Oggetto del Consiglio n. 245 del 14 novembre 2013 - Resoconto
OGGETTO N. 245/XIV - Reiezione di mozione: "Impegno per l'attuazione del piano regionale di gestione dei rifiuti".
Président - On est au point 27 à l'ordre du jour. Pour l'illustration, la parole au collègue Grosjean.
Grosjean (UVP) - Bonjour Madame la Présidente.
Allora, vediamo di riaprire i lavori con un'altra mozione, la terza del ciclo dei rifiuti, tanto per dire; una mozione che è matura già da un po', perché credo che sia già stata rinviata due volte, quindi finalmente arriviamo alla conclusione. Da una parte è anche stato un bene perché, nel frattempo, ho avuto la possibilità di approfondire un po' l'argomento e soprattutto di sentire, in III Commissione, l'audizione del professor Paul Connett, il quale mi ha veramente prospettato alcune soluzioni che prima non avevo intravisto.
Io credo che l'importanza di questa mozione sia ancora più forte se noi pensiamo a che cosa voglia dire "amministrare", a che cosa voglia dire "gestire un'azienda"...noi gestiamo "l'azienda Valle d'Aosta". Ebbene, una delle sue prime riflessioni, è stata quella di dire: "non dobbiamo vedere come un problema i rifiuti, ma dobbiamo cercare di trasformare questo problema in una risorsa". Credo che questo sia un ragionamento che veramente faccia parte del sistema imprenditoriale: quando c'è un problema, la parola stessa "problema" indica che c'è una soluzione, altrimenti non sarebbe un problema! Questo ce l'hanno insegnato tanti anni fa, quando andavamo a scuola...forse per me sono già tanti anni fa, visto che ho i capelli un po' grigi...ho fatto poche scuole, ma, nell'ora di matematica, quando si facevano i problemi, c'era sempre la soluzione.
La cosa poi che mi preoccupa di più è stato il fatto di sentire l'Assessore Bianchi, nelle due audizioni in cui abbiamo parlato di questo, che demanda e dice: "La Valeco sta studiando il problema"...ma, cavolo, dico, so che la Valeco è un'azienda e noi, come Regione, ne facciamo parte, credo, al 20 percento, ma siccome - bene o male - lavora per noi, dovremmo comunque darle delle indicazioni ben precise!
Con questa mozione, quindi, siamo a ribadire la necessità dell'impegno urgente di dare realizzazione a questa "fabbrica dei materiali": già semplicemente immaginare che, in coda a tutto un problema, ci sia una fabbrica, secondo me dovrebbe veramente fare riflettere. Questa è un po' la fase conclusiva del ciclo dei rifiuti; non li chiameremo più rifiuti, ma li chiameremo "prodotti", perché in tante soluzioni, in tanti esempi che esistono ormai, in tante realtà in Italia ed in giro per il mondo, sono diventate delle produzioni, dei prodotti da poter rivendere, da poter rimettere sul mercato. D'altronde, credo che - non solo in chimica, e non solo in biologia - il concetto che nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma, sia sempre molto evidente. Credo quindi che in questo momento, in cui ci sono anche dei grossi problemi di crisi (ormai è da una vita che lo sappiamo), di posti di lavoro, il fatto di continuare a non immaginare la possibilità di creare ulteriori posti di lavoro, ottimizzando e riportando nel ciclo produttivo tutti questi materiali, secondo me...è sicuramente una cosa che non mi va giù, una cosa che mi dà fastidio.
Paul Connett ha molto semplificato l'esempio: abbiamo la parte organica ed abbiamo tutto il resto. La parte organica è quella che va trattata in modo più rapido perché è l'unica parte che veramente può creare dei problemi a livello di odori, a livello di fermentazione e a livello di percolato; tutto il resto può essere gestito in modo più semplice. Ci ha anche fatto intravvedere una cosa a cui, forse, non avevamo mai pensato: chissà perché dobbiamo ammucchiare tutto in uno stesso posto, quando l'organico potrebbe essere gestito in modo molto più comodo, molto più facile all'interno di diverse comunità, quindi nei centri delle valli laterali o dislocati in altre zone della regione, anche perché ormai è chiaro che il rifiuto organico sia di origine...diciamo agricola (gli sfalci delle aree verdi, i tralci, e tutte queste cose), sia l'organico di origine familiare, ormai - se trattati come si deve - non vanno più a creare semplicemente del compost, ma, con un ulteriore trattamento, si riesce a trasformare questo compost in un emendante agricolo, cioè una sostanza che va ad apportare al terreno agricolo quelle esigenze che esso ha per una buona produzione.
Esistono in Italia...ad Alessandria so che c'è un centro in cui, utilizzando del letame e del compost dalla...chiamiamola "discarica", comunque dal centro di raccolta dell'organico, si produce dell'emendante che addirittura è certificato nell'agricoltura biologica. Quindi vedete che il problema, se visto sotto l'aspetto di essere trasformato in una soluzione, può portare a produrre qualcosa di importante. Però c'è un problema, ed è grave questo: sempre il professor Connett, alla richiesta credo del collega Roscio (che gli ha rivolto una domanda con la quale chiedeva quale potrebbe essere la soluzione per fare capire alla gente la necessità di cambiare magari un po' il sistema di autogestirci per andare a migliorare tutto l'insieme), ha risposto che non hanno mai riscontrato problemi con la gente, e che il problema siamo noi, "i politici". Questo, noi della minoranza, lo abbiamo sentito molto bene, perché eravamo praticamente tutti in audizione; quindi, visto che era registrata, vi invito ad andare ad ascoltare questa registrazione, e poi magari a fare qualche riflessione su questa mozione.
Président - Merci. On peut ouvrir la discussion générale. Il y a des requêtes d'intervention? La parole au collègue Roscio.
Roscio (ALPE) - Grazie Presidente.
Due precisazioni dovute, da parte mia, sulla questione dei rifiuti. Questa mozione fa parte di una serie di mozioni che la minoranza ha presentato relative al problema complessivo di gestione dei rifiuti e dello smaltimento dei rifiuti. I principi ispiratori che sono dietro a queste tre mozioni sono dettati - e non mi stancherò mai di ripeterlo - da direttive europee ben precise che fissano una gerarchia di priorità che devono ispirare le azioni politiche a cascata.
Esiste un concetto particolarmente importante: il concetto di "gestione integrata". La gestione integrata è un qualcosa che, di tante parti fa l'uno; si concorre cioè, mediante molte azioni, tutte ugualmente molto importanti, a realizzare quell'unicità di azione che è la gestione complessiva dei rifiuti, cosa molto diversa dalla semplice realizzazione di impianti. Cosa voglio dire? Voglio dire che il problema dei rifiuti in Valle d'Aosta non si risolve mediante la costruzione di questo o di quell'impianto. Io sono convinto che possiamo anche fare un grande impianto di qualunque tipo, a caldo o a freddo (fortunatamente a caldo non più, grazie al referendum), ma un impianto, di per sé, non risolve il problema della gestione dei rifiuti: servono azioni congiunte che vadano insieme verso un risultato comune. E, così come in matematica esiste il concetto di derivazione e di integrazione...se noi parliamo di integrazione, io, a partire da un risultato, ho infinite possibilità di andare ad integrazione, quindi infinite soluzioni da mettere in atto e non esiste neanche un modo univoco per riuscire a realizzare queste cose. Certo, quelle sono poi scelte politiche.
Noi, una certa idea di come vada gestito il ciclo complessivo dei rifiuti l'abbiamo, ed è un'idea ormai un po' datata, visto che era stata portata anche all'attenzione della passata maggioranza nella precedente legislatura; era uno scenario ben preciso: a quell'epoca si era chiesto di confrontare mediante uno studio tecnico che, in gergo, viene chiamato "studio LCA" (analisi del ciclo di vita), chiedendo che, facendo l'analisi del ciclo di vita, si dessero degli elementi importanti di scelta per il mondo politico. Sappiamo poi tutti com'è andata a finire: nessuno ha voluto prendere in considerazione questo scenario e si è andati poi al referendum con il suo esito.
Sulla gestione integrata dei rifiuti vorrei solo ricordare, per completezza, che la gestione integrata dei rifiuti è fatta da tante azioni che partono dal piano di prevenzione, piano di prevenzione che non sia un piano di iniziative informative. Un piano di prevenzione vuol dire che io faccio degli investimenti, controllo i risultati e, in base al monitoraggio dei risultati, posso scegliere se continuare sulla strada che ho scelto oppure cambiare strategia (questo la Valle d'Aosta ancora non ce l'ha); comprende anche informazione e formazione (che sono importantissime, anche se non hanno risultati nell'immediato, ma a più lungo termine); prevede un sistema tariffario equo (che ancora oggi noi non abbiamo, tant'è vero che non abbiamo nemmeno dei sistemi di riconoscimento dell'utenza e di valutazione del rifiuto conferito); prevede sistemi di raccolta differenziata spinta; prevede impianti o comunque iniziative per andare verso il riuso, la riduzione e la riparazione.
Oggi, qualcosina sembra che incominci a muoversi, qualche iniziativa isolata, magari anche utilizzando il territorio e, quindi, le associazioni che già esistono...sembra che qualche piccola iniziativa incominci a prendere l'avvio. Serve puntare sul riciclaggio: voi sapete meglio di me che, in Italia, la normativa attuale, soprattutto per quello che riguarda per esempio le plastiche, non prevede il riciclaggio delle plastiche, ma prevede semplicemente la raccolta e l'invio ai consorzi del semplice imballaggio di plastica (che è una cosa ben diversa). Questa cosa, in Europa, è già stata superata, perché l'Europa parla di "riciclaggio per materiale", non per utilizzo del materiale, quindi noi siamo ancora un po' indietro rispetto a questo. Prevede...qui mi soffermo un attimo, perché anche Paul Connett - come è stato ricordato dal collega Grosjean -, quando è venuto qui, ad Aosta, in III Commissione (Paul Connett è uno dei massimi esperti di gestione dei rifiuti, ma soprattutto è l'ideatore della strategia "rifiuti zero"), ha detto: "La chiave di volta di una gestione efficiente dei rifiuti sta nella raccolta dell'organico del compostaggio e nella gestione attenta di questa frazione", cosa che ancora noi, oggi, in Valle d'Aosta, non abbiamo, anche se iniziano ad esserci iniziative...così, io ho in mente il Comune di Aosta che incomincia a dire: "in mancanza di un impianto regionale comincio ad attuare io una soluzione - evidentemente temporanea - di raccolta dell'organico e di export fuori Valle"...sono iniziative che vanno in una certa direzione, ma bisogna prendere atto che non sono soluzioni definitive. E qui la Regione dovrebbe, ad un certo punto, prendere in mano la situazione e dare un'indicazione precisa su questa frazione per evitare che, invece, i Comuni e le comunità incomincino a fare ognuno un proprio percorso che porta solo ad un caos più che alla soluzione del problema. Tra l'altro, la raccolta dell'organico - come ha ricordato Connett - è, sì, la chiave di volta, ma è anche un'iniziativa che consentirebbe, in molte comunità, il raggiungimento degli obiettivi minimi di raccolta differenziata; senza la raccolta di quella frazione, il raggiungimento degli obiettivi minimi è un'impresa praticamente impossibile...prevede il recupero di materiale e, quindi, prevede un minor utilizzo di discarica, cosa che, attualmente, con il nostro sistema impiantistico, è quanto mai necessaria; prevede il riutilizzo di materiale anche a fini...per esempio agricoli, se viene data la garanzia di una certa qualità del prodotto.
A monte di tutte le azioni che ho elencato, ovviamente, non siamo ancora arrivati all'azzeramento del rifiuto: avanza quello che, in gergo, si chiama RUR (Rifiuto Urbano Residuo), quindi una frazione che, comunque, avrebbe come destinazione naturale la discarica. Ecco, qui si colloca la famosa "fabbrica dei materiali" che non è nient'altro che, sostanzialmente, una serie d'impianti meccanici, ottici, vagli balistici, vagli di diverso tipo, ma comunque tutti vagli meccanici...che vanno a fare che cosa? Vanno a fare un'ulteriore raffinazione del materiale che, a quel punto, ho per riuscire a recuperare ancora più materiale possibile, da riuscire ad avviare effettivamente al riciclaggio, quindi per creare nuovi prodotti, nuovo materiale da reimmettere nel ciclo produttivo, oltre l'evidente vantaggio di ridurre ancora il fabbisogno di discarica. Questo sistema, posto in Valle d'Aosta, sarebbe già un importante passo verso la strategia "rifiuti zero", come è stato ricordato da Connett.
Noi, oggi, in Valle d'Aosta, siamo in evidente ritardo su questo, anche perché siamo quasi ad un anno dal referendum e di iniziative pratiche messe in campo non ne sono ancora state presentate. Dipendiamo ancora esclusivamente da una raccolta prevalentemente di tipo stradale, e soprattutto dipendiamo ancora, purtroppo, dal peggior sistema di smaltimento che esista al mondo: dipendiamo ancora dalla discarica, dove purtroppo va gran parte del rifiuto indifferenziato, compresa la frazione organica, nonostante la frazione organica sia stata oggetto specifico di una circolare ministeriale che prevedeva proprio di adottare tutte le iniziative per evitare che questa frazione andasse a finire in discarica, perché non costituisce un'opzione ambientale sostenibile. Questo l'ha detto recentemente il Ministro dell'ambiente nazionale, quindi...
Su questo argomento della "fabbrica dei materiali", vorrei recitare un esempio virtuoso che, tra l'altro, è stato anche audito nella Commissione speciale sui rifiuti: è il caso della Provincia di Reggio Emilia. La Provincia di Reggio Emilia, che è un territorio molto diverso dalla Valle d'Aosta, ma comunque con delle eccellenze agroalimentari, ha fatto una scelta ben precisa: anche lì c'era un piano per costruire un nuovo inceneritore. L'Amministrazione ha ritenuto che questa non fosse la migliore opzione per il territorio e ha fatto delle valutazioni...introducendo che cosa? Introducendo i sistemi di tariffazione elevata per il rifiuto cattivo, quello che non si riesce a riciclare, riuscendo a finanziare, con i soldi ricavati da questo sistema, iniziative di "porta a porta" che hanno dato ottimi risultati. A valle di questo, è stato fatto un bando d'interesse per realizzare una "fabbrica di materiali" che ha avuto, tra l'altro, un buon riscontro, e, in virtù dei risultati di raccolta differenziata, di raffinazione ulteriore del prodotto ottenuto, si è ottenuto un aumento della vita delle discariche che erano presenti sul territorio e, conseguentemente, la Provincia di Reggio Emilia ha potuto non attivare un nuovo impianto di incenerimento. Questo sarebbe un esempio valido da cui partire, anche noi, adattandolo al nostro contesto; evidentemente è diverso rispetto a quello di Reggio Emilia, ma comunque, adottando quella linea, consentirebbe tra l'altro di realizzare una cosa ottima, che è quella di andare verso l'autosufficienza impiantistica della nostra regione, perché più materiale riesco a recuperare, meno divento dipendente da impianti, e quindi ho elasticità di movimento in questo senso.
Un'ultima osservazione: il residuo che comunque avanzerebbe anche a valle di un eventuale trattamento meccanico biologico necessita comunque di un minimo fabbisogno di discarica. E comunque bisogna ricordare che questo fabbisogno di discarica è di gran lunga inferiore al fabbisogno di discarica di cui avrebbe bisogno un impianto di incenerimento. E, soprattutto, dal punto di vista merceologico, è un rifiuto stabilizzato, quindi assolutamente inerte, cosa che, invece, non si può dire a priori dei risultati del prodotto di incenerimento.
La mozione, quindi, va a chiedere non solo di andare verso l'istituzione di un modello simile basato sulla "fabbrica dei materiali", ma va anche a chiedere un'altra cosa: il rispetto del piano regionale attuale della gestione dei rifiuti in Valle d'Aosta, che è quello del 2003, che - vorrei ricordare - non ha ancora avuto attuazione, perché quel piano prevedeva sia il centro di compostaggio, sia la raccolta dell'organico da utenze selezionate, di cui non si ha notizia ad oggi. Connett, nel suo intervento in III Commissione - che è stato, direi, anche un ottimo evento dal punto di vista mediatico - ha concluso dicendo anche una cosa, lanciando un messaggio positivo, ha detto: "dovete credere in quello che fate e dovete cercare di diventare i migliori".
Io avrei questa esigenza per la Valle d'Aosta: non cercare di mettere in piedi una gestione più o meno raffazzonata in modo da riuscire ad arrivare al minimo del rispetto delle norme; io vorrei che la Valle d'Aosta riuscisse ad arrivare ad un livello di "eccellenza gestionale", ad essere un esempio non solo nazionale, ma anche al di fuori della nazione. Grazie.
Président - La parole à la collègue Certan.
Certan (ALPE) - Grazie Presidente.
I miei colleghi hanno già enucleato bene tutte le différentes facettes di questo aspetto. Ne abbiamo in effetti anche già ampiamente discusso, quindi non ripeterò, non ritornerò su tutti questi passaggi, ma mi permetto di sottolineare, di insistere e di porre l'accento ancora su due aspetti.
Innanzitutto, spero che l'impegno della mozione sia accolto da parte di tutto il Consiglio, perché credo che sarebbe veramente un segnale importante per tutta la collettività valdostana. Il progetto della "fabbrica dei materiali" può essere considerato la realizzazione di una più ampia filosofia - come l'ha ricordato Fabrizio Roscio poc'anzi - ed un modo di concepire un rapporto equilibrato fra uomo, vita quotidiana ed azione dell'uomo sul pianeta Terra. Ed è, senza stare a parlare di "massimi sistemi", una fabbrica, la parte concreta, per migliorare il recupero dei materiali, per ridurre al minimo il materiale da inviare a smaltimento, e raggiungere quindi "almeno" il 65 percento previsto dalle leggi europee. Questa fabbrica o questo modo di concepire ha degli esempi concreti, l'ha ricordato prima Roscio e non ritorno su questi esempi: in tutta Italia ci sono degli esempi di Comuni, di Comunità e di Regioni che sono riusciti a fare questo tipo di percorso, che anche noi potremmo copiare ed adattare al nostro territorio; però ci sono esempi anche di territori di montagna: la Val di Fiemme è uno, Roscio citava l'Emilia, però ce ne sono altri ancora.
La fabbrica è il cardine delle politiche dei rifiuti delineate dalla direttiva che si basa sull'individuazione della scala gerarchica di gestione dei rifiuti e si impone di stabilire un ordine di priorità: prevenzione, preparazione per il riutilizzo, riciclaggio, recupero ulteriore e, infine, smaltimento (credo che questo sia stato ben enucleato da Paul Connett). Questa scala gerarchica, a nostro avviso, in Valle d'Aosta non c'è. Mi spiego meglio: è stata fatta, ma in modo lacunoso, superficiale, parziale finora, perché probabilmente nessuno ci ha mai creduto fino in fondo, e perché spesso, forse, in Valle d'Aosta, facciamo le azioni...en patoué on dit: "à revertsa boque" (come i gamberi, al contrario). Invece di seguire le varie priorità, forse erroneamente si è partiti dagli ultimi passaggi, cioè dallo smaltimento. Ci si è concentrati sullo smaltimento generale di tutto per poi andare, forse, a prevenzione. Non è che non ci siano state azioni, ci sono state delle azioni, ma queste non sono state né mirate, né portate fino in fondo. Questa non è una critica rivolta solo agli ultimi periodi, ma, chiaramente, è un'azione che non è stata perseguita neanche nell'altra legislatura. In effetti, è vero - io lo ammetto - che la scala gerarchica sia legata e sia interdipendente ad una questione di cultura. È una questione culturale, è una questione della comunità, non è solo degli amministratori, è quindi più difficile da realizzare perché deve mettere insieme tante diverse sinergie, necessita di più tempo, è meno immediata, però è fondamentale. E da lì dobbiamo passare se non vogliamo essere "enseveli"...qualcuno a volte usa questo spauracchio...enseveli (sommersi dall'immondizia), ma non per colpa dei cittadini che hanno votato al referendum, bensì per colpa degli amministratori, di tutti coloro che non hanno letto, non hanno capito, recepito e condiviso le normative europee e nazionali.
J'arrive à un autre aspect, en citant des passages du film "Home" de Yann Arthus-Bertrand, un homme en vogue aujourd'hui, mais qui, en 2009 déjà, exhortait: "La planète vit depuis 4 millions d'années, l'homme depuis 200.000 ans, et pourtant nous avons réussi à bouleverser cet équilibre. Il est trop tard pour être pessimistes...voilà, j'insiste sur cet aspect: il est trop tard pour être pessimistes...c'est d'aller les uns à la rencontre des autres. Ce n'est pas ce que nous avons perdu l'important, mais c'est ce qui nous reste, c'est de partager ce qui nous reste. Imposons et favorisons donc une culture équilibrée qui ne suive pas que l'exploitation"...et toujours Bertrand disait: "Il suffit de ne plus fuir, de vivre avec mesure, intelligence et partage. Les solutions existent. Nous avons tous le pouvoir de changer?alors, qu'est-ce qu'on attend?". Voilà, je termine avec: qu'est-ce que nous attendons? Merci.
Président - Merci. Il y a quelqu'un d'autre? Je n'ai pas d'autres inscrits. On peut fermer la discussion générale? Il y a la réplique...il n'y a pas d'inscrits? On peut fermer la discussion? On ferme la discussion. Pour la réplique, la parole à l'Assesseur Bianchi.
Bianchi (UV) - Merci Président.
La motion, dans ses contenus, est extrêmement technique, je pense, et elle ouvre même une fenêtre sur un projet de TMB - je pense qu'on l'appelle comme ça même en français - à Reggio Emilia. Nous sommes en train de travailler pour donner à notre région un système intégré sur le traitement des ordures qui soit en ligne avec les lois de l'Europe et de l'Italie... Tenuto conto che la valorizzazione energetica dei rifiuti attraverso il trattamento a caldo, fissata dalla Regione con la delibera 1117 del 24 marzo 2005, non è perseguibile, come ricordato nella premessa della mozione. A seguito delle risultanze del referendum propositivo dello scorso novembre, l'unica alternativa gestionale possibile verso cui orientarsi, coerente con la circolare ministeriale, è quella di individuare un sistema integrato di impianti di trattamento che consentano, al di là delle raccolte differenziate, di rispettare le prescrizioni fissate dalla Commissione europea, la quale stabilisce sinteticamente la necessità di includere nella gestione del rifiuto indifferenziato "un'adeguata selezione delle frazioni dei rifiuti ed una qualche forma di stabilizzazione della frazione organica dei rifiuti stessi". Quanto previsto dalla Commissione europea, come riportato nella circolare ministeriale citata, in coerenza con il vigente piano regionale per lo smaltimento dei rifiuti, risulta già ora pienamente coerente con gli elementi tecnico-operativi riportati nel piano regionale di gestione dei rifiuti, approvato con la deliberazione 3188 del 2003, come ricordava il Consigliere Roscio.
La Regione ha avviato pertanto la predisposizione di uno studio di prefattibilità - come ricordava il Consigliere Grosjean - che consenta di individuare un sistema integrato coerente con tutte le prescrizioni soprarichiamate e che riporti le necessarie valutazioni di carattere tecnico, impiantistico, economico, finanziarie e tariffarie, nonché i tempi di realizzazione. Nondimeno, occorrerà anche considerare gli investimenti effettuati dalle autorità di subATO e le scelte da essi operate, tenuto conto della volontà di uniformare ed ottimizzare, in generale, le modalità di raccolta (questo in funzione anche della mozione che abbiamo votato tutti qui, in Consiglio, per andare nella direzione di uniformare l'omogeneità dei subATO, nella direzione della raccolta rifiuti).
La redazione di tale studio è stata affidata, come ho ricordato più volte in commissione - ma è giusto farlo sapere anche a chi ci ascolta -, alla società Valeco, concessionaria ai sensi della legge regionale 63/87 della gestione del centro regionale di trattamento dei rifiuti urbani ed assimilati di Brissogne, la quale ha, fra i suoi obblighi contrattuali, anche qui, ormai conosciamo l'articolo 5, quello di assicurare alla Regione, qualora necessario, la realizzazione degli impianti di trattamento previsti dal piano regionale di gestione dei rifiuti e coerenti con l'oggetto della società stessa. Con la nota del 6 settembre 2013, è stato quindi chiesto alla società Valeco di individuare un sistema integrato, in collaborazione con la Regione, di un trattamento dei rifiuti coerente con le prescrizioni ricordate nella nota del Ministero in data 30 settembre 2013. È stata chiesta la programmazione con le tempistiche e la realizzazione di un intervento, gli oneri d'investimento e quelli gestionali, estremamente importanti, perché sappiamo - ricordiamolo - che tutto quello che è rifiuto, comunque pesa sulla tasche dei cittadini.
Potremo esaminare tale studio di prefattibilità presumibilmente a fine novembre. Ricordo anche: che la risoluzione approvata dal Consiglio nella scorsa legislatura, quella dell'8 aprile scorso, che impegnava tra l'altro l'Assessore di competenza a promuovere le opportune iniziative da farsi direttamente ed a verificare le nuove soluzioni ed i nuovi scenari a fronte anche della Commissione speciale sui rifiuti in Valle d'Aosta, dava appunto 6 mesi di tempo all'Assessore. Il sistema integrato richiesto - e qui entro un po' più nello specifico - dovrà assicurare, nel rispetto delle prescrizioni comunitarie, il trattamento del rifiuto residuale della raccolta differenziata (rifiuto residuo), attraverso la selezione e la separazione in una frazione secco-leggera ed in una frazione umida (come ricordava il Consigliere Roscio). Inoltre, dovrà garantire almeno la stabilizzazione della frazione umida e forme di trattamento della frazione secco-leggera tale da consentire la massima - e qui lo ripeto - "la massima" valorizzazione di questo; infatti, concordo sul fatto che la valorizzazione di questa parte sicuramente va nell'ottica di un risparmio di discarica.
Potrebbe essere utile - questo mi è stato chiesto da qualcuno - organizzare una visita presso gli impianti in esercizio che, oltre alla mera separazione della frazione secco-leggera e della frazione umida, effettuino anche fasi successive di selezione e raffinazione finalizzate al massimo recupero di frazioni valorizzabili; ciò anche al fine di poter acquisire elementi conoscitivi che consentano l'adozione di una decisione adeguata rispetto al sistema adeguato da realizzarsi in Valle d'Aosta. Dalle ricerche effettuate, emerge una situazione non ancora matura rispetto a queste tipologie impiantistiche a livello nazionale. Nella maggior parte dei casi, gli impianti di trattamento e selezione della frazione indifferenziata - sto parlando di quella frazione - presenti in Italia sono generalmente impianti di grandi dimensioni, non meno di 90.000-120.000 tonnellate annue, corrispondenti prevalentemente a 3 volte la necessità di quella valdostana. Solo pochi impianti presentano linee e macchinari idonei ad una selezione e raffinazione finalizzati all'estrazione di frazioni da avviare a valorizzazione (carta, plastica e metalli); sono invece più diffusi impianti di selezione a lavorazione di flussi differenziati (plastica e vetro) o di raccolte multi materiali.
Ciò premesso, in funzione anche al fatto che, a fine mese, avremo questo studio di prefattibilità, la maggioranza voterà contro questa mozione, in quanto la Regione ha già avviato tutte le necessarie iniziative volte all'individuazione dei sistemi di trattamento che risulteranno più adeguati, al fine di conseguire il pieno rispetto delle prescrizioni vigenti; quindi la Regione deciderà sulla base dello studio di cui ho ampiamente dato conto qualche minuto fa.
Si dà atto che dalle ore 16,15 assume la presidenza il Vicepresidente André Lanièce.
Lanièce (Presidente) - Grazie. C'è qualcuno che vuole replicare? I proponenti? Non vi sono richieste? Ha chiesto la parola il Consigliere Donzel, ne ha facoltà.
Donzel (PD-SIN.VDA) - Grazie Presidente.
Francamente spero che i cittadini siano molto più abili di me nel leggere le trame sottili della politica, di me che, da qualche tempo, frequento il Consiglio regionale e provo a cercare di capire come si muovano le forze politiche negli interessi dei cittadini. Se dovessi riassumere quanto avvenuto negli ultimi tre Consigli regionali rispetto al dibattito sui rifiuti, sarei in grandissima difficoltà, perché la maggioranza dichiara di condividere sostanzialmente i principi, si dimostra disponibile ad audire in commissione esperti come Paul Connett, offre ampie aperture su alcune questioni, ma, la sostanza, i fatti vanno in una direzione che, a mio avviso, è profondamente diversa.
Il fatto di scegliere di bocciare una mozione che aveva un carattere quasi riassuntivo di un percorso, è proprio come dire che i percorsi sono diversi: ci sono due modi di leggere e cogliere la realtà profondamente diversi. E dirò perché: perché alla base di una corretta gestione dei rifiuti, c'è una cosa molto semplice da fare...lo sta facendo anche con un certo affanno, in recupero, il Comune di Aosta, ma bisogna pur riconoscere che almeno il tentativo di riconoscere l'errore passato, e di rimediarlo, il Comune di Aosta lo sta facendo, e quindi sta lanciando dei segnali come per dire che occorre partire dalla raccolta dell'umido.
Non è più soltanto una questione, come nella passata legislatura, di "alcuni Consiglieri di minoranza", ma sta diventando la percezione comune, che è quella per cui bisogna fare quello che dicono tutti gli esperti, in tutte le salse, di tutti i Paesi, di tutto il mondo, ovvero di cominciare dalla raccolta differenziata dell'umido...non tutto in una volta (ci rendiamo conto delle difficoltà sul nostro territorio), non dall'oggi al domani, ma è passato un anno dal referendum! E doveva essere già fatto prima del referendum! Il referendum, addirittura sulla raccolta dell'umido, non cambia la sostanza. Qualsiasi gestione dei rifiuti deve prevedere la distinzione di rifiuti, come la frazione organica, devono essere separati. C'è chi lo fa con 6 bidoncini perché è più virtuoso, in alcuni Comuni, in alcune Province come Treviso, c'è chi lo fa con 3 bidoni, come San Francisco; però, gira e rigira, guardate le immagini di qua e di là, ma c'è un bidone che c'è sempre ed è l'unico che manca in Valle d'Aosta: quello dell'umido!
Noi siamo quindi fuori rotta, fuori percorso, fuori strada, fuori strada da tempo. È proprio questo essere fuori strada da tempo che ci ha indotti, una volta, all'errore del pirogassificatore e, adesso, sta drammaticamente inducendo in errore l'Amministrazione regionale di nuovo verso la ricerca del megaimpianto, "la grande opera", quella su cui si possono fare affari, business...che sia caldo o freddo, che sia inverno o estate, però, se è una grande opera, se girano tanti milioni di euro, il business è garantito! E quindi gli attori sono gli stessi: c'è di nuovo Valeco di mezzo...adesso non è un consorzio da una parte, ma adesso è addirittura lei che fa il progetto e siamo di nuovo punto e a capo!
Che capiranno i valdostani? penseranno che sia una lite tra maggioranza e minoranza? posizioni ideologiche?...ma quali posizioni ideologiche! Abbiamo la stessa posizione dell'Assessore del Comune di Aosta, Delio Donzel, della Stella Alpina! E qui vedo tre Assessori della Stella Alpina! Che gioco stiamo facendo? Il gioco dell'oca oppure stiamo preparando le comunali di Aosta per cui si fa vedere che ad Aosta siamo ambientalisti ed i cattivi sono a Palazzo regionale? È la stessa maggioranza! Ci avete raccontato che "Aosta capitale" funziona perfettamente, sintonia perfetta tra Sindaco e Regione...eppure Aosta fa delle scelte che non sono le scelte della Regione! Sta percorrendo una strada in accelerazione che dovrebbe sollecitare un'immediata risposta del livello regionale, come a dire: "accogliamo a braccia aperte la volontà di percorrere quella strada, ma prendiamo anche delle misure", perché, torno a dire, non è che si possa raccontare ai cittadini: "al mattino ti passo a prendere l'umido ed al pomeriggio te lo porto in Piemonte"! Ci vogliono appalti, attrezzature, camion...costi. Noi sappiamo, l'Assessore l'ha raccontato...intervengo poi per dichiarazione di voto. È chiaro che...le avevo chiesto...se non c'è l'intervento della maggioranza è impossibile intervenire in aula! La maggioranza non interviene, così, con un trucco tecnico, obbliga a tagliare i tempi degli altri. È un comportamento assolutamente scorretto, antidemocratico, che impedisce un dibattito serio...io non ti faccio sapere che cos'ho da dire, così tu devi parlare nel vuoto...non è così che si può condurre un dibattito leale! Allora, anche su questo, c'è una slealtà: c'è la volontà di non comunicare correttamente su questo tema.
Si dà atto che dalle ore 16,17 riassume la presidenza il Presidente Emily Rini.
Rini (Presidente) - Altri in dichiarazione di voto o replica? La parola al collega Grosjean, per replica.
Grosjean (UVP) - Io non sono un grande oratore, forse lo avrete già capito, però mi sembrava che il Presidente della III Commissione, il giorno che era presente Paul Connett in commissione, fosse quasi entusiasta di quanto ci veniva detto...o no? Ha già risposto, cavolo! E adesso qui stiamo dicendo: no, tutto quello che proponete non va bene...non è che vi chiediamo la fine del mondo! Vi chiediamo solo di darvi una mossa su questo problema dei rifiuti! Signori, è più di un anno che abbiamo fatto questo referendum! La montagna, lì, sta crescendo, bisogna fare qualcosa, non possiamo andare avanti a fare progetti! Basta copiare, basta andare a vedere. L'Assessore ha parlato di visite...andiamo a fare una gita, andiamo a vedere un paio di discariche in giro per l'Europa, al posto di andare solo a visitare i Casinò, come fa l'Assessore alle finanze, andiamo a visitare anche le discariche, soprattutto quelle che funzionano, e portiamo a casa qualcosa! Mi sembra una posizione incredibile. È chiaro, non sono un esperto di politica, non ho ancora assimilato il "politichese", però mi sembra davvero una soluzione. Qualcuno parlava di muro contro muro, ieri, ma mi sa che è la maggioranza che sta facendo il muro contro muro!
Président - Merci. Pour la réplique, la parole au collègue Roscio.
Roscio (ALPE) - Grazie.
Effettivamente il problema della gestione dei rifiuti non dovrebbe essere visto come un problema di fazione...questa cosa l'ho sentita dire già 5 o 6 anni fa, in un convegno, nella sala sottostante, in cui il professor Cossu diceva: "spesso, sui rifiuti ci si riduce ad avere posizioni di tifoserie opposte". Qua, se il cittadino sente il dibattito, siamo tutti d'accordo: tutti vogliamo rispettare la volontà del referendum, tutti vogliamo seguire l'ordine gerarchico imposto dall'Europa, fare il massimo recupero del materiale, azzerare la discarica. Peccato che poi, quando ci si trova a realizzare le cose, si dice: "stiamo lavorando, aspettate, portate pazienza; intanto voi ritirate la mozione...noi stiamo lavorando"! Ma se vado a leggere la mozione, c'è scritto che si impegna il Governo regionale - in prima battuta - a dare immediata attuazione al "vigente" piano regionale di gestione dei rifiuti...quindi non a fare cose nuove, ma a dare attuazione al piano regionale dei rifiuti.
Allora, se l'Assessore sta lavorando, siccome il piano dei rifiuti è del 2003, io mi chiedo...10 anni sono passati, non un anno dal referendum! Chi c'era prima, con quel piano, che cos'ha fatto? Con un motto verrebbe da dire: "siete bravi, ma lenti"! Per attuare un piano regionale ci vogliono 10 anni? Con un referendum popolare di mezzo, su un argomento...permettetemi, abbiamo fatto un referendum popolare sui rifiuti, è una cosa del tutto eccezionale...ma che cosa stiamo aspettando? A parole siamo tutti d'accordo nel fare tutte le iniziative. La prima cosa che vi si chiede di fare è di dare atto al piano regionale vigente, quindi non a fare cose nuove, inedite, grandi impianti strani da parte di Valeco...fate quello che da 10 anni avete detto di fare! Qual è il problema? La mozione vi spinge a dare atto ad una cosa che mi pare abbia già una forza di legge: il piano regionale è già stato approvato, quindi non dovrebbe essere un problema dargli seguito. Poi, certo che, una volta che iniziate a fare queste azioni, uno dice: "visto che fate la raccolta dell'organico"...e mi sembra che, anche qui, a parole, siamo tutti d'accordo che l'organico costituisca la chiave di volta...peccato che poi non si faccia...e nell'organico metto insieme anche i fanghi, perché vorrei ricordare che il problema dei fanghi è un problema che da anni incide anche sulle casse della Regione, visto che i fanghi, che sono comunque organico e dal quale non si ricava nulla di qualità, vengono portati fuori dalla Valle d'Aosta, mi sembra, con dei costi non da ridere... Ci pensiamo anche a quella parte di rifiuti o facciamo tutto un export come vuole fare il Comune di Aosta per andare a cercare impianti fuori Valle che siano in grado di sopperire alle nostre mancanze?
Io vorrei che si facessero finalmente degli impianti in Valle d'Aosta, ragionando magari in un'ottica di condivisione. A me non piace che poi Valeco sia deputata a fare un grande impianto di cui non è dato sapere praticamente nulla, perché "TMB" vuole dire tutto e non vuole dire niente, può comprendere impianti di trattamento a freddo di stabilizzazione con ossigeno o senza ossigeno, può voler dire tantissime cose. E poi la taglia: di quale taglia la facciamo? Siamo tutti d'accordo nel dire che bisogna minimizzare, ma allora, se io devo minimizzare, devo andare a vedere, perché per fare l'impianto ho bisogno di dargli una taglia. Non è che posso dire: "faccio un impianto da 50 e poi dopo gliene metto 10", perché così si ricrea esattamente lo stesso problema che c'era con il pirogassificatore, lo faccio a 60 e poi ce ne metterò 15. E il resto? Che cosa succede? Farò un impianto sovradimensionato di cui non saprò cosa farmene, con enormi costi di gestione, completamente inadatto alle esigenze del contesto.
Mi sembra che il metodo che si sta seguendo non sia un metodo corretto. Io vorrei che ci fosse un metodo più condiviso nelle scelte e vorrei che alle parole che sentiamo dire in aula (condivisione, finalità d'intenti identici) seguissero veramente anche azioni per andare a risolvere un problema che non è un problema di schieramento, ma è un problema della collettività valdostana. Questo mi sembra sia stato detto chiaramente dal referendum, perché non credo che al referendum siano andati a votare solo i cittadini provenienti da uno schieramento, ma penso che siano andati a votare tanti cittadini vostri elettori! E credo che chiedano anche loro di intraprendere quelle azioni sulle quali, un anno fa, vi avevano detto: "fate", contrariamente anche alle indicazioni che avevano ricevuto. Questo è un problema di tutti; quindi, in base a questa cosa, troviamo la soluzione a questo problema e, veramente, cercate di approvare questa mozione, almeno nella prima parte in cui si chiede di dare atto ad un piano regionale datato che doveva subire già tre aggiornamenti e che non ne ha subito neanche uno! Grazie.
Président - Merci. Pour la déclaration d'intention, la parole au collègue Fabbri.
Fabbri (UVP) - Je me suis trompé, Madame.
Président - J'avais vu la réservation...d'autres qui souhaitent intervenir? Pas d'autres? Oui! Vous l'avez déjà faite la déclaration d'intention...vous n'êtes pas parmi les signataires...
La parole au collègue Bertin.
Bertin (ALPE) - Grazie Presidente.
Sono parzialmente sorpreso anch'io da questo risultato della mozione. Abbiamo discusso intensamente, in questo periodo, sull'argomento, riprendendo anche altre discussioni già fatte. Come detto, questa mozione impegnava il Governo regionale a dare immediata attuazione al vigente piano regionale. E il rifiutarsi di dare attuazione ad un piano che avete approvato, al quale dovevate già dare attuazione, e che prevedeva - come sottolineato dai precedenti interventi - la raccolta dell'umido delle utenze selezionate e la realizzazione di un impianto di compostaggio...quello che, di fatto, è stato poi impedito di fare al Comune di Aosta, fino ad oggi, quando il Comune di Aosta, per iniziativa propria, ha deciso di anticipare i tempi e di andare avanti, e seguire in parte quello che il piano regionale indicava, andando avanti in quella direzione indicata nel lontano 2003...diventa difficile capire le ragioni di questo voto da parte della maggioranza che aspetta questo "studio di fattibilità" - lo avete definito così - affidato alla Valeco, l'azienda che, da tanti anni, gestisce la discarica ed alla quale si sono date pochissime indicazioni, generiche indicazioni.
C'è da immaginare che tutto si risolverà con un impianto, facendo l'errore, lo stesso errore che si è fatto dal 2003 ad oggi, vale a dire concentrarsi essenzialmente sull'impianto, che prima è stato l'inceneritore e poi il pirogassificatore; un impianto che, evidentemente, alla fine sarà sovradimensionato e che rappresenterà una piccola grande opera. Se fossi Valeco, andrei proprio nella direzione di proporvi un piano di fattibilità che vada in quella direzione, anche perché loro gestiscono soltanto la parte finale. Dovrebbe essere la Regione ad avere un quadro della gestione integrata dei rifiuti e poi, al limite, la Regione decide che cosa e che tipo d'impianto fare, dimensionato rispetto ad un progetto complessivo. Queste giornate di discussione su queste mozioni lasciano delle forti perplessità. Vedremo a breve - ci dite - il risultato di questo progetto di fattibilità affidato alla Valeco. Grazie.
Président - Merci.
Nessun altro chiede la parola? La parola alla collega Certan, per replica.
Certan (ALPE) - Io non volevo essere un uccello del malaugurio quando ho detto: "Alors, qu'est-ce qu'on attend? Qu'est-ce que nous attendons?". Ho capito che aspettiamo Valeco...
Io sono sorpresa - per non dire stupefatta - perché, proprio perché è uno studio di prefattibilità, come ci ha detto lei, Assessore, proprio per questo...vedo questa mozione (che abbiamo già presentato nelle scorse settimane, negli scorsi Consigli, che poi abbiamo ritirato e ripresentato, lei lo sa, per una questione tecnica, quindi è una cosa sulla quale eravamo già intervenuti un mese fa) semplice da votare.
Benissimo, avete chiesto questa prefattibilità a Valeco, ma qual è il problema di una complementarietà fra l'impegno che c'è nella mozione e l'eventuale studio di prefattibilità che arriverà da Valeco a fine mese? Dov'è la contraddizione e dov'è l'impossibilità di votare questa mozione? Fra l'altro, la direzione che questa mozione dà per la "fabbrica dei materiali" è un po' quella che riprende la gerarchia europea e che probabilmente - almeno io me lo auguro - è, sarà ripresa anche nella prefattibilità, come dice lei. Quindi che problema c'è - tutti insieme, come Consiglio regionale - a prendere un impegno comune, corale, di coralità di fronte a tutti i cittadini? Non riesco a capire quale sia il problema e quale sia l'inghippo in questo impegno, quale sia il reale problema. Grazie.
Président- Merci.
Non ci sono altre richieste? La parola al Presidente Rollandin.
Rollandin (UV) - Sì, grazie Presidente.
Io non vorrei che ci fossero equivoci. Ho ascoltato con attenzione gli interventi dei colleghi e, in particolare, quello di Roscio su questa mozione, come anche del collega che prima ha illustrato la mozione. Se, oggi, la mozione dice: "dare attuazione a quello che c'è e che è in scadenza"...l'Assessore ha appena detto che l'incarico dato a Valeco è per risolvere i problemi di cui stiamo parlando, di come trattare il discorso dell'organico, dell'umido, e di capire, quindi, come arrivare ad una definizione che è ponderata, e che non è né di più, né di meno, è ponderata secondo quelli che sono i calcoli dei rifiuti che noi conosciamo. Non si tratta di andare a tentoni! Nessuno meglio di Valeco sa quali siano le condizioni, le circostanze con cui arriviamo ad avere questo risultato finale.
Non è che abbiamo detto: "arriveremo fra..." o "non vogliamo farlo"; abbiamo detto: "si arriva a questo, verrà discusso, chiaramente verrà presentato in modo che tutti possano fare delle osservazioni", ma finché non c'è questo, su che cosa andiamo a discutere? Approviamo di fare subito la "fabbrica dei materiali" che è l'ultima parte? Lo avete detto voi: è la parte finale ed è quella che, comunque, andrà ulteriormente a distinguere i materiali prima di dire cosa ne faremo di quello che rimane. Io non voglio di nuovo entrare nel merito del fatto che ci sia o meno bisogno di portare fuori, ma credo che lì sarà la discussione. Questo noi chiediamo! È la ragione per cui non votiamo questo che va, oggi, a stabilire qualcosa su cui si sta concludendo, quest'analisi. Non è stato detto che non verrà fatto, che non vogliamo la trattazione nel nuovo piano, che non se ne fa niente...stiamo andando in questa direzione!
Vi chiederei di avere un po' di pazienza e di aspettare di avere questi documenti in modo da poterne discutere assieme, tutto lì.
Presidente - Altri? Non ci sono altri? Possiamo mettere in votazione? Mettiamo in votazione. La votazione è aperta. Tutti hanno votato? Possiamo chiudere la votazione.
Presenti: 35
Votanti: 35
Favorevoli: 17
Contrari: 18
Il Consiglio non approva.
Punto 28 all'ordine del giorno.
