Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1630 del 10 febbraio 2011 - Resoconto

OGGETTO N. 1630/XIII - Disegno di legge: "Disposizioni in materia turistica ed urbanistica: Modificazioni di leggi regionali." (Reiezione di un ordine del giorno)

Articolo 1

(Modificazioni alla legge regionale 6 luglio 1984, n. 33)

1. Il comma 2 dell'articolo 1 della legge regionale 6 luglio 1984, n. 33 (Disciplina della classificazione delle aziende alberghiere), è sostituito dal seguente:

"2. La presente legge definisce l'attività ricettiva alberghiera e ne classifica le aziende nell'interesse pubblico e ai fini di una corretta informazione.".

2. L'articolo 2 della l.r. 33/1984 è sostituito dal seguente:

"Articolo 2

(Aziende alberghiere)

1. Le aziende alberghiere sono esercizi ricettivi aperti al pubblico, a gestione unitaria, che forniscono alloggio, eventuali servizi di somministrazione di alimenti e bevande e altri servizi accessori in camere ubicate in uno o più stabili o in una porzione di stabile.

2. Sono considerati aziende alberghiere e vengono assoggettati alla relativa disciplina gli alberghi propriamente detti, le residenze turistico-alberghiere e gli alberghi diffusi.

3. Sono alberghi le aziende aventi le caratteristiche di cui al comma 1 e che possiedono i requisiti individuati dalla Giunta regionale con propria deliberazione, previa illustrazione al Consiglio permanente degli enti locali e alla Commissione consiliare competente.

4. Sono residenze turistico-alberghiere le aziende che forniscono alloggio e servizi accessori in unità abitative arredate, costituite da uno o più locali, dotate di servizio autonomo di cucina e che possiedono i requisiti individuati dalla Giunta regionale con propria deliberazione, previa illustrazione al Consiglio permanente degli enti locali e alla Commissione consiliare competente.

5. Sono alberghi diffusi le aziende che, al fine di garantire il miglior utilizzo del patrimonio edilizio esistente e il recupero degli immobili in disuso, forniscono alloggio e altri servizi alberghieri in camere dislocate in più stabili esistenti ubicati in un ambito territoriale definito e integrati tra loro dalla centralizzazione in un unico stabile dell'ufficio ricevimento, nello stesso o in altro stabile delle sale di uso comune e, eventualmente, degli altri servizi offerti. La Giunta regionale, con propria deliberazione, previa illustrazione al Consiglio permanente degli enti locali e alla Commissione consiliare competente, individua:

a) i requisiti minimi strutturali, tecnici e di servizio ed i parametri per il riconoscimento dei diversi livelli di classificazione;

b) la distanza massima tra le camere e i locali di servizio centralizzati e le modalità per la relativa misurazione.

6. Le deliberazioni della Giunta regionale di cui ai commi 3, 4 e 5 sono pubblicate nel Bollettino ufficiale della Regione.".

3. Il comma 1 dell'articolo 3 della l.r. 33/1984 è sostituito dal seguente:

"1. Le aziende alberghiere sono classificate in base ai requisiti posseduti e sono contrassegnate, in relazione alla classificazione attribuita, rispettivamente con una, due, tre, tre superior, quattro, quattro superior e cinque stelle per gli alberghi, due, tre, quattro e cinque stelle per le residenze turistico-alberghiere e due, tre, quattro e cinque stelle per gli alberghi diffusi.".

4. Al comma 1 dell'articolo 5 della l.r. 33/1984, dopo la parola: "alberghi" sono aggiunte le seguenti: "e negli alberghi diffusi".

Articolo 2

(Modificazioni alla legge regionale 6 aprile 1998, n. 11)

1. Al comma 1 dell'articolo 90bis della legge regionale 6 aprile 1998, n. 11 (Normativa urbanistica e di pianificazione territoriale della Valle d'Aosta), è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Gli esercizi oggetto di ampliamento ai sensi del presente comma possono altresì essere oggetto di cambio di destinazione d'uso in alberghi o in residenze turistico-alberghiere, come definiti dall'articolo 2, commi 3 e 4, della legge regionale 6 luglio 1984, n. 33 (Disciplina della classificazione delle aziende alberghiere), o in affittacamere, come definiti dall'articolo 14 della legge regionale 29 maggio 1996, n. 11 (Disciplina delle strutture ricettive extralberghiere).".

2. L'alinea del comma 2 dell'articolo 90bis della l.r. 11/1998, è sostituito dal seguente: "Le aziende alberghiere esistenti, come definite dall'articolo 2, commi 3 e 4, della l.r. 33/1984, e gli esercizi di affittacamere esistenti, come definiti dall'articolo 14 della l.r. 11/1996, ivi compresi quelli ricadenti all'interno delle zone territoriali di tipo A, possono essere ampliati, purché in misura non superiore al 40 per cento del volume esistente alla data del 31 marzo 2010, per soddisfare esigenze connesse al miglioramento e al potenziamento dei servizi offerti, all'adeguamento delle condizioni igienico-sanitarie e funzionali all'efficienza energetica, anche con aumento della capacità ricettiva. Gli esercizi di affittacamere oggetto di ampliamento ai sensi del presente comma possono altresì essere oggetto di cambio di destinazione d'uso in alberghi o in residenze turistico-alberghiere, come definiti dall'articolo 2, commi 3 e 4, della l.r. 33/1984. Gli ampliamenti degli esercizi di affittacamere assentiti ai sensi del presente comma possono altresì essere destinati alla realizzazione di esercizi di somministrazione di alimenti e bevande di cui alla l.r. 1/2006. Tali disposizioni si applicano anche:".

3. Alla lettera a) del comma 2 dell'articolo 90bis della l.r. 11/1998, dopo le parole: "purché non ne sia" è inserita la seguente: "stata".

4. Alla lettera b) del comma 2 dell'articolo 90bis della l.r. 11/1998, dopo le parole: "purché non ne sia" è inserita la seguente: "stata".

5. Il comma 2bis dell'articolo 90bis della l.r. 11/1998 è sostituito dal seguente:

"2bis. Gli ampliamenti di cui ai commi 1 e 2 possono essere realizzati anche mediante più interventi purché l'ampliamento complessivo non superi, per ogni unità immobiliare, il 40 per cento del volume esistente alla data del 31 marzo 2010 calcolato al netto degli eventuali ampliamenti già assentiti dai Comuni ai sensi delle seguenti disposizioni:

a) articolo 27 della legge regionale 24 dicembre 2007, n. 34 (Manutenzione del sistema normativo regionale. Modificazioni di leggi regionali e altre disposizioni);

b) commi 1 e 2 nel testo introdotto dall'articolo 4, comma 1, della legge regionale 17 giugno 2009, n. 18 (Disposizioni urgenti in materia di aree boscate e di ampliamento di esercizi di somministrazione di alimenti e bevande e di strutture alberghiere e di realizzazione di centri benessere in alcune tipologie di strutture ricettive. Modificazioni alla legge regionale 6 aprile 1998, n. 11 (Normativa urbanistica e di pianificazione territoriale della Valle d'Aosta));

c) commi 1 e 2 nel testo modificato dall'articolo 15 della legge regionale 4 agosto 2009, n. 24 (Misure per la semplificazione delle procedure urbanistiche e la riqualificazione del patrimonio edilizio in Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste. Modificazioni alle leggi regionali 6 aprile 1998, n. 11, e 27 maggio 1994, n. 18);

d) articolo 1, comma 2, della l.r. 24/2009, nel testo antecedente la modificazione recata dall'articolo 6 della legge regionale 30 giugno 2010, n. 19 (Disposizioni urgenti in materia di strutture, imprese e operatori turistici. Modificazioni di leggi regionali).".

6. Dopo il comma 2bis dell'articolo 90bis della l.r. 11/1998, come modificato dal comma 3, è inserito il seguente:

"2ter. Concorrono al computo degli ampliamenti assentibili ai sensi dei commi 1 e 2, gli eventuali ampliamenti già assentiti dai Comuni ai sensi delle disposizioni di cui al comma 2bis, lettere a), b), c) e d), e ai sensi dei commi 1 e 2 nel testo modificato dall'articolo 3, commi 1, 2 e 3, della l.r. 19/2010.".

Articolo 3

(Modificazioni alla legge regionale 4 settembre 2001, n. 19)

1. Alla lettera a) del comma 1 dell'articolo 4 della legge regionale 4 settembre 2001, n. 19 (Interventi regionali a sostegno delle attività turistico-ricettive e commerciali), dopo le parole: "dell'attività di affittacamere" sono aggiunte le seguenti: "e di case e appartamenti per vacanze".

2. Alla lettera b) del comma 1 dell'articolo 4 della l.r. 19/2001, dopo le parole: "dell'attività di affittacamere" sono aggiunte le seguenti: "e di case e appartamenti per vacanze".

3. Dopo il numero 2) della lettera b) del comma 2 dell'articolo 4 della l.r. 19/2001, è inserito il seguente:

"2bis) terreni funzionali alla realizzazione o all'ampliamento di spazi di servizio accessori alle strutture alberghiere e a quelle per l'esercizio di attività di affittacamere;".

4. Dopo il numero 5) della lettera b) del comma 2 dell'articolo 4 della l.r. 19/2001, è aggiunto il seguente:

"5bis) terreni funzionali alla realizzazione o all'ampliamento di spazi di servizio accessori ai complessi ricettivi all'aperto, a condizione che il richiedente sia già proprietario dei fabbricati in cui sono allocati i servizi generali e di terreni che rappresentino non meno di un terzo della superficie del complesso;".

5. Al comma 1 dell'articolo 5 della l.r. 19/2001, le parole: "quindici anni" sono sostituite dalle seguenti: "venti anni".

6. Dopo il numero 2) della lettera b) del comma 2 dell'articolo 9 della l.r. 19/2001, è aggiunto il seguente:

"2bis) terreni funzionali alla realizzazione o all'ampliamento di spazi di servizio accessori alle strutture per l'esercizio di attività commerciale o di somministrazione di alimenti e bevande;".

7. Al comma 1 dell'articolo 10 della l.r. 19/2001, le parole: "quindici anni" sono sostituite dalle seguenti: "venti anni".

8. La lettera b) del comma 2 dell'articolo 23 della l.r. 19/2001 è sostituita dalla seguente:

"b) quindici anni decorrenti dalla data di erogazione a saldo delle agevolazioni, fatti salvi eventuali vincoli urbanistici di durata superiore, quando si tratti delle spese di cui agli articoli 4, comma 2, lettere a) e b), e 9, comma 2, lettere a) e b). Decorsi i quindici anni, il mutamento di destinazione, l'alienazione o la cessione, effettuati prima della scadenza del mutuo a tasso agevolato, sono subordinati all'estinzione del mutuo medesimo.".

9. Dopo il comma 5quinquies dell'articolo 23 della l.r. 19/2001, è aggiunto il seguente:

"5sexies. Qualora il soggetto beneficiario, prima della scadenza dei termini di cui al comma 2, lettera b), al fine di potenziare o riqualificare l'attività turistico-ricettiva o commerciale, intenda sostituire i beni immobili finanziati con nuovi beni immobili da adibire al medesimo uso di quelli finanziati, propone apposita istanza alla struttura competente finalizzata ad ottenere l'autorizzazione all'alienazione separatamente dall'azienda o al mutamento di destinazione dei beni immobili oggetto di finanziamento. A tali fini, costituiscono sostituzione dei beni finanziati le seguenti iniziative:

a) costruzione di nuovi fabbricati;

b) recupero ed eventuale ampliamento di fabbricati esistenti aventi destinazione d'uso diversa da quella dei beni già oggetto di finanziamento;

c) recupero ed eventuale ampliamento di fabbricati esistenti aventi la medesima destinazione d'uso dei beni già oggetto di finanziamento, ma privi di vincoli di natura urbanistica o derivanti dalla concessione di finanziamenti pubblici.".

10. Dopo il comma 5sexies, introdotto dal comma 9, è aggiunto il seguente:

"5septies. Ai beni immobili realizzati o recuperati ai sensi del comma 5sexies che beneficiano di agevolazioni ai sensi della presente legge si applicano le disposizioni di cui al comma 2, lettera b). Qualora i beni immobili non beneficino di agevolazioni ai sensi della presente legge, i medesimi non possono mutare la loro destinazione o essere ceduti o alienati, separatamente dall'azienda, per un periodo pari a quindici anni dalla data di avvio dell'attività.".

11. Dopo il comma 5septies, introdotto dal comma 10, è aggiunto il seguente:

"5octies. L'eventuale autorizzazione di cui al comma 5sexies è rilasciata ai sensi dei commi 5bis e 5ter e assume efficacia secondo le modalità e i vincoli stabiliti con la relativa deliberazione della Giunta regionale.".

12. Dopo il comma 5octies, introdotto dal comma 11, è aggiunto il seguente:

"5nonies. Le autorizzazioni di cui ai sommi 5bis e 5sexies costituiscono deroga al vincolo derivante dal finanziamento pubblico di cui all'articolo 29, comma 6, delle norme di attuazione del Piano territoriale paesistico della Valle d'Aosta (PTP), approvato con legge regionale 10 aprile 1998, n. 13 (Approvazione del piano territoriale paesistico della Valle d'Aosta (PTP)).".

13. Al comma 4bis dell'articolo 25 della l.r. 19/2001, le parole: "comma 5bis" sono sostituite dalle seguenti: "commi 5bis e 5sexies".

Articolo 4

(Abrogazioni)

1. Le tabelle A e B e il quadro di classificazione indicante il punteggio complessivo minimo previsto per i singoli livelli di classificazione, allegati alla l.r. 33/1984, sono abrogati con effetto dalla data di pubblicazione nel Bollettino ufficiale delle deliberazioni della Giunta regionale di cui all'articolo 2, commi 3, 4 e 5 della l.r. 33/1984, come sostituito dall'articolo 1, comma 2, della presente legge.

2. Le disposizioni contenute negli atti di cui al comma 1 continuano ad applicarsi alle domande di classificazione presentate anteriormente alla data di pubblicazione delle deliberazioni della Giunta regionale di cui al comma 1.

3. Il comma 3 dell'articolo 7 della l.r. 19/2010 è abrogato.

Articolo 5

(Dichiarazione d'urgenza)

1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi dell'articolo 31, comma terzo, dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione.

Presidente - Ieri sera avevamo sospeso i lavori del Consiglio sul punto 28 all'ordine del giorno, riguardante il disegno di legge: "Disposizioni in materia turistica ed urbanistica: Modificazioni di leggi regionali", dopo lo svolgimento della relazione del Consigliere Bieler. Ricordo che sul disegno di legge è stato dato parere favorevole a maggioranza della III e IV Commissione riunite in modo congiunto, su un nuovo testo e c'è un parere favorevole con osservazioni del Consiglio permanente degli enti locali. Sono stati presentati, inoltre, due emendamenti dal gruppo ALPE.

Dichiaro aperta la discussione generale.

La parola alla Consigliera Carmela Fontana.

Fontana (PD) - Grazie Presidente.

L'albergo diffuso, come molti sapranno, è un'impresa ricettiva alberghiera situata in un unico centro abitato, formata da più stabili vicini fra loro, con gestione unitaria in grado di fornire servizi di standard alberghiero a tutti gli ospiti. Come già dal nome, è un albergo particolare che non si costruisce, ma che nasce mettendo in rete case preesistenti. In altre parole, l'albergo diffuso è un albergo orizzontale che si caratterizza per una serie di requisiti messi a punto da una lunga esperienza sul campo, avviata a partire dai primi anni '80 in Friuli ed in Sardegna.

Possiamo dire che il disegno di legge presentato dalla Giunta regionale è interessante e va nella direzione che avevamo già suggerito anche noi, in fase di discussione della precedente normativa sul frazionamento delle residenze turistiche alberghiere RTA, sulla quale eravamo e restiamo contrari. Questo provvedimento è invece per molti versi condivisibile e lo valutiamo positivamente, soprattutto là dove recepisce l'esigenza di adattare il patrimonio ricettivo locale alle nuove tendenze, prevedendo finalmente gli alberghi diffusi.

L'unica nota negativa sarebbe stata per noi la procedura indicata all'articolo 2, comma 5, ma l'osservazione vale anche per i commi 3 e 4 che, nel testo originario, demandavano alla Giunta l'individuazione dei requisiti minimi strutturali, dei livelli di classificazione, della distanza fra le camere e i locali di servizio. Grazie al confronto in commissione, abbiamo avuto il piacere di vedere accolti dall'Assessore degli emendamenti da noi presentati, che introducono nella procedura sopracitata una fase di illustrazione preliminare al Consiglio permanente degli enti locali ed alla commissione consiliare. Nella nostra realtà si tratta di un argomento relativamente nuovo, mentre in altre regioni queste strutture esistono già da anni. Il Friuli è la regione dove lo sviluppo degli alberghi diffusi è più capillare, le strutture in parola esistono fin dal 1982 e l'ultima legge in materia è intervenuta nel 2002.

Non essendo i primi a disciplinare la materia, potremmo giovarci dell'esperienza applicativa di realtà come quella friulana e quella sarda, dove intenso è stato il coinvolgimento degli enti locali e ritrova la stretta collaborazione che deve instaurarsi in una materia come questa fra Regioni e Comuni. Grazie.

Presidente - La parola al Consigliere Comé.

Comé (SA-UdC-VdA) - Grazie Presidente.

Non possiamo che offrire il nostro contributo nell'approvazione di questo disegno di legge, che si esprime nella direzione di modifiche normative - seppure in un momento difficile - a favore del settore turistico, in maniera tale da permettere il mantenimento di un livello altamente competitivo e garantire un ventaglio sempre più ampio di scelte turistico-ricettive, rivolte ad una clientela sempre più attenta e pretenziosa. Ecco quindi la proposta dell'albergo diffuso, nato in Italia fra gli anni '80 e '90; nel 2008, poi, tale idea è stata premiata a livello internazionale come migliore pratica di crescita economica nei paesi in via di sviluppo. L'albergo diffuso ha lo scopo di offrire alla clientela l'esperienza di vita in un centro storico o in uno dei nostri villaggi, potendo contare su tutti i servizi alberghieri, cioè l'accoglienza, l'assistenza, la ristorazione, gli spazi e i servizi comuni alloggiando in camere che distano qualche centinaio di metri dal cuore della struttura, cioè dalla réception e dagli ambienti in comune. Certamente è da sottolineare come questo modello non crea impatto ambientale, non c'è necessità di nuove costruzioni, ma ci si limita al recupero e ristrutturazione di quello che già esiste. Questa proposta può avere la funzione di animatore culturale ed economico dei centri storici, dei nostri paesi e dei nostri villaggi. Quindi la novità di questa proposta offrirà vantaggi in termini di strategie nel mercato turistico moderno.

Altri sono gli aspetti valutati da noi positivamente, quali: la possibilità per gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, di effettuare un cambio di destinazione d'uso trasformandoli in alberghi o nelle tipologie turistico-alberghiere. Mi vengono in mente alcune realtà nelle attuali strutture localizzate nelle stazioni sciistiche, strutture che avranno la possibilità di intervenire ampliando la loro attività, ma soprattutto creando nuovi posti letto, così fortemente richiesti in particolare dalle associazioni degli impianti a fune. Positivo anche l'innalzamento a venti anni per i mutui futuri, finora concessi ai sensi della legge n. 19/2001, sia per le imprese ricettive che per quelle commerciali, ed inoltre l'inserimento fra le spese ammissibili, sempre ai sensi della stessa legge, dell'acquisto di terreni funzionali all'ampliamento dei servizi accessori, quali la costruzione per piscine, per aree giochi e parcheggi: tutto questo per permettere di far crescere il livello di qualità delle nostre strutture ricettive.

Il nuovo testo predisposto dalla III e IV Commissione, che hanno accolto una serie di richieste provenienti dalle associazioni di categoria, dimostra come questa maggioranza, in un settore così importante come quello turistico, sia attenta, disponibile e tempestiva nell'approvare i necessari strumenti legislativi per far crescere il turismo nella nostra regione.

Presidente - La parola al Vicepresidente Chatrian.

Chatrian (ALPE) - Grazie Presidente. Vorrei fare con voi qualche riflessione su questo disegno di legge n. 128 che, a prima vista, può sembrare in parte funzionale a chiarire qualche dubbio o a dare risposte rapide ad istanze presentate a vario titolo dagli attori principali, ma in realtà, a mio avviso, come ho ribadito più volte in commissione in occasione delle varie audizioni, ha un'importanza rilevante.

Le modifiche messe in campo sono diverse e sono state ben esplicitate dal relatore. Questo Consiglio si era espresso positivamente quando si discusse sulla possibilità dell'ampliamento volumetrico sul ricettivo, viste le potenzialità e le necessità di creare le condizioni urbanistiche di ampliamento a tutte le attività ricettive e commerciali esistenti in Valle. Era stata una modifica forte, in quanto l'impianto, pur con i suoi limiti, andava a dare delle risposte puntuali e soprattutto in prospettiva, anche se i risultati non sono ancora eclatanti, ma qualcosa si è mosso dalla piccola, alla media, alla grande struttura. Il momento non è molto favorevole, anche se sovente il rilancio avviene proprio nei momenti di difficoltà congiunturale, creditizia e di disponibilità finanziaria. Riteniamo che il turismo sia il motore pulsante di questa nostra Valle, la somma dei piccoli e dei grandi numeri, dei piccoli e dei grandi centri, e forse sta diventando la sfida di tante località che in Valle stanno cercando di valorizzare le proprie peculiarità di esprimere meglio la propria vocazione e che stanno cercando di mettere in campo quello che di interessante, bello e autentico hanno.

Tornando a noi, tante nuove leve sono inserite in questa legge, parecchie le condividiamo, sono necessarie, e di conseguenza le auspicavamo, le approviamo, come la possibilità per le attività delle case appartamenti per vacanze e affittacamere di beneficiare delle agevolazioni previste dalla "19/2001" non solo per l'investimento iniziale, com'era previsto, ma finalizzato al recupero del fabbricato esistente, come anche in occasione di investimenti successivi. A domanda: risposta; a problema: risposta; a utilizzo migliore del patrimonio esistente c'è la risposta. È interessante l'aggiunta fra le spese ammissibili anche quella per l'acquisto di terreni funzionali alla realizzazione o all'ampliamento di spazi e servizi accessori. Io sarei andato oltre, non solo per alberghi, RTA e affittacamere, avrei inserito anche le case appartamenti per vacanze; ne riparleremo, come è stato detto in commissione.

Registriamo positivamente anche la modifica che prevede una durata di venti anni per i mutui futuri concessi ai sensi della "19", sia per le imprese ricettive che per quelle commerciali. Forse la leva che per noi assume la caratteristica più di peso è quella legata alla possibilità che gli ampliamenti possono essere realizzati anche mediante più interventi, purché l'ampliamento complessivo non superi il 40 percento. Leve che vanno nella direzione di sostenere la ristrutturazione del patrimonio edilizio esistente e che vanno a dare soprattutto la possibilità alle piccole strutture; questo passaggio va a creare le condizioni e ad aiutare soprattutto le piccole strutture per poter, a più riprese, utilizzare questa possibilità e avere sempre più un ruolo interessante e di prim'ordine nel domaine della ricettività.

Con rammarico e con una certa convinzione e determinazione però, devo cambiare registro, anche perché, già in commissione, abbiamo presentato - con il collega Cerise - degli emendamenti che non sono stati accolti. Questo disegno di legge crea la possibilità di cambiare la destinazione d'uso sulla parte da ampliare...mi spiego meglio: in parole povere, condividiamo la possibilità di cambiare la destinazione d'uso in affittacamere, in ristorante, in bar nei piccoli e nei grandi centri, alberghi, in tutte quelle destinazioni urbanistiche che veramente a nostro avviso fanno la differenza sulla e nella ricettività commerciale in una località grande, ma soprattutto in quella piccola, però non con la possibilità di mutare sull'ampliamento e la destinazione in RTA frazionate.

Assessore e Presidente, questo nostro posizionamento non è ideologico, ma suffragato da casi ben precisi, come già dettagliatamente e puntualmente discusso l'anno scorso nel mese di giugno...un esempio per tutti. Sinceramente non gradiremmo avere sulle piste di sci delle seconde case, e chiudo e vado avanti. In tal senso abbiamo presentato due emendamenti che vanno nella direzione da noi auspicata, perché riteniamo valido l'impianto senza questa possibilità, in quanto andrebbe ad incrinare un equilibrio. Come ho detto in commissione, esistono in Valle delle RTA meravigliose, ben curate e ben gestite, ma con la modifica che avete apportato l'anno scorso riteniamo non percorribile tale direzione, soprattutto nelle grandi località e sulle piste.

In ultima battuta, ma non come importanza, non ci convince affatto l'emendamento n. 10 che l'Assessore ci ha presentato in commissione, dove si prevede questa specie di delocalizzazione del fabbricato destinato al medesimo uso. Ci parlate di "situazione concreta" in cui possono imbattersi quelle strutture ricettive che non consentono ampliamenti, vedi nei grandi palazzi, che non hanno una gestione economicamente sostenibile e che subiscono un processo di degrado, un vincolo finanziario non estinto...e allora, a nostro avviso, c'è da porre la domanda: cosa si fa, quali sono le conseguenze? Viene prevista una forma di sostituzione su un altro fabbricato realizzato ex novo, senza che il mutamento di destinazione del fabbricato comporti l'applicazione di una sanzione amministrativa; in sintesi, viene tolta la multa. Questa leva non ci convince, ci sembra che abbia delle zone d'ombra e anche che forse è stata buttata lì, all'ultimo minuto.

Con grande rammarico, ma con la presenza di queste due ultime leve, chiamiamole "possibilità", le RTA frazionate su qualsiasi ampliamento e questa forma poco chiara di delocalizzazione finanziaria ci impediscono di dare un giudizio positivo nel complesso al provvedimento, consci però che questo dà impulso alle numerose risposte di cui il settore necessitava. Non vorrei che sulle due ultime leve, dove noi esplicitiamo chiaramente la nostra contrarietà, ci fossero già i nomi e i cognomi dei potenziali beneficiari! Grazie.

Presidente - La parola al Consigliere Maquignaz.

Maquignaz (UV) - Grazie Presidente. Colgo anch'io l'occasione per intervenire, in questo dibattito, su questa modifica di leggi; credo sia opportuno dire qualcosa, in quanto queste modifiche sono il frutto di un percorso iniziato da tempo nel mondo del turismo.

A me premeva dire qualcosa in più soprattutto sulle scelte che vengono fatte da questa maggioranza regionale. Partiamo dal 40 percento degli ampliamenti, una scelta già del passato importante, che dà la possibilità alle imprese turistiche valdostane, agli alberghi di poter migliorare i propri servizi. Le modifiche nei vari anni sono state tante, dobbiamo però dire che oggi, con questa modifica, si va a completare un ragionamento importante, si va nella direzione di dare la possibilità agli imprenditori del mondo turistico di avere ancora la possibilità di fare delle scelte importanti nelle proprie aziende. Non possiamo però dimenticare il momento economico che stiamo vivendo, un momento molto difficile, anche la nostra regione ha un po' di difficoltà, ma dobbiamo notare che, malgrado tutto, la Valle d'Aosta sta attraversando la crisi tenendo bene e tenendo certi numeri, come riportano i giornali.

Dobbiamo continuare in questa direzione, questo mio intervento va a fare un plauso per le modifiche che ci sono in queste leggi. Voglio ricordare alcuni aspetti...quello, per esempio, delle norme anticrisi. Io ero già Presidente degli albergatori e tanti anni fa si parlava già della questione degli anni di restituzione dei mutui...vi ricordate bene che tantissimi anni fa i mutui regionali erano a 20 anni; poi, per varie modifiche, sono passati a 15 anni, per cui le imprese in questa fase economica si sono trovate più in difficoltà rispetto al passato, dovendo restituire il proprio capitale in 15 anni anziché in 20. Era chiaro che certi investimenti fatti importanti diventavano molto più pesanti per le imprese, perché gli anni per restituire i debiti che le imprese facevano erano troppo corti in proporzione agli investimenti fatti. Quindi questo è un dibattito che già anni fa abbiamo fatto in varie sedi, al quale si cercava di dare delle risposte, ma finora non si è riusciti a riportare i mutui da 15 a 20 anni. È chiaro che il fatto che si portino i mutui nei prossimi investimenti da 15 a 20 anni...credo che sia il pilastro portante di questa norma, perché questo vuol dire incentivare sicuramente gli imprenditori a fare nuovi investimenti. Come sapete bene, oggi, con la crisi economica, con i costi elevati dell'edilizia fare degli investimenti non è più facile, per cui il fatto di avere 20 anni a disposizione per un imprenditore per fare gli investimenti...sicuramente sarà un volano per incentivare gli imprenditori del mondo alberghiero a fare nuovi investimenti.

Come qualcuno diceva prima, è vero, si va a dare importanza anche ai piccoli investimenti; per esempio, il ragionamento di poter trasformare l'affittacamere in hôtel crediamo sia importante; il fatto di dare la possibilità a questi imprenditori di passare da 6 camere massimo di un affittacamere a più camere, quindi creare nuovi posti letto e sviluppo crediamo sia un fatto importante ed uno strumento di cui i piccoli imprenditori necessitavano. Quindi anche questa modifica darà la possibilità, a chi vorrà farlo, di poter migliorare la propria offerta e creare delle imprese più grandi che potranno dare nuovi servizi.

È pertanto chiaro che è inutile andare nel tecnico, perché già il relatore ha spiegato bene tutte le modifiche che vengono portate avanti, ma è chiaro che era opportuno fare questo mio intervento - o almeno ho voluto farlo -, per sottolineare che in questi ultimi anni queste scelte di aprire il mercato, di dare delle nuove possibilità all'economia e di fare la scelta politica di creare sviluppo, la scelta politica di dire: fate gli imprenditori, vi diamo gli strumenti per poterlo fare... Questo è il ragionamento di fondo che si è fatto politicamente ed è per quello che condivido questa norma e questa linea.

Volevo solo fare una piccola considerazione riguardo alle RTA. Quella delle RTA è una problematica sempre esistita, ma dobbiamo renderci conto che il mondo sta cambiando, l'offerta mondiale sta cambiando, il turismo è in evoluzione e in effetti anche le RTA oggi stanno prendendo una forma diversa. Poi cerchiamo anche di capire dove ci sono gli imprenditori che fanno delle RTA per creare turismo e dove ci sono altre situazioni, quindi credo che il fatto di poter cambiare destinazione, per andare nello specifico di quello che diceva prima Chatrian, sulla parte ampliata di un albergo, non vuol dire che qualcuno voglia frazionare o cedere degli immobili, ma vuol dire che un imprenditore fa la scelta di tenere una parte ad albergo e una parte ad appartamenti di un certo tipo, anche perché moltissime famiglie oggi chiedono degli spazi grandi e dei servizi diversi. Quindi le cose vanno viste a volte con un po' di buona fede...non sempre gli investimenti vengono fatti per veder chissà cosa! Ci sono tantissime famiglie in Valle d'Aosta che fanno investimenti perché credono ancora nelle imprese e nello sviluppo del turismo.

Con queste mie semplici parole voterò chiaramente a favore di questa legge e faccio un plauso alla Giunta che ha presentato questa legge molto importante. Grazie.

Presidente - Se nessuno chiede di intervenire, dichiaro chiusa la discussione generale.

Si passa all'esame dell'ordine del giorno presentato dal gruppo ALPE.

La parola al Consigliere Louvin.

Louvin (ALPE) - Grazie Presidente.

L'ordine del giorno è molto semplice e si ricollega ad una necessità che è stata constatata durante i lavori su questa legge. Dall'inizio di questa legislatura - ma il problema è più risalente, si continua ad operare con interventi spot in questa tematica...se ci riferiamo alla sola problematica degli incrementi volumetrici, come espressamente disciplinata in questo comma 2 bis dell'articolo 90 bis della legge n. 11/1998, che è sostituito da un articolo nel quale gli incrementi volumetrici del 40 percento del volume esistente, riferito ad una data precisa, devono essere calcolati al netto di eventuali ampliamenti già assentiti in base alla legge n. 34/2007, in base alla legge n. 18/2009, in base alla legge n. 24/2009, in base alla legge n. 19/2010 -, abbiamo una sensazione di estrema difficoltà di articolazione del nostro disegno legislativo, per cui credo ormai che è venuto tempo di mettere mano ad un riordino normativo in materia.

Segnaliamo con preoccupazione questo a nome degli operatori che intervengono sia come tecnici che come imprenditori interessati e che, in un quadro così disomogeneo, di difficile lettura, non si ritrovano, ovvero chi si ritrova è solo chi deve cercare una soluzione ad hoc per un caso singolo. Questa tipologia di leggi "on demand", su sollecitazione - dobbiamo risolvere dei casi, quindi andiamo a definire meglio la situazione -, ha creato e sta creando delle difficoltà oggettive; penso sia possibile una riscrittura, se non di tutta la normativa urbanistico-edilizia, sulla quale non abbiamo particolari notizie, ma credo che forse, essendo già a metà legislatura, sarebbe tempo di sapere se c'è qualche possibilità di avere almeno per questo segmento un riordino.

Quindi la nostra proposta è che la Giunta sia incaricata dell'elaborazione e della sottoposizione alla commissione competente, nell'arco di tre mesi, di un disegno di legge organico che metta un po' d'ordine, faccia un po' di pulizia in questa materia che è diventata troppo farraginosa e non consente più di muoversi correttamente. Grazie.

Presidente - La parola all'Assessore al turismo, sport, commercio e trasporti, Marguerettaz.

Marguerettaz (UV) - Grazie Presidente.

Credo che questo ordine del giorno sia intriso di buone intenzioni e quindi non si può non essere d'accordo dal punto di vista del principio, tant'è che rispetto a questa attività il Governo regionale e la maggioranza stanno lavorando a 360 gradi su questo settore, nel senso che lei potrà andare con facilità a trovare delle corrispondenze, delle sollecitazioni che dalla Presidenza vanno nei confronti di tutti i coordinatori e i dirigenti, poiché è stato individuato come obiettivo quello di razionalizzare e far convergere dei testi unici per migliorare il nostro ordinamento.

Nel tema specifico stiamo portando a compimento un'operazione molto importante, che è la revisione di tutti i piani regolatori e, se dobbiamo essere molto onesti, questo percorso è stato così lungo che i piani regolatori oggi arrivano, dopo dei percorsi di anni e di anni...che probabilmente meriterebbero fin da subito di essere rivisti; quindi, appena approvati, abbiamo già delle necessità! Ritengo che questo tipo di discorso sia una buona intenzione che noi stiamo perseguendo; non siamo nella logica di prendere un impegno nei tre mesi, portiamo a compimento questo percorso e là, dove ci saranno le condizioni, faremo tutti gli sforzi per avere questo testo unico.

Vi chiediamo di ritirarlo - perché è un impegno che è condiviso, ma sicuramente non ci sono le condizioni per dire: presentiamo nei tre mesi -, oppure annunciamo l'astensione sull'ordine del giorno.

Presidente - La parola al Consigliere Louvin.

Louvin (ALPE) - Assessore Marguerettaz, si diceva una volta che: "la via dell'inferno è lastricata di buone intenzioni"... Ci fa piacere sapere che avete degli intendimenti positivi, che il coach della Giunta vi frusta con assiduità per cercare di mettere ordine in questa materia, ma onestamente non abbiamo visto tanti risultati! Non è ancora venuta fuori, in nessun settore, una proposta di riordino normativo, e siamo a metà della legislatura! Se arriva, ben venga, siamo i primi ad essere felici, ma a questo punto, arrivati a 30 mesi, noi tiriamo una riga e diciamo: "diamo dei tempi"...quella è l'unica cosa che possiamo fare nei confronti del Governo regionale, dare delle scadenze e far sì che abbia un'agenda precisa nel suo modo di procedere. Capisco questa idea: lasciateci fare, stiamo pensando, eccetera, ma dal nostro punto di vista questo non è un impegno che abbia un carattere vincolante per l'azione del Governo regionale. Se non vanno bene i tre mesi possono essere quattro mesi o sei mesi, ma lei ci sta dicendo: lasciateci fare, faremo noi quando potremo e questo mi pare non sia una risposta accettabile, ma non da parte dell'opposizione, da parte di nessuno qui dentro! Poi qualcuno glielo dirà, altri non glielo diranno per ovvie ragioni di ruolo, ma non è una richiesta accoglibile da parte nostra.

Manteniamo con tranquillità il nostro ordine del giorno. Grazie.

Presidente - La parola al Consigliere Donzel.

Donzel (PD) - Grazie Presidente. Una doverosa dichiarazione di voto perché l'ordine del giorno è arrivato in aula.

Per quanto ci riguarda, riteniamo di sostenere questo ordine del giorno, al di là della tempistica estremamente ristretta che riconosciamo esserci...rientra nella filosofia declamata da destra e da sinistra, da tutti i governi, quella di arrivare a quella che si chiama la "semplificazione legislativa". Quindi, al di là della tempistica che ritengo sicuramente stretta, il principio è un principio diffuso che ormai è richiamato da qualsiasi cittadino, lo richiamiamo tutti, tutte le forze politiche, è un patrimonio collettivo. Pertanto, il ribadire che su una materia su cui si stanno affastellando una serie di norme sarebbe opportuno arrivare ad un riordino, è un principio assolutamente condivisibile. È in questa ottica che votiamo questo ordine del giorno, ma un'ottica che credo sia sempre più condivisa, perché sempre più i cittadini non riescono a leggere una legge, in quanto ogni legge ne richiama altre; chiunque deve fare un intervento deve come minimo dotarsi di un codice legislativo, perché prima di fare l'imprenditore, deve diventare un giurista, consultarsi con tre o quattro commercialisti per riuscire a svolgere la sua attività. Quindi è solo un ordine del giorno indirizzato al buon senso, che poteva essere magari tarato nei tempi, ma sicuramente nell'ordine delle cose declamate ormai da tutte le forze politiche e da tutti i governi. Grazie.

Presidente - Pongo in votazione l'ordine del giorno presentato dal gruppo ALPE, che recita:

Ordine del giorno

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste

Constatato come il disegno di legge oggi in discussione (D.L. n. 128/2010 "Disposizioni in materia turistica ed urbanistica: modificazioni di leggi regionali") intervenga con ulteriori modifiche e integrazioni su un quadro normativo risalente a quasi trenta anni fa (L.R. n. 33/1984) reso ormai estremamente disomogeneo e di difficile lettura;

Ritenuta indispensabile ed urgente una operazione di riordino e riscrittura della complessa normativa in materia turistica ed urbanistica;

Impegna

la Giunta regionale ad elaborare e sottoporre alla competente Commissione consiliare entro tre mesi un disegno di legge organico che consenta l'abrogazione delle norme attualmente in vigore a favore di un testo unico coordinato che riguardi l'intera materia.

F.to: Chatrian - Patrizia Morelli - Louvin - Giuseppe Cerise - Bertin

Consiglieri presenti: 30

Votanti e favorevoli: 8

Astenuti: 22 (Agostino, Benin, Bieler, Caveri, Comé, Crétaz, Empereur, Hélène Impérial, Isabellon, André Lanièce, Lavoyer, Maquignaz, Marguerettaz, Pastoret, Prola, Emily Rini, Rollandin, Salzone, Laurent Viérin, Marco Viérin, Manuela Zublena, Zucchi)

Il Consiglio non approva.

Presidente - Passiamo ora all'esame dell'articolato, vi ricordo che c'è stato il parere favorevole a maggioranza della III e IV Commissione e sono stati presentati due emendamenti dal gruppo ALPE.

La parola all'Assessore al turismo, sport, commercio e trasporti, Marguerettaz.

Marguerettaz (UV) - Per ringraziare il relatore, Consigliere Bieler, e ringraziare i Consiglieri Comé, Fontana, Chatrian e Maquignaz per il contributo dato con il loro intervento, contributo che è positivo e permette di portare in aula una serie di valutazioni.

Questo è un provvedimento articolato che ha diversi volets; sicuramente quello più interessante è l'albergo diffuso che, come ha ricordato la collega Fontana, non è una novità dal punto di vista filosofico, ma può essere una novità l'applicazione in Valle d'Aosta. Capite bene che un albergo diffuso su un territorio marino o su un borgo del centro Italia ha un certo sapore, mentre un albergo diffuso in un villaggio di alta montagna ha un profilo completamente diverso e può essere molto appetibile, perché - come qualcuno avrà modo di vedere, anche eminenti professori, ricordo ad esempio l'attività fatta anche dal mio predecessore, il collega Pastoret, che aveva già avuto modo di confrontarsi con il prof. Dall'Ara - questi sono dei villaggi che devono esprimere un'autenticità. Quindi non è solo un'operazione urbanistica di recupero, è un'espressione di autenticità di cui il turista beneficia, vivendo una realtà articolata nella comunità, quindi molto interessante e speriamo che i nostri operatori colgano questa opportunità; è una scommessa, ma riteniamo ci siano forti ragioni per dare un impulso alla nostra offerta.

Mi collego subito anche con un'offerta particolare che è quella extralberghiera. Noi abbiamo dei provvedimenti che consentono di dare delle risposte nell'extralberghiero...stiamo parlando degli affittacamere, delle cave, dei bed & breakfast...se voi avete modo di vedere le statistiche, il nostro sito è apprezzato in queste parti, dove questa tipologia è decisamente interessante. Quindi rispetto a questo ragionamento bisogna tener conto che la nostra offerta è diversificata, per cui bisogna affrontare l'argomento con grande serenità; non è che ci sono le cose giuste e quelle sbagliate, abbiamo bisogno degli affittacamere, abbiamo bisogno delle RTA come dei cinque stelle, c'è bisogno di tutto per creare un'offerta robusta, non c'è un'offerta che deve escludere l'altra. Anche per questo siamo andati a rivedere la nostra classificazione e abbiamo introdotto, su sollecitazione degli albergatori, nella classificazione i tre stelle e i tre stelle superior, i quattro stelle e i quattro stelle superior, i cinque stelle, cioè cerchiamo di dare delle offerte. Qualcuno avrà visto ieri su la Repubblica che nelle Dolomiti c'è un albergo superlusso a sette stelle...tanto per dire che dobbiamo valorizzare le nostre specificità e guardare tutto il contesto nazionale ed internazionale, dare delle opportunità ai nostri albergatori.

Credo che il Governo stia procedendo nel programma di legislatura; ricordo a tutti che l'albergo diffuso era uno dei passaggi del nostro programma di legislatura. La sollecitazione che ci è stata fatta per finanziare, per le caves, l'acquisto di terreni per le attività accessorie - lo abbiamo detto in commissione - credo ci sia disponibilità, così come la disponibilità c'è e va affrontata con attenzione per una sollecitazione che ci avevano fatto i piccoli Comuni per le caves - dove oggi abbiamo un numero abbastanza importante di alloggi per avere l'autorizzazione a cave - e quindi chiedevano di ridurre e di beneficiare del contributo anche con un numero minore di appartamenti rispetto ad oggi. Questa è una suggestione interessante, dobbiamo solo capire come articolarla, così come c'è un altro tema che farà parte di questo ragionamento, cioè consentire a coloro che hanno la licenza di cave di utilizzare gli appartamenti dei privati, attraendoli all'attività di cave, pur non essendo costruiti come cave, in modo da dare degli strumenti per mettere in circuito questo patrimonio di seconde case che per noi, se non usate, sono una zavorra, ma che, se usate, diventano un moltiplicatore, perché c'è un bacino molto interessato.

Credo che queste siano le cose di sostanza; le leggi vengono fatte per risolvere dei problemi di una categoria. Sicuramente la categoria è composta da persone, ma noi diamo delle risposte al comparto turistico, quindi ci dispiace che venga sempre mercificata l'azione e che si dica: fate questo per un nome e un cognome, questo perché fa vivere la politica a dei livelli che onestamente la politica non meriterebbe. Lo si fa per dare una risposta ad un settore che merita attenzione e che in questo momento sta dando delle speranze alla nostra economia.

Ringrazio per il lavoro fatto e confido nella consueta collaborazione che il Consiglio, la maggioranza e i colleghi danno su un argomento così importante.

Presidente - Passiamo all'esame dell'articolato.

Pongo in votazione l'articolo 1:

Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 31

Il Consiglio approva all'unanimità.

Presidente - All'articolo 2 vi sono gli emendamenti n. 1 e 2 del gruppo ALPE.

La parola al Vicepresidente Chatrian.

Chatrian (ALPE) - Grazie Presidente.

I due emendamenti erano già stati proposti in commissione e vanno nella direzione da noi auspicata già un anno e mezzo fa e anche nel mese di giugno, quando il Consiglio ha deciso di dare la possibilità di frazionare le RTA. Il mondo va avanti, qualcuno diceva, ne siamo consci, ma possiamo decidere noi quali strade intraprendere e con che strategia: ecco che questi due emendamenti vanno in quella direzione, nel senso che registriamo positivamente la possibilità di mutare la destinazione sull'ampliamento, tranne che in RTA frazionate. Ecco perché la preoccupazione che abbiamo, e che ho, abitando in un Comune turistico di media montagna e conoscendo la realtà non solo del mio Comune, ma della nostra intera Valle, è quella di non avere queste RTA frazionate sulle piste...non la vediamo, noi, sinceramente. Vediamo invece tutte le altre categorie di mutamento che sono state inserite nel disegno di legge, vediamo gli affittacamere, vediamo delle camere, vediamo la possibilità data a bar e ristoranti...ecco perché abbiamo presentato questi emendamenti, e non era un riferimento a nomi e cognomi... sinceramente nelle grandi località non ci vediamo delle seconde case sulle piste e chi è più bravo di noi non lo sta facendo, glielo assicuro, Presidente! Grazie.

Presidente - La parola all'Assessore al turismo, sport, commercio e trasporti, Marguerettaz.

Marguerettaz (UV) - Credo che nell'annunciare la contrarietà a questi due emendamenti, corre l'obbligo di ricordare che eventualmente il frazionamento delle RTA, qualora proposto, non cade dal cielo. La RTA a proprietà frazionata si verifica esclusivamente se il Comune stipula una convenzione, quindi il Comune ha sempre la facoltà di procedere o non procedere. Qua sembra che si sia un automatismo e che la gente faccia tutto quello che vuole, ma non è così, perché se ci sono delle RTA e le RTA devono essere frazionate, c'è un passaggio. Annuncio che è stato avviato il percorso con il CELVA per definire la convenzione tipo, poi ci sarà il passaggio in commissione, ma lei capisce che qua non c'è nessuna deregulation, c'è la barra del timone che è saldamente in mano al Comune. Quindi se questa è un'opportunità, è un'opportunità e va presa quando questa serve alla collettività. Quando abbiamo avuto modo di definire in commissione...non è che abbiamo un bar che si trasforma in una RTA, perché lei sa bene che per avere una RTA bisogna avere almeno sette appartamenti, sono 70 metri quadri di spazio locale...quindi esprimiamo contrarietà agli emendamenti.

Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 1 del gruppo ALPE che recita:

Emendamento

Al comma 1 dell'articolo 2 del disegno di legge, le parole "oggetto di cambio di destinazione d'uso in alberghi o in residenze turistico-alberghiere, come definiti dall'articolo 2, commi 3 e 4," sono sostituite con le seguenti "oggetto di cambio di destinazione d'uso in alberghi, come definiti dall'articolo 2, comma 3,".

Consiglieri presenti: 31

Votanti: 28

Favorevoli: 5

Contrari: 23

Astenuti: 3 (Donzel, Carmela Fontana, Rigo)

Il Consiglio non approva.

Presidente - Ovviamente l'emendamento n. 2 del gruppo ALPE decade; ne do lettura per il verbale:

Emendamento

Al comma 2 dell'articolo 2 del disegno di legge, le parole "oggetto di cambio di destinazione d'uso in alberghi o in residenze turistico-alberghiere, come definiti dall'articolo 2, commi 3 e 4," sono sostituite con le seguenti "oggetto di cambio di destinazione d'uso in alberghi, come definiti dall'articolo 2, comma 3,".

Pongo in votazione l'articolo 2:

Consiglieri presenti: 31

Votanti e favorevoli: 26

Astenuti: 5 (Bertin, Giuseppe Cerise, Chatrian, Louvin, Patrizia Morelli)

Il Consiglio approva.

Presidente - La parola al Consigliere Louvin sull'articolo 3.

Louvin (ALPE) - Grazie Presidente. Vorrà scusare la difficoltà con la quale ogni tanto interveniamo, perché queste leggi hanno una costruzione a castello che è un po' articolata.

Nel corso dell'esame di questo disegno di legge è stato introdotto un emendamento da parte della stessa Giunta regionale che, dopo il comma 5 quinquies dell'articolo 23 della legge n. 19/2001, aggiunge l'articolo 5 sexies e seguenti. A parte la complessità, di cui abbiamo già parlato, vediamo la sostanza di questo articolo che riguarda la questione di un'ipotetica - che diventerebbe consentita - sostituzione di beni immobili, finanziati con nuovi beni immobili da adibire al medesimo uso di quelli finanziati attraverso un'operazione che è già consentita dalla legge, ed effettivamente prevede che le agevolazioni percepite non devono essere restituite qualora i beni finanziati siano sostituiti con altri della stessa natura. È un principio sostanzialmente già accettato per beni della stessa natura. Allora, come mai introdurre in questa legge, con questo articolo 5 sexies, la possibilità di ottenere l'autorizzazione alla vendita separatamente dall'azienda o al mutamento di destinazione dei beni immobili oggetto di finanziamento? Qui si precisa che la sostituzione dei beni possa operare per varie tipologie di iniziative: per costruire nuovi fabbricati, per recuperare ed eventualmente ampliare fabbricati esistenti con destinazione d'uso diversa da quella dei beni oggetto di finanziamento. Ma come? Qui allora cambia il principio: non è che trasferisca l'operazione di finanziamento su un bene che ha la stessa identica finalità, ma faccio un recupero ed eventualmente un ampliamento di beni aventi destinazione d'uso diversa dai beni oggetto di finanziamento.

Assessore, questo ci sembra un principio assolutamente non condivisibile, perché qui non stiamo incentivando un'operazione di mantenimento di attività turistiche in altra forma, ma la possibilità di operare con interventi su fabbricati con destinazione d'uso diversa da come noi leggiamo la questione. Questo è un problema che ci fa dubitare fortemente del fatto che, ad una settimana dalla discussione, si inserisca come una palla da bowling questo emendamento, su cui non c'è stata un'attenta riflessione. Ma le aggiungo un'altra cosa e vorrei, con lei e con l'Assessore Zublena - che ogni tanto sull'urbanistica forse ha interesse a misurarsi -, fare un ragionamento su cosa sta succedendo rispetto a questi immobili, perché ci è parso di capire che la finalità è quella di lasciare le mani libere a chi ha proprietà alberghiere in realtà costrette all'interno soprattutto di centri urbani, parliamo in particolare di Aosta, Saint-Vincent, realtà di questo genere, in cui ci sono strutture condominiali che accolgono delle strutture alberghiere che hanno difficoltà ad espandersi o a dotarsi di strumenti accessori o di servizi complementari, e allora la scelta è almeno nominalmente, ma consentiamo la delocalizzazione di questo intervento.

Ora, a prescindere da tutti i dubbi che abbiamo sul fatto di come viene gestita questa operazione in termini di trasferimento e dove va trasferito questo finanziamento, Assessore Zublena e Assessore Marguerettaz, noi sappiamo cosa sta succedendo in Aosta, in Saint-Vincent, per quanto riguarda le vecchie piccole strutture alberghiere? Noi stiamo perdendo gli ultimi pezzi di residenzialità alberghiera in questi centri, perché in Aosta sono quasi esclusivamente realtà di questo genere. Quando è intervenuto sul piano regolatore, il Comune di Aosta non ha posto vincoli adeguati sul mantenimento di strutture alberghiere nella città di Aosta. Noi stiamo aprendo le strade alla chiusura degli alberghi e chi sarà a presiedere la ricettività turistica fra 5 o 10 anni si sentirà chiamare da fuori Aosta e chiedere: ma dove possiamo venire in un albergo ad Aosta? e risponderà: ma ci sono degli affittacamere...perché non ci saranno quasi più alberghi ad Aosta! Questo è un dato sostanziale che va oltre il contenuto di questa forzatura normativa che è in corso, questa è la preoccupazione che abbiamo, e su questo crediamo che debba essere aperta urgentemente una discussione seria per sapere cosa vogliamo avere in futuro. Grazie.

Presidente - La parola all'Assessore al turismo, sport, commercio e trasporti, Marguerettaz.

Marguerettaz (UV) - Credo che il collega Louvin abbia posto un problema che sicuramente lui conosce molto bene, con tutti gli anni di esperienza e con tutte le attività fatte nel tempo; siccome non siamo dotati di una bacchetta magica e non possiamo trasformare le catapecchie in ville o i condomini in grandi alberghi, dobbiamo guardare con grande lucidità alle situazioni che ci vengono rappresentate. Se gli alberghi, così come sono realizzati, non sono nella condizione di poter dare una redditività ai proponenti, qualora i proponenti abbiano la possibilità di fare delle cose diverse, lo fanno!

Allora questo emendamento, magari la sua articolazione è un po' complessa...ma voglio ribadire che non consente di fare nulla di diverso rispetto a quello che il piano regolatore e i vincoli urbanistici consentono. Quindi, rispetto a questo tema, l'articolato non consente di derogare ai vincoli del piano regolatore e ai vincoli urbanistici; consente semplicemente di gestire diversamente i finanziamenti, quindi i vincoli che discendono dal finanziamento, non i vincoli urbanistici. D'altra parte, il proprietario questo potrebbe già farlo, se ha un immobile che non è gravato da vincoli urbanistici, è sufficiente che restituisca l'importo e fa tutto quello che vuole. Noi abbiamo solo creato la possibilità di evitare l'aspetto sanzionatorio della restituzione, a condizione che l'importo venga riallocato, vengano fatti degli investimenti sempre nello stesso settore. Come avrà avuto modo di vedere, il nuovo investimento ha un vincolo di almeno 15 anni, quindi quello che mi preme evidenziare è che un nuovo investimento, un ampliamento, una costruzione su quell'immobile ancorché costruito senza vincoli urbanistici, in virtù di questa operazione avrà un vincolo di destinazione almeno per 15 anni. Tutto questo con una delibera di Giunta, nel senso che non c'è niente di scontato; quindi, a fronte di questa possibilità, così come la possibilità di restituire - lei lo ha ricordato - c'è la possibilità di restituire qualora non ci siano le condizioni economiche, anche quello viene fatto dopo un'istruttoria dell'ufficio ed una delibera della Giunta, questa è un'operazione analoga che consente, qualora vi siano però le condizioni che urbanisticamente vengono accettate. Perché lei ha ragione nel dire che ci sono alberghi che probabilmente cesseranno, ma cessano comunque, non è il nostro desiderio che fermerà, perché se io sono proprietario di un immobile destinato ad albergo e il piano regolatore mi consente, ed è legittimo, non faccio nessun abuso edilizio, di trasformarlo...io lo posso trasformare checché ne pensino Marguerettaz e Louvin! D'altra parte possono Marguerettaz, Louvin, il Consiglio regionale, porre dei vincoli tali da far fallire le persone? No, perché non è pensabile porre dei vincoli su delle strutture alberghiere che sono antieconomiche, saremmo in uno Stato illiberale, dove non facciamo un'operazione buona. L'operazione buona è consentire a quelle aziende che vogliono investire di farlo.

Quindi, se ho potuto chiarire l'articolato, non c'è nessuna concessione se non quella che già il piano regolatore consente e, se ci sono delle operazioni, c'è un vincolo di 15 anni...tutto bloccato.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 3:

Consiglieri presenti e votanti: 30

Favorevoli: 25

Contrari: 5

Il Consiglio approva.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 4:

Consiglieri presenti: 30

Votanti e favorevoli: 25

Astenuti: 5 (Bertin, Giuseppe Cerise, Chatrian, Louvin, Patrizia Morelli)

Il Consiglio approva.

Presidente - Articolo 5: stesso risultato.

La parola al Vicepresidente Chatrian, per dichiarazione di voto.

Chatrian (ALPE) - Grazie Presidente.

Per fare un'ultima riflessione, abbiamo dichiarato ed esplicitato in maniera importante tutta una serie di leve ed aiuti che in questo disegno di legge sono stati inseriti, ben esplicitati e che vanno nella direzione da noi auspicata. Ribadisco con un certo rammarico di non poter votare questo impianto, anche perché registriamo due leve a nostro avviso anche un po' pericolose, o quanto meno non le condividiamo, e ho cercato di spiegarle e di fare degli esempi, che sovente non hanno bisogno di nomi e cognomi. Ma gli esempi si possono fare dove le potenzialità ci sono, dove non ci sono gli esempi lasciano il tempo che trovano.

Ci asterremo su questo disegno di legge per le motivazioni che poc'anzi abbiamo ribadito. Grazie.

Presidente - La parola alla Consigliera Carmela Fontana.

Fontana (PD) - Il gruppo del Partito Democratico vota a favore del disegno di legge n. 128, che è un primo passo, un traguardo importante che dà un impulso al mondo del turismo. Si tratta di un piccolo tassello che deve essere ben coordinato con le tante altre iniziative messe in campo, e da avviare per sostenere lo sviluppo del settore turistico in un momento particolare di difficile crisi economica.

Presidente - Pongo in votazione la legge nel suo complesso:

Consiglieri presenti: 31

Votanti e favorevoli: 26

Astenuti: 5 (Bertin, Giuseppe Cerise, Chatrian, Louvin, Patrizia Morelli)

Il Consiglio approva.