Oggetto del Consiglio n. 1961 del 21 settembre 2011 - Resoconto
OGGETTO N. 1961/XIII - Interrogazione: "Esame da parte della competente Commissione consiliare dell'Atto aziendale dell'USL della Valle d'Aosta".
Interrogazione
Vista la deliberazione della Giunta regionale n. 1995 del 26 agosto 2011 inerente all'approvazione della deliberazione del Direttore generale dell'Azienda USL della Valle d'Aosta relativa alla "Approvazione dell'atto aziendale";
Rilevato che l'Atto aziendale disciplina l'azione e il funzionamento dell'Azienda USL ed è quindi il documento che prefigura il modello gestionale della vita aziendale;
Sottolineato che questo importante atto può essere considerato anche un impegno scritto che l'Azienda USL della Valle d'Aosta assume nei confronti di tutti gli interlocutori: la collettività e i singoli cittadini, gli operatori, le organizzazioni sindacali e sociali;
Appreso, dalla lettura dei giornali, che le organizzazioni sindacali hanno lamentato la mancanza di un confronto con l'Azienda: "Queste decisioni sono state prese senza confronto con le organizzazioni sindacali. Una riorganizzazione interna di questo genere avrebbe richiesto una maggiore collaborazione";
Rammentato che l'art. 10 della legge regionale 25 gennaio 2000, n. 5 stabilisce che: "L'atto aziendale è adottato e modificato...dopo aver acquisito il parere delle OO.SS";
Evidenziato che sarebbe utile per il lavoro dei Consiglieri regionali sentire direttamente dall'Azienda USL i motivi, le ragioni delle innovazioni introdotte nell'atto aziendale;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interrogano
l'Assessore competente per conoscere la sua disponibilità a partecipare ad una specifica riunione della Commissione consiliare su questo tema ed a garantire la presenza alla stessa dei vertici aziendali.
F.to: Rigo - Patrizia Morelli - Carmela Fontana - Donzel - Louvin
Président - La parole à l'Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Albert Lanièce.
Lanièce A. - Grazie Presidente.
L'Azienda USL Valle d'Aosta determina la propria costituzione con atto aziendale di diritto privato, che ne disciplina l'organizzazione ed il funzionamento, ai sensi dell'articolo 10 della legge regionale 25 gennaio 2000, come ricordato dal collega Rigo nell'interrogazione. L'atto viene adottato e modificato dal Direttore generale dopo aver acquisito il parere delle organizzazioni sindacali. Con deliberazione n. 1134 del 17 agosto 2001 il Direttore generale ha approvato, dopo 5 anni, il nuovo atto costitutivo per renderlo conforme alla realtà organizzativa esistente, tenuto conto delle modifiche organizzative intervenute nelle varie strutture aziendali nell'arco del quinquennio, per consolidare una serie di strutture che erano state modificate e poi andavano avanti in via sperimentale per un periodo e, con questo atto, sono state in qualche modo stabilizzate. E poi naturalmente per recepire le indicazioni di razionalizzazione e contenimento della spesa pubblica che, come Amministrazione, come Assessorato e come Giunta, abbiamo dato all'Azienda USL.
Preventivamente all'adozione dell'atto, il Direttore generale ha sentito: in data 3 maggio e 29 luglio 2011 il collegio di direzione, che è costituito dai direttori di dipartimento di tutte le aree; in data 24 maggio e 1° agosto 2011 l'organizzazione della dirigenza medico-veterinaria e della dirigenza sanitaria professionale tecnico-amministrativa (SPTA); in data 25 maggio e 1° agosto 2011 le organizzazioni sindacali del comparto. Quanto sopra, per sostenere che le procedure previste dalle disposizioni normative sono state rispettate, e in particolare il Direttore generale mi ha comunicato che le organizzazioni sindacali hanno chiesto se tali modifiche avrebbero avuto particolari riflessi organizzativi sul personale, e se tali modifiche potevano comportare una riduzione del numero di personale assegnato: questa è stata una risposta negativa, quindi non ci sarà riduzione del personale, e non sono pertanto giunte obiezioni né in forma scritta, né in termini di richieste.
Per quanto riguarda invece la domanda se vi sia una disponibilità da parte mia a portare i vertici dell'Azienda USL in commissione, questo è assolutamente chiaro, quindi mi metto a disposizione del Presidente della V Commissione, anzi sono ben contento di contribuire a spiegare quei passaggi che sono stati fatti, perché sono state fatte alcune scelte. Naturalmente questo rientra nell'ottica di quello che sta succedendo a livello nazionale di ristrutturazione delle aziende. Prima Lattanzi ha evocato Regioni dove si chiudono gli ospedali; noi, nel nostro piccolo, in modo molto ridotto rispetto alla realtà, cerchiamo di razionalizzare il più possibile, questo perché l'Azienda USL deve portare avanti quel mandato di mantenere i livelli essenziali di assistenza. Quindi questa nuova organizzazione dell'Azienda USL assolutamente non andrà ad incidere sui servizi erogati ai cittadini, ma cercheremo in questo modo di migliorare l'erogazione di tali servizi e senza ridurre i livelli essenziali di assistenza della nostra Regione. Grazie.
Si dà atto che dalle ore 12,13 presiede il Vicepresidente André Lanièce.
Presidente - La parola al Consigliere Segretario Rigo.
Rigo (PD) - Grazie Presidente. Prendo atto delle osservazioni, ma anche dell'impegno assunto e della disponibilità dell'Assessore Lanièce, lo ringrazio. Credo però necessarie due parole per spiegare il senso della nostra iniziativa.
L'Atto aziendale è un documento importante, non solo per l'organizzazione interna dell'Azienda USL della Valle d'Aosta, ma perché è il patto scritto che i responsabili della sanità valdostana stringono in qualche misura con le diverse articolazioni della società valdostana, nel difficile e complesso campo della salute dei cittadini. Ecco perché ci sembrava legittimo e doveroso, da parte nostra, chiedere all'Assessore di farsi garante di un confronto fra le parti nella competente commissione.
Il nostro obiettivo è quello di essere, prima di tutto, informati direttamente - e non solo dalle pagine dei giornali - delle modifiche introdotte in queste settimane nell'Atto aziendale e delle loro ragioni. Fra l'altro, abbiamo appreso che le organizzazioni sindacali non sono state pienamente coinvolte nel confronto, così come recita l'articolo 10 della legge regionale di riferimento; dico questo perché dalla lettura dei giornali il confronto promosso dall'azienda, meglio, l'informazione data ai sindacati, appare come un atto dovuto e niente più. A quanto mi risulta, il parere delle organizzazioni sindacali non c'è. Non c'è, Assessore, una lettera o un documento scritto in cui viene ufficializzato il parere negativo o positivo delle parti, neanche dai verbali citati da lei, degli incontri con i sindacati che si sono svolti in questi mesi, si evince il parere! Solo il 25 maggio questo argomento figurava all'ordine del giorno, mentre la soppressione del direttore del "118" e di quello di anestesia sono stati oggetto di informazione all'interno della comunicazione della direzione strategica, non figurando neanche nell'ordine del giorno. Come si può, Assessore, dare parere su un oggetto non presente nell'ordine del giorno? Discuterne in commissione sarà, come ha ricordato l'Assessore, utile anche a lui per chiarire al Consiglio la posizione della Regione in merito, ad esempio, "ad un servizio importante" - sono parole sue - "come l'emergenza territoriale del "118"".
Le indicazioni stringenti date a fine 2009 non sono poi state ottemperate. Ci potrà quindi spiegare quali sono state le riflessioni fatte sulla riorganizzazione del "sistema 118" di cui ha parlato proprio nel Consiglio del 26 febbraio di quest'anno. Riflessioni che sono state alla base della riorganizzazione a cui accennava lei, riflessioni che stiamo interessati a conoscere.
Presidente - La parola alla Consigliera Patrizia Morelli.
Morelli (ALPE) - Merci M. le Président.
Rapidamente, perché il tempo è tiranno. Non starò a ribadire le ragioni già ben espresse dal collega Rigo riguardo a questo atto fondamentale, un atto molto importante che è passato in Giunta il 26 agosto scorso, fra l'altro in un giorno in cui l'Assessore alla sanità era assente. Ora io non so come si svolgano le riunioni della Giunta, ma immagino che un atto di questa portata...per carità, l'Assessore è legittimato ad essere assente, non è questo il problema, sappiamo che è presente con assiduità...ma che un atto di questa portata venga passato in Giunta con l'Assessore assente, lo ritengo curioso! Non credo che un atto di questo tipo passi in Giunta come une lettre à la poste! Questo è un elemento.
Gli altri elementi li ha ricordati il collega Rigo, riguardano la reazione immediata delle organizzazioni sindacali che affermano non essere state coinvolte, ora, l'articolo 10 prevede il parere delle organizzazioni sindacali. E le reazioni poi di eminenti rappresentanti della categoria medica riguardo all'organizzazione che va a delinearsi. Dunque, se già di per sé l'Atto aziendale merita a mio avviso un approfondimento in V Commissione, a maggior ragione, stante il dibattito che si è scatenato, è necessario che venga presentato ai Consiglieri perché possano capirne le ragioni, se vi è una strategia globale a lungo termine, o se si tratta di regolarizzare, come mi pare di aver capito dall'esposizione dell'Assessore, una situazione che è venuta a crearsi nel tempo.
È vero, diamo atto all'Assessore Lanièce che non ci ha mai negato spiegazioni in V Commissione, quindi ascolteremo con molto interesse le spiegazioni che ci verranno fornite in quella sede.
