Trascrizione informale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 201 del 7 ottobre 1970 - Resoconto

OGGETTO N. 201/70 - Acquisto di appezzamenti di terreno siti in Comune di Sarre, da destinare alla costruzione dell'Istituto Regionale Psico-Medico-Pedagogico. Delega alla Giunta.

Chantel (P.S.I.) - Il Consiglio sa che col 29 di novembre, qualora non venga definita la questione dell'Istituto Psico-Medico-Pedagogico perdiamo i 600 milioni stanziati da questo Istituto.

Io riporto al Consiglio la questione dei terreni di Sarre con una osservazione e delle piantine più esplicative di quelle che ci sono dentro gli allegati.

Questa è la prima piantina che riguardava la prima proposta per l'acquisto dei terreni di Sarre che comprendevano tutti questi terreni.

L'Assessorato, presa in visione di nuovo la questione, che comportava allora una spesa di 53+32 e sono 84+43 = 127 milioni e 500 mila, ha riportato una nuova decisione, previo il passaggio di una Commissione, ecc., che comporterebbe naturalmente una spesa inferiore sia come prezzo unitario dei terreni e sia anche come quantitativo dei terreni, ritenendo i terreni posti in questa nuova proposta, vero, sufficienti per poter dare il via all'Istituto Psico-Pedagogico.

Nello stesso tempo farò presente una cosa: che è venuto a mancare, purtroppo, uno dei firmatari, diciamo così, di una parte dei terreni e che sono precisamente i terreni che qui sono in verde; ragione per cui io inviterei il Consiglio ad approvare l'acquisto dei terreni che riguardano la proprietà Bal con l'aggiunta di questo appezzamento di terreno che corrisponde al 130 che era del fittavolo di Bal, in quanto permette un ingresso più largo e più opportuno per l'Istituto.

In aggiunta d'una parte dei terreni di Revel i quali sono stati ridotti di prezzo da 3500 a 3100 al metro, vero, e ridotti anche, l'altro apprezzamento che costava meno non l'abbiamo preso perché non lo riteniamo necessario per l'Istituto Psico-Pedagogico.

Sospendendo, per adesso, la trattativa sui terreni in verde, trattativa che, necessariamente, dopo la morte, il decesso avvenuto ieri, di chi aveva formato l'accordo, non è più trattabile al giorno dopo, dando mandato alla Giunta, vero, di trattare il resto dei terreni, resto dei terreni che potranno essere sempre la zona verde, come potrebbero, naturalmente - tenuto presente la parte che non serve - come potrebbero invece altri terreni che si potrebbero trattare, ad esempio questo pezzo di terreno ancora in bianco, che incide quasi come un cuneo nell'area completa, vero, però io proporrei oggi, per necessità di mandare avanti la pratica, di non perdere i 600 milioni, di accettare l'acquisto del terreno Bal, del terreno del fittavolo di Bal e di un pezzo del terreno che qui è registrato e che appartiene a Revel.

Il prezzo voi l'avete visto e allora si tratterebbe solo di comprare dalla Ditta Bal i 7600 mq. + 3345 mappale 94 e 111 a Lire 5000 al metro - 54.725.000.

Aggiungo che il Bal non era più intenzionato di vendere, ma in ogni modo ha accettato la transazione.

Dalla Ditta Revel Franco 310 metri del mappale n. 52 b) e 6.766 metri del mappale n. 53, al prezzo unitario di lire 3100 al mq. e con la spesa di 21.966.000.

Di comprare dalla Ditta Verthuy Cesarino - mappale 130 - mq. 400 a L. 5000, è stato visto l'atto notarile, è stato calcolato quel che è stato pagato ed è stato fatto esclusivamente l'interesse della cifra pagata a tutt'oggi e questo corrisponde alla cifra che d'altronde - è un terreno uguale a quello di Bal - ed è stata pagata la stessa cifra. E di lasciare per adesso in sospeso la parte che riguarda la Ditta Arnod Lina e Vittorio, con tutti i mappali che ci sono, perché ripeto, chi aveva la procura e chi ha trattato è deceduto in questi giorni. Questa è la proposta di variazione che io faccio sulla proposta iniziale che è stata fatta.

Manganoni (P.C.I.) - Non molto meno di un anno fa il Consiglio aveva respinto la proposta fattaci dalla Giunta di allora per l'acquisto di questo terreno.

Abbiamo messo l'avviso sui giornali e ci sono state, mi pare, otto offerte. Ora, sulla relazione si accenna ad un fatto, che è stato esaminato un terreno, che però - mi pare Clappey, a St Christophe - che però era già impegnato e non si è potuto acquistarlo.

Dalle altre offerte, sulla relazione - almeno io, se l'ho letta bene - non se ne parla; quindi sarebbero altre 7 offerte.

Ne convengo che alcune, tipo una che si trova a Ville sur Nus, beh, non è che si possa accogliere quell'offerta.

Ora, dal mese di febbraio, mi pare, febbraio o marzo mi pare, data in cui sono pervenute queste offerte, son trascorsi circa 8 mesi. Oggi, ci si presenta di nuovo, grosso modo, il medesimo piatto di allora, i prezzi, alcuni da 3.500 li hanno ridotti a 3.100, riduzioni per me irrisorie; nella relazione, nell'allegato che ci è stato mandato era sempre incluso il mappale 105 a 3.200 al metro e questo è vincolato, l'ho detto l'altra volta, dall'ANAS per tutta una fascia di 40 metri di larghezza o meglio di profondità se vogliamo, cioè partendo dal ciglio della strada dell'ANAS, nell'interno della proprietà, e quindi è un terreno che potrebbe valere tanto 500 lire al metro, come prezzo questo che la Giunta passata aveva offerto per un terreno simile nel giro di Sarre e quindi è un prezzo questo che io giudico equo, perché è un terreno che non si presta per nessuna costruzione - ci dice oggi Chantel, siccome è deceduto il proprietario, rinviamo l'acquisto - ma questo non risolve niente. Io capisco, bisogna rinviare l'acquisto perché ... ma bisognerò comprarlo e lo compreremo a quale prezzo? Per lo meno al medesimo prezzo di prima? Perché? Quello dirà e che ... anzi, dopo, dovremo passare sotto le forche caudine di questo proprietario, che io non conosco, sia chiaro. Perché? Perché per ampliare l'appezzamento che acquistiamo oggi non si può andare ad acquistare del terreno a Sarre, bisognerà acquistarlo, naturalmente, confinante con questo. Ed allora certamente questo prezzo non diminuirà.

Ora, si riduce il numero dei metri, ma il prezzo però rimane quello, salvo per alcuni appezzamenti che si è ridotto di 400 lire al metro.

Ora, io non sono di questo parere e non sono di questo parere perché noi, praticamente, approviamo quello che il Consiglio ha respinto l'altra volta, anche delegando alla Giunta una successiva - in seguito al decesso del proprietario - trattativa con questo, naturalmente i prezzi sono quelli, mica che i prezzi diminuiscano e mica che gli eredi dicano: ah no, quello chiedeva troppo. Quindi sono cose che assolutamente non si possono ammettere.

Ora io ho esaminato - ho dato un'occhiata alle offerte che sono state fatte, di altri terreni.

Ora, di prezzi, una sola di queste offerte parlava di prezzi. Ed è quella che si riferiva alla località Bréan dove, a fianco di ogni appezzamento c'era la firma del proprietario che si impegnava di cedere i terreni a questo prezzo, discutibile, quindi suscettibile anche di ribassi, che apportava il prezzo a circa dalle 800 alle 1000 lire al metro. Sempre nella zona di Sarre ed in una zona più soleggiata. Questo indubbiamente più soleggiata e che si trova in una piccola conca riparata anche dal vento, perché l'edificio avrebbe dovuto essere costruito in quella zona piana, non so se qualcuno di voi è andato a vederlo, dove è riparato dal vento dal costone, dal promontorio a ponente oppure a ovest.

Ora è vero, è vero, che questo terreno, che ci viene offerto ad un prezzo enormemente inferiore a quell'altro perché, anziché spendere i 100..., perché questo, quando l'avremo acquistato tutto, dopo, con i nuovi proprietari, siamo sempre, diceva Chantel, a 105 milioni, per 26 mila mq., lì i 26 mila mq. - e se vogliamo possiamo acquistarne anche 30 mila, ma supponendo di acquistarne sempre e solo 26.000, anziché 105 milioni, noi spenderemmo neanche 25 milioni.

Quindi - anzitutto non ci prestiamo alle speculazioni - e questo è già una questione di principio, in secondo luogo penso che, risparmiando 80 milioni circa noi facciamo gli interessi della Regione.

C'è un fatto, però, che questo terreno nella zona Bréan, al quale io accenno, è collegato da due strade: una da St. Pierre e una da Sarre, che poi si ricollegano e che si possono fare anche come circonvallazione. È vero che queste strade sono strette attualmente, è vero. Però c'è un fatto: che con gli 80 milioni che noi risparmiamo non solo allarghiamo quelle strade che, comunque, in un domani andranno allargate, come oggi si sta allargando un gran numero di strade: l'esempio dell'interpellanza di questa mattina sulla di St Nicolas, quindi se non sarà subito, sarà fra un po' di anni, noi quella strada dovremo comunque allargarla, ed allora noi, spendendo questi milioni per l'allargamento della strada - e certamente non sono 80, ma ne spenderemmo molto meno -, noi cosa otterremmo? Che questi fondi per l'allargamento della strada, che comunque dovremmo spenderli in un domani non molto lontano, li spenderemmo adesso per un'opera pubblica e questi 80 milioni sul terreno noi li risparmieremmo sempre comunque, avremo una zona - dal mio modesto punto di vista - migliore come esposizione, meno ventilata, migliore come esposizione al sole e risparmieremmo, vi dicevo, 80 milioni.

Ora, ci si dirà: qui tu stai menandola per le lunghe perché ci vuoi far rimettere i 600 milioni, cioè questa è l'accusa che ci è già stata rivolta nel passato Consiglio. Non è vero. A parte il fatto che questo problema - in quegli 8 mesi - poteva essere esaminato e, sia chiaro Chantel, non è che l'accusa io la rivolgo a te perché tu ci sei da poche mesi, comunque lo si può ancora risolvere perché se noi nominiamo una Commissione, consiliare o che so io, dei vari rappresentanti del Consiglio, accompagnati anche dai tecnici e stabiliamo un termine - che possono anche essere 10 o 12 o 15 giorni - affinché facciano un sopralluogo non solo su questo, perché sembrerebbe che io qui vengo a sostenere l'acquisto dei terreni di Bréan, no, io ho citato questi terreni perché è l'unica offerta che parla di prezzi, - è sopra Sarre, sopra quello che voi proponete di acquistarci - si trova a monte, sempre sotto il Comune di Sarre ma ci sono altre offerte qui elencate: in una zona vicina a St Pierre... comunque, di fare un sopralluogo in queste zone e di portare e di riferire in Consiglio entro 15 giorni.

Noi non corriamo assolutamente il rischio di perdere i 600 milioni, anche perché, perché abbiamo perso questi 8 mesi da febbraio ad oggi - non si sarebbero dovuti perdere questi 8 mesi! - perché si poteva portare il problema prima in Consiglio.

Quindi questa è una soluzione che eviterebbe l'accusa di perdere i 600 milioni perché non è 15 giorni più o 15 giorni meno che si perdono i 600 milioni. In secondo luogo noi non avvalleremo oggi quanto il Consiglio ha respinto con ragioni vedute in una sua precedente seduta.

Questa è la ragione per cui noi siamo contrari all'acquisto di questi terreni per la ragione, Chantel, che già abbiamo detto essendoci una soluzione. Perché voi potreste dire: voi votate contro, e già. Perché voi non volete che lo si acquisti. No, perché di soluzioni ce ne sono: esaminando queste altre offerte, andando sul posto, facendo i confronti e vedendo le possibilità.

Chamonin (M.A.V.) - Io mi permetto di contestare alcune affermazioni fatte testé dal Consigliere Manganoni.

Premetto che non ho terreni da vendere né in questa zona, né a Bréan, pur essendo di Sarre.

Essendo di Sarre, conosco anche abbastanza bene la zona, almeno quanto la conosce e la conosce notevolmente il Consigliere Manganoni.

Effettivamente la zona di Bréan, è molto ridente, è molto ben esposta, però a parere mio, fra le due possibilità di insediamento, è preferibile questa per delle ragioni che andrò ad esporre molto brevemente.

La zona considerata, la zona di Bréan, non questa, la zona di Bréan, a cui accennava il Consigliere Manganoni, si trova sopra Sarre e necessita per arrivarci, non tanto delle sistemazioni delle strade attuali che sarebbe la cosa peggiore da fare, perché abbiamo le strade attualmente portanti a Bréan, a parte la strettezza della sede, ma passano in zone interamente ghiacciate d'inverno, dietro la Fraz. di Fochat, va bene e con delle pendenze in certi tratti, addirittura oltre il 12-15%.

Quindi non costerebbe soltanto 80 milioni la differenza fra questi terreni e quegli altri, ma ne costerebbe, a parer mio, con un tracciato nuovo per evitare certe strettoie in villaggi e compagnia bella, interesserebbe una spesa dell'ordine di oltre duecento milioni, a parer mio.

Questo terreno, inoltre, quello attualmente in discussione per l'acquisto ha l'enorme vantaggio che si trova vicino a una fermata di mezzi pubblici, l'autobus Aosta-Sarre-Aymavilles, non possiamo noi obbligare i genitori che dovranno andare a trovare questi bambini all'Istituto Medico-Psico-Pedagogico a prendere un taxi per andare a trovarli lassù.

Ho premesso prima la zona di Bréan è estremamente bella forse, certamente più bella di questa, però a parere mio ha questi svantaggi; qui se non altro è vicino alla fornitura di acqua potabile, l'acquedotto passa sulla strada che è in fregio a nord all'appezzamento considerato; lassù non c'è l'allacciamento attuale né di acquedotto né di fognature, qui la fognatura è facile da farsi, per una cosa del genere bisogna studiare una cosa razionale, però abbiamo la Dora immediatamente sotto che con opportuna opera di smaltimento dei rifiuti può raccogliere questo.

Lassù invece non c'è questa possibilità, la si può fare evidentemente, ma il Consigliere Manganoni mi insegna che una fognatura da Bréan allacciata alla fognatura attuale è un'opera anche quella più costosa di questa; per queste ragioni, ma soprattutto per la dislocazione che permette la facilità di comunicazione fra i genitori e i bambini che saranno ricoverati in questo istituto io penso che sia preferibile l'insediamento dove è stato previsto dalla Commissione.

Benzo (D.P.) - Sarebbe opportuno sgomberare un po' il terreno forse per chiarire la situazione in ordine a quanto espresso dal Consigliere Manganoni.

Il Consigliere Chamonin ha già anticipato alcuni dei motivi che porterebbero all'acquisto di quel terreno in località Bréan. Però è opportuno richiamare quanto è stato fatto.

Il Consiglio regionale aveva deliberato a suo tempo di provvedere mediante un comunicato stampa ad invitare tutte le persone che avevano intenzione di cedere all'Amministrazione regionale terreni di loro proprietà aventi una superficie non inferiore a 20.000 metri, situati nei comprensori di Quart, St. Christophe, Aosta e St Pierre, necessari proprio per questo Istituto.

La Commissione tecnica a suo tempo, è già stata fatta una Commissione tecnica, che via via è sempre stata integrata con i cambiamenti degli amministratori, aveva cercato e aveva già dato una sua precisa configurazione a quella che doveva essere poi l'acquisto di questi terreni, ed in effetti, ad unanimità di voti di questa Commissione tecnica di cui fanno parte - per ricordarlo al Consiglio - il Dr Barbero, medico regionale e l'Architetto Bellone, l'Ing. Grosjacques, l'Ing. Maione, l'Arch. Prola aveva ad unanimità di voti, già allora, stabilito di non ritenere idonee per la costruzione dell'Istituto per la natura della loro ubicazione, per la lontananza dei centri, o frazioni abitate, per la carenza di mezzi pubblici di trasporto e per la mancanza di ogni infrastruttura le seguenti aree: l'area sita in località est - sulla relazione tecnica - avete ragione - bisogna chiarire quelle che sono state le determinazioni conclusioni della Commissione; aveva scartato l'area sita in frazione Bréan del Comune di Sarre, l'area sita in località Cort (Ville sur Sarre) del Comune di Sarre, l'area sita in località Crétaz del Comune di Sarre e l'area sita in La Montagne del Comune di Quart.

Tutto questo era stato fatto in base - qui la Commissione Tecnica ha fatto molto bene, per poter discutere e decidere su un problema di tale importanza, necessitava determinare dei parametri - hanno determinato dei parametri denominati geo-fisici urbanistici sanitari che sono stati raggruppati in cinque voci, contraddistinte con le cinque lettere dell'alfabeto che io vi elenco:

a) hanno preso in esame l'ubicazione e l'accessibilità come enti pubblici per tutti questi terreni;

b) l'esposizione, la ventosità, ecc.;

c) le infrastrutture, l'acqua, la fognatura, la strada, ecc.;

d) l'acclività del terreno;

e) il rapporto biunivoco, questo è anche fondamentale dell'Istituto con le funzioni della collettività.

L'ultima, la seduta conclusionale della Commissione ha dato questa risultato: la Commissione, premesso che con apposito comunicato stampa, l'Assessorato alla Sanità ed Assistenza, a seguito di sollecitazioni fatte in sede di Consiglio regionale, invitava tutti coloro che avevano intenzione di cedere alla Regione terreni di loro proprietà aventi una superficie non inferiore a 20 mila mq. situati nei comprensori dei Comuni di Sarre, St Christophe, Aosta, St Pierre e necessari per la costruzione di un Istituto Psico-Medico-Pedagogico, a voler far pervenire all'Assessorato stesso le proprie offerte, dato atto che a seguito del suddetto comunicato pervennero alla Regione offerte per terreni siti nelle seguenti località: località Crétaz nel Comune di Sarre, località Senin nel Comune di St Christophe, località Loup del Comune di St Christophe, località Montagnayes del Comune di Aosta, località La Cort del Comune di Sarre, località Bréan del Comune di Sarre, località Bressan del Comune di St Pierre, località Vereytaz del Comune di St Pierre, considerato che agli atti dell'Assessorato alla Sanità, vi erano giacenti altre offerte già fatte in precedenza per terreni siti nelle seguenti località, località Roppoz del Comune di Aosta, località Frissonière del Comune di St Christophe, località St Hélène del Comune di Sarre, considerato che la Commissione in data aprile 1970 ha effettuato un sopralluogo delle aree sopraelencate nonché all'area sita nel Comune di St Pierre in località Prieuré, per rendersi conto dell'effettiva e reale situazione delle zone in cui sono site le aree stesse e poter di conseguenza esprimere un giudizio su ognuna di esse, dato atto che la Commissione nella riunione del maggio 1970 dopo aver preso in attento esame le aree di terreno che furono oggetto del sopralluogo di cui sopra ha stabilito all'unanimità di non ritenere idoneo lo scopo, per la natura della loro ubicazione, per la lontananza dei centri o frazioni abitati, per la carenza di mezzi pubblici di trasporto o per la mancanza di ogni infrastruttura le aree site in località Bréan di St Pierre, in località Bréan di Sarre, in località La Cort di Ville sur Sarre, in località Crétaz di Quart, e in località Montagnayes di Aosta, invitando i tecnici della Commissione a tenere una separata riunione per un approfondito esame delle restanti aree predisponendo all'uopo una apposita relazione conclusiva tenuto presente che i tecnici della Commissione, riunitisi in data 13 maggio 1970, dopo aver fissato i parametri fondamentali necessari per la determinazione del giudizio idoneità delle aree all'unanimità, dichiarano di non ritenere idonee allo scopo le aree site in località Senin e Loup di St Christophe, e località Vereytaz di St Pierre, fatto presente che nella riunione i tecnici nel formare per le rimanenti aree una graduatoria di merito, classificando prima assoluta l'area di St Hélène di Sarre, seconda l'area sita a levante del Priorato di St Pierre, terza l'area sita in località Roppoz di Aosta, quarta l'area sita in località Frissonière di St Christophe... una netta distinzione di merito tra la prima e le due altre, riscontrando nella prima i requisiti essenziali richiesti e non ravvisando l'opportunità di acquisizione secondo gli intendimenti prefissi delle altre, fatto presente inoltre che nelle conclusioni finali i tecnici nell'affermare che l'area di St Hélène presenta dei requisiti preferenziali rispetto a quelli del Prieuré, ritenevano necessario dopo aver esaminato il progetto del piano regolatore generale di Sarre di individuare una diversa configurazione del terreno, rispetto a quello già trattato in precedenza, del senso di escludere parte della scarpata e di estendere l'acquisizione di altri terreni ubicati a nord dell'area in causa, considerato che successivamente è stata presentata all'Assessorato Sanità una nuova offerta di terreni siti in località Clapey di St Christophe la cui area è stata oggetto di sopralluogo della Commissione effettuata il 10 giugno 1970, richiamati i giudizi di valutazione ed i pareri espressi sull'area di cui sopra, da parte dei vari componenti, fatto un ulteriore più approfondito esame dell'area Clapey, in base ai parametri già fissati in precedenza e raffrontando l'area stessa all'area di St Hélène, ritenuto che l'area di Clapey in base ai parametri stabiliti in precedenza da ritenersi idonei allo scopo;

considerata che detta area può essere disponibile - questa è la relazione della Commissione prima del fatto che dirò... (voce in lontananza di Germano) ...no, questa Commissione prettamente tecnica in base alla valutazione di questi parametri, poi il discorso sui prezzi è un altro, ma siccome idonei, loro non potevano entrare nei meriti del prezzo.

Visto che il Ministero dei Lavori Pubblici con nota del 19 ottobre ha comunicato di aver messo a contributo l'opera in causa il cui termine ultimo per la presentazione degli atti tecnici ed amministrativi relativi ai lavori di costruzione cade il 29 novembre 1970, aveva stabilito la Commissione all'unanimità di voti favorevoli di segnalare alla Giunta, con parere favorevole, a titolo preferenziale per la costruzione dell'Istituto l'acquisizione dell'area in località Clapey del Comune di St Christophe, in quanto la stessa ha tutti i requisiti necessari per la costruzione del complesso di cui sopra, con invito alla Giunta di prendere ad avvenuta acquisizione immediati e diretti contatti con l'Amministrazione comunale di St Christophe che provveda ad adeguare il piano regolatore urbanistico;

2) di segnalare alla Giunta regionale in via subordinata, in base alla precedente deliberazione della Commissione, qualora per la costruzione dell'istituto suddetto non possa o non venga acquisita l'area di cui sopra, l'acquisto dell'area sita in zona St Hélène di Sarre, a condizione però di individuare una diversa conformazione del terreno, rispetto a quello precedentemente già trattato, nel senso di escludere parte della scarpata sulla strada statale gestita in catasto coi numeri 51 e 52, parte del 93 e 105 con eventuale estensione di acquisizione dei terreni ubicati a nord confinanti con la strada Lalex e S.te Hélène di proprietà del Castello.

Dopo questa conclusionale della commissione, l'area di Clapey non è più stata disponibile, a parte la considerazione sui prezzi che erano più elevati, ma era un'area ottimale e comunque è stata ritirata quella offerta, così almeno risulta alla Giunta e pertanto è rimasto tutti questi approfonditi esami, da parte della Commissione tecnica questa relazione, beninteso con queste precisazioni e modifiche, il che è stato fatto sempre da parte della Commissione tecnica su disposizioni della Giunta, che ha ridotto, come avete potuto notare, dimezzato l'area appartenente ad un certo proprietario, fermo restando l'acquisizione della più bella parte dell'area della particella 94, avete tutti davanti il terreno, e poi sono subentrati i motivi che l'Assessore Chantel ha evidenziato per quanto riguarda la zona sottostante, dove è ben vero, l'affermazione che questi tecnici hanno concordato, fatta dall'Assessore Manganoni per quanto riguarda la scarpata, la determinazione che la Giunta ha avuto e che proponeva al Consiglio era, data la scadenza immediata, effettivamente la perdita totale di un Istituto che ha un'importanza notevole, porterò poi in Consiglio anche una relazione sulla situazione particolare di questi nostri fanciulli, che a un certo momento necessita acquisire queste aree, però per quanto riguarda la successiva trattativa di una parziale fetta, se così potrà ancora essere fatta per ampliare dal punto di vista, diciamo generale, non per quella che è l'essenzialità della costruzione, il terreno, la Giunta, l'Assessore alle Finanze, vi provvederanno di competenza.

Credo con questo di aver sgomberato un po' il terreno, forse da qualche equivoco nato, cioè ritengo che si sia operato, proprio secondo la volontà del Consiglio, inizialmente, e soprattutto, dal punto di vista prettamente tecnico ha ricercato quale era il terreno che dava le maggiori garanzie, le maggiori possibilità.

Come avete potuto notare, oltretutto, nelle trattative effettuate dall'Assessorato alle Finanze, c'è stata anche questa notevole riduzione dei prezzi.

Chantel (P.S.I.) - ... non è che non ci siamo preoccupati di cercare altri terreni, perché c'è stata un'altra offerta, però anche questo terreno qui... è un terreno posto tra Quart e St Christophe, località Bagnère, ecco qui una carta 1:100; è un'offerta di terreno, la cui convenienza, probabilmente converrà acquistarlo; è un terreno che sarà ceduto solo all'Amministrazione regionale e a nessun altro, però purtroppo, anche questo terreno qui non si presta per quello, e in quanto a quello che riguarda la località Bagnère è stato già fatto in modo molto chiaro.

Non vogliono più vendere come d'altronde non voleva più vendere neanche... per essere molto chiaro, ma prima ha chiesto un aumento, e poi in un secondo tempo, non voleva più vendere, ha detto: io non vendo, se non me lo comprate mi fate piacere, non è che noi andiamo a comprare i terreni per ... Bal è il primo che ha dichiarato in modo molto semplice: a me se non mi comprate il terreno non è che mi fate un dispetto, mi fate un piacere grosso di non comprarmelo, perché il figlio ha protestato che non dovevo venderlo, ecc. ecc. queste sono delle posizioni molto chiare, lo ha detto e ripetuto, ha detto: se è così, se è necessario, va bene, altrimenti se non me lo comprate non è che mi fate un dispetto; in quanto all'altra proposta, voi dimenticate forse una cosa che a parte la necessità ormai impellente, perché credo che anche quello che si fa in questo Consiglio, vorrà pure la ratifica entro un mese, ecc. ecc. prima di arrivare, a parte che bisogna presentare un progetto e tutto il resto, io non credo di avere tutto questo tempo disponibile per arrivare al 29 di novembre, arrivare alla conclusione, d'altronde, purtroppo, io ho preso una questione allo stato che era il tempo che aveva a disposizione per poterla risolvere; le offerte c'erano, ne ho fatte altre offerte, e tutto sommato, per tutte quelle osservazioni che sono state fatte anche dal Consigliere Chamonin, ecc... noi ricordiamo che anche ad Aosta noi tanti anni fa, quando è stato costruito il villaggio Dora dopo il cavalcavia, già allora avevamo calcolato di pagare di più e intervenire come Comune a pagare più per usi più centrali, perché se non ci sarebbe costato di più di 2-300 milioni di infrastrutture; questa è una verità. È un fatto tangente, allora era Sindaco Dolchi, io facevo parte del Consiglio comunale come Assessore, è stata una discussione fatta. Però i soldi li ha pagati dopo il Comune, e ha pagato diverse centinaia di milioni per poter portare le fognature, la strada, la luce, l'acqua, ecc....

Senza ripetere, che un Istituto del genere, bisogna tener presente in modo inscindibile la possibilità di arrivarci con poca spesa, perché se uno ha disgraziatamente un figlio che lo deve mettere nell'Istituto Psico-Pedagogico, dovrà almeno, quando lo va a vedere, spendere il meno possibile, avere dei mezzi di trasporto pubblici che mi garantiscono di arrivare in queste località senza spendere dei quattrini, e tutto questo noi lo dobbiamo pur tenere presente, perciò deve essere fatto un istituto di facile accesso, dove le infrastrutture non pesino eccessivamente, e io credo che questa sia l'ultima analisi delle necessità. Questa è l'unica soluzione che oggi come oggi è possibile per non perdere quei 600 milioni e arrivare a definire l'area.

D'altronde il Presidente della Giunta ha trattato direttamente per vedere se poteva acquistare l'area Clapey, non c'è riuscito, non l'ho nemmeno trattata io, l'ha trattata il Presidente della Giunta, non c'è riuscito, senza dubbio che se riusciamo a trattare quell'area lì, non stavamo a perdere tempo a far un'infinità di trattative o di discussioni con l'area di Sarre, questo è un fatto positivo, purtroppo non ci si è arrivati e, ora, nella soluzione del problema, la soluzione è ancora quella.

E tutto sommato, non bisogna dimenticare una cosa che una volta che è fatto l'ospedale, cioè noi abbiamo dichiarato zona ospedaliera, ... il discorso che ho fatto al fittavolo di Bal, quando non voleva vendere o chiedere addirittura le 7-8 mila lire; gli ho detto: va bene lei si è comperato un terreno, se lo tenga, noi entriamo lo stesso, lei non costruirà più niente sopra, perché ci sono delle aree di protezione intorno agli ospedali, per cui tutta una zona verrà non costruibile, e allora ne discuteremo, perciò facciamo un primo passo, perché non è detto che il terreno deve essere comprato, quello di sotto, si può benissimo trattare quella lingua che viene giù, che è di proprietà degli eredi di Casa Savoia, e di chi sarà; non ha nessuna importanza, ma quella lingua che viene giù, è possibile comprarla se sarà necessario vedremo di arrivare a delle permute, di risolvere il problema.

Però non dimentichiamo che all'atto stesso che noi abbiamo definito un'area ospitaliera, abbiamo incluso un piano regolatore, avremo un'arma in mano per poterci allargare e trattare anche su altre basi, due o tre anni dopo arriverà il famoso problema, immediatamente dopo di questo, che tratterà le proprietà Falcoz, ecc. e anche lì dovremo arrivare ad una soluzione.

Tonino (P.S.I.U.P.) - ... nel mese di dicembre del 1965, nella riunione dei Sindaci della bassa valle era presente l'allora Assessore alla Sanità Balestri, per cui sono trascorsi cinque anni senza fare nulla e oggi in tutta fretta si deve approvare l'acquisto dei terreni che il Consiglio aveva già come giustamente detto da Manganoni, a sua volta respinto.

Oggi si presenta di nuovo il medesimo oggetto con delle insignificative modifiche, e ciò ritengo che non sia serio, inoltre, l'oggetto specifico che abbiamo avuto non contiene le valutazioni della Commissione proposta per variare la zona da scegliere così che oggi ci troviamo di fronte a due posizioni contrastanti: la prima quella del Consigliere Manganoni, che dice che acquistano i terreni di proprietà Bréan, si risparmierebbero 80 milioni, la seconda è quella del Consigliere Chamonin il quale dice che se si dovesse fare quell'opera, nella zona di proprietà Bréan ci sarebbe da costruire una strada, il cui costo potrebbe anche superare i duecento milioni.

Ora questa è la veduta di due Consiglieri, rimangono altri Consiglieri che dovrebbero sapere queste cose, per cui io ritengo che la proposta fatta dal Consigliere Manganoni di nominare una Commissione composta da ogni rappresentante di gruppo politico di questo Consiglio e di recarsi colà per valutare le due zone, e per dare poi il via; questo non richiede molto tempo, se si ha la volontà di affrontare questo, si fa presto.

Manganoni (P.C.I.) - Sulle affermazioni di Chamonin, è vero che la strada attuale ha delle pendenze rilevanti, comunque le strade che hanno delle pendenze rilevanti o che sono troppo strette la Regione o gli enti pubblici o presto o tardi le rifanno, pertanto questa strada con quelle pendenze andrà comunque rifatta, non per l'istituto, per la strada in sé.

Ora, rifarla fra cinque o sei anni o rifarla adesso, è sempre una cosa che si deve fare.

Circa il costo di 200 milioni, qui è una questione di valutazione, quindi non voglio entrare in merito.

Acqua potabile: si può benissimo allacciare all'acquedotto comunale, con questo altro vantaggio che i terreni che verranno attraversati da questo acquedotto, avranno già l'acquedotto, che comunque in un domani, il Comune o la Regione dovranno costruirlo, perché tutta quella zona che va da Bréan per allacciarsi all'acquedotto comunale sempre per avere la dovuta caduta, attraversa tutta la zona che domani verrà costruita ed allora comunque l'acquedotto andrà costruito.

Pertanto è una spesa di carattere pubblico non fatta per l'Istituto in sé, ma questo sarà in lavoro che dovrà essere fatto per quelle zone che non possono essere lasciate sprovviste di acquedotto.

La fognatura: sotto questo Bréan, c'è un villaggio, e in linea retta come si fanno le fognature, ci sarebbero, non so, due o trecento metri, voglio esagerare 400 metri, per collegarsi al villaggio che c'è sotto, che la fognatura ce l'ha o se non ce l'ha va comunque costruita, perché non si possono mica lasciare dei villaggi che si sviluppano come... quella zona non è una zona dove la montagna si spopola, lì aumentano le costruzioni.

Il fatto che Clappey, qui strano, prima sono andati poi non era più disponibile, beh, beh; comunque lontananza dei centri abitati, è vero, non è eccessiva la lontananza dei centri abitati, perché dal villaggio sotto per arrivare alla zona lì, sarà non so, in linea d'aria non molte centinaia di metri. Questo sia molto chiaro.

In secondo luogo, tutta la zona confinante con Clappey sul terreno di Saint Pierre, perché lì la zona Clappey è sul confine, la zona Clappey, che si trova in Comune di Sarre, confina con la zona Clappey di Saint Pierre, la zona Clappey di Saint Pierre verrà edificata, e quindi non solo non ci sarà l'isolamento, ma c'è di più. Oggi se io non vado errato si vanno decentrandoli, si stanno portando dei centri, questo a me pare, almeno, leggendo le riviste quindi noi lì lo costruiremo già secondo i nuovi criteri, non costruire nei centri dove c'è movimento, cagnare, tutti gli inconvenienti che ci sono nei centri molto affollati.

Quindi questo secondo me non è un inconveniente ma è un vantaggio, quello di decentrare, non solo, ma in quelle zone lì, oltre al villaggio già esistente, si costruirà, perché sono zone fabbricabili.

Ma io voglio solo porre una domanda a Chantel: supponiamo che questi proprietari ci abbiano detto: noi chiediamo centomila lire al metro o abbiano detto noi non vendiamo, allora noi non costruivamo l'istituto. Una domanda Chantel, non per polemizzare, no, così obiettivo, che ti viene spontaneo, dici: va bene, solo lì si può costruire quell'edificio, altrove non è possibile, supponiamo che questi proprietari ci dicano: no, oppure ci dicano: vogliamo centomila lire il metro, e allora... si sarebbe pur dovuto ricorrere ad altri terreni; ora è quello che a me stupisce, a me stupisce perché, si dice, praticamente dalle vostre relazioni, o questo o niente, altrove no, se quelli dicono di no, noi rinunciavamo. Mi pare che questo non regge.

Secondo luogo, quando tu dici che Bal non era molto favorevole per vendere, ma sui terreni di Bal, questi qua sopra, anche l'altra volta non abbiamo sollevato obiezioni, sono sugli altri che noi solleviamo obiezioni, perché quelli situati in quel piano, quelli possono anche valerli, in una zona fabbricabile, in quel posto possono anche valerli, in una zona fabbricabile, in quel posto possono anche valerli, sono gli altri che non li valgono, a parte quelli che sono vincolati dall'ANAS, ma anche tutti gli altri che non hanno assolutamente quel valore e non dimentichiamoci del canale, di cui non si è accennato, badate che quel canale... (voce) ....ma se dice: delegate alla Giunta domani di comperarli, quei terreni, altri, va bene; questa non è una servitù, è proprietà del Consorzio, come si chiama Ru de la Doire, mi pare, quello è proprietà, sia il Canale, sia il passaggio, la strada, perché fosse solo servitù, si può dire: beh, si può coprire il canale, dargli un altro passaggio, ecc. ma quella è proprietà del Consorzio, ora sono tutti punti da tener presente, cercare altri terreni, ma è logico che quando noi abbiamo comperato questi terreni, gli altri terreni vicini sanno che noi dobbiamo comperarglieli se vogliamo allargarci ed allora, Chantel, siamo obiettivi, abbiamo mai fatto della pubblica utilità, sì, è da anni che si fa la pubblica utilità, era passato un tempo che non si faceva neanche più per le strade... comunque io sul terreno di Bal, non sollevo delle obiezioni perché come situati non è esagerato.

Io concludo, non voglio farvi perdere più tempo, dicendo come l'altra volta il Consiglio aveva convenuto che noi qui buttiamo via del denaro perché favoriamo certi speculatori, siccome la posizione non cambia assolutamente perché rimane esattamente quella di prima, ci sono delle possibilità di acquistare altrove... non rendermi complice in questo caso, mi renderei complice di queste speculazioni.

Germano (P.C.I.) - Io volevo dire alcune questioni, anche per iniziare così una piccola polemica con l'amico Bordon che dice anche questa è una triste eredità. Noi non abbiamo niente contro i proprietari e non abbiamo niente contro la costruzione dell'ospedale, la versione è, Chantel, che è stato ottenuto dalla Giunta nostra questo stanziamento, nel 1965, entrata la Giunta di centro-sinistra, noi abbiamo sollecitato quattro-cinque-sei volte di procedere su questo terreno e non si è mai proceduto e si è portato alla fine, alla fine si è scoperto che vi era una speculazione terriera. Il Consiglio l'ha constatato e il Consiglio all'unanimità ha rinviato la questione e allora quando l'Ing. Benzo, e io apprezzo la parte che ha detto prima, ma quando lei dice la volontà del Consiglio, ma la volontà del Consiglio era di prendere un altro terreno, questa era la volontà del Consiglio e non possiamo dire che in Valle d'Aosta ci sono 20 mila metri di terreno dove si possa fare questo, ce ne sono non ventimila, ma sono dieci posti con 20 mila metri di terreno per fare questo, perché io non contesto le cose affermate da Chamonin, però mi sono fermato a vedere questo terreno in una triste occasione, erano le undici e mezzo, mezzogiorno del mattino e non c'era ancora il sole.

Io non so le valutazioni dei tecnici, però questo è un dato di fatto che ho constatato io con i miei occhi, perché è basso, quindi non è che questa sia la condizione ideale ce ne sono evidentemente degli altri.

Ora cosa ci dice l'allegato; l'allegato dice: la Commissione si è riunita, ha guardato, il terreno ideale è quello di Saint Christophe, ma quello di Saint Christophe non ce lo danno più, quindi c'è questo terreno. Si è interpretata così la volontà del Consiglio? No. A parte la questione che quegli allegati bisogna consegnarceli perché vedessimo il perché si è fatta una determinata scelta, a parte che mancano ancora i prezzi degli altri terreni, noi non dobbiamo solo fare una valutazione, anche la valutazione prezzo conta, un terreno può essere ideale però se costa centomila lire al metro, non è più ideale, piuttosto ne prendo uno un pochino meno ideale ma che costi duemila lire il metro. Cosa che noi non possiamo valutare, allora ripetiamo non è stato tenuto conto della volontà del Consiglio, purtroppo è così, dobbiamo ammetterlo.

E ci troviamo nella condizione di dover accettare una proposta che abbiamo respinto otto-dieci mesi fa, quindi questo noi non ci sentiamo di farla.

Riteniamo che la Giunta per questioni del genere debba seguire un'altra procedura, cioè la procedura di dare la possibilità al Consiglio, al singolo Consigliere di dare un giudizio sulla base di questo allegato, perché non conosciamo né un prezzo degli altri terreni, né le valutazioni per il clima e per tutto il resto degli altri terreni, né le valutazioni per il clima e per tutto il resto degli altri terreni, quindi la nostra posizione è quella che ha già enunciato il compagno Manganoni, noi siamo contrari a questa operazione e ribadisco: non siamo contrari all'Ospedale Psico-medico-pedagogico, perché siamo noi che abbiamo operato perché avvenisse questo stanziamento per la Valle d'Aosta, e perché noi non abbiamo mai perduto una occasione e Mappelli me ne può dare atto di sollecitare perché questo venisse fatto.

Io non vedrei neanche male, facciamo una Commissione, 4 o 5 di noi, visitare questi terreni, sapere i prezzi si può fare in una giornata, in due giornate, in tre giornate, almeno accettiamo anche con una valutazione diversa sulla quale siamo convinti, siamo d'accordo.

Caveri (U.V.) - Les Conseillers de notre Groupe sont ceux qui ont soulevé avec les représentants du Groupe communiste les graves difficultés dans une séance précédente, quand on avait commencé à examiner ce problème. Mais je pense qu'il faut distinguer deux aspects de cette question: il y a l'aspect objectif de voir si cette zone, si cette localité est adapte pour le but qu'on veut atteindre de construire cet Institut pour les enfants subnormaux, et puis la question des fameux deux sous de ces médiateurs qui se sont infiltrés dans la question et qui ont formé une espèce d'"intercapedine" assez douteuse entre l'Administration régionale et les propriétaires originaux, et vu que je parle de mystère, le plus grand mystère qui reste sans réponse, c'est ceci: comment les fameux trois médiateurs ont su que la Junte régionale voulait acheter ces terrains. Il y a eu des voix qui ont couru, on a fait un nom, on a fait deux noms, moi je ne veux pas prononcer ces noms, je les tiendrai dans le secret de ma conscience, parce que ce sont des voix qui n'ont pas eu des preuves, jusqu'à présent, pour le moins, mais certes, que quelqu'un n'a pas sauvegardé le secret d'office, parce que si tout le monde avait sauvegardé le secret d'office, ces trois médiateurs n'auraient pas su que l'Administration régionale voulait acheter ces terrains et il y a eu le fait très grave qui est résulté du débat d'une séance intérieure et c'est que M. Revel offrait avant les terrains, avant encore de les avoir achetés, alors ici il y a des mystères qui sont sans réponse, parce que nous ne savons pas les noms des coupables, qui doivent être cherchés dans ce Palais, dans le Palais régional. Ça c'est un fait négatif de cette question qui évidemment est né sous une mauvaise étoile, avec des aspects troubles et louches, et scandaleux, mais il faut considérer l'autre aspect, et alors considérons cette ferme qui a appartenu aux Sœurs cloitrées de la méditation et c'est pour cela que j'ai prié l'Assesseur Chantel d'appeler d'or en avant ferme de la méditation.

Ce terrain de la ferme de la méditation est-il adapte pour le but que nous voulons rejoindre? Il n'y a pas de doutes que cette localité est très adaptée pour le but qu'on veut rejoindre, pourquoi? Parce que cette localité n'est pas très loin des centres habités, elle est servie par un chemin de fer, et par une route, une route pour automobiles, d'autre part c'est en pleine campagne, parce que, oui, à côté d'un centre habité, mais évidemment un Institut du genre doit être en pleine campagne, parce que ce sont des enfants qui ont encore plus besoin d'être en plein air de campagne, que d'autres enfants qui sont normaux; tous les enfants auraient besoin de vivre en campagne, mais en somme, particulièrement ces enfants qui sont malheureux.

D'autre part, cette localité de Sarre présente un avantage, d'une unité territoriale, qu'il n'existe pas en certaines localités dont on a parlé aujourd'hui, au Conseil, parce que moi j'ai visité aussi les autres zones, et ces zones-là dans le territoire de la Commune de Sarre ne présentent pas une unité de configuration du terrain, on ne veut pas envoyer des enfants à courir à travers une vingtaine, une trentaine de vignobles ou terrains incultes, séparés entre eux par des murs, il faudrait faire des travaux de sistémation du terrain, très couteux, ou bien il faudrait exposer ces enfants à se casser une jambe ou de se casser la tête et alors la zone de la ferme Bal, si nous voulons pas donner le nom solennel de la ferme de la méditation, ces terrains de la ferme Bal sont très indiqués pour le but qui a été indiqué.

Certes que et à même - comme dit la chanson "a me mi piange il cuore e per sempre mi piangerà" - quand je pense qu'il y a des gens comme Revel, qui s'enrichit à travers une spéculation qui a été possible parce que quelqu'un qui était dans ce palais régional, a avisé M. Revel comme a avisé les autres médiateurs "e a me mi piange il cuore e per sempre mi piangerà" et je pense que le cœur saignait aussi à l'Assesseur Chantel quand il est vrai qui s'est préoccupé de couper les ongles à ces braves gens, et en effet il a beaucoup réduit la zone de M. Revel.

Et d'autre parte il y a d'autres préoccupations; la préoccupation qu'il ne faut pas perdre les 60 millions et qu'il faut pouvoir faire cet Institut.

Et alors, tout étant conscient, des côtés, très négatifs de cette question qui est née sous une étoile mauvaise, mais si quelqu'un n'a pas été fidèle au mandat que les électeurs lui avaient confié, ou si sont des fonctionnaires au mandat que leurs supérieurs leur avaient donné en les nommant comme employés de la Vallée, je ne sais pas si sont des administrateurs ou des employés, certes qu'il y a eu une fuite et cette fuite a été très grave, parce qu'elle a permis une scandaleuse spéculation.

Mais cependant il y a les autres côtés, c'est que la zone c'est... c'est vrai que la ferme de Clappey de Saint Christophe serait aussi très bien, parce que là aussi, c'est une zone qui est située dans le fond de la Vallée, parce qu'on ne peut pas envoyer les enfants - je ne suis pas un médecin - mais je pense qu'on ne peut pas envoyer des enfants subnormaux à vivre toute l'année à 1000 mètres, et dans des zones qui sont très ventilées, de manière que le système nerveux de ces enfants serait encore déstabilisé qu'avant, et d'autre part on parle de Saint Christophe, mais on oublie qu'à Saint Christophe l'insolation est très inférieure parce qu'il y a l'ombre de l'Emilius et de la Becca de Nona, vous allez à Péroulaz, descendez en voiture de Péroulaz à Aoste et puis vous voyez quelle est l'insolation en hiver à Saint Christophe il y a l'ombre très étendue pendant des mois et des mois, et je regrette de troubler la tranquillité de M. Ramera qui est demi citoyen de Saint Christophe par alliance, mais il y a toute une grande zone de Saint Christophe qui est couverte de l'ombre en hiver et c'est bien dommage, parce que certes que la campagne de Saint Christophe est très belle, peut-être c'est la zone de Senin qui commence déjà à prendre un peu plus de soleil, mais en tout cas la zone de Clappey présenterait ce grave inconvénient que ce serait une zone presque toujours à l'ombre en hiver.

Il y a aussi l'inconvénient de l'ombre en hiver dans la zone de Sarre, mais moins parce que les montagnes sont moins ingombrantes sur Sarre. Il y a la montagne de la Pira, mais je ne crois pas que le soleil se lève de la Pira mais se lève un peu plus à est.

La conclusion par conséquent de notre Groupe c'est que nous voterons à faveur de l'initiative d'autant plus que la Junte - à commencer de M. Chantel, c'est beaucoup préoccupé de réduire le terrain, la zone qui est achetée de M. Revel et cependant nous sommes favorables à condition, comme a dit M. l'Assesseur, qu'on achète pas la zone verte, c'est-à-dire la zone de propriété Arnod, mais qu'on n'achète seulement la propriété Revel, qui est marqué en jaune sur le dessin, car M. Chantel et la zone rouge qui est la zone de la ferme Bal ou de la méditation.

Benzo (D.P.) - L'Avv. Caveri ha puntualizzato molto bene la situazione, io direi che senza parlare di parametri, però ha guardato i due aspetti principali di questa questione:

l'aspetto oggettivo, cioè quello che interessa effettivamente la scelta di un'area adatta alla costruzione dell'Istituto Psico-medico-pedagogico e quanto concerne la successiva trattativa per l'acquisto con i proprietari.

Consigliere Germano, io vorrei proprio, perché è giusto che si cerchino tutti i problemi, dirle che il deliberato del Consiglio regionale era in questi termini di prendere in esame non solo quell'area che aveva tutte queste negatività ma tutta una serie di aree, comunque rimane, il fatto, Consigliere, che sono state portate e ricercate tutte le aree possibili, cioè quelle che erano nelle condizioni di poter essere idonee, quelle che sono state offerte sono dodici aree per tutte queste aree una Commissione c'era, è stata ricostruita, questa Commissione tecnica ha esaminato queste aree alla luce della oggettività che diceva prima l'Avv. Caveri, cioè l'ubicazione, l'accessibilità, l'esposizione, la ventosità, le infrastrutture, il rapporto, questo ha esaminato, proprio in base all'esposizione, è stato fatto anche uno studio per quella zona lì.

(Voci) ...È nelle condizioni - diciamo - migliore delle altre, Consigliere Germano, quando lei fa dei parametri, deve mettere due, tre, quattro situazioni con le stesse situazioni, questa purtroppo, se vogliamo dire questa parola che dice anche l'Avv. Caveri, è l'area che dopo tutti questi esami è rimasta la migliore in via subordinata, però a quella di Clappey, che però non c'è più; non solo, ma c'è un altro fatto che per quest'area, era stato, proprio dalla Commissione richiesto ed è questa che è stata data come disposizione alla Commissione tecnica di ridurre notevolmente la parte che avrebbe inciso dal punto di vista finanziario e che non era utile alla costruzione dell'Istituto stesso, e ultimamente quella dismissione, non acquisizione di quei terreni segnati in verde che effettivamente in parte sono già contrastati dalla stessa strada statale, e dall'altra dal Canale e da queste situazioni che i Consiglieri hanno evidenziato.

Ecco perché la Giunta, ha ritenuto, dopo tutta questa ricerca di elementi, mi permetto di dire che nella relazione, Consigliere Germano, sia pur succintamente, ma molto chiaramente è detto questo fatto della dismissione, del ritiro dell'area di Clappey e delle varie determinazioni della Commissione tecnica in ordine a tutti gli altri terreni, la Giunta ha ritenuto che proprio a un mese di distanza ormai dal termine ultimo dei 600 milioni di finanziamento, vista l'idoneità maggiore di tutte le altre aree, di portare al Consiglio regionale con quelle trattative svolte così bene dall'Assessore Chantel, quest'area per costruire quest'Istituto estremamente necessario per la costruzione...

Manganoni (P.C.I.) - Nel caso che Bal avesse chiesto la luna, dato che solo quel terreno può servire per la costruzione di quest'Istituto noi non avremmo costruito l'Istituto.

Chantel (P.S.I.) - La questione non è su questo punto, i "se" non contano niente, generalmente si dice che le cose valgono in quanto si risolvono su qualche fatto positivo, se Bal avesse chiesto la luna, noi oggi avremmo concluso questo, siccome, si sono persi 3 anni e non si riusciva a risolvere il problema, avremmo perso i 600 milioni, allo stato attuale delle cose, perché caro Manganoni è inutile porre dei se, i se non servono a niente.

D'altronde, se non mi sbaglio, io non facevo parte di questo Consiglio, ma se ho letto bene gli atti, il Consiglio che cosa aveva fatto, aveva rimandato la questione, invitando gli amministratori, io allora non facevo parte, di vedere se c'erano altre soluzioni al di fuori di quella, e questo nel limite del possibile e col tempo che c'era a disposizione non era stato risolvibile, perché io ne ho visti di terreni, anche quello che ho qui in mappa, è un terreno di 63 mila mq. con un pianoro di 25, però l'accesso, le strade da fare, l'acqua potabile, le fognature e infrastrutture, non dimenticate che un Istituto del genere, vuole un quantitativo non indifferente anche di acqua potabile per funzionare.

Ora le infrastrutture non hanno permesso tutte le altre ragioni, facilità d'accesso, portata di mano per chi deve andare a portare i bambini, non hanno permesso di risolvere le soluzioni in un altro modo, senza dubbio se fra le diverse offerte che sono state fatte ci fosse stato un altro terreno che fra tutte assieme corrispondeva a queste necessità, è logico che io mi sarei preoccupato di andare a trattare con i proprietari di questi terreni, purtroppo se Bal avesse insistito sul fatto che Bal non voleva più vendere, ci saremmo dati affannosamente alla ricerca come abbiamo fatto in pubblicazioni, ecc... e se non c'era nessun altro terreno, si sarebbe dovuto ripiegare su due soluzioni: o pigliarne un altro più sfavorevole, o rinunciare definitivamente a fare l'Istituto, ma non rinunciare... il tempo che abbiamo è quello che è, al 29 novembre scadono i dati e guardate che oggi col tempo che corre non è che otteniamo dei rimandi, è già una meraviglia che abbiamo ottenuto quei seicento milioni a disposizione, coi tempi che corrono se non li pigliamo... non è che possiamo andare a cercarne degli altri, arrivati a questo punto dobbiamo accettare le condizioni che ci sono, e poi io vi farò un'altra osservazione: il terreno di Bal è stato pagato 5 milioni, 5 mila lire al metro, l'altro terreno 3.100, io non discuto mica, però io vi dovrei fare osservare una cosa: guardiamo il prezzo in rapporto all'atto reale del terreno, se uno ci ha fatto una speculazione purtroppo la speculazione è a carico di chi ha dato la possibilità di fare una speculazione, però, risolviamo il problema sul campo pratico, vero, se non ci si fosse messo di mezzo Revel, e i proprietari a un bel momento avessero chiesto questa cifra, cosa avrebbe fatto il Consiglio? Io voglio portare il problema sull'atto pratico, cioè, praticamente cosa avrebbe fatto il Consiglio, lasciamo stare la speculazione, purtroppo è venuta, io ho dovuto prendere la situazione, quella che era, la riduzione della speculazione, la riduzione e del terreno e del prezzo s'è ridotta, si sarà ridotta bene o male, ma si è ridotta, vero? Non è più quella di prima, una bella base del terreno non l'abbiamo presa, abbiamo ridotto il prezzo e tutto quello che era possibile fare, oggi, non è che noi diciamo che facciamo un buon affare, tanto quella di Bal rimane quella che è e la discussione non è entrata in merito, però il problema l'ho posto su un'altra base, l'ho posto sulla base della possibilità o meno di realizzare quest'opera entro il tempo necessario, voi mi parlate di Commissione, di ricerche di nuovi terreni, ecc., gli altri terreni che ci sono stati offerti, abbiamo riconosciuto che per mille e una ragione, sono diciamo così, o non consigliabili o comunque le infrastrutture - lasciamo stare anche il fattore strada, e ci sono tutte le altre infrastrutture, l'acqua potabile. Va bene lasci stare la questione strada, ma insomma, se io vado a pigliare un terreno incolto, faccio una strada, mi metto l'acqua potabile, le fognature, allora la speculazione viene al rovescio, viene a vantaggio degli altri, insomma... io ho capito benissimo, ho capito una cosa, caro Manganoni, io ho capito un fatto solo, uno solo ho capito, che la situazione sia bella, magnifica, siamo perfettamente d'accordo, non lo è, ma non abbiamo altra soluzione e quando si arriva a questo punto qui, bisogna anche convincersi che un'altra soluzione pratica, in questo momento qui per risolvere il problema come è posto, non abbiamo più due o tre anni davanti, non li abbiamo, abbiamo dei giorni davanti, non degli anni, e giorni che vanno a rischio di farci perdere con la scadenza del 29 novembre questi quattrini e la possibilità di risolvere un'opera.

Questa è la situazione, non l'altra, vero?

Ora, anche l'Avv. Caveri si è espresso in modo molto chiaro, non è che lui accetta la nuova posizione con molta soddisfazione, questa à la verità, perché purtroppo arrivati al punto d'oggi, allo stato attuale, non abbiamo un'altra scelta, e non è che non ci si sia dati da fare, e ripeto, se il terreno di Clappey, l'avessero venduto, io non portavo oggi questo, portavo immediatamente quello di Clappey, a Saint Christophe, portavo l'altro, è che non avevo la possibilità di portare altro di quello che ho portato... che io mi sia preoccupato di andare a vedere se c'erano altri terreni, è una preoccupazione che io ho avuto. Li ho visti i terreni, ci sono dei terreni che serviranno senza dubbio alla Regione, e che li porteremo in Consiglio per sapere se il Consiglio li vuole acquistare o meno; ma allo stato attuale quel terreno lì per fare quell'Istituto non serve.

Ramera (D.C.) - Dato che ho notato che l'asse terrestre in questo periodo si è spostato da aperte dichiarazioni che mi ricordo essere state fatte dieci o dodici mesi fa, desidero chiedere la sospensione della discussione al pomeriggio, con richiesta precisa di lettura dei verbali della precedente discussione in quest'aula.

Montesano (P.S.D.I.) - Va bene, Consigliere Tonino.

(voci in lontananza)

Tonino (P.S.I.U.P.) - Visto che neanche la maggioranza è convinta di fare un buon affare su questo acquisto e che teme che questo acquisto è subordinato un po' alla scadenza delle cose, io penso che valga la pena di accettare la proposta Manganoni, caldeggiata da me e da Germano di nominare questa Commissione, perché è vero che, come ha detto Caveri, quella località Bréan non abbia quelle condizioni da poter costruire quell'Istituto, ma è pure anche vero che non tutti i Consiglieri hanno potuto vedere questo appezzamento di terreno, e poter così valutare... per cui io la proposta fatta dal Consigliere Manganoni, la faccio anche mia a nome anche del Gruppo Comunista, propongo a votazione la nomina di questa Commissione, commissione che può già agire anche oggi stesso, non è che dobbiamo aspettare... possiamo anche oggi pomeriggio dalle tre e mezzo alle cinque andare a vedere sul posto queste due zone, non è che portiamo via troppo tempo, tanto per convincerci, com'è, può darsi che poi siamo d'accordo che l'acquisto può essere fatto in quel luogo. Non so.

Fosson (U.V.) - Io volevo solo dire due parole in merito alla proposta che è stata fatta dal Consigliere Ramera appoggiata dal Consigliere Bordon.

Mi sembra che sia un po' strano di subordinare la discussione di un oggetto portato all'ordine del giorno alla lettura dei verbali delle altre sedute, perché se noi istituissimo questo principio, noi potremmo prolungare le sedute del nostro Consiglio, e rileggerci ogni volta tutti i verbali passati.

Ora il Consigliere Ramera, con una battuta così scherzosa ha detto che l'asse terrestre si è spostato, e di rincalzo il Consigliere Bordon, ha detto: così rinfreschiamo la memoria per vedere la vostra incoerenza, il Consigliere Caveri l'ha detto solo sotto voce e io lo voglio dire forte che le condizioni sono nettamente diverse, resta completamente, io condivido perfettamente quanto è stato detto prima a proposito di certi dessous, che non voglio più toccare in questo momento, però quello che noi abbiamo, siccome la memoria ci serve ancora senza andare a rileggere i verbali, dirò subito quali sono le osservazioni principali che abbiamo fatto allora.

Prima c'erano mille metri in più su un appezzamento di terreno che era già occupato dalla strada e questo è stato accertato perché questo, il terreno, eventualmente, di planimetria verde attualmente, la proposta che è stata fatta al Consiglio comporta circa 1000 metri in meno di quello che è stato portato prima e che noi avevamo sollevato in questa sede che era già occupato dalla strada nazionale. Questo è un fatto incontrovertibile, quindi prima cosa.

Seconda cosa, seconda osservazione fondamentale che abbiamo fatto. Abbiamo detto - a parte la speculazione su cui non voglio entrare adesso - ma abbiamo detto: la particella 52 si trova in una zona molto pendente, sotto il castello, che non serve neanche per fare un parco pubblico, perché se fosse servito, cioè, parco pubblico, per fare parco, perché se fosse servito per essere adibito a parco, si sarebbe potuto tenere in considerazione, come ampliamento della zona che interessava l'Istituto e oggi si porta una proposta, stralciando 6000 e tanti metri, che sono il corrispondente del mappale 52, che è quello in pendenza che non serviva a niente. Quindi altra questione fondamentale diversa e che, eventualmente, viene incontro a quelle osservazioni che sono state fatte.

Terza cosa. È stato, sul mappale 93, diminuito il prezzo da 3.500 a 3.100, c'è chi dice che è ancora troppo perché c'è sotto questa speculazione, ma oramai, sentite le varie cose che sono state dette, anche questo è un miglioramento rispetto a quella proposta iniziale.

Terzo, non si acquistano tutti i terreni marcati in verde che sono quelli, non solo che erano diminuiti di superficie in quanto una parte occupata dalla strada, ma siccome avevamo sollevato la servitù di passaggio, avevamo sollevato la questione dell'attraversamento del canale, quindi con servitù di passaggio che è inutile di inglobare questo terreno nel comprensorio dell'Istituto-Medico-Pedagogico, che il mappale 104 e 102 sono molto ripidi e quindi che non servono a niente per quello che si voleva fare, e tutto questo, oggi, l'Assessore Chantel ha detto che non si prende in esame, e l'ha detto riferendosi a dei fatti anche dolorosi, una cosa e l'altra, ma noi diciamo che, indipendentemente da questi fatti dolorosi, noi, questa parte di terreno non interessa per l'Istituto-Medico-Pedagogico.

Quindi c'è una netta differenza, mi sembra, da quelle che erano state le proposte principali, che sono state discusse alcuni mesi fa in quest'aula e quindi si può fare tutta l'ironia che si può fare dicendo che si è spostato l'asse terrestre, però le condizioni, nessuno potrà negare che sono nettamente diverse da quelle che sono state portate in principio.

Eventualmente il Consigliere Caveri ha detto che accettiamo come una questione di necessità anche questa proposta, però tengo a sottolineare che tutte le osservazioni che sono state fatte in quest'aula allora, a qualche cosa sono servite perché queste proposte sono nettamente contrarie.

Se si vuole negare l'evidenza, allora neghiamo pure l'evidenza. Troviamo che l'asse terrestre si è spostato e diciamo che il sole sorge a ovest invece che ad est, ma questo, siamo liberi di sostenere tutte le tesi che vogliamo.

Quello che volevo dire in definitiva era questo: che per ricordarci di queste discussioni non c'è bisogno di andare a cercare i verbali perché chi le ha fatte in quest'aula, in quel momento, preoccupandosi di salvaguardare certi interessi della Regione, se le ricorda benissimo e credo di averle spiegate in poche parole.

Montesano (P.S.D.I.) - Io desidero dire questo: che forse il Consigliere Ramera dicendo "la lettura del verbale completo" effettivamente è andato oltre, forse, le sue intenzioni, leggere tutto il verbale. Leggere tutto il verbale è...

Ecco, semmai, lei ne ha il diritto, come Consigliere, di avere le bozze del verbale, perché il verbale non è ancora ufficiale, quindi non lo possiamo distribuire, e prendere gli elementi che a Lei pare utile nella discussione.

Perché, leggere tutto il verbale, francamente, è una prassi giusta, come dice Fosson, che istituiremo adesso, perché ogni Consigliere potrebbe chiedere la lettura di due o tre verbali ed avere così la possibilità...

Invece Lei può prendere visione, come può prendere visione qualsiasi Consigliere delle bozze di verbale e trarne quegli elementi che a lei possono servire.

Bordon (D.C.) - Ma si scindeva, si divideva in due parti. Io chiedevo innanzitutto se eravamo d'accordo per questo rinvio perché, per esempio, la richiesta della lettura del verbale, con la reazione che ha avuto il Consigliere Fosson, ci fa vedere che avevamo dimenticato forse qualche cosa e che lui, con la sua ben abituale, solita cortesia, ci ha voluto ricordare, perché secondo lui è tutto cambiato - e, abbi pazienza Fosson, secondo noi non è cambiato molto...

Ma questo non ha nessuna importanza nella discussione, nella discussione noi dobbiamo arrivare, ad un certo momento, ad una conclusione, altrimenti io ti potrei dire: perché non accetti la proposta di Manganoni, per esempio, per dirtene una, ma non te la chiedo perché non è questa la discussione che vogliamo fare noi. Noi ci permettiamo di chiedere - sono le 13,40 - vogliamo rinviare al pomeriggio questa discussione? Perché io penso che ne avremo ancora almeno per un paio di ore, indipendentemente dalla lettura del verbale e non lettura del verbale. Questa è la discussione.

La discussione del verbale la faremo eventualmente dopo. Ramera potrà pretenderlo tutto, non lo so, qualcheduno potrebbe dire: voglio ricordare, per esempio, cosa ho detto io allora, che cosa hanno detto altri, per avere anche una certa impostazione, per vedere i miglioramenti che si sono apportati. Io penso che un rinvio si possa richiedere, parlando poi dopo del verbale.

Dujany (D.P.) - Mi pare che non sia opportuno accogliere la richiesta di sospensiva su questo argomento in quanto la discussione è stata sufficientemente ampia e mi pare sufficientemente particolareggiata.

Non mi pare neppure opportuno di aderire alla richiesta del Consigliere Tonino ed altri suoi amici i quali chiedevano la costituzione di una Commissione di quattro persone per verificare prezzi e ubicazione dei terreni.

Perché tutto questo? Se aspettassimo tutta questa situazione, ritorneremmo alla situazione di due mesi fa col rischio di non concludere nulla, col rischio, naturalmente, di non portare avanti anche questo problema di cui, sono certo, tutti siate convinti della necessità.

Sin dalla precedente riunione consiliare in cui sono stati affrontati tutti gli argomenti che sostenevano l'inopportunità di acquistare i terreni proposti dalla nuova Giunta, discussioni che oggi si sono ripetute e argomentazioni che oggi si sono ripetute. Allora si è concluso con la nomina di una Commissione per valutare una serie di terreni che erano stati proposti all'Amministrazione regionale a seguito dell'invito dell'Amministrazione regionale.

La Commissione è giunta a certe conclusioni, che sono contenute nell'allegato che si è ripetuto qui da parte di parecchie persone, rimaneva la scelta: St Christophe-Sarre, St Christophe è caduta per delle ragioni particolari e adesso rimane quella di Sarre.

Ritornando a quella di Sarre ci siamo preoccupati di accogliere le osservazioni che erano state fatte in quel momento da parte del Consiglio regionale e cioè l'esclusione di una parte dei terreni che non si ritenevano idonei, si ritenevano perlomeno superflui per la costruzione di questo ospedale Psico-Medico-Pedagogico, la riduzione dei prezzi dei terreni e oggi c'è una ulteriore richiesta di amputare questa ampia zone ancora della zona della cosiddetta proprietà Fenoil o rappresentanti Fenoil e la Giunta accoglie.

Questo ci permetterà di acquistare un'area di 20 mila mq. circa che riteniamo sufficienti per iniziare la fase di progettazione e per accorciare i termini della realizzazione di questa opera.

Quindi io chiedo cortesemente al Presidente del Consiglio e al Consiglio stesso di voler procedere alla votazione su questo oggetto perché mi pare che la discussione sia stata sufficientemente ampia e sufficientemente approfondita e mi pare che gli aspetti delle varie posizioni le conosciamo in un modo sufficientemente profondo.

Mappelli (D.C.) - Incomincerò dalla fine.

Caveri voleva sapere come erano venuti a conoscenza per la questione dei prezzi. Ora, a parte il fatto che questi terreni erano già stati a suo tempo esaminati nel 1966/1967 per la costruzione, in allora, dell'ospedale geriatrico, e dunque a suo tempo era già stata fatta tutta una casistica e una graduatoria, tant'è vero che per il geriatrico ci eravamo rivolti verso Beauregard.

Per quanto riguarda invece, però devo precisare che in quel tempo non si erano esaminate le particelle 94 e 111 e, così, per informare il Consiglio, ho pensato bene di... Dopo le elezioni si era costituita la Commissione per la ricerca di questi terreni, Commissione che presiedeva il sottoscritto, e, lasciato da parte il problema dell'Istituto geriatrico, andammo avanti col problema dell'Istituto Pedagogico.

Io desidero - permettete che vi rubi alcuni minuti - leggervi parte dei verbali che a suo tempo erano stati fatti su questo, con questa nuova Commissione. Non vi leggerò tutto il verbale perché non è il caso (qui ci sono tutte le zone, ecc.) però alcune considerazioni personali voglio che voi le sappiate.

Allora, dice il verbale: segue a questo punto la discussione tra i componenti sull'area da prescegliere. L'Assessore Mappelli, che propende per la scelta dell'area sita in località Frissonière, il Dr. Barbero ritiene far presente che non possa costituire una scelta ottimale, oltre che per i motivi di cui sopra (cioè motivi tecnici) anche per il fatto non molto indicabile che due Istituti - l'Ospedale geriatrico e l'Istituto in causa, aventi fini e scopo completamente diversi - debbano sorgere, per evidenti motivi, in località viciniori.

La Commissione quindi, ad unanimità di voti ritiene che la zona che maggiormente risponde ai requisiti richiesti per la costruzione dell'Istituto Pedagogico sia quella di St. Hélène nel Comune di Sarre (anche se io non ero d'accordo).

Tenuto presente anche la brevità del percorso per giungere dalla stazione ferroviaria di Sarre, elemento questo di non poca importanza, qualora si pensi alla comodità di un trasporto ferroviario per i familiari dei minori provenienti dai Comuni di fondovalle, Pré St Didier e Pont St Martin.

A questo punto vorrei che voi, la vostra attenzione sia su questa mia posizione in sede di Commissione, a questo punto sorgono contestazioni sulle necessità da parte della Regione di acquistare l'intera area soprascritta.

L'Assessore Mappelli ritiene infatti che parte dei terreni siti a ponente, cioè la famosa particella 52, a ponente, ma poi c'è scritto anche il numero, e consistenti in terrazzi e incolti potrebbero anche non far parte delle aree da acquistare. Ritiene infatti indispensabile sottoporre all'esame della Giunta l'eventuale acquisto dei terreni in causa, - perché ero contrario di costruirlo lì -, e precisamente i terreni descritti in catasto n. 93-101-102-103-104 e 105 e parte del 52 - io dicevo solo una parte del 52 e se la memoria non mi tradisce, quando Milanesio e lo stesso Germano vennero con me a fare il sopralluogo, a voce riconfermai questa mia posizione, per cui solo una parte del 52 si poteva prendere, perché dall'altra, oltre a dove c'era il bivio di Cogne, era chiaro che forse non era il caso.

A condizione, dicevo io, ed è a verbale, che siano disponibili e quindi cedibili i terreni descritti in catasto 94 e 101. Cioè io dicevo, io sono d'accordo che, ad un certo momento, anziché andare in altra zona, andiamo lì, però cioè una pregiudiziale di vedere se quella proprietà di Bal era accessibile.

Allora il Dr. Barbero riferisce che è necessario acquistare l'intero appezzamento descritto in catasto col n. 52 in quanto ritiene che, data la consistenza del terreno, il valore di detta parte non potrà incidere notevolmente sul costo dell'intera area ecc.

Inoltre qui si fa presente che la Commissione decide di aggiornare i propri lavori dando incarico all'Assessore Mappelli per conoscere se gli appezzamenti iscritti al catasto 101 e 94 siano alienabili o meno ed è quello che io ho fatto cioè di chiedere al Signor Bal se erano disponibili questi terreni.

Arrivati ad un certo momento io presi - voi dovete sapere che quando noi abbiamo parlato per l'Istituto geriatrico si erano fatte allora alcune stime, una da parte del Geom. Marcoz - è chiaro che quella del Geom. Marcoz non vi è ancora quella di Bal - perché qui parlo del tempo in cui noi si parlava del geriatrico, cioè nella prima occasione; una seconda era stata fatta da altri Geometri che sono esattamente Einaudi e Mezzo. E allora è chiaro che, sempre per il geriatrico, questi Signori avevano fatto delle offerte perché la Giunta, per scegliere e valutare per il geriatrico, avesse tenuto conto anche di questa area.

Venuta fuori poi la questione del 94 e 111, io portai in Giunta questo nuovo problema, questa nuova soluzione da parte della Commissione, che sarebbe stata orientata a comprare questi terreni e la Giunta diede incarico al Geom. Levêque di fare la terza perizia.

Fatto questo, presi tutte queste perizie, chiaramente, in base ai verbali delle perizie e a tutti i componenti della Giunta ebbi a trasmettere queste perizie.

I componenti della Giunta - mi ricordo sempre che l'amico Bordon ebbe a dirmi: adesso ne parleremo anche un momento tanto per sentire cosa ne pensa la Commissione Affari generali di questa proposta.

Qui faccio un balzo in avanti nel dire - quando il Consigliere Caveri dice: ma come mai i Revel, gli Arnod, ecc. vennero a sapere delle offerte. Ma, caro Signor Caveri, qui vi è una presa d'atto consiliare, cioè di Giunta, dove la Giunta, per iscritto, con protocollo, ad ognuno di questi proprietari, ha chiesto quale era la loro disponibilità e quali erano - combinazione io ne avevo una fotocopia, l'ho tenuta lì. Ma questa è la verità, non è che...

Io, il resto, non lo metto in dubbio, può darsi che ci siano delle valutazioni diverse. Poiché la Giunta regionale, su proposta della Commissione, sta esaminando le varie offerte dei terreni per la costruzione dell'Istituto Psico-Medico-Pedagogico. La prego, per incarico della Giunta regionale stessa di voler comunicare, con la massima urgenza possibile se i terreni di sua proprietà, siti in Comune di Sarre, contraddistinti in catasto col foglio n. ... - (qui, questa, è quella di Bal, ma ci saranno giù in protocollo altre, quelle degli altri interessati) se siano tuttora cedibili. In caso affermativo se la richiesta sia da ritenersi tuttora valida. E qui loro hanno risposto in base a quello che loro ritenevano di rispondere.

Tutto questo è stato preso e consegnato all'Ufficio Legale, con l'Assessorato alle Finanze per esaminare la questione.

Dopo di questo ne è venuto fuori tutto quanto noi abbiamo discusso, ridiscusso, cose che io... qui qualcuno ripete: il Consiglio ha rinviato...

Il Consiglio ha rilevato degli inconvenienti ed io allora, come oggi, ripeto, ben lieto di aver, così, rinviato, per andare su un altro treno. Questo tanto per dimostrare che si trattava di voler portare avanti un problema sociale, un problema che era scottante. Avevamo la questione, certo, del finanziamento, e qui devo dar atto pubblicamente, che tramite anche il Presidente Bordon e il sottoscritto abbiamo fatto i salti mortali e mi sembra che oggi si sta dimostrando cosa vuol dire rinviare da un anno e tenere lì il contributo. Non solo un anno è rimasto lì il contributo. Ma quando andai a Roma, accompagnato dai miei tecnici, al Ministero dei Lavori Pubblici abbiamo ottenuto un finanziamento di altri 100 milioni per quest'opera.

Ora io dico questo: se qui ci sono delle aree, ad un determinato momento, sia perché un signore è morto, questo mi dispiace, questo Sig. Fenoil io non lo conosco, mi dispiace così, che sia venuto proprio in questo mento, ma è un lutto familiare quindi non vogliamo neanche accennarne di queste cose.

Io ero già d'accordo che il 52, ad un certo momento, doveva ... però oggi io son contento di poter rilevare che purtroppo noi abbiamo perso, in questo sistema otto mesi per che cosa? Per ritornare...

Intanto il 94 e il 111 sono gli stessi prezzi. Il resto è chiaro che, sempre richiesto dal sottoscritto, a nome della Giunta, al Consiglio comunale di Sarre di mettere tutta zone ospedaliera, e gentilmente, con una lettera veramente fatta bene, il Sindaco Sig. Blanc mi aveva risposto che il Consiglio aveva preso in visione questa nostra iniziativa, ebbene, cari Signori, questa zona sarà presto o tardi, dovrà essere zona ospedaliera. È questione di tempo, dovremo discutere anche gli altri e se, ad un determinato momento certi prezzi sono troppo alti, e ben, questo può anche darsi, ragione di più per discuterne. Ma è chiaro, lo dicevo otto mesi fa e spero che sia a verbale - e chiedo che anche questo sia messo a verbale - qui, cari Signori stiamo perdendo del tempo e del denaro perché io sono convinto che il giorno in cui, se voi mi aveste detto che 35 mila metri quadri sono troppi, Signor Assessore alle Finanze vedi un po', vai a vedere se è possibile ridiscutere oppure (intanto Fosson verbalmente, gentilmente me l'aveva anche accennato) se vediamo di prendere, non so, un certo numero di metri quadri per poter portare avanti; intanto assicurare i contributi, intanto andare avanti con le progettazioni che sono lunghe, ecc. E anche qui io chiederei se è possibile, non so se è ancora possibile, fare un concorso nazionale. Non è facile, ci vuol del tempo e della santa pazienza, ma sarebbe l'ideale per far qualcosa di fatto bene.

Orbene, vedremo il giorno in cui tutta questa zona - è zona di comprensorio sanitario - noi dovremo vedere quali saranno i risultati di questi 35 mila metri quadri, perché questa è la verifica di tutto questo problema, senza voler dire una parola di più o di meno di quella che è la sacrosanta verità.

Allora io dicevo questo: noi voteremo a favore, certamente che voteremo a favore, però le somme, con un gradino alla volta arriveremo in cima alla scala e allora tireremo i totali, vedremo cos'è che ne abbiamo ricavato. Intanto la mia parola è solo questa: purtroppo abbiamo perso 8 mesi perché quanto è stato fatto oggi si poteva benissimo, ad un certo momento, valutare se non era il caso, a suo tempo, di vedere diversamente.

Invece io, in buona fede, come sono sempre in queste cose un po' ingenuo, ho preso quanto mi ha detto Manganoni qui dentro, ho fatto le lettere. Adesso sarebbe bene addebitarti anche i francobolli - dato che ce l'hai su con i francobolli. Ho fatto di nuovo una nuova commissione, abbiamo gironzolato come dei cani da caccia, da Saint Pierre abbiamo gironzolato dappertutto e poi dopo, nel momento in cui si dovevano tirare le somme me ne sono andato fuori dai piedi e voilà, questa è la santa verità di tutta la vicenda e questo ci tenevo a dirlo.

Montesano (P.S.D.I.) - Allora, Consigliere Caveri, ci sono delle proposte.

Caveri (U.V.) - Se mi permette, io volevo solo dire una piccola cattiveria. È meglio che Mappelli non dica più niente altrimenti votiamo contro anche noi!

Montesano (P.S.D.I.) - No, non si può più chiedere la parola in quanto qui ci sono tre proposte da votare. Adesso vi leggo l'articolo, perché l'unica difesa mia è quella di far applicare il regolamento: "La discussione può essere interrotta soltanto per domandare il rinvio della proposta all'esame di una Commissione della Giunta regionale, (che riflette la proposta Manganoni), per proporre un accertamento, una mozione, il richiamo alla osservanza della legge e del regolamento (e questa rientra la proposta di Ramera) e per domandare la chiusura della discussione (proposta del Presidente della Giunta)."

Ma voglio leggere ancora, perché altrimenti io vado avanti con gli interventi sono a domani: "Se è approvata la chiusura della discussione non possono prendere la parola i membri che non abbiano chiesto la parola prima della votazione. Tuttavia il Consiglio può, su domanda di un Consigliere, decidere con la maggioranza di due terzi dei membri presenti e senza discussione che, in luogo e vece dell'oratore iscritto prima della votazione, siano ammessi a parlare soltanto un oratore per ciascun gruppo..."

Bordon (D.C.) - Io non entro neanche in argomento, io mi auguro...

Montesano (P.S.D.I.) - Un momento, no, no. Qui bisogna chiarire, caro Bordon. C'è una richiesta di chiusura di discussione!

Bordon (D.C.) - Volevo dire questo, e voglio che sia messo a verbale se è possibile, che non abbia da continuare su questa strada, perché se il Presidente della Giunta, tutte le volte che abbiamo da discutere, si alza, all'inizio della discussione e dice: io chiedo la chiusura, io chiedo a voi che cosa dobbiamo fare noi qui dentro.

Perché io non sono ancora intervenuto su questo argomento, ad un certo momento si alza il Presidente della Giunta, o altra persona, penso che sia il più qualificato, dice: io chiedo la chiusura, e noi siamo tutti qui a dire sissignore. E allora che cosa ci stiamo a fare qui dentro? Quindi questo è un nuovo sistema che viene instaurato!

Questo non è mai accaduto prima di adesso e questo chiedo che sia messo a verbale perché è interessantissimo, perché è troppo comodo.

Se ad un certo momento, per causa l'ora tarda si possa anche dire: abbreviamo, tagliamo corto, ma io mi rimetto a tutti i colleghi Consiglieri per vedere se questa è la prassi che si vuole instaurare. Perché allora, in caso contrario, chi è che può chiedere questa chiusura, soltanto il Presidente della Giunta o anche qualche altro Consigliere? (Montesano: tutti) ...Allora mi alzo io la prossima volta, quando non vada più a genio chiedo la chiusura della discussione e votiamo. La maggioranza la farà passare, ma tutte le volte che conviene alla maggioranza, la minoranza non potrà più parlare. Ma qui scherziamo! Non è mai accaduto! Abbiamo sempre lasciato il colloquio a tutti, e basta vedere i verbali che non riescono ad essere fatti perché pesano dei chili! Questo è il discorso.

Montesano (P.S.D.I.) - Un momento, Bordon, prima di tutto io ho da precisare che non è la prima volta perché è stata richiesta dal Consigliere Berthet una volta, è stata richiesta un'altra volta dal Presidente, povero Bionaz, è stata richiesta da me.

Bordon (D.C.) - ... anzitutto io dirò che la discussione è sempre stata fatta. Ogni Consigliere ha diritto di prendere la parola su un argomento per un certo lasso di tempo e questo c'è scritto e penso che nessuno ce lo possa togliere, tanto per cominciare. Io non dicevo che staremo un'ora, un'ora e mezzo, quello che staremo, ma se si intavola questo sistema... (Montesano: è il regolamento) ...beh, tu lo leggi, come lo hai sempre letto, e siamo sempre stati contrari a queste impostazioni perché qui dentro tutti hanno sempre potuto parlare e ricordiamo che c'erano dei Consiglieri che intervenivano 6-7 volte sullo stesso argomento. Negare se è vero.

Fosson (U.V.) - ... sono le 13,30, quindi una battuta un po', così, non guasta.

Però, ti sei imballato in questo momento, non seguendo la lettura dell'articolo che ha letto il Presidente perché, a parte che voi molte volte avete chiesto la chiusura della discussione e questo è un altro paio di maniche, ma permetti, il regolamento dice che non può più prendere la parola chi non si è iscritto prima della votazione. Se tu, se tutti voi avete da intervenire ancora prima della votazione, prima della votazione per chiudere, vi iscrivete tutti a parlare e avete tutti diritto a parlare prima della votazione. Quindi volevo solo richiamarti al Regolamento. L'ha letto il Presidente e quindi non c'era questa...

Bordon (D.C.) - Scusa questa sottigliezza, io la volevo superare, perché chiedevo questo. Uno chiede la parola, non è ancora intervenuto nell'argomento e io credo che lo possa fare. Adesso volete ricorrere a questa sottigliezza del voto, prima del voto. No, fatelo pure, ci serviremo di questo per poter parlare ma io ritengo che se uno non è intervenuto può dire quello che pensa.

Montesano (P.S.D.I.) - Faccio una domanda, Bordon. Chi si vuol iscrivere a parlare ancora?

Bordon (D.C.) - Io mi iscrivo a parlare.

Montesano (P.S.D.I.) - Molto bene. Chi altri? Ecco, Dolchi.

Non è che, quindi, la richiesta di chiusura, non possa far parlare. Chi altri? - Ramera.

Ramera, io dico questo: io devo mettere a votazione la chiusura della discussione. Se si vuole avere la parola prima della votazione bisogna che si iscrivano. - Tonino.

(Ramera parla, ma in lontananza - se mi danno la possibilità, non ho detto di leggere il verbale, per carità!)

Montesano (P.S.D.I.) - Non c'è bisogno, Consigliere Ramera, il verbale di metterlo ai voti. Io do i verbali a Lei, le bozze, e Lei legge quello che Lei crede.

Allora, nessuno altro si iscrive a parlare? Allora viene messa ai voti la proposta Manganoni-Tonino per la nomina di una Commissione.

Chi è favorevole alzi la mano. Contrari? Astenuti?

Allora: 6 astenuti - 8 favorevoli, il resto contrari. La proposta è respinta.

La proposta Ramera è superata, la proposta della sospensiva è superata con l'iscrizione a parlare. - Ma sì i verbali glieli diamo adesso.

Allora viene messa ai voti la richiesta del Presidente della Giunta sulla chiusura della discussione. Chi è favorevole alzi la mano. Chi è contrario? Astenuti?

9 astenuti - 5 contrari e 16 favorevoli. Il Consiglio approva la chiusura della discussione.

Prima della chiusura della discussione sono iscritti a parlare i Consiglieri Bordon, Dolchi, Tonino, Ramera.

Bordon (D.C.) - Allora vi dirò che non ho intenzione di fare della demagogia rubandovi troppo tempo, perché a me pareva che si poteva anche dare il rinvio a oggi pomeriggio. Non vi chiedo neanche la vostra attenzione perché non è proprio il caso, desidero soltanto che quello che io dico rimanga a verbale e quindi comincerò a fare una piccola cronistoria per me stesso perché ci sono degli argomenti che sono stati messi in discussione, che io non condivido in pieno.

E allora dirò che, tanto per cominciare, ad un certo momento, venne portata in quest'aula consiliare la proposta dell'acquisto di questi terreni di Sarre. Come ci arrivò? La cronistoria l'ha fatta l'Assessore Mappelli, noi arriviamo qui, dopo aver nominato una Commissione tecnica, composta penso dalle stesse persone su per giù di quella che è stata nominata dopo, e ci presentammo in quest'aula, come Consiglio per dire: Signori ci hanno detto che questa è l'area più indicata, l'area che meglio si presta alla costruzione di questo ospedale Psico-Pedagogico. Ci sono degli inconvenienti, ovviamente, come ce ne sono dappertutto, però noi vi proponiamo l'acquisto di questi terreni e non avevamo aggiunto nient'altro perché la proposta era quella che noi avevamo portato. I prezzi erano quelli che erano indicati lì sopra, mi ricordo molto bene, e ringrazio l'amico Fosson per quanto ha voluto ricordare per se stesso, che ci fu un intervento veramente pesante dell'allora - come adesso - Consigliere Manganoni, che ancora oggi ha tenuto una certa linea di coerenza e che a me aveva preoccupato molto perché, indipendentemente da tante battute che si tirano fuori, che si sentono dire in quest'aula, si son sentite dire - e che se i verbali verranno letti - potremo rinfrescarci la memoria, il Consigliere Manganoni aveva criticato determinate impostazioni e noi avevamo semplicemente portato la documentazione che ci aveva portati a scegliere l'area di Sarre.

Ora, intervennero anche i Consiglieri dell'Union Valdôtaine, ci furono degli apprezzamenti su determinate persone che potevano anche non essere condivisi, ma questo a noi non interessa perché non siamo qui per seguire queste discussioni, però io sono veramente stupito, ed ecco perché voglio che rimanga a verbale, quando noi sentiamo fare la discussione che abbiamo sentito fare questa mattina.

Quando per esempio mi si dice che l'impostazione di questi terreni è veramente cambiata. Io chiedo scusa Consigliere Caveri, le cui opinioni io rispetto, ma non sono convinto di quanto lui mi dice, perché, se arrivati ad un certo momento noi diciamo: è cambiata veramente l'impostazione di questi terreni, ma io mi domando e dico: ma perché quando noi arrivammo qui 8 mesi o 9 mesi fa, non so quanto, non ci si disse, invece di fare tutta la discussione sul prezzo, sulla quantità, sul valore, sulla speculazione, dando un aspetto scandalistico a tutta questa questione, ecc., ma perché non si disse allora semplicemente: questo 52 non serve, tiratelo via. (voce). Ma, scusa, - io vado sino alla fine, poi dopo vedrai che non puoi riconoscere altro che la verità della mia discussione.

Allora si diceva a noi, di tirar via il mappale 52. Mi ricordo, Manganone lo ha ripetuto questa mattina. C'era quella striscia lungo il terreno vincolata per i 40 metri. C'era un canale di proprietà del Consorzio che non poteva essere ricoperto, ma, non si poteva dire questo allora?

La verità è un'altra! La verità l'ha detta, onestamente, Germano. Ha detto: il Consiglio aveva deciso, in quel momento, di non comperare più quell'area, questo ha detto Germano oggi, lo ha ripetuto.

Ecco perché noi, e no, questo tentennamento di testa faglielo con Germano perché io sono d'accordo con lui, qui è stato detto: noi ci siamo prestati a delle speculazioni e pertanto non si debbono più comperare quei terreni.

Naturalmente, questo fatto della speculazione non era affatto vero tant'è che viene dimostrato oggi con molto, molto chiaro, lapalissiano, ma, naturalmente molte volte, in questo Consiglio, la politica e la battaglia elettorale ci fa anche dire delle cose che non corrispondono al vero, ma siamo abituati a questo e ad altro reciprocamente, per cui non ci siamo impressionati.

Oggi come oggi, se ci fosse consentito, e non lo vogliamo fare, ma qui ci sarebbe da divertirsi! Non è né la sede adatta, né l'ora propizia, ma, ad un certo momento, qui dentro, se noi andiamo a vedere, abbiamo preso gli stessi terreni del Sig. Bal, e grazie a Dio è ancora del parere di venderli perché non so che cosa ne sarebbe venuto fuori, indipendentemente da tutte le considerazioni.

Erano 10.945 e sono 10.945. I terreni della Signora Arnod erano 9.190, sono diventati 8.264 perché l'ANAS ha occupato determinati terreni. Quindi benissimo. (voce) o già allora, meglio ancora, non li pagavamo se erano occupati.

Arriviamo ai terreni di Franco Revel. Ad un certo momento, a torto o a ragione si tirano via 7.790 metri a 2.500, e si mantengono gli altri 6.776 anziché a 3.500 a 3.100 lire.

Ora io mi domando questo, è qui che vi vorrei: a parte le discussioni che si possono fare e che lasciano il tempo che trovano, Signori, ma io mi domando dov'è stata la coerenza di tutta questa discussione?

Perché oggi ci siamo, giustamente, sentiti dire, non perché lo dicevamo noi, che l'area di Sarre è molto propizia perché è dotata di ferrovia, è dotata di strada, è dotata di un sacco di qualità e di doti che noi non abbiamo ravvisato, le hanno ravvisate le Commissioni.

La Commissione ci ha detto: voi potreste scegliere quelli laggiù, e lo ripete qui. Allora non erano disponibili, come non lo sono oggi, e, oggi come oggi, mi si viene a dire, laggiù era meglio, ma non si può fare, e allora ricorriamo lì, ma dove uno rimane perplesso, e finisco subito perché volevo solo che fosse precisato questo perché quelle differenze che si stanno tirando fuori adesso qui, a noi, non appaiono vere e siamo d'accordo con voi per un'unica consolazione, quella che assolutamente non si debbono perdere i 600 milioni, che questo è il terreno che era stato scelto dalle Commissioni, non da noi, perché a me non interessava niente che fosse fatto a Sarre, che fosse stato fatto a St Christophe.

Un'altra cosa viene fuori come perplessità ed è quella che ha tirato fuori Manganoni stamattina, ma quando viene fuori Manganoni che ti dice "io ho dei terreni su a Bréan dove vi faccio risparmiare" - non io, lui personalmente - ma io vi indico dei terreni dove risparmiare 80 milioni e allora anch'io drizzo le orecchie e dico: ma è vero questo discorso?

Naturalmente, se fosse stato vero, eh, avrei avuto uno scrupolo, avrei avuto un rimorso di coscienza perché avrei detto: forse l'abbiamo sbagliata Mappelli! Forse dovevamo proprio andare a vedere anche i terreni di Bréan, che allora non c'erano, quindi grazie a Manganoni e agli articoli dei giornali, Bréan è venuto fuori.

Poi ci sentiamo dire, adesso qui, dall'amico Chamonin che è del posto, che quei terreni lì, sì sì, sono meglio esposti forse dell'altra, a parte l'asse solare della terra, ma arrivati ad un certo momento, i terreni che avevamo scelto a Sarre erano ancora quelli che si prestano e sono i più adatti.

Questo è quanto io voglio che rimanga a verbale.

Poi, la considerazione finale l'ha già fatta Mappelli: abbiamo perso 8 mesi di tempo, abbiamo sentito Manganoni che fa una proposta che viene rigettata perché forse faceva perdere altro tempo. Io questo non lo so, difatti noi ci siamo astenuti perché noi non possiamo, col nostro voto, far pesare la bilancia dalla parte di Sarre perché l'avevamo scelta noi. Se ritenevate potevate fare il sopralluogo, non lo avete ritenuto, avete fatto bene o male questo lo si vedrà poi in futuro ma noi siamo stati coerenti perché abbiamo ritenuto che quello che aveva indicato la Commissione era il posto adatto.

Naturalmente io vi dico, scusate, se volevate ancora modificare di più la situazione, cosa che sconsiglio di fare, ma perché non togliamo via anche il mappale 105 che è separato dal resto da un canale, che ha proprietà un Consorzio, noi vi sconsigliamo di tirare via questo terreno perché la Commissione tecnica, non noi, ci dicevano che la costruzione era fatta in un determinato modo, ma che intorno ci voleva un'area molto ampia perché questi bambini potessero circolare.

Io desidero solo che questo sia messo a verbale e il resto non mi interessa più niente.

Discussione generale.

Bordon (D.C.) - ... perché questo terreno ha bisogno di un polmone, ha bisogno di uno sguardo intorno, perché non si possono prendere dei bambini e chiuderli in una "caponiera" - come si dice in piemontese - Lì hanno bisogno di terreni, per esempio quei terrazzi di cui parlavamo prima, che sono stati tolti, e a me non interessa niente, ce li aveva indicati la Commissione tecnica perché dicevano: è parte esposta al sole, si potevano fare delle balconate, un qualche cosa, perché questi bambini qui dovranno pur muoversi.

Ebbene, togliendo dei terreni, voi vedrete. Li dovremo comperare, lo ha detto Chantel, dateci la delega perché si prevede già che li dobbiamo comperare e riteniamo di comperarli poi a meno? Io ve lo auguro perché i denari sono della Regione, non sono miei. Questo io volevo solo puntualizzare, per il resto non ha nessuna importanza.

Personnettaz (Vice Presidente) - Allora, Tonino, Ramera.

Ramera (D.C.) - (parla troppo in lontananza, non si capisce)

... mi sono azzardato... I bambini non prendono il sole a Sarre, lo prendo io a St Christophe...

Bordon (D.C.) - Siamo partiti d'accordo perché abbiamo sempre detto che St Christophe aveva più sole, ma se non c'erano allora i terreni per prenderli, non potevamo.

Personnettaz (Vice Presidente) - Rag. Dolchi, è finita la discussione? Ci sono altri che vogliono parlare... (voce: non possono) ...Allora, Dolchi ha da fare, Ramera ha rinunciato e Tonino?

Montesano (P.S.D.I.) - Allora, dichiarazione di voto.

Dolchi (P.C.I.) - Dichiarazione di voto di carattere generale, quindi non parlerò dei dettagli, del provvedimento né dei parametri né tanto meno discuterò, contesterò dei verbali delle varie Commissioni. Rileverei che queste varie commissioni che si sono succedute e che hanno avuto dei componenti che il Consiglio non ha conosciuto erano comunque Commissioni tecniche i cui verbali sono stati sino a stamattina piuttosto top-secret e non erano certamente le Commissioni consiliari che questa mattina, in questa discussione si era proposto di nominare perché il Consiglio fosse rappresentato in queste Commissioni e potesse esprimere, attraverso i propri rappresentanti, il parere sulla importante decisione, proprio importante in linea di principio perché quando l'Assessore Benzo dice che nella procedura seguita si è attuata la volontà del Consiglio era stata quella di non sottostare, oltre alle considerazioni di carattere particolare sulla ubicazione del terreno, era stata quella di non sottostare alla speculazione, apparsa evidente in quella occasione e quindi a non sottostare alla necessità di pagare di più dei terreni che valevano, che al valore reale avrebbero potuto costare meno.

La prova, Consigliere Bordon, viene dal fatto - la prova di quella affermazione del Consiglio che non voleva sottostare alla speculazione - viene dal fatto che attualmente, con alcune migliaia di metri in meno, anche se Chantel mi ha precisato prima che si trattava di valore a corpo e non a metro, ma è stato detto sia dall'Assessore Chantel e tu stesso hai ripreso le cifre, che il terreno, una parte di quel terreno di tutta la zona che si vuole acquistare, è passata da 3.500 lire al metro a 3.000 e 100. Quindi questa riduzione, da parte del Signor Revel è una prova che, se mi permettete la battuta, se ci fosse il tempo di continuare ancora una discussione e di continuare le trattative, forse altri diminuirebbero le richieste... (voci) ...no no no, voi proponevate 3.500 e adesso c'è la proposta di 3.100 e 3.200.

Ecco io vorrei solo confermare che il Consiglio in quella occasione aveva ritenuto di vedere nella proposta fatta dalla Giunta, e quindi nell'entità della cifra di acquisto proposta, un inserimento speculativo che avrebbe fatto pagare alla Regione una somma superiore a quella del valore reale dei terreni.

Il fatto che quasi un anno dopo una parte di questi terreni viene offerta dalla nuova proposta della Giunta, con una riduzione dimostra che quanto dicevamo allora sulla valutazione dei terreni era esatta.

Vorrei concludere dicendo che noi non possiamo, personalmente soprattutto, non posso accettare l'impostazione che ci avviciniamo rapidamente al 29 novembre e si perdono i 600 milioni e quindi, costi quel che costi, bisogna giungere ad una soluzione e a questa soluzione che il Consiglio, allora, aveva respinto per lo meno, su cui aveva espresso tutti quei dubbi che avevano provocato il rinvio, personalmente, proprio perché ho fatto due interpellanze, ho fatto due o tre interventi, per sollecitare, ma da oltre due anni a questa parte, l'acquisto dei terreni, la realizzazione del progetto perché noi eravamo d'accordo, come siamo tuttora d'accordo per la costruzione, l'istituzione dell'Istituto Medico-Pedagogico. Direi concludendo, che la maggioranza di prima si era assunta la responsabilità dei ritardi, questa maggioranza, ora, è preoccupata, dei ritardi che si sono accumulati e della scadenza.

Dice l'Assessore Chantel, altre soluzioni non vi sono e quindi gioco forza ritorniamo a quella che il Consiglio, anche con le piccole correzioni, a quella che il Consiglio aveva, allora, messo in dubbio.

Ecco, noi allora eravamo preoccupati, lo eravamo stati nel corso degli anni che si sono perso per il reperimento di questi terreni. Adesso è chiaro che non possiamo sottostare a questo ultimatum che viene dal 29 novembre e, come logica considerazione, come logica conseguenza, ci sembra ovvio che la maggioranza che si assume la responsabilità di riproporre con lievi modifiche il provvedimento, si assuma anche la responsabilità di votarlo, per cui noi, Gruppo Comunista, voteremo contro.

Tonino (P.S.I.U.P.) - La proposta per la nomina di una Commissione consiliare perché si rechi in quelle zone per valutare la zona più confacente, più la ubicazione, per l'Istituto in discussione, magari il sottoscritto aveva proposto che il sopralluogo poteva essere effettuato oggi stesso, per non perdere del tempo prezioso, la stessa è stata respinta.

Essendo sorti su questi argomenti, alcuni mesi fa, delle cose poco piacevoli, e vedendo che si vuole decidere di acquistare gioco forza questi terreni, senza che i Consiglieri possano rendersi conto di ciò che si acquista. Pur prendendo atto delle modifiche apportate e messe in risalto durante la discussione; visto però che la medesima Giunta, per bocca dell'Assessore alle Finanze ha dei dubbi sul buon affare, circa il buon affare; pur essendo favorevole alla costruzione di questo Istituto Medico-Pedagogico; al fine di non rendermi responsabile di affari poco chiari e dubitoso sul buon esito dell'affare stesso, il sottoscritto dichiara di votare contro a questo acquisto.

Montesano (P.S.D.I.) - Altre dichiarazioni di voto?

Allora io dichiaro, a nome del mio Partito, che a mio giudizio ci troviamo di fronte ad uno stato di necessità, determinato dalla scadenza delle proroghe ministeriali al contributo per questa opera. Ci troviamo di fronte altresì alla necessità di realizzare un'opera che ha uno spiccato significato di carattere sanitario e sociale e, pur esprimendo delle perplessità, su quello che è stato ed è ancora oggi il contesto di questa compravendita, io dichiaro a nome del mio Partito di votare a favore.

Però desidero chiedere al Presidente della Giunta o all'Assessore alle Finanze di precisare i termini della delibera, specificando quali sono i terreni che si vogliono acquistare e quale è la delega che viene data alla Giunta perché mi sembra che ci siano delle modifiche fatte dal testo.

Dujany (D.P.) - Allora, si dovrebbero acquistare i terreni della ditta Bal Germano 94-111; il terreno di Verthuy Cesarino 130; il terreno di Revel Franco n. 93 e parte del 52, per un totale di 6.7 76+310.

Delega alla Giunta di trattare successivamente i terreni di proprietà della Ditta Arnod Lina e Vittorio e altri terreni adiacenti.

Alteri terreni potrebbero essere dei terreni siti qui in questa zona a valle, potrebbero essere dei terreni a monte, nel caso che ce ne fossero.

Montesano (P.S.D.I.) - Allora, precisata in questo modo la modifica, le modifiche, da parte del Presidente della Giunta, nei termini in cui sono state espresse, io chiamo il Consiglio a votare sull'oggetto n. 9.

Bordon (D.C.) - Cioè, altri terreni? Ma, a comperare questi terreni che poi vengono riportati in Consiglio?

Montesano (P.S.D.I.) - Il Consiglio delibera di comperare questi terreni elencati dal Presidente della Giunta e dà delega alla Giunta di comperare altri terreni adiacenti e trattare. Allora, precisato così il contenuto, la sostanza della delibera, il Consiglio è chiamato a votare.

Chi è favorevole alzi la mano. Contrari? Astenuti?

Allora la seduta viene sospesa e il Consiglio è chiamato a riunirsi alle ore 16,30.

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La seduta termina alle ore 13,57.