Oggetto del Consiglio n. 244 del 14 novembre 2013 - Resoconto
OGGETTO N. 244/XIV - Reiezione di mozione: "Individuazione degli ambiti territoriali da escludere per lo sfruttamento energetico".
Président - Pour l'illustration, la parole au collègue Roscio.
Roscio (ALPE) - Grazie Presidente.
Cominciavo a temere di dover aspettare il disgelo per discutere di acqua. Vorrei fare una premessa: noi oggi abbiamo un modello di società che è altamente energivora, nel senso che richiede sempre più energia e mi sembra di capire che comunque la volontà politica sia quella di cercare i sistemi per fornire sempre più energia. Ora, serve trovare un sistema per riuscire a muovere delle turbine che in qualche modo accontentino l'utenza. Dal mio punto di vista, questo modello non è particolarmente funzionante, né sostenibile a lungo termine, ma vorrei ricordare che ad oggi a livello globale, quindi a livello planetario, circa l'80 percento di tutta l'energia che viene prodotta deriva da fonti fossili, quindi sostanzialmente è energia termica che poi viene trasformata in energia elettrica e questo crea un problema di sostenibilità a livello planetario, che poi viene ovviamente...comporta tutta una serie di problemi, e sono tra l'altro anche stati già lungamente trattati in protocolli internazionali, spesso disattesi.
In questo contesto l'Unione europea ha intrapreso una politica leggermente diversa rispetto al solo aumento di produzione di energia elettrica e lo ha fatto introducendo un concetto, che è il concetto di "contemperare", cioè l'Unione europea ha detto: "sì, bisogna andare in un'ottica di migliore benessere per la popolazione e migliore fruibilità dell'energia elettrica", ma lo sviluppo deve essere da un lato sostenibile e, per far sì che lo sviluppo sia sostenibile - parlo di risorse del pianeta -, bisogna contemperare la tutela ambientale ed armonizzare lo sviluppo con la tutela del territorio e dell'ambiente. L'Unione europea ha fatto questo tramite due direttive: una, la direttiva delle acque e l'altra una direttiva sulle energie rinnovabili. Tra l'altro, è uno dei pochi casi in cui anche l'Italia, tramite il decreto legislativo 387, ha recepito introducendo anche linee guida, che, tra l'altro, contemplano proprio questo concetto del contemperare, cioè io devo andare a produrre energia preferibilmente da fonti rinnovabili, ma accanto ci deve essere un limite alla produzione di energia, perché non posso mettere turbine dappertutto, di qualunque tipo, o impianti fotovoltaici, o turbine eoliche dappertutto, arriverà ad un certo punto in cui lo sviluppo si scontra con il depauperamento delle risorse. Io quindi devo contemperare lo sviluppo con la tutela dell'ambiente, proprio per cercare di avere questa garanzia di sostenibilità a lunghissimo periodo, sennò comporta più danni che benefici. Anche la nostra Regione, per fortuna, ha recepito questo con la legge 26 del 2012 e addirittura con una delibera di Giunta che va a fissare, per quanto riguarda l'eolico e il fotovoltaico, dei limiti e va ad individuare delle zone in cui questo tipo di produzione non può essere fatto. Ecco, in quest'ottica, con questa mozione noi vorremmo che questo concetto del contemperare lo sviluppo con la tutela dell'ambiente, in un'ottica di sviluppo sostenibile, si estendesse non solo all'eolico o al fotovoltaico, ma anche al sistema, forse migliore, di produzione di energia elettrica, che è quello tramite l'idroelettrico, perché l'idroelettrico è, a livello di efficienza, forse quello che ha l'efficienza maggiore sia rispetto all'eolico che al fotovoltaico, anche se il Presidente dice: "no", questo glielo so dire per certo, nel senso che l'energia meccanica tradotta in energia elettrica ha un'efficienza maggiore che non dal fotovoltaico.
Sarebbe quindi opportuno individuare delle zone da tutelare proprio nell'ottica di garantire un rispetto ambientale e uno sviluppo accanto alla tutela ambientale che garantisca uno sviluppo energetico sostenibile. Saremmo quindi qui a chiedere che la Giunta in tempi brevi effettui una ricognizione sul territorio per capire quali sono le zone dove non potranno essere installate turbine per la produzione di energia idroelettrica, proprio nell'ottica di garantire uno sviluppo sostenibile ed una tutela del territorio. Praticamente si tratterebbe nient'altro che mettere in atto quello che è già stato fatto per altre tipologie di produzione di energia, come eolico e fotovoltaico, ed estendere questo anche all'idroelettrico, anche perché ci sono già a livello anche nazionale delle proposte di legge che vanno in questa direzione, che vengono discusse in altri Consigli, dove semplicemente si va a riconoscere, per esempio, che in certi ambiti, come quello dei parchi, non si ha lo sfruttamento idroelettrico e si trova invece un numero massimo di impianti lungo le aste fluviali e questa, secondo me, è anche un'iniziativa, oltre che per garantire la tutela ambientale, anche di buon senso, che bisogna trovare un limite a quanto il sistema può sostenere. Grazie.
Président - J'ouvre la discussion générale. La parole à Ferrero.
Ferrero (M5S) - Grazie Presidente.
Per quanto riguarda l'idroelettrico, come Movimento Cinque Stelle, abbiamo avuto sempre una posizione che è molto critica su tutto quello che è stato fatto e soprattutto sul fatto che in alcuni ambiti di pregio naturalistico siano state poi realizzate delle centraline: parliamo di Courmayeur, della zona di Champdepraz in prossimità del Parco del Mont Avic, di Champorcher...della vallata di Champorcher sul torrente Ayasse. Questa cosa quindi ci preme molto, i nostri torrenti, i nostri corsi d'acqua sono una ricorsa anche dal punto di vista turistico ed effettuare degli impianti idroelettrici in maniera sconsiderata, come è stato finora, non ci pare la scelta migliore, certo gli interessi che stanno sotto l'idroelettrico sappiamo che sono altissimi, sappiamo anche che ci sono personaggi legati alla politica che hanno fatto di questo settore un affare incredibile, stanno riconvertendo attività edilizie in attività che sono sostanzialmente di sfruttamento delle centraline idroelettriche.
È quindi necessario provvedere al più presto all'individuazione di ambiti che siano assolutamente vietati, l'ultima delle realizzazioni che ho potuto vedere ancora di recente è quella che è stata effettuata nella Conca di By e vi assicuro - abbiamo documentazione fotografica, la renderemo anche disponibile - che è stato fatto veramente uno scempio sia a livello di strade per consentire a dei mega camion di arrivarci, sia a livello naturalistico. Abbiamo comunque monitorato in maniera attenta la zona e staremo attenti che non siano poi state fatte delle modifiche per aumentare la portata dell'acqua al fine poi di farci i soldi, quindi abbiamo una documentazione dettagliata e quindi lanciamo anche un avvertimento a chi eventualmente si fosse fatto dei conti sbagliati. Il famoso corso d'acqua Les Eaux blanches è una zona effettivamente di pregio e c'erano - ci sono ancora speriamo - le stelle alpine nei pressi della zona dei lavori, però lo scempio che è stato fatto è veramente notevole.
Da questo punto di vista, quindi noi richiediamo veramente un'inversione di tendenza alla maggioranza per quello che è stato fatto in tutti questi anni e dobbiamo porre un rimedio, dobbiamo porlo subito, perché diversamente ci sarebbe una ferita al nostro patrimonio naturalistico. È veramente una ferita che non si rimargina facilmente, sappiamo bene che le concessioni durano trent'anni, quindi, una volta che è stato fatto il danno, il danno ce lo teniamo, quindi assolutamente richiediamo, con senso di responsabilità, una decisione, diciamo, in controtendenza rispetto a quello che è stato fatto fino ad oggi.
Président - La parole au collègue Bertin.
Bertin (ALPE) - Grazie Presidente.
La Valle d'Aosta, lo sappiamo, è autosufficiente dal punto di vista della produzione idroelettrica, lo è da sempre, ed è un esportatore importante di questa - tra virgolette - "energia verde". Da sempre in Valle d'Aosta quest'attività produttiva ha avuto un ruolo importante, sin dall'inizio del secolo scorso ha favorito lo sviluppo di questa regione anche con iniziative locali ad inizio '900, fine '800, con uno sviluppo che...faccio soltanto un esempio: Aosta è stata una delle prime città in Italia, forse addirittura la prima, ad avere un'illuminazione pubblica alimentata elettricamente, un fatto all'epoca certamente che rappresentava un elemento di modernità e di efficienza.
In generale quest'attività ha prodotto sviluppo nella nostra regione; ha avuto anche un ruolo nel dopoguerra, lo sappiamo, anche dal punto di vista geopolitico. Una risorsa che va sfruttata però in modo intelligente, in questi anni credo che la nostra Regione l'abbia sfruttata in modo più che sufficiente, ormai abbiamo raggiunto dei gradi di sfruttamento e siamo vicini all'accanimento. Anche di recente quest'attività ha avuto degli sviluppi, intendo dire dai "decreti Bersani" in poi, le famose "lenzuolate" dell'allora Ministro all'industria, il quale hanno permesso, ad esempio - fatto che reputo comunque positivo -, a molti Enti locali di sfruttare questa possibilità sul loro territorio e di avere adesso delle piccole entrate per il loro bilancio, come sappiamo sempre più misero, i tagli certo non mancano. Una risorsa che per le comunità locali può avere un aspetto positivo, ma negli ultimi anni il quadro complessivo è cambiato. Lo sappiamo, ad esempio, che, per quanto riguarda gli Enti locali, non hanno più la priorità, nel caso di richiesta in concorrenza con ditte private, e sappiamo anche che si è sviluppato un fenomeno negli ultimi anni rispetto agli ex CIP 6 con i certificati verdi, che ha creato una sorta di finanziarizzazione del settore, al quale a volte ci si chiede quale interesse economico stia dietro alle iniziative in campo idroelettrico, tra l'altro, gestite da società non legate al territorio, ma che hanno i loro...come dire? proprietari in società distanti, spesso in Lussemburgo ed altri Paesi poco identificabili. Questo processo certamente va tenuto in considerazione. Oggi buona parte delle aste torrentizie di questa regione sono sfruttate, è inutile continuare ad accanirsi, conosco alcune zone nelle quali su alcuni torrenti ci sono addirittura 7-8 impianti, a catena, come detto che...con nuove richieste come spesso succede...tra l'altro, richieste fatte da società estere e che non daranno nessun beneficio alle popolazioni locali.
Ci troviamo, oltre a quest'aspetto normativo, anche ad un cambio climatico, che evidentemente comunque inciderà soprattutto sulle Alpi, sulle disponibilità della risorsa dell'acqua. Dobbiamo cercare di usarla in modo intelligente e non esagerando, come s'è fatto, a mio avviso, negli ultimi anni. Un cambio, un'inversione di marcia va fatta in questo senso e utilizzare lo strumento di identificare alcune zone come è stato fatto per il fotovoltaico. È importante che alcune parti del territorio siano salvaguardate da ulteriori sfruttamenti. È una ricchezza per la nostra regione anche dal punto di vista ambientale, come richiamo turistico, crediamo che si debba avere l'intelligenza di fermarci e di ripensare allo sfruttamento di questa risorsa certamente importante per la nostra regione. Questa è l'occasione, avevamo già presentato durante l'altra legislatura diverse iniziative in questo senso, crediamo che la direzione debba cambiare e cambiare in fretta. Grazie.
Presidente - Grazie. Altri? La parola al collega Nogara.
Nogara (UVP) - Merci Président.
Ora, innanzitutto volevo chiarire che noi, come UVP, siamo per lo sfruttamento delle fonti di energia rinnovabili, diciamo, per lo sfruttamento, però riferendoci a quelle che sono le centraline idroelettriche; secondo noi, è indispensabile in questo momento stabilire delle regole, stabilire delle zone in cui queste centrali per vari motivi non possono essere costruite. Questo è un impegno che l'Amministrazione, soprattutto per il rispetto dell'ambiente, dovrebbe già aver preso e dovrebbe prendere al più presto. I problemi principali soprattutto quando si costruiscono queste centraline, i contenziosi che ci sono poi con queste ditte, che costruiscono questi tipi di centrali, sono soprattutto sul minimo deflusso vitale. Qui poi c'è sempre una vera guerra, perché, quando si decide, quando si fanno degli studi, si dice che si fanno degli studi e tutto, si va sempre a vedere i periodi dove c'è maggior deflusso di acqua, ma soprattutto poi nel periodo invernale ci troviamo in grosse difficoltà e ci troviamo spesso in situazioni dove a valle di questi impianti ci troviamo praticamente pochissima acqua che scorre nel torrente, con il rischio della morte di tutta la fauna ittica e non solo.
Un discorso, una riflessione che volevo fare, visto che le acque sono un bene comune, sono un bene di tutti...è chiaro che ci sono delle valli laterali, delle zone della nostra Valle che sono più fortunate rispetto ad altre ed è proprio per questo motivo che, secondo me, l'Amministrazione regionale dovrebbe in qualche modo con l'intervento di CVA, che, secondo noi è...come si può dire? la principale...per questi lavori...dovrebbe costruire, prendersi in carico il fatto di costruire determinate centrali con determinate dimensioni, non parlo di piccole costruzioni, per poi in un secondo tempo ridistribuire a tutta la popolazione della Valle d'Aosta un beneficio che ci viene portato da queste nostre acque. Ci sono state proprio tante polemiche anche rispetto proprio a questo, perché vi dico questo? Perché alla fine ci rendiamo conto che la costruzione di queste centraline e lo sfruttamento futuro sarà in mano a poche persone e non è nello spirito, appunto, comunitario con cui questo dovrebbe avvenire, perché, come vi avevo detto prima, l'acqua come bene comune dovrebbe portare un beneficio a tutti gli abitanti della Valle d'Aosta. Ecco, io mi fermo qui e penso che un'iniziativa di questo genere sia condivisibile da tutti e spero che questa mozione venga accettata anche dalla maggioranza. Grazie.
Président - Merci. Il y a quelqu'un d'autre? La parole au collègue Donzel.
Donzel (PD-SIN.VDA) - Grazie Presidente.
Cari colleghi, occuparsi di energie rinnovabili è assolutamente importante e il dibattito su questo tema è molto evoluto negli ultimi anni. Anche ciò che genericamente è considerato un bene, una cosa positiva, lo sfruttamento delle energie rinnovabili, abbiamo visto nel corso degli anni che anche qui, nel nostro piccolo territorio della Valle d'Aosta, ha comportato non pochi problemi. Non mi riferisco alla diga di Valgrisenche, che oggi comporta non pochi costi, diciamo, di intervento per ridimensionarne le dimensioni, ma mi riferisco a tutto il dibattito che c'è stato anche solo nella passata legislatura, dove vorrei ricordare, come Partito Democratico, ripetutamente all'inizio della legislatura chiedemmo che venisse in qualche modo mappato il territorio valdostano per quanto riguarda gli impianti eolici. Ci fu, diciamo, un'esigenza, perché cominciavano a muoversi dei singoli privati sul territorio, con uno sfruttamento che rischiava di non dare ricadute per la comunità, perché abbiamo sempre avuto un'idea che l'energia è anche un bene comune, perché sfruttare acqua, aria e sole vuol dire sfruttare dei beni comuni che non sono proprietà di nessuno e se l'energia dei privati...al pubblico va bene, ma bisogna ricordarsi che quel bene è di tutti. Devo dire che, dopo qualche tentennamento, ci fu una risposta da parte del Governo regionale e su quella strada ci siamo bene incamminati e in qualche modo abbiamo avuto anche delle risposte puntuali per quanto riguarda un parco eolico in Valle d'Aosta gestito tra privati e partecipata pubblica, magari sarebbe importante riconoscere qualcosa di più anche a quei territori che hanno l'insediamento, ma comunque la partecipata pubblica, al di là dei problemi di cui abbiamo parlato prima, riconosce che quello sfruttamento è bene comune di tutti noi, poi sarà a noi cercare di gestire bene gli utili di CVA. Da questo punto di vista, quindi, il ragionamento va esteso anche ad altre fonti rinnovabili, per esempio, siamo dovuti intervenire sulla questione dello sfruttamento del solare, perché abbiamo visto che la collina di Aosta si riempiva di pannelli fotovoltaici. I terreni anche agricoli interessanti per la coltura della vite venivano sfruttati creando anche un impatto ambientale paesaggistico negativo per il nostro territorio, quindi è bene sfruttare l'energia solare, ma bisogna farlo con una certa logica, con una certa razionalità. Ora, qualcuno che è arrivato prima degli altri, prima del politico - che arriva sempre in ritardo su queste cose - ha già fatto i suoi impianti, in qualche modo sfrutta l'energia solare a titolo privatistico e naturalmente a tutti rimane il danno paesaggistico-ambientale.
Altro discorso, e arrivo al punto, riguarda l'energia idroelettrica. Qui siamo in ritardissimo, nel senso che tutti siamo favorevoli allo sfruttamento delle energie rinnovabili, però probabilmente serviva una maggiore visione d'insieme del territorio e di utilizzo delle acque della nostra regione, perché noi sappiamo che nella nostra regione l'acqua non è soltanto utile per fare energia elettrica, ma dall'uso quotidiano che ne facciamo nelle nostre case arriviamo appunto all'uso poi in agricoltura e quant'altro, quindi è un bene anche molto difficile...deve essere studiato attentamente l'utilizzo di questo bene per tutte le ricadute che ha, soprattutto in un contesto, come ci ricorda l'Unione europea, di profondi cambiamenti climatici, dove la nostra principale riserva idrica, ossia i ghiacciai, potrebbe anche compromettersi nel futuro. I nostri consumi abituali di tutti i giorni - ci facciamo tre volte la doccia al giorno, usiamo la lavatrice a tutto spiano e facciamo scorrere l'acqua dai rubinetti e quant'altro - portano a dei consumi idrici personali altissimi, la stessa cosa può avvenire nello stesso campo...nell'agricoltura, non si possono certo privare dell'acqua i campi e quindi l'utilizzo dell'energia idroelettrica deve essere veramente gestito con una grande oculatezza. Noi abbiamo già avuto modo di dire in quest'aula che, con le nuove tecnologie e gli strumenti forniti dalle nuove tecnologie, sarebbe utile cominciare a monitorare già il prelievo di acqua attuale da parte degli impianti, perché, ripeto come ho già detto più volte, è fatto in modo empirico, per cui quello che si chiama "deflusso minimo vitale garantito"...alle volte chiunque passa vino ad un torrente vede la zona dove c'è il deflusso minimo vitale garantito perfettamente a secco, perché il controllo è empirico e quindi chi ha interesse a prelevare l'acqua sia per uso agricolo, sia per uso di sfruttamento idroelettrico se la piglia tutta e se la porta via e il torrente rimane in secca.
Vi è poi un'altra questione molto delicata in Valle d'Aosta ed è quella che attiene al fatto che noi siamo un territorio fortemente antropizzato. Lo dicevo prima per lo sfruttamento, ma anche perché molti siti, diciamo, sono siti abitati, sono siti dove appunto l'uomo utilizza questi territori per il pascolo e, altra cosa non indifferente - lo ripetiamo sempre tutte le volte -, la principale risorsa per il futuro della Valle d'Aosta è il turismo che si fonda sul bene paesaggistico. Là nel bene paesaggistico quindi ci sono tutti quegli interventi che potrebbero danneggiare il bene paesaggistico quando l'intervento è troppo impattante, con la realizzazione di strade, condutture, tubature, cemento armato dentro gli alvei dei torrenti. Tutto questo che permette di fornirci l'energia rinnovabile alle volte è in contrasto con l'altra principale risorsa che abbiamo, quindi anche su questo bisogna cercare di essere molto attenti, perché, per ottenere una cosa, andiamo a danneggiarne un'altra che è altrettanto vitale ed importante per noi.
La mobilitazione che si è avuta in questi ultimi anni da parte di molte comunità locali va proprio nell'indirizzo che il bene ambientale paesaggistico non è più patrimonio di alcuni intellettuali, che fortunatamente prima di tutti gli altri hanno aperto la questione ambientale, ma sta diventando un patrimonio comune e quindi non deve suscitare sorpresa che interi Comuni, i Sindaci dicano: "non vogliamo un impianto di certe dimensioni", o addirittura: "non vogliamo l'impianto in un determinato sito", perché si va nell'indirizzo di tutelare il bene primario del turismo, il bene primario dell'ambiente in quel territorio. Sebbene arriviamo un po' tardi, perché tanti interventi anche notevolmente impattanti nel settore idroelettrico sono già stati fatti, non è mai troppo tardi per renderci conto che una mappatura e anche una nuova attenzione a quelli che sono i prelievi che vengono fatti già dagli impianti esistenti possono essere assolutamente preziosi per capire come procedere in questa strada, non dimenticando, tra l'altro, che, da una parte, l'Unione europea ci consegna, sì, l'obiettivo dello sfruttare di più le energie rinnovabili...e quindi se qualcuno volesse investire, se la Regione volesse investire, questo, a nostro avviso, sarebbe il futuro...ma ci impone anche la capacità di ridurre i consumi. È inutile che noi produciamo energia, per esempio, calore per scaldarci se abbiamo case che disperdono calore, siamo sciocchi no? È inutile che bruciamo foreste per scaldarci se abbiamo le finestre aperte. Le nostre case, costruite negli anni '70, sono sostanzialmente delle finestre aperte, noi bruciamo a tutto spiano gasolio, legna, metano, energia elettrica quando potremmo coibentare meglio queste abitazioni ed abbattere i consumi energetici.
Questa mozione quindi va anche nell'ordine di idee che bisogna anche ripensare lo sfruttamento di quelle che fino a qualche decennio fa..."bisogna sfruttare le energie rinnovabili". Ho visto come il Piemonte ha fermato gli impianti solari quando distruggevano i campi, quando andavano a sostituirsi a territori paesaggistici importanti. Non siamo stati solo noi in Valle d'Aosta, e penso quindi che il percorso che abbiamo chiesto di fare alla Giunta regionale sia un percorso assolutamente non contrario alle energie rinnovabili, ma è per un loro utilizzo più consapevole, più legato al rispetto complessivo del sistema ambiente Valle d'Aosta, perché non è così scontato che una cosa buona da una parte abbia ricadute positive su altre. Bisogna cercare di leggere il sistema intero Valle d'Aosta nel suo insieme, come siamo stati capaci in qualche modo di intervenire abbastanza per tempo sull'eolico, come siamo riusciti a recuperare in extremis sul solare, dobbiamo cercare di fare questo lavoro anche sull'idroelettrico.
Président - Merci. Pas d'autres? On peut fermer la discussion générale? La discussion générale est fermée. Pour la réplique, la parole à l'Assesseur Viérin.
Viérin M. (SA) - Grazie Presidente.
Ringrazio il collega Roscio e anche gli altri colleghi che sono intervenuti. Come diceva il collega Roscio, è già da due, tre sedute che quest'iniziativa viene rinviata per mancanza di tempo, finalmente oggi ne parliamo, come ne abbiamo già parlato anche verbalmente in altri momenti in queste ultime settimane...personalmente. Io voglio solo ricordare che questa normativa o, meglio, questo tema è molto delicato. È un tema che chiaramente viene affrontato da vari strumenti. Ritornerò anche sull'argomento, sia dal PEAR, che doveva essere portato in questo Consiglio il prossimo anno (2014-2020), e sia per quello che concerne il piano regionale tutela delle acque, che scade nel 2015 e che dovrà essere aggiornato. Faccio queste due premesse, perché questi sono due strumenti fondamentali per rispondere al 95-98 percento di quelle che i colleghi hanno poi presentato come motivazioni a sostegno di questa mozione.
Sull'altro versante concordo anche sul fatto che, come hanno detto Roscio e Donzel, questa società, ma in senso complessivo, dovrebbe richiedere meno energia, andare più sul risparmio, anziché richiederne di più, sono aspetti anche condivisibili, perché questo è il problema: consumiamo sempre di più; dall'altra parte, però, bisogna fare attenzione a non avere un approccio parziale a questo problema. Con il collega Roscio ne abbiamo anche parlato, dicevo poc'anzi, perché anche oggi abbiamo sentito: "bisognerebbe avere più benefici sulla produzione rivolti al territorio, impatti ambientali minori rispetto alle centraline", quindi tutte le problematiche nascono...un obiettivo sulle fonti rinnovabili però lo Stato e l'Europa ce lo impongono. Vedete allora che tutte queste cose, le une messe con le altre...possiamo dire che, in merito a tutte queste tematiche, ci sono già delle normative ben chiare che arrivano sia come indirizzo dalla Comunità europea, sia poi successivamente dallo Stato.
Parto dall'ultima, diciamo, considerazione: che noi abbiamo una Comunità europea che ha investito tantissimo sulle fonti rinnovabili, onestamente sia per la produzione, ma anche per un risparmio poi successivamente su quello che è il consumo e chiaramente gli indirizzi che ci vengono dati per il futuro sono di aumentare ancora la produzione in merito alle energie rinnovabili, che sono poche, lo sappiamo perfettamente. Dall'altra parte abbiamo anche, come dicevo prima, il piano regionale di tutela delle acque da aggiornare e quindi proprio su quest'obiettivo, il piano regionale di tutela delle acque da aggiornare nel 2015, la Giunta regionale con la delibera che è stata richiamata, in merito all'idroelettrico, ha voluto mettere uno stop e ha sospeso praticamente l'accoglimento di tutte le domande a far data dalla delibera regionale, ed è una delle poche Regioni - dico: "poche Regioni" - che ha fatto questo. Se vogliamo, oggi nel nostro territorio, quindi si può dire che in via generale sono indisponibili tutte le vallate, tutte le aste torrentizie per nuove domande di prelievo ad uso idroelettrico e quindi tutti i corpi idrici presenti sul territorio regionale. Questo è quanto è successo con l'approvazione della delibera di Giunta l'anno scorso.
Abbiamo fatto un passo quindi che va verso quello che in parte si chiede con questa mozione, perché mi sembra che questa mozione voglia dire: non si dovevano bloccare solo le domande in attesa del 2015 o, meglio, del piano regionale di tutela delle acque, che scade nel 2015, ma si dovevano bloccare anche le domande presentate. Io ho già ribadito più volte...perché ce lo dicono soprattutto i tecnici e gli uffici legislativi che noi in questo senso avremmo rischiato non poco di avere delle situazioni molto incresciose, che ci avrebbero portato anche ad essere responsabili per danni arrecati a quelli che sono gli indirizzi della Comunità europea e dello Stato per lo sfruttamento idroelettrico. È chiaro quindi che, di fronte a questo, non avremmo voluto che un domani qualcuno si trovasse poi in questo Consiglio o in altri luoghi a dire: "chi è che paga i danni non richiesti dai privati in merito allo sfruttamento dell'idroelettrico?". Questo è, diciamo, un passaggio molto delicato e, come ha ben detto Roscio, la stessa, diciamo, importanza l'abbiamo data all'eolico e anche al solare, se vogliamo, per evitare alcuni impatti. Voglio dire anche che non solo noi non abbiamo bloccato le domande, ma abbiamo voluto fare anche un ragionamento molto attento al territorio, sentivo prima Nogara che diceva: "il territorio". Noi abbiamo evitato di bloccare con quella delibera totalmente quelle che sono le esigenze di vita del territorio, quindi abbiamo bloccato le domande o la possibilità di presentare domande, meglio sarebbe dire...in questa maniera a tutte quelle richieste sopra i 50 kilowatt, esentando, se vogliamo - così ripeto per chi non avesse visto il testo della delibera -, tutte quelle situazioni degli alpeggi, o dei posti isolati, o dei rifugi alpini in maniera che, se non c'erano le linee elettriche di trasporto dell'energia, si potessero fare impianti sotto i 50 kilowatt ed avere poi l'utilizzo del bene energia elettrica.
La stessa cosa sulle varianti su centrali già assentite, ma da almeno cinque anni, prima che fossero presentate le varianti su concessioni già assentite, ma dovevano essere superiori a cinque anni di concessione; ancora poi quelle variazioni che non comportano un aumento di produzione, quindi anche l'utilizzo dell'acqua. Ancora il discorso di utilizzare infrastrutture già esistenti, proprio rispondendo al discorso dell'impatto ambientale nella realizzazione di questi impianti, faccio due esempi: se un consorzio di miglioramento fondiario che ha già l'impianto di adduzione, quindi la tubazione e quant'altro inserisce in quest'opera di adduzione una piccola centralina di produzione, aumentiamo la produzione di fonti rinnovabili, quindi idroelettriche, andiamo incontro a quello che ci chiede l'Europa e lo Stato; dall'altra parte non andiamo a fare opere nuove, utilizziamo due volte la stessa acqua con dei benefici superiori. Non solo i consorzi di miglioramento fondiario, ma anche tantissimi Comuni ce l'hanno chiesto sugli acquedotti, perché tanti acquedotti comunali non avevano ancora l'inserimento delle centraline nell'impianto di adduzione, anche qui non è che andiamo a creare dei danni o dei disagi ulteriori e quant'altro, creiamo solo dei benefici con la stessa opera. Ecco, noi abbiamo solo esentato dalla presentazione di nuove domande queste casistiche, casistiche che sono bene esplicitate nella delibera di Giunta, ribadisco, proprio perché abbiamo voluto dare un segnale forte e chiaro in merito a quella che è la nostra azione, in modo da discutere poi quando arriverà in discussione il nuovo piano su quella che è la tutela delle acque qui in Consiglio, come ho detto, l'attuale scadrà nel 2015.
Ricordo che è molto importante anche ricordare - l'ha detto all'inizio, poi il collega Marquis lo potrà anche esplicitare meglio - quelli che sono gli obiettivi che ci chiedono l'Europa e lo Stato in merito a quelle che sono le fonti rinnovabili e quindi il piano PEAR dal 2014 al 2020.
Voglio ancora fare una premessa: è vero che qui si dice che bisognerebbe fare questo e quell'altro, mi sembra Roscio dicesse: "i parchi, almeno i parchi", voglio ricordare al collega Roscio che per i parchi c'è già l'obbligo del parere vincolante, quindi già oggi se non abbiamo il parere del parco, non si può autorizzare nessuna centralina, c'è già il parere vincolante del parco, sarebbe solo creare carta in più, ma, dal punto di vista sostanziale, c'è già. Sul DMV io volevo ricordare che per tantissimi impianti, anche per dare delle notizie ai Consiglieri, vengono autorizzati gli utilizzi o sono stati autorizzati gli utilizzi nei periodi, diciamo, di scorrimento massimo dell'acqua, quindi nei periodi estivi, tante concessioni non vengono autorizzate nel periodo invernale, quindi abbiamo parecchie centraline che nel periodo invernale sono chiuse.
Altra questione: i benefici al territorio, voglio ricordare che - poi sia tanto o poco... - ci sono già i canoni destinati alla Regione e sovracanoni ai Comuni. La normativa poi sugli Enti locali prevede anche, diciamo, degli accordi con chi realizza un impianto di produzione per venire incontro a quelle che possono essere delle necessità degli Enti locali sul discorso ambientale.
Voglio ricordare infine che - sarà poca cosa, ma è giusto ricordarlo - anche la Comunità europea, come lo Stato hanno spinto sull'idroelettrico, perché è una delle poche azioni che non prevede il consumo dell'acqua, l'acqua poi è rimandata all'interno delle aste torrentizie. È chiaro e condivido che, quando si utilizza un prodotto, non si possono avere solo benefici, si hanno anche delle piccole, diciamo, situazioni o piccole conseguenze, perché qualsiasi azione noi facciamo per arrivare a raggiungere un obiettivo non può essere solo al 100 percento il raggiungimento di un obiettivo eccezionale, perché qualsiasi cosa facciamo poi durante le nostre azioni anche di vita quotidiana ti porta a non considerare o a considerare meno alcuni altri aspetti. Ecco, quindi con questo io voglio chiedere ai proponenti, proprio perché non è che noi siamo qui a dire: "non se ne discute e quant'altro", ci sono dei momenti di discussione ben chiari, ho ricordato i due piani: quello del PEAR e quello del piano regionale sulla tutela delle acque, che ci porteranno a discutere in maniera complessiva, come ho sentito ribadire oggi dai colleghi. Qui non è tanto il discorso di bloccare un'asta torrentizia, piuttosto che un'altra, ma dagli interventi dei colleghi mi sembra che la volontà sia di discutere su quello che è l'aspetto generale e l'aspetto generale si discute con questi due piani. Grazie.
Presidente - Grazie. Qualcuno intende prendere la parola? Per dichiarazione di voto o replica. Per la replica, la parola al collega Roscio.
Roscio (ALPE) - Grazie Presidente.
Ho ascoltato l'intervento dell'Assessore Viérin, con cui, tra l'altro, mi ero già confrontato nei giorni passati, riconoscendo anche alcuni aspetti positivi di quello che è stato fatto. Per carità, quello nessuno lo mette in discussione, così come nessuno mette in discussione il fatto che è auspicabile produrre energia elettrica piuttosto con fonti rinnovabili che non con centrali termoelettriche, su questo nessuno viene a fare la discussione, su questo siamo pienamente d'accordo. È pur anche vero, però, che non ci intendiamo su alcune cose, nel senso che su quello che dice l'Europa...io sono andato a leggermi la direttiva, ho visto che l'Europa invita caldamente ad arrivare a certi obiettivi nazionali di produzione di energia da fonti rinnovabili, questo non vuol dire che deve sostenerlo solo la Valle d'Aosta, cioè che la Valle d'Aosta deve produrre tutta l'energia per la Nazione, nel senso che vuol dire che la Nazione deve arrivare a un certo livello.
Bisogna poi ricordare anche un'altra questione: che purtroppo, laddove spesso nelle direttive europee ci sono dei principi espressi chiaramente, l'Italia poi fa le cose in maniera un po' strana, tant'è vero che poi l'Unione europea interviene sanzionando per applicazioni anomale delle direttive europee derivanti dal recepimento nazionale. Vorrei ricordare solo per esempio il caso dei CIP 6, dove l'Europa ha aperto infrazioni, perché l'Italia, ahimè, agli incentivi che dovevano andare allo sviluppo delle fonti rinnovabili, l'Italia è riuscita ad incentivare praticamente qualunque roba, dall'incenerimento di rifiuti pericolosi, tossici, cementifici, raffinerie di petrolio, per cui poi a livello nazionale sembrava che ci fosse un aumento di fonti rinnovabili, ma l'Europa questo non l'ha mica tanto riconosciuto, tant'è vero che ci sanziona e anche pesantemente su queste cose. Il concetto quindi è che andiamo verso le fonti rinnovabili, ma, attenzione, perché si arriva ad un certo punto in cui si va a saturare questa cosa qua, quindi, dal mio punto di vista, vero è che c'è il piano di tutela delle acque che va in discussione, vero è che c'è il piano energetico che deve essere rivisto e lì potrebbe essere fatta una discussione più generale, più articolata, ma è anche vero che questa mozione non chiede di andare ad individuare oggi le zone da assoggettare a tutela, semplicemente chiede di dare un indirizzo verso questa cosa, cioè la Valle d'Aosta vuole fare per l'idroelettrico quello che già ha fatto per l'eolico e per il fotovoltaico? Individuando delle zone che non sono magari solo i parchi, perché io sono felice che il parco debba dare un parere vincolante, sennò già nel Parco nazionale Gran Paradiso sarebbe successo che avrebbero fatto delle centrali idroelettriche neanche così poco impattanti, vorrei solo ricordare quella che poco tempo fa era prevista a Valsavarenche e a Cogne, che andava ad avere un certo impatto, per cui effettivamente il Parco si è messo un po' di traverso dicendo: "guardate che è un intervento che è vero che io produco energia elettrica, ma è anche vero che l'impatto sul territorio sarebbe così oneroso che non do il parere favorevole". Io mi ricordo che si parlava di fare gallerie sotto la Grivola, per cui sarebbe stato un deposito di smarino di metri su alcuni prati della zona di Vieyes? Io però credo che in Valle d'Aosta non ci siano solo i parchi da assoggettare a tutela, anche perché sarebbe bello l'indirizzo da dare anche al di fuori di quest'aula, che la Regione individuasse delle zone particolarmente di pregio che non possono essere assoggettate a tipi di sfruttamento idroelettrico, pur riconoscendo che l'idroelettrico è una forma ottima di produzione dell'energia, ma su questo nessuno va a discutere.
Una piccola precisazione sui canoni e sovracanoni che andrebbero a favore delle comunità locali. Qui, parliamoci chiaro, chi fa l'intervento di installare la centralina idroelettrica è mica un benefattore che va a dare soldi alla comunità locale, anzi spesso la comunità locale si trova ad avere disagi più che vantaggi a fronte di qualcosa che assomiglia più ad un'elemosina che ad un vero vantaggio, perché il grosso dei vantaggi va a chi fa l'impresa, mica alla popolazione locale e quindi di questo si era già discusso in occasione della centralina di Valgrisenche, dove gran parte dei proventi vanno a privati, non alle comunità. Mentre, dal mio punto di vista, sarebbe meglio invertire questa cosa, poi lo so che ci sono tutte una serie di problematiche determinate dalla legge, per cui purtroppo...però non vuol dire che, se c'è una norma, questa norma deve essere per forza la migliore possibile, ma su questo la Regione non può intervenire, perché si parla di norme nazionali. È anche vero però che ci sono casi di sentenze del TAR, perché si parlava di dover pagare dei danni...ci sono sentenze del TAR - se volete, ve le posso portare - dove Comuni e anche Regioni sono intervenuti a bloccare progetti di centrali idroelettriche, che anche lì avevano la pubblica utilità e quindi la facoltà di poter fare praticamente qualunque cosa sul territorio. I Comuni però hanno ritenuto che certe opere andavano a ricadere in zone di particolare pregio, per cui hanno detto: "no" a quell'opera. L'azienda che era interessata ha fatto ricorso e il TAR ha dato ragione al Comune, non all'azienda. Quando ci sono esigenze, quindi la legge tutela le comunità, perché dice che bisogna contemperare lo sviluppo economico con la tutela del territorio, quindi, laddove ci sono particolari pregi, io posso andare a non consentire. Quindi si chiede: che la Regione con questa mozione si prenda l'impegno di andare a fare una ricognizione sul territorio per andare a vedere se sulla Valle d'Aosta esistono particolari zone di pregio da poter assoggettare a tutela e quindi in un secondo momento da inserire nei piani di tutela delle acque e nel piano energetico, laddove la Regione va a dire: "lì - così come è stato fatto per altre forme di energia - non vado a costruire centrali idroelettriche". Mi sembra che sia una posizione ampiamente condivisibile e che non sia in contraddizione con gli sviluppi che poi si vorranno dare e che avranno carattere più generale. Io spererei che questa mozione fosse accolta per dare un indirizzo di tutela politico, che non va ad inficiare in nessun modo gli sviluppi futuri. Grazie.
Presidente - Grazie. La parola all'Assessore Marquis.
Marquis (SA) - Grazie Presidente.
Vorrei fornire anch'io un contributo alla discussione che ho ascoltato con attenzione. Vorrei aggiungere alcuni aspetti relativi alla pianificazione energetica rispetto a quanto è stato detto sinora. Era stato sottolineato dal collega Roscio che l'Europa sta caldeggiando di andare nella direzione delle rinnovabili attraverso l'obiettivo 20-20-20, però devo dire che siamo già oltre rispetto a questa fase, perché l'obiettivo che è stato dato dall'Europa all'Italia col famoso "decreto di burden sharing" porta ad attribuire all'Italia la quota del 17 percento di energia proveniente da fonte rinnovabile entro il 2020. Un decreto ministeriale del 2012 pone come obiettivo alla Valle d'Aosta quello di raggiungere il 52,1 percento almeno di energia rinnovabile entro il 2020. Attualmente siamo sicuramente ad un valore inferiore rispetto a tale obiettivo, quindi questo sta a significare che da qui al 2020 dovremo fare delle politiche di incentivazione degli interventi di produzione di energia rinnovabile. Chiaramente bisognerà intervenire su tutte quelle che sono le possibili leve, a partire dall'idroelettrico, il fotovoltaico e a tutte le possibilità che abbiamo per andare in quella direzione.
Ho ascoltato anche l'intervento, che condivido, del Consigliere Donzel, dove ha evidenziato che non solo bisogna pensare a produrre energia rinnovabile, ma anche a contenere i consumi. Questo è un altro obiettivo del Piano Energetico Ambientale Regionale (PEAR), che verrà portato all'attenzione del Consiglio da qui a poco. All'interno di questo documento di pianificazione c'è tutta una descrizione particolareggiata di quelli che sono gli obiettivi da raggiungere di maggiore produzione di rinnovabile e di contenimento dei consumi, perché, anche quest'ultimo obiettivo non è facile da raggiungere. Quello che volevo sottolineare in definitiva è questo: che sono rispettabili e condivisibili gli aspetti di valorizzazione del territorio e di rispetto dell'ambiente, però sarebbe bene vedere tutte queste argomentazioni in un unico momento: nel momento in cui si parte dalla discussione generale e che si ragiona sugli obiettivi che noi dobbiamo raggiungere. In questo caso partire dal dettaglio per arrivare al generale credo che possa essere fuorviante nell'economia complessiva del ragionamento, perché condivido anch'io che ci sono dei siti che non possono essere adatti per determinati utilizzi e sfruttamenti sotto il profilo energetico, però sarebbe bene, per prendere delle decisioni consapevoli, fare un ragionamento complessivo. Dal momento che da qui a poco verrà presentato il PEAR e che quindi nel frattempo non ci sono delle altre decisioni da prendere, credo che la proposta di ritiro della mozione possa essere accolta, in attesa di una valutazione più generale e complessiva, che potrà considerare tutti questi aspetti. Grazie.
Presidente - Grazie. Altri? La parola al collega Gerandin.
Gerandin (UVP) - Merci Madame la Présidente.
Solo per una precisazione. Ci tengo particolarmente a sottolineare in merito all'intervento dell'Assessore Viérin...quando ricordava che una parte legata ai sovracanoni va agli Enti locali, forse ha la memoria corta, perché per gli Enti locali il riparto è fermo al 2009, perché prima erano degli introiti che andavano al BIM ed erano poi ripartiti agli Enti locali. Il riparto è fermo al 2009, le quote aggiuntive del 2009 sono incassate dalla Regione sul bilancio regionale e, se lei guarderà tra le pieghe del bilancio, finanziano una parte del sociale. Solo per precisare...ecco, perché ci tenevo a precisarlo, grazie.
Président - Merci. Quelqu'un d'autre? La parole au Président Rollandin.
Rollandin (UV) - Sì, grazie.
Solo due brevissime osservazioni al collega Roscio, in particolare per quanto riguarda due aspetti riferiti all'idroelettrico nei parchi. Vale quello che ha detto l'Assessore, nel parco di Valsavarenche non è che con la nuova impostazione si voleva fare qualcosa di diverso, cambiava solo di qualche metro la captazione e nulla più, non è che si facevano opere nella Valsavarenche, come a Cogne, la zona era fuori dal Parco, non era nel Parco, è quello che si voleva fare, solo per precisione. Detto questo, il discorso delle comunità locali, le partecipazioni dei Comuni in società che hanno investito nell'idroelettrico sono parecchie, credo che abbiamo qui molti che potrebbero dirlo con dei benefici importanti, quindi non è...gli Enti locali hanno sempre avuto voce in capitolo, giustamente, perché hanno un doppio interesse legato alla valutazione sul territorio e legato a quelle che possono essere delle entrate. Come sa il collega, la partecipazione delle Regioni in società vale se le società sono in attivo, non può più essere se le società sono in passivo. Per fortuna, quelle idroelettriche sono di solito in attivo, almeno...al di là delle osservazioni.
Volevo solo fare due considerazioni: la prima, il fatto di chiedere questa "ricognizione al fine di individuare gli ambiti in cui sia esclusa...", oggi, se vogliamo dire, la mappatura di quello che succede sul territorio, l'Assessorato, gli Assessorati competenti ce l'hanno già. Questo piano è assolutamente già visibile, quello che rimane di possibile fruizione. Il problema è...non dimentichiamo che esiste anche il PTP che vincola alcune zone già di per sé, cioè il grosso dell'intervento in certe zone non è possibile perché da piano regolatore certe zone non possono essere sfruttate.
Ora, altro punto importante, l'Amministrazione regionale, sia attraverso Montagna Sicura sia attraverso gli Assessorati competenti, sta facendo un'azione importante sui cambiamenti climatici, che sono quelli che più andranno ad incidere sul futuro, perché oggi la valutazione nelle zone interessate è legata anche a questi aspetti non indifferenti, che valgono molto di più che escludere o includere una zona piuttosto che l'altra, perché oggi, non essendoci più, come lei ricordava, gli incentivi a livello nazionale con la forza di prima, l'investimento nell'idroelettrico è al limite. Mentre l'eolico è ancora quello che ha una maggiore efficienza rispetto agli investimenti, il problema dell'idroelettrico è molto molto risicato, quindi, se non ci sono situazioni particolari, tutto questo veramente non ha delle... Ora, per tutte queste ragioni, credo che si possa tranquillamente aspettare che il piano che detterà queste condizioni, come è stato detto, venga proposto, in modo da avere lì le valutazioni necessarie per fare una considerazione più generale, pur mantenendo l'attenzione, che, come è già stato detto, c'è stata in questo periodo. Grazie.
Presidente - Grazie Presidente. Altri? Non ci sono...possiamo mettere in votazione? Ha chiesto la parola il collega Donzel.
Donzel (PD-SIN.VDA) - Grazie Presidente.
Ringrazio per l'attenzione data a questa mozione i colleghi di maggioranza, gli Assessori, il Presidente, è chiaro che abbiamo sollevato un tema che non poteva lasciare indifferente il Governo regionale. A parte una certa differenza di linguaggio, perché chiamare l'acqua "prodotto" mi mette in una certa posizione di distanza, nel senso che io preferisco chiamarlo "bene comune", ma sappiamo che parliamo di una certa cosa con ottiche naturalmente molto diverse. Qualcuno magari vede i dollari che gli girano nella testa, come Paperon de Paperoni, qualcun altro vede un qualcosa che è patrimonio collettivo. Sicuramente non siamo nel selvaggio West, sicuramente ci sono le regole, ma noi abbiamo detto che queste regole non sono sufficienti a tutelare il nostro territorio, perché a meno che abbiamo degli "scompaiati" Sindaci e degli impazziti cittadini che si mobilitano per risalire i nostri torrenti, si mobilitano eh...probabilmente sta succedendo qualcosa sul nostro territorio che fa sì che ci sia una percezione della nostra collettività, di gente seria, ponderata, non parliamo di estremismi, qui non ci sono forme di anarchismo, eccetera. Persone che dicono: "a nostro avviso, certi sfruttamenti cominciano ad essere troppo impattanti" e, pur riconoscendo tutti la necessità di sfruttare le energie rinnovabili, chiedono una revisione di quello che è in essere. Allora, giustamente, l'Assessore dice: "un certo lavoro è stato fatto", bisogna riconoscerlo, ma quel lavoro, lei si ricorda, le facemmo notare che, quando lei mise lo stop, praticamente erano già scappati i buoi dalla stalla, cioè lei ha chiuso le porte della stalla quando tutti i buoi erano fuori, quando ormai le concessioni erano partite a go-go.
Certamente quindi è un'azione anche importante, col dire: "però adesso basta", però dentro quel "basta", purtroppo, molta roba si è mossa e in qualche modo dobbiamo intervenire e mi fa molto piacere che il Presidente della Regione dica che ci sono dei dati aggiuntivi da tenere in conto, proprio quello che cercavo di richiamare all'attenzione dell'Europa che dà ai nuovi cambiamenti climatici, al fatto che il bene più prezioso che abbiamo, cioè i ghiacciai, possa essere messo in discussione. L'atteggiamento che abbiamo noi allora è: riusciamo in qualche modo incrociando diverse sensibilità, incrociando dati nuovi, eccetera, ad avere una mappatura più precisa sull'idroelettrico? Per evitare...adesso siamo appena partiti in questa legislatura, ma nell'altra legislatura c'è stato il fiorire delle petizioni, delle mozioni, dei dibattiti, allora, per evitare questa cosa qui, riusciamo per tempo a fare il ruolo che svolge la politica, quindi senza dire: "è colpa tua", "è colpa mia", "è colpa sua", ma tutti insieme a dire: "riusciamo a ridisegnare una mappatura dello sfruttamento idroelettrico", andando anche là a vedere - quello che stavo cercando di dire prima - laddove c'è...ripeto, siccome i prelievi sono empirici, qualche prelievo che è esasperato, quindi può in qualche modo mettere in difficoltà il territorio?
A nostro avviso, quando...come dire? si chiede di fare questi cambiamenti, insomma, ci vorrebbe una risposta che non sia quella: "abbiamo fatto tutto bene", perché, se voi avete fatto tutto bene, io non riesco a capire perché allora i cittadini siano così preoccupati, e non solo i cittadini, ma anche noi forze politiche, che ci stiamo rendendo conto che stiamo esasperando lo sfruttamento del nostro territorio, in particolare per quanto riguarda l'idroelettrico. Questo detto in modo sereno, non siamo nella puntata di ieri dove le demagogie volavano a tutto spiano sul bilancio del Consiglio regionale, con una discussione credo pacata da parte nostra, ma che richiede una consapevolezza maggiore su come il bene comune dell'acqua non possa più essere sfruttato da pochi. Anche le ricadute sui Comuni ci lasciano molto perplessi, sono minimali rispetto al business privato, salvo alcuni casi, di cui sono a conoscenza, ma per essere stati fatti molti anni fa, in un contesto completamente diverso, per cui alcuni Comuni effettivamente hanno degli introiti significativi...nella maggior parte dei casi sono veramente delle vere e proprie elemosine. Mentre se proprio si volessero fare delle azioni importanti per sfruttare meglio l'acqua pubblica, sarebbe interessante fare una pianificazione invece di tutti quegli acquedotti pubblici, dove abbiamo disseminato vasche di decantazione e non c'è a monte, per esempio, una turbina. Quello sì che avrebbe un impatto significativo per i piccoli Comuni, per i Comuni, perché recupereremmo dell'energia idroelettrica senza fare nuovi prelievi aggiuntivi, ma sfruttando già le strutture esistenti. È chiaro che in quel caso il Comune, che è il proprietario dell'acquedotto, ne avrebbe sicuramente dei benefici, quindi dei margini ci sono ancora, però deve essere chiaro che abbiamo esasperato lo sfruttamento del nostro territorio. Noi diamo questa lettura, è la nostra opinione, suffragata anche da dati al riguardo. Se voi ritenete che invece ci sia ancora margine per lo sfruttamento idroelettrico della Valle d'Aosta, beh, noi nutriamo su questa strada grosse perplessità.
Presidente - Grazie. Non ci sono altri iscritti a parlare? La parola al collega Roscio.
Roscio (ALPE) - Sì, Presidente, solo per fare alcune considerazioni su alcune argomentazioni che ho sentito. Io non credo che, chiedendo di individuare delle zone da tutelare, si vada dal dettaglio - dice l'Assessore Marquis - al generale, io credo che si voglia fare questo in un'ottica di delineare dei valori in ordine di priorità. Allora, come ha ricordato anche il collega Donzel, che nell'ordine di priorità almeno...credo di parlare a nome della minoranza, forse la scala...nella scala più alta sistemiamo il territorio, individuando non il territorio come un contenitore, se poi anche la maggioranza condivide, ancora più favorevole, ma se si dice che individuare le zone di tutela è un dettaglio, permettetemi di non essere d'accordo, secondo me, invece, è porre al primo punto delle priorità il territorio come bene da tutelare, dove non ovunque, ma individuando delle zone particolarmente delicate, fragili, di pregio, che devono essere poste alla base di ogni altra decisione che poi ne viene di conseguenza, dal mio punto di vista e, se il Presidente concorda, ne sono molto felice.
Sul fatto dei cambiamenti climatici io so che la Regione ha dato mandato di fare degli studi per cercare di capire, anche in base alle precipitazioni previste, quanta è l'acqua da fusione che può essere utilizzata, però facciamo attenzione di non sperare che i cambiamenti climatici ci salvino, nel senso che andiamo a pensarci per tempo alle cose, perché è sotto gli occhi di tutti quello che sta succedendo anche...non solo nella nostra Valle d'Aosta, ma a livello mondiale, nel senso che i cambiamenti climatici comportano eventi catastrofici, che, purtroppo, con ogni probabilità saranno sempre più frequenti e sempre più forti come intensità, quindi preveniamo queste cose per tempo.
Un'altra cosa interessante era se l'Assessorato è già in possesso della mappatura, perché non portarlo come discussione in III Commissione, se i documenti e l'individuazione delle zone dove potrebbero ancora essere insediate le nuove centraline è già in possesso, è già a disposizione dell'Assessorato, io vorrei che questi documenti venissero portati in III Commissione, di modo da poterne discutere e andare a vedere se c'è ancora del margine per poter operare, oppure no, quindi questo penso che si possa ottenere.
Altra cosa è quella sulla partecipazione dei Comuni alle...sicuramente io ritengo che fosse un bene, purtroppo non è più possibile, perché la legge ormai non lo consente più per i Comuni piccoli, perché non consente più la partecipazione a queste...questo, però, risolverebbe uno dei problemi del sovracanone, perché, per esempio, se il Comune può partecipare agli utili, è ben cosa diversa rispetto ad avere solo una piccola briciola dei sovracanoni.
Un'ultima cosa che vorrei ricordare è quello che è successo per il fotovoltaico, dove già si è intervenuto, nel senso che il vecchio conto energia ha permesso opere imprenditoriali enormi anche nel nostro territorio, che hanno poi impedito nel futuro invece di avere sviluppo a livello familiare, si fosse pensato allora di fare un taglio di incentivo a potenze superiori ai 6 kilowatt, io avrei avuto magari più tetti col fotovoltaico e magari meno brutture su terreni di pregio, su vigne e...capisco che non è...il Presidente non ne può niente, ma, insomma, è solo per completezza nella discussione.
A conclusione di tutto io non riterrei di ritirare la mozione, proprio perché va nell'ottica di dare invece un indirizzo chiaro agli sviluppi e non colgo questa contraddizione tra l'impegnarsi oggi e poi andare a fare una discussione più approfondita sia nel piano di tutela delle acque che nel piano energetico regionale. Grazie.
Presidente - Possiamo mettere in votazione? No. Ha chiesto la parola l'Assessore Viérin.
Viérin M. (SA) - Sì, solo per ringraziare tutti gli intervenuti, perché, come dicevano anche i colleghi, è stata una discussione proficua in maniera solo parziale, però io la ritengo una discussione che sicuramente è proficua per i confronti futuri su un argomento molto importante. A me dispiace che non si faccia la scelta di ritirarla, quindi noi non potremo votarla, volevo solo ricordare a Gerandin, per chiarezza verso chi ci ascolta, che ai Comuni va comunque il sovracanone, che è bloccato come importo dal 2009. La differenza va comunque per gli aspetti sociali, quindi questo è un discorso molto chiaro. Dopodiché sul discorso...come ha già detto il Presidente, sul territorio l'attenzione c'è, perché già oggi c'è tutto un discorso delle zone, al PTP, ai SIC, ai parchi e quant'altro, dove è vietato e, come è stato riconosciuto da tutti noi nel 2010, quindi in un momento non sospetto, abbiamo adottato due deliberazioni: quella sulle acque e quella sulle altre fonti rinnovabili, che hanno un indirizzo molto preciso. Sulle acque, argomento di oggi, ricordo che sono sospese tutte le domande, ad eccezione di quelle piccole e anche il collega Donzel ha ricordato che sarebbe importante anzi agevolare quelle da fare sugli acquedotti, sui consorzi di miglioramento fondiario, come d'altronde noi abbiamo cercato di lasciare lo spazio, proprio anche nella delibera di Giunta regionale, per le produzioni che vanno in questo senso, quelle che utilizzano infrastrutture già esistenti le domande le possono fare. Ringrazio quindi ancora i colleghi e noi non potremo votare chiaramente questa mozione, quindi voteremo contro.
Presidente - Grazie. Mettiamo in votazione? La votazione è aperta. Tutti hanno votato? Possiamo chiudere la votazione? La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 35
Favorevoli: 17
Contrari: 18
Il Consiglio non approva.
Colleghi, vista l'ora, io vi propongo di sospendere qui i nostri lavori, che verranno ripresi alle 15,30. Grazie.
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La seduta termina alle ore 12,48.
