Oggetto del Consiglio n. 78 del 29 marzo 1972 - Resoconto
OGGETTO N. 78/72 - Approvazione del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1972. (Discussione generale)
Dujany (D.P.) - Signori Consiglieri.
La presentazione e la discussione in questo Consiglio del bilancio di previsione per il 1972 avviene in un momento di particolare importanza della vita regionale, non solo a causa delle consultazioni elettorali che avranno luogo il 7 maggio, ma soprattutto per l'importanza che questi anni rivestono per lo sviluppo e il progresso della comunità valdostana. La Valle d'Aosta sta attraversando uno dei momenti più importanti della sua vita di questo ultimo dopo-guerra e questo giudizio è condiviso, più o meno consapevolmente, dalla grande maggioranza della nostra popolazione che, avvertendo la conseguenza di ciò che si fa in questi anni, guarda l'attività dell'amministrazione regionale con crescente attenzione perché giustamente attribuisce all'attività politica regionale un ruolo fondamentale per garantire alla comunità una possibilità di sviluppo coerente ed aderente alla sua anima ed al suo spirito.
Sono certo che, di fronte alle mutevoli condizioni della Regione ed alle esigenze che la popolazione richiede con forza continua di vedere risolti i loro problemi, questo Consiglio dimostrerà di sapere svolgere onorevolmente il suo compito e di affermare responsabilmente la capacità del massimo organo politico regionale di guidare la crescita della nostra Regione.
Il senso di responsabilità di ognuno, la consapevolezza dei compiti che ci attendono, debbono essere motivo non di uniformità sterile, ma di una posizione comune che pure, da parti diverse, sia politica che di interessi che si rappresentano, si fonda sulla preoccupazione di contribuire al miglioramento delle condizioni di vita della nostra comunità ed all'affermazione dei valori autonomistici che storicamente hanno indirizzato la vita della gente della Valle d'Aosta.
Con la certezza, quindi, che il dibattito sul bilancio di previsione rappresenti una valida occasione per dimostrare la volontà di tutti di risolvere i problemi della Regione, voglio assolvere, nei limiti delle mie modeste capacità, al compito di illustrare i motivi, gli obiettivi e le scelte che hanno guidato la Giunta che presiedo nella compilazione del bilancio.
A) L'evoluzione della Valle d'Aosta.
Ho già detto che le scelte che l'Amministrazione opererà in questo anno sono destinate a pesare in modo notevole sul futuro della Regione.
Questa affermazione si fonda su due dati:
1) Nel corso dell'esperienza dell'Amministrazione regionale, l'importanza dell'attività e dell'intervento degli organi regionali ha avuto un progressivo aumento.
La popolazione valdostana nel suo insieme, gli amministratori locali, le organizzazioni sindacali, gli interessi operanti nella nostra Regione, per vari motivi tendono ad attribuire all'Amministrazione regionale compiti e funzioni sempre maggiori, riconoscendo all'organo stesso un posto e una funzione determinanti per la loro soluzione e per la soluzione delle esigenze e dei problemi della popolazione della Valle.
Se, da una parte, questa tendenza, che come ho detto ha subito una forte accentuazione in questi ultimi anni, consolida di fatto nella nostra popolazione la consapevolezza che l'Ente regionale è il livello di governo capace di risolvere le loro necessità e i loro problemi, nello stesso tempo può presentare dei rischi per il futuro, se non si guarda con attenzione alle conseguenze che possono derivare dallo sviluppo della comunità, scaricando spesso sull'Amministrazione regionale ogni ordine di esigenze e di problemi che possono essere risolti dagli organi intermedi o diversi.
Quante volte, in questo Consiglio, ci vediamo portati, su iniziativa da parte di noi tutti problemi che sono di competenza di Amministrazioni comunali, problemi che sono di competenza di altri organi, in modo da scaricare continuamente sulla Regione certe particolarità che dovrebbero essere responsabilmente attribuite agli organi preposti all'Amministrazione di quegli Enti perché altrimenti noi li deresponsabilizziamo e diamo all'Amministrazione regionale compiti e funzioni che non le sono propri.
La Regione deve stare attenta a svolgere compiti sostitutivi che potrebbero pregiudicare la sua funzione di guida e di sviluppo del paese.
Il rapporto, quindi, tra l'Amministrazione regionale, le forze sociali, gli enti locali della Valle deve essere impostato in termini tali da tenere presenti due criteri generali: il primo deve tenere conto della preoccupazione di garantire alla comunità uno sviluppo responsabile rispettando e valorizzando i vari livelli ai quali si esprimono gli interessi della popolazione; il secondo si riferisce all'esigenza ed allo sviluppo della vita autonoma della nostra Regione, l'ente regionale possa efficacemente e concretamente svolgere una funzione di guida.
Mi pare che questo sia uno dei problemi sui quali questo Consiglio deve annettere importanza, tenendo conto del fatto che la recente evoluzione ha ormai indicato quali sono i rischi sui quali potrebbe incorrere la vita amministrativa regionale costretta a rincorrere quotidianamente piccole esigenze che rischierebbero di paralizzare la Regione nelle sue scelte di particolare importanza.
Se il ruolo e la funzione dell'Amministrazione regionale dei prossimi anni è, come mi sembra, il primo dei temi su cui i consiglieri sono chiamati a meditare, mi sembra che vi sia un secondo grande tema che deve impegnare questo Consiglio ed è il modo di sviluppo della Regione.
È utile affermare che quest'attenzione è doverosamente attesa da tutti i rappresentanti della comunità, ma desidero richiamare alla vostra attenzione l'eccezionale importanza che si deve attribuire allo sviluppo sociale ed economico e la necessità che siano fatte scelte valide.
Sono convinto che ci troviamo di fronte a delle grandi modificazioni e a dei profondi mutamenti che offrono nello stesso tempo favorevoli occasioni per riconfermare la particolare personalità che, se accettate, potrebbero comportare la cancellazione definitiva delle aspirazioni profonde e della vocazione storica della nostra Regione.
Nei momenti particolari, nei momenti in cui si avvertono innovazioni profonde, il carattere decisivo della nostra azione per il futuro è necessario per fornire una risposta valida e non riferirsi esclusivamente ai problemi della routine quotidiana, ma ragionare in termini di evoluzione della nostra Regione.
Mi pare doveroso accettare questa impostazione e, anche se in modo sommario, riassumere alcuni fenomeni e tendenze fondamentali del nostro sviluppo che hanno la forza di determinare l'aspetto futuro della Regione e dare, quindi, un giudizio che riteniamo positivo perché compatibile con il fine auspicabile e ciò che invece consideriamo negativo perché ritenuto pregiudizievole.
Alcuni elementi di considerazione.
1) L'istituzione delle Regioni a Statuto ordinario nel nostro Paese in particolare ed il più vasto movimento non solo culturale a livello internazionale a favore dei diritti, e del significato del ruolo delle comunità delle minoranze delle culture locali sono tutti elementi che rappresentano altrettanti fatti che verificano positivamente l'esperienza della Valle e ribadiscono la validità dei valori ideali che hanno guidato la nostra popolazione.
A questo movimento dobbiamo guardare con interesse perché è nella misura in cui universalmente si impongono i diritti dell'autoaffermazione dei popoli e delle comunità che alla Valle viene meglio garantita non solo la possibilità di sopravvivere, ma di esprimere con più vigore le sue capacità e quindi di meglio partecipare all'elaborazione della civiltà dell'uomo.
Accanto a questo aspetto positivo non si può dimenticare la crescente affermazione del mondo consumistico che esalta in modo particolare l'egoismo, la violenza e la paura e che concretamente tendono ad annullare le comunità e le culture locali.
L'ultimo censimento demografico in Valle d'Aosta ha confermato una tendenza che potremmo definire positiva e cioè il nostro ritmo di crescita raggiunge valori normali e lo stesso movimento migratorio registrato nell'ultimo decennio ci fa prevedere che, non essendo intervenuti grossi fatti modificatori nella composizione dei gruppi sociali esistenti, sarà possibile nei prossimi anni il consolidamento di un processo in atto di integrazione che potrà garantire alla Regione, in modo articolato, la disponibilità di tutte le energie.
Nello stesso tempo, però, dobbiamo sottolineare che lo sviluppo demografico non è avvenuto in modo equilibrato. Nella Regione si assiste al costante progresso di alcune aree e al declino di altre.
Le caratteristiche prevalenti dello sviluppo economico regionale e la sua trasformazione recente sembrano condannare alla radicale trasformazione intere zone della nostra Valle un tempo zone fiorenti.
Ciò ha comportato e continua a comportare movimenti interni della popolazione verso aree privilegiate dallo sviluppo delle attività più redditizie e convenienti con il grosso sacrificio di altre rimaste povere.
È necessario sottolineare che il costo di questo movimento viene pagato in prima persona da quella parte di popolazione valdostana che ha le sue radici più profonde nel territorio regionale e che ciò ha implicato e implica una condizione di sottovalutazione che avvelena lo sviluppo armonico della nostra Regione.
Possiamo individuare una serie di squilibri, di contrasti e di tendenze incompatibili con le mete che riteniamo di dover raggiungere.
1) Sono facilmente valutati alcuni squilibri sociali.
Non a tutta la popolazione sono garantite uguali condizioni di vita ed uguali possibilità di fruire dei frutti dello sviluppo regionale.
Le occasioni e le possibilità di sviluppo non sono eque nei diversi settori di attività.
Il futuro dell'agricoltore si presenta in termini diversi rispetto all'albergatore, all'impiegato di pubblica amministrazione o all'operaio dell'industria.
Così come all'interno del settore industriale il lavoratore del grande complesso si trova in condizione diversa dell'artigiano o del dipendente di attività di piccola dimensione.
La qualità stessa del posto di lavoro è per lo più inadeguato alle aspirazioni e alla preparazione professionale dei nostri giovani che deve trovare all'esterno una occupazione idonea.
2) Il territorio regionale è utilizzato in modo disordinato e non sufficientemente equilibrato con lo sviluppo dell'attività turistica, in particolare, il territorio regionale è stato in modo crescente oggetto di speculazioni con la conseguenza di vedere alterati i tratti tradizionali dell'ambiente e depauperate le comunità locali di una delle sue ricchezze fondamentali.
Si pone oggi agli amministratori il difficile compito di prevedere lo sviluppo dei singoli comuni e di dotarsi quindi di strumenti idonei.
B) Qual è la situazione politica entro la quale si agisce.
La Giunta ha tenuto conto nel momento della formulazione del bilancio delle esigenze della collettività valdostana e ad esse ha proposto alcune soluzioni compatibili con le possibilità finanziarie tenendo conto di alcuni criteri fondamentali che possono essere così riassunti:
1) l'affermazione degli ideali autonomistici e quindi la valorizzazione di tutto ciò che distingue la realtà della Valle d'Aosta da ogni altra e che ne fa una dimensione originale e particolare;
2) superamento delle diverse divisioni della nostra comunità al fine di consentire alla Regione di esprimere con maggiore forza la sua personalità;
3) individuare una politica dell'Amministrazione regionale capace di superare gli attuali squilibri sociali ed economici della nostra Valle;
4) estendere qualitativamente e quantitativamente le competenze dell'Ente regionale riconosciutegli dallo Statuto e dalla Costituzione;
5) garantire uno sviluppo economico armonico capace di utilizzare risorse umane e ricchezze naturali della Valle d'Aosta;
6) guidare lo sviluppo del territorio in modo equilibrato tale da garantire una sua corretta utilizzazione e favorire una giusta distribuzione della popolazione, di attività e di servizio.
A questi criteri generali si è ritenuto fondamentale fare riferimento e porre al centro la politica di programmazione.
In questo senso, la programmazione significa rendere coerente tutta l'azione dell'Amministrazione alle scelte precedentemente elencate.
In questo momento, di fronte alla situazione attuale e tenuto conto delle finalità da raggiungere, è parso opportuno di rivolgere in modo più accentuato l'attenzione ai problemi dell'occupazione e quindi allo sviluppo economico e al potenziamento dei servizi sociali.
Per l'indicazione contenuta in questo bilancio al fine di garantire un posto di lavoro alla popolazione ci si è attenuti a questo criterio: la necessità di garantire un futuro all'agricoltura valdostana tenendo presente che, senza un'adeguata presenza dell'uomo nella montagna, la Valle d'Aosta perde non solo uno dei suoi tradizionali settori di attività, ma preparerebbe grossi oneri alla comunità conseguenti al deterioramento del paesaggio e alla rottura dell'equilibrio idro-geologico.
Né va dimenticato che l'abbandono dell'attività agricola può rappresentare in molte zone l'impossibilità dello sviluppo turistico.
Abbiamo ritenuto che questo problema fondamentale dello sviluppo regionale non potesse essere approfondito né in termini assistenziali né in termini settoriali.
Intendiamo quindi proporre una serie di provvedimenti che abbiano un minimo di coerenza fra loro, atti a favorire associazionismo e la cooperazione fra agricoltori.
Una legge in tal senso è già stata approvata dal Consiglio regionale ed è in attesa del parere della Comunità europea.
Sono previste nuove proposte tendenti ad assicurare all'agricoltore un'adeguata e moderna assistenza tecnico-economica, a specializzare e potenziare la viticultura, ad assegnare un premio compenso agli agricoltori quali giardinieri del verde e quali prestatori di servizio a vantaggio della comunità.
Quest'ultimo intervento sarà oggetto di una proposta di legge che sarà celermente trasmessa alle commissioni ed all'esame del Consiglio.
Per quanto riguarda il settore secondario, l'iniziativa della Giunta per garantire il posto di lavoro nell'industria, interessata in questi ultimi tempi da una gravissima crisi, non può trovare solo nelle cifre del bilancio la sua illustrazione.
Data la struttura dell'industria valdostana, l'impegno della Giunta è stato e sarà nel futuro di tipo politico al fine di incidere a livello competente regionale e nazionale perché non vengano meno le occasioni di lavoro esistenti.
È necessario riconvertire e riqualificare tale settore al fine di renderlo più aderente allo sviluppo della Valle e più aderente alla preparazione professionale e culturale dei giovani.
La creazione di aziende di media e piccola dimensione qualificate e convenientemente localizzate ci è parso ancora uno dei fini da perseguire.
A tale scopo, deve rispondere la creazione del fondo di rotazione ed una politica di acquisizione di aree.
Allo stesso modo, l'attività turistica potrà dal fondo di rotazione trovare un adeguato strumento fornito dalla Regione.
C) Servizi.
Per consentire uno sviluppo ordinato della nostra Regione, non è sufficiente una politica solo rivolta ai settori di attività economica.
Il potenziamento dei servizi sociali rappresenta tra l'altro un grande settore di intervento.
Il diritto alla casa, allo studio, alla tutela della salute sono richiesti con forza crescente dalla nostra collettività che vuole raggiungere più civili condizioni di vita.
Accanto a questo servizio, l'Amministrazione regionale intende qualificare il suo intervento nel campo delle infrastrutture primarie e dei trasporti.
Per quanto concerne il problema dell'abitazione, ritengo sia giunto il momento per un'azione incisiva della Regione
È opportuno coordinare a livello regionale gli interventi finanziari previsti dalla legge regionale e da quella nazionale.
Anche se non ufficialmente, posso comunicare che in base alla legge 865 lo Stato dovrebbe assegnare a questo scopo una cifra di circa un miliardo e mezzo.
La Giunta ha già indicato, in collaborazione con gli organi regionali della programmazione, i criteri che intende seguire per risolvere i problemi dell'abitazione tenendo conto delle sue caratteristiche abitative, umane e territoriali e ponendo l'accento sul notevole patrimonio edilizio esistente che necessita di un'adeguata ristrutturazione.
In sintesi, nel bilancio è stato previsto il fondo di rotazione che sarà successivamente precisato in che cosa consiste tecnicamente dall'Assessore alle finanze, però al fondo faranno capo altresì gli interventi degli enti pubblici a favore dell'edilizia economica e popolare per la costruzione di case ad equo affitto, per il risanamento di case di abitazione urbane ed extra urbane, della pubblicizzazione dei trasporti, del miglioramento dell'aspetto ospedaliero, nonché del via della riforma tributaria.
Inoltre al fondo si attingerà per i provvedimenti da adottarsi per provvedere all'incremento e alla difesa dell'occupazione.
Interventi particolari a favore del miglioramento delle attrezzature sanitarie oltre che a favore delle infrastrutture e dell'agricoltura sono pure previste nel bilancio che oggi è sottoposto alla vostra approvazione.
Mi pare doveroso, inoltre, informare questo Consiglio di alcune iniziative già assunte e in corso di attuazione anche se queste non trovano posto per motivi evidenti in questo bilancio.
La prima è rappresentata dal prossimo adeguamento della toponomastica e della segnaletica autostradale alla caratteristica culturale e linguistica della Regione.
La seconda è l'avvio di un progetto per realizzare in Valle una rete di ripetizione dei programmi televisivi in lingua francese.
La terza è dotare la cultura storica valdostana di una pubblicazione - per ora annuale - che consenta ai giovani appassionati di studio ad accostarsi ai problemi della loro storia.
Un cenno breve al riparto fiscale. La caratteristica di questo bilancio rispetto ai bilanci precedenti è la garanzia delle sue entrate ed è la continuità e la quantità di queste entrate.
Il bilancio di quest'anno prevede un'entrata di 16 miliardi dal riparto fra Stato e Regione contro i 7-8-9 miliardi degli anni precedenti.
Ma soprattutto mi pare valido questo riparto soprattutto per il fatto che rappresenta un fatto continuativo per cui da quest'anno viene abolita la cosiddetta politica dei rubinetti e viene maggiormente responsabilizzato il Consiglio regionale nell'acquisizione delle fonti di entrata.
Per quanto riguarda le spese, l'Assessore alle finanze vi preciserà quali sono stati i vari capitoli di maggiore spesa e gli assessori competenti quali sono le destinazioni nei vari assessorati.
Mi limiterò semplicemente a farvi osservare che tutti i capitoli dei vari assessorati hanno avuto forti aumenti in relazione soprattutto a quello che è il programma della nuova legislatura in futuro.
Metodo con cui viene presentato questo bilancio:
bilancio che è sottoposto all'approvazione dei Consiglieri, rappresenta l'avvio di una maggior democraticità nella fase della sua formazione.
É stato sottoposto alla discussione del Comitato di Programmazione regionale delle varie Commissioni consiliari presso i vari assessorati, delle organizzazioni sindacali, dei rappresentanti degli enti locali, è solo dopo l'osservazione di tutte queste varie Commissioni e questi vari rappresentanti che è stato redatto il bilancio definitivo oggi distribuito ad ognuno dei Consiglieri.
In futuro si migliorerà, allo scopo di garantire maggiormente ed in modo più organico questa partecipazione e in modo che essa sia più responsabile e che guardi i problemi nella sua maggior globalità.
Signori Consiglieri, noi siamo qui aperti ai contributi ed alle critiche, aperti all'appoggio di chi condividendo queste scelte riterrà opportuno di approvare il bilancio per darci la possibilità di realizzarlo, tenendo conto più che degli schieramenti politici dei contenuti e cioè all'azione concreta che dobbiamo svolgere perché la nostra Regione possa affrontare i gravi problemi di crescita e di sviluppo che tutti noi abbiamo di fronte.
Chantel (P.S.I.) - Questo bilancio rappresenta ancora una rigidità nella sua estensione in quanto la legge del nuovo riparto, approvata il 2 dicembre, valida al 16 dicembre 1971, non ha dato la possibilità a questo Consiglio di discutere eventualmente di nuove leggi che avrebbero potuto far sì che fossero trasportate nei capitoli di bilancio.
Questo bilancio, però, a differenza dei bilanci precedenti, è un bilancio che ha come prima positività di essere un bilancio reale, nelle sue cifre, in quanto nei bilanci precedenti per il solo fatto che esisteva un'incertezza nella ricezione di quanto spettava di riparto da parte dello Stato, ha portato a bilanci che hanno lasciato dei residui che alla fine del 1971 rappresentavano qualcosa come 22 miliardi.
Questo bilancio ha in base alla legge, in cui tutti hanno contribuito, perché fosse una legge decisiva e definitiva che creava la vera autonomia della Valle d'Aosta, perché l'autonomia, se non è anche finanziaria, non è un'autonomia, vero? Ha dato la possibilità di creare un fondo di rotazione, il quale sarà un po' il polmone dell'amministrazione finanziaria e ci darà la possibilità, e dopo vi darò un po' di più di... su quel che è questo fondo di rotazione, di intervento, ogni qualvolta il Consiglio lo riterrà necessario, in interventi in tutti i settori non in un unico settore, e ve ne darò spiegazione più tardi.
Come raffronto, io vi dò solo due documenti: "Presidenza del Consiglio dei Ministri - Gabinetto - 4 marzo 1971: Comunicazioni - Ministro del Tesoro, Presidente della Regione Valle d'Aosta, Intendenza di Finanza. Per gli ulteriori provvedimenti di competenza, si trasmette l'unico ordine di accreditamento di lire 1.400.000.000 emesso sul capitolo di spesa indicato in oggetto a favore dell'intendenza di finanza di Aosta per provvedere al versamento a favore della Regione Autonoma della Valle d'Aosta, delle quote erariali ad essa spettanti per il primo trimestre 1971 ai sensi dell'art. 2 della legge 29 novembre 1955."
"Comunicato 16 marzo 1972 - per gli ulteriori provvedimenti di competenza, si trasmette l'unito ordine di accreditamento di lire 4.620.000.000 emesso sul capitolo di spese indicate in oggetto a favore dell'Intendenza di Finanza per provvedere al versamento alla Regione Valle d'Aosta delle quote erariali ad essa spettanti per il primo trimestre dell'anno in corso ai sensi dell'articolo 3 e 4 della legge 6 dicembre 1971 n. 1065".
Credo che sia il documento che da solo dimostri che effettivamente sul fatto riparto le cose sono cambiate totalmente.
Non solo, ma che effettivamente si fa fede a quelle che sono le prescrizioni di legge, cioè la Regione ha a ogni trimestre il quantitativo di ripartizione fiscale che gli spetta.
Il Bilancio.
Il bilancio, ripeto, si è portato discretamente rigido tenendo anche presente che fra tutti gli impegni presi precedentemente dalla Valle, noi oggi ci trovavamo in una spesa fissa di 2.000.000.000, di 60.000.000 per tutti i mutui contratti e in base a leggi emesse in questo Consiglio e i mutui agevolati da noi dati in tutti i settori, che vanno dai Comuni alle strade, alle partecipazioni, agli interessi di mutui concessi per le case popolari, per l'agricoltura, al Comune di Aosta e via di seguito, che è senza dubbio, se fossero continuate con lo stesso ritmo, avrebbero portato in un futuro non lontano a una compressione, ancor più rigida di bilancio perché queste spese avevano la tendenza di essere progressive di anno in anno.
Il bilancio, come voi avete visto, arriva a 42.000.000.000, io ho dato il prospetto a tutti di quelli che erano i redditi che non riuscivamo ad avere dallo Stato; li avete sul biglietto che vi ho mandato che riguarda il 65-66-67-68-69 e 70.
In ogni modo io potrei dire questo: che l'incidenza di aumento tra il bilancio del 70-71 è stato del 47% e la differenza di aumento del bilancio attuale è del 57%, riparto al bilancio del 1970.
Una ripartizione delle spese e come sono state impiegate, voi lo potete vedere e io ve lo vorrei riassumere rapidamente, cioè c'è stato un aumento di 45 milioni alla Presidenza del Consiglio, un aumento di 688 milioni all'Assessorato delle finanze, un aumento di 1.190.850.000 all'agricoltura e foreste, un aumento di 52 milioni all'industria del commercio, di 702 milioni ai lavori pubblici e un importo di 1.600.000.000 alla pubblica istruzione; 596.000.000 alla sanità e 190.000.000 al turismo.
Questo in cifre, e naturalmente, siccome il bilancio è stato sottoposto alle singole Commissioni ed ai singoli assessorati, eventualmente nel singolo campo, risponderanno in chiarimento e spiegazioni i singoli assessorati interessati.
Io voglio parlarvi del fondo di rotazione.
Fondo di rotazione.
Perché abbiamo scelto un fondo di rotazione, invece di cercare un istituto finanziario o un istituto bancario. L'istituto finanziario ha la possibilità di dare dei crediti e dei mutui, in modo particolare a due soli settori: industria e turismo.
E perciò rappresentava in sé e per sé una certa qual rigidità.
La Banca, si sa che le banche autorizzate a far dei prestiti a medio e lungo credito, cioè mutui, sono pochissime in Italia e qui ad Aosta, esclusivamente la Cassa di Risparmio e l'Istituto San Paolo.
Perciò, anche facendo la creazione di una Banca, avremmo dovuto poi ottenere l'autorizzazione da parte del Ministero di essere autorizzati a crediti a medio, a mutui a medio e lungo credito, che naturalmente essere impossibile nella conformazione normale di una Banca.
Abbiamo scelto il fondo di rotazione, il fondo di rotazione ci permetterà, attraverso la volontà del Consiglio, di intervenire in tutti i campi, dall'agricoltura al turismo, dal turismo al commercio, cioè noi avremo la possibilità, volta per volta, con questo fondo di intervenire in tutti i settori, non solo, ma io ritengo che al momento opportuno che il Consiglio vorrà decidere, per necessità, che potranno essere nel campo dell'occupazione, nel campo dell'edilizia o in qualche altro campo, la necessità immediata di avere un liquido non indifferente anche di un miliardo e oltre, avrà la possibilità la stessa amministrazione come altre amministrazioni di valersi del fondo di rotazione, in quanto basterà che l'Amministrazione si impegni su anni successivi di restituire al fondo di rotazione la cifra richiesta perché sia valido anche l'intervento del fondo di rotazione verso la stessa amministrazione regionale.
Questo è per dare un concetto dell'elasticità che può dare questo fondo di rotazione che oggi è stato fatto sulla base di cinque miliardi iniziali, e con un fondo di rotazione, anno per anno, andranno a favorirlo i residui amministrativi, residui di amministrazione.
Naturalmente questo fondo di rotazione, ripeto, come è stato impegnato, dovrà essere poi assegnato come gestione, diciamo così, come impiego a una Banca in rapporto ai voleri della Giunta o del Consiglio, cioè in parole povere, la Banca che assumerà dopo che avremo preparato la legge, assumerà questa responsabilità, dovrà assumersi la stessa responsabilità che ha oggi, quando concede i mutui per conto della Valle, dovrà fare le stesse inchieste, le stesse relazioni, le stesse condizioni di prestito, le stesse garanzie, ecc. e risponderne anche in parte, dal lato responsabilità.
Questo è il concetto all'ingrosso, del fondo di rotazione, che, ripeto, ci dà una possibilità, perché fino al 1971, noi avevamo l'incertezza dell'entrata, notevole rigidità di spesa anche per quanto riguarda le spese in conto capitale, rilevante aumento di residui passivi, carenza di programmazione e conseguenza: mancanza di impostazione di piani pluriennali, in cui quelli annuali, correttamente si inseriscono.
L'importante delle entrate, come già ho detto, si ricollegava alla vecchia legge. Attualmente, con il nuovo bilancio, avremo la possibilità, non in questo bilancio, ma nei bilanci successivi, di avere minor rigidità di quella attuale.
La rigidità di bilancio, naturalmente, corrisponde a spese divise in tre categorie di voci:
le spese rigide, relativamente rigide, flessibili, si ha quando queste ultime possono mediamente essere considerate pari al 9% delle spese effettive, essendo quelle relativamente rigide, e pari al 30%, e quelle rigide mediamente pari al 61%.
Le spese rigide, e d'altronde la relazione l'avete avuta, e credo che dovrebbe essere inutile che io continuassi a leggere una relazione che avete avuto, che avete letto, e arriverei solo alla conclusione dell'eventuale utilizzazione di questo fondo di rotazione.
L'utilizzazione, ho già detto le ragioni per cui non abbiamo proposto una finanziaria e non abbiamo proposto un istituto bancario.
Si ritiene che la maggior forza incentivante risieda nell'intervento a titolo di credito, a tassi agevolati e questo non solo per l'industria ma per tutti i settori socio-economici che meglio può utilizzare questa forma di intervento, è doppiamente il fondo regionale di rotazione.
La tipologia di questo fondo sarà esaminato successivamente.
Qui si.... come a differenza di altre forme di intervento prima esaminato, esso presenti tutta una serie di caratteristiche che lo rendono decisamente più interessante e rispondente alle finalità che si intendono raggiungere.
Oltre al fatto di operare esclusivamente tramite interventi a titolo di credito, a tassi agevolati e con durate determinabili dalla Regione, il fondo regionale di rotazione dà la possibilità di interventi in tutti i settori e non solamente in quelli tradizionalmente si ripercuote l'economia senza che io voglia creare delle pluralità nell'ambito delle caratteristiche proprie del fondo regionale di rotazione, si ricorda innanzitutto che un tale strumento evita il rischio possibile invece in quelli precedentemente esaminati, di ingerenze politiche nell'amministrazione dei fondi, in quanto la sua dotazione viene amministrata da un istituto di credito già operante, il quale, essendo reso compartecipe del rischio del finanziamento, non potrà non richiedere al momento dell'erogazione tutte quelle garanzie atte ad assicurare non solo un obiettivo di distribuzione dei fondi, ma altresì a contenere il rischio del finanziamento, pure se ciò non significa però lasciare l'istituto di credito autonomo nelle proprie scelte, in quanto al momento decisionale rimane di competenza dell'Amministrazione regionale e del Consiglio regionale.
In altre parole, nell'ambito delle disponibilità del fondo, spetterà all'Amministrazione regionale, sulle indicazioni del Comitato per la programmazione, stabilire quante parti della dotazione del fondo debba essere destinato ai vari settori, industria, turismo, agricoltura, ecc., ne va dimenticato che la scelta dei tassi, della durata dei finanziamenti, variabili da settore a settore, e in caso determinabile esclusivamente dall'Amministrazione regionale, questa scelta connessa al funzionamento dell'Istituto fa sì che questo si ponga come valido strumento di programmazione.
Il fondo regionale di rotazione, inoltre per costante defluire dei mezzi e per la flessibilità degli interventi che può inserire validamente in un programma pluriennale al quale la Regione dovrà necessariamente arrivare nei prossimi anni, contrariamente a quanto potrebbe apparire, questo istituto dà la possibilità di rendere meno rigido il bilancio regionale e ciò perché con la sua creazione dovrebbe essere eliminato dal bilancio stesso non solo quasi tutte le forme di contributo a fondo perso, ma tutte quelle in conto interessi che incidono sulla rigidità tanto meno, per la durata del finanziamento a cui la contribuzione si riferisce.
Si vendono a... così le premesse per un attento riesame, per una ristrutturazione del modo di intervenire della Regione nel settore dell'economia valdostana... del fondo regionale di rotazione è la facilità di smobilizzo e di rientro delle somme erogate da cui discende una maggior velocità di rotazione che incide positivamente sulla disponibilità delle somme stesse, diversamente da quello che accade per gli interventi delle società finanziarie.
Una finalità aggiuntiva non trascurabile, si ricollega alla possibilità di mettere nei vari settori dell'economia valdostana del denaro, anche quando questo si presenta carente sul mercato monetario finanziario, l'oscillazione a cui spesso lo stesso va soggetto, consente quindi la possibilità di interventi anche recessivi in fase di congiuntura sfavorevole, anche se può apparire un aspetto marginale. Si ricordi ancora che il fondo di rotazione, rispetto alla società finanziaria e alla banca regionale, presenta una indubbia facilità di gestione, ed oneri più ridotti.
Ed è logico perché il fondo di rotazione, finché non è impiegato e finché non viene erogato, rende alla Valle il 5,75%.
La prevista creazione del fondo di rotazione regionale viene ad essere un elemento caratterizzante di questo bilancio, un nuovo istituto che dovrebbe permettere il passaggio graduale di un bilancio basato su un programma pluriennale di interventi, nel quale i bilanci annuali trovano un loro corretto inserimento.
Ristrutturare il modo di intervento della Regione nei settori socio-economico, abolendo anche gradualmente alcune delle contribuzioni a fondo perso, di cui sono noti i limiti e le caratteristiche negative e tutte quelle in conto interessi, di attenuare in concorso con altri provvedimenti, l'eccessiva rigidità del bilancio regionale di incidere positivamente sull'ammontare dei residui passivi sia perché una grossa tranche della dotazione iniziale, si riallaccia a stralci di residui passivi, sia perché l'inserimento del fondo di alcuni tipi di intervento regionale elimina il formarsi di nuovi residui passivi a detto conseguenti.
Vi ho detto come è alimentato il fondo, ho aggiunto gli interventi che potranno essere fatti in tutti i settori, vero e io credo che, se qualcheduno chiederà ulteriori spiegazioni in questo campo, sono a loro completa disposizione, mentre invece le singole voci del bilancio, riguardanti i singoli assessorati, ne risponderanno i singoli assessori.
Fosson (U.V.) - Prima di dare la parola al Consigliere Caveri, vorrei solo ricordare a tutti i Consiglieri che, iniziando la discussione generale, come abbiamo fatto sempre e tutti gli anni, ogni Consigliere ha la possibilità di prendere la parola, due volte, con il tempo che è previsto nel Regolamento, passando ai capitoli, come potrà riprendere la parola, ma nella discussione generale, si tenga presente questa limitazione, in modo che se il Consiglio crede, siccome il Consigliere Caveri aveva chiesto la parola prima, ma se il Consiglio è d'accordo di rinviare al pomeriggio, sono le undici e quarantotto... beh penso che di interventi ce ne saranno diversi, anche se un paio di interventi sono fatti al mattino, gli altri saranno fatti nel pomeriggio, penso che il Consiglio sia tutto d'accordo di non tirare troppo alla lunga adesso, allora la parola al Consigliere Caveri.
Caveri (U.V.) - Intervento scritto mentre parla il Presidente Dujany, questa è una precisazione per il Consigliere Dolchi, eh! Lei non ce l'ha fatta.
Depuis deux années, la Junte actuelle annonce toujours que le prochain bilan sera rédigé selon les idées sublimes de la programmation, mais chaque année, et cette fois aussi, le bilan est rédigé selon le vieux système.
On a bien constitué un bureau pour les recherches économiques et sociales, formé presque exclusivement d'activistes démo-populaires, qui payés par l'Administration, dédient une grande partie de leur temps à la propagande à faveur de leur mouvement.
En vain; on chercherait en ce budget des signes et des conclusions tirées de la programmation.
On a continué avec la vieille routine, sans pas même étudier une forme rationnelle de priorité dans les dépenses de la Région.
On peut constater cela surtout pour certains assessorats, comme nous verrons à travers l'examen et la discussion des différents chapitres, certaines dépenses comme, par exemple, pour la propagande touristique sont tout à fait exagérées, tandis que les dépenses pour la restauration des monuments anciens et des châteaux sont tout à fait insuffisantes.
Ce bilan manque du sens de la juste proportion, à cela il faut ajouter que la Junte actuelle est tout à fait dominée par la préoccupation électorale. A cela il faut encore ajouter le manque absolue d'intérêt pour les questions intellectuelles et culturelles.
Voilà pourquoi on dépose beaucoup plus pour le sport que pour la culture, c'est absurde, puisqu'on peut défendre l'ethnie valdôtaine, seulement à travers un grand effort et un grand essor culturel.
Mais cela ne rend rien du tout, évidemment de point de vue électoral, de là naissent l'apathie et l'indifférence à cet égard. La même apathie et la même indifférence règne pour la valorisation de la Ville d'Aoste, comme Ville d'art. Nous avons présenté des motions pour la valorisation du... d'un anneau vert autour des remparts romains. Les motions ont été approuvées à l'unanimité par le Conseil régional, mais elles sont restées lettres mortes comme si on les avait jetées dans le panier à papier.
Nous avons présenté une motion pour la valorisation du cloître de la cathédrale, la motion a été approuvée à l'unanimité par le Conseil régional, mais elle est restée lettre morte et ce cloître du XVème siècle reste scandale inouï et unique - je crois - parce que seulement en Vallée d'Aoste arrivent des choses de ce genre, ce cloître du XVème siècle reste fermé et invisible soit aux touristes, soit aux habitants de la Vallée d'Aoste.
Plusieurs fois nous avons demandé que l'on continue ce que nous avons commencé, nous avions acheté deux appartements du Palais Ansermin pour en faire le palais de la culture, mais cela ne donne rien en terme électorale et alors cela n'intéresse pas à la Junte actuelle.
Nous avons demandé que l'on fasse des fouilles archéologiques entre la Rue Quintane et la Rue de Sales, on nous a donné des assurances et naturellement M. Milanesio est absent et je ne peux pas prétendre de parler en présence de l'Assesseur Milanesio, qui est toujours absent dans les séances du Conseil, et j'ai déjà dit une fois et je le répète, le Président de la Junte ne sent pas le devoir élémentaire de demander à ses Assesseurs qu'ils soient présents pendant qu'on discute, au moins, pendant qu'on discute du bilan.
Rien de nouveau pour... Rizzardi et pour la création de l'Avenue Mont Blanc, le long du côté méridional des remparts romains.
Cette Vallée d'Aoste autonome, que nous avions rêvée au temps de notre jeunesse riche de levain intellectuel, tend toujours plus à ressembler à une Béotie alpine. Cela implique pourquoi la déchéance de l'école continue d'une manière frappante. Il aurait fallu mettre l'homme juste à la place juste, on a mis un œnologue, un taste-vin à diriger l'Instruction publique. Il n'y a pas dans ce domaine des idées maîtresses on ne fait que de la petite démagogie et des faveurs pour des benjamins et pour les benjamines.
Arrivé à ce point, je pense qu'il est de bon devoir, en tant que citoyen responsable et en tant que Conseiller régional de dénoncer un épisode bouleversant que s'est vérifié à l'école moyenne de Verrés; à la troisième moyenne C une enseignante, una professoressa, une des benjamines de l'Assesseur, a assigné à ses élèves d'étude en groupe des questions sexuelles. Sous l'égide et sous l'inspiration de la benjamine, on a rédigé le questionnaire suivant dont je me permets de vous donner lecture, on a distribué cela à tous les élèves de la troisième classe moyenne et même à tous les élèves de la I et de la II classe moyenne.
Qu'est-ce qu'on leur demande?
A des enfants qui n'ont pas encore rejoint la puberté, on leur dit: "Come reagisci quando senti parlare di sesso? Ti confidi con qualche amica sulle tue esperienze sessuali?"
J'aimerais bien savoir quelles sont les expériences sexuelles des enfants de la I classe moyenne, de la Ième - Perché? Credi che sia molto volgare parlare di esperienze sessuali? Hai il ragazzo, hai qualche simpatia? Quando stai con lui o quando lo vedi, pensi subito alle esperienze sessuali? Ti attraggono molto le esperienze sessuali, e - dai la - perché? Se il ragazzo che ti piace ti tratta male, come reagisci? E se ti accorgi chi piaci ad un ragazzo ne sei contenta o te ne freghi - comme language ce n'est pas mal - Te la sentiresti di vivere per un po' di tempo insieme ad un ragazzo oppure con un'amica? - Alors ici il y a la liberté de choix - Ti piacciono i film, i romanzi, i fumetti d'amore. Perché? Hai intenzione di giungere al matrimonio ancora vergine? Perché? Ti piacerebbe appartenere al sesso maschile? E perché? Se tu fossi un ragazzo, andresti a letto con una ragazza e perché? Quale tipo di ragazzo preferisci? Ti interessa se un ragazzo ha la macchina o la moto, oppure se va a piedi, oppure preferisci se va a piedi? - Questa è intelligenza sublime di una professoressa. Questo questionario, ti ha messo in imbarazzo? E perché?"
Voilà, le fait est tellement grave qu'il se passe de commentaires.
Ce n'est pas de l'éducation sexuelle, c'est tout le contraire. C'est la corruption authentique, c'est entre-autre l'apologie de l'homosexualité.
Vous jugez souvent votre qualité de chrétiens et de catholiques, cela sert beaucoup au moment des élections pour tromper les "badola"; mais vous fermez les yeux devant ces faits si graves.
Je demande au Président de la Junte et à l'Assesseur à l'instruction publique de me donner des réponses précises à cet égard.
Je dénoncerai ces faits au Surintendant aux écoles qui évidemment ne pourra pas se soustraire au devoir de faire personnellement une rigoureuse enquête sur les faits que j'ai dénoncés et sur d'autres faits du genre dont je préfère ne pas parler parce que j'ai voulu seulement faire une allusion à ces faits. J'ai oublié de dire que ce questionnaire a été distribué aux élèves de la I-II classe moyenne, c'est-à-dire à des enfants qui n'ont pas encore rejoint la puberté, cela est évident.
Nous considérons aussi assez négative l'action de l'Assesseur aux travaux publics, parce que, comme nous avons déjà dénoncé en des séances précédentes, sans aucun résultat, on a tracé, et comme a démontré le Conseiller Freppaz, en des séances précédentes, on a tracé des routes dangereuses pour l'incolumité personnelle des routes qui seraient peut-être indiquées pour des routes de motocross, plus que pour le passage des voitures ordinaires.
On a repoussé notre motion pour la route de l'Envers, je regrette de devoir aussi dénoncer le comportement sectaire de l'Assesseur aux travaux publics qui se sert des nominations des dépendants pour opérer des conversions politiques particulièrement dans la Commune de Villeneuve.
Ceux qui ne manifestent pas des désirs de conversions ont le temps d'attendre.
Malheureusement les dépenses pour le personnel ont presque atteint les trois milliards par an, ajoutons à cela la logorrhée législative régionale comme si la logorrhée législative nationale n'était pas suffisante, la logorrhée de 200.000 lois spéciales de la République italienne qui est devenue un mare magnum où souvent font naufrage ceux qui ont le malheureux sort ou la malheureuse profession de devoir interpréter ce droit qu'est si souvent tordu.
Évidemment on a oublié la sentence de Tacite plurimes leges spessum res pubblica. La république est mauvaise lorsque les lois sont trop nombreuses."
L'augmentation des frais pour le personnel et la multiplication des lois régionales rendent et rendront toujours plus rigide le bilan, la rigidité dont parlait justement sur ce point l'Assesseur Chantel, cette rigidité du bilan augmentera toujours de plus pour des raisons évidentes.
Je termine ainsi ces quelques considérations sur ce bilan qui n'est pas seulement un document comptable, mais un document politique qui résume toute une politique administrative et une politique économique.
C'est donc un acte politique de la part des Conseillers régionaux d'approuver ou de ne pas approuver ce document.
Évidemment nous n'approuverons pas ce document.
Je me réserve de poser des questions et de faire d'autres considérations lorsque nous passerons à l'examen des différents chapitres. Mais si vous me permettez je veux ajouter quelque chose et ce quelque chose que je veux ajouter se réfère à une phrase du Président de la Junte avec lequel je ne veux pas faire des polémiques, mais je veux seulement relever cette phrase à propos dell'occupazione operaia e dei posti di lavoro.
A proposito di occupazione operaia e di posti di lavoro, dobbiamo purtroppo ancora una volta deplorare che si sia strumentalizzata la crisi industriale della Bassa Valle per fare delle vuote chiacchiere e della bassa polemica e della piccola demagogia, con quale risultato? Di fare un grande buco nell'acqua perché non si è realizzato, non si è concluso niente, era difficile concludere, era difficile realizzare e questo noi siamo i primi a riconoscerlo, ma io mi domando allora se è stato onesto fare le grandi promesse e fare brillare gli specchietti per le allodole servendosi poi di questo per fare una polemica contro determinati movimenti regionali.
E voglio fare un'altra osservazione sul centro storico.
Si parla molto del centro storico, ma non si fa nulla per centro storico, anche lì ci si serve del centro storico per fare un'agitazione sterile, per sfruttare in definitiva, in senso politico le condizioni deteriori e tristi nelle quali si trovano coloro che abitano nel centro storico.
In una riunione che aveva avuto luogo in questo palazzo, noi dell'Union Valdôtaine avevamo indicato una via di uscita del problema del centro storico e tutti i presenti in quella riunione, a cominciare dal Presidente della Giunta e dei membri di questa Giunta regionale, avevano accettato quei suggerimenti che noi ci eravamo permessi di dare e cioè, secondo noi, bisognava distinguere tra i fabbricati di questo centro storico, stabilire due categorie; le case inabitabili, e non suscettibili di restauro, e quelle andavano demolite, perché non continui la solita speculazione dei proprietari di queste case di affittare a fitti salatissimi ai disgraziati immigrati queste case, perché queste case sono preziose, in quanto costituiscono un privilegio per ottenere l'assegnazione della case popolari, e poi studiare un sistema di mutui agevolati a favore dei proprietari di queste case del centro storico in modo da renderle abitabili con dei restauri.
Questa è la via concreta di risolvere il problema del centro storico e non il sistema di certi attivisti, molto ben conosciuti, di certi opuscoli che vanno a tirare per la giacca questi abitanti del centro storico, i quali l'anno scorso non sognavano nemmeno di andare ad occupare la sala ducale del Municipio, ma sono stati tirati per gli stracci e portati lì perché bisognava fare l'agitazione demagogica.
Non è con le agitazioni demagogiche che si risolvono i problemi ma, ad ogni modo, di questo problema noi potremo occuparci forse più dettagliatamente, quando esamineremo la parte speciale di questo bilancio, o meglio quando esamineremo il bilancio, capitolo per capitolo, quando ogni Consigliere potrà fare le sue domande e fare le sue considerazioni.
E così nella parte capitolo per capitolo, io chiederò se fa parte del vecchio bilancio o se fa parte del nuovo bilancio la spesa di una recente delibera della Giunta regionale, in data 17 marzo 1972, non vi leggo la motivazione proponente il solito Assessore Milanesio: si delibera di approvare alla sotto indicata ditta alberghiera la somma di L. 27.000.000 a titolo di contributo regionale per l'esecuzione del complesso turistico ricreativo in Comune di Lillianes della ditta alberghiera di Pedrini Ennio e si approva allo stesso tempo che questa somma di 27.358.464 lire che si ordini l'emissione del relativo mandato di pagamento a favore dell'Istituto bancario San Paolo di Torino.
Termino questo mio intervento, congratulandomi per questa bella delibera con il Presidente della Giunta, con tutti i membri della Giunta, complimenti e auguri, buona continuazione sulla strada dell'onestà politica e amministrativa.
Fosson (U.V.) - La parola al Consigliere Pedrini. Sì, sì.
Pedrini (P.L.I.) - La solita mascalzonata di un uomo, il quale prima di parlare dovrebbe veramente documentarsi di come stanno le cose.
Prima di tutto, non è la Regione che ha dato questi soldi di mutuo ma lo Stato, sia ben chiaro avv. Caveri, Lei come sempre gioca sporco, e io glielo dico in faccia, così come gliel'ho detto altre volte, lei ha solo il coraggio di alzare le targhe (?), di andarsene all'estero, non di guardare in faccia la realtà e di buttare fango sul fango che lei ha addosso, questa è la realtà.
Ma non è finita avv. Caveri, ne tireremo fuori delle altre, lei specula su una cosa che sa che è falsa, questa è la realtà di fatto. Lei, se dice questo è un mentitore, glielo dico pubblicamente, lei è un mentitore, lei travisa le cose, lei deve dire le cose come stanno perché io ho chiesto un contributo allo Stato e non alla Regione.
Questo è il fatto. Ora, se lo Stato da un mandato ecco si come lei avv. Caveri ha fatto, lei che ha combattuto Pila, lei che non ha lasciato fare a Champorcher, lei che mette i bastoni dappertutto, perché non vuole che la Valle progredisca, perché lei vuole soltanto e sempre dominare, lei così come ha fatto prima con i comunisti, poi con i D.P. e oggi con la D.C. è bene che qualcuno le dica le quattro verità, come io gliele ho sempre scritte e dette, lei che si è permesso di dire e di scrivere che io non ero un grande invalido della guerra partigiana per Dio, questa è la realtà di fatto... (voce) ...Mauro, sono cose talmente serie queste sulle quali non si può scherzare, qua si tocca nel vivo una persona, una persona che lavora dal mattino alle sei fino a mezzanotte, che non ha mai chiesto niente, e tu lo sai benissimo, ma evidentemente bisogna dirle queste cose, chi ha un po' di sangue nelle vene, chi veramente sente che ha la coscienza pulita di dire queste cose in faccia a chi la coscienza pulita non ce l'ha, caro Mauro Bordon, questa è la realtà, e ripeto, avv. Caveri, lei non si permetta di continuare su questo tono, con me, perché ha sbagliato strada, io l'ho già dimostrato una volta e glielo dimostrerò fin che lei vuole, a me l'infarto non viene, sa, io il sangue ce l'ho caldo, io sono ancora quadrato con il sangue caldo così come sono quadrate e dure le montagne della Valle di Gressoney. Ma io le dimostrerò, avv. Caveri, che, se lei vuole, io sono disposto a fare un pubblico dibattito sulla sua persona e sulla mia persona, se tanto, siccome lei è arrivato a questa bassezza, una bassezza l'ha fatta quando era alla Camera, contro il sottoscritto, grande invalido di guerra, partigiano che non ha il polmone destro, chiaro? Questa la prima cosa, seconda - la seconda mascalzonata la fa ora, dicendo questo, sapendo che lei mette già a priori quando lei l'ha detto, perché lei sa benissimo che io come tanti altri nella mia situazione, che abbiamo creato qualcosa in favore della Valle d'Aosta, chiediamo qualcosa, quello che guadagniamo l'abbiamo speso in casa nostra, non come lei che non ha speso una lira in casa sua, è sempre andato a portare fuori, lei e i suoi parenti.
Va bene?
È così, caro avvocato, va bene, noi dimostriamo di dare qualcosa alla nostra Valle, creando qualcosa, che lei con la sua poca esperienza turistica non ha mai lasciato fare, quando io, ancora Presidente regionale della Commissione Turismo, avevo chiesto questi villaggi turistici che non sono mai stati concessi per la miopia della sua amministrazione.
Questo è il fatto e chiudo dicendole: la legge 614 non è una legge della Regione, il sig. Dujany e il sig. Milanesio e i signori che sono lì, non hanno potuto fare altro che trangugiare il boccone, di darmi il mutuo così come mi spetta di diritto... (voce) ...mi spetta di diritto quel mutuo, così come spetta a tanti altri che hanno fatto la domanda, tanto e quanto l'ho fatta io.
Né più né meno e parliamo di privati, albergatori, parliamo di società sia la Pila che La Thuile, ecc. ecc. e quindi i soldi non sono della Regione ma sono dello Stato, questo lei lo sa ma ha fatto finta di non saperlo per continuare a buttare il fango che lei ha buttato su tutti i valdostani con cui è stato, dai comunisti ai demo-popolari, ai PSDI con cui lei adesso, non più tardi che tempo fa, sputava su Montesano con la tessera fascista adesso gli è alleato, ai democristiani con cui è stato una volta e con cui è ritornato e a cui lo metterà ancora una volta in quel posto, perché quella è la sua natura, avvocato, lei è abituato solo a far quello, lei est le pire homme qu'il y a dans la Vallée d'Aoste, pas pour la Vallée d'Aoste.
C'est ça... (Voce di Caveri) ...stia tranquillo che non ho bisogno di andare in Svizzera per impararlo come ha fatto lei, l'ho imparato a casa mia, caro figliolo, e ce n'è fin che basta, ho solo da aprire un libro e ne leggo, ma non mi faccia uscire, stiamo buoni, fermiamoci qua per il momento, se vuole continuare io ne ho, ma non con la cazzuola, con la pala, andiamo avanti... (voce) ...è dello stesso e non della Regione... (Voce di Caveri in lontananza) ...si, ah! Su questo io con lei mi metto sempre a confronto, e lei che è sceso a questo, ma ha sbagliato la mossa.
Fosson (U.V.) - Bene, chi chiede la parola?
La parola all'Assessore Milanesio.
Milanesio (P.S.I.) - Una precisazione doverosa.
La deliberazione cui si è riferito l'avv. Caveri è una deliberazione assunta dalla Giunta regionale in virtù della legge 614, legge nazionale, per l'incentivazione alberghiera in questo caso, turistico-alberghiera, per le aree, così dette, depresse del centro nord.
Lo Stato ha trasferito alla Regione, in materia turistica, 650.000.000 in tre anni da distribuire per iniziative turistiche a coloro i quali ne avessero fatta domanda.
Alla Regione erano giacenti una ventina di domande, sono state accolte tutte e con dei massimali che variavano, posso dire che per piccole iniziative i massimali sono arrivati fino al 100% del contributo; per iniziative più grosse, questo massimale è stato ridotto. Per quanto si riferisce all'iniziativa del Consigliere Pedrini, cittadino della Valle d'Aosta, il massimale era del 60%, quindi neanche tra i massimi massimali... (voce di Pedrini).
Fosson (U.V.) - Bene, qualcun altro chiede la parola sulla discussione del bilancio?
Se il Consiglio pensa di sospendere, sono le dodici e sedici, se c'è ancora un intervento, praticamente, è tanto di risparmiato per il pomeriggio.
Ramera (D.C.) - Vorrei semplicemente dire una cosa.
Se fosse possibile avere una copia del testo della relazione del Presidente della Giunta per oggi pomeriggio, perché quella non ce l'avevamo.
Abbiamo preso alcuni appunti, ma è abbastanza interessante.
Se è possibile avere fotocopia.
Fosson (U.V.) - Bene, non so cosa ne pensa il Presidente della Giunta. Bene.
Allora la seduta è sospesa e riprendiamo alle sedici e trenta.
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La seduta è tolta alle ore 12,17.
