Oggetto del Consiglio n. 1720 del 6 aprile 2011 - Resoconto
OGGETTO N. 1720/XIII - Presentazione della nuova situazione politica e della composizione della maggioranza in seno al Consiglio regionale della Valle d'Aosta. Inizio del dibattito.
Président - La parole au Président de la Région, Rollandin.
Rollandin (UV) - Grazie Presidente.
Il punto 5 all'ordine del giorno è stato presentato proprio per aprire una discussione su un tema che viene evocato in quest'aula da molto tempo. A conclusione di un percorso politico fortemente voluto dai responsabili delle forze autonomiste della maggioranza, che ha presentato e illustrato sul territorio ai rispettivi aderenti in prospettiva di un'integrazione dell'attuale maggioranza con il PdL sotto il profilo politico amministrativo, vorrei presentare brevemente alcune osservazioni che sono alla base della proposta che oggi, qui, viene formulata: di allargamento della maggioranza.
Alcuni hanno ricordato che le leggi elettorali, che sono alla base del Consiglio di cui noi facciamo parte, hanno avuto un'innovazione nel momento in cui c'è stata la presentazione dei programmi, programmi allora elettorali, e questo è stato ottenuto dalle forze secondo le varie aggregazioni; poi, in Consiglio, le forze che sono risultate premiate dall'elettorato hanno presentato un programma e, nel presentarlo, è stato anche enunciato il metodo di lavoro che sarebbe stato tenuto da parte delle forze politiche. Un metodo di lavoro che teneva conto innanzitutto di un confronto costruttivo sulle tematiche di rilievo, uniformazione puntuale su quella che è la situazione nelle sue varie sfaccettature, trasparenza estesa a tutti gli atti della Regione, apertura e disponibilità al dialogo costante con tutte le forze politiche, tutte le associazioni di categoria, le associazioni dei consumatori, le associazioni sindacali, i Comuni e le Comunità montane, e massima attenzione ai contributi costruttivi, dichiarandoci da subito non così sensibili - per non dire indifferenti - alle provocazioni, fermi nelle proposte condivise e oggetto degli impegni programmatici, presi al momento dell'elezione delle forze autonomiste della maggioranza.
Nel presentare il programma, vorrei anche sottolineare - e torno poi al programma che è quello presentato a luglio - che già a settembre-ottobre ci sono state delle novità molto importanti che hanno profondamente influito sul lavoro del Consiglio e della maggioranza, e che proprio all'inizio aveva da subito detto, nell'ambito organizzativo, che aveva dato la sua disponibilità per due presenze non organiche alla maggioranza in due commissioni, come aveva fatto, tenuto conto di quella che era allora l'organizzazione: una era stata data al PD che aveva la Presidenza della V Commissione e una al collega Zucchi per la I Commissione. Successivamente, per ragioni che il collega Rigo aveva spiegato, lui ha ritenuto di lasciare questo posto, quindi non certo perché la maggioranza ha chiesto di lasciare libera una casella, ma perché aveva ritenuto di lasciarlo.
Ora le novità sostanziali che hanno profondamente influito sul lavoro di questi tre anni sono state in particolare i fatti imprevisti che sono scoppiati come una bomba, la crisi a settembre-ottobre, crisi mondiale e...tutti a guardarsi, nessuno se ne era accorto, però la crisi c'era! Quindi una crisi mondiale che ha avuto i suoi riflessi molto negativi anche sulla nostra Regione. Successivamente c'è stata la manovra finanziaria, in accordo con l'Unione europea, che ha obbligato anche la nostra Regione a ridurre di 24.500.000 il contributo dato nell'ambito di una riduzione della spesa generale, che portava, per le Regioni a Statuto speciale, a contribuire per 500.000.000 di euro, la nostra quota era quella; e, ancora, il Patto di stabilità: vorrei dire che il Patto di stabilità che dal 2001 aveva avuto un andamento più cauto, negli ultimi anni è diventato drammatico (il Patto di stabilità crea le premesse per ridurre anche negli investimenti le possibilità di operare, perché bisogna mantenere comunque il limite che è deciso); e, ultimo, il discorso del federalismo fiscale che è stato ampiamente dibattuto e su cui non voglio entrare, né prendere tempo. Questo ha portato a leggi specifiche che i colleghi conoscono e che hanno votato in quest'aula.
Molto brevemente vorrei dire che il programma di legislatura che abbiamo presentato in aula aveva una serie di propositi e proprio su questi abbiamo in questi anni legiferato. Come è già stato ricordato, abbiamo avuto molte leggi votate all'unanimità, questo perché - lo devo rilevare - c'è stata una correttezza nel valutare le proposte che sono state di volta in volta presentate.
Nel settore dell'agricoltura voglio ricordare che è stata votata la legge n. 2, non ricordo quella della crisi che è stata la prima, o la legge sul casinò, che è stata ancora del 2008, per quanto riguarda la profonda modificazione dello stesso...
(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)
...non ho detto unanime, dirò la legge n. 2 è stata unanime, questa sulla disciplina delle attività per l'agricoltura, coltivazione, raccolta e prima trasformazione, eccetera, come unanime è stata l'approvazione della legge regionale per la formazione professionale agricola e la sperimentazione agricola; unanime è stata l'approvazione della legge recante modificazioni della legge sulla nuova disciplina delle quote latte, sempre in tema di agricoltura.
Per l'ambiente è stata unanime la votazione sulle disposizioni per la tutela e la conservazione della flora alpina, ambiente e agricoltura questa, abrogazione della legge n. 17; altra legge, questa non unanime, recante modificazioni della legge sull'ordinamento e funzionamento del Corpo forestale valdostano; unanime è stata l'approvazione della legge recante disposizioni in materia di sbarramenti e ritenute dei relativi bacini di accumulo di competenza regionale; non unanime la legge recante nuove disposizioni in materia di prevenzione e riduzione dell'inquinamento acustico.
Nell'ambito delle attività produttive è stata votata all'unanimità la legge recante modificazioni della legge n. 25 per lo sviluppo delle imprese industriali e artigiane, la modificazione della legge regionale n. 84 sugli interventi regionali in favore della ricerca e dello sviluppo; non unanime la modificazione della legge regionale per interventi a favore della ricerca e dello sviluppo; non unanime, anche qui, la legge recante interventi regionali per lo sviluppo dell'imprenditoria giovanile (voglio sottolinearlo, perché questo ha già dato i suoi primi effetti); gli interventi per lo sviluppo delle imprese industriali e artigiane, anche questa non all'unanimità.
All'unanimità la modificazione della legge regionale n. 33, promozione della Fondazione Centro studi storico-letterari Natalino Sapegno nell'ambito della cultura, la legge n. 36, disposizioni per la promozione e valorizzazione del patrimonio e della cultura cinematografica, non all'unanimità.
Per quanto riguarda il Casinò di Saint-Vincent, come ho detto, non all'unanimità sono state votate le due leggi fondamentali: la "22" sulla modificazione della legge per quanto riguarda l'assetto societario e l'altra legge, linee guida per l'ottimizzazione e il bilancio delle strategie e dello sviluppo. Del casinò abbiamo parlato prima sotto un'altra veste, voglio dire che per fortuna in aula se ne parla meno, perché le cose vanno un po' meglio e questo è direttamente - o inversamente - proporzionale a secondo degli atteggiamenti.
Per quanto riguarda l'altra questione, nuove disposizioni in materia di bilancio e contabilità, un altro provvedimento molto importante che ha dato la possibilità di valutare in quest'aula quelle che sono le nuove disposizioni da un punto di vista della formazione dei bilanci; la legge n. 22 che è la base della trasformazione della nostra Regione, recante nuova disciplina dell'organizzazione dell'Amministrazione regionale e degli enti del comparto unico, una legge importantissima che ci vedrà impegnati nell'attuazione, perché quelli sono i principi ancora tutti da collocare, quindi sarà un lavoro molto lungo; la legge n. 14, recante norme in materia di segretari, anche su questo c'è una situazione che per fortuna è stata affrontata in termini adeguati; la legge n. 5 per gli incarichi ai soggetti interni, appena approvata, anche questa estremamente importante per quanto riguarda la trasparenza e la razionalizzazione degli incarichi; votata all'unanimità la legge sulla denominazione dei comuni, a cui è stata data l'importanza dovuta; la disciplina degli aiuti regionali in materia di foreste; gli interventi regionali a sostegno dei costi dell'energia elettrica per le utenze domestiche (voglio ricordare che questi punti erano comuni ai programmi di tutte le coalizioni, anche qui ci torneremo); modificazioni sulle disposizioni relative al rendimento energetico.
Per quanto riguarda le grandi opere votate all'unanimità, gli interventi a favore degli enti locali per l'adeguamento e la realizzazione di opere minori di pubblica utilità; modificazione della legge n. 12; all'unanimità modificazioni della legge n. 76, concessione finanziamenti agevolati a favore delle cooperative edilizie; disposizioni urgenti per rifinanziamento interessi regionali in materia di edilizia residenziale; sempre all'unanimità votati gli interventi a favore dei familiari delle vittime degli incidenti di lavoro per la prevenzione degli infortuni sul lavoro.
Ho quasi terminato; ho voluto ricordarle perché è l'attuazione del programma che mi sembra corretto ricordare, nel momento in cui dobbiamo vedere anche la parte che deve essere ancora fatta. Per quanto riguarda la montagna abbiamo deliberato le problematiche relative alla fibra ottica e quindi alle linee di quarta generazione che stanno già andando avanti, e questo è un problema molto sentito e importante.
Per quanto riguarda il sociale e la sanità, anche qui, votate la gran parte all'unanimità; il testo unico in materia di interventi economici a sostegno della formazione sociale, è uno dei primi testi unici a cui tutti diciamo che dobbiamo raccordarci; il testo unico in materia di interventi economici a sostegno e promozione sociale, votato all'unanimità; misure urgenti di automatizzazione degli aiuti temporanei alle imprese, votato all'unanimità; istituzione della fondazione della Regione per la ricerca sul cancro. Tutte queste sono state votate all'unanimità e così per gli altri temi, le disposizioni in materia - sempre sul sociale - di apprendimento, per le famiglie disagiate; per la sicurezza abbiamo votato le leggi a favore dei Comuni. Per quanto riguarda lo sport, gli interventi sulle norme in materia dei vari servizi di linea, riorganizzazione dei servizi di informazione e accoglienza, la modifica delle AIAT.
Infine la costituzione delle nuove società di scopo, che sono legate all'ospedale e all'università, l'utilizzo ottimale dei fondi europei e il mantenimento del rapporto con i Comuni attraverso la legge n. 48 che è stata mantenuta con il 95 percento dei fondi IRPEF, pur tenendo conto dell'aumento che c'è stato in questi tre anni nei quali si è passati da 212.000.000 di euro a 241.000.000 di euro. Ho voluto elencare questi aspetti del programma, perché mi sembra corretto in questo momento ricordare qual è stato e qual è l'impegno per rispettare le argomentazioni portate a suo tempo come maggioranza. Ora ci troviamo a dire che, per una serie di questioni e motivazioni, naturalmente abbiamo necessità di avere i rapporti con lo Stato, i quali sono indubbiamente una parte importante del lavoro che viene svolto come Amministrazione regionale.
Parmi les rapports avec le Gouvernement italien dans le respect de nos rôles, nous avons traversé des moments même difficiles au début, nous avons déposé des recours contre des lois qui, selon nous, portaient préjudice à nos compétences statutaires et le Gouvernement italien à son tour a, lui aussi, déposé des recours contre les lois régionales qu'il estimait contraires aux lois nationales. Mais nous sommes aussi parvenus à des accords importants. Je rappelle celui pour la cession de la Caserma Testafochi, ça a été le premier acte qui nous a permis par la suite de constituer la société NUV. Au cours de la dernière année, avec la collaboration des Conseillers du PdL régional, et grâce au précieux travail du Sénateur Fosson, nous avons amélioré nos rapports et obtenu des résultats importants dans l'intérêt exclusif de la Vallée d'Aoste; j'en citerai quelques exemplaires: cession et échange d'immeubles avec l'agence des recettes, accord de programme visé à la proposition des grands travaux - à ce propos je rappelle qu'existe déjà la proposition au CIPE pour la question des remontées mécaniques de la téléphérique du Mont Blanc - et, suite à cet accord, on a eu la possibilité de prévoir le doublement et l'achèvement du tunnel d'Etroubles, je voudrais rappeler qu'à un moment donné il n'y avait qu'une première partie, il y avait la sortie à Saint-Oyen, ce qui avait été réclamé de la part de toutes les Communes et grâce à cet accord on a pu maintenir; l'approbation rapide des dispositions d'application qui ont été très importantes: le norme di attuazione, controllo della Corte dei Conti, le funzioni in materia di medicina e sanità penitenziaria, edilizia residenziale pubblica, trasporto ferroviario e la norma sul federalismo fiscale di cui si è già molto parlato e su cui interverremo dopo perché altri colleghi lo richiameranno.
Voglio solo ricordare sul federalismo fiscale, su cui qualcuno ha messo in dubbio il perché noi dovevamo dare questi soldi, chiedere dei soldi allo Stato...a parte che credo ultimamente sia emerso chiaro da parte del Governo e di tutte le forze politiche che c'era questa esigenza di applicare il federalismo con in primis il Presidente della Repubblica, ma vorrei anche ricordare che l'articolo 119 della Costituzione cita espressamente che c'è obbligo di contribuire a questo fondo perequativo per le Regioni, a cui noi abbiamo dato naturalmente attuazione con una gradualità che ci ha permesso - lo voglio ricordare - di risparmiare rispetto al dato che sarà 2.017, 394.000.000 di euro.
Per quanto riguarda gli altri punti, vorrei anche ricordare...la disponibilité à examiner des problèmes différents des lois importantes...je voudrais rappeler que, parmi les lois qui ont eu un rapport étroit avec le ministère car il y avait des problèmes, il y a la loi n° 22 sur l'Administration régionale et la dernière loi, la "44", sur la Société des Services, la loi qui nous permet d'embaucher les précaires...s'il n'y avait pas une consultation et justement un accord, cette loi aurait eu des difficultés importantes.
Mais l'accord le plus important a été celui pour la cession de la DEVAL et de Vallenergie, où l'engagement du Gouvernement a été déterminant, et à la position négative et radicalement contraire de l'Administrateur délégué Fulvio Conti, là, s'il n'y avait pas l'intervention directe du Gouvernement, il n'y aurait pas eu la possibilité d'y arriver. Maintenant on a fait la délibération de l'accord et je crois qu'il est très positif pour tous, surtout pour les travailleurs et pour le service de reliment dans les Vallées latérales pour l'énergie électrique; accord avec Terna, remplacement et révision du tracé des lignes à haute tension, 380 kilowatt entre Villeneuve et Châtillon et, par la suite, entre Châtillon et la ligne du Piémont; la Présidence du Parc National du Grand Paradis.
Il y a évidemment l'intérêt d'avoir une intégration du programme surtout dans certains domaines, à savoir les transports: nous demandons d'en discuter très prochainement, de faire une session spécifique sur les transports, là où on aura la possibilité de demander qu'il y ait un éclaircissement, la possibilité de mieux placer toutes les interventions pour ce qui est du chemin de fer, de l'aéroport, de l'autoroute.
La montagne, là, une intégration est importante et nécessaire: elle devra être menée avec les autres Régions et avec le Gouvernement italien à l'échelon de la Commission européenne pour agir sur les limitations de compétitivité, surtout en matière d'agriculture et de remontées mécaniques; il y a une disposition, il y aura très brièvement au niveau national une intervention importante pour donner la possibilité de reconnaître que les remontées mécaniques sont analogues aux infrastructures, à savoir les routes, et cetera, car ce sont les systèmes pour apporter les usagers à la montagne et donc ne plus être soumis à toute une série de contraintes qui nous empêchent d'intervenir pour les installations mécaniques. Cela a été déjà discuté dans la commission compétente avec toutes les Régions, et toutes les Régions sont d'accord sur un texte qui a déjà été approuvé au sein de la commission compétente.
L'action pour le soutien des petites et moyennes entreprises: là c'est important qu'il y ait une action plus forte pour les interventions dans les secteurs stratégiques; politique active pour l'emploi des jeunes avec une loi pour la formation professionnelle, qui ne doit pas être comprise comme dans les instituts de formation professionnelle: c'est la formation professionnelle liée à l'emploi; accélération de l'application de la "22" pour atteindre les objectifs que, depuis toujours, nous disons: méritocratie et motivation professionnelle (les méritocraties, entre autres, sont les raccords qu'on a déjà prévus pour les résultats qui seront primés pour 2011); simplification des procédures, objectif prévu en 2011 pour tous les dirigeants; développement des possibilités opérationnelles du statut unique avec les Communes et les Communautés de montagne; révision des lois électorales; accord de programme avec la Commune d'Aoste et pour Aoste capitale: là on a déjà dit, il y aura l'exigence de porter dans le plus bref délai une loi à l'attention du Conseil; et, encore, la question de la réduction du coût de l'argent, la question dont je crois qu'au niveau national maintenant on en parle, de Confidi et de la disponibilité d'intervenir de façon plus générale pour soutenir la moyenne entreprise.
En conclusion, pour l'emploi le département actuellement a œuvré, de concert avec la Commission politiques de l'emploi, dont font partie les Présidents des Commissions du Conseil, que je remercie pour le travail qu'ils ont accompli, quelles sont les différentes typologies de personnes sans emploi et pour vérifier combien d'inscrits sur les listes de placement sont réellement à la recherche d'un emploi: sur 10.000 qui étaient inscrits, 2.000 est le résultat réel, ce qui en dit beaucoup sur ce qui est la question qui doit être visée avec une certaine attention.
Je peux aussi affirmer que les instruments de lutte contre le crime, mis en place à l'aide d'importantes ressources financières, près de 400.000 euros dans le triennat, ont permis d'obtenir des résultats positifs; le système a tenu. Notre système économique constitué de petites, voire de très petites entreprises, mais également d'artisans et de coopératives, a survécu au choc du tsunami mondial qui a détruit des postes de travail et réduit le nombre des entreprises dans tous les secteurs, car il ne les a pas touchés entièrement. L'intervention publique a été nécessaire, je souligne que dans ces derniers temps au niveau national on est en train de faire une réflexion sur l'intervention directe de l'Etat, faute au problème que nous connaissons de la crise. L'intervention a été importante, non pas pour se substituer aux investissements privés, mais pour les intégrer.
Je suis confiant, en ce qui concerne les capacités de reprise de notre économie, car même si cette reprise est lente, elle est constante et j'accorde une grande importance à l'engagement des forces qui croient en ce projet de relance. A ce propos j'ajouterais que je considère favorablement la disponibilité du PdL à faire partie de la majorité pour accentuer le sentiment de communauté et d'unité d'intentions et de la communauté valdôtaine dans la situation économique et sociale encore très critique et difficile, la volonté de travailler ensemble pour résoudre les problèmes, et ce dans l'intérêt de toute la population. J'apprécie l'attitude constructive de nos collègues Conseillers du PdL, en particulier pour ce qui est de l'approbation du budget 2011 et du budget pluriannuel. Je considère important l'apport d'idées constructif de la part du PdL et la collaboration soutenue pour intégrer les programmes des deux dernières années de législature. C'est pourquoi il me semble opportun d'élargir la majorité aux Conseillers du PdL.
Président - Chers collègues, avant d'ouvrir la discussion générale, je vous demande une minute de permis pour parler avec le Président de la Région, il y a un problème qui est ressorti.
Devo sospendere i lavori del Consiglio. Colleghi, gli operai forestali hanno chiesto un incontro con i Capigruppo del Consiglio regionale. Il Presidente della Regione condivide l'idea di non sospendere i lavori del Consiglio e di andare avanti, lasciando i Capigruppo se hanno l'intenzione di incontrarli, possono farlo come lo ha fatto lui solo qualche minuto fa. L'altra ipotesi è quella che avevo suggerito io, di incontrarci prima dell'apertura dei lavori del Consiglio oggi pomeriggio, una soluzione che va incontro al rispetto...non ho aperto la discussione formale, per cui per adesso evitiamo di prenotare la parola, siamo in una semplice comunicazione, vorrei solo capire quale sarebbe la vostra intenzione. Una soluzione potrebbe essere alle tre del pomeriggio, l'altra è un incontro informale con i Capigruppo, nel senso che i Capigruppo che lo desiderano incontrano gli operai forestali, i forestali in senso lato, però senza sospendere i lavori del Consiglio, che vanno comunque avanti; la terza ipotesi è quella di sospendere i lavori del Consiglio, convocare la Conferenza dei Capigruppo che incontra gli operai forestali. A questo punto vorrei avere delle risposte molto veloci.
La parola al Consigliere Donzel.
Donzel (PD) - Penso che, come il Presidente giustamente ha incontrato i forestali, questi lavoratori meritino la dignità di una sospensione dei lavori e di un incontro della Conferenza ufficiale dei Capigruppo. È semplicemente una questione di dignità nei confronti di lavoratori che hanno messo in campo una protesta non da oggi, ma da vari giorni, che hanno avuto vari incontri con il Presidente della Regione...
Presidente - ...sì, questo è inutile che ce lo diciamo, abbiamo apprezzato il suo...
Donzel (PD) - ...ho diritto a fare...
Presidente - ...no, non ha diritto, altrimenti...
Donzel (PD) - ...mi tolga la parola...
Presidente - ...le tolgo la parola, non c'è problema...
Donzel (PD) - ...mi impedisce di parlare...
Presidente - ...ricordo che il Presidente della Regione stamani ha incontrato i lavoratori alzandosi dal suo posto in aula, senza sospendere i lavori del Consiglio; ho capito, lei ha fatto la proposta e io ho recepito la proposta.
La parola al Consigliere Lattanzi.
Lattanzi (PdL) - Presidente, con serietà e senza voler cavalcare la piazza, perché mi sembra oggettivamente una strumentalizzazione, il Popolo della Libertà ritiene la protesta non solo ricevibile, ma accoglibile, quindi dà la sua disponibilità nei tempi e nei modi che lei ha suggerito: quello di un incontro formale, istituzionale con i Capigruppo della maggioranza alle ore 15. Noi siamo assolutamente disponibili.
Presidente - La parola al Consigliere Louvin.
Louvin (ALPE) - Presidente, abbiamo delle consuetudini in quest'aula che generalmente sono sempre state rispettate, se qualche decina o qualche centinaio di persone in modo civile e ordinato svolge forme di protesta e chiede incontri alla Conferenza dei Capigruppo, questi non sono mai negati. Riteniamo di avere davanti due giornate di lavoro tranquille, tutto sommato, di poter tranquillamente sospendere adesso, immediatamente, se queste persone lo desiderano, senza farle attendere quattro ore per un aggiornamento della nostra Conferenza dei Capigruppo, al pari di quello che è stato sempre fatto.
Non sapevamo che il Presidente avesse avuto incontri precedenti, non abbiamo ricevuto altra sollecitazione finora, se non questa di cui lei ci ha dato giustamente comunicazione. La nostra richiesta è per riguardo nei confronti dei lavoratori e delle persone che sono venute qui, ad Aosta, da molti comuni della Valle, di poterli incontrare immediatamente e di poter proseguire in seguito. Sacrifichiamo piuttosto la nostra pausa pranzo, ma non quella dei lavoratori. Grazie.
Presidente - Questo lo apprezziamo.
La parola al Consigliere Salzone.
Salzone (SA-UdC-VdA) - Crediamo che si possa anche accogliere l'esigenza di fare subito questo incontro, anche perché la gente è qua e probabilmente nel pomeriggio ha anche qualcosa da fare. Quindi forse vale la pena sospendere adesso e riceverli subito.
Presidente - La parola al Presidente della Regione, Rollandin.
Rollandin (UV) - Grazie Presidente. Io sono sceso prima in modo informale, perché era stato chiesto; quindi, se si vuole fare una pausa chiederei solo di capire entro che termini, cioè se vogliamo darci un tempo in modo che si possa dignitosamente fare l'incontro. Per carità, se si vuole fare adesso invece che alle tre non è quello che ci sposta...solo da sapere che si possa poi continuare il dibattito.
Presidente - La parola al Consigliere Lattanzi.
Lattanzi (PdL) - Presidente, il senso dell'orario da noi offerto delle ore 15 era per affrontare con serietà questo incontro; se vogliamo ridurre tutto a 10 minuti o un quarto d'ora, mi sembra che non sia rispettoso delle persone che sono qua sotto. Non è non rispettoso spostarli alle 15, non è rispettoso farli entrare qua dentro un quarto d'ora, perché alla fine più di mezz'ora non possiamo sospendere, quindi noi consideravamo che fosse più importante riceverli con un tempo adeguato, ma se vogliamo riceverli immediatamente, il Popolo della Libertà non ha alcuna difficoltà, ma è evidente che abbiamo i tempi contingentati, dopodiché facciamo quello che ritenete opportuno.
Presidente - Consigliere Donzel, credo che lei se vuole intervenire deve avere effettivamente qualcosa da aggiungere, altrimenti facciamo della demagogia per la piazza e io non sono d'accordo.
La parola al Consigliere Donzel.
Donzel (PD) - Mi pareva che si parlasse di tempi, no? Penso che l'incontro era fissato alle tre per dire dalle tre alle tre e mezza che poi inizia il Consiglio, cioè mezz'ora. Penso che una mezz'ora si possa tranquillamente concedere per questi lavori adesso, quindi non c'è nessuna demagogia...
Presidente - ...concordo, grazie.
La parola al Consigliere Empereur.
Empereur (UV) - Brevemente, solo per dire che sono d'accordo sulla mezz'ora; qualora si dovesse prorogare l'incontro, possiamo anche concordare di anticipare di mezz'ora la ripresa dei lavori nel pomeriggio.
Presidente - Il Consiglio è sospeso, i lavori riprenderanno fra mezz'ora; se poi la Conferenza dei Capigruppo vorrà decidere per un'anticipazione, lo farà in quella sede.
Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 11,46 alle ore 12,22.
Presidente - Riprendiamo i nostri lavori. Colleghi, prima di aprire la discussione, vi informo che sono pervenuti alla Presidenza innanzitutto una lettera di dimissioni del Consigliere Zucchi con la quale ci comunica che: "Come è noto, all'inizio della legislatura in corso, l'Assemblea regionale, su indicazione del Presidente della Regione e della maggioranza, mi ha affidato la Presidenza della I Commissione, Istituzioni ed Autonomia, in quanto esponente della minoranza consiliare. Alla luce del mutato quadro politico sancito oggi in aula, consistente nell'allargamento della maggioranza al PdL, vengono meno le condizioni originarie dalle quali è scaturita la mia nomina alla Presidenza della commissione consiliare. Per quanto sopra espresso, nel ringraziare tutti coloro che hanno fino ad oggi collaborato, rassegno le dimissioni dalla nomina che mi è stata conferita, affinché siano il Consiglio regionale ed i componenti della stessa I Commissione a provvedere alle conseguenti valutazioni ed azioni in merito".
Intanto noi esprimiamo il nostro ringraziamento al Presidente Zucchi per il lavoro che ha svolto. Sono poi pervenute, sempre alla Presidenza, una proposta di ordine del giorno relativo al punto n. 5 ed una risoluzione che riguarda la questione del bon de chauffage e che sarà iscritta, se è iscritta, al punto n. 23.1. Per quanto riguarda l'ordine del giorno non c'è bisogno di iscrizione, mentre vi chiedo di votare l'iscrizione della risoluzione...no? La vogliamo vedere dopo? Per me va bene. Allora la discussione sulla comunicazione del Presidente della Regione circa l'allargamento della maggioranza è aperta.
La parola al Consigliere Louvin.
Louvin (ALPE) - Tanto tuonò che piovve! Abbiamo sollecitato per mesi, per un anno e oltre, che finalmente chiudeste questo cerchio, perché era nelle cose, negli animi, nelle intenzioni, nelle aspirazioni; vedevamo impazienti e scalpitanti colleghi fino a poco fa nell'opposizione, nel cercare di poter fare il loro ingresso nella maggioranza regionale. Abbiamo credo individuato - ma non siamo stati delle linci nel farlo - chiaramente i passaggi nelle elezioni comunali a Courmayeur, nelle elezioni europee, nelle elezioni comunali di Aosta, eccetera, di una consonanza crescente e quindi era normale che saltasse anche in pezzi la teoria, la teorizzazione dei niveaux différents, perché la spinta, la pressione, la "corrispondenza di amorosi sensi", insomma, cercava uno sbocco naturale. Fine, quindi, del tormentone.
Adesso però, Presidente della Regione, noi ci guardiamo intorno e cerchiamo un pezzo di carta, una riga scritta, una che dica c'è qualcosa sul tavolo, c'è un comune intento, la sottoscrizione di un punto di vista comune, e siamo un po' sconcertati, lo dico senza fare del teatro. Noi eravamo sicuri che si venisse in quest'aula con un documento sottoscritto dalle forze politiche della nuova maggioranza, che dicesse: abbiamo riconosciuto queste priorità. Abbiamo letto dei comunicati, delle dichiarazioni unilaterali dei singoli partiti, ciascuno diceva: vorremmo fare questo, vorremmo fare quell'altro, tutte cose normali che fanno parte della costruzione di un percorso politico, ma qui...qual è l'ultimo anello? Per abitudine si giungeva ad una dichiarazione formale, congiunta, sottoscritta e opportunamente comunicata anche in quest'aula.
Abbiamo ascoltato con religioso silenzio e doverosa attenzione le sue parole, Presidente Rollandin, e tutto quanto lei ci ha detto su questo allargamento della maggioranza, ma obiettivamente, al di là di aver preso qualche paginetta di appunti, non abbiamo nulla in mano che ci dica con precisione cosa ci si appresta a fare! Quando lei è venuto nel 2008, ha portato un ponderoso documento di propositi, di intenti della maggioranza cosiddetta "del centro autonomista" che indicava punti specifici. Qui, al di là di un'evocazione del "metodo Rollandin" come metodo di dialogo e di apertura - cosa sulla quale ci sia lecito dubitare un pochettino che sia tanto dialogante, ma comunque c'è stata una fase di pesca, una fase di offerta di collaborazione ad altre forze politiche, chi l'ha declinata, chi l'ha invece accolta - non c'è, secondo noi, un metodo dialogante di questa Giunta, né con il mondo esterno - e ne sono riprova fatti come quello di oggi sul piano della mobilitazione sociale -, né all'interno di quest'aula, al di là di alcuni momenti giusti e doverosi nei quali ciascuno riconosce opportunità e necessità di avere un terreno non conflittuale su questioni di superiore interesse della Regione. Abbiamo sentito, Presidente, richiamare i massimi sistemi, le crisi mondiali, le vicende finanziarie della Regione; l'abbiamo sentita fare una cosa a cui non è abituato, che è la lettura dell'indice del Bollettino ufficiale della Regione. Fa piacere, è sempre utile ricapitolare quello che abbiamo fatto ed è un esercizio di memoria, ma devo dire che non era forse quello che ci aspettavamo sul piano dell'intesa o del raggiunto accordo politico.
L'accordo politico, Presidente Rollandin, mi pare che sia stato liquidato in una frasetta molto evanescente: "abbiamo bisogno di avere rapporti con lo Stato". Evviva, fino lì non possiamo che convenire; poi i rapporti - lo abbiamo già detto - noi li terremmo in modo diverso da quelli in cui li ha tenuti lei, non avremmo fatto gli accordi di Palazzo Grazioli, avremmo fatto le cose forse in modo diverso...ma questo fa parte dell'approccio.
Non abbiamo sentito, al di là di: "accueille favorablement la disponibilité du PdL à faire partie et apprécie l'attitude positive du PdL sur le budget" e poi c'è stato, ma forse qui è un problema di capirsi bene, un suo passaggio nel quale ha detto: "d'intégrer le programme", e allora lì scattava la nostra attesa, carta, due righe, dire: facciamo questo, cambiamo linea sul casinò piuttosto che sulle partecipate, eccetera. Perché su questi temi di fondo, Presidente, ma lei non lo ha dimenticato come non lo hanno dimenticato i nostri colleghi dirimpettai del Popolo della Libertà, c'è stata qualche leggera divergenza nel 2008 quando ci siamo presentati tutti davanti agli elettori, non eravamo esattamente sulla stessa linea, né noi con la nostra coalizione, né i colleghi del centro-destra con la loro posizione.
Ho fatto credo un doveroso affinamento della ricerca, andando a vedere cosa era stato scritto nel 2008, ma non cosa era stato detto in aula, cosa era stato scritto davanti agli elettori, il programma firmato da Giorgio Bongiorno e Guido Bia nel 2008, che erano i rappresentanti, i mandatari del Popolo della Libertà che, a carattere cubitali, in grassetto, indicava: "La XII legislatura è stata la più improduttiva per la nostra Regione... La vittoriosa affermazione del Popolo della Libertà nelle elezioni per il rinnovo del Parlamento nazionale ci legittima a formulare un progetto di governo per la Valle d'Aosta". Allora il disegno era evidente: abbiamo vinto le politiche a Roma, dobbiamo venire a governare anche in Valle d'Aosta, e fino lì si capisce, è un percorso. Non lo hanno capito così bene gli elettori, evidentemente, perché non hanno premiato oltre misura, però le proposte del PdL rimangono delle proposte pubbliche, non nascoste, perché questo è quanto è stato depositato in tribunale. Devo citare di nuovo il tribunale, ma non è per ragioni giudiziarie, qui è l'organo deputato a ricevere...chiedo scusa, forse è l'Ufficio elettorale...per dire cosa si intende fare.
Le nostre proposte (ne cito alcune assolutamente a caso): separare le funzioni prefettizie dal ruolo di Presidente della Regione, evitando una pericolosa sovrapposizione di poteri che ha determinato evidenti storture istituzionali e amministrative. È tema in discussione? È tema della nuova maggioranza? Abbiamo la curiosità di saperlo e di poter capire qualcosa di più! Casa da gioco: il modello gestionale S.p.A. pubblica serve solo a consolidare nelle mani del potere esecutivo il controllo del casinò che, proprio a causa delle interferenze politiche - che detto per inciso non mi sembra siano molto diminuite nel frattempo -, segna il passo a vantaggio dei concorrenti. La nostra proposta è creare i presupposti per la privatizzazione della casa da gioco. Non ho sentito, forse mi è sfuggito, nella sua lista del Bollettino ufficiale della Regione, parlare della privatizzazione della casa da gioco. È tema, non è tema? Non possiamo esprimerci su questa cosa, siccome non ci è stato detto nulla!
Ci sono...c'erano da parte dei colleghi del PdL delle apprensioni vivaci sulle partecipate regionali, in particolare sugli impianti a fune che lei ha ricordato con un taglio particolare, dicendo: bisogna ancora andare, intervenire, rimuovere ostacoli, ampliare, eccetera...mi pareva che l'orientamento su questo tema fosse leggermente diverso, molto critico da parte del PdL sulle perdite ingenti che si traducono in costi per la collettività, con richiesta di procedere ad una graduale dismissione delle partecipazioni societarie e di subordinare le nomine degli amministratori e dei sindaci delle società a criteri di competenza e managerialità, anziché di appartenenza partitica. Qui è un invito a nozze per noi, ci troviamo subito, ci sediamo al tavolo e stabiliamo dei criteri. Ma è intenzione del PdL, neoforza di maggioranza, imporre con forza...è stato accolto dagli amici dell'Union Valdôtaine, della Stella Alpina, della Fédération, il sacrosanto principio, al di là della dichiarazione leggermente generica del Presidente, di meritocrazia e...come ha detto? competenza professionale? Su questo devo dire, se avessimo le fotografie, sarebbe l'album delle figurine Panini della legislatura del 1988-1993 l'attuale dirigenza dei Consigli di amministrazione delle controllate regionali; non è esattamente sulla linea della managerialità che ci si è mossi, ma più sulla premialità, sulla ricompensa politica. Puntate i piedi? Siete tenacemente decisi ad andare a fondo in questa battaglia? Naturalmente avete ancora tutto il tempo nel dibattito per darcene conferma, ma il Presidente non mi è parso così attento, così ricettivo su questo tema, pur essendo persona notoriamente molto, molto veloce a cogliere questo.
Sono solo proprio delle spigolature, ma spigolature, ripeto, da un programma elettorale che è partito da Roma, che è stato sottoscritto per mandato, per procura speciale rilasciata dall'Onorevole Rocco Crimi. Io penso che pochi fra di noi sappiano chi è l'Onorevole Rocco Crimi, il che non è nulla di disdicevole: è un autorevolissimo parlamentare, sottosegretario anche alla Presidenza del Consiglio dei ministri nel corso di questa legislatura, che è transitato "casualmente" nei responsabili per fare da traghettatore alla compagnia Scilipoti & Co. Allora è un autorevolissimo esponente del Popolo della Libertà, che ha dato da Roma l'assenso ed il mandato a procedere elettoralmente in sede regionale secondo questo legittimissimo programma.
Noi ci chiediamo a questo punto come si concilia questo, e non vorremmo essere troppo schizzinosi, ma il centro autonomista che dal 2006 ad oggi, perché i primi due anni di legislatura sono stati dimenticati...ma questo è il dettaglio della storia: "per la prima volta l'area autonomista composta da tre forze politiche che hanno governato con impegno e capacità la nostra Valle con il Governo Caveri, il centro autonomista offre alla Valle la garanzia di una visione seria e radicata nel nome di una tradizione autonomista, federalista e rappresentativa del particolarismo culturale e linguistico", e qui non abbiamo sentito parlare, rispetto alle posizioni notorie del Popolo della Libertà sulle questioni linguistiche, alcuni suoi esponenti o ormai non più suoi esponenti...comunque si sono pronunciati in modo molto netto rispetto alle ipocrisie linguistiche, non abbiamo sentito nulla sulla quadratura di un cerchio politico-culturale, di un problema di fondo che c'è e che va affrontato in quest'aula prima di varare la nave!
Mentre gli altri schieramenti, il nostro e il vostro, detto per inciso, quindi centro-sinistra e centro-destra per semplificare, centro-sinistra autonomista e progressista e centro-destra nazionale restano legati a decisioni prese a Roma e dunque dirette dall'esterno in un'avvilente logica di centro-periferia, i nostri movimenti politici hanno il cervello e il cuore nella nostra Valle. Forse, per parafrasare un vostro esponente, hanno anche il portafoglio in Valle, visto che il maître chez nous viene a volte trasformato in mettre chez nous...ma questa è la filosofia che avete sposato, cioè quella di essere totalmente autonomi e svincolati dal legame nazionale, oppure siete ancora a tutti gli effetti una forza nazionale in un quadro che, devo dire, in questo momento a noi non pare dei più entusiasmanti. Non ci pare entusiasmante perché - qui veniamo al succo della questione politica - quella necessità tattica di dire: "risolviamo i problemi", pragmatica per così dire, risolviamo i problemi, ci sono dei vantaggi in un buon rapporto con il Governo romano, è secondo noi una bubbola e la prova vivente di questa bubbola l'abbiamo nelle Province autonome di Trento e Bolzano, che questa scelta di sposarsi con il PdL non la fanno, e riescono a spuntare un regime finanziario che ha consentito loro di avere meno danni di quelli che abbiamo avuto noi! Non apriamo qui le discussioni lunghe e approfondite che abbiamo fatto sul nuovo regime finanziario, di cui alcune parti sono sicuramente molto, molto importanti e utili anche per la Regione, ma le stesse cose le hanno ottenute loro senza fare il passo politico di "un salto della quaglia", perché così tecnicamente si chiama il passaggio verso una sponda diversa, verso in questo caso una sponda di maggioranza.
Il sapore di fondo del ricatto politico, del baratto lo sentiamo fortemente, e non è un sapore che amiamo! Non lo amiamo come persone che fanno politica essenzialmente e fondamentalmente in un quadro regionale, partendo dall'idea forte dell'autonomia, e che non si ritrova in un negoziato che ci vede subalterni, vede la Valle subalterna ad una logica romana. E soprattutto, ma ditemi colleghi del PdL, avete sbandierato il vessillo liberaldemocratico e continuate a fare del liberalismo una vostra bandiera, avete sentito una parola, una da parte del Presidente della Regione che desse un avallo di una mezza idea, di un accenno di simpatia per un approccio di questo genere? Io francamente no! È una desolante - devo dire - mancanza di attenzione, e metterei di più, di rispetto nei confronti di un partenariato che comprendiamo possa essere voluto e accettato, ma non è valorizzante per la vostra stessa forza politica, salvo fare un apparentamento che di valoriale ha poco, che è uno "scambio di favori" secondo la logica che a suo tempo Mattei, Presidente dell'ENI, dichiarava di utilizzo dei partiti come taxi. Abbiamo bisogno oggi del taxi romano, del taxi azzurro, ci serve questo, pagheremo la corsa...non la si paga qui, non la si paga qui, perché da quello che ho sentito c'è la corretta disponibilità del collega Zucchi a rimettere - e ha rimesso - il proprio mandato al Consiglio sulla Presidenza della commissione, ma - se non intuiamo male il disegno - il PdL esce dimezzato sul piano dei numeri e della presenza negli organi consiliari! Cioè: i valori non li porta a casa, la rappresentanza in Consiglio la perde...che cosa resta sul tavolo? Questo ci stiamo chiedendo, molto naïvement forse, ma crediamo che sia questo il succo della questione: cosa vi spinge a fare questo passo? Ne sapremo di più nel dibattito e trarremo le conclusioni dopo.
Per altro verso capiamo l'utilità tattica di avere una gamba in più di questo tavolo, ma rileviamo - e questo lo rileverà poi la storia, piccola storia, quasi la cronaca della nostra Regione - che qui c'è una frattura storica nell'autonomismo valdostano, una frattura pesantissima. Poi la storia oggi ci sta dicendo che in questi giorni si vuole addirittura rimettere in discussione anche pezzi consolidati della nostra Costituzione, ma non vogliamo esasperare i toni e gli argomenti...noi crediamo che ci sia una scelta particolarmente infelice, in questo momento, nel celebrare questo matrimonio. Nel momento peggiore del berlusconismo decadente, andare a sottoscrivere questo accordo da parte degli autonomisti, della base del movimento unionista, della Stella Alpina, della Fédération, non ci pare che sia una scelta particolarmente felice. Vero è che non è una scelta unanime, perché vivaddio siamo in una democrazia nella quale ha avuto eco anche una certa resistenza interna, un certo dissenso, sia nel mondo giovanile che nelle correnti politiche, non tutta l'Union si rispecchia nella corrente vincitrice del 2003, quella capeggiata dall'Assessore Marguerettaz. Evidentemente c'è anche qualche altra parte dell'Union e anche di altre forze politiche, della Stella Alpina, che non ha amato, ma non in termini personali, eccetera, non ha amato perché ritiene questa scelta fondamentalmente sbagliata, inopportuna, nel momento e anche nel fondo della questione.
C'è una nuova curiosa compagine che si sta delineando, nella quale l'unico che si muove con brillante agilità è la Fédération, e in particolare il suo Capogruppo La Torre, a cui non possiamo non riservare un attimo di attenzione, non personale, per il ruolo di pontiere che si è ricavato, di doppio pontiere: pontiere nei confronti del PdL, che oggi formalmente entra in maggioranza, e pontiere in corso d'opera nei confronti della Lega Nord, a cui sta spalancando le porte, perché nella pancia di questo accordo c'è anche - come ogni buon cavallo di Troia - qualcos'altro, e questo qualcos'altro è tutto questo insieme, che d'altra parte è esplicitato molto puntualmente anche in dichiarazioni politiche, non abbiamo omesso di sottolinearlo che il "fora di ball" a noi non pare la migliore soluzione politica e umana, umanitaria ad un problema di drammatica portata come quello che abbiamo di fronte. Ma devo dire che dalle ronde in poi è una vicenda continua di questo ammiccamento verso la parte nella quale credo si riconosca in modo deteriore l'autonomismo, cioè la parte peggiore sul piano proprio dei riflessi, degli istinti più bassi. Mi rammarico che i colleghi, che stimo e che so avere un senso anche del limite, della misura e delle istituzioni, si facciano portavoce di queste istanze! La Stella Alpina stessa, se possiamo permetterci, anticipiamo un po' dei temi, di discussioni, non mi pare che abbia stappato lo champagne per questo ingresso in maggioranza! La sindrome dell'amante trascurata è una pessima sindrome, perché fa covare dei risentimenti che non devono esserci in una sana coalizione politica. Credo che intelligentemente molti esponenti della Stella Alpina capiscano tutto il danno che porta un allargamento non richiesto, non necessario, non richiesto dalla coalizione, perché il Presidente Rollandin...
(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)
...Presidente Rollandin, lanciamo la pesca...la pesca è già aperta e lei il suo tonnetto lo sta già portando a casa...e lasci qualche piccola sardina anche agli altri, che vuole! No, no, guardi, l'allargamento non è stato richiesto, lei stesso lo ha detto d'altra parte: noi abbiamo accolto la proposta, ci siamo limitati a dire di sì, proprio sgarbati da dire di no, non saremmo mai, a parte quei cattivi, brutti, sporchi nell'altro angolo, ma nei confronti...insomma, un'offerta di questo genere non può proprio essere rimandata; abbiamo fatto il possibile, tutti i convenevoli, abbiamo preso tempo, eccetera, come si fa a tavola quando: vuole ancora?, ma no, no...adesso però siamo costretti, chiudiamo. Ma questo sta creando e creerà una situazione che abbiamo già conosciuto: vent'anni fa, ci fu già qualcuno - che era seduto lì, all'ultima sedia di questo angolo - che venne ad offrire l'adesione libera e spontanea del Partito Socialista Italiano alla maggioranza regionale, anche lì non richiesta, anche lì non si poteva dire di no, ma qualche piccolo scricchiolio si è sentito nei mesi successivi e poi, nel 1990, sul piano politico fu un po' più impattante la vicenda! Ma perché? Perché le maggioranze larghe, onestamente, questa è politica conosciuta, sono dei luoghi dove non ci si riconosce bene dal punto di vista delle proprie responsabilità e del proprio ruolo.
Si allarga per delle esigenze che non sono, secondo noi, di primaria importanza, cade l'alibi definitivamente rispetto a "ni droite, ni gauche", qui è a destra tutta, ma in modo assolutamente certificato, bollato e quindi l'Union Valdôtaine assume finalmente, dico "finalmente", questa Union Valdôtaine, un connotato di movimento autonomista di centro-destra, non esageriamo, di centro-destra, perché non lascia più spazio ad equivoci. Ha un'arena regionale nella quale il 70 percento degli eletti sono di area autonomista, fa delle scelte diverse, fa delle scelte di alleanza non momentanea, ma strategica ci pare, almeno così auspica il nostro collega Lattanzi nei confronti della destra. C'erano altri partenariati possibili, ma soprattutto non c'era un'esigenza, non c'era un'urgenza, perché in questi ultimi mesi non mi pare siano mancati i numeri, salvo andare a fare delle letture un po' maliziose sul fatto che ci si voglia liberare dai condizionamenti politici di questa forza, di quell'altra forza, di questa componente interna, di questa corrente o di quell'altra, ma non ci pareva che ci fosse un'urgenza...non l'avremmo messa, noi, sul piano delle priorità.
Quindi, Presidente Rollandin, ci dispiace di non avere sul tavolo qualcosa, voglio anticipare in una parola il senso, ma ne dirà sicuramente meglio di me il collega Donzel che interverrà più tardi. Noi ci chiediamo: se il contenuto dei programmi elettorali presentati nel 2008 era divergente in modo clamoroso, se le indicazioni programmatiche espresse da ciascuno erano così divergenti, se è comunque dovere di ciascuno di noi, maggioranza o opposizione, fare il bene della Valle e portare qui quello che si può portare in qualsiasi momento, le forze politiche hanno legami nazionali, portarlo generosamente sul tavolo della Regione e non in modo strumentale per ottenere di forza un passaggio, ma se questa situazione si riassume in un'assenza di pregnanti motivi politici per una diversa configurazione dell'attuale maggioranza, posto che non ci sono state elezioni, posto che non ci sono sul tavolo le dimissioni del Presidente della Regione, né minacciate né effettive, la nostra richiesta è semplicemente esplicitata in un ordine del giorno, che si esprima una valutazione non positiva sul nuovo assetto proposto dal Presidente della Regione. Grazie, chiedo scusa di avere sforato di qualche minuto.
Presidente - Grazie, Consigliere Louvin. Con questo credo di chiudere i lavori; auguro a tutti buon appetito. Il Consiglio riprenderà alle ore 15,30.
La seduta è tolta.
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La seduta termina alle ore 12,56.
