Oggetto del Consiglio n. 1719 del 6 aprile 2011 - Resoconto
OGGETTO N. 1719/XIII - Reiezione della mozione di sfiducia nei confronti dell'Assessore al turismo, sport, commercio e trasporti, Aurelio Marguerettaz.
Mozione di sfiducia
Mozione di sfiducia nei confronti dell'Assessore regionale al turismo, sport, commercio e trasporti Aurelio Marguerettaz (ai sensi dell'articolo 106 del Regolamento interno del Consiglio)
Premesso che
l'Assessore regionale al Turismo, Sport, Commercio e Trasporti, Aurelio Marguerettaz, Vice-Presidente della Regione, ha convenuto in giudizio l'amministrazione regionale, chiedendo al Tribunale di Aosta, in caso di accoglimento delle richieste risarcitorie avanzate nei suoi confronti dall'ex Amministratore delegato ed ex Direttore della società Casino de la Vallée Spa Roberto Trentaz, di "dichiarare e condannare la regione Valle d'Aosta, persona del Presidente pro tempore (...) a tenere il convenuto Aurelio Marguerettaz indenne e manlevato da ogni somma che egli fosse eventualmente condannato al pagamento nei confronti della parte attrice".
La situazione, assolutamente paradossale, di un esponente di vertice del governo regionale che cita in giudizio la sua stessa amministrazione, configura una posizione di lite pendente fra l'amministratore e l'ente che amministra.
La materia del contendere, come si desume dagli atti processuali, scaturisce da presunti comportamenti non corrispondenti a canoni di lealtà da parte dell'amministratore convenuto in giudizio nei confronti della stessa Regione, comportamenti che discenderebbero in particolare - stanti le allegazioni in atti - da abnormi richieste informative nei confronti della società controllata per l'acquisizione di dati sulla sua attività (oltre 100 lettere in tre mesi), nell'aver bypassato il management della Casino Spa nella gestione delle relazioni sindacali, nell'insinuazione di dubbi nella giunta regionale circa la correttezza dell'operato dei membri del Consiglio di Amministrazione, nel boicottaggio sistematico delle iniziative dello stesso Consiglio, nelle pressioni esercitate su singoli componenti del Consiglio di Amministrazione per indurli "spontaneamente" alle dimissioni nonché nell'essere stato "ispiratore e vero deus ex machina" in una operazione che ha condotto all'elaborazione del dossier denominato "Relazione Generale del Liquidatore sulla Gestione Straordinaria del Casino de la Vallée", meglio noto come Dossier Bo.
La vicenda processuale si qualifica pertanto come azione volta ad accertare la responsabilità personale del Dott. Marguerettaz e a conseguirne la condanna al risarcimento di danni provocati all'infuori dell'attività amministrativa della regione o comunque attraverso l'uso distorto delle sue prerogative di amministratore pubblico.
Conseguenza naturale di tali comportamenti, se ne fosse ravvisata la fondatezza, sarebbe la costituzione in giudizio della Regione contro il proprio assessore e non già a sostegno o in garanzia dello stesso.
Rilevando perciò l'esistenza di un sostanziale e insanabile conflitto di interessi tra l'assessore Aurelio Marguerettaz e la Regione autonoma della Valle d'Aosta;
Il Consiglio regionale
Esprime
ai sensi e per gli effetti dell'art. 6 della Legge regionale 7 agosto 2007, n. 21 (Disposizioni in materia di modalità di elezione del Presidente della Regione e degli Assessori, di presentazione e di approvazione della mozione di sfiducia e di scioglimento del Consiglio regionale), mediante la presente mozione motivata,
Sfiducia
nei confronti dell'Assessore regionale al turismo, sport, commercio e trasporti, Aurelio Marguerettaz, al fine della cessazione dalla carica dello stesso e dell'assunzione ad interim delle funzioni assessorili da parte del Presidente della Regione fino all'elezione del nuovo Assessore.
F.to: Louvin - Carmela Fontana - Bertin - Giuseppe Cerise - Chatrian - Donzel - Patrizia Morelli - Rigo
Presidente - Colleghi, siccome si tratta di una mozione piuttosto rara, voglio ricordare che lo svolgimento del dibattito su questa mozione prevede un'illustrazione della stessa da parte del proponente che dovrà restare nell'ambito dei 30 minuti; seguirà una discussione generale nella quale ogni Consigliere potrà intervenire due volte, la prima per 20 minuti e la seconda per 10. Poi ci sarà la chiusura della discussione e, in sede di replica, potranno intervenire il proponente, il membro del Governo ed il Presidente della Regione. La votazione avverrà per chiamata nominale.
La parola al Consigliere Louvin.
Louvin (ALPE) - Grazie Presidente, e grazie anche di aver ricordato i termini, che cercheremo di rispettare ampiamente. Non abbiamo intenzione di abusare del tempo, anche se sarà necessario forse ricostruire qualche passaggio ed essere in qualche momento un po' noiosi nella ricostruzione di alcune vicende, la cui comprensione è utile a quest'aula e all'opinione pubblica per sapere di cosa si sta parlando. Qui non stiamo celebrando alcun processo, stiamo solo discutendo di una posizione che si è creata in capo ad un componente della Giunta regionale in seguito ad una vicenda giudiziaria di natura civile, ma che per il suo rilievo e contenuto, per le conseguenze che scaturiscono dal fatto che il componente della Giunta regionale ha ritenuto di dover chiamare in causa in questa vicenda, a propria garanzia e supporto, il Governo regionale stesso, configura una situazione abnorme, paradossale, oltre che un gravissimo e non altrimenti rimovibile conflitto di interessi.
Siamo stati sorpresi apprendendo due settimane fa di un'iniziativa giudiziaria di questa natura, nata dalla citazione notificata alla Regione autonoma Valle d'Aosta da parte di un proprio Assessore. Abbiamo chiesto informazioni urgenti. Il Presidente della Regione non dimenticherà che la questione era stata oggetto di un'interrogazione con risposta urgente, che non ha avuto esito essendo motivatamente giustificata l'assenza in quest'aula dello stesso Presidente, ma converrà con me, il Presidente, che il rilievo della questione richiedeva forse altro che lasciare decadere la questione come se niente fosse, e richiedesse comunque un'informativa esterna, pubblica, un chiarimento con chi lo aveva sollecitato per primo, ma anche con l'opinione pubblica su tutta questa vicenda. Questo chiarimento non c'è stato. Noi abbiamo acquisito per le vie canoniche il documento della citazione, di cui abbiamo potuto prendere conoscenza, e lo abbiamo fatto con un certo sbigottimento, perché abbiamo potuto appurare che non si trattava di una bufala, di una notizia inventata, ma che tutto corrispondeva a quanto riferito dalla stampa, in particolare la richiesta di dichiarare e condannare la Regione Valle d'Aosta in persona del Presidente pro tempore a tenere il convenuto - Vicepresidente della Giunta stessa - indenne e manlevato da ogni somma che egli fosse eventualmente condannato al pagamento nei confronti della parte attrice.
Si tratta di un'azione che è stata intentata da un ex dirigente di una società controllata regionale, la Casino S.p.A. che comporterebbe, nel caso di accoglimento, un risarcimento stimato nell'ordine di circa 1.000.000 di euro. Ma la nostra sorpresa è stata ancora maggiore il venerdì della stessa settimana apprendendo, dalle dichiarazioni rese in conferenza stampa dal Presidente della Regione, che era stato deliberato l'intervento - si è appreso in un primo momento - a sostegno delle ragioni dell'Assessore Marguerettaz; poi la questione ha fatto oggetto di qualche tentativo di chiarimento in sede di conferenza stampa, ma non molto riuscito, perché alla fine nessuno ha potuto rendersi conto da che parte intendesse collocarsi in questa vicenda la Regione. L'unica cosa che ci è stata riferita con chiarezza attiene quasi all'aneddotica e alla distinzione per cui questa vicenda non farebbe parte di una difesa dell'Assessore Marguerettaz per sue presunte "falloppate" in Saint-Rhémy-en-Bosses, ma di una questione relegata allo svolgimento del suo mandato (ho citato l'espressione colorita usata in quella circostanza dal Presidente della Regione).
Lasciamo da parte le amenità, ma direi che la presentazione di una mozione di sfiducia individuale è un atto particolare che è stato appositamente previsto dall'ultima legge elettorale regionale nel 2007; è un atto - ripeto - estremo con il quale chiediamo oggi di esprimere la sfiducia politica nei confronti dell'Assessore regionale al turismo, sport, commercio e trasporti Marguerettaz, perché cessi immediatamente dalla carica e ne consegua l'assunzione dell'interinato da parte del Presidente della Regione. Perché lo facciamo? Per quale ragione abbiamo questo "accanimento" si potrebbe dire nei confronti dell'Assessore? Non è un accanimento, ma cerchiamo di essere chiari sui motivi per i quali due forze di opposizione, il Partito Democratico e ALPE, sono arrivati a questa conclusione.
Ci siamo posti essenzialmente quattro domande: si tratta di una causa contro la Regione Valle d'Aosta o contro l'Assessore Marguerettaz in quanto persona? C'è un conflitto di interessi in questo momento in atto fra l'Assessore Marguerettaz e la Regione? La Giunta ha valutato attentamente ed in modo imparziale - aggiungiamo noi - l'incompatibilità della propria posizione in giudizio rispetto a quella di un componente della Giunta regionale? Infine, la Regione è effettivamente in causa a sostegno dell'Assessore oppure no?
Procedo con ordine: è una causa contro la persona fisica per il suo agire indipendente dall'assunzione di un mandato politico oppure come Assessore? All'origine c'è un fatto curioso ed è che chi ha agito in giudizio non lo ha fatto, come avrebbe potuto benissimo fare, contro la Regione Valle d'Aosta, notoriamente soggetto solvibile; stiamo sul terreno di un'azione civile per far pagare dei denari, la Regione pare essere abbastanza capiente da quel punto di vista. Non lo ha fatto, ha citato espressamente il dottor Aurelio Marguerettaz e questa anomalia è spiegabile in modo esaustivo dai contenuti della citazione; noi faremo riferimento naturalmente solo alle parti che riguardano questa vicenda politica, ai rapporti fra la Regione e l'Assessore, e non ad altre parti in giudizio che non sono di interesse di quest'aula in questa vicenda.
Quali sono "i presunti" comportamenti...sottolineo molto fortemente "i presunti", perché qui non si tratta di accertarli, siamo a valutare ciò che è chiesto da qualcuno in una sede legale contro un nostro amministratore...quali sono i presunti comportamenti imputati al dottor Marguerettaz? Innanzitutto si tratterebbe di abnormi richieste informative nei confronti della società controllata dalla Regione per l'acquisizione di dati sulle sue attività. Si fa riferimento molto sommariamente ad oltre 100 lettere inviate in poco più di tre mesi, non so se si tratti di una cifra confermabile o meno, che avrebbero portato alla trasmissione di oltre 1.200 pagine di documenti, e di (cito): "una serie infinita di pressioni indebite ed insinuazioni nei confronti dell'amministrazione di questa società". Si imputa ugualmente di aver bypassato totalmente il management della società Casino S.p.A. nel gestire le relazioni sindacali, cioè di essersi intromesso volontariamente nelle trattative che non erano di propria pertinenza o non lo "sarebbero state"...dobbiamo utilizzare ampiamente i condizionali in tutta la vicenda...nell'aver insinuato dubbi nella Giunta regionale attraverso gli organi di stampa circa la correttezza dell'operato dei membri del Consiglio di amministrazione della Casino S.p.A.... che si risponda personalmente anche di proprie dichiarazioni alla stampa è noto ai colleghi presenti in quest'aula, uno dei quali in questo momento è oggetto di un'azione civile, ma forse anche penale; in ogni caso, per dichiarazioni rese alla stampa nell'ambito delle proprie attività di ispezione politica, non mi consta che abbia ancora portato causa contro la Regione per esserne garantito; nel boicottaggio sistematico delle iniziative dello stesso Consiglio di amministrazione, pressioni esercitate su singoli componenti del Consiglio di amministrazione per indurli "spontaneamente" alle dimissioni; nell'essere stato ispiratore e vero deus ex machina in un'operazione che ha condotto all'elaborazione del dossier denominato "Relazione generale del liquidatore sulla gestione straordinaria del Casino de la Vallée", meglio noto come "Dossier Bo", un documento che sarebbe nato dall'esigenza di giustificare ex post il proprio operato politico da parte dell'Assessore.
A noi pare molto semplicemente che tutta questa vicenda, per come è descritta - ma molti colleghi hanno potuto fare loro stessi accesso agli atti in questione e potranno verificare se è attendibile o meno la ricostruzione -, delinei una responsabilità personale del dottor Marguerettaz e non una responsabilità amministrativa della Regione Valle d'Aosta, né una riflessa immediata automatica responsabilità patrimoniale della Regione. Qui si contesta semplicemente che l'amministratore sia venuto meno ai canoni fondamentali di lealtà nei confronti dell'Amministrazione e della nostra stessa Regione.
Vorrei precisare un dato che non mi sembra inutile. Chi ha fatto causa non ha omesso di precisare che le prerogative regionali di cambio del Consiglio di amministrazione, che effettivamente è avvenuto nel 2003 - tutti lo ricorderanno, perché si è aperta una fase di alta turbolenza nella gestione della società Casino S.p.A. -, siano pienamente legittime da parte della Regione e che siano riconosciute in quanto tali. Quindi la causa è stata intentata personalmente per responsabilità extracontrattuale per il presunto dolo, cioè la volontà di commettere questi atti, o la presunta colpa nell'aver agito in questa vicenda. Ne deriva che, stando a questa ricostruzione, la Regione non sarebbe responsabile, ma semmai parte lesa in tutta questa vicenda.
C'è quindi un conflitto di interessi fra l'Assessore e la Regione. Se si parte dall'allegazione dei fatti come enunciata, direi decisamente di sì; fra l'altro, si indica che l'Assessore in particolare avrebbe mentito alla Giunta regionale per aver dichiarato - cosa che risulta a verbale di una deliberazione del 2003 puntualmente richiamata - che la proposta presentata dall'avvocato Giampiero Tasco di Roma in data 27 marzo 2003, che riguardava la chiusura di una trattativa avviata nella legislatura precedente, non si è potuta concretizzare per le difficoltà riscontrate dalla società Casino S.p.A. nella definizione del contratto di locazione. Non sappiamo se questa vicenda avrà un accertamento o meno, ma l'indicazione da parte di chi agisce, che un Assessore abbia mentito alla Giunta regionale e che l'abbia indotta ad adottare delle deliberazioni contrarie a quello che sarebbe stato forse il suo convincimento se fossero state rappresentate difformemente, credo che faccia scattare un campanello di allarme a chiunque debba decidere da che parte stare o non stare per assumere una posizione semmai di estraneità alla vicenda o di attesa in ordine alla vicenda. Si afferma ancora che la Giunta avrebbe deciso sulla base di un erroneo convincimento e di allegazioni chiaramente false. La Giunta chiederà di verificarlo? Se sarà confermato che l'Assessore ha ingannato la Giunta, potrà la Regione esimersi dal chiedere i danni al proprio amministratore? Crediamo di no. Non abbiamo le garanzie assolute che il legale incaricato di corsa dalla Giunta regionale persegua un obiettivo di accertamento di verità a rischio di andare contro gli interessi di chi lo ha incaricato.
Terzo aspetto: se la Giunta ha valutato in modo attento ed imparziale l'incompatibilità della propria posizione rispetto a quella del proprio Assessore. Ecco, questo, stando alla lettura della delibera adottata dieci giorni fa dalla Giunta regionale, si direbbe di no; credo che il minimo che si possa dire è che è una delibera un po' leggerina. Non sappiamo per la dovuta riservatezza sulle vicende di Giunta se tutti gli Assessori abbiano preso conoscenza del contenuto della citazione che riguarda anche il loro stesso operato in passato o l'operato di persone a loro vicine, e probabilmente lo ha fatto per essi il Presidente, che non avrà mancato di dare delle spiegazioni ed alcuni dettagli che riguardano anche il proprio ruolo nella vicenda in giudizio. Sicuramente il Presidente Rollandin avrà spiegato puntualmente la verità circa una presunta telefonata all'amministratore delegato della società per esortarlo a sospendere le trattative in questione oggetto di quella famosa delibera che è contestata all'Assessore Marguerettaz. Sicuramente avrà spiegato anche il senso dell'eventuale incontro avvenuto fra il Senatore - oggi Presidente - e l'Assessore Marguerettaz, nel quale sarebbe stato deciso l'incarico al CdA della Casino de la Vallée di silurare il dirigente che oggi ha attivato il proprio giudizio...lo avrà certamente fatto! Ma, anche qui, la posizione del Presidente della Regione non è molto cristallina, non è forse il più indicato - non voglio mettere in dubbio la buona fede - a valutare obiettivamente le ragioni della nostra amministrazione in una vicenda in cui non pare, stando alle allegazioni di chi l'ha attivata, essere del tutto estraneo. Quindi quando si scrive in una delibera: "valutata l'opportunità che la Regione si costituisca in giudizio" e non si dà nessuna spiegazione, si lascia aperta ogni interpretazione sul ruolo che si può assumere. La questione è in buone mani, visto che è affidata ad uno degli studi più prestigiosi d'Italia, che addirittura fa capo all'attuale Vicepresidente del Consiglio superiore della Magistratura, l'Onorevole Michele Vietti che, detto per inciso, è fra le personalità del mondo politico fra le più avvezze ad affrontare questioni di conflitto di interessi, come ha dovuto fare in passato nell'ambito della sua azione politica. Non è, tengo a precisarlo per ovvie ragioni, l'avvocato Vietti l'avvocato incaricato dalla nostra Amministrazione.
Quarto e ultimo punto: la Regione è effettivamente in causa a sostegno del suo Assessore? Su questo credo che i colleghi dell'opposizione, di quella che da oggi è la "residua opposizione", abbiano dato una lettura attenta e giudiziosa degli atti e che siano giunti tutti alla stessa conclusione, ovvero non è in causa a sostegno dell'Assessore Marguerettaz, perché se anche solo fosse ravvisata la fondatezza di una parte degli addebiti, questo non potrebbe che portare ad agire contro il proprio Assessore e non a suo favore. C'è, in questo, un insanabile conflitto di interessi fra l'Assessore e la Regione che ha, come conseguenza di natura assolutamente politica, la sfiducia presentata nei suoi confronti. Non si può ammettere che ci si faccia scudo giudiziario con la Regione per difendersi in una vicenda giudiziale che vede la Regione come potenziale - ripeto, anche solo potenziale - ipotetica parte lesa: questo è inammissibile, ragione per la quale riteniamo che l'Assessore debba in questo momento dimettersi e che, se non lo fa, debba essere questo Consiglio a dichiararlo decaduto dalle proprie funzioni. Ora, non ci facciamo particolari illusioni che questo avvenga...sarebbe una prima assoluta che una maggioranza non si assolva! Ma chiediamo ai colleghi di essere sufficientemente onesti con loro stessi nel valutare questa questione e nel trarne le dovute conseguenze; poi la giustizia fa il suo corso, per fortuna, un corso in questo caso che ha natura civile e non penale. Le vicende proseguono, ci saranno forse delle scampagnate...potremmo anche organizzarle collettivamente, visto che l'ex Presidente Perrin, l'ex Consigliere Cesal, l'ex Presidente Dino Viérin, l'ex Consigliere nonché Presidente della S.p.A. Servizi, Fedele Borre, il nostro stimatissimo Presidente del Consiglio, il collega La Torre, l'Assessore Pastoret, l'ex Assessore Vicquéry e anche chi vi parla avranno l'onore, forse, figurando nella lista dei potenziali testimoni, l'onore di andare a discutere della questione in altro palazzo!
Qui la politica chiede chiarimenti, però, e li chiede anche sul piano strettamente politico, perché nel proprio atto in giudizio l'Assessore Marguerettaz si nomina capo corrente di una corrente vincitrice alle elezioni regionali del 2003, ometto la citazione testuale che è stata anche riportata dalla stampa, ma ci precisa che la maggioranza del 2003 sarebbe nata su un preciso programma elettorale di svolta rispetto alla maggioranza precedente e questa è una novità. Ci informa inoltre che la nomina del Consiglio di amministrazione del dicembre 2002 - qualcuno dovrebbe ricordarselo, in quest'aula, faceva parte di quella Giunta, non io in quel momento - fu un colpo di mano - dell'allora Presidente Viérin, evidentemente - pochi mesi prima delle elezioni del 2003. Apprendiamo anche - cosa sorprendente in termini numerici, trattandosi poi di persone avvezze a maneggiare i numeri - che dalle elezioni regionali la maggioranza uscì punita; era nostra memoria che fossero passati i partiti della maggioranza da 17 a 18 consiglieri uno e da 3 a 4 l'altro, ma evidentemente è un genere di risultato che in una particolare chiave di lettura deve essere letto come punizione (questo fa però parte delle vicende politiche che saranno discusse in separata sede). Qui, ad un Assessore che ci permettiamo di dire non ha "brillato" in questi anni per i disastri immani che sono sul suo tavolo...pensiamo alle vicende ferroviarie, a quelle aeroportuali, ad una gestione non consona di vicende alberghiere, sicuramente divertente la questione, per noi no, sicuramente no per i pendolari, per i contribuenti valdostani, ma comunque fa parte di apprezzamenti che ciascuno può esprimere...ad un Assessore che non ha brillato in questi tre anni di legislatura, chiediamo di riconoscere l'assoluta improprietà dell'azione commessa nel citare la Regione Valle d'Aosta in giudizio e di rassegnare le proprie dimissioni o, in difetto, di andare al voto su questa richiesta. Grazie Presidente.
Président - La parole à la Conseillère Carmela Fontana.
Fontana (PD) - Innanzitutto devo esprimere il mio disagio nel dover parlare di una persona e di un collega, perché il limite fra un discorso politico e la considerazione personale è molto incerto e permane la responsabilità di ciascuno di noi di mantenere alto il profilo e il livello del dibattito.
Il problema è noto: l'attuale Assessore al turismo nella precedente legislatura rivestiva l'incarico di Assessore alle finanze e già pochissimo tempo dopo la sua elezione aveva caratterizzato la propria attività con un'offensiva nei confronti dell'allora Consiglio di amministrazione della Casino S.p.A., a partire dal piano di sviluppo a lui consegnato nel mese di agosto nel 2003 e non divulgato per molto tempo alla commissione consiliare competente e al Consiglio regionale. Nei mesi seguenti il contrasto con la maggioranza della Giunta regionale e il contrasto con la maggioranza UV e Democratici di Sinistra che sosteneva la Giunta Perrin, l'allora Assessore alle finanze fece di tutto per portare alle dimissioni il Consiglio di amministrazione della Casa da gioco di Saint-Vincent, riuscendovi, il 10 dicembre 2003: tutto già ad evidenziare che il comportamento dell'Assessore allora non esprimeva il parere maggioritario dell'Esecutivo, né del Consiglio. Comunque chi fu danneggiato da quell'iniziativa oggi chiede i danni all'Assessore e questo è un problema che è in mano alla Magistratura; noi attendiamo con totale rispetto della separazione dei poteri il verdetto del Tribunale di Aosta.
Ciò che non va è che la Giunta regionale, invece di costituirsi parte lesa nei confronti dell'Assessore, si costituisce adesso assumendosi tutti i rischi e la responsabilità connessi al suo comportamento. Siamo arrivati al totale ribaltamento della correttezza e della giustizia, cosa peraltro che va di moda in tutto il paese e che anche nella Valle d'Aosta evidentemente sta cominciando a prendere piede. Su questa parte del problema ci riserviamo di valutare la situazione, ma non escludiamo nuove e precise iniziative; peraltro, la costituzione in giudizio a favore dell'Assessore decisa dalla Giunta regionale impedisce che esista una lite pendente fra Amministrazione regionale e Assessore, cosa che comporterebbe il suo decadimento da Consigliere regionale. Resta tuttavia il fatto di un palese e grave conflitto di interessi, che in un paese civile farebbe scattare immediatamente il senso di responsabilità civile e politica nella persona interessata, la quale avrebbe già presentato le sue dimissioni almeno dall'incarico in quella Giunta che si è presa la responsabilità civile al suo posto. Ricordo, a questo proposito, le dimissioni di un ministro tedesco per aver parzialmente copiato una tesi di dottorato e di un ministro giapponese per un regalo non dichiarato del valore di 400 euro...qui si tratta di quasi 1.000.000 di euro!
Visto che non vi è stata una sensibilità civile e politica corrispondente alle nostre aspettative basate sulla conoscenza diretta e sulla stima che abbiamo nei confronti del collega Marguerettaz, siamo stati costretti a presentare questa mozione di sfiducia ai sensi della legge regionale n. 21/2007. Ci auspichiamo, come Partito Democratico, che il dibattito sia sereno e approfondito, si mantenga sul piano politico e sbocchi in una valutazione in cui ciascuno di noi esprima la propria convinzione profonda. Ciò si realizzerebbe con facilità se l'attuale Assessore al turismo presentasse le sue dimissioni dalla Giunta regionale; sarebbe un gesto di grande correttezza politica che consentirebbe, in caso di assoluzione in tribunale, di poter riprendere a breve le sue funzioni con una credibilità ben superiore a quella che avrebbe nel caso rimanesse attaccato alle funzioni che ricopre. In fondo questa mozione, più che ad una scelta del Consiglio regionale, porta ad una riflessione personale di Aurelio Marguerettaz ed a quanto saprà essere leale verso il popolo valdostano. Grazie.
Président - La parole au Conseiller Lattanzi.
Lattanzi (PdL) - Grazie Presidente.
Cari colleghi che avete presentato questa mozione di sfiducia, se aveste modificato le argomentazioni probabilmente saremmo anche stati d'accordo a chiedere le dimissioni dell'Assessore Marguerettaz per la liquidazione elargita all'ex Direttore generale del Casinò per i danni subiti dall'Amministrazione regionale negli anni in cui lui governava quell'ente pubblico. Peraltro, saremmo in piena coerenza con quello che avevamo richiesto come Popolo della Libertà in quegli anni; in un certo senso ci sentiamo anche i mandanti dell'Assessore Marguerettaz, perché alle sue centinaia di lettere o di rilievi sulla cattiva gestione della casa da gioco, noi puntualmente sollecitavamo con centinaia di interpellanze la richiesta di licenziamento in tronco di quel Consiglio di amministrazione che, a nostro avviso, era totalmente incapace, come poi si dimostrò dai bilanci, che regolarmente ogni anno dovevamo coprire per decine di milioni di euro l'anno! Denari dei cittadini che venivano sperperati da una gestione evidentemente non coerente con quelle che noi chiamavano "le logiche del mercato" e i bisogni di quella casa da gioco. Ancora oggi stiamo sanguinando, abbiamo dovuto modificare i regolamenti di ridistribuzione dei proventi per cercare di salvaguardare i posti di lavoro; ancora oggi paghiamo, a nostro avviso - è questo un giudizio politico, non giudiziario -, i danni di quella cattiva gestione. Devo dire che ci stiamo solo adesso riprendendo da qualche minuto dalla requisitoria del "magistrato" Louvin che ha scambiato questa per un'aula di tribunale...noi ci riprendiamo ritornando alla politica, cioè ricordando i fatti.
Il collega Louvin ha fatto una lunga requisitoria utilizzando una citazione che il cittadino Trentaz ha fatto nei confronti del "presunto" cittadino Aurelio Marguerettaz; devo dire che noi non entriamo nelle questioni giuridiche, rimaniamo a quelle politiche e facciamo fatica a disgiungere l'attività del cittadino Marguerettaz dalla sua carica di amministratore. Peraltro l'atto citato dal collega Louvin, cioè quello della Giunta a propria difesa dalle richieste di chicchessia, quando questo avviene lo consideriamo un atto dovuto. Ma oggi non stiamo facendo il processo a Marguerettaz o a Trentaz di tipo giudiziario, dobbiamo esprimere un parere politico; ci viene chiesto se riteniamo se, alla luce di quello che il cittadino Trentaz chiede al signor Aurelio Marguerettaz, siamo disponibili oggi a votare una richiesta di dimissioni e quindi di sfiducia all'Assessore stesso. Ripeto: per motivazioni diverse forse avremmo potuto essere d'accordo. Oggi l'unico rincrescimento è che abbiamo dato 1.310.000 euro ad un amministratore, 2.500.000.000 di vecchie lire, per aver mal lavorato, il quale signore ha firmato anche una liberatoria secondo cui nulla avrebbe più richiesto a questa Amministrazione; oggi però lui sostiene una cosa diversa e non so se lo fa per trovare una via nuova, o per trovare dei soldi, o perché convinto di essere perseguitato dal signor Marguerettaz, cioè fa una richiesta di danni d'immagine e professionali.
Allora noi rimaniamo all'atto politico e, per quanto possiamo aver contestato nel passato la non tempestività del licenziamento dell'amministratore Trentaz all'Assessore Marguerettaz, oggi noi l'unica cosa che gli possiamo rivolgere è questa, politica. Non possiamo certo accusarlo di averlo mandato via, perché era la cosa che avevamo chiesto più volte alla luce di rilievi puntuali di decisioni che noi contestavamo sotto l'aspetto della gestione di quell'azienda. Oggi il signor Trentaz chiede 900.000 euro al signor Marguerettaz, la Regione si costituisce a sua difesa...mi sembra un atto dovuto e logico! Credo che vada lasciato al giudice spiegare chi è responsabile di che cosa, se è dovuto il denaro che il signor Trentaz richiede, se quello che il Consigliere regionale Marguerettaz, nell'ambito delle sue funzioni a nostro avviso ha fatto, cioè firmare una serie di rilievi che contestavano le mala gestio di quel percorso e di quel periodo e che hanno portato alla dimissione, che mi risulta essere un atto possibile da parte di chi rappresenta un azionista, cioè rilevare un amministratore che si ritiene non più compatibile con le scelte strategiche e gestionali dell'azienda.
Noi ci fermiamo qui, collega Louvin, non facciamo né i "Perry Mason", né i "Boccassini" della situazione, ci fermiamo qui ed esprimiamo un giudizio politico. Oggi le dimissioni di Marguerettaz non vanno chieste per queste argomentazioni, semmai potevano essere richieste in tempi passati, come avevamo fatto, per motivazioni diverse. Ci sembra oggettivamente poco politico cavalcare una roba di questo tipo; evidentemente l'operazione, anche viste le persone coinvolte, è interessante sotto l'aspetto politico e quindi cavalcabile da chi deve...noi conosciamo bene quale sia il ruolo dell'opposizione, possiamo anche capire che questo avvenga, ma devo dire che sinceramente e francamente l'operazione del signor Trentaz nei confronti di un amministratore di questa Regione e di quello che l'amministratore rappresenta è condannabile tanto quanto chi querela consiglieri regionali nell'ambito delle proprie funzioni. Non disconosciamo la possibilità che l'opposizione abbia di fare questa cosa, riteniamo che politicamente queste questioni di tipo giudiziario, querele, denunce e diffamazioni che vengono utilizzate con il ventilatore dentro quest'aula non portino bene, né a chi le propone, né a chi le sostiene.
Siamo quindi assolutamente contrari a questo tipo di procedura.
Président - La parole au Conseiller Salzone.
Salzone (SA-UdC-VdA) - Grazie Presidente.
Ancora una volta questo è un dibattito che appassiona poco, dobbiamo dire, e confessiamo che non abbiamo ben compreso se questa vicenda relativa alla mozione di sfiducia all'Assessore Marguerettaz possa inquadrarsi nel panorama del cosiddetto "teatrino della politica", ossia un'operazione che nasconde fatti così misteriosi che evidentemente non conosciamo e che comunque, da una lettura seppur parziale degli atti, non abbiamo proprio colto. Riconosciamo che l'opposizione debba svolgere il proprio ruolo e possa farlo come meglio ritiene opportuno, ma - per quello che ci riguarda - cercare di trasformare l'aula del Consiglio regionale in un'aula di giustizia francamente non può trovarci partecipi, sia per una questione di merito che ci vede incompetenti, sia perché quella visione giustizialista tipica della sinistra non ci appartiene.
La questione di merito che riguarda la causa promossa dal signor Trentaz contro Aurelio Marguerettaz ed il ragionier Bo avanti al Tribunale di Aosta non può, per ovvi motivi, essere oggetto di discussione in Consiglio regionale: la motivazione deriva dal fatto che ogni decisione sulla fondatezza o meno di tale domanda è demandata alla Magistratura competente. Dalla lettura degli atti comunque emergono in tutta evidenza due osservazioni: i comportamenti o le azioni addebitate all'Assessore Marguerettaz costituiscono in modo inconfutabile estrinsecazione non solo dei poteri, ma anche dei doveri della Regione e dei suoi organi, pur nel rispetto degli stessi poteri degli amministratori del Casino de la Vallée, società che, all'epoca, era partecipata quale socio di maggioranza dalla Regione. Il signor Trentaz ha sottoscritto all'epoca una risoluzione consensuale del rapporto di lavoro con il casinò, che prevedeva la corresponsione in suo favore della complessiva somma di 1.345.000 euro lordi, a fronte della rinuncia di ogni impugnativa anche per indennità risarcitorie nei confronti del casinò e, di conseguenza, del socio di maggioranza: la Regione Valle d'Aosta. Ne consegue che il signor Trentaz, a fronte dell'ingente somma di denaro ricevuta, era impossibilitato ad agire per via giudiziaria a qualsivoglia titolo nei confronti della Regione. L'Assessore Marguerettaz è stato citato personalmente per una richiesta danni di circa 900.000 euro per presunte azioni lesive compiute indubbiamente nella veste di Assessore regionale e aveva quindi tecnicamente l'obbligo, ai sensi dell'articolo 166 e 167 del Codice di procedura civile, pena la decadenza dall'azione di manleva, di chiamare in causa quale garante la Regione e le compagnie assicurative che garantiscono per la responsabilità civile gli amministratori pubblici.
La chiamata in causa della Regione Valle d'Aosta infatti, come si legge chiaramente nella memoria difensiva depositata in causa dall'Assessore, trae fondamento dalla sottoscrizione da parte della Regione in qualità di contraente e con beneficiario l'Assessore Marguerettaz, di polizze assicurative volte a garantire eventuali danni verso terzi per atti od omissioni compiute dal medesimo nella qualità di Assessore. La sottoscrizione di tali polizze, con beneficiario l'Assessore Marguerettaz, esprime chiaramente come la Regione stipulante abbia interesse ed obbligo a mantenere lo stesso Assessore indenne e garantito da pretese di danni di terzi per attività od omissioni concernenti il suo mandato. Ed infatti in giudizio presso il Tribunale di Aosta sono state citate non solo la Regione autonoma, ma anche le compagnie assicuratrici con le quali la Regione aveva stipulato suddette polizze. Dalle considerazioni sopraesposte deriva che la chiamata in causa dalla Regione, disposta dall'Assessore Marguerettaz, è fatto meramente tecnico imposto dalle norme procedurali che regolamentano il processo civile, ed effettuata dall'Assessore nell'interesse della stessa Regione, la quale, per il tramite delle assicurazioni contraenti, ha interesse a mantenere il medesimo Assessore indenne e garantito da pretese di danni di terzi, ove ritenute dalla Magistratura competente fondate.
Per questi motivi non riscontriamo vizi di incompatibilità e, annunciando già la dichiarazione di voto, respingiamo con convinzione la proposta di sfiducia presentata contro Aurelio Marguerettaz dall'opposizione.
Président - La parole au Conseiller La Torre.
La Torre (FA) - Grazie Presidente.
Se la norma per la separazione delle carriere - che si vuole introdurre per i magistrati - fosse applicabile per i consiglieri regionali, oggi mi verrebbe da dire che il collega Louvin ha scelto la carriera del PM, e questo anche sorprendendo un po', perché si dissocia da quella che è la sua natura...essendo lui un avvocato dovrebbe essere portato più alla difesa che, invece, a sottolineare le accuse! E lo fa non solo nella sua veste, ma lo fa anche con le parole, perché apre il suo intervento dicendo cose giuste e inerenti al suo ruolo di avvocato, dice che non è un'aula di tribunale, questa, nel senso che è un Consiglio regionale, non siamo qui ad esprimere dei giudizi, ma prosegue poi da PM in tutto il suo intervento e va in una direzione completamente opposta! Così come è opposto il documento che viene presentato che, nell'esprimere la sfiducia, va oltre quella che è una semplice visione giustizialista, è più che una visione giustizialista, è una visione giustizialista in prevenzione, cosa che è a mio avviso assolutamente inaccettabile!
Credo che questa sia una vicenda non semplice, ma che esce ormai dall'ambito amministrativo e che viene portata - giustamente o non giustamente, ma non è questo quello che possiamo dire - in un piano processuale e quindi di altri palazzi, per cui credo che ci voglia un rispetto nell'affrontare queste cose: rispetto nei confronti dei soggetti, rispetto nei confronti delle istituzioni che saranno chiamate a dover dirimere questa faccenda che non fa piacere a nessuno. Non fa piacere al collega Marguerettaz, non fa piacere a noi e probabilmente neanche a Trentaz, non lo so, ma credo ci voglia rispetto nell'affrontare queste cose, e il rispetto impone che non sia un argomento di quest'aula posto in questi termini accusatori e già forcaioli - consentitemi di dirlo -, ma che il rispetto sia negli atti che la Regione fa e deve fare e che il Presidente, in rappresentanza dell'Amministrazione, porta avanti, atti legittimi e dovuti.
E qui si deve fermare la discussione perché la discussione in questi ambiti deve restare e, in questo senso, come hanno già espresso i nostri colleghi, anche noi rigetteremo la vostra richiesta di sfiducia.
Président - La parole au Conseiller Donzel.
Donzel (PD) - Grazie Presidente.
Egregi colleghi, non credevo di dover intervenire, perché ritengo sia stata estremamente chiara la Capogruppo Fontana su questo argomento, così come anche l'illustrazione del collega Louvin. Però, notando la malafede dei colleghi della maggioranza nuova, che hanno usato davvero un linguaggio che giudico consono al Parlamento romano, accusandoci di giustizialismo, eccetera, tirando fuori la sinistra giustizialista, eccetera, e non ascoltando le parole pronunciate dalla collega, che avevano ben altro tono, non essendosi neanche andati a leggere gli atti, e quindi intervenendo completamente a sproposito rispetto all'impostazione che era stata data a questo dibattito...ma ovviamente bisogna far vedere chi è il più bravo fra Stella Alpina, PdL e Fédération a difendere Marguerettaz, chi di loro tre è il più bravo e avrà un posto in un consiglio di amministrazione per questa difesa...siamo alle scenette di Scilipoti e compagnia bella...allora dico con chiarezza: io ritengo che Marguerettaz sia una persona innocente che abbia tutto il diritto di difendersi in un'aula di tribunale.
Qui non c'è nessuna aula di giustizia, l'avete chiamata in causa voi, qui invece è in causa un altro ragionamento, profondamente diverso, e se voi aveste letto gli atti sapreste che a portare qui, questo dibattito, è stato l'Assessore Marguerettaz, non noi! È stato lui che con i suoi tre avvocati...tre, non uno, tre!...non è un povero signore abbandonato in mezzo alla strada che ha il suo piccolo avvocatino, ne ha tre, e ai suoi tre avvocati fa scrivere: il convenuto Marguerettaz domanda, qualora venga accertata una sua eventuale responsabilità e pronunciato un qualsiasi tipo di condanna - anche quella gravissima che dice sei colpevole, io penso che sia innocente, però scrivono gli avvocati, mica ho scritto io, scrivono gli avvocati Chieppa, Pumo e Raffaelli -, qualora sia pronunciata qualsiasi condanna in suo danno, cioè sia condannato, di essere però ritenuto indenne e manlevato dalla Regione! Allora qui, ragazzi, ci ha portato l'Assessore Marguerettaz, scrivendo questa cosa nella memoria difensiva, cioè dicendo: se io sono condannato, sono colpevole, paga "mamma Regione"! Ah, grazie! È pure taccagno questo Assessore! Cioè: seppure viene trovato colpevole, pagano gli altri! E perché in caso di colpevolezza dovrebbe pagare la Regione? Dice dopo: se proprio mi va male nella difesa, dico che ho agito in nome e per conto dell'Amministrazione regionale...lo dica subito che ha agito in nome e per conto della Regione e diventa una causa... ma non poteva impostarla in quel modo lì, perché in quel caso sarebbe stato ancora più evidente il conflitto di interessi, quindi cerca di sbrogliarsela da solo, però nel caso in cui risultasse colpevole dice: ragazzi, pagano i cittadini valdostani!
Tanto per essere chiari, la chiamata in causa della Regione Valle d'Aosta trae altresì fondamento dalla sottoscrizione da parte della stessa, in qualità di contraente beneficiario, l'Assessore Marguerettaz, di polizze di responsabilità verso terzi per gli atti e le omissioni di questi (quindi siamo pure assicurati in quanto Assessori, facciamo pagare le polizze di assicurazione). Quindi questa non è un'aula di tribunale; qui nessuno, votando quella mozione, dice che Marguerettaz è colpevole: è falso dire questo, in quest'aula, davanti a gente che ascolta, qui non c'è nessuno che ha detto che Marguerettaz è colpevole! Qui si dice semplicemente: Marguerettaz si difenda in sede di processo civile con tutti gli avvocati che vuole prendere a suo nome, eccetera, faccia il suo processo e vada a difendersi, ma non tiri in ballo la Regione a suo sostegno...
(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)
...allora, se invece - come avviene - chiama in ballo la Regione, certamente si apre un contenzioso anche con la Regione stessa! Anche qui la delibera vi invito a leggerla, non è scritto da nessuna parte che la Regione interviene in causa ad adiuvandum a Marguerettaz, ma dice solo che la Regione si costituisce in giudizio, quindi in evidente situazione di conflitto di interessi con il suo stesso Assessore! Queste sono le parole con cui si dice questa cosa e naturalmente la Regione, costituendosi in giudizio, assume un avvocato e paga con i soldi dei contribuenti.
È assolutamente evidente che qui le sentenze le hanno pronunciate Lattanzi, condannando Trentaz, e l'Amministrazione, tirando in causa una serie di questioni che qui non sono state chiamate in causa, cioè valutare o meno se adesso funziona il casinò o se funzionava prima. Poi ha usato anche un termine che non è molto simpatico: siamo stati i "mandanti" di Marguerettaz...potrebbe anche avere risvolti giudiziari, non lo so, ma è un termine che preferirei non usare in un'aula...siamo stati i mandanti di Marguerettaz! Allora mandanti di Marguerettaz, che è chiamato in causa perché (leggo): "le sue azioni presentino connotati del tutto analoghi a quelli del fenomeno conosciuto come mobbing, trattandosi di comportamenti reiterati al fine di distruggere sul piano professionale e umano un lavoratore". Non spetta a me giudicare se questo è o non è, lo deciderà un magistrato, ma questa è una cosa seria che deve svolgersi in un'aula di giustizia.
Noi diciamo: il Consigliere Marguerettaz lascia la sua carica di Assessore e si difende; quando è assolto ritorna con tutti gli onori a sedersi su quegli scranni. E non facciamo invece quelle azioni a cui abbiamo assistito più volte, tipo quella che abbiamo visto ieri, che una maggioranza deve pronunciarsi su questioni che, invece, dovrebbero andare nelle aule di tribunali con una cert'altra procedura. D'altronde non mi stupisce la vostra reazione animata. Ieri, in Parlamento, una parte vostra è riuscita a dire che Berlusconi agiva per conto dello Stato ritenendo una ragazza nipote di Mubarak, quindi si è riusciti a fare queste cose...figuriamoci se non riuscite a sollevare polveroni in quest'aula! Se non avete neanche pudore e vergogna di dire ai cittadini che pensate che la signorina Ruby è la nipote di Mubarak, allora non vi tiene più nessuno! E infatti qualcuno è pure scappato e ha detto: ma sì, facciamo anche una legge per ricostituire il partito nazionale fascista, non vi arginate più, siete in via libera e già oggi ho notato che anche in Valle d'Aosta è arrivato il via libera da questo punto di vista!
Pertanto rigettiamo tutte le accuse che sono volte a dire che abbiamo emesso sentenze su Marguerettaz: noi non emettiamo alcuna sentenza, anzi, abbiamo la presunzione della sua innocenza. Quello che diciamo è che la procedura utilizzata per difendersi non è quella del cittadino comune, ma è quella di trincerarsi dietro e coprirsi le spalle in caso di condanna, così paga mamma Regione! Questo non lo trovo corretto... è questo lo spirito di questa mozione e quindi è una mozione che ha titolo ad essere posta in quest'aula, perché volta a tutelare gli interessi dei cittadini valdostani, di quelli che pagano le tasse, caro signor Lattanzi, di quelli che pagano le tasse...
Lattanzi (fuori microfono) - ...anch'io...
Donzel (PD) - ...la informo che anch'io ho una denuncia dei redditi, se ha qualcosa da rilevare nel merito della mia denuncia me lo faccia sapere! Assolutamente, caro collega Salzone, questa non è un'aula di tribunale e non permetto che qualcuno dica che qui si fa un processo...
Salzone (fuori microfono) - ...è un tono arrabbiato...
Donzel (PD) - ...è un tono arrabbiato perché lei ci ha accusato di essere qui a giustiziare Marguerettaz, è tutt'altra cosa: la giustizia seguirà un altro percorso in un altro luogo. Qui si dice: caro signore, dimostra la tua innocenza e poi occupa quel posto che ti spetta di diritto!
Anche qui, il fatto che Lattanzi abbia già anticipato la sentenza, è lui, Lattanzi, che parla di "presunto cittadino" nei confronti di Marguerettaz, cioè ha già deciso che il tribunale evidenzierà l'azione di Marguerettaz come l'azione di un Assessore. Questo lo deciderà il tribunale, è lei che ha parlato di presunto cittadino e sarà il tribunale a dire queste cose.
Quello che ci interessa è che questa cosa non tiri in ballo in modo inopportuno l'Amministrazione regionale.
Président - La parole au Conseiller Lattanzi.
Lattanzi (PdL) - Brevissimo Presidente, per una mozione di chiarezza. Visto che prendo atto della marcia indietro che dal piano giudiziario siete tornati al piano politico, quindi cercate di riportare sul politico la questione, io "politicamente" vi rilevo due cose.
A parte l'imbarazzo di vedere il Partito Democratico che si mette a difesa del mobbing di un lavoratore da 1.300.000 euro - saranno sicuramente contenti i vostri iscritti e i vostri lavoratori -, vado sul secondo ragionamento. Portate pazienza, ma stiamo parlando di vicende nelle quali voi tirate dentro la responsabilità politica di Marguerettaz...ma voi dove eravate? Mi risulta che il Partito Democratico fosse in maggioranza e addirittura esprimesse un Assessore in Giunta. Mi risulta che il Consigliere Louvin avesse incarichi istituzionali importanti nella maggioranza...o no? Eri in maggioranza, eri nell'Union Valdôtaine? Ah...no, perché sapete qui c'è una rimozione di memoria per cui quando voi parlate sembra che fino all'altro ieri voi non siete mai stati in maggioranza, voi non sapete nulla, non avete visto nulla, non dicevate nulla...le tre scimmiette: non vedo, non sento, non parlo! Noi l'abbiamo detto per 15 anni che voi dormivate e non facevate nulla, però adesso arrivare alla politica di responsabilizzazione per cui quando si parla del piano giudiziario la colpa è degli altri, quando si parla del piano politico la colpa è sempre degli altri, mi sembra politicamente scorretto! Quindi, collega Raimondo, visto che hai avuto l'opportunità di alzarti e di voler riportare - capisco l'imbarazzo - la questione non dell'aspetto giudiziario, viste le accuse che ti sono state mosse dai nostri banchi, ma sulla questione politica, mi permetto di rilevare che "politicamente" siete fortemente inadempienti!
Président - La parole au Conseiller Donzel pour deuxième intervention.
Donzel (PD) - Grazie Presidente.
Egregi colleghi, confermo in tutta serenità che non avete studiato, confermo in tutta serenità che state cercando di dire che noi facciamo marcia indietro. Non facciamo alcuna marcia indietro, ancora più convinti di prima, a seguito di questo dibattito, dell'azione che abbiamo fatto, tant'è che le leggo le dichiarazioni a verbale di un processo in cui si dice che nella seduta di una Giunta l'Assessore Marguerettaz - questi sono atti processuali, non sono voci - ha formulato una proposta di revisione del CdA per motivazioni essenzialmente di natura politica e di opportunità. Non le sto a leggere tutto il resto che lei avrebbe dovuto leggere, in fondo si dice (lo dice un Presidente della Giunta presente in quella sede, lei gli darà del bugiardo magari, ma lo dovrà dire in un'aula di tribunale): "preciso che non sono state fatte in Giunta valutazioni di merito sull'operato del CdA". Allora nessuno contesta che Marguerettaz e la maggioranza avessero tutta la possibilità di dire: ma questo Consiglio di amministrazione mandiamolo "a stendere", si viene, si vota e si manda a stendere. Se non lo hanno fatto, è stato perché c'erano valutazioni politiche per non farlo. Cosa c'entra questo con le accuse che vengono mosse al signor Aurelio Marguerettaz? Non si mette mica in discussione che i Consigli di amministrazione non possano essere rimossi, qui si parla di modalità di azione. Quindi la invito a leggersi le carte prima di intervenire in aula!
Président - Pas d'autres? Je ferme la discussion générale.
La parole au Président de la Région, Rollandin.
Rollandin (UV) - Grazie Presidente.
Ho ascoltato con attenzione gli interventi dei colleghi. La premessa di questo dibattito è stata che si tratta di una mozione politica, questo è il tema, lo svolgimento è stato: "apriamo il processo"...tant'è che nella discussione portata avanti si sono voluti sottolineare i punti che sono oggetto di contestazione nell'atto di citazione: cosa ne è del management, dubbi su quanto è successo, eccetera.
Vorrei sottolineare alcuni aspetti, il primo: credo che faccia pensare come mai dopo sette anni uno svolga un'azione di questo tipo. Se ci sono delle situazioni che possono essere verificate, mi sembrerebbe il minimo dare corso all'insoddisfazione e men che meno arrivare a quell'accordo molto dettagliato, l'accordo finale dei rapporti che nel 2004 chiude quella che è l'attività dell'amministratore delegato come dirigente, nel quale si dice naturalmente a fronte di una serie di azioni, che il dirigente è libero da ogni impegno e vincolo professionale a far data dal 1° luglio 2004, l'erogazione della somma di euro 953.000 assolve ogni pretesa del dirigente di indennità supplementare e maggiorazione per età ed esclude ogni impugnazione della risoluzione del rapporto di lavoro, al quale il dirigente espressamente rinuncia con la sottoscrizione del presente atto, dovendo intendersi, il rapporto stesso, risolto contestualmente a far data dal 30 giugno 2004. Se questo ha un senso, vorrebbe dire che da questa data non c'è più possibilità di svolgere azioni nei confronti di...e, invece oggi, dopo sette anni, non è forse un'anomalia sospetta?
La società dichiara di non avere nulla da lamentare per l'attività, poi dopo si dice che le parti comunicheranno fra loro il testo delle rispettive comunicazioni all'interno della società e all'esterno della stessa e della cessazione del rapporto, le comunicazioni dovute al fisco, eccetera; il dirigente si impegna a riconsegnare alla società l'autovettura Jaguar modello X tipo 3 Executive e dichiara - la società - di mettere a disposizione un posto auto nel garage del casinò, purché in data anteriore la stessa non abbia necessità di utilizzare per scopi diversi il suddetto garage. Il dirigente potrà trattenere senza alcun corrispettivo il telefonino cellulare, marca Samsung, mantenendo l'attuale numero telefonico. Ora, mi sembra una risoluzione consensuale piuttosto dettagliata, anche a dire il posto macchina, il cellulare, come avviene. E oggi, a sette anni, ci troviamo a discutere di una mozione addirittura di sfiducia all'Assessore, che fa parte di una Giunta che non ha nulla a che vedere con quello di cui si parla; in più si citano una serie di fattori cercando testimonianze anche fra coloro che sono presenti in questa sede, quindi si vuole innestare una vicenda su fatti che sono riferibili a tempi completamente diversi e che hanno avuto una loro logica conclusione con questo atto... ora mi sembra francamente un po' anomalo!
Noi come Giunta, e qui è la delibera di Giunta dove abbiamo dato l'incarico al dottor Yeuillaz dello studio dell'Onorevole Vietti, perché questo non deve...sì, capisco che è stato detto en passant dal collega Louvin, come en passant posso dire che il dottor Scipioni, legale di Trentaz, ha la stessa mail dello studio Louvin, ma è un caso anche qui, difatti è domiciliato in via Lostan. Per cui capisco che il collega Louvin è più informato di noi...perché è dello studio! Ma il dottor Louvin è anche testimone, quindi è in una situazione molto interessante: consigliere, testimone, avvocato! E che! Fa tutto lui! Se la canta e se la suona da oggi, ho capito che è una bella giornata per lui; però, onestamente, qual è il risultato? Di voler dire che Marguerettaz alla fine non ha mica lavorato tanto bene con i ferrovieri, tant'è che c'è una petizione dei ferrovieri stanchi, quindi non va bene...allora, caro Marguerettaz, devi andare a casa! Qui dobbiamo capirci: se il discorso è che Aurelio Marguerettaz non è simpatico e non va bene, ditelo, ma questo non giustifica una mozione che era iniziata come una mozione politica...qui siamo un po' fuori dal seminato!
La delibera di Giunta dà incarico, perché voglio sottolinearlo ancora una volta, Marguerettaz in quel caso è citato come persona, ma giustamente era la persona che aveva un incarico ufficiale di Assessore e, come tale, aveva preso delle iniziative che - ricordo - al di là delle dichiarazioni che compaiono sempre in Giunta...ma io non ho capito, l'altro non c'era...ma in quel momento c'era anche un Presidente della Giunta, nel 2004, di cui non ricordo il nome, ma che gestiva la Giunta...
(interruzione del Consigliere Louvin, fuori microfono)
...può darsi, comunque se si vuole imputare tutto questo discorso alla Giunta bisogna tener conto dei personaggi che hanno delle responsabilità. Se si vuole fare un discorso del genere, francamente è una mozione che non ha nulla di concreto, non c'è un punto che possa essere addebitato alla funzione che svolge oggi Aurelio Marguerettaz. Quindi francamente ci stupisce che ci sia stato questo tipo di impostazione per cercare di dimostrare cosa...che al momento si poteva fare diversamente? Può darsi, ma è stato detto e doveva essere detto da chi c'era allora, oggi è un altro discorso! Oggi, per fortuna, nel casinò - come diremo dopo - sono state fatte scelte diverse e ci sono situazioni diverse. Può darsi che anche oggi si facciano degli errori, ma credo che andare dopo anni a dire: adesso chiedo le dimissioni di quello che... adesso lui è qui, ma potrebbe essere onorevole e dovrei fare una mozione... se vado a vedere cosa ha fatto Nicco, dico: ma perché è ancora lì, dovrebbe dimettersi! Capisci che arriviamo ai paradossi...
Nella sostanza, la mozione di sfiducia trae origine dall'atto di chiamata di terzo notificato all'Amministrazione regionale dall'Assessore Marguerettaz il 24 febbraio 2011, a seguito della citazione del medesimo da parte del signor Trentaz, già amministratore e successivamente Direttore generale della casa da gioco e si fonda sulla pretesa incompatibilità dell'Assessore Marguerettaz per la lite pendente. In particolare, con atto di citazione in data 15 ottobre 2010, Trentaz ha convenuto in giudizio l'Assessore Marguerettaz unitamente al ragionier Bo, liquidatore della Gestione straordinaria, chiedendo il risarcimento dei danni conseguenti a presunte condotte illecite dei convenuti in relazione all'interruzione del rapporto di lavoro al casinò. L'importo di risarcimento è stato detto; l'Amministrazione, vista la chiamata in causa - è questa la motivazione - ha deciso, con delibera n. 709, di costituirsi in giudizio, non avendo potuto fare altrimenti a rischio di rimanere contumace, cioè senza possibilità di difesa in un giudizio nel quale si trova comunque coinvolta. Pur non competendo alla Giunta regionale di esprimersi in merito alla sussistenza di una causa d'incompatibilità sopravvenuta per lite pendente in capo ad un Consigliere, nel caso di specie non si può convenire con quanto affermato nella mozione di sfiducia.
Il Dipartimento legislativo e legale della Presidenza della Regione, su richiesta degli uffici della Presidenza del Consiglio, ha trasmesso a questi gli atti di citazione; l'istruttoria che è stata condotta relativamente a quanto previsto dalla legge regionale n. 20/2007 ha evidenziato che non sussistono i motivi per dare corso alla procedura di contestazione indicata all'articolo 8, comma 5, della legge n. 20, in quanto è ritenuta non comprovata la sussistenza della causa d'incompatibilità sopravvenuta per lite pendente a capo dell'Assessore Marguerettaz. Questo perché la legge regionale n. 20, all'articolo 5, comma 1, lett. a) prevede, sì, l'incompatibilità con la carica di Consigliere regionale in capo a "coloro che hanno lite pendente con la Regione, in quanto parte in un procedimento conseguente o promosso a seguito di un giudizio definito con sentenza pendente in giudicato. Tuttavia l'articolo 8, comma 1, lett. b) prevede che non costituisce causa di incompatibilità e ineleggibilità l'essere parte attiva in un procedimento civile o amministrativo. È indubbio che nel caso in esame l'Assessore è parte attiva nel procedimento civile instaurato in cui l'Amministrazione regionale è chiamata in causa in virtù del rapporto di immedesimazione organica - sono testi che mi ritrovo, non sono miei - che lega l'amministratore all'ente di appartenenza e nella cui veste egli ha agito nell'interesse della corretta amministrazione della casa da gioco". Questo per dire che la lite pendente e il conflitto di interessi che ne sta alla base deve riflettere la pretesa di un soggetto di conseguire una utilità per fatti del tutto avulsi dal mandato elettorale e quindi riflette un effettivo scontro di interessi, che non può ritenersi sussistente prima ancora che il giudizio abbia esito.
Voglio ricordare al collega Donzel che gli amministratori si pagano le polizze per i danni; andare a dire che a livello assicurativo paga "mamma Regione", mentre invece queste sono pagate direttamente dagli amministratori, credo sia grave, perché fuori dà l'idea che noi ne abusiamo, invece non è così. Quindi prego di tenere buona nota che non è con questo che cerchiamo di fare in modo che lui non paghi. Lui aveva l'assicurazione come tutti, pagata da lui, quindi questo è il discorso...solo per correttezza.
A conclusione, proprio perché a noi non interessa il processo in aula, la parte politica dichiara che è assolutamente contraria a questa mozione perché non ci sono ragioni politiche, men che meno tenuto conto e attualizzando quello che è, e seguiremo gli avvenimenti. Naturalmente siamo abbastanza dispiaciuti che si torni su elementi che risalgono ad anni e anni addietro...anche su queste questioni, o si ha la possibilità nell'immediato di fare riscontri...invece, dopo sette anni, inizia una causa civile per un discorso che era chiuso in modo consensuale! Permettetemi di dire che questo sicuramente non è un gesto molto bello, né da parte di chi lo fa, né per l'Amministrazione regionale che si vede coinvolta in una situazione di cui avrebbe fatto volentieri a meno. Grazie.
Président - La parole au Conseiller Donzel.
Donzel (PD) - Grazie Presidente. Una breve replica per ribadire la nostra serenità rispetto ad una mozione che non è un linciaggio politico, è un richiamare a procedure di maggiore serietà e trasparenza l'intera classe dirigente.
Siamo stati accusati di aver intentato un processo e lei, Presidente, avrà sicuramente capito le nostre intenzioni, però tutti poi alla fine ci si fa trascinare, e anche a lei è capitato di chiedersi come mai, dopo sette anni, uno fa queste azioni...è anomalo che si facciano! Certamente, ma lasciamolo dire al tribunale che è anomalo...perché lo dobbiamo dire noi? Ci sono delle persone che sono state scelte per fare quel mestiere, i magistrati, sappiamo che qualcuno ha in mente di sostituirli, di nominarli magari direttamente, così obbediscono al potere politico e non fanno più il loro dovere di imparzialità, però è una discussione che vedremo come va a finire anche a livello nazionale.
Dal mio punto di vista chiedevamo un gesto nobile all'Assessore Marguerettaz, su questo rimaniamo nella conferma di chiedergli questo gesto nobile di dimissioni. Intendiamoci: non verrebbe mica mandato a casa, rimarrebbe a sedere tra i banchi del Consiglio regionale, continuerebbe a percepire lo stipendio da Consigliere regionale, non verrebbe buttato in mezzo ad una strada come i ragazzi dei cantieri forestali, tanto per essere chiari! Sembra che lo prendiamo e lo buttiamo in mezzo ad una strada...ma non è questo che succede, semplicemente si fa un attimo da parte, si risolve questo contenzioso; stabilita la sua innocenza, torna fra gli applausi a fare questa cosa. Si vede che oggi, richiamati dalle sirene nazionali per cui, se si può scampare un processo e se la politica scende in campo per difendere chi deve andare davanti ai giudici, richiamati da questa cosa, certamente...
(interruzione del Consigliere Zucchi, fuori microfono)
...non ho alcun problema, Zucchi, a parlare di Assessori della Puglia...quello che state facendo in Parlamento rimarrà nella storia come la più grande umiliazione e vergogna di tutta la storia d'Italia! Ve ne state facendo carico voi, ma umiliate tutto un popolo che vi manderà a casa al più presto! Grazie.
Président - La parole au Conseiller Louvin.
Louvin (ALPE) - Per fortuna è intervenuto con tono consolatorio nei confronti dell'Assessore Marguerettaz, quindi riporta anche in termini di relatività questa vicenda, che è di una mozione di sfiducia politica, di discesa soltanto di un gradino dell'Assessore Marguerettaz rispetto ad un mandato elettorale che non gli abbiamo mai contestato, non c'è l'ombra di una sollecitazione a ritenere sussistenti delle cause di incompatibilità o di ineleggibilità da parte sua, non ne abbiamo mai fatto menzione e se ha ritenuto comunque il Presidente di fare riferimento a questo, sarà stato...
Presidente - ...chiedo scusa, collega Louvin, fuori c'è un po' di rumore, come voi capite, ve lo rappresento, se volete sentire... È chiaro che quando uno interviene con questo sottofondo già si spegne la voce, se ancora qualcun altro ci parla sopra, non si capisce più niente, per cui vi prego di abbassare il tono della voce. Grazie.
Louvin (ALPE) - Grazie Presidente. Non siamo disturbati da questo rumore di fondo.
Dicevo che non abbiamo mai messo in discussione questo, tanto meno c'è stata volontà o piacere di evocare vicende lontane, perché tutta la questione non è nata sette anni fa, è nata 70 giorni fa! Tutto nasce dal fatto che lei, Assessore Marguerettaz, porta in giudizio la Regione; quello che sta a monte e che abbiamo dovuto ricostruire - speriamo di averlo fatto in modo obiettivo, meno spiacevole possibile - è una premessa che era necessaria per far capire quanto lei sia chiamato in causa, non come amministratore, ma come persona. Questo abbiamo detto, perché in questo l'immedesimazione organica, cioè il fatto che lei in ogni momento della sua esistenza sia la Regione stessa, non sussiste quando lei eventualmente fa quella che il suo Presidente definiva una possibile "falloppata". Se questo avviene, avviene con sua responsabilità e se questo avviene, come si profila in quel documento, forse tardivo, questo lo si deve vedere su un piano non di solidarietà fra lei e la Regione, ma su un piano di distinzione di ruoli e di responsabilità.
Non siamo interessati alla vicenda Trentaz in sé, siamo al di fuori da questa rivendicazione e mi sono chiesto anch'io come mai ci fosse un'azione, se c'era una chiusura di vertenza. Ma proprio qui sta la spiegazione del problema, è che questo non è legato al fatto che legittimamente si sia chiuso un rapporto di lavoro. Il punto è che, secondo quanto si ritiene da questa parte illegittimamente, lei sarebbe intervenuto per far andare le cose in un certo modo, nient'altro. Quindi la ragione di questa richiesta è semplicissima: che lei sciolga il suo rapporto con la Giunta regionale, si difenda tranquillamente oppure ritiri la causa nei confronti della Regione; lei rimane giustamente assistito da tutte le garanzie. E sul fatto che noi siamo indicati come giustizialisti, mi pare che sia un argomento molto debole, velleitario, chiamatelo come volete; noi abbiamo semplicemente chiesto che ci sia distinzione di ruoli.
Collega Lattanzi, lei forse è andato oltre quello che voleva dire, ma è stato chiarissimo e ci denota perfettamente la sua visione del rapporto fra politica e affari: ho difficoltà a disgiungere il politico Marguerettaz dal privato Marguerettaz...noi no! Noi distinguiamo fermamente la distinzione fra il privato e il pubblico! Sappiamo che la sua forza politica sostiene fortemente l'immedesimazione...
(interruzione del Consigliere Lattanzi, fuori microfono)
...fra privato e pubblico, su questo siamo su linee totalmente diverse. Non vogliamo fare castelli, non vogliamo evocare sangue, vogliamo semplicemente che si sciolga questo nodo. Naturalmente questo non avverrà, sappiamo dalla lezione romana che il conflitto di interessi è cosa inesistente, impalpabile, inafferrabile, sta diventando anche pane quotidiano da noi e cominceremo a praticare, anche qui, delle situazioni che fino ad oggi erano rimaste estranee alla nostra condotta politica.
Ci sono poi elementi quasi di amenità. Solo per ragioni personali è doveroso un chiarimento: il Presidente Rollandin che è stato mio ospite tre anni fa, di sfuggita, nello studio, ricorda di essere entrato in locali che erano condivisi con il professionista che è domiciliatario del ragionier Trentaz. Segnalo, siccome non ho più avuto l'onore di una sua visita, di non essere più in quei locali da oltre un anno e che non ho più avuto modo - glielo posso assicurare, se lei si fida della mia lealtà - di avere alcuna cointeressenza con dei miei inquilini. Se rimane un utilizzo di una e-mail come indirizzo che era stata a suo tempo attivata, guardi, non ne ho ricevute di quel genere, segnalerò al mio collega sul piano professionale, ex collega di studio, ma è una questione che possiamo tranquillamente regolare...la ringrazio, anzi, è perfino gentile da parte sua farmi questa segnalazione, anche se messa nell'insieme dei cellulari, delle Jaguar, eccetera, credo che rischiasse di dare una nota di colore...ma lei è bravo in questo ed è giustamente titolato a farlo!
No, non siamo qui a fare giustizialismo, siamo qui a difendere gli interessi della Regione prima di tutto. Lo chiediamo con fermezza: ribadiamo la richiesta di una mozione di sfiducia per la decadenza immediata dell'Assessore Marguerettaz dalle sue funzioni e l'assunzione dell'interinato da parte del Presidente della Regione. Grazie.
Président - La parole à l'Assesseur au tourisme, aux sports, au commerce et aux transports, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Grazie Presidente. Brevemente per ribadire che tutta l'attività svolta durante quelle che erano le vicende legate al casinò è un'attività svolta nell'ambito del mandato politico, nell'ambito della carica di Assessore e Consigliere regionale. Credo che i colleghi che hanno avuto modo di partecipare alla precedente legislatura ricordino come almeno due o tre volte per ogni Consiglio ci fosse l'argomento "casinò" all'ordine del giorno, quindi c'era un'attenzione molto pesante.
Ora, rispetto a questo tema, non è che in quest'aula io mi devo difendere, ci sono le aule del tribunale. Voglio confermare che tutta l'attività svolta è stata legittima e farò un breve accenno; in particolare ringrazio tutti i colleghi che hanno voluto dare un contributo rispetto a questa attività e in questi momenti fa piacere. Per coloro che vogliono studiare le carte, lo dico en passant, sulla legittimità, ci sono una serie di atti fatti da soggetti terzi che sono scritti e, vedendo che Donzel si appassiona agli studi giuridici, glieli consiglio. C'è la sentenza nei confronti di Arrigoni, tutto lecito, sono stati condannati anche alle spese; l'Agenzia delle entrate ci ha fatto pagare i soldi dei cittadini, quello che chiede Donzel, per benefit con nome e cognome. All'Agenzia delle entrate c'è nome e cognome, e si vada a vedere anche una serie di cose! Vada a fare un piccolo ragionamento anche sul bilancio del 2003, glielo consiglio. Anche lì, vada in Camera di commercio, è disponibile, si legga le cose! Quindi, rispetto a questo, nessuna mia interpretazione, per chi vuole studiare c'è da studiare. Ringrazio e spero di poter continuare con la massima dedizione l'attività che ho l'onore e l'onere di svolgere. Grazie.
Président - La parole au Conseiller Empereur.
Empereur (UV) - Grazie Presidente.
Brevemente, per dichiarazione di voto. Da parte di diversi colleghi intervenuti c'è stato l'invito a rimanere sul piano politico ed è a questo piano che mi atterrò in questa brevissima dichiarazione di voto. Come sempre, siamo rispettosi dei processi e, nella fattispecie, siamo rispettosi del processo in corso e delle decisioni conseguenti. Per quanto concerne l'aspetto politico, come gruppo dell'Union Valdôtaine non riscontriamo presupposti per far venir meno la fiducia nell'Assessore Marguerettaz che, anzi, in questa circostanza, ribadiamo con assoluta serenità.
Pertanto la dichiarazione è di un voto contrario alla mozione presentata dai gruppi ALPE e PD.
Président - On passe à la votation, qui se déroulera par appel nominal. On va faire l'appel et je dois donner la parole; donc vous devez demander la parole, moi je vous donne la parole, après on se lève debout et on dit: "favorable" ou "contraire".
Si svolgerà per appello nominale, però se da quel lato lì venisse un po' più di silenzio sarebbe meglio...capisco che c'è euforia, ma gradirei che ci fosse più rispetto, perché alla fine va nel vostro interesse. La votazione si svolgerà per appello nominale; ognuno di voi sarà chiamato, dopodiché dovrà prenotare la parola, io gli darò la parola e lui esprimerà la sua intenzione di voto: favorevole o contrario.
Il Presidente, ai sensi dell'articolo 72 del Regolamento interno, invita quindi il Consigliere Segretario a procedere all'appello nominale.
I Consiglieri si sono così espressi:
· Agostino Salvatore: contrario
· Benin Anacleto: contrario
· Bertin Alberto: favorevole
· Bieler Mauro: contrario
· Caveri Luciano: contrario
· Cerise Alberto: contrario
· Cerise Giuseppe: favorevole
· Chatrian Albert: favorevole
· Comé Dario: contrario
· Crétaz Alberto: contrario
· Donzel Raimondo: favorevole
· Empereur Diego: contrario
· Fontana Carmela: favorevole
· Impérial Hélène: contraria
· Isabellon Giuseppe: contrario
· La Torre Leonardo: contrario
· Lanièce André: contrario
· Lattanzi Massimo: contrario
· Lavoyer Claudio: contrario
· Louvin Roberto: favorevole
· Maquignaz Gabriele: contrario
· Marguerettaz Aurelio: astenuto
· Morelli Patrizia: favorevole
· Pastoret Ennio: contrario
· Prola Piero: contrario
· Rigo Gianni: favorevole
· Rini Émily: contraria
· Rollandin Augusto: contrario
· Rosset Andrea: contrario
· Salzone Francesco: contrario
· Tibaldi Enrico: contrario
· Viérin Laurent: contrario
· Viérin Marco: contrario
· Zublena Manuela: contraria
· Zucchi Alberto: contrario
Presidente - Prima di annunciare l'esito della votazione, visto che la stessa si è svolta con una modalità che badava più all'efficienza che non alla ritualità con cui si svolge il dibattito e viene concessa la parola, e quindi gli interventi, tengo a ringraziare tutti voi per aver partecipato al voto ed aver consentito che questo avvenisse in modo sereno.
Comunico l'esito della votazione:
Consiglieri presenti: 35
Votanti: 34
Favorevoli: 8
Contrari: 26
Astenuti: 1 (Marguerettaz)
Il Consiglio non approva.
Il Consiglio
Procedutosi a votazione per appello nominale, a cura del Consigliere segretario Emily Rini, ai sensi dell'articolo 72 del Regolamento interno,
Non approva
La mozione di sfiducia nei confronti dell'Assessore regionale al turismo, sport, commercio e trasporti Aurelio Marguerettaz (ai sensi dell'articolo 106 del Regolamento interno del Consiglio).
