Oggetto del Consiglio n. 243 del 14 novembre 2013 - Resoconto
OGGETTO N. 243/XIV - Ritiro di mozione: "Estensione alle società controllate o partecipate dalla Regione delle stesse norme vigenti per la pubblica amministrazione per l'affidamento dei lavori e per l'individuazione dei criteri di selezione delle ditte".
Président - Pour l'illustration, la parole au collègue Cognetta.
Cognetta (M5S) - Presentiamo questa mozione come gruppi di opposizione, perché, rispetto a quanto presentato anche negli altri Consigli, è un percorso che stiamo cercando di fare per cercare di aumentare la trasparenza e la forza che deriva dalle società controllate dalla Regione rispetto all'economia locale. Come abbiamo fatto in passato per le assunzioni o per altre questioni, quindi veniamo a questa mozione, che riguarda appunto la gestione dei contratti degli appalti e dei lavori che vengono fatti dalle aziende sulle quali noi abbiamo interessi principali preminenti, in quanto siamo azionisti di maggioranza o di riferimento. In particolare, qui si fa riferimento al gruppo CVA, al Casinò, a VDA Structure, oppure anche ad associazioni come il Forte di Bard, oppure l'Office du tourisme. In sostanza cosa chiediamo? Chiediamo di introdurre le stesse norme utilizzate dalla pubblica amministrazione in merito all'affidamento dei lavori e chiaramente anche alla fornitura di beni e servizi. Vorremmo in teoria avere la possibilità che la selezione e i criteri di scelta fossero più trasparenti...cosa che notiamo che in questo momento non succede.
Altra cosa molto importante rispetto a questa mozione è dare la possibilità a tutte le imprese locali, che ne hanno ovviamente le qualifiche e le competenze e con i requisiti corretti, di partecipare alle suddette gare. Spesso ci rendiamo conto che questo non avviene, non avviene perché si dice sempre le partecipate e le controllate sono società private e, di conseguenza, possono fare come vogliono, dimenticando, omettendo che, in realtà, essendo noi azionisti di riferimento, sono di fatto pubbliche e quindi interessano tutta quanta la cittadinanza. Penso di avere, diciamo così, spiegato in maniera dettagliata il contenuto della mozione e mi riservo successivamente di entrare nel merito con la discussione. Grazie.
Presidente - Riapriamo la discussione generale, ci sono richieste di intervento? Nessuna richiesta di intervento? Se non ci sono richieste...la parola al collega Rosset.
Rosset (UVP) - Merci Madame le Président.
Buongiorno a tutti. Chi sono i fornitori delle partecipate? Questo è un interrogativo importante, perché le partecipate sono e restano società a capitale pubblico totale o parziale e se lo ricordano bene quando hanno bisogno, mentre altrimenti le società e molti loro manager fanno i brillanti con i soldi pubblici, come se agissero in proprio, spesso con un malcelato disprezzo per la politica e un disinteresse per la proprietà, e poi sarebbero questa proprietà tutti i cittadini valdostani. Credo che sia capitato a tutti magari durante delle inaugurazioni di sentire questa frizzante aria di indipendenza, privatistica, di chi si dimentica la missione pubblica che giustifica l'esistenza delle partecipate. L'esistenza anche se forse adesso è giunta l'ora di distinguere bene l'inutile dall'utile. Vale, per il tema che solleviamo, il solito discorso di chi custodisce il custode e cioè siamo sicuri - penso ad uno dei temi più chiacchierati e cioè le forniture alimentari - che per gli acquisti di beni e servizi tutto proceda nel solco delle logiche europee di trasparenza e di economicità? Stupiscono certi nomi che ricorrono con insistenza, come se il mercato non fosse in grado di esprimere forme di concorrenza a beneficio di un ribasso dei costi, pur nel rispetto, che ribadiamo nella mozione, dell'imprenditoria locale, imprenditoria locale che troppo spesso anche negli appalti - e lo vediamo negli appalti comunali - esce con le ossa rotte. Ora, se uno deve comprare prodotti quali vino, fontina, ha bisogno dei mediatori, o deve nella logica pubblica scegliere di rivolgersi direttamente ai produttori? Come si scelgono, ad esempio, i locali con cui vengono fatte le convenzioni per le mense? E certe forniture...certi aiuti personali avvengono con criteri di parità di condizioni di accesso, o vengono sollecitati da indicazione dei nominativi? Potrei moltiplicarmi sugli esempi, ma credo che in quest'aula e anche fra chi ci ascolta certe perplessità nei comportamenti siano ben presenti e allora sarebbe bene avere criteri e linee guida, indicazioni e certezze per evitare usi e costumi che si introducano presso gli uni o presso gli altri. Ecco, la nostra mozione va in questa direzione: di avere criteri, linee guida e trasparenza. Grazie.
Président - Merci. Quelqu'un d'autre? La parole au collègue Chatrian.
Chatrian (ALPE) - Merci Président.
Qualche considerazione su questa mozione, dividerei in due il percorso. Qual è l'obiettivo di questa mozione? L'obiettivo è, se vogliamo, semplice: quello di dare la possibilità nel comparto società controllate e partecipate sovente al 100 percento, a tutte le imprese locali che hanno le qualifiche, le competenze, soprattutto i requisiti tecnici necessari, di partecipare, a che cosa? Agli affidamenti dei lavori, alla fornitura di beni e servizi. Questa è la sintesi, questo è il nostro obiettivo. Chi ci ascolta si chiederà: obiettivo condivisibile, forse obiettivo scontato, e allora i cattivi della minoranza per l'ennesima volta portano in aula, in Consiglio questo dibattito. Ieri il collega Lanièce, discutendo sul bilancio del Consiglio regionale, ha diviso tra i buoni e i cattivi, in politica ci sono i buoni e i cattivi. Noi oggi non vorremmo dividere tra i buoni e i cattivi in politica, perché è una proposta, quindi tutti buoni...a dare la possibilità a tutte le imprese, però apro una parentesi non politica: in questo momento esistono imprese buone ed esistono imprese cattive, perché non hanno neanche la possibilità di partecipare alle grandi o piccole gare, ai grandi o piccoli affidamenti. Dico questo perché il problema esiste, a nostro avviso, il problema è pesante, l'ordine di grandezza è enorme e la criticità è impattante come dicevano i colleghi che mi hanno anticipato, impattante sull'economia locale ed impattante sul territorio.
Con questa mozione noi gradiremmo modificare e capovolgere quest'impostazione. Innanzitutto io penso che, per capovolgere un'impostazione, dobbiamo tutti insieme conoscere lo stato dell'arte, conoscere la situazione e soprattutto fare degli esempi, perché altrimenti sembra sempre che, come ben ci spiegava ieri il collega, ci sono i buoni e i cattivi anche all'interno di questo Consiglio... A noi non interessa questa diatriba, a noi interessa capovolgere quest'impostazione, a noi interessa invertire la rotta, a noi interessa annientare, azzerare le ingiustizie...in questo momento il mondo delle società partecipate e controllate regionali ribadisco è al 100 percento...le pari opportunità non esistono. Allora, prima di passare alla ricetta o senza avere nessuna bacchetta magica...alla modifica, vorrei fare con voi qualche esempio concreto di come vengono affidati i lavori, con che procedura e anche di che cosa stiamo parlando. Ieri ci siamo soffermati più di due ore a discutere un emendamento da 250.000 euro, a nostro avviso, era un segnale importante, ecco, oggi in questa mozione parliamo di decine di milioni di euro.
Nella premessa non abbiamo inserito indubbiamente tutte le società partecipate e controllate, abbiamo fatto degli esempi. Io dividerei in tre i gruppi: il gruppo Energia, 100 percento; il gruppo Impianti a fune, praticamente 100 percento, 100 percento azionista pubblico; il gruppo casa da gioco, 100 percento azionista pubblico. Vorrei fare quindi con voi qualche esempio, perché solo con gli esempi riusciamo a capire...una società 100 percento pubblica degli impianti a fune negli ultimi tre anni ha fatto solo per lavori edili, opere edili, semplici, dove decine di imprese valdostane hanno i requisiti tecnici per partecipare...20 sono stati gli affidamenti. Ebbene, su questi 20 affidamenti una stessa ditta è stata invitata nove volte su venti e cinque volte ha vinto la procedura; un'altra ditta è stata invitata sei volte, quattro volte ha vinto la procedura; un'altra azienda è stata invitata quattro volte e ha vinto due volte; un'altra azienda, quattro volte invitata, ha vinto una volta, praticamente quattro aziende hanno ottenuto il 70 percento degli affidamenti, e le altre ditte valdostane? Stiamo parlando di semplici opere edili...le altre ditte non hanno avuto la possibilità di partecipare. Stiamo parlando di società al 100 percento pubbliche.
Entriamo nel dettaglio: un affidamento per una pavimentazione, 80.000 euro, affidamento diretto...una demolizione di opere civili, quindi penso che ce ne saranno centinaia di aziende valdostane che hanno le caratteristiche tecniche, una ditta è stata invitata e una ditta ha vinto l'affidamento diretto: 190.000 euro. Su importi invece un po' più impattanti...600.000 euro per lavori diretti: tre ditte invitate...un altro lavoro da 95.000 euro, una ditta invitata, affidamento diretto; un altro lavoro normale, lavori edili connessi, 155.000 euro, affidamento diretto; un lavoro da 389.000 euro, lavori edili, tre ditte invitate; un altro lavoro da 179.000 euro, affidamento diretto, senza gara; un altro lavoro da 97.000 euro, senza gara, affidamento diretto. Qualche altro esempio: opere civili, dove decine sono le imprese valdostane che hanno le caratteristiche tecniche, siamo nel comparto sempre funiviario, quattro le ditte invitate, l'importo è di 1.300.000 euro. Ancora più curioso..."Riqualificazione opere funzionali", l'importo è di 1.328.000 euro, tre ditte invitate. Sempre sugli impianti funiviari, "Lavori di finitura opere edili"...quindi penso ci saranno centinaia di imprese che hanno le capacità tecniche...una ditta, l'affidamento diretto, 600.000 euro. "Ripristino ed ampliamento opere edili": due ditte, 330.000 euro. Altro importo d'impatto: 431.000 euro, due ditte invitate ed esempi potremmo farne ancora sempre nel gruppo degli impianti a fune. Dai 100.000 ai 200.000 euro di solito l'affidamento è diretto, senza concorrenza, senza neanche una semplice procedura negoziata, "procedura negoziata" vuol dire che quanto meno sono invitate 5-7...10 ditte. Per la costruzione di un'opera edile importante, che supera i 2.200.000 euro, quattro sono le ditte invitate. Per una ristrutturazione di un fabbricato esistente, l'importo è di 495.000 euro, le ditte, le imprese invitate sono tre.
Non vorrei annoiarvi, ma penso che la nostra iniziativa, come dicevo prima nel punto 2, vorrebbe capovolgere la situazione e dare la possibilità a tutte le imprese locali che hanno le qualifiche e le competenze di partecipare e poi che vinca il migliore. Poi però in un altro settore, gruppo Energia, scusate, abbiamo dei casi interessanti che rileviamo con un certo interesse, perché invece, per degli affidamenti di 1.700 euro, 15 sono le ditte invitate. Per un altro affidamento di 2.152 euro le ditte invitate sono 17, ecco, che si capovolge la situazione, importi di impatto 100, 200, 500 mila euro...gli inviti sono o diretti, o al massimo 2/3, dove invece il lavoro è "Ripristino del muro a secco", ecco che 1.700 euro è l'importo dei lavori, 15 sono le ditte invitate. Questo per fare una riflessione a voce alta e questa nostra criticità che rileviamo l'abbiamo...come posso dire? fatta...abbiamo cercato di interloquire con le forze produttive in aula, in II Commissione, martedì, durante il dibattito del bilancio regionale, perché abbiamo parlato di bilancio regionale e il sottoscritto ed anche altri colleghi hanno chiesto lumi sulla situazione e sugli affidamenti delle società partecipate e controllate. La risposta che ci è stata data è che le pari opportunità - come vedete da esempi, non perché siamo i cattivi della situazione - ad oggi non ci sono.
Vorrei fare ancora qualche esempio e poi termino. Tanti sono gli affidamenti diretti come vi dicevo con importi molto importanti. La stessa casa da gioco, più volte discussa in quest'aula, per quanto riguarda la ristrutturazione del Grand Hôtel Billia, dell'Hôtel a cinque stelle, centrale termica, stiamo parlando di 93 milioni di euro, non parliamo dei 250.000 euro del collega Lanièce di ieri...gli affidamenti comunque sono importanti. Termino con un ultimo esempio, ma perché, a mio avviso, quest'esempio rappresenta bene l'impianto e l'organizzazione delle società partecipate e controllate o in house. Il 6 aprile 2012 il Governo regionale approva la progettazione del cunicolo di sottoattraversamento di via Roma. Questo io penso sia l'esempio classico di come è strutturato questo modello che va rivisto, tenuto conto che lo stesso programma relativamente al 2012, si cita in delibera, prevedeva "la realizzazione del cunicolo di attraversamento di via Roma per una spesa di realizzazione pari a circa 1.200.000 euro, di cui 1 milione per i lavori e 200.000 per i servizi. Considerato che la Società Coup, quindi società 100 percento pubblica della convenzione sottoscritta, ha trasmesso in data 14 marzo - un mese prima - la progettazione del cunicolo di sottoattraversamento di via Roma il cui importo onnicomprensivo ammonta a 1.896.000", c'è una differenza di quasi 600.000 euro. Al di là delle premesse, cosa si cita in delibera? In delibera la Giunta approva la progettazione del cunicolo, la nuova spesa e poi il punto 3, io dico il punto cardine di questa delibera, ma proprio per riportare al dibattito delle società partecipate e controllate "di demandare alla società Coup S.r.l. l'acquisizione di tutti gli ulteriori assensi e pareri necessari per l'avvio dei lavori", quindi io Amministrazione rivedo il tutto, demando e tu Coup S.r.l. fai quello che devi fare; cos'ha fatto la Coup S.r.l.? Ha fatto una trattativa privata: un affidamento diretto, senza "se" e senza "ma", senza concorrenza e senza gara e questa è l'impostazione delle nostre società pubbliche, 100 percento sto parlando.
Ecco, noi riteniamo necessario ed urgente, senza bacchette magiche, perché noi non abbiamo bacchette magiche, senza presunzione soprattutto, di provare a cercare un modello alternativo per capovolgere questa situazione di ingiustizia nel territorio valdostano in modo che le nostre imprese, che hanno le qualifiche, le competenze e i requisiti, possano quanto meno partecipare a tutti questi affidamenti. Io penso che la situazione ci obblighi a fare questo passo. Non esistono i buoni e i cattivi, però in questo momento esistono purtroppo, e me ne rammarico, imprese che hanno favori, che possono lavorare, che possono partecipare, che sono invitate ed esistono tantissime imprese e tantissime altre aziende che non hanno la possibilità di poter offrire la propria competenza, le proprie maestranze, il proprio lavoro e soprattutto i propri requisiti - termino, Presidente - aspettiamo delle risposte puntuali su questo tema. Se si dovrà modificare la nostra mozione, siamo interessati eventualmente a delle modifiche formali e non sostanziali, ma noi crediamo che in questo momento - utilizzo parte del secondo intervento. Presidente Rini - non si possa più continuare con quest'impostazione e che una volta per tutte le società partecipate e controllate devono in questo momento dare le condizioni a tutte le imprese di poter partecipare, quanto meno di poter avere la possibilità di essere invitate e quindi partecipare alle gare...non a degli affidamenti diretti, non esclusivamente a delle procedure negoziate, come dicevo prima, che noi le consideriamo comunque delle gare chiuse, ma quanto meno la possibilità di partecipare. Grazie.
Président- Merci. Il y a d'autres? Pas d'autres? A demandé la parole le collègue Guichardaz.
Guichardaz (PD-SIN.VDA) - Sembra strano dover reiterare una mozione simile a mozioni già presentate nelle scorse sedute, dover proporre delle mozioni che richiamino alla trasparenza negli affidamenti e nelle forniture, richiamino all'adozione di prassi generalmente in uso nelle pubbliche amministrazioni, negli enti pubblici per società partecipate e controllate che, di fatto, sono a tutti gli effetti cose nostre, sono società pagate interamente con i soldi dei cittadini. Noi con questa mozione infatti impegniamo il Governo regionale ad introdurre le medesime norme utilizzate dalla pubblica amministrazione in merito all'affidamento dei lavori, alla fornitura di beni e servizi e criteri di selezione delle ditte invitate. Credo che una mozione di questo genere non troverebbe, se non ci fosse magari qualche retropensiero e se ci fosse totale buona fede, in nessuno di noi opposizione, cioè credo che questa potrebbe essere una mozione tranquillamente bipartisan, perché l'interesse per la trasparenza è un interesse di tutti noi, che siamo rappresentanti dei cittadini e rappresentiamo in quest'aula gli interessi di tutti i cittadini. La nostra mozione continua un percorso che la minoranza, anzi, meglio l'opposizione, ha intrapreso dall'inizio della legislatura: un percorso di trasparenza per la trasparenza.
Nella nostra regione le società partecipate e controllate sono numerosissime, molte hanno bilanci in perdita, altre vanno a pareggio e pochissime producono degli utili. I bilanci in perdita sono sicuramente dovuti alla congiuntura negativa o alla natura in alcuni casi della società, società che producono servizi, tanto per capirsi, non possono avere degli utili. Dalla lettura dei resoconti che ci sono stati inviati di cui il collega Chatrian ha dato delle anticipazioni - tra l'altro, resoconti in molti casi parziali ed arbitrariamente interpretati dalle società che ce li hanno mandati, perché alcune società ci hanno inviato i resoconti dettagliati dei fornitori, delle spese previste e delle spese già effettuate nell'anno in corso e l'anno scorso, altri hanno ritenuto di volerci fornire semplicemente i dati relativi, per esempio, agli affidamenti oltre i 40.000 euro -, dicevo, dalla lettura dei resoconti che ci sono stati inviati, si può comunque fare una valutazione del livello di spesa e della qualità della spesa delle società controllate e partecipate.
Nessuno vuole discutere il singolo giustificativo di spesa, operazione che peraltro una pubblica amministrazione sarebbe tenuta a fare, ma è lecito chiedersi quali criteri sottendono ad ogni decisione di spesa. Vengono agli occhi strane reiterazioni dall'analisi di questi dati. Spesso le società, le nostre società, e ribadisco "nostre", in quanto finanziate a volte interamente con i soldi della fiscalità generale, attingono ai medesimi fornitori e consulenti che non si sa bene con quali criteri siano stati selezionati. Dicevo, se le partecipate e controllate fossero delle pubbliche amministrazioni, sarebbero ben più attente alle modalità con le quali effettuano le loro spese. Attiverebbero per quanto possibile procedure aperte o negoziate, magari curando l'informazione, ampliando la gamma dei fornitori, così da avere delle condizioni di acquisto concorrenziali. Se esistessero linee guida valide per le nostre - e ribadisco le "nostre" - società partecipate e controllate simili o addirittura uguali a quelle in uso per le pubbliche amministrazioni, sono convinto che si farebbero dei grandi risparmi, riuscendo, magari anche in virtù della maggior dinamicità di spesa, della maggior capacità, diciamo, flessibilità di azione, a coinvolgere anche fornitori di qualità e a prezzi più concorrenziali.
Guardate, cari colleghi, che in un momento in cui ci accingiamo a tagliare i contributi ai nuovi nati, in un momento in cui si tolgono gli aiuti alle imprese agricole e si riducono le spese sanitarie e quelle sociali, permettere che le nostre società partecipate e controllate non si attengano a procedure rigide nell'individuazione dei fornitori di beni e servizi è impensabile. Le pubbliche amministrazioni sono tenute oggi più che mai alla trasparenza, infatti le normative prevedono che ogni pubblica amministrazione abbia sul proprio sito un link, un capitolo sulla trasparenza che deve essere aggiornato continuamente; in un momento in cui la trasparenza sarebbe necessaria sia come segnale nei confronti dei cittadini, sia per contenere le spese, le nostre partecipate e controllate, pur essendo pagate da noi, dalle mie tasse, dalle vostre tasse, dalle tasse di tutti i cittadini, non hanno gli stessi obblighi. In alcuni casi fanno quello che vogliono, in altri casi non si attengono alle disposizioni sulle procedure, le disposizioni previste dalla 163, in altri casi adottano procedure piuttosto fantasiose, ad esempio, i dialoghi competitivi o altre modalità di affidamento.
Proviamo a chiedere ad un'istituzione scolastica, ad una scuola, malgrado esista questa raccontata autonomia scolastica, autonomia didattica, un ente pubblico soggetto alle rigidità previste dalle ultime norme in materia di spending review, cosa ne pensano dei 600.000 euro spesi in sponsorizzazione da una società interamente pagata con i soldi pubblici. Cosa ne pensa un ente pubblico al quale è stata tolta la possibilità per legge di sponsorizzare magari un atleta...a vedere cifre di questo genere: 600.000 euro di sponsorizzazioni fatte da una società che si occupa di ben altro. Cosa direbbe un Comune che deve fare ogni giorno i conti con i propri bilanci, che non può permettersi lo scuolabus per i propri studenti, che magari non può pagare neppure la trasferta ad un proprio dipendente che avrebbe la necessità di incontrare altri amministratori per potersi confrontare in un'ottica anche di maggior efficienza... Che cosa direbbe questo Comune se sapesse che una società totalmente controllata dalla Regione, totalmente pagata con i nostri soldi spende 1.300.000 euro per servizi trasporto clienti, di cui 437.000 euro di taxi e di autonoleggi. Provate a guardarvi le normative che prevedono i contenimenti delle spese nelle pubbliche amministrazioni e poi ditemi se è possibile per una pubblica amministrazione utilizzare i taxi o gli autonoleggi con questa, diciamo, disponibilità economica...437.000 euro di taxi e noleggi. Cosa direbbero le nostre pubbliche amministrazioni se vedessero cifre che si aggirano intorno a 1.300.000 euro per l'ospitalità di clienti, per la fornitura di pasti più o meno gratuiti, tutte forniture affidate senza obbligo di attenersi a delle norme di contenimento delle spese, senza obbligo di attenersi alla normativa degli appalti. Cosa direbbe una pubblica amministrazione, vincolata da rigidissime procedure, se vedesse che un'opera di ristrutturazione per oltre 30 milioni di euro è stata affidata attraverso un procedura chiamata "dialogo competitivo". Trenta milioni di euro! Che cosa vuol dire "dialogo competitivo"?
Cosa dicono gli operatori economici - cosa ancora più grave - quando propongono e si propongono a queste società controllate e partecipate e si vedono sistematicamente esclusi..."perché?", non si sa. Non esistono, come nelle pubbliche amministrazioni, procedure tali che possano essere impugnate. Non è possibile agli operatori economici che si vedono esclusi poter chiedere alla società partecipata di spiegare il motivo per cui sono stati esclusi, e in ogni caso vi chiedo colleghi, perché - e questo mi piacerebbe che in replica qualcuno lo spiegasse - per le società in house, per le società partecipate e controllate non si applicano le disposizioni previste dal decreto legislativo 138 del 2011, che prevede che queste società debbano attenersi alle disposizioni previste dal decreto sugli appalti.
Président - Merci. Il n'y a pas d'autres inscrits pour prendre la parole sur ce thème? On peut fermer la discussion générale? La parole au collègue Nogara.
Nogara (UVP) - Merci Madame la Présidente.
Io voglio fare un breve intervento, perché quello che è stato esposto già dai miei colleghi Chatrian e Guichardaz è abbastanza già eloquente. Volevo solo dire ancora due cose, perché noi, come opposizione, avevamo richiesto la documentazione appunto su tutti gli appalti, su tutti i servizi che venivano richiesti dalle nostre società partecipate. Io esorto i Consiglieri di maggioranza a prendere visione di questa documentazione, perché è facile rendersi conto da questa documentazione, conoscendo anche un po' il mondo imprenditoriale della Valle d'Aosta, come, per esempio, su appalti per lavori, soprattutto per lavori edili, diverse ditte partecipano, che fanno capo comunque sempre alle stesse persone, magari hanno due, tre nomi, se non prendono un lavoro un giorno, lo prendono il giorno dopo e sono sempre gli stessi. Quando si fanno degli appalti grossi, come diceva il Consigliere Chatrian, si invitano una, due, al massimo tre imprese, che si alternano. Se voi guardate tutto l'elenco degli affidamenti, trovate che gli affidamenti più grossi alla fine sono andati sempre alle solite quattro o cinque imprese.
Il mondo imprenditoriale valdostano non chiede niente di particolare, tutti gli imprenditori valdostani chiedono solo di essere invitati a partecipare a questi appalti, non chiedono di essere aiutati, ma essere solo invitati a poter partecipare a questi appalti e qui non ci si ferma solo ad imprese edili, ma anche ad imprese che offrono servizi, oppure che offrono prodotti, ormai c'è un monopolio qui in Valle d'Aosta sulla fornitura di prodotti. Qui i piccoli imprenditori, i piccoli caseifici ormai non riescono più ad entrare in questo circolo. È per questo motivo che chiedo ai Consiglieri di maggioranza, che conoscono benissimo questa situazione, di valutare bene quello che vi stiamo chiedendo con questa mozione, per dare un'opportunità in questo momento di crisi, tutti qua continuiamo a parlare di crisi, ma qui continuiamo a dare gli aiuti sempre alle solite persone...di dare un aiuto a tutte le imprese valdostane che in questo momento sono in sofferenza. Grazie.
Président - Merci. D'autres? La parole au collègue Viérin.
Viérin L. (UVP) - Merci Madame la Présidente.
Torniamo ad affrontare il tema delle società partecipate e controllate, tema di cui ci siamo occupati in questi mesi e che oggi torna, soprattutto a seguito delle audizioni di questi giorni sul bilancio regionale, di estrema attualità, anche nella sollecitazione delle nostre sensibilità. Altri hanno già parlato delle finalità di trasparenza, di esigenza di introdurre delle regole non solo trasparenti, ma che siano più equilibrate e soprattutto certe per un sistema che la Valle d'Aosta ha costruito negli anni. Sistema che è fatto, da un lato, dall'Amministrazione regionale, che era ed è stata per anni il centro, il cuore di tantissime azioni anche amministrative dirette, gestendo una parte di risorse che l'autonomia nel tempo, a partire dal 1981, a seguito del riparto fiscale, ci ha dato la possibilità di gestire, offrendo, con la potestà legislativa e attraverso risorse adeguate, una crescita, un essor non solo, diciamo, amministrativo-politico, ma soprattutto una crescita anche attraverso dei grandi investimenti per la nostra comunità.
Accanto alla parte diretta dell'Amministrazione queste società partecipate e controllate nel tempo si sono create con diversi scopi: abbiamo delle società partecipate e controllate che hanno scopi limitati, temporanei, penso alla nuova università, piuttosto che all'ospedale, piuttosto che altre, invece altre che sono state pensate con funzioni che durano nel tempo. Queste società partecipate e controllate spesso hanno avuto il merito di evitare che il patrimonio dei valdostani si dissipasse, è il concetto di riuscire ad essere come valdostani, come comunità, proprietari del nostro territorio passato attraverso questo sistema delle società. Ricordo il caso della società Pila, che ci è vicina, dove ad un certo punto, anche se l'Amministrazione sollecitò degli imprenditori privati per l'acquisto, alla fine l'Amministrazione, cioè tutti noi, la Regione, i valdostani si sono - tra virgolette - "appropriati" e hanno evitato che questo patrimonio si dissipasse e che rimanesse in capo alla stessa comunità attraverso chiaramente queste società. Un esempio per dire che spesso queste società sono state sinonimo di maîtres chez nous per evitare ciò che è successo fuori dalla Valle d'Aosta a tante comunità, dove grandi gruppi imprenditoriali sono diventati proprietari delle stesse comunità con i limiti che noi tutti conosciamo. Questo panorama collegato poi si è aggiunto nel tempo con enti, associazioni, fondazioni, che invece hanno altri scopi. Spesso non scopi direttamente riconducibili, diciamo, a lavori, piuttosto che funzioni propriamente riconducibili in terminologia di società di utili, ma scopi anche culturali e ricordo il Forte di Bard attraverso l'associazione, l'Office, che sono citati nella nostra mozione, ma vorrei ricordare anche, per esempio, le fondazioni, la Fondazione Grand Paradis ultimamente sta avendo una funzione che è stata rilanciata anche con adeguati finanziamenti, si occupa di organizzare...ieri abbiamo discusso tanto sulle risorse del Consiglio, ecco la Fondation Grand Paradis ultimamente sta avendo veramente ruoli che spesso si sovrappongono anche a quelli istituzionali, allora mettere ordine in queste società partecipate e controllate, in questi enti, in questo parapubblico oggi è un'esigenza, perché il sistema nel tempo si è costruito, è stato, diciamo, voluto con un impianto ben preciso, ma oggi la società e l'evoluzione di questa società impone sempre di più non solo regole, trasparenza, ma impone di fare anche una riflessione sugli scopi e su queste società che spesso dovrebbero produrre non solo utili, ma anche benefici per la comunità. Nei benefici della comunità chiaramente facciamo rientrare la possibilità che queste siano società partecipate, che siano enti ed associazioni in "disponibilità" - tra virgolette - di tutta la comunità in termini di opportunità, quindi in senso positivo.
Chiaramente non solo in Valle d'Aosta questa riflessione si è così aperta. È di quest'ultimo periodo un articolo de Il Sole 24 ore che parla di società pubbliche, "corsa senza freni", una ricognizione che è stata fatta a livello centrale parla di quasi 7.800 aziende censite con un aumento dell'8 percento in un anno, con un costo solo del personale che supera i 15 miliardi. La riflessione chiaramente...e in questo panorama è compresa anche la Valle d'Aosta, ma è una riflessione che si è aperta soprattutto a seguito del momento finanziario di crisi che stiamo vivendo e la crisi ha accentuato la lente di ingrandimento sotto la quale sono state poste queste società partecipate e controllate. Da un lato, la questione dei manager, la questione di questo mondo parallelo, perché è diventato un mondo parallelo, dove nessun sacrificio è arrivato ancora ad oggi e soprattutto anche in Valle d'Aosta, al di là di certi passaggi che sono stati ricordati sul numero dei consiglieri di amministrazione, ma io mi riferisco...abbiamo già avuto modo di parlarne, proprio come operazione di riduzione dei costi della democrazia, che parta dall'alto e quindi giustamente dalle istituzioni, ma che poi ricada a cascata anche su questi manager.
Noi spesso parliamo di società partecipate e ci teniamo a sottolineare che noi non ci riferiamo alla questione del personale di queste società partecipate, ma alla questione dei vertici che spesso hanno dei parametri che effettivamente sono scollegati addirittura dal mondo in cui viviamo noi qui all'interno di quest'istituzione con i dibattiti sempre accesi sui costi della politica. Questi manager vivono in un mondo parallelo e nemmeno 1 euro è stato calato, seppur il momento di difficoltà che ormai dura dal 2010 a seguito della crisi, delle manovre, del federalismo fiscale, del patto di stabilità, di tutto quello che abbiamo subito come Amministrazione regionale, come Regione Valle d'Aosta e come Regione a statuto speciale, nemmeno 1 euro è stato calato, anzi abbiamo assistito ad episodi come quello del bonus, del premio di 72.000 euro, che si è aggiunto ai 240.000 euro di emolumento annuo per l'Amministratore unico del Casinò, o che continua all'interno del Casinò, a vedere, malgrado le puntualizzazioni dell'azienda, 45 tra dirigenti, impiegati di primo livello e quadro, che hanno un costo aziendale di più di 5 milioni di euro all'anno. Allora, da un lato, il costo dei vertici e, diciamo, degli emolumenti di queste società partecipate e dall'altro...e tra parentesi per quando faremo una ricognizione e quando interverremo anche su quei settori, perché ormai è da parecchio tempo che si discute sull'esigenza anche di intervenire su queste società partecipate e controllate, ma l'altro volet è quello dell'esigenza di regole certe, della trasparenza di cui altri hanno parlato e che toccherò limitatamente, ma cercando di sottolineare un aspetto che ci sta a cuore, cioè che queste società partecipate e controllate veramente, soprattutto in questo momento, diventino un'opportunità per tutti e non una possibilità per pochi.
Oggi le risorse ridotte e le norme stringenti, non solo quelle economico-finanziarie, ma anche le regole che l'Amministrazione deve subire in termini di assunzioni, in termini di pensionamenti, di sostituzioni parametrate ai pensionamenti, tetti di spesa, regole per le forniture di qualsiasi tipo, con regolamenti sempre più stringenti, senza andar a scomodare le regole che vengono inserite per gli Enti locali, quindi tutta la questione della centrale unica di committenza...cioè qui abbiamo un sistema che, da un lato, per la pubblica amministrazione segue un certo corso, invece parallelamente per queste società spesso, non sempre, ma spesso, nella maggior parte dei casi non li vede assoggettati.
La riflessione allora che oggi deve essere aperta - e noi la riteniamo essere un'esigenza - è quella di evitare che questo mondo parallelo faccia fare sacrifici a qualcuno e non ad altri, che dia la possibilità a qualcuno di vedere...così queste società come un'opportunità e come un'occasione, mentre altri siano totalmente esclusi da quest'opportunità, noi crediamo che risorse di tutti i valdostani debbano essere messe a disposizione dell'intera comunità. È chiaro che di chi è la responsabilità di questo? È chiaro che è dell'Amministrazione in senso di società partecipate e controllate da chi? ...dall'Amministrazione e quindi l'Amministrazione ha l'onere e l'onore di gestire e di discutere anche regole e, da un punto di vista delle regole, noi crediamo che questo sia un dibattito aperto anche a livello europeo, non solo a livello nazionale, soprattutto sui grandi appalti e sulle forniture, con regole che saranno e sono sempre più stringenti.
Noi quindi crediamo di dover ritornare su questo tema e lo facciamo anche perché - mi rivolgo al collega La Torre, Presidente della II Commissione - il 26 di luglio noi abbiamo approvato quella famosa mozione, che in parte riprendeva questi argomenti che oggi sono stati di nuovo sollecitati, cercando di solleticare di nuovo i colleghi della maggioranza affinché non sia un dibattito solo delle forze di opposizione. Noi oggi in quest'aula gradiremmo che anche qualcuno della maggioranza, al di là dei banchi del Governo, possa esprimere il proprio pensiero, perché sarebbe utile e produttivo ai fini del dibattito, che non è un dibattito limitato al Consigliere di opposizione e a qualcuno del Governo, ma è un dibattito dell'intera comunità e quindi noi, in quanto rappresentanti dell'intera comunità, dobbiamo fare in modo che tutte le sensibilità siano portate in questo dibattito. Ebbene, noi il 26 di luglio abbiamo approvato un documento che impegnava entro 60 giorni, quindi, al di là della pausa estiva che spesso ci viene ricordata, diciamo, come computo dei giorni...impegnava il Governo regionale, al di là di reperire la documentazione che poi sta circolando, ad illustrare...così di avere un'idea su quali fossero le intenzioni su questo tema.
Noi quindi sollecitiamo affinché ci possa essere...chiaramente in questo periodo siamo stati impegnati per la discussione del bilancio, ma che il primo argomento possa essere questo della ricognizione, perché, quando abbiamo la fotografia certa, quando abbiamo gli elementi che il collega Chatrian ha ricordato, quindi puntualmente...ma inseriti in un quadro globale, noi potremmo avere una possibilità di discussione, un dibattito per poi esprimere ognuno la nostra possibilità, la nostra idea, per vedere se c'è effettivamente la volontà di intervenire, perché il dubbio oggi ci sta venendo e forse si sta anche concretizzando attraverso l'inerzia che continua ad esistere, che non ci sia una grande volontà di intervenire su questo tema e quindi questo ci fa pensare.
In questi giorni di bilancio, dove abbiamo assistito ad audizioni che sono state drammatiche, nel senso contabile, ma non solo, dove tutti i settori, dall'agricoltura, alla cultura, all'istruzione, all'impresa, al mondo del lavoro...vengono sacrificati ed è un sacrificio che si aggiunge ai sacrifici degli anni scorsi, quindi...e quest'anno è ulteriormente aggravato e ulteriormente difficile, perché è una crisi che ogni anno ha già chiesto sacrifici alla comunità, ma che adesso arriva ad un sacrificio definitivo, perché in certi settori... Quando esiste la cifra zero in certi settori che abbiamo visto nei capitoli del Ministro senza portafogli Marco Viérin - dico: "Ministro senza portafogli" come battuta, Assessore -...perché in certe sue UPB la cifra zero, anche se tecnicamente ci ha spiegato come questo viene bypassato, fa riflettere: fa riflettere perché contabilmente quella cifra zero significa un'indicazione politica di disinvestire su un certo settore direttamente come Amministrazione, anche se poi si utilizzano altri canali. Beh, ha aperto in noi una riflessione e, quando abbiamo assistito all'audizione del Presidente di Finaosta, questo è stato confermato, che tutto si sta spostando. Non solo non si inseriscono regole chiare nelle società partecipate, comunque noi vorremmo che si vada in questa direzione - e ad oggi questa non è la direzione - ma tutto si sta spostando principalmente in quelle società, secondo noi, perché c'è un disegno, una volontà politica di farlo e perché chiaramente le regole sono diverse, quindi diventa anche una comodità che giustifica un disegno politico, questo è il nostro pensiero. Chiaramente sfugge non solo il capitale, non solo le risorse, che siano reali o fittizie, perché tante risorse poi sono reali, perché vengono accese attraverso mutui, ma sfugge anche soprattutto il controllo di trasparenza che noi oggi chiediamo, quindi le ripercussioni che le cifre...cioè il numero zero si ritrova in un certo capitolo di bilancio. Hanno delle incidenze, delle ripercussioni sui settori, sugli impresari, perché quando sulla legge 27 - quella, per capirci, sull'intesa, sui restauri conservativi e su tutto il settore dei beni culturali in termini di lavori - vediamo la cifra di centomila, centomila e centomila nel triennio, a fronte di milioni di euro che nel tempo hanno visto evitare che un certo patrimonio culturale andasse dissipato, significa che il mondo che lavora, l'indotto che lavora in quel settore non ha una prospettiva, quindi o si ricalibra e si sposta su altri settori, o le professionalità acquisite nel tempo vengono meno.
La preoccupazione quindi effettivamente è che la depressione che vediamo e che leggiamo in questo bilancio sia accompagnata da un potenziamento di queste società partecipate e controllate, perché oggi, quando i settori sono a zero, quando i contributi non esistono più...io direi che anche la parola "contributi" forse nella nostra comunità dovrebbe essere rivista con sostegni e aiuti, perché il contributo è anche letto spesso come qualcosa di negativo, mentre ciò che noi chiediamo, credo in modo trasversale, è che ci siano dei sostegni ai settori per aiutare magari anche solo la qualità, però che ci sia un sostegno, non il contributo, perché chi lavora, dall'allevatore, all'agricoltore fino a chi accede ad un aiuto vuole un sostegno, non vuole un contributo a fondo perso semplicemente per averlo, ma vuole sapere l'Amministrazione in che direzione sta andando e come si potrà modulare il proprio futuro aziendale. Beh, dicevo, nel momento in cui il bilancio è quello che conosciamo, nel momento in cui è finito un mondo, nel momento in cui le ricadute legate a questi investimenti creano disagio, tensione e preoccupazione e crisi, noi facciamo diventare queste società partecipate ancora di più un'opportunità, perché il futuro sarà - e l'avete detto anche in certe interviste - nei fondi statali, nei fondi europei...e io aggiungo nelle partecipate, perché oggi ricorriamo al tesoretto di 100 milioni di CVA, che è una risorsa per la Valle d'Aosta e che oggi sta cercando di essere messa in pratica, ma si sta rivelando veramente una salvezza, anche se parziale, anche se verificheremo in che modalità, e ci torneremo, però è un mondo che diventa ancor più importante ed è lì che si materializzerà ancor più l'opportunità...
Noi allora cosa vogliamo chiedere e soprattutto cosa vogliamo evitare attraverso queste nostre richieste? Beh, da un lato, noi chiediamo che quest'opportunità per chi ha i requisiti...ecco, una parte fondamentale di questa mozione che è stata illustrata è che noi chiediamo a chi ha i requisiti, a chi ha i titoli e le competenze di poter partecipare, non in modo indistinto, perché siamo sicuramente anche noi e soprattutto fautori della qualità e delle competenze, però non vorremmo e non vogliamo - e questo spesso accade - che anche chi ha le competenze e le capacità e ha le possibilità tecniche di partecipare non sia neppure invitato, invitato agli appalti...quindi la trasparenza nelle forniture in tutto ciò che è l'indotto, che è un'opportunità per tutti e che deve esserlo. Chiediamo soprattutto che sia evitata una cosa: da un lato, che l'opportunità per pochi diventi un rischio, grandi lavori per poche imprese. Grandi lavori che fanno morire l'indotto da un lato e che obbligano i piccoli a doversi assoggettare, a doversi omologare, a dover chiedere ai grandi di poter lavorare e questo è qualcosa che in Valle d'Aosta sta succedendo e noi lo mettiamo come dubbio se questa sia una volontà o meno. Noi la nostra idea ce l'abbiamo, ma il grande gruppo...i grandi gruppi, noi usiamo il plurale, ma sappiamo benissimo che in Valle d'Aosta di grandi gruppi ce ne sono pochi e chi lavora spesso è sempre lo stesso...offre e porta un altro rischio: quello della criminalità organizzata, perché dove ci sono grandi capitali e dove ci sono grandi capitali che sono concentrati nelle mani di poche persone...eh beh, non abbiamo bisogno di dirlo, non abbiamo bisogno di scomodare i fatti di cronaca per sapere che la criminalità organizzata si muove e si muove dove si muove il denaro - Presidente, scusi, chiedo una parte del secondo intervento, grazie -, si muove dove si ritrovano questi ingenti e grandi capitali concentrati nelle mani di poche persone, quindi, da un lato, rischio di monopolio e di sudditanza. Monopolio e sudditanza, che è una sudditanza psicologica tante volte, perché abbiamo imprese che sono magari anche solide, ma che vengono così in qualche modo sollecitate ad aderire ad un certo sistema, ad un certo modo di pensare proprio perché sarebbero tagliate fuori dal sistema.
Essere toccati sul lavoro, essere toccati sull'opportunità è qualcosa che è mortificante e che è mortificante anche soprattutto per chi, da un punto di vista politico, ha la responsabilità di gestire questa Regione. Noi quindi abbiamo il dovere oggi di cambiare questo sistema, che è un sistema di cui si può discutere, perché è un sistema il cui impianto può essere oggetto di dibattito, cioè noi possiamo chiederci oggi se il sistema Valle d'Aosta è un sistema che può funzionare, un sistema con le regole da inserire, ma è sicuramente nostro dovere oggi rendere indipendente, rendere indipendente sia dalla politica, ma anche dalla parte principalmente tecnica intesa come tecnica che fa politica. Noi cioè dobbiamo creare delle regole certe, delle nome certe affinché si possa avere tutti la possibilità di vivere serenamente, perché - e questo è il dato più importante -, quando ci sono regole certe, c'è libertà, c'è libertà non solo di poter lavorare, ma c'è libertà di opinione e di espressione, poi ognuno di noi è libero di avere la propria idea, ma noi non vogliamo più che ci sia un'idea condizionata dal lavoro, cioè il fatto di non poter aderire, di non poter esprimersi, di non poter anche solo esternare il proprio pensiero politico o di simpatia per una paura di ritorsioni dirette dall'Amministrazione, o indirette attraverso queste società. Questo non deve più esistere in un Paese, in una Regione che è nata - e l'abbiamo ricordato ieri, il collega Follien l'ha ricordato ieri - dalla lotta di liberazione antifascista e di libertà. Noi allora oggi ci chiediamo se questa libertà in Valle d'Aosta esista veramente, perché noi abbiamo ancora oggi - e tanti colleghi lo sanno, non solo dai banchi dell'opposizione - persone che hanno paura, perché essere toccati sul lavoro è qualcosa che mortifica, oltre ad impaurire. Questo sistema - e quest'appello è aperto veramente a tutti - lo dobbiamo cambiare tutti assieme, perché ripetiamo che sulla costruzione, sull'impianto si può discutere, ma che si deve intervenire sulla gestione di questo sistema, su come questo sistema viene gestito e su come oggi effettivamente...le ripercussioni, soprattutto in un momento di crisi, che ha sulla comunità e su chi lavora.
Noi quindi ci appelliamo non solo alla sensibilità di tutti per poter approvare questa mozione, noi ci appelliamo al lavoro della II Commissione, dove effettivamente in questi giorni è stato realizzato un percorso di costruzione del bilancio che ci ha soddisfatti e ci ha soddisfatti soprattutto grazie al lavoro che è stato profuso in II Commissione, con la documentazione che è stata fornita, con le audizioni, con i tempi dovuti e che ha fatto maturare anche una parte di dibattito costruttivo, è nostro dovere vigilare. È questo è l'appello in conclusione che io voglio lanciare, che noi vogliamo lanciare come gruppo Union Valdôtaine Progressiste, perché noi questo sistema lo vogliamo cambiare veramente, altrimenti non avremmo intrapreso questo percorso, lo diciamo in tutta serenità, in tutta tranquillità, perché il sistema in sé è una cosa, la degenerazione del sistema è un'altra. È alla degenerazione del sistema che noi non vogliamo partecipare e forse avremmo anche potuto contribuire in termini propositivi al cambiamento in modo diverso e anche in modo antecedente da un punto di vista temporale, ma noi crediamo che oggi sia veramente arrivato il momento tutti assieme di dare certezze. La politica le deve dare, perché è la politica che è deputata in quest'aula, visto che abbiamo anche la fortuna di avere delle competenze che sono competenze che derivano dall'autonomia, di dimostrare che siamo un popolo fiero, che siamo liberi, ma che la libertà non la enunciamo solo a parole, ma che la trasferiamo quotidianamente, dando a tutti la possibilità non solo di avere un'idea, ma anche di dissentire, anche di fare percorsi diversi, senza peraltro rinnegare niente delle origini, degli ideali o dei valori, ma se questi valori e questi principi vengono trasferiti in malo modo all'interno delle azioni quotidiane, all'interno dell'azione amministrativa, beh, noi crediamo che siano più importanti i valori rispetto a tutto ciò che si disattende quotidianamente.
Noi usiamo spesso questa metafora dell'Ancien Bazar. L'Ancien Bazar è un negozio storico molto importante nella città di Aosta che ha una bella scritta e all'interno si vendono scarpe, forse scarpe cinesi addirittura visto che la Cina va di moda... Ebbene, noi ci chiediamo se credere nell'insegna o se credere nel prodotto che viene veicolato, cioè nei valori e nei principi e noi abbiamo scelto di credere nei valori e in quello che si veicola quotidianamente alla comunità. Noi vorremmo...ed è per questo che chiediamo di trasferire certe norme, perché ci rendiamo conto che forse le competenze, da un punto di vista legislativo, non ci sono sempre per intervenire su certe regole che sono nazionali e sovranazionali, ma noi chiediamo che l'esempio parta dalle istituzioni, che l'esempio parta da qui, affinché tutta la comunità, soprattutto in questo momento, sia resa libera di capire qual è la situazione reale, di farsi un'idea, di scegliere liberamente e di potersi anche esprimere, esporre senza peraltro essere toccata in quelli che sono i propri affetti, in quelle che sono le proprie opportunità di lavoro, in quella che è la propria quotidianità, perché è questo il messaggio negativo che la politica sta dando in questo momento e che noi non vogliamo più sia un messaggio che viene veicolato ai giovani. Grazie.
Président - Merci. A demandé la parole le collègue La Torre.
La Torre (UV) - Grazie Presidente.
Io credo che sulle regole della trasparenza non ci sono e non ci devono essere interpretazioni. Ci devono essere regole certe garantite dalla pubblica amministrazione, perché su questo si basa uno stato di...quindi io credo che il tema che oggi voi portate all'attenzione sia un tema importante, che richiede attenzione e su cui qualunque discussione si faccia non è mai...come dire? tempo perso, al contrario ogni approfondimento in questo senso va nella direzione di dare quella certezza ai cittadini e in questo caso alle imprese, di regole che sono alla base del convivere civile. In questo senso io credo che però il ragionamento sia più ampio, perché fa riferimento a quella che è una comunità, una collettività, cioè quella della Valle d'Aosta. La nostra è una piccola collettività e, conseguentemente, abbiamo anche un piccolo mondo imprenditoriale, questo è evidente, ma nello stesso tempo questa è una collettività che fa grandi sforzi per crescere, svilupparsi per confrontarsi con una globalità che oggi distrugge le piccole collettività. In quest'ambito noi abbiamo avuto e abbiamo delle eccellenze che sono le nostre società partecipate e in qualche modo invece, attraverso dei meccanismi di sostegno della pubblica amministrazione, stanno riuscendo a sfondare questo muro del dimensionamento, dove crescono anche in un quadro più... Io trovo molto giusto quello che è stato detto nel momento che si ripete che, quando una collettività cresce, deve crescere tutta insieme. Quando noi abbiamo la fortuna di poter avere delle eccellenze, queste eccellenze devono trainare dietro di sé l'impresa locale. Ogni opportunità in cui noi in qualche modo eccelliamo deve essere il veicolo non solo di crescita, ma anche di sviluppo, incubatore per tutte quelle imprese che oggi sono piccole, ma hanno un'identità locale e in qualche modo possono capire e cominciare a ragionare in un modo più forte, unendo le loro forze all'interno di un quadro locale, però è chiaro che, per fare questo, bisogna creare all'interno della nostra collettività un clima che faciliti questo tipo di percorso e questo è indiscutibile. Io mi ricordo ancora che quando venne Ambrosetti, che a molti non piacque, la prima cosa che mi disse fu: "mah, primo elemento, l'unico forse elemento di sviluppo che può avere questa Regione è essere buyer di voi stessi, compratori di voi stessi. Se voi imparate ad utilizzare per primi le vostre risorse nel fare le cose, avrete già innescato un'economia straordinaria che vi porterà a quella che poi di fatto è una crescita del PIL". Il PIL (il Prodotto Interno Lordo) altro non è che la capacità di fare impresa e produrre, quindi di pagare tasse in Valle d'Aosta. Noi non ci possiamo mai dimenticare la nostra condizione fiscale di dieci decimi e quindi dell'importanza di avere imprese che paghino localmente le tasse, perché non solo arricchiscono la nostra comunità, ma fanno crescere l'occupazione e danno possibilità ai nostri giovani di intravvedere anche un futuro che oggi non vedono: ecco perché il tema che voi proponete è un tema importante, ecco perché è un tema che non si può, secondo me, anche semplicemente liquidare con dei "sì" o con dei "no".
Io credo che la proposta fatta di approfondire il tema in II Commissione, per quello che mi riguarda, è una proposta interessante. La II Commissione ha dimostrato, credo possa essere riconosciuto da maggioranza e minoranza, di avere una grande disponibilità al dibattito e al confronto. In questo senso...questa è un'idea mia raccogliendo anche un po' le interpretazioni che ci sono state, ma anche per togliere quelle che sono le ombre che in qualche modo mi sembrava che emergessero dall'intervento di Nogara...forse di documenti, io non ho capito bene cosa si volesse dire. Io credo che questa sia una Regione che non deve avere ombre, la trasparenza è esattamente l'opposto dell'ombra, la trasparenza è luce, filtrare la luce, quindi ombre non ce ne devono essere. Io credo che anche il fatto di queste osservazioni che io non conosco e quindi non giudico né nel bene, né nel male sia un qualcosa che getta delle ombre che non debbono esserci. A mio avviso, quindi noi dobbiamo agire dando evidentemente funzione al nostro mandato, che è quello di garantire le regole certe, della trasparenza, in questo senso, confrontandoci.
Chiaramente, a mio avviso, non è una mozione che risolve il problema, quindi io, personalmente, di mia iniziativa le dico: secondo me, sarebbe utile che questa mozione fosse ritirata e fosse discusso invece l'argomento in II Commissione come lei mi sembra abbia in qualche modo richiesto, Consigliere Viérin. Io credo che la Valle d'Aosta non deve diventare il Far West, terra di conquista di aziende che vengono da fuori, noi dobbiamo in qualche modo difenderci da questa situazione. Dobbiamo dare fiducia alle nostre imprese, fargli capire che le nostre imprese qui possono crescere. Dobbiamo anche spiegargli come si fa, perché se continuano ad essere dei solisti, in un coro generale si perdono, invece devono essere capaci a costruire, a mettere insieme le loro capacità, ma la Regione deve fare la sua parte e le partecipate devono fare la loro parte, perché sono la punta di diamante di uno sviluppo di questa regione che deve crescere tutta insieme, non ci devono essere cittadini di serie A, né cittadini di serie B! Noi non ci dobbiamo dimenticare che siamo valdostani e siamo una piccola collettività e in una piccola collettività questo si può fare se lo si vuole fare e io credo che si debba fare, perché sono arrivati anche i momenti per fare certe cose, per onorare anche il lavoro che noi facciamo all'interno di quest'aula, perché sennò rischiamo di essere solo dei politicanti e di vivere di volta in volta le situazioni in funzione di campagne elettorali, forse è arrivato il momento di dire: "basta" a questo.
Io, ragionando con lei, sinceramente e molto onestamente anche intellettualmente le dico: approfondiamo gli argomenti con serietà, non limitiamo tutto ad una mozione che non ha senso, perché si riduce ad un "sì", ad un "no", a volte in prese di posizione semplicemente di maggioranza e minoranza, ma a volte in queste posizioni non c'è il buon senso o la buona volontà. Io quindi la invito - poi probabilmente non l'accoglierete... - a ritirarla e a portarla a discutere in II Commissione allargata ai Capigruppo, perché la II Commissione in questo caso ha una competenza, ma io credo che debba essere allargata anche ai Capigruppo, perché un approfondimento serio si fa così. Grazie.
Presidente - Ci sono richieste di intervento? Ci sono richieste di intervento? La parola al collega Cognetta.
Cognetta (M5S) - Grazie Presidente.
Ho ascoltato con molta attenzione l'intervento del collega La Torre, io sono un membro di II Commissione, quindi condivido con lui che la gestione della II Commissione, secondo me, è una gestione corretta e che ci permette di fare una serie di approfondimenti e che ci ha permesso fino ad oggi, diciamo così, di svolgere un lavoro che ritengo buono, quindi nulla da dire su questo. Faccio però un ragionamento: quando all'inizio di questi lavori, di questo Consiglio chiedemmo, ad esempio, una Commissione speciale su CVA, quando chiedemmo un approfondimento sulla Casinò e sulle altre partecipate, ci fu detto che ci sarebbero poi stati degli ulteriori approfondimenti in commissione, che non era il caso di valutare di fare una Commissione speciale, che potevamo fare delle richieste alle controllate e alle partecipate e che avremmo avuto risposta per quanto si poteva avere risposta, per quanto, diciamo così, era possibile. Nostro malgrado, abbiamo votato in quel caso non avendo avuto le commissioni...vabbè, ci siamo poi adattati a questo tipo di lavoro.
Per quanto ci riguarda, come Movimento Cinque Stelle, non abbiamo avuto grandi risposte rispetto a ciò che cercavamo. Se posso fare degli esempi su CVA nello specifico, è proprio una lettera che mi è arrivata l'altro ieri, di risposta rispetto ad una richiesta precisa, puntuale e specifica: mi è stato detto che non potevo avere risposte e la cosa quindi mi lascia un po' perplesso. Io non è che non le credo, Consigliere La Torre, assolutamente non metto in dubbio la sua buona volontà, così come non metto in dubbio le parole quando dice che questa comunità piccola può crescere e deve crescere tutta insieme, ma se lo dice a noi...voglio dire non auspichiamo altro...e non per motivi elettorali, tutt'altro! Noi siamo effettivamente espressione di proprio quella parte di persone che si è sentita esclusa e continua a sentirsi esclusa, però, ecco, se il suo invito, da un punto di vista politico, è corretto, dall'altro, vorrei che poi fosse portato avanti, perché, in realtà, poi viene sempre disatteso, capisce nella logica dei fatti, questo non lo imputo a lei, lo imputo al sistema nel suo insieme. Lei allora ha ragione quando dice: "vabbè, ne dovremmo parlare in II Commissione". Caspita! È lì per quello la II Commissione, però poi tecnicamente, o anche come Consiglieri...tecnicamente poi non riusciamo...e infatti c'è una grossa discussione anche su questo: qual è il ruolo del Consigliere che effettivamente...che tipo di portata ha rispetto alle modifiche politiche questo Consiglio. In realtà, ci stiamo dicendo che non ha tutto questo peso, perché poi gli strumenti che uno dovrebbe avere non riesce a farli funzionare nel modo corretto, quindi poi alla fine... Sembra che siamo 35 persone...beh, 25 quelli almeno seduti qua che fanno quello che possono, ma in realtà annaspano e poi viene fuori tuto il populismo, la demagogia, tutto quello che sappiamo già, che su certe cose...noi condividiamo, perché se poi alla fine non abbiamo strumenti, che ci stiamo a fare tutti quanti noi altri?
Invito quindi anche i miei colleghi a riflettere su questa posizione, noi non l'accettiamo per il motivo che le ho spiegato, non perché non sia una proposta coerente, ma perché ci porta ad un rimando che alla fine non ci dà la soluzione, voi voterete "no"...vabbè, però, d'altro canto, possiamo andare avanti lo stesso in II Commissione le dico io, al di là della mozione specifica, credo per quanto...ho presente io i lavori della II Commissione. Grazie.
Président - Merci. La parole au collègue Donzel.
Donzel (PD-SIN.VDA) - Grazie Presidente.
Credo che il dibattito di questa mattina sia stato molto proficuo, perché ha permesso di portare in Consiglio regionale la voce viva delle imprese che vivono la dura realtà economica e la crisi di questa regione. Ora, ho sempre riconosciuto al collega La Torre doti impareggiabili di oratoria, ma devo dire che questa mattina mi ha un po' deluso, il suo intervento è stato molto... démodé se posso dire, legato agli interventi che si facevano anni fa in questo Consiglio quando sostanzialmente si diceva: "ma sì, c'è sempre la lamentela di qualche imprenditore locale", "anzi si dia da fare, diventi anche un po' più bravo, perché tanti altri lavorano", oggi non è più così, oggi sono tantissime le imprese valdostane che non ce la fanno e che chiedono un diverso sistema di gestione degli appalti pubblici. Visto che la maggior parte dei fondi pubblici sono gestiti dalle partecipate e non più dalla Regione, è giusto, ha fatto molto bene tutta la minoranza, tutte le forze della minoranza a porre questa questione in Consiglio regionale. Non è di per sé una mozione che dalla mattina alla sera cambia il mondo. Noi lo riconosciamo che la conduzione della II Commissione da parte del collega La Torre è sicuramente una condizione ottimale, non si può negarglielo: spazi anche mai registrati prima al dibattito, all'audizione...bisogna riconoscerlo questo...però non si può, lei lo sa bene, non può farsi carico lei di tutto il Mouvement, di tutta l'Union Valdôtaine" Lei parla anche un po' a nome suo...di un dibattito se questo dibattito non è supportato da un voto consiliare, da un voto nell'aula del Consiglio; tanto più forte è il dibattito sulle partecipate se andiamo lì con una mozione votata da tutti, anziché se andiamo, come in questo caso, con una mozione ritirata per poi parlarne.
Le posso dire che ci sono stati dei precedenti che lei sicuramente ricorda e sempre hanno riguardato la questione delle partecipate, e in questo convengo con lei sul fatto che qui è stata posta una lente d'ingrandimento su un singolo aspetto. Non è la gestione generale delle partecipate, però l'azione delle forze di minoranza deve essere questa, deve essere di volta in volta portare un dibattito che sia gestibile in aula, quindi su piccoli pezzi. Se noi parliamo di tutto, di tutto ciò che riguarda le partecipate, sicuramente il Presidente Rini ci ferma, non ci sono i tempi e quant'altro. Io vorrei ricordare però, a mo' di sintesi che sulle partecipate ci fu un grosso dibattito, per esempio, sugli emolumenti, diciamo, dei dirigenti delle partecipate, proprio in questo periodo in cui sono a rischio anche i lavoratori, soprattutto quelli precari delle partecipate, no? Fu votata una mozione. La sostenne con caparbietà la maggioranza, mi ricordo il collega Salzone, animatore di una moralizzazione non solo del Consiglio regionale, ma anche dei dirigenti delle partecipate. Sa che cos'è successo, collega La Torre? Non se n'è fatto assolutamente nulla. Le partecipate regionali restano nicchia di privilegio e a questo punto guardo i banchi della maggioranza tutelata, difesa dai colleghi della maggioranza e lì probabilmente hanno piazzato amici, fratelli, compagni e gente che li sostiene durante le campagne elettorali, perché altrimenti non me lo spiego. Quando togliamo un euro alla vecchietta che ha la pensione da 457 euro al mese gli diciamo: "eh, ti faremo pagare il biglietto". Sì, a chi ha 457 euro al mese, ma che biglietto dell'autobus volete far pagare? Non lo userà più, punto, la scaricherete, la lascerete in strada, la lascerete in casa, ma lì non andate a toccare, lì no, non si tocca. Oggi allora la questione era se riuscivamo a dire che si possono...che si può...questa mozione è applicabile, con il buon senso, sapendo che agiamo in un contesto comunque dove valgono norme del sistema privatistico, ma nulla vieta che ci sia più trasparenza, nulla vieta che ci si dia dei criteri in cui i nostri impresari valdostani si sentano sereni, si sentano garantiti da eguali possibilità di accedere, questo chiediamo. Oggi lo sappiamo che non è così, quindi chiediamo ad un'istituzione pubblica, che può naturalmente agire come ha agito, non è che è illegale, ma non ha creato condizioni di equità, chiediamo di creare condizioni di equità visto che usano denaro pubblico. È troppo comodo fare i privati col denaro pubblico, è un'anomalia, è quello che non fa funzionare il Casinò, che non fa funzionare molte strutture, perché una cosa è una gestione pubblica, con tutti i suoi difetti, una cosa è una gestione privata, una cosa è fare i privati con i soldi di tutti, questo no, questo non mi piace: fare i privati coi soldi di tutti. Se vuoi fare il privato, ti fai una tua azienda privata, ti fai le tue regole private; se vuoi fare il manager di una partecipata pubblica, entra in una logica, soprattutto in questo momento, pubblica. Allora se negli Stati Uniti un Presidente americano come Obama ha ritenuto importante intervenire per mettere delle regole, perché non si poteva lasciare addirittura al mercato privato il liberismo sfrenato, perché c'è un problema in questo momento di occupazione e quant'altro, vediamo di non essere sordi a questa richiesta di mettere regole uguali per tutti, questo è l'obiettivo che ci siamo dati, quindi perché ritirare la mozione? Votiamola e parliamone, perché da questa mozione non è che discende un'azione domani mattina, votiamo e parliamo invece di come applicarla. Andiamo in II Commissione e ci diciamo: "ma com'è che riusciamo ad applicare questa mozione? Com'è che riusciamo a farlo? Quali regole bisogna darsi?", questo è l'argomento, non se la mozione vada o non vada bene, la mozione va benissimo! Noi dobbiamo discutere su come applicarla in commissione, quindi ha ragione il Presidente La Torre quando dice: "ma dovremo parlarne in II Commissione", certo, ma su come applicarla! Lì sì andiamo volentieri a discuterne, anche se non facciamo parte di quella commissione, perché ci sentiamo graditi ospiti, questo è quindi l'atteggiamento che abbiamo e sosteniamo naturalmente questa mozione al voto.
Presidente - La parola al Consigliere Chatrian.
Chatrian (ALPE) - Grazie Presidente.
Noi presentando questa mozione siamo consci che, se questa mozione sarà approvata, tutto il comparto delle società partecipate e controllate non sarà rivisto. Stiamo parlando di capovolgere una certa impostazione sugli affidamenti. Ho ascoltato tutti gli interventi, ho ascoltato il Presidente La Torre...non usciamo dal seminato. Le linee guida, i grandi indirizzi delle nostre società; noi più volte, come gruppo Alpe, avevamo presentato degli emendamenti che andavano in quella direzione, perché riteniamo che i macroindirizzi, le linee guida delle nostre società dovrebbero essere discusse qua in quest'aula, oggi però in questa mozione noi non affrontiamo le linee guida e i macroindirizzi e non affrontiamo neanche ulteriori approfondimenti, noi oggi con questa mozione vorremmo che nessuno si nascondesse dietro ad un dito, nessuno! Perché lo stato dell'arte lo conosciamo. Nel mio breve intervento che ho fatto pochi minuti fa non ho utilizzato il materiale che ci è stato fornito dalla II Commissione a seguito della mozione approvata da tutto il Consiglio, perché non ci sono gli elementi su questa documentazione. Ho fatto però degli esempi, esempi verificati nel 2013, 2012, 2011, 2010, esempi che chiariscono molto bene che ci sono imprese di serie A e che ci sono imprese di serie B, collega La Torre, lei lo sa.
A fronte di una criticità, di un problema da risolvere, noi poniamo questa mozione che vada a capovolgere quest'impostazione, quindi il dibattito in II...che oltretutto è già stato organizzato e pianificato sull'ex mozione approvata nel luglio 2013, che faremo probabilmente nella seconda settimana di dicembre, ben venga! Andiamo ad approfondire ulteriormente, però forse è il momento che la politica deve assumersi le sue responsabilità ed entrare nel merito, nel concreto, c'è un problema, cerchiamo di risolverlo come possiamo risolvere.
Io penso che soprattutto il punto 2, com'è stato declinato in questa nostra mozione di creare le condizioni..."a dare la possibilità alle imprese locali che hanno titolo, qualifiche e requisiti, di partecipare agli affidamenti", riassuma molto bene in questo momento rispetto alla criticità che esiste nel comparto parapubblico. Non confondiamo però...ho sentito prima: "poca trasparenza", "qualche ombra"...no! In questo momento in quel comparto il boccino viene giocato da poche aziende, da poche imprese e tante aziende ed imprese non hanno neanche la possibilità di partecipare. Nel momento in cui abbiamo società che affidano lavori per 600.000 euro senza neanche una procedura negoziata, senza avere un concorrente...questo è lo stato dell'arte. Ecco, noi diciamo: "no", noi diciamo che da subito dobbiamo modificare, colleghi, noi da subito dobbiamo dire che la politica deve assumersi le proprie responsabilità e poi declinare successivamente ed applicare l'impegno che speriamo oggi il Consiglio tutto prenda su questo dossier.
Presidente Rollandin, nella passata legislatura...conosce perfettamente quanto meno gli obiettivi, o lo stimolo che il gruppo Alpe ha portato su questo tema da inizio legislatura. Cos'ha fatto il gruppo Alpe? Il gruppo Alpe ha presentato delle mozioni, soprattutto ha presentato degli emendamenti che andavano in una certa direzione di reimpostare il modello suddividendo però i due volets: il primo di natura politica, quello degli indirizzi, delle macro linee guida delle nostre società partecipate; il secondo però delle regole! Perché avevamo contezza da diversi anni che la partita fuori si giocava in maniera...non con le stesse...non regole, con le stesse pari opportunità per le aziende o imprese valdostane. La sintesi però qual è dal punto di vista politico? Che se da una parte abbiamo un bilancio regionale che ha meno risorse, meno disponibilità e dei capitoli praticamente vuoti, la partita fuori è ancora interessante. Ecco che a questo punto, senza entrare nel merito delle scelte delle singole aziende, perché questa mozione non va a modificare gli indirizzi delle società partecipate e controllate, noi chiediamo però un posizionamento serio, necessario, a nostro avviso, sul fatto che comunque le pari opportunità adesso dovrebbero e devono essere garantite. Io penso che il Presidente Rollandin, che ha vissuto tutto quest'arco temporale dal 1981, quando quest'Amministrazione non aveva risorse...e dal 1981 le risorse disponibili per il territorio regionale, il territorio socio-economico sono aumentate anno dopo anno fino al 2009...e nello stesso tempo anche questo bilancio parallelo è cresciuto, delle società partecipate e controllate, ben contenti sia cresciuto...ad esempio, il gruppo Energia sia conscio che il fatto di non dare le medesime possibilità a numerosissime aziende, artigiani, liberi professionisti, libere professioni non è più tollerabile. Io sono certo che...e aspettiamo veramente non solo il posizionamento, ma le ragioni per cui il Governo regionale o la maggioranza tutta deciderà di non approvare questa nostra mozione; non perché siamo i primi della classe, perché non lo siamo, non perché non vogliamo essere i primi della classe...non vogliamo e siamo certi non avere la bacchetta magica, ma di una cosa siamo certi: che fuori da quest'aula il popolo delle partite IVA non ha le pari opportunità nelle società controllate e partecipate. Io aspetto veramente dal Presidente Rollandin una presa di posizione su questa nostra mozione, perché sono migliaia le partite IVA fuori da quest'aula che aspettano delle risposte di pari opportunità.
Un'altra cosa è il dibattito invece sulla mission delle nostre società, sulle linee guida, se il gruppo CVA dovrà ancora andare ad investire fuori dalla Valle d'Aosta, dall'Italia, dall'Europa. È un'altra cosa, non stiamo discutendo di quello - rubo trenta secondi, Presidente Lanièce - ma stiamo discutendo di pari opportunità. Sono convinto che il mondo è cambiato, le aziende strutturate hanno poco lavoro... Il Presidente La Torre parlava prima..."una società deve crescere insieme"...allora se una società deve crescere insieme, io sono certo che il Presidente Rollandin prenderà in mano questa mozione per dare delle risposte di pari opportunità, in modo che non ci siano aziende con una marcia inserita, terza, quarta o quinta, o invece delle aziende che non potranno e ad oggi non possono inserire neanche la prima. Aspettiamo delle risposte del Governo regionale. Grazie.
Si dà atto che dalle ore 10,58 assume la presidenza il Vicepresidente André Lanièce.
Lanièce (Presidente) - Grazie. Ha richiesto la parola per il secondo intervento il Consigliere Laurent Viérin, ne ha la facoltà.
Viérin L. (UVP) - Grazie Presidente.
Intervengo a seguito della proposta, se non abbiamo capito male, del collega La Torre sulla questione della II Commissione. Intanto ringraziamo per la disponibilità il collega, perché se c'è una disponibilità e noi abbiamo capito che questa disponibilità soprattutto deriva dal fatto che si condividono i contenuti di questa mozione. Al di là di com'è formulata e al di là - come ha ricordato giustamente il collega La Torre - di ciò che chiede come impegno; non tanto nel merito dell'impegno, ma a chi lo chiede e, se c'è condivisione su questo tema, noi non possiamo che essere soddisfatti. C'è una disponibilità da parte nostra ad essere propositivi, i colleghi l'hanno ricordato...e tra la nostra disponibilità ad essere propositivi e la vostra disponibilità a demandare la II Commissione ad occuparsi del tema noi crediamo che una cosa non escluda l'altra, ci potete votare tranquillamente la mozione. La discussione generale non è ancora chiusa, quindi può essere ancora emendata, aggiungiamo un punto al deliberato della mozione che, invece di impegnare il Governo a farlo, impegna, come per gli Enti locali, la II Commissione a presentare, entro una certa data, un provvedimento che intervenga in questo campo.
Noi allora le chiederemmo una sospensione per poter discutere di questa cosa, perché non vorremmo, come è successo per altre mozioni che sono state approvate e poi niente è stato portato avanti di ciò che è un impegno, che è solo un impegno di una mozione qualcuno dice, ma è un impegno che è formale...noi non vorremmo che ancora una volta ci vedessimo bypassati o che comunque gli impegni non vengono mantenuti, perché quella di luglio, entro 60 giorni...è una mozione che doveva essere rispettata e che non è stata rispettata. Noi quindi prendiamo come buone queste parole, però noi vorremmo che sia mantenuto sicuramente l'impianto di un testo che ha dei contenuti importanti, se poi voi avete delle idee su delle modifiche da inserire, noi siamo disponibili ad una breve sospensione per discutere nei contenuti di quello che è il deliberato. Lo abbiamo fatto per la questione degli Enti locali, crediamo di aver riportato, da un punto di vista normativo, in capo alla II Commissione una competenza che era invece stata presa da altri. In questo caso la materia, la normativa è un po' diversa, ma se necessità e volontà c'è, per noi la condivisione è più importante rispetto a quello che è l'organo deputato ad incidere. Chiaramente noi vogliamo delle garanzie ed è per questo che chiediamo una sospensione.
Presidente - Grazie. Ha chiesto la parola il Consigliere La Torre, ne ha la facoltà.
La Torre (UV) - Io intervengo affinché non ci siano equivoci. Io credo che l'argomento, come è stato ben chiarito, sia importantissimo, credo nello stesso tempo che non ci debbano essere progeniture, né accuse, né sotterfugi, quindi è un patrimonio dell'aula. Ritengo che su questo si debba fare un approfondimento per i motivi che ho detto, non li ripeto e che debba essere fatto partendo da un foglio bianco e non da questa mozione e questo è quello ho chiesto io a voi. Ho chiesto: se vogliamo affrontarlo seriamente, probabilmente dandoci dei tempi...ci mancherebbe altro, capisco che qualcuno ha avuto qualche delusione rispetto ad altri impegni presi, però normalmente io, quando prendo un impegno, lo porto fino in fondo...quindi quello che ho chiesto io - lo ripeto, anche perché è una mia iniziativa, non è della maggioranza - è di ritirare la mozione, ritirarla e riscrivere quello che si riterrà giusto sulla base dell'approfondimento che faremo, il confronto che faremo in II Commissione. Quello sarà il frutto, il patrimonio del Consiglio e anche di questa Regione. Capisco, mi rendo conto che quello che dico io può avere il valore di quello che dico io... Probabilmente non sono neanche d'accordo con il Presidente, magari il Presidente non è d'accordo, però lo dico lo stesso. Grazie.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Laurent Viérin, ne ha la facoltà
Viérin L. (UVP) - Collega La Torre, noi prendiamo atto della sua disponibilità personale, però qui parliamo anche in termini politici e per questo noi chiediamo una sospensione per capire e misurare se la sua disponibilità personale viene da un punto di vista anche politico...è la sensibilità anche delle forze politiche che compongono...e a questo punto prendiamo atto che ci sono tre forze politiche e non due che compongono questa maggioranza, noi chiediamo ecco che ci sia una possibilità di dialogo, sapendo che noi durante la sospensione discuteremo della possibilità di ritirare, dell'impossibilità di ritirare, della possibilità di emendare il nostro testo. Lei quindi ha giustamente enunciato il suo pensiero, noi abbiamo enunciato il nostro, la sospensione andava solo nell'ottica di poter vedere se c'è una possibilità di trovare tra tutte le forze politiche, lei compreso, un modo di procedere, grazie.
Presidente - Il Consiglio è sospeso per 15 minuti.
Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 11,04 alle ore 11,31 e che alla ripresa dei lavori riassume la presidenza il Presidente Emily Rini.
Rini (Presidente) - Colleghi, possiamo riprendere i nostri lavori. Ci sono richieste di intervento? La parola al collega Viérin.
Viérin L. (UVP) - Grazie Presidente.
Mi faccio portavoce, a nome dei gruppi di opposizione, avendo chiesto la sospensione, per arrivare alla determinazione e all'esito che questa sospensione ha prodotto. Una breve sospensione del Consiglio, dove abbiamo incontrato i Capigruppo della maggioranza, Ego Perron e Borrello, che hanno allargato la proposta che era stata formulata in quest'aula, quindi non solo di portare in II Commissione il tema, di intervenire in questa direzione, ma una proposta che abbiamo accolto con piacere, anche quella di allargare ai Capigruppo questa commissione, al fine di avere gli elementi necessari che noi reputiamo giusti, anche perché la documentazione che è stata prodotta è una documentazione corposa, ma non sufficiente forse ad avere una ricognizione globale. Noi quindi accettiamo questa proposta e questa disponibilità di andare in commissione, di allargare ai Capigruppo e quindi ritiriamo questa mozione sapendo che questo lavoro...e vigileremo affinché questo sia fatto in tempi consoni, affinché questo lavoro vada nella direzione del bene della comunità. Grazie.
Presidente - Grazie. La mozione è ritirata.
Il Consiglio prende atto.
Presidente - Possiamo quindi passare al punto 26 all'ordine del giorno.
