Oggetto del Consiglio n. 1631 del 10 febbraio 2011 - Resoconto
OGGETTO N. 1631/XIII - Reiezione di risoluzione: "Richiesta di dimissioni dei rappresentanti regionali nominati nel Consiglio di Amministrazione della S.A.V.".
Risoluzione
II Consiglio regionale della Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste
Premesso che alla fine dell'anno 2010 sono stati emanati decreti ministeriali che hanno dato il via libera agli adeguamenti tariffari per l'intera rete autostradale italiana. In particolare, è stato disposto un aumento esorbitante delle tariffe dei pedaggi autostradali riguardanti le tratte che insistono sul territorio della Valle d'Aosta;
Ritenendo iniquo il meccanismo di definizione delle tariffe in questione che fa gravare in modo spropositato ed anomalo sull'utenza locale i costi di una struttura autostradale in cui si rendono, e si renderanno sempre e costantemente, necessari massicci investimenti manutentivi e di sicurezza, mentre il beneficio di esercizio di queste tratte si ripercuote su una rete viaria e su un'utenza molto più vasta;
Rilevato, anche a seguito di specifica audizione in Commissione consiliare, come nella predisposizione dei piani di investimento e nella presentazione delle richieste di incremento tariffario i rappresentanti regionali all'interno del Consiglio di Amministrazione della SAV si siano allineati con le istanze e le proposte del partner privato della società, condividendo un'operazione che porterà le tariffe della tratta di pertinenza ad un aumento complessivo superiore al 50% nel corso del quadriennio 2010-2014;
Preso atto della dichiarazione degli stessi consiglieri di amministrazione di aver assunto in sostanziale autonomia tale decisione;
Invita
i consiglieri di amministrazione di nomina regionale della SAV a rassegnare le loro dimissioni e, in difetto
Impegna
la Giunta regionale a revocare agli stessi consiglieri di amministrazione il mandato conferito loro.
F.to: Louvin - Bertin - Giuseppe Cerise - Chatrian - Patrizia Morelli
Presidente - La parola al Consigliere Louvin.
Louvin (ALPE) - Grazie Presidente.
Colleghi, credo abbia già fatto oggetto di ampia e approfondita discussione la vicenda degli aumenti delle tariffe autostradali e se vi impegniamo in una discussione e vi sollecitiamo ad una presa di posizione è oggi su un aspetto particolare di questa vicenda, che è insorto in questi ultimi giorni, in seguito al lavoro che ci siamo impegnati a fare nelle commissioni consiliari per un approfondimento della questione e per una valutazione dei comportamenti che hanno avuto i nostri rappresentanti all'interno degli organi societari di queste diverse società autostradali, due in particolare: la Società Autostrade Valdostane, SAV, e il Raccordo Autostradale Valdostano, RAV.
Mi permetterete di fare una breve premessa sulla complessità della situazione nella quale abbiamo riconosciuto di trovarci e che ci è stata utilmente in parte ricostruita dagli stessi emissari della nostra Regione all'interno delle due società. Qui siamo all'interno di una vicenda di conseguenza di operazioni di privatizzazioni e di arretramento del settore pubblico, che sta producendo delle conseguenze e - direi - anche dei danni manifesti in determinati settori. Dopo la grande fase di nazionalizzazione che abbiamo avuto in questo paese negli anni '60 e '70, dove sembrava che solo l'ente pubblico potesse garantire condizioni di sviluppo e di equità, pensiamo alla vicenda elettrica, alla nazionalizzazione dell'ENEL negli anni '60 condivisa soprattutto dalle forze di centro-sinistra all'epoca al Governo, ma sostanzialmente ritenuta una misura equa e vantaggiosa per l'intera comunità in termini di omogeneità di trattamento e di condizioni su tutto il territorio, dagli anni '80 abbiamo vissuto tutti una fase su scala internazionale e noi, nell'ambito nazionale, di successive privatizzazioni e dismissioni di patrimonio pubblico. Questo ha toccato settori nevralgici, uno lo conosciamo bene, quello delle telecomunicazioni, con tutta la vicenda delle liberalizzazioni delle radiotelevisioni, ma abbiamo poi assistito alla vicenda delle liberalizzazioni nel settore telefonico, nel settore ferroviario in corso in questi anni, nel settore idrico - di cui andremo a parlare molto diffusamente quest'anno, perché abbiamo di fronte una scadenza referendaria che ci imporrà di discutere su questa problematica - e naturalmente anche, è questo il nostro tema, del settore autostradale. È evidente che l'immissione dell'interesse privato di mercato all'interno di questo settore ha cambiato le regole del gioco e fa sì che la nostra interlocuzione non sia un'interlocuzione da soggetto politico a soggetto politico in termini puri e semplici da Regione a Governo, ma un'interlocuzione più articolata che è nel quadro di regole volute a livello nazionale per gestire un settore nel quale l'attività autostradale è operata attraverso il meccanismo della concessione e della remunerazione di queste concessioni.
Chiudo questa premessa per dire come siamo consapevoli di essere in un quadro generale, ma un quadro nel quale non vige la regola dell'ineluttabilità e dell'assoluta meccanicità degli eventi, tanto più che siamo di fronte ad eventi che stanno stravolgendo lo stesso rapporto che abbiamo come utenti valdostani con un fascio di strutture, quelle autostradali, ma aggiungerei anche quelle dei pedaggi internazionali dei due trafori, che sono delle pesantissime servitù che abbiamo sul nostro territorio che ci è stato vincolato, per nostro interesse - ma devo dire prioritariamente dell'interesse di chi vuole mettere in collegamento due grandi bacini di traffico, quello italiano e quello francese e nord europeo - e quindi che ci impone delle condizioni che ormai sono diventate inique.
Abbiamo appreso con grandissima preoccupazione in questi giorni che, secondo una logica scalare, l'incremento tariffario schizzerà nel prossimo biennio fino ad un totale di oltre 50 percento della tariffa sostenuta e pagata fino al mese di dicembre dello scorso anno. Quindi un pacchettino non esattamente gradito da nessuno sul piano dell'utenza, ma in particolare da chi di questa utenza fa parte a titolo necessario in sede locale, con dei costi che respingono fuori dalla percorrenza autostradale buona parte della nostra comunità per la loro evidente insostenibilità. Qui c'è un problema politico che cercheremo di porre insieme a voi nei prossimi mesi, che è quello di cercare di fare delle proposte a livello politico, statale in particolare, per definire meccanismi di identificazione delle tariffe che mettano a carico i costi di ammodernamento, di sicurezza e di gestione, secondo logiche più larghe che non la proprietà della singola tratta. Perché che noi si debba pagare l'autostrada di montagna con dei costi esorbitanti, quando la fruizione è a beneficio di tratte anche molto maggiori, questo pone un problema di equità e dobbiamo - se crediamo che il federalismo sia anche una logica di solidarietà e di perequazioni - trovare altri sistemi. Credo che questo sia un problema di fondo che abbiamo davanti a noi e sul quale dobbiamo cercare di dare delle risposte politiche, che non siano il fatto di allargare le braccia e dire che la legge è così, quindi le concessioni devono essere remunerative a questi termini del mercato, perché c'è modo di rimettere a posto le cose senza stravolgere la logica delle privatizzazioni, ma ripartendo in modo diverso le imputazioni tariffarie.
Detto questo, stringiamo il campo di visuale e spieghiamo perché ci è sembrato assolutamente necessario dare un segnale di forte richiamo nei confronti di una nostra rappresentanza in particolare, che all'interno di una logica che sappiamo essere difficile e complessa non ci sembra aver operato nella logica di una difesa attenta degli interessi di questa Regione. Ci riferiamo alla rappresentanza che è stata nominata dalla Giunta regionale all'interno del Consiglio di amministrazione della Società Autostrade Valdostane, che è un'autostrada particolare. Intanto è un'autostrada pagata, nel senso che è già interamente ammortizzata come bene, quindi non dovrebbe richiedere un sostegno da parte dell'utenza all'investimento in corso; secondariamente, è l'autostrada più cantierata d'Italia, credo che anche a voi sia successo di percorrerla e ormai da qualche anno siamo seccati di dover continuamente percorrere questa autostrada con restrizioni di carreggiata che non hanno pari in tutta la rete autostradale italiana, forse con la sola eccezione della Salerno/Reggio Calabria, che - abbiamo appreso oggi - sarà presidiata dall'esercito, perché la pressione non è solo degli interessi privati, ma è anche degli interessi malavitosi su queste tratte. Noi non abbiamo questi problemi, ma abbiamo un cantieramento che non ha rapporto con la rapidità di intervento che si dovrebbe avere, e forse qualche spiegazione la dobbiamo chiedere per capire come mai le società che operano nei cantieri della SAV, che sono società per circa il 60 percento dello stesso gruppo che è azionista di maggioranza, vanno a mantenere aperti questi cantieri per così tanto tempo!
Abbiamo assistito, in commissione, ad una difesa convinta dell'operato dell'azionista di maggioranza, degli investimenti programmati e quindi anche della sottoscrizione delle richieste di aumento di pedaggio da parte dei nostri rappresentanti in SAV. Noi apprezziamo l'onestà con la quale hanno manifestato il loro punto di vista; altrettanto apprezziamo la sincerità con la quale ci è stato rappresentato un punto di vista diverso da parte dei rappresentanti nella RAV, che hanno detto di aver dissentito da una certa impostazione che portava a queste lievitazioni di costi.
Allora abbiamo due comportamenti diversi, e questo richiede un'assunzione di responsabilità. Ci è stato detto che questa decisione è stata assunta in sostanziale autonomia da parte dei nostri rappresentanti e questo fa onore a chi ne assume le conseguenze, e le conseguenze - nel nostro caso - non possono che essere quelle di una rinuncia ad un mandato che è stato espletato in dissenso ed in divaricazione rispetto ad una linea di difesa degli interessi pubblici, collettivi, nostri, regionali, disapprovando quindi questo comportamento non per biasimo individuale, ma per dissenso politico netto, credo che questo Consiglio non possa che sottoscrivere l'invito ai consiglieri di amministrazione di nomina regionale della SAV a rassegnare le loro dimissioni, e naturalmente, in difetto, a che il Governo regionale provveda alla loro sostituzione, dando quel segnale - anche di richiamo - a cui altri consiglieri di maggioranza, in particolare poche settimane fa, facevano riferimento per quanto riguarda il modo che devono avere di atteggiarsi i nostri rappresentanti, il livello di attenzione e di incisività che devono mantenere nelle rispettive compagini societarie. Grazie a tutti i colleghi della pazienza.
Presidente - Dichiaro aperta la discussione generale.
La parola al Consigliere Zucchi.
Zucchi (PdL) - Grazie Presidente.
Credo che nessuno in quest'aula possa essere contento, né sottovaluti l'entità del problema che si è manifestato in questi giorni, sollevato da questa risoluzione. Nessuno sano di mente, al di là delle persone che sono in quest'aula, non possa stigmatizzare l'importanza e la delicatezza di quello che sta avvenendo in termini di questi innalzamenti progressivi di queste tariffe che abbiamo appreso e che incideranno nei prossimi quattro anni addirittura del 50 percento in una situazione che è stata da più parti evidenziata, di un'autostrada che è già la più cara d'Italia adesso! Come l'Assessore Viérin ricorderà, questa autostrada è stata ricordata dal sottoscritto ad inizio legislatura, nel corso di alcune iniziative che il sottoscritto ha posto in essere in virtù di questi eccessivi cantieri, che rappresentano, oltre una scomodità che è inversamente proporzionale al prezzo che si paga, anche una situazione di zone d'ombra su cui occorre porre una maggiore attenzione.
Però, al di là di tutto, ho apprezzato il tono con cui il Consigliere Louvin ha utilizzato i 9 minuti del suo intervento, perché se si tratta di discutere in questa sede di un problema, credo che nessuno si sottragga a dare il proprio contributo affinché questo problema, che è comune ad altri...guarda caso, i problemi si generalizzano nel settore dei trasporti, dalle ferrovie all'autostrada all'aeroporto, ci sono delle situazioni critiche, sono problemi che devono essere risolti, non sono dei problemi facili da risolvere, sono complessi, necessitano della dovuta attenzione, ma ricondurre ad una richiesta di responsabilità nei confronti di coloro che, per le logiche dell'appartenenza ad una minoranza o ad una maggioranza societaria anche da lei ricordata, questo ha ben poco a che vedere! Cioè dare una responsabilità a quattro componenti di un Consiglio di amministrazione che magari saranno stati poco accorti...capisco anche il gioco delle parti per evidenziare che da una parte sono stati bravi, dall'altra parte sono stati meno accorti, ma non hanno cambiato la sostanza delle cose, perché nella logica della maggioranza della componente privata all'interno di questa società non ha mutato la sostanza, se non una presa di posizione, in quanto le tariffe sono salite sia nel settore della SAV che nel settore della RAV.
Quindi noi respingiamo quella che è una provocazione nel chiedere la testa di quattro persone che...neanche fosse stato il Presidente della Regione a conoscere determinate situazioni...questo è stato escluso, ma avrebbe potuto intervenire nelle dinamiche che si sono prodotte in questo gioco della soccombenza da parte della Regione nella compagine dell'azionariato, ma è su questo punto che occorrerà discutere. In questo senso ho apprezzato la premessa del suo intervento, perché se si tratta di andare a discutere di come risolvere questi problemi: il problema dell'autostrada, delle tariffe, della ferrovia e dell'aeroporto, sono tutti e tre problemi connessi e che sono riconducibili ad un'attività che deve dare il senso che questa Regione non è statica, ma si deve muovere; così come i cittadini devono essere capaci di muoversi all'interno dei propri confini e rendere interscambiabile il viaggio dei nostri cittadini verso l'esterno e dall'esterno verso di noi, deve dare il senso di una Regione che è un motore di impulso in settori nevralgici.
Forse - lo dico pur appartenendo ad uno schieramento politico che non ha mai fatto mistero di vedere nelle privatizzazioni una situazione positiva - in certe situazioni la privatizzazione non è stata felice e non è un caso che adesso, in un altro settore, quello dell'energia, la Regione giustamente stia cercando di porre riparo a quello che in un altro settore ha comportato - per la stessa dinamica della maggioranza non di nostra appartenenza - dei disservizi nei confronti dei nostri cittadini, stia cercando di tornare sui suoi passi e si appresti a prendere il controllo di una società strategica per la chiusura del cerchio dell'energia.
Su questi temi siamo convinti che si debba aprire un confronto. Invitiamo quindi il Presidente della Regione su questi temi a farsi carico del problema, che esiste, e che non è riconducibile alla domanda chiesta nella risoluzione - perché sarebbe una punizione e una situazione che non trova riscontro nella realtà dei fatti -, di assumere la responsabilità insieme a tutto il Consiglio e alla Giunta, lui, che ha le deleghe in determinati campi, l'Assessore Marguerettaz, che le ha in altri campi sempre relativi al discorso dei trasporti, e prendere tutte le iniziative necessarie per mitigare i problemi nei confronti dei cittadini, i quali sono salassati da queste tariffe che non trovano riscontro non solo in Italia, ma neanche nel nord Europa (ci sono dei posti dove addirittura l'autostrada non si paga e sono più evoluti e civili di noi!).
È quindi con questo auspicio che speriamo si possa avviare un dibattito. Invitiamo il Presidente della Regione a porre tutta l'attenzione per trovare una soluzione nel breve, per riuscire a diminuire l'impatto devastante nei confronti dei nostri cittadini in una situazione già complessa nelle comunicazioni e, nel respingere l'invito perché lo consideriamo strumentale, consideriamo questo un auspicio che - siamo convinti - il Governo accoglierà.
Presidente - La parola al Consigliere Donzel.
Donzel (PD) - Probabilmente ho letto male qual è il soggetto di cui si deve parlare in questa sede, perché mi è sembrato un intervento volto più a mettere in luce qual è l'ennesimo contributo del PdL a sostegno della maggioranza regionale, oppure non so se Zucchi è già portavoce della maggioranza...lo so che a te fa piacere, prendo atto di questo fatto. Vorrei tornare al merito... Capisco che quando uno fa l'intervento ogni volta parli di DEVAL anche quando si parla di qualsiasi altra cosa e alla fine si cada sempre su DEVAL, e va bene...ti sarai appassionato di questa cosa, adesso che hai scoperto quanto sono utili le partecipate pubbliche, ci fa enormemente piacere, ma io utilizzerò il breve tempo dell'intervento invece per parlare nel merito della questione.
Ci sono stati degli aumenti: noi contestiamo duramente questi aumenti come un grave danno all'economia della Valle d'Aosta. Sono aumenti che non colpiscono solo i pendolari, ma colpiscono l'economia della Valle d'Aosta; sull'autostrada viaggiano, più che i pendolari nel senso tecnico di questo termine - che magari usano più facilmente il treno perché meno costoso -, soprattutto imprese, artigiani, commercianti, professionisti che non rientrano nel novero dei pendolari. Sono l'elemento vitale della nostra società produttiva, utilizzano l'autostrada perché la statale è sempre più invasa da automobili, per metterla in sicurezza abbiamo costruito tantissime rotonde, abbiamo rallentato la velocità in alcuni tratti che sono centri abitati, quindi è naturale che si utilizzi l'autostrada per lavoro. È inutile dire poi che l'autostrada è anche il transito di uno dei veicoli principali della ricchezza della Valle d'Aosta...attraverso l'autostrada raggiungono la nostra regione i turisti perché non c'è nessun altro modo per raggiungerla, e qui condivido il ragionamento che hanno fatto prima anche gli altri, c'è il problema dell'aeroporto, quello della ferrovia; quindi, o si arriva in autostrada per fruire del nostro turismo, o non si arriva!
Le perplessità e il fatto che guardiamo con attenzione a questo ordine del giorno sono dovuti al fatto che, a seguito di un'audizione consiliare, mentre il Consiglio di amministrazione della RAV ci ha fatto capire che c'erano dei meccanismi, si è tentato di opporre una resistenza a questo meccanismo automatico dell'aumento, si è cercato di trovare delle soluzioni tecniche che fossero meno pesanti per gli utenti. Abbiamo capito - poi quando avremo il resoconto scritto dell'audizione sarà possibile avere un documento ufficiale, in questo momento sono cose che abbiamo udito solo noi o "per sentito dire" - che il Consiglio di amministrazione della SAV era convinto della necessità di questo percorso e che tale scelta - ecco il nodo del contendere - è stata fatta in totale e piena autonomia da questo Consiglio di amministrazione.
Allora, o io ho capito male il Presidente della Regione che aveva detto che era preoccupato di questi aumenti e in qualche modo non era dell'intenzione che fossero di tale entità - quindi i rappresentanti che abbiamo nei Consigli di amministrazione dovrebbero attenersi alla linea della Presidente della Regione -, oppure, se questi in totale autonomia decidono per i fatti loro, allora io dico che in totale autonomia li mandiamo "a stendere", perché delle due l'una: o dicono che hanno cercato di fare quello che ha detto il Presidente, ma non ci sono riusciti, e io, tanto di rispetto, perché vivo la condizione di minoranza in questo Consiglio e so quante volte provo a fare delle cose...magari, come ieri, troviamo la benevolenza della maggioranza e riusciamo a modificare un testo di legge, ma ci sono altre volte che prendiamo solo schiaffoni, quindi c'è tutto il rispetto per chi lavora in un Consiglio di amministrazione in una condizione minoritaria... Ma se questa persona dice con totale candore che ha deciso "in totale autonomia", non seguendo una linea che è quella che io ho intuito dai giornali essere quella della maggioranza regionale, perché tutti, dai banchi della maggioranza da Stella Alpina in avanti, dicono di essere contrari agli aumenti, allora...questo Consiglio di amministrazione non è in linea con la maggioranza? Questo è il punto! Se uno non è in linea con la maggioranza che fa? Rassegna le sue dimissioni e lascia che qualcuno, che è in linea con la maggioranza, vada lì...non cambierà il risultato, ma almeno non mi dice che vanno bene gli aumenti, caro collega Zucchi! Non cambierà il risultato, ma almeno ho messo una persona che non mi dice che va bene aver fatto gli aumenti. Voglio una persona che mi dica: non va bene che vengano fatti gli aumenti, sono in minoranza e nel Consiglio di amministrazione non ho condiviso quella cosa; invece, qui, c'è stata totale condivisione. Quindi non è un atto contro una persona, che non conosco e della quale ho il massimo rispetto, ma è un atto politico, cioè questa maggioranza deve dirci se i rappresentanti che mette nei Consigli di amministrazione si fanno i fatti loro, e torno a dire arriveranno le registrazioni...non le abbiamo, ma siccome le audizioni sono registrate...che diranno che hanno deciso in totale autonomia questi della SAV, mentre va riconosciuto a quelli della RAV di aver tentato di ragionare e di limitare i danni, non ci sono riusciti, ma almeno hanno tentato!
Questo è l'atteggiamento con cui voteremo l'ordine del giorno presentato dal gruppo ALPE, perché si faccia chiarezza, non c'è nessun tentativo di metterla sul piano personale, ma solo un atto politico che mi pare abbastanza conclamato, viste le dichiarazioni di tutte le forze della maggioranza, perché c'è chi parla di acquistare le autostrade, chi parla di venderle. È un dibattito che anch'io, come ha detto prima il portavoce della maggioranza in pectore, sono disposto a fare sul comprare e vendere le autostrade, ma non è questo l'oggetto della discussione di oggi! L'oggetto della discussione oggi è se i rappresentanti nominati nei Consigli di amministrazione hanno operato in linea con le indicazioni della maggioranza; dagli atti della commissione - che saranno spero al più presto pubblicati - non risulta questo, quindi è sensato chiedere le dimissioni a questi signori.
Presidente - La parola al Consigliere La Torre.
La Torre (FA) - Grazie Presidente.
Sicuramente l'aumento delle tariffe autostradali ha generato nell'opinione pubblica una forte insoddisfazione, anche perché l'opinione pubblica fa fatica a capire i meccanismi che regolano questo tipo di aumenti tariffari, tanto più quando questi sono importanti nella loro quantità e quindi vengono percepiti come ingiusti. Quindi credo che sia estremamente corretto il fatto di aprire un dibattito su questi temi e poi forse raccolgo anche l'opinione del collega Zucchi, che fa riferimento ad un confronto che deve essere portato su un piano più ampio, quello della mobilità nel suo complesso.
Quello che non mi trova d'accordo è il fatto di impostare un dibattito ed un confronto su un piano che non è della concretezza, ma è della strumentalizzazione, ed è un modo sbagliato, perché è evidente che la Fédération Autonomiste è contraria agli aumenti autostradali, li reputiamo esagerati, esosi, non condividiamo la catena che li genera anche in prospettiva, ma è altrettanto evidente che se il dibattito e il confronto devono partire da qui, oggi, su un piano di serietà, non può essere quello della strumentalizzazione della risoluzione che è stata presentata. La risoluzione non ha senso, né logica; l'unica logica che le concedo per darle una dignità è quella di voler iniziare da qui un dibattito, ma non una dignità per l'attacco strumentale e anche un po' non tanto occulto, sicuramente strisciante, che c'è nei confronti di un sistema, perché è inaccettabile questo. E non si deve fare proprio su un argomento di questo genere, perché se siamo coscienti di una sensazione di insoddisfazione dell'opinione pubblica, quello che dobbiamo dare all'opinione pubblica è la sensazione di un preciso intervento da parte della Regione e non di impotenza! Credo che su questo, visto che ho partecipato a delle riunioni con i colleghi della maggioranza ed il Presidente della Giunta, abbiamo già messo in atto una serie di azioni di cui parlerà il Presidente della Giunta.
Allora il vero problema è - restando nel tema come ci invita Donzel - a capire l'opportunità che ha anche chi rappresenta all'interno di un Consiglio di amministrazione la parte di minoranza; il vero interlocutore sono gli azionisti privati e, se volete, anche l'ANAS; i veri interlocutori - per fare dei nomi - possono essere Gavio-Benetton. Io non credo che questa Regione voglia arricchire Gavio-Benetton, personalmente sono contrario, quindi voglio subito togliere questo dubbio che possa aleggiare, però è evidente che gli imprenditori all'interno di società private lavorano per la massimizzazione del profitto e questo certamente confligge con il ruolo di un amministratore che viene indicato dal pubblico. Ma nel momento stesso in cui è amministratore in una società privata, lui stesso in questo cortocircuito è obbligato a seguire le logiche della società privata; un amministratore di una società, da chiunque sia nominato, non può operare contro gli interessi di quella società e, siccome in quella società l'interesse dichiarato è la massimizzazione del profitto, è qui che nasce questo cortocircuito. Quindi è esattamente il contrario quello che dobbiamo fare oggi, non è azzerare i nostri rappresentanti, ma è rinforzarli e dar loro una fiducia ed una sensazione di sostegno che è quello che deve permettere loro, proprio perché sostenuti, di fissare alcune posizioni che possono condizionare l'ordine di una maggioranza all'interno di una società. È chiaro che per quello che mi riguarda, continuo a dire che questi aumenti sono inadeguati e non corretti, quindi noi non possiamo abbassare la nostra attenzione.
Ho colto l'osservazione di Louvin quando dice che ne parleremo nei mesi a venire; certo che ne parleremo nei mesi a venire, perché questo è un argomento che probabilmente si ripropone, ma stia tranquillo che anche noi abbiamo una posizione molto chiara al riguardo, però vogliamo fare i passaggi attraverso gli strumenti corretti e attraverso le fasi che devono essere fatte. Credo che la Regione abbia un compito molto preciso, e sono convinto che oggi il Presidente potrà tracciare una strada di chiarezza. Sono convinto che anche le forze politiche possono svolgere un ruolo, come lo stanno già svolgendo nella loro opinione diffusa la società civile e la collettività che ha espresso un rifiuto su questo...basta vedere cosa accade su Saint-Vincent e Aosta, per vedere come sulla statale si sia trasferito gran parte del traffico. Questo dovrebbe far riflettere anche chi cerca la massimizzazione del profitto, perché generare un tipo di fastidio di questo genere, che poi è solo la goccia che fa traboccare il vaso...però anche questo fa diminuire i numeri dei passaggi sull'autostrada.
Allora io ritengo che vada ribadita la stima e la fiducia in tutti e due i Consigli di amministrazione, che vada da subito con chiarezza intrapresa una strada che - sono sicuro - il Presidente porterà avanti, ma che vada anche raccolto l'invito del collega Zucchi di aprire un confronto, anche perché mi accorgo che i confronti che noi ritardiamo, non perché non vogliamo farli, ma perché i temi sono tanti, se non li portiamo avanti noi, li portano avanti fuori all'esterno del Consiglio. Sono dei dibattiti che vanno fatti non è che noi possiamo arrestare dei grandi confronti come quello sulla mobilità...è un confronto che non si può arrestare. Il problema del treno è un problema che non è che se noi lo risolviamo o non lo risolviamo, finisce qui la questione...la questione del treno è un problema serio, e quindi noi dobbiamo avere la coscienza e la capacità - ed è l'unica dignità che riconosco alla risoluzione che inviterei a ritirare - di iniziare un dibattito su cui sono d'accordo, ma la strumentalizzazione non è utile se si vuole dare delle risposte per risolvere questo problema.
Presidente - La parola al Consigliere Salzone.
Salzone (SA-UdC-VdA) - Grazie Presidente.
Nel merito del concetto della risoluzione noi non volevamo neanche entrare, perché non è nostro costume; la richiesta è quella di revocare il mandato ai consiglieri di amministrazione, noi non siamo d'accordo, né sul metodo e tanto meno sul merito. Crediamo che il giudizio espresso da ALPE sia superficiale e privo delle necessarie note documentali; in questi casi è meglio prendersi un po' di tempo per capire quali sono i margini di manovra dei nostri amministratori all'interno dei consessi stessi e poi il giudizio a chi compete. Questa è una premessa, perché questo è l'oggetto della risoluzione, dopodiché ognuno di noi probabilmente si fa trascinare dentro un discorso che è senza dubbio importantissimo, lo diciamo noi che di questo problema abbiamo fatto una battaglia da anni, prima ancora che ci fossi io; recentemente leggevo gli incartamenti del nostro movimento: so che sono decenni che abbiamo questo problema nella testa. Quindi solo qualche nota, anche se sono sicuro che il dibattito di oggi sarà senz'altro monco di tutta una serie di questioni che devono essere sviluppate in modo più ampio; non sono certo i dieci minuti di oggi che possono darci la possibilità di scendere nel particolare dei problemi.
Abbiamo anche noi, di Stella Alpina, appreso con rammarico dei decreti ministeriali che hanno adeguato le tariffe dell'intera rete autostradale e con unanime sorpresa abbiamo appreso che, con l'aumento, le tariffe dei pedaggi che riguardano la tratta del territorio valdostano sono le più alte d'Italia, Zucchi ci diceva addirittura le più alte d'Europa...approfondiremo, e comunque sono aumenti particolarmente esorbitanti. Non appena è apparsa la notizia, la maggioranza regionale, tramite i Capigruppo, ha chiesto subito una serie di incontri con i rappresentanti regionali di RAV e SAV per trovare una soluzione finalizzata alla riduzione delle tariffe che gravano in modo sproporzionato sull'utenza locale. Dagli incontri è parso molto chiaro che i margini di manovra sono molto bassi per una serie di motivi, che sono stati spiegati anche bene dai nostri rappresentanti in commissione.
Come abbiamo appreso, è molto difficile modificare le convenzioni già stipulate, che sono parte integrante dei piani finanziari, che tengono conto delle esposizioni finanziarie, ma anche dei piani di intervento e di manutenzione che nelle nostre tratte sono particolarmente onerosi. In questo complesso mosaico societario l'ANAS, prima, e le società private, poi, giocano un ruolo determinante e, a noi Regione, spetta un ruolo che noi pare marginale, certamente di attento controllo, ma poco incisivo sotto l'aspetto delle scelte che vengono prese a monte. Nel caso della SAV pesa la grave esposizione finanziaria che ha indotto l'ANAS a chiedere un piano di rientro anticipato e le date sono state spostate dal 2032 al 2025, un rientro anticipato che pesa moltissimo per quanto riguarda il discorso degli aumenti tariffari, mi pare 10.000.000 di euro all'anno in più. Purtroppo anche nelle audizioni in commissione abbiamo capito che i nostri margini di manovra sono risibili, pare che addirittura il tratto autostradale valdostano aumenterà in una percentuale nei quattro anni superiore al 50 percento e questo è un fatto che ci preoccupa molto. Tutto ciò deve farci riflettere, bisogna capire come il nostro ruolo in queste società possa incidere di più nelle scelte strategiche societarie future.
È da diversi anni, dicevo, che Stella Alpina si batte per una riduzione dei pedaggi autostradali, e questo è il punto di partenza dal quale si deve cominciare il dibattito: capire qual è il nostro ruolo in queste società, cosa possiamo fare e, come abbiamo letto in alcuni documenti recenti, probabilmente per estremizzare il dibattito...qualcuno ha detto che bisogna uscire dalle società; noi, da sempre, diciamo che queste autostrade dobbiamo comprarcele, ci riferiamo ai tratti stradali di casa nostra, e sul piano politico credo nessuno possa essere contrario a questa impostazione.
Certo non vogliamo fare né demagogia, né altro, sappiamo bene quali sono le difficoltà, ma è da lì che bisogna partire; bisogna capire se avremo le possibilità, così come stiamo facendo per altre operazioni importanti. Credo che questa sia una scelta politica dalla quale bisogna partire. Quindi un dibattito serio parte da proposte serie e concrete; mi auguro che il nostro dibattito sia un dibattito che apra alle responsabilità di tutti e non sia finalizzato ad una risoluzione che non è nel nostro stile e non ci piace.
Presidente - Se nessun altro chiede di intervenire, dichiaro chiusa la discussione generale.
La parola al Presidente della Regione, Rollandin.
Rollandin (UV) - Grazie Presidente.
Ringrazio i colleghi che sono intervenuti su un tema che è stato presentato in quest'aula in un modo un po' particolare. La presentazione di questa risoluzione ha dato lo spunto per fare una serie di riflessioni su delle tematiche che sono sicuramente di grande interesse, ma su alcuni temi non è male ricordare le competenze, perché noi possiamo parlare di tutto e dire se siamo d'accordo o no su alcuni temi, fra questi la liberalizzazione, il modo in cui deve funzionare l'organizzazione del servizio trasporti; però poi dobbiamo capire qual è la possibilità che abbiamo di incidere in un sistema che è un sistema integrato di trasporti a tutti i livelli. Ricordo questo perché, nel momento in cui noi oggi siamo a discutere sul ruolo dei rappresentanti nelle partecipate per estendere il discorso ad uno dei punti caldi - come hanno ricordato i colleghi - di un aumento tariffario che sicuramente ha fatto scalpore, questa è una giusta connessione ideale che ci sta; però, il problema che vorrei ricordare è che nell'ambito del sistema liberalizzazione-privatizzazione, sicuramente per quelli che sono i grandi interessi la nostra possibilità di incidere è molto bassa, poiché il discorso delle liberalizzazioni del sistema autostradale non è stato deciso dalla Regione.
La Regione giustamente ha fatto a suo tempo una politica di partecipazione e sulle partecipate si apre il primo discorso; le partecipate che vedono la Regione e in certi casi i Comuni nella posizione di minoranza hanno un certo ruolo, in quelle che sono di maggioranza sono determinanti, nell'individuare il percorso, le politiche che si possono tracciare. Se torniamo al discorso della liberalizzazione dei settori - che non è nemmeno stata voluta a livello di governi che si sono succeduti a livello nazionale, ma è stata decisa a livello europeo - ci sono procedure di infrazione per mancata liberalizzazione di alcuni settori, vedi il settore televisivo, dove c'è stata procedura di infrazione perché non si arrivava ad estendere la possibilità di dare ai privati l'opportunità di fare quello che fa la struttura pubblica...ma stesso discorso anche per altri settori.
Il sistema che noi oggi giudichiamo su una serie di servizi - che una volta erano pubblici e che sono stati privatizzati - porta a dire che, in genere, le ricadute sui cittadini sono state negative; non parliamo delle poste, della ferrovia...purtroppo non c'è un servizio che abbia portato al plauso per dire: finalmente c'è...perché? Abbiamo già detto delle poste, il servizio è fare business e chiaramente l'ufficio postale aperto nei piccoli Comuni, Ollomont, Verrayes, eccetera, è da chiudere, perché vanno quattro pensionati a ritirare la pensione e questo non giustifica la presenza di una persona; ma nemmeno l'autoporto...vogliono chiudere il servizio all'autoporto...abbiamo dovuto fare i salti mortali dicendo che è una zona di espansione, ma volevano chiudere il servizio! Questo è il modo in cui viene interpretato il ruolo del privatizzato, si deve dimostrare che i manager sono bravi e per essere bravi questi devono portare dei risultati, e i risultati vogliono dire tagliare tutto quello che non serve, non guardando alla parte che noi continuiamo ad indicare come sociale, di cui purtroppo c'è una sensibilità molto bassa... Non parliamo degli altri servizi che sono stati privatizzati! Questo lo dico perché nell'ambito del servizio pubblico di trasporto sappiamo che anche nel servizio ferroviario, se non ci fosse l'intervento pubblico che va a integrare, sarebbe il fallimento totale, ma c'è un sistema integrato per sostenere questo. Noi sappiamo che tutte le volte che parliamo di "ferrovia", al di là dei disservizi, c'è anche un costo del biglietto sul quale non dimentichiamo che ci sono stati aumenti non da poco ultimamente! Qui noi lo abbiamo visto collegato con tutti i disservizi, per cui si è miscelato, ma anche lì ci sono stati aumenti non indifferenti.
Allora su questa linea, noi, nell'ambito di questo sistema, possiamo discutere sulle prevalenze e sulle nostre opzioni politiche, però di fatto non andiamo ad incidere; dov'è che noi dobbiamo guardare cosa possiamo fare? Effettivamente sulla partecipazione della Regione in una serie di società e questo è stato oggetto, in questa sede, di un dibattito a corrente alternata: ci sono stati dei momenti in cui alcune forze, che prima erano favorevoli ad avere una presenza forte, hanno detto: "ma perché deve esserci, quando stiamo cercando di avere"...e in certi casi siamo stati obbligati ad intervenire nel sistema degli impianti di risalita per arrivare ad una certa posizione, e lo abbiamo fatto perché altrimenti mandavamo in crisi il sistema. Quello che voglio dire è che sicuramente c'è l'esigenza di fare un dibattito per fare chiarezza su questi punti. Noi presenteremo sul tema del trasporto autostradale, ma anche per altri temi, delle riflessioni che, per quanto mi riguarda, se le forze politiche sono d'accordo, potrebbe anche fare oggetto di una discussione tematica in questo Consiglio, per poi portarlo nelle sedi che si ritengono più idonee, in modo che emergano in modo chiaro le opzioni che devono venire.
Tornando nel dettaglio del tema dell'autostrada, su cui in modo surrettizio si è cercato di dire: "chiediamo le dimissioni di chi ha partecipato alla società", voglio ricordare che partecipando alla società, questa si occupa in questo caso di piani finanziari che riguardano le esigenze dell'insieme della società, e qui ho sentito dire quasi con stupore: "ma hanno partecipato in autonomia"...io credo che nel Consiglio di amministrazione partecipano in piena autonomia, ma questo non vuol dire che non conoscono gli indirizzi che la Regione dà.
Sugli indirizzi per quanto riguarda la SAV, vorrei ricordare le lettere - che fanno fede - dell'impegno, a partire dal 22 settembre 2009 quando si stava concretizzando il piano di presentazione all'ANAS, in cui si diceva che la Regione richiedeva di avere un'attenzione, non solo, ma chiedeva che ci fosse la possibilità - poi darò le copie in modo che sia chiaro a tutti - e si diceva: "adotta la formula di aggiornamento semplificato...per gli investimenti che sono già stati ricordati", nella lettera del 22 settembre si diceva: "pari all'8 percento per ognuno degli anni 2010-2014, partendo dalle tariffe di pedaggio attuale". Poi si diceva dell'ANAS: "che, in ragione di quanto prospettato, è stato peraltro concordato con il concedente ANAS di mantenere, nello schema di convenzione da sottoscrivere, una clausola che possa consentire di attenuare a livello locale gli effetti determinati dal ricarico sui pedaggi autostradali". Infatti, all'articolo 14, cita in modo chiaro: "di garantire per il concessionario la possibilità di ridurre il pedaggio per i locali, come anticipato nel corso dell'incontro tenutosi presso la Presidenza della Giunta il 10 settembre; l'articolo 14, con le aperture innanzi formulate, potrà consentire di valutare la possibilità di un'articolazione degli aumenti tariffari previsti nello schema di convenzione, una volta divenuti efficaci, per ottenere l'impatto dell'utenza valdostana che realizzi percorsi autostradali sulla tratta relativa". Successivamente, nella lettera che ho inviato a questa, ho ribadito questa esigenza e nell'ultima lettera del 9 dicembre 2010, in cui si comunicava che si stava per concretizzare l'accordo ANAS, si ribadiva questa esigenza della possibilità di accedere all'articolo 14 previsto dalla convenzione, dove sono previste le possibilità di avere una particolare posizione per gli aumenti autostradali per i valdostani. E sottolineo che, quando si è parlato di aumenti autostradali, chiaramente sono per tutti...questo per la SAV.
Per la RAV vorrei ricordare, questo non so se siete al corrente, i rappresentanti della Regione nella RAV avevano fatto presente questo aspetto e avevano cercato, come ha fatto la SAV, di caricare più sui trasporti pesanti che sui trasporti leggeri l'aumento di pedaggio; infatti nelle categorie 4 e 5 c'è un aumento molto più consistente. Non dico che questo sia positivo, perché anche il trasporto merci ha la sua importanza, ma quando parliamo di aumenti tariffari chiaramente parliamo sulle tratte. L'incasso della circolazione dei valdostani nell'insieme della partecipazione e di quelli che sono i benefici per la società è marginale rispetto al pedaggio di tutti quelli che transitano, quindi questo è uno dei problemi che deve essere preso in considerazione.
Quindi su questa situazione i colleghi La Torre e Salzone hanno già specificato degli indirizzi, ora trovare un motivo per dire che devono essere stigmate le posizioni di chi è stato presente nel Consiglio di amministrazione e che in autonomia ha deciso nell'ambito delle politiche generali...ma poi, sapendo che c'era la possibilità di svolgere questo, che è nell'articolato; per noi è assurdo avere questo atteggiamento. Riconfermiamo l'impegno di andare nella direzione corretta e fare un dibattito che possa chiarire tutti gli elementi, non a spot e prendendo ad esempio solo alcune posizioni assolutamente surrettizie e casuali per quanto riguarda il problema molto più generale.
Ribadiamo la nostra fiducia in quelli che oggi lavorano, e che fra l'altro sono in scadenza, perché ad aprile ci sarà il rinnovo del Consiglio di amministrazione, come c'è sempre stato per tutti quelli che hanno fatto parte dei Consigli di amministrazione di SAV a vario titolo. Qui basterebbe andare a vedere, non è il primo aumento a livello autostradale, adesso scoppia il bubbone perché si sono sommati nel 2011 gli aumenti di due anni. Questo non vuol dire che siamo per gli aumenti, ma attenzione, qui si sono sommati gli aumenti e questo ha fatto scoppiare un caso che ci permetterà di fare una discussione aperta, che sarà preoccupazione della maggioranza di affrontare. Grazie.
Presidente - La parola al Consigliere Louvin per dichiarazione di voto.
Louvin (ALPE) - Grazie Presidente. Naturalmente non si chiede eroismo ai nostri rappresentanti nei Consigli di amministrazione, siano essi in posizione di maggioranza o minoritari rispetto ad una compagine privata, che rispecchia logiche di profitto; sempre rispondono a logiche di profitto le società nel loro complesso e questa non si sottrae, naturalmente, ma direi che, avere di fronte dei gruppi privati, pone dei problemi particolari anche in termini comportamentali diversi.
Abbiamo registrato in questi ultimi tempi un curioso slittamento di posizioni, con nomina di consiglieri di amministrazione un tempo esponenti e rappresentanti dell'ente Regione, che vengono successivamente nominati dalla compagine privata che sta di fronte. Quindi quella situazione di conflitto di interessi che il collega La Torre poneva giustamente in termini generali, la vogliamo contestualizzare, perché è un problema comportamentale generale. I nostri rappresentanti difendono sempre a spada tratta, a costo di essere antipatici, fastidiosi e noiosi, gli interessi della Regione oppure scelgono una linea più compiacente nell'ambito di quelli che il Presidente ha dichiarato di essere delle indicazioni generali? È curioso che vengano declinate in modo diametralmente opposto, con un voto contrario in RAV e un voto favorevole in SAV; a situazioni sostanzialmente omogenee non sono conseguiti degli atteggiamenti omogenei.
Rispettiamo le autonomie, ma traiamo anche delle conclusioni e devo dire che anche il tono - e i contenuti - delle dichiarazioni rese in commissione è stato diverso: puntuale, documentato, fermo nel dichiarare la problematicità della situazione e il dissenso rispetto all'operato dell'azionista privato di maggioranza da parte dei nostri rappresentanti RAV e - spiace dirlo, Presidente, lei non era presente, perché non era coinvolto direttamente nell'operato della commissione - compiacente nei confronti dell'interlocutore privato da parte dei nostri rappresentanti in SAV. Io non ho mai sentito cantare le laudi del nostro interlocutore come in quella circostanza e ho provato - non credo di essere stato il solo, e non credo che sia stata solo una percezione di opposizione - imbarazzo in questa situazione di fronte ad un atteggiamento che non era quello che noi riteniamo doveroso.
Siccome qui anche il collega Salzone ha posto la questione in termini di insufficienza di prove, dice che non abbiamo però questa certezza ed è stato molto sfumato nella sua ricostruzione dei fatti...bisogna avere note documentali...io non ho bisogno di note documentali, io avrei bisogno di una sola cosa: che la trascrizione dell'intervento in commissione venisse resa pubblica. Non so, Presidente del Consiglio, se questo sarà possibile, noi lo chiederemo e il giudizio - che sarà negativo da parte di quest'aula, perché c'è una maggioranza che fa quadrato intorno alla difesa dell'operato dei suoi rappresentanti - deve essere dato dall'opinione pubblica. Noi abbiamo chiesto pubblicità di quella seduta - ve lo ricorderete, è stata negata dalla commissione -, perché volevamo non che ci fosse un giudizio casuale, ma che si sapesse qual è stato esattamente il comportamento dei nostri rappresentanti, perché questo velo di segretezza deve cadere! Si deve sapere cosa fanno i nostri rappresentanti, dappertutto!
Ricordo situazioni molto pesanti che abbiamo vissuto nelle quali il mancato accendersi delle lampadine nei consiglieri di amministrazione nelle nostre società, e voglio ricordare la questione del traforo del Monte Bianco fra le altre, per cui se non scattano i sensori dei nostri rappresentanti nei Consigli di amministrazione non sappiamo esattamente cosa succede, loro devono venire a dirci, devono relazionare, e non mandarci, a fine anno, il compitino dicendo: ci siamo riuniti, c'è un utile di 1.300.000 in SAV...che bello, che bello! Ci devono dire l'esistenza dei problemi, tutti quanti, e noi non abbiamo avuto questa sensazione. Quindi non siamo dei "Caini" che vogliono prendersela con questo o con l'altro perché c'è uno che non ci piace, perché uno è di una parte politica o dell'altra, ma abbiamo preso un caso partendo da un bubbone, questo dei pedaggi autostradali, e di questo non vogliamo far portare la colpa ad un capro espiatorio particolare, questo lo voglio togliere di mezzo...
Vogliamo solo che stia stigmatizzata un'assenza di fermezza e di coerenza con la linea pubblica da parte dei nostri rappresentanti: questa è la richiesta che ribadiamo con assoluta fermezza e naturalmente restano, come le autostrade, gli altri discorsi che abbiamo introdotto in questa sede e che faremo più avanti. Rimane sul tavolo la nostra ferma richiesta che si dimettano i rappresentanti in SAV e che, in difetto, la Giunta provveda a revocarne il mandato. Grazie.
Presidente - La parola al Consigliere Donzel.
Donzel (PD) - Egregio Presidente, cari colleghi, intendo davvero ringraziare il Presidente per avere ulteriormente contribuito a fare chiarezza su questa vicenda con considerazione che da parte nostra sono assolutamente condivise e apprezzate.
Non può che farci piacere, in un momento in cui siamo impegnati a cercare di portare la voce di tutti quelli che utilizzano i mezzi di trasporto all'attenzione delle autorità, che da parte di tutte le forze politiche ci sia condivisione su questa problematica, che da parte di alcune forze politiche si rivendichi addirittura la primogenitura su questa questione. Nessuno la vuole questa primogenitura, se la tenga pure la Stella Alpina con il suo dovere in maggioranza di portare avanti questa linea.
Allora la mia domanda rimane quella che ho posto prima e a cui il Presidente ha risposto con quello che spetta probabilmente in questo momento a chi è a capo di un governo e non abbandona i suoi uomini per la strada - glielo riconosco, è un fatto apprezzabile da questo punto di vista -, ma le considerazioni che lei ha fatto citando il documento del 2009 sono il principale capo di accusa nei confronti dei suoi uomini, perché in commissione questi suoi uomini non le hanno citate queste cose, non hanno fatto riferimento ad una battaglia fatta sulla base di quella documentazione. Non so se si rende conto, Presidente; i nostri rappresentanti nel Consiglio di amministrazione dovevano essere loro a citare quello che lei ci dice oggi e a dire: noi questo abbiamo rappresentato in quella sede e siamo stati soccombenti. E noi, qui, avremmo detto: solidarietà e sostegno ai consiglieri di amministrazione di SAV e RAV, perché fanno questa difficile battaglia contro questi privati che guardano solo all'interesse e non alla comunità. Ma non è questo che ci è stato rappresentato, Presidente; ci è stata rappresentata la piena condivisione di un sistema d'impresa, cosa che noi non condividiamo; noi condividiamo quel documento che lei ci ha rappresentato e forse in questo senso abbiamo inteso di sostenere la risoluzione dei colleghi di ALPE. Probabilmente bisogna che la maggioranza ricordi a questi consiglieri di amministrazione che quello è il documento che loro devono sostenere in quelle sedi, facendo gli interessi, certo, di un'impresa, che però deve tenere conto delle esigenze dei valdostani: questo non è stato minimamente rappresentato nelle audizioni!
Non è mio interesse divulgare cosa è stato detto, ma almeno in questa sede deve essere riconosciuto che c'è uno scostamento fra i comportamenti dei Consigli di amministrazione di RAV e SAV ed uno scostamento dei consiglieri di amministrazione di SAV dalla linea rappresentata dal Presidente, qui, e che noi, anche dai banchi dell'opposizione, condividiamo: per questo votiamo questa risoluzione.
Presidente - La parola al Presidente della Regione, Rollandin.
Rollandin (UV) - Nel ribadire il voto contrario alla risoluzione, vorrei solo fare due precisazioni...la prima: le condizioni di RAV rispetto a quelle di SAV sono totalmente diverse, al di là dell'atteggiamento dei consiglieri e forse - anche io leggerò con curiosità i verbali - dipende anche dal modo con cui gli stessi reagiscono ad alcune domande, fatte non so come, mi è stato detto che l'interrogatorio è stato pressante, in modo da cercare di avere delle risposte di un certo tipo...
(interruzione del Consigliere Louvin, fuori microfono)
...ma io credo, Louvin, che non ci sia nulla da nascondere! Come ribadiamo che la conoscenza dell'atteggiamento nei confronti dell'azionariato...e vorrei che su questo si aprisse una parentesi, perché abbiamo avuto delle sorprese di chi, nell'ambito delle proprie competenze - vedi Centrale del latte - ha avuto un ruolo di un certo tipo e poi su questo ci sono state anche delle prese di posizione di altra natura...
Vorrei sottolineare che nel piano finanziario il non votare un piano finanziario...(porto ad esempio cosa è successo alla RAV), i piani finanziari sono legati ad obblighi, cioè devono essere obbligatoriamente presentati; poi, su come si esprimono le posizioni, ci sarà tempo per dirlo. Noi riteniamo che su questo, nella SAV come nella RAV, ognuno abbia giocato un ruolo sicuramente importante; riteniamo che anche quelli che sono stati nominati dalla Regione all'interno del Consiglio di amministrazione, che erano valdostani, hanno svolto un ruolo importante nell'interesse generale.
Questo è un momento difficile, bisogna valutare con attenzione il ruolo e il modo di operare; siamo sicuri che una discussione su questi temi sia positiva, come pure l'interesse principale per la gente è di capire se riusciamo a far accedere alle nostre richieste l'ANAS, perché alla fine chi dovrà dare il suo assenso, rispettando le logiche aziendali, è l'ANAS. Questo lo voglio sottolineare: non è che se noi decidiamo oggi di dire, anche se per assurdo la società accedesse alla richiesta di ridurre (anche se, se non ci sono i piani finanziari rispettati comunque non verrebbe accettato), questo è un discorso più ampio, e credo sia giusto farlo in altra sede. Per il resto riconfermiamo la fiducia in coloro che rappresentano la Regione nell'ambito della società.
Presidente - Pongo in votazione la risoluzione in oggetto:
Consiglieri presenti e votanti: 31
Favorevoli: 8
Contrari: 23
Il Consiglio non approva.
Presidente - Con questa votazione, essendo stato espletato l'intero ordine del giorno, dichiaro conclusi i lavori dell'odierna seduta del Consiglio regionale.
La seduta è tolta.
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L'adunanza termina alle ore 11,23.
