Trascrizione informale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 163 del 30 luglio 1970 - Resoconto

OGGETTO N. 163/70 - Disegno di legge regionale recante: "Norme modificative ed integrative delle leggi regionali 30 novembre 1965, n. 24, 12 settembre 1966, n. 11, 10 aprile 1967, n. 11 e 9 febbraio 1968, n. 3, riguardanti provvedimenti per la ripresa dell'industria nel settore dell'edilizia economica e popolare".

Chantel (P.S.I.) - Dal disegno di legge, la prima parte che voi avete visto è una relazione finanziaria dei mutui concessi fino a oggi; si è potuto constatare che le richieste di mutui e le domande giacenti sono di gran lunga superiori nella zona A che comprende i Comuni di Aosta, Charvensod, Jovençan, Gressan, ecc., che quelli della zona B, in cui, naturalmente, le richieste sono state molto inferiori. Nella stessa relazione si deve constatare che il tasso di interesse è stato in questi ultimi tempi portato dal 6,50% al 7,50% e che richiedeva da parte della Valle un intervento, in quanto la proposta di legge, propone di aumentare da lire 1.000.000.000 a lire 1.250.000.000 dell'ammontare dei mutui da utilizzare per l'anno 1970, con destinazione dell'intera maggiore disponibilità di 250 milioni, all'acquisto di alloggi di nuova costruzione nella zona A, cioè nei Comuni di Aosta, Charvensod, Gignod, Gressan, Jovençan, Pollein, Saint-Christophe e Sarre, in quanto ci sono un carico di domande giacenti, 123 domande, per un importo complessivo di 615 milioni; perciò si è creduto quindi di portare questa variazione, chiedendo un aumento da 1.000.000.000 a 1.250.000.000. Il finanziamento della maggiore spesa annua di lire 10 milioni, da assumere a carico della Regione, viene assicurato con il prelievo del relativo importo all'apposito fondo di riserva e il maggior finanziamento proposto di lire 250.000.000 è stato di massima concordato - ecco perché si parlava di differenza di tasso - al tasso del 7,50% in ragione di 125 milioni ciascuno, con l'Istituto Bancario San Paolo e la Cassa di Risparmio di Torino. Ecco perché si è dovuto anche per questo intervento concordare prima con questi Istituti, perché accettassero un tasso agevolato. Voi sapete, purtroppo, che i tassi ai privati sono molto superiori al 7,50%.

Ci sono gli articoli 3 e 4 del disegno di legge che fin qui si vede come deve essere portato questo ammontare maggiore di spesa, però il complesso del disegno di legge fa una constatazione che, mentre per concedere i mutui nella zona A si era deciso un punteggio minimo di 13/60 a un punteggio fino a 26 punti, per la concessione di mutui agevolati per l'acquisto di nuovi alloggi nella zona B, sono stati invece collocati in graduatoria i richiedenti con punteggio compreso fra un minimo di punti 1 e un massimo di punti 15 e 50. Su un complesso di 56 domande accolte, sono stati autorizzati mutui a 12 richiedenti con un punteggio non superiore a 5 punti, perciò la richiesta di modifica porterebbe che la concessione dei mutui agevolati per l'acquisto di nuovi alloggi, anche in questo caso per la zona B, invece da 1 a 13 e 60, da 5 a 13 e 60; e poi, in base alle disposizioni di legge in vigore, qui ci sono le tabelle di come viene calcolato questo punteggio in cui si tiene conto dell'anzianità di lavoro, dei redditi di lavoro, sia per i lavoratori in proprio che per i lavoratori subordinati, con, naturalmente, una detrazione a carico del coniuge di 100.000 lire e, per ogni componente della famiglia, di lire 80.000.

Questo, grosso modo, è lo spirito della legge, naturalmente viene calcolato anche in questo punteggio il servizio militare non di leva, le invalidità civili, lo sfratto ordinato dall'autorità giudiziaria non dipendente da morosità, alloggio gravemente insalubre, alloggio inadeguato ed espropriazione per utilità pubblica e, naturalmente, anche la distanza dall'abitazione al luogo di lavoro di chi richiede il mutuo.

Io credo di avere sintetizzato i punti più salienti che corrispondono in un aumento di 250 milioni per agevolare le richieste giacenti per la zona A e, nello stesso tempo, il nuovo punteggio per la zona B.

Manganone (D.C.) - Io vorrei richiamare per un attimo l'attenzione del Consiglio e, soprattutto, l'attenzione dei colleghi che sono in Giunta, del collega Pollicini e del collega Chamonin. In Valle, per nostra e per loro fortuna, molti sono quelli che beneficiano di particolari agevolazioni regionali e vediamo che, in questo caso, i lavoratori subordinati, gli artigiani, gli appartenenti alle Forze Armate, gli appartenenti alla Finanza, gli appartenenti all'Arma dei Carabinieri, gli albergatori sono aiutati con mutui, le piccole e medie imprese sono aiutate con contributi a fondo perso e con mutui, le piccole e medie industrie sono aiutate con mutui a fondo perso, gli agricoltori sono aiutati con contributi a fondo perso e con mutui, ma ci sono anche altre determinate categorie che non hanno mai beneficiato e, continuando di questo passo, non beneficeranno mai di alcuna agevolazione e sono circa un migliaio queste persone e vi assicuro che, per un'alta percentuale, il loro reddito non supera certamente i 2 milioni. Queste persone, che mettono al servizio della collettività la loro arte, il loro mestiere, la loro professione, certamente non debbono e non possono essere ancora ignorate e dimenticate, quindi io vorrei apportare un emendamento, vorrei sostituire l'articolo 1 di questa legge, visto che in questa sede si sta modificando la legge sulla casa per i lavoratori. Vorrei portare un piccolo emendamento ed è questo che io leggo: all'articolo 1 - "Allo scopo di favorire la ripresa dell'industria edilizia nel settore dell'edilizia economica e popolare, è autorizzata la concessione ai lavoratori subordinati, agli artigiani e agli iscritti ai relativi Albi professionali e di categoria singoli, associati e riuniti in cooperativa" - e qui non varia più niente - l'importante era portare questa dicitura all'articolo 1 "Agli iscritti ai relativi Albi professionali e di categoria". Non vi sono alcuni aumenti di spese, non vi è variazione di bilancio e, quindi, io penso che il Consiglio voterà a favore del mio emendamento.

Montesano (P.S.D.I.) - Vuole trasmettermi, per favore, ecco l'usciere vuol prendere, per favore, l'emendamento?

Senta Consigliere Manganone, però io mi trovo il testo della legge, che noi andiamo ad approvare, diverso da questo che lei mi dà.

Manganone (D.C.) - Di modificare in questo caso...

Montesano (P.S.D.I.) - È una norma modificativa della legge regionale, no, no, deve essere modificato l'articolo 1 della legge originale.

Dujany (D.P.) - Prendo la parola per cercare di capire meglio qual è l'oggetto dell'intervento del Consigliere Manganone, per precisare che cosa intende raggiungere questa proposta di variazione di legge. Nel 1965 e negli anni successivi sono state, è stata varata, approvata dal Consiglio, questa legge per l'intervento della cosiddetta edilizia popolare a favore di determinate categorie di lavoratori dipendenti e artigiani non superanti un determinato reddito annuale. Con questa modifica di oggi non intendiamo apportare delle grosse innovazioni alla legge sull'edilizia popolare, perché questa legge ha la durata di 5 anni, cioè quinquennio 1965/1970 e scadrà con la fine del '70. Con questa modificazione, che è oggetto di approvazione del Consiglio, si intende solo far fronte a una determinata situazione che è venuta a crearsi in un determinato settore e, precisamente, per il numero altissimo di domande giacenti di cittadini appartenenti alla categoria A, cioè abitanti in Aosta e nei Comuni viciniori di Aosta, i quali ammontano a 123, che non hanno potuto essere soddisfatti, stante il basso stanziamento; quindi, si tratta di aumentare, limitatamente a quest'anno, l'importo di un miliardo a 1.250.000.000, limitatamente per quest'anno, per far fronte a un certo numero di richieste giacenti, che rappresentano esattamente le 123 - acquisto alloggi - zona A; e la seconda variazione, invece, nell'articolo 5, è previsto che il punteggio minimo per qualunque richiedente è di 5 punti anziché di punti 1 o 2.

Quindi, mi pare che, invece, il Consigliere Manganone abbia ritenuto che questa fosse una nuova legge sull'edilizia popolare, mentre questo discorso lo affronteremo e lo dobbiamo affrontare col bilancio del 1971 per fare un'altra legge sull'edilizia popolare che abbia la durata di 5 anni e mi pare che quella sarà la sede opportuna per vedere in quale modo debba essere congegnata, in rapporto all'esperienza di questi cinque anni e in rapporto a certe esigenze particolari.

Germano (P.C.I.) - Io concordo con quanto ha detto or ora il Presidente della Giunta. Vorrei solo dire alla Presidenza del Consiglio che il tipo di emendamento proposto equivale a una proposta di legge e, quindi, dovrebbe seguire il suo iter: Presidenza, Commissione, Consiglio, per quanto riguarda l'emendamento. Per il resto ha ragione il Presidente della Giunta: finito quest'anno, dobbiamo approntarne un'altra per proseguire. Se c'è una proposta del genere, io non ho niente contro quelle categorie, nel modo giusto, si tenga pure conto.

Tornando però alla legge, io volevo fare soltanto una raccomandazione alla Giunta: questa modifica che noi approviamo, porta al settore acquisti, per la zona A, la disponibilità di 250 milioni in più; sappiamo che la legge viene attuata a quadrimestre, 1°-2°-3° e 4° quadrimestre. Siccome questa legge avrà il suo mese per essere approvata, va che è approvata alla fine di agosto, so che le domande vengono esaminate da metà settembre, dal 20 settembre in avanti, io direi: teniamone conto subito nel 2° quadrimestre, non aspettiamo il 3° quadrimestre, se no si va poi a gennaio-febbraio. Siccome sono cose che premono quelli che hanno bisogno della casa, se è possibile, tenetene conto di questa modifica già dal 2° quadrimestre, che i tempi ci sono.

Ramera (D.C.) - Adesso che il Presidente della Giunta ha chiarito, praticamente il provvedimento che stiamo per affrontare riguarda esclusivamente le 123 domande tuttora esistenti e quindi nessuna nuova domanda, le domande nuove faranno oggetto della nuova legge per il nuovo quinquennio e quindi, praticamente, allora ci troviamo a essere bloccati sotto qualunque forma di suggerimento e cose del genere perché, insomma, a un dato momento noi abbiamo visto l'edilizia muoversi, almeno nel senso dei prezzi, in maniera ascensionale, per cui i 5 milioni che venivano erogati fino adesso sono praticamente insufficienti per il lavoratore perché, se uno non ha dei risparmi per conto proprio mi facevo adesso i conti, compra un alloggio di 50 metri in centro e di 60-62 metri in periferia con 5 milioni, per cui bisognerà tenere presente, se non si può fare niente adesso, che nella nuova legge questi importi vengano elevati ai 7-8 milioni, per lo meno affinché si favoriscano veramente le classi lavoratrici, perché altrimenti bisogna già che io ne abbia altri 5 per poter comprare un alloggio decente per una famiglia media; quindi, se il provvedimento è solamente per portare a termine le 123 domande tuttora giacenti e non si può fare null'altro, dobbiamo adeguarci e formulare una nuova legge in questo senso; io ritengo che sia giusto.

Chantel (P.S.I.) - Io volevo rispondere prima a Germano che la Commissione ha già tenuto presenti le sue osservazioni; al Consigliere Manganone volevo fare presente che io non so quello che avviene fra gli altri professionisti ma, senza dubbio, per quel che riguarda i sanitari, io mi auguro che questa sia applicata in tutte le casse di amministrazioni che, con i soldi pagati dai professionisti e facendo parte del fondo pensioni, facciano come abbiamo fatto noi: noi diamo a qualsiasi medico, con la firma di controllo del Presidente, i mutui per la costruzione di alloggio dello studio e li diamo con una garanzia, li diamo a un basso tasso, li diamo al 5% però con una garanzia che, qualora il valore dello stabile, prima che scadesse il mutuo, aumentasse del 20%, aumenta il mutuo e, qualora diminuisse, diminuisce anche il mutuo.

Io ritengo che questa prassi che noi abbiamo adottato e che funziona in modo perfetto, tanto è vero che l'anno scorso abbiamo dato qualcosa come 35 miliardi di mutuo ai medici in Italia e 7 mutui agevolati solo ad Aosta, ritengo che anche i professionisti possono investire il loro fondo pensioni su queste basi. Io non so come facciano ma, senza dubbio, questo sarebbe un metodo per venirgli incontro, per quel che riguarda i professionisti, almeno io ho parlato a nome dei professionisti, visto che si è parlato di professionisti. Io, naturalmente, sono un membro del Consiglio Nazionale come Presidente dell'Ordine e un membro amministrativo della nostra Cassa Mutua Pensioni.

Manganone (D.C.) - Io prendo atto delle dichiarazioni che ha testé fatto il Presidente della Giunta e mi riprometto di presentare una legge con il mio emendamento; non voglio rispondere all'Assessore Chantel per quanto riguarda il suo Ordine, dico solo che parecchi professionisti, tutti i professionisti geometri non possono beneficiare di questo mutuo regionale, mentre altri, nelle medesime posizioni, avendo il medesimo stipendio ma impiegati in determinate imprese o in determinate altre militazioni, possono averlo; secondo me è giusto che tutti possano accedere a queste agevolazioni regionali.

Montesano (P.S.D.I.) - Nessun altro chiede la parola? Allora si passa alla votazione.

Articolo 1, chi è favorevole alzi la mano. Contrari? Astenuti? Il Consiglio approva.

Articolo 2, chi è favorevole alzi la mano. Contrari? Astenuti? Il Consiglio approva.

Articoli 3, 4, 5 e 6 idem come sopra.

Si passa alla votazione a scrutinio segreto.

Risultato delle votazioni: presenti 27, votanti 27, favorevoli 27. Il Consiglio approva.