Oggetto del Consiglio n. 1959 del 21 settembre 2011 - Resoconto
OGGETTO N. 1959/XIII - Approvazione di risoluzione: "Soppressione degli uffici periferici statali privi di utilità".
Risoluzione
Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste
Premesso che:
- la riforma costituzionale del Titolo V della Costituzione (L. Costituzionale 1/2001) ha abrogato i controlli dello Stato sulle Regioni e conseguentemente privato delle sue competenze sia la Commissione di Coordinamento prevista dallo Statuto Speciale e il suo Presidente;
- il permanere in capo al Presidente della Regione e non già al Presidente della Commissione di Coordinamento delle attribuzioni prefettizie riguardo alla Regione Valle d'Aosta è stata successivamente confermata dalla sentenza n. 38/2003 della Corte Costituzionale;
- malgrado ciò, a quasi dieci anni di distanza, continuano a permanere in attività uffici periferici statali che rispondono a questo nome e per i quali lo Stato, per il personale in servizio, e la stessa Regione Valle d'Aosta, per ciò che attiene l'utilizzo di locali e di beni strumentali, continuano a sostenere immotivatamente rilevanti oneri;
Sottolineando l'importanza, nel momento in cui si chiede un particolare sforzo alla comunità per risanare le finanze pubbliche, di evitare sprechi di questa natura che mantengono in vita strutture ormai prive di funzioni e attribuzioni effettive;
Impegna
il Presidente della Regione a promuovere entro e non oltre 90 giorni l'effettiva cessazione dell'utilizzo da parte statale degli immobili sopra menzionati e a porre fine a qualsiasi ulteriore spesa connessa con le cessate funzioni degli organi di controllo statali sulla Regione.
Invita
il Governo della Repubblica a disporre nel più breve tempo possibile, nell'ambito delle proprie competenze, la soppressione di questi uffici periferici ormai privi di qualsiasi utilità.
F.to: Chatrian - Bertin - Giuseppe Cerise - Louvin - Patrizia Morelli
Presidente - La parola al Consigliere Louvin.
Louvin (ALPE) - Grazie Presidente. In qualche modo questa richiesta di una presa di posizione ufficiale del Consiglio regionale dovrebbe stare, per logica, a valle della discussione che faremo fra poco sulla manovra finanziaria, sulla necessità di contenimento della spesa pubblica.
Già da tempo il nostro gruppo aveva in animo di sollevare una questione, che oggi torna di attualità, ed è relativa alla permanenza in Valle d'Aosta di uffici periferici statali, che a nostro modo di vedere non hanno più una ragione di essere mantenuti. Ci riferiamo, in particolare, agli uffici della Commissione di coordinamento, di cui i più giovani stentano addirittura a ricordare l'esistenza, i giovani amministratori non ne conoscono neppure la valenza e il funzionamento, ma per anni è stato l'organo di controllo amministrativo sulla Giunta regionale e il suo Presidente aveva, per statuto, delle funzioni particolari che ha anche esercitato per parecchi decenni in materia di controllo sulle leggi regionali, esercitando la cosiddetta "potestà di rinvio al Consiglio", oggetto di complessi negoziati, eccetera.
Ricorda bene il Presidente Rollandin che nel 2001, con la legge costituzionale n. 3 - contrariamente a quanto scritto nella risoluzione per errore, si tratta della legge n. 3 che è la riforma del Titolo V -, i controlli sulle Regioni sono stati spazzati via. Ho avuto io stesso fra l'altro il compito di firmare - quindi si tratta di preistoria - la lettera con cui il Consiglio regionale dichiarava la cessazione al Presidente della Commissione di coordinamento delle sue funzioni in questo quadro, e che da quella data, parliamo quindi del 2002, non sarebbero più stati trasmessi a quegli uffici i relativi atti. Siamo quindi nel 2002, riportiamo le lancette a nove anni fa, e da allora mi risulta che siano praticamente inesistenti le competenze di questo soggetto, della commissione sicuramente, perché non è più stato nominato il rappresentante regionale, non ha più nessuna funzione, e il Presidente ha soltanto delle minime funzioni residue, credo in ordine alla legge Scotti-Spini, problematiche di ineleggibilità, eccetera, unici casi in cui viene mantenuta una virtuale o marginale competenza da parte di questo organismo.
Ci chiediamo a che titolo permangano in Valle d'Aosta, in uffici di proprietà credo sempre della Regione autonoma Valle d'Aosta, dei locali a disposizione di funzionari dello Stato che vengono qui ad esercitare delle funzioni, di cui ci sfugge oggettivamente la natura e l'esistenza. Sappiamo che dei tentativi sono stati fatti in passato, nel momento in cui cala la scure dello Stato sulle Regioni - ne parleremo di nuovo fra poco, ma ne abbiamo e ne sentiremo il gusto -, ci si spieghi come mai ci sono ancora degli uffici statali che non servono in questa Regione e che devono essere tranquillamente cancellati. Lo diciamo a maggior ragione, perché vediamo da parte dello Stato delle risorgenze di atteggiamenti poco comprensibili. Si è discusso di soppressione di Province, non si è discusso della soppressione dei prefetti, pure credo che sia un tema che potrebbe tornare di attualità, e ne avrebbe tutto il senso dopo le riforme federaliste, e crediamo oltretutto che non sia particolarmente in linea con la logica di risanamento aprire addirittura uffici ministeriali nuovi al di fuori della capitale...ci riferiamo a recenti exploit in quel di Monza nel corso dell'estate, in cui nel pieno fiorire della problematica del risanamento della spesa pubblica si andavano ad occupare vasti spazi con carrozzoni di assoluta inutilità. Senza voler ulteriormente prolungare la polemica su quel versante, torniamo alla nostra questione.
Chiediamo che lei si attivi per promuovere, entro 90 giorni, l'effettiva cessazione di utilizzo da parte statale di questi immobili, che lei tiene non sine titulo, ma senza funzione, senza alcuna ragione, e di porre fine a tutte le altre spese connesse, perché crediamo che non sia solo quella puramente locativa ad essere in discussione. C'è poi l'invito che vogliamo rivolgere - lo facciamo senza spocchia e senza brutalità, ma con fermezza - affinché il Governo disponga, nel più breve tempo, la soppressione di questi uffici, di cui non vediamo permanere alcuna utilità. Grazie.
Presidente - La parola al Consigliere Caveri.
Caveri (UV) - Il tema proposto dai colleghi è un tema di cui si è discusso parecchie volte dopo la riforma costituzionale, che ha fatto venir meno in maniera graduale tutta una serie di controlli, come si ricordava prima addirittura sugli atti amministrativi, e naturalmente ricordo l'epoca in cui si attendeva con grande attenzione se ci fosse o meno il visto sulle leggi regionali, perché ci sono stati parecchi anni in cui esisteva questa "spada di Damocle" che è stata spazzata via dalla riforma del Titolo V della Costituzione. Oggi, quindi, ci troviamo di fronte ad un ferro vecchio. Ricordo che questo è uno dei cavalli di battaglia del mio amico, Senatore Dujany, che tutte le volte che lo incontro mi dice: la Commissione di coordinamento...con aria quasi minacciosa rispetto ad un caso di spreco derivante dalla presenza di questi uffici.
Credo che spetterà al Presidente dire quelle che sono le indicazioni. Penso effettivamente che oggi ci troviamo di fronte ad una sorta di ramo secco e lo possiamo dire anche positivamente, alla luce della giurisprudenza della Corte costituzionale, che ha chiarito la particolarità della figura del Presidente della Regione, anche quando si era cercato di allocare presso la Commissione di coordinamento...o, meglio, presso il Presidente della Commissione di coordinamento, perché è diventato il Presidente di sé stesso, in quanto la commissione non c'è più...aveva cercato di allocare delle funzioni particolari che oggi sono venute meno; quindi ci troviamo di fronte a questa necessità. Come questo possa avvenire...una delle strade potrebbe essere quella, per essere tutelati in prospettiva, di una norma di attuazione dello Statuto, oppure, quando il Ministero dovesse decidere motu proprio di far sparire la figura, un'altra soluzione.
Nel momento in cui si fanno dei ragionamenti di un certo genere, il fatto che ci sia ancora un prefetto, perché la figura del Presidente della Commissione di coordinamento è una figura di prefetto, credo che questa sia una riflessione nell'ambito dei cosiddetti "costi" non della politica, ma dell'Amministrazione, un ragionamento che possa essere portato avanti con il bon ton istituzionale che è necessario, senza usare un machete ed una scimitarra, ma sapendo che nell'ambito dei rapporti credo che anche a Roma sappiamo della ormai intrinseca inutilità di questi uffici.
Presidente - La parola al Presidente della Regione, Rollandin.
Rollandin (UV) - Grazie Presidente.
Il tema che è stato sollevato oggi è sicuramente importante, è stata ricordata la storia che ha caratterizzato questa istituzione. Voglio dire che in via informale, a diverse riprese, avevamo avuto occasione di sollevare questo problema, soprattutto quando ci sono delle missive che da parte del Ministero degli interni in particolare vengono smistate verso altri uffici anziché arrivare ai nostri uffici, perché di fatto c'è un prefetto e, come tale, c'è questa situazione a volte difficile.
Non sto a ripetere le argomentazioni, che condivido. Sull'esigenza di intervenire in tal senso ribadisco che c'è l'assenso; sulle due parti della risoluzione: "impegna a promuovere entro e non oltre 90 giorni l'effettiva cessazione dell'utilizzo da parte statale"...permettetemi di dire che forse questo è conseguente al passo successivo, cioè se vengono tolti posso togliere gli uffici, altrimenti vorrei dire - senza emendare - che non è che possiamo togliere gli uffici se non viene preso in considerazione l'invito al Governo di modificare la situazione odierna se è un'iniziativa del Governo...se invece sono altre misure, questo dovrà essere chiarito. Quindi non vorrei che fra 90 giorni ci fosse un'interpellanza che chiede come mai non abbiamo liberato gli uffici...vorrei dirlo qui...gli uffici sono a disposizione della commissione e non possiamo dire: sloggiate! Lo dico qui, in modo corretto, perché questo come si diceva tiene conto di un insieme di rapporti che devono essere mantenuti. Accetto il discorso di invitare il Governo a far sì che intervenga, è chiaro che se sarà conseguente, se ci sono soluzioni di discontinuità la cosa più logica sarà di utilizzare al meglio i locali oggi occupati dalla commissione. Per quanto ci riguarda, con queste precisazioni di buon senso, senza stare ad emendare, accettiamo e votiamo la risoluzione.
Presidente - La parola al Consigliere Louvin.
Louvin (ALPE) - Grazie Presidente. Siamo effettivamente sul un terreno sul quale c'è oggettiva condivisione di intenti, e mi fa piacere che non sia stato ravvisato un intento polemico in questa nostra iniziativa. Chi ha vissuto il rapporto fra la Regione e lo Stato ha ricordo di questo momento, ma anche ricordo di una potenzialità di espansione che sempre possono avere queste funzioni rispetto al contesto regionale.
Ora ha fatto bene il Presidente Rollandin a parlare di rischio di sviamento di corrispondenza, non sviamento penale, ma di equivoco - direi - in ordine alle funzioni. È vero, la Corte costituzionale, con la sentenza n. 38/2003, ha fatto piazza pulita da quel punto di vista, ma permane oggettivamente e si rafforza in momenti come questo il rischio che lo Stato torni ad alimentare un circuito. Se crediamo nel completamento del nostro assetto autonomistico, del miglioramento del suo assetto rispetto a quel giogo che era stato imposto con lo Statuto originario del 1948, dobbiamo fare questo piccolo passo avanti e dobbiamo chiudere definitivamente questo capitolo, perché le porte socchiuse ogni tanto tornano ad aprirsi.
Siamo contenti che ci sia condivisione. Seguiremo con attenzione i passi che farà l'Amministrazione per portare a completamento questo disegno, pur con il rispetto dovuto per chi ha svolto e svolge ancora delle attività amministrative, anche se a noi rimane difficile a volte coglierne tutta la sostanza, ma questa è una delle piccole perdite finanziarie, economiche, che ha l'apparato e che sicuramente va, insieme a tante altre, tappata. Grazie.
Presidente - Pongo in votazione la risoluzione in oggetto:
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 33
Il Consiglio approva all'unanimità.
