Trascrizione informale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 26 del 28 gennaio 1972 - Resoconto

OGGETTO N. 26/72 - Fatti concernenti la scuola valdostana. Proposta di nomina di una Commissione di accertamento. (Reiezione di Mozione)

Montesano (P.S.D.I.) - Chi illustra la mozione?

Consigliere Dolchi.

Dolchi (P.C.I.) - Colleghi Consiglieri, riparliamo, con questa mozione, della scuola, delle sue strutture, della sua necessità di rinnovamento, delle esigenze di rivedere metodi e sistemi ormai superati nel 1972 in uno stato democratico, moderno, uscito dalla Resistenza al fascismo, in una Valle d'Aosta anch'essa uscita vittoriosamente dalla Resistenza e sono temi appassionanti, che hanno già interessato questo Consiglio regionale e che interessano studenti, insegnanti, genitori di tutta Italia, che interessano i Sindacati, i giornali, direi persino la radio-televisione che non è certo in prima linea per esempio di rinnovamento rivoluzionario.

Si discute anche della repressione, dei metodi di pressione, della discriminazione, di cose più tecniche come le note di qualifica - se devono esserci o non esserci - delle necessità di rivedere proprio nell'ambito della vita della scuola la collocazione degli insegnanti e degli studenti.

Direi sono cose che si leggono su tutti i giornali, in innumerevoli documenti, sono cose che fanno l'oggetto di ordini del giorno, di assemblee, di riunioni, di raduni, di seminari di studi.

Ne ha scritto anche, forse in modo più modesto e limitato, il settimanale valdostano "Le Travail" dedicando pagine ed articoli al problema della scuola e ha scritto, proprio su "Le Travail", un articolo il Segretario del Sindacato Scuola C.G.I.L., il Prof. Giulio Fiou, sul numero apparso l'8 ottobre 1971.

Sapete tutti cos'è successo perché dei documenti di carattere sindacale vi sono stati inviati, perché la stampa, in questi giorni, i giornali se ne sono interessati.

Ritengo però che valga la spesa di ricordarlo brevemente.

Nell'articolo dell'8 ottobre il Prof. Fiou, nella sua veste di Segretario del Sindacato Scuola, scriveva su questioni relative alle nomine degli Insegnanti, ribadiva posizioni nazionali del Sindacato, come dicevo apparsi su centinaia di bollettini sindacali e su migliaia di volantini e di articoli.

Si dilungava per quanto riguarda la necessità di una lotta sindacale alle qualifiche e sulla necessità della partecipazione dei sindacati a tutte le operazioni di nomina degli insegnanti.

Ebbene voi sapete che il 17 dicembre 1971 una nota di addebito contestava al Prof. Fiou alcuni passi, alcuni concetti del suo articolo perché, secondo la lettera di contestazione, l'autore dell'articolo avrebbe travisato fatti per pervenire a conclusioni gravemente diffamatorie nei confronti dell'Ufficio scolastico.

Si richiedeva la cosiddetta "discolpa" che in data 26 dicembre 1971 il Prof. Fiou inviava al Sovraintendente agli Studi della Valle d'Aosta, dove soprattutto il Prof. Fiou ribadiva il suo diritto di esprimere valutazioni ed opinioni di carattere sindacale.

Il Gruppo Comunista, o per lo meno, per incarico del Gruppo comunista la Collega Siggia ed io presentavamo una mozione ed il 19 gennaio, successivamente alla mozione, veniva, a firma del Sovraintendente agli studi Augusto Thiébat, il provvedimento disciplinare che - ribadendo che la pubblicazione a mezzo stampa era un palese intento di screditare l'Ufficio scolastico ed i suoi funzionari - comminava al Prof. Fiou la sospensione dello stipendio per 15 giorni.

Questa la breve storia di questo provvedimento.

Ma per dirvi il "clima" nel quale questo è avvenuto, già l'11 dicembre i Capi Gruppo del Consiglio regionale avevano ricevuto un documento del Sindacato Scuola che richiamava l'attenzione delle Forze politiche direi, su una serie di fatti inconcepibili - per lo meno strani - che si verificavano nella scuola valdostana: abbassamento di qualifiche a professori direttori didattici; rifiuto di far prendere visione della parte riservata dei rapporti informativi; provvedimento nei confronti di direttori e di insegnamenti.

Non voglio dilungarmi su questi fatti specifici, potremo ritornarci sopra. D'altra parte la nostra mozione chiede una Commissione ai sensi dell'art. 18 e dell'art. 24.

Questa Commissione potrà appurare tutti i fatti e scendere nei maggiori dettagli.

Mi preme qui ribadire soprattutto che riteniamo inconcepibile, in una Regione che vanta a giusto merito profonde radici antifasciste, in una Regione diventata autonoma in virtù della Resistenza che potrebbe essere un esempio per quanto riguarda la democrazia, la libertà di espressione, la libertà di parola, la libertà di stampa, si realizzi un clima che è comunque il clima di attacco alle libertà democratiche, un clima di repressione che, basta leggere i giornali, noi vediamo quotidianamente dal Liceo Castelnuovo a tante altre scuole italiane ed io direi che, per mia fortuna, essendo un modesto Consigliere regionale, non dipendo gerarchicamente dal 5° piano di questo palazzo, posso ancora avvalermi della libertà di parola che mi è garantita in questo Consiglio regionale e che se mi permettete, mi sono anche conquistato colla Resistenza nel 1944 e '45.

Il collega Bordon dice alle volte: "sono alla fine della mia carriera, posso permettermi di dire alcune cose anche spiacevoli". Io direi, Bordon, non siamo alla fine della nostra carriera o perché siamo alla fine della nostra carriera possiamo dire determinate cose spiacevoli.

Le diciamo quando sentiamo che dire delle cose spiacevoli per qualcuno è un nostro dovere e perché, anche, né Bordon né io, quando affrontiamo questi argomenti, siamo soggetti a note di qualifica.

Il problema si allarga quando diciamo queste cose. Non siamo soggetti a note di qualifica, ma i lavoratori sono soggetti alla discriminazione, i lavoratori sono soggetti alla pressione, al ricatto.

I colleghi Savioz, Manganoni, Fosson sanno cosa voleva dire la discriminazione! La pressione! Il ricatto politico all'interno dello stabilimento. Operai, impiegati, sono stati isolati, sono stati licenziati per le loro lotte, per le loro idee politiche.

Ha fatto epoca direi, alla Cogne, il periodo di Riggio. Periodo di Riggio che è finito e non credo che vogliamo riaprirlo noi qui al Consiglio regionale della Valle d'Aosta.

Almeno nell'azione di Riggio c'era un'osservanza ai voleri del padrone. Il padrone che quando vuole reprimere, colpire, soffocare, respingere l'avanzata delle lotte dei lavoratori colpisce i più attivi, colpisce i più coscienti, colpisce i sindacalisti, ma l'Amministrazione regionale, la scuola valdostana ha un padrone, nella scuola c'è il padrone. Noi pensiamo che non ci sia "il padrone" come poteva essere interpretato dalle azioni di Riggio alla Cogne.

La scuola valdostana ha diritto, ha dovere di essere di esempio nella nostra Regione.

Ed allora vediamo un po' cosa, quale è stato o quali sono stati gli argomenti fondamentali che hanno così turbato questo ufficio scolastico che ricorre sia nelle contestazioni sia nel provvedimento disciplinare.

L'ufficio scolastico forse si è visto, nella frase che il Segretario del Sindacato Scuola, Fiou, nel suo articolo dell'8 ottobre - e vi prego di prendere nota come l'articolo è dell'8 ottobre e si è iniziata la contestazione solamente il 17 dicembre, cioè due mesi e messo dopo che l'articolo era apparso sul periodico - si dice in quello articolo "da questi fatti (è una serie di fatti che sono elencati) appare chiara la volontà dei burocrati di non cedere il dominio che hanno avuto finora su tutto il personale della scuola introducendo anche nelle nuove esperienze i meccanismi di pressione come le note di qualifica, i rapporti informativi, possibilmente le discriminazioni nell'assegnazione delle nomine.

Ebbene, si tende a contestare all'autore dell'articolo questa affermazione dicendo che è lesiva dell'onorabilità, che tende a screditare l'Ufficio Scolastico ed i funzionari.

Non so se questo Ufficio scolastico sia una specie di tabù da mettere in una nicchia coperta da vetro, dove non ci si può neanche avvicinare, certo è che se questo ufficio scolastico o se queste persone, questi funzionari, che forse reagiscono al nome di burocrati non sono d'accordo nei confronti di un articolo espressione di libertà di pensiero e di stampa, hanno la legge della stampa che permette loro di chiedere rettifiche, se si sentono offesi possono dimostrare semmai con il loro operato di non essere gli autori di quelle cose di cui vengono accusati, se diffamati ricorrano alla Magistratura. Invece la reazione è tipica del sistema, del momento repressivo, cioè si servono della gerarchia per affermare direi che chi non è con loro è contro di loro e permettetemi tipica concezione di un tempo, concezione che possiamo anche chi non è con me è contro di me, concezione fascista, direi anche molti nemici molto onore evangelica, direi se... (voce: questa non è evangelica) ...questa non è evangelica, ma se ritenevano con la loro azione di realizzare molti nemici ebbene credo che se ne sono fatti, basta dimostrare il modo in cui gli studenti, gli insegnanti, le forze sindacali hanno risposto con la manifestazione odierna, con la larga partecipazione allo sciopero per documentare, per vedere come ha reagito e come in fondo è sana invece la scuola della Valle d'Aosta.

Insomma la critica, l'azione sindacale è uguale a diffamazione. Direi che questa è una prova di quanto fossero valide le conclusioni dell'articolo quando si diceva dobbiamo lottare, richiedere ai politici un'azione per un nuovo stato giuridico di tutti i lavoratori della scuola, per una gestione democratica a tutti i livelli della scuola e il superamento di ogni controllo autoritario. Ebbene queste cose, diceva l'articolo, e le vicende successive hanno dimostrato quanta validità avesse questo articolo.

Noi non sappiamo se esistono gli estremi, mi sembra che è un problema che si sta esaminando, per cui si può, il Prof. Fiou può ricorrere alla Magistratura per violazione da parte del Sovraintendente dello Statuto dei Lavoratori, riteniamo però che il Consiglio regionale non possa rimanere estraneo né insensibile a questa vicenda. La Scuola valdostana dipende dalla volontà politica delle forze presenti in questo Consiglio regionale.

Noi riteniamo che tutte le forze siano d'accordo che non si può ritornare indietro, non si può ritornare a metodi fascisti del ventennio e direi che il problema è politico proprio perché riteniamo che l'Assessore e l'uomo politico debba imprimere come potere esecutivo per mandato dell'assemblea, imprimere con la sua azione, con il suo indirizzo, l'orientamento al suo dicastero, ai servizi in genere della burocrazia regionale. Ci rifiutiamo di pensare che possa essere l'inverso. Ebbene secondo noi la mozione che abbiamo presentato tende a suscitare un dibattito, chiede la nomina di una Commissione di inchiesta sui fatti, poiché successivamente alla presentazione della mozione c'è stato il provvedimento disciplinare, chiede anche con un emendamento aggiuntivo che io presenterò per iscritto alla Presidenza del Consiglio, di impegnare la Giunta all'annullamento del provvedimento disciplinare nel frattempo emesso nei confronti del Prof. Fiou.

La Giunta deve dare al Consiglio la dimostrazione che il suo indirizzo non è quello seguito dai servizi, non è quello seguito dalla Sovraintendenza, non è l'indirizzo della repressione, è invece l'indirizzo della Giunta che noi auspichiamo un orientamento democratico che chiama alla collaborazione i sindacati, gli insegnanti, che si avvale anche della critica, e non la respinge.

Perché pensate che possa esserci un apporto democratico, collaborativo, se un insegnante, se un cittadino, che prende la penna in mano per fare delle critiche o delle osservazioni, se è soggetto alle note di qualifica, se è soggetto a provvedimenti disciplinari, per quanto esprime per le opinioni che manifesta può un giorno o l'altro, direi due mesi e mezzo dopo, neanche in modo molto sollecito, trovarsi un provvedimento disciplinare per le opinioni manifestate?

Noi riteniamo che coartare l'opinione e coartare la libera espressione di collaborazione e di critica costruttiva, sia contrario alla democrazia, sia contrario agli interessi di una visione democratica della scuola in Valle d'Aosta.

La Giunta deve perciò secondo noi, riaffermare ben chiara la sua vocazione democratica e scindere in modo preciso le sue responsabilità politiche da iniziative che di democratico non hanno assolutamente nulla da spartire e quindi noi chiediamo che il Consiglio si pronunci, che la Giunta accetti la nomina di una Commissione, che la Giunta esamini e accetti la richiesta dell'annullamento del provvedimento. Così facendo non si contraddirà, non contraddice la sua volontà più volte manifestata di essere dalla parte della democrazia, della libertà e del rinnovamento della scuola valdostana.

Montesano (P.S.D.I.) - Signora Siggia, Lei ha chiesto la parola? Ecco la parola al Vice Presidente Siggia.

Siggia (P.C.I.) - Colleghi Consiglieri, per sottolineare ancora i profondi motivi che hanno indotto il compagno Dolchi e me a nome del gruppo a presentare la mozione in discussione, potrei prendere le mosse e ricordare al Consiglio tutto che il vanto di annoverare tre le sue forze neppure un Consigliere del M.S.I. a riprova della fede anti-fascista che anima il nostro consesso, ricordare al Consiglio dicevo il particolare momento politico in cui viviamo.

La Stampa quotidiana enuncia a chiare lettere pericolosi rigurgiti reazionari. Sono di tutti i giorni gravi episodi di repressione con sui si tenta di soffocare in ogni modo quella democrazia che con fatica e sacrifici l'Italia e il popolo italiano hanno saputo acquisire e questa conquistata democrazia credo dobbiamo difenderla ad ogni costo da qualunque tentativo di avvilirla o di distruggerla, tentativo più o meno aperto, più o meno sottile o subdolo, cosciente o incosciente che sia. In questo quadro, in difesa della libertà dei lavoratori non solo libertà di pensiero e di azione, ma anche di stampa, crediamo giusto sindacare la legittimità di un provvedimento che riteniamo assurdo, arbitrario e soprattutto lesivo di quei diritti fondamentali che la costruzione riconosce a tutti i cittadini, ma poiché credo che questa assemblea raccolga in sé Consiglieri che pur su banchi opposti, pur appartenenti a gruppi politici diversi, hanno fatto della democrazia la loro regola di vita e hanno della libertà quel concetto profondo e vivo che non può soggiacere a compromessi di nessun genere, non voglio insistere sul motivo di fondo che ci porta oggi a discutere in questa aula perché molti colleghi meglio di me vorranno certamente in seguito ricordare a tutti come nella Valle d'Aosta, anti-fascista da sempre, non è ammessa limitazione alcuna alla vita degli individui.

Io voglio, qui, a voi che mi ascoltate fare oggi un discorso diverso. Se la libertà e la democrazia furono conquiste del popolo italiano, nella nostra Regione l'autonomia è stata una conquista del cittadino valdostano ed è importante che i figli difendano ciò in cui hanno creduto i loro padri e per cui hanno lottato e sacrificato tanto, ma certo è con desolazione me ne rendo conto, non sempre sappiamo bene che cosa sia questo ricco e valido strumento che ci appartiene ed il caso sottoposto a nostro giudizio oggi costituisce un'ulteriore prova di quanto ho affermato.

Partendo dal primo provvedimento legislativo che ci riguarda, il decreto legge del Capo provvisorio dello Stato 1946 all'articolo 8 dice: "Il Provveditorato Provinciale agli studi di Aosta è soppresso. I servizi della legge attribuita ai Provveditorati agli studi sono demandati alla circoscrizione della Valle d'Aosta alla Sovrintendenza agli studi per la Valle d'Aosta. Ai relativi servizi provvede la Valle". Successivamente è stato promulgato con legge costituzionale del 1948 lo Statuto valdostano nel quale all'articolo 4 si dice che la Regione esercita le funzioni amministrative sulle materie nelle quali ha potestà legislativa a norma degli articoli 2 e 3 salvo quelle attribuite ai Comuni. Esercita altresì le funzioni amministrative purché le siano delegate dallo Stato e non possiamo dimenticare che esiste la legge regionale 28 luglio 56, n. 3, mai discussa dallo Stato e quindi vigente e valida a tutti gli effetti, che nel suo articolo 49 dice - e penso debba essere riletto - che all'Assessorato alla Pubblica Amministrazione competono funzioni e compiti amministrativi che sono servizi e compiti già di spettanza del soppresso Provveditorato provinciale agli studi di Aosta in materia di ordinamento delle scuole e di tutto il personale. Devo aggiungere che di questa legge fanno parte integrante le tabelle organiche dei servizi, dei posti e degli emolumenti tra cui la tabella 56 che è quella che ci riguarda e questa legge che spesso abbiamo dimenticato come è accaduto oggi per la scuola e come è accaduto ultimamente anche in materia di edilizia. È il Tribunale di Aosta che con una sua recente sentenza ci ha ricordato in questo caso che è valido un progetto con licenza del Sindaco e il visto dell'Assessore perché nessuna rilevanza hanno il benestare del Sovrintendente alle Antichità e Belle Arti, il quale ha ampie possibilità di azione nei confronti dei terzi, ma nessuna nei rapporti interni regionali ed è per questo che dico che spesso perdiamo, senza rendercene conto, la coscienza autonomista. Se è vero che i Provveditorati sono sì Organi dello Stato, in Aosta le Sovrintendenze sono semplici Uffici della Regione. Devo quindi concludere che l'autonomia si attua anche con una dipendenza gerarchica dei funzionari all'Assessore il quale, scelto fra 35 Consiglieri eletti dal popolo valdostano, deve responsabilmente dare l'impronta, l'indirizzo del suo pensiero, e anche le direttive ai dipendenti dell'Ufficio, ma che l'autonomia significa inoltre, svincolo completo dei diversi ministeri per la Valle d'Aosta anche attraverso i suoi funzionari, tanto più in una regione dove rivendichiamo la scuola valdostana ed è per il rispetto dell'autonomia che questo noi oggi chiediamo agli Assessori e alla Giunta, di essere loro in prima persona ad assumere ogni decisione e di rendersi promotori per porre nel nulla ogni ostacolo a questa impostazione del loro lavoro.

Tutto il mio ragionamento sarebbe validissimo in base alla legislazione che ho ricordato e porterebbe quindi inevitabilmente alla conseguenza che il provvedimento adottato dal Sovraintendente è nullo, ma non possono ricordare che esiste anche l'articolo 8 della legge regionale 21 aprile 1954 che implicitamente permette l'applicazione attraverso la Sovrintendenza delle norme della legge statale del 1955 che era superata dalla nostra legge regionale del 1956, ma che ha ripreso disgraziatamente vita. Questo è come esempio concreto, uno dei tanti ostacoli di cui ho parlato che mina alle radici i nostri diritti autonomistici soprattutto in un campo tanto delicato quale quello dell'istruzione, dove ogni nostra legittima richiesta statutaria non viene accolta. Ritornando quindi alle premesse però, devo sottolineare che quello portato oggi alla discussione del Consiglio, è un problema solo e squisitamente politico, per cui non posso limitarmi a chiedere un impegno futuro dell'Assessore e della Giunta alla difesa dei nostri diritti autonomistici, ma devo ripetere le richieste contenute nella nostra mozione, della nomina di una Commissione e poiché dopo la presentazione della mozione stessa è giunta al Prof. Fiou la sanzione disciplinare, devo anche chiedere con l'emendamento che ha presentato il collega Dolchi l'annullamento del provvedimento, che altri dopo di me forse definiranno con aggettivi adeguati, chiediamo in definitiva ai nostri Assessori la tutela dei diritti dei cittadini, il rispetto delle libertà inviolabili dei valdostani.

Tonino (P.S.I.U.P.) - Dopo la lunga esposizione fatta dal collega Dolchi che io approvo alla lettera e dopo quest'ultima fatta dall'Avvocato Siggia di carattere prettamente giuridico, vorrei dire anch'io alcune cose sul fattaccio capitato di nuovo alla scuola valdostana in questi giorni.

Dobbiamo purtroppo constatare che la scuola italiana si trova nuovamente sotto l'ondata di una nuova repressione di tipo fascista e la Valle d'Aosta, la sua scuola, non si trova isolata da questi fenomeni, anche se riconosco vi sia una parvenza che rimane purtroppo tale sugli indirizzi democratici ed anti-autonomisti ed autonomistici che dovrebbero guidare la scuola valdostana verso la libertà sia per insegnanti e sia dall'altra parte dello studente stesso.

La limitazione dei diritti sindacali nell'interno del sindacato scuola, e nelle stesse assemblee, si inquadrano purtroppo anche in Valle d'Aosta, in quei disegni repressivi che ne notiamo il risveglio o meglio l'acuirsi nell'interno della scuola italiana. Se è vero però che questa Giunta sembrerebbe dimostrarsi sensibile ai problemi della scuola in tutto il suo consesso, a me pare che di fronte ai fatti denunciati essa debba trarne delle conclusioni, soprattutto non si faccia scavalcare da certi dirigenti che si avvalgono di leggi fasciste per condannare l'operato di coloro che cogliendo una manifesta espressione dei vari strati della scuola per una nuova politica che faccia della scuola un principio di insegnamento democratico e popolare, si faccia scavalcare in un modo che potrei considerare arbitrario anche se sono dipendenti dello Stato nei confronti dei propositi manifestati dalla Giunta prendendo alla lettera determinate interpretazioni di leggi fasciste che devono essere sotterrate e che codesto Consiglio da più parte ha già in precedenza condannato e che prenda di conseguenza le dovute responsabilità dei fatti, anche se ciò comporta un'azione di condanna verso coloro che si sono resi rei di talune iniziative fascistoidi e si avvalga dei diritti che questo Consiglio ha già avuto modo di esprimersi su degli indirizzi democratici ed autonomistici che dovrebbero guidare la scuola valdostana verso quella libertà sia nell'insegnamento sia nelle espressioni che possono venire dalle singole assemblee studentesche, cioè non possiamo permettere che all'interno della scuola si verifichino fatti incresciosi come questi, si deve e si può nell'interesse della scuola, prendere i provvedimenti del caso, di modo da garantire quel minimo di libertà e di diritto ad ogni cittadino a qualsiasi livello e che si trova a dover operare, ma in modo particolare sulla scuola.

Quindi d'accordo io sulla mozione e d'accordo soprattutto a che si nomini una Commissione come testé è stato detto dal Consigliere Dolchi, che faccia luce su questo increscioso fatto e d'accordo anche che la Giunta prenda severi provvedimenti e che revochi nei confronti del provvedimento disciplinare adottato nei confronti del Prof. Fiou, revochi lo stesso provvedimento. Questa è la posizione mia personale e credo di interpretare, con questa mia personale posizione, la posizione del mio partito.

Caveri (U.V.) - Nella mozione presentata dai Consiglieri Dolchi e Siggia si accenna in primo luogo ai fatti avvenuti nella scuola valdostana, a me pare che in primo luogo debba essere accertata la realtà di questi fatti perché noi non sappiamo quali siano i fatti commessi da quel direttore didattico o da quel professore, da quel Sovrintendente, i termini reali di questa controversia noi non li conosciamo, per cui in primo luogo, bisogna che una Commissione esamini questi fatti, interroghi, ascolti i testimoni e così soltanto dopo l'esame di questa Commissione, potrà pronunciarsi il Consiglio. Soltanto dopo aver precisato e accertato i fatti, è possibile dire se il provvedimento del Sovrintendente è legittimo o meno, può darsi che sia legittimo come può darsi che sia illegittimo, può darsi che un provvedimento potesse essere assunto, può darsi che il provvedimento assunto dal Sovrintendente sia stato eccessivo, può darsi che quei Signori insegnanti o direttori che si lamentano del Sovrintendente possano - dico possano - sostenere trattarsi addirittura di un eccesso di potere da parte del Sovrintendente e allora se tutte queste ipotesi sono possibili è anche possibile per gli interessati di fare un ricorso alle autorità scolastiche, un ricorso in via amministrativa, ho sentito dire, ma non so se sia vero, che uno di costoro ha mandato un ricorso al Ministro alla Pubblica Istruzione e che questo Ministro dopo due mesi e non so dopo quanto tempo non ha risposto per cui qualcuno accenna alla tesi opinabile, opinabilissima, che questo silenzio debba essere interpretato come una reiezione del ricorso presentato dall'interessato al Ministro della Pubblica istruzione.

Gli interessati possono anche presentare se vogliono un ricorso al Consiglio di Stato, al Tribunale amministrativo, io sto facendo delle ipotesi, ma voi immaginate - io voglio fare un'altra ipotesi - immaginiamo che le autorità scolastiche o gli organi giurisdizionali previsti dall'altra parte, respingano i ricorsi di questo insegnante, di questo direttore didattico. E allora cosa succederebbe? Succederebbe che il provvedimento del Sovrintendente rimarrebbe in piedi e noi come Consiglio regionale possiamo esprimere un giudizio politico su questo siamo perfettamente d'accordo, un giudizio politico che però potremo esprimere dopo che la Commissione avrà accertato i fatti, prima non si può giungere a una conclusione di assoluzione o di condanna, diciamo così. Prima bisogna accertare i fatti, noi possiamo dare un giudizio politico, ma la decisione evidentemente non appartiene né al Consiglio regionale, né alla Commissione. Vedrà la Giunta il problema della sua competenza, dell'autorità che è competente in base alle leggi scolastiche, in base allo Statuto, in base al decreto luogotenenziale, qual è l'autorità che è competente a revocare il provvedimento del Sovrintendente, problema giuridico questo di non facile soluzione.

Si è accennato a quell'articolo, io non voglio esaminare questo articolo e non voglio entrare nella questione che è stata sollevata dal Consigliere Dolchi che ha accennato a una legge, non mi ricordo più quale, e ha accennato anche alla possibilità che si potesse ravvisare o meno in questo articolo gli estremi di un reato di diffamazione. Ci sono delle frasi a un certo momento - ma io non voglio insistere su questo anche perché penso che non ci sia da farsi una tragedia greca al riguardo, in fondo si tratta di una bega tra un Sovrintendente e un direttore didattico, una bega tra il Sovrintendente e un insegnante - ora però sia detto tra parentesi e senza voler fare il dramma, che in una di queste frasi di questo articolo, si accusava comunque il Sovrintendente di avvalersi dei meccanismi come di meccanismi di pressione delle note di qualifica dei rapporti informativi e di avere esercitato l'arma della discriminazione attraverso l'assegnazione delle nomine.

Ora mi permetto soltanto di dire che si tratta di accuse molto gravi e a questo proposito io vorrei sospendere un momento perché vedo, ho visto prima nella discussione della SITAV che il Presidente del Consiglio regionale difende con un rigore estremo la questione dei limiti dei due interventi quindi erudito, ammaestrato da questi precedenti. Io vorrei soltanto sospendere queste mie poche parole al riguardo e vorrei porre alcune domande all'Assessore alla Pubblica Istruzione che vorrei pregare di rispondermi a tono e cioè le domande sono queste: il Sovrintendente prima di assumere quel provvedimento ha interpellato l'Assessore? Prima domanda.

Cosa ha detto l'Assessore al riguardo? Seconda domanda.

Terza domanda: risulta all'Assessore alla Pubblica Istruzione che il Sovrintendente faccia opera di discriminazione nei confronti dei suoi dipendenti?

Ecco io adesso sospendo le mie modeste parole e aspetto che l'Assessore voglia rispondere a queste domande.

Non ho finito l'intervento Signor Presidente, mi raccomando.

Montesano (P.S.D.I.) - Sì, sì lo so. Soltanto... Pollicini mi ha chiesto la parola e lo segno per non dimenticarlo. Lei attende la risposta adesso o... Va bene. Allora mentre l'Assessore ci pensa diamo la parola a... No, sono cose da pensare, no? Naturale. Ogni cosa che si dice si pensa. Allora la parola al Consigliere...

Caveri (U.V.) - No, no un momento! Io non ho mica rinunciato alla priorità della parola...

Montesano (P.S.D.I.) - Io sono d'accordo con Lei, soltanto che l'Assessore prima le risponderà, dopo di che continuerà questo primo intervento. Siamo d'accordo?

Caveri (U.V.) - Sì, ma io prego l'Assessore di non aspettare l'anno 2000 per rispondere, scusi! Domando una cosa tanto semplice, scusi! Io domando solo di sapere se questo Sovrintendente prima di infliggere il legno come si dice, a quel disgraziato Professore, se ha detto qualche cosa all'Assessore o se non ha detto niente, prima domanda, seconda domanda che cosa ha detto l'Assessore. Ha detto sì, no, ni, non lo so io, non è difficile rispondere a queste domande. Al catechismo ci facevano delle domande molto più difficili, insomma!! Quando dicevano come era montata la SS. Trinità c'era da rimanere un po' perplessi.

Montesano (P.S.D.I.) - Consigliere Caveri, io desidero dire che l'Assessore si riserva di rispondere alla fine, dopo aver finito anche tanti altri.

Caveri (U.V.) - Questo denota, mi scusi Assessore Lustrissy, il suo grande imbarazzo davanti alle domande che le ho fatto, perché se la cosa fosse semplice insomma...

Montesano (P.S.D.I.) - Allora la parola all'Assessore Lustrissy.

Lustrissy (D.P.) - ... perché qua poi in definitiva non voglio iniziare una polemica, né entrare in cortese dialettica rissa, voglio semplicemente precisare questo che io mi riservo di rispondere alle sue domande nell'intervento che farò in seguito degli interventi che faranno i colleghi Consiglieri perché altrimenti qua la discussione è frammentaria e io non ho modo di esporre poi la situazione e il pensiero mio personale e della Giunta sul problema.

Caveri (U.V.) - Io non la voglio offendere, sia ben chiaro che io non la voglio offendere, ma mi permetto di dire che lei avrebbe fatto molto più bella figura se avesse risposto alle mie domande subito, ad ogni modo lei ci vuole ponzare sopra, ci ponzi pure sopra e vuol dire... (voce di Lustrissy) ...Sì, ma sono le risposte che non ci sono, le mie domande sono chiare...

Montesano (P.S.D.I.) - Va bene. Consigliere cosa vuol fare lei?

Caveri (U.V.) - Voglio continuare.

Montesano (P.S.D.I.) - Prego! Continui.

Caveri (U.V.) - ... bien, moi je ne suis pas son tuteur, s'il fait une mauvaise figure, moi je ne sais pas quoi y faire... Non sto bisticciando con Fosson, perché voi pensate, sperate in una scissione dell'Union Valdôtaine, ma sono perfettamente d'accordo con il Consigliere Fosson.

Dunque allora andiamo avanti. È vero che in questo articolo si è detta una parola grave, cioè si è detta la parola discriminazione. Io non voglio stare a fare l'azzeccagarbugli e dire se ci sono o non ci sono gli estremi del reato di diffamazione in questo articolo, la questione dal punto di vista penale è superata e poi non ce ne dobbiamo occupare qui di questioni penalistiche, la questione d'altra parte è superata, superatissima, perché l'articolo è stato scritto l'8 di ottobre, siamo arrivati alla fine di gennaio. Siccome ci sono tre mesi per la querela a meno che si voglia parlare di altro reato, ma se si parla di reato di diffamazione, il Prof. Fiou può dormire tra quattro guanciali perché più nessuno gli può far niente, ma però parlare di discriminazione è grave, grave per quelle ragioni che sono state dette dal Consigliere Dolchi, perché in un passato - lasciamo stare il passato lontano, passato remoto, ma guardiamo il passato prossimo, - abbiamo tutti deplorato, tutti sofferto prima e abbiamo subito delle conseguenze della politica discriminatoria che a un certo momento si era fatta persino all'Amministrazione regionale e che si faceva alla Cogne in lungo e in largo e noi dell'Union Valdôtaine siamo stati in prima fila ad accusare quei dirigenti della Cogne che si servivano dell'arma politica, dell'arma della discriminazione per sospendere, per trasferire, per licenziare, anche il mio amico Fosson era stato mandato in esilio, è stato mandato in esilio abbastanza piacevole perché era stato mandato a Bologna, città piena di grandi attrattive che non voglio specificare, comunque la discriminazione è un fatto grave.

Noi siamo stati sempre contrari alla discriminazione, lo siamo ancora oggi, ma allora bisogna ammettere che se un dipendente accusa il superiore di fare una politica di discriminazione attraverso le note di qualifica, attraverso i rapporti informativi, attraverso le nomine, allora il dipendente ha accusato di qualche cosa di molto grave il Sovrintendente. Era per quello che io avevo fatto la domanda, solo l'Assessore può sapere se... anche il Presidente della Giunta, in fondo mi pento di non avere fatto la domanda al Presidente della Giunta se l'avessi fatta a lui, mi avrebbe risposto probabilmente. Comunque, comunque, il Presidente della Giunta e l'Assessore alla Pubblica Istruzione devono dire al Consiglio se il Sovrintendente alle scuole della Valle d'Aosta fa una politica scolastica discriminatoria perché abbiamo parlato dello struzzo stamattina, parlando di altri argomenti, ma se ci fosse la politica dello struzzo anche in materia di scuola allora sarebbe un fatto grave.

Quindi io aspetto quelle risposte, però continuo, quindi non si venga a dire che l'Union Valdôtaine conservatrice, reazionaria ammette che prima condannava la politica di discriminazione all'Amministrazione regionale o alla Cogne, oggi diventata conservatrice, ridiventata conservatrice e reazionaria è favorevole alla discriminazione nella scuola. Noi siamo stati e saremo sempre contrari alla politica di discriminazione ma allora aspettiamo che il Presidente della Giunta e l'Assessore alla Pubblica Istruzione ci dicano se questo Sovrintendente alle scuole fa una politica scolastica discriminatoria.

Io mi sono rallegrato un momento fa nel sentire sostenere a spada tratta delle teorie sull'autonomia valdostana in materia di scuole se ho sentito parlare di articolo 4 dello Statuto, la Signora Siggia mi ha fatto un gradissimo piacere a parlare dell'articolo 4 perché noi per 25 anni noi dell'Union Valdôtaine abbiamo parlato degli articoli 2-3-4 e alcuni sindacati - io dico alcuni sindacati, non dico quali sindacati perché altrimenti se li nomino dicono ecco quello lì ce l'ha, perché adesso ecc. ecc... ieri oggi e domani. Nossignori io non faccio il nome, ma comunque molti Consiglieri regionali qui presenti, di un po' tutti i partiti si ricordano benissimo che alcuni sindacati erano contrari all'autonomia, al potere della Regione in materia di scuola e noi dell'Union Valdôtaine e non soltanto noi dell'Union Valdôtaine abbiamo discusso a perdifiato degli articoli 2-3-4 dello Statuto perché per nostra somma fortuna, non dico i Sindacati, dico quei sindacati che erano e potrei dire anche i nomi di quegli insegnanti di allora che allora erano anti autonomisti e adesso sono diventati autonomisti e questo in fondo è un progresso, comunque per nostra fortuna quei sindacati avevano insufflato quei tali deputati che noi sappiamo e di un po' di tutti i partiti, ce n'era un po' di tutti i gusti di quei deputati i quali hanno fatto una campagna terribile contro l'autonomia della Valle d'Aosta in materia di scuola, questo all'Assemblea Costituente. Io potrei citare i nomi dei Deputati, non lo faccio perché altrimenti dicono già quello lì ce l'ha con la D.C., ce l'ha con il P.S.I., ce l'ha con quell'altro partito ecc., i nomi non li dico ma ricordo perfettamente che almeno 15 deputati di quasi tutti i partiti si sono schierati contro l'autonomia scolastica della Regione Autonoma Valle d'Aosta. Per nostra fortuna avevano approvato gli articoli 2-3-4 e si sono accorti e sono intervenuti in senso anti-autonomistico soltanto nella discussione dell'articolo 50 o 52, per cui quei sindacati che credevano di avere ottenuto chissà che cosa e invece non avevano ottenuto niente. 48 - 50 - 52 - 40 e credevano di avere ottenuto chissà che cosa, ma per fortuna c'erano i tre pilastri degli articoli 2-3-4 che sono stati citati oggi dalla Signora Siggia e io mi compiaccio del suo autonomismo, però dopo vedremo che ci sono delle complicazioni e io vorrei che lei fosse d'accordo con me anche sulla seconda parte che starò per dire al riguardo della competenza della Regione Autonoma in materia di scuole.

Volevo ricordare la discussione sugli articoli 2-3-4, ma ne faccio grazia al Consiglio perché mi sto accorgendo che sto diventando troppo lungo, voglio dire soltanto questo: siamo oggi nell'anno di grazia 1972 tutti d'accordo nel dire che la Regione Autonoma è competente in materia di scuole. Più nessuno dice che la Regione Autonoma non è competente, comunque la questione poi della competenza dei vari organi della Regione per certi determinati provvedimenti è tutt'altro che semplice.

Tutt'altro che semplice perché? Perché quel decreto luogotenenziale che lei ha citato, e io mi compiaccio che lei abbia citato quel decreto luogotenenziale, perché a un certo momento tutti i partititi, dico tutti, sostenevano che il decreto luogotenenziale sulla scuola 365 era una balla, che ormai era stato abrogato, invece non era stato mai abrogato perché invece il Parlamento lo ha convertito in legge e le balle le raccontavano i vari anti-autonomisti dei sindacalisti della scuola, quelli raccontavano le balle! E il decreto 365 è sempre in piedi e io mi compiaccio che la Consigliera Siggia lo riconosca tanto è vero che ne cita le norme. Comunque questo decreto luogotenenziale 365 e anche l'altro decreto luogotenenziale che trasferisce i servizi dallo Stato alla Regione, questi testi legislativi hanno creato il sistema della diarchia nell'Amministrazione Regionale. Al tempo del fascismo - oggi sono tutti antifascisti ma qualche 25 anni fa c'erano almeno 40 milioni di fascisti in Italia, salvo poche mosche bianche che oggi sono magari accusati di essere diventati filofascisti, non lo so - comunque queste leggi, non dicevo al tempo del fascismo, si diceva che il regime era basato sul sistema della diarchia perché c'era il Re da un parte e c'era il Duce dall'altra, questo sistema è stato seguito dai decreti luogotenenziali che si sono occupati dell'economia valdostana per cui, per la scuola c'è da una parte l'Assessore alla Pubblica Istruzione e dall'altra parte c'è il Sovrintendente alle Scuole. È classico che l'Assessore e il Sovrintendente, dato che la linea di demarcazione della competenza non è stata fissata da questi decreti luogotenenziali convertiti in legge, è classico che l'Assessore alla Pubblica Istruzione e il Sovrintendente si guardano in cagnesco. Questo è sempre avvenuto, è persino avvenuto che a un certo momento l'odio tra l'Assessore e il Sovrintendente era tale che l'Assessore voleva prendere a pugni il Sovrintendente e gli corse dietro e il Sovrintendente che era molto più piccolo dell'Assessore si è salvato correndo intorno a un tavolo. Questa è la storia inedita spiegata al popolo. Poi c'è altra diarchia: Assessore alla Sanità e Medico Regionale e tutti quelli che sono stati Assessori alla Sanità si ricordano che anche lì c'erano dei fili spinati molto complicati per stabilire le varie competenze e poi altro argomento molto delicato: Assessore al Turismo e Sovrintendente alle Antichità e Belle Arti e a un certo momento non so se siamo noi che abbiamo trovato il sistema di risolvere - questa poi è la più difficile questione di competenza ed è qui che l'Amministrazione regionale, la Giunta regionale è messa peggio perché a un certo momento se ci fosse, adesso io non voglio fare dei giudizi sull'attuale Sovrintendente alle Antichità e Belle Arti, anzi senz'altro il giudizio lo faccio e lo dico che è un eccellente funzionario, una persona molto intelligente, onesta, rispettabile ecc., ma se domani ci fosse invece un Sovrintendente che vuol dare dei dispiaceri all'Amministrazione regionale potrebbe sostenere delle tesi dal punto di vista giuridico della competenza da far passare delle notti insonni all'intera Giunta regionale perché alla competenza del Sovrintendente alle Antichità oltre che dalle leggi che riguardano la Valle d'Aosta è regolata da leggi nazionali che non so mica troppo come si potrebbe... Dunque abbiamo il sistema della diarchia e questo crea dei gravi problemi su quel fatto al quale hanno accennato oggi Dolchi e Siggia di una eventuale revoca di questo provvedimento, prima di parlare di revoca del provvedimento evidentemente bisogna che ci sia una Commissione, che si stabilisca quale Commissione deve esaminare questo, io personalmente sono contrario alla nomina di una Commissione ad hoc perché se continuiamo col sistema di creare un polipaio, una selva selvaggia...di Commissioni non la finiamo più, abbiamo... facciamo già fatica a ricordarci quali sono, a quali Commissioni consiliari apparteniamo noi. Se continuiamo di questo passo non si saprà neanche più quali sono i membri della Commissione, io a questo riguardo domando che l'accertamento dei fatti venga assegnato alla Commissione alla Pubblica Istruzione, c'è la Commissione alla Pubblica Istruzione, non vedo perché trattandosi di un problema che riguarda la scuola, venga assegnata la discussione, l'esame, l'indagine come vogliano, di questi fatti alla Commissione alla Pubblica Istruzione. Solo dopo si potrà vedere chi ha torto, chi ha ragione, quali sono i fatti veramente avvenuti, se il provvedimento del Sovrintendente è legittimo o meno, se c'è stato un eccesso di potere, cosa c'è stato e solo dopo poi la Giunta dovrà affrontare il problema della competenza alla luce di quel principio della diarchia che abbiamo visto che stabilisce varie complicazioni in materia di competenza per quanto riguarda i ricorsi.

Ecco, io credo di aver finito, non so se ho ecceduto spero di non...

Montesano (P.S.D.I.) - No, no... Il primo intervento è di un'ora.

Caveri (U.V.) - Quanto mi rimane?

Montesano (P.S.D.I.) - Ha parlato 40 minuti. Ci rimane ancora venti minuti.

Caveri (U.V.) - 20 minuti. Vede se io volessi fare delle rappresaglie a Lei che è sempre così severo nella... No, ma lo dico scherzosamente! Nella questione dei due interventi, io direi va bene, due interventi, ma allora ci serviamo del massimo previsto dal regolamento e l'impegniamo in quel modo. No, ma non vogliamo punire nessuno, non vogliamo punire nemmeno il Presidente del Consiglio, evidentemente.

Montesano (P.S.D.I.) - Sì, certo...

Caveri (U.V.) - Quindi io sono vicino alla conclusione. La conclusione è questa: se vi è qualcosa di grave in questa faccenda, c'è questo secondo me dal punto di vista politico, se vi è una politica discriminatoria nel campo della scuola, se c'è, se questa politica discriminatoria è provata, io sono il primo a protestare contro questo fatto e a chiedere i fulmini del cielo a questo riguardo, però questo deve essere approvato, non basta che due Consiglieri - d'altra parte rispettabilissimi e credibilissimi - presentino una mozione dicendo "sono avvenuti dei fatti nella scuola...". Va bene, noi questi fatti vogliamo sapere prima di tutto quali sono perché non lo sappiamo esattamente, per quanto riguarda il Fiou abbiamo l'articolo, per quanto riguarda il Bosonetto non sappiamo niente perché non sappiamo cosa ha fatto il Bosonetto, quale è stata la reazione del Sovrintendente, quale è stata la replica, la controreplica, non sappiamo niente, come non sappiamo nemmeno cosa è avvenuto tra Fiou e il Sovrintendente, quindi prima di tutto accertiamo i fatti, ma però io dico in fondo, non possiamo ancora dirlo perché i fatti non sono accertati, ma abbiamo un po' l'impressione che tutto ciò si risolva in una bega tra un funzionario e l'altro, tra un funzionario e l'altro ancora, una bega io dico se noi dobbiamo come Consiglio regionale occuparci poi di tutte le controversie e il mondo della scuola, sappiamo che è un mondo che è pieno di discussioni, di gelosie, di invidie, di cose difficili, i rapporti umani sono difficili, anche perché la vita dell'insegnante è una vita dura perché dover tenere una scuola dove ci sono 40-50 ragazzi che mordono, mordevano già male il freno ai miei tempi, immaginiamoci oggi che siamo in piena contestazione, per quanto la contestazione sia anche un po' in ribasso, ma questo sia detto tra parentesi. Ma insomma il mestiere dell'insegnante è un mestiere pesante, quindi certe volte ci sono magari anche un po' di nervi a fior di pelle, forse anche il Sovrintendente ogni tanto - non sarà la persona più placida di questo mondo perché deve governare questo mondo così difficile - e allora non facciamo di tutto un dramma, certo se c'è una discriminazione allora questo è un fatto grave perché allora è un fatto politico e su questo fatto politico noi come Consiglio regionale allora abbiamo diritto di dire la nostra parola.

Pollicini (D.P.) - La mozione che stiamo discutendo trae origine da uno dei tanti episodi sintomatici del malessere che ha colpito sia l'interno che l'esterno la scuola in genere. Si tratta quindi di fare qui un discorso politico sulla scuola la quale non può e non deve essere il banco di sperimentazione per spegnere la protesta civile in atto nel nostro paese tendente a trasformare la nostra società.

Leggendo i giornali sembra che la scuola sia stata scelta come sede privilegiata nella quale le forze della conservazione vogliono fare la loro prova generale e allora assistiamo al tentativo di colpire quegli insegnanti che si battono contro chi vuole una scuola addomesticata che va dalla pretestuosa applicazione rigida e formale delle disposizioni nei loro confronti alle minacce aperte e palesi, va dai trasferimenti per incompatibilità con l'ambiente alla revoca del comando senza motivazione alcuna con semplice telegramma senza sentire l'insegnante, ma per pochi che osano battersi a viso scoperto, vi sono molti, direi la stragrande maggioranza degli insegnanti sulle stesse posizioni. Il grave disagio esistente nel corpo insegnanti è dovuto ad un tipo di rapporto di piatta e quindi di mortificante insubordinazione nei confronti dei superiori. È invalsa la convinzione da parte del superiore di dover considerare l'insegnante un suo dipendente e non un collaboratore della scuola.

Il Compito dell'Autorità scolastica dovrebbe consistere nell'aprire e successivamente mantenere un dialogo costante fra il gruppo degli insegnati e gli organi dirigenti fino al massimo livello. Purtroppo gli organi dirigenziali della scuola, per tradizione, sentendosi essenzialmente dei funzionari ritengono la loro principale preoccupazione essere ossequienti ad un tipo di visione scolastica centralizzata che fatalmente risente di un'impronta burocratica cioè staccata dalla realtà degli anni settanta. Impostazione burocratica, sottolineo, che risale ad una legislazione concepita all'epoca in cui l'autoritarismo era l'orientamento legislativo del tempo e pertanto in netto contrasto con l'impostazione attuale della scuola, la quale non può sottrarsi al nuovo tipo di rapporti prescritti per legge dallo statuto dei lavoratori che tutti, pubblici e privati sono tenuti ad osservare. Non ci pare che lo sforzo politico e finanziario operato dalla Regione per dare ai nostri giovani una scuola moderna, sottratta almeno nella sua parte funzionale e didattica agli schemi e alle pastoie romane, abbia sortito risultati che sarebbe logico attendersi se pensiamo che vi sono purtroppo ancora insegnanti che vogliono mantenere ancora un tipo di scuola puramente nozionistica e asettica e il discorso assume toni ancora più preoccupanti quando di tipo di divisione scolastica viene instillato dagli stessi organi dirigenziali della scuola valdostana. Mi pare opportuno che nessuno di noi si debba sottrarre ai compiti che ci ha assegnato l'elettorato valdostano allorquando si rende necessario denunciare fatti che se colpevolmente ignorati coinvolgerebbero la responsabilità della classe politica intera.

Da molte parti ci viene rivolto l'appunto di aver abdicato alle nostre responsabilità nel campo scolastico, d'altra parte non ci pare giusto dare un giudizio negativo su tutti i dirigenti della scuola valdostana, fortunatamente non molto numerosi, solo perché si verificano dei casi di assoluta mancanza di senso di responsabilità e di corretta applicazione delle proprie funzioni in ordine ai rapporti con insegnanti i quali diventano di fatto i capri espiatori degli errori e delle inefficienze funzionali e qualche volta della parzialità dei dirigenti scolastici.

È facile immaginare le condizioni di spirito con cui gli insegnanti insoddisfatti dei loro superiori possono operare con conseguente danno per la scuola in genere. Se vogliamo modificare i rapporti all'interno della scuola valdostana, è indispensabile che il dirigente scolastico recepisca tutti i problemi insorgenti nella scuola e che nell'interesse della scuola stessa vengano presentati dalla classe insegnante e dibattuti dagli organi e nelle sedi previste dall'ordinamento scolastico quali assemblee scolastiche e riunioni di insegnanti che di fatto attualmente si risolvono il più delle volte con dei nulla di fatto, causa l'impostazione asettica data dai dirigenti dimostrando così di abdicare alle loro funzioni.

Penso che anche voi egregi colleghi sappiate che proprio in mancanza di questi collegamenti tra corpo insegnante e dirigenza scolastica, gli insegnanti si sono trovati nell'isolamento quasi totale, tant'è che per uscire molti di essi hanno costituito fra di loro all'infuori del proprio plesso scolastico, dei gruppi di studio per dibattere seriamente i problemi della scuola. Questa lodevole iniziativa di molti insegnanti, non è di se stessa sufficiente a risolvere i problemi di ordine pratico relativi agli obiettivi a cui deve mirare una scuola rinnovata e democratica. Chi vi parla da molti anni lavora in una condizione pesante, nella quale molte volte i rapporti sono difficili tra subalterni e superiori per un tipo di concezione autoritaria dell'organizzazione del lavoro che solo ora va attenuandosi, ebbene con mia notevole sorpresa, ho scoperto che i rapporti di lavoro, il rispetto della personalità dell'insegnante nell'ambito della scuola, sono di gran lunga più mortificanti di quelli esistenti nell'industria. Forse è necessario che la classe insegnante si ricordi che il rispetto della propria personalità si ottiene non per concessione paternalistica dei propri superiori, ma solo attraverso una presa di coscienza del proprio diritto alla dignità.

Con questo spirito noi siamo solidali con tutti quegli insegnanti che si battono per ottenere il diritto che la Costituzione riconosce ad ogni cittadino, di manifestare le proprie idee senza essere costretti ai condizionamenti imposti direttamente o indirettamente da un mal concepito senso di conformismo. Noi siamo contrari che la politica partitica entri nelle scuole, ma siamo altrettanto contrari a qualsiasi tentativo da parte dell'autorità scolastica, tendente a modificare la personalità dell'insegnante sotto qualsiasi profilo. Nel nostro paese stiamo assistendo ad una chiara presa di posizione dell'autorità scolastica nei confronti di persone appartenenti alla scuola, presa di posizione chiaramente repressiva in quanto tende ad arrestare un processo già avanzato di sensibilizzazione degli insegnanti allo spirito di rinnovamento. Di conseguenza di fronte ai provvedimenti disciplinari e alle minacce che colpiscono alcuni esponenti del mondo scolastico valdostano, noi ci dichiariamo solidali con gli insegnanti della Valle d'Aosta, pertanto chiediamo che l'Assessore alla Pubblica Istruzione interessato all'avanzamento della scuola valdostana in senso democratico, il quale è al di sopra degli interessi burocratici dell'ordinamento scolastico, intervenga in modo incisivo per porre termine ad una situazione che se protratta nel tempo rischia di mettere in crisi la credibilità del nostro obiettivo di rinnovare democraticamente la scuola valdostana.

Montesano (P.S.D.I.) - La parola al Consigliere Germano. Non c'è. Chi altri chiede la parola? Non c'è? C'è qualche altro che vuole intervenire? No, vogliono tutti sentire Germano. Allora Germano è il suo turno.

Germano (P.C.I.) - Mi rincresce che non ci sia l'On. Caveri perché volevo illustrare un fatto che servisse a chiarire, ecco. Io volevo brevemente illustrare un fatto che servisse a chiarire... è successo un mese fa, che servisse a chiarire e capire meglio di fronte a che elemento ci troviamo. È un fatto che anche per l'On.le Caveri può avere delle testimonianze facili perché è successo in Commissione personale e c'era un Consigliere dell'Union Valdôtaine e riguarda un sindacalista del SAVT, quindi facilmente reperibile e facilmente constatabile.

Succede che in Commissione personale un lungo lavoro che stiamo facendo in accordo con sindacati e con personale, si decida di fare un passo in avanti sul terreno democratico, cioè stabilire i tempi e i modi per una maggiore partecipazione del personale, per interessare il personale, per fare in modo che il personale come burocrazia migliorasse e rendesse un migliore servizio all'Amministrazione e alla cittadinanza. A questo scopo si decide di costituire dei consigli di gestione di assessorato e di costituire in seguito, il Consiglio di gestione generale, l'obiettivo del consiglio di gestione di assessorato è quello di gestire il regolamento organico, cioè vedere per l'assunzione, la promozione, i giudizi di merito, una maggiore partecipazione e tutti i Consiglieri rappresentanti tutti i partiti politici sono stati d'accordo su questa impostazione. I Consigli di gestione sono costituiti dall'Assessore, quindi l'Amministrazione, il dirigente e dei dipendenti del personale eletti dallo stesso personale. Allora decidiamo di informare i dipendenti su questo, decidiamo di fare le assemblee di ogni assessorato, facciamo anche l'assemblea dei dipendenti dell'Assessorato alla Pubblica Istruzione. Il Presidente della Commissione che combinazione è anche l'Assessore alla Pubblica Istruzione, illustra i concetti per cui con sindacati e con dipendenti siamo arrivati alla determinazione di costituire i consigli di gestione, spiega che così la direzione e la gestione dell'organico non è più di singoli individui ma avviene collegialmente, che i dipendenti sono interessati e che quindi sul terreno democratico si fa un passo in avanti. Si apre il dibattito, parecchi esprimono i loro apprezzamenti, un sindacalista del SAVT dipendente di questo Assessorato esprime anche lui il suo apprezzamento, dice così nel futuro le decisioni non saranno più personali del dirigente o dell'Assessore, saranno collegiali, valutate tutte assieme. Naturalmente al Signore in oggetto si sono drizzati i capelli, ha subito replicato, però eravamo presenti noi, si è ripresa la discussione, si sono fatte le votazioni e sciolto l'Assemblea. Cosa succede? Due giorni dopo, questo dirigente di Assessorato convoca tutto il personale, senza dirlo all'Assessore, senza dirlo al Segretario generale che è il responsabile del personale, pianta una reprimenda a questo sindacalista perché per lui non doveva permettersi di criticare niente davanti a tutti con profonda umiliazione e poi due giorni dopo gli dà un altro incarico di lavoro più oneroso nell'Assessorato. Questo è il tipo, questi sono i metodi e sono metodi che giriamo, giriamo, sono metodi che noi abbiamo sempre chiamato fascisti e che finché saremo in vita chiameremo fascisti e che denunceremo sempre in ogni caso. Avvocato lei dice qui l'articolo, io non lo conosco, ma la Costituzione italiana dice che ogni individuo, ogni cittadino può scrivere liberamente il suo pensiero. Questo ha scritto un articolo. Ci sono delle critiche? Sono pesanti, sono leggere? Tutto quello che si vuole, ma nella scuola lui come Professore ha fatto il Professore e non può essere punito come cittadino che scrive un articolo se l'articolo eccede, ci sono norme di legge che prevedono questo, ma lui come Professore non avendo fatto nessuna mancanza a scuola, non può essere censurato, colpito per aver scritto l'articolo. Non può nel modo più assoluto, altrimenti la libertà di stampa non c'è più, altrimenti bisogna solo dire e scrivere le cose che fanno piacere ai superiori, sennò ci puniscono! Ha detto prima Dolchi, se ci sono diffamazione, se c'è la possibilità di rettifica, c'è tutto quanto, ma questo sul piano del cittadino, non sul piano del Professore e del sindacalista che firma Prof. Fiou Segretario dalla CGIL scuola non è che dice, firma proprio con questo, con questa motivazione, quindi... (Voce) ...No, io non dico questo mi dispiace, Avvocato Caveri, semmai le ricordo che lei a proposito di articoli ha delle sue esperienze, allora lei sa queste cose, sa che si rischiano anche 15 anni per esprimere le proprie opinioni... (Caveri: ...10) ...10, bene allora vede. Vuole che noi qui ci mettiamo in questa condizione? Non è il problema dei 15 giorni di sospensione, il problema è che se c'è un dipendente regionale che ha questa mentalità, il Consiglio deve dire questa mentalità qui non va avanti, qui sarà censurato, altrimenti non siamo più noi, siamo degli altri, altrimenti non siamo più in regola con le nostre coscienze, con il nostro modo di pensare e se noi non diciamo questa parola a questo Signore, manchiamo a un dovere. Io mi auguro che tutto il Consiglio lo dica perché tutto il Consiglio è sensibile a queste cose, ma se domani il nostro gruppo, se domani non ci fosse neanche il nostro gruppo, io da solo continuerei a dirlo perché i metodi fascisti non si lasciano passare in nessun modo.

Montesano (P.S.D.I.) - Allora in ordine sono iscritti il Consigliere Andrione, poi l'Assessore Lustrissy e l'Assessore Milanesio. Credo che l'Assessore Lustrissy voglia parlare in ultimo no? Bordon, Ramera, bene. La parola al Consigliere Andrione.

Andrione (U.V.) - Credo che sarebbe un errore quello di volere trasformare già questa sera e senza una debita istruttoria il Consiglio regionale in giudice, perché alcuni di noi conoscono certi fatti bene, alcuni li conoscono meno bene altri forse non li conoscono per nulla ed è quindi necessario, prima di prendere qualsiasi decisione e il Consiglio attraverso una sua Commissione abbia di fronte a sé la realtà dei fatti così come possono essere appurati attraverso un'istruttoria, un'indagine, condotta da una Commissione consiliare.

L'esigenza di fare questo è proprio per non cadere in quell'errore che da parte vostra è stato imputato a qualcuno e cioè di giudicare affrettatamente su delle impressioni e senza avere il sostegno di una dovuta documentazione. Io concordo in gran parte sia con lo spirito che ha informato la mozione, sia con quanto ha detto l'Avvocato Caveri, mi permetterei però di fare una precisazione sul punto fondamentale di quello che è stato l'intervento dell'Avvocato Caveri, cioè la Commissione - che a mio avviso dovrebbe essere quella della Pubblica Istruzione, ma anche questa è una opinione personale - quando tratterà del problema discriminazione, dovrà stabilire se esista la par condicio, vale a dire se è esistito lo stesso trattamento per tutti gli individui comunque dipendenti dalla Sovrintendenza agli studi, perché senza essere un autoritario e un repressivo, credo che sia necessario riconoscere a chi ha una certa autorità, di applicare le leggi così come sono, di applicare queste leggi perché sennò arriviamo al punto nell'Amministrazione regionale, in cui le note di qualifica sono una burletta che non serve a nulla. È vero che la legislazione italiana in materia di scuola contempla il modo di dare la nota di qualifica che è semplicemente osceno, è una legga fascista che grazie al sistema andante viene ancora applicata e allora questa Commissione dovrà stabilire se in tutti i casi, se tutti gli articoli diffamatori, o meno, lasciando perdere per un istante la verità o meno dell'assunto dell'articolo, sono stati sempre trattati allo stesso modo. Se per esempio è avvenuto che alcuno, come dice il Boccaccio o il Macchiavelli chiedo scusa, facesse manichette al Sovrintendente e ricevesse il bonario avviso: "Figliolo, non rifarlo", e qualcun altro che invece facesse vedere la punta rosa della lingua, cuccasse il legno per prendere l'espressione dell'Avvocato Caveri... la discriminazione esiste quando non si applica lo stesso metro agli stessi casi e allora questo è il compito della Commissione, se questo apparirà il Consiglio dirà in sede politica e amministrativa qual è la sua opinione, primo punto. Secondo punto: è vero che a questo livello, portato di fronte a un Consiglio regionale, un'Assemblea di questo genere, possono parere piccole e meschine le motivazioni che hanno causato, scusatemi l'espressione, il tira e molla tra gli uni e gli altri, però bisogna tenere conto che non c'è niente di più offensivo per un individuo, chiunque esso sia, di vedersi punito quando il collega o quella che nella sua posizione, che magari fa molto peggio di lui, gode dei favori o dell'approvazione del superiore. Questo è quanto deve prima stabilire e una volta che fosse stabilito in un certo senso, dovrà fare oggetto di indagine, di studio giuridico per stabilire le competenze, di studio per il Consiglio per stabilire la sua futura politica in materia di scuola. Teniamo conto che malgrado l'articolo 4 dello Statuto, malgrado il decreto dell'11 novembre del '45, malgrado tante altre questioni, il personale della scuola gode di un suo statuto specifico in quanto diritto soggettivo a parte come insegnante che fugge completamente alla competenza e della Giunta e del Consiglio.

Noi possiamo fare una politica amministrativa che può piacere o meno, credo che Pollicini abbia parlato dei comandi, noi possiamo revocare un comando, ma non possiamo intervenire in ultima istanza su quella che è la nota di qualifica di un direttore didattico, di un insegnante o di un maestro. Non possiamo intervenire perché non è competenza nostra e a questo proposito ci sono state delle discussioni asperrime dal '49 in poi e ne ho avute ancora ben 10 quando ero Assessore alla Pubblica Istruzione per cui, concludendo, una proposta concreta che la Commissione alla Pubblica Istruzione accerti i fatti sulla base di quella parola che è la parola fondamentale dal punto di vista politico, cioè accerti se è esistita discriminazione, se è esistita discriminazione, che la Commissione riferisca al Consiglio regionale e che in Consiglio regionale, dopo ampio e esauriente discussione, prenda le decisioni del caso, ma non si faccia ad altri quello che non si vuole fare in questo caso, vale a dire non si dia un giudizio affrettato, tranciato così per ragioni non direi irrilevanti, ma per ragioni di passione e io capisco benissimo dal punto di vista umano, manteniamo noi quell'imparzialità, quell'obiettività che è necessaria e alla dignità del Consiglio e a ogni giudizio sanamente espresso.

Lustrissy (D.P.) - Io ritengo di poter concordare sul problema generale dell'esigenza di un rinnovamento delle strutture della nostra scuola su quanto molti colleghi consiglieri hanno avuto modo di affermare ripetutamente in questa aula oggi, ma rinnovamento che deve passare non solo attraverso le strutture, ma che deve coinvolgere tutto quanto l'apparato burocratico e amministrativo della scuola perché la scuola è una questione complessa che vede da una parte la partecipazione della comunità delle famiglie degli studenti e dall'altra una serie di leggi, di regolamenti che con il tempo hanno burocratizzato eccessivamente questa struttura che di per sé oggi si trova ingabbiata in un sistema rigido, burocratico, senza possibilità di poter sperimentare e di poter acquisire dalla società nella quale è inserita, nessuno stimolo efficace, nessuno stimolo valido per la sua funzionalità. Ora se questo molte volte impedisce a coloro che più sensibili a queste esigenze si fanno propugnatori di esperienze e sperimentano metodi e metodologie diverse, sovente si cozza contro la legge, contro l'organizzazione burocratica e tante iniziative e tante energie, giovani soprattutto che sono a nostra disposizione per poter operare in questa direzione, vengono frustrate il più delle volte sul nascere, tant'è la dimostrazione di queste cose per fare delle piccole sperimentazioni a livello di qualsiasi scuola è necessaria sempre la sacrosanta autorizzazione ministeriale, è necessario il decreto, quasi che la scuola fosse una macchina burocratica che si debba muovere con degli organismi e degli ingranaggi che il più delle volte, sovente, soffrono e languono perché manca l'elemento lubrificante, manca l'elemento vivificante che è l'apporto della società che della scuola chiede un qualcosa di diverso.

Ora, con questo spirito e in sintonia con queste esigenze, noi oggi possiamo affermare che lo stato giuridico che regolamenta il trattamento, i doveri, i diritti del personale insegnante, oggi si richiama a delle leggi ormai superate dalla situazione dei fatti e dal passato, però concordo con l'Avvocato Caveri quando dice: "Chi, abbiamo trovato vicino a noi quando anni fa ci eravamo fatto propugnatori di certe nuove riforme, quando volevamo una scuola regionale proprio per inserirla nel contesto della nostra comunità, proprio per dare anche agli insegnanti dignità e certezza di un rapporto di lavoro senza trovarci sempre nelle situazioni nelle quali ci si ritrova il più delle volte, di lungaggini burocratiche, di circolari, di ordinanze, di commissioni che sono lunghe nel lavoro, non per colpa loro, ma alle volte perché la legge impone ad esse un certo ritmo di adempimento".

Ora partendo da queste considerazioni e tenendo presenti anche queste esigenze di rinnovamento, io affermo oggi ancor di più, avendo delle responsabilità precise, che l'Amministrazione regionale, in particolar modo la Giunta regionale, è disponibile per trattare assieme ai sindacati il problema generale dello stato giuridico del personale insegnante perché se riconosciamo che le norme non sono più valide e che la nostra Costituzione repubblicana è retta da leggi e da ordinamenti dobbiamo dichiararle decadute e dobbiamo avere il coraggio di rivederle e di riproporle secondo queste nuove esigenze e secondo queste nuove ispirazioni, però al di là di questo rimane oggi il fatto episodico di un insegnante che si è trovato in una determinata situazione perché l'organizzazione burocratica è quella che è e allora qua dobbiamo andare a vedere un momento quelle che sono le leggi, quella che è la potestà della Regione, la potestà amministrativa in rapporto ai problemi qui dibattuti. Bene ha fatto secondo me la Signora Siggia a ricordare determinate disposizioni e determinate leggi perché effettivamente, se competenza vi deve essere, la competenza esiste in funzione, esiste in compiti, compiti che peraltro sono stati demandati con la 365 alla Regione, perché si definisce chiaramente nella 365 che la Sovrintendenza è un ufficio regionale dipendente dalla Regione, nell'altro il regolamento organico del '56 che definisce le norme amministrative, la ripartizione degli Uffici della Regione, l'articolo 48 stabilisce le funzioni, tutte le varie funzioni svolte dall'Amministrazione regionale in ordine ai problemi dell'Istruzione Pubblica e all'articolo 49 individua i compiti amministrativi derivanti dalle funzioni che l'Amministrazione Pubblica deve svolgere: "Servizi e compiti già di spettanza del soppresso Provveditorato provinciale agli studi... in materia di ordinamento delle scuole e del personale insegnante" e qui si passa all'elencazione.

Ora da tempo e da anni, mi pare, non è nuovo questo problema, l'Amministrazione regionale, in modo particolare il politico che ha avuto il carico dell'Assessorato alla Pubblica Istruzione si è sempre trovato di fronte a questa duplicità di funzione, a questa diarchia come accennava molto bene l'Avvocato Caveri, nel quale non si sapevano sempre quali erano i confini dell'attività della Sovrintendenza agli studi e quelli che erano i confini dell'attività politica e amministrativa e della Giunta regionale e del Consiglio regionale e dell'Assessore, che doveva essere l'esecutore di quella che era la volontà della Giunta e del Consiglio regionale e a questo proposito io vorrei richiamare, brevemente, alcune osservazioni fatte in merito proprio al trasferimento di funzioni dallo Stato alla Regione, da una relazione svolta dal Prof. Onida nel corso - che era il relatore ufficiale della Regione Autonoma Valle d'Aosta nel corso del Convegno di studi giuridici sull'ordinamento regionale svoltosi nell'autunno del '70 ove si parlava proprio in definitiva, proprio di questi problemi, che gli Uffici della Regione appartengono esclusivamente all'apparato amministrativo regionale e dipendono dal punto di vista della gerarchia amministrativa esclusivamente dagli organi supremi della Regione stessa: Consiglio regionale, Giunta e Assessori, pertanto anche là dove il trasferimento della funzione non sia stato completo nel senso che esso non abbia investito le funzioni esercitate dagli organi centrali dell'Amministrazione statale, è pur vero che il trasferimento delle funzioni già affidate agli organi periferici dello Stato, ha inciso, e non poteva non incidere, anche sui poteri degli uffici centrali in quanto ha fatto meno i poteri di supremazia e direzione da essi già esercitati nei confronti degli uffici periferici e non più esercitabili invece come si è detto nei confronti degli uffici regionali che hanno sostituito questi ultimi, così la Sovrintendenza agli studi della Valle d'Aosta che è un ufficio della Regione, pur svolgendo le medesime funzioni che nel restante territorio nazionale sono esercitate dai Provveditori agli studi, e pure applicando per gran parte le medesime disposizioni legislative che vengono applicate dagli stessi Provveditorati agli studi, ha una posizione tutto affatto diversa da questi ultimi, in quanto non dipende gerarchicamente dagli uffici centrali del Ministero della Pubblica Istruzione, bensì esclusivamente dagli organi politici della Regione e specificatamente dall'Assessore alla Pubblica Istruzione, dalla Giunta e dal Consiglio, e mi pare che continuando poi brevemente nella sua relazione argomenti che in definitiva e seppur nel complesso e nel rispetto delle norme delle leggi vigenti, determinate funzioni amministrative demandate come ufficio alla Regione debbano di fatto risponderne gerarchicamente agli organi politici e amministrativi della Regione.

Detto questo, io ritengo - proprio per una maggior obiettività nell'esame della questione di cui oggi siamo investiti - di poter concordare sulla proposta di demandare alla Commissione - in questo caso Pubblica Istruzione forse è la più adatta - di demandare il problema alla Pubblica Istruzione, prima di tutto che si indaghi affinché possa sperimentare e verificare se ci sono state delle discriminazioni così come sono state denunciate perché qui vorrei fare anche una parentesi, quando si parla di discriminazione a diversi livelli, c'è una potestà che è quella del Sovrintendente e che è quella potestà che ha colpito con il provvedimento l'insegnante Fiou, però c'è tutto il problema delle note di qualifica, le note di qualifica vengono impartite dai capi istituto e dai direttori didattici, al di sopra dei direttori didattici gerarchicamente c'è l'ispettore che assegna le note di qualifica al direttore didattico e i ricorsi secondo costante e non dico giurisprudenza perché non mi sento di poter affermare questo, ma secondo una prassi costante sono sempre stati indirizzati di volta in volta o al Sovrintendente secondo le competenze, o al Ministro.

Ora, le note di qualifica al Sovrintendente io personalmente non ne ho mai date perché da tre anni è notorio che nell'Amministrazione regionale non ci sono note di qualifica ed è altrettanto notorio che sul piano, diciamo così regionale, la Commissione del personale, come ha ricordato Germano, si sta muovendo in una certa direzione e sta facendo un qualche cosa di nuovo, sta rinnovando tutti questi rapporti, ora detto che queste discriminazioni denunciate non sempre sono imputabili all'ufficio scolastico regionale, dico potrebbero essere imputabili, ma il più delle volte sono a livelli diversi di responsabilità e non sempre allo stesso ufficio. Naturalmente sarebbe opportuno, oltre ad indagare, a verificare queste situazioni, anche di esaminare un momentino la questione delle competenze, cioè che la Commissione sia anche incaricata di definire il problema più generale delle rispettive competenze dei rapporti tra Sovrintendenza, Assessorato, Giunta e Consiglio perché altrimenti se non approfittiamo di queste occasioni per chiarire una volta per sempre queste competenze, noi faremo una cosa che è limitata ad un fatto personale ma non avremo mai la possibilità poi nel prossimo futuro all'evenienza o al ripetersi di casi del genere, non sapremo mai come comportarci di preciso. Di Fiou io direi che gli atti della Commissione che dovrà definire queste cose, dovranno essere poi riportati alla Giunta regionale e al Consiglio secondo le competenze perché noi affermiamo, e questo mi sento di affermarlo solennemente a nome della Giunta, che la competenza laddove si parla di Ministro per quanto riguarda i problemi della burocrazia scolastica, è dell'Amministrazione regionale, allora tutte le volte che si parla di ricorso al Ministro, si deve intendere Amministrazione regionale. Io mi sento di affermare oggi a nome della Giunta regionale che possiamo affermare tranquillamente in base alle disposizioni di legge, così come bene ha illustrato la Signora Siggia, così come bene ha richiamato il Prof. Onida nella sua relazione, possiamo affermare oggi che, laddove si parla di Ministro nei rapporti burocratici della scuola per quanto compete alla Regione Valle d'Aosta, si debba intendere Amministrazione regionale e per essa l'Assessore alla Pubblica Istruzione o la Giunta secondo le competenze. Pertanto una volta che la Commissione avrà indagato ed accertato i fatti, dovrà demandare il tutto, la soluzione del problema e se ci saranno dei ricorsi dovranno essere indirizzati all'Amministrazione regionale perché assuma le necessarie decisioni. Questo noi ci sentiamo di affermare oggi come autonomisti e questo ci sentiamo anche di fare in quanto potrà significare questo un certo tipo nuovo di rapporti, non so, una visione nuova del problema, ma però noi oggi ci sentiamo di definirci autonomisti solo avocando a noi determinate responsabilità e queste responsabilità, secondo noi, ci competono da quelle che sono le leggi testé in vigore. Mi scuso con l'Avvocato Caveri perché forse nella foga...

Montesano (P.S.D.I.) - ... Ah, voleva rinnovare le domande!

Lustrissy (D.P.) - Le tre domande. Il Sovrintendente ha interpellato l'Assessore per il provvedimento? No, l'Assessore non è stato interpellato, come d'abitudine. Cosa ha risposto? Evidentemente non ha risposto niente. Discriminazione dei dipendenti: qui dobbiamo fare una distinzione, se la discriminazione è nei confronti del personale insegnante o di altro personale. Ora io posso dire questo, qua dobbiamo anche evitare di cadere in equivoci e in errore, una precisazione l'ho già fatta in precedenza quando ho parlato di indagare su possibili discriminazioni, ovverossia ci sono delle competenze nell'attribuzione di note di qualifica che sono a livelli diversi e il responsabile utilizza questo strumento come noi lo sappiamo, alle volte la nota di qualifica, e tutti coloro che sono stati amministratori regionali o hanno esperienza di pubblica amministrazione sanno benissimo, a me personalmente è successo, sanno benissimo che la nota di qualifica è uno strumento di repressione, alle volte usato così, ingiustamente, iniquamente, nei confronti dei dipendenti, poi c'è l'altro problema che l'articolo del giornale cita, il problema delle discriminazioni nella assegnazione degli incarichi e a questo proposito vorrei dire e vorrei affermarlo come Assessore che per la discriminazione nell'affidamento degli incarichi e delle supplenze al personale insegnante della scuola secondaria non ci possono essere. Perché? Perché le ordinanze che l'Assessore fa su parere della Giunta, sono fatte previa consultazione dei sindacati, a chi è affidata la gestione delle ordinanze? Alle Commissioni espressione dei sindacati, pertanto le proposte di nomina da dove partono? Partono dalle Commissioni secondo e come stabilisce l'ordinanza, se l'ordinanza stabilisce che è competente la commissione è la Commissione, se stabilisce che è competente l'ufficio, è l'ufficio. Pertanto io ritengo di poter dire, a parte l'accertare quell'episodio che io ritengo che non sia conforme alla realtà, quell'episodio specifico, che discriminazione nelle nomine, negli incarichi e supplenze, non ce ne possono essere.

Montesano (P.S.D.I.) - Ci sono altri iscritti a parlare... Breve, eh!

Caveri (U.V.) - Ma per il resto dico...Io vorrei fare una domanda all'Assessore perché... una domanda di chiarimento di quello che ha detto perché l'Assessore intanto ha detto che discriminazione in materia di nomine non ce ne possono essere.

Farò dopo una considerazione al riguardo, ma per il resto, dico, c'è discriminazione, da parte del Sovrintendente, perché, Lei, scusi, ancora una volta, non la voglio offendere, Lei ha una tendenza a parlare delle cose in modo un po' metafisico e non in modo concreto, in modo generico. Io voglio delle risposte concrete su fatti concreti, io voglio sapere, a parte quello che ha detto a proposito delle nomine sulle quali risposte io farò le mie brave considerazioni, io dico, a parte il fatto delle nomine, c'è discriminazione da parte del Signor Sovrintendente alle Scuole della Regione Autonoma della Valle d'Aosta, nei confronti degli insegnanti, questo chiedo, o dei suoi dipendenti in genere? (Lustrissy: Non mi risulta) ...Ah! non Le risulta, ah, bene! Io prendo atto e allora adesso continuo, se mi permette il Presidente.

Dunque, io vorrei molto bonariamente fare qualche considerazione su quello che ha detto l'Assessore Lustrissy: l'Assessore Lustrissy ha parlato di legge superate, siamo d'accordo, vi sono 200.000 leggi speciali nella repubblica italiana e ci sono dei codici, ci sono leggi e codici che sono superati, ma allora bisogna abrogarle queste leggi, non può la Giunta regionale dire, "non mi piace questa legge, questa legge è superata, questa legge non la applico"; la Giunta regionale, come tutti noi dobbiamo rispettare le leggi, anche quelle che sono superate, e vuol dire che cercheremo di farle abrogare, coi modesti mezzi che abbiamo.

Prima considerazione; seconda considerazione: l'Assessore parla con disprezzo dell'organizzazione burocratica. Attenzione, perché dei tempi di Courteline e prima di Courteline, autore del romando sulla burocrazia francese, romanzo, nel quale, Courteline ha sfottuto, acerbamente la burocrazia francese, nei tempi di Courteline e anche prima, si è sempre parlato male di certe deformazioni mentali dei burocrati.

E lì, siamo poi tutti d'accordo, su quel punto, però non si può negare che un'organizzazione burocratica è necessaria in tutte le amministrazioni; un'amministrazione burocratica esiste in Russia, e come; nella Cina di Mao Tse-Tung c'è certamente un'organizzazione burocratica; c'è un'organizzazione burocratica in tutti i paesi dell'occidente, un'organizzazione burocratica c'è e ci sarà sempre, anche fino a quando ci sarà in Valle d'Aosta una Regione Autonoma. Lei Signor Assessore che parla con disprezzo dell'organizzazione burocratica, è pregato di ricordarsi che Lei è proprio a capo dell'organizzazione burocratica della scuola; quindi attenzione, io, questa piccola messa a punto, la ritenevo doverosa da parte mia, però l'Assessore è d'accordo poi con noi, su altri punti, l'Assessore è d'accordo con noi su un punto fondamentale, e cioè che è bene, l'Assessore in sostanza ha accettato, ha accolto la proposta fatta da diversi Consiglieri, e tra l'altro anche da me, e cioè di deferire la questione dell'accertamento dei fatti sui quali l'Assessore non si è pronunciato, tra parentesi, perché l'Assessore ha fatto molte divagazioni di natura metafisica, ma dei fatti non ha parlato; ora come Assessore aveva il dovere di dire cos'era successo; vuol dire che si riserva di dirlo alla Commissione.

C'è poi un altro punto, allora su quel punto sono d'accordo, cioè deferimento della controversia - chiamiamola così - della questione sollevata dalla mozione Dolchi-Siggia, deferimento alla Commissione alla Pubblica Istruzione, su questo siamo d'accordo, poi dice: "la Commissione alla Pubblica Istruzione dovrà decidere le intricatissime questioni di competenza che sono nate coi decreti luogotenenziali, con le varie leggi, che vanno poco d'accordo con le leggi scolastiche nazionali, ecc. ecc.", però, quindi lei ha parlato di competenza della Giunta, di competenza dell'Assessore, di competenza del Sovrintendente, ecc., ma io mi permetto, molto sommessamente, di dire che queste questioni di competenza sono talmente delicate che, io non voglio mancare di rispetto verso la Commissione alla Pubblica Istruzione, evidentemente la Commissione alla Pubblica Istruzione, può formulare dei quesiti, ma queste questioni difficilissime e delicatissime devono essere affidate a colleghi di giuristi, insigni ad alto livello, quando quei sindacati, come dicevo un momento fa, si opponevano alla competenza della Regione in materia di scuola, noi a chi abbiamo fatto ricorso, per sapere come ci dovevamo comportare? Noi ci siamo rivolti al Senatore Meucci Ruini, che era un giurista, era un cannone in materia di diritto amministrativo, di diritto costituzionale, era il presidente del Senato, l'Onorevole, il Senatore Meucci Ruini ci ha soltanto raccomandato di non dire a nessuno che ci aveva dato un parere, Meucci Ruini, ci ha dato un parere dicendo che noi avevamo ragione, perché la Regione Valle d'Aosta aveva la competenza amministrativa e legislativa in materia di scuola e non ha firmato il parere. Adesso che l'On. Meucci Ruini è morto, possiamo dire tranquillamente il fatto perché non rischia più di essere eletto Presidente della Repubblica, per aver dato un parere ad una Regione Autonoma. Quindi io dico queste questioni delicate di competenza diamole da risolvere ai grandi giuristi e si possono discutere nella Commissione Pubblica Istruzione, ma direi che bisogna sentire il parere di qualche grande maestro del diritto.

Però vengo alle risposte finali dell'Assessore Lustrissy. Le risposte finali dell'Assessore Lustrissy sono molto importanti, siccome io non ho la virtù di ricordare le precise parole mi sono segnato qualche piccolo appunto e quindi basandomi su questo appunto credo di poter affermare, poi semmai c'è il nastro che ha registrato le risposte dell'Assessore Lustrissy.

L'Assessore Lustrissy ha affermato che non ci possono essere discriminazioni in materia di nomine e ci ha spiegato anche il motivo. Ora l'articolo del Fiou - io non voglio fare il pubblico ministero contro il Fiou, d'altra parte io non lo conosco nemmeno, non so a che sindacato appartenga... ah sì, l'ha detto nell'articolo del giornale, ma io non ci avevo fatto caso.

Non so a che partito appartenga, io non sono il pubblico ministero, però mi permetto, così, molto sommessamente, di notare come il Fiou nel suo articolo ha detto questo: che ci si è serviti di meccanismi di pressione, come nota di qualifica - dei rapporti informativi e si sono fatte discriminazioni nell'assegnazione delle nomine.

Ora, lei signor Assessore, questo è il punto, dice che discriminazioni in materia di nomina non se ne possono fare, quindi il Sig. Fiou ha detto il falso nel suo articolo e ha detto il falso nei confronti di un suo superiore amministrativo e di un suo superiore gerarchico.

Questo è un fatto molto importante, di cui evidentemente la Commissione deve tener conto e poi altra affermazione dell'Assessore Lustrissy; siccome io ho chiesto all'Assessore di dirmi se però... dunque l'Assessore dice che in materia di nomine non sono possibili discriminazioni, va bene, ne prendiamo atto, ma allora Fiou ha mentito, questo è indiscutibile, oppure si è sbagliato l'Assessore, allora dovete ritirargli la fiducia, voi che avete tanta fiducia in questa Giunta.

Ma c'è un altro punto più importante: la mia domanda, siccome l'Assessore divagava e faceva dei discorsi generici, questo è il vizio del mondo politico contemporaneo di fare dei grandi discorsi a vuoto, mi sembra di sentire i discorsi sulla programmazione, ad ogni modo, alla mia domanda precisa ha risposto, credo, obbiettivamente, avendogli chiesto se c'erano state da parte del Sovrintendente altre discriminazioni in altro campo, diverso dalle nomine e mi ha risposto: "non mi risulta".

Quindi questo è anche un fatto di cui dobbiamo tenere in debito conto.

Io non aggiungo più niente altro. Io insisto a che tutta la controversia sia assegnata alla Commissione Pubblica Istruzione e per conto mio sono ben contento che sia stata presentata questa mozione perché finalmente abbiamo potuto chiarire certi fatti e aggiungo un'ultima considerazione.

Mi spiace che non ci sia la Signora Siggia... (Montesano: è qui) ...oh! Scusi è persino Vice Presidente, l'avevo dimenticato.

Io volevo dire questo: oggi tutti si dichiarano autonomisti, come oggi tutti si dichiarano democratici, però come si discute della parola "democrazia" finirà che di questo passo, discuteremo anche della parola "autonomia" che cosa vuol dire.

Io mi permetto di dire ed è da parecchio tempo che lo volevo dire e veramente l'ho già detto, quando abbiamo discusso della legge sul controllo dei Comuni, io ho detto, d'accordo, "libertà e autonomia per i Comuni", e infatti, io personalmente con il consenso dei miei colleghi dell'Union Valdôtaine ho presentato una legge al riguardo, che la legge che è stata fatta proprio dalla Giunta attuale, con qualche piccola modifica insignificante, è quella legge, non chiedo che sia chiamata legge Caveri perché non sono vanitoso, ma quella legge è stata approvata dal Consiglio regionale ma già in quell'occasione io dicevo: "ma sì, autonomia, ma che cosa vuol dire autonomia? Autonomia dei Comuni sì, ma non bisogna distruggere però il potere degli organi regionali perché altrimenti noi distruggiamo le fondamenta dell'autonomia regionale, allora se siamo autonomisti, dobbiamo combattere eventuali discriminazioni", che d'altra parte secondo l'Assessore non ci sono state perché dice che sono impossibili in materia di nomine e dice che nelle cose, nelle altre materie, non gli risultano, nevvero. Ma non è questo il punto, il punto che volevo sviluppare è un altro e il punto che io voglio sviluppare è il seguente: se siamo autonomisti, noi non possiamo approvare discriminazioni o concezioni passate, reazionarie ecc., però come autonomisti abbiamo il dovere primario, elementare di difendere la competenza degli organi regionali, e tra questi organi regionali, piaccia o non piaccia c'è il Signor Sovrintendente alle scuole e quindi quando si dice: niente note di qualifica, niente nomine, niente qui, niente lì, e poi si è permesso di interferire nel biennio, ma come? Ma allora si viene a sostenere la tesi che ci sono insegnanti di prima classe e insegnanti di seconda classe; gli insegnanti di prima classe, quelli del biennio, possono fare quel cavolo che vogliono, gli altri insegnanti, invece sono ancora soggetti a una qualche disciplina del Sovrintendente, secondo l'autore dell'articolo il quale - mi permetto di dire - ha delle idee molto confuse in politica e in diritto, e dimostra di avere una grande confusione nella testa.

Per fortuna insegna disegno e non insegna né diritto costituzionale, né diritto amministrativo.

E allora, io dico, siamo autonomisti, benissimo, allora, difendiamo un minimo di competenza degli organi regionali, tra i quali c'è anche la figura del Sovrintendente.

Io parlo della figura del Sovrintendente e non parlo del Signor Pinco-Pallino che in questo momento fa il Sovrintendente, sono due cose molto diverse.

Montesano (P.S.D.I.) - Nell'ordine sono Milanesio, Ramera, Bordon e Manganoni, però c'è l'Assessore che vuole intervenire.

Lustrissy (D.P.) - È una questione personale, un'attribuzione di opinioni che io non ho manifestato.

Mi riferisco a quanto il Consigliere Caveri ha detto, ripetutamente che io parlai con disprezzo della burocrazia, ora io mi rimetto al verbale, io non ho affatto detto questo, non ho parlato di disprezzo della burocrazia, né ho disprezzato la burocrazia, ho solo affermato questo: che la scuola, purtroppo è vittima dell'eccessiva burocratizzazione, che alle volte le impedisce quel suo rinnovamento che sarebbe auspicabile a tutti.

Questo io ho detto, che l'eccessiva burocratizzazione della scuola ci ha portato a delle conseguenze che forse potremmo benissimo evitare...

Milanesio (P.S.I.) - Cercherò di essere breve e possibilmente succoso.

Qui, non vogliamo fare un processo sommario a nessuno, neanche al Sovraintendente X, Y o Z, però noi socialisti ci sentiamo così di esprimere un giudizio politico se non altro sull'operato del Sovrintendente, giudizio politico che riteniamo sia negativo, in quanto ci pare, per i fatti che sono a nostra conoscenza, per gli articoli che sono stati scritti, le lettere inviate, e le risposte alle contestazioni, riteniamo di dire che il comportamento del Sovrintendente - a nostro avviso - è stato autoritario, in questo caso, repressivo e anti-democratico.

Si trattava e si tratta dell'espressione del pensiero di un cittadino, insegnante, sindacalista.

È chiaro che se, come mi ricordava Germano prima, ogni qualvolta un dipendente di qualche organizzazione, di qualche entità che ha dei superiori in questa organizzazione, in questa entità esprime come cittadino, come uomo politico, come sindacalista, le proprie opinioni in merito a quell'organizzazione, ogni qualvolta queste opinioni sono poco accette o poco gradite al suo superiore, io non so, dove andremo a finire.

È chiaro che se tutte le volte che in questo Consiglio, qualche Consigliere regionale, magari dipendente della Cogne, esprimendosi contro la direzione della Nazionale Cogne, si fosse visto sospendere oppure licenziare, io non so quale giudizio sarebbe scaturito da parte degli altri Consiglieri presenti in questo Consiglio.

Io non credo che nei confronti dell'insegnante Fiou si debba fare un trattamento diverso di quello che si potrebbe fare all'operaio o all'impiegato X-Y-Z, dipendente di una grande azienda, discussa e contestata, magari nella sua conduzione, nella sua direzione dal Consiglio regionale.

Quindi io ritengo legittime le espressioni del compagno Fiou, forse discutibili, ma legittime, ci sono molte vie da parte del Sovrintendente per tutelare il suo buon nome e il suo decoro; e non mi pare che siano state seguite quelle vie, si è preferito invece usare l'autorità, il potere che gli deriva da una struttura amministrativa, rispettabilissima, sia ben chiaro, per colpire in qualche modo il poco accondiscendente Fiou.

Questo è il giudizio politico che diamo, quindi un giudizio negativo.

Non vogliamo fare processi sommari, lo ripeto, quindi la nomina di una Commissione, che può essere benissimo quella della Pubblica Istruzione, per accertare compiutamente, per sviscerare questi fatti, per poterli paragonare ad altri atteggiamenti e ad episodi analoghi che possono essere successi o non essere successi, per riferirli anche alle altre cose che vengono sostenute nella mozione, cioè ingiustificate minacce, abbassamenti di qualifica, ecco, una Commissione che accerti questi fatti, che indaghi, io ritengo che sia opportuno.

Non mi esprimo su una Commissione particolare, ripeto, potrebbe andar bene quella della Pubblica Istruzione, potrebbe essere una Commissione anche nominata dal Consiglio, con compiti specifici, particolari, così come il regolamento prevede.

Questo e il giudizio politico.

Ora, io ritengo che l'Amministrazione regionale in questa circostanza, senza voler fare delle troppo sottili disquisizioni giuridiche, senza volersi sempre riferire ad illuminari del diritto, poi ci presentano delle parcelle favolose, e ne abbiamo un'esperienza così, molto amara, io ritengo debba, sulla base anche di quello che ha detto molto bene Lustrissy prima, sull'interpretazione dell'esercizio, della competenza amministrativa che ci viene attribuita, che l'Amministrazione regionale debba comportarsi, in un certo modo, cioè operando, esercitando a pieno la competenza amministrativa, e quindi sostituendo alla figura dei ministri, in questo caso, la Giunta regionale.

Io ritengo che questo tipo di interpretazione, che è certamente un'interpretazione estensiva, autonomistica, non voglio usare delle parole che forse dovrebbero essere di prerogativa solo di certe forze, comunque, questa interpretazione autonomistica, io penso che noi la dobbiamo dare perché l'autonomia la si fa anche esercitando dei poteri, magari in contrasto con altri con altri... non è detto che tutto questo contrasto debba esplodere così clamorosamente, noi sappiamo che in questo momento lo Stato è aggredito dalle Regioni a statuto ordinario e molto spesso trascura quelle acquisizioni di potere che le Regioni a statuto speciale, in certi settori fanno, certe operazioni di sortita, chiamiamola così, che abbiamo fatto in altri settori, ci sono andati bene.

Io non vedo perché oggi di fronte a questa patata bollente che è finita nelle mani del Consiglio, perché il Sovrintendente ha fatto quello che ha voluto, poi però la patata bollente ce l'ha l'Assessore alla Pubblica Istruzione, la Giunta e il Consiglio, io non vedo perché l'Amministrazione regionale, la Giunta regionale, il Consiglio regionale non debba dare l'interpretazione autonomistica, estensiva, diciamolo pure, della piena attribuzione della competenza amministrativa alla Regione, per cui il Ministro non esiste, esiste la Giunta regionale al posto del ministro.

A questo punto quindi, le proposte sono concrete, tre sono: sospensione del provvedimento adottato dal Sovrintendente, nomina della Commissione o comunque Commissione della Pubblica Istruzione che accerta i fatti, non che disquisisce sulla dottrina giuridica, io non sono d'accordo su quello, l'interpretazione la dobbiamo dare qui, un'interpretazione politica, che dobbiamo dare, quindi accertamento da parte della Commissione Pubblica Istruzione, dei fatti individuati nella mozione, e ripeto, terzo, ricorso del Sig. Fiou, se lo vorrà fare alla Giunta regionale, la quale lo esamina e decide.

Ramera (D.C.) - Parlare alle otto e mezza di un problema così scottante, mi sembra un po' difficile, e confesso che l'Avvocato Caveri ha avuto un'idea brillante, tanto è vero che è stata ripresa dall'Assessore Milanesio, quando dice: ci è arrivata questa patata bollente, noi non sappiamo cucinarla, mandiamola alla Commissione Pubblica Istruzione che se la prenda, si scotti le dita... (voci) (Montesano: continui, continui) ....dico, comunque che a questa Commissione della Pubblica Istruzione si demandi questa mozione, o almeno il contenuto, il deliberato di questa mozione, e poi gli si affidi addirittura il compito di sostituirsi a tutte le Giunte che si sono succedute per 27 anni, per risolvere definitivamente il problema della scuola, dicendo: non riconosciamo più Misasi, attualmente è Misasi, ministro, e mettiamoci Lustrissy, insomma alle otte mezza della sera, che a un dato momento si debbano sentire queste cose, giuro che dopo venti anni oltre di scuola, dico, sono veramente ignoranti in materia scolastica, perché oggi ho visto tanta gente pontificare su questo delicato problema, per cui la mozione che parlava di provvedimenti ingiustificati, di punizioni, di discriminazione, ecc. ha preso una tale ampiezza da toccare il rinnovamento della scuola in campo nazionale, la burocratizzazione della scuola e la protesta civile e tutte le belle iniziative che sono state prese, questa coercizione degli insegnanti che io per oltre vent'anni, pur avendo subito e vi faccio venia degli esperimenti personali di discriminazione subiti a mio tempo e ve ne faccio grazia, data l'ora, perché potrei parlare personalmente di quanto accadeva in questo palazzo, nei miei confronti, per aver polemizzato con un Assessore alla Pubblica Istruzione, e presenti caso strano, i comunisti nella Giunta regionale.

Che cosa c'è Dr. Chantel? Ma guardi che lei è responsabile anche di quello che fa l'Assessore alla Sanità, se è solo per quello, perché la Giunta credo che abbia un potere collegiale perché altrimenti, allora ognuno dice che risponde solo di sè stesso, immaginiamo, saremmo a posto qui dentro.

Comunque vogliamo parlare di tutto e allora andiamo anche fino a domani mattina; vogliamo ritornare alla mozione, ma ritornando alla mozione, gli egregi presentatori hanno sollevato un caso e io dico che a me basta un caso semmai, per istruire anche una battaglia, però qui si parlava al plurale, avrei voluto che mi si citassero tutti questi casi.

Ma io non l'ho letto - perché quando ricevo documenti di una sola parrocchia - e quelli che ridono fanno parte di questa parrocchia e caso strano, allora dato che lo vogliono sentire anche loro, oggi la scuola, stranamente, nella sua stragrande maggioranza ha lavorato, ti faccio l'esempio della scuola elementare dove i membri della C.G.I.L. sono otto e quindi a un dato momento su 400 insegnanti elementari otto magari hanno scioperato... quindi non andiamo a fare delle polemiche, allargare il discorso.

Ad ogni modo, i presentatori della mozione non mi hanno elencato altri casi, se non il caso del prof. Fiou, che io, come l'Avv. Caveri non conosco personalmente, quindi non voglio contestare nulla di quello che ha scritto, ma l'Assessore Lustrissy, che, io ritengo qui dentro, sia quello, che proprio per il suo campo specifico, è il responsabile del settore scolastico, rispondendo all'Avv. Caveri, che ci siano state discriminazioni in materia di assegnazioni.

Ma però, Avv. Caveri, ci sono due capoversi sopra che, io mi voglio soffermare, in un intervento che non ha precedenti, la Sovrintendenza agli studi ha prelevato tutte le domande che la Commissione incarichi e supplenze stava esaminando per compiere la graduatoria degli insegnanti, che chiedevano di essere confermati al biennio per decidere in merito. Praticamente in parole povere si accusa e io, guardate, dato che ci sono passato, non voglio difendere naturalmente quella persona o il personaggio che ricopre la carica di Sovrintendente agli studi, ma qui si accusa il più alto funzionario dell'Autorità scolastica di sottrazione di documenti, quindi, immaginiamoci, io insegnante, accuso il Sovrintendente di essersi fregato gli incartamenti per farsi i cavoli suoi e la graduatoria sua perché qui, praticamente si dice questo e il Sovrintendente agli studi dovrebbe dire "aspetta, secondo il Vangelo, io porgo l'altra guancia perché tu mi dia un'altra sberla", sberla che gli arriva indirettamente nel capoverso che segue.

Siamo matti.

Caso strano... eh! No, caro Dolchi, tu hai voluto fare il furbo e sarebbe facile fare della demagogia come l'hai fatta tu, mescolando i lavoratori della Cogne con i lavoratori della scuola, caso strano, no, per un fatto solo, lo ha detto bene l'Assessore, e lo dico anch'io, anche se ho lasciato la scuola, è da tredici-quattordici anni che la classe insegnante attende un nuovo stato giuridico, però fino adesso e lo ha detto bene l'Assessore Andrione, questo stato giuridico, volenti o nolenti, c'è, come c'è uno stato giuridico del personale della Regione, no? A un dato momento.

Mi stupisce che tu, credendo di fare can can, abbia fatto bene a ripetere quel famoso fatto, avvenuto alla Sovrintendenza agli studi, e non abbia approfittato per fare subito una mozione ad hoc, perché qui noi abbiamo veramente, possiamo fare il bello e cattivo tempo, qui, mentre in quest'altra materia ci sono delle regole che vanno rispettate, io commetto un'infrazione, il mio superiore mi punisce, mi abbassa la qualifica e l'ho avuto anch'io questo bel servizio, però si prenda carta bollata e si fa il ricorso. Caso strano i ricorsi possono anche essere accolti quando uno ha ragione, caso strano ho visto anche questo in Valle d'Aosta che quasi tutti i ricorsi contro la Pubblica Istruzione, gli insegnanti avevano ragione; quindi a un dato momento questo insegnante che aveva, che ha subito questo torto, al quale io mando la mia solidarietà per questo, ma se l'è un po' anche cercata la storia?

Ma come? Accusa il Sovrintendente di sottrarsi i documenti, di fare gli affari suoi, perché poi questa sottrazione consiste in questo che l'ordinanza ministeriale che stabilisce le assegnazioni delle cattedre dice questo che i professori di ruolo, comandati ad altra cattedra da quella vinta per concorso vengono assegnati direttamente dal provveditore agli studi, in questo caso dal Sovrintendente, quindi il Sovrintendente s'è preso la parte che era di sua competenza e ha fatto le nomine, ma quello che è veramente buffo, io devo dire, Avv. Caveri, noi che ci siamo battuti perché questo biennio rimanesse per i secoli, il capoverso successivo, Pollicini, tu hai detto che gli esperimenti, poi, dipendono dai ministri. Quell'esperimento lì era un esperimento talmente esperimento che obbligavano tutti a fare così o ad andarsene fuori, pensa che esperimento, comunque questo segretario, questo professore lamenta questo; inoltre anche nel biennio, ci sono stati abbassamenti di qualifica, cosa assurda se si pensa che lo spirito democratico doveva essere il fondamento dell'esperimento che ogni insegnante aveva contribuito con impegno al lavoro comune.

Ora magari qualcuno non lo sa e io lo dico. Note di qualifica, da chi vengono date? In qualunque Istituto, anche in questo che era un esperimento obbligatorio, non vengono mica date dal Sovrintendente per caso! Vengono date dal Preside le note di qualifica, quindi questi, il giro di parole è piuttosto difficile - questi fautori di nuovi esperimenti hanno avuto semmai abbassamenti di qualifica dai loro stessi gran sacerdoti di questa fantastica iniziativa, perché gli abbassamenti di qualifica li dà chi, in questo caso, mancando un preside li dava il Comitato, famoso, quello che abbiamo avuto l'avventura o la sventura di incontrare quest'estate parecchie volte, e i cui risultati si vedono ora, quando insegnanti delle classi superiori debbono organizzarsi gratuitamente dei corsi di recupero, anche se hanno paura di dire la parola "recupero" per recuperare, caro Pollicini, queste vittime di esperimento che hanno dimostrato chiaramente che a 15 anni, invece di insegnare a scrivere l'italiano e imparare le materie principali e io non parlo qui di materie, di insegnamento di stile nozionistico, hanno insegnato loro solamente lo stile volgare del linguaggio, tanto è vero... (voci) ...ci mancava altro, se oggi si devono fare i corsi di recupero per un anno, immagina un altro anno per quelli che hanno avuto la disgrazia di fare anche il secondo anno, ad ogni modo questo è un argomento che non mi interessa.

Se poi, vuoi, a te, dirò poi il resto... (Montesano: lasci parlare Germano) ...credo di essere sempre chiaro, anche se muovo le acque.

A te voglio solo dire, dato che ti riempi di dire metodi fascisti, la resistenza, ecc., ma io ho fatto la resistenza con te, caro... sai, ma non mi è mai passato per la mente di venire qui, perché ti ho detto che mi spiace che non siano stati portati gli altri casi, perché voglio che tu me ne parli degli altri casi, e allora ti darò quello che ti viene.

Non te lo dico in anticipo, se vuoi parlarne, parlane; poi ti parlerò io della resistenza, del fascismo e anche del fascismo repubblicano di qualcuno.

Sai che gli estremi si toccano sempre, no? Quindi, io a questo punto non so che cosa proporre, l'Avv. Caveri ha avuto la bella trovata di passarci la patata calda, ma con quella ampiezza di cui abbiamo visto parlare che questa Commissione dovrebbe fare da giudice invece del Consiglio, che dovrebbe provvedere a rimettere in sesto la scuola valdostana che è carente da 27 anni, sia in un senso che nell'altro, perché siamo qui, parliamo di diarchie e di cose del genere, però non sappiamo che la scuola è in un modo o è in un altro, io sono membro della Commissione Pubblica Istruzione, non mi sento di scottarmi le mani con questa patata calda. Del resto, purtroppo anche ai presentatori della mozione o che vogliono, sono disposto a star qui anche fino a domani mattina, o che vogliono chiarirla del tutto e si dà il giudizio qui dentro, perché le Commissioni di inchiesta proprio per quella carenza di 27 anni e non capita di trovare magari altra gente simpatica che lascia fare le inchieste, perché io penso che la Commissione di inchiesta che si presentasse dal preside di un istituto e dire: "io sono la Commissione d'inchiesta nominata dal Consiglio regionale per accertare certe cose", e non lo so, se troverà la porta aperta o chiusa, visto lo stato giuridico che esiste e viste certe carenze, comunque, io dico che certe indagini, dato che sono state sollevate varie cose, facciamo una Commissione di indagine di studio di tutta la scuola valdostana, allora, alla quale includeremo anche gli eventuali provvedimenti, che si dice qui, abbassamenti di qualifica, cose del genere. Ma purtroppo la classe insegnante è uno stato giuridico sorpassato, tanto è vero che da tredici, quattordici anni, dicevo prima, aspetta il nuovo stato giuridico, quindi noi, almeno, aspettiamo di sapere cosa vogliono fare i presentatori della mozione.

Bordon (D.C.) - Presidente, io rinuncio momentaneamente con soddisfazione di tutti.

Montesano (P.S.D.I.) - Manganoni? Rinuncia? Bordon ha rinunciato.

Manganoni (P.C.I.) - Ma non è detto che io debba sempre seguire Bordon.

Quando Bordon fa le sparate di un'ora e mezzo, io, per non seguire Bordon, non faccio le sparate di un'ora e mezzo. Ora, comunque, sarò molto breve.

Qui si è parlato di leggi, di codici, di burocrazia, di diritto, di problemi giuridici, ecc.

Io invece vi parlerò con il buon senso dell'uomo della strada, per me, questa è una questione di principio; se un cittadino esercitando il suo diritto di critica scrive su un giornale e altre persone pensano di essere lese da questo articolo e che questo articolo possa menomare la loro personalità o che so io, cosa fanno? O ricorrono alla legge sulla stampa e querelano chi ha formato l'articolo o il direttore del giornale.

Questa è la procedura normale, se sbaglio, correggetemi, che si segue in Italia.

Ora, qui cosa succede? Un cittadino ha esercitato il suo diritto di critica, quelle persone che si sono ritenute lese nella loro personalità o che so io, anziché seguire la prassi che seguono gli altri cittadini in Italia si sono avvalsi del fatto che occupano un posto superiore al cittadino che ha esercitato il suo diritto di critica e prendono dei provvedimenti disciplinari a carico di questo cittadino.

Ora, io vi dirò, io faccio parte del Consiglio di fabbrica della Cogne, ebbene non è che il Consiglio di fabbrica si limiti a cantare le lodi dei dirigenti della Cogne, se i dirigenti della Cogne se li meritano, noi sappiamo anche cantare le lodi ai dirigenti della Cogne, ma siccome purtroppo non se li meritano, perché sappiamo come sta andando l'industria oggi, Cogne compresa, il Consigliere di fabbrica, cioè i sindacalisti, come in questo caso specifico un sindacalista, noi diciamo quello che pensiamo dei nostri dirigenti. Se là si usasse lo stesso sistema che si usa qua, i 100 e rotti delegati di fabbrica avrebbero già tutti, sarebbero stati tutti vittime di provvedimenti disciplinari; è vero, che là si usano altri sistemi, per esempio chiamando il sindacalista e dicendogli: "vedi - un lungo discorso la cui costanza è questa - tu sei bravo, tu sei capace, c'è un posto per te e potresti fare un bel passo avanti, senonché se tu continui a dedicare la tua attività come sindacalista e non puoi dedicarla al lavoro allora i casi sono due, o rinunci a fare il sindacalista e hai l'aumento, il passaggio di categoria o se no se continui a fare il sindacalista e rimani quello che sei".

Anche questo è un linguaggio che sa di ricatto.

Comunque lo Statuto dei lavoratori tutela questi lavoratori dei Consigli di fabbrica e non può prendere dei provvedimenti disciplinari.

Pertanto qui si è parlato che... si è detto discriminazioni, ci sono le discriminazioni, non ci sono le discriminazioni, secondo me è un problema di principio, indipendentemente da cosa contenevano queste critiche, cioè il dipendente degli Enti pubblici deve essere garantito e tutelato come lo è, o almeno lo dovrebbe essere, perché anche nell'industria privata non sempre lo è, il lavoratore dell'industria privata, sennò noi creiamo due categorie di lavoratori; se lo Statuto dei lavoratori vale per il dipendente dell'industria, io penso che debba valere per il dipendente dell'Ente pubblico, perché? Se noi ammettiamo ritorsioni, se noi ammettiamo il diritto ad un superiore di prendere dei provvedimenti nei confronti di un inferiore che ha esercitato il suo diritto di critica ed allora io vi dirò: "abroghiamo la Costituzione, abroghiamo lo Statuto dei lavoratori e ripristiniamo per intero la legislatura fascista".

Io mi chiedo se il Consiglio è d'accordo di seguire questa via.

Montesano (P.S.D.I.) - La parola al Consigliere Dolchi, è l'ultimo iscritto.

Dolchi (P.C.I.) - Sono uno dei presentatori della mozione che ha appassionato il Consiglio per alcune ore e penso che abbiamo fatto bene a dare per scontato alcune cose perché se no il dibattito si sarebbe protratto ancora di più.

Abbiamo illustrato uno dei fatti che sono stati denunciati dall'Organizzazione Sindacale perché ritenevamo - abbiamo poi saputo che invece il Capo Gruppo della Democrazia Cristiana non legge i documenti dei Sindacati - pensavamo che i Capi Gruppo invece avessero letto il documento in data 11 dicembre 1971, inviato a tutti i Capi Gruppo, nel quale documento erano precisati una serie di fatti e noi, proprio per questa serie di fatti denunciati, per l'ultimo più clamoroso fatto relativo al provvedimento disciplinare nei confronti del Prof. Fiou, chiedevamo la nomina di una Commissione per accertare questi fatti con compiti specifici e quindi con il compito principale di riferire poi al Consiglio.

Nomine di Commissioni per appurare dei fatti sono state, sono avvenute in questo Consiglio regionale e dopo il dibattito di oggi ci sembra ancora più necessario di insistere nella richiesta di una Commissione specifica, proprio perché sono state avanzate molte riserve, proposte di carattere tecnico, di carattere giuridico, nelle quali non entro.

Chiedevamo con la mostra mozione, e insistiamo, per una Commissione che accerti i fatti e abbiamo evitato - me ne può dare atto il Consigliere Ramera che invece l'ha fatto - l'analisi dell'articolo perché ci avrebbe portato il dibattito odierno e insistevamo e insistiamo per la Commissione proprio perché siamo convinti - e mi sembra che sia una ragione più che valida - che esiste un atto repressivo nella scuola valdostana, una serie di atti culminati nel provvedimento disciplinare.

Starà alla Commissione esaminare queste cose: non possiamo accontentarci dell'affermazione dell'Assessore che non esistono discriminazioni, può essere un suo parere, il documento dei Sindacati dice che esistono e noi diciamo che alle discriminazioni si aggiunge la repressione, si aggiunge la repressione e il fatto - e l'ha già detto Germano e l'ha ripetuto Manganoni - che il dipendente di un qualsiasi Ente esprima una sua opinione prendendo la penna e scrivendo su un periodico implica risposte che sono regolate dalla legge sulla stampa se ci sono delle violazioni, ma non implica l'intervento del padrone, del datore di lavoro, della burocrazia, del burocrate nei confronti di un subalterno per una espressione, una libera espressione di pensiero per la manifestazione di una libertà che è quella della libertà di stampa.

Diciamo chiaro che - e l'ha detto anche l'Assessore - le note di qualifica sono uno strumento di repressione, sono uno strumento di discriminazione; se Ramera avesse letto il comma b) del documento dei Sindacati avrebbe appreso che mentre alcuni Presidi e Direttori Didattici valutano giustamente con la massima qualifica anche gli insegnanti all'inizio di carriera, altri, motivando il fatto con una prassi non da tutti seguita e da loro stessi applicata in modo discriminatorio, hanno sostenuto di non poter attribuire la massima qualifica ad insegnanti al primo anno di insegnamento, danneggiando così nella loro carriera questi insegnanti.

Il fatto di applicare in modo diverso le note di qualifica agli insegnanti al primo anno di insegnamento è già una forma di discriminazione.

Ma quando arriviamo alle note di qualifica è giusto - e io non analizzo l'articolo - ma dico che condivido la tesi per cui vanno superate le note di qualifica, tanto è vero che nell'Amministrazione regionale ci si fa vanto che da tre anni non si danno le note di qualifica e quando l'Assessore Lustrissy ci ricorda che le note di qualifica le dà l'Ispettore nei confronti del Direttore Didattico, abbiamo un altro esempio clamoroso di repressione, di discriminazione denunciato nel documento dei Sindaci, quando un Direttore Didattico si è visto dall'Ispettore con cui aveva avuto delle divergenze in fatto di conduzione dell'attività scolastica un abbassamento di note di qualifica assolutamente ingiustificato e discriminato.

Ebbene questa è la riprova che la Commissione può e deve accertare questi fatti, in modo che il Consiglio regionale possa, nuovamente convocato, affrontare il problema con dei documenti, senza affermazioni di esistenza o meno di discriminazione.

Noi abbiamo portato con il provvedimento disciplinare nei confronti del Prof. Fiou, prendendo a base del nostro dibattito la denuncia fatta prima dal Sindacato CGIL e poi raccolta dai quattro Sindacati la necessità che si ponga un termine ad azioni che sono da considerarsi discriminatorie e repressive.

Riteniamo che la nomina di una Commissione chiamata ad accertare questi fatti non sia una patata bollente ma sia un compito, un dovere che il Consiglio regionale deve attribuire ad un gruppo di propri Consiglieri; solamente quando questi Consiglieri avranno accertato, avranno la possibilità di riferire, il Consiglio regionale con cognizione di causa potrà esprimere la sua parola definitiva.

Però noi ribadiamo, e lo ribadiamo a conclusione di questo dibattito, mantenendo la nostra mozione, che solo per il fatto di aver iniziato un provvedimento disciplinare per un articolo che esprimeva opinioni di carattere sindacale, la Sovrintendenza agli studi ha compiuto un atto di repressione.

Noi pensiamo che il Consiglio regionale non voglia seguire questa strada e, lo ripeto, che il Consiglio regionale voglia affrontare invece e seguire la strada della democrazia e della libertà; ecco perché noi insistiamo che per questo fatto - che non è On. Caveri una bega fra Sovrintendente e un Insegnante - non riguarda un ritardo nell'inizio delle lezioni, riguarda esclusivamente la violazione di un diritto che noi crediamo, e noi fermamente sosteniamo il cittadino abbia, quello di esprimere per mezzo della stampa il proprio pensiero, ancor meglio se chi lo esprime è un Sindacalista.

Germano (P.C.I.) - Io faccio una brevissima dichiarazione, che è una conseguenza della chiusura dell'intervento del collega Ramera.

Io non ho l'abitudine di dare o di minacciare oscure risposte in anticipo, io preferisco parlare chiaro.

Noi abbiamo con questa mozione, in questo dibattito, denunciato l'atteggiamento di un funzionario che in alcune occasioni, in una di queste sono testimone diretto, ha usato dei metodi che non abbiamo esitato a definire fascisti.

Per noi elemento chiarificatore di questo dibattito e di quello che verrà fuori dalla Commissione è che chi è d'accordo con questi metodi lo appoggia, chi non è d'accordo come noi lo condanna; questa è la breve dichiarazione che volevo fare.

Tonino (P.S.I.U.P.) - Ma la mia vuole esser una anticipata dichiarazione di voto su questa mozione pur non essendo firmatario della mozione stessa, tuttavia ritengo e insisto con dire che la Giunta, il Presidente o l'Assessore competente, avrebbero il dovere, dovrebbero sentire il dovere di revocare il provvedimento adottato nei confronti del Prof. Fiou, oltre alla nomina di una specifica Commissione.

Perché dico questo? Perché se è vero che oggi, come oggi, secondo alcuni, da come si è sentito in questa aula, non si può provare l'innocenza, chiamiamola, dell'imputato che discutiamo fino adesso, in questo caso che è il Prof. Fiou, è anche altrettanto vero d'altra parte che nessuno può provare la sua colpevolezza qui in questo Consiglio, anzi a me pare che con la dimostrazione di oggi sia più chiaro ed attendibile che l'opinione che si è data si tratti di una vera e propria discriminazione nei confronti di questo Professore.

Quindi se noi oggi, come politici, responsabili del buon andamento della scuola, non ci sentiamo in dovere di revocare quel provvedimento, pur nominando una Commissione che indaghi sui fatti, ci rendiamo anche responsabili di una condanna che si è ancora da vedersi se esistono i motivi per essere causata questa condanna.

Quindi io insisto, il mio voto sarà favorevole a questa mozione perché si nomini una Commissione, se non viene accolto questo mio pensiero della revoca del provvedimento voterò a favore di questa mozione lo stesso, però con un biasimo nei confronti della Giunta che ad un certo momento ha una responsabilità di fronte ai suoi dipendenti.

Montesano (P.S.D.I.) - La parola al Presidente della Giunta.

Dujany (D.P.) - Il mio intervento sarà breve e cercherò di essere il più chiaro possibile perché ho l'impressione che la discussione pomeridiana sia stata cosparsa di confusione e di incertezze.

Non entrerò in modo specifico sull'occasione che ha condotto a questa discussione perché ritengo che il provvedimento potrebbe anche essere legittimo, in quanto una Autorità ha ritenuto di applicare una legge che formalmente aveva il diritto di applicare; l'interessato, forse per esuberanza giovanile, ha affermato cose inesatte, non ho elementi sufficienti per valutare, il provvedimento potrebbe essere giudicato inopportuno, però questa è una valutazione soggettiva, quindi qui il processo non finirebbe più. Vorrei piuttosto rilevare il problema di fondo.

Il Consiglio regionale che è stato costretto a discutere questo problema vuole investirsene di questo problema politicamente o vuole fare della piccola schermaglia per perdere del tempo?

Se è vero che l'Amministrazione regionale ha le competenze amministrative che gli provengono dall'articolo 4 dello Statuto, ritengo che il provvedimento del Ministro, qualora esplichi le funzioni di esame di un ricorso, esplica una competenza puramente amministrativa. Ritengo che in base al nostro Statuto questa competenza amministrativa deve essere esercitata dall'Amministrazione regionale perché se non abbiamo il coraggio di vedere questo problema su un piano politico naturalmente non diamo dignità e non diamo prestigio a questo Consiglio.

Quindi la nostra decisione di questa sera deve essere una decisione di carattere politico e deve essere coraggiosa in questo senso perché questa diatriba del problema delle note di qualificazione nel campo della scuola è vecchio di 25 anni.

Se non abbiamo il coraggio di affrontarlo di petto e di affermare e di riconoscere questa nostra competenza sul piano naturalmente del nostro diritto e del nostro Statuto noi siamo dei deboli e siamo dei rinunciatari.

È per questo che io non condivido alcune affermazioni, le quali sostengono che lo stato giuridico del personale sono tali per cui noi non possiamo intervenire; questo è vero, allo stato della legislazione questo risponde a verità, ma noi siamo un organo politico e dobbiamo avere il dovere di rimuovere gli strumenti legislativi e i regolamenti esistenti se lo riconosciamo opportuno e se ci riconosciamo competenti.

Quindi mi pare che questa competenza che, in base ai fatti attuali e alla prassi e alla legislazione attuale, è di competenza del Ministro, riconoscendo che tale atto del Ministro è un atto puramente amministrativo, deve esser trasferito agli organi regionali. Il modo poi con cui gli organi regionali lo possono esercitare è tutto un problema da discutere ed è tutto un problema da esaminare.

Io qui gradirei che il Consiglio sia in condizione e voglia cortesemente affermare questa questione di principio in questa occasione, altrimenti noi rischiamo di perdere una occasione valida che dia dignità e prestigio e penso di autonomia concreta al Consiglio regionale.

Con questo sono d'accordo per quanto riguarda il caso specifico del rinvio alla Commissione per l'esame a condizione che però il Consiglio voglia cortesemente esaminare questo aspetto più generale e fare una affermazione di principio, rinviando poi l'esame particolare naturalmente successivamente.

Perché non dimentichiamo, non facciamo i rinunciatari. Quando qualche anno fa il Consiglio regionale ha preso un provvedimento molto più grave di questo, nei riguardi di una punizione, ed era un atto che ha avuto i suoi rischi e che ha avuto evidentemente i suoi limiti, però ha avuto il coraggio di riconoscere una sua competenza nel campo della scuola, ci sono stati i ricorsi amministrativi al Ministero, ci sono stati i ricorsi al Consiglio di Stato, il Ministero ha riconosciuto che la competenza è nostra, noi siamo meno autonomisti dei governi centrali, delle autorità centrali.

Con questo mi pare che non leghiamo l'autorità burocratica che ha i suoi compiti e ha le sue funzioni, però sta a noi politici di verificare attraverso degli organi competenti, attraverso delle istituzioni che riteniamo opportuno di creare in sede regionale, la validità di queste decisioni in relazione ad un esame più approfondito.

Montesano (P.S.D.I.) - La parola al Vice Presidente Fosson.

Fosson (U.V.) - Vorrei rispondere prima all'ultimo invito che è stato fatto dal Presidente della Giunta.

Ho visto che l'ha espresso con un tono un po' accalorato e non so se era rivolto verso questa parte, perché se era rivolto verso questa parte il Presidente della Giunta sa che l'Union Valdôtaine su questi principi non è mai stata rinunciataria, mai sarà rinunciataria, e che quindi siccome ha avuto sempre il coraggio di affermare queste cose, anche quando molti di quelli che le affermano adesso erano contrari, noi siamo perfettamente d'accordo, d'altra parte l'aveva già detto prima il Consigliere Caveri, che la competenza di fare una prova anche di forza e che la competenza sia del Consiglio regionale, della Giunta regionale, dell'Assessore regionale al posto del Ministro.

Quindi su questo punto mi pare che siamo chiari e non ci sia da aggiungere altro.

Come dichiarazione di voto, a nome dell'Union Valdôtaine, siccome da quanto è stato detto nella discussione noi non possiamo accettare interamente la mozione così come è stata presentata dai Consiglieri comunisti, che hanno detto di ribadirla interamente, noi riteniamo che si debbano accertare i fatti, quindi è stata fatta prima la proposta di demandare questo alla Commissione della Pubblica Istruzione, non siamo del parere che la Commissione della Pubblica Istruzione debba tranciare poi le questioni giuridiche che sono state sollevate un momento fa, diciamo può anche deliberarle, con questo non rinunciamo a niente e quindi per avere un documento che possa essere votato, siccome non possiamo votare la mozione come è stata presentata dai Consiglieri comunisti, noi presenteremo questo deliberato:

"Il Consiglio regionale - questo ordine del giorno praticamente - "Il Consiglio regionale, nell'intento di accertare i fatti lamentati da alcuni Consiglieri in riferimento alla Scuola valdostana, deferisce l'accertamento di tali fatti alla Commissione regionale della Pubblica Istruzione".

Montesano (P.S.D.I.) - La parola al Presidente della Giunta.

Dujany (D.P.) - L'ordine del giorno della Giunta è il seguente - della maggioranza scusatemi - "Il Consiglio regionale, dopo ampio dibattito sui fatti concernenti il personale insegnante, Delibera

1°) di demandare alla Commissione consiliare per la Pubblica Istruzione l'accertamento dei fatti denunciati;

(e fin qui mi pare siamo d'accordo)

2°) di affermare la competenza amministrativa dell'Amministrazione regionale in sede di definizione dei ricorsi di seconda istanza del personale insegnante".

Montesano (P.S.D.I.) - Può essere accolto? Dica, dica...

Fosson (U.V.) - Abbiamo sentito adesso la proposta del Presidente della Giunta, siccome la proposta del Presidente della Giunta è inclusa interamente nella prima parte quanto abbiamo proposto noi, abbiamo affermato prima che eravamo d'accordo sull'altro punto di principio, ritiriamo la nostra e siamo pronti a votare quella presentata dal Presidente della Giunta.

Montesano (P.S.D.I.) - Signor Presidente, vuole per favore passarmi il testo? Se ce n'ha una sola copia poi me la dà.

La parola all'Assessore Milanesio.

Milanesio (P.S.I.) - Io sono d'accordo sull'ordine del giorno presentato dalla Giunta, dal Presidente a nome della Giunta, però mi permetto di far osservare che sarebbe bene mettere un terzo punto nel quale si dice di sospendere l'esecutività del provvedimento, e se deve essere oggetto di esame sospendiamo l'esecutività.

Montesano (P.S.D.I.) - Come? Non ho capito.

Milanesio (P.S.I.) - Sospendere l'esecutività del provvedimento oggetto della discussione.

Montesano (P.S.D.I.) - Allora adesso chiusa la discussione, bisogna rimettere un po' d'ordine in tutte queste proposte, scusi, dicevo chiusa la discussione bisogna mettere un po' d'ordine in tutte queste proposte che ci sono state.

Mi sembra che le proposte dell'Avv. Caveri è inclusa in questa proposta della Giunta.

La proposta Milanesio in parte è inclusa in questa proposta, però Milanesio chiedeva anche la revoca del provvedimento.

Milanesio (P.S.I.) - Non la revoca, la sospensione...

Montesano (P.S.D.I.) - La sospensione del provvedimento.

Milanesio (P.S.I.) - Preciso perché qui non ci siamo capiti. Io ho chiesto la sospensione del provvedimento, non la revoca, comunque dell'esecutività del provvedimento va da sé che però così dopo aver scambiato alcune parole col Presidente, va da sé che se il Fiou fa ricorso è chiaro che se l'Organo competente a questo punto è la Giunta, questa mia, diciamo così, questo mio suggerimento può essere implicito.

Montesano (P.S.D.I.) - Assessore Milanesio, se insisti in questo, un attimo, un attimo, se insisti mi presenti - rinunciato? Benissimo, va bene chiuso.

Milanesio (P.S.I.) - Questo è implicito il fatto.

Montesano (P.S.D.I.) - Adesso ritorniamo all'origine, alla mozione, ecco Consigliere Dolchi, Lei cosa, dopo aver sentito questo ordine del giorno, cioè questa modifica, questa proposta fatta dalla Giunta, dall'Union Valdôtaine, cosa? Leggo, questo diciamo così è il deliberato:

"Il Consiglio regionale, dopo ampio dibattito sui fatti concernenti il personale insegnante, delibera: 1°) di demandare alla Commissione consiliare per la Pubblica Istruzione l'accertamento dei fatti denunciati;

2°) di affermare la competenza amministrativa della... - qui c'è un bisticcio un po' - dell'Amministrazione regionale in sede di definizione dei ricorsi in seconda istanza del personale insegnante".

Andrione (U.V.) - È meglio così perché è vago, non si sa ancora qual è l'Organo che sarà competente.

Montesano (P.S.D.I.) - Va bene così, la competenza amministrativa dell'Amministrazione regionale - chiaro?

Allora io chiedo ai proponenti una loro decisione prima di passare ai voti dell'ordine del giorno, della mozione presentata dalla Giunta e dalla loro.

Dolchi (P.C.I.) - Siamo d'accordo con il secondo punto per una questione di principio, e mi sembra di averlo già ribadito, riteniamo che il problema sia di una sufficiente importanza e gravità perché sia affidato, ai sensi dell'articolo 18, ad una Commissione consiliare specifica, per cui chiediamo alla Presidenza che l'ordine del giorno sia votato per divisione. Voteremo solamente la seconda parte. Nel contempo chiediamo la votazione del dispositivo della nostra mozione.

Montesano (P.S.D.I.) - Ecco, io devo chiarire al Consigliere Dolchi, così perché non ci siano poi discussioni, se mantiene l'emendamento aggiuntivo, mantenendo aggiuntivo la mozione va votata a scrutinio segreto, siete d'accordo? Perché? Perché l'emendamento parla di una persona e per le persone bisogna votare a scrutinio segreto.

Va bene, allora io mi devo accertare se si può votare per divisione, poi la votiamo per intero però.

Andrione (U.V.) - Sì esatto.

Montesano (P.S.D.I.) - Allora si vota il dispositivo, il deliberato proposto dal Presidente della Giunta - l'ordine del giorno prima; permettete un attimo per accertare questo. Allora i Signori Consiglieri, prima di tutto bisogna chiamarli, non mi pare che ci siano tutti, sono chiamati a votare la proposta della Giunta prima per divisione e poi per intero, mi sono spiegato? Cioè ci sono i due punti... (voce) ...Ecco allora spiego meglio: il deliberato contiene due punti che io ho letto, mettiamo ai voti il punto 1°) sul quale il Consiglio si deve esprimere con una votazione specifica; poi mettiamo in votazione il punto 2°) e poi mettiamo in votazione il totale, prima l'1 poi il 2 e poi il totale.

Caveri (U.V.) - Io le domando di leggere il primo punto e di leggere il secondo punto.

Montesano (P.S.D.I.) - D'accordo - allora chi è favorevole al primo punto che io leggo?

"Delibera" - il Consiglio si intende - "di demandare alla Commissione consiliare alla Pubblica Istruzione l'accertamento dei fatti denunciati".

Chi è favorevole alzi la mano - Contrari? Astenuti? Otto astenuti, il resto favorevoli.

Il Consiglio è chiamato a votare il secondo punto che io leggo: "Delibera di affermare la competenza amministrativa dell'Amministrazione regionale in sede di definizione dei ricorsi in seconda istanza del personale insegnante".

Chi è favorevole alzi la mano - Contrari? Astenuti? Il Consiglio regionale approva all'unanimità. Si fa una votazione globale, chi è favorevole alla delibera nella sua interezza alzi la mano - va bene è una riprova - contrari? astenuti? Otto astenuti.

(Voci) ...si fa, eh si deve fare, egregio Pollicini, la votazione la dirigo io!

Andrione (U.V.) - Pollicini avrebbe potuto votare contrario.

Pollicini (D.P.) - Avrei voluto vedere se avessi votato a favore!

Montesano (P.S.D.I.) - Va beh, si passa...

Andrione (U.V.) - La divisione...

Montesano (P.S.D.I.) - Ma quando si vota per divisione si fa sempre la votazione totale, questo per prassi.

Ora si passa a votare la mozione presentata dai Consiglieri Dolchi e Siggia con l'aggiunta dell'emendamento che io leggo, anzi leggo tutta la delibera con l'emendamento aggiuntivo: "Delibera di nominare, ai sensi degli articoli 18 e 24 del Regolamento interno, una Commissione incaricata di appurare i fatti e di accertare le responsabilità ed eventuali iniziative repressive, riferendo quanto prima al Consiglio stesso" - viene aggiunto l'emendamento - "nonché di impegnare la Giunta all'annullamento del provvedimento disciplinare nel frattempo emesso, nei confronti del Prof. Fiou".

Ci sono astenuti? Prima di passare, allora l'Assessore Milanesio astenuto, l'Assessore Chantel, il Consigliere Pollicini... (Voce: la maggioranza) ...Ma la maggioranza, quale maggioranza? Io prego, non basta che il Consigliere Pollicini mi dica la maggioranza, io chiedo chi si astiene alzi la mano... (Voci) ...no, voglio far lavorare! È perché il Segretario rogante deve... un attimo per favore, perché il Segretario vuole vedere chi deve chiamare...

Caveri (U.V.) - Domando la parola, se Lei me l'accorda per dire soltanto questo: che i due articoli del Regolamento che sono citati nella mozione Dolchi e Siggia, quei due articoli stabiliscono che la nomina della Commissione specifica non è obbligatoria perché all'articolo 18 si dice: "il Consiglio può - quindi è una cosa puramente facoltativa - quindi il Consiglio può fare quel che vuole".

Montesano (P.S.D.I.) - Comunque noi votiamo la mozione, ci sono degli astenuti... ha preso nota degli astenuti?

Andrione (U.V.) - Se io ho capito bene, io chiedo scusa...

Montesano (P.S.D.I.) - Un attimo per favore!

Andrione (U.V.) - Se ho capito bene...

Montesano (P.S.D.I.) - Bordon, per favore, siamo in votazione, io devo sapere che non vota.

Andrione (U.V.) - Se ho capito bene si astengono i membri della Giunta regionale e i Consiglieri Pollicini e Personnettaz.

Montesano (P.S.D.I.) - Va bene, allora si inizia la votazione, dopo di che non è concessa più la parola. È inutile dire che chi vota a favore è pallina bianca, chi vota contro è pallina nera.

Risultato della votazione: presenti 31 - votanti 22 - astenutisi dalla votazione: 9 - favorevoli 9 - contrari: 13 - Il Consiglio respinge.