Trascrizione informale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 25 del 28 gennaio 1972 - Resoconto

OGGETTO N. 25/72 - (Presa d'atto) - Ampliamento della Casa da gioco di Saint Vincent e attuazione di altre opere per lo sviluppo turistico di Saint Vincent. - Proposte di massima al Consiglio. - Rinvio dell'esame del problema alle Commissioni consiliari per gli Affari generali e finanze e per il Turismo.

Dujany (D.P.) - Signori Consiglieri, la Giunta ha ritenuto opportuno di sottoporre all'esame del Consiglio il problema di cui il Consiglio ha avuto occasione di interessarsi ripetutamente talvolta in toni anche polemici, ed è un problema che abbiamo il dovere di presentare sia per adempiere a determinate necessità che richiedono determinate infrastrutture esistenti a St.Vincent, sia per ottemperare ad un impegno stabilito da un contratto, dal contratto del 23 ottobre 1965 concernente la proroga alla Società SITAV di St. Vincent della gestione della Casa da gioco.

Tale contratto prevedeva la durata fino al 1977 e impegnava la SITAV a realizzare determinate opere:

1) la impegnava a provvedere alla costruzione entro il 31 dicembre 1970 nell'interesse ed in proprietà dell'Amministrazione regionale su terreno di proprietà regionale o da acquistare dalla Regione, di nuovi locali ed opere per l'ampliamento della Casa da gioco;

2) provvedere alla costruzione entro il 31 dicembre 1967 in St.Vincent direttamente oppure tramite altra Società di un albergo di almeno 200 posti letto;

3) di provvedere alla costruzione entro il 31 dicembre 1973 di opere di potenziamento turistico nel Comune di St.Vincent.

Per l'ampliamento della Casa da gioco, la SITAV aveva assunto l'obbligo di sostenere una spesa di 600 milioni.

Per la costruzione del nuovo albergo e delle altre opere di potenziamento turistico, aveva assunto l'obbligo di una spesa non inferiore ad 1 miliardo e mezzo.

Il Consiglio regionale nel 1967, nel novembre del 1967, aveva discusso questo problema ed aveva deciso di approvare la scelta del programma di attuazione a spese della SITAV consistente nella realizzazione di iniziative di opere di sviluppo turistico in rapporto al programma predisposto dalla Società SORIS e più esattamente era l'ampliamento del Casinò, più la costruzione di un certo numero di opere turistiche ed economiche quali il teatro, la piscina, l'albergo, giochi di tennis e attrezzature varie.

2) di approvare in via di massima le opere e le attrezzature turistiche da realizzare nel Comune di St.Vincent stabilendo che la Giunta Regionale deliberi in merito la priorità degli interventi.

3) di stabilire che l'intervento finanziario integrativo della Regione ed eventualmente del Comune di St.Vincent per l'attuazione del programma di opere di cui si tratta sia subordinata alla approvazione del piano regolatore da parte del Comune stesso.

La SITAV d'intesa con la Giunta Regionale ha fatto predisporre uno studio tecnico ad un Ufficio Tecnico di Milano, un piano riguardante la razionale sistemazione urbanistica della zona di interesse turistico nella zona di St.Vincent ai fini di una migliore ubicazione ed attuazione del programma.

La elaborazione del piano di opere di carattere turistico nonché i progetti delle singole opere da realizzare è stata notevolmente ritardata per una serie di difficoltà di carattere tecnico quali il nuovo tracciato della strada di circonvallazione, quali lo studio dei progetti e soprattutto per la mancanza del piano regolatore da parte del Comune stesso.

Allo studio e alla elaborazione del piano definitivo delle predette opere che era stato affidato agli architetti Barbiano - Belgioioso di Milano, hanno collaborato anche consulenti della Amministrazione Regionale, i quali hanno pure seguito per conto della Regione i lavori di progettazione delle varie opere da eseguire, particolarmente per quanto riguarda l'ampliamento della Casa da gioco.

La Società SITAV d'intesa con la Giunta Regionale ha altresì provveduto a far predisporre vari progetti tecnici relativi all'ampliamento della Casa da gioco. L'ampliamento della Casa da gioco che è da ritenersi senza dubbio l'opera di più urgente necessità dovrebbe essere costruita con criteri di maggior respiro e l'attuale cubatura di 31 mila metri cubi dovrebbe essere accresciuta a 67 mila metri cubi, e ciò comporta naturalmente la necessità di approvare e finanziare una rilevante spesa da assumere a carico della Regione, spesa che si aggira su 3 miliardi così da un progetto recentemente presentato e non ancora controllato e verificato dagli organi regionali, spesa naturalmente di gran lunga superiore ai 600 milioni previsti inizialmente a carico della SITAV stessa.

Ripeto che questo progetto e questo importo è ancora da sottoporre alla verifica e ad esame da parte degli organi tecnici dell'Amministrazione Regionale.

Inoltre sono emerse alcune gravi difficoltà per realizzare quell'opera, difficoltà attinenti all'acquisizione delle aree sufficienti per installare i 67 mila metri cubi previsti dall'ampliamento di questa costruzione.

La Società SITAV si è dichiarata disposta ad aderire alla richiesta della Regione, di cedere in proprietà alla Regione a prezzi da convenire dell'area DU PARC albergo e terreno attiguo sita a nord-ovest della Casa da gioco, delle opposte aree triangolari di terreno site a sud della Casa da gioco e prospicienti il Viale Piemonte, nonché dell'attuale area di parcheggio situata ad est per un complessivo di circa 12 mila metri quadrati che aggiunti ai circa dieci mila metri quadrati attualmente di proprietà dell'Amministrazione Regionale su cui insiste attualmente la Casa da gioco si verrebbero ad avere circa 22 mila quadrati sufficienti per realizzare questa cubatura in rapporto a quanto prescritto dal piano regolatore del Comune stesso.

I prezzi che la SITAV e la collegata Società SAV società proprietaria dell'albergo DU PARC hanno esposto per la vendita delle anzidette aree di terreno, sommano a circa 737 milioni cui va aggiunto il prezzo dell'avviamento dell'albergo DU PARC, tali prezzi dovranno naturalmente essere sottoposti ad un accertamento tecnico e di verifica e di stima ai fini di ulteriori trattative da condurre con la SITAV e la SAV. La SITAV naturalmente richiede, avanza alcune richieste particolari che voi avete letto nell'allegato e che non sto a precisare perché mi paiono secondarie, quindi per arrivare alla conclusione di questo problema che sta ormai diventando annoso e che ha comportato alla Giunta lunghe e complesse trattative con la SITAV è necessario che il Consiglio approvi il progetto relativo alle opere di ampliamento della Casa da gioco di St.Vincent e il finanziamento delle relative spese da assumere a carico regionale. Penso che tutti i Consiglieri abbiano avuto modo di esaminare le planimetrie e le prospettive del progetto che sono state depositate presso la sala pre-consiliare e abbiano potuto avere dai nostri uffici tutti gli elementi tecnici validi per esaminare, per fare una discussione documentata.

2) il Consiglio dovrebbe approvare l'acquisto delle sovra menzionate aree di terreno site nei pressi della Casa da gioco.

3) bisognerebbe approvare la stipulazione fra Regione e SITAV di una eventuale convenzione, modalità di oneri per la cessione dei beni immobili. Per l'appalto l'esecuzione delle opere di ampliamento della Casa da gioco.

4) approvazione del piano delle opere riguardanti la parte Sud di Viale Piemonte, cioè la zona turistica.

5) l'approvazione di una eventuale convenzione.

Mi parrebbe opportuno, per far sì che questa discussione possa avvenire nel modo più ordinato possibile, precisare che questa riunione dovrebbe avere essenzialmente una prima, direi un primo significato informatico e una prima impostazione di massima di tutto questo problema in modo che la Giunta assieme ad una Commissione consiliare, avuto il parere e le indicazioni da parte del Consiglio, possa perfezionare almeno alcuni atti concreti in modo da poter iniziare la realizzazione di questa opera che è conseguente ad un contratto e quindi è conseguente ad un impegno preso dai Consiglieri che la SITAV ha il dovere di adempiere nell'interesse dell'Amministrazione Regionale.

Non mi dilungo, sono a disposizione dei Consiglieri per ulteriori chiarimenti che saranno senz'altro numerosi e mi riservo di riprendere la parola successivamente.

Caveri (U.V.) - Le contrat du 1965 entre l'Administration régionale et la société du Casino, avait de beaucoup amélioré les clauses du contrat précédent du 1965. On avait supprimé les fameux super-premi di incremento, on avait modifié les clauses pour les chèques non payés, on avait modifié à l'avantage de la Région les clauses concernant les manifestations.

Or, ces modifications assuraient déjà dès le 1966 un revenu d'à peu près 250-300 millions, un revenu en plus une différence en plus de 250-300 millions à faveur de la Vallée.

Comme a rappelé M. Dujany, on aurait dû faire d'autre part de la part de la SITAV des œuvres, des travaux pour la valeur de 2 milliards et cent millions, ça c'était la contrepartie de la propagation pendant douze années jusqu'au 1977.

Pour le 1967 on aurait déjà dû avoir fait un hôtel de 200 lits, pour le 1970 il me semble, au aurait dû faire l'agrandissement du Casinò et pour le 1973 on aurait dû faire les autres travaux.

Or cinq années sont passées depuis il est échu le terme pour faire l'hôtel, la première de ces œuvres et d'autre part le deuxième terme du 31 décembre 1970 aussi celui-là ce terme est passé.

La SITAV a été très habile à trouver toujours des nouveaux prétextes pour ne pas faire les œuvres qu'elle aurait dû faire pour 2 milliards et cent millions de manière que en attendant elle a déjà gagné les intérêts sur sa somme qu'elle n'a pas dépensée.

Les propositions que nous fait la Junte nous déterminent de grands doutes et des grandes perplexités sur l'hôtel DU PARC et le terrain autour du 750 million. C'est la SITAV, mais vous direz que c'est la SITAV, mais avant tout il faut dire ceci: nous sommes et nous avons toujours été favorables à l'acquisition de l'hôtel DU PARC pour le démolir à condition qu'on le démolisse et d'acheter le terrain qui environne cet hôtel, mais selon nous la somme qui est proposée par - moi je n'ai pas bien compris à travers l'annexe si cette somme était proposée par la SITAV ou elle était proposée par la Junte, - en tout cas cette somme de 750 millions est évidemment une somme excessive.

Je me rappelle que le Commandeur Rivella, toutes les fois qu'il me parlait de l'hôtel DU PARC il disait toujours "coula veilla baracca", toujours avec une expression de dégoût et de mépris. S'il ressuscitait le Commandeur Rivella, il trouverait que la valeur de cet hôtel DU PARC n'est plus la valeur d'une vieille baracca, puisque avec le terrain autour il vaut 750 millions, de manière que voilà un premier point sur lequel la Junte avant et le Conseil après devront faire une extrême attention, parce que naturellement que les administrateurs de la SITAV sont d'une extrême habilité, ce sont des négociateurs d'une habilité extraordinaire, de grande dureté, de grande opiniâtreté, ce sont des adversaires dangereux, ce sont des négociateurs dangereux pour nous et déjà sur ce premier point nous devrons faire une extrême attention.

Parlons maintenant un moment de ce qu'on veut faire: on veut passer donc de 31 mille mètres cubes à 67 mille mètres cubes, première constatation. Il est indéniable qu'ici à propos de l'agrandissement du Casinò il y a un conflit entre un problème esthétique et un problème fonctionnel, de fonctionnalité, un problème d'esthétique et un problème de fonctionnalité. Nous avons examiné il y a pas mal de temps le projet des architectes Belgioioso de l'étude Belgioioso de Milan. C'est un... ce nouveau Casinò comme il a été prévu par le projet de cette étude de ces architectes est un véritable mammouth qui enlaidirait la zone du Casinò d'une manière indéniable et enlaidirait le pays de St.Vincent qui a déjà été compromis comme d'autres Commune de la Vallée d'Aoste par certains collectifs horribles et par le encore plus horrible Maison Communale de cette commune, mais du point de vue esthétique, le projet, le premier projet que nous avons vu et même le nouveau projet corrigé constitue une atteinte à la beauté du centre de St.Vincent.

Nous avions examiné qu'il y avait différentes solutions possibles, nous avions demandé de destiner, de démolir l'hôtel DU PARC et de faire une dépendance du Casinò dans le terrain qui est occupé aujourd'hui par le DU PARC et par le terrain qui environne le DU PARC.

Nous reconnaissons d'autre part qu'effectivement c'est vrai que si on veut que le nouveau Casinò soit fonctionnel, alors il est préférable d'agrandir le Casinò là où il se trouve actuellement.

Dans ce que j'ai dit à propos du fameux projet de l'architecte Belgioioso, il n'y a aucune critique pour ces personnes, de ces architectes qui ont fait ce projet parce que même si les plus grands architectes du monde auraient dû faire ce projet d'agrandissement du Casinò ils auraient été condamnés à faire quelque chose de pas beau au point de vue esthétique, pourquoi? Parce que ici entre le Casinò actuel et la Via Roma la superficie est tellement restreinte que dans cette petite superficie augmentait le cubage de 31 mille mètres cubes à 74 mille mètres cubes, cela veut dire faire quelque chose de laid ou pour le moins de pas beau et cela saute aux yeux.

Je reconnais qu'il y a les raisons de fonctionnalité, ça je le reconnais. Nous avons un conflit entre le problème de l'esthétique qui sera gravement compromis par le nouveau Casinò et d'autre part il y a aussi les raisons de la fonctionnalité dont je reconnais l'existence.

Voilà les premières considérations à faire. Oh, à propos on a mis ici dans l'antichambre de la salle du Conseil quelques dessins et quelques perspectives qui sont amplement insuffisantes pour que les Conseillers se rendent compte du problème de l'agrandissement du Casinò. A nous on avait montré - il y a à peu près une année je crois - beaucoup plus de documents et c'étaient des documents qui faisaient voir le danger énorme du point de vue du paysage de la beauté de St.Vincent parce qu'on voyait un quelque chose de tellement... on voyait que les voyageurs qui viennent d'Ivrée ou d'Aoste ils se trouvent soudainement devant un quelque chose de... un mastodonte, un mammouth, d'énorme que quelque chose qui vraiment fait une très mauvaise impression. Et qu'est-ce qu'on a fait? Dans l'antichambre de cette salle on a mis des perspectives trompeuses avec beaucoup de vert, la perspective est une perspective trompeuse évidemment parce que on voit un petit Casinò et devant on met les plantes énormes, des buissons gigantesques; ça c'est pour fausser et ça c'est pour tromper l'œil de celui qui regarde ces choses. Nous avons assez d'expérience en cette matière pour savoir que c'est très facile de tromper le profane tels que nous sommes pour leur faire voir le choses différentes. C'est très dangereux de voir de perspectives pour le profane, parce que les perspectives trompent comme aussi les fameux - comment les appellent? Les reproductions... je ne me rappelle plus quel nom on donne à cela - ... plastici, i plastici et les maquettes ont été inventés par les architectes et par les ingénieurs pour tromper les administrateurs.

Moi je me rappelle quand j'ai vu le projet du Marché, Mercato coperto, j'ai dit quand j'ai vu la maquette "mais c'est vraiment très gracieux!" et quand j'ai vu qu'on commence... la réalisation j'ai dit quelle horreur le marché d'Aoste et pourquoi? Parce que la maquette est tellement petite, c'est comme une miniature, c'est quelque chose de gracieux mais c'est une chose qui trompe l'œil.

Mais il y a un autre motif de préoccupation pour nous et c'est qu'on parle d'une dépense de plus de 3 milliards et que la Vallée devrait contribuer avec deux milliards mais ici il y a peut-être de plus, peut-être je me trompe dans les détails et tout ça, mais en regardant le contraire le problème dans l'ensemble, ici nous voyons qu'il y a un tourbillon de milliards et faisons attention qu'ici les Messieurs de la SITAV peuvent... pensent de nous mettre dans le sac, de manière qu'il faudra examiner très attentivement le problème, il faudra s'adresser à des techniciens, des techniciens non seulement d'une certaine valeur professionnelle, mais surtout d'une grande honnêteté pour qu'on puisse, nous puissions nous fier de ce que diront ces techniciens... il faut contrôler en somme les données de la SITAV, parce que la SITAV a tout l'intérêt de grossir et d'exagérer la dépense afin de demander une somme plus grande à nous.

Ce problème est un problème qui ne nous permet pas à nous Conseillers qui nous sommes en bonne foi et si nous sommes préoccupés des intérêts de l'Administration régionale ce problème nous ne pouvons pas le trancher aujourd'hui, nous nous pouvons rien approuver aujourd'hui, nous nous sommes pas contraires aux faits que la Junte traite avec la SITAV, évidemment il est nécessaire que la Junte continue les pourparlers avec la SITAV mais on ne peut pas porter d'emblée ce problème comme on fait au Conseil régional. Il faudra que ce problème soit longuement examiné et débattu dans les Commissions du Conseil prévues pour ces problèmes et il faudra que la Junte, le Président de la Junte, Assesseur au Tourisme, Assesseur aux Travaux Publics, viennent à nous donner des éléments, des éléments qu'aujourd'hui on nous n'a pas donné et sans lesquels nous ne pouvons pas décider et nous ne pouvons pas donner aucune approbation. Dire qu'on ne veut pas donner aujourd'hui, au moins de la part de notre groupe, une approbation aujourd'hui, cela ne veut pas dire que nous soyons contraires au problème. Ce problème doit être affronté, on a déjà perdu trop de temps, il y a eu trop de faiblesse vis-à-vis de la SITAV qui a su toujours jouer avec une grande finesse, avec une grande... et M. Cotta il savait toujours écrire des lettres au Président de la Junte pour démontrer que ce n'était pas lui... le contrat du 1965 mais que la faute était toujours, selon lui, de la Junte régionale. Et alors je dis faisons attention, soyons circonspects, nous sommes favorables à que la Junte affronte ce problème, nous sommes favorables à la continuation des pourparlers, nous sommes même disposés tout en ayant fait les réserves sur l'aspect esthétique de ces projets, nous sommes même disposés à reconnaître que le problème de la fonctionnalité est un gros problème et peut être, si nous devrons sacrifier notre gout esthétique pour certaines choses, parce que d'autre part il faut agrandir le Casinò, c'est une nécessité vitale, et alors nous devrons peut être arriver à un compromis entre les désirs esthétiques et les réalités de la fonctionnalité du Casinò. Cela nous le reconnaissons mais au moins pour aujourd'hui notre groupe ne se sent pas de dire nous approuvons ceci, nous approuvons cela. Ces annexes constituent un quelque chose de dangereux parce que si nous disons, si le Conseil régional aujourd'hui dit d'approuver ces annexes, ce qu'on nous propose, il finit que l'Administration régionale et la Junte régionale, le Conseil régional viendront pris dans un engrenage, se trouveront placés sur un tapis roulant et les administrateurs de la SITAV, M. le Comte Cotta en tête, auront le soin de faire tourner ce tapis roulant avec la plus grande rapidité et à la fin nous nous trouverons ligotés mains et pieds avec le dommage et la perte de sommes importantes de la part de l'Administration régionale, parce que les administrateurs de la SITAV auront eu le soin de faire un quelque chose qui sera dans leur intérêt et leurs intérêts c'est normal qu'ils les fassent, naturellement ils les font un peu trop leurs intérêts. Mais en somme, faisons attention et selon moi nous pouvons être favorables et nous pouvons le dire, nous pouvons le proclamer dans cette séance publique, nous sommes favorables à la continuation des pourparlers mais ce problème doit passer au crible des techniciens nommés par la Junte, mais que ce soient des techniciens qui ne sont pas nommés parce qu'ils sont inscrits dans un parti ou dans un mouvement, mais il faut des techniciens de grande capacité et de grande valeur et de grande moralité surtout, et pour qu'ils nous donnent la plus grande tranquillité sur le bon fondement de ces propositions que aujourd'hui pour le moment sont trop vagues et trop génériques pour que nous puissions, disons, dire oui, si demain pourrait se transformer dans un dommage et une perte financière pour l'Administration régionale.

Je ne suis pas entré dans les détails, j'ai traité la question à vol d'oiseau, mais en somme nous avons de grands motifs de doute et de perplexités, tout étant d'accord sur ce qu'a dit le Président de la Junte, que la Junte doit traiter, doit faire des pourparlers, doit les perfectionner, mais surtout elle doit contrôler les chiffres qu'on fait et qu'on se rappelle de la phrase dite par le Commandeur Rivella, qui, en parlant de l'hôtel DU PARC, il a dit "a l'è mac na veilla baracca" et moi j'avais remarqué, quand j'avais fait les pourparlers pour le contrat du 1965, que déjà alors en 1965 ce Monsieur parlait de l'hôtel DU PARC comme d'une des grandes merveilles, les neufs merveilles de ce monde et alors je me suis rappelé de la phrase de Rivella et j'ai dit "mais ici il y a un contraste énorme entre ce qui disait Rivella il y a quelques années et ce qu'on dit à présent".

Avant c'était une vieille bicoque puis soudainement c'est devenue une chose merveilleuse.

Evidemment ces gens savent jouer avec grande habilité et alors raison de plus pour nous d'ouvrir bien les yeux et de faire attention.

Manganone (D.C.) - Confesso che ci sono parecchie perplessità.

Ho guardato attentamente questi allegati, non con l'occhio del Consigliere, ma con l'occhio del tecnico e mi sono posto alcune domande, in parte hanno già trovato risposta nella relazione del Presidente della Giunta e in parte le faccio.

Vorrei sapere se questo studio di ampliamento ha derogato a delle norme del Piano regolatore perché io ho guardato di là questi disegni di larghissima massima che, direi sono degli abbozzi, che si copre una strada comunale, che si restringe la visibilità ad un incrocio.

Ecco, io vorrei sapere se si sono derogate a determinate disposizioni e determinate norme del Piano regolatore.

Ma, un'altra cosa mi è balzata subito all'occhio: abbiamo un progetto di larga massima, però abbiamo una stima di costi, che - secondo me - è definitiva, è ben valutata, perché quando io trovo un arrotondamento alla lira, vuol dire che i costi sono stati valutati, che si è fatto un'analisi dei prezzi, che si è fatta un'analisi dei costi.

Ecco la nostra perplessità!

Perché quando io vedo, qui, a pag. 1 della stima, dei costi delle opere civili che i nuovi locali in sotterraneo: night e servizi, costano 49.670 lire, che l'intercapedine costano... 31.292 lire - dico 92 lire - vuol dire che si è fatta una analisi approfondita dei costi. Non si è fatto altrettanto nei disegni perché, se quelli sono i disegni, dico, di larga massima, e sono andato all'Assessorato ai Lavori Pubblici e ho visto altrettanti disegni di larga massima, però devo notare che questi prezzi sono precisissimi e voglio dire, ritengo che questi prezzi siano alquanto esosi.

Perché - vorrei girare la domanda all'Assessore ai Lavori Pubblici Rollandoz - quando io vedo - a pag. 3 - pavimentazione con tappetino in bituminoso a 10.750 lire al mq. qui mi cadono le braccia perché penso che delle pavimentazioni a 10.750 lire al mq. siano delle pavimentazioni fatte con marmo del Labrador e non con tappeto di usura in conglomerato bituminoso.

Ecco le nostre perplessità!

Io penso che noi non possiamo, adesso, approvare una simile spesa perché non abbiamo gli elementi idonei o adatti per giudicare questa spesa. Non abbiamo - dicevo prima - le analisi dei prezzi, non abbiamo dei computi metrici, non sappiamo su quali basi si fondono questi prezzi che sono stati ricavati.

Ecco le nostre perplessità.

Però, soprattutto mi interesserebbe sapere se si è derogato alle norme del Piano regolatore. Grazie.

Savioz (P.C.I.) - Che la Casa da gioco di St. Vincent sia insufficiente... non è mai stata funzionale, ma addirittura adesso è diventata insufficiente e non da adesso ma da molti anni, è una cosa che sappiamo tutti. Tant'è vero che la nostra Giunta, nel 1965, quando si è trattato di rivedere la conduzione della Casa, come prima questione posta all'ordine di discussione è stato quello di non consentire una ulteriore concessione della Casa da gioco se non a condizione di provvedere al suo allargamento, alla sua sistemazione interna, alla sua funzionalità, ecc.

Quindi su questo punto siamo tutti d'accordo.

Purtroppo, a 5, anzi a 7 anni di distanza dal primo accordo che è stato fatto non è stato ancora realizzato niente. Non credo che oggi sia il momento di vedere il perché, il per come, di chi la colpa, di chi i difetti. Prendiamoci tutti quanti la nostra responsabilità nel campo e dobbiamo considerare però che abbiamo perso degli anni utili e abbiamo perso non soltanto i proventi che sarebbero stati certamente superiori, ma consideriamo che abbiamo perso degli enormi capitali tenuti conto dell'aumento dei prezzi e della svalutazione della moneta.

E se con i due miliardi e cento milioni previsti nell'accordo del '65 era possibile realizzare un qualcosa di importante e di risolutivo in quel momento, almeno, dagli esami che erano stati fatti, oggi, con quella cifra - lo vediamo dai prospetti che sono stati posti alla nostra attenzione - non si riesce più a risolvere il problema.

Quindi, su questo punto, io non avrei altro da dire, sulla necessità di cui ho parlato sino adesso.

Quale è stata la nostra preoccupazione a suo tempo?

Ci siamo preoccupati della questione paesaggistica, logicamente! E siamo arrivati alla conclusione che una qualsiasi opera dell'uomo attorno alla Casa da gioco, qualunque essa sia e comunque essa sia fatta è un disturbo ed è un insulto alla paesaggistica. Questo è chiaro.

Però bene diceva il Consigliere Caveri prima che ci sono due cose contrastanti: la necessità dell'ampliamento e della funzionalità e la necessità della difesa del paesaggio, bisogna vedere queste due cose fin dove è possibile sposarle.

È un lavoro molto delicato e molto difficile, io me ne rendo perfettamente conto.

Ho esaminato con molta attenzione i progetti di prima, i progetti di poi, ma gli uni e gli altri, anche con delle modifiche apportate, sono indubbiamente contrari a quella che è la salvaguardia paesaggistica.

Però, arrivati a questo punto, cosa dobbiamo fare?

Possiamo mica pensare di fare la Casa da gioco in un altro sito, possiamo mica pensare di trasformarla in un altro modo e quindi non ci rimane altra possibilità che allargare la Casa da gioco là dove e come si prospettano le cose.

Io pregherei la Giunta di fare molta attenzione prima di dare l'esecutività di questo progetto. Ci sono delle cose che possono essere modificate, a mio modesto avviso, che potrebbero attenuare il colpo di grazia alla natura circostante.

È indubbio che non possiamo nemmeno continuare ad andare avanti alle calende greche perché faremmo il gioco non so di chi, ma certamente non il gioco della Regione, non l'interesse della Regione. L'interesse della Regione, tenuto conto anche delle prospettive che ci sono in campo nazionale per quanto concerne le Case da gioco, è necessario che noi arriviamo al più presto possibile ad avere una Casa da gioco funzionante, preparata, che sia in grado di contrastare quello che sarà l'attacco delle altre Case da gioco che sorgeranno in Italia nei vari centri.

Tutto lascia prevedere che non saremo più i pochi depositari del gioco libero, ma ce ne saranno altri e quindi dobbiamo stare attenti anche a questo.

Perciò io insisto nel dire di fare la massima attenzione ed i massimi studi immaginabili e possibili per realizzare un qualche cosa di meno - dico - di meno offensivo.

Ma, arrivati a questo punto, sapendo che un qualche cosa dobbiamo cedere, dobbiamo cedere a ragion veduta e non aspettare, ripeto, dei tempi troppo lunghi e troppo distanti.

Quali possono essere le proposte che si possono fare in materia?

Ho sentito il Consigliere Caveri dire di far esaminare questi progetti da tecnici qualificati. È giusto... (Caveri: soprattutto i computi relativi alle somme previste) ...Beh, sulle somme previste, su questo punto qui sono perfettamente d'accordo, non discuto.

Sull'altro punto, invece, sono un po' preoccupato, abbia pazienza, ma sono un po' preoccupato per questo motivo qui: che comunque si faccia, lì, è un insulto alla natura.

Comunque si faccia sarà sempre un qualche cosa che deturpa la situazione.

Quindi, io dico, facciamolo esaminare. Prendiamo pure anche i consigli da parte di tecnici qualificati e capaci, ma non illudiamoci con questo di non fare un qualche cosa di brutto perché... (Caveri: non mi riferivo ai progetti, mi riferivo alla parte finanziaria) ...Allora chiedo scusa. Ah, se è alla parte finanziaria ha perfettamente ragione, non discuto, non discuto, credevo che facesse questione di progetto.

Allora, se è alla parte finanziaria, ritiro quanto ho detto prima perché non avevo capito bene.

La parte finanziaria, lì, non discuto: esaminare attentamente penso che sia il compito di qualsiasi Giunta e soprattutto penso sia il compito di un amministratore e, avvalersi dell'opera di qualche tecnico competente in materia indubbiamente, questa è una prassi da seguirsi e che vada bene.

Io però mi permetto di insistere sulla questione "tempo". Ecco, non vorrei che si andasse ancora troppo per le lunghe per la realizzazione in quantocché io pavento, per il futuro, se non siamo in grado di concorrere alla concorrenza che ci sarà nei nostri confronti, noi ne avremo un ulteriore danno.

Bordon (D.C.) - Io, onestamente devo dichiarare che fra le interpellanze, le mozioni che abbiamo lì in un cassetto per fare il nostro dovere di Consiglieri di opposizione, vi era anche questo problema.

Ma ho fatto questa mia premessa perché era un doveroso riconoscimento in quantocché se facevo questa interpellanza o questa mozione è perché riconoscevo che c'era necessità di un'emergenza perché questo problema dormiva - se non dormiva era fermo - perché "dormire" è una parola forse troppo cattiva, lasciamola stare. Oggi siamo in un ambiente di reciproca simpatia e di reciproco affetto e quindi sembra una parola troppo grande e pertanto è un problema da riattivare perché era fermo da troppo tempo.

Battuto sul tempo, dovrei dire alcune, pochissime cose perché, quando si prende la parola dopo altri due o tre interventi, non si possono ripetere le cose che sono state dette prima.

Pertanto io cosa dovrei dire? Sono d'accordo con Savioz, è un problema urgentissimo, pensate che tra poco si riapriranno altri Casinò, pensate che molte volte, quando si va in questo locale si vede che, per la massa di giocatori che è in continuo aumento, è diventato - non esprimo un giudizio per non buttarlo troppo giù - ma ognuno di noi può dare il giudizio che meglio crede.

Insomma, è una necessità assoluta che questo Casinò sia rivisto, d'altronde sono passati anche diversi anni dalla sua impostazione, la funzionalità ha da essere esaminata e quindi bisogna vedere tutti questi problemi da un punto di vista di urgenza e di celerità.

Il problema difficile lo ha già proposto un po', in un altro settore, l'amico Savioz quando dice: bisogna vedere l'urgenza, ecc., sposare la necessità della natura con quelle che sono la funzionalità.

E l'altro matrimonio che dovremmo fare è proprio questo: funzionalità e difesa della zona, della natura. E qui è un po' più difficile.

Ora, fatta questa premessa: urgenza di portare avanti a tutti i costi questo problema, io non voglio entrare - perché lo ha fatto molto bene il Consigliere Caveri - io ripeterei annoiandovi e dicendo male quello che lui ha detto bene - ma è indubbio che un qualche cosa io avrei voluto aggiungere se questo non fosse stato già detto da Caveri.

Io, non è con cattiveria che faccio questa contestazione, ma mi domando e dico: noi vediamo molte volte portare in Commissione Affari Generali dei problemi - non dico di nessuna importanza perché allora sarebbe inutile portarli - e sono contento che il Presidente della Giunta abbia già afferrato quello che voglio dire - anche se per Statuto, per regolamento noi dovremmo portare in Commissione Affari Generali solo determinati problemi, proposte di legge, ma a me sembra che se si chiama "Commissione per Affari Generali" voglia un po' dire esaminare i problemi di una certa importanza e di una certa entità.

E se ce n'è uno che cade in quanto io dico è proprio questo.

Abbiamo sentito parlare di 3 miliardi, di acquisti di 750 milioni. Sono pochi? Sono tanti? E li vogliamo discutere insieme!

Questa mattina, Maquignaz mi sembra, parlando di un altro argomento, mi disse che i problemi devono essere esaminati collegialmente per essere dibattuti e per essere portati avanti.

Ora, noi, avremmo dovuto fare questa discussione qui in Consiglio e io sarei invece del parere, se fosse possibile, di portare questo argomento alla Commissione Affari Generali, con un'altra Commissione - come meglio credete voi - come vi ha già preposto il Consigliere Caveri.

Perché, non è una "boutade" la mia, ma io non riesco mai a prendere le cose troppo sul tragico. Ad un certo momento, io sono arrivato, mi si è detto: "lì, nella hall, ci sono i quadri, vatteli a vedere".

Io sono arrivato - non sono un tecnico, non sono un geometra, ho visto una bellissima cosa, tutta verde, tutta pitturata bene... (Rollandoz - ...10 giorni fa).

Ma, 12 - 14 giorni fa? Tutt'al più mi si può dire - Il verde di 12 giorni fa è sempre quello che c'è oggi, con questa differenza: oggi è impallidito un po' di più. Ma non sono i 12 giorni! Non è un rimprovero che si fa sui 12 giorni, 15 o sugli 8, è sull'impostazione che, secondo me, sarebbe un po' seria, cioè, più tranquilla, se fosse portata avanti in questo modo.

Tanto più che mi si dice, per esempio, vai a chiamare Grosjacques, quindi ognuno di noi arriva qui...

Io preferirei che ci fossero, non so, due Commissioni: Lavori Pubblici - Affari Generali con la Giunta, con chi volete voi, che venga lì con dei tecnici, che si risentano i tecnici Belgioioso e compagni, che si possa sentire, per esempio quei due tecnici che abbiamo messo noi, che ci sono qui e di cui non mi ricordo il nome, ma che li troviamo subito se è il caso.

Perché ce lo siamo pur visti. Abbiamo l'Architetto Bairati e Villian (?) che sono i nostri consulenti. Insomma, volevamo sentire un po' se questo parto così difficile - e allora chiamerei la Signorina Personnettaz, ma non posso - se questo parto così difficile se potesse avvenire con una certa celerità avendo spiegazioni da questi nostri tecnici, perché ci dicessero se i problemi sono variati di molto o se non sono variati di molto.

Quindi, in conclusione, io chiederei proprio che questo venisse mandato a una Commissione, due Commissioni, quello che si può.

Perché io ritengo di tranquillizzare Savioz, che non mi ha rimproverato niente, dicendogli che questo lo si può fare in pochissimi giorni, si fissa una seduta in una settimana e ci si incontra qui dentro o in un altro posto e allora, come dicevamo noi - perché, poi, questa mattina, se non sbaglio, ci siamo trovati, i quadri non erano più lì nella hall, ma erano nell'anticamera lì del gabinetto, quindi tanto per cominciare - e questa è una realtà anche.

Quindi, siamo arrivati ed abbiamo visto una bellissima plancia tutta verde, tutto quanto; per un imbecille come me in questo campo, che non sono geometra, io avrei voluto che mi si spiegasse cos'era ma, altri, più tecnici di me, hanno riconosciuto, e hanno detto: si è messo tutto questo verde perché forse, anche volendo fare le cose con la massima fede, si copre o si nasconde qualche cosa che invece è molto preoccupante.

Quindi ripeto e concludo. Niente di straordinario: mandare questo problema al più presto possibile perché è una cosa assolutamente urgente. Mandarla a queste due, tre Commissioni, facendo, se è il caso, venire su i tecnici di laggiù perché ci dicano tutto quello che vogliono fare; è cosa che si può fare in un pomeriggio e immediatamente dopo si può portare avanti questo.

Soltanto allora, io ritengo, che noi Consiglieri potremo dare il nostro parere con la massima tranquillità, disponendo di quei miliardi, di quei 750 milioni che sono necessari perché, effettivamente, il primo a dirvi che non bisognerà lesinare in questa materia sarò proprio io, perché quando si sente parlare che il Casinò ci rende 5 miliardi, 6 miliardi, voi capite perfettamente che non è poi miliardo più, miliardo meno che dobbiamo lesinare lì.

Quindi tutta la massima buona volontà affinché questo problema vada avanti celermente e con la massima serietà, però con la massima tranquillità d'animo che ci dia a noi Consiglieri la possibilità di esprimere un giudizio che sia coerente e che valorizzi, e che non faccia spendere malamente i denari della Regione.

Pedrini (P.L.I.) - Signor Presidente, io penso di aver sollevato questo argomento qualche tempo fa, infatti proprio ad hoc avevo presentato una interpellanza.

Evidentemente non posso non dire che sono rimasto stupito quando, improvvisamente, così, come un fulmine a ciel sereno, mi son visto arrivare nel dossier la faccenda di St. Vincent.

Ho detto, ah! cosa è successo, cosa c'è sotto? Mi sono evidentemente posto tutte queste domande ed evidentemente cosa è successo? È successo che il mio cervello ha fatto determinati ragionamenti, sia pure terra-terra perché anch'io non sono un tecnico in materia come non lo è l'amico che lo ha dichiarato adesso Bordon, e mi sono preoccupato visibilmente della cosa.

Io avevo detto, allora, che quanto si fa oggi, si doveva fare quando era finita l'autostrada. Perché?

1) perché molto materiale umano, di primo piano, che allora era sulla piazza e che si sarebbe accontentato di pochissimo, e parlo di materiale umano valdostano, si sarebbe fermato a St. Vincent, avrebbe potuto dare un contributo effettivo alle sviluppo turistico di St. Vincent proprio nella Casa da gioco, e non soltanto in quella, ma in tutto lo sviluppo che è previsto nel Comune di St. Vincent.

Naturalmente era stata lettera morta, nessuno ne aveva parlato, tutte cose nebulose, adesso, improvvisamente, questa Giunta si scopre, diciamo, l'effetto improvviso, perché forse altre case da gioco - si dice - dovranno essere approvate. Comunque ne passerà ancora un po' di acqua sotto i ponti, state tranquilli, comunque è bene che noi ci prepariamo, benissimo, perfettamente d'accordo! È bene che noi ci prepariamo alla concorrenza, e questo io lo dissi, a far finire lo schifo dei 4 gatti e dei 4 cani randagi per le vie di St. Vincent dopo la mezzanotte, è ora che abbiamo dei locali che si presentino a quelli che vengono a lasciarci i loro soldi, in maniera decente e pulita. È logico che diamo ai forestieri che vengono da noi tutti quegli agrements che gli altri Casinò vicino a noi danno, regalano.

Addirittura io dichiarai che sono al corrente come vi sono degli aerei che partono da Milano e vanno a Londra e vanno in Jugoslavia con viaggio gratuito e anche il finale gioioso, in quello jugoslavo in particolare, per i clienti che lasciano parecchi biglietti da mille italiani in quelle casse.

Noi non abbiamo mai fatto tutto di questo e nemmeno penso che lo dovremmo fare perché, ringraziando il buon Dio ci vengono a trovare senza aver tanto bisogno di questo.

Comunque, insomma, ognuno deve pur tirar l'acqua al suo mulino e quindi se dobbiamo allargare questa Casa da gioco, allarghiamola.

Però, per esempio, io non sono d'accordo sull'impostazione di Bordon che dice: la Commissione Affari Generali o Lavori Pubblici.

Io penso che la prima Commissione che debba essere interpellata su questo problema è la Commissione al Turismo che, almeno sino ad oggi mi risulta che si era interessata a fondo del problema - ditemi se mi sbaglio io sono qua a cospargermi il capo di cenere - ma, evidentemente, quella è la prima Commissione che deve opporsi a che si rifaccia uno schifo come il tetto dell'attuale Casinò, per esempio.

Queste son cose che nessuno dice: bisogna dirle! Quel tetto è uno schifo! E allora diciamolo perché questa è la sede più adatta e non vogliamo più una nuova costruzione, un allargamento fatto in quella maniera. Va fatto sotto certi dettami che devono essere valdostani e non forestieri, primo!

Secondo: fermo restando che tutti quanti, a quanto mi risulta, ed ho sentito, siamo perfettamente d'accordo di queste necessità, è evidente che quando si arriva in una sala pre-consiliare - io sono entrato, forse tante volte non leggo bene tutto, sono un po' distratto, io lo riconosco ho un sacco di difetti - ma, dico, scusa, cos'è quella roba lì, ho visto degli affari verdi, delle chiazze verdi e, dice, ma no, guarda che quelle sono delle piante.

Ah, sì, andiamo a vedere. Dov'è il casinò? Ma è lì, è lì. Io porto gli occhiali, ho dovuto togliermeli per vederlo meglio, perché era lì proprio nascosto in mezzo a quelle piante.

Ma, dico, e Via Roma dove passa? È Via Principe questo qua sotto? Sì.

E l'altra? Ah, ma passa sotto il caseggiato.

Sopra la casa cosa c'è? C'è il caseggiato. Ma cosa ci sono, dei portici? Ah, non si sa.

Dico, ma allora, giunti a questo punto, io dico ma, Consiglieri! E lo dissi già una volta, con il rispetto dovuto a tutti, forse l'ultima pinzillacchera di una Giunta regionale, quale che sia, non parlo di questa - può darsi, l'abbiamo visto nel passato - può darsi che oggi sia forte come il passato, ma evidentemente, dico, un minimo ci vuole!

Almeno diteci come stanno le cose, fateci vedere qualcosa veramente di costruttivo, dateci un tecnico, come diceva Bordon, che illumini le nostre menti ottenebrate e che non sono all'altezza di capire questi grandi problemi che immediatamente vengono alla luce del sole e che devono essere risolti nelle 24 ore dopo aver atteso 6 anni!

Allora io penso che sia più che giusto che da parte liberale si chieda a questa onorevole Giunta che si pensi un momentino a quello che si è fatto, a quello che si è mandato a noi poveri Consiglieri e che si ecceda... così, en bonne amitié alla nostra richiesta, non già con il timore che noi metteremo remore o bastoni fra le ruote. Tutt'altro, noi vogliamo dare la nostra modesta collaborazione per quel poco che sappiamo, ma per quel poco che sappiamo la vogliamo dare sino in fondo e vogliamo dire il nostro pensiero chiaro e se sarà uno schifo diremo che è uno schifo perché non abbiamo paura di dire la verità davanti a chicchessia.

Questo è il nostro pensiero e con questo auspicio, ossia, che la Giunta ci porti davanti qualche cosa di costruttivo, di concreto, spiegato come Dio comanda, noi ci auguriamo e preghiamo la Giunta di aderire a questo invito liberale, come penso di tutti gli altri Gruppi politici, affinché il problema venga dibattuto in una sede naturale che deve essere quella delle Commissioni, allargata se volete a tutte quelle Commissioni, che a me non interessano, ma che la primaria deve essere quella del Turismo, va bene, affinché si possa evidentemente vedere nell'interesse di tutti i Valdostani come si deve fare quest'opera, con quale mentalità, con quali fini, e al fine di fare veramente un'opera che serva non tanto per noi, ma per quelli che verranno dopo di noi.

Tonino (P.S.I.U.P.) - Io prendo atto che finalmente si riparla del potenziamento delle infrastrutture turistiche del Comune di St. Vincent e si porta in Consiglio la discussione.

Quello che devo però far rilevare è che queste infrastrutture sono indirizzate tutte ed esclusivamente a beneficio della SITAV.

È vero che l'ampliamento e l'ammodernamento della Casa da gioco è una cosa utile da farsi in quanto costituisce motivo di interesse economico anche per la Regione, anche se a ciò non sono d'accordo con le proposte fatte testé dal Comm. Pedrini su certi incentivi, cioè di andare a prendere i clienti con l'apparecchio e tutte queste cose.

Rimane però il fatto che a questo rinnovamento non indifferente non sono interessati gli altri operatori economici o almeno sono esclusi.

Oltre a questo debbo dire - e qui sono un po' d'accordo con coloro che mi hanno preceduto - che è difficile oggi poter dare un parere favorevole su tutto questo po' po' di roba.

Cioè fare un serio raffronto, ad esempio, sul prezzo delle opere. Raffrontare le attuali superfici. Vederne l'utilità. Vedere, dal lato urbanistico se le cose vanno fatte nel giusto senso. Vedere anche dal lato paesaggistico se non ci possono essere delle storture che possono essere evitate.

Vediamo, per esempio, la nuova circonvallazione che si è fatta, non si sono rispettate, per esempio, su quel lavoro, le curve di livello per cui sorgono certi terrapieni che tolgono completamente la visione del paesaggio a monte e di conseguenza certe case rimangono col piano viabile, a rispetto della strada, a livello del loro primo piano.

Occorre vedere alcuni prezzi di acquisto di immobili. Occorre vedere se è proprio necessario rinviare la demolizione dell'Hotel du Parc fino al momento dell'entrata in vigore delle altre strutture. A me pare che tutto il lavoro dovrà essere fatto nel più breve tempo possibile se non vogliamo lasciare St. Vincent in un continuo cantiere.

Bisogna valutare la richiesta della SITAV sulla concessione precaria ventennale. Su quel terreno triangolare, su cui dovrebbe realizzarsi una costruzione leggera, così, che si chiama BAR - non so cosa vuol dire questa condizione precaria che essi vogliono.

Non dimentichiamo che tra 5 anni c'è la nuova convenzione. Non vorremmo che questa condizione ventennale pregiudicasse poi anche la convenzione.

Quindi io dico che la Giunta, qui, si sobbarca una non indifferente responsabilità, quindi, all'infuori della buona azione della Giunta di portare in Consiglio questo problema, che da un certo punto di vista è urgente, se pensiamo che fra 5 anni ci dovrà essere il rinnovo del contratto e quindi non potremo trovarci con metà lavori fatti. Ciò non di meno bisogna pure chiarire tutto il suo complesso problema, che ho appena accennato.

Mi fa piacere d'aver sentito dal Presidente della Giunta, nella sua esposizione, che è d'accordo nel nominare una Commissione per vagliare questo annoso problema ed è questa una delle proposte che io avrei voluto fare e cioè: si nomina una Commissione consiliare che si affianchi alla Giunta - non per sfiducia verso la Giunta, ma nell'intento di studiare attentamente il complesso problema - convinti di portare un serio contributo alla risoluzione di questo problema, però io non sono favorevole di dare oggi, così, come si presenta il problema, una approvazione, anche se deve essere solo di massima, a questo complesso problema, pur tenendo conto dell'urgenza di esso.

Comunque, sempre parlando di urgenza, basterebbe impegnare la presunta Commissione, quella Commissione che potrà nascere, oppure Commissioni già esistenti, e la stessa Giunta con delle date precise, in modo da non perdere del tempo su questo problema.

Questo è il mio pensiero a riguardo e ciò viene soprattutto in merito ad errori passati e alla non indifferente sottovalutazione degli interlocutori che noi dobbiamo avere di fronte a noi. Quindi io sono favorevole alla nomina di una Commissione, e anzi l'approvo, una Commissione che si affianchi alla Giunta per aiutare tutto il complesso problema e per svilupparlo nel suo assieme.

Balestri (P.S.I.) - Io voglio dare atto alla Giunta di aver rispolverato questo problema che giaceva da tanto tempo, però devo dire anch'io, con molta franchezza, che essendo state variate le cose anche come ampliamento del Casinò, molto di quello che era stato in un primo tempo, e prima dell'applicazione del Piano regolatore, effettivamente non abbiamo avuto il tempo di renderci ragione, sotto vari prospetti e sotto vari profili, di quelle che sono state le cose.

Quindi non voglio rientrare nel merito di tutto quello che è stato detto, ma ritengo anch'io utile, senza perdere tempo - perché è inutile dire: ringraziamo la Giunta di averlo risollevato, poi cercare di far perdere del tempo - ma che, in un tempo abbastanza breve, si possa avere quei conforti di opinioni che, ad un certo momento, possano farci dare un parere più consapevole.

Però ho preso la parola per dire anche un'altra cosa: oggi si parla solo dell'ampliamento del Casinò, ma ricordiamoci che il Piano turistico di St. Vincent nacque come cosa principale per dare uno sfogo al Paese e quelle attrezzature tali che veramente si richiedono per un centro turistico e che siano all'altezza di dare questi confort e queste cose. Quindi io penso che, anche se non sarà possibile portare avanti tutti questi argomenti nello stesso tempo, non dimentichiamo quest'altra parte e certamente è necessario avere delle garanzie prima che la Regione si impegni, con delle cifre cospicue a spendere dei soldi così senza vedere il problema nell'insieme delle cose.

Germano (P.C.I.) - Ma, io avevo intenzione di fare molta polemica, soprattutto sul passato. Mi pare però che sia giusto superare queste cose perché vedo che vi è una possibilità di accordo e una volontà di accordo su questo grosso problema regionale.

Per la verità bisogna dire che per molto tempo solo noi, l'Union Valdôtaine e lo PSIUP abbiamo presentato ripetutamente mozioni per chiedere l'applicazione del contratto... (voce) ...Sì, sì. Documenta, sai, documenta. Purtroppo abbiamo incontrato - mi costringi a far polemica allora - Giunta e Assessori che, indirettamente, hanno appoggiato la SITAV, non approvando progetti, prolungando il piano regolatore di St. Vincent, prolungando la questione della circonvallazione e così via, dando il pretesto alla SITAV di non attuare il contratto.

Ma, secondo me, lasciamo stare questo.

Perché, noi, presentavamo mozioni per l'attuazione? Per l'applicazione del contratto? Li presentavamo per tre ragioni. Perché la SITAV facendo questo contratto aveva avuto un premio dalla Regione, cioè aveva avuto il premio del prolungamento del contratto e per questo premio si impegnava di pagare una penale ed era giusto che questa penale la pagasse.

Prima questione.

Per ragioni sociali a cui ha accennato anche Pedrini, cioè miliardi di lavori: sono occupazione, sono nell'interesse della Regione e così via e anche per le prospettive perché, avendo un Casinò più funzionale, più bello, più organico, si ha la possibilità di sviluppare l'entrata, che è una entrata molto importante per la Regione.

Ad ogni modo ci troviamo ora che la Giunta ci presenta questo.

Io non farò un'analisi accurata. È chiaro però che vi sono alcune cose che si possono discutere. Ma, più che su questo, io apprezzo la proposta della Giunta della Commissione. L'apprezzo perché? Perché la Giunta ha fatto la considerazione, ci troviamo di fronte ad un problema che non è di semplice amministrazione, è un problema di interesse regionale, di rilievo, perché a queste cifre dei 3 miliardi e mezzo bisogna aggiungere il miliardo e mezzo delle opere che deve fare la SITAV, bisogna aggiungere la parte delle opere che deve fare il Comune di St. Vincent, bisogna aggiungere i soldi che noi daremo alla SITAV per acquistare questo.

Quindi un giro di parecchi, parecchi e parecchi miliardi, quindi notevole interesse e bene ha fatto a proporre la Commissione.

Però, quello che direi io, è che noi dobbiamo stare attenti: questa Commissione e la Giunta deve stare attenta ad affrontare questo problema da posizioni di forza e le posizioni di forza avvengono se vi è unità tra tutte le forze politiche.

Nel contratto fatto con la SITAV, si dice a pag. 4 che in caso di mancato adempimento anche di uno degli impegni di cui alle lettere a) b) e c) - e gli impegni sono la costruzione da parte della Società SITAV dell'allargamento, la costruzione dell'albergo, la costruzione delle opere turistiche, il presente atto aggiuntivo, previa intimazione da parte della Giunta regionale decadrà di pieno diritto. Decadrà di pieno diritto!

Quindi il prolungamento del contratto viene immediatamente a cessare.

Questa è una posizione di forza perché se noi togliamo i pretesti che hanno impedito sinora alla SITAV di attuare questo, se noi chiediamo delle cose ragionevoli, le chiediamo tutte assieme, noi costringeremo la SITAV a fare.

Perché, diciamocelo molto chiaramente, la SITAV, economicamente non ha nessun interesse a pagare questa penale... (voce: non ha più) ...Lei ha interesse di arrivare alla fine del contratto. Ha interesse, eventualmente, ad assumersi altri impegni per avere un altro rinnovo del contratto.

Quindi, ehh, azione del Consiglio e azione della Giunta di fare tutte le opere necessarie per evitare questo pericolo e per far sì che queste opere comincino il più rapidamente possibile perché le ragioni restano le stesse. La SITAV deve pagare la penale. Questi lavori sono necessari per la Regione come è necessario avere un Casinò migliore, adatto ad affrontare la concorrenza di domani.

Andrione (U.V.) - Per quanto i Signori Consiglieri siano perfettamente informati delle cose, credo che sia necessario fare un passo indietro e ricordare quello che è stato il contratto votato da questo Consiglio il 12 luglio del 1965. Quel contratto che andava sotto il nome di "migliorie", di modificazioni migliorative del contratto precedente, prevedeva da parte della SITAV tre tipi di impegni: 1) l'ampliamento della Casa da gioco a spese della SITAV e in proprietà della Regione - per una cifra inferiore a 600 milioni (opere da eseguire entro il 31 dicembre 1968); 2) la costruzione di un albergo di un certo tipo, entro il 31 dicembre 1967, per almeno 500 milioni di lire e 3) la costruzione di opere turistiche per un miliardo e mezzo che avrebbero dovuto essere terminate entro il dicembre dell'anno prossimo.

Il documento presentato dalla Giunta attualmente ha, a nostro avviso, il difetto, di confondere in una unica massa le differenti questioni che erano state poste in maniera chiara dal contratto, cioè, a nostro avviso, il Consiglio regionale, deve rimanere fermo a quella che è stata la pattuizione del 1965 e specificare qual è il capitolo, qual è l'impegno che viene assolto con determinate opere.

In particolare le opere turistiche non possono essere confuse con l'ampliamento del Casinò, perché l'ampliamento del Casinò diventerà proprietà regionale, mentre le opere turistiche, per contratto, saranno di proprietà SITAV che le eseguirà.

Già alcuni oratori, in particolare Germano, che mi hanno preceduto, hanno detto quella che è una evidenza e cioè che man mano che il tempo passa e che i 12 anni di concessione dati alla SITAV diminuiscono, diminuisce proporzionalmente l'interesse della SITAV di fare queste opere perché un investimento di capitale ha una ragione d'essere in funzione degli anni di sfruttamento delle opere che verranno fatte.

Questo è elementare ed è chiaro che senza voler fare delle polemiche, su questo argomento si è a lungo dormito dando alla SITAV dei fondati motivi giuridici per mandare sine die l'attuazione di impegni precisi presi al momento del capitolato.

Ora, che si faccia una Commissione, che si decida in Consiglio, che la Giunta decida, sono problemi di tecnica consiliare per arrivare ad una soluzione.

Credo che sia stato Savioz a dirlo per primo: quello che è irrinunciabile è che si faccia qualche cosa e con una certa rapidità per un problema politico-amministrativo di credibilità dell'Amministrazione regionale perché qualsiasi statuizione, qualsiasi fatto noi facessimo domani avendo alle spalle un fallimento, cioè un contratto non applicato, questo contratto sarebbe giustamente criticato perché noi prendiamo degli impegni che poi avremmo dimostrato di non essere capaci di fare rispettare.

Per cui la nostra opinione, e credo che su questo punto i miei amici siano d'accordo, è quella di mettere i puntini sulle "i" con una certa precisione, e cioè di sapere in quale conto, in quale casella vanno le spese.

Noi non abbiamo un progetto di 3 miliardi e qualche cosa dove non è specificato per quale causale contrattuale sono spesi questi soldi.

È giusto che la Regione contribuisca, va bene, siamo d'accordo, può essere anche una cosa positiva, però deve essere detto in assolvimento di quale principio, di quale clausola queste spese sono fatte. Soltanto allora - che poi sia la Giunta, che sia - perché credo che la competenza specifica, qui il Dr. Brero potrà correggermi, ma credo che la competenza specifica sia della Giunta, la Giunta, la Commissione, il Consiglio diranno: va bene, abbiamo fatto questo perché dovevamo farlo in forza di questa clausola.

Ma che non si proceda all'oscuro - a teupet come dicono in patois - perché in quel momento, e qui ripeto quanto è stato detto dall'Avv. Caveri, in quel momento rischiamo di trattare con persone che per abitudine ai negoziati sono forse più abili di noi e rischiamo di fare la figura del vecchio contadino che scende dalle montagne, si crede furbo, viene messo nel sacco e, in quello stesso sacco di corda, viene venduto al mercato.

Quindi, qualsiasi cosa si voglia fare, questa cosa sia riferita specificatamente agli articoli del contratto. Si dica: in ottemperanza della clausola numero tale... la SITAV farà questo, la Regione contribuirà con questa somma e avanti di questo passo.

Invece quello che ci è presentato - a parte altri problemi già sollevati di estetica - è un méli-mélo - dove nessuno potrà mai ritrovare la traccia originaria degli impegni presi da una parte dal Consiglio e dall'altra dalla SITAV all'origine.

Freppaz (U.V.) - Con molto piacere ho constatato che diversi membri della Commissione consiliare al Turismo hanno manifestato la volontà che il problema venga portato alla Commissione consiliare Turismo.

Per conseguenza, se il Consiglio regionale dovesse decidere di portare l'argomento alla Commissione prometto di fare il possibile, riunire la Commissione tempestivamente in modo di studiare il problema.

Caveri (U.V.) - Intendo fare l'intervento molto breve, molto breve, che si compone di una constatazione e di una conclusione. Constatazione: noi quando abbiamo stipulato il contratto del 12 - cioè è successivo: del luglio comunque, del luglio 1965 - credevamo di poter provvedere all'ingrandimento del Casinò con la somma di 600 milioni.

Oggi, secondo i computi molto discutibili e da controllare attentamente, ripeto, della SITAV, da 600 milioni, si è passati a 3 miliardi e rotti.

È questa la prima constatazione che dobbiamo fare. Perché siamo passati dai 600 milioni ai tre miliardi e rotti? Per due ragioni: prima di tutto c'è una ragione tecnica perché passando da 31 mila mc. a 67 mila mc. è evidente che la spesa aumenta e aumenta di parecchio. Prima constatazione di indole tecnica.

Poi c'è un'altra constatazione di natura giuridica e di natura finanziaria.

Di natura giuridica: la SITAV non ha rispettato il contratto del luglio 1965, ha tardato. Ha tardato, per la prima scadenza, di ormai 5 anni, non ha fatto nulla, è inadempiente la SITAV e in conseguenza di questa inadempienza nel frattempo c'è stata la svalutazione ed ecco perché siamo passati da 600 milioni a 3 miliardi e rotti.

Per cui non è giusto che la SITAV pretenda - la SITAV - è giusto, è giusto! Da discutere anche quello! Ma posso ancora capire che chieda una integrazione alla Valle per ingrandire il Casinò o perché è aumentata la cubatura. Ma bisogna calcolare qual è l'aumento della spesa dovuta all'inadempienza della SITAV e alla svalutazione che nel frattempo si è verificato.

Questo non può e non deve essere addossato alla Regione, se noi facciamo gli interessi della Regione, come è nostro dovere ed invece siamo deboli e indulgenti verso la SITAV.

Questa è la constatazione perché mi pare che c'è stata una sostanziale concordanza nei vari interventi. Ma c'è stata qualche confusione su questo punto dell'aumento della spesa sul capitolo "ingrandimento Casinò" perché è lì che c'è l'aumento. È per questo, se non erro, che si chiede l'integrazione dei due miliardi all'Amministrazione regionale mentre il nostro contratto prevedeva 2 miliardi e 100 milioni di spesa globali per le varie opere. 600 milioni per l'ingrandimento, mentre invece, soltanto per l'ingrandimento del Casinò si passa da 600 milioni a 3 miliardi.

Qual è la conclusione che mi pare si possa trarre da tutto questo dibattito?

La conclusione logica e coerente non può essere che una sola: e cioè affermare oggi che abbiamo fatto soltanto quello che si chiama un giudizio di delibazione del problema e non potevamo fare niente di più di un giudizio di delibazione per mancanza degli elementi per fare un giudizio definitivo.

In secondo luogo si impone di fare un'istruttoria più attenta, più circonstanziata e più seria di quanto sia stato fatto sinora e questa istruttoria ulteriore deve essere compiuta dalla Giunta regionale con la collaborazione della Commissione Affari Generali e della Commissione del Turismo. Che si trovino insieme in riunione congiunta queste due Commissioni e ricevano le spiegazioni dovute dalla Giunta e a loro volta diano le loro conclusioni alla Giunta.

Questo è il sistema serio e metodico di procedere all'esame di questa questione.

Io non ricordo bene come sia composta la Commissione del Turismo. Questa super-commissione, diciamo così, delle due Commissioni congiunte potrebbe essere poi a sua volta integrata dal Presidente del Consiglio che potrebbe integrare questa super-commissione con quegli eventuali rappresentanti di quei partiti, perché ci sono dei partiti... (Montesano: vuol sentire la...) ...No, mi lasci finire per piacere.

Volevo dire questo: mi pare che in questa eventuale super-commissione non sono rappresentati forse alcuni partiti. Quindi bisognerà che il Presidente del Consiglio, senza star lì adesso a vedere chi c'è e chi non c'è, che perdiamo del tempo per cose ridicole, questo lo può fare benissimo il Presidente del Consiglio - il quale può interpellare i Capi Gruppo che non sono rappresentati in quelle Commissioni in modo che ogni partito, ogni movimento possa dire la sua opinione al riguardo perché, evidentemente, una questione del genere non può essere dibattuta soltanto dalla Giunta, ma tutti i partiti, tutti i movimenti che sono rappresentati in questo Consiglio, - in una parola - tutto il Consiglio, come rappresentante di tutta la popolazione valdostana deve dire la sua parola perché questo è veramente un problema grosso ed effettivamente c'è da deplorare questo: che certe volte si porta alla Commissione Affari Generali e Finanze la discussione, non so, dell'acquisto dalla Signora Bionaz Eufrosina di St. Christophe di un appezzamento di 1000 mq. e poi un problema come questo è arrivato, è caduto come un fulmine nella sala del Consiglio senza nessuna preparazione da parte delle Commissioni consiliari.

Bancod (U.V.) - Il problema è già stato ampiamente dibattuto, però credo che sia bene di insistere su qualche punto, anche se si deve ripetere qualcosa.

Il contratto stipulato nel 1965 con la SITAV ormai con i primi adempimenti che la SITAV doveva fare, sono passati ormai più di 4 anni senza che gli impegni siano stati mantenuti. A chi la colpa? Ma, a prescindere dalle colpe, quanto ci rimette la Regione o per meglio dire il popolo valdostano?

All'ultimo momento ci è giunto un allegato suppletivo, con una nuova stima delle opere previste, stima che sostituisce la precedente elaborata nell'ottobre 1970.

Per esempio, eccone qualche indicazione sugli aumenti che sono scaturiti con questa nuova stima, cioè, a distanza di poco più di un anno.

Area Nord: aumento di lire 105 milioni e rotti.

Area Sud: 277 e rotti.

Connessioni e ristrutturazioni: 96 milioni e rotti.

Passaggio sotterraneo: 27 milioni.

Per un totale, di queste quattro voci di 506 milioni, più di mezzo miliardo.

A giustificazione di questo ritardo si sono trovate delle scuse e cioè il piano regolatore, la variante della strada, ma, il piano regolatore e la variante della strada è già da tempo ormai che, insomma, si sapeva - specialmente la variante della strada si sapeva dove passava.

Inoltre l'importo del progetto non è definitivo, cioè si dice che il progetto non è definitivo e quindi si potrebbe approvare che poi verranno in seguito le correzioni, cioè i tecnici studieranno. Però, se viene approvata la bozza, secondo me è già un impegno.

E proprio su questo punto che è bene, come si è detto, rimandare e rivedere bene le cose.

L'acquisto del Du Parc: un importo non indifferente di 750 milioni. Ma il più grave non è qui. 750 milioni, si sa che la SITAV aveva richiesto, ma in più c'è l'avviamento che la SITAV non si pronuncia e quindi chissà a che importo può arrivare.

Comunque è bene, secondo me, acquistare terreni intorno al Casinò perché altrimenti la Casa da gioco non ha più ragione di esistere perché rimane, naturalmente, vincolata da quelli che hanno i terreni intorno.

Circa la costruzione dell'albergo, per un miliardo e 200 milioni, cioè un miliardo 500 milioni, cioè 280, albergo di 2^ categoria.

Secondo me, se si potesse, bisognerebbe passarlo di 1^ categoria questo albergo, in modo di non danneggiare tutti gli altri albergatori della zona.

Sulla richiesta di concessione precaria ventennale sul terreno triangolare a sud-est della Casa da gioco per il realizzo di una costruzione leggera da adibire a ritrovo-bar: non mi pare che questa cosa sia una cosa saggia perché verrebbe ad impegnare la Regione per oltre vent'anni mentre la concessione scade nel 1977.

Inoltre, anche qui, c'è la considerazione da fare che a St. Vincent ci sono già tanti ritrovi-bar e quindi non bisognerebbe danneggiare tutti questi esercizi.

Manganoni (P.C.I.) - Io vorrei sapere una cosa.

Il Presidente ed altri Consiglieri avevano proposto di nominare una Commissione che, in collaborazione con la Giunta esamini questo problema.

Ora, se siamo orientati in questo senso, chiariamolo ed è inutile che qui ognuno di noi svisceri tutto quello che pensa. Se non siamo orientati in questo senso lo si dica anche ed allora io dovrò fare il mio intervento. Ma io penso che se siamo tutti orientati così non so se è il caso che ognuno di noi dica, vuoti il sacco di tutto quello che ha dentro e che deve dire - e che ha anche ragione di dire nel caso non fossero nominate le Commissioni.

Ma se sono nominate le Commissioni, in collaborazione con la Giunta, io direi: è inutile che qui continuiamo a girare attorno al problema e a girare, a girare.

Avremo i nostri rappresentanti nelle singole commissioni i quali si faranno portavoce di tutti i desideri di ogni Gruppo.

Io direi questo, non per impedire la discussione, ma anche per essere coerenti se no qui non finiamo più. Io, da parte mia, se si va avanti così farò il mio intervento, farò perdere un altro quarto d'ora anch'io al Consiglio.

Montesano (P.S.D.I.) - Allora cosa decide la Giunta?

Milanesio (P.S.I.) - Io penso che il problema sia stato affrontato, oggi, con una certa ampiezza e, direi, con molta serietà da parte di tutti i Consiglieri che sono intervenuti.

Credo che si sia anche, che si possa raggiungere una decisione unanime sui tempi e sui modi di portare avanti questo problema.

Intanto, così, un po' di stupore consentitemelo, perché molti Consiglieri hanno detto "ma, insomma, questo problema, prima di essere presentato in Consiglio, doveva esser filtrato dalle Commissioni competenti".

Beh, è chiaro che un problema di questo tipo non si può risolvere in una discussione consiliare. Era necessario del resto avere il primo contatto, il primo impatto con il Consiglio presentando una proposta, sia pure generale, sia pure di massima, però che si orientasse in una certa direzione e questo lavoro la Giunta lo ha fatto. Questa proposta sia ben chiaro, non ha la pretesa di essere né definitiva né, diciamo, essere accettata tout court senza discussione, senza approfondimento.

Era una proposta, non voglio dire provocatoria nel senso che doveva provocare la discussione, era però una proposta sufficientemente concreta sulla quale il Consiglio poteva esprimersi in linea di massima e si è espresso di fatto in linea di massima.

Sia ben chiaro che siamo tutti d'accordo che questo problema venga ripreso immediatamente e approfondito affiancando alla Giunta quelle Commissioni opportunamente integrate, per garantire la rappresentanza di tutti, quelle Commissioni che possono esser istituzionalmente preposte a fare questo discorso.

Quindi, in questo senso, io ritengo che la proposta avanzata dall'Avv. Caveri possa essere accolta e cioè una Commissione Turismo - Finanze - Affari Generali integrata da altri membri del Consiglio per garantire una rappresentanza di tutti.

Devo dire questo: il problema è un problema grosso. Un problema importante, non voglio ripetere quello che è già stato detto con sfumature diverse, diciamo, ma con un contenuto concreto, da molti Consiglieri.

Certo è che se non acceleriamo i tempi, che se non cerchiamo di risolvere alla svelta il problema sia dell'ampliamento del Casinò che della creazione di infrastrutture turistiche nel Comune di St. Vincent noi faremo cadere la validità di quell'impegno che si era assunto in allora all'atto del prolungamento del contratto.

Per intenderci, allora, 600 milioni sommato a un miliardo e mezzo avevano un significato in quanto consentivano la realizzazione di certe opere.

Oggi, con la svalutazione e con l'aumento soprattutto dei costi nel settore edilizio - che era poi il settore principalmente interessato da questo contratto - le cose che si possono realizzare sono certamente la metà di quelle che si potevano realizzare allora.

Di qui la necessità di integrare questo intervento certamente da parte della Regione, però mi rendo conto che le osservazioni che sono state fatte in ordine ai prezzi, soprattutto ai prezzi che vengono esposti qui nella relazione avanzata dalla SITAV sono delle osservazioni giustissime; in effetti, così, a prima vista, si può dire, posso dichiarare che questi prezzi sono di gran lunga superiori ai prezzi che si incontrano nel mercato edilizio, anche pregiato, in Valle d'Aosta.

È chiaro che questa relazione che indicava i costi è arrivata, così, all'ultimo momento, difatti la Giunta l'ha spedita in elenco suppletivo, su questa non abbiamo espresso una valutazione. Mi rendo conto che oggi, approvare dei prezzi - sia pure in linea di massima - sarebbe pericoloso. Quindi il discorso deve essere ricondotto, ma questa era anche l'intenzione del Presidente nella sua relazione, questa era l'intenzione della Giunta, deve essere ricondotto a quella giusta osservazione che ha fatto l'Avv. Caveri nel dare, cioè, un significato di deliberazione a quanto abbiamo detto.

Io non voglio dilungarmi perché finirei per ripetere cose che hanno detto altri Consiglieri e che io condivido, voglio solo far presente che noi dobbiamo porre ben attenzione, nell'affrontare questo problema, a non distaccare il problema dell'ampliamento della Casa da gioco dal problema della realizzazione delle infrastrutture turistiche.

Cioè i problemi si sommano, noi non possiamo pensare ad un avvenire turistico di St. Vincent se non garantiamo a St. Vincent delle attrezzature turistiche, delle infrastrutture turistiche.

Se noi vogliamo andare incontro alle esigenze manifestate a più riprese dal Comune di St. Vincent, dalla popolazione di St. Vincent, cioè di trasformare St. Vincent in un vero e proprio centro turistico dove la Casa da gioco abbia sì l'importanza preminente che ha, non c'è niente da fare, ma che attorno a questa Casa da gioco, a corredo di questa Casa da gioco e soprattutto in funzione dello sviluppo turistico delle altre attività del paese sorgano delle attrezzature, delle infrastrutture turistiche.

Se noi non riuscissimo a risolvere i due problemi in uno, noi mancheremmo ad una grossa parte degli obiettivi che ci eravamo prefissi anche all'atto del rinnovo del contratto.

Quindi, per quello che mi riguarda, come Assessore al Turismo io ringrazio i Consiglieri che sono intervenuti e che hanno portato un contributo fattivo a questa discussione. Nello stesso tempo, evidentemente, confermo che le intenzioni della Giunta non erano quelle di porre la parola fine oggi, in questa seduta, a questo argomento.

Erano quelle però di sentire il Consiglio sulla base di una proposta concreta perché tutti siamo capaci di dire, di fare delle osservazioni, di fare delle proposte vaghe poi, però, quando si tratta di mettere nero su bianco incominciano le prime difficoltà.

Questa proposta voleva appunto consentire ai Consiglieri di esprimersi concretamente sulle direzioni da seguire sulla base della proposta formulata dalla Giunta.

Fosson (U.V.) - Non desidero assolutamente prolungare questa discussione perché dovrei ripetere le cose che sono già state dette bene da altri, ma vorrei solo, per una precisazione, chiedere due cose.

Prima di tutto se, per quanto concerne l'ampliamento della Casa da gioco, ci sono i progetti esecutivi, se la Giunta ha i progetti esecutivi, cioè se la SITAV ha già trasmesso i progetti esecutivi. Nello stesso senso se la SITAV ha già trasmesso dei progetti esecutivi di quelle altre infrastrutture che dovrebbero essere completamente a suo carico. Prima domanda.

Secondo, io ritengo che noi dovremmo poi vedere i tempi di attuazione delle diverse opere, perché concordo che è necessario di far fare anche le opere di infrastruttura, ma, ad un certo momento, vedere qual è la priorità di queste opere in maniera che sia svolta eventualmente, sia data la priorità a quelle opere che sono più interessanti per la Regione e specialmente dove c'è un impegno finanziario della SITAV in base al contratto del 1965 per delle opere che devono rimanere di proprietà della Regione, perché questa è la questione principale che dobbiamo ottenere.

Quindi sarà la Commissione che esaminerà queste cose, non è il caso di prolungare la discussione in questo momento, ma desidererei avere una risposta su quelle domande che ho fatto e fare questa raccomandazione alla Commissione quando esaminerà questo problema.

Dujany (D.P.) - Io vorrei concludere rapidamente questo dibattito che mi è parso assai interessante e vorrei esprimere un po' il mio stupore per il fatto che il Consiglio si sia stupito che questo argomento gli sia stato portato così, fra capo e collo.

Probabilmente è dovuto al fatto che noi, come Giunta, da parecchi mesi, abbiamo seguito questo problema nella fase della trattativa dei terreni, nella fase della progettazione e quindi, naturalmente, per noi rappresentava un doveroso compito di portare al Consiglio alcune proposte che ritenevamo concrete e valide per iniziare ad avviare un discorso su alcune scelte.

Avevo detto all'inizio che questa era una proposta di larghissima massima, che chiedeva al Consiglio gli orientamenti sulle proposte conclusive.

D'altra parte tutti i Consiglieri o quasi hanno ritenuto l'urgenza di portare avanti e di concludere e hanno d'altra parte sottolineato la delicatezza e la serietà del problema.

Quindi è chiaro che tutti i problemi importanti sono problemi delicati e questo problema è ancora più delicato in quanto deve essere fatto con una certa urgenza proprio perché dobbiamo dare atto ad un adempimento contrattuale e la Giunta, questa Giunta, non ha voluto essere, direi, colpevole di negligenza nel non affrontare questo argomento.

Credo che dobbiate dar atto della diligenza e della tempestività con cui questo argomento è stato portato alla discussione del Consiglio.

Non entro nel merito di alcune osservazioni di carattere tecnico. Quanto ho detto all'inizio, qui si tratta di discutere le linee generali e i problemi attinenti a costi, i problemi attinenti a valutazioni sono tutti soggetti a ulteriori verifiche e ad ulteriori analisi.

Le proposte che sono state portate al Consiglio sono proposte di parte che non sono ancora state esaminate dall'Amministrazione regionale, né dalla Giunta né da altri Organi.

Quindi vorrei chiedere al Consiglio, così, sul piano generale: è d'accordo il Consiglio nel riconoscere che l'ampliamento del Casinò va fatto? Che va fatto in quel determinato modo ed in quella località? Mi pare che dalla discussione emerga un accordo generale.

È d'accordo il Consiglio che vanno acquistate delle aree di terreni nei pressi della Casa da gioco e che questi terreni li dobbiamo comperare? Mi pare che dalla discussione, anche questo secondo punto non abbia trovato obiezioni, indipendentemente poi dal problema della valutazione dei finanziamenti ecc.

Terzo: è d'accordo il Consiglio di approvare, in via di larghissima massima, la sistemazione urbanistica della zona turistica del Comune di St. Vincent?

Queste, mi pare, debbono essere le tre linee indicatrici sulle quali oggi il Consiglio deve dare il suo parere.

Successivamente, stabilite queste tre linee direttrici si continueranno le trattative Giunta-SITAV, assieme alla Commissione consiliare, per approfondire il problema del progetto, delle valutazioni, per approfondire il problema della valutazione e del finanziamento dell'acquisizione delle aree e si darà la possibilità al Comune di St. Vincent - utilizzando lo strumento del Piano regolatore - di iniziare le trattative con la SITAV per le infrastrutture che sono previste a valle.

Se noi non decidiamo queste linee, direi di orientamento generale, tutto rimane fermo e bloccato. Non venite poi a dire alla Giunta che le cose non si muovono e non si realizzano.

Quindi io vorrei porre questi tre interrogativi di carattere molto, molto, molto generale per chiedere al Consiglio in modo chiaro quali sono le indicazioni che ci può dare.

Rispondo poi alla precisazione chiesta dal Consigliere Fosson: esistono i progetti esecutivi? Esistono i progetti esecutivi del solo ampliamento del Casinò. Esiste un problema generale dell'albergo. Non esistono progetti generali ed esecutivi per tutte le rimanenti infrastrutture.

Fosson (U.V.) - È in riferimento a quanto ha proposto il Presidente della Giunta.

Ora, ha detto un po' alla svelta. Mi sembra che per i primi due punti il Consiglio, almeno il nostro Gruppo, possa essere d'accordo nel senso che si dice - mi sembra nel primo punto - si chiede che si vuole ampliare, si riconosce la necessità di ampliare la Casa da gioco?

Per nostro conto rispondiamo "sì".

Secondo punto, mi sembra che sia questo: è d'accordo il Consiglio - mi corregga il Presidente se abbiamo capito male perché l'ha detto un po' in fretta - che sia necessario reperire dei terreni attigui, e sappiamo quali sono, per poter - diciamo - se è necessario, fare una data volumetria e automaticamente necessario anche questa questione del reperimento dei terreni.

Quindi, in linea di massima noi siamo... (voce: ...che debbono esser attigui) ...Che debbono essere attigui. Quindi, su questi due punti, diciamo...

Non siamo e non ho capito molto bene il terzo punto, ma mi sembra che non possiamo essere completamente d'accordo sul terzo punto perché mi sembra che il Presidente della Giunta abbia detto - anzi, se lo ripete mi fa un piacere - terzo punto: sistemazione urbanistica, se non sbaglio.

Dujany (D.P.) - Il terzo punto è un impegno, molto generale che consiste nel riconoscere valido il piano delle opere predisposto dallo studio famoso di Milano riguardante la sistemazione urbanistica della zona turistica di St. Vincent, cioè, si tratterebbe di riconoscere valido quel piano predisposto dal gruppo degli studiosi di Milano riguardante la zona turistica, ed esattamente a Valle del Viale Piemonte è prevista una serie di costruzioni, di parcheggi, il teatro, la piscina e l'albergo ed altre opere di infrastrutture.

Se si riconosce valido questo concetto, perché, se non approviamo questo Piano, noi non impegniamo la SITAV a spendere il miliardo e mezzo perché in base al contratto la SITAV deve spendere il miliardo e mezzo per le opere di infrastruttura che dovranno realizzarsi a sud del Viale Piemonte. Non so se ho chiarito.

Quindi un inadempimento contrattuale che dovrebbe essere realizzato entro il dicembre del 1973 potrebbe essere causato da noi.

Questo, mi pare, non so se ho chiarito questo 3° punto.

Fosson (U.V.) - È appunto su questo argomento che noi riteniamo che sia un bene di vederlo in Commissione perché va visto tutto insieme.

Ora la questione non è di rimandare alle calende greche, intendiamoci perché mi sembra che tutti siamo stati d'accordo, dando mandato a questa Commissione, di vedere il più sollecitamente possibile - e dovrà prendere in esame anche la questione dell'ampliamento del Casinò perché si deve vedere tutto l'insieme.

E quindi, giacché vede tutto l'insieme sarebbe - secondo me - poco ortodosso che il Consiglio, oggi, mentre per i primi due punti può avere un orientamento abbastanza definito perché non può neanche proporre delle soluzioni diverse perché è obbligato quasi; su quelle soluzioni, abbiamo già detto, con i punti negativi, ma abbiamo detto che sono soluzioni obbligate, sull'altro, probabilmente c'è qualche cosa da vedere più a fondo prima di dare un mandato così.

Quindi, siccome non si tratta di prolungare questi tempi per molto, ma si tratta di dare immediatamente alle Commissioni di esaminare questo problema, io ritengo che per questo 3° punto sia il caso di non impegnare per intanto - neanche in via di massima - il Consiglio regionale.

Montesano (P.S.D.I.) - Allora chiudo la discussione... E no, guardate, voi stessi avete proposto - lo so, adesso le darò la parola - però io voglio richiamare. Avete proposto voi stessi, da tutti i banchi, che la discussione prolungatasi su questo argomento è perfettamente oziosa, adesso per mancanza - mi lasci finire - il Presidente del Consiglio ha anche il diritto di parlare, caro Manganone, avete convenuto di mandare tutto alle Commissioni e avete sollecitato a chiudere la discussione per dare mandato preciso alle Commissioni stesse. Detto questo, la parola al Consigliere Manganone.

Manganone (D.C.) - Io devo rispondere ai tre quesiti fatti dal Presidente della Giunta. Mi pare che il mio Gruppo sia d'accordo sui primi due punti, non è assolutamente d'accordo sul terzo punto e qui io mi rifaccio alla domanda che avevo fatto precedentemente, io avevo chiesto: l'ampliamento e lo studio della SITAV ha intaccato le norme del Piano regolatore di St. Vincent? Qui non mi è stato risposto.

Se non è stato risposto a questa mia domanda noi non possiamo esprimerci sul terzo quesito posto dal Presidente della Giunta.

Montesano (P.S.D.I.) - Scusi, Presidente della Giunta, io vorrei precisare che il Consiglio non è chiamato a deliberare nulla, oggi. Quindi perciò tutte le domande che si fanno o tutte le proposte sono rinviate, rimbalzate alle Commissioni.

Io, per rispondere poi al quesito che riguarda le Commissioni, si tratta delle Commissioni Affari Generali e Turismo integrate dagli elementi rappresentanti di Partiti e di Movimenti che non ne fanno parte. Mi sembra, da quello che io ho visto, l'unico sia il Presidente del Consiglio, il Presidente della Giunta io aggiungerei anche... (voce) ...Tu ci sei nella Commissione Affari Generali? Ci sono il Consigliere Tonino e il sottoscritto.

Pregherei i Presidenti delle due Commissioni Affari Generale e Turismo di prendere accordi per una convocazione congiunta. Ma io non voglio esautorare i Presidenti... (voce) ...i Presidenti delle Commissioni di convocare congiuntamente i componenti in una data più breve possibile. Ci mettiamo d'accordo con i Presidenti della Giunta e del Consiglio per poter...

Ci sono altre proposte in riguardo alla convocazione?

Chantel (P.S.I.) - Io chiederei però alla Giunta anche, extra... l'Assessore ai Lavori Pubblici.

Montesano (P.S.D.I.) - Sì, ma, chi vuol venire può anche venire, non è mica necessario...

Va bene. Allora chiudiamo, chiudiamo questo capitolo con l'impegno che si è detto e passiamo all'oggetto n. 14.