Oggetto del Consiglio n. 2423 del 27 ottobre 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 2423/XIV - Predisposizione del Documento di economia e finanza regionale (Defr) per il triennio 2017-2019, adottato ai sensi dell'articolo 36, comma 2, del D.lgs. 23 giugno 2011, n. 118. (Approvazione di un ordine del giorno. Reiezione di tre ordini del giorno. Ritiro di quattro ordini del giorno)
Rosset (Presidente) - Con 26 Consiglieri presenti possiamo riprendere i lavori. Siamo al punto n. 23.01 dell'ordine del giorno e stamani c'è stata la replica da parte dell'Assessore Perron. Qualcuno chiede la parola? Ha chiesto la parola il Presidente della Regione; ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - Ringrazio innanzitutto i colleghi, che hanno voluto in qualche modo integrare la presentazione fatta in modo sintetico di questo documento, che in particolare ha fatto emergere otto punti strategici, e su questo vorrei fare una breve considerazione. Chiaramente questi punti, tenuto conto di quanto è già in corso e di quegli aspetti che non abbiamo richiamato perché sono già punti qualificanti dei vari programmi, non sono stati richiamati tutti, ma sono state in qualche modo impostate delle situazioni che tengano conto della possibilità di intervenire in alcuni ambiti.
Questo documento programmatico dà poi la possibilità di avere un seguito con tempi che l'anno prossimo saranno diversi, perché oggi i tempi sono schiacciati tra l'approvazione di questo documento e la finanziaria (la legge di bilancio che vi sarà fra breve), c'è un tempo minimo a disposizione. Qualcuno ha sottolineato che il discorso è stato fatto in fretta; mi permetto di dire che il problema non era tanto la fretta, quanto il fatto che dovesse essere steso in modo sintetico e che riprendesse i punti salienti. Il collega Chatrian ha elencato una serie di tematiche che secondo lui avrebbero potuto far parte degli indirizzi, vorrei riprendere questo passaggio perché altrimenti non ci capiamo sul ruolo.
Il cambio generazionale, la staffetta, è già una delle opzioni sulle quali abbiamo discusso in quest'aula, abbiamo detto che stavamo valutando in che termini e come questa passerà, tenendo conto anche dei provvedimenti nazionali che vanno verso un'ulteriore modifica dai 65 ai 63 anni, con una serie di problematiche che verranno ad essere punto di riferimento per la situazione in atto. Questo non è stato enucleato perché è già in corso.
Per quanto riguarda la politica fiscale, stiamo predisponendo una norma di attuazione che vada nella logica. Vorrei ricordare che si è fatto un dibattito specifico sull'autonomia regionale vista in prospettiva del discorso fiscale, come già hanno fatto altri, ed è emerso che il progetto relativo alla zona franca non è più possibile perché le zone franche non sono più possibili e che gli spazi finanziari, vadano in qualche modo nell'ottica da lei auspicata. Questi due punti devono pertanto far parte di una norma di attuazione specifica a cui sta lavorando la Commissione paritetica.
Per quanto riguarda il discorso dell'INVA, l'indirizzo non può essere programmatico in quanto, tra le società enucleate in termini di opzioni su cui lavorare, sicuramente INVA ha una serie di compiti attualmente che sono al di là di quelli che aveva in origine, quindi va sicuramente rivista, e non l'abbiamo detto perché era già previsto. Sulla Casa da gioco credo che avremo modo di riflettere fra non molto. Sul programma della Pépinière d'Entreprises credo che l'Assessore competente vi dirà poi qualcosa, perché si sta lavorando, ci sono progetti attivati, c'è tutta una serie di iniziative e si è fatta una legge specifica per sostenerla.
Per quanto riguarda il SUAP, vorrei ricordare che è di questi giorni la notizia di un osservatorio nazionale sui risultati dell'indagine in merito alla digitalizzazione dei SUAP comunali. A livello di Regione noi risultiamo i primi, coloro che hanno utilizzato e realizzato al 100 percento questo sistema con il massimo gradimento. Io non credo fosse il caso di individuare questo come obiettivo. Non so se il collega ha i dati, ecco ha visto che ci sono e quindi glieli posso fornire.
Mi permetto di riferire che la parte più interessante era quella che lei ricordava, quella delle tre velocità. Sicuramente c'è una differenza tra la zona o comunque un intervallivo delle Alte Valli - che sta usufruendo di una serie di investimenti che abbiamo voluto e che ci saranno ancora, perché si punta ad aumentare questi interventi - e la zona, che lei ha detto essere più in difficoltà, della Bassa Valle. Sicuramente quest'ultima ha avuto problemi legati alla deindustrializzazione, però è anche quella che, di fatto, potenzialmente, in vista della ricostruzione di questo tessuto industriale, perché in fondo c'è una ripresa, ha la possibilità di reagire. Paradossalmente è un po' più in difficoltà la Media Valle. I paesi della Media Valle né sono completamente turistici né hanno a livello industriale quell'artigianato diffuso; ecco, sulla media montagna mi permetto di dire che sicuramente c'è ancora molto da fare.
In merito al discorso del collega La Torre e di alcuni altri intervenuti, sicuramente questo documento si può scrivere in 560 pagine oppure nel modo in cui abbiamo fatto noi. In sostanza credo che l'importante - e lei lo ha ricordato - siano gli indirizzi dati, perché per esempio noi abbiamo brevemente ricordato le iniziative fatte, ma non abbiamo ripreso tutto quello che è stato fatto a livello di fondi europei. Chiaramente non abbiamo ripreso questo aspetto perché non è più una finalizzazione, le cose sono state fatte. La formazione c'è già. Non abbiamo ricordato l'infrastrutturazione informatica della banda larga, non l'abbiamo inserita perché chiaramente è già una realtà: siamo la prima Regione ad avere un grado di informatizzazione a questi livelli. Per la green economy ci sono i programmi specifici che sono stati presentati a tutti i livelli. Sulla sanità non abbiamo ripreso puntualmente, c'è già la parte più specifica, dell'ospedale abbiamo già riferito quali sono i punti sui quali poter intervenire.
In conclusione, ringrazio per gli interventi i colleghi della maggioranza Marquis e Guichardaz, che hanno evidenziato le difficoltà ma anche gli aspetti puntualmente presentati. Su questo tema e con questa logica noi abbiamo cercato di individuare alcuni settori sui quali potremo poi intervenire, perché sennò avremmo riconsiderato tutto il pacchetto della funzione programmatoria, che rimane, e su cui c'è già un lavoro molto avanzato. Altri hanno molto insistito sui programmi europei: questi noi li diamo per acquisiti e per fatti, perché ci sono, sono programmi approvati, che stanno partendo, pertanto ovviamente non li abbiamo inseriti nel discorso della programmazione.
Non vado per il momento a disquisire sul punto n. 4, perché ci sono degli emendamenti e quindi lì avrò la possibilità e l'esigenza di entrare più nel merito in modo da spiegare, in quanto non solo questo punto è pertinente con gli indirizzi ma è uno degli indirizzi più importanti per chiudere alcune vicende e soprattutto per evitare che ci siano fraintendimenti in futuro. Allo stesso modo abbiamo cercato di presentare una legge ad hoc per la soluzione di quei problemi, non solo della proroga delle graduatorie, ma anche della necessità di chiarire che non si può prorogare oltre i 36 mesi. Oggi veniamo da una serie di provvedimenti fuori bilancio perché abbiamo dovuto pagare, rispetto alle situazioni di coloro che hanno sforato i 36 mesi, a seguito della condanna che abbiamo dovuto subire. Queste sono le indicazioni chiare e molto precise che abbiamo presentato con il Defr, sapendo che ci sono dei limiti, che con più tempo si può deliberare in modo ancora più accorto. In sintesi questo documento riassume gli indirizzi specifici che vanno nella logica di sostenere il mondo del lavoro e della riorganizzazione nel modo più puntuale.
Presidente - Direi che possiamo proseguire con le illustrazioni degli ordini del giorno. Cominciamo con l'ordine del giorno n. 1. Ha chiesto la parola il Consigliere Farcoz; ne ha facoltà.
Farcoz (UV) - Solo per chiedere una sospensione per una riunione di maggioranza, al fine di valutare gli ordini del giorno.
Presidente - Sospensione concessa.
La seduta è sospesa alle ore 15:44 e riprende alle ore 16:24.
Rosset (Presidente) - Possiamo riprendere i lavori. Come annunciato, riprendiamo con la discussione sugli ordini del giorno, partendo dal n. 1. Ha chiesto la parola il Consigliere Cognetta; ne ha facoltà.
Cognetta (M5S) - Con questo ordine del giorno vorremmo porre l'accento rispetto alla forte sburocratizzazione che vorremmo attuare in questa Regione. Se n'è già parlato in quest'aula, sappiamo che è un argomento che sta a cuore a tutti: con questo ordine del giorno vorremmo dare un'impronta maggiore rispetto al Defr su questo particolare argomento. Chiediamo quindi al Consiglio regionale di attivarsi per arrivare ad una maggiore sburocratizzazione onde poter aiutare le imprese, sia di tipo familiare che individuale.
Presidente - Ha chiesto la parola il Presidente della Regione; ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - Come lei sa, il processo di sburocratizzazione è in atto, anche se è difficile. Lei capisce che non è così semplice l'intervento di attivazione dei vari meccanismi che si riferiscono poi sia alle regole europee che a quelle nazionali. Le imprese, che devono avere determinati fondi, devono rispettare tutta una serie di pratiche che burocraticamente sono molto pesanti, tant'è che noi solleviamo tutte le volte il problema di rivedere a livello europeo queste norme, perché incidono pesantemente. Comunque, tenuto conto dello spirito con cui è stato presentato questo ordine del giorno, lo approviamo.
Presidente - Ci sono richieste di intervento? Ricordo che può intervenire un componente per gruppo. Chiederei ai Consiglieri di entrare in aula, per cortesia. Non ci sono richieste di intervento? Se non ci sono richieste di intervento metto in votazione l'ordine del giorno. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.
Presenti: 28
Votanti: 28
Favorevoli: 28
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Ordine del giorno n. 2. Ha chiesto la parola il Consigliere Chatrian; ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Sull'entusiasmo del primo ordine del giorno con la votazione di tutta l'Assemblea, illustro brevemente questo nostro ordine del giorno.
In questi anni abbiamo dibattuto parecchie volte sulla necessità da parte della Regione autonoma Valle d'Aosta di acquisire le competenze sulle politiche fiscali nei modi, con i metodi che le norme di attuazione ci danno e con i tempi dovuti. Indubbiamente, colleghi, capite tutti l'importanza in questo momento dell'occupazione, che è alla base di qualsiasi discussione. Il creare posti di lavoro lo si può anche fare nel momento in cui abbiamo proprio la possibilità di incidere e di avere le leve per poter creare le condizioni dal punto di vista fiscale alle imprese già esistenti, agli imprenditori che vorranno investire in Valle d'Aosta, a chi ha in questo momento dei dipendenti a tempo indeterminato e per chi vuole assumere dei dipendenti a tempo indeterminato.
Altre Regioni e Province a Statuto speciale da diversi anni hanno acquisito le competenze e proprio su queste leve stanno cercando di aiutare e sostenere fattivamente, toccando il portafoglio dell'artigiano o dell'imprenditore con degli sgravi fortissimi dal punto di vista fiscale; uno di questi è l'Irap, poi ce ne sono altri, ma non voglio tediarvi, però questo è uno di quei principi che dal nostro punto di vista è basilare per poter affrontare i prossimi bilanci, perché solo con la nostra autonomia, con la possibilità di incidere dove e come si vuole, andando a gradualizzare le aliquote, uno può iniziare un percorso per creare quella virtuosità all'interno delle imprese per far sì che mantengano i posti di lavoro già in essere in questo momento, e soprattutto che si vadano ad aggredire le nuove occupazioni.
Speriamo che da parte della maggioranza e del Governo regionale ci sia una votazione positiva su questo ordine del giorno. Questo è un indirizzo, non ci sono numeri; la strada la conosciamo, più volte ne abbiamo discusso in quest'aula, pertanto si tratta di mettere in campo una volontà soprattutto di natura politica.
Presidente - Ha chiesto la parola il Presidente della Regione; ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - Avevo già avuto modo di integrare questo punto nella replica, come il collega si ricorderà. Vorrei anche sottolineare che su questo tema, che è stato oggetto di specifiche mozioni, noi avevamo già individuato questo percorso come possibile, tenendo conto che alternative alla norma di attuazione non ce ne sono. Attuare zone franche non è possibile, lo dicono gli studi fatti già in precedenza, quindi noi abbiamo già dato incarico alla Commissione paritetica di presentare una norma di attuazione che vada in questa direzione.
Tenuto conto che la norma a breve dovrebbe essere già presentata e che la porteremo poi all'attenzione, una volta approvata dalla Commissione competente, le chiederemmo di ritirare questo ordine del giorno, dato che non solo stiamo già lavorando, ma dovremmo essere in grado a breve di portare all'attenzione la norma che va esattamente nella logica da lei enunciata per quanto riguarda l'Irap, l'Ires o altro. Voglio solo ancora specificare che le ultime norme abbassano ancora questi parametri, come lei sa, per cui se si abbassano a livello nazionale diminuisce un po' il delta. Condividiamo, però le chiederei solo questo, perché c'è già l'attenzione e la possibilità di avere una soluzione.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Chatrian; ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Lo Stato ha delle difficoltà in termini di cassa e ha gli stessi problemi che hanno gli Enti locali, in questo caso le Regioni, quindi cerca di occupare uno spazio che per ora non era stato occupato; pertanto, nel momento in cui dovessimo acquisire le competenze, il margine di manovra sarà inferiore e ridotto.
Ritiriamo a questo punto l'ordine del giorno da noi prodotto, perché dal nostro punto di vista il principio è quello che conta e che vale. Peccato che avremo magari meno margine per poter incidere. In parte inciderà lo Stato e, se ci saranno poi le competenze acquisite dalla Regione autonoma Valle d'Aosta, noi proporremo comunque in Commissione le nostre proposte al Governo, in modo da creare le condizioni che vadano nella direzione da noi auspicata: creare posti di lavoro e far investire il piccolo e medio imprenditore. Aspettiamo a questo punto quanto prima le bozze della Commissione paritetica.
Il Consiglio prende atto del ritiro.
Presidente - Ordine del giorno n. 3. Ha chiesto la parola la Consigliera Morelli per l'illustrazione; ne ha facoltà.
Morelli (ALPE) - Con questo ordine del giorno intendiamo impegnare la Giunta regionale ad organizzare corsi di formazione di base e avanzati per adulti indirizzati al settore turistico e rivolti sia ad occupati che a disoccupati; è un tema che abbiamo già proposto all'attenzione del Consiglio.
Il settore del turismo ha ancora un potenziale di posti di lavoro che al momento sono ancora abbastanza inesplorati per i valdostani; è però necessario fare un'opera di rivalutazione anche culturale di queste professioni legate al settore turistico che finora sono state poco considerate. Riteniamo pertanto che sia importante favorire le condizioni per una qualificazione o riqualificazione di persone disoccupate o di persone che possono avere la possibilità di trovare posti di lavoro in questo settore al fine di aumentare le competenze, cosa che è a beneficio delle persone stesse, ma anche del settore e degli imprenditori, che quindi possono ricorrere a personale adeguatamente qualificato. La nostra proposta va quindi in tal senso: istituire nuovi corsi di formazione per adulti, oltre i corsi che sono già organizzati di riqualificazione per gli adulti e ai corsi per i giovani.
Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Donzel; ne ha facoltà.
Donzel (PD-SIN.VDA) - Sono assolutamente in linea con le premesse della collega. Volevo soltanto dire che da anni si è instaurata una collaborazione fattiva con Adava proprio su questo tema, che fra l'altro ha già prodotto i primi interventi specifici. Questo tema, inoltre, mi dà anche l'opportunità di segnalare e di far conoscere che ci sono dei corsi, per esempio quelli che riguardano la formazione linguistica per adulti - che non sarebbe male se venissero sfruttati - e che sono di vario livello. Sappiamo quanto può essere importante anche la conoscenza linguistica in quel settore. Comunque ormai è pronto, si sta predisponendo l'atto finale per i bandi della prossima programmazione che prevedono questi corsi, a cui noi abbiamo anche aggiunto la possibilità del cosiddetto "tirocinio per adulti", proprio per favorire processi non solo di corsi di formazione, ma anche di vera e propria attività da svolgere all'interno delle imprese.
Le chiederemmo di ritirare questo ordine del giorno perché è già quello che si sta facendo, e addirittura insieme all'Adava e agli enti di formazione del turismo, degli albergatori e del commercio. Siamo assolutamente in sintonia e stiamo facendo queste cose.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Cognetta; ne ha facoltà.
Cognetta (M5S) - Assessore, volevo un chiarimento su questo punto, se è possibile: se nella programmazione che state mettendo in campo le misure saranno anche per persone sopra i diciotto e i venticinque anni, a seconda dei casi, quindi anche per adulti; se saranno per disoccupati e per occupati; se saranno anche per persone che hanno già un lavoro nel settore e vogliano professionalizzarsi meglio. Faccio un esempio banale: persone che magari lavorano in cucina e vogliono fare corsi di pasticceria, o persone che lavorano in cucina e vogliono fare dei livelli avanzati di cucina. C'è un gap, secondo me, per quanto riguarda la formazione di base e la trasformazione di persone che fanno un lavoro e ne vogliono fare un altro; poi c'è però un gap ulteriore per chi invece vuole aumentare la sua qualità lavorativa, quindi la sua professionalizzazione. La nostra risoluzione andava con uno spirito più ampio; forse non è stata scritta nel modo migliore, però se c'è tutto questo va bene.
Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Donzel; ne ha facoltà.
Donzel (PD-SIN.VDA) - Grazie collega Cognetta, perché che con la sua precisazione mi permette di spiegare meglio che la programmazione riguarda proprio i giovani ma anche gli adulti, quello è il primo step. Poi c'è una programmazione che ovviamente si riferisce soprattutto al personale disoccupato, ma c'è n'è anche una che si riferisce al personale occupato.
Per quanto riguarda l'acquisizione di qualifiche ulteriori, è in atto un lavoro con l'IPRA - e devo anche ringraziare il collega Marguerettaz - perché, oltre all'istituto tecnico, partiranno i primi corsi di formazione professionale, i quali, sul modello che abbiamo creato all'Institut Agricole, permetteranno lo sviluppo di successive professionalità una volta acquisito il primo step di qualifica. Stiamo quindi lavorando.
Come ha detto la collega Morelli, ormai servono professionalità di sempre più alta qualità. Noi abbiamo alle volte dei piccoli numeri, ma si sta lavorando anche nell'ottica di alcuni voucher per i più meritevoli che devono andare a fare delle specializzazioni specifiche. Mi date l'opportunità per dire che nell'ultima sessione che abbiamo fatto con il Tourism Job Day - tra l'altro vi invito perché credo che continuerà - è emersa una cosa particolare: per esempio nella professionalità cuoco ci sono spazi ancora molto importanti in Valle d'Aosta rispetto magari ad altre attività in cui cominciamo ad avere già un personale di una certa qualità. Continueremo pertanto a lavorare proprio in quella direzione per vedere se possiamo anche recuperare degli adulti in quel settore.
Presidente - Ha chiesto la parola la Consigliera Morelli; ne ha facoltà.
Morelli (ALPE) - Assessore, ritiriamo l'ordine del giorno, ma vi chiederemmo di acquisire della documentazione su questi corsi di cui ci ha parlato e anche di conoscere quali sono i tempi di realizzazione.
Il Consiglio prende atto del ritiro.
Presidente - Passiamo quindi all'ordine del giorno n. 4. Ha chiesto la parola la Consigliera Certan; ne ha facoltà.
Certan (ALPE) - Con questo ordine del giorno riprendiamo un argomento che abbiamo già segnalato diverse volte e per il quale abbiamo anche avuto un confronto con i sindacati in Commissione. Noi crediamo fortemente nella formazione, soprattutto nella valorizzazione della formazione degli insegnanti che da diversi anni sono nel mondo scolastico.
Assessore, chiediamo che venga fatto un piano di assunzioni straordinario almeno per i precari, che sia chiaramente pluriennale e che dia una collocazione a tutti quelli che sono rimasti fuori dal concorso (parlo quindi di graduatorie GAE). Sappiamo che i principi ispiratori della "Buona Scuola" nazionale all'inizio erano proprio quelli di sospendere definitivamente tutto il precariato e di portare tutti i precari ad un tempo indeterminato. Dopo i primi proclami abbiamo visto che non è stato possibile, il Governo ha dovuto fare un piano diverso, e penso che la previsione sia stata quella di assumere il 50 percento dal concorso e 50 percento da graduatorie aggiuntive ad esclusione: le famose GAE. Abbiamo anche aggiunto la parte professionalizzante: molti insegnanti sono andati fuori Valle, perché qui non c'erano quelle classi di concorso da abilitazione, quindi si sono recati fuori Valle, chi in Piemonte, chi a Roma, e hanno cercato di ottenere l'abilitazione, proprio per formarsi meglio e per aumentare la propria professionalità. Chiediamo inoltre che vengano valorizzati tutti gli anni di formazione in itinere nelle classi della Valle, quindi nelle classi in cui la formazione si è attuata anche con i soldi investiti dal pubblico. Crediamo pertanto che un piano di assunzioni per i precari sia ormai necessario. Certo, sarebbe interessante che questo piano non fosse solo legato ai precari, in particolare a chi ha già l'abilitazione, sarebbe interessante avere anche una prospettiva su diversi anni, su decenni, ma è chiaro che non è così facile da poter chiedere.
Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Rini; ne ha facoltà.
Rini (UV) - Torniamo su un tema che abbiamo approfondito in sede di discussione durante l'approvazione del disegno di legge che ha riformato la scuola valdostana, e credo che la storia della scuola valdostana ci dica che questo tema è sempre stato a cuore di chi negli anni si è succeduto e ha amministrato nella nostra Regione.
Parlando di precariato, lei in maniera molto puntuale ha ricostruito la situazione nazionale e anche la ratio ispiratrice della norma nazionale; vero è che invece in Valle d'Aosta la situazione occupazionale, soprattutto quella legata al precariato degli insegnanti, è - aggiungerei fortunatamente - completamente diversa. Negli anni, infatti, si è sempre proceduto all'assunzione puntuale dei posti che risultavano vacanti, quindi credo che questa sia stata una dimostrazione dell'attenzione, ragion per cui non è stato portato avanti nessun piano straordinario. Qui ripeto un concetto che avevo ricordato durante l'approvazione della norma: il termine "straordinario" implica che non ci sia stata la fase ordinaria, fase che invece in Valle d'Aosta c'è sempre stata.
Detto questo, colgo l'occasione per ricordare ancora una volta che al personale docente appartenente ai ruoli regionali si applicano le norme di stato giuridico. Questa mattina ho sentito che qualcuno ricordava il tema della regionalizzazione del corpo docente, tema che, anche solo meramente per una questione di appartenenza politica mia personale, mi sta particolarmente a cuore, ma è un tema - e voglio avere l'onestà intellettuale di ricordarlo e sottolinearlo - delicato, un tema che non può essere affrontato. Credo di poter condividere sia con lei che con altri colleghi - anche se a volte abbiamo visioni diverse, ma qui credo siano convergenti - il fatto che questo tema deve passare forzatamente da una preventiva contrattazione e concertazione con la classe docente, la quale ha posizioni molto diverse.
Detto questo, ad oggi invece lo stato giuridico e il trattamento economico è del corrispondente personale appartenente ai ruoli dello Stato, ovviamente anche riguardo alle procedure di reclutamento, fatto salvo l'ulteriore requisito di piena conoscenza della lingua francese. Ferma restando l'assunzione dalle vigenti graduatorie ad esaurimento fino al loro completo scorrimento, ribadiamo ovviamente la volontà di continuare, e credo che i dati di assunzione dell'ultimo anno siano importanti: in un momento in cui la situazione è ben nota a tutti, che vi siano numeri così importanti di immissione a ruolo credo sia un dato significativo ancora una volta per questo settore, senza voler banalizzare o minimizzare la criticità dello status del precario e del precariato in generale.
Dicevo, la vigente normativa nazionale prevede quale unica modalità di reclutamento il concorso pubblico per esami e titoli da indire con cadenza triennale, e pertanto la Regione non può assolutamente, in modo autonomo, introdurre disposizioni volte a disciplinare procedure di reclutamento del personale docente diverse da quello dello Stato.
Pur condividendo le sue premesse, noi dobbiamo pertanto astenerci su questo ordine del giorno. Troveremo un momento di condivisione per capire quali saranno gli scenari futuri, con la previsione delle cattedre che andranno a liberarsi per prevedere e soprattutto assicurare - questo è stato anche frutto di incontri avuti con le organizzazioni sindacali - che la linea portata avanti fino ad oggi continui ad essere portata avanti, e che le caselline che si liberano di anno in anno vengano puntualmente ricoperte. Ci eravamo già assunti l'impegno e lo stiamo portando avanti. Allo stato attuale, gli abilitati che non hanno superato il concorso - vorrei ricordarvi che stiamo parlando di candidati atti ad insegnare, quindi a ricoprire il ruolo di insegnante, che non hanno superato il concorso bandito a marzo 2016 e che si sta avviando alla conclusione - potranno partecipare al prossimo concorso, che presumibilmente sarà nel 2019. Ricordo ancora una volta che la novità da noi introdotta in questo concorso che si sta esaurendo è quella di lasciare le graduatorie a scorrimento. Non è poca cosa questa, perché a graduatoria bloccata chi era stato preso era stato preso, ma poi il mondo occupazionale anche in questo caso non è statico, è dinamico: le situazioni cambiano, si possono liberare cattedre diverse, avendo la possibilità di continuare ad attingere alla graduatoria non c'è una situazione statica, è una fotografia che rimane tale, pertanto da qua fino al 2019, all'espletamento del nuovo concorso, si andrà a pescare dalla graduatoria a scorrimento. Questo era stato un punto condiviso con le forze sindacali e credo anche apprezzato. Ci asteniamo pertanto per queste motivazioni, ovviamente non per una non condivisione dell'oggetto.
Presidente - Ha chiesto la parola la Consigliera Certan; ne ha facoltà.
Certan (ALPE) - Vede, Assessore Rini, non riusciamo a capire come possiate astenervi pur condividendo, ma ognuno è libero di fare le scelte che ritiene. Ha ragione, io le ho presentato la situazione nazionale; è vero, la nostra situazione, soprattutto per quanto riguarda le assunzioni nel mondo degli insegnanti, non ha i numeri del nazionale, ma è anche vero che non è neppure così rosea come spesso la si dipinge. Ci sono persone che da decenni sono insegnanti di ottimo livello, perché la scuola continua ad incaricarli e in qualche modo a formarli, quindi continua ad assumerli come precari, eppure non riescono ad essere regolarizzati. Se noi chiediamo il piano straordinario per i precari è perché riteniamo che possa essere fatto anche con una previsione ad esempio dei pensionamenti; gli uffici potrebbero fare questo e potrebbero dare anche una visione prospettica più precisa.
Tra le varie cose sulle quali è passata à vol d'oiseau, mi ha parlato anche della regionalizzazione degli insegnanti, ma l'avete messa voi nel programma di Governo! Mi dispiace, noi la riprendiamo perché è uno dei vostri punti cardine e qualificanti del vostro programma; non siamo certo noi che l'abbiamo messa in programma, siete voi che dovete mantenere e dare gambe a questo punto. Direi anche che a luglio, in fase di discussione della legge sulla scuola valdostana, c'era stato un impegno abbastanza preciso da parte del Governo, c'era stato un ordine del giorno condiviso e votato all'unanimità, proprio per cercare di risolvere questa situazione, soprattutto per quanto riguarda la scuola secondaria di primo grado, pertanto anche su questo sarebbe un impegno maggiore che vi prendereste. Vi astenete pur condividendo... sta di fatto che vi astenete!
Presidente - Se non ci sono altri interventi, mettiamo in votazione l'ordine del giorno n. 4. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.
Presenti: 30
Votanti : 7
Favorevoli: 7
Astenuti: 23 (Baccega, Bianchi, Borrello, Donzel, Fabbri, Farcoz, Follien, Fosson, Grosjean, Guichardaz, Isabellon, Lanièce, Marguerettaz, Marquis, Nogara, Péaquin, Restano, Rini, Rollandin, Rosset, Testolin, Laurent Viérin, Marco Viérin)
Il Consiglio non approva.
Ordine del giorno n. 5. Ha chiesto la parola il Consigliere Gerandin; ne ha facoltà.
Gerandin (GM) - Questo ordine del giorno nasce dal fatto che nel Defr all'ordine del giorno di questo Consiglio, al punto n. 2, tra gli obiettivi prioritari del triennio 2017/2019, c'è lo "Sviluppo sostenibile, impresa e lavoro".
A nostro parere bisogna dare qualche segnale tangibile per il mondo delle piccole imprese relativamente alle partite Iva, tenuto conto che con la legge n. 20 del dicembre 2013 è stato introdotto, all'articolo 3, un fondo di rotazione per il microcredito, e considerato che, malgrado le difficoltà avute per decollare, questo microcredito - microcredito a tasso zero, per essere ancora più chiari per chi ci ascolta - è stato particolarmente apprezzato, anche perché di quella cifra - che mi pare fosse di 25 mila euro al massimo, se ricordo bene - una parte era vincolata per il conto investimenti, ma dava anche liquidità a queste situazioni un po' in difficoltà in questo momento particolare.
Mi riallaccio anche ad alcune audizioni che abbiamo avuto in Commissione, in cui il Presidente della Chambre diceva che in questo momento una delle difficoltà per cui si fa accesso al mondo dei confidi regionali è proprio la necessità di avere questa liquidità, e mi riallaccio anche a quello che diceva non più tardi di martedì il Presidente di Confindustria, secondo il quale purtroppo ci sono ancora pagamenti con troppi ritardi. Ora, se lo dice Confindustria che è una realtà molto grande, probabilmente se ribaltiamo il tutto nel settore della piccola impresa queste difficoltà ci sono e sono reali. Teniamo conto che per tante imprese c'è un momento di grande difficoltà perché non c'è, soprattutto nel settore edile o quant'altro, tutta questa possibilità di lavorare.
In linea con quello che peraltro è previsto al comma 6 dell'articolo 4 della legge n. 20, che dice: "il fondo è alimentato per l'anno 2013 da uno stanziamento di 4,5 milioni e per gli anni successivi da eventuali risorse appositamente iscritte nel bilancio regionale", e sapendo che state lavorando alla predisposizione del bilancio, noi vi invitiamo a rifinanziare e lasciamo chiaramente al Governo regionale l'entità di questo rifinanziamento, questo fondo di rotazione.
Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Donzel; ne ha facoltà.
Donzel (PD-SIN.VDA) - Collega, il problema che lei pone è correttissimo, molto sentito e serio, ma farei alcune precisazioni.
Abbiamo chiuso a breve l'iter del microcredito europeo perché abbiamo delle scadenze che ormai ci impongono di fare tutti i calcoli e di ottemperare alla tempistica della programmazione, poiché era alimentato da fondi europei; si sta già predisponendo il fondo che verrà rialimentato dalla restituzione, quindi sono già in atto - e appena saranno disponibili glieli farò avere - i procedimenti per istituire il fondo che lei chiede, questo è di fatto quello che andiamo a fare. Se durante il 2017 le risorse che arrivano saranno insufficienti lo valuteremo cammin facendo. Ad oggi, possiamo dire che siamo riusciti ad utilizzare il denaro disponibile sulle imprese esistenti.
Per quanto riguarda le nuove imprese ci sono dei problemi legati anche alla fragilità dei nuovi imprenditori; lì c'è il discorso che dobbiamo fare formazione rispetto alle nuove imprese. Le chiederei pertanto di ritirare l'ordine del giorno e di seguire gli atti che andiamo a predisporre - glieli farò avere passo passo - perché è quello che stiamo facendo in chiusura di quella programmazione.
Vorrei anche ricordare che in questa direzione va la stessa Chambre che voi avete udito, perché la Chambre, insieme ai confidi, alimenta un altro filone di credito. In Valle d'Aosta abbiamo avuto due filoni di credito sulla liquidità che, certo, è un grosso problema, ma alcune segnalazioni che abbiamo da Finaosta portano a dire: "continuiamo ad alimentare questa liquidità, pur con la prudenza che ci siano dietro dei piani di rilancio e non i tamponamenti di un fallimento in corso", è importante che ce lo diciamo. Noi abbiamo alimentato con milioni di euro aziende che hanno saputo gestirsi, in quanto prevedevamo una parte piccola di investimento e non soltanto di ricorso ad una liquidità tout court, perché altrimenti alle volte, su segnalazione di Finaosta -ci sarà modo di approfondire in seguito lo sviluppo di questo filone - la cosa è piuttosto complessa.
Per quanto riguarda le imprese più grandi vorrei ricordare che c'è un sostegno non indifferente attraverso Aosta Factor. In Valle d'Aosta il problema si è posto, è grave perché sicuramente le banche non sono così facili da avvicinare, ma vorrei spezzare una lancia per lo sforzo fatto dalla BCC nei confronti di piccoli imprenditori, commercianti e artigiani. Non è che la Valle d'Aosta su questo non ha fatto nulla; sicuramente andremo a vedere se il fondo, così come abbiamo immaginato di alimentarlo - in questo momento non abbiamo le cifre - è insufficiente, ne potremo parlare nel 2017 anche in variazione di bilancio. Per noi c'è la disponibilità in questa direzione, ecco perché le chiederei di ritirare questo ordine del giorno.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Gerandin; ne ha facoltà.
Gerandin (GM) - Non mi pare di aver mai detto che la Valle d'Aosta non ha fatto nulla in questa direzione, ho detto che era un'iniziativa molto apprezzata e, come giustamente lei evidenziava, Assessore, un'iniziativa che non concerneva meramente la liquidità, ma una parte di liquidità e una parte di obbligo in investimento. Lei sa che anche in passato ho sollecitato questa misura, che è interessante proprio per questa ambivalenza: do liquidità, ma nello stesso tempo obbligo anche una parte in conto investimenti (che mi pare fosse del 40 percento).
Assessore, da una parte sono contento che lei abbia rassicurato chi ci ascolta o comunque quest'aula sul fatto che man mano che si restituiranno queste risorse verranno rimesse in circolo, però io penso che lei sappia che le prime restituzioni avverranno solo nel primo semestre del 2017. Se noi aspettiamo di avere queste risorse per ripartire perdiamo un anno! Si chiede di alimentare almeno per un anno con risorse regionali di bilancio questo fondo affinché si autoalimenti dal secondo anno, dal terzo anno in poi, altrimenti il primo anno rischiamo di fare le nozze con i ceci. Mi pare che le restituzioni sono in due semestri: la prima sarà solo ed esclusivamente nel primo semestre del 2017, perché per avere un po' di disponibilità finanziaria e per rilanciare questo tipo di aiuto probabilmente si perde un anno.
Noi non volevamo perdere un anno, per cui l'invito è di reperire all'interno del bilancio regionale delle risorse per partire immediatamente. Noi vorremmo che i bandi uscissero i primi mesi del 2017, magari anche tenendo conto delle risorse che verranno incamerate nel primo semestre in cui si pagheranno le rate. È vero che esistono i confidi e che esiste Aosta Factor, è tutto vero, ma sappiamo che l'anticipazione delle fatture non è mai a costo zero. Questo è un messaggio totalmente diverso, perché io penso che la bontà di questa iniziativa era proprio quella di passare il concetto che aiutiamo a tasso zero. Probabilmente lo 0,5 non avrebbe avuto lo stesso effetto, anche se era un tasso sicuramente concorrenziale e buono, ma lo zero incentiva la gente probabilmente a muovere le acque. E in questo momento si tratta di muovere le acque, perché quando paghiamo un fornitore ne aiutiamo indirettamente un altro, questa è la ratio per cui è nato.
Penso possiate recepire l'invito, e non abbiamo messo delle cifre volutamente perché siete voi che dovete predisporre il bilancio, però il tutto era finalizzato ad avere già una disponibilità immediata nel 2017. Il "quanto" decidetelo voi, non è stato scritto il quantum, perché non siamo in grado di quantificarlo.
Presidente - Se ho ben capito non ritira l'ordine del giorno. Se non ci sono altri interventi, mettiamo in votazione l'ordine del giorno n. 5. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.
Presenti: 31
Votanti : 7
Favorevoli: 7
Astenuti: 24 (Baccega, Bianchi, Borrello, Donzel, Fabbri, Farcoz, Follien, Fosson, Grosjean, Guichardaz, Isabellon, La Torre, Lanièce, Marguerettaz, Marquis, Nogara, Péaquin, Restano, Rini, Rollandin, Rosset, Testolin, Laurent Viérin, Marco Viérin)
Il Consiglio non approva.
Ordine del giorno n. 6. Ha chiesto la parola il Consigliere Cognetta; ne ha facoltà.
Cognetta (M5S) - Con questo ordine del giorno vorrei porre l'attenzione della Giunta rispetto al Defr su una possibilità che esiste presso il Ministero dello sviluppo economico, data dal decreto del 4 agosto 2016, che individua il territorio delle aree di crisi non complessa. Le aree industriali di crisi non complessa sono quelle in cui sostanzialmente il momento di crisi non riveste carattere nazionale. Sono le Regioni che si occupano di individuare queste aree e sono le Regioni che presentano, entro il 3 novembre di quest'anno, le zone e i comuni soggetti a questo momento di recessione. Le Regioni devono individuare, sulla base di parametri Istat che sono sviluppati sul sito del Ministero dello sviluppo economico, quali comuni rientrano e segnalare questo entro il 3 novembre al Ministero. Se il Ministero accetta questa presentazione, le aziende che si trovano in quei comuni possono accedere ad una serie di agevolazioni. In particolare, possono accedere ad un finanziamento agevolato per il 50 percento degli investimenti ammissibili - perché c'è una serie di investimenti ammissibili - e la restituzione di questo finanziamento deve avvenire al massimo entro dieci anni, a cui si aggiunge però anche un periodo di preammortamento di questi investimenti di tre anni. Possono inoltre accedere anche ad un finanziamento a contributo diretto per una spesa non superiore al 25 percento dell'investimento ammissibile; questo finanziamento è a fondo perduto, quindi viene dato un 25 percento del finanziamento sulle spese ammissibili a fondo perduto. La Regione praticamente individua le zone, le segnala, dopodiché le aziende ricevono, quando presentano domanda, i finanziamenti. Tutto questo, e anche altro (c'è una partecipazione al capitale d'impresa, ci sono diverse altre agevolazioni), deve essere fatto presentando la domanda entro il 3 novembre. Ora mi rendo conto che i tempi sono molto stretti, però molte indicazioni e facilitazioni sono già segnalate dall'Istat sul sito di riferimento.
Con questo ordine del giorno chiedo se è possibile per la Regione partecipare a questo bando, segnalando le aree, i sistemi locali che sono candidabili per questo incentivo, in maniera tale da dare successivamente alle aziende presenti, o a quelle che si vogliono insediare, la possibilità di accedere a questi contributi.
Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Donzel; ne ha facoltà.
Donzel (PD-SIN.VDA) - Grazie collega Cognetta, perché intanto mi permette una considerazione: quella di ringraziare le mie strutture che si sono messe a lavorare da quando è uscito il decreto su questo tema, e quindi in qualche modo lei, facendomi questa richiesta in aula, mi permette di dire grazie ai collaboratori che sono attenti a queste normative. Mi permette anche di fare una considerazione: siamo tutti preoccupati dei dati complessi e vorremmo vedere crescere di più la Valle d'Aosta, ma intanto non è inserita nelle aree di crisi complessa. Pertanto alle volte quelle narrazioni legate magari a singoli specifici aspetti - che è giusto che si sottolineino e che si dica dove c'è la crisi - sono ingigantite: noi non siamo in quelle condizioni. Le mie strutture stanno valutando se per alcuni territori riusciamo ad entrare in questi requisiti, però da alcuni uffici mi arrivano anche dei pareri che mi fanno temere di una nostra possibilità concreta di accedere; qualora i parametri ci dessero possibili riscontri, certamente inoltreremo questa domanda.
Chiederei quindi di ritirare l'ordine del giorno, perché noi da mesi stiamo lavorando in tal senso. Mi pare ovvio che, nel caso in cui i riscontri fossero positivi, certamente non ci faremo scappare un'occasione così. Vorrei però farle notare che lei stesso, nel presentare questo emendamento, ha scritto (lei o i colleghi che l'hanno fatto con lei): "previa approfondita analisi", perché si tratta di una questione piuttosto complessa e di alta tecnicalità, e quindi non vorrei che passasse come un'azione di tipo politico. Se uno ha voglia di candidare un Comune lo candida; il problema è che se magari in un Comune c'è il Forte di Bard o ci sono cose importanti, quelle vanno a discapito della segnalazione di un'area di crisi, la valutazione è piuttosto complessa.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Cognetta; ne ha facoltà.
Cognetta (M5S) - Assessore, mi rendo conto che è una cosa complessa perché ho provato anch'io a guardare, non avevo parametri per capire cosa rientrava e cosa no. Ci sono delle tabelle che fanno riferimento a diversi Comuni della Valle d'Aosta, però poi c'è tutta una serie di altri fattori per vedere se sono aree industriali non complesse di tipo turistico, di tipo commerciale, di tipo di servizi. Ci sono valutazioni diverse, e ho studiato in maniera approfondita la questione. Io non ritengo che una cosa del genere venga fatta a piacimento dell'Assessore o del Sindaco di turno, perché è un bando del Ministero e quindi deve rispondere ai parametri del Ministero, che non vanno a simpatia. Da come l'ho letta io è una questione estremamente tecnica e mi fa piacere che gli uffici stiano lavorando. A questo punto le chiederei, una volta scaduto il termine, di vedere anche le risultanze del perché siamo rientrati o del perché non siamo rientrati, poiché dai miei calcoli, che possono essere anche assolutamente sbagliati, mi sembra che il Comune di Aosta possa rientrarvi. Mi sembra, non ne sono sicuro, perché ho fatto semplicemente dei calcoli parametrici e ho visto che più o meno dovrebbe, però poi il "più o meno" non basta su questi discorsi.
Penso che anche gli altri colleghi siano d'accordo nell'accettare l'invito a ritirare questo ordine del giorno.
Presidente - L'ordine del giorno n. 6 è ritirato.
Il Consiglio prende atto del ritiro.
Presidente - Ordine del giorno n. 7. Ha chiesto la parola il Consigliere Chatrian; ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Per illustrare brevemente questo ordine del giorno. Abbiamo ancora in essere due società di scopo in house nate qualche anno fa, nel 2009: quella che si doveva occupare della ristrutturazione e ricostruzione della nuova università, e quella per l'ampliamento dell'ospedale. Visto cosa è successo in questi sei anni, visto che le società hanno praticamente esternalizzato tutti i servizi: la progettazione, la direzione lavori, la sicurezza, tutte le mansioni esterne alla società, noi chiediamo di metterle in liquidazione nel giro di qualche giorno o qualche settimana.
Gradiremmo pertanto che il Governo regionale, nei primi sei mesi del 2017, inserisse nella legge finanziaria la previsione di mettere in liquidazione le suddette società riducendo quindi i doppioni, e che creasse le condizioni affinché sia l'Assessorato ai lavori pubblici a controllare, a verificare, ad impegnare le maestranze e la fornitura di servizi all'esterno (quello che oltretutto stanno facendo in questo momento le due società). Noi riteniamo in questo momento improcrastinabile la necessità di procedere a mettere in liquidazione le due società, e quindi risparmiare e non più mantenere dei doppioni che non solo nuocciono, ma costano all'amministrazione pubblica.
Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Viérin; ne ha facoltà.
Viérin L. (UVP) - Rispondo sulla parte inerente la COUP, di cui abbiamo avuto modo di parlarne anche in Commissione.
Sicuramente la riflessione è aperta sul ruolo futuro della COUP, c'è la disponibilità ad avviarne una. Sui tempi e sulle soluzioni bisogna essere realisti; ne ho parlato anche con le nostre strutture e ci siamo confrontati: è chiaro che oggi abbiamo necessità di chiudere quell'iter sull'ospedale di cui abbiamo parlato. Ad oggi il modello organizzativo alternativo, che dovrebbe essere nelle intenzioni o nelle premesse enunciate, quindi una reinternalizzazione, non è tecnicamente possibile, e per due motivi: perché oggi le strutture non sono pronte a continuare a gestire un qualcosa iniziato da un Rup che deve concludere un iter e deve portare a compimento scelte che si concludono in parte e che vedono scelte diverse in un'altra, ma anche per una questione di lavoro, perché se si vogliono attuare scelte o modelli alternativi bisogna organizzarli e strutturarli.
Nel prossimo periodo si può anche aprire la riflessione, ma è sicuro che oggi abbiamo l'esigenza di riprendere il cantiere dell'ospedale senza perdere ulteriore tempo su un'opera per la quale la comunità valdostana ha aspettato fin troppo. Noi sfumeremmo quindi questa questione dicendo che una riflessione si può avviare, ma che non è fattibile nell'immediato, proprio per gli impegni assunti.
Presidente - Ha chiesto la parola il Presidente della Regione; ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - Per quanto concerne la COUP, voglio sottolineare che adesso la maggior parte dei lavori è legata ancora agli scavi; non dimentichiamo che c'è ancora tutta quella parte aperta, che è particolarmente delicata.
Per quanto riguarda la NUV, voglio ricordare che si stanno completando i lavori iniziati, quindi noi crediamo che ci sia la possibilità di concludere questa parte secondo l'organizzazione data, come abbiamo già avuto modo di esprimerci in precedenza. Per fortuna l'impresa sta lavorando bene e rispettando i tempi, quindi crediamo che questo possa dare la possibilità di continuare il lavoro individuato, riducendo al minimo le spese e il personale addetto, tenendo conto dell'organizzazione, che è già conosciuta. Pertanto ci asteniamo.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Chatrian; ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Abbiamo ascoltato attentamente le repliche dell'Assessore e del Presidente.
Riteniamo che si possa fare uno sforzo, dato che gli affidamenti sono tutti esterni: sia la progettazione, direzione lavori, sicurezza e i lavori. Capisco perfettamente le difficoltà amministrative, però capite anche voi il principio: in questo momento nulla è all'interno delle due società. È normale che l'obiettivo di questo ordine del giorno è mettere in campo lo sforzo, sapendo che ci sono difficoltà amministrative che conosciamo anche molto bene, ma dato che tutto è esternalizzato dalle società, si può comunque, con degli accordi tra le parti, incaricati tramite la società, chiudere il cerchio con l'Amministrazione regionale, che poi è quella che eroga i servizi e che in questo caso non ha affidato i lavori ma ha finanziato le due operazioni.
Manteniamo il nostro ordine del giorno, però capiamo le difficoltà amministrative. Se vogliamo era uno scatto di orgoglio e anche di ruolo: piantiamola con i doppioni, non è più il momento, è tutto esternalizzato e cerchiamo di farlo. Non lo facciamo in sei mesi? Lo facciamo in nove o in dodici mesi, ma è lo spirito con cui l'abbiamo scritto, e lo diciamo senza mezzi termini perché non ha senso, e non voglio neanche entrare sull'amministratore pubblico che non percepisce più l'emolumento: non ci interessa! A noi interessa, vista la situazione e tutto quello che è già stato fatto dalle società, trovare una sintesi dal punto di vista amministrativo: che tutto quello che è stato esternalizzato si chiuda, si chiudano le saracinesche delle due società in house messe in campo nel 2009, e si vada avanti per una nuova strada mettendo anche in discussione certe cose con le difficoltà che ci sono dal punto di vista amministrativo, ma attuando un vero risparmio; risparmio che - oggi abbiamo sentito dall'Assessore Perron - è un po' la chiave di lettura di questo documento e della prossima finanziaria.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Gerandin; ne ha facoltà.
Gerandin (GM) - Solo per chiarire che non era assolutamente intenzione di questo ordine del giorno mettere in discussione il discorso della prosecuzione dei lavori per quello che riguarda la nuova società, e men che meno l'eventuale ripresa relativamente all'ospedale. Andava nell'ottica che ha detto prima il collega Chatrian, vale a dire che all'interno dell'Assessorato ai lavori pubblici - sicuramente è colpa anche della crisi - abbiamo comunque delle strutture che operano. Noi probabilmente parliamo con interlocutori diversi, ma il problema è che qualcuno, almeno tra coloro che parlano con noi, vorrebbe essere responsabilizzato e disponibile a lavorare lì dentro.
Presidente, non c'è stata tutta quella diminuzione di organico all'interno dei lavori pubblici; prima gestivamo importanti risorse in materia di lavori pubblici che adesso non ci sono, ma non per scelta, quanto per un contesto legato al fatto che non ci sono più possibilità di avere tutti quegli apparati che c'erano anni fa. Ricordo che anni fa all'interno dei lavori pubblici si gestiva addirittura una parte dei FRI o dei FOSPI dei Comuni, però sono cambiate le modalità. Ricordo anche, Presidente - forse erano i primi tempi in cui ero qua dentro - di averle chiesto come mai erano nate queste società, e lei mi disse che erano società di scopo in un contesto del tutto particolare, in cui c'era tutta una serie di paletti legati anche al rispetto delle regole del Patto di stabilità e quant'altro. Tenuto conto che dall'anno prossimo tale patto non ci sarà più, ma ci sarà un bilancio in cui io avrò un pareggio di bilancio nel senso che quello che incasso spendo, cade anche la motivazione di tenere questo. Mi riallaccio a quello che diceva prima il collega Chatrian: noi abbiamo messo sei mesi e probabilmente voi non voterete questo ordine del giorno.
Io le chiedo veramente che ci sia un messaggio chiaro all'interno dell'atto in cui andrete a predisporre il bilancio, in cui ci si prende l'impegno nell'annualità 2017 di rivedere questo aspetto, perché - lo ha sottolineato molto bene il collega - nessuno dei componenti di queste società vanno o seguono i lavori, c'è la direzione esterna, la progettazione esterna, si tratta solo di tenere quella che regolarmente viene chiamata "contabilità di cantiere" o quant'altro. A mio parere - poi magari mi sbaglio - all'interno delle strutture regionali ci sono ampie professionalità per gestire il tutto. È un segnale importante, e se si chiedono sacrifici a tutti occorre far sì che siano sacrifici per tutti.
Dalle ore 17:23 assume la presidenza il Vicepresidente Viérin Marco.
Viérin M. (Presidente) - Possiamo procedere alla votazione. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.
Presenti: 30
Votanti : 7
Favorevoli: 7
Astenuti: 23 (Baccega, Bianchi, Borrello, Donzel, Farcoz, Follien, Fosson, Grosjean, Guichardaz, Isabellon, La Torre, Lanièce, Marguerettaz, Marquis, Nogara, Péaquin, Perron, Restano, Rini, Rollandin, Testolin, Laurent Viérin, Marco Viérin)
Il Consiglio non approva.
Ordine del giorno n. 8. Ha chiesto la parola il Consigliere Gerandin; ne ha facoltà.
Gerandin (GM) - Al di là di una trattazione che noi riteniamo molto parziale per quanto riguarda il discorso degli enti strumentali (le società partecipate all'interno del Defr), abbiamo deciso di presentare questo ordine del giorno in coerenza con l'evoluzione del quadro legislativo, soprattutto alla luce della n. 190/2014, ma anche delle ultime indicazioni del Governo che obbligano le Regioni e gli Enti locali ad attivarsi non solo per una ricognizione - com'era previsto in un primo tempo - ma per la verifica di tutta una serie di requisiti per il mantenimento delle società in house: lo scopo per cui sono nate, il discorso dei bilanci eventualmente in passivo e quant'altro. Noi chiediamo che venga predisposto questo tipo di ricognizione sulle partecipazioni societarie della Regione e di verificare l'autorizzazione al loro mantenimento, la definizione delle direttive della società a quel processo di razionalizzazione che tra l'altro fa parte anche del vostro programma di Governo.
In altri Defr - la faccio molto breve - questo è contenuto con passaggi molto chiari in cui ci sono impegni molto precisi sul discorso delle partecipate. Avevamo due strade: una era quella di presentare un emendamento, ma sappiamo che un emendamento al Defr sarebbe stato quanto mai inopportuno, perché non è una decisione che si può prendere in aula, per cui abbiamo preferito un ordine del giorno che impegnasse ad andare in questa direzione anche per fare chiarezza su un patrimonio che comunque dove deve essere salvaguardato va salvaguardato, ma dove non ci sono più le condizioni io penso che ci debba essere da parte del Governo regionale una presa di posizione, soprattutto una linearità, anche sulla base di scelte che prima o poi sarà obbligato a fare.
Dalle ore 17:30 riassume la presidenza il Presidente Rosset.
Rosset (Presidente) - Ha chiesto la parola il Presidente della Regione; ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - La preoccupazione che lei ha espresso esiste. Abbiamo due appuntamenti importanti: il primo è quello di oggi ed è stato iscritto ed il secondo, nella prossima seduta, sarà l'approvazione della proposta di legge n. 72 sulle partecipate, la quale introdurrà un meccanismo che recepisce la "Madia", che di fatto ha dato delle indicazioni, tranne un decreto che sta per uscire e che dovrebbe completare la riforma, sul quale tra l'altro, rispetto ai lavori usuranti, noi abbiamo chiesto di avere delle precisazioni per evitare malintesi, ad esempio sul discorso dell'esclusione degli impianti di risalita. Questo dovrà essere fatto, ma vorremmo solo aspettare soprattutto quest'ultimo decreto - che deve uscire a breve - per poterci poi attivare per una riflessione che faremo assieme e che dovremo portare in Commissione. Quindi noi ci impegniamo a fare una proposta ed a portarla in Commissione in modo che discuteremo anche sul come attivare questi meccanismi, perché alcuni sono borderline. Teniamo conto anche di quello che succede, perché noi così come alcuni Comuni abbiamo problemi e problemini, con queste partecipate e con le partecipazioni. Non voglio andare oltre.
Le chiederei di ritirare tale atto, se possibile, tenendo conto che questo è un obbligo per noi; però chiariamoci su alcune cose, perché sennò si fa un lavoro che poi non è in linea o in armonia con quello che vogliamo, poiché per alcune cose, come lei sa, la "Madia" è in qualche modo interpretabile e noi dobbiamo vedere le situazioni che abbiamo portato avanti nel tempo con alcune partecipate. Ci sono partecipate che obiettivamente rischiano di rientrare in alcuni di questi passaggi, però decidiamo cosa vogliamo fare: vogliamo assemblarle, vogliamo coordinarle? Dobbiamo uscire da questa impasse. Le chiederei pertanto questa possibilità, tenuto conto che si tratta di tempi brevi, dato che è un obbligo.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Gerandin; ne ha facoltà.
Gerandin (GM) - Presidente Rollandin, cogliamo il suo impegno per procedere a questa verifica appena ci saranno i decreti attuativi. Capiamo che sulla base di questo ci sono state importanti modifiche, anche a seguito della riunione della Conferenza dei Presidenti, se ricordo bene, che ha modificato alcuni aspetti. Vedremo, bisognerà fare alcune riflessioni, in quanto il percorso non sarà né così semplice, né così chiaro e, aggiungo, né così indolore. Pertanto con questo suo spirito ritiro l'ordine del giorno.
Il Consiglio prende atto del ritiro.
Presidente - A questo punto possiamo iniziare con il Defr partendo dal punto n. 1. Ha chiesto la parola il Consigliere Cognetta; ne ha facoltà.
Cognetta (M5S) - Solo per capire come ci muoviamo da adesso in avanti: andiamo a fare una votazione per punti, giusto? Questa è l'idea. Bene.
Presidente - Per punti tenendo conto degli emendamenti presentati. Voi avete presentato degli emendamenti, quindi su quel punto affrontiamo subito l'emendamento e alla fine votiamo il Defr nel suo complesso.
Partirei pertanto dal primo emendamento, l'emendamento n. 1 a pagina 29. Ha chiesto la parola il Consigliere Cognetta; ne ha facoltà.
Cognetta (M5S) - Con l'emendamento n. 1 modifichiamo il paragrafo nel quale si parla di "Sanità, benessere e inclusione sociale". Nella prima sezione, sul punto che fa riferimento a "valori democratici fondamentali, la coesione sociale e culturale e l'estensione del nuovo modello di Servizio Civile in tutte le zone del territorio regionale", noi sostanzialmente aggiungiamo "nonché il recupero, la valorizzazione e la promozione di luoghi di aggregazione a scopi culturali, come ad esempio il cinema Ideal di Verrès o il centro culturale Hibou di Châtillon". È un'aggiunta per far capire che anche sul territorio vorremmo andare a dare una maggiore presenza dei giovani e della coesione territoriale.
Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Viérin; ne ha facoltà.
Viérin L. (UVP) - Nella parte relativa al settore di competenza che il collega cita (Sanità, benessere e inclusione sociale), abbiamo cercato di dare indirizzi abbastanza precisi, indirizzi che andassero ad abbracciare i vari settori senza entrare troppo nel dettaglio delle azioni che faremo, anche per evitare di scrivere cose o che si fanno parzialmente o che non si fanno, o che vanno ad avere una visione parziale della questione. Citando la questione della "coesione sociale e culturale e l'estensione del nuovo modello di Servizio Civile" intendevamo promuovere maggiormente ciò che lei dice e che avete tradotto con l'emendamento, quindi potremmo anche essere d'accordo sulla prima parte aggiunta che dice "la valorizzazione e la promozione di luoghi di aggregazione a scopi culturali", ma non citando gli esempi, perché sono parziali. È per quanto chiedeva stamattina il collega Chatrian sulla discussione, perché essendo stata chiusa la discussione generale si sarebbero dovuti presentare dei subemendamenti.
Noi siamo d'accordo sul recupero, sulla valorizzazione e sulla promozione dei luoghi di aggregazione a scopi culturali, ma non siamo d'accordo nel citare il cinema Ideal di Verrès o il centro Hibou di Châtillon, perché ci sarebbero tante altre realtà da citare che poi magari sarebbero parziali nella nostra visione. Noi le chiediamo, collega, se è disposto a ritirarlo, con l'impegno che nella dizione da noi citata (coesione sociale e culturale) ci sia questa parte che voi dite. Ripeto: sulla prima parte saremmo d'accordo, ma le chiediamo se è possibile ritirarlo.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Cognetta; ne ha facoltà.
Cognetta (M5S) - Se ho capito bene non si può più emendare. Chiedo: si può eventualmente a questo punto fare una modifica a questo emendamento? Penso che togliendo il "come ad esempio", che era un esempio, per non metterli tutti, perché poi se ne scordavano uno o due. Noi siamo disposti a togliere "come ad esempio il cinema [...] e il centro [...]" e tenere il resto. Lo firmiamo, non penso vi siano problemi da parte nostra. Va benissimo, quindi se si può fare votiamo la modifica che abbiamo discusso a questo punto.
Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Viérin; ne ha facoltà.
Viérin L. (UVP) - Per ribadire il tutto esattamente in questa direzione: era solo una questione di Regolamento, ma se è tecnicamente fattibile noi siamo disponibili a rafforzare quanto già scritto con la questione di aumentare sul territorio dei centri di aggregazione giovanile, culturali e sociali. Noi siamo quindi d'accordo sul dettaglio parziale rispetto ad altre soluzioni che sicuramente potrebbero essere interessanti.
Presidente - Rileggo quindi l'emendamento proposto: "riduzione dei fenomeni correlati al disagio giovanile anche attraverso la diffusione tra i giovani dei valori democratici fondamentali: la coesione sociale e culturale e l'estensione del nuovo modello di Servizio Civile in tutte le zone del territorio regionale, nonché con il recupero, la valorizzazione e la promozione di luoghi di aggregazione a scopi culturali". Questo è l'emendamento definitivo e lo metto in votazione così modificato. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.
Presenti: 32
Votanti : 32
Favorevoli: 32
Il Consiglio approva all'unanimità.
Emendamento n. 2. Ha chiesto la parola il Consigliere Cognetta; ne ha facoltà.
Cognetta (M5S) - Con questo emendamento, sempre riguardo al paragrafo 2.1 (Sanità, benessere e inclusione sociale), parliamo invece della revisione del progetto dell'ospedale e in sostanza aggiungiamo un pezzo all'interno della frase. La frase attualmente recita così: "revisione del progetto della nuova sede ospedaliera al fine di soddisfare la duplice esigenza di un ospedale funzionale alle rinnovate esigenze proprie e del territorio e, al contempo, tutelare il patrimonio archeologico del sito;". Noi sostanzialmente diciamo così: "revisione del progetto della nuova sede ospedaliera al fine di soddisfare la duplice esigenza di un ospedale funzionale alle rinnovate esigenze proprie e del territorio puntando, come specialità ospedaliere, all'eccellenza in settori specifici maggiormente attinenti alle necessità del territorio, in modo da attrarre specialisti e pazienti, organizzare un proficuo scambio con altri ospedali per le altre specializzazioni e, al contempo, tutelare il patrimonio archeologico del sito;". Vorremmo pertanto porre l'accento sul fatto che l'ospedale deve specializzarsi in alcuni settori e poi collaborare con l'esterno della Valle d'Aosta per altri settori dove abbiamo meno esigenze. Le esigenze sono tutte importanti, ma sappiamo che dobbiamo andare verso una specializzazione ulteriore.
Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Viérin; ne ha facoltà.
Viérin L. (UVP) - Potremmo anche parzialmente condividere le riflessioni, siamo i primi in questo periodo ad aver cercato di lanciare un messaggio con un discorso di apertura sugli accordi di confine per valutare quali possono essere le sinergie. Com'è formulato non ci riconosciamo molto, e glielo spiego, collega; è una questione di forma che però diventa sostanza. Gradiremmo che tutte le eccellenze fossero riconosciute nella sanità valdostana, ma così com'è formulato dà l'idea che rinunciamo a certe eccellenze rinunciando a una parte di tutela della salute che noi riteniamo fondamentale. Abbiamo capito, abbiamo colto e ci impegniamo, collega, lo stiamo facendo e l'abbiamo fatto presente anche in altre discussioni: l'idea è sicuramente quella di creare una rete di sinergia con una o più Regioni cercando di essere attraenti verso l'esterno, però non vorremmo neanche dare il messaggio che la sanità valdostana rinuncia a qualcosa a favore di altri.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Cognetta; ne ha facoltà.
Cognetta (M5S) - Probabilmente non l'abbiamo scritto in maniera corretta, perché questa non è neanche la nostra volontà. È ovvio che se abbiamo delle eccellenze che attraggono non vi rinunciamo, questo lo sa benissimo anche lei. Anzi. In effetti, da quanto dice lei, non si capisce: noi parlavamo di esigenze e di eccellenze a tutto tondo, sia quelle interne che quelle che attraggono dall'esterno. A questo punto ritiriamo l'emendamento.
Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Viérin; ne ha facoltà.
Viérin L. (UVP) - Solo per ringraziare i colleghi. Tra l'altro, a fronte del ritiro, l'impegno rimane valido e su questo tema torneremo, perché sarà oggetto di discussione per andare nella direzione auspicata.
Presidente - Emendamento n. 3 delle forze di opposizione. Ha chiesto la parola il Consigliere Gerandin; ne ha facoltà.
Gerandin (GM) - Mi pare che qualcuno della Giunta che ha replicato l'abbia già ricordato: c'è un impegno da parte del Governo regionale sul ricambio generazionale. Ne abbiamo parlato tante volte, è stato oggetto anche in quest'aula di iniziative che peraltro abbiamo condiviso.
Con il nostro emendamento al paragrafo 2 (Sviluppo sostenibile, imprese e lavoro), a noi pareva opportuno non togliere nulla al paragrafo 2, ma aggiungere il seguente punto elenco che prevede: "predisposizione entro sei mesi di un disegno di legge per favorire la staffetta generazionale dell'organico della Regione e di quello dei suoi enti strumentali, compresi quelli della scuola e della sanità, prevedendo già negli oneri della contrattazione triennale risorse destinate alla riduzione dell'orario di lavoro finalizzato al ricambio generazionale". Ricordo che questa non è una novità, altre realtà simili a noi l'hanno fatto: la Provincia di Trento l'ha fatto con legge n. 1 dell'aprile 2014 "per favorire il ricambio generazionale del proprio organico e di quello dei propri enti strumentali pubblici, compresi quelli della scuola e della sanità", e ha fissato una serie di parametri per chi ha un'età non inferiore a sessant'anni, o gli restano non più di cinque anni per la maturazione del requisito per la pensione anticipata di vecchiaia e ha prestato servizio con orario di lavoro continuato a tempo pieno in via continuativa nei tre anni precedenti la presentazione; e poi, con un provvedimento susseguente, fissa anche le risorse finanziarie. Noi chiediamo questo perché vorremmo fare esattamente come è stato fatto dalla Provincia di Trento, che dice: "nell'ambito degli oneri per la contrattazione del triennio 2015/2017 una quota delle risorse può essere destinata al contratto collettivo con l'incentivo alla riduzione dell'orario finalizzato al ricambio generazionale disciplinato nell'articolo di legge".
A noi pareva interessante proprio in questo momento - mi pare siano partite le direttive per la contrattazione qualche settimana fa - prevedere una legge che andasse in questa direzione e, nello stesso tempo, prevedere anche delle risorse, perché se poi facciamo una buona legge che può essere interessante ma non ci sono risorse... in questo momento sappiamo che le risorse sono aspetti delicati, anche nel rinnovo contrattuale.
Noi chiedevamo questo: dare un segnale tangibile e dimostrare impegno per andare in questa direzione, anche perché si fanno sempre meno concorsi, e non per scelta; però indubbiamente, tenuto conto che le risorse sono quelle, a me pareva un segnale assolutamente importante da dare e da inserire all'interno del Documento di economia e finanza.
Presidente - Ha chiesto la parola il Presidente della Regione; ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - Il tema del ricambio generazionale è già stato affrontato diverse volte in quest'aula e, come lei sa, presenta diversi spunti e diverse possibilità.
Prima noi avevamo verificato quanti dipendenti erano disponibili ad andare in pensione anticipata, avevamo fatto una disamina di coloro che rientravano nella fascia per potervi andare con determinati requisiti, e praticamente erano due, quindi abbiamo soprasseduto. Ora stiamo aspettando le disposizioni della legge di stabilità, la finanziaria nazionale, che dovrebbe portare da 65 a 63 anni il discorso pensionistico, anche per capire a che livello e come questo può essere agganciato. Soprattutto stiamo vedendo, nei vari settori, cosa significa l'applicazione della "Fornero", perché alcuni hanno usato anche questa che, come lei sa, dà oneri piuttosto pesantini. Noi riteniamo necessario aspettare questi provvedimenti prima di esprimerci; l'indirizzo ci può stare, si può fare una considerazione, ma solamente quando avremo le carte che diranno in modo evidente dove si vuole andare dal punto di vista generale capiremo come poter integrare ed eventualmente fare un piano.
A livello regionale, ma anche nell'Usl e nella gran parte dei Comuni, c'è già stata una riduzione massiccia del personale. Tenga conto che, mentre prima su ogni cinque dipendenti che andavano in pensione se ne poteva sostituire uno, adesso ne sostituiamo uno ogni dieci, teniamo conto anche di questo nel ricambio generazionale. Non abbiamo più fatto grandi concorsi, abbiamo ridotto e ridotto, quindi quando si parla del discorso occupazionale senza dubbio occorre tener presente che da un po' di tempo abbiamo tolto un capitolo importante che è l'ente pubblico. La Regione, e così i Comuni, di fatto hanno chiuso bottega, perché sia le Unités che i Comuni, anche attraverso uno scambio per attivare determinate funzioni coordinate, di fatto cedono personale, che in qualche modo viene lasciato da parte dei Comuni o delle Unités a disposizione del servizio SUAP, piuttosto che di altri. Va fatto un ragionamento con un po' di calma. Non si tratta solo di applicare una regola e basta, ci sono diverse condizioni che si stanno studiando.
Non so se adesso lei può aspettare le indicazioni che perverranno, forse saranno pronte quando ci sarà il bilancio. Mi sembra di capire che la sua preoccupazione, se c'è la volontà di andare in una certa direzione, sia legata al fatto che occorrerebbe anche mettere dei soldi. Bisogna solo capire come questo si possa traguardare. Le chiederei di aspettare un attimo affinché possiamo fare queste considerazioni, perché obiettivamente sono molto delicate, in quanto andiamo un po' oltre la tendenza di questo cambio generazionale, che è già avanti nelle nostre pubbliche amministrazioni.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Chatrian; ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Questa mattina abbiamo parlato di questa proposta che in parte l'Amministrazione sta facendo; avete perçu lo spirito con cui abbiamo scritto nero su bianco questo emendamento, proprio per cercare di aiutare ad andare oltre.
Se l'impegno che ci garantisce in questo momento il Presidente è eventualmente quello di confezionare qualcosa magari anche prima del dibattito della finanziaria, quindi nella prima settimana di dicembre, a questo punto noi ritiriamo questo emendamento; siamo comunque pronti indubbiamente a ripresentarne un altro, non lo stesso, ma con lo stesso obiettivo e priorità, perché secondo noi è estremamente importante. A seguito dell'impegno assunto dal Presidente, quindi, lo ritiriamo.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Gerandin; ne ha facoltà.
Gerandin (GM) - Semplicemente per dire che noi abbiamo messo questa tempistica perché ci pareva opportuno mettere in rilievo questa problematica; se ci diamo come tempo il discorso del bilancio per avere un'idea più chiara, sono completamente d'accordo con il collega: lo si ritira.
Volevo solo integrare con un concetto: il ricambio generazionale nasce nell'ottica di avere poi la facoltà di sostituire con persone giovani, sennò avremmo messo in piedi una misura di prepensionamento, quindi nasce con uno spirito un po' diverso, è chiaro. Tra l'altro lei lo sa meglio di me, Presidente: questo ricambio generazionale è previsto anche nel privato, però ha avuto tante difficoltà a decollare, perché comunque ci va un accordo con l'Agenzia del lavoro e non è così semplice. Pensavamo di partire dal pubblico tenendo conto che abbiamo anche noi delle categorie o comunque tutta una serie di persone aventi problemi e limitazioni fisiche (ricordo che questo era uno dei percorsi da noi ipotizzato): a volte chi ha limitazioni fisiche alla fine lo paghi ma non è così utile all'Amministrazione. Pertanto un ragionamento di questo genere a noi fa sicuramente piacere.
Presidente - Emendamento n. 4, sempre proposto dalle forze di minoranza. Ha chiesto la parola il Consigliere Roscio; ne ha facoltà.
Roscio (ALPE) - Nella stessa sezione di cui stiamo discutendo (Sviluppo sostenibile, imprese e lavoro), ci è sembrato ragionevole inserire un punto che vado a leggere: "politiche per il recupero del patrimonio edilizio esistente, finalizzato al contenimento dei consumi energetici e al rilancio delle piccole e medie imprese del settore". Solo ieri abbiamo discusso con una nostra iniziativa di tale questione, e ci era sembrato di capire, pur con sfumature diverse, che comunque l'obiettivo complessivo fosse condiviso ampiamente anche dal Governo e dalla maggioranza. Siccome è un tema che può avere una certa importanza per il rilancio di un certo settore che oggi è pesantemente in crisi, inserirlo ci sembrava non solo opportuno, ma anche ragionevole.
Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Donzel; ne ha facoltà.
Donzel (PD-SIN.VDA) - Condivido assolutamente con lei l'impostazione, collega: su questo tema abbiamo, pur con qualche sfumatura, una sensibilità comune e, anzi, la ringrazio per portare spesso questo argomento in aula che permette di confrontarci e di crescere.
Su questo punto dovrei dire - un po' come su altri -che sono cose parzialmente già in atto, per cui l'idea è un po' quella di chiederle di ritirarlo. Le faccio degli esempi anche concreti: abbiamo messo a disposizione uno stabilimento pubblico, in cui l'impresa privata ha fatto degli investimenti proprio nel settore dei consumi energetici. Il caso di Verrayes è pertanto un caso esemplare, la Grivel ha l'intera superficie del tetto coperta da pannelli solari e alimenta con l'energia fotovoltaica l'intero stabilimento, quindi è un'industria "metalmeccanica" che funziona ad energia solare. Esistono poi anche finanziamenti particolari nell'ambito delle certificazioni: già oggi le nostre imprese possono accedere a finanziamenti particolari qualora acquisiscano determinate certificazioni. Le chiederei di ritirarlo, ribadendo che quell'input che lei manda è proprio condiviso.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Roscio; ne ha facoltà.
Roscio (ALPE) - Questa logica per cui il fatto che già si faccia è un motivo per non metterlo a me sfugge un po'. A maggior ragione, visto che già si fa ed è un obiettivo condiviso, lo scriverei in un documento che comunque va a tracciare una linea di programma. Noi pertanto non lo ritiriamo; valutate voi se intendete votarlo oppure no.
Presidente - Non viene ritirato, quindi lo mettiamo in votazione. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.
Presenti: 32
Votanti : 7
Favorevoli: 7
Astenuti: 25 (Baccega, Bertschy, Bianchi, Borrello, Donzel, Fabbri, Farcoz, Fosson, Grosjean, Guichardaz, Isabellon, La Torre, Lanièce, Marguerettaz, Marquis, Nogara, Péaquin, Perron, Restano, Rini, Rollandin, Rosset, Testolin, Laurent Viérin, Marco Viérin)
Il Consiglio non approva.
Passiamo all'emendamento n. 1 della maggioranza. Ha chiesto la parola il Consigliere Nogara; ne ha facoltà.
Nogara (UVP) - Questo emendamento è per la sostituzione del periodo al paragrafo 2.4: "Inquadramento nella Società regionale di servizi del personale oggi assunto dalla Regione"...
Presidente - Collega, non è quello. Emendamento n. 1 della maggioranza, paragrafo 2.4. Ho chiesto se qualcuno della maggioranza voleva illustrare. Ha chiesto la parola il Consigliere Marquis; ne ha facoltà.
Marquis (SA) - Nel paragrafo "Sviluppo sostenibile, imprese e lavoro" l'emendamento prevede di aggiungere un punto che indica: "rafforzare sinergie di filiera tra l'agricoltura, artigianato e turismo". Crediamo che sia un argomento importante nel cercare di migliorare e rafforzare le connessioni tra questi tre settori, per cercare nuovi prodotti integrati che possano rafforzare la nostra visibilità turistica e la gratificazione dei visitatori della Valle d'Aosta.
Presidente - Possiamo mettere in votazione? Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.
Presenti: 32
Votanti : 32
Favorevoli: 32
Il Consiglio approva all'unanimità.
Emendamento n. 2 della maggioranza. Ha chiesto la parola il Consigliere Marquis; ne ha facoltà.
Marquis (SA) - Sempre sul medesimo paragrafo, chiediamo di aggiungere un punto che prevede: "favorire investimenti, processi aggregativi e formazione nell'innovazione ai nuovi settori economici e in particolare alle libere professioni".
Presidente - Non ci sono richieste di intervento. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.
Presenti: 32
Votanti : 32
Favorevoli: 32
Il Consiglio approva all'unanimità.
Emendamento n. 5 della minoranza. Ha chiesto la parola la Consigliera Certan; ne ha facoltà.
Certan (ALPE) - Chiederei di poter illustrare gli emendamenti n. 5, n. 6 e n. 7 insieme, poi si voteranno separatamente.
Nell'emendamento n. 5, oltre a "la valorizzazione del merito del personale docente e dirigente scolastico e la previsione di un piano di formazione destinato al potenziamento delle competenze linguistiche in inglese", chiediamo di aggiungere che questa valorizzazione del merito sia fatta non solo per il personale docente e dirigente scolastico, ma per tutto il personale del comparto unico, così come il potenziamento delle competenze linguistiche. Credo sia quasi scontato. Lo inseriamo lì, ma potrebbe essere anche in un altro punto del Defr, perché credo che sia un'aggiunta di principio che possa andare bene.
In merito all'emendamento n. 6 avevamo sentito il Presidente, in Commissione (l'Assessore Rini non l'abbiamo potuta audire). Proprio riferendoci all'analisi approfondita che l'Assessore Perron ci ha detto di aver fatto in un contesto sia italiano che europeo, contesto anche sociale e culturale in cui la Valle d'Aosta è inserita, crediamo che le prove di valutazione nelle scuole debbano avere innanzitutto un valore quasi d'eccezione e non possono diventare una regola per la quale si passa quasi più tempo a preparare le prove di valutazione che a fare la lezione di apprendimento e insegnamento vera e propria. Se le prove di valutazione devono essere fatte, noi riteniamo sia importante anche collocarci e riuscire ad avere come punto di riferimento un contesto europeo, un contesto internazionale e non solo quello italiano, soprattutto che non vi siano più solo prove personalizzate, o quasi, all'interno del nostro contesto. Avevamo già chiesto all'Assessore Rini di valutare anche l'eventuale rivalutazione delle prove Invalsi: noi riteniamo che ci sia un dibattito amplissimo aperto a livello nazionale sulla validità o sulla necessità effettiva di queste prove e su quanto siano poi in fondo attendibili e soprattutto utili agli allievi. Noi riteniamo, se le prove di valutazione devono essere fatte, che a questo si punti sul contesto europeo ed internazionale e non su questi riferimenti, pur sapendo che al momento attuale queste danno punteggi, perché sono prove sia di terza media che di maturità, quindi sappiamo che sono di riferimento, ma proprio perché c'è un discorso aperto, anche in virtù della legge che è stata approvata, credo che valga la pena approfondire questo discorso.
Con l'emendamento n. 7 partiamo dalla discussione che abbiamo fatto per la legge sulla scuola; sapete tutti che noi riteniamo che i nuovi adattamenti, così come sono stati concepiti e come sono usciti, meritassero più approfondimento, però siamo dell'avviso che se bisogna mettere quella parte dell'insegnamento in lingua inglese di discipline non linguistiche non è da mettere nel punto dove è stata inserita, bensì nel punto successivo. L'abbiamo semplicemente dislocata, è solo una questione di posizionamento. Riteniamo che su questo punto della scuola siete stati molto dettagliati e a mio avviso sarebbe stato molto più interessante fare un discorso generale.
Noi abbiamo chiesto delle piccole modifiche, sennò avremmo dovuto modificare tutto il punto. Abbiamo solo e semplicemente fatto delle osservazioni di forma, non di sostanza, perché ci sono cose sulle quali ci siamo già pronunciati e non eravamo d'accordo su come erano state fatte. Adesso però la legge c'è, quindi proviamo a farla andare avanti in un certo modo.
Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore Rini per la risposta; ne ha facoltà.
Rini (UV) - Parto dall'emendamento n. 5, dove si parla della parte di valorizzazione del comparto unico: non possiamo accogliere questo emendamento poiché non passa ovviamente dalla competenza diretta dell'Assessorato, come invece viene inserita qua.
Per quanto riguarda invece gli emendamenti n. 6 e n. 7 il discorso è generico, lei ha fatto ovviamente un discorso unico per entrambi, anche perché sono collegati. Sull'emendamento n. 6 mi permetto innanzitutto di dire che condivido con lei parte del ragionamento che ha fatto sulle prove in generale e, in particolare, sulle prove Invalsi. In realtà è una discussione che abbiamo già fatto in altre sedi, ma valutare poi l'attendibilità e l'utilità di queste prove è molto delicato. Proprio per questo, all'interno della "Buona Scuola" ne abbiamo parlato e soprattutto, attraverso il tramite degli ispettori, stiamo cercando di valutare quali siano le formule più efficaci, più efficienti per proporre dei test che poi ci possano fornire dei dati utilizzabili, reali e concreti, che servono proprio a migliorare il nostro livello di formazione. Su questo emendamento e anche sugli emendamenti n. 6 e n. 7 noi ci asteniamo, e le spiego la motivazione.
Sul n. 6 parliamo di conoscenza bi/plurilingue e si parla di Invalsi e di Ocse-Pisa; il test Ocse-Pisa non fa riferimento alle lingue, ma alle materie di italiano e matematica. Capisco la ratio che sta alla base, perché più volte in quest'aula, attraverso delle interpellanze, lei ha chiesto la reintroduzione di questo test; anche questa valutazione è al vaglio dell'Assessorato e quindi cogliamo il suggerimento che lei ci fa in questa occasione con questo emendamento per assicurarle ancora una volta che stiamo valutando se e come reinserire anche la prova Ocse-Pisa, la quale però deve essere collocata all'interno di un ragionamento più ampio, ovviamente non con questo emendamento che anche dal punto di vista formale non risulta corretto. Decadendo la vostra proposta n. 6, automaticamente decade, collega, anche l'emendamento n. 7, poiché la previsione contenuta all'interno dell'emendamento n. 7 è in realtà già prevista nella parte che volevate emendare con l'emendamento n. 6, quindi risulta già integrata e presente nel testo.
Presidente - Ha chiesto la parola il Presidente della Regione; ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - Volevo solo specificare che, nell'emendamento n. 5, in particolare dove si parla del comparto unico, obiettivamente viene un po' difficile legare questo con il resto della scuola. Io credo che non vi sia assolutamente alcun problema sulla valorizzazione del personale, ma il problema nasce quando lo leghiamo al discorso della capacità in inglese. Un conto è il bilinguismo, ma per adesso il discorso dell'inglese non è fattibile. Noi possiamo - come stiamo facendo - favorire la partecipazione a dei corsi in inglese perché siamo per il plurilinguismo, quindi gli studenti di adesso avranno anche l'inglese, ma quelli di allora non l'avevano. Pertanto come lei può capire questo non può starci, non è pensabile che, così com'è formulato, sia accettabile.
Presidente - Ha chiesto la parola la Consigliera Certan; ne ha facoltà.
Certan (ALPE) - Ritiriamo l'emendamento n. 5; in effetti ci interessava far passare questo principio, ma la formazione permanente credo che possa andare in questa direzione e vi chiediamo di tenerne conto.
Sugli emendamenti n. 6 e n. 7, Assessore Rini, mi permetto di dire che l'Ocse-Pisa è proprio quello a cui lei ha fatto riferimento quando ha proposto la legge; è proprio l'applicazione di quel principio che lei enuncia: riuscire a fare altre discipline che non sono linguistiche, quindi fare scienze piuttosto che educazione fisica, piuttosto che altro, in lingue diverse. Le Ocse-Pisa valutano queste capacità; in effetti non sono di lingua, sono altre discipline che usano lingue diverse. Mi sembrava proprio che si potesse andare in questo senso. Assessore, mi dispiace che sia stata un po' mal consigliata, a mio avviso, perché questi due emendamenti andavano proprio nella direzione di quello che lei ha scritto e sostenuto nel momento dell'approvazione della legge: fare altre cose utilizzando lingue e codici linguistici diversi. Le Ocse-Pisa vanno proprio in quella direzione. Mi dispiace, ma li manteniamo.
Presidente - Dichiaro pertanto aperta la votazione sugli emendamenti n. 6 e n. 7. La votazione è chiusa.
Presenti: 31
Votanti : 7
Favorevoli: 7
Astenuti: 24 (Baccega, Bertschy, Bianchi, Borrello, Donzel, Fabbri, Farcoz, Follien, Fosson, Grosjean, Guichardaz, La Torre, Lanièce, Marguerettaz, Marquis, Nogara, Péaquin, Perron, Rini, Rollandin, Rosset, Testolin, Laurent Viérin, Marco Viérin)
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. 8 dell'opposizione, soppressivo. Ha chiesto la parola il Consigliere Chatrian; ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Questa mattina ne abbiamo parlato in diverse occasioni, abbiamo presentato diversi ordini del giorno e diversi emendamenti come gruppi di opposizione cercando di arricchire a livello di idee, di spunti e di novità questo documento piatto. Per quanto riguarda il punto n. 4, avevamo già proposto in Commissione consiliare la soppressione di tutto il paragrafo, anche perché non c'è nessuna norma che ci obblighi in questo momento a concentrarci su questa complessa problematica e assicurare un cambiamento radicale - l'inquadramento inserito all'interno del paragrafo 2.4 - per i 177 operai, impiegati che sono assunti con contratto di natura privatistica ma a tempo indeterminato. Consci che nel 2017 e nel 2018 si dovranno trovare soluzioni sicure da un punto di vista più generale, non solo per loro, ma per il comparto unico delle società partecipate, direttamente controllate o non controllate, la proposta che facciamo con il nostro emendamento è di sopprimere interamente il paragrafo 2.4.
Presidente - Ha chiesto la parola il Presidente della Regione; ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - Come ho già avuto modo di spiegare, questo punto rientra nella giusta valorizzazione di una serie di persone (operai, impiegati) che nel tempo hanno avuto una serie di posizioni (che sono contratti privatistici), che in qualche modo devono essere riorganizzate e tenute nella giusta considerazione per una situazione definitiva. Proprio per queste ragioni le indicazioni date in questo paragrafo specifico rientrano nel discorso del lavoro, della certezza e della stabilizzazione.
Noi ci asteniamo e ne abbiamo già spiegato le ragioni. Avremo anche modo di tornarci, se poi qualcuno vuole avere i dettagli del perché e per come; non so se vogliamo farlo proprio qui, in aula, o magari anche in Commissione, dove possiamo chiaramente documentare il perché è indispensabile fare adesso questo tipo di operazione, che non va nella logica di lasciare a casa qualcuno o di penalizzare i contratti, non è nulla di tutto questo. Si tratta di trovare una collocazione che elimini alcune difficoltà verificatesi nel tempo per inquadrare i lavoratori con questi contratti, e di darle un nuovo aspetto, con i finanziamenti dovuti per tutti, con la possibilità di intervenire seguendo le indicazioni date dal Consiglio tramite questo tavolo aperto con i sindacati, per arrivare ad una conclusione concorde: attivare un'agenzia o un ente che faccia da contenitore - tranne che per i contratti di formazione lavoro per i quali ci sarà un'agenzia a parte - per sistemare definitivamente una riorganizzazione nel settore della forestale e della parte dei lavori pubblici con il pregresso.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Chatrian; ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Siamo sempre pronti, colleghi, ad affrontare tutte le questioni se ci sono informazioni, relazioni, documentazioni, come da sempre. Accettiamo volentieri la proposta che il Presidente della Regione ci fa oggi in aula su questo documento e su tutti i documenti, ma vi assicuro che non capiamo qual è la logica e il perché. Lei ci farà vedere tutto, se vuole continuare il dibattito anche adesso noi ascolteremo attentamente, però vi diciamo serenamente che non capiamo qual è la logica di tutto questo.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Gerandin; ne ha facoltà.
Gerandin (GM) - Presidente, abbiamo ascoltato attentamente quello che ha detto.
Noi non ci siamo mai negati al fatto di avere informazioni; abbiamo provato in tutte le sedi, nelle varie riunioni di Commissione, abbiamo chiesto a tutti gli Assessori, abbiamo chiesto a lei e al responsabile del personale di darci indicazioni e non eravamo in dibattito pubblico, non ci interessava fare un dibattito pubblico su questo, ci interessava avere le motivazioni, ma non le abbiamo avute! Gli Assessori ci hanno detto che non era loro competenza; abbiamo capito che il problema non lo avete condiviso e non ne avete neanche parlato in Giunta, perché o gli Assessori non hanno riferito correttamente in Commissione quello di cui si è parlato in Giunta, o non lo so, probabilmente non se ne è parlato. Presidente, se come ci ha fatto capire ci sono delle motivazioni di cui probabilmente è meglio discutere in Commissione o in altra sede, noi accettiamo l'invito. Lei però accetti il nostro invito di ritirare questo, perché non c'è nessuna necessità di metterlo sul Defr; se c'è qualcosa da approfondire, fatelo! Ci dite eventualmente i motivi e quale sarà l'esito finale dell'approfondimento, questo vi chiediamo: diteci quale sarà l'esito. Non siamo qua per polemizzare: se ci sono difficoltà oggettive parliamone, ma questo documento, così com'è, è impresentabile, perché mette in discussione un valore che per noi è imprescindibile: quello del tempo indeterminato, perché per come è scritto mette in discussione il tempo indeterminato.
Assessore, è inutile che lei faccia così, io le ho fatto una proposta che è quella di discuterne separatamente, ma toglietelo dal Defr! Se volete prendere una decisione, può anche essercene una condivisa se ci sono difficoltà oggettive, ma non possiamo accettare una proposta per cui, a scatola chiusa, ci dite che 177 persone a tempo indeterminato sono un problema da risolvere. È scritto così, è scritto che sono un problema da risolvere! E per noi non sono un problema da risolvere. Se ci sono altri aspetti, approfondiamoli - lo ripeto - però accetti l'invito di togliere questo passaggio che non porta nulla di nuovo. Potreste farlo comunque, anche se non c'è scritto sul Defr, perché sul Defr non avete scritto tanti passaggi che farete in finanziaria nel prossimo triennio. Io chiedo perché si debba continuare ad alimentare probabilmente una paura che magari, come ha detto lei, è ingiustificata - mi auguro che lo sia - ma togliamolo e poi ne parleremo. Torno a dire: non siamo qua per sollevare solo problemi, se c'è qualche responsabilità o decisione da prendere siamo qua, ma siamo qua anche a dire che per noi questo documento, così com'è, è inaccettabile.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Bertschy; ne ha facoltà.
Bertschy (UVP) - Solo per dare la possibilità di capire il dibattito. La maggioranza ha presentato un emendamento e io credo sia opportuno spiegare anche tale emendamento prima di arrivare al voto, che si capisca che c'è un ragionamento dietro il lavoro che stiamo facendo, altrimenti sembra tranchant. Chiederei, se possibile, che il collega Nogara spiegasse anche i due emendamenti della maggioranza.
Presidente - Credo che sia opportuno, sono d'accordo che si illustrino gli emendamenti n. 1 e n. 2 della maggioranza. Ha chiesto la parola il Consigliere Nogara; ne ha facoltà.
Nogara (UVP) - Innanzitutto vorrei rivolgermi all'aula, perché in Commissione si è dibattuto molto e chi era presente agli incontri effettuati in Commissione sa che ci sono state discussioni un po' a tutti i livelli: con i sindacati, con l'Assessore, con il Presidente. Come maggioranza si è voluto fare un po' più di chiarezza con questo emendamento, e vorrei che ascoltaste che cosa si intende mettere in moto al di là dell'aspetto normativo, qual è la nostra volontà politica. Con questo emendamento non si mette in discussione niente e nessuno, si vuole chiarire una volta per tutte con un po' di onestà cosa si vuole fare.
La prima parte del paragrafo 2.4, dove si legge: "si ritiene necessario concentrarsi su questa complessa problematica per assicurare il raggiungimento nel corso dell'anno 2017 di una soluzione, non più procrastinabile", si è voluta sostituire con la seguente: "si ritiene necessario concentrarsi su questa complessa problematica per assicurare il raggiungimento nel corso dell'anno 2017 di una sua soluzione".
Diciamo che la parte che interessa tutti e più importante è questa: "il personale coinvolto è di circa 177 unità e al momento la soluzione che appare più ragionevole è quella di ampliare i servizi forniti dalla Società di servizi Valle d'Aosta S.p.A. (di cui alla legge regionale 20 dicembre 2010 n. 44) con una contestuale revisione del suo oggetto sociale e l'assunzione del medesimo personale da parte della società", e viene sostituita con questo paragrafo: "a tutto il personale che attualmente rientra in questa casistica dovrà essere garantito, nell'eventualità di una nuova ricollocazione, il mantenimento delle condizioni normative ed economiche in essere, con il conseguente impegno finanziario finora previsto per la sua copertura".
Prima, nella presentazione, ho sentito che un passaggio del genere non deve essere messo nel Defr; secondo me metterlo nel Defr è una tutela per tutti questi lavoratori. Io direi, anche tenendo conto della discussione svolta adesso sull'emendamento della minoranza, che più di così non si saprebbe veramente come fare per tutelarli. Non dimentichiamoci poi che in un secondo tempo si dovrà anche pensare alle maestranze che l'anno scorso sono state messe nella "Salva-precari" e che, in un secondo tempo o più avanti, dovranno essere sistemate o aiutate per la loro situazione.
A questo punto chiederei alla minoranza di valutare effettivamente quanto è stato messo, perché non si sono dette cose campate per aria. Questa che voi considerate una problematica deve essere risolta, e noi pensiamo di risolverla in questo modo: garantendo tutti.
Dalle ore 18:30 assume la presidenza il Vicepresidente Farcoz.
Farcoz (Presidente) - Ha chiesto la parola il Presidente della Regione.
Rollandin (UV) - Visto che si insiste sull'esigenza di avere un perché, vorrei ricordare che la legge n. 44 del 1989, a cui si fa sovente riferimento per questi contratti, prevedeva operai, nella legge si parla solo di "operai". Con successivi atti si è parlato degli impiegati, che non sono contemplati nella legge, e mi fermo qui.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Gerandin.
Gerandin (GM) - Nella proposta del collega Nogara ho colto indubbiamente la volontà di dare qualche garanzia in più, ma quello che a mio parere è fuorviante è che comunque anche con la proposta degli emendamenti n. 1 e n. 2 della maggioranza il titolo rimane lo stesso: "Inquadramento nella Società regionale dei servizi del personale oggi assunto dalla Regione con contratti privatistici a tempo indeterminato". Probabilmente è un refuso, sarà sicuramente un refuso, però nel Defr con questo emendamento il titolo rimarrà questo, e a mio parere non è accettabile.
Seconda considerazione. Lei Presidente ha parlato della differenza tra operai e impiegati: qua non si fa nessuna differenza. Se un problema esiste, se ne parla, si trova una soluzione che sia percorribile, garantista, secondo quello che c'è scritto nei due emendamenti, che io condivido, perché quando si parla del mantenimento delle condizioni normative sono comunque delle garanzie, indubbiamente sono garanzie aggiuntive rispetto al primo testo, ma ciò non toglie che non c'è ancora una soluzione di prospettiva. Se c'è una soluzione di prospettiva se ne discuta, dopodiché si condivida un percorso.
Non sono votabili questi due emendamenti, semplicemente perché, al di là del titolo che probabilmente è un refuso e che per noi è rimasto inaccettabile, rimane il principio che qua si cerca di mettere in discussione comunque persone assunte a tempo indeterminato. Pertanto noi vorremmo capire e condividere questo percorso, se mai dovessimo metterlo in discussione.
Dalle ore 18:32 riassume la presidenza il Presidente Rosset.
Rosset (Presidente) - Ha chiesto la parola il Presidente della Regione; ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - A proposito di questo, voglio sottolineare che in Commissione ho detto in modo specifico che, se si vuole emendare il riferimento alla Società dei servizi, siamo disponibili. È stato detto lì: non è determinante, l'importante è quello che succede, qual è il finale, ed è quello che sto dicendo: l'agenzia o l'ente. L'abbiamo detto e spiegato ai sindacati che cosa succede e come deve succedere. All'inizio avevamo fatto quell'affermazione, in quanto si trattava sempre di operai che, con quella formula, avevamo collocato nella Società dei servizi, perché voglio ricordare che se non ci fosse stata quella soluzione ci sarebbero state cinquecento persone a casa, quando era stato emanato il decreto nel 2010. Oggi l'abbiamo richiamato per dire che si trattava di operai. Ribadisco, non so come dirlo, non l'abbiamo emendato per quella ragione, però io ero disponibile ad emendarlo; l'importante è che si abbia contezza di dove si vuole arrivare. Ribadisco quel sistema, con l'ulteriore precisazione già fatta lì: non parliamo di licenziamenti, non parliamo di togliere diritti, non parliamo di modificare i contratti, manteniamo le stesse situazioni in essere, ma per fare questo dobbiamo cercare di rimettere a posto alcuni passaggi, e uno l'ho citato.
Se mi permette, preferirei risolvere la questione in modo tale da riuscire forse a capirci. L'impegno, che credo sia condiviso, è quello di fare in modo che tutti abbiano un giusto riconoscimento. Non stiamo mettendo in dubbio il contratto a tempo indeterminato, stiamo parlando del passaggio nella pubblica amministrazione. Oggi questi non fanno parte della pubblica amministrazione, non sono dipendenti pubblici, hanno un contratto privatistico, quindi chi da domani eventualmente subentra nell'agenzia farà un concorso, farà una selezione, perché nel pubblico non si entra se non con quel sistema. Pertanto chiudiamo un capitolo per cercare di andare in linea con quello che succede adesso, dappertutto. Non voglio rivivere tutta una serie di passaggi che lei in parte conosce, quindi vi dico che questo passaggio non è necessario ma indispensabile, ed è un indirizzo che va nella logica di stabilizzare delle persone che oggi non sono stabilizzate, anche se hanno questo contratto di cui lei parla. Questa è la logica con cui interveniamo "a sostegno" di queste persone.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Nogara; ne ha facoltà.
Nogara (UVP) - È corretto quello che diceva il Consigliere Gerandin. Visto che abbiamo già cambiato in corso d'opera anche gli altri emendamenti, proporrei di cambiare il titolo del punto n. 4 in "Ricollocazione del personale assunto a tempo indeterminato", e poi aggiungerei gli emendamenti che sono stati messi, altrimenti il titolo sarebbe slegato dagli emendamenti.
Presidente - Si tratta quindi di modificare il titolo del punto n. 4: "Ricollocazione del personale oggi assunto dalla Regione con contratti privatistici a tempo indeterminato", ma c'è l'accordo? È una proposta. Per rimodulare l'emendamento bisogna che ci sia l'accordo. C'è l'accordo a modificarlo, perfetto, quindi possiamo mettere in votazione l'emendamento n. 8 della minoranza. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.
Presenti: 32
Votanti : 7
Favorevoli: 7
Astenuti: 25 (Baccega, Bertschy, Bianchi, Borrello, Donzel, Fabbri, Farcoz, Follien, Fosson, Grosjean, Guichardaz, La Torre, Lanièce, Marguerettaz, Marquis, Nogara, Péaquin, Perron, Restano, Rini, Rollandin, Rosset, Testolin, Laurent Viérin, Marco Viérin)
Il Consiglio non approva.
Metto in votazione gli emendamenti n. 1 e n. 2 della maggioranza, con la modifica dell'intestazione sul punto n. 4. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.
Presenti: 32
Votanti : 25
Favorevoli: 25
Astenuti: 7 (Bertin, Certan, Chatrian, Cognetta, Gerandin, Morelli, Roscio)
Il Consiglio approva.
Passiamo quindi all'emendamento n. 9 della minoranza. Ha chiesto la parola il Consigliere Chatrian per l'illustrazione; ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - A nome dei gruppi di opposizione ritiriamo l'emendamento n. 9, n. 10, n. 11 e n. 12.
Presidente - Rimane in discussione l'emendamento n. 3 della maggioranza subemendato. Ha chiesto la parola il Consigliere Nogara; ne ha facoltà.
Nogara (UVP) - Questo emendamento è proprio per rafforzare quanto l'Assessore Perron questa mattina, parlando del Defr, diceva su quanto sia importante l'agricoltura nella nostra regione. Si voleva quindi inserire questo emendamento alla lettera b) (Investimenti in agricoltura) del paragrafo 2.5. Dopo il periodo che inizia con le parole: "Inoltre, per il mantenimento del territorio", sono aggiunti i seguenti periodi: "risulta indispensabile provvedere a una revisione della legge sull'agricoltura, che contempli maggiori opportunità soprattutto nel settore della zootecnia attraverso ulteriori finanziamenti all'AREV e all'Anaborava per rendere questi enti più efficaci ed efficienti. Un altro importante obiettivo da perseguire in ambito agricolo è l'adozione di tutte le iniziative necessarie a ridurre le emissioni in atmosfera di gas serra (carbonio e ammoniaca) la cui attuazione avrebbe delle importanti ricadute sull'ambiente e sulla salute delle persone". Con questo emendamento abbiamo cercato ancora di rafforzare quell'interesse e quell'aiuto che l'Amministrazione regionale cerca di dare al mondo agricolo valdostano.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Chatrian; ne ha facoltà.
Chatrian (ALPE) - Per esprimere il nostro voto favorevole sull'emendamento n. 3 proposto dalla maggioranza. Forse c'è stato solo un refuso, se magari si può togliere "carbonio e ammoniaca", perché ci sembra che il carbonio non sia un gas, quindi proponiamo di togliere la parentesi. Poi nella sostanza noi concordiamo e quindi lo voteremo.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Grosjean; ne ha facoltà.
Grosjean (UVP) - Semplicemente il carbonio rappresenta la Co2 che è uno dei gas effetto serra. Il carbonio potrebbe essere ossido, potrebbe essere ammoniaca, per non elencarli tutti abbiamo preso l'elemento chimico principale. Se vogliamo mettere Co2, mettiamo anche Co, che è l'ossido di carbonio, perché poi alla fine ci sono tutti.
Presidente - Possiamo quindi mettere in votazione così l'emendamento? Eliminiamo "carbonio e ammoniaca" e togliamo la parentesi. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.
Presenti: 31
Votanti : 31
Favorevoli: 31
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - A questo punto ci sono le dichiarazioni di voto. Ha chiesto la parola la Consigliera Certan; ne ha facoltà.
Certan (ALPE) - Abbiamo discusso ampiamente su questo documento, tutto il giorno. Ci fa molto piacere come gruppo ALPE che il Presidente Rollandin, nella sua replica, abbia ripreso tutti i temi che il nostro Capogruppo ha presentato, quindi vuol dire che non siamo andati fuori strada e quanto è stato illustrato dal collega Chatrian era assolutamente centrato.
Rimangono tutte le debolezze, direi anche la superficialità con la quale è stato stilato questo documento. È vero che è il primo anno e che se dobbiamo dare un po' di tempo nella redazione dei documenti saremo più clementi, però riteniamo che tale documento non sia all'altezza della sua funzione. I tempi tra le altre cose sono stati molto allungati; quello del Südtirol è stato approvato il 4 luglio, eppure anche per loro i tempi erano gli stessi. Voi dite che i sindacati sono stati ascoltati: a noi, in audizione, hanno detto di aver chiesto un incontro con l'Assessore e il Presidente, altrimenti non avrebbero neppure ricevuto il documento. Rimangono tutte le criticità. È vero, avete parlato di dare grande importanza alla scuola, ma di fatto non vi è nulla di sostanziale. Non ritorno sul punto della ferrovia, che credo sia stato banalizzato, perché quel punto, Assessore - ce lo permetta - sarebbe andato bene se lei fosse al primo anno di mandato, ma dopo sette-otto anni di mandato da Assessore credo che quelle due righe meritassero un po' più di approfondimento. È un po' come dire: tutto quello che proponete è bene, è già in corso, ma noi non lo inseriamo. Nulla di quanto noi abbiamo proposto è stato inserito nel Defr.
Il nostro voto, così come lo era in Commissione, rimarrà un voto contrario.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Cognetta; ne ha facoltà.
Cognetta (M5S) - Anch'io confermo, come già annunciato in precedenza, il mio voto contrario.
Assessore Perron, dalle parole della collega Certan noterà che non mi sono inventato il fatto che i sindacati non erano stati ascoltati, perché questo mi è stato detto dai sindacati stessi quando sono venuti in Commissione. Magari hanno detto una cosa errata, ma io le ho riportato ciò che hanno detto loro, e quindi mi sento di confermare quanto detto in quest'aula. Poi lei la penserà in maniera diversa. Il punto non è tanto questo, ma in generale - come ho già spiegato - questo documento assolutamente non va bene, e quindi il mio voto sarà contrario.
Presidente - Se non ci sono altre dichiarazioni di voto, possiamo mettere in votazione il Documento di economia e finanza regionale (Defr) nel suo insieme, con gli emendamenti e i subemendamenti approvati. Dichiaro aperta la votazione. La votazione è chiusa.
Presenti: 32
Votanti : 32
Favorevoli: 25
Contrari: 7
Il Consiglio approva.
