutti i reparti? Oppure un reparto viene rappresentato in maniera forte, oppure i membri di questa commissione non sono molti anni che lavorano ai tavoli? Questi sono tutti dubbi che possono portare a delle valutazioni sbagliate e poco trasparenti.
Quello che chiedeva il collega Cognetta è che all'interno di tutta l'azienda (chiaramente tra i tecnici) si fosse visto chi poteva dare la disponibilità a lavorare, anche perché a queste persone che sono in commissione, - a quanto mi risulta - parlo della parte economica, buona parte di quello che gli viene tagliato gli ritorna in busta, perché chiaramente lavorano nei giorni di riposo e vengono pagati da amministrativi! Quindi sotto quell'aspetto molto probabilmente le valutazioni del caso dovevano essere diverse.
Ringrazio per questa risoluzione proprio per il fatto che molto probabilmente si stava già facendo - come ricordava il collega Cognetta - un'altra commissione: la commissione marketing, e i nomi all'interno della casa da gioco giravano già. C'era già qualcuno che era su al quarto piano, che ormai era già sicuro di far parte di questa commissione.
Lo dico proprio in maniera molto trasparente: se all'interno della casa da gioco la commissione giochi e la commissione marketing fossero state fatte in maniera trasparente, molto probabilmente oggi non saremmo qua a discuterne e sicuramente non sarebbe stata presentata una risoluzione. Allora, dico: mettiamo una rappresentanza di ogni reparto tecnico all'interno di questa commissione. Le ripeto: perché non c'è un reparto rappresentato all'interno di questa commissione. Le hanno anche scritto i sindacati. Dall'altra, per la commissione marketing spero che venga nominata in maniera diversa, perché altrimenti ci sarebbe proprio da ridere. Quindi le chiederei, Assessore, di prendere in merito questa risoluzione per rivedere queste nomine, sono le stesse che chiedeva lei dai banchi dell'opposizione: la trasparenza. Eppure qui non emerge questa cosa. Quindi le chiedo vivamente di ripensare e di votarla questa risoluzione, perché a mio avviso la potrebbe anche aiutare.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Guichardaz, ne ha facoltà.
Guichardaz (PD-SIN.VDA) - Mi stupisce un po' questa mattina aver assistito e ascoltato le dichiarazioni del presidente Marquis che richiama alla natura di azienda privata la Saint-Vincent Resort & Casinò, dicendo sostanzialmente che bisogna lasciar lavorare i privati e che il pubblico non può inserirsi nelle loro decisioni. Mi pare che questo atteggiamento e queste sue dichiarazioni smentiscano un'idea e un processo che nei fatti, invece, testimonia molto bene che la politica sul casinò è intervenuta in modo molto massiccio. È intervenuta non nella classica accezione della politica che gestisce, ma addirittura usando il casinò - come dicevo ieri - come pretesto e come motivo principale del cambiamento degli indirizzi di governo. Alla base di questo cosiddetto ribaltone, il casinò credo che abbia avuto una parte predominante. Quindi fare questa strategia un po' doppiogiochista dei due pesi e delle due misure, a seconda di dove siete collocati, a me personalmente non piace. È un atteggiamento che non va bene, è un atteggiamento che tra l'altro contraddice - come diceva il collega Perron - dichiarazioni e dibattiti che sono stati fatti nelle Commissioni competenti, prima che voi acquisiste lo status di maggioranza. Dibattiti che poi non ci sono mai più stati, perché li avete negati e non avete in alcun modo agevolato la discussione successiva. Tanto che oggi ci troviamo con un bilancio che non ha avuto nessun tipo di percorso di rassicurazione e di presentazione in Commissione.
Avete votato e sostenuto convintamente una legge sulla trasparenza nelle società partecipate. Una legge che va nella direzione di dire: siccome le società partecipate hanno una forte componente pubblica e una forte rappresentatività pubblica, devono sottostare a dei criteri di trasparenza, che sono molto simili a quelli in uso per il pubblico per gli appalti sulle forniture o per le assunzioni. L'avete votata voi, l'avete sostenuta, abbiamo fatto un grande dibattito e sono state inserite delle voci che vanno in questa situazione. Oggi lei mi viene a dire, però, che quella è un'azienda privata e che deve fare un po' come le pare. A parte che io non ci credo. Non credo che voi della nuova maggioranza abbiate solo dato delle indicazioni di mandato a Di Matteo e alla sua pletora di consulenti, dopo di che avete lasciato che loro facessero, perché non è vero. Voi vi state misurando sul casinò. È l'unica cosa sulla quale voi potete essere misurati, perché sul resto francamente non mi pare di aver visto dei grandi risultati.
Il casinò per voi è l'elemento inscindibile e principale. E quando io sento la balla del "lasciamoli lavorare, noi non ci siamo" e vedo che si costruiscono dei comitati, dei gruppi di lavoro o delle sovrastrutture, come quella che ci è stata svelata ieri dal collega Cognetta, allora io dico che davvero non c'è una corretta corrispondenza tra quello che dite e quello che fate. Lei, Presidente, questa mattina ha addirittura detto che è un comitato che va lasciato lavorare, un comitato di persone di buona volontà non retribuite, non remunerate. L'ha detto testualmente e me lo sono riportato. Ma quell'ordine di servizio che abbiamo letto ieri dice chiaramente che le persone sono remunerate e che sono distaccate, in alcuni casi. Vuol dire che fanno un altro lavoro: croupier che al posto di fare i croupier sono messi lì a fare un compito che dovrebbe essere in capo ai nostri super consulenti super strapagati.
Poi io sono anche d'accordo con il collega Bianchi, quando dice che probabilmente bisognerebbe creare situazioni di trasparenza e coinvolgere i lavoratori. Quando io ero in USL, abbiamo vissuto un periodo in cui i lavoratori, soprattutto le RSU, erano fortemente coinvolti nei processi organizzativi e partecipavano, ma attraverso commissioni composte in modo democratico, in maniera tale che rappresentassero attraverso le RSU (che sono i rappresentanti dei lavoratori eletti all'interno dei lavoratori), che collaborassero con l'azienda. Questo è il modo di costituire dei comitati, non di fare degli ordini di servizio, individuando a buzzo persone di cui non si conoscono le capacità e non si conosce il livello di rappresentanza interna. Non si conosce! Chi rappresentano queste persone? Con quali criteri decideranno un indirizzo piuttosto che un altro?
Ieri l'ho detto, collega Cognetta, secondo me questo comitato o questa specie di gruppo di lavoro, così come è stato costruito, va discusso anche nella sua utilità. Però dall'altra parte, io penso che sia giusto dare anche un segnale nella direzione della trasparenza e della compartecipazione da parte dei lavoratori a un processo di risanamento. I lavoratori non sono solo quell'elemento scomodo al quale bisogna ridurre le ferie, bisogna ridurre gli stipendi, bisogna abbassare le prerogative, come avete fatto voi. È un elemento che può diventare anche protagonista e attore del rilancio del casinò. Senza di loro, non andate da nessuna parte. State facendo delle politiche volute, perché voi lo sapete: sapete tutto quello che avviene lì dentro. Non raccontate fuffe, perché non è vero che voi non siete a conoscenza delle questioni che avvengono là dentro. Però i lavoratori devono essere coinvolti e devono esserlo non sulla base delle decisioni o dei desiderata della dirigenza, altrimenti abbiamo i sindacati gialli, abbiamo i gruppi di supporto, abbiamo tutte quelle situazioni che noi non vogliamo più vedere e per le quali voi avete creato delle condizioni affinché ci fosse un nuovo governo.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Rollandin, ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - La dichiarazione fatta oggi in quest'aula dal collega Nogara ha chiarito le ragioni della sospensione, che non sono quelle che diceva Marquis. Non era per approfondire quel tema, ma per capire che cosa e come non funzionava e perché non funzionava, che è cosa molto diversa.
Nelle valutazioni che sono state fatte sul bilancio al 31 dicembre 2016 credo che sia illuminante leggere l'analisi della situazione della società. Leggo dal documento: "Appare quanto mai opportuno evitare di utilizzare, ora e in futuro, il termine 'crisi', prendendo atto del fatto che lo stato attuale in cui ci troviamo è molto probabilmente quello con cui dovremo convivere ancora per molti anni". Per molti anni! Questo credo che faccia capire, meglio di tanti altri temi, perché noi insistiamo sul fatto che il programma presentato evidentemente non ha dato i risultati e non può darli, in quanto non c'è nessuna novità, tant'è che nel prosieguo di questa analisi si dice che a livello nazionale le entrate dai giochi sono aumentate, ma sono aumentate in particolare nelle scommesse sportive e in tutt'altri giochi, meno che nei settori dove siamo direttamente coinvolti. Nel piano, laddove di fatto quello che interessava sostanzialmente era di capire in che termini e in che modi si potevano portare nuovi giocatori o giocatori che in qualche modo attivassero le entrate, questo non c'è. Quindi, al di là delle considerazioni finali che i proponenti hanno scritto "fatto salvo che noi non garantiamo su quello che abbiamo scritto" - lo dicono già loro, perché è impossibile - noi l'abbiamo detto e ripetuto.
Si è intervenuti soprattutto sulla riduzione dei costi del personale, ricattando in quel momento con la minaccia dei licenziamenti. Quindi c'è stato l'utilizzo di questa formula per abbattere i costi del personale, in più mantenendo il tema, che era stato oggetto di una riflessione che poi non ha dato esiti, dell'applicazione della legge Fornero che - l'avevamo già detto quando all'inizio era stata applicata - è il sistema più dispendioso e più negativo per quanto riguarda l'allontanamento del personale che in teoria ha diritto di andare in pensione dopo alcuni anni. Questo comporta anche per quest'anno una spesa di quasi 12 milioni di euro e credo che il tema doveva essere trattato in modo diverso, perché questo è un aggravio: noi paghiamo queste persone che stanno a casa ancora per un paio di anni. Invece ci sono altre formule per arrivare allo stesso risultato, se non c'è bisogno di queste persone, piuttosto che attivare la Fornero, di cui ormai tutti hanno detto peste e corna.
Sul resto del bilancio, si può discutere sulla validità o meno del percorso delle imposte anticipate, laddove io evito di leggere il capitolo che è a pagina 2, in cui si dice in modo chiaro che cosa è successo: "... la cancellazione totale, pur evidentemente permanendo il diritto della società a usufruire dei correlati benefici fiscali, laddove in futuro si concretizzassero le condizioni oggettive per la loro applicazione". È una discussione che abbiamo già fatto, che non rifaccio e che lascia il tempo che trova, nel senso che sicuramente questo ha influito e influisce molto sul bilancio.
L'aspetto abbastanza anomalo di definire privato il casinò. Ma come: è privato?! Ci siamo svenati, abbiamo speso milionate di euro per comprarlo e 100 milioni per riadattarlo e per rimetterlo in sesto, se no si chiudeva. E oggi diciamo che il casinò è privato? Che cosa c'entra privato?!
Voce fuori microfono
Chi l'ha detto? È stato detto qui!
Il casinò è una partecipata, è una proprietà pubblica! Un conto è dire quello che abbiamo detto e scritto nella legge finanziaria, che la gestione eventualmente è da affidare a un privato: è tutt'altra cosa.
Sul discorso del ruolo della politica - gli stessi che qui vengono a predicare che la politica deve stare fuori del casinò - abbiamo una lista di frequenze e di presenze tutte targate, che credo dicano che cosa succede oggi, non ieri! Quindi credo che su questo sia un po' banale continuare a insistere, perché questa è la verità.
Sul casinò è meglio cercare di capire ciò che purtroppo ha reso difficile portare ancora gente al casinò, tenuto conto di tutte le tematiche che sono già state ricordate e che non voglio ripetere. Non so se il richiamo era ai cinesi o ad altri: si è provato, si è cercato di fare in modo che i cinesi venissero. C'era un piccolo particolare: a parte l'apertura ventiquattro ore su ventiquattro, su cui ci si era organizzati, il problema è che al momento attuale, siccome i cinesi giocano delle cifre molto importanti, si rischiava, nel caso in cui ci fossero vincite di un certo tipo, di non avere il contante per pagare le vincite. Chiedete al personale se non è vero.
Il problema vero del casinò è che in generale, al di là di dire che c'è un aumento del 3 o del 2 percento, la verità è che - come è stato detto - gli ingressi non ci sono. Non c'è più gente che va al casinò! Nella nostra casa da gioco non c'è più gente, al di là di alcuni momenti di galà , quando sono tutti invitati e il casinò è pieno. Però, quanti sono quelli che giocano con i soldi propri e quanti giocano con i soldi che sono stati dati per andare a giocare? Credo che sia un atteggiamento che non porta lontano.
Obiettivamente credo che sul casinò parleremo ancora tanto. Sul casinò ci saranno ancora tante relazioni trimestrali o semestrali che ognuno cercherà di vendere come potrà, però la verità è che finora l'unico che ha prodotto e che continua a produrre dei benefici è la ristrutturazione dell'hotel, che dà dei risultati. Questo è un aspetto che sovente non viene rimarcato, ma che è stato un investimento molto positivo. Mentre prima noi pagavamo vuoto per pieno milionate di euro, adesso questo è un aspetto in controtendenza, perché ci sono stati gli investimenti fatti nel momento giusto e - c'è scritto anche nella relazione, non sono io che lo dico - questo è l'aspetto positivo. Come tutti sapete, il fatto di avere un albergo vicino al casinò, è una delle grandi prerogative della nostra casa da gioco.
Su queste tematiche non voglio andare oltre e ripetere delle affermazioni che non sto a criticare, però sostanzialmente nel bilancio 2016 le previsioni che erano state fatte, in parte non sono state mantenute, perché non ci sono stati gli incassi previsti. Credo che per il 2017, al di là di alcuni mesi che sono evidenziati in positivo, la maggioranza dei mesi fino a oggi è in negativo. Noi ci auguriamo che ci sia una controtendenza e che ci sia un cambiamento, ma oggi è così. E questa è la riprova che il piano che non c'era non può funzionare, perché non dà nessun aiuto alla prerogativa del casinò, che è quella di avere comunque oggi un'attrattiva che si è cercato di portare avanti con una serie di iniziative.
Aspettiamo con trepidazione anche i resoconti delle due iniziative della boxe e del basket. Per la boxe mi risulta che ci sia stata una spesa importante sui 230/250 mila euro e vogliamo poi capire quali sono i ritorni. Stesso discorso per il basket: quasi 300 mila euro. Due iniziative per circa 500 mila euro fatte così, con dei risultati penosi e lo sapete anche voi. Quindi credo che anche sulla scelta delle iniziative un minimo di riflessione andrà fatto. Se le iniziative devono portare gente, al di là della manifestazione in sé, finora questo non è avvenuto. A oggi, con il bilancio 2016 che ripete le difficoltà e le criticità che dureranno ancora - non lo dico io, c'è scritto - il resto credo che vada ripensato, al di là di quello che si è cercato di dire in modo benevolo nei confronti di quello che è successo fino adesso.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Marguerettaz, ne ha facoltà.
Marguerettaz (UV) - Vorrei evitare di cadere (a volte succede) nel gioco delle parti. Ci sta che quando uno è all'opposizione dica certe cose e quando è in maggioranza ne dica delle altre: credo che il collega Chatrian sia campione del mondo in questo. Però proviamo a fare dei ragionamenti oggettivi e obiettivi, in modo tale da ragionare su dei dati o su dei fatti.
Un messaggio ossessivo è: fuori la politica dal casinò. Noi, caro Chatrian, siamo arrivati all'esatto opposto. È come in quei bar gestiti in modo singolare, dove anziché essere l'avventore che in qualche modo fa delle battute al cameriere o alla cameriera, quando entri nel bar è il cameriere o la cameriera che ti ingiuria e ti prende in giro. Ed è quello che è accaduto con Di Matteo! Di Matteo ha fatto delle dichiarazioni a maggio, dove si è permesso di giudicare l'operato della minoranza: è tutto certificato, è tutto sui comunicati stampa. Addirittura ci prende in giro e dice: ma io non voto in Valle d'Aosta, quindi che me ne frega a me! Anzi, questi sono dei soggetti quasi folkloristici! Quindi, caro Chatrian, altro che la politica non deve entrare! Si è iscritto all'ALPE? È diventato un attore ed è lui che giudica la politica. Siamo alla rovescia: anziché essere l'azionista che fa delle valutazioni sull'amministratore, è quest'ultimo che giudica l'azionista. Ma forse ha perso la bussola il ragazzo!
Lei dice: la politica è fuori. Ma Chatrian: siccome qualche amico lo conosciamo, la vedono furtivo a mezzogiorno o all'una arrivare con la valigetta e andare a trovare in modo costante e continuo l'avvocato Di Matteo. Lei è lì quasi a tempo pieno: lei è l'assessore al casinò, non è l'Assessore alle finanze, tant'è che ha già perso 144 milioni di euro. Lei è l'assessore al casinò e poi, non contento, fa anche delle trasferte a Milano. Mi dicono che sovente non è Di Matteo che viene da lei, è lei che va da Di Matteo. Questi sono dei fatti, poi magari mi sbaglio, ma mi pare che siate quasi come i "gemelli del gol" Graziani e Pulici: siete sempre lì.
Continuiamo a parlare di fatti. Il piano di rilancio, che noi abbiamo criticato, ha tutta una serie di capitoli. Nelle linee guida del nostro progetto c'erano nuove offerte di gioco, giochi live, giochi in un contesto virtualizzato. C'era un'impostazione che noi abbiamo criticato, ma della quale nell'analisi e nella valutazione trimestrale non troviamo traccia. Fatemi dire, senza invadere il campo del super assessore Certan: fossimo in un ambito scolastico, questa relazione sarebbe NC, non classificata, perché non affronta nulla. Non parla dei problemi, non parla dei giochi, non parla di nessun dato: fa semplicemente delle operazioni ragionieristiche. Quali sono i giochi che hanno dato delle performance positive e quindi danno dei risultati migliori rispetto all'anno precedente? Non si sa! Quando si parla dell'albergo, una domanda sorge spontanea: le presenze e il volume d'affari generato dall'albergo è cresciuto grazie ai turisti o grazie ai giocatori? Sono delle ospitalità interne, oppure è un risultato legato alle affluenze turistiche?
Questi sono dei temi che devono essere affrontati, se si vuole fare un'analisi seria. Invece si fa un grande discorso generalizzato e non si entra nel merito. Quando si dice che le iniziative hanno dato dei risultati positivi - lo ha detto il collega Rollandin - la boxe quante presenze ha generato? Io devo dire che le riprese che abbiamo visto, erano quasi imbarazzanti, perché non andavano mai sul pubblico. Il grandangolo non veniva usato e c'era un fuoco preciso, perché a quanto pareva le sale erano vuote. Abbiamo speso quanto? Anche lì ci sono delle leggende metropolitane, perché il prezzo della boxe inizialmente era di una certa cifra, dopo di che la cifra è stata stralciata. Però sono solo notizie...!
Abbiamo analizzato gli ingressi? È un tema che nella relazione trimestrale mandata da Di Matteo viene chiusa in due righe. Ma è di tutta evidenza, proprio per il campo di aleatorietà che c'è nel gioco, che i risultati sono affidati ai grandi numeri: più gente c'è, più giocato c'è e più la casa da gioco guadagna. Nel momento in cui calano gli ingressi, è di tutta evidenza che questo segnale è preoccupante, perché può darsi veramente che ci sia una sequenza fortunata, ma voi sapete benissimo che anche l'andamento del gioco è ciclico: un mese guadagni, il mese dopo perdi, coloro che guadagnano (i giocatori che vincono), sono generalmente incentivati a ritornare e poi riperdono, perché la statistica porta a dire che la casa da gioco sui grandi numeri vince. Poi ci sono i giochi elettronici, sui quali c'è effettivamente sempre l'area di aleatorietà, ma ci sono delle percentuali, perché c'è una percentuale di vincita e di perdita, che generalmente può essere del 5, 6, 7, 10 percento (queste sono le percentuali).
Avete cambiato le percentuali di perdita, o meglio, di vincita del casinò? È una domanda, perché potrebbero esserci anche questi dati. Dice: no, le condizioni sono immutate, quindi a fronte di cento che è il giocato, io guadagno il 7/8 percento. Oppure puoi tarare le macchine e dire che su cento di giocato io guadagno il 15 o il 12 percento. Sono delle cifre indicative, che mi servono per fare un esempio e che io non conosco. Ma a fronte di questo, è chiaro che se io amplio la percentuale di guadagno al casinò, l'insoddisfazione del cliente crescerà e nel medio-lungo termine il cliente non tornerà. Quindi mi trovo in una situazione dove nell'immediato guadagno di più, ma in realtà poi cannibalizzo il mio cliente, perché quest'ultimo nel medio termine sarà insoddisfatto, perché guadagna di meno. Questi sono i boatos che si sentono.
Nell'analisi trimestrale fa veramente scandalo che non si entri nel merito e si adoperino quelle dieci paginette per fare dei confronti meramente aritmetici. Sulle attività non vogliamo essere puntigliosi - qualcuno è particolarmente attento alle selezioni pubbliche e io posso essere d'accordo - ma qual è il criterio che è stato adottato per scegliere quella squadra di basket, peraltro nemmeno di primo livello? Ci sorge il sospetto! È un mercato particolarmente interessante per noi? È una squadra particolarmente mediatica? Sono amico del presidente, perché sono andato a scuola con lui? Qua ci sono tutte le possibilità immaginabili o meno, ma con che criterio, Chatrian, è stata scelta questa squadra di basket? Con quale criterio abbiamo scelto la boxe piuttosto che un altro sport? Generalmente queste possono essere condivise oppure no, ma devono essere delle scelte che abbiano una logica. Qua noi di logica ne vediamo pochina.
Dopo di che guardiamo anche il contesto. Nella relazione si parla almeno quattro o cinque volte di relazioni con il sindacato. E allora ti dici: con delle relazioni così importanti con il sindacato, ci sarà un'armonia! Fabbri ha detto che abbiamo puntato molto sulle relazioni con i lavoratori. Io non so se avete ricevuto le stesse comunicazioni che ho ricevuto io. Il mese di luglio e di agosto è stato tempestato da stati di agitazione e scioperi. Quindi tutto questo feeling con il personale - fatemi dire - non lo vedo. A eccezione, Cognetta, di un sindacato! Un sindacato che ha tutta la sua dignità, così come gli altri, e che possiamo chiamare particolarmente governativo. Ma il rapporto con i vari reparti è assolutamente non buono. Da questo punto di vista, quindi, non mi sembra che ci sia un clima così fattivo.
Parliamo anche di qualche dato. Qualcuno dice che, se fosse andata avanti la vecchia impostazione, avremmo impegnato più di 40 milioni di euro. Ricordo a tutti che i 40 milioni hanno una coerenza con gli investimenti e il problema era di una ristrutturazione finanziaria che doveva essere equilibrata. Proviamo, architetto Chatrian, a fare due conti, e mi aiuta anche - non lo chiamo più "il Pierino", non so come dirlo - il collega Gerandin. La cifra del disegno di legge approvato è 20 milioni di euro, dico bene? Otto più sei, più sei: 20 milioni di euro. Poi in extremis ci avete fatto fare la corsa per fare un emendamento, dove c'erano 8 milioni di euro di crediti di firma: arriviamo a 28 milioni. In più, nel piano - nessuno l'ha smentito - c'è un ulteriore finanziamento da parte delle banche di 15 milioni di euro. Se sono capace a fare di conto, venti più otto più quindici: 43 milioni. Vi dice nulla? Che i quattrini vengano dati con la forma di capitale proprio, o siano reperiti sul sistema bancario (capitale di terzi), queste sono le necessità. Quindi da un certo punto di vista, se le banche danno fiducia ed erogano 15 milioni, allora non possiamo darli noi, se li abbiamo? Se hanno fiducia le banche nel dare 15 milioni, possiamo pure darli noi. Anzi, se li danno le banche, poi ci sono gli oneri finanziari. Quindi se le banche hanno fiducia di quell'azienda, è anche tranquillamente una situazione dove posso dare io la fiducia.
Ancora una cosa sulla certificazione dei bilanci. Dico a Gerandin, così come a coloro che sono entrati: la certificazione dei bilanci o è sì, o è no! Nel momento in cui si dice che il bilancio è approvato, non abbiamo gli elementi per valutare questa posta, comunque il bilancio è approvato anche dai certificatori. Non vado oltre, perché c'è un'indagine della Procura e c'è un'indagine della Corte dei conti. Quindi da questo punto di vista nessuno ha mai bocciato i bilanci. Tanto per dire le cose come stanno, i bilanci sono stati approvati e nessuno ne ha dichiarato la nullità. C'è questa posta che può essere interpretata in un modo o nell'altro, ma smettiamola di dire che i bilanci non erano approvati e non erano certificati.
Marquis, io non so come ha dormito o come non ha dormito, perché l'ho vista particolarmente aggressivo e ha perso il suo aplomb, però non introduca all'interno dell'aula questo ricatto, dicendo che se noi approviamo questa risoluzione, le banche ci tolgono i finanziamenti, perché non è così. Le banche hanno dato la fideiussione, perché avete versato 8 milioni di euro. Quindi - mi faccia dire - non è la sua reputazione, non è la reputazione di Chatrian, né quella nostra del Consiglio, ma la fideiussione delle banche è stata rilasciata dopo che avete messo mano al portafoglio e versato 8 milioni di euro. Quindi non sarà questo ordine del giorno che cambierà le sorti.
Presidente - Ha chiesto la parola la consigliera Morelli, ne ha facoltà.
Morelli (ALPE) - Ero indecisa se intervenire o no, però devo dire che il collega Marguerettaz, con il suo intervento, mi ha quasi convinto: lei sarebbe stato un ottimo assessore alle finanze e al casinò!
Io onestamente, contrariamente a lei, consigliere Marguerettaz, devo dire che sono di parte e non riesco a essere oggettiva, perché a una visione, secondo me, è corretto e giusto contrapporre un'altra visione, senza andare a cercare compromessi per dimostrarsi i più oggettivi del mondo. Sono di parte, però ho imparato in questi anni anche a guardare un po' i dati. E scusatemi, ma i dati mi sembra che parlino abbastanza chiaro. Io non mi intendo di bilanci, contrariamente al dottor Marguerettaz, mi limito a leggerli e a cercare di capire. Nel bilancio 2016 del casinò io leggo una frase che a me sembra molto chiara, come hanno già detto molto bene i colleghi Gerandin e Fabbri: si dice che quello del 2016 è un bilancio veritiero ed evidenzia una definitiva perdita di esercizio di euro 46.590.383. Credo che questo sia un dato inoppugnabile.
La relazione trimestrale che non mi pare proprio sia esaltante, mi sembra molto prudente e molto cauta, così come lo era il piano. A seconda dei momenti, questa prudenza diventa un aspetto negativo o un aspetto positivo, ma come sempre. È legittimo poi dare le interpretazioni a seconda della necessità, per sostenere o meno una tesi piuttosto che un'altra. "I ricavi - si dice - sono in linea con quelli previsti nel piano, leggermente inferiori nel raffronto al 30 giugno". Sto leggendo, non sono cose che mi invento io, perché non sarei proprio in grado: "ma tendenzialmente più elevati rispetto agli stessi mesi del 2016". Poi ci viene detto che nel mese di agosto ci sono stati dieci giorni di sciopero. Tuttavia i dati sono che nel periodo giugno/agosto c'è un aumento medio del 10 percento rispetto agli stessi mesi del 2016.
I costi della produzione al 30 giugno diminuiscono notevolmente rispetto alle previsioni del piano: meno 1 milione 700 mila euro rispetto al piano, 5 percento. "Nello specifico, la riduzione interessa tutte le principali voci di spesa: consumi, servizi, altri oneri di gestione e personale". Quindi: "le azioni poste in essere dal nuovo management in merito al controllo dei costi (rinegoziazione dei contratti), hanno già avuto effetto sul bilancio in generale. I costi del personale diminuiscono di 893 mila euro rispetto al piano al 30 giugno. Il margine lordo industriale - che per me è un elemento non troppo conosciuto, ma sicuramente per il dottor Marguerettaz è invece qualcosa di molto chiaro - la differenza tra valore della produzione e costi della produzione, costi del personale e altri costi, i dati del bilancio al 30 giugno danno un margine lordo positivo di euro 69 mila, conseguenza del miglioramento dei ricavi e della netta riduzione dei costi".
Potrei continuare, ma ripeto che non sono dati che maneggio così bene e non sono elementi che mi appartengono totalmente, quindi non voglio poi millantare competenze che non ho. Però voglio fare una riflessione politica in merito a quanto viene detto dall'opposizione, con toni talvolta sobri, talvolta più accesi - ma tutto ci sta: ognuno poi ha la sua personalità e il suo modo di esprimersi - perché lascia vedere che qualcosa rode all'interno dell'opposizione stessa. E cos'è che rode? Forse che, nonostante tutto, dopo sei mesi soltanto di amministrazione di questa maggioranza e di attività, in quanto Assessore, dell'architetto Chatrian - come lo chiama il collega Marguerettaz - il casinò stia ancora in piedi e, anzi, faccia anche registrare una lievissima inversione di tendenza? È questo che vi rode? Vi rode che ad amministrare e gestire il casinò sia stato scelto un uomo non valdostano, come l'avvocato Di Matteo, che ha dimostrato di essere di una solidità da far invidia a un Panzer? Una persona che non si fa incantare, che non cede alle pressioni e alle lusinghe delle nostre satrapie? Cos'è che vi rode? Che la questione del licenziamento collettivo, che avete lanciato voi, sia stata risolta senza nemmeno un licenziamento? Non uno!
Voce fuori microfono.
Ma certo! È una questione che avete aperta voi: noi non eravamo in maggioranza, collega Rollandin. Nessun licenziamento: è questo che vi infastidisce? Cosa vi rode? Che questa maggioranza abbia previsto un finanziamento a tranche sulla base di risultati, il cui importo totale poi, con elementi diversi, possa avvicinarsi a quello che avevate previsto voi? Può essere, ma è il metodo che è completamente diverso! A fronte di una elargizione a pioggia di 48 milioni di euro, che poi erano stati ridimensionati a 43 milioni (non si capisce mai bene, quando il collega Rollandin parla di cifre). Contrariamente quindi a queste elargizioni a pioggia, che sia stato immaginato, invece, un percorso di finanziamento a tranche sulla base di risultati? Mi pare che siano proprio due visioni opposte, perché la vostra visione era di dare tout court 48 milioni di euro alla casa da gioco per mantenerla in vita fino alle elezioni. È chiarissimo il disegno: fino alle elezioni del 2018 e poi chi vivrà vedrà!
Vi rode che i componenti di questo comitato esecutivo, che io non conosco, non so assolutamente se abbiano tessera politica o a chi facciano riferimento... Il collega Guichardaz dice "di sicuro non a noi": probabilmente lui invece ce l'ha la molto chiara la geografia politica. Io non ce l'ho chiara e non so queste persone a chi facciano riferimento, ma ritengo che l'amministratore unico abbia fatto le sue valutazioni, abbia preso le sue informazioni e si assuma le responsabilità di questo comitato. Peraltro si dice al punto 3: "all'esito della prima verifica del 31 dicembre 2017 la direzione potrà adottare, se del caso, ogni e più utile decisione sulla composizione e sul prosieguo dell'operatività del comitato stesso". Quindi già l'amministratore unico si dà come punto di verifica il 31 dicembre 2017, che mi sembra qualcosa di serio.
Forse è giusto ricordare ai valdostani in che condizioni era la casa da gioco - ha fatto un passaggio il collega Nogara a conclusione del suo intervento - negli anni scorsi. In che condizioni l'avete lasciata voi, colleghi! Quanti soldi sono stati spesi per rendere il Grand Hotel Billia quello che è ora: 110 milioni di euro, contro i 65 milioni che erano stati previsti. Sulla differenza e su chi l'abbia autorizzata, non abbiamo mai avuto delle risposte. Non so se ci rendiamo conto: 110 milioni di euro sono quasi il costo di costruzione di un ospedale, per ristrutturare il Grand Hotel Billia!
Io non voglio dire che tutto ciò che è stato scelto e deciso da questa maggioranza sia bene, mentre tutto ciò che c'era prima era fatto male, anche se comunque - ripeto - vi sono dei dati. Sicuramente abbiamo fatto e tutti facciamo degli errori. Forse il primo errore - lo dico al collega Chatrian, che in questi mesi ha lavorato moltissimo in particolare sul dossier casinò, senza tralasciare il resto - è stato quello di poter trattare la gestione del casinò, considerandolo un'azienda normale e quindi pensando di potervi applicare una gestione manageriale e di potervi fare dei ragionamenti manageriali, come dovrebbe essere e come credo la comunità si aspetti, ma così non è. Cambiare un sistema che si è retto per decenni su tutt'altri presupposti - ricordo un passaggio del collega Rollandin a proposito delle mani nella marmellata - non è sicuramente facile. Non sarà sicuramente facile e forse è una mission impossible, ma quantomeno ci si è provato.
Presidente - Ci sono altre richieste di intervento? Ricordo che siamo in discussione generale. Ha chiesto la parola il consigliere Cognetta, ne ha facoltà.
Cognetta (M5S) - Per chiedere una breve sospensione per i gruppi di opposizione.
Presidente - Sospensione concessa.
La seduta è sospesa alle ore 11:17 e riprende alle ore 11:28.
Rosset (Presidente) - Possiamo riprendere i lavori. Ha chiesto la parola il consigliere Cognetta, ne ha facoltà.
Cognetta (M5S) - Solo per far presente che nel testo della risoluzione è stata fatta una piccola modifica rispetto dell'impegno che vorrei presentare, visto che siamo ancora in discussione generale. La modifica ha coinvolto i gruppi di opposizione, che sono d'accordo con me su queste modifiche. Adesso non so se devo presentarla all'aula, leggerla.
Presidente - Ce la presenti.
Cognetta (M5S) - L'impegno diventa questo: "di dare indicazioni all'amministratore unico Di Matteo affinché per la composizione di comitati o altri organismi che coinvolgano dei dipendenti, si organizzano dei bandi di concorso aperti a tutti i dipendenti della Saint-Vincent Resort & Casinò con il coinvolgimento delle RSU e che i criteri di selezione siano resi pubblici. L'impegno deve trovare applicazione anche al neonato comitato esecutivo gioco che dovrà essere sciolto e ricostituito con le sopracitate modalità". In sostanza, diventa un impegno più generale. Io ho accolto le sollecitazioni provenienti dai colleghi di maggioranza, perché in effetti era un impegno troppo specifico, troppo improntato su una sola cosa. Invece no, essendo previsti nel vostro piano di ristrutturazione questi comitati, credo che dare una modalità trasparente e pubblica all'interno della casa da gioco, non significa inficiare una società che diventa pubblica o inficiare la politica. Stiamo dando un'indicazione su come gestire in maniera più trasparente.
Presidente - Per gentilezza, se vuole sottoscrivere il nuovo testo e ce lo consegna, in modo che possiamo distribuirlo ai colleghi consiglieri. Mentre viene preparato il nuovo documento, ha chiesto la parola la consigliera Morelli, ne ha facoltà.
Morelli (ALPE) - Per chiedere un attimo di sospensione per una riunione di maggioranza.
Presidente - Sospensione concessa.
La seduta è sospesa alle ore 11:31 e riprende alle ore 12:11.
Rosset (Presidente) - Possiamo riprendere i lavori. Ci sono richieste di intervento? C'è una nuova risoluzione pervenuta dai capigruppo della maggioranza. Qualcuno intende prendere la parola? Ha chiesto la parola l'assessore Chatrian, ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Dopo un ampio dibattito sul tema, dove parecchio è stato detto e discusso in quest'aula in questi anni, qualche considerazione a seguito della discussione avvenuta oggi in aula sul bilancio 2016, che io ho tentato di mettere in rilievo cercando di essere il più obiettivo possibile. Ho cercato di mettere in evidenza la fotografia del 2016, spiegando soprattutto all'aula e a chi ci ascolta cosa è successo durante l'anno a livello aziendale e quali sono stati i risultati che, dal punto di vista politico, il collega Perron ha gestito durante l'anno 2016.
Per quanto riguarda, invece, la risoluzione che il collega Cognetta ha presentato e la successiva modifica e integrazione che poi è stata fatta, vorrei fare qualche considerazione in più sul percorso che questa maggioranza ha scelto di fare proprio su questa azienda. È un percorso alternativo rispetto alla vecchia maggioranza. Tanti colleghi l'hanno messo in evidenza: un percorso che va in una direzione diversa. Abbiamo deciso come maggioranza di seguire una strada nuova; abbiamo deciso di non erogare a piè di lista 48 milioni e 600 mila euro; abbiamo deciso, dopo ampio dibattito in quest'aula a fine 2016 e inizio 2017, di intraprendere un percorso diverso. Abbiamo deciso in maniera diversa di sostenere un'azienda in difficoltà.
Per fare tutto questo a marzo abbiamo nominato un nuovo amministratore unico e, praticamente in assemblea, gli è stato dato l'impegno di presentare entro il 10 maggio un piano. Nel mentre all'interno dell'azienda è stata lanciata una procedura di licenziamento il 20 febbraio, per tutti i motivi che sono stati detti nuovamente oggi in quest'aula. Questo Consiglio a fine maggio ha approvato un piano, dal nostro e dal mio punto di vista, realistico e sicuramente prudenziale. Un piano che ha cercato di mettere in evidenza quali sono le criticità. Un piano che ha cercato di mettere nero su bianco quali sono le azioni, quali gli strumenti per poter riequilibrare un'azienda - lo diceva anche poc'anzi il collega Perron - che comunque ha chiuso, al di là delle poste anticipate o dei costi per la legge Fornero, ancora con una perdita robusta, pesante.
A sostegno di questo piano, abbiamo scelto però una strada diversa e molto impegnativa. Lo diceva molto bene prima la collega Morelli: una missione impossibile probabilmente, difficilissima, molto più difficile che non quella di erogare a piè di lista 48 milioni di euro. A oggi, dopo praticamente dieci mesi, nove mesi da quella bozza di legge finanziaria del mese di novembre 2016, otto sono i milioni di euro erogati dal socio pubblico. All'interno dei due documenti approvati da questo Consiglio, una delibera e la legge n. 2 del 2017 approvata a febbraio, c'è stata una grossa novità, che tanti colleghi intervenuti hanno voluto rilevare e mettere in evidenza: per la prima volta c'è un controllo trimestrale, una fotografia trimestrale che metta in rilievo e in evidenza cosa si è fatto, cosa non si è ancora fatto, come sono state utilizzate le risorse. Soprattutto mette nero su bianco quali sono i risultati di un trimestre, i risultati di un trend, i risultati che comunque devono essere contestualizzati, perché serenamente posso dire che non si può valutare in tre mesi. Tre mesi sono tre mesi, ma qualche indicazione c'è e ci hanno sempre insegnato che su un trimestre si possono fare delle valutazioni in base ai risultati che si sono ottenuti.
Un passaggio che tanti colleghi hanno voluto mettere in evidenza è che in questo trimestre è successo un fatto molto importante il 10 luglio: l'azienda non ha licenziato nemmeno una persona! Io penso che questo sia un fatto molto importante, non di secondo piano. Un fatto che comunque deve essere ricordato all'interno del trimestre giugno/agosto, perché per evitare il licenziamento anche solo di una persona, l'azienda ha operato per poter raggiungere quell'obiettivo da noi auspicato, da noi voluto come socio, ma che è stato un rapporto tra azienda e dipendenti. L'azienda e i dipendenti ci hanno dato sicuramente un'apertura di credito, consapevoli delle difficoltà, consapevoli che è un'azienda che nel 2016 a livello gestionale non è stata in piedi. Lasciamo da parte il discorso degli ammortamenti e della legge Fornero: l'azienda, dal punto di vista gestionale, nel 2016 perde.
Detto questo, oltre al referendum che è stato vagliato e alle prime azioni che sono state messe in campo, c'è un punto importante all'interno di questo trimestre, che qualcuno ha voluto mettere in evidenza: la riduzione principale del costo del personale ci sarà dal 1 gennaio 2018, non sul 2017. Ma all'interno di questo trimestre si è comunque messo in sicurezza tutta una serie di difficoltà, di criticità e, di conseguenza, si sono ridotte delle spese. L'azienda ha speso energia, persone e risorse per mettere in campo un controllo di gestione più attento e più efficace, in modo da ridurre o calmierare le spese gestionali, nelle sacche e nelle pieghe di un'azienda così grossa, dove è stato possibile e non ancora tutto è stato fatto. Io penso che questo sia non solo importante, ma importantissimo in un'azienda: importantissimo e fondamentale. Voglio mettermi delle medaglie? Nessuna medaglia! Sono i dati a dirlo, è una relazione trimestrale a dirlo: mi sembra e ci sembra che stiamo andando in una direzione corretta. Ci sembra che stiamo solcando e incanalandoci nella strada auspicata, descritta nel piano industriale.
Per quanto riguarda gli introiti: sono risultati trionfalistici? No. Si poteva fare di più? Sì. Facciamo dei paragoni settimanali, mensili? No. Sul trimestre c'è un paragone trimestrale: giugno, luglio, agosto 2017 con il giugno, luglio e agosto 2016. È lo stato dell'arte: ci è stato insegnato che in un'azienda bisogna tirare una linea e verificare i più e i meno. Io penso che questo sia importante e noi pensiamo che questo sia obbligatorio. Io penso che su questa relazione trimestrale, come ho detto ieri rispondendo al collega Guichardaz, nel più breve tempo possibile la IV Commissione potrà audire l'amministratore unico, il sottoscritto e chi ritiene, per poter declinare, spiegare, illustrare tale relazione e quello che è stato fatto. Soprattutto io penso che sia importante da parte di tutto questo Consiglio, di tutte le forze politiche e di chi è interessato a cosa si sta facendo e a come si intendono mettere in campo ulteriori azioni per il prosieguo, affrontare in Commissione le azioni e le misure che a breve l'amministratore unico, insieme al suo staff, metteranno in campo per poter aggredire le criticità che ben conosciamo e che ben ci sono, ma rispetto alle quali in poche settimane o in pochi mesi uno non può fare un cambio totale rispetto a una programmazione e pianificazione di azioni da mettere in campo con le risorse a disposizione.
Io non voglio scendere nella provocazione e non voglio scendere nelle singole partite che qualche collega ha voluto mettere in evidenza, su azioni fatte in questi mesi, se sono state utili oppure no all'azienda. Io penso che al termine di un anno solare, al termine di un bilancio, al termine di un'operazione si debba tirare una linea e capire se le azioni che sono state fatte hanno portato degli utili, sono state dannose, o se invece sono state più costose di quello che hanno portato. Io penso che sarà lì il momento della verità. Ma questo è il momento della verità dell'azienda, di un amministratore che deve essere valutato per i fatti, ma soprattutto per i risultati che ci porta e che ci deve portare a casa.
Vorrei fare tre considerazioni sui giochi, non essendo né un esperto, né essendo il mio ruolo, perché qualche collega ha voluto mettere in risalto durante il dibattito alcune questioni. Alla domanda se si possono modificare i pagamenti e le restituzioni soprattutto nei giochi elettronici, che possano essere di dominio per tutti, rispondo che oggi è maggiore il tasso di restituzione sulle slot, e non il contrario. Proprio per andare nella direzione di non cannibalizzare il giocatore, il cliente, ma di guardare un po' più lontano e non solo all'oggi o al domani, ma quantomeno cercare di traguardare al dopodomani, ai prossimi anni. Questo io penso sia un passaggio fondamentale. Ripeto, non è il mio ruolo questo, ma è giusto che il socio lo sappia. Meno gettoni e meno ticket omaggio sono stati messi in campo e su questo rileviamo i primi risultati positivi a livello di utilità: non è sempre direttamente proporzionale l'equazione meno clienti/meno risorse, o più clienti/più risorse, ma ci deve essere un equilibrio. Ripeto, non è questo né il mio ruolo, né il mio campo: questo lo devono fare indubbiamente i tecnici.
Ci terrei a fare altri due passaggi. L'azienda con solo 8 milioni di euro, erogati al 31 maggio, ha retto in termini di liquidità con le forze interne. Questo penso sia un altro passaggio molto importante. Ripeto che l'altra strada era più semplice; abbiamo deciso di seguire un percorso più difficile, proprio per monitorare, affrontare e deliberare la seconda e la terza tranche a seguito di risultati. Per quanto riguarda i fornitori, l'azienda continua a pagarli come deve. Non mi risulta, da quello che ho potuto verificare, che siano stati posticipati a centottanta giorni i pagamenti. Mi risulta che certi pagamenti sono arrivati a centoventi giorni, concordati tra le parti: mi sembra una grande responsabilità da parte dell'azienda, ma anche da parte di chi fornisce o eroga servizi all'interno della casa da gioco.
Per quanto riguarda l'abbattimento dei costi per l'accordo siglato il 10 luglio 2017, l'impatto più robusto sarà dal 1 gennaio 2018, quindi a oggi non c'è ancora a livello aziendale quella riduzione.
Traggo quindi una conclusione di natura più politica. Io penso che ci sarà modo nei prossimi giorni in Commissione di poter dettagliare quello che è stato fatto, ma soprattutto quello che si vuole fare, e il cambio di marcia che è stato messo in campo soprattutto a livello interno e a livello delle due figure che sono state assunte per un anno. Qui mi spiace aver sentito da parte di qualche collega il fatto di non avere assunto dei valdostani, perché si è fatto un bando sia per il responsabile del personale, sia per il responsabile dei due hotel a quattro e a cinque stelle: chi ha potuto partecipare ha partecipato. Non nego assolutamente il cambio di marcia e di rotta per quanto riguarda le possibilità e le opportunità che l'azienda sta mettendo in campo per il sistema Valle d'Aosta. Per quanto riguarda proprio le opportunità messe in campo, è da circa due settimane che ci sono diversi bandi proprio per tutte le aziende valdostane, che possono partecipare a rifornire l'azienda, sia nel beveraggio, sia nell'alimentazione, sia anche nei servizi diretti o indiretti dell'azienda, a seguito di indagini di mercato. Io penso che questa sia una grande soddisfazione: poter creare le condizioni per le aziende valdostane di proporre il proprio know how, proporre le proprie offerte e poi vinca il migliore nel momento in cui l'azienda ha bisogno comunque di qualità/prezzo, vista la situazione.
L'ultima considerazione che vorrei fare è legata alla relazione che ci è stata sottoposta. Da una attenta lettura, dai risultati portati a casa e dalle ricadute che ci sono all'interno, proprio dal punto di vista aziendalistico, io penso che uno degli indicatori principali sia proprio il margine operativo lordo, che viene costantemente monitorato durante l'anno. Siamo a otto mesi, quindi due terzi dell'anno 2017 ormai è andato, e il margine operativo lordo segna un più. Questo io penso che sia il termometro della situazione. Penso che dal punto di vista gestionale sia cambiato il passo, che si è cambiato modo e che i primi risultati stanno andando nella direzione giusta per quanto riguarda il socio. Detto questo, penso che non ci siano problemi, vista la relazione, a poter erogare la seconda tranche, proprio a seguito dei passaggi del mese di luglio e agosto, legati a delle certezze che possono garantire all'azienda di riuscire a camminare con le proprie gambe.
Dicevo prima che è una missione sicuramente impossibile, difficile, ardua, ma penso che ci siano le condizioni per uscire dal tunnel, ci sono le condizioni di poter fare bene, ma soprattutto ci sono le condizioni, dal punto di vista gestionale, di poter dare la possibilità all'amministratore unico di portare dei risultati al socio, che vuol dire portare dei risultati ai valdostani, che vuol dire portare dei risultati alla collettività tutta. Se magari riusciamo a fare tutto questo con meno risorse pubbliche e, così come è andata, non licenziando nessuno, quindi garantendo i posti di lavoro e le buste paga, noi pensiamo che questa sia la strada che ha intrapreso in questi sei mesi il nuovo amministratore e che ci possano essere soddisfazioni, sapendo perfettamente che la situazione anche finanziaria è molto tesa, ma che ci siano le possibilità come da piano di raggiungere - è veramente l'obiettivo al quale non dobbiamo e non possiamo sottrarci - un equilibrio economico e finanziario per il 2019.
Presidente - È stata distribuita la nuova risoluzione presentata dai capigruppo della maggioranza. Qualcuno la vuole illustrare? Ha chiesto la parola la consigliera Morelli, ne ha facoltà.
Morelli (ALPE) - Giusto per spiegare cosa è avvenuto nella sospensione, riguardo alla risoluzione del collega Cognetta, il quale aveva presentato una nuova stesura dell'impegno, su cui noi come maggioranza abbiamo chiesto la disponibilità a una modifica che non è stata accettata. Quindi, a nostra volta, abbiamo predisposto una risoluzione che i colleghi hanno ricevuto e che in parte accoglie nel merito la proposta del collega Cognetta, che andava nella direzione di rendere pubblica in qualche modo all'interno del casinò l'eventuale formazione o composizione di comitati o di altri organismi che coinvolgono dei dipendenti, affinché si possa dare la possibilità a tutti i dipendenti di candidarsi, spiegando anche i criteri con i quali poi la scelta viene fatta.
L'impegno del collega Cognetta prevedeva lo scioglimento immediato del comitato esecutivo gioco. Comitato che peraltro ha già una sua scadenza naturale, fissata proprio dall'ordine di servizio al 31 dicembre 2017 e che comunque potrà cessare anche prima, nel momento in cui avrà esaurito il suo ruolo. La proposta della nostra risoluzione è che l'impegno deve trovare applicazione anche al neonato comitato esecutivo gioco, che dovrà essere coerente con le sopracitate modalità. Quindi in sostanza ciò che noi diciamo - accogliamo in questo senso l'auspicio del collega Cognetta - è per il futuro di comportarsi in modo coerente con quanto richiesto.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Cognetta, ne ha facoltà.
Cognetta (M5S) - Quella che sembra una faccenda di due o tre parole, è in realtà una questione di sostanza, secondo me, al di là della forma molto semplice. Se la politica deve stare fuori dal casinò - mi fa piacere che me l'abbia ricordato il presidente Marquis, perché è una cosa che vado dicendo da anni; è proprio vero che certe idee sono pervasive quando sono buone: non importa da chi arrivano, poi entrano nelle teste di chiunque - se veramente vi è entrato in testa che la politica deve essere messa fuori dal casinò, allora forse va accettata la mia risoluzione, perché c'è l'ombra delle nomine politiche rispetto a questo comitato. Anziché aspettare la naturale scadenza, che non si sa qual è, io ovviamente chiedo che venga rifatto immediatamente: mi sembra una cosa naturale. D'altronde, l'avete detto voi- l'ha detto lei, assessore Chatrian - che si è deciso di fare un sostanziale cambio di passo. Allora facciamolo nella realtà e aspettiamo.
Faccio un esempio. Fare un'indagine di mercato e scriverci che le offerte non sono vincolanti, è uno specchietto per le allodole e non è trasparenza, secondo me. Se vogliamo rendere trasparenti le forniture, allora facciamo delle gare pubbliche aperte, magari con un rilancio a ribasso aperto, visibile a tutti quelli che partecipano. Così magari uno lo vede subito chi partecipa, quanto offre e cosa offre.
Questa mia iniziativa guarda caso andava proprio nella stessa direzione. È divertente che voi la accogliate in parte: la accogliete nella forma, ma nella sostanza non volete accoglierla. Quindi il cambio di passo ancora una volta è solo di forma.
Io poi vi aggiungerei ancora un piccolo pezzo di riflessione, se è possibile. Visto che sono stati scelti dei nuovi manager secondo una procedura pubblica - per l'avvocato Di Matteo non è stata fatta una procedura pubblica, l'avete scelto voi direttamente - magari all'avvocato Di Matteo spiegate come far gestire ai propri dirigenti i rapporti con i lavoratori e anche come gestire i rapporti con la società. Vorrei ricordare che ieri abbiamo parlato di una mia interpellanza, in cui si è scoperto che non c'è ancora una policy per gestire i benefit dei dirigenti. Alla faccia della trasparenza! E qualcuno in quella società dice di indicare a zero i costi dei benefit di questi dirigenti. Sempre perché la trasparenza e la politica devono essere fuori da quella società.
Io vorrei capire, presidente Marquis, assessore Chatrian e tutta la Giunta, se in questo modo pensate di dare il segnale forte e chiaro di cambiamento che tanto millantate, perché a questo punto è millanteria. È falsità, detta in parole semplici: raccontate storie, raccontate frottole. Anziché dargli 48 milioni di euro tout court, ci siamo inventati tutto questo meccanismo meraviglioso per fare un cambio di passo, che ci è costato e ci costa ancora. Risultato: è vero che i numeri per un caso sono simili, consigliera Morelli, però quello che realmente andava fatto, cioè fare pulizia all'interno di quella società, non si vuole farlo. Questa è la realtà: la pulizia lì non si vuole farla. I metodi utilizzati sono sempre gli stessi e quando si tenta, come nel mio caso, fattivamente di dare dei segnali, voi vi tirate indietro. Questa è la realtà.
Io vorrei ricordare a tutti che - come giustamente detto ieri da un altro assessore - è facile declamare a chiacchiere la trasparenza, il fatto che bisogna essere più partecipativi e la meritocrazia, ma poi sono gli atti che si votano a fare la differenza. È tutto qui! Tutti quanti ci possiamo ammantare del fatto che vogliamo essere grillini. Scusatemi il termine, io non direi manco più grillini, ma semplicemente: portatori di un'idea diversa di fare politica; un po' più lunga, ma spiega esattamente quello che vorremmo fare. Portare un'idea nuova non è semplicemente dirlo, ma è farlo per quello che si può, per quello che si riesce, per quello che la legge ti permette.
Qui non si vuole entrare a gamba tesa all'interno della società. Quella società, dal mio punto di vista, andava rifatta da zero. Altro che mettere le aspirine: c'è la cancrena lì dentro, assessore Chatrian, lo sa?! Lo sa meglio di me! Con le aspirine non si cura la cancrena: se lo faccia spiegare dal collega Fosson, io non sono un esperto. Con l'aspirina si cura al massimo il raffreddore, se non è tanto forte. Vede, voi manco l'aspirina avete su questa roba. Volete cambiare due parole, in maniera tale da lasciare a Di Matteo il fatto che i miracolati descritti in questo ordine di servizio restino tali. Io invece volevo far sì che tutti quanti gli altri seicento lavoratori del casinò capissero che la pacchia è finita. Invece voi no: allora tenetevela e fate come volete! Non è che fuori tutti quanti hanno l'anello al naso e non capiscono. Ragionate un minuto! Alla fine anche loro, per non parlare dei cittadini, capiscono benissimo che è tutto un bla bla il vostro. Non si chiedeva niente di particolare: ci sono quattro persone più un coordinatore, il quale poi resterà tale perché comunque è un primo livello, che andavano via e si faceva una selezione. Poi magari magicamente la selezione la vincevano gli stessi quattro, perché poteva anche andare così, visto che poi anche lì, come ho cercato di spiegare ieri all'assessore Certan, qualche volta - per non dire sempre - la forma è più importante della sostanza. Solo che è una questione di acume, che non è che sia una cosa proprio così condivisa qua dentro. Volete continuare a lavorare con l'accetta? Prego, fate pure. Un augurio!
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Nogara, ne ha facoltà.
Nogara (UVP) - Per tutto quello che ho sostenuto questa mattina, volevo solo rispondere al consigliere Cognetta. Per quanto riguarda l'Union Valdôtaine Progressiste, quello che c'è scritto nell'impegno della risoluzione presentata dalla maggioranza si può fare domani mattina, e lo vogliamo dichiarare qui in aula. E noi, se domani mattina si fa questo, siamo perfettamente d'accordo che si faccia. Non è un sistema per tenere queste persone fino a dicembre. Noi su questo siamo stati abbastanza chiari e lo ripeto per la terza volta: noi domani mattina siamo disposti a sostenere il fatto, se il dottor Di Matteo verrà a parlare con la maggioranza o con tutto il Consiglio, a sostenere questa tesi, perché la votiamo nell'impegno di questa risoluzione.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Marguerettaz, ne ha facoltà.
Marguerettaz (UV) - Non so se il mio è un intervento o una mozione d'ordine. Era solo per capire, perché la collega Morelli - poi in dichiarazione di voto avrò modo di dire - o non legge bene le cose, o volutamente ci dà una rappresentazione che non è quella vera. Nell'ordine di servizio non c'è scritto che questo comitato scade il 31 dicembre 2017. Nell'ordine di servizio c'è scritto "l'attività del comitato decorre dal 28 agosto 2017 al 31 luglio 2018". Quindi, Morelli, c'è una differenza tra 31 dicembre e il 31 luglio, perché passano sette mesi: dopo le elezioni, per intenderci, così gliela spiego meglio. "Con verifica periodica quadrimestrale, a partire dalla prima data fissata al 31 dicembre 2017". La verifica periodica non è la scadenza del comitato, vuol dire: vediamo che cosa hanno fatto. Dopo di che i boatos che ci sono nella casa da gioco, essendo che nell'ordine di servizio c'è scritto che qualcuno è messo in aspettativa, dicono che l'aspettativa stessa va fino al 31 luglio 2018. Non so se due indizi danno una prova, ma, collega Morelli, lei è fuori strada. Lei oggi ha rivestito la figura hard rock o heavy metal e ci ha fatto sognare, ma non è mica così. Prima di fare la dura, legga bene. Così come le dirò dopo sui bilanci e sulle altre cose. Forse ha avuto una botta di entusiasmo.
Se è vero quello che dice il consigliere Nogara, è un'altra cosa: se quella è l'interpretazione autentica e se questo vuol dire che domani Di Matteo mette in atto tutte quelle attività per adeguare questo comitato, capite che la differenza tra le due mozioni è lessicale. Ma se questa è l'interpretazione autentica, vuol dire che la differenza non c'è. Allora qualcuno ci faccia chiarezza su questo discorso: se votando questa seconda risoluzione vuol dire che domani Di Matteo revisiona il comitato senza aspettare la scadenza del 31 luglio, allora poi faremo le dovute valutazioni.
Presidente - Ha chiesto la parola l'assessore Chatrian, ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - È importante la forma e lo è altrettanto la sostanza: tutte e due le cose sono importanti, secondo me. Gli 8 milioni di euro sono diversi rispetto ai 48 milioni di euro, secondo me.
Voce fuori microfono
Nell'illustrazione della mozione, il collega Cognetta ha parlato degli 8 e dei 48 milioni come della stessa cosa. Posso almeno avere modo di declinare che, in quanto Assessore e come Governo, 8 milioni di euro rispetto a 48 milioni di euro nella sostanza sono due cose diverse?
Al di là di questo, per quanto riguarda la seconda risoluzione che abbiamo presentato, il comitato sta redigendo e a breve ultimerà una proposta da presentare all'interno dell'azienda, quindi anche alle forze sindacali. Ecco perché abbiamo voluto emendare la seconda parte dell'impegno che ci avete sottoposto: "l'impegno deve trovare applicazione anche al neonato comitato esecutivo gioco che dovrà essere coerente con le sopracitate modalità". Vuol dire che, se deve ultimare una parte di incarico che gli è stato dato, ci sia tempo e modo per ultimare quell'incarico, che vuol dire chiudere una prima tranche di lavoro che è stato commissionato al comitato in un tempo utile, su cui potremmo tranquillamente avere risposta dall'amministratore unico, e il tutto deve essere coerente con quello che è in premessa. Penso che questa sia l'esigenza da parte dell'azienda.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Marguerettaz, ne ha facoltà.
Marguerettaz (UV) - Non per annoiare coloro che ci seguono, ma io rilevo che la risposta data (che a questo punto è l'interpretazione autentica dell'assessore Chatrian) è diversa da quella che ha detto il collega Nogara, secondo il quale se la votiamo domani mattina andiamo. Poi se "domani mattina" vuol dire che arriviamo a fine mese, non è che nessuno qua è con la tagliola; però se andiamo al 30 settembre, scriviamo 30 settembre. Ma come la dice lei, le operazioni in corso possono tranquillamente durare un mese, due mesi o sei mesi e arrivare a ridosso della scadenza.
Dopo di che le voglio porre una questione sulla quale io non ho certezze, ma che è molto probabilmente in totale contraddizione, se ho capito bene, con quello che ha detto Marquis, ovvero che non ci sono costi. A noi risulta che tra le indennità sostitutive delle mance, piuttosto che i pagamenti delle indennità, l'azienda ha un maggiore costo di circa 15 mila euro al mese. Una cifra mensile come questa, tra oneri diretti e indiretti, non è uno scherzo. Quindi come la mette lei, andare avanti un mese, due o tre in più, vuol dire comunque avere questi costi. Vede, il tempo non è banale: il tempo vuol dire che c'è una clessidra che gira, che si va a sommare a tutti i costi che noi oggi già ci sobbarchiamo per i vari consulenti diretti e indiretti.
Anche la relazione trimestrale che lei ci ha presentato è a costo: 15 mila euro, più cassa, più Iva, più rimborso spese. Quindi, le quattro relazioni che noi avremo arriveranno tranquillamente ai 25 mila euro. Architetto, cerchiamo di far di conto!
Voce fuori microfono
Ah no, avevo capito che metteva in dubbio il mio calcolo. Allora va bene!
Vuol dire che quattro relazioni minimo costano 6 mila euro l'una. Siccome ci ha messo una settimana - perché queste sono le date: il 4 ha ricevuto l'incarico, l'11 ha consegnato - diciamo che il dottor De Dominicis si fa pagare bene, e siamo anche contenti per lui.
Qua c'è un contatore che continua a girare e noi abbiamo detto: se c'è una premialità, individuiamola con dei criteri. Lei, come al solito, ci sta portando un po' a spasso.
Voci fuori microfono
Presidente - Per favore, non attiviamo un dibattito fuori microfono. Chiederei a chi ha intenzione di prendere la parola di chiederla.
Ha chiesto la parola l'assessore Bertschy, ne ha facoltà.
Bertschy (UVP) - Io credo che questa - come diceva il consigliere Rollandin ieri - non sia una sala qualunque, ma è l'aula del Consiglio regionale. Il Presidente della Regione, del governo al quale apparteniamo come UVP, ha dichiarato che queste operazioni non hanno costi, e credo si sia documentato per dirlo. Il consigliere Marguerettaz sostiene esattamente il contrario: che si spendono 15 mila euro al mese. Questa è un'assemblea pubblica, dove non si possono dire le cose proprio solo in termini politici, ma devono anche avere una ricaduta: io chiedo un'interpretazione autentica. Anche perché è un dossier che interessa tutti, che ha una ricaduta, è una commissione che può avere una validità all'interno di un'organizzazione, anche se faccio fatica a individuarla, ma almeno avere chiarezza sui costi. Io non credo che il Presidente della Giunta abbia espresso un'informazione a caso: si è documentato e gli è stato detto che non ci sono costi. Quindi consigliere Marguerettaz, lei si sbaglia per quella che è l'interpretazione del Governo. Se lei ha ragione, io credo che il Presidente della Regione dovrà chiarire l'informazione che ha dato. Non si può parlare in Consiglio regionale al microfono e dire cose diverse. Tra zero e quindici, zero è zero, mentre 15 mila euro significa un costo di 150 mila euro all'anno: sono due cose diverse.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Rollandin, ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - Credo che le argomentazioni del collega Bertschy siano più che giustificate. Visto che è l'una e che torneremo nel pomeriggio, sarebbe importante se in questo intervallo, tenuto conto di questa breve precisazione, il chiarimento potesse essere dato nel primo pomeriggio, in modo da votare con coscienza e in maniera che tutti sappiano se è così, o se per caso abbiamo avuto noi dalle informazioni non corrette; può succedere. Però mi sembra una cosa dirimente e quindi chiediamo nel pomeriggio di poter avere cognizione dei dati.
Presidente - Considerate le valutazioni fatte, i lavori mattutini vengono sospesi e verranno ripresi alle ore 15:30.
La seduta termina alle ore 13:00.
