Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1960 del 21 settembre 2011 - Resoconto

OGGETTO N. 1960/XIII - Reiezione di risoluzione: "Effetti della manovra finanziaria sulla finanza pubblica regionale".

Risoluzione

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste

Ricordato l'impatto particolarmente pesante sulla finanza pubblica regionale del decreto legge 13 agosto 2011 n. 138, a pochi mesi di distanza dagli importanti tagli già imposti al bilancio regionale dall'accordo col governo Berlusconi sul federalismo fiscale;

Rimarcata l'impostazione palesemente anti-autonomista e anti-federalista contenuta nel decreto legge 138/2011 e una sostanziale iniquità sociale andando a colpire come sempre famiglie, lavoratori dipendenti, ceto medio e enti locali;

Sottolineata la gravità dell'attuale crisi finanziaria ed economica che rende urgente ed indispensabile un riassetto della spesa pubblica attraverso riforme strutturali importanti;

Constatata l'incapacità del Governo nazionale di fare fronte in modo equo e ragionevole alla gravità del momento e che le due manovre estive non sono in grado di rilanciare l'economia;

Evidenziato, inoltre, che l'agenzia Standard & Poor's ha abbassato ieri il rating sul debito italiano, portandolo da A+ ad A, e che senza un'accelerazione della crescita l'Italia rischia "un nuovo taglio del rating" nei prossimi 12-18 mesi;

Dissente

dalle scelte operate con tale provvedimento, che invece di chiedere un comprensibile e sostenibile contributo alle classi più agiate, anche mediante misure riguardanti i grandi patrimoni, grava ulteriormente e in misura prevalente su fasce di popolazione già duramente colpite dalla crisi in atto, producendo effetti ulteriormente depressivi rispetto alla ripresa economica;

Si rammarica

del carattere elusivo e della debole incidenza delle misure di contenimento dei costi della politica;

Denuncia

l'oggettiva sproporzione degli oneri posti a carico delle Regioni a Statuto speciale e degli enti locali rispetto ai sacrifici imposti agli apparati ministeriali;

Esprime

la propria disapprovazione per il metodo palesemente caotico e giuridicamente incostituzionale con cui sono state prese misure che dovevano, nello spirito stesso della L. 42/2009 sul cd. 'federalismo fiscale', essere adottate in accordo fra lo Stato e le Regioni;

Impegna

la Giunta regionale a ricorrere alla Corte costituzionale a tutela delle prerogative della nostra Regione.

F.to: Bertin - Giuseppe Cerise - Chatrian - Donzel - Carmela Fontana - Louvin - Patrizia Morelli - Rigo

Presidente - La parola al Consigliere Bertin.

Bertin (ALPE) - Grazie Presidente. Solo per illustrare brevemente la mozione dei gruppi ALPE e PD in merito alla manovra finanziaria; poi, nel merito, interverranno i colleghi in modo più puntuale.

Abbiamo assistito questa estate a due o quattro manovre, a seconda dell'interpretazione, che hanno un impatto pesante sulla finanza pubblica regionale, e questo impatto si colloca a pochi mesi di distanza da altri importanti tagli imposti al bilancio regionale dall'accordo sul cosiddetto "federalismo fiscale", firmato da Rollandin e Berlusconi appena l'anno scorso. Questa nuova manovra incide per una cifra che varia, come ci è stato detto in commissione, fra i 70 e i 100 milioni, che si aggiunge ai 48 milioni previsti dalla manovra dell'anno scorso e dal cosiddetto "federalismo fiscale". Nella sostanza, un impatto forte sulle finanze regionali. È da rimarcare il fatto che questa manovra e, in generale, l'atteggiamento del Governo evidenziano una palese impostazione anti-autonomista e anti-federalista che va a colpire gli enti locali e le Regioni; è nota a tutti la contrarietà evidenziata dall'ANCI e anche dagli altri Presidenti di Regione. In particolare si va a colpire le Regioni a Statuto speciale, prendendosi una specie di vendetta rispetto a non si sa che cosa. È in generale una manovra che colpisce i soliti noti: famiglie, lavoratori, dipendenti, ceto medio, enti locali; ed è sostanzialmente iniqua.

È evidente che la situazione finanziaria ed economica è grave, e rende urgente ed indispensabile un riassetto della finanza pubblica statale e non; un riassetto che deve essere fatto con riforme strutturali che diano una prospettiva nel tempo. È ormai sotto gli occhi di tutti l'incapacità del Governo nazionale attuale di far fronte alla situazione, lo si vede ogni giorno, e - come sottolineava la Presidente degli industriali - o si interviene adesso con riforme importanti, altrimenti è bene che il Governo si dimetta.

Constatiamo l'incapacità del Governo a far fronte alla situazione, le nuove manovre non rilanciano l'economia, al contrario, rischiano di ancor più aggravare la situazione. È di ieri l'abbassamento del rating sul debito italiano di Standard & Poor's, passato a A+ ad A, seguiranno a breve anche le altre agenzie di rating che aggiusteranno al ribasso il loro indicatore. È altrettanto ovvio che se non vi è una crescita dell'economia italiana nell'arco di 12-18 mesi, si riproporrà un ulteriore abbassamento del rating, il che costerà alla finanza pubblica nazionale moltissimo in termini di aumento del costo del debito. Pertanto è importante che il Consiglio regionale esprima il proprio avviso su queste manovre estive, dissentendo dalle opere scelte che continuano a colpire le solite fasce di società; non si colpiscono i grandi patrimoni e chi ha dei redditi sufficienti a poter sostenere una riduzione del proprio reddito e quei pochi provvedimenti, che vanno sotto il nome di "tassa di solidarietà", presenti nella prima manovra - che fra l'altro è stata annacquata abbassando ulteriormente questa imposta -, alla fine colpiscono le solite fasce più basse che non possono eludere le imposte e che già avranno ricadute negative sui servizi che, inevitabilmente, verranno ridotti.

È poi scandaloso il fatto che, per quanto riguarda i costi della politica di cui tanto si discute, nelle azioni a livello nazionale non si stia ancora intervenendo e tutto viene dilatato nel tempo, provocando nell'opinione pubblica una certa arrabbiatura. Come sottolineavo in precedenza, vi è una sproporzione degli oneri a carico delle Regioni a Statuto speciale rispetto alle altre ed alla totale mancanza di interventi negli apparati ministeriali, che rimangono estranei a questa manovra, o comunque colpiti in modo minimo, il che naturalmente non fa che evidenziare ancor più l'impostazione centralista e anti-autonomista di questa manovra.

Vi è poi una questione che riguarda il metodo nel quale sono fatti questi interventi che, da un punto di vista del procedimento costituzionale e anche per quanto riguarda la legge sul federalismo, vengono sostanzialmente by-passati non prevedendo un accordo - come si dovrebbe - fra la Regione e lo Stato. In generale vi è un atteggiamento che non tiene conto dei vincoli e delle garanzie costituzionali per la nostra Regione. Pertanto si impegna il Governo regionale a ricorrere alla Corte costituzionale per tutelare le prerogative della nostra Regione. Grazie.

Presidente - La parola al Consigliere Donzel.

Donzel (PD) - Egregio Presidente, cari colleghi, ringrazio il collega Bertin per avere illustrato la risoluzione. Mi permetto di integrare alcuni passaggi che ritengo assolutamente importanti.

È una discussione che avviene a posteriori, il Consiglio regionale è stato convocato, a differenza di quanto auspicava il Partito Democratico, successivamente all'approvazione della manovra; noi avremmo avuto il piacere di fare questa discussione prima. Ma devo dire che in questi giorni - l'ho sottolineato su un social network come facebook - ci sono dei comunicati che arrivano successivamente all'approvazione della manovra...penso al SAVT, all'associazione dei giornalisti valdostani...quindi non è tanto strano quello che stiamo facendo. Alcuni hanno sentito l'esigenza di dire, anche dopo l'approvazione della manovra - e secondo me fanno bene anche dopo -, cosa ne pensavano. Qualcun altro come la CGIL ha avuto l'ardire di fare uno sciopero prima, ma è positivo che qualcuno lo dica anche a posteriori che questa manovra non va bene, quindi il nostro dibattito è attuale rispetto alle reazioni che stanno arrivando in questi giorni.

Avevamo tutti sperato che le reazioni dei mercati all'approvazione della manovra finanziaria potessero essere molto più positive, di destra o di sinistra, di maggioranza o di opposizione siamo tutti italiani e non possiamo che fare il tifo per la barca in cui siamo tutti insieme, non certo per le onde che vorrebbero rovesciarla! Ma non sta andando in questa direzione! Il problema è la totale mancanza di credibilità del Governo! E la fonte di quest'ultima affermazione non è il Partito Democratico, ma la signora Emma Marcegaglia, Presidente di Confindustria, che lo sta ripetendo tutti i giorni. Ci sarebbe piaciuto avesse avuto qualche anno fa questa coscienza, ce l'ha adesso, un po' in ritardo, ma ce l'ha, quindi non è più la percezione che appartiene ad una determinata area politica, bensì è una percezione diffusa fra le associazioni produttive di questo Paese, fra i lavoratori, fra le organizzazioni sindacali.

Continua ad essere forte la distanza fra gli interessi dei nostri BTP e i Bund tedeschi, la situazione dei mercati è di emergenza totale - siamo qui ad aspettare di ora in ora cosa può succedere sul "caso Atene" - e utilizzo questo luogo per replicare, visto che abbiamo preso parte a dibattiti con altre forze di sinistra a livello regionale, che giustamente hanno aperto un dibattito sulla manovra, visto che è stato evocato il caso islandese, qualcuno diceva: "rifiutiamoci di fare manovre, di far parte del consesso mondiale"...ecco, vorrei ricordare ai cittadini alcuni numeri. L'Islanda ha 300.000 abitanti, è chiaro che non si può paragonare il caso islandese al caso italiano, è una situazione, la nostra, completamente diversa, e quelli che parlano di Islanda non sanno di cosa parlano! L'Islanda pesa economicamente meno di una sola grande azienda cinese, quindi mi permetto una critica a quella parte di sinistra che evoca soluzioni inadeguate. Qui ci voleva una manovra seria che questo Governo non è stato in grado di fare e mi riferisco ai numeri, perché alla fine si parla sempre della scarsa sensibilità del Presidente che è sotto gli occhi di tutti, ma sfugge la questione numerica.

La manovra consiste in oltre 36.000.000.000 di aumento di tasse, cioè più della metà della manovra sono tasse; è una scelta che, se l'avesse fatta un qualunque governo di centro-sinistra, sarebbe venuto giù il mondo! Berlusconi, quello che non metteva "le mani nelle tasche degli italiani", ha messo tutte e due le mani, ha portato via i portafogli, li ha strappati alle vecchiette per riuscire a fare questa manovra, come uno scippatore è andato nei mercati a rubare le borse alle vecchiette per riuscire a chiudere i conti! Solo un terzo, circa 18.000.000.000 di euro, sono di riduzione della spesa...il grande risanamento! Ma, cosa ancora più grave, queste cifre fanno riferimento a misure di carattere congiunturale per il 90 percento e di strutturale quasi nulla, cioè vuol dire che domani mattina se l'economia non riparte...ma può ripartire solo attraverso un miracolo, perché non ci sono misure per la crescita, e non lo dice il PD, lo dicono tutti gli imprenditori, quindi l'economia - a meno di un colpo di bacchetta magica che non sappiamo da dove arrivi - non può ripartire, ci ritroveremo, se non tra una settimana, al più tardi in primavera a dire: i conti non tornano, non si riesce a raggiungere il pareggio di bilancio! Quindi la situazione è molto grave, è una manovra che ha lo stesso effetto che faceva il salasso al malato di polmonite nel Medioevo, che accelerava la dipartita e c'era da augurarsi di non essere ricchi da non poter pagare il chirurgo che veniva a praticarti questa operazione.

La situazione è delicatissima e ha ripercussioni molto forti per quanto riguarda la nostra realtà. Il Presidente della Regione, sia sugli organi di stampa, sia in commissione, è stato molto chiaro da questo punto di vista, ha messo in risalto il rischio di tagli per la Valle d'Aosta solo con questa manovra, che si aggirano fra i 70 o i 100.000.000 di euro, a seconda degli effetti della manovra della Robin Tax; comunque, 70.000.000 di euro aggiuntivi ai 48 che già ci siamo accollati con la manovra precedente, sono un bel salasso alle finanze della nostra Regione! Non a caso questa risoluzione parla di grave danno all'autonomia ed al federalismo, ma, anche qui, non è una posizione che attiene alla minoranza...a dire che si è annientato il federalismo fiscale è Formigoni, Presidente della Lombardia!

Io le voci più forti in difesa di questa manovra le ho sentite in Valle d'Aosta, sembra che i più grandi difensori della manovra di Berlusconi siano alcuni esponenti delle forze politiche della Valle d'Aosta, perché in tutta Italia è un sollevarsi di voci critiche, che dicono che non va bene! Lo dice il Presidente della Regione Lombardia: è una manovra che affossa il federalismo fiscale, la più grande Regione d'Italia, 8.000.000 di abitanti, altro che Islanda! Allora dico: possibile che in Valle d'Aosta c'è qualcuno che difende questa manovra? Voglio capire, dov'è e quali sono gli elementi che portano gli esponenti delle forze politiche valdostane a dire che questa manovra va bene, quando dal Sindaco di Roma al Presidente della Regione Lombardia fanno addirittura i cortei come quelli della CGIL, come i lavoratori, fanno gli scioperi. Il Presidente dell'ANCI...ma avrei voluto vedere un Presidente dell'ANCI di centro-sinistra che andava in piazza...sarebbe stato: qui vogliono fare la rivoluzione, i Sindaci nelle piazze...no, ci vanno quelli di centro-destra, nelle piazze, a dire che non va bene!

È già esaurito il tempo a disposizione, concludo e lascio ai miei colleghi dire tutte le cose che avrei voluto ancora dire. Concludo con una riflessione, perché ritengo molto utile per la Valle d'Aosta e per le discussioni future dire che ho ripreso da un intervento del Senatore Tonini del Partito Democratico, che fa riferimento ad un grande Presidente del Consiglio del nostro Paese: "Mai come oggi sono attuali le famose parole pronunciate da De Gasperi nel corso della seduta del 29 gennaio 1948, dell'Assemblea costituente: le autonomie si salveranno, matureranno, resisteranno solo ad una condizione, che dimostrino di essere migliori della burocrazia statale, migliori del sistema centrato statale, migliori soprattutto per quanto riguarda le spese. Non facciano concorrenza allo Stato per spendere molto, ma facciano in modo di creare un'amministrazione più forte e che costi meno. Solo così le autonomie si salveranno ovunque, perché se un'autonomia dovesse sussistere a spese dello Stato, questa autonomia sarà apparente e non durerà per lungo periodo". Eccoci dunque a dimostrare che qui siamo diversi dallo Stato, che non ha tagliato il numero di Parlamentari e i costi della politica.

Presidente - La parola al Consigliere Lattanzi.

Lattanzi (PdL) - Grazie Presidente.

Intanto vogliamo considerare questa risoluzione un atto dovuto, che ci permette in questo Consiglio di affrontare le tematiche che ho visto, a più riprese, tutti giustamente sui social network, ma anche sui media e nei partiti, nei circoli, nei club e nelle famiglie affrontare, suscitando un dibattito e gli interrogativi che questa manovra ha suggerito. Dico un "atto dovuto", perché oggettivamente questa manovra pone degli interrogativi: sembra di essersi svegliati da un sogno nel quale il "Paese del Bengodi" offriva pensioni a tutti a 40 anni, un paese nel quale è normale aspettarsi che la sanità sia gratuita per tutti, che la scuola possa permettersi di avere due-tre insegnanti per ogni classe, quando magari non sono neanche una quindicina gli studenti, è normale aspettarsi che lo "Stato" con la maiuscola pensi a darci il diritto al lavoro o pensi di darci un sussidio quando questo lavoro non c'è più. Uno Stato che ha garantito occupazione a mo' di ammortizzatore sociale a quei milioni di persone che hanno trovato un lavoro sicuro, certo, a tempo indeterminato, non soggetto a crisi di mercato che è il lavoro pubblico dipendente. Ci siamo svegliati da 30 anni di garantismo e di diritti, e oggi scopriamo che abbiamo un debito pubblico da 1.900.000.000, anzi, 1.907, anzi 1.907.010.000, 1.907.015.000...perché ogni secondo che passa sono 10.000 euro che si aggiungono, e si aggiungono ad un debito gigantesco anche in termini di tassi di interesse, che diventano sempre più costosi.

Abbiamo scoperto da ieri che i nostri titoli di Stato non sono più così appetibili dai mercati internazionali, ma anche dai mercati interni: al dato che correttamente il collega Donzel ha voluto citare vorrei aggiungerne uno, che sosteneva esattamente il concetto di responsabilità che il collega Donzel citava quando si riferiva a quelle sconsiderate dichiarazioni di alcuni della sinistra che pensano che sarebbe sufficiente non riconoscere il debito per risolvere i problemi, ricordando che il 55 percento del debito pubblico è nelle tasche degli italiani stessi: sono i risparmi delle famiglie dopo una vita di lavoro, di BOT, BTP e CCT che ogni semestre, ogni anno si rinnovano.

Vedete, una manovra da 54 miliardi qualunque governo l'abbia potuta fare, non è da sostenere o da difendere, amico Donzel, ma è da comprendere. È da comprendere se è possibile che un qualunque governo possa fare in quattro giorni quello che la comunità internazionale finanziaria chiede, perché questo è successo! Ad una prima manovra finanziaria che questo Governo aveva approvato con la maggioranza del Parlamento, in quattro giorni questo Governo ha dovuto dare una risposta ai mercati internazionali e, in particolare, alla BCE, che compra nel mercato secondario, altrimenti sarebbero andati invenduti circa 30.000.000.000 di euro, con un segnale devastante sull'intero sistema globale. Avremmo dovuto cominciare a pensare come pensano in Grecia, o come hanno pensato in Argentina, che forse il debito era irredimibile, cioè non da restituire. Ripeto però con la memoria che il 55 percento di quelle obbligazioni è nelle tasche delle nostre famiglie.

Io non la posso sostenere questa manovra, caro amico Donzel, perché non c'è nessuno al mondo con un po' di sale in zucca che possa sostenere un taglio ai costi piuttosto che un aumento delle tasse, come questa manovra purtroppo prevede, ma credo che il Governo abbia avuto un senso enorme di responsabilità, nonostante la demagogia, la furibonda e feroce aggressione che questo Governo ha subito anche a livello internazionale. Mi chiedo, ma la domanda la faccio a tutti: cos'è che fa più male alla credibilità di questo Paese? Le feste del Presidente del Consiglio a casa sua in sede privata o gli europarlamentari della sinistra che al Parlamento europeo "sputtanano" il nostro Paese, facendo passare questo Governo come un governo che non ha la maggioranza in Parlamento, cosa che invece sistematicamente ottiene? Un Parlamento eletto democraticamente, con un Presidente del Consiglio eletto democraticamente, che democraticamente ottiene sistematicamente il voto di fiducia dal nostro Parlamento italiano.

È una manovra bella? No! È una manovra che può piacere alle Regioni autonome? No, e lo abbiamo detto come Popolo della Libertà della Valle d'Aosta in maniera forte e chiara, e senza nasconderci dietro un dito: da autonomisti questa manovra non ci piace. Abbiamo chiesto e condiviso con le forze di maggioranza e con i Presidenti di Giunta e del Consiglio che era ineludibile affrontare il dialogo con le altre Regioni a Statuto speciale, confrontarsi con esse e, con esse, pur comprendendo il disagio delle Regioni ordinarie, affrontare una trattativa con il Governo che potesse permettere alle Regioni a Statuto speciale di difendere le proprie prerogative, mantenendo l'impegno che già con l'altro impegno della legge n. 42 avevamo assunto, cioè il federalismo fiscale, di aiutare il nostro Paese ad uscire da questa drammatica crisi finanziaria. Quindi non abbiamo avuto né timori, né remore a schierarci dalla parte dei cittadini valdostani, e per questo abbiamo condiviso con i Parlamentari - anzi, con un Parlamentare, perché l'altro non è stato disponibile ad aiutare la Valle d'Aosta! - l'inserimento di un emendamento, l'articolo 19bis, che cita testualmente: "L'attuazione delle disposizioni del presente decreto nelle Regioni a Statuto speciale e nelle Province autonome di Trento e Bolzano, avviene nel rispetto dei loro Statuti e delle relative norme di attuazione, secondo quanto previsto dall'articolo 27 della legge 42 del 5 maggio 2009". Questo abbiamo fatto: detto forte e chiaro che vogliamo avere il domino delle decisioni sui tagli da attuare nella nostra Regione e, alla luce anche della decisione presa dal Governo per attenuare l'impatto dei 2.000.000.000 di euro che erano riservati in termini di sacrifici alle Regioni autonome, abbiamo assistito con piacere al lavoro che il Governo ha fatto per restituire la Robin Tax, che dovrebbe ridurre a 1.400.000.000 l'impatto e quindi anche il nostro contributo a 70.000.000 di euro, che oltre ai 50 sono tanti soldi che dovremmo cercare nel nostro bilancio per riequilibrarlo e permettere ai cittadini di non avere una disfunzione nell'erogazione dei nostri servizi e di quello che diamo alla nostra comunità.

È evidente - ed è un pensiero condiviso nella maggioranza - che noi dobbiamo affrontare con serietà e responsabilità, mi permetto di dirlo anche senza seguire tante demagogiche richieste di taglio delle teste della classe politica, perché proprio in un momento come questo la classe politica deve dimostrare di avere il senso di responsabilità e la capacità di dare delle risposte, per fare in modo che il nostro bilancio sappia, da una parte, sostenere lo sforzo che l'Italia deve fare per salvarsi e, dall'altra, mantenere nel nostro sistema socio-economico quel benessere che abbiamo conquistato. Siamo consapevoli tutti - perlomeno in maggioranza, perché ci siamo confrontati - che è una battaglia difficilissima e che il senso di responsabilità deve uscire dai cardini delle convenienze elettorali. Il senso di responsabilità deve farci uscire dai cardini delle convenienze individuali, perché se non saremo capaci di dare una risposta di squadra - e io auspico di Consiglio - a questa crisi, non saremo degni di essere chiamati "classe politica responsabile". Noi lasceremo ai nostri figli semplicemente dei problemi da risolvere, che invece spetta a noi risolvere, perché noi, le nostre generazioni e quelle antecedenti hanno creato nel bene e nel male.

Noi, su questa risoluzione, dissentiamo, ma dissentiamo dalla ferocia con la quale un'opposizione demagogica, invece che dare una mano, abbatte il nostro Paese. Ci rammarichiamo, certo, perché vengono difesi da caste di privilegiati che si annidano nella Confindustria, aziende che hanno sempre e solo privatizzato gli utili e pubblicizzato le perdite e che oggi parlano di sviluppo, delocalizzando le loro imprese in Romania...parlano dello sviluppo del nostro Paese, prendendo i contributi per la cassa di mobilità che noi italiani - 18.000.000.000! - abbiamo pagato per tenere i loro operai a casa, pagati con l'assistenza sociale e con i soldi che dovrebbero andare alle pensioni per i nostri figli, e parlano per difendere i loro privilegi! Quei dipendenti pubblici, fannulloni, che difendono uno stipendio sicuro senza produrre un risultato, a discapito di quei tanti che invece lavorano e vogliono efficienza e vogliono meritocrazia e chiedono finalmente che venga applicata la meritocrazia! E anche quel sistema sanitario che apre e chiude ospedali mai costruiti e finanziati con i soldi della Cassa del Mezzogiorno, in un Sud irresponsabile che, soltanto citando il dato del PIL, da Frosinone in su l'Italia cresce al 5 percento, con il Sud facciamo lo 0,60!

È quindi evidente che c'è un territorio che va recuperato alla società civile, alla legalità ed è quello che questo Governo sta tentando di fare, con un lavoro enorme anche del Ministero degli interni. Noi questa manovra non la sosteniamo, cari colleghi, ma la comprendiamo e, con senso di responsabilità, auspichiamo che il dialogo del Presidente della Regione, di questo Consiglio con il Governo nazionale e con i Parlamentari nazionali sia proficuo, per fare in modo che la nostra Valle possa partecipare al risanamento del Paese, ma con senso di responsabilità lavori a favore dei valdostani.

Presidente - La parola al Consigliere La Torre.

La Torre (FA) - Grazie Presidente. Mi complimento con Lattanzi per le cose che ha detto.

Donzel ha citato De Gasperi, è assolutamente una citazione da condividere, però si dimentica che nel 1948 quella cosa De Gasperi la diceva ai comunisti che non la capivano. Cercava di spiegarla ai comunisti, che non la capivano nel 1948! Oggi lei la rivaluta, mi fa piacere, ci avete messo parecchi anni, però, a capire le cose che diceva De Gasperi...complimenti, meglio tardi che mai!

Tornando alla risoluzione, voglio essere molto chiaro. Anch'io voterò contro alla risoluzione, per prima cosa perché noi abbiamo la nostra idea e non ho necessità di far mia la vostra, di idea, e credo che abbia spiegato molto bene Lattanzi quali sono le ragioni per cui non approviamo il senso di questa manovra e tutte le sue problematiche. Poi voterò contro anche perché la risoluzione è di taglio politico-demagogico, assolutamente non è costruttiva, e tende a dividere: questo è il risultato che già si sta producendo all'interno dell'aula.

Secondo me, in momenti come questi, queste sono cose di cui non c'è bisogno, colleghi dell'opposizione, perché in momenti difficili le manovre sono difficili e allora, se si devono fare delle accuse al Governo, forse la vera accusa che gli si deve fare è che questa manovra è insufficiente, perché è una manovra troppo condizionata dalle problematiche che girano nel nostro Paese, cioè: troppo Stato, troppi sprechi, troppe lobby, poco PIL. Ha detto bene Lattanzi, poco PIL, e ha ragione a dire questo facendo riferimento anche alla Marcegaglia, perché è troppo comodo assentarsi dalla politica di un paese e, nel momento stesso in cui non si riesce ad ottenere quei contributi che hanno permesso alle grandi imprese, non alle piccole imprese, non al vero tessuto italiano dei piccoli imprenditori, degli artigiani, tutte quelle persone che stanno zitte e lavorano, che hanno prodotto e che oggi sono in difficoltà e di cui dovremmo preoccuparci perché è solo attraverso quel tessuto sano che ricostruiamo l'Italia, non è certo attraverso le imprese della Marcegaglia che ricostruiamo l'Italia, ecco, credo che questa manovra è insufficiente. Ma è insufficiente per gli italiani semplici, per i risparmiatori, è insufficiente perché dobbiamo mettere al primo posto la difesa del risparmio degli italiani, della qualità della vita degli italiani! Perché quello che è a rischio non è quello che potranno costruire nel futuro, è a rischio quello che hanno fatto fino ad oggi, si rischia in questo Paese se non si assume una responsabilità di tipo politico, e questo era l'invito che faceva Massimo, è questo l'invito all'unità, una responsabilità di tipo politico che non è nell'additare nell'altro e nel giardinetto dell'altro dove deve essere fatto il taglio, ma uscire da questa logica e, insieme, ricostruire questo percorso. Allora, forse, colleghi...quindi quello che voglio fare è anche un invito a ragionare, ad essere positivo...forse il terreno su cui dovremmo confrontarci è il terreno della Valle d'Aosta, su quello che potremmo fare qui, sui tagli che vorremmo fare, su come riorganizzare le nostre strutture. E su questo terreno ci confronteremo e forse potremo anche incontrarci, perché molto c'è da fare anche in Valle d'Aosta.

Quindi ritengo che sia utile il fatto che abbiate presentato la risoluzione, perché permette di affrontare una tematica che non si può risolvere oggi, qua, ma sarebbe altrettanto utile ed un buon segno, per evitare di votarvi contro, che - avendo ottenuto lo scopo di aprire un dibattito - la risoluzione fosse ritirata per affrontare in modo serio, non demagogico, ma costruttivo, il lavoro che dobbiamo fare in Valle d'Aosta.

Presidente - La parola al Consigliere Salzone.

Salzone (SA-UdC-VdA) - Grazie Presidente. Anche noi interveniamo nel merito della risoluzione, sulla quale ci asterremo e spiegheremo anche il perché.

Questo è un dibattito di attualità molto stimolante, anche per le cose che sono state esplicitate molto bene dai colleghi che mi hanno preceduto. Crediamo che la fase di discussione vera, seria e responsabile su questo argomento troverà il suo fulcro in particolare nella discussione del bilancio, là dove andremo a toccare le parti essenziali, quelle che toccheranno più direttamente le tasche dei cittadini. Che l'aspetto del decreto n. 138 sulla finanza pubblica regionale sia pesante crediamo che nessuno lo possa negare, lo abbiamo detto un po' tutti, e lo rileviamo anche per il fatto che noi già siamo intervenuti in fase di bilancio con l'accordo sul federalismo fiscale. Già noi, lì, abbiamo dato un segno tangibile degli impegni sulla riduzione dei costi della politica in generale, ma anche dell'amministrazione in particolare, e questo è un dato di fatto.

Sappiamo però che nell'ambito di questo tema bisogna tener conto che è in atto una discussione importante, dove ci sono tre tavoli importanti a cui partecipano i Presidenti dei Consigli regionali e il nostro rappresentante Cerise partecipa costantemente a quel tavolo, così come il Presidente della Regione con i suoi colleghi, Presidenti di Regione, dove tengono ben conto che la manovra intacca in modo pesante tutti i cittadini. Ma allo stesso tempo c'è un altro tavolo molto importante, quello delle Regioni a Statuto speciale, che discute sull'incostituzionalità della norma. Di questo bisogna tenere ben conto ed è per questo che, come Stella Alpina, riteniamo di astenerci su questa risoluzione, perché è in atto una manovra ed un impegno particolare dei vertici della nostra Regione che consentiranno di avere tutta una serie di dati importanti e che ci potranno far riflettere in modo particolare sulle posizioni da assumere in futuro.

Noi vorremmo ragionare, e cercheremo di farlo, in modo serio e responsabile, perché questo è un argomento che ci prenderà per parecchio tempo, evitando facili strumentalizzazioni; oggi questo è un po' un richiamo che vogliamo fare all'opposizione, anche se non intravedo in questa risoluzione una particolare assunzione di non responsabilità e di strumentalizzazione; tuttavia concordo con i richiami fatti dai miei colleghi, di cercare di trovare, nel limite del possibile, così come ha fatto il Presidente del Consiglio ieri in Commissione Capigruppo, nell'ambito del Consiglio stesso, una unicità che farebbe del bene alla nostra Regione. Noi lo diciamo in questo momento in cui il rischio del nostro Paese è il rischio di finire in default, lo sappiamo bene, il rischio è quello di fare la fine della Grecia. Personalmente penso addirittura che questa manovra sia troppo morbida, quindi credo che meno penseremo al nostro orticello pensando magari più in grande, più forse faremo del bene a tutti. I problemi del Paese oggi si misurano con la capacità del buon senso della politica, è questo che auspichiamo; è un'opportunità sulla quale vale la pena di scommettere.

Quindi ci asterremo per le motivazioni che ho detto, perché attendiamo dai tavoli a cui ho fatto riferimento prima delle argomentazioni che ci consentiranno, in modo più responsabile, di dare un giudizio più serio per il bene della nostra comunità.

Presidente - La parola al Consigliere Caveri.

Caveri (UV) - Signor Presidente e colleghi, fra qualche anno gli avvenimenti di oggi li vedremo con il distacco della storia, e appariranno purtroppo di una chiarezza adamantina, anche se molto dolorosa.

Abbiamo discusso di questa manovra finanziaria interrompendo le vacanze estive con due riunioni della II Commissione e devo dire che sono state due riunioni molto utili, confrontandoci, da una parte, con il Presidente della Regione e, dall'altra, con i due Parlamentari, impegnati in prima persona al Senato e poi alla Camera nella discussione di questa manovra finanziaria, anche se forse "discussione" è un termine forte, perché è stata posta la fiducia, ma nel declino del Parlamento questa è un po' la logica. Essendo intervenuto lì a nome del mio movimento, vorrei farlo anche qui, sapendo che in Valle d'Aosta c'è preoccupazione non solo per la finanziaria, ma per una Italia che perde quota e credibilità; poi ognuno può, nel gioco delle responsabilità, dire che è colpa di Tizio o di Caio, è colpa del passato, dei governi di una volta, è colpa della mancanza di velocità oggi...insomma, nel gioco della redistribuzione potremmo dire tutto e il contrario di tutto!

Prima critica, lo avevo detto in quest'aula, che l'Italia non andasse bene, anzi che l'Italia andasse male lo si sapeva, non bisognava aspettare l'estate per scoprirlo, per cui la grande manovra che è nata su suggerimento o su imposizione - come qualcuno dice - delle istituzioni comunitarie, è avvenuta in questa turbolenta situazione economico-finanziaria, che però non poteva stupire perché tutto era già scritto. Noi appartenevamo a quella categoria dei pigs, dei maiali, cioè di quegli Stati in cui il debito pubblico era talmente elevato da far suonare un campanello di allarme.

Seconda questione: la manovra è partita in un modo ed è arrivata in un altro, per cui abbiamo fatto una prima riunione con grandi discussioni fra di noi, direi anche molto vaste, articolo per articolo; poi ci siamo resi conto che il testo, una volta approvato, era un testo diverso con degli aspetti paradossali. Quello delle Province è stata una delle cose più divertenti, a parte il fatto che nella tabella inviata al Consiglio dei Ministri c'era ancora la Provincia di Aosta...ma questo era un refuso. Ma noi oggi vediamo che la soppressione delle Province è entrata in un modo e adesso, per come è stata scritta, rischia di aumentare il numero delle Province, perché si darebbe competenza esclusiva alle Regioni che potrebbero fare dei nuovi enti intermedi con un'assemblea.

Ora io credo che il dato di fondo, al di là di tutti i giudizi che si possono dare, è che malgrado l'importante clausola generale di tutela delle autonomie speciali che è stata inserita nel testo, la cui utilità sappiamo essere tiepidamente utile, la batosta per le Regioni a Statuto speciale resta pesante ed immotivata. E credo che abbia fatto bene il Senatore Fosson ad esprimersi con un voto di astensione, perché si è entrati con 2.000.000.000 sulle speciali e si è usciti con 2.000.000.000 sulle speciali, come ha ricordato poco fa il collega Salzone.

Ma l'aspetto ancora più negativo sta nel fatto che noi avevamo dimostrato di essere delle persone serie, cioè dopo Trento e Bolzano la Valle d'Aosta ha stipulato un accordo che si è concretizzato all'interno di una legge finanziaria, che è stato riversato in una norma di attuazione dello Statuto. Quindi il federalismo fiscale, mentre altre grandi Regioni a Statuto speciale e anche le altre Regioni, perché il federalismo fiscale di fatto è ancora una creatura in fasce...possiamo dire invece di essere stati bravi. Allora si poteva ritenere che questa bravura, questo senso civico in cui noi ci carichiamo dei tagli, pur non avendo - poi su questo potremmo discutere a lungo - una responsabilità così grande nel debito pubblico - almeno guardando i bilanci regionali noi questo debito non lo abbiamo, poi con il collega Lattanzi ogni tanto discutiamo dell'INPS, delle pensioni, per carità -, ci siamo assunti una responsabilità molto forte, a cui non sembra aver corrisposto quella considerazione che mi auguro poi si possa concretizzare nel momento in cui, a seconda anche dell'andamento della Robin Tax, si deciderà come dividere questi tagli per gli uni e per gli altri, nell'ambito comunque di una manovra che ricade sui cittadini valdostani, non solo per i tagli della Regione, ma anche per una serie di altre ragioni.

Non è questo il momento per occuparci di politiche più vaste, su cui il mio pensiero è noto ed è estremamente critico verso ciò che sta avvenendo a Roma, ma esprimendomi a nome del gruppo userò il fioretto. Il problema di fondo è il futuro della politica italiana; l'instabilità malgrado tutto resta e preoccupa, e si incrocia a fenomeni di degrado morale e anche di malaffare che colpiscono la politica, quando invece sembrava che dopo le vicende di Tangentopoli certi fatti fossero archiviati. Siamo in una fase di transizione e di passaggio che è sotto gli occhi di tutti, per cui ogni dibattito sul nostro avvenire, quello della Valle d'Aosta nel quadro dell'Italia, è utile sapendo proprio la situazione di gravissima difficoltà. Oggi non vorrei che anche in quest'aula ci fosse una semplificazione fra i berlusconiani e gli antiberlusconiani. Ognuno di noi potrebbe mettere una B al proprio bavero o una B sbarrata e forse avremmo anche delle sorprese nel vedere questo simbolo, che però a me personalmente non interessa.

Credo che abbiamo bisogno, anche in occasione della prossima finanziaria, di discutere sul modello valdostano e sulla nostra specificità in politica, sapendo però che della discussione che ha riguardato i costi della politica, sulla quale è stato predisposto un percorso dei Capigruppo che condivido, ne parleremo e ognuno di noi dirà quello che pensa. È evidente che quello che è emerso, a destra come a sinistra, sopra come sotto, è che noi, come Regioni a Statuto speciale e come autonomie differenziate continuiamo ad essere antipatici. Per cui il Fioroni di turno piuttosto che i Presidenti delle Province venete del centro-destra piuttosto che Vito Gamberale con un intervento all'assemblea socialista di pochi giorni fa, insomma quelli che chiedono la soppressione delle Regioni a Statuto speciale sono tantissimi e sono crescenti in tutti gli schieramenti politici. Questo è un elemento di cui dobbiamo tenere conto nel dibattito futuro, perché esiste qualcosa che è al di là di tutto, cioè questa idea un po' folle per cui le speciali sono un modello per cui è meglio che questo modello, come si potrebbe fare con una mongolfiera, debba essere portato in basso, perché l'eguaglianza deve essere un elemento che rende la vita più negativa per quei cittadini che - beati loro o maledetti loro - stanno meglio di noi... Questa è una visione molto pericolosa, dobbiamo ricentrare nel dibattito politico questa questione, al di là degli eventi e problemi contingenti.

Presidente - Se nessun altro chiede la parola, dichiaro chiusa la discussione generale.

La parola al Presidente della Regione, Rollandin.

Rollandin (UV) - La risoluzione che è stata presentata contiene una serie di "constatato", "ricordato", "rimarcato" che, in qualche modo, riassume i passaggi che nella discussione della manovra ci sono stati. Il fatto che ci sia stata e che ci sia una sproporzione, lo abbiamo detto tutti, tra il sacrificio chiesto alle Regioni a Statuto speciale rispetto alle Regioni a Statuto ordinario credo sia stato unanime. Il fatto che ci sia questa esigenza di tener conto della situazione, ricordata dalle Regioni a Statuto speciale, che non è unanime; le Regioni del nord hanno attivato il meccanismo dell'articolo 27 e hanno fatto un accordo anche sofferto, perché anche sull'accordo abbiamo discusso in questa sede, chiaramente si trattava di intervenire con un fondo di solidarietà e sussidiarietà, di perequazione. Quindi non è stato indolore, anzi, abbiamo detto: è un passaggio che ci stava in un momento di difficoltà; però, chiaramente uno degli aspetti che avevamo rimarcato con grande forza è che se ne doveva tener conto nel prosieguo dell'attività dei rapporti fra Governo e Regioni, per sottolineare la differenza fra chi dà e chi non dà. Questo è un aspetto sicuramente importante. A questo proposito avevamo presentato nella manovra gli emendamenti specifici, che volevano sottolineare questo aspetto, cioè tenere conto delle Regioni a Statuto speciale che avevano dato attuazione all'articolo 27. Lo avevamo proposto all'8° comma del primo articolo, dove si parlava degli oneri a carico delle Regioni a Statuto speciale, in modo che venisse esplicitato con forza questo, ma l'emendamento non è stato accolto; invece è stato inserito il 19bis che ha ripreso questo emendamento, però in teoria si estende a tutta la manovra, ma è tutto da discutere ed è una delle ragioni per cui siamo in attesa di intervenire nel rapporto che ci sarà d'ora in poi per l'attuazione della manovra, per vedere come attivare questo meccanismo.

Come è stato ricordato, l'unico aspetto positivo è stata l'introduzione della Robin Tax, che dovrebbe - se i risultati attesi sono quelli della relazione, cioè 1.800.000.000 - distribuirsi fra Comuni, Regioni a Statuto speciale ed a Statuto ordinario, Province, e portare ad una riduzione del costo. Questo è in linea teorica quello che dovrebbe succedere. Ma ho voluto ricordare questi passaggi perché sulla manovra, che ha avuto un iter già di suo travagliato, oggi, esprimendoci, possiamo dire tutto quello che vogliamo, è una manovra che è stata approvata e che ha ancora degli strascichi su cui si sta discutendo.

Noi, a livello di rapporto, abbiamo detto che da parte del Senatore Fosson c'è stata un'astensione che corrispondeva ad un atteggiamento di presa di coscienza di una realtà difficile, ma nel contempo della necessità di avere ulteriori chiarimenti su alcuni degli aspetti che devono essere ancora visti. Per il resto abbiamo già detto in commissione, quando ne abbiamo parlato, dell'impegno di attivare attraverso un tavolo - domani ci sarà un'altra riunione specifica - le valutazioni nel merito degli articoli che possono essere oggetto di incostituzionalità, questo lo abbiamo detto e lo facciamo, non c'è nessuna difficoltà. Il discorso di denunciare l'oggettiva sproporzione...è quello che abbiamo detto tutti, lo abbiamo già fatto.

Il rammarico del carattere elusivo rispetto al contenimento dei costi della politica, su questo vorrei dire che più che rammarico, noi abbiamo sempre sottolineato l'esigenza di avere anche la possibilità di diversificare il discorso dei costi della politica secondo la situazione di base, perché nei costi della politica - come nella valutazione della virtuosità o della premialità prevista nella norma - dobbiamo intenderci su cosa succede nelle varie Regioni. Ho portato e riporto anche qui l'esempio emblematico della Toscana...perché se l'anno scorso ha portato il proprio Consiglio regionale da 50 a 70 membri e oggi è premiata perché porta di nuovo da 70 a 50, ha portato la Giunta da 8 a 15 membri e diventa virtuosa perché fa scattare di nuovo la riduzione da 15 a 10...non ci siamo! Questi non sono criteri che possono essere accettati come metro per dire: a questi, nell'ambito del patto di stabilità, riconosciamo questo oppure no. Queste sono discussioni che sono ancora tutte da fare, perché le discussioni sui costi della politica non possono essere viste in termini indifferenziati, ma devono essere viste in termini proporzionali, e zona per zona, anche se c'è questo sforzo comune da parte di tutte le Regioni di cercare di capire - nel tavolo che si è inserito e nel raccordo fra Giunte e Consigli regionali - quali sono i meccanismi che meglio potrebbero dare un senso all'individuazione di un percorso che porti ad evidenziare come e dove si devono tagliare in costi della politica.

Rispetto a tutto questo riteniamo che ci siano delle valutazioni sulla manovra che sono state già fatte e che condividiamo, nel senso che la manovra incide pesantemente; quello che manca sempre quando si dice "incide pesantemente"...dico: bene, si doveva arrivare assolutamente a quel tetto, se non si tagliava qui dove si tagliava? Al di là dell'imponibile sui patrimoni e su questo, ma non era sufficiente a raggiungere il quantum della manovra...sicuramente bisognerebbe dire dove si va a tagliare, perché dire che la manovra, per quanto riguarda le Regioni a Statuto speciale è sproporzionata, oltre che eccessiva nei termini per le Regioni che hanno già fatto il federalismo...però altre indicazioni nel merito non sono arrivate da discutere! Perché anche nella soppressione delle Province come nella soppressione di alcuni organismi, quello che non si dice è che, da una parte, stiamo cercando di dare lavoro, ma in tutte queste Province e Comuni c'è gente che lavora e che ufficialmente è dipendente...quindi questa gente qui, se si annulla - come qualcuno voleva fare - tirando una riga sulle Province, dove va? Se viene solo riassorbita in un ente nuovo che cambia solo nome non ci sono risparmi! Anche su questo si è fatta molta approssimazione...si è guardato a questo come se dire "tagliamo l'ente" volesse dire che tutti vanno a casa! A parte che se tutti vanno a casa, c'è di nuovo gente che andrà a chiedere lavoro da altre parti...dall'altra parte cerchiamo di dire: ma il lavoro chi glielo dà?

Nel pubblico ricordo che da noi, da anni, c'è una progressiva riduzione dei dipendenti, tant'è che ogni due che vanno in pensione possiamo sostituirne uno; pertanto dobbiamo guardare anche quali sono le regole, perché "le regole", nel pubblico, vuol dire che per tutti questi non c'è più posto. Nel privato sappiamo quali sono le difficoltà oggettive di mercato, quindi dobbiamo capire quali politiche del lavoro vogliamo fare, tenendo conto che dobbiamo tagliare tutto. Questa è un'oggettiva difficoltà, a cui qualcuno dovrà dare delle risposte; nel nostro caso abbiamo cercato di dare delle risposte a tempo, perché il discorso progressivo si imbatte con il patto di stabilità. Ne parleremo fra poco nel bilancio regionale: il patto di stabilità è l'elemento che va a frenare le indicazioni a livello generale.

Per concludere, credo che su questo tema noi ci asterremo, perché riteniamo di avere già fatto delle affermazioni, su altre riteniamo sia giusto aspettare che si chiuda questo ciclo di consultazioni a livello nazionale che stiamo seguendo, sia come Consiglio che come Regione. Grazie.

Presidente - La parola al Consigliere Louvin.

Louvin (ALPE) - Mi sia consentito intervenire anche nel merito della discussione che c'è stata in quest'aula, perché credo ci siamo in qualche modo dimenticati o ci siamo allontanati dall'oggetto preciso.

Qualche giorno fa, il collega La Torre si interrogava pubblicamente sull'esistenza ancora di una politica e di un dibattito politico in questa Regione. Nel corso dell'estate, a più riprese, è stata invocata la possibilità di parlare di un tema come questo, che drammaticamente ci ha riportati in Italia, dal quadro bucolico e silvestre in cui ci siamo mossi in questi ultimi anni nel considerare i nostri problemi e la dimensione della finanza regionale, dell'economia regionale come un qualcosa a sé stante, ci ha drammaticamente risvegliati alla realtà di una condivisione più larga, di una situazione di sofferenza in cui ci siamo risvegliati. Il collega La Torre si interrogava nel senso di non trovare più stimoli ad un dibattito politico: è naturale! Nel momento in cui, di fronte a questo brusco risveglio, il Consiglio regionale - che le forze di opposizione hanno chiesto di convocare in via urgente - non è stato convocato, il dibattito è stato accuratamente svolto in una sede di commissione in cui la discussione - ricordo - è segreta, riservata, in cui alla prima occasione si riporta alla ribalta la discussione larga, naturalmente, che ci può trovare su posizioni diverse in questo Consiglio, il Consiglio non è in grado, perché respingerà un'iniziativa sicuramente discutibile ed emendabile dell'opposizione, ma non esprimerà una posizione su questa manovra economica, questo non può che andare ad avvalorare le tesi che noi non condividiamo circa l'inutilità del lavoro di questa Assemblea e il suo essere costantemente "a rimorchio" di quanto è già detto ed è già fatto da qualcun altro, ad un altro piano, ad un altro livello, e...non dico oltre!

Vorrei rimanere nel merito della questione. Abbiamo sottoposto all'aula, come forze di opposizione, la discussione su una risoluzione assolutamente moderata nei toni e chiara nella prospettiva; il punto nodale è: un'altra manovra era possibile? Risposta: sì, era possibile operare diversamente da come ha operato, in un carosello assolutamente indecente, il Governo italiano sulla ribalta internazionale, sotto gli occhi della stampa e degli organi di finanza internazionale nel mese di agosto, un balletto ben più grave, per gli impatti, che non quello dei "festini serali" e che è stato quello delle decisioni che non si era in grado di prendere, perché costantemente tirati per la giacca da una parte all'altra della maggioranza, per non essere in grado di esprimere, se non all'ultimo minuto, in modo raffazzonato e non credibile, una posizione di manovra economica. Questo è il nodo della questione, questo è quello che il Consiglio deve dire al Governo italiano in modo chiaro, specificando che queste scelte sono scelte non condivisibili nel merito.

È stato detto molto bene che si tratta di nuove tasse e di nuovi sacrifici che vengono imposti, e l'effetto di questa manovra, posto che è stato almeno in parte allontanato lo spettro dell'intervento previdenziale, è assolutamente drammatico per gli effetti economici! La scelta di aumentare l'IVA di un punto lo stiamo considerando oggi - a manovra in atto - come pesantemente depressivo, è una strangolatura del sistema economico e i dati non siamo noi a fornirli, sono organi nazionali che hanno una valutazione di insieme sulle ricadute pesantissime per le tasche dei cittadini. Guarda caso, colpiscono, attraverso la catena economica del trasporto in particolare, in modo ancora più duro le realtà decentrate e di montagna. Abbiamo perso i buoni di benzina, abbiamo perso una condizione di vantaggio rispetto agli altri, paghiamo la benzina più cara, la vediamo rincarare e vediamo rincarare, di riflesso, tutti i prezzi della nostra catena commerciale. Questi sono fatti, queste ricadute superiori a 1.000 euro nel 2012 per la famiglia media italiana, sono dei dati drammatici su cui non possiamo esprimere condivisione, quando si poteva, e non lo dice l'ALPE o il PD, lo dice un personaggio poco considerabile come esponente di un'area progressista di sinistra, lo dice Gianfranco Fini, colpire quella parte della popolazione che in Italia è iperprotetta da Silvio Berlusconi, i suoi interessi in primis e quelli di grandi gruppi economici e di grandi patrimoni, che non hanno niente di scandaloso, ma che possono sopportare diversamente il peso da come possono farlo le classi più deboli. In Germania, in Francia, non nei pigs, collega Caveri, o nei piccoli Paesi sull'orlo del tracollo, ma in quei Paesi stanno mettendo mano al portafoglio le classi più agiate, lo sta chiedendo Sarkozy, lo chiede la Merkel; è vero, sono Governi di centro-destra, ma non hanno paura di assumere in questi momenti delle decisioni responsabili.

Abbiamo chiesto che questo Consiglio regionale si esprimesse su questo e che si esprimesse anche su un altro versante. L'attacco alle speciali è un attacco diretto alle loro finanze, dove c'è da spremere, dove è più comodo in questo momento spremere, si va a spremere. Noi non siamo d'accordo, noi abbiamo ritenuto che il punto di equilibrio raggiunto con l'accordo con il Governo tradotto in norma di attuazione, fosse un passo avanti significativo di questa Regione. Di colpo, otto mesi dopo, il Governo dà uno schiaffone terrificante alla Regione Valle d'Aosta in termini di smentita dell'accordo che ha raggiunto. Poteva tranquillamente negoziare con la Valle d'Aosta, invece di perdere tempo tutta l'estate a negoziare altrove, lei, Presidente, doveva essere chiamato nel Consiglio dei Ministri a discutere delle misure che toccavano direttamente la Valle d'Aosta.

Quando scriviamo che questa manovra è incostituzionale...lo è nel metodo ed è un'aperta smentita di quello che è stato discusso per anni intorno al federalismo fiscale. Si dirà: in casi di emergenza tutto è consentito. Noi crediamo che anche nelle emergenze ci sia modo di sedersi attorno ad un tavolo e di decidere concordemente, d'altra parte è la stessa cosa che hanno chiesto le Regioni, sui sacrifici da fare. Poi abbiamo il timore, Presidente, che il "pannolino", cioè il piccolo emendamento del 19bis che dice che per quanto riguarda la Valle d'Aosta e le Regioni a Statuto speciale sono fatti salvi gli statuti, le norme di attuazione, questo è un "pannolino" che questa incontinenza dello Stato ha qualche difficoltà a contenerla! Non è più una salvaguardia, né attendibile, né credibile, e noi crediamo che abbia fatto in questo molto bene l'Onorevole Nicco a prendere una posizione netta sulla questione della riforma e che, per quanto apprezziamo la parziale dissociazione del Senatore Fosson, si sarebbe imposta anche al Senato una posizione più rigida di quella che non c'è stata. Non sappiamo bene quale sia in questo momento lo stato dei rapporti fra il nostro Senatore e la maggioranza parlamentare; sta di fatto che il Governo Berlusconi ha avuto la fiducia del Senatore Fosson non molto tempo fa e che questa fiducia, per parte nostra, è mal riposta.

Il Presidente ci ha portato negli ultimi 12 mesi ad avere una Regione schierata nel campo del centro-destra e schierata "di rimorchio" al Governo Berlusconi; oggi non è in grado, questa Regione, con la franchezza che ha avuto in passato, con la linearità che le è consentita, di esprimersi in dissenso dal Governo nazionale. È una mezza voce soffocata, è un gemito quello che esce da questo Consiglio, invece di essere una voce franca e libera, come potrebbe essere! Esprimiamo molto rammarico per questo e crediamo che debba fare molta attenzione la Regione a dire che sta facendo del suo meglio per ridurre anche la spesa pubblica con la riduzione del personale; Presidente, siamo onesti, lei ha fatto aumentare il personale pubblico, anzi parapubblico in questa Regione, mentre ha diminuito di qualche unità il personale nell'Amministrazione regionale, ha fatto lievitare "il panettone" delle società controllate e del personale pagato indirettamente dalla Regione in modo assolutamente scandaloso!

Quindi ci rammarichiamo di questa mancanza di sostegno ad una risoluzione, che poteva - magari integrata, perfezionata ed anche corretta - significare una voce, e questa voce, purtroppo, non la si sentirà!

Presidente - La parola al Consigliere Lattanzi.

Lattanzi (PdL) - Collega Louvin, credo che noi un'occasione così non la dobbiamo perdere. Guardi, mi sforzo di essere ancora responsabile, come lei ha chiesto di essere in questo Consiglio, perché se lei ha ascoltato gli interventi dei gruppi di maggioranza, avrà certamente colto - spero lo abbiano colto anche gli amici del Partito Democratico - che noi non siamo contenti, che noi siamo impegnati, che stiamo cercando, da una parte, di dare una mano al nostro Paese e, dall'altra, di difendere le nostre prerogative statutarie. Su questo siamo d'accordo; allora mi chiedo: qual è il senso di questa risoluzione, se si vuole mandare a Roma tramite i nostri Presidenti ed i nostri Parlamentari un messaggio chiaro e forte del Consiglio regionale, qual è il problema? Glielo spiego io qual è il problema? È la vostra demagogia, è la vostra voglia di visibilità personale; mi permetta collega, ma lei, con il suo protagonismo, ci ha già fatto perdere un europarlamentare! Vorrei che la smettessimo di venire qui a farci le lezioncine dove si chiede di fare il gioco di squadra a difesa dell'autonomia e poi i primi a fare la fuga in avanti sui tagli della politica, che ci si guarda bene dal votare, sull'europarlamento, che si pretende che sia di diritto e dopo ci si candida in due valdostani così si perde l'europarlamento e la nostra possibilità di esprimerci...

Vede, voi oggi colleghi dell'opposizione avete un'ottima opportunità, perché vi diamo la disponibilità a costruire una risoluzione condivisa, seria, dove si esprime rammarico, preoccupazione, impegno, disponibilità, lavoro serio! Se questo ce lo chiedete, noi ve lo votiamo; ma se venite qui a fare il vostro "teatrino della politica" perché avete bisogno che domani i giornali vi mettano la foto sulla pagina della stampa de La Vallée o della Gazzetta e vi diano un po' di "ossigeno politico" perché state annaspando nella demagogia, noi non ci stiamo! Se passate le vostre giornate, amico Donzel, a scrivere sui social network con i vostri quattro amici e vi ripetete sempre le stesse cose e siete sempre i "quattro amici al bar" che vi dite che Berlusconi deve andare a casa, io vi chiedo: bene, Berlusconi va a casa e poi, voi, che manovra fate? Ditemi: che manovra fate? Perché questa manovra non va bene? Abbiamo aumentato l'IVA? A noi non va bene aumentare l'IVA! Raimondo, questo buco...chiedi a Bersani, visto che lo incontrerai - così hai scritto - ad ottobre per chiedergli come mai i suoi portavoce portano a casa 200.000 euro all'anno di ingaggi e chiederai - lo hai detto ai tuoi simpatizzanti - conto a Fassino, a Penati, di cosa faranno e quindi che il tuo partito affronta con moralità queste questioni...qui siamo nei problemi! Allora ti chiedo: questa manovra da 54 miliardi dei tuoi sogni, chi la dovrebbe pagare? Perché scusa, ridurre l'apparato...no, si va in piazza, sindacati, CGIL, PD che schiera Bersani in prima fila, una roba che ha fatto ridere anche Renzi...gli ammortizzatori sociali: no, perché sennò crea disoccupazione; l'economia non tira, quindi l'occupazione non l'attira e quindi - come dice il Presidente - i privati fanno fatica e non riescono ad assumere, il pubblico dovrebbe addirittura mandare a casa i precari...allora spiegami tu, tu e Bersani che mandate a casa domani Berlusconi, quale sarebbe, insieme a Penati, la strategia della manovra finanziaria e della creatività finanziaria che ci permetterebbe di risolvere i problemi! La scuola: avete detto per primi che non si tocca, infatti non l'abbiamo toccata! La sanità, che è una voragine senza fine, non si tocca, e non l'abbiamo toccata! La ricerca, visto che è già poca, non l'abbiamo toccata! La sanità, le pensioni...le pensioni le abbiamo iniziate a toccare e saranno attuative nel 2024, se si parla di anticipare di un anno non si può, perché voi i diritti acquisiti di andare in pensione a 53 anni non li volete toccare! Allora, mi fa per cortesia seriamente, sul suo social network, la "manovra Bersani in dieci mosse" che così capiamo cosa volete?

Vi ribadisco la disponibilità del mio gruppo a sottoscrivere ogni risoluzione che questo Consiglio abbia la volontà di proporre in maniera costruttiva, per dire che noi valdostani siamo pronti a fare il sacrificio, che lo vogliamo fare nelle nostre prerogative statutarie, quindi decidere noi come e quando, che non ci tiriamo indietro, che lo facciamo con senso di responsabilità. Tutto il resto è demagogia, tutto il resto è vetrina personale e non aiuta né i valdostani, né il nostro Paese!

Presidente - La parola al Consigliere Donzel.

Donzel (PD) - Quella che il collega Lattanzi ha chiamato "vetrina politica" è quello che è avvenuto in tutti i Consigli regionali d'Italia, quindi la democrazia per il nostro collega è questa cosa qua. È vergognoso parlare di dipendenti pubblici fannulloni facendo di tutta un'erba un fascio; è vergognoso lei, non quelli che cita! È vergognoso l'attacco al Deputato Nicco, che ha avuto le stesse parole in commissione del Senatore Fosson...vergognoso, perché erano insieme e sostenevano esattamente le stesse cose davanti a noi, in commissione! È vergognoso l'attacco al modello regionale di scuola, altro che due o tre insegnanti per classe! Siamo stati noi i primi, in Valle d'Aosta, ad introdurre questo modello, Lattanzi, si studi l'autonomia valdostana! Vergognoso svilire il ruolo dell'opposizione e paragonarlo alle escort; ma si vergogni lei, noi abbiamo il diritto di dire che questa manovra fa schifo! Lo ha detto lei, è registrato, non faccia la fine di Marguerettaz che diceva che non dico le cose corrette! È stato lei a fare un paragone fra la gravità di chi fa opposizione e le escort...si vergogni lei! È chiaro?

Un'altra cosa. Siccome noi presentiamo le proposte di legge andandoci a guardare le cose, mi permetta Presidente, intanto preciso che ho apprezzato moltissimo il tono del Capogruppo di Stella Alpina e il tono del collega Caveri, che si sono dissociati parlando di astensione su questa mozione, non di un voto contrario, duro, come quello evocato da La Torre...la cosa l'ho gradita, perché si è capito la gravità della situazione, e che non volevamo fare né vetrina, né demagogia. Ma se qualcuno tira delle stilettate, allora rispondo che la Regione Toscana non ha 70 consiglieri regionali; li ha ridotti, secondo le tabelle che abbiamo noi, al numero di 53, e ne aveva 55. E fra le Regioni meno virtuose dal punto di vista del numero c'è la Regione Lazio che ne ha 74 e che, passando dalla legge del 1968, il Lazio è passato da 60 a 74; faccio poi notare che l'Emilia Romagna - quella di Bersani - è passata dai 60 del 1968 ai 50 attuali e ha gli abitanti del Lazio! Questo tanto per parlare di "chi" amministra "che cosa". Le battute sulla Toscana che è amministrata dalla sinistra qui non passano; noi abbiamo studiato per presentare la nostra proposta di legge, e invito il Presidente a controllare i numeri dei consiglieri regionali e verificare come l'Emilia Romagna, rispetto alla legge del 1968, sia un esempio di virtuosità per tutta l'Italia da questo punto di vista! Abbiamo preso, non come demagogia, né come vetrina questa cosa, l'abbiamo presa molto sul serio e siamo convinti che servisse una posizione forte, univoca della Valle d'Aosta a dire "no" a questa manovra.

C'è stato un tentativo legittimo, anche se dal punto di vista della maggioranza di modificare le cifre, è un tentativo che è fallito: il centro-destra ha risposto "picche", colpendo duramente gli interessi degli italiani e dei valdostani. Non è vetrina difendere gli interessi di quelli che adesso si trovano a pagare di più la benzina con l'aumento dell'IVA; abbiamo fatto delle proposte concrete, alternative, sono sul sito del partito, erano: una maggiore tracciabilità per combattere veramente la pressione fiscale e non mettere un fantomatico arresto per chi evade oltre i 3.000.000 di euro. Cioè, quanti in Italia evadono 3.000.000 di euro? No, avevamo chiesto cose concrete che colpissero meno il cittadino comune.

Quindi noi valdostani siamo colpiti due volte: uno, come cittadini italiani, e quindi siamo colpiti a 360 gradi dagli aumenti dell'IVA, che fra l'altro sono previsti e non hanno ricadute sul riparto fiscale valdostano (e questo è un altro grave attacco all'autonomia, tanto per parlare chiaro) e, seconda cosa, siamo colpiti direttamente come Regione autonoma proprio nelle prerogative. Questa è una cosa che ha fatto significare un chiaro posizionamento negativo e, a mio avviso, il posizionamento del Senatore Fosson è disallineato, giustamente perché è un Senatore, eletto direttamente dai cittadini valdostani, lo può fare, è disallineato rispetto alle posizioni che lei e La Torre avete rappresentato in quest'aula, e la sua astensione fa sperare almeno per il futuro!

Presidente - La parola al Presidente della Regione, Rollandin.

Rollandin (UV) - Grazie Presidente.

Solo per chiarire, come dichiarazione di voto, alcuni aspetti credo importanti. Abbiamo proposto l'astensione ed abbiamo motivato le ragioni di questa posizione, dicendo che, nel merito, sia le dichiarazioni ufficiali della Conferenza dei Presidenti, sia le dichiarazioni che sono state rese nelle commissioni competenti hanno ribadito le difficoltà e tutto il disappunto su una serie di questioni.

Va precisato che l'articolo 19bis, che è per tutte le Regioni a Statuto...non è solo la riserva per la Valle d'Aosta, è un articolo che salvaguarda una serie di problematiche che sono ancora in discussione, e questo è importante. Quando si dice che è stata data "una sberla alla Valle d'Aosta", non è stata data una sberla alla Valle d'Aosta, ma è stata data una sberla alla Valle d'Aosta, al Trentino, al Sudtirolo, anzi, al Sudtirolo ed al Trentino ancora di più, perché loro hanno pagato già un anno prima di noi, perché hanno concluso il patto di Milano prima di noi, tant'è che voi avevate sollecitato: come mai la Valle d'Aosta non chiude ancora il federalismo? Questo è stato detto in quest'aula! E questi hanno pagato un anno prima di noi il pegno, perché hanno pagato quello che era previsto dal federalismo; quindi il taglio è avvenuto in questi termini. Allora non vogliamo dire la Valle d'Aosta...come dire: solo a voi hanno fatto questo sgarbo malgrado quello che voi avete fatto politicamente; non è leggibile così la storia di questa manovra, è inutile che cerchiate di forzare la mano, non è così, perché questa è una manovra imposta, che sicuramente va in una certa direzione!

E poi vorrei sottolineare, quando si parla di Francia e Germania, dove sono state fatte le grandi riforme da quei Paesi: sono state fatte sulle pensioni. In Francia hanno portato le pensioni a 67 anni, con scioperi generali di settimane, e oggi è la riforma più apprezzata in Francia dai cittadini! Questo è il vero problema, perché in Francia ed in Germania, per il resto, la situazione è come la nostra, solo che la Germania ha l'export che funziona e noi no! Quindi non credo che si possa fare un certo tipo di paragoni.

Gli attacchi alla Valle d'Aosta ed alla sua autonomia sono frutto, spesso, di grande disinformazione sulle competenze, anche di gente che dovrebbe essere preparata e che parla in certi convegni, perché oggi parlare male delle Regioni a Statuto speciale è facilissimo! Ognuno, quando vuole dire qualcosa, attacca le Regioni a Statuto speciale, come se fosse lo stesso paragone, come dire: aboliamo le Province e abbiamo risolto il problema. Qui non sanno le competenze che esercitiamo...comunque aboliamole, perché così ci sono soldi in più, non rendendosi conto che il problema che hanno le Regioni a Statuto ordinario sui trasporti, noi lo abbiamo dovuto risolvere con fondi propri...oggi, che si trovano senza trasferimenti, ecco che non sanno più come pagare il TPL! Queste sono le vere problematiche!

Allora su questa risoluzione riconfermo l'astensione, perché tutta una serie di questioni le abbiamo già dette sull'impegno a presentare ricorso alla Corte costituzionale, in particolare per l'articolo 14 ed eventuali altri che si rilevino, sulla manovra nel suo insieme; allora ci sembrava assolutamente fuori luogo ripetere le stesse cose solo perché lo si dice in aula. Lo abbiamo detto in commissione, lo ribadiamo qui; questa credo sia chiarezza da parte di tutti.

Presidente - Pongo in votazione la risoluzione in oggetto:

Consiglieri presenti: 34

Votanti: 13

Favorevoli: 8

Contrari: 5

Astenuti: 21 (Agostino, Bieler, Caveri, Alberto Cerise, Comé, Crétaz, Empereur, Hélène Impérial, Isabellon, André Lanièce, Lavoyer, Maquignaz, Marguerettaz, Pastoret, Prola, Emily Rini, Rollandin, Salzone, Laurent Viérin, Marco Viérin, Manuela Zublena)

Il Consiglio non approva.