Oggetto del Consiglio n. 2309 del 28 luglio 2016 - Resoconto
OGGETTO N. 2309/XIV - Reiezione di mozione: "Dissenso in merito alla negoziazione dell'accordo di partenariato economico-finanziario su commercio e investimenti (TTIP)".
Rosset (Presidente) - Punto n. 16 dell'ordine del giorno. Per l'illustrazione, ha chiesto la parola il Consigliere Bertin, ne ha facoltà.
Bertin (ALPE) - Da circa tre anni la Commissione europea, a nome dell'Unione europea, sta negoziando con gli Stati Uniti il Trattato transatlantico di libero scambio tra gli Stati Uniti e l'Unione europea per la creazione di un grande mercato. Una trattativa, una negoziazione che avviene in un contesto di poca trasparenza e che da diversi anni è soggetta a contestazione proprio in ragione anche di questa poca trasparenza che caratterizza questa negoziazione. Una negoziazione che riguarda un argomento estremamente importante, che avrà, semmai si raggiungerà un accordo nei termini previsti, da quel poco che si sa, delle conseguenze dirette su tutto il mercato europeo, con effetti negativi per moltissimi aspetti.
L'aspetto più importante di questa negoziazione è legato all'eliminazione di tutte le barriere non tariffarie, questo è il nucleo di questo Trattato: creare un grande mercato nel quale non siano presenti alcune barriere non tariffarie. Queste barriere non tariffarie peraltro sono delle salvaguardie per una serie di prodotti, tra l'altro, per tutto l'aspetto sanitario legato all'agroalimentare come i diritti sociali e i diritti dei lavoratori, nonché alla tutela dell'ambiente. Una disapplicazione di queste barriere non tariffarie rischia di avere degli effetti estremamente negativi soprattutto in questo settore, in primis sul settore agroalimentare, che rischierebbe di avere un'omologazione e subire degli effetti estremamente negativi per i prodotti di qualità tipici dell'Europa e dei contesti, come il nostro, di piccole dimensioni, nei quali soltanto la qualità può avere un risultato positivo.
Come dicevo, un altro degli elementi che più rende critico questo negoziato è quello che prevede che gli investitori internazionali, le grandi società internazionali, che sono le principali beneficiarie della creazione di questo grande mercato, potrebbero chiamare in giudizio i Governi, sia regionali che nazionali, oltre che gli Enti locali, qualora deliberassero delle leggi o dei provvedimenti amministrativi nei quali si intravedesse la possibilità di creare dei limiti agli investimenti da parte di queste multinazionali. Il che di fatto pone sotto tutela l'autonomia dei territori, come, ad esempio, nel caso specifico della nostra Regione, che non potrebbe più intervenire liberamente su certe materie. Immagino, ad esempio, la questione legata agli OGM, una legge come quella approvata da questo Consiglio regionale potrebbe incorrere in questa possibilità. Faccio questo esempio, ma l'esempio dell'agroalimentare in generale è quello che potrebbe riportare gli effetti maggiormente negativi per la nostra comunità e per gli aspetti ambientali legati ai diritti dei lavoratori, creando appunto questa possibilità di ricorso ad un tribunale ad hoc in una situazione privatistica nella quale ovviamente l'interesse dei grandi gruppi internazionali avrebbe la possibilità di bloccare e limitare l'autonomia dei vari enti, oltre che degli Stati, una situazione estremamente critica e anche pericolosa per certi aspetti.
Tra l'altro, il Consiglio regionale ha avuto l'opportunità di incontrare nelle Commissioni consiliari permanenti III e V Marco Bersani per analizzare questo accordo. Marco Bersani, rappresentante dell'Associazione ATTAC per l'Italia, è uno dei principali oppositori a questo negoziato. Una riunione tra l'altro pubblica, ripresa anche via internet, presente sul sito del Consiglio regionale, è visibile tuttora e credo sia interessante per chiunque andare a sentire i lavori di queste commissioni, ci si può fare un'idea di quelle che potrebbero essere le cause di questo accordo. È stata una riunione che è durata diverse ore, che ha analizzato l'elemento piuttosto critico che potrebbe rappresentare l'approvazione di questo accordo transatlantico.
In questi mesi e anni la pressione dell'opinione pubblica nei confronti di questo accordo, sia per gli aspetti legati alla poca trasparenza, sia anche per i contenuti di questo accordo, per quei pochi di cui si è a conoscenza, cerca di condizionare i Governi in questo senso. Ultimamente ci sono state diverse manifestazioni imponenti, la più importante in Germania e anche il Governo francese ultimamente ha preso una posizione critica rispetto a questo accordo chiedendo che sia esclusa da queste negoziazioni tutta una parte di attività: da quelle culturali ad altre, limitandole soltanto a certi aspetti. Di per sé in questo momento in generale la pressione su questa negoziazione sta crescendo ed è forse il momento per aggiungere anche il nostro piccolo contributo per fermare questo Trattato, che potrebbe avere degli effetti estremamente negativi per una piccola economia come la nostra e anche per una questione di principio dal punto di vista delle competenze in relazione alla politica amministrativa e legislativa della nostra Regione, che rischia di essere condizionata e posta sotto "tutela" da queste multinazionali, che potrebbero ricorrere contro iniziative legislative che a loro dire dovessero in qualche modo limitare la loro possibilità di investimenti.
È una questione seria, internazionalmente sta crescendo un movimento contrario a quest'applicazione, che ha già avuto degli effetti, come dicevo, nel caso del Governo francese, ma in generale si sta rallentando questa negoziazione, che si sarebbe dovuta concludere entro fine anno, ma di fatto ormai i tempi si stanno dilatando. È un momento di stallo e può essere l'occasione anche per una piccola entità istituzionale come la nostra per esprimere la propria opinione sull'argomento. Tra l'altro, sono mozioni o comunque prese di posizione che stanno avvenendo a diversi livelli sia in Italia che in Europa, molti Comuni italiani e alcune Regioni sono già andati in questa direzione. Questa mozione prende spunto anche da mozioni presentate e approvate da altre Regioni e Comuni in Italia, con l'obiettivo generale di creare un fronte che metta un freno e condizioni in qualche modo la negoziazione in corso.
Nel merito l'impegnativa di questa mozione è: "che il Consiglio regionale - in questo caso - esprime preoccupazione e dissenso per i termini del Partenariato transatlantico sul commercio e investimenti in corso di negoziazione tra Stati Uniti e Unione europea e impegna il Presidente della Regione - nel caso specifico il Presidente della Regione in quanto rappresentante dell'Ente Regione Valle d'Aosta - ad esprimere il proprio dissenso..." nelle sedi competenti: dalla Conferenza Stato-Regioni ad altri contesti simili; a promuovere sul nostro territorio un'informazione riguardo agli effetti che potrebbe avere questo accordo transatlantico e ad inoltrare questa mozione agli organi interessati alla questione.
Presidente - Non ci sono richieste, chiudo la discussione generale. Ha chiesto la parola il Presidente della Regione, ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - L'esposizione del collega Bertin ha messo a fuoco la reale situazione di stallo ad oggi rispetto alla discussione sul TTIP, stallo derivato da prese di posizione marcate, in particolare, come ricordato, da parte della Francia, ma non solo, in quanto questo tema, che è in discussione da ormai tanto tempo, non ha portato ad oggi dei risultati di una prospettiva, di un progetto o comunque di un protocollo definito, perché è a pezzi. Si sta discutendo settore per settore, in quanto si tratta di un gioco di forza, in questo discorso di collegamento transatlantico, tra poteri forti per vedere come scambiare o avere delle facilitazioni negli scambi commerciali, che potrebbero effettivamente penalizzare la produzione e il commercio a livello europeo e quindi creare delle situazioni difficili. Sotto quest'aspetto quindi condividiamo gran parte delle cose che lei ha detto.
Per contro non ci sembra oggi il caso di esprimerci su qualcosa che non conosciamo. Oggi ci sono almeno sei versioni del TTIP in circolazione che ogni Stato ha predisposto con informazioni e proposte varie, ma nemmeno una approvata. L'impegno in questo senso ci sembra legato ad un aspetto che teoricamente può avere delle ricadute se, ma quel "se" non c'è, non c'è una proposta su cui ragionare; almeno, noi abbiamo chiesto di avere dei documenti, ci sono documenti frammentari legati a proposte non condivise e in fase di discussione. Le chiederei di riproporre la mozione in un momento in cui ci sia almeno un testo su cui possiamo dire: "beh, quest'aspetto è quello più devastante anche per noi", su cui esprimere tutte le considerazioni del caso. Quindi noi su questo, pur riconoscendoci in alcune delle preoccupazioni che lei ha espresso, saremmo per astenerci nell'attesa di poterci esprimere definitivamente quando ci sarà un testo che in qualche modo ce lo consentirà. Questa è l'unica considerazione che sono in grado di fare, anche avendo cercato di raccogliere più notizie possibili non sono riuscito ad uscire da questo limbo.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Bertin, ne ha facoltà.
Bertin (ALPE) - In effetti uno dei problemi di questa negoziazione è la poca trasparenza e questo ci fa capire che cosa sta succedendo ed è un punto di contestazione che si muove rispetto a questa negoziazione.
L'obiettivo di questa mozione è un po' diverso, perché, pur capendo il suo ragionamento, credo che proprio in questa fase di stallo sia importante per una comunità piccola come la nostra - che potrebbe avere delle conseguenze molto negative da questo accordo sia dal punto di vista di una limitazione della propria autonomia, che per gli effetti sul sistema economico che non ha le dimensioni per poter avere dei benefici da un allargamento così di questo mercato - esprimersi nel senso di andare a sostenere quel movimento che si sta creando e che, come diceva anche lei e come sottolineavo io nelle premesse, sta cominciando ad avere degli effetti positivi: la Francia ha iniziato a mettere un freno a questa situazione, anche in seguito ad una pressione dei gruppi internazionali sulla questione. Capisco i ragionamenti, ma credo, per quanto mi riguarda, che sia importante in questo momento esprimere una posizione chiara della nostra Regione, pertanto la mozione viene mantenuta, magari la riproporremo.
Presidente - Non ci sono altre richieste. Dichiaro aperta la votazione sulla mozione. La votazione è chiusa.
Presenti: 32
Votanti: 7
Favorevoli: 7
Astenuti: 25 (Baccega, Bianchi, Borrello, Donzel, Fabbri, Farcoz, Follien, Fosson, Grosjean, Guichardaz, Isabellon, La Torre, Lanièce, Marguerettaz, Marquis, Nogara, Péaquin, Perron, Restano, Rini, Rollandin, Rosset, Testolin, Laurent Viérin, Marco Viérin)
La mozione è respinta.
