Trascrizione informale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 238 del 30 ottobre 1970 - Resoconto

OGGETTO N. 238/70 - Disegno di legge regionale concernente: "Concessione di contributi ai Comuni nelle spese per la redazione degli strumenti urbanistici".

Milanesio (P.S.I.) - Sarò abbastanza stringato nella relazione e sono pronto comunque a rispondere alle osservazioni e agli interventi che verranno fatti certamente alla mia relazione.

Ebbene, si tratta di un provvedimento in gestazione da parecchio tempo e che ha richiesto alcune opportune messe a punto su osservazioni della Commissione finanze e affari generali.

Qual è lo scopo che l'Amministrazione regionale si prefigge con questo provvedimento? È quello di mettere in condizioni le Amministrazioni comunali, che per oggetto della legge 6 agosto 1967, n. 765, detta altrimenti legge ponte, devono finalmente preparare e approvare piani regolatori o piani di fabbricazione, cioè devono dotarsi di uno strumento urbanistico.

La situazione che si è creata nella Regione non è delle più edificanti, cioè la situazione urbanistica generale versa in uno stato di disagio e di confusione.

L'Amministrazione regionale, in forza della legge regionale del 1960, legge che è stata mutilata in alcune sue parti, ha tentato di operare sul piano urbanistico regionale senza grossi successi e senza grosse iniziative. È necessario, tra l'altro, il piano urbanistico regionale, così com'era previsto dalla stessa legge, i piani regolatori comunali dovevano inserirsi e devono inserirsi in questo quadro organico come tante tessere di un mosaico. È pronta, da parte del mio Assessorato e della Direzione regionale dell'urbanistica, una soluzione e una deliberazione che verrà proposta alla Giunta dopo aver consultato le forze che compongono la maggioranza della Regione e, quindi, a brevissima scadenza, l'Amministrazione regionale darà l'incarico o comunque predisporrà quelle iniziative per addivenire finalmente al piano urbanistico regionale.

Nel frattempo però, noi non possiamo arrestare la pianificazione territoriale comunale che è già in atto da diverso tempo e, anzi, dobbiamo, in qualche modo, incoraggiarla e incentivarla. Il tutto, evidentemente, con il più rigido rispetto dello spirito, della lettera della legge ponte e, soprattutto, del buon senso, direi.

In questo punto risultano approvati dall'autorità regionale due piani regolatori, quello del Comune di Aosta e quello del Comune di Saint Vincent il quale, tra l'altro, è oggetto di un ricorso fatto dal Comune di Saint Vincent in ordine al tipo di approvazione esercitata dalla Regione, giudicato autoritario nei metodi.

La verità è che i nostri Comuni non amano darci degli strumenti urbanistici e oggi la giustificazione che adducono è essenzialmente di ordine economico, cioè dicono: "ma noi ci daremmo anche un piano regolatore però costa così tanto, speriamo che la Regione contribuisca, intervenga in una qualche misura e, certamente, ci daremo questi strumenti urbanistici".

È una specie di alibi che viene ancora usato da diverse Amministrazioni comunali che, invece, sottintende una resistenza, direi fisiologica, alla pianificazione territoriale a livello comunale.

Occorre, però, se vogliamo fare un discorso democratico, che questa pianificazione non sia solo una pianificazione territoriale che parte dalla Regione, deve anche scaturire in qualche modo, in qualche misura, dai Comuni, anche se la Regione, a mio avviso, è il solo ente che può riassumere in sé una vera autorità urbanistica e ha la possibilità di coordinare le iniziative che vengono da parte dei Comuni e moderarle anche nel loro ammontare e nelle loro previsioni.

Il disegno di legge che viene qui presentato è stato su proposta della Commissione finanze e affari generali, proposta accolta dalla Giunta, emendata nel testo originario per cui l'allegato all'oggetto n. 37 dovrebbe essere rivisto nella sua formulazione, nella forma che io vi leggerò.

Articolo 1 - L'articolo 1 è dunque: La Giunta regionale è autorizzata a concedere ai Comuni della Valle d'Aosta contributi nelle spese per la redazione di strumenti urbanistici previsti dalle leggi vigenti. Le deliberazioni di concessione di contributo saranno assunte in seguito a richiesta del Comune conseguente ad apposita deliberazione del Consiglio comunale.

Articolo 2 - La Giunta regionale provvederà, con suo atto deliberativo, a determinare in via preliminare, ai fini della presente legge, i limiti nei quali le richieste dei Comuni potranno essere ammesse a contributo.

Articolo 3 - Il contributo regionale potrà coprire fino al 70% della spesa riconosciuta ammissibile, ai sensi dell'articolo 2.

Articolo 4 - La Giunta regionale provvederà, con sua deliberazione, a determinare per ciascun Comune la spesa ammissibile al contributo, stabilendo nel contempo, in via di massima, la misura del relativo contributo regionale. La liquidazione del contributo stesso verrà deliberata dalla Giunta regionale secondo le modalità sopraelencate: a) 40% all'atto dell'adozione dello strumento urbanistico da parte del Comune; b) 60% all'atto della definitiva approvazione dello strumento urbanistico da parte dell'Amministrazione regionale.

Articolo 5 - Le spese derivanti dall'approvazione della presente legge, previste e autorizzate fino a un importo massimo di lire 70 milioni all'anno, saranno finanziate con imputazione nell'apposito stanziamento del capitolo di spesa 857 del bilancio preventivo della Regione per l'anno 1970 e i corrispondenti capitoli di spesa dei bilanci preventivi della Regione per i successivi anni.

L'articolo 6 è il solito articolo e cioè: la presente legge sarà inserita nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei regolamenti della Regione della Valle d'Aosta e sarà pubblicata ecc. ecc.

Ecco, in questo modo si è espressa la Commissione finanze e affari generali, in questo modo la Giunta ha concordato. Questo è il disegno di legge che viene presentato alla discussione al Consiglio e all'approvazione.

È inutile che sottolinei come questo disegno di legge è importante, può consentire ai Comuni di regolarizzare anche certe posizioni economiche che già sono in atto con i progettisti e, comunque, questa legge è in grado di far cadere quella che si può definire l'ultimo alibi alla mancata pianificazione territoriale.

Altre iniziative si impongono e ho annunciato che, previa consultazione delle forze che compongono l'attuale maggioranza, verrà presentata un'iniziativa per la redazione del piano urbanistico regionale, così come previsto dalla legge del '60 e così come necessario, tra l'altro, ai fini di una equilibrata e armonica regolamentazione del territorio e degli insediamenti e anche in collegamento con il piano di sviluppo che è allo studio, che è in fase avanzata e che dovrà avere, come necessario compendio territoriale, questo piano urbanistico.

Io sono a disposizione dei Consiglieri per rispondere a richieste, delucidazioni e informazioni.

Montesano (P.S.D.I.) - Prima di aprire la discussione io desidero sgombrare il terreno da un equivoco involontario che è quello della lettura da parte dell'Assessore di un disegno di legge che è stato modificato e quindi il testo è quello che noi abbiamo. Milanesio, forse tu hai letto quello che era da modificare e allora io vorrei precisare questo, che il testo da votare è quello inviato in allegato ai Consiglieri, non so se sono preciso, Milanesio. Questo mi viene fatto presente anche dalla Segreteria.

Milanesio (P.S.I.) - È accaduto questo, noi abbiamo mandato, la Giunta ha mandato all'esame della Commissione competente un certo progetto di legge, no, la Commissione competente ha fatto delle osservazioni e la Giunta regionale ha fatto proprie queste osservazioni, rinviando il disegno di legge che era stato esaminato dalla Commissione approvato dalla Commissione, in testo diverso, che è quello che ho letto io, rinviandolo all'esame della Commissione, la quale Commissione, poiché l'aveva già esaminato, ecco, e quindi è modificato, modificato rispetto al testo originario che venne presentato in Consiglio e che è qui agli atti, io, infatti, ho letto il testo emendato dalla Commissione e fatto proprio dalla Giunta.

Montesano (P.S.D.I.) - No, no, tu hai letto il testo prima degli emendamenti, ecco perciò siamo...

Caveri (U.V.) - ...(non si sente) ...Domando che il Segretario, quando voteremo la legge, legga il testo, in modo che sappiamo quello che votiamo, che magari non succeda che crediamo di votare una legge e poi abbiamo votato per un'altra.

Montesano (P.S.D.I.) - Appunto perciò io vorrei chiarire questo, io proporrei che si legga, sono sei articoli, si legga la legge, facciamo leggere al Segretario, la parola su questa pregiudiziale soltanto perché ci sono anche altri che hanno chiesto prima di lei di parlare. Vice Presidente Fosson, vuole entrare nel merito, no? Allora la parola al Vice Presidente Fosson.

Fosson (U.V.) - Come allegati abbiamo due leggi, uno il vecchio testo, secondo, almeno d'accordo di leggere il testo e uno con il parere della Commissione.

Montesano (P.S.D.I.) - Sì, è quello lì che non è lo stesso che è stato letto, allora incarichiamo il Segretario di leggere il testo che è allegato al parere della Commissione.

Andrione (U.V.) - Il Consiglio regionale ha approvato, il Presidente della Giunta regionale promulga la seguente legge:

Articolo 1 - È autorizzato l'intervento finanziario della Regione nelle spese... (voci) ...per la redazione di strumenti urbanistici dei Comuni della Valle d'Aosta, l'intervento finanziario della Regione si attua mediante la concessione ai Comuni di contributi nella misura non superiore al 70% delle spese di cui si tratta, riconosciuta ammissibile ai sensi dei successivi articoli.

Articolo 2 - Ai fini dell'applicazione della presente legga la Giunta regionale approverà, in via preliminare, i limiti massimi delle spese ammissibili a contributo per gli strumenti urbanistici relativi alle varie categorie di Comuni.

Articolo 3 - I contributi previsti dalla presente legge saranno concessi e liquidati con deliberazione della Giunta regionale su proposta dell'Assessore al Turismo.

Articolo 4 - Decidendo sulle domande di concessioni e contributi deliberati pervenute dei Comuni, la Giunta regionale determina per ciascun Comune la spesa ammissibile a contributo, approvando in via di massima la misura del relativo contributo regionale previsto. La liquidazione dei contributi ai Comuni sarà approvata con deliberazione della Giunta regionale, alle seguenti condizioni:

a) liquidazione di un primo acconto pari al 40% del contributo, ad avvenuta adozione dello strumento urbanistico da parte dei Comuni, con provvedimento deliberativo adottato ai sensi di legge;

b) liquidazione della somma a saldo pari al 60% del contributo all'atto della definitiva approvazione dello strumento urbanistico comunale da parte dell'Amministrazione regionale.

Articolo 5 - Le spese derivanti dall'applicazione della presente legge previste e autorizzate fino a un importo massimo complessivo di lire 250 mila (cioè 250 milioni), saranno annualmente approvate e finanziate dalla Giunta regionale entro l'importo annuo massimo di lire 70 milioni con imputazione all'apposito capitolo di spesa 857 del bilancio preventivo della Regione per l'anno 1970 (Contributi ai Comuni per lo studio e la deliberazione di piani regolatori... edilizi) e al corrispondente capitolo di spesa dei bilanci preventivi della Regione per gli anni seguenti.

Montesano (P.S.D.I.) - Ecco il sesto, non c'è bisogno di... quindi si apre la discussione su questo testo di legge.

Manganone (D.C.) - Signor Presidente, il gruppo della Democrazia Cristiana ha presentato in data 30 settembre alla Presidenza del Consiglio, affinché segua l'iter prescritto dal Regolamento interno per giungere poi in aula per la discussione, un disegno di legge riguardante modificazioni e norme di attuazione della legge regionale 28 aprile 1970.

Tutti i gruppi politici presenti in aula hanno sempre propugnato la presentazione di questa legge.

Questo ora è stato fatto ed è nostra convinzione che tra breve questa legge sarà approvata dal Consiglio.

Ci saranno certamente delle nuove impostazioni in materia urbanistica, non solo in campo comunale ma in campo regionale.

E sarà certamente la stesura di un piano regionale a puntualizzare alcune situazioni che, in questi momenti, non sono chiare neanche a chi è incaricato o chi sarà incaricato della redazione degli strumenti urbanistici.

Ci sarà una nuova impostazione a cui dovranno attenersi i tecnici, i Sindaci, gli Amministratori e quindi io chiedo che il disegno di legge, concernente la concessione di contributi ai Comuni della Valle d'Aosta per la redazione degli strumenti urbanistici, venga rinviato e discusso nella medesima seduta in cui sarà esaminata la nuova legge urbanistica regionale, anche perché il testo di legge letto testé dall'Assessore Milanesio non è assolutamente uguale al nostro che abbiamo ricevuto con gli atti del Consiglio e chiedo la votazione segreta a nome del gruppo della Democrazia Cristiana.

Milanesio (P.S.I.) - In via preliminare sulla proposta di rinvio, evidentemente, io devo dire che il testo che ha letto il Consigliere Andrione, Segretario del Consiglio, è il testo che hanno ricevuto tutti i Consiglieri... (voci) ...in allegato e difatti quello che ha letto il Consigliere Andrione e, giustamente, il Presidente del Consiglio ha chiesto che il Consigliere Andrione leggesse il testo della legge, è quello che è arrivato in allegato ai Consiglieri ed è quello su cui io chiedo che il Consiglio si esprima. La proposta di rinvio che il Consigliere Manganone ha avanzato, io ritengo non sia proponibile nella fattispecie, qui non si tratta, con questo provvedimento, di dare una normativa urbanistica, normativa che, tra l'altro, potrà essere data solo attraverso una eventuale rielaborazione del testo del disegno di legge urbanistica ma, soprattutto, potrà essere data con la redazione concreta del piano urbanistico regionale. Si tratta di dare delle provvidenze di carattere economico ai Comuni, da consentirgli di esercitare concretamente la pianificazione territoriale, cioè di avere i mezzi per poter esercitare questa pianificazione territoriale.

Ora, di questa legge se ne è discusso da parecchio tempo e se ne sono fatti portatori diversi gruppi in questo stesso Consiglio e solo per il complesso iter che questa legge ha dovuto subire, per le varie discussioni e per gli approfondimenti che erano giusti e che era necessario dare, che arriva oggi in questo Consiglio.

Del resto c'è anche una mozione e mi pare sottoscritta da alcuni Consiglieri del Partito Comunista e da Tonino, mi pare anche, nella quale si sollecitava questo provvedimento.

Provvedimento che venne in altri casi, in altri tempi, ritenuto utile e opportuno e sollecitato anche dai Consiglieri della Democrazia Cristiana.

Quindi, io ritengo che il Consiglio regionale possa discutere e decidere in merito a questo provvedimento e io insisto affinché la discussione avvenga e si arrivi alla votazione.

In quanto poi alla votazione segreta, per carità, noi l'abbiamo sempre detto, noi non abbiamo paura dei voti segreti quindi, se si vorrà votare segretamente, si voti anche segretamente... (voci)

Mappelli (D.C.) - Io non desidero polemizzare, vorrei soltanto puntualizzare alcune cose che l'Assessore Milanesio testé avrebbe detto, cioè per quanto riguarda la legge urbanistica, l'Assessore Milanesio ebbe a dire che è allo studio, da parte degli uffici del suo Assessorato, una pronta soluzione con piano urbanistico regionale. Tra l'altro, ebbe a dire che porterà questo allo studio e a conoscenza per una valutazione ai gruppi che compongono l'attuale maggioranza alla Regione, consiliare.

Ora, vi è ancora un'altra fase che non è sfuggita a nessuno quando dice che, per quanto riguarda questo problema, si cercherà di mantenere lo spirito alla lettera della legge ponte.

Ci sono delle affermazioni che veramente c'è da rabbrividire, innanzitutto io ritengo che un problema come l'urbanistica non si può e non si deve parlare di maggioranza perché è un problema che tocca gli interessi di tutta la collettività della Valle d'Aosta, secondo, appunto perché lo spirito di questa legge ponte non ci piace, è una ragione di più che noi dobbiamo discuterne... (voci) ...ma guarda, ecco questa è la democrazia, perché appunto quando una cosa non va anche in famiglia, si ha il coraggio democraticamente di dire che non va bene.

E assieme si ridiscute e si cerca la soluzione migliore, mentre in altre località o così o così ugualmente, questa è la differenza, amico Germano.

Dunque, a ogni modo, Germano, io desidero ribadire questo mio concetto, sappiate che sulla questione urbanistica, e l'amico Milanesio che era in Giunta ha già sentito quello che poteva essere il mio punto di vista, del partito e degli uomini che sono rappresentati in questa sede, visto che è un problema delicato, un problema che investe il futuro di tutta la Valle d'Aosta, pertanto non venga qui l'amico, l'Assessore Milanesio a parlare di spirito alla lettera della legge ponte e tanto meno di maggioranza in questa sede, perché qui sarà oggetto di discussione, tanto è vero che, per quanto ci riguarda, a suo tempo è stata presentata una legge, su questo noi dovremo discuterne.

Ecco, questo è quanto io desidero puntualizzare.

Manganoni (P.C.I.) - Questa legge avrebbe dovuto essere varata circa due anni fa. Mi ricordo che il Presidente Bionaz si era impegnato da quei banchi, nell'autunno del '68, di presentare questa legge nei primi mesi del '69, adesso siamo alla fine del '70.

Questi erano degli impegni presi solennemente dal Presidente della Giunta, della quale Giunta, Mappelli e Manganone facevano parte.

Ora, sfogliatevi i verbali. Ora, ora a me dispiace... (voci) ...a me dispiace che si siano perduti ben due anni e vi ricorderò che, in questi due anni, il nostro gruppo, con Tonino, ha presentato ben tre mozioni per sollecitare la presentazione in Consiglio di questa legge. In data 28 febbraio del '69, 30 agosto '70, che è l'ultimo, e 30 gennaio del '70. Ma noi presentavamo queste mozioni per sollecitare la legge, non allo scopo solamente di poter accusare la Giunta, no, ma ci rendevamo conto dei danni gravi che la non presentazione di questa legge procurava all'economia di tutta la Valle d'Aosta.

Primo, all'attività edilizia perché se non vi sono dei piani regolatori o dei piani di fabbricazione, dei regolamenti edilizi con piani di fabbricazione, noi sappiano che in molte zone fuori dal centro abitato non si costruisce.

Secondo luogo, danni gravi al turismo, io non ve li elenco per non stancarvi ma, in molti Comuni, gente di Torino, di Milano, noi sappiamo che oggi la gente deve scappare dalle città perché nelle città si soffoca, non si vive più e, chi ha le possibilità, si costruisce la casetta in campagna, possibilmente in montagna, no, e questa è un'aspirazione giusta, legittima, perché noi che viviamo non in una città ma in una cittadina come Aosta, e bene sappiamo che quando possiamo andarcene in campagna, siamo ben lieti.

Ora, molte di queste persone volevano acquistare degli appezzamenti di terreno per costruirsi la villetta, la casetta, in molti Comuni della Valle, dove sloggiare al venerdì sera e passarsi il sabato e la domenica qui.

Non possiamo perché? Perché quel terreno sarà zona verde o sarà zona fabbricabile! Non c'è il regolamento edilizio con piano di fabbricazione o il piano regolatore e, naturalmente, quelli non vanno a rischiare ad acquistare dei terreni che domani possono essere vincolati, primo, e che intanto non possono costruire.

Ora, perché questi piani regolatori non vanno avanti? Le ragioni sono diverse ma ce n'è una che è la principale ed è il fatto che i Comuni non hanno i fondi per pagarsi i piani regolatori. Questa non è una novità, noi tutti sappiamo la situazione finanziaria ed economica dei Comuni. E allora non possono sollecitare il tecnico perché il tecnico dice: "datemi i soldi". E allora tutto rimane lì. Quindi, noi abbiamo già causato il ritardo nella presentazione di questa legge, ripeto, dei danni gravi. Vogliamo creare altri ritardi? Altri rinvii? Causare altri gravi danni all'economia della Valle d'Aosta? E allora è inutile che noi qui incominciamo, continuiamo a parlare che bisogna incrementare le varie attività economiche, commerciali, ecc. quando poi queste attività le sabotiamo facendo il possibile di non mandare avanti questa legge che è già presentata con due anni di ritardo.

Pertanto, vi dico, anch'io avrò qualche cosa da chiedere su questa legge, non è detto che noi dobbiamo dire sì, la approviamo, senza discuterla, discutiamola, c'è qualche cosa da rivedere, giusto, ne discuta il Consiglio, però non si facciano delle proposte di rinviare ulteriormente perché questo denota l'intenzione di sabotare lo sviluppo economico e turistico della Valle.

Questa è la realtà.

(voci)

Montesano (P.S.D.I.) - Consigliere Ramera?

Ramera (D.C.) - No, guardi Signor Presidente, dopo quanto è stato richiesto sul Regolamento ho detto che io interrompo quando mi fa comodo, dato che qui non si sono volute accettare determinate regole di disciplina nella discussione, io faccio come al Parlamento e rispondo e interrompo quando mi fa comodo. Questo proprio perché non è stata voluta una disciplina di discussione.

(voci)

Caveri (U.V.) - ... il quale dimostra ancora una volta di essere disciplinato perché io ho aspettato che finisse il Consigliere Ramera per prendere a mia volta la parola.

Je dirai seulement deux mots pour dire que je partage pleinement l'opinion qui a été exprimée par l'Assesseur Milanesio; effectivement la requête de renvoi de la part du Conseiller Manganone n'est pas fondée parce que la loi dont au numéro 37 de l'ordre du jour n'a rien à que faire avec la loi d'urbanisme, d'autre part nous savons que c'est urgent que cette loi soit approuvée et, par conséquent, je demande que, après la discussion, on passe à la votation de cette loi.

Germano (P.C.I.) - Io non avrei molto da dire, farei solo una considerazione, ci sono diversi tipi di opposizione, noi facciamo l'opposizione non cercando di bloccare le iniziative, cercando di migliorarle, cercando di farle diventare più costruttive, più utili per la popolazione.

La posizione che ha assunto il Gruppo democristiano, e l'ha preannunciata questa mattina nel chiedere che questa legge venisse discussa al pomeriggio, è una posizione proprio solo disturbatrice. Nessuno impedisce che la vostra legge urbanistica sia discussa, nessuno lo impedisce. Questo è un provvedimento che serve a sbloccare la situazione dei Comuni, la situazione dell'edilizia. Nessuno vuole che domani, nel piano regionale, si facciano delle cose che non vanno bene, terremo conto di tutto e noi ci proponiamo, per parte nostra, di proporre delle questioni, ma bloccare, no. Questa è la posizione che non è utile alla Valle d'Aosta, non è utile ai cittadini, agli abitanti della Valle d'Aosta, è dannosa, come è dannosa la posizione, quando eravate al Governo, di non voler risolvere questo. Di continuare a rinviarlo, Manganoni l'ha detto, sono tre mozioni che noi abbiamo presentato perché c'era questo pericolo, questa situazione nei Comuni e adesso che dal Governo siete passati all'opposizione, continuate. Io vi inviterei a riflettere ma la vostra legge urbanistica l'abbiamo anche esaminata, ci sono anche delle cose interessanti, siamo pronti a discutere e presentarne delle altre. Però questo non ha niente a che fare con questo. Se voi dite che ha a che fare con questo, allora il disegno è chiaro, voi volete fermare, voi volete fermare e non l'hai dimostrato prima, io mi auguro che tu lo dimostri adesso e, anzi, smetto subito di parlare per sentire le tue spiegazioni.

Pollicini (D.P.) - Fino ad alcuni mesi fa eravamo nel gruppo della Democrazia Cristiana, benissimo, Mappelli e lo sapevamo, ci siamo accorti solo troppo tardi, benissimo e avevamo il massimo rispetto come ce l'ho adesso per il gruppo della Democrazia Cristiana, come ce l'ho adesso ma, da qualche intervento di Mappelli, mi sembra l'armata Brancaleone. Scusate ma è un'impressione, mi auguro che sia sbagliata, vi confesso però che, seriamente, ho il massimo rispetto del gruppo della Democrazia Cristiana.

Questa posizione mi sembra, mi spiace che manchi Tonino, tipicamente psiuppina o da manifesto all'ingrosso. Perché se noi leggiamo qui il parere della Commissione Affari Generali, la quale dice esattamente che: "alla presenza di tutti i suoi componenti", quindi anche del rappresentante della Democrazia Cristiana, "ha preso in esame ed espresso unanime parere favorevole all'inoltro in aula consiliare e all'approvazione del disegno di legge stesso concordato con la Giunta regionale".

Quindi, una Commissione in cui è rappresentata anche la Democrazia Cristiana ci dà il parere favorevole in senso unanime... si viene in aula e si butta all'aria tutto. Ecco perché parlavo di armata Brancaleone o di posizione psiuppina o da manifesto, cioè fare l'opposizione per l'opposizione.

Noi sappiamo, ed è indubbio, che in tutti i Comuni vi è praticamente il caos edilizio, questo è uno strumento per finire quel caos edilizio e dare un po' di ordine alle costruzioni edilizie, allo sviluppo edilizio dei nostri Comuni.

Ora, non mi pare che questo intervento così, di bloccare questa legge, possa favorire lo sblocco, appunto, di quello che può essere il caos edilizio.

Io dico, c'è una legge urbanistica in presentazione, evidentemente sarà discussa, siamo tutti d'accordo che debba essere discussa, siamo tutti d'accordo. Però non vediamo quale contraddizione ci possa essere tra una legge urbanistica e questo primo provvedimento che comincia comunque a creare gli strumenti per dare un po' di ordine allo sviluppo edilizio e turistico nei nostri Comuni.

Ecco perché non capisco questa posizione.

Tonino (P.S.I.U.P.) - Dunque, a parte il fatto, io ritengo che si avrebbe dovuto avere prima uno strumento urbanistico regionale che sarebbe servito quale strumento indicativo ai Comuni perché, così com'è oggi, capiterà senz'altro che un Comune adotta un piano regolatore magari in netto contrasto con il piano regionale e così essere bocciato dall'esecutivo con le spese del Comune che dovrà sostenere per la presentazione di un progetto, mentre invece, se esistesse uno strumento urbanistico generale, ciò che non si è fatto e qui la causa non è di questa Giunta ma delle Giunte precedenti, i Comuni avrebbero molto più facile... il Comune stesso di uno strumento grosso modo... e con lo strumento regionale.

Ma, allo stato attuale, non essendo più possibile attendere oltre per disciplinare una materia così tanto importante, tra l'altro quasi obbligata per delle istruzioni dalla legge ponte, ben venga questa proposta di legge per i contributi ai Comuni, se si vuole andare avanti. Tale problema è stato più volte sollecitato, e mi pare anche dal medesimo Consigliere democristiano Manganone, per cui mi stupisco che oggi il Consigliere Manganone prenda questa posizione, anche se è stata detta posizione psiuppina. Io vorrei dire a questo proposito al Consigliere Pollicini che la posizione psiuppina al Parlamento per il decretone è stata molto chiara e non ha, e non aveva solo questo compito cui tu alludevi poco fa.

Quindi, su questo punto, punto e basta.

Quindi, io sono d'accordo sulla proposta di questo provvedimento e sono pure anche d'accordo e convinto sulla necessità di riunire tutti i Sindaci della Valle per illustrare la portata del provvedimento. I Consiglieri, anzi, oltre a riunire tutti i Sindaci, sarebbe anche necessario riunire anche i tecnici che si pensa siano preposti per la stesura di strumenti, di modo che i Sindaci non si trovino di nuovo a dover fare ricorso ai tecnici ed i tecnici medesimi siano informati già in quella sede delle intenzioni a cui è giunta la Commissione Affari Generali, dandone mandato al Presidente della Giunta.

Il raffronto che ha voluto fare il Consigliere Pollicini, appunto, ho già detto prima, è un raffronto che non ha radici, direi senza testa, in quanto lei sa benissimo e, se ha assistito a "Tribuna politica" ieri sera, sa benissimo cosa voleva dire la posizione dello PSIUP al decretone. È stata ampiamente illustrata dal compagno che ha tenuto ieri sera a "Tribuna politica", quindi.

Savioz (P.C.I.) - Io vorrei ancora aspettare una feccia e ritornare su quanto è stato detto a suo tempo in questo Consiglio da parte del sottoscritto. Sulla necessità di avere una legge per quanto concerne l'ordinamento urbanistico dei Comuni della Valle d'Aosta, mai nessun gruppo l'ha messa in dubbio. Ho sempre sentito in questo Consiglio che tutti erano d'accordo perché questo fosse fatto.

È indubbio che, per fare una cosa veramente fatta bene, e ribadisco quanto ho avuto occasione di dire in altre sedute, prima di tutto bisognava e bisognerebbe fare il piano regionale di urbanistica.

Perché, e mi ripeto, non si può pensare di fare un'opera fatta bene se non si procede per ordine e se non si procede a fare prima le fondamenta della casa anziché il primo piano.

Sulla questione della necessità, come dicevo, tutti riconosciamo il bisogno immediato, il più presto possibile, di arrivare al dunque. Abbiamo perso molto tempo e questo molto tempo perso non va indirizzato al Consiglio regionale ma va indirizzato alla situazione generale della Valle d'Aosta, perché io ho avuto occasione di dire in questo consesso, e mi ripeto ancora, che i piani regolatori sono degli oggetti ostici a tutti i Consigli comunali della Valle d'Aosta.

Ho percorso un periodo di sei anni interessandomi di piani regolatori, fin dal 1959, e ne ho trovato allo studio già altri imbastiti dagli Assessori che mi avevano preceduto, ma mi sono sempre trovato di fronte al muro dell'opposizione dei Sindaci, dei cittadini, dei Consiglieri, di tutti indistintamente, questa è la realtà. È la verità cruda, nuda, che, purtroppo, non fa piacere dirla ma è la realtà.

E allora questa realtà dei Consigli comunali si ripercuote e si ripercuoteva nell'ambito del Consiglio regionale.

Quante volte i Sindaci sono venuti, durante la nostra amministrazione, a lamentare il fatto che l'Assessore al Turismo insisteva perché il piano regolatore venisse portato in Consiglio approvato, e quante volte non è successo che, per interferenze, i piani regolatori non sono andati a buon fine malgrado lo studio definitivo, deliberato, ecc. ecc.

Quindi, Signori, non c'è da stupirsi se ci troviamo di fronte a posizioni anche nell'ambito del Consiglio regionale.

Abbiamo perso troppo tempo, questa è la realtà, questa è la verità e i danni ci sono stati e ci sono ancora perché molti Amministratori, nel tempo, si sono rimangiati le unghie e io ho trovato dei Sindaci che mi hanno detto, dopo, dopo, quando è venuta fuori la legge ponte: "Ah, Signor Savioz, se avessimo accettato le sue condizioni, se avessimo accettato quello che lei diceva, lei effettivamente aveva previsto certe cose". Certo che le avevo previste perché ero nell'ambito della materia e sapevo benissimo che non potevo continuare di quel passo in una situazione così disastrosa.

Quello che però a me oggi, francamente, mi stupisce un po' e vorrei che l'amico Manganone non ce l'abbia a male, non se l'abbia a male. Io parlo con molta sincerità, deve, ho letto attentamente questa pagina di verbale, non è molto ma io ho letto qui che "la Commissione, presenti tutti i suoi componenti, ha preso in esame ecc. ecc. all'unanimità, delibera, decide di portare in Consiglio regionale...".

Ora io, quando ho detto questo, ho detto vivaddio, finalmente abbiamo fatto un passo determinante in avanti. Non è quello che io voglio, intendiamoci bene, perché io sono ancora sempre sul terreno che prima ci vorrebbe il piano regionale e poi vengano tutti gli altri. Ma, ad ogni buon conto, non appartengo alla categoria di coloro che vogliono tutto, appartengo alla categoria di quelli che si rendono conto che si va avanti passo a passo con delle difficoltà e che bisogna sapere anche cedere su determinati problemi, purché qualcosa di buono si faccia.

Quindi io dico: "finalmente", finalmente si ha un qualche cosa nelle mani per incominciare a fare un lavoro utile per la nostra Regione, ebbene, mi sia concesso, permettetemi di manifestare il mio stupore nel sentire ancora in questo Consiglio qualche settore che si permette di chiedere che tutto questo venga rinviato e venga rimandato.

Io ripeto, pur non essendo d'accordo sul sistema di procedura e pur ribadendo ancora una volta che sarebbe necessario avere il piano regionale prima di avere i piani particolari dei Comuni, ebbene Signori, io mi dichiaro d'accordo subito, io sottoscrivo senz'altro questa legge perché possa andare avanti e perché si incominci finalmente a fare un qualche cosa in questa nostra Valle.

Andrione (U.V.) - A mio avviso, condividendo molte delle cose che sono state dette adesso da Savioz, non mi sembra che l'argomento possa prestarsi a una discussione di natura politica. In realtà, è una questione che è diventata ormai una questione puramente amministrativa e che, in una maniera o nell'altra, il Consiglio deve risolvere.

È vero quello che Manganone e Savioz hanno detto prima e cioè che questa legge, così com'è presentata, ha un ritardo di almeno tre anni e che avrebbe dovuto essere presentata prima che i Comuni predisponessero per i vari piani regolatori comunali, cioè questa legge doveva essere una delle condizioni di base sulla quale i Comuni si sarebbero dovuti fondare per fare i piani regolatori comunali.

Ed è anche vero che il piano regolatore regionale è l'unica via seria per poter finalmente programmare in Valle d'Aosta una pianificazione dell'urbanismo che non... in tanti settori differenti uno dall'altro i differenti compartimenti della Valle d'Aosta, per cui il piano regolatore di Pont Bozet potrebbe essere completamente avulso da quello di Bard e da quello di Hône oppure, quello di Brissogne, non tenere conto del piano regolatore di Pollein o di quello di Saint Marcel.

Il piano regolatore regionale, però, è ancora da prevedere, mentre il problema dei piani regolatori comunali è un problema attuale immediato che, in una maniera o nell'altra, il Consiglio regionale deve affrontare perché, se non affrontato, sarebbe risolto fuori da quest'aula in altra maniera ma, certamente, non si può continuare a ignorare il fatto che 74 Comuni, la totalità dei Comuni valdostani, hanno affidato degli incarichi e hanno ormai un piano regolatore o in fase di approvazione o in fase di progettazione o addirittura in fase di esame della Giunta regionale.

Per cui, il problema della discussione odierna non è il problema di come dovrebbe essere fatto o avremmo dovuto agire come Consiglio regionale per fare le cose bene in un passato più o meno remoto, ma è il problema di affrontare o di risolvere una situazione attuale, una situazione che esiste, per cui questa legge ha per lo meno il coraggio di chiamare pane al pane e quindi di affrontare il problema reale e di cercare il primo passo per risolverlo, per nostro conto, io qui parlo per la mia parte politica e credo anche per un certo senso di responsabilità, il fatto di voler abbinare questo problema a una soluzione globale, regionale, dei problemi dell'urbanesimo, rischierebbe soltanto di portare questa grossa palla al piede, di portarsela dietro senza averle dato una soluzione, quando dovremo prima o poi affrontare il piano regolatore regionale.

Noi abbiamo interesse a liberarcene prima perché potremo affrontare più liberamente, in condizioni spirituali e tecniche migliori, quello che è il problema di fondo, l'urbanesimo in Valle d'Aosta e credo che sia il problema di fondo di qualsiasi discorso di programmazione e cioè la sistemazione, l'assetto territoriale, la pianificazione in Valle d'Aosta per quanto riguarda il territorio.

Manganone (D.C.) - ... dalle dichiarazioni dell'Assessore Milanesio.

Milanesio è arrivato in aula e ci ha letto un testo di legge completamente diverso da quello che noi Consiglieri abbiamo ricevuto, completamente diverso.

Si parla del parere unanime della Commissione Affari Generali, Finanze, Programmazione, Urbanistica... ebbene, io vi dico che questo parere è stato espresso due giorni prima della presentazione della legge urbanistica agli uffici della Presidenza.

Questa relazione non è veritiera perché qua io leggo queste parole: la Commissione ha preso in esame e ha espresso unanime parere favorevole all'inoltro in aula consiliare e, all'approvazione del disegno di legge stesso nel seguente nuovo testo della Giunta, di indire una riunione di tutti i Sindaci della Valle d'Aosta allo scopo di illustrare loro la portata del disegno di legge in questione, di consigliare ai medesimi di includere nelle deliberazioni, con cui saranno affidati gli incarichi per la redazione degli strumenti urbanistici comunali, una clausola con la quale i tecnici incaricati accettino di essere attribuiti nella sola misura del 40% nel caso che la Regione non approvi tali strumenti urbanistici, ecc.

Quindi, leggendo questa relazione, pare che nessun tecnico fino alla data del 29 settembre sia stato incaricato di redigere dei piani regolatori o dei regolamenti edilizi. Questa è la verità, noi tutti sappiamo che tutti i Comuni hanno nominato il tecnico per la redazione di questi piani o di questi regolamenti urbanistici, saranno redatti secondo questi piani o regolamenti urbanistici, saranno redatti secondo gli standard della legge urbanistica, della legge ponte.

Cosa prevede tra questi standard, vediamo che noi dobbiamo mantenere una distanza di 30 metri dalle nostre strade regionali, dobbiamo mantenere una distanza di 20 metri dalle strade comunali, dovremo mantenere 60 metri dall'autostrada.

Quindi io dico che sarebbe bene prima approvare la legge urbanistica dove dà le indicazioni a cui i tecnici devono sottostare e poi varare la legge per il finanziamento del piano regolatore perché sennò spenderemo inutilmente dei soldi, avremo dei piani regolatori che, certamente, non saranno accettati dalle Amministrazioni comunali.

Manganoni quando dice: "gli operai hanno bisogno della villetta per il weekend", tutti gli abitanti in città hanno bisogno della villetta per il weekend, ma come possiamo dare loro la casetta se predisponiamo questi strumenti urbanistici in base alla legge ponte? Ma io le dico, Consigliere Manganoni, lei conosce Ivery, ebbene, a Ivery ci vogliono 95 mila metri quadri di terreno per costruire la casetta. Dove le facciamo? E qui io vi parlo di un piano regolatore che è stato vagliato dal Consiglio comunale di Pont Saint Martin, 95 mila metri quadri a Ivery. Vogliamo dunque noi, in questa riunione dei Sindaci, in questa riunione a cui Tonino ha detto di invitare anche i tecnici, dare loro le indicazioni? Vorrà il Presidente di Giunta dare le indicazioni per la redazione di questi strumenti urbanistici perché sappiano che, per legge, devono mantenere gli standard della legge urbanistica e sono dieci metri di distanza fra costruzione e costruzione, i 20-30, i 60 metri. I coefficienti di costruzione e all'interno e all'esterno dei centri abitati, quindi la nostra proposta di rinvio non è sabotaggio, assolutamente no. Perché mi ricordo, in un intervento che ha fatto il Consigliere Germano il 2 agosto del '68 in merito a una mozione che avevamo presentato con il collega Chamonin, ha detto che era necessaria una legge urbanistica. Ora c'è una legge urbanistica, Germano, si tratta di portarla subito in aula, È questione di qualche giorno, io penso, perché, perché già nel mese di gennaio, l'Assessore Milanesio, aveva portato in Giunta una determinata delibera in cui si diceva "la Giunta regionale - vi leggo la data, la data è del 20 gennaio 1970 -" la Giunta regionale dà mandato all'Assessore al Turismo di approfondire i problemi... e di presentare proposte in merito: a) determinazione degli obiettivi e del contenuto del piano regolatore urbanistico per la tutela del paesaggio, connessioni con la programmazione degli interventi; 2) interpretazione delle indicazioni contenute nella citata legge urbanistica e per la tutela del paesaggio 28 aprile 1970, n. 3 - ed era nostra. "Le norme legislative da promuovere in relazione ai contenuti del piano urbanistico regionale. Ricerche da intraprendere anche in accordo con gli ordini proposti la programmazione economica. Modalità e tempi di redazione al piano urbanistico regionale. Formazione di un organo regionale di pianificazione e di dialogo con le Amministrazioni comunali". Presa d'atto della Giunta regionale del 28 gennaio 1970.

Quindi, io penso che l'Assessore Milanesio abbia tutti gli elementi per poter emendare la legge urbanistica che il gruppo della Democrazia Cristiana ha presentato alla Presidenza del Consiglio per la discussione.

Quindi, io adesso non intervengo più, mi riservo di intervenire in seguito.

Balestri (P.S.I.) - D'accordo su questa legge, è un primo passo per affrontare il problema scabroso che da tanti anni se ne parla.

Però, secondo me, questa legge è monca, è monca in questo senso: che abbiamo avuto un'esperienza, abbiamo visto quei centri abitati, quello che è successo, le lotte che ci sono state perché fossero i più estesi possibile.

Ora, stiamo attenti perché se non gli diamo delle indicazioni, e le indicazioni verbali fino a quanto fino a ora successo non sono servite a niente, noi vedremo dei piani regolatori che avranno un'estensione tale, si parla già di certi piccoli centri che prevedono 20 mila abitanti, altri che ne prevedono 20 mila abitanti, la Valle d'Aosta, secondo quello che dovrebbe venire dai piani regolatori, dovrebbe prevedere un 3 milioni e mezzo di abitanti, a quel che si fa i conti e che si dice, insomma.

Quindi, ora la Commissione Finanze e Programmazione, per fortuna, ha già stabilito questi limiti, un 40% e 60% all'approvazione del Consiglio regionale. Però il 40%, molto probabilmente, se si fanno le cose come si deve, perderemo molti di questi 40% perché certamente verranno presentati dei piani regolatovi di un'estensione tale che, se andremo a fare dei conti in quelle che sono le infrastrutture, a un certo momento vedremo che ci vorranno centinaia di miliardi per la Valle d'Aosta per fare le infrastrutture adeguate a quelli che saranno i piani regolatori.

Quindi, in questo momento, i piani regolatori saranno già una gran cosa perché, se non altro, delimiteranno, faranno delle cose più razionali di come sono andate avanti le costruzioni fino a oggi, però stiamoci attenti, diamo delle indicazioni precise ai Comuni, perché altrimenti, al momento buono, ci troveremo con dei piani regolatori talmente vasti che, forse, saranno al di sopra delle nostre possibilità.

Mappelli (D.C.) - Nel mio precedente intervento si vede che non mi ero espresso troppo bene, visto che qualche Consigliere non aveva capito che stavo parlando sul futuro di quanto l'Assessore Milanesio pensava di attuare o di sottoporre per quanto riguardava il piano urbanistico.

Dunque non entrai, anche se pure in parte, in merito all'oggetto direttamente in discussione, anche perché mi sembra che l'amico Manganone sia stato abbastanza chiaro in questo senso.

Il Consigliere Pollicini si è permesso di fare di una erba un fascio e di dare a questa sparuta schiera, e così siamo rimasti in base ai suoi giudizi, ma io dico meglio pochi buoni, e farne così un nuovo Régiment di Brancaleone, direbbe lui, intanto quando lui dice che ha rispetto per la Democrazia Cristiana, ritengo che non vorrei fare dei giudizi, ritengo che sei come il coccodrillo, solo dopo, solo dopo hai del rispetto, un po' troppo tardi, Consigliere Pollicini e, d'altra parte, ti dirò con estrema franchezza, ed è la prima volta che lo dico e in pubblico e in privato, non l'ho mai detto né in pubblico né in privato, però oggi lo voglio dire qui, guarda, ti dirò con estrema franchezza che questa piccola schiera non avrà più delle pugnalate alla schiena, non ne avremo più di pugnalate alla schiena. Pertanto, prima di esprimere dei giudizi, amico Pollicini, sia sul nostro partito e, modestamente, sulle nostre persone, è meglio che tu ti soffermi un momentino allo specchio perché potresti chiederti perché sei seduto su quella sedia. E non ho finito, devo dirlo perché questa notte sennò non dormo, non dormo, non dormo, esatto anche perché... tu ritieni che sia onesto appartenga a un gruppo di Brancaleone gente come il sottoscritto, quando tu, nell'ufficio del Presidente Bordon, proponevi di lasciare l'Assessorato con un'onorevole uscita di 3-400 mila lire al mese? E no, caro Pollicini, sono rimasto al mio posto, malgrado le tue brillanti offerte. E oggi è una, e ogni giorno e ogni volta per cui mi avrai qualche cosa da dire, mi troverai sempre su questa posizione. Dunque, ricordati che il Brancaleone alle posizioni psiuppine e dunque quelle delle palline nere e tutto quello che viene dopo, ai Brancaleoni appartiene gente come te che, purtroppo, eravamo assieme, ma cosa vuoi, delle mogli infedeli al mondo ce ne sono tante.

(voci)

Montesano (P.S.D.I.) - Prima di dare la parola all'Assessore Milanesio per la chiusura, la parola al Consigliere Pollicini.

Pollicini (D.P.) - Soffro d'insonnia anche io. Presidente, ecco, voglio solo dire che i tentativi di un maldestro cavaliere disarcionato di confondere la tribuna, perché solo per la tribuna egli parla, non convincono neppure più l'ultimo suo abituale cliente che aveva quando era a cavallo. E questa notte anche io, come te, dormirò sonni tranquilli.

Chamonin (M.A.V.) - Devo concordare su alcune affermazioni fatte sia dal Consigliere Manganone che dal Consigliere Savioz che, in seguito, dal Consigliere Balestri.

Soprattutto vorrei che l'Assessore al Turismo volesse veramente vedere con i Sindaci dei Comuni interessati, di dare attuazione a quanto detto qui nell'allegato, nella decisione della Commissione consiliare e cioè di voler concordare con la Regione gli strumenti urbanistici di cui si tratta, prima di sottoporre all'esame dell'approvazione dei competenti organi comunali. Perché, purtroppo, come ha ricordato il Consigliere Manganone, i piani regolatori, attualmente, sono legati agli schemi e agli indici e ai vincoli previsti dalla legge ponte e quelli, almeno quelli che ho avuto l'occasione di vedere io, sono stati redatti in base a questi schemi, a questi indici e a questi vincoli.

Ora, non possiamo non pensare che all'articolazione della legge ponte per la fissazione di questi indici e di questi vincoli.

Evidentemente che i Sindaci preoccupati, direi anche giustamente, di poter dare, giustamente, visto nell'ambito comunale, di poter dare la massima disponibilità di costruzione ai loro amministrati, hanno fissato degli indici che, anche se contenuti o abbastanza contenuti, hanno portato a delle cubature mostruose, le quali cubature portano un numero determinato di previsti abitanti e per questi previsti abitanti, una tale quantità di servizi con dei costi talmente onerosi da chiedersi se veramente quei piani regolatori, così come stilati e stabiliti e, purtroppo, già in parte adottati, potranno avere un qualche giorno una qualche rispondenza.

Io so di un Comune non distante da Aosta, nel quale non si è esagerato, il Comune non ha esagerato nella determinazione degli indici, perché il massimo ha dato un metro cubo, un metro quadro sulla fascia centrale, questo però ha portato questo Comune ad avere delle previsioni, Comune che attualmente ha 2000 abitanti, delle previsioni di 22 mila abitanti con delle infrastrutture del costo di 12 miliardi.

Ora, io è su questo che vorrei pregare l'Assessore e la Giunta di volere riflettere e di volere veramente vedere con questi Comuni, con quelli con i quali si è ancora in tempo a fare qualche cosa perché, come dico, purtroppo alcuni piani regolatori, anche se non ancora approvati dall'autorità tutoria, sono però già stati regolarmente adottati da Comuni. Ora, io non vorrei che veramente questo fosse fatto da parte dell'Assessore e dall'Amministrazione regionale, perché, se no, ci troveremmo davanti a dei piani regolatori pagati profumatamente cari e che, in effetti, non avrebbero nessuna possibilità di rispondenza pratica e di essere approvati, evidentemente.

Bordon (D.C.) - Bordon non vuol dire molte cose, ha promesso al Consigliere Pollicini di non parlare dell'armata Brancaleone e ha promesso di neanche esprimere quali sono i suoi pensieri, i suoi giudizi sulla sua armata, tanto più che Bordon pensa che anche oggi non dovremo più percorrere la strada a braccetto, ma io penso che, affiancati, la dovremmo ancora percorrere, nell'interesse della Valle e allora, sorpasso da questo primo argomento e quello che è stato detto, da una parte e dall'altra, mi sembra che sia venuto fuori in un momento di foga e io penso che poi, in fondo in fondo, si può ritrattare anche certe accuse che sono venute fuori.

E allora si fa quel che si può, però io volevo solo precisare una cosa, perché sono state fatte alcune affermazioni su questa unanimità della Commissione.

Ora, la pietra dello scandalo dovrei proprio essere io, che ho l'onore di partecipare a questa prima Commissione, Commissione Affari Generali, Finanze, Urbanistica e chi più ne ha, più ne metta, presieduta con saggezza e competenza dal Consigliere Caveri, quindi noi, in questa Commissione, siamo arrivati e abbiamo esaminato attentamente questo problema; questa è la verità, perché ci stavamo avviando su un sentiero di guerra qui dentro: non proprio il caso, sono le 18 ormai e qui portiamo avanti un discorso su questo argomento con molta tranquillità, perché mi sembra che sia il sistema migliore.

Ora, che cosa è accaduto? Non è vero che vi sia stata un'incongruenza fra quello che è stato detto in Commissione e che ne è venuto fuori. Anzi, quello che è stato detto in Commissione è stato detto..., è stato poi una conseguenza per la legge urbanistica. Noi ci siamo presentati in Commissione e abbiamo avuto le nostre perplessità, abbiamo discusso lungamente con tutti i commissari e ognuno ha detto la sua; abbiamo visto anche delle cose che ci hanno stupiti, degli incarichi come sono venuti fuori attraverso i Comuni, che io non sto qui a citare perché non è proprio il caso. Abbiamo visto, per esempio, dei Comuni dove si prevedono delle popolazioni che, secondo me, sono pazzesche.

Quindi delle impostazioni che, in fondo in fondo, proiettate nel futuro; i Comuni che hanno oggi 1500 abitanti, in certe vallate laterali, prevedono 15, 18, 20 mila abitanti. Insomma tutto un complesso di studi, io non sono un tecnico, che però ci aveva lasciati perplessi.

E siamo ritornati una seconda volta in Commissione e, come vedete, c'è stata una modifica: non più venti, sessanta e venti, ma quaranta e sessanta, perché questo era il discorso che avevamo fatto, un discorso che ci eravamo detti: se noi diamo il venti per cento, poi diamo il 60% che fa l'80, arrivati a un certo momento, quando si tratterà di applicare questi piani regolatori, i Comuni certamente, come è accaduto per il passato e l'amico Savioz, tutti quelli che sono stati Assessori al Turismo sanno che difficoltà si incontrino per fare applicare un piano regolatore, a un certo momento, questi architetti, questi studiosi avranno avuto il 70-80% della quota, l'altro 20% non ce l'hanno più e non potremo più vedere di modificare determinate impostazioni finanziarie a questi architetti.

Però, che cosa è accaduto? Abbiamo, ci siamo messi tutti insieme a suggerire questa impostazione, che vedo condivisa da voi tutti, di fare una riunione di Sindaci, spiegare loro tutto quello che c'è da spiegare. Però, indubbiamente perché lo abbiamo detto all'unanimità? Ma è chiaro, proprio per quello che è stato detto qui dentro e non si può più andare avanti così, perché se no, a un certo momento, diceva Manganoni giustamente un momento prima, ci troveremo con delle gravi difficoltà.

Però che cosa è accaduto? Che parlandone poi successivamente con il nostro gruppo, questa discussione che era avvenuta il 28, illustrata da me il giorno 30 o 29, ha trovato una giusta osservazione. È stato detto: "ma come volete portare avanti i piani regolatori quando ancora non c'è una legge urbanistica regionale?". Questa osservazione, fatta dai miei amici, io l'ho condivisa in pieno e che cosa ho risposto? "Ma dico, ma finché non è presentata una legge, noi non possiamo mica rimanere con le mani in mano".

Ecco allora questa giusta impostazione di presentare immediatamente questa legge regionale e di chiedere oggi se c'era la possibilità di rinvio di questa per avere quella lì prima, perché il rinvio di questa non penso che voglia dire di tanti mesi, può anche essere solo di quindici giorni, venti giorni, un mese al massimo, perché il fatto che sia necessaria una legge regionale urbanistica prima, è condiviso da Savioz, è condiviso da Tonino, mi sembra, da tante altre persone, da Chamonin; quindi da gente che, forse, ha studiato il problema più profondo di quanto l'ho studiato io.

Quindi, questa nostra domanda si capisce se si vuole fare della democrazia, se si vuole fare delle discussioni per fare delle battaglie oratorie qui dentro, per farci ammirare più o meno dalla galleria, questo è un altro discorso. Ma, in fondo, noi non abbiamo fatto niente di straordinario, noi non abbiamo voluto boicottare niente. Noi siamo arrivati qui dentro dicendo: "Signori, noi avevamo prima allo studio questa storia dei piani regolatori; è stato presentato un progetto di legge per la legge regionale urbanistica, noi vi chiediamo se fosse possibile applicare, o meglio, studiare quella là prima di questa". Questo è tutto il discorso che noi abbiamo fatto.

Quindi tutto il resto che ne è venuto fuori, è venuto fuori perché qualche volta si vuole stuzzicare o si vuole fare della politica, come giustamente diceva l'amico Andrione, quando non è necessario, perché qui non era proprio il caso di fare della politica.

Quindi, io penso che, brevemente, riassumendo e chiedendovi scusa di questa chiacchierata già forse troppo lunga, l'essenziale era questo, siamo tutti d'accordo che sarebbe bene prima avere la legge regionale urbanistica, prima di fare questa, se siamo tutti d'accordo, chiediamo il rinvio e andiamo, intanto in 15 giorni si riuniranno le Commissioni e quello che c'è da fare e chi non è d'accordo voterà contro, non c'è mica da preoccuparsi per niente, ognuno si assumerà le sue responsabilità, siamo qui per questo.

Milanesio (P.S.I.) - A questo punto della discussione direi che è interessante poter intervenire proprio perché ci sono da dire tante cose perché ci sono, a mio avviso, almeno da parte di alcuni Consiglieri, le idee un po' confuse.

Io devo ringraziare i Consiglieri che sono intervenuti portando un contributo a questa discussione e sono stati, ad esempio, Manganoni, Caveri, Tonino, Savioz, sono stati il Consigliere Andrione, Balestri, Chamonin, io non credo però che sia stato portato un contributo all'elaborazione di una eventuale futura legge urbanistica regionale, un contributo per lo meno fattivo da parte dei Consiglieri Bordon, Mappelli e Manganone.

Io non parlo dell'armata Brancaleone, non voglio evidentemente fare dell'umorismo, anche se così spiritoso, simpatico, non voglio introdurmi in una polemica che non mi riguarda e dalla quale voglio essere estraneo, alla quale voglio essere estraneo almeno sotto questo profilo. Devo dire, però, che le idee permangono confuse in un certo settore di questo Consiglio.

Quando si parla di distanze, quando si parla di regolamentazione urbanistica, quando si innalzano alti lai perché i piani regolatori non sono stati fatti o perché la legge urbanistica regionale non è soddisfacente, ci si dimentica certamente tutto quello che, quando si arrivava a discutere la delimitazione dei centri abitati, è successo nella Giunta. Io invito Bordon, invito Mappelli, invito Manganone a ricordarsi le simpatiche discussioni che avevamo quando io dicevo che la legge va applicata correttamente perché lo scopo di questa legge è di costringere i Comuni a fare la pianificazione territoriale, quindi rispettiamo la legge nella delimitazione dei centri abitati, voi eravate quelli che credevate che i centri abitati erano come... in piemunteis as dis "la maia bernarda", no, cioè è come qualcosa di molto elastico che si poteva allargare, allargare fino a comprendere, praticamente, tutto il Comune, in questo modo qui si eludeva la legge ponte, consentitemelo, non si arrivava a incentivare nessuna pianificazione territoriale perché, quando un Comune aveva tutto il suo territorio compreso il centro abitato, che aveva quindi l'1,5 su tutto il Comune spalmato come si può spalmare il burro su una fetta di pane, era chiaro che l'incentivo della pianificazione cadeva e molti Comuni oggi non hanno nessun interesse a fare il piano regolatore perché quello che gli consente la delimitazione dei centri abitati è molto più di un brutto piano regolatore con grosse cubature.

Voglio ricordarvi che il Comune di Ayas, per esempio, ha la possibilità di insediare teoricamente oltre 70 mila abitanti, grazie al centro abitato che è stato approvato.

Ora, dico quindi, quando si viene a predicare qui in Consiglio, bisogna relazionare anche bene nelle altre sedi, un po' meno ufficiali, un po' meno esposte al pubblico e quindi, quando io ho visto presentare, da parte della Democrazia Cristiana, questo disegno di legge che, tra l'altro, ha anche degli aspetti positivi, io mi sono un po' stupito e mi sono chiesto di chi era l'elaborazione di questo disegno di legge, certamente non del Cavalier Bran, perché qualche anno fa era venuto a sostenerci la teoria che bisognava stabilire la franchigia di 700 metri cubi, che era una teoria aberrante, mostruosa, sotto il profilo urbanistico e sotto il profilo edilizio, ed era stata fatta proprio da Manganone, ad esempio, e mi stupisco di questo fatto, e da tanti altri.

Ora dico, è chiaro che, io invito se non altro le forze politiche a un minimo di coerenza urbanistica, quello che hanno sempre sostenuto lo sostengano in questa sede, non che adesso che si è all'opposizione si fa un gioco diverso; insomma, qui si fa troppo il gioco delle parti, mi pare. Prima, quando si è al Governo, ci si comporta in un certo modo, ora si va all'opposizione e subito tac, ci si comporta in un altro e, improvvisamente, si diventa i sanculotti della pianificazione territoriale. Perché prima, insomma, eravate un Régiment des Socques della pianificazione territoriale, adesso siete i sanculotti della pianificazione territoriale.

Io questo capovolgimento di fronte, francamente, non lo capisco.

Comunque prendo atto con piacere, caso mai. Devo dire che certe distanze previste dalla legge ponte e certe limitazioni valgono in assenza di piani regolatori perché la legge ponte tende a stabilire un regime transitorio che viene superato dall'approvazione di un piano regolatore, per cui tutte le tue perplessità, caro Manganone, sono inutili, gli standard, quelli sì che la legge ponte prescrive ma quelli sono una conquista di civiltà, quegli standard urbanistici, cioè tanto verde per abitanti, un certo livello di infrastrutture, questa è una conquista della civiltà, è una delle poche cose belle che abbia fatto il Governo di centro sinistra. È una delle poche cose.

Ora dico, noi vogliamo batterci per rivedere in senso negativo determinate conquiste che poi avrebbero dovuto essere fatte con una legge ponte perché, se si faceva una legge con tutti i requisiti che voleva avere un carattere di organicità, probabilmente non passava al Parlamento, come non sono passate tante altre iniziative.

Ora vogliamo attaccare da destra la legislazione nazionale, caso mai attacchiamo da sinistra ma non attacchiamola certamente da destra.

Quindi, mi pare che nella legge ponte ci sono degli spunti che costringono i Comuni alla pianificazione. Qui si è lavorato per eludere questi aspetti della legge ponte, per impedire che i Comuni facessero della pianificazione o, per lo meno, si è voluto che i Comuni non fossero incentivati a pianificare.

Perché, in questo momento, noi troviamo che la resistenza, che ho già detto prima, fisiologica dei nostri Comuni e dobbiamo capirlo questo, non è che i nostri Amministratori siano tutti conservatori, siamo tutti retrogradi. È che in Valle d'Aosta la proprietà del suolo è un fenomeno di massa, a differenza delle altre regioni d'Italia, dove sono pochi che detengono le proprietà dei suoli. I nostri contadini sono proprietari di suoli e quindi, evidentemente, sono più interessati degli altri alla redazione dei piani regolatori. Ed è per questo che c'è una certa resistenza alla pianificazione, direi fisiologica, quasi naturale, però noi dobbiamo convincerli attraverso l'educazione, attraverso l'azione politica, a superare queste remore perché, se vogliamo fare del turismo, lo faremo solo rispettando il paesaggio, lo faremo solo consentendo un'edificazione ordinata e non prendendoci in giro, per cui quando c'è da fare la delimitazione del centro abitato, lo si delimita il più possibile, quando c'è da discutere in Consiglio su una misura economica che la Regione intende adottare, la si vuole legare a una legge urbanistica che ha anche i suoi aspetti positivi ma che, in fondo, una legge urbanistica ce l'abbiamo già noi. E questa legge urbanistica è un meccanismo che non siamo mai riusciti a portare avanti e che dobbiamo portare avanti e dò regione a Savioz quando parla di incomprensioni e quando dice: bisogna fare il piano urbanistico regionale, anche Andrione, specialmente, ha ricordato questo aspetto. È chiaro che il piano urbanistico regionale è il quadro generale in cui questi Comuni inseriscono questa pianificazione.

Ma oggi la pianificazione comunale è già avanzata, è incominciata due anni fa e quindi non possiamo mica negare questa realtà, noi dobbiamo intervenire per correggerla e per mettere in atto quei provvedimenti, quelle iniziative che la Regione ha come obbligo istituzionale e, come direi, come dovere politico e civile.

Tu hai letto, Manganone, la presa d'atto che io portai alla Giunta regionale di cui tu facevi parte, ora, in questa presa d'atto, io avevo innanzitutto, tu hai dimenticato la fase delle premesse, che era la più qualificante, mi farebbe piacere che qualcuno ogni tanto se la rileggesse per ricordarsela, avevo denunciato, in questa presa d'atto, una certa situazione che si stava verificando in Valle d'Aosta, dove non c'erano strumenti urbanistici esistenti, dove c'era una tendenza al gigantismo che, fa ricordato Balestri giustamente e Chamonin, dove i Comuni, quando si danno uno strumento urbanistico, se lo danno più in dovere possibile, cioè fanno un piano regolatore che non regolamenta niente perché è chiaro, e qui io non voglio dare la colpa essenzialmente ai progettisti, chi lo approva è il Consiglio comunale... i progettisti sono anche sollecitati a fare certi piani regolatori, altrimenti non vengono approvati.

Ora, se si fanno dei piani regolatori abnormi e noi abbiamo fatto delle previsioni in base a questo e abbiamo accertato che, se continuavano le tendenze in atto al gigantismo, si ipotizzava una Valle d'Aosta di due milioni e mezzo di abitanti, il che era aberrante con i fini che questa Giunta si propone sia sulla difesa, sotto il profilo della difesa del patrimonio etnico, culturale, linguistico e anche dell'equilibrio che ci deve essere tra cittadini-natura e cittadini-ambiente.

Quindi, noi abbiamo detto di no, nelle premesse, in quella deliberazione, a questo tipo di pianificazione, abbiamo detto che i Comuni dovevano continuare a pianificare, abbiamo detto, e io lo voglio leggere, tu l'hai letto ma, a mio avviso, hai dato un'interpretazione diversa, interpretazione delle indicazioni contenute nella citata legge regionale urbanistica, cioè quelle del '60 e per la tutela del paesaggio e norme legislative da promuovere in relazione ai contenuti del piano urbanistico regionale.

Ho detto, in apertura di seduta, che avrei sottoposto l'esame, in primo luogo, mi pare doveroso, della maggioranza che regge questa Giunta, avrei sottoposto in prima istanza all'approvazione della maggioranza che regge questa Giunta i contenuti di questo piano urbanistico regionale, dopo di che si può discutere di procedure, di metodi e di nuova legge urbanistica regionale, la quale deve nascere come esperienza intimamente collegata al piano urbanistico regionale, una legge non può avere un contenuto astratto, deve applicarsi a delle situazioni concrete, altrimenti le leggi regionali a cosa servono, ci sono le leggi dello Stato che sono già così generali, così... vanno bene allora quelle, questa misura non è in contraddizione con la vostra proposta di legge perché la vostra proposta di legge si articola anche sui piani regolatori comunali. E, quindi, Signori, questa pianificazione è iniziata da due anni, zoppicante è iniziata, è iniziata con dei fraintendimenti, però mi pare che la vostra opposizione in questo momento sia di tipo, direi, politico, però, badiamo bene, non di alta politica, di tattica politica, di piccolo cabotaggio politico perché sì, sì, perché si è voluto dare a certe voci, a certe parole, a certi movimenti di corridoio, da parte vostra, una certa interpretazione, per cui questo discorso, fatto da voi in questo momento, poteva avere un certo significato e invece no, vi dico io, perché le forze politiche che reggono questa maggioranza, e altre forze politiche che sono in questo Consiglio, hanno la testa sul collo. Sanno gli obiettivi che vogliono raggiungere e li vogliono raggiungere in qualche modo.

Ora, io difendo con un certo calore questo disegno di legge, pur conoscendo tutti i limiti di questo disegno di legge che sono stati, direi con intelligenza, sottolineati da diversi Consiglieri che sono intervenuti, i quali hanno detto che si trattava di una misura economica, che l'obiettivo che noi ci poniamo è il piano urbanistico regionale e quindi, contemporaneamente a questo, l'approvazione di una nuova legge urbanistica regionale. Ma noi dobbiamo anche suscitare la pianificazione dal basso, cioè la pianificazione da parte dei Comuni, non possiamo imporre tutto dall'alto a questi Comuni.

Quindi, questa esperienza che dall'alto si va maturando, a livello comunale è importante, anche se è un'esperienza contradditoria, anche se è un'esperienza che vedrà il Consiglio regionale magari respingere tanti di questi piani regolatori perché, non dimentichiamo che, in base alla legge del '60, poiché non c'è il piano urbanistico approvato, i singoli piani comunali che vengono portati all'approvazione del Consiglio, devono essere discussi dal Consiglio oppure dalla Commissione Finanze, Affari generali e la delega verrà data alla Giunta per l'approvazione o per, diciamo così, la ripulsa o per le osservazioni a questi piani, quindi, ad esempio, non si sottrae al Consiglio nessuna delle sue prerogative, nessuno dei suoi poteri, questo modo di procedere mi pare corretto.

Avevamo fatto, inizialmente, delle proposte a seguito di osservazioni giuste sul meccanismo economico e sono state, dalla Giunta, accolte pienamente perché è vero, esiste una tendenza dei Comuni al gigantismo; se avessimo dato il 20% alla consegna dell'incarico, il 40% all'adozione e ci fossimo riservati, oppure il 20, il 30 e il 50, mi pare che fosse così, il 60% della prima fase, è chiaro che non avremmo più avuto quella molla economica che, invece, deve agire soprattutto nell'ultima fase, che è quella dell'approvazione e che, a mio avviso, deve essere riservata interamente alla Regione, perché si tratta di decidere il futuro del nostro territorio, il futuro dei nostri Comuni.

Io vi chiedo scusa se sono stato un po' passionale in questa risposta ma certe cose le dovevo dire perché non si può, ripeto, predicare bene e poi razzolare male in certi settori e in certi campi; tu, Mappelli, hai detto in una parola, hai detto, hai sintetizzato e hai simbolizzato la posizione del tuo partito in questo momento, hai detto: la legge ponte non ci piace, non ti piace proprio per quel tanto di innovativo che c'è, in quel tanto di giusto, in quel tanto di conquista di civiltà che c'è in questa legge, non per il resto ed è proprio su questo che non siamo d'accordo.

Pedrini (P.L.I.) - Signor Presidente, Signori Consiglieri, io prendo atto del tono, come ha affermato l'Assessore, passionale con cui egli ha esordito su questo argomento e posso anche comprenderlo perché io stesso, direi, quasi normalmente come lui e, su questo argomento, pur avendo delle linee abbastanza chiare, avevamo pensato di sentire in effetti come si sarebbe svolta la discussione e di prendere alla fine quelle decisioni che meglio questa discussione avrebbe illustrato. Ho imparato, comunque, parecchie cose; ho imparato che i D.C. sono dei retrogradi e quindi, come tali, così li ha definiti l'Assessore Milanesio, io prendo atto solo delle parole e quindi, effettivamente, io non so se la vostra o la sua proposta è la migliore. Io prendo atto esclusivamente delle parole, mentre invece prendo atto che su di me pesano altre accuse, dico su di me come minoranza, perché noi abbiamo la testa sul collo, solo la maggioranza attuale ha la testa sul collo, gli altri non ce l'hanno.

Questo mi stupisce assai, anche quando l'Assessore si permette di dire che detto progetto va portato solo e solamente alla maggioranza, negando - e queste sono le sue parole - in prima istanza, ma anche in prima istanza, ma lo si fa ma non lo si dice, Assessore e caro amico Milanesio! Perché, evidentemente, anche se tu lo vuoi fare, lo puoi evidentemente fare, con il dovuto rispetto a questa maggioranza, a questa minoranza, per cui, in questo momento, prendo la parola mentre invece avrei taciuto! Questo è il fatto, secondo me, che è grave, qua noi siamo solo e solamente dei numeri perché quando tu, in prima istanza mi porti quella discussione e prendete determinati atteggiamenti, mi vuoi dire dopo in quest'aula che cosa cambiamo? Ma assolutamente niente perché, quando la maggioranza ha già deciso, noi dalla nostra parte possiamo fare qualsiasi discussione, possiamo portare degli emendamenti di primo piano, possiamo veramente dare un contributo positivo a questa legge ma, evidentemente, noi non saremo mai presi in considerazione perché non abbiamo la testa sul collo e non facciamo parte della maggioranza. È con estrema amarezza che dico questo, con estrema amarezza che, in una discussione di questa importanza, in cui veramente noi pensiamo che si vede il futuro di tutta la Valle, in una industria talmente importante e mai abbastanza ancora oggi capita come quella del turismo e quindi, di conseguenza, sviluppo urbanistico con tutte le sue conseguenze annesse e connesse, è evidente che almeno su questo piano noi dovevamo essere, dobbiamo essere informati. E, un'altra cosa non concordo, non concordo quando mi si dice: "ma tanto voi dovete stare tranquilli, non c'è una legge urbanistica regionale e allora cosa succede? Tutti i piani regolatori saranno portati in Consiglio" e fin qua io mi ero già quasi sollevato, ho detto: va bene, secondo istanza li vedremo anche noi, invece no, l'Assessore Milanesio si è immediatamente ricorretto e ha detto, a meno che non si pensi di portarlo in Commissione e di dare la delega alla Giunta, chiuso, finito e buonanotte al secchio, noi piglieremo solo e solamente... (voci) ...è la realtà di fatto, ma queste non sono parole nostre, sono parole dette da un responsabile di questa Giunta.

Ora, giunti a questo punto, io voglio denunciare all'opinione pubblica la gravità di queste parole, la gravità di questo comportamento perché, evidentemente, questa Giunta si regge solo e solamente con i voti del - lo definì molto bene il Presidente ombra Caveri - ma con i voti esclusivamente, e questo è il fatto più importante, del Partito Comunista.

E allora, allora, a un certo punto, bisogna avere il coraggio e, caro Germano, è che purtroppo il discorso arriva fino a questo ma è evidente, lo so che ti fa male, lo so che ti dispiace, lo so che non volete che si arrivi a scoprire gli altarini, ma la realtà di fatto è questa, che, a un dato punto, voi fate parte della maggioranza e, come tali, voi decidere come sempre e come avete fatto nella scuola perché questa è la realtà di fatto, va bene, voi avete esclusivamente, siete arrivati ad avere, evidentemente, la padronanza di questa Giunta.

È un fatto politico che esula, come dici bene tu e ti do ragione, dal fatto urbanistico ma esula sotto un profilo eminentemente tecnico, non politico, è questo il fatto grave che io qua voglio e desidero denunciare, nient'altro.

La legge sulla scuola ha dato una dimostrazione ben chiara, ha detto bene Mappelli prima, la legge sulla scuola è passata con 15 voti e, evidentemente, con gli altri voti di chi, lascio a voi giudicare, perché si sa da dove sono venuti, da dove sono venute le astensioni, e allora, e allora sarebbe bene, a un dato punto, dire: "Signori, questa Giunta è retta con l'appoggio dei Comunisti" ma dirlo chiaro e forte, almeno sappiamo come stanno le cose, nient'altro.

Manganoni (P.C.I.) - Non voglio continuare a citare dati e ad argomentare sulla necessità che questa legge passi e presto, però mi limito a fare una precisazione a Pedrini.

Dice Pedrini che questa Giunta si regge sul voto del Partito Comunista, io vorrei fargli questa precisazione, noi comunisti, da quando sediamo in Consiglio e siamo quasi, salvo un periodo di sette anni, sempre stati all'opposizione, non abbiamo mai, non siamo mai partiti dal principio che bisogna sempre votare contro quello che propone la Giunta.

Noi ci siamo sempre comportati coerentemente e Pedrini non si ricorda, si sfogli i verbali, quando la Giunta propone al Consiglio degli argomenti o delle leggi che noi giudichiamo utili alla collettività valdostana, noi diciamo alla Giunta: "fate bene e votiamo a favore". Questo l'abbiamo fatto sempre.

Quando la Giunta propone in Consiglio argomenti, leggi, ecc., che noi giudichiamo negativi o, per lo meno, non positivi ai fini degli interessi della collettività, noi votiamo contro.

E voglio citare un esempio recentissimo di questa mattina, la questione della concessione delle acque di Courmayeur, noi abbiamo detto "è una questione scabrosa, delicata, va esaminata e proponiamo il rinvio alla Commissione", questo per dimostrare che noi non siamo qui a lustrare nessuna Giunta. Perché il punto di vista, il parere nostro era questo, era un problema talmente delicato che vedeva il conflitto del Comune di Pré-Saint-Didier e di Courmayeur da una parte e il Comune di Aosta dall'altra, e quindi è giusto che la Regione approfondisca il problema, esamini prima di pronunciarsi.

Quindi, non è che noi ci offendiamo, ce l'abbiamo a male perché dici che noi appoggiamo o non appoggiamo, noi abbiamo sempre appoggiato, sempre, le proposte che giudichiamo costruttive, se non altro questo dimostra una cosa, che noi non siamo all'opposizione per demolire, all'opposizione per l'opposizione, ma noi facciamo una opposizione costruttiva e coerente come abbiamo sempre dichiarato in tutte le circostanze e specialmente all'inizio di ogni legislatura e questo ne è ancora un esempio.

Pollicini (D.P.) - Io sfido il Consigliere mio vicino di banco Pedrini a dimostrare che una sola legge, dico una sola legge sia passata con i voti determinanti che uscissero al di fuori dell'area della maggioranza formata da DP, dall'Union Valdôtaine, dal Partito Socialista e dal MAV.

Quindi la maggioranza non è mai venuta meno fino a questo momento, sfido il Consigliere Pedrini a dimostrare il contrario, dimostrarlo, però... (voce di Pedrini) ...che quindici voti.... ma dove sono, se è passata con 23 voti e gli altri voti sono opera dello Spirito Santo, sono.

Pedrini (P.L.I.) - Da dove sono venuti?

Pollicini (D.P.) - Tu lo dici, io dico che sono della maggioranza, io dico che sono della maggioranza.

Pedrini (P.L.I.) - Grazie della conferma.

Chantel (P.S.I.) - Io, però, vorrei ricordare una cosa, qui si è citata la legge regionale urbanistica per la tutela del paesaggio in Valle d'Aosta 28 aprile 1960, n. 3 e si è dimenticato, probabilmente, di precisare una cosa a scanso di discussioni future.

Con questa legge i piani regolatori comunali entrano in vigore alla data delle deliberazioni della Giunta regionale che li approva e che dovranno essere assunte entro un anno dall'adozione dei piani da parte dei Consigli comunali.

Perciò in Consiglio, per la stessa legge, vero, vengono esclusivamente portati i piani regolatori che potranno essere approvati ed entrare in vigore anche prima dell'approvazione del piano regolatore regionale, con le deliberazioni del Consiglio regionale.

Questa è stata l'unica norma transitoria, l'articolo 18, per cui in Consiglio è stato portato il piano regolatore di Aosta come norma transitoria, perciò questo per chiarire che, comunque, per la legge attuale, i piani regolatori devono e possono solo essere approvati dalla Giunta.

Perciò chi ha detto, al contrario, qui che vogliono che i piani regolatori siano discussi, portati, ecc. ecc. in Consiglio in base a questa legge qui, non credo che possa essere una cosa possibile, portare si può portare tutto, però attenendosi alla legge, quella che è stata votata e che è tuttora valevole, ci troviamo qui, pagina 461, norme della Regione codice vecchio perché tra non molto ne avrete uno nuovo, forse con degli indici più precisi e fatto meglio, vero, c'è l'articolo 11 che, nel suo secondo capoverso, precisa effettivamente questa posizione giuridica.

Germano (P.C.I.) - Sarò brevissimo perché anche io desidero arrivare alla votazione però non posso tacere di fronte a quello che ha detto Pedrini e anche a quello che ha detto Pollicini, polemizzo con tutti e due.

È chiaro che quello che ha detto Pedrini è voler appiccicare un francobollo che non c'entra niente col testo, parliamo di urbanistica, ci sono posizioni diverse, ognuno sostiene la sua e lui conclude col vedere la maggioranza.

È un po' come quello che ha la fissa, la fissa, è un po' la questione della fissa, Pedrini, questione della fissa. Quando si ragiona così, mi diceva l'Onorevole Caveri, si va a finire nello schematismo astratto ed è schematismo astratto perché l'idea fissa di Pedrini è quella di vedere una maggioranza di diciotto, dove in questi diciotto ci siano due che sono del PLI. Questo è il suo sogno e allora, per questo sogno, mette dentro scuola, urbanistica, i problemi non gli interessano.

Per noi la situazione è diversa, a noi interessano i problemi, questa è la nostra opposizione e non ci preoccupiamo di vedere il diciotto o il diciassette o il quindici o il ventitré.

Ci preoccupiamo di dire la nostra posizione sui problemi ma non lo diciamo perché vogliamo bene a questa maggioranza, lo diciamo perché noi portiamo avanti un disegno alternativo a questa maggioranza, alternativo. Secondo noi questa maggioranza deve essere cambiata e, quindi, quando diciamo questo "siamo opposizione", perché vogliamo cambiarla questa maggioranza, vogliamo che ci sia una maggioranza più avanzata e lavoriamo per questo... (voce) ...ma anche se è necessario, può anche essere non necessario, non ha importanza, noi non facciamo lo schematismo astratto che fai tu, che fai quei calcoli lì che sono basati su quei numeri lì e che poi è all'obiettivo anche dell'Assessore, noi non ce l'abbiamo quel problema lì, noi abbiamo il problema di un disegno politico che vogliamo condurre avanti seriamente sui problemi, nell'interesse della popolazione e per far crescere una maggioranza più avanzata a sinistra.

Spiacente ma noi lavoriamo per questo.

Dujany (D.P.) - Mi pare, brevemente, opportuno intervenire su questo argomento che è un argomento che, apparentemente, aveva l'aspetto di un argomento pacifico e tranquillo, in quanto la Commissione unanimemente aveva approvato questi provvedimenti di concessione e di contributi nelle spese di redazione negli strumenti urbanistici a favore dei Comuni. Naturalmente, da qui ha preso l'avvio una serie di considerazioni di carattere che si allontanano dalla realtà del problema per fare una serie di affermazioni di carattere politico che qualche volta potrei definire in definizioni pericolose e avventate, perché il problema che è stato affrontato è di una estrema serietà e propone temi di estrema difficoltà che porrà a ogni elemento del Consiglio elementi di riflessione nell'interesse nella nostra popolazione.

Respingo l'osservazione fatta dai Consiglieri Pedrini e Mappelli, in merito alle maggioranze, non aggiungo oltre perché è chiaro che la nostra maggioranza è quella che è e continua a essere quella che è stata definita alla costituzione della Giunta.

Per quanto riguarda il problema concreto, è un provvedimento transitorio che tende a portare avanti, se pur in un modo pragmatista, la redazione dei piani regolatori da parte dei Comuni; se non diamo questi strumenti finanziari ai Comuni, i Comuni si troveranno nell'impossibilità di fare qualcosa. Qualcuno dice: "portiamo avanti prima la legge regionale e poi, successivamente, faremo i piani regolatori"; qui è il solito sistema di anteporre naturalmente una soluzione generale che può avere anche dei lati positivi, che però, sul piano pratico, vorrebbe dire fermare il tutto.

Ora, io dico, ci troviamo di fronte a una proposta approvata unanimemente in Commissione, si tratta di affrontare un problema reale, si tratta di fare un primo passo concreto davanti a una realtà intricata ed estremamente difficile, in prospettiva, naturalmente, di una soluzione regionale più ampia, che ci possa essere eseguita dalla realtà che ci viene offerta attraverso questo studio e attraverso le difficoltà che incontreranno i Comuni e Amministrazioni comunali, Amministrazione regionale e tecnici nella realizzazione di questi piani regolatori.

È vero che, in questo momento, i piani regolatori dovranno essere fatti in base a una legge nazionale, la cosiddetta "legge ponte", è vero che esiste anche una legge regionale del 1960, ancora in molte parti è in vigore, è vero che esiste la necessità di adattare questa legge nazionale ad alcuni elementi che, naturalmente, saranno suggeriti dalla necessità della nostra situazione locale e ambientale.

È altrettanto vero che la legge che è stata presentata e che non è ancora stata discussa, prevede anche lei i piani regolatori, quindi lo strumento di fondo è sempre lo stesso, si tratta di inquadrare questi piani regolatori su delle visuali, direi, di metodo e su alcuni dettagli diversi rispetto alla legge nazionale.

Questi problemi li studieremo, mano a mano che, naturalmente, la realtà ce li proporrà e a mano a mano che le difficoltà, naturalmente, ce li suggeriranno.

Quindi, io penso che sia opportuno chiedere al Consiglio di voler approvare questo primo provvedimento che è una volontà di incominciare a camminare su questa strada e vorrei pregare il Consiglio di non polemizzare e di non farla corta su questo argomento.

È un argomento estremamente difficile. Signori Consiglieri democristiani, io apprezzo molto lo sforzo che avete fatto nel presentare questo progetto di legge, io, però, vorrei che voi lo presentaste a tutte le Amministrazioni comunali, a tutti i cittadini, all'esame loro, ai loro suggerimenti e alle loro osservazioni.

Guardate che ci vorrà la forza di volontà di tutto il Consiglio regionale unanime, se vogliamo fare qualcosa di valido, perché anche questa legge è una legge che pone dei limiti, è una legge che pone delle restrizioni, come qualunque legge urbanistica le propone e, quindi, sono problemi che pongono naturalmente dei grossi..., delle grosse responsabilità al Consiglio regionale.

Manganone (D.C.) - Mantengo la mia proposta di rinvio perché sono convinto che redigere dei piani urbanistici secondo gli standard della legge ponte significa spendere del denaro e spenderlo molto male.

Montesano (P.S.D.I.) - Allora si mette ai voti la proposta di rinvio espressa dal Consigliere Manganone... (sì, qualsiasi proposta) ...quindi metto ai voti la proposta del Consigliere Manganone a nome della Democrazia Cristiana per il rinvio dell'esame della discussione dell'approvazione del progetto di legge.

Chi vota a favore alzi la mano... (voce) ...va bene... (voci) ...no, no, faccia l'intervento, lo dica, io considero che la proposta del rinvio può essere fatta se c'è, dei pareri contrari possono anche. Prima di tutto io non avevo sentito che il Consigliere Manganone aveva chiesto, su questa votazione, la votazione segreta, lo conferma? Senz'altro, no, è per il fatto che non usa il microfono e allora non si sente qui.

E allora si proceda alla votazione a scrutinio segreto della proposta Manganone.

Si vota... chi accoglie... c'è la pallina bianca e la pallina nera, chi accoglie la proposta Manganone vota pallina bianca, chi la respinge vota pallina nera, chiaro?

Il mio voto sarà di astensione.

Risultato della votazione: presenti 34, votanti 33, maggioranza 17, favorevoli 9, contrari 24. Il Consiglio respinge.

Allora si passa alla dichiarazione di voto. Chi fa la dichiarazione di voto? Allora permettete che ne faccia una io, come Presidente, cioè non come Presidente, come Consigliere.

Io ravviso nel provvedimento che è stato proposto dalla Giunta regionale, un provvedimento esclusivamente amministrativo, non do al provvedimento stesso alcun significato politico ma il significato di voler regolamentare e, soprattutto, sanare una situazione che si è venuta a determinare, situazione di disagio nell'ambito dei Comuni. Con questa mia dichiarazione aggiungo che la necessità urgente di esame da parte della Commissione Affari Generali, Finanze, Urbanistica della legge presentata dal Consigliere Manganone, la quale legge è stata presentata alla Presidenza del Consiglio il 30 settembre, con la relazione aggiuntiva il 5 di ottobre, è stata inviata alla Commissione Affari Generali, Urbanistica il 12 di ottobre e, quindi, premesse queste date, io sollecito da parte mia personale e dai Consiglieri che ne hanno interesse, affinché venga portato al Consiglio uno strumento urbanistico che disciplini la materia per l'avvenire, ripetendo che il provvedimento presentato per me non ha un significato politico ma soltanto una espressione anche di sanatoria per le spese che i Comuni hanno dovuto affrontare nella elaborazione degli strumenti urbanistici. Dichiaro di essere a favore della legge.

Pedrini (P.L.I.) - ...se, per cortesia, mi poteva ripetere l'esito della votazione...

Montesano (P.S.D.I.) - L'esito della votazione è: presenti 34, votanti 33, astenuti 1 che è il sottoscritto, maggioranza 17, favorevoli 9, contrari 24. Quindi 24 più 9 fa 33. Quindi il Consiglio respinge.

Pedrini (P.L.I.) - Volevo soltanto prendere atto di questa votazione a confronto delle parole che io ho detto prima, nient'altro... (voci)

Dujany (D.P.) - Io vorrei chiedere che, se qui si vogliono verificare le maggioranze, per cortesia, non chiedete i voti segreti. Abbiatene il coraggio di affrontarle le realtà... (voci)

Montesano (P.S.D.I.) - Allora si vota la legge, naturalmente si entra nella discussione nel merito degli articoli.

Articolo 1. Interventi? Chi approva alzi la mano, un attimo, siamo in votazione, quindi io prego di fare silenzio. Contrari? Astenuti? Allora hanno preso nota della votazione? Il Consiglio approva con cinque astensioni.

Articolo 2. Chi approva alzi la mano, quando nessuno mi chiede la parola io faccio la votazione, quindi sono felice di dare la parola, parli.

Manganoni (P.C.I.) - Dunque, ai fini dell'applicazione della presente legge, la Giunta regionale approverà in via preliminare i limiti massimi delle spese ammissibili a contributo per differenze urbanistiche relative, in via preliminare intendiamo quando? Quando viene dato l'incarico? (voce) ...appunto perché gli incarichi sono dati tutti. Allora io mi chiedevo cosa significava questo "in via preliminare".

Milanesio (P.S.I.) - Via preliminare significa che l'Amministrazione regionale ha già per suo conto fatto dei conteggi in base alla popolazione attuale dei Comuni, alle classi dei Comuni per quello che deve essere il costo della parcella che il progettista deve presentare. Per cui noi riconosciamo contributi del 70% sulla parcella tipo che noi precostituiamo all'inizio, non so se mi spiego. Quindi questo evita che si possano fare delle discrezionalità nei confronti dei Comuni, per cui se c'è un progettista più caro, che chiede più soldi, la Regione non glieli riconosce, questo è il discorso, cioè la Regione stabilisce a priori, e abbiamo già studiato questo meccanismo, ne avevo già parlato in precedenza, per cui ci sarà un tipo di riconoscimento di parcella per certe parcellazioni che sono previste dall'ordine e che sono precostituite dalla Regione con un conteggio, conteggio che abbiamo già fatto per arrivare a determinare il tipo di contributo che la Regione deve stanziare e che abbiamo detto qui, di 250 milioni complessivi e 70 milioni all'anno.

Questo calcolo, e io posso spiegare brevemente a Manganoni com'è stato fatto, è stato fatto applicando le tariffe in vigore, in vigore in forza di una circolare ministeriale e adeguandole alla realtà dei singoli Comuni per cui, a esempio, per il Comune di Châtillon, per cui è previsto un piano di fabbricazione, il costo, dunque, non dovrebbe superare il... aspettate, è un'altra cartella, a ogni modo c'è un conteggio che io voglio, eccolo qua, c'è un conteggio che è stato fatto, non è che posso avere tutti gli atti qui a disposizione, è un conteggio che è stato fatto Comune per Comune, in base a questa... a queste disposizioni e questo è il costo che la Regione riconosce. Quindi, se ci sono costi superiori, la Regione non li riconosce e quindi dà il 70% su questa ipotesi. Faccio l'esempio, dicevo prima di Châtillon, Châtillon piano di fabbricazione, popolazione 3965 abitanti, popolazione all'11 aprile 1968, 4040 possiamo riconoscere un contributo del 70% su 3.435.000 lire come importo massimo della parcella. Non so... facciamo un esempio di Issime, Issime cade nella stessa classe di Châtillon perché ha una maggiore estensione territoriale. Arriviamo alla stessa cifra, faccio l'esempio, che so io, del piano di fabbricazione di Bionaz, Comune di Bionaz: 1.624.000, noi riconosciamo contributi su questa entità; è stato fatto un conteggio, direi meccanico, applicando le tariffe in vigore ed è su queste cifre che la Regione riconosce i contributi, non sulle parcelle che verranno presentate.

Manganoni (P.C.I.) - Le avete concordate con l'ordine dei tecnici, queste? Con l'ordine dei geometri, architetti, ingegneri? (voci) ...Ah! Avete concordato? Se avete concordato, chiuso. Se è concordato con l'ordine allora non ci sono obiezioni.

Montesano (P.S.D.I.) - Altri interventi?

Manganoni (P.C.I.) - Allora sarebbe bene che i Sindaci dei rispettivi Comuni ne siano informati di questo, per evitare che voi date un contributo su un piano valutato tre milioni, però la parcella, mettiamo l'ipotesi, ammonta a tre milioni e mezzo e che poi il Comune paghi la differenza, tutto a carico suo, mi spiego? Se invece un Comune ha queste informazioni, dicendo che il piano regolatore di fabbricazione che vogliamo del tuo Comune, secondo i calcoli concordati con l'ordine dei tecnici, ammonta a lire x, allora il Comune dirà lire x e non una lira di più.

Questo che io raccomanderei, di informare i Comuni.

Montesano (P.S.D.I.) - Nessun altro intervento? Allora Consigliere Chabod.

Chabod (D.C.) - Vorrei chiedere all'Assessore Milanesio se si può avere qualche conteggio, passando in ufficio, poi. Si possono avere?

Montesano (P.S.D.I.) - Passiamo alla votazione. Io prego i Signori Consiglieri di non uscire ed entrare quando ci sono le votazioni.

Articolo 2. Chi approva alzi la mano. Contrari? Astenuti? Il Consiglio approva con sette astensioni.

Articolo 3. Interventi? Chi approva alzi la mano. Contrari? Astenuti? Il Consiglio approva.

Articolo 4. Chi approva alzi la mano. Manganoni?

Manganoni (P.C.I.) - Determina per ciascun Comune la spesa ammissibile a contributo con quei criteri che...

Montesano (P.S.D.I.) - Chi approva alzi la mano. Contrari? Astenuti? Il Consiglio approva.

Articolo 5. Chi approva alzi la mano. Contrari? Astenuti? Il Consiglio approva.

Articolo 6. Chi approva alzi la mano. Contrari? Astenuti? Il Consiglio approva.

Si passa alla votazione a scrutinio segreto.

Risultato della votazione: presenti 34, votanti 27, maggioranza 18, favorevoli 26, contrari 1, astenuti 7. Il Consiglio approva.

Si passa all'esame del numero 38 dell'ordine del giorno.