Trascrizione informale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 25 del 30 gennaio 1973 - Resoconto

OGGETTO N. 25/73 - Esame della bozza del Piano Urbanistico Regionale. (Approvazione di ordine del giorno).

Montesano (P.S.D.I.) - Siccome io penso che la discussione sull'oggetto n. 6 debba considerarsi esaurita, e adesso deve seguire la replica dell'Assessore al Turismo, io prego l'usciere di cercare l'Assessore al Turismo per poter dare inizio ai lavori del Consiglio di questo pomeriggio.

Consigliere Tonino, lei vuol intervenire sul... benissimo, allora la parola al Consigliere Tonino, poi il Consigliere Dayné. Chi si iscrive ancora a parlare sull'argomento che è stato già affrontato questa mattina cioè la bozza del piano urbanistico? Allora la parola al Consigliere Tonino.

Tonino (P.C.I.) - Dunque, sulla bozza di questo piano urbanistico generale sono d'accordo su quanto è già stato detto questa mattina dai miei colleghi del gruppo e quindi non entro nel merito specifico di questo, di questa bozza. Volevo solamente richiamare l'attenzione della Giunta su un punto che ritengo molto importante della bozza dove appunto dice che occorre strutturare l'attività turistica in modo tale che essa costituisca per la comunità locale una continua fonte di reddito e non soltanto una rendita "una tantum" cioè l'alienazione dei beni. Purtroppo in molte zone della Valle siamo molto in ritardo ad applicare tale sistema, i capitali esterni adoperati a fini di interessi privati e speculativi sono penetrati un po' ovunque, vedi Courmayeur, Cervinia, Alpila e altre zone. Gli agricoltori hanno ceduto le loro proprietà attratti da alcune somme in denaro, in verità misere somme di denaro in confronto di ciò che si è poi realizzato in quei terreni per cui oggi come oggi i contadini non hanno più né soldi, né terreni mentre i grossi speculatori hanno fatto le loro fortune alle spalle di questa gente. Quindi direi che siamo molto in ritardo a porre dei rimedi in questo campo, ritengo però che abbiamo ancora alcune zone da salvaguardare dalla speculazione per esempio io volevo solo farvi una proposta, noi abbiamo l'intera zona di Dondeynaz una zona meravigliosa che può prestarsi sia al turismo invernale che estivo e dove un certo tipo di speculazione non è ancora arrivato. Cosa intende fare la Giunta di tutta quella intera zona di Dondeynaz? Io penso che se vogliamo evitare che anche Dondeynaz venga presa d'assalto da certe speculazioni private, non possiamo attendere certamente che sia approvato questo piano, la Regione ha il dovere di fare in modo che Dondeynaz non diventi un domani una fonte di ricchezza di certi magnati e speculatori e allora la mia proposta è quella di fare in modo che la Regione riesca ad acquistare l'intera zona lasciando in godimento il terreno ai proprietari oppure trovare altre forme che evitano ciò che è successo in quelle località che ho menzionato prima, e allora se noi pensiamo che al Dondeynaz ci sono altre località da aggiungere a Dondeynaz, perché non solo Dondeynaz è in questa situazione ci sono altre, ci sono ancora altre località da salvaguardare, bisognerà secondo me studiare un piano di emergenza che blocchi tutte queste zone che possono prestarsi a prospettive di sviluppo turistico, ma direi che soprattutto è urgente fare qualche cosa in questo indirizzo soprattutto oggi per Dondeynaz se non vogliamo che l'intera zona cada nelle mani del capitale privato ed è su questo indirizzo che gradirei però avere un giudizio della Giunta.

Il collega Manganone ha accennato che sulle tavole esposte non appare quello che è già stato un problema molto discusso in Consiglio nei primi mesi del 1968 e cioè parlo del Traforo della Molonia, Gaby, Piedicavallo. Questo traforo che comporterebbe per quella vallata una notevole incentivazione turistica e commerciale, sociale, non può essere presa, non può essere presa in considerazione, in un piano generale di sviluppo economico e sociale, è inestimabile l'incentivazione che darebbe questo traforo non solo per la valle di Gressoney ma direi anche per tutti i Comuni di fondo valle, quindi necessità che su questo piano sia rivisto questo problema e gradirei sapere anche su questo dall'Assessore Milanesio il motivo per cui non è stato previsto nella bozza di piano. Hanno già detto i colleghi comunisti quale sia la nostra posizione sui contenuti di questo piano regolatore urbanistico regionale, io ho semplicemente voluto intervenire per quanto riguarda la prima parte del mio intervento che si riferisce alle speculazioni che sono state fatte con capitale esterno e si tende a continuare con queste speculazioni. Ho citato Dondeynaz perché ritengo che Dondeynaz costituisca ancora una zona vergine, una zona non deturpata dalla speculazione. Occorre prevedere in tempo e non solo per Dondeynaz ma per tutte quelle zone per le quali dalle tavole si presume vi possa essere uno sviluppo turistico, inoltre vorrei suggerire all'attenzione dell'Assessore Milanesio di voler consultare gli amministratori comunali di Pont St. Martin circa una eventuale previsione nel piano di una certa zona adatta al turismo e sport invernale di massa che verrebbe a trovarsi fra gli alpeggi di Pont St. Martin a monte della frazione Ivery e credo che confina addirittura con il biellese questa zona ecco se possibile consultare gli amministratori comunali di Pont St. Martin per avere delucidazioni in merito.

Dayné (U.V.) - Per conto mio vorrei far rilevare l'eccessiva rigidità contemplata dalla presente bozza particolarmente per quanto concerne l'ulteriore sviluppo dell'edilizia e ciò in modo speciale in merito alle nuove costruzioni così come è contemplato dalla bozza anziché agevolare lo sviluppo della Valle lo si frena, però per me ciò che è soprattutto un controsenso è voler trasformare forse un due terzi del territorio regionale in parchi di diverso tipo. Ora l'esperienza insegna e noi abitanti del parco nazionale ne abbiamo di questa esperienza un po' amara che con l'istituzione di nuovi parchi bisogna andare molto cauti soprattutto come già detto dal collega Manganoni ora che sta per andare in discussione in Parlamento la legge quadro sui parchi e la quale legge quadro anche i parchi regionali dovrà sottostare alle sue norme e quindi sa bisogna andare cauti nell'istituzione di parchi, bisogna studiarli bene, sentire le popolazioni locali e tutto sa, non è una cosa da prendersi così tanto alla leggera.

Inoltre vorrei fare osservare che la composizione dei comprensori come previsti a pagina 38 della presente bozza, questi comprensori dovrebbero essere, come dire, unificati alle comunità montane perché più o meno le competenze sarebbero le medesime altrimenti creerebbero solo doppioni, per esempio sia i comprensori sia le comunità montane devono redigere un piano urbanistico, allora se i comprensori e le comunità montane non corrispondono come territori come si può redigere un piano urbanistico? Questo va da sé tanto più che come previsto a pagina, ancora 38 della bozza, i comprensori la composizione di questi comprensori sono abbastanza illogici e il più illogico vorrei dire ne è il n. 6 che, poiché la medesima bozza definisce i requisiti per definire i comprensori che corrispondono ad aree di una certa vastità che hanno problemi comuni sia in termini di attività prevalente che di organizzazione e gestone dei servizi che di comunicazione, ora vediamo queste quattro valli valle di Cogne, Valsavaranche, Valle di Rhêmes, nulla hanno di questi requisiti assolutamente nulla perché problemi prevalenti non ne hanno salvo l'appartenenza al Parco Nazionale Gran Paradiso, inoltre non è possibile nessuna organizzazione e gestione di servizio, assolutamente questo non è possibile e di... poi non ne parliamo, per esempio la comunicazione più agevole fra la Valle di Cogne e la Valle di Valsavaranche ne è il colle Lauson sito a 3.300 metri e tutto il resto è roba da corda, piccozza, ramponi, quindi comunicazioni non ne possono avere se non alpinisticamente; ora la composizione di questi comprensori vanno rivisti, per esempio Cogne deve far capo ai comprensori qui attigui a Gressan, Jovençan, Aymavilles che ci sono problemi attinenti ma non con le altre valli assolutamente.

Manganoni (P.C.I.) - Nel mio intervento di questa mattina ho già esposto il nostro punto di vista sulla bozza del piano con gli apprezzamenti e le critiche costruttive di suggerimento quindi nulla voglio aggiungere, voglio solo fare due precisazioni su interventi di colleghi che mi hanno seguito. Ora da alcuni colleghi è stato detto che non bisogna tenere conto del contenuto della bozza, ora io dissento profondamente da questi punti di vista e dissento perché, se noi dobbiamo esprimerci solamente se giudichiamo opportuno la redazione di un piano urbanistico regionale ed io penso che su questo siamo tutti d'accordo che un piano urbanistico regionale sia necessario, almeno non mi risulta che altri colleghi abbiano sollevato delle obiezioni sulla necessità di un piano generale regionale urbanistico pertanto dato per scontato che siamo d'accordo su questo piano, qual è la discussione che deve avvenire in Consiglio? Sul contenuto del piano, sul come vogliamo mandare avanti e vogliamo redigere questo piano e per questo a mio parere dobbiamo entrare nel contenuto del piano, io non dico che dobbiamo entrare in tutti i dettagli perché se io stamattina fossi entrato in tutti i dettagli manifestando le mie opinioni e anche nel... io da questa mattina starei ancora parlandovi, adesso sareste tutti addormentati, però a mio parere noi dobbiamo entrare precisamente nel contenuto perché, cosa è risultato dalla discussione di questa mattina? A parte gli interventi precedenti dove si è detto: no, tutto da buttare via, no, a parte quelli ma negli interventi di questa mattina abbiamo notato precisamente il disaccordo su molti punti del contenuto del piano, quindi gli interventi debbono precisamente riferirsi al contenuto del piano perché sul contenuto che noi dobbiamo discutere e quindi sugli orientamenti e quindi sulle direttive, quindi nel contenuto.

Seconda questione: questo l'ho già segnalato questa mattina voglio ancora ribadirlo e vorrei sentire il parere della Giunta. In questa bozza viene praticamente quasi ignorata l'esistenza dei Comuni perché il problema economico, sociale, urbanistico della Regione dovrebbe essere di esclusiva competenza prima dei redattori del piano, ed in secondo luogo da quelle famose commissioni che io ho elencato e su cui sono assolutamente d'accordo sulla creazione di questi organismi burocratici escludendo completamente i Comuni. Ora io penso che i primi interlocutori debbano essere i Comuni e non solamente il Consiglio regionale, negli interventi poco si è accennato al fatto dei Comuni, io vorrei sapere dalla Giunta cosa ne pensa di questo, cioè se accoglie le proposte da noi fatte questa mattina di sentire, di interpellare, di consultare il Comune e l'Amministrazione comunale e non di decidere tutto dal vertice, tutto dal Consiglio regionale perché noi dovremmo essere quelli che comprendiamo tutto e che sappiamo tutto, i 74 Sindaci, i 74 Consigli comunali quelli non capiscono niente, sappiamo tutto noi! Quindi io vorrei una precisazione se la Giunta intende seguire sulle linee enunciate da questo piano cioè ignorando le Amministrazioni comunali o se intendiamo non solo sentirle perché è comodo sentirle, ma tenere conto dei loro suggerimenti delle loro critiche e dei loro pareri.

Montesano (P.S.D.I.) - Altri interventi? Allora prima di dare la parola all'Assessore Milanesio io avverto i Signori Consiglieri che c'è una breve ripresa della televisione austriaca che è stata già fatta dalla Tribuna e sarà continuata qui in aula in ogni modo i lavori continuino regolarmente. La parola all'Assessore Milanesio.

Milanesio (P.S.I.) - Non sento proprio in questo caso, sono iniziative assunte dall'Ufficio stampa, non c'entra niente l'Assessorato al Turismo.

Dunque, questa discussione sulla bozza di piano presentata dalla Giunta e da me illustrato nella precedente seduta si sta rivelando tutto sommato più interessante del previsto, con questo non voglio dire che nella prima giornata gli interventi fossero privi di significato, voglio semplicemente dire che prevaleva nei primi interventi, così, una intenzione polemica più che una intenzione costruttiva e non sono emerse nei primi interventi se non poche indicazioni, oggi invece ne sono emerse di nuove e l'intenzione della Giunta in definitiva non era mica quella di farsi rispondere: brava, brava, hai presentato il piano. L'intenzione della Giunta in definitiva non era di aprire un discorso e di trovare già una prima sommaria conclusione a questo discorso qui in aula per poter poi proseguire gli studi sulla base di indicazioni che però dovrebbero essere un pochettino precise, un pochettino puntuali. Primo discorso che è stato fatto da diversi Consiglieri, ma perché la Giunta regionale non ha presentato un documento completo, un documento sul quale si potesse semplicemente dire sì o no. Questo non era possibile, in quanto nessuna Giunta Regionale può nel giro di un anno, un anno e mezzo, nessun gruppo di lavoro può per ragioni politiche, non lo può per ragioni democratiche di opportunità. Qualcuno ha sostenuto che la Giunta ha voluto fuggire le sue responsabilità presentando al Consiglio un lavoro non concluso e chiedendo in questa fase, al Consiglio delle indicazioni, dei suggerimenti. Ecco, qui si apre il primo discorso, mi pare di avere sentito da tutti i banchi di questo Consiglio e non voglio definire questi banchi, banchi della opposizione anche banchi di chi ha sostenuto la maggioranza, di chi la sostiene, mi pare di aver sentito più volte reclamare la necessità di una maggiore partecipazione del Consiglio alle cose importanti e mi pare che quelle del piano urbanistico siano una cosa importante quindi non c'è abdicazione da parte della Giunta ad un suo dovere, ad un suo compito, né tantomeno un atteggiamento furbastro come faceva intendere stamattina il Consigliere Ramera quando parlava di patata bollente dicendo c'era una patata bollente, questa è stata gettata prima in mano ai tecnici e poi in mano al Consiglio perché la Giunta aveva paura di bruciarsi le dita pelando questa patata bollente. Questo è un argomento indubbiamente molto importante ma non credo vada considerato una patata bollente, è un problema di fondo, forse uno dei più importanti che dobbiamo affrontare ed è proprio perché è importante che non può prestarsi a delle interpretazioni né personalistiche, né di maggioranza fin quando sarà possibile evidentemente poter avere un discorso comune, né tantomeno per discorsi trionfalistici del tipo noi siamo bravi, vi abbiamo fatto il piano urbanistico, gli altri non l'hanno fatto ecc... Io ho dato una impostazione mi pare fin dall'inizio abbastanza serena e per nulla trionfalistica, né ho la pretesa d'aver detto delle cose nuove in assoluto, di aver inventato l'acqua calda o il piano inclinato o la polvere da sparo, mi pare che alcune di queste proposte che sono qui indicate, che sono qui contenute sono proposte che sono emerse da discussione in questo Consiglio, qui sono solo raccolte, sistemate in modo un po' organico cercando di abbracciare l'arco dell'attività economica e sociale e territoriale e vengono riproposte, quindi non c'è il copywriter da mettere sopra non chiediamo i diritti d'autore perché sarebbe ridicolo che dopo 25 anni di autonomia per la prima volta ci fosse qualcuno che si sveglia e dice delle cose assolutamente intelligenti mentre quelli che lo hanno preceduto hanno detto sempre delle stupidaggini, non credo che possa essere così inteso questo discorso. Abbiamo cercato di raccogliere quelle indicazioni, quelle intuizioni, quegli orientamenti che sono emersi magari in modo disorganico ma sono emersi anche nelle discussioni, quindi non ci sentiamo diciamo così gli autori esclusivi e dà diritto di autore di questo piano, di questa proposta di piano, quindi non abbiamo la pretesa della novità e dell'originalità. È difficile dire delle cose nuove e dire delle cose originali è ancora più difficile però, consentitemelo, dire delle cose organiche e dire delle cose che ne escludono altre se si scelgono quelle cose perché il rischio che abbiamo sempre corso in questo Consiglio e che continuiamo a correre a mio avviso è che non scegliamo, facciamo finta di scegliere poi in realtà ci lasciamo aperte sempre tutte le strade e facciamo delle cose contradditorie poi magari per ragioni politiche, contingenti, per ragioni polemiche immediate una parte del Consiglio inveisce contro l'altra perché ha fatto una scelta che a suo avviso è contradditoria. Contradditoria con che cosa? Abbiamo un documento fondamentale noi? Non ce lo abbiamo noi un documento fondamentale, evidentemente non possiamo ispirare la nostra politica economica o la nostra diciamo così politica dell'intervento nell'amministrazione solo allo statuto speciale, è una raccolta di principi, è una raccolta di norme, di leggi però non dà una indicazione su come si deve governare, sulle cose che si devono fare. Non esiste un piano di sviluppo approvato, nessun Consiglio regionale ha mai approvato un piano di sviluppo né tantomeno ha mai approvato un piano urbanistico. È chiaro che è difficile introdurre questo discorso, è difficile abbordarlo, è difficile poter da una discussione, anche se un pochettino approfondita, trarre delle indicazioni.

Ora, ci troviamo anche ad aver presentato questa bozza di piano prima ancora che i lavori della programmazione giungessero alla conclusione, però giungessero alla conclusione nel senso che giungessero in discussione al Consiglio, in realtà molte conclusioni che già esistono nelle pubblicazioni che sono state presentate, se i Consiglieri hanno avuto la bontà di leggerle, ebbene molte di queste conclusioni sono state assunte come linee di politica economica, come linea di indirizzo per elaborare questa ipotesi di piano. Ora, il primo discorso che io vorrei che si potesse fare e al quale bisognerebbe dare una risposta per fare un lavoro fattivo e concreto è queste linee, queste indicazioni di politica economica che devono diciamo così sostenere una scelta urbanistica e che sono state qui compendiate in brevi affermazioni che ripeto non vogliono avere il pregio dell'originalità, ecco queste indicazioni sono o non sono condivise dal Consiglio?

Mi è parso di sentir dire da alcuni Consiglieri che sono intervenuti, come Manganoni questa mattina, mi pare lo stesso Chincheré, Pollicini ed altri che queste indicazioni di carattere economico generale sono condivise e questa è un'affermazione importante perché? Perché certe affermazioni ne escludono altre lo abbiamo detto prima, ora non so, sostenere la tesi, facciamo l'esempio dell'agricoltura, sostenere la tesi che lo sviluppo di questo settore si pone in termini prioritari per la conservazione della presenza umana sul territorio da organizzare in termini tali da consentire agli addetti e alle loro famiglie una occupazione integrativa in altri settori prevalentemente nel settore turistico, nello stesso ambito territoriale, questa affermazione per quanto vaga a questo livello però impone già una scelta mi pare un principio abbastanza importante, lo stesso per quanto si riferisce al turismo, scusatemi quando si dice "da organizzare gradualmente favorendo la partecipazione e la gestione delle forze economiche sociali locali", occorre strutturare questa attività in modo che essa costituisca per le comunità locali una continua fonte di reddito e non soltanto una rendita una tantum derivante dall'alienazione di beni immobili, mi pare che si fa un'affermazione di principio abbastanza importante che esclude altre scelte possibili, scelte che sono già state fatte in questi ultimi tempi. Quando si dice controllare e finalizzare i grossi interventi che in tempi brevi comportino la presenza di ingenti capitali esterni non facilmente controllabili e che tendano a riesportare il reddito prodotto, quando si continua parlando di incentivare la ricettività pubblica, che si dice contenere la proliferazione della ricettività privata, mi pare che si dicano delle cose precise, si fanno delle scelte cioè si dice in poche parole cerchiamo di sviluppare l'attività alberghiera e conteniamo invece la ricettività privata cioè la ricettività condominiale. Sono indicazioni che evidentemente non possono che essere vaghe a questo livello però sono delle indicazioni. Io vorrei sapere per esempio se queste indicazioni sono condivise dal Consiglio, perché è importante se si vuole procedere in un lavoro di pianificazione che si conoscano gli orientamenti sia pure sommari del Consiglio su questi argomenti che sono i presupposti di una politica territoriale. Questo è il primo discorso e aveva ragione Chincheré questa mattina quando ha detto che vi erano, che il piano poteva essere visto in due grossi aspetti: quello dell'affermazione di principi di carattere generale che sono di politica economica e di politica urbanistica anche e poi quello invece dell'organizzazione di questo piano, come si deve articolare come si deve strutturare, quali sono i suoi rapporti i rapporti fra il piano regionale e i piani regolatori comunali e quali sono le ipotesi di aggregazione territoriale che si fanno nel piano stesso. Ecco su questo ad esempio ho sentito voci discordanti, su queste indicazioni ho sentito molti Consiglieri intervenire e lamentando delle preoccupazioni in ordine alla, diciamo così, all'autonomia del Comune, in ordine al ruolo che il Comune deve continuare ad esercitare, molti Consiglieri hanno detto: il piano regionale deve coordinare i piani regolatori comunali. Consentitemi di dire che io non sono d'accordo su questo, il piano regolatore regionale è imperativo ad un certo livello, vi sono diversi ambiti noi lo abbiamo scritto chiaramente, il Consiglio può benissimo contraddire questa indicazione, può benissimo dire che la proposta che io ho formulato a nome della Giunta è una proposta da respingere però è chiara, noi indichiamo tre ambiti, diciamo così, territoriali e tre livelli decisionali uno è quello regionale l'altro è quello comprensoriale e l'altro se vogliamo è quello comunale anche se noi proponiamo al posto di livello comunale un livello diverso, un livello diciamo così urbanistico che non coincide necessariamente con il livello comunale però diamo a ciascuno di questi tre livelli dei compiti decisionali importanti, perché, consentitemi Signori Consiglieri, è chiaro che ci vuole un'autorità urbanistica. La formazione, la formulazione di un piano deve essere democratica ma c'è il momento delle decisioni, attribuire alla Regione il compito semplicemente di coordinare le indicazioni che provengono dai piani comunali, a io avviso sarebbe un grosso errore, sarebbe un grosso errore e non ci porterebbe alla formazione di un piano regionale cioè la funzione a questo punto della regione sarebbe quella di fare un collage delle diverse proposte avanzate a livello comunale. Come è possibile garantire unicità di indirizzo diciamo così una logica urbanistica a queste proposte che da parte dei Comuni spesso vengono avanzate in modo contradditorio. Noi sappiamo che il Comune A molto sovente vuole esattamente il contrario del Comune B che gli sta di fianco per cui certe proposte di politica urbanistica si traducono in una discrasia di indicazioni sul piano viabile, sul piano delle infrastrutture, sul piano delle zone, ora non credo quindi che sia possibile fare un discorso dove non esiste l'autorità urbanistica regionale, io sono dell'avviso che occorre individuare come è stato indicato tre livelli di pianificazione e tre livelli di responsabilità e di autorità, ma quando dico la parola autorità non voglio dire la parola incomunicabilità o la parola assoggettamento cieco e supino alle volontà espresse dagli organi superiori o dai livelli superiori, è un'esigenza mi pare però di ordine, un'esigenza pratica che non può essere diversamente a cui non si può diversamente sopperire.

Quindi io su questo aspetto gradirei che i Signori Consiglieri fossero un po' più precisi, noi abbiamo fatto delle proposte molto chiare sia nella bozza che nella relazione che io ho fatto distribuire, nella relazione scritta, e mi pare che siano, così, incontrovertibili noi per esempio pag. 18 della relazione, noi vi diciamo: "I livelli di piano e loro contenuti". Eh, io invito i Consiglieri a rivedere un attimo questa proposta che, ripeto, può anche essere disattesa, può anche essere respinta ma ha il pregio se non altro di essere una proposta chiara almeno in quei termini. Così a pag. 19 della relazione che ho consegnato, è l'ultima pag. 19, dove dico: "Rapporti fra i diversi livelli di pianificazione", e qui individuiamo addirittura quali sono i compiti specifici di questi livelli di pianificazione cioè diciamo cosa aspetta a fare al piano regionale cosa aspetta a fare al piano comprensoriale, ai sistemi territoriali, alle unità insediative, ecco si può contraddire quello che io indico, quello che la Giunta ha voluto indicare, però io propongo in questo caso un sistema ordinato e dove ci vuole una manifestazione di volontà, dove questa volontà deve formarsi deve determinarsi. Fra l'altro, la materia urbanistica è una materia molto complessa e la cosa peggiore sarebbe quella di lasciarla in balia a tante forze contrapposte che poi non decidono niente alla fine, come sta succedendo in questo momento in realtà quindi non è per venire contro, per andare all'autonomia de Comuni, non è per fare un discorso di centralismo regionale ma una autorità urbanistica deve sussistere, deve sussistere ai vari livelli io ritengo che a livello regionale di grosse scelte questa autorità non possa che essere la Regione.

Ora, molti altri Consiglieri nell'intervenire hanno lamentato aspetti diversi mi riferisco ad esempio all'intervento più diligente e se vogliamo più pregante, quello del Consigliere Manganoni che certamente tra i Consiglieri è quello che ha esaminato più da vicino non solo la relazione ma tutte le tavole perché questo piano, non dimentichiamolo, non si compone solo di un certo numero di pagine dattiloscritte si compone anche di numerose tavole che hanno comportato un lavoro non indifferente e un piano è anche una serie di indicazioni grafiche perché non dimentichiamolo le soluzioni territoriali sono sempre tradotte in termini grafici su delle carte in scale diverse. Ora io ho già premesso che il calore essenziale di questa discussione era accanto delle scelte fondamentali di simulare delle soluzioni, qualcuno ha voluto fare dell'ironia sulla parola simulare ed io l'avevo usata in termini corretti e senza con questo voler essere frainteso, certamente senza voler prendere in giro nessuno, si dice volo simulato quello che si fa al centro aerospaziale o al centro aeronautico senza salire su di un aereo, si dice piano, soluzione simulata quella che si propone facendo intravedere quello che succederebbe se così si decidesse, ora mi pare che tutto questo sia corretto e possa consentire al Consiglio di assumere almeno delle prime decisioni di fare delle prime valutazioni non di decidere un piano urbanistico, perché non siamo in grado di approssimarlo sempre di più, di avvicinarci alla soluzione finale che poi dovrà essere assunta da questo Consiglio.

Io temo, temo fortemente di essere stato frainteso almeno da quei Consiglieri che sono intervenuti nella giornata in cui è stato illustrato il piano e non ho nessuna voglia di polemizzare anche se forse mi potrebbe fare comodo e il mio temperamento mi porterebbe alla polemica, non ho nessuna voglia perché credo che in questo momento il discorso più importante sia quello di uscire da questo Consiglio con delle scelte con delle indicazioni sia pure approssimative, sia pure di prima, diciamo così, di prima approssimazione, quindi io voglio dimenticare quelle cose troppo polemiche che sono state dette e perché non mi fa comodo tenerne conto in questa circostanza, non serve alla discussione diciamo così non serve alla discussione, non serve diciamo così all'economia del piano della discussione. Ebbene il Consigliere Dolchi ha fatto un intervento breve incentrandolo sulla questione di metodo, il Consigliere Pollicini ha dato un'adesione così di massima alle proposte contenute nel piano insistendo soprattutto sul fatto che così non erano state date delle indicazioni precise, io voglio dire che se è vero che indicazioni estremamente precise non sono date per la parte delle scelte però indicazioni precise vengono formulate nella prima parte dove si indicano i presupposti di politica economica che dovrebbero reggere questo piano, che sono gli stessi presupposti che poi stanno alla base e a fondamento degli studi della programmazione e che sono tratti dalle indicazioni che la programmazione ci ha dato. Ora se vogliamo procedere dobbiamo almeno esprimerci in qualche modo su queste indicazioni che sono state formulate e che vi prego di credere sono abbastanza precise. Io non accetto la polemica facile, dice "sono parole" sì vabbè parole ma attraverso alle parole si arriva alle decisioni, si arriva ai fatti, incominciamo intanto a fermarci sulle parole e a dire se vanno bene quelle poche parole che sono state fatte, che sono state indicate, certo che non è facile poter entrare nel meccanismo del piano, nel meccanismo che è stato proposto, non è facile in questa sera, in questa seduta neanche in un'altra successiva arrivare a delle decisioni però alcuni Consiglieri hanno già espresso le loro opinioni, le loro riserve e le loro preoccupazione, è occupazione, questo è stato accuratamente registrato da, in parte da me e in parte dai funzionari che seguono questa discussione e questo non era tenuto presente, ma soprattutto io credo questa sera dovremmo arrivare a decidere quale organo consiliare, per ragioni di praticità, per ragioni, diciamo così, di operatività, quale organo consiliare deve poter essere consultato, badate bene, non è che la Giunta vuole scaricare una responsabilità, questo in modo più assoluto, quale organo consiliare può e deve essere consultato affinché sulla base di scelte generali che faremo oggi la Giunta possa proseguire questi studi e possa avere un contatto continuo e fecondo con questo organo consiliare affinché il giorno in cui ci arriverà a presentare un prodotto più finito, probabilmente non sarà ancora il prodotto ultimo, ma un prodotto più elaborato il Consiglio non senta estraneo questo lavoro e non dica: mah, scusatemi, qui ci mandate della carta da leggere, ci presentate delle tavole, noi poveretti non abbiamo tempo, non siamo riusciti a capire, avevamo altre cose da fare e in una discussione di una giornata non si possono dare delle indicazioni, mancano i tecnici, ecc. ecc.; cioè io ritengo che sia indispensabile, senza voler fare il gioco dello scarica barile, sia indispensabile che un organo, che potrebbe benissimo essere la Commissione che già esiste a tal proposito, perché voglio ricordare che la prima Commissione, la Commissione Affari Generali e Finanze è anche diventata urbanistica e Programmazione per decisione del Consiglio, ora questa Commissione opportunamente integrata dai Gruppi che possono mancare, dai rappresentanti dei Gruppi che possono mancare dovrebbe avere, a mio avviso, il compito istituzionale di seguire questi lavori da vicino senza con questo sostituirsi a nessun organo esecutivo che è la Giunta, che è l'Assessorato, senza sostituirsi agli organi tecnici perché non sarebbe un rapporto corretto questo, ma tanto da far sì che questo benedetto Piano di questi lavori man mano che proseguono vengano seguiti e in qualche modo appartengano al Consiglio, ai Gruppi consiliari, perché vi posso garantire che è abbastanza desolante venire qui, fare una relazione e così sentirsi dire delle cose molto generiche sullo stile della relazione o sul lessico, usato, ma non sentir fare un'osservazione di merito a quello che è stato fatto, non sentir dire se i comprensori sono una cosa seria, se i sistemi territoriali devono essere organizzati così oppure non è il caso di organizzarli così, passare i piani comunali sopra il Piano regionale, non lo so, io penso che sia desolante fare una discussione dove alle proposte concrete, ce ne sono anche se non moltissime ma ce ne sono di proposte concrete, non vengono date delle risposte concrete o solo da parte, io devo dare atto a Manganoni e ad altri Consiglieri che hanno dato delle risposte, alcune di queste io le discuto, però sono risposte concrete, sono risposte già date ad un livello di esame, almeno del Piano, di quello che è stato prospettato.

Ora non lo so come proporre di chiudere questa prima discussione, non lo so perché non voglio e non vorrei proporre delle cose che il Consiglio non vuole o non può fare; non vorrei con questo forzare la mano o farmi dare far dare alla Giunta dei mandati in bianco o cose del genere che potrebbero prestare polemiche interessate, strumentali.

Io ritengo però che se fosse possibile, e mi affido evidentemente alla discussione ulteriore e alle intenzioni dei Gruppi, che se fosse possibile concludere questa prima riunione, questo primo incontro con i problemi urbanistici della Regione con un ordine del giorno nel quale si possono fare una certa serie di affermazioni, io mi auguro che queste affermazioni possano essere quelle di condividere in linea di massima le indicazioni contenute nella bozza e nella relazione dell'Assessore e dare mandato alla Giunta di proseguire su questa strada e di costituire questa Commissione, che venga periodicamente consultata e tenuta al corrente degli studi che si portano avanti, una soluzione di questo genere non credo che sarebbe negativa e darebbe la possibilità di continuare questi studi sulla base di certe indicazioni che sono qui contenute.

Ora mi rendo conto che sulla seconda parte del discorso, quella dei meccanismi del Piano c'è molta incertezza, ci sono opinioni contrastanti e diverse, quella è la parte che deve più essere messa a punto, ma dico almeno sulla parte delle premesse, sulla parte delle considerazioni di carattere economico generale, sulle volontà, sulle finalità da raggiungere che sono poi quelle della programmazione, grosso modo, e che sono quelle che io penso il buon senso dovrebbe ispirarci, se almeno su quello c'è senso, io credo che gli studi possano proseguire, altrimenti non lo so se sia utile, se sia opportuno portare avanti degli studi che mancherebbero di una sufficiente indicazione, mancherebbero di alcune scelte politiche che devono essere fatte a monte di questi studi.

Se il Consiglio regionale non è d'accordo sulle proposte, soprattutto contenute nella prima parte che la Giunta fa, ebbene è opportuno che lo dica perché va da sé che io personalmente non me la sentirei più come Assessore di portare avanti uno studio sul Piano urbanistico regionale non ben definito, non ben identificato e quindi non vorrei così pestare acqua nel mortaio e far perdere tempo e soldi all'Amministrazione, così per il piacere di dire un domani, ah ma io ho fatto una bella monografia sul Piano urbanistico regionale, c'è il mio nome, ero io l'Assessore; in questo momento non mi interessano queste cose e forse ho passato la fase della, diciamo così, della pubblicità gratuita.

Ora Signori Consiglieri io vi prego, se possibile, di dare una risposta alle richieste che ho formulato, non ho potuto rispondere espressamente a tutte le richieste che hanno fatto i Consiglieri, anche perché sono così tante e per dare una risposta più precisa ci vorrebbero probabilmente qui in quest'aula le carte che invece sono nell'altra aula, comunque devo dire, per ricordare i principali, devo dire questo: che ad esempio le considerazioni, alcune considerazioni svolte da Ramera in ordine alla pianificazione territoriale, sui problemi generali, in ordine alle proprietà dei suoli, in ordine alle difficoltà che si incontrano nella pianificazione, io le condivido, penso che l'unico modo per poter pianificare il territorio senza incorrere in macroscopiche pressioni di carattere politico possa essere quello di una legge evidentemente nazionale che porta all'indifferenza rispetto al regime dei suoli, questo lo si può fare con una legge che preveda l'esproprio generalizzato e il compenso diciamo nell'acquisizione delle aree, fra le aree che hanno una destinazione edificabile, ad esempio, e quelle che hanno una destinazione a servizi, perché oggi il Piano regolatore, così com'è concepita l'attuale legislazione, può essere una cuccagna per alcuni e può essere una punizione per altri, dove passa una strada può essere una punizione, addirittura dove c'è un verde pubblico che poi magari non si realizza se non dopo vent'anni peggio ancora, e invece dove c'è un terreno edificabile noi vediamo subito che due cittadini che hanno teoricamente gli stessi diritti vengono colpiti in modo diverso, toccati diversamente dalla sorte.

Ecco questa è una delle ragioni per cui è difficile fare dell'urbanistica; bisogna a monte con una legge apposita creare l'indifferenza rispetto al regime del suolo, non è facile, in certi paesi sono ricorsi all'esproprio generalizzato e forse anche in Italia si arriverà; si tratta di individuare, diciamo così, la corresponsione di una indennità, la mercificazione diciamo così del bene terreno.

Tonino ha fatto delle richieste precise, ha parlato di Dondeynaz, per esempio, e noi tutti sappiamo dove si trova e com'è ancora vergine questa conca e abbiamo fatto degli sforzi per mantenerla tale, perché già alcune richieste di intervento, alcune forze economiche si erano già interessate e non proprio per una valorizzazione nel senso genuino del termine, e di fatti abbiamo apposto un vincolo come Sovraintendenza, non è molto ma in mancanza di un Piano almeno i vincoli possono impedire che si faccia il peggio; certo che questo discorso può essere affrontato solo in un Piano regionale e anche in un Piano comunale, in un Piano regolatore, bisogna vedere anche qual è la volontà degli Amministratori del luogo, che non è ancora abbastanza chiara per il momento.

La proposta di acquistare l'intera zona è una proposta molto pericolosa, sarebbe bello poter comprare tutte le zone della Valle che rivestono un interesse paesaggistico ma sarebbe così costoso, terribilmente costoso, e non so come faremo con l'erario regionale a portare avanti una soluzione di questo tipo.

In questo caso la politica del vincolo, tanto deprecata, forse è la soluzione migliore anche se è quella che può colpire certi interessi anche legittimi.

Traforo Mologna-Gaby-Piè di Cavallo; non so per quale ragione non sia comparso nelle tavole, voglio far presente che il Piano urbanistico, questa bozza di Piano è stata discussa con tutte e 74 le Amministrazioni Comunali della Regione; abbiamo fatto delle riunioni di comprensorio alle quali hanno partecipato credo tutte le Amministrazioni, comunque le abbiamo invitate tutte; ora io ho anche i verbali di queste sedute con i presenti, con l'ordine del giorno della discussione, con le conclusioni; molte indicazioni che sono comparse sulle tavole sono indicazioni scaturite, scaturite da queste riunioni, con questo non significa che il livello di approssimazione del discorso non sia ancora soddisfacente, anzi l'ho premesso prima, molte indicazioni devono ancora essere date, però la consultazione con i Comuni, con le Amministrazioni è stata fatta, di tutte e 74 le Amministrazioni Comunali.

Dayné ha detto attenzione ai parchi, perché dice noi abbiamo esperienza di che cosa significa un parco nazionale.

Ecco, noi abbiamo usato l'espressione parco, diciamo così, un po' impropriamente, abbiamo voluto indicare con parco regionale, parco dominicale, delle zone che hanno essenzialmente una funzione e una vocazione agricola e che devono mantenere questa loro caratterizzazione e diverse possibilità di impiego a fini turistici, non come una punizione in più da dare a costoro, ma posto che in qualche modo il paesaggio montano deve essere mantenuto e che una certa quota di popolazione deve continuare ad essere popolazione rurale, va da sé che noi dobbiamo anche organizzare questa attività agricola in modo che si possa esplicare, se noi consentiamo l'edificazione in tutta la Valle in modo indiscriminato che cosa succede? Succede che non si può più fare dell'attività agricola, questa mattina ho sentito fare l'apologia delle case sparse, mi pare che l'abbia fatto Manganoni, io mi permetto di contraddirlo, la caratteristica del nostro paesaggio fino a ieri era delle case concentrate con del verde attorno d'estate, con delle distanze bianche d'inverno, la caratteristica del paesaggio valdostano era quella, se guardiamo le vecchie fotografie, le vecchie cartoline, quella era la morfologia del paesaggio valdostano; oggi se noi ipotizziamo una scelta diversa che può essere la scelta svizzera, che può essere la scelta non lo so io tirolese, va beh, facciamo case da tutte le parti, piccole casette, ma il regime di proprietà che ci impedisce questo, tra l'altro, regime di proprietà fondiaria.

Altrove c'è un uso agricolo con una proprietà agricola abbastanza estesa, allora si giustifica questo spargimento sul territorio delle costruzioni, qui invece la frammentazione fondiaria portava a far sì che ci fosse un villaggio, un nucleo abitato e poi con questa frammentazione era difficile poter costruire altrove, era anche inopportuno, era anche illogico perché si raccoglievano in quel centro tutti i servizi principali.

Ora se noi vogliamo modificare il paesaggio, la morfologia del paesaggio della nostra Regione abbiamo da fare solo la scelta delle case sparse rispetto al villaggio rispetto alla concentrazione delle case; questo non ha nulla a che fare col discorso dei condomini, ecc. ecc., però dico la caratteristica fino ad oggi del nostro paesaggio era la concentrazione delle costruzioni in un luogo e del verde, del mantenimento del verde agricolo della restante parte, e questa è una caratteristica del paesaggio, parliamo di difendere il nostro paesaggio, quali sono le caratteristiche che lo determinano, perché altrimenti il discorso è un discorso vuoto.

Ora comprensori, comunità montane, sempre nel discorso di Dayné.

Beh certo che i comprensori dovrebbero coincidere con le Comunità montane altrimenti si crea così un conflitto; a proposito però, degli schemi viabili e delle proposte finali del Piano, perché è stato detto molto su questo, molti Consiglieri hanno avuto l'occasione di fare una facile polemica sul collegamento ferroviario, per esempio Aosta-Martigny o su altre indicazioni, beh io voglio ricordare che tanti anni fa, quando si parlava del collegamento del Traforo del Monte Bianco o del Traforo del Gran San Bernardo, tanta gente è stata coperta da insolenze, di insulti, mi avevano attribuito l'epiteto di visionario o cose del genere, il Piano, un Piano urbanistico non è mica fatto per domani mattina, neanche per dopo domani, ci sono dei tempi brevi, delle scelte che si fanno nei tempi brevi, quelle che si fanno nei tempi medi e sono delle scelte strategiche dei tempi lunghi, scelte che magari poi non si verificheranno, però sono delle indicazioni alle quali si può tendere.

Ora io ritengo che il discorso ad esempio di un collegamento ferroviario che già esisteva come progetto cento anni fa circa, non sia una scelta assolutamente da visionario, da delirio tremens, è una scelta abbastanza logica, tenuto conto che ad esempio nel piano di sviluppo del Piemonte questa soluzione è prevista e caldeggiata e sostenuta, e penso che anche autorità elvetiche possano avere un interesse analogo tenuto conto che da parte loro la linea è già praticamente finita.

Ma certo questo non va iscritto nell'ordine di priorità, però precludersi possibilità di questo genere che può radicalmente modificare la posizione della Valle d'Aosta nei confronti dell'Europa e poiché un collegamento ferroviario è estremamente più importante di qualunque collegamento autostradale, io ritengo che precludersi una scelta di questo genere o una ipotesi di questo genere sia ridicolo, sia così cinico, perché un piano non è il libro dei sogni ma è anche il libro delle speranze, delle aspettative, tutte queste cose vengono messe correttamente in termini corretti e non in termini trionfalistici, cioè non vorrei che qui si facesse del cinismo amministrativo, ah dice quand'è che lo faremo mai col bilancio della Regione? Ma siamo matti! Per carità, pensiamo a fare le strade quando dobbiamo farle e non preoccupiamoci delle cose troppo grosse!

Questo è cinismo bello e buono secondo me, cioè bisogna avere anche il coraggio di andare al di là dei quattro e dei cinque anni di mandato, dei vent'anni che possono stare ad accampare qualcuno, anche meno, bisogna cercare di proiettarsi e vedere quale può essere la funzione della nostra Regione nell'avvenire dell'Europa e dell'Italia.

Ora Signori Consiglieri io ho risposto ad alcuni dei quesiti che sono stati posti, la discussione e la mia risposta non poteva che risentire di come è stata svolta la discussione, che è stata abbastanza dispersiva, almeno per alcuni interventi, e voglio solo ricordare ad esempio al Consigliere Manganone che così noi non abbiamo avanzato pretese di primogenitura, Manganone ha fatto delle considerazioni alcune valide, io ritengo, altre polemiche forse perché si trova all'opposizione e bisogna fare della polemica necessariamente quando si discutono certi argomenti, e quindi io mi rendo conto che una certa quota di polemica ci deve essere se no non è più divertente la discussione, però Manganone, alcune cose che tu hai detto tu lo sai che io le ho sempre condivise, quando si sosteneva che era necessario in qualche modo rivedere la legge ponte io ti ho sempre detto sì, ma in un quadro preciso, in un quadro generale, in un quadro di riferimento che può essere il Piano urbanistico, se no una revisione a freddo così della legge ponte porta solo a degli scompensi ulteriori, porta solo a creare dei problemi, e io ho sempre anche detto in quelle circostanze che sulle distanze potevamo essere d'accordo, su tante altre cose, ma sugli standard quelli io li ritenevo abbastanza fissi, soprattutto per quegli aspetti che, ripeto, costituivano secondo me una scelta di civiltà.

Ora anche il Consigliere Bancod ha fatto delle osservazioni abbastanza pregnanti per esempio ha fatto un'osservazione che si riferisce alla sua zona a proposito del comprensorio di Verrayes e Comuni limitrofi, dicendo che nel Piano viene indicata una gravitazione su zone che non sono poi così collegate; a mio avviso ha ragione il Consigliere Bancod, comunque sono tutti aspetti che possiamo puntualizzare in discussioni successive, in incontri successivi a livello di Commissioni più ristrette.

Il Consigliere Caveri ha fatto un discorso molto duro, però non ha dato delle indicazioni concrete; ha detto semplicemente che il Piano, che questo che veniva presentato intanto è un espediente polemico, così propagandistico, io non credo di aver suonato proprio la grancassa, e poi che era un insieme così di luoghi comuni, alcune cose erano anche dette bene ma queste cose le aveva dette anche lui, ma noi non vogliamo dire che non ha detto delle cose giuste, vogliamo semplicemente dire che abbiamo cercato di fare uno sforzo di raccogliere certe indicazioni, di proporle e su queste indicazioni siamo tutti d'accordo.

Che il lessico di queste cose è sempre molto strano, tecnicistico e lascia così intendere un vuoto pneumatico di idee; io non credo proprio, c'è un lessico di un certo tipo, non è detto che ci si debba adeguare a questo lessico, io posso condividere quelli che lo respingono, però io gradirei che nel respingere questo modo di presentare i problemi se ne indicasse uno alternativo, nel respingere certe proposte certi contenuti si indicassero delle proposte, dei contenuti alternativi, in questo modo forse riusciremmo a fare del buon lavoro.

Io per il momento credo di dover aver replicato precisando alcuni contenuti di questo Piano, sono pronto a riprendere la parola se i Consiglieri hanno delle domande da fare, delle proposte, delle contro proposte, repliche.

Montesano (P.S.D.I.) - Di fatti c'è una seconda tornata di interventi, sono iscritti a parlare il Consigliere Andrione, il Consigliere Manganone e il Consigliere Bordon.

La parola al Consigliere Andrione.

Andrione (U.V.) - Mi dispiace di...

Montesano (P.S.D.I.) - Lei è la terza volta Manganoni.

Andrione (U.V.) - No, no io sono alla seconda per...

Montesano (P.S.D.I.) - Ma lei è la terza... per quelli che ho nominato, ma non per lei.

Andrione (U.V.) - E va beh...

Manganoni (P.C.I.) - ...che quando si è discusso del bilancio che per me è enormemente meno importante, lei ha detto...

Montesano (P.S.D.I.) - Sì, stia tranquillo che vedremo, vedremo di accontentarla; allora la parola al Consigliere Andrione.

Andrione (U.V.) - Mi dispiace di dover rilanciare la polemica dicendo che dissento totalmente da quanto è stato detto e forse non solo da quello che ha detto l'Assessore Milanesio, ma anche da altri Consiglieri che sono intervenuti prima, perché su un punto fondamentale l'Assessore Milanesio ha avuto ragione, quando ha detto in una parentesi rivolta a Ramera, che la discussione di questa sera è una discussione essenzialmente politica, cioè non è una discussione che riguarda le scelte tecniche di questa bozza di Piano, ma è una discussione che riguarda il comportamento politico del Consiglio Regionale nei confronti di un Piano presentato dalla Giunta, perché noi potremmo venire qui con 35 bozze di Piano, ogni Consigliere avere la sua, 34 forse perché Maghetti avrebbe quella di Pedrini, ma dico potremmo venire con 34 scelte, ognuna avvalorata dai suoi bravi tecnici dietro alle spalle, e fare il tipo di discussione che abbiamo fatto - e scusatemi Signori Consiglieri - perfettamente inutile, perché noi abbiamo pestato acqua in un mortaio facendo delle discussioni che non hanno riscontro nella realtà attuale in quella che è veramente la politica amministrativa urbanistica della Valle d'Aosta; quando si fanno delle cortesi polemiche fra Manganoni e Milanesio per sapere se bisogna fare i villaggi concentrati oppure separati, ecc... io mi ero scritta la frase, ma chi è che firma le licenze edilizie? Manganoni chi è che in realtà ha permesso i condomini ai F.lli Gambaro o il Piano di Pila? A quale punto arriviamo a crearci dei Piani che sono poi sostenuti dal corinseo principale Signor Pollicini che dice ipotesi di lavoro! Ma di quale lavoro? Ipotesi di lavoro dovrà essere verificata nella realtà non in discussioni che sono fatte in Consiglio e dove ci si rilancia da una parte e dall'altra che è meglio fare le entrate a pettine o è meglio farle a pioggia o è meglio farle per traverso quando in realtà di entrate non se ne fanno e si fanno solo delle uscite, uscite di licenze edilizie date solo secondo determinati criteri che non sono certamente dei criteri sociali!

Allora noi ripetiamo quello che avevamo detto già un'altra volta, che qui stiamo discutendo di un alibi, perché non è certo a tre mesi dalla dissoluzione obbligatoria del Consiglio che da questa bozza di Piano, che come discussione teorica può essere valida, non è certo a tre mesi che verranno fuori delle indicazioni concrete e che verrà fuori quel solo piccolo articolo di legge che potrebbe teoricamente permettere la fine della privatizzazione dei suoli per fare soltanto un esempio, e allora il Consiglio regionale avrebbe lavorato, ma noi continuiamo - e chiedo scusa se parlo particolarmente a Dolchi - noi continuiamo con gli alibi, perché il n. 5 bis è un alibi, perché certe celebrazioni della Resistenza fatte con spirito fascista, perché quella motivazione della medaglia d'oro poteva essere scritta da Storace, quelli sono degli alibi e quando tu chiedi che si parli della Resistenza nelle Scuole, facciamo attenzione, perché a parlare in una certa maniera rischiamo, da parte di quei ragazzi che non sono stupidi perché non lo sono, di farci pigliare giustamente a calci nel sedere, scusami l'espressione!

Smettiamola di fare finta di fare della politica e diciamo le cose così come stanno e in questo momento di politica urbanistica in Valle d'Aosta non ce n'è, la verità è questa; c'è soltanto un tentativo, una bozza, uno studio, ma allora io personalmente mi rifiuto di discutere su questa bozza quando - e sono sicuro - scusatemi la cattiveria, sono sicuro che molti membri della Giunta non l'hanno letta perché se no non arrivava così in Consiglio, perché c'è scritto chiaro e netto che sono mancate le indicazioni da parte della Giunta, ma se si forma la Commissione tecnica e dice: signori ad un certo momento , arrivati qui in questa discussione che così è teorica, dove tutto può essere avanzato, io tecnico ho dovuto fermarmi perché la Signora Giunta non mi ha detto che cosa doveva are e siamo noi che veniamo qui e allora Dolchi difende il traforo passando da Ollomont e io difendo passando, robe di questo genere, ma ci rendiamo conto di qual è il nostro compito? Di quali sono gli imperativi immediati? Ai quali noi dobbiamo rispondere, noi come Consiglio e come Giunta, ma non è certo facendo una discussione accademica, perché Milanesio ha detto che lui non era venuto qui a chiedere un bravo bravo da parte del Consiglio, ma io vorrei fare questa ipotesi ai miei colleghi: se tutti si fossero alzati e avessero gridato "bravo, bravo", bellissima questa bozza, splendida, meravigliosa, che cosa sarebbe cambiato in Valle d'Aosta in materia di urbanistica? Niente, la verità è questa, la verità - e mi dispiace per Pollicini - è che questo è semplicemente un alibi, che non risponde a quelli che sono i bisogni della politica urbanistica in Valle d'Aosta, ed è per quello che per noi questa discussione, mi permetto di dirlo, è stata lunga e penosa, perché ancora una volta si è cercato di prendere il famoso Consiglio regionale per i fondelli.

Montesano (P.S.D.I.) - La parola al Consigliere Manganone.

Manganone (D.C.) - Non volevo intervenire perché la discussione è stata molto lunga e penosa come ha detto bene il Consigliere Andrione, ma alcuni fatti mi inducono a prendere la parola.

Milanesio mi ha tacciato di fare polemica, io non credo di aver fatto polemica, io ho solo fatto una semplice constatazione, e quale è stata la mia constatazione? La mia constatazione è questa: che la Giunta regionale non vuole una legge urbanistica regionale ma vuole l'applicazione integrale della 765, questa è la verità di fondo; ma è una verità basata su dei dati concreti, e adesso l'Assessore Milanesio mi viene a dire che sì le distanze possono essere modificate, si possono modificare anche gli standard, ma adesso è troppo tardi, adesso che la patata è diventata non bollente ma rovente qualcuno cerca di scaricare sul Consiglio la propria responsabilità, e credo che non son valse le parole del Consigliere Pollicini, che è un maestro in rocambolesche finzioni, perché Pollicini vuol sempre farsi vedere quel che non è. Pollicini stamattina dice: la Giunta ha il senso democratico perché la Giunta espone al Consiglio queste considerazioni di questa monografia; ma la Giunta ha il senso democratico perché la Giunta espone al Consiglio queste considerazioni di questa monografia; ma la Giunta non ha avuto nessun senso democratico, questa è la verità di fondo, perché, Pollicini, io ho qui una circolare mandata dal Presidente di Giunta a tutti i Comuni, datata 29 settembre 1970, in cui si chiede l'applicazione integrale della 765, questa non è polemica Milanesio! Ma è una constatazione, un'altra constatazione che non c'è democraticità in voi è questa: che in tutte le riunioni che avete fatto con gli esponenti comunali, con i Consiglieri comunali, non una volta un rappresentante di questo Consiglio è stato chiamato, almeno non sono mai stati chiamati i Consiglieri della Democrazia Cristiana, questo è un dato di fondo.

Ed ora adesso, quando il problema scotta, quando le vostre responsabilità diventano sempre più gravi, cercate a noi di farci dire delle scelte, e io mi ripeto, ripeto l'intervento che ho fatto la volta scorsa: noi le nostre scelte le abbiamo fatte, e sempre di più c'è la conferma che voi per questi ultimi mesi di legislatura volete l'applicazione integrale della 765, la volete, perché i piani regolatori sono stati fatti secondo la 765, perché avete speso malamente i soldi per la redazione di tutti i piani regolatori di tutti i Comuni della Valle d'Aosta.

Dite che volete favorire l'agricoltura permettendo la ristrutturazione dei villaggi, Assessore Milanesio; io chiedo: ma è possibile ricostruire un villaggio? Quando questo villaggio per le norme della 765 viene classificato zona A) e questo è un dato inconfutabile e io ho sempre tenuto come esempio la frazione di Ivery dove non si può neanche fare un modestissimo servizio su un balcone o dove non si può alzare di cinque cm. e dove noi Amministrazione regionale non siamo riusciti a fare un piazzale, questa è la verità di fondo, queste sono considerazioni, sono esperienze che ha fatto un Consigliere regionale a dispetto della Giunta, sono considerazioni reali, ecco la realtà, Manganoni, che si affaccia adesso, ecco il loro spirito conservatore! Questa è la verità di fondo!

Noi non abbiamo fatto niente e adesso cerchiamo di stendere una cortina fumogena sugli interventi della Giunta, adesso siamo noi che veniamo tirati in ballo e noi dobbiamo dare le scelte? Noi le nostre scelte le abbiamo già date, sono quelle e rimangono quelle, noi assolutamente non ci esprimiamo su questa bozza di Piano, su questa monografia di Piano, perché può anche essere ben fatta, però a noi non dice nulla, nulla di nuovo.

Bordon (D.C.) - Cosa volete che vi dica, se non avessi chiesto la parola non incomincerei neanche perché potrei benissimo dire mi associo non a quello che hanno detto tutti gli altri perché si erano preparati in questo campo, erano stati pregati da noi di questo fare, ma potrei dire mi associo a quanto ha detto ultimamente l'amico Andrione e l'amico Manganone i quali da amici, ma senza pietà, mi hanno tolto si può dire tutti gli argomenti che io volevo ricordare qui.

Io vorrei proprio seguire quel tono usato da Milanesio quando dice se è possibile non facciamo della polemica ma cerchiamo di fare un discorso costruttivo, perché sono queste le cose che contano e noi ne siamo perfettamente d'accordo; però naturalmente non bisogna neanche stupirsi quando vengono fuori certe reazioni, come abbiamo sentito ultimamente da Andrione e da Manganone, perché non è che qui si voglia fare della demagogia, ma qualche volta ci si deve anche difendere perché non vogliamo neanche che ci gabelliate come un documento serio, non serio per la mancanza di quello che c'è scritto dentro di serietà, ma un documento che si possa discutere, e allora come vi ho detto prima, io vi chiedo scusa se aggiungerò delle altre parole ad altre parole che sono già state dette prima su un documento che io non so come definire, perché abbiamo sentito qui chiamare questo documento "bozza" e abbiamo sentito persone più qualificate di me che hanno detto: non è una bozza.

Difatti se ci si serve dell'espressione stessa dei redattori di questo documento, noi sentiamo che ad un certo momento si chiama questo documento come note, o si chiama con altri nomi e pertanto si rimane un po' perplessi perché si dice: ma come è arrivato su questi nostri banchi questo documento? E allora, come dico, aggiungiamo altre parole a quelle già dette prima, parole che poi sono veramente qualche volta messe bene, per esempio mi ha colpito: noi dobbiamo fare una discussione a monte, una discussione politica, per cui ad un certo momento rimani lì, eh beh sono belle frasi però! Però rimaniamo un po' nella sostanza del discorso, e nella sostanza del discorso noi cosa dovremmo dire? Dovremmo innanzi tutto dire che questo intervento che io faccio in questo momento, che è di modesta portata, ma che si serve soltanto del buon senso di tutti noi, è basato su questo argomento; argomento portato avanti prima dal Consigliere Pollicini e successivamente da Milanesio perché si è voluto attribuire a questa Giunta delle critiche, a questo Consiglio, a noi per esempio della Democrazia Cristiana, delle critiche fatte alla Giunta che non siamo noi che abbiamo fatto alla Giunta, delle critiche che sono state eventualmente fatte da altri, e allora fatto questo io vorrei innanzi tutto con voi, con la massima tranquillità e serenità in pochi minuti, proprio per non fare della demagogia e proprio per non servirmi delle mie parole che potrebbero anche essere demagogiche, ma invece servirmi dei documenti che ho in mano e vedere insieme un po' come è venuto fuori questo.

Allora io mi sono preso qui alcuni appunti che cercherò di riordinare perché, come ho detto prima, altri del mio Gruppo avevano il compito di prepararsi per questo argomento e lo hanno fatto molto bene, perché si sono preparati, hanno detto le cose con la massima serenità e tranquillità, e quindi io vi chiederò venia se non sarò tanto preciso.

Ma come premessa mi sono scritto qui, non so chi siano i tecnici che hanno predisposto questo malloppo, ma anzi tutto mi compiaccio con loro per la oro sincerità di professionisti che sanno di non averci dato solo delle indicazioni perché purtroppo che sanno di averci dato solo delle indicazioni, perché purtroppo ad essi, tecnici, sono mancati gli apporti che invece avrebbe dovuto dare loro la Giunta e la programmazione; ora mi consentirete di seguire un piccolo momentino un po' questo malloppo che ci siamo riletti per ben due o tre volte e che abbiamo qui sottolineato, come punti salienti, e naturalmente io mi servirò soltanto di una prima parte, perché io non voglio più entrare in merito e allora vi dirò che certe accuse di patate clade, patate a noi qui, fatte da Ramera e anche da altri che sono intervenuti prima, non sono mica buttate in aria, non è niente vero che noi ci siamo serviti di queste battute per fare della demagogia; ma noi dobbiamo seguire un po' questo malloppo e vedrete che a pagina uno, per esempio, si dice che questo rapporto è un rapporto che ci hanno fatto di tanti studi che hanno tirato fuori e queste note - come dice a pag. 30 - che avrebbero dovuto queste bozze essere fatte in questo modo, tale bozza avrebbe, ecco il condizionale continuo, dovuto essere predisposta, sempre ai termini della delibera della Giunta Regionale, dall'Ufficio del Piano Regolatore con la nostra consulenza e con la collaborazione dell'Ufficio della Programmazione socio-economica regionale; questo dovrebbe, fino a prova contraria mi prova che questo non è avvenuto, perché dovrebbe essere stato così, ma invece non lo è.

E allora quali scopi raccoglieva questo? E allora noi andiamo a vedere a pagina 3, per esempio, e troviamo che a pagina 3 gli scopi erano di fornire alcune indicazioni per la stesura di una nuova legge urbanistica regionale e fin lì ci siamo, nella lettera g) di indicare i punti circa i quali la Giunta Regionale è chiamata ad operare delle scelte indicando le alternative aperte alla Giunta e le conseguenze prevedibili di una scelta nell'una piuttosto che nell'altra direzione.

Quindi quando noi incominciamo a mettere come punto fermo questo, in base a questo documento sul quale io discuto e del quale discuto e sul quale non faccio né libri di sogni come è stato detto, anche se sono state osservazioni giuste, anche se si parla soltanto di cose che si può portare avanti con la speranza di una attuazione, ebbene io rimango alla lettera di quello che è scritto qui e allora proseguo e ci dice: però tutto questo non è avvenuto! E non è avvenuto, andiamo a vedere a pagina 6 perché non è avvenuto, perché l'elaborazione della bozza di Piano regolatore regionale non avrebbe dovuto quindi consistere solo di un lavoro strettamente tecnico, di approntamento di proposte da sottoporre solo alla fine alla verifica della Giunta e della collettività, ma piuttosto avrebbe dovuto identificarsi con il risultato di un continuo confronto fra indirizzi politici dell'Amministrazione, ecc. ecc. e fa degli schemi, schemi molto interessanti, dove fa vedere consultazioni di base, ecc. ecc. e continua.

Ora occorre riconoscere che non tutto si è svolto nella direzione desiderata, ciò appare della massima importanza, perché con ogni probabilità la radice di questa parziale incapacità a mettere in atto una procedura di formulazione partecipata e di una politica urbanistica e sociale stanno alcuni problemi reali che a nulla vale sottacere probabilmente sottovalutati dall'inizio di questa seconda fase di studio; e qui ci fanno vedere come avrebbe dovuto essere fatto tutto il discorso.

In conclusione però che cosa noi vediamo qui? Che in sostanza quello che appare più evidente è l'assenza di un dibattito - e qui c'è una parentesi che salto - di un dibattito con la Giunta Regionale ed una conseguente assenza di indicazioni politiche da parte della stessa Giunta.

Ora non sono cose che diciamo noi e che ci inventiamo, le leggiamo qui, perché ripeto per la seconda volta, questi tecnici sono stati veramente dei galantuomini, perché hanno detto: noi portiamo questo, ma vi portiamo quello che le nostre possibilità ci hanno concesso di portare, perché ci è mancata questa collaborazione, ci è mancato questo colloquio con la Giunta; quindi io mi servo di questo come tutti i colleghi che sono qui per arrivare ad un certo momento a una conclusione che io cerco di accelerare perché non voglio né tediare voi e neanche tediare me, perché, dicevo prima, di parole se ne sono dette abbastanza; e dice: ma altri ostacoli, per esempio la scarsa presenza a fianco della nostra attività degli uffici della programmazione come la difendiamo noi! Probabilmente pressati da scadenze dettate da una logica troppo distante dalla nostra e comunque sempre sfasati nei tempi rispetto alla nostra attività; poi dice ancora una cosa, infine è emersa durante la nostra attività l'assoluta necessità che l'Amm.ne Regionale si doti di strumenti tecnici adeguati agli obiettivi che persegue, tra parentesi organizzazione degli uffici tecnici, loro strutture e compiti, ricerche di base, elementi cartografici di base, per cui io che sono profano e non sono competente come l'amico Manganone che veramente ha fatto uno studio e che è in ottima atmosfera in questo momento con l'amico Milanesio, e questo incontro su un piano urbanistico io mi auguro che abbia a continuare, almeno solo su quel Piano urbanistico lì, perché mi fa veramente piacere, ma per chi come me è profano dice che bisogna che si doti di strumenti, è segno che non ha nemmeno questi strumenti, questo è il discorso.

E allora finisce dicendo richiameremo questo punto al termine di questo rapporto.

Ora Milanesio, io non penso di aver detto niente di demagogico, io mi sono servito di quello che è detto qui, e allora con la massima tranquillità e cercando di abbreviare e di essere, e di finirla al più presto possibile, un'altra nota avevo messo a pagina 12, perché me l'hai richiamata tu, in fondo qui non è che si critichi e ci si serva della parola per fare una critica, ma a pagina 12 dice questo in fondo, sempre quel tecnico galantuomo di cui parlavo prima, dice questo simula un qualche cosa che se andasse bene potrebbe andare avanti; quindi però il problema, secondo me e secondo noi, indipendentemente da certe impostazioni e discussioni di merito, io penso che si debba impostare anzi un altro modo, noi abbiamo sentito per esempio stamattina i nostri colleghi che ci hanno preceduto, hanno parlato, sono già entrati in merito, sono entrati nelle zone e hanno fatto molto bene, perché? Perché effettivamente noi al momento opportuno diremo anche noi la nostra su queste cose, non perché facciamo solo dell'opposizione demagogica, ma perché riteniamo che non sia il compito nostro, perché non abbiamo quegli strumenti di cui parlano i tecnici qui, e dei quali strumenti loro stessi erano sprovveduti, perché lo dicono loro, bisogna che la Regione abbia tutto questo materiale per poter portare avanti questo discorso.

Ora io non so, qui c'è gente che è più portata per una determinata materia, altri un po' meno, io in questo campo cerco di adeguarmi e di seguire tutto quello che posso, però io non ho questo materiale e allora io ho sentito con piacere quello che è stato detto, abbiamo sentito per esempio stamattina osannare ancora una volta questi agricoltori che devono vivere in montagna perché guai se abbandonano la montagna, e le frane e gli smottamenti, ma questo siamo tutti d'accordo, da tanti anni, ma solo che cosa accade? Che ad un certo momento poi - e qui non è demagogia, perché potremmo citare i casi e lo hanno puntualizzato i miei predecessori qui dentro - se il contadino vuol farsi una casetta o vuol vendere il pezzettino di casa per fare la casetta suda sette camicie, io ne sto sudando solo cinque per cercare di essere coerenti, ma quelli là ne sudano sette e non riescono a fare la casa, e invece guarda che strano se si uniscono, se formano un comprensorio, passatemi la parola e spero che sia giusta, Manganone, quando formano un comprensorio e allora va tutto bene, allora si vedono sorgere i condomini, ecc. ecc. perché si sono messi insieme quattro o cinque pezzi di terreno, e vi dirò di più, io qui ho preso nota e vene faccio grazia, ma io potrei fare il nome di un cittadino di Arvier, per il quale do atto e sono contento di dare atto, che in seguito ad un mio intervento presso Milanesio, Milanesio era ben disposto a vedere questa situazione, ma che non riesca a fare un pezzo di casa ad Arvier e ha ricevuto una lettera, che se poi avrete piacere io ve la porto qui, che per noi modesti cittadini, uomini della strada come dico sempre io, ad un certo momento era incomprensibile, per cui sono venuto e mi hanno detto no, questa legge consente di fare questo, di fare questa casa, ma è altrettanto vero che questo cittadino che ha ricevuto la casa si è presentato al Comune, perché ci sono tutte lunghe trafile prima, la Regione non centra più perché ormai il Comune ha già adottato il Piano regolatore e io do atto perché ci tengo qui dentro, non perché siamo alla vigilia delle elezioni, perché in mezzo a tante cose che non vanno bene diamo atto che ci sono anche dei funzionari che sono pieni di comprensione, altri meno, questo succede nelle collettività, e in questo caso che io sto citando è stato aiutato, ecc... però la verità è questa, e la casa non la fa, e penso che venga via da Arvier e vada a comperare un terreno a St. Pierre per farsela laggiù, e se avremo poi caso di fare una mozione porteremo anche questo esempio.

Ma questo che cosa provoca? Manganone mi schiaccia quando lo sento parlare di quella 765 così con questa padronanza, appunto l'hai detto tu quindi io non voglio più ripeterlo, perché tu l'hai detto meglio di quanto lo possa dire io con la tua esperienza qui in questo settore che io non ho, però è altrettanto vero, ripeto, che questo povero diavolo qui, questo povero cittadino valdostano la sua casetta non riesce a farla, e allora tra il palleggiamento da una parte e l'altra, una storia e l'altra, questo si disamora e si disgusta; naturalmente abbiamo sentito parlare di altre cose, abbiamo sentito parlare per esempio di parchi domenicali, ma non ripetiamo tutto quello che dobbiamo dire perché domani si potrebbero magari pagare le indennità, determinati appezzamenti che noi conosciamo e per i quali già questo si sta facendo come al Castello di Fénis, perché bisogna dare atto di tutto quello che stanno facendo, perché quando ad un certo momento questi poveri contadini hanno da raccogliere decine e centinaia di scatole di sardine e di carta ecc. ad un certo momento non so con quale soddisfazione possono andare avanti se non hanno certo risarcimento.

Ma tutto questo noi lo discuteremo, il parco domenicale, ecc... ma la conclusione della mia chiacchierata troppo lunga, e vi chiedo scusa per la seconda volta, è questa: e non venite a dirci signori è tutto per rispetto del Consiglio se noi altri abbiamo fatto e seguito questo iter, perché di iter si parlava stamattina ad un certo momento; noi siamo rispettosi del Consiglio, ma noi non vogliamo per niente inculcare delle idee nostre al Consiglio, noi abbiamo preso questo materiale e ve lo abbiamo portato lì e noi signori vi ringraziamo di questa vostra cortesia, è strano che in tante altre occasioni - e qui faremmo della polemica se le ricordassimo, perché quando i problemi vengono dibattuti in Consiglio all'unanimità poi magari si va fuori e si dice che è solo merito della Giunta - ma questo è un altro discorso, è sempre stato così, quindi non andiamo a rivangare niente, però è altrettanto vero che noi di questo massimo rispetto, almeno per chi vi parla, ne fa a meno, ma perché ne fa a meno? Ne fa a meno perché non ha il materiale per poter esprimere un giudizio su questo.

E bene ha detto l'amico Andrione, e mi fa piacere che abbia usato le stesse parole che volevo dire: si è pestata dell'acqua in un mortaio, perché? Perché arrivati ad un certo momento il buon Milanesio, - chissà perché probabilmente questa sera non so il fatto che si avvicinano le elezioni e che pertanto non abbiamo più bisogno di battagliare tanto se non poi in altra sede mi rende più buono, migliore mi rende -, io penso che Milanesio stia facendo tutto quello che può per portare avanti, ma non cerchi di convincerci così con la sua parlata un po' flautata, quando viene fuori e dice: ma noi vi chiediamo amici Consiglieri diteci se condividete o no questo.

Ma io in buona fede mia, io ti dico che condivido no, io non ho il materiale, io avrei voluto che insieme con questo malloppo che ripeto per la terza volta perché proprio perché ci sono le elezioni e lo faccio per questo la demagogia in questo campo, io lo ripeto per la terza volta, i tecnici sono stati dei galantuomini e hanno detto tutto quello che dovevano dire, però è altrettanto vero, dico io, che insieme a questo malloppo io avrei gradito di avere un pro-memoria che potrebbe essere quello di Milanesio che dice: io vi faccio una relazione, quindi questo è quanto vi dice la Giunta, ma io avrei gradito anche - e non è che sia proprio nemico della programmazione perché io penso che al momento opportuno avevamo se non sbaglio anche Assessori che siedono lì alla programmazione quando abbiamo potuto aiutarla l'abbiamo sempre aiutata - ma io avrei voluto che qui allegato ci fosse anche un malloppo della programmazione, che dovrebbe avere in mano tutto quel materiale di tutti gli studi fatti precedentemente che noi non abbiamo, per cui anche con la buona volontà noi protestiamo perché ci mancano degli elementi, noi avremmo voluto che la Giunta dicesse: signori, noi abbiamo esaminato questo, che poi è proprio compito della Giunta come prima cosa, portare qui delle indicazioni, invece qui si è ribaltato tutto quanto; quindi senza cattiveria noi ci siamo trovati di fronte un papiro, un documento e dobbiamo esprimere noi delle indicazioni, dare i suggerimenti, perché qualora - e qui non sono d'accordo con Milanesio - qualora questo voi signori Consiglieri non doveste fare, e allora io rinuncio, mi disgusto - adesso sono parole mie non tue - la pianto lì, non spendiamo più milioni, eh no questo non è un discorso, il Consiglio regionale, i Consiglieri per poter esprimere un parere loro devono avere il materiale che sia necessario e devono essere tranquillizzati, perché noi abbiamo letto tutto questo, abbiamo letto le zone, le zone possono anche andare bene, perché poi qui abbiamo sempre anche in altra materia discuteremo di nuovo di zone, parleremo di nuovo di sette zone, sono i sette peccati capitali, ma non è vero, noi abbiamo la mania del sette perché in Valle d'Aosta avevamo i sette mandamenti e grosso modo ci leghiamo sempre a questi mandamenti, perché se non sbaglio sono proprio sette, quindi tutte queste cose, ma il problema più grave secondo me è ancora un altro, se non sbaglio voi, tu Milanesio hai interpellato i Sindaci? Li hai sentiti? Ora neanche questo noi non sappiamo che cosa hanno detto i Sindaci, se sono d'accordo su questa impostazione ecc. avete già toccato i piani regolatori dei Comuni e allora non lo diciamo per cattiveria, anche allora qualcuno aveva fatto presente, forse faremo dei piani dei Comuni che non vanno più d'accordo col piano regionale, ad ogni modo questa è acqua passata e cerchiamo di rimediare.

Quindi io vorrei solo, per quanto mi concerne, che la mancanza di discussione, di presa di posizione su questo materiale qui, per quanto mi concerne è dovuto al fatto che io vi ho spiegato prima, che io ritengo insufficiente l'impegno della Giunta, che la Giunta non ha collaborato sufficientemente con questi tecnici perché sono i tecnici che lo dicono e non siamo noi, e nello stesso momento è mancato uno dei... che io mi auguro sia proprio così quello della programmazione, perché ripeto quando domani questo dovrà ritornare io penso che la programmazione dovrà mandare qui un allegato e dire noi condividiamo questo, invece tu Milanesio - non avertela a male, mi rivolgo a te in particolare in particolare perché insomma è la funzione dell'Assessore al turismo - la protesta nostra è solo questa, che ci manca l'elemento per poter esprimere un giudizio sereno, tanto più che quelli a monte di noi, come dici sempre tu, non lo hanno espresso, mentre erano quelli che per dovere lo dovevano esprimere.

Manganoni (P.C.I.) - Quello che il Gruppo Comunista ne pensa di questa bozza l'abbiamo detto questa mattina entrando nel contenuto, nelle varie branche di attività economiche che in linea di massima condividiamo ed anche nel campo urbanistico che non condividiamo.

Non voglio ripetere quanto abbiamo già detto e non voglio neanche entrare in polemica e non voglio neanche affliggervi con dei lunghi interminabili interventi, non per mancanza di elementi, ma per rispetto del Consiglio.

Voglio trattare solo brevemente due punti.

Si è detto qui mancanza di politica urbanistica in Valle, è vero, questo è vero, noi abbiamo oggi la legge ponte e i piani regolatori comunali o i regolamenti edilizi con piani di fabbricazione per i Comuni che li hanno preparati, cosa succede? Questi piani regolatori o piani di fabbricazione però dormono, chi da un anno, chi da due anni, un anno e mezzo ecc. perché? Dice la Giunta: noi per approvare i piani regolatori comunali vogliamo prima avere un Piano urbanistico regionale no? Poi quando parliamo del Piano Urbanistico Regionale beh da quanto abbiamo sentito qui non sembra che ci sia molta volontà di mandarlo avanti.

Allora, io mi chiedo, noi facciamo come il gatto che gira continuamente appresso alla coda e non riesce mai ad acchiapparla; non approviamo i piani regolatori comunali perché ci manca il piano regionale, non vogliamo mandare avanti il Piano regionale e così abbiamo una buona scusa per non approvare i Piani comunali ed allora noi continueremo ad avere come strumenti urbanistici queste leggi nazionali, ciò che è estremamente negativo disporre oggi solamente di quelle leggi.

Pertanto io sono del parere che questa bozza di Piano, con tutte le critiche che meritano e che le abbiamo fatto, non respingendo in blocco ma anche dando atto di quanto c'è di positivo come obiettivamente abbiamo fatto noi; propone l'Assessore, dice bene rimandiamo alla Commissione Affari Generali ed Urbanistica, e qui come al solito ricadiamo nella solita Commissione di categoria A) dei "big" cioè alla Commissione dei grandi, i quali grandi dovrebbero capire tutto, non faccio una colpa alla Commissione io, è perché deve fare tutto quella Commissione, sia molto chiaro, è logico che se alla Commissione le dicono fai questo la Commissione lo fa, allora alle proposte dell'Assessore Milanesio io vorrei aggiungere questo: giusto la Commissione dei "big" però dato che questa bozza interessa tutte le attività economiche della Regione - basta leggere le prime 30 pagine - questo Piano, questa bozza di Piano, chiamatelo come lo volete, vada esaminato dalle varie Commissioni per il ramo che loro compete, contemporaneamente è logico, non è che dobbiamo dire la Commissione all'Agricoltura prima esamini, poi dopo passi a quella del turismo, poi a quell'altra ed allora noi nel 1980 aspetteremo ancora che passi alle Commissioni no? Se una deve aspettare l'altra, ma ogni Commissione contemporaneamente, se si giudica il caso anche congiuntamente, o se no ognuna per conto suo, con una certa celerità esamini questa bozza di Piano, esprima i suoi pareri secondo le sue competenze ed allora cominceremo ad avere non so una certa quantità di pareri, di materiale, dei quali gli estensori di questo Piano potranno trarre delle conclusioni.

Montesano (P.S.D.I.) - Sì Presidente, però prima di lei c'è il Consigliere Freppaz, credo sarebbe meglio ascoltarlo per poi, lei può dare le risposte definitive. La parola al Consigliere Freppaz.

Freppaz (U.V.) - Esaminato lo schema di Piano Regolatore Regionale urbanistico, sentiti i vari interventi dei Consiglieri regionali, sentita la relazione dell'Assessore Milanesio, noi riscontriamo in questi programmi, relazione e grandi proposte di progetti per opere pubbliche e private da realizzarsi nel futuro; infatti noi vediamo la necessità di grandi impianti industriali, trasformazione di villaggi in villaggi turistici, un rinnovamento di case rurali parte in alloggi civili, grandi impianti di attrezzature turistiche, costruzioni alberghiere, molto sono pure le proposte di linee di comunicazioni, strade, gallerie e con questo naturalmente le comunicazioni Gaby-Piè di Cavallo, opera di grande interesse e di questo ne devo dare atto al Consigliere Manganone per la solidarietà.

Ora tutto questo va bene, se nonché io vorrei chiedere e pensate all'ufficio di programmazione e cioè alla costruzione e ricostruzione e soprattutto con potenziamento di rete di acquedotto consorziale e comunale, con i vari servizi inerenti e evidentemente urgente e indispensabile, secondo me, esaminare questo problema in Valle prima ancora di procedere ad aumentare il numero delle abitazioni, benché molto necessario e indispensabile l'incremento all'edilizia.

È un fatto che i Comuni nostri per circa il 60% si trovano in grave disagio nel poter soddisfare a tutt'oggi le esigenze di consumo acqua potabile e questo in modo particolare nei paesi di interesse turistico e soprattutto nel periodo della villeggiatura.

Ora io vorrei sentire dall'Assessore al Turismo cosa ne pensa di questo problema di primaria importanza.

Montesano (P.S.D.I.) - Presidente, ha chiesto la parola il Consigliere Pollicini, preferisce parlare lei o sentire Pollicini? Allora la parola al Presidente della Giunta.

Dujany (D.P.) - Non è un intervento conclusivo, vorrei fare alcune considerazioni in relazione ai vari interventi.

Mi pare che gli interventi sono stati in gran parte abbastanza demagogici e abbastanza superficiali, altri invece hanno centrato il problema con un minimo di serietà e con uno sforzo di ricerca, di chiarezza su questo problema estremamente complesso.

Mi pare che da parte di alcuni Consiglieri non c'è stato lo sforzo della ricerca, di dare delle indicazioni programmatiche, ma c'è stata la ricerca dello scarico di responsabilità o sulla Giunta o sulla programmazione e la Giunta potrebbe fare lo stesso discorso sulla Commissione, sul Consiglio Regionale e ci limiteremmo a girare su noi stessi inutilmente senza concludere nulla; quindi mi pare che non sia questa la strada valida per impostare una discussione seria su un argomento di questo tipo estremamente complesso.

Io riconosco che la Giunta ha portato al Consiglio una bozza che è stata sempre citata fra virgolette, quindi direi si potrebbe anche valutare questo documento come uno schema di indicazioni da sottoporre alla valutazione e alla discussione dei Consiglieri per poter avere un primo contatto ed una prima valutazione di alcune scelte di fondo.

Mi pare che da parte di molti Consiglieri si è teso a considerare il così detto Piano Urbanistico regionale come una legge regolante la costruzione edilizia, si è voluto o si è creduto di confondere il problema di carattere molto più generale con un aspetto che è pur connesso con la programmazione edilizia regionale ma che ne è solo una conseguenza e ne è una pendice.

Mi permetterei di citare alcuni punti in modo molto sintetico per cercare direi di semplificare questa discussione con un intervento molto breve e possibilmente chiaro.

Quando nella relazione dell'Assessore a pagina 22 e 23 io ritengo che in queste tre pagine sia condensato veramente lo scopo di questo intervento, e si dice che cosa si intende fare e che cosa vuol fare il Consiglio sul piano dell'agricoltura, sul piano del turismo, sul piano dell'industria e dà alcune indicazioni di carattere indicativo sul piano del patrimonio urbanistico e sul piano di alcuni collegamenti, mi pare che queste poche considerazioni potrebbero essere oggetto di riflessione da parte del Consiglio regionale.

E allora quando sul piano dell'agricoltura si dice che questo settore è da mantenere a tutti i costi in via prioritaria, sia pure rivedendo le dimensioni delle aziende agricole, la loro ristrutturazione e curando particolarmente anche l'organizzazione del mercato agricolo; quando sul piano turistico si dice che si vuole un turismo basato sulla piccola imprenditoria locale e non sulle grosse imprese estranee agli interessi della Regione e non su grossi poli di sviluppo ma uno sviluppo su tutto il territorio, mi pare che questa sia un'altra scelta e allora ci si pone il problema: dobbiamo rifare un'altra Alpila?

Le domande e le iniziative che stanno sorgendo nella zona di La Salle sono da incoraggiare o sono da scoraggiare?

Il Consiglio regionale vuole sviluppare il turismo in quella direzione o in quest'altra direzione come indicato su questo Piano? Perché è chiaro, Bordon diceva "a monte ci stanno", ma è chiaro che a monte ci stanno queste indicazioni, perché se non abbiamo queste linee indicative a monte noi ci scontreremo di volta in volta dinanzi ai singoli problemi senza avere degli indirizzi chiari e conducendo e subendo la politica direi così di iniziativa privata che non sia guidata da una volontà politica di sviluppo della nostra Regione.

Quando si dice che l'industria deve essere basata sulla piccola industria e che sia possibilmente legata al settore turistico e al settore agricolo e alla specializzazione anche questa è un'altra scelta; quando si propone il collegamento delle valli laterali con mezzi vari o strade o funi o altri mezzi onde evitare mi apre la cosiddetta viabilità ad albero, cioè la solita viabilità che parta dal fondo valle e poi si debba ridiscendere al fondo valle, mi pare che sia un'altra indicazione.

Quando si parla di conservazione e di ristrutturazione e di restauro del patrimonio edilizio esistente, come operazione prioritaria rispetto alla costruzione di un nuovo patrimonio edilizio, questo è a monte della legge dell'edilizia, questo è a monte degli interventi che deve disporre il Consiglio regionale attraverso i suoi vari bilanci.

Se però non abbiamo queste indicazioni chiare qualunque potere esecutivo si sieda su questo tavolo sarà vittima e dovrà subire di volta in volta le richieste dei singoli e gli indirizzi delle singole iniziative senza una visione d'insieme e senza un programma di sviluppo della nostra Regione.

Il problema della creazione dei parchi, a me pare che sia un'altra idea valida, accolgo l'osservazione di Ramera quando mi dice, ma allora quale sarà la sorte della nostra agricoltura; ma io vedo questi parchi come zona di utilizzazione di zone marginali, di zone che rischiano di essere definitivamente abbandonate dall'agricoltura e quindi mi pare bisogna pur pensare di dare una destinazione o utilizzazione a queste zone per evitarne l'abbandono.

Queste, mi pare, le linee, alcune linee essenziali che si possono ricavare da tutta questa relazione e mi pare che siano delle indicazioni estremamente valide e necessarie perché si possa proseguire la discussione.

Per quanto riguarda poi il problema della gestione di queste indicazioni anch'io ho molti dubbi, su questo problema della gestione ci potremmo ritornare perché mi pare che le Commissioni siano estremamente numerose e possono dar luogo a delle confusioni; per quanto riguarda il problema dei comprensori che ha sollevato qualcuno mi pare che possa essere un problema da rivedersi e da riesaminare; per quanto c'è tutta un'altra serie naturalmente di altri problemi di gestione, mi pare che il problema potrebbe rimanere in sospeso.

Quindi io sottoporrei proprio all'esame del Consiglio queste poche indicazioni che mi sono permesso così di sintetizzare, leggendo con maggior attenzione le pagine 22-23 e 24, dove ritengo ci sia la sostanza di tutto quanto è stato fatto e nel primo e nel secondo documento e vorrei pregare il Consiglio di esprimere le sue indicazioni e le sue opinioni su queste indicazioni; poiché questo non vuol essere un Piano, non è nemmeno una bozza, è uno schema di indicazioni, di alcuni tecnici, che bisogna riconoscere, dinanzi ai quali la Giunta non ha avuto tempo di dare delle indicazioni politiche, e anche avesse avuto tempo mi pare che sia necessario che queste indicazioni così importanti di scelte siano di competenza del Consiglio regionale, almeno queste grosse scelte, poi nell'interno di queste grosse scelte potremmo esaminare in quale modo svolgere il nostro lavoro e esaminare i singoli problemi settoriali.

Montesano (P.S.D.I.) - La parola al Consigliere Pollicini dopo di che io propongo al Consiglio la chiusura della discussione, dopo la quale può prendere la parola un rappresentante per Gruppo.

Pollicini (D.P.) - Io ribadisco un po' quello che ho detto stamane e cioè che secondo me, secondo il nostro Gruppo, il documento presentato al Consiglio ha né più né meno che il valore di un'indicazione di una procedura valida ad esemplificare una ipotesi di lavoro, ripeto ancora, che doveva essere verificata dal Consiglio.

Il Consiglio indubbiamente per una certa parte non ha seguito questo indirizzo, è entrato in taluni particolari settoriali per cui non c'è stato un pronunciamento preciso su questo tipo di procedura per verificare se fosse la procedura idonea per formare un Piano regolatore urbanistico della Valle d'Aosta.

Per quanto riguarda poi il discorso di alcuni colleghi della Democrazia Cristiana, cioè ad esempio per l'esperienza del collega Manganone che l'ha definita come esperienza di Consigliere regionale, legata ai problemi della legge 765 e altri problemi, io penso che forse abbia commesso un errore, penso che la sua sia un'esperienza di libero professionista, di geometra, di parcelle mancate, per cui non penso che trovi spazio qui in una discussione che è leggermente più elevata.

Per quanto poi riguarda il collega Bordon, non manca mai di attirare la mia attenzione se non altro perché è più alto degli altri, debbo dire che il mancato...

Andrione (U.V.) - ...Non di tutti!

Pollicini (D.P.) - Chiedo scusa, chiedo scusa, tu sei più grosso veramente! - debbo dire che il collega Bordon, che lamentava leggendola, su queste 67 pagine della bozza corretta del Piano regolatore, il mancato apporto della Giunta, ebbene io penso che sia giusto polemizzare con te caro Bordon, perché ti posso anche dire che questa relazione ha un grosso pregio, proprio nelle parole che tu hai letto quasi atto di accusa nei confronti della Giunta, perché dimostra che non è una relazione purgata come forse altra Giunta o altri Presidenti o altri Assessori avrebbero purgato quelle parole, le avrebbero tolte da una relazione data e dirò di più: che è giustamente il Presidente della Giunta ha detto che questo volevo dire, consentire totale libertà agli estensori di esprimere un concetto tecnico, scientifico non influenzato da nessuna pressione o indirizzo politico; mi pare che sia anche atto di rispetto nei confronti del Consiglio, non troppo rispetto, giusto rispetto, il troppo storpia sempre, anche in questo caso.

Quindi sotto questo aspetto dico che quello che tu hai letto direi che è un pregio, perché dimostra che non è stata purgata, condizionata e indirizzata; l'altro discorso, sempre da te lamentato, ed è quello del mancato apporto della programmazione, ebbene io ritengo che sia giusto dire che questa critica, collega Bordon mi rivolgo a te, che questa critica, cioè del mancato apporto della programmazione è per lo meno, ad essere generosi, una imprecisione degli estensori, perché se voi avete letto le 115 pagine del volume n. 9 del Gruppo di Grenoble e le 134 pagine del volume n. 15 edito dalla programmazione, ebbene voi vi rendete conto che tutte le parti inerenti agli studi e ricerche sul programma di sviluppo sociale ed economico in Valle d'Aosta sono state totalmente recepite dal documento degli estensori del Piano Regolatore, così per quanto riguarda gli elementi per una nuova politica industriale della Valle d'Aosta.

È fuori dubbio quindi che per lo meno si tratta di una imprecisione degli estensori della bozza di Piano, per cui mi pare sufficientemente chiarito il significato di quelle frasi uniche che hanno così richiesto l'attenzione del Consigliere Bordon.

E, per essere estremamente concreti, io ritengo opportuno presentare al Consiglio un ordine del giorno così che, evidentemente il Consiglio esaminerà l'opportunità di valutarlo come ritiene.

Presidente, io darei lettura se Lei mi permette:

"Il Consiglio Regionale della Valle d'Aosta

al termine dell'ampia discussione sulla ipotesi di lavoro relativa agli studi per una bozza di Piano Regionale Urbanistico e per la tutela del paesaggio;

preso atto della relazione dell'Assessore al Turismo, Antichità e Belle Arti;

dà mandato alla Giunta di proseguire gli studi alla luce delle indicazioni e osservazioni emerse nel corso del dibattito consiliare, nonché di quelle che verranno concordate con i Comuni;

incarica la Commissione Regionale agli Affari Generali, Finanze, Programmazione e Urbanistica, integrata dalla rappresentanza dei Gruppi consiliari non presenti e le Commissioni consiliari permanenti per i settori di loro competenza, di seguire gli studi in stretto contatto con gli Uffici e i tecnici preposti e con la Giunta Regionale".

Montesano (P.S.D.I.) - Allora prima di tutto metto ai voti la chiusura della discussione.

Bordon (D.C.) - ...a titolo personale.

Montesano (P.S.D.I.) - Un momento, caro Bordon, il titolo personale è un'altra cosa e poi dopo la chiusura della discussione si darà la parola a un Consigliere per Gruppo; il Consiglio è d'accordo nel chiudere la discussione? Volete continuare la discussione? Sentite ci sono ancora tre o quattro interventi poi ci sarà la conclusione da parte dell'Assessore al Turismo, vi rendete conto che questa discussione è durata già una mezza giornata il 20 di dicembre ed è durata tutta una giornata oggi?

Io credo che non ci sia più niente da aggiungere, se c'è un Consigliere per Gruppo che vuol prendere la parola può racchiudere in sé, nella sua parola, il pensiero del proprio Gruppo, quindi io chiedo la chiusura della discussione da mettere ai voti da parte del Consiglio, se il Consiglio non è d'accordo io mi adeguerò alla volontà del Consiglio, non posso fare altro; metto ai voti la chiusura della discussione, chi è d'accordo alzi la mano.

Allora la proposta è respinta e allora si continua la discussione dando la parola ai Consiglieri che hanno alzato la mano, in ordine Consigliere Ramera, Consigliere Manganone, Consigliere Bordon.

La parola al Consigliere Ramera.

Ramera (D.C.) - Stamattina ho parlato di furbizia all'italiana ad un certo momento e vedo che viene proprio fuori la furbizia, perché ad un certo momento si deve dire che qui siamo o troppo furbi o meno furbi; tanto è vero che è tanto consuetudine la furbizia che un mio amico di Partito, chiamiamolo amico anche se lui è un pezzo grosso ed io molto più piccolo, era riuscito perfino a modificare i termini della geometria per giustificare un'alleanza politica e mi riferisco alle convergenze parallele, tutti noi a scuola abbiamo imparato che due linee parallele sono quelle che non hanno nessun punto in comune e invece improvvisamente si è inventato anche le convergenze parallele quando si deve giustificare qualche cosa.

Ora qui, proprio alla fine, il Consigliere Pollicini ha voluto fare l'avvocato d'ufficio per criticare che cosa? Per criticare quello che aveva detto Bordon, quello che avevamo detto anche noi, anch'io praticamente sorvolando molto ma ho detto che quello che ha fatto la Giunta nel farci pervenire quella relazione così in quei termini era una cosa molto buona, non purgata hai detto no? Ma non hai detto, scusa, ad un certo momento io dico: va tutto bene far arrivare una bozza dove ci sono anche critiche alla Giunta, ma qui ad un certo momento gli estensori non so criticano la Giunta per essere stati impediti ad avere certi strumenti e certe indicazioni, per poter poi dare delle indicazioni finali, così come quando dici che la programmazione si è servita del volume, eh beh doveva pur servirsi di qualche cosa di esistente, è andata a cercarsi un libro della programmazione perché la programmazione, come dice lì, dato che era disponibile per altre cose, non ha dato l'assistenza no?

È impreciso? E va beh sarà impreciso però io leggo quello che leggo, perché anche quando mi si dice che, dall'Assessore Milanesio, che questo è stato discusso con 74 Comuni io trovo strano che i Consiglieri comunali, cioè regionali, non siano mai stati invitati, non sarebbero arrivati qui impreparati, avrebbero saputo che questa bozza è il frutto di qualche cosa che invece qui è negato naturalmente perché non si dice che è stata discussa in 74 Comuni ma ben altro.

E con tutto questo si vuole arrivare all'ordine del giorno; Milanesio, tu volevi respingere il "bravo, bravo" hai detto, io per carità non voglio nessun bravo, però vedi che te lo vogliono dire lo stesso; insomma se ad un certo momento noi dobbiamo votare un ordine del giorno che dà a una Commissione e a più Commissioni questo mandato, ma dico siamo a febbraio, il Consiglio ha due mesi di tempo, di vita, e crediamo veramente in due mesi di fare questo Piano Urbanistico quando lo stesso Assessore ha detto ad un certo momento che la Giunta non poteva fare il Piano in un anno e mezzo per motivi politici, di tempo e di opportunità; non so cosa voleva dire quell'opportunità, molto probabilmente si riferiva a quella patata che io stamattina dicevo passiamocela veloci l'un l'altro perché scotta troppo.

Quindi io dico non sono d'accordo su questa storia, perché il relatore dice "una Commissione Consultiva" no? Il Piano lo manda avanti la Giunta che consulterà questa Commissione, l'ordine del giorno dice tutt'altra cosa, quindi ci sono anche dei disaccordi nella maggioranza e volete che noi in una giornata e mezza si possa discutere di un Piano dove lo stesso Assessore relatore ha detto che la Giunta non aveva potuto farlo in un anno e mezzo per motivi politici, di opportunità e di tempo.

Quindi o una Commissione ha pieni poteri di servirsi di tecnici, di tutte quelle persone che possono aiutare e collaborare alla stesura di un Piano, altrimenti se lo deve prendere la Giunta questo badot, perché sta tutto bene la responsabilità, il voler essere così signori di investire la responsabilità del Consiglio per questa occasione, ma quante volte noi in problemi minori ce li avete presentati noi abbiamo chiesto di cambiare qualche cosa no? La maggioranza aveva deciso, aveva deciso così, aveva ritenuto bene così, in questo improvvisamente invece, dato che è un problema che scotta parecchio e soprattutto alla vigilia elettorale, perché potrebbe giocare molto su questo documento, e allora la responsabilità è del Consiglio... (voce: ...tutto il mese di agosto) ...Quale? La bozza? Ma la bozza io l'ho letta e postillata, non l'ho neanche seguita perché se dovessi seguirla praticamente.... (voce del Presidente Dujany) ...ma questo non ha nessuna importanza, come discussione ho detto, la discussione di un giorno e mezzo, quando poi appunto nella bozza abbiamo letto quel che abbiamo letto.

Quindi noi non riteniamo di essere in grado di avere gli strumenti necessari; è chiaro che su quella bozza, l'ho detto anche stamattina, su parecchie parti siamo d'accordo, han ricopiato la programmazione, per esempio per i settori economici no? Quindi siamo d'accordo sull'industria che non può svilupparsi in un certo modo da in un altro, sulla priorità dell'agricoltura, sul turismo, ma tutto questo, mi spiace di dover diciamo polemizzare così scherzosamente col Presidente, ma come? Una bozza di 84 pagine! Dopo di che arriva l'Assessore e ti presenta una relazione di 25 pagine, improvvisamente noi dovremmo limitarci a quelle tre paginette, perché in quelle tre paginette c'è tutto? Sono la sintesi? Ma è una sintesi che non dice proprio niente ancora, eh scusa, ma è una sintesi che non dice niente, almeno a mio parere per dare un voto chiaro e onesto, io ho detto non sono un tecnico, ma anche sui tecnici ho dei dubbi e li ho spiegati stamattina sui dubbi che ho.

Quindi mi spiace che improvvisamente questi estensori abbiano formulato un documento che è diventato vostro, perché voi avevate solo da venire in Consiglio Regionale e dire questo è il Piano Regionale Urbanistico, la bozza di Piano che presenta la Giunta, mentre invece venite a dire che tutto questo è materia, ce l'avete dato così da discutere però improvvisamente ve lo fate vostro no? E noi dovremmo votare e quindi noi non votiamo su un affare del genere, non votiamo, prima di tutto vogliamo sapere che cosa si vuole fare, che razza di Commissione si vuole fare, dopo di che diremo se vogliamo starci in questa Commissione altrimenti si prenda l'incarico la Giunta che è Governo, perché i provvedimenti sono sempre i Governi che li fanno normalmente, soprattutto di questa portata.

Manganone (D.C.) - Voglio solo ribattere un attimo il collega Pollicini quando dice che non ho fatto un'esperienza da Consigliere regionale; l'esperienza da Consigliere regionale in base alla legge 765 l'abbiamo fatta tutti, e spiegavo un attimo fa: è da cinque anni che noi abbiamo bilanciato dieci milioni per fare il piazzale della frazione Ivery, è da cinque anni che quel piazzale non è fatto perché non è fatto? Vuoi spiegarmi il motivo? ... (Voce: li hai impegnati tu!) ...li ho impegnati io, sì signore, comunque la frazione di Ivery, amico Pollicini, è zona A) nella cui zona tu non puoi far niente se non hai il restauro conservativo, va bene? E non solo la frazione in sé stessa ma anche le aree libere sono zona A), questa è l'applicazione integrale della 765 che voi avete voluto... (Voce) ...non divagare, non divagare, non divagare... (Voci)

Montesano (P.S.D.I.) - Vogliamo continuare? (scampanellata) Mappelli, Mappelli!

Mappelli (D.C.) - È tre anni che abbiamo presentato una legge urbanistica!

Montesano (P.S.D.I.) - Pollicini e Mappelli! Avanti continui.

Manganone (D.C.) - Intanto preciso che la legge è una legge socialista e non democristiana...

Montesano (P.S.D.I.) - Continui Manganone, continui.

Manganone (D.C.) - Ma se stanno parlando... comunque è emersa la volontà di tutti e anche dell'Assessore Milanesio, stavolta per fortuna, che noi dobbiamo modificare la 765, come possiamo modificarla? Con una legge regionale? Con delle deliberazioni di Giunta? Ma questo non è stato fatto e abbiamo sentito un attimo fa il Presidente di Giunta che dice: sì qui ci sono delle proposte concrete, è vero non l'abbiamo mai smentito, noi dobbiamo valorizzare l'agricoltura, valorizzare il turismo, valorizzare l'industria, valorizzando l'industria con l'insediamento di piccole industrie, e io dico: se noi in Bassa Valle, che è il punto cruciale a detta della Giunta, della disoccupazione maschile, noi vogliamo fare degli insediamenti industriali e non possiamo, perché non possiamo? Perché dobbiamo mantenere i 60 metri dall'autostrada, perché dobbiamo mantenere i 30 metri dalle strade statali di importanza internazionale e allora io dico che dov'è che possiamo insediare le piccole imprese? Le piccole industrie?

Vogliamo incentivare l'agricoltura ristrutturando, si dice, i villaggi in montagna; ma come possiamo ristrutturare i villaggi montani se questi sono classificati zona A)? Dove non è possibile neanche diciamo la sopraelevazione di dieci cm., perché ci sono dei Sindaci che stanno correndo a misurare le case e poi denunciano il povero contadino, perché io ho qui davanti una denuncia fatta dalla Giunta perché i chiaro-scuri esterni non corrispondono a quelli del progetto! Ecco l'applicazione integrale della 765 dove ci porta!

Io chiedo che la Giunta, una volta tanto, faccia una deliberazione, faccia una legge, dia delle disposizioni concrete e reali, soprattutto reali, ma che si abbandoni una volta tanto la 765.

È mia opinione, ed è confermata dai fatti perché la Giunta non ha esaminato, l'ho detto l'altra volta, non un Piano Regolatore, e io mi sono fatto una esperienza di tanti Piani regolatori, Pollicini, non me la sono fatta come professionista di parcelle mancate perché a me mai nessuno ha dato la redazione di un Piano regolatore, l'ho fatta con l'esperienza di un serio professionista fino a prova contraria.

Quindi io chiedo che per imbastire un Piano regolatore regionale ci vuole una legge regionale, ci vogliono delle disposizioni esatte, perché operando la 765 in Valle noi non possiamo andare contro a quelle disposizioni, non possiamo perché siamo passibili di denuncia.

Quindi io non mi dilungo e termino col dirvi che se volete portare avanti le considerazioni, che sono anche giuste, della vostra bozza di Piano, dovete prima di tutto fare dei regolamenti ben precisi e non più basarvi sulla 765 come sempre avete fatto da molti anni a questa parte.

Bordon (D.C.) - ...del Presidente del Consiglio io sarò brevissimo perché avremmo la possibilità di poter fare appunto delle discussioni demagogiche, fare tutta una cagnara.

Desidero solo puntualizzare due cose, due sistemi diversi dovuti alla stessa causa, mentre per me le future elezioni sono motivo di relax, di tranquillità, di gettare la polemica, vedo che all'amico Pollicini la scadenza futura invece agita un po' e quindi io prendo solo nota di questo e mi auguro che andando avanti non abbia ad agitarsi ancora di più perché non è questo il nostro scopo.

Io voglio solo puntualizzare due cose e le due cose sono queste, anche una sola; tu mi dici: ti sei servito delle accuse e hai accusato la Giunta di questo, questo e questo, non è vero, io posso dire che ho accusato la Giunta e la programmazione servendomi del malloppo che voi mi avete dato.

Ora il venirmi a dire, per esempio, che è serietà della Giunta di non averlo modificato, io non entro neanche in merito a questo, Giunta o quello che vuoi tu, non entro neanche in merito, la Giunta ha fatto come credeva a me non interessa, io dico soltanto una cosa e lo ripeto: che noi non siamo in condizione di poter votare un parere su queste note per i motivi che abbiamo già detto prima e noi decideremo, diremo il nostro parere allorquando la Giunta, che ha il dovere di farlo perché è Giunta, e la programmazione ci avranno detto come vogliono impostare le cose.

Soltanto allora noi diremo il nostro parere e se questo non è il parere di molti di voi tutte le idee sono opinabili, questa è la nostra e per adesso noi rispettiamo questa.

Montesano (P.S.D.I.) - Altri che chiedono la parola? Consigliere Bancod.

Bancod (U.V.) - Stamattina ho chiesto, ho fatto un intervento, ho chiesto chiarimenti su certe affermazioni inesatte, da me ritenute inesatte della presunta bozza oggetto dell'odierna discussione, non mi sono state date chiarificazioni, non mi sono state date alcune assicurazioni; io non mi sento di aderire a un simile ordine del giorno perché mi sembra di mettere, non so, asserire una inesattezza che un domani rimarrà sempre scritto qualcosa, quindi io non posso aderire a questo sistema, io mi asterrò da questa votazione.

Montesano (P.S.D.I.) - La parola all'Assessore Milanesio.

Milanesio (P.S.I.) - Lei era temporaneamente fuori dall'aula, ho dato atto che le sue osservazioni erano esatte, lei non c'era però in aula.

Montesano (P.S.D.I.) - Altri interventi? Allora, il Consiglio approva questa volta la chiusura della discussione. Vuole la parola il Consigliere Freppaz.

Freppaz (U.V.) - Io avevo chiesto una risposta dall'Assessore al Turismo, ancora l'attendo, non so... circa il potenziamento degli acquedotti quello che necessitava per le nuove ricostruzioni ecc...

Milanesio (P.S.I.) - Si ritiene chiusa la discussione generale allora quindi...

Montesano (P.S.D.I.) - Allora si tiene... la discussione generale è chiusa, adesso si può parlare un rappresentante per gruppo e alla fine l'Assessore e il Presidente della Giunta, quindi Milanesio chiediamo se ci sono i rappresentanti di gruppo che vogliono parlare.

Ci sono i rappresentanti di gruppo che vogliono parlare? Ma perché? Perché il regolamento è così caro Consigliere Ramera... (Ramera... non si sente, non ha microfono) ...ecco, glielo leggo... no, io lo devo leggere siccome lei non crede a quello che le dico, mi permette che glielo legga e così almeno si convincerà: "Chiusura della discussione: quando non vi siano Consiglieri iscritti a parlare come il caso attuale, il Presidente dichiara chiusa la discussione, ciascun Consigliere può però a nome del rispettivo gruppo in qualunque momento domandare la chiusura della discussione e il Presidente concessa....opposizione la parola a un oratore per ciascun gruppo la mette ai voti. Il Consiglio Regionale delibera a maggioranza allo stato attuale il Consiglio regionale ha deliberato di chiudere la discussione. Ultimo capoverso: dopo la chiusura della discussione, sono ammessi a parlare soltanto un oratore per ciascun gruppo, i relatori, gli Assessori competenti e infine il Presidente della Giunta". Non è una cosa che invento io, no, no, l'ultima parola è al Presidente della Giunta e agli Assessori... (Ramera: l'ultima parola sarà dichiarazione di voto) ...quello è un altro discorso, quello è un altro discorso, no, ma può parlare anche prima, ma Consigliere Ramera può parlare anche prima come capo gruppo del suo gruppo. E va bene, allora la parola all'Assessore Milanesio se non c'è nessun gruppo che chiede la parola.

Caveri (U.V.) - ...io voglio sapere se dopo gli interventi dell'Assessore al Turismo... (Montesano: chiede dichiarazione di voto) ...e dopo la dichiarazione del Presidente della Giunta, se io come capo del mio gruppo posso fare una dichiarazione di voto o no... (Montesano: naturale) ...ah, va bene. Io mi prenoto fin da questo momento.

Montesano (P.S.D.I.) - Naturale, appunto perciò dicevo che era un altro discorso eh. Allora nessun gruppo chiede la parola? La parola all'Assessore Milanesio.

Milanesio (P.S.I.) - Ma, io cercherò di essere breve che sono già stato abbastanza lungo, spero esauriente nella replica, è intervenuto ancora il Signor Presidente a puntualizzare alcuni aspetti ed alcune intenzioni di questo documento e della volontà che la Giunta ha manifestato.

Mi pare che nel supplemento di discussione che si è verificata certe cose invece di chiarirsi si sono complicate ulteriormente. Il fatto che si sia a quattro mesi circa dalle elezioni regionali non significa che per questo non bisogna più affrontare gli argomenti importanti anche se una loro soluzione definitiva probabilmente richiederà un lasso di tempo che va al di là del mandato che sta per scadere e mi pare che questa tesi avanzata nella precedente discussione da altri Consiglieri sia un pochettino peregrina, in Valle d'Aosta allora non ci sarebbe mai tempo di discutere le cose serie perché tra elezioni regionali, comunali, politiche, supplemento delle politiche ecc., ecc., evidentemente gli argomenti seri non si possono affrontare perché non si presta il fianco alla demagogia degli avversari. Io rifiuto, respingo questa tesi come cinica, come rinunciataria, come diciamo così la negazione stessa dell'impegno politico, quindi noi vogliamo affrontarlo questo discorso, ogni gruppo si esprime come meglio riterrà, ci sono quelli che ritengono di non doversi esprimere perché non sanno cosa dire e allora si aggrappano diciamo così alle parole, si aggrappano alla mancanza presunta di chiarezza, al fatto che non hanno avuto il tempo di leggere di studiare, di approfondire, che non hanno avuto il tecnico che gli spiegava quando dal mese di settembre questa relazione è in giro, è stata consegnata a tutti i Consiglieri e ovviamente gli organi tecnici erano a disposizione per chiarimenti, diciamo piuttosto che non si vuole per ragioni politiche, non si vuole per ragioni politiche esprimere un voto chiaro e si vuole invece menare il can per l'aia, va bene, prendiamo atto che si vuole menare il can per l'aia.

Sul piano personale come posso dichiararmi rispetto alla discussione che è stata fatta? Non credo molto soddisfatto anche se alcuni interventi sono stati centrati e soprattutto anche se non erano di lode perché non era quello che si richiedeva e erano di ricerca, di indicazione, di soluzioni, erano interventi interessati e documentati, altri invece non sono esistiti sul piano della storia del piano urbanistico regionale, non sono esistiti assolutamente, erano veramente divagatori, erano, così, letterali se vogliamo anche di una letteratura di pessimo e di dubbio gusto.

Altri interventi poi ancora di carattere filosofico non li ho capiti, non li ho capiti come quello del Consigliere Andrione e ritengo che questi interventi siano la negazione stessa dell'impegno consiliare, della presenza in un'aula consiliare perché si dice che certi argomenti non è il caso di affrontarli perché tanto non riusciamo a risolverli quindi è una dichiarazione di impotenza che mi preoccupa, impotenza politica sia ben chiara, mi preoccupa in un giovane della sua età.

Ora, Signori Consiglieri, qui ripeto non siamo venuti, non siamo venuti per fare... ma, no, Mappelli scusami un minimo di battute consentimele, non sono stato neanche cattivo non sono stato, comunque altri invece hanno voluto esserlo non è il caso e forse saranno le diciannove e undici, sarà che prima avevo un forte mal di testa e adesso mi sta passando allora mi sento più sollevato e ho voglia di scherzare un pochettino. Comunque la discussione è stata proficua per alcuni aspetti per altri è stata elusiva, va bene prendiamo atto che una parte del Consiglio per ragioni varie che sono elettorali, che sono politiche, che sono personali perché non s'è letto o perché se l'è letto male, o perché non gliene frega niente diciamolo pure, non vuole discutere di queste cose, va bene, prendiamo atto e significherà che questo impegno che noi sentiamo dentro di noi di portare avanti il discorso del piano urbanistico regionale, continueremo a portarlo avanti sia pure con i limiti e con l'indice di gradimento non molto alto che abbiamo registrato in questo Consiglio che è la cassa di risonanza dell'opinione pubblica che tutti noi rappresentiamo in qualche modo, fa lo stesso, porteremo avanti questo discorso, non ci sarà più quel grande entusiasmo sapremo di non fare un discorso trionfalistico ma lo faremo, lo porteremo avanti lo stesso perché riteniamo che il nostro dovere sia quello di portarlo avanti.

Ora, c'è stata molta confusione tra il piano urbanistico e la legge urbanistica. Nella relazione che ho svolto di fronte a questo Consiglio mi pare che sono stato abbastanza preciso, non dobbiamo confondere l'una cosa con l'altra, il piano urbanistico è uno strumento, la legge urbanistica deve servire ad applicare questo strumento. La legge urbanistica regionale che deve essere fatta a nostro avviso, non può però, - e questa è una affermazione politica, caro Manganone - non può stravolgere i principi di quella che tu ritieni la tanto deprecata 765, tra l'altro legge approvata da un governo a partecipazione prevalente della Democrazia Cristiana, era un governo di Centro-sinistra che ha approvato la legge 765, non era mica una concessione così fatta ai socialisti che rompevano le scatole in quel momento è stato un atto cosciente di quel governo ed è stata necessaria in un certo momento storico per frenare quel caos imperante che non si è ancora superato che però è stato contenuto in limiti accettabili ed è stata una legge che ha comportato dei riflessi pratici anche negativi però dettata dalla necessità, dalle circostanze, dall'impellenza di evitare il massacro urbanistico in Italia. Le osservazioni, il 50% almeno delle osservazioni che tu hai fatto oggi nel corso della discussione alla 765 sono osservazioni che vorrebbero portare questo massacro urbanistico anche in Valle d'Aosta. Ora hai citato dei casi, hai parlato di zone A ma caro Manganone le zone A le ha stabilite il Comune di Pont St.Martin quando ha deliberato il piano regolatore, non l'ha mica stabilite la Regione porco d'un cane, scusate l'espressione, a un certo punto si cita l'autonomia comunale, si dice che ognuno deve essere padrone del proprio destino poi i suoi amministratori comunali deliberano la zona A e tu ti arrabbi con la Regione perché la 765 prevede le zone A. ora, caro Manganone io non ritengo che si debba gridare allo scandalo quando una Amministrazione comunale nell'applicare una legge ha fatto una scelta eh. Questa non è la sede per contestare quella scelta dell'amministrazione comunale se crediamo ai diversi livelli di responsabilità e di decisione, non siamo qui per censurare in questo caso l'azione del Comune, né per riportare così le frustrazioni che si possono verificare a volte a livello professionale.

Senti, caro Mappelli tu sai tanto di queste cose come io posso intendermene di astrologia quindi ti prego non usare questo tono di sufficienza, questo tono di sufficienza accompagnato da un atteggiamento da "scettico blues" perché mi fai solo ridere scusami se te lo dico ma...

Ora, non abbiamo avuto il piacere di sentire un tuo illuminato intervento sulla vicenda e ti dirò che non ne abbiamo sentito neanche la mancanza però, ora per proseguire e per arrivare alla conclusione voglio dire che confondere il piano urbanistico regionale con la legge urbanistica regionale è un grosso errore. Sono due cose diverse, due cose diverse che però l'una deve essere il presupposto dell'altra perché abbiamo detto che se vogliamo fare la legge urbanistica regionale che sia penetrante, che sia adatta alle situazioni che si manifestano a livello locale tanto vale che incominciamo a conoscere queste situazioni a dirimerle, a disciplinarle in qualche modo con uno strumento urbanistico e poi a trasformarle in norme di comportamento, in leggi, in regolamento, è solo in quel modo lì che possiamo fare una legge che non sia calata dall'alto come succede purtroppo per le leggi nazionali e quindi che non sia avulsa da una realtà ben precisa, altrimenti commetteremmo lo stesso errore che è stato commesso inevitabilmente a livello nazionale.

Ora Pollicini ha proposto un ordine del giorno che non vuole, che non è un plauso, che non è il bravo, bravo, niente, prendo atto di una situazione e ovviamente mi auguro che il Consiglio voglia invitare la Giunta a continuare negli studi e nelle indagini io avrei preferito che fosse più forte questo ordine del giorno, che fosse un tantino più preciso, ma mi rendo conto che la discussione che c'è stata in Consiglio non consente delle indicazioni più precise e non è giusto forzare la mano perché poi dovremo accontentarci di una vittoria di Pirro, cioè di un pezzo di carta dove si dicono delle cose che però sono diverse dalla realtà che si è manifestata e che si è espressa in questo Consiglio.

Approfitto della circostanza per dire due brevi parole al Consigliere Bancod e al Consigliere Freppaz, Bancod era assente prima quando ho detto che le sue osservazioni in ordine al fatto che il comprensorio di Verrès, di Verrayes gravitava più su Châtillon che non su Nus erano esatte, che io condividevo le sue... come? Sì appunto, quello io ho detto, io condivido le sue osservazioni è una inesattezza quella della bozza. In ordine alla richiesta di Freppaz invece, cioè se non sia necessario prima di parlare di costruzioni, di edificazioni, fare un piano regionale di acquedotti, di infrastrutture, certo che è necessario, è indispensabile, altrimenti è inutile parlare di sviluppo, è inutile parlare di recupero dei centri storici, storico-ambientali se non vi sono le infrastrutture, se non vi sono le attrezzature questo è chiaro, è assolutamente platonico va da se che se noi facciamo una scelta che è quella del recupero abitativo dei centri storici e questa scelta presuppone un'attività strutturale per consentire questo recupero.

Io non voglio aggiungere altro voglio solo semplicemente dire che mi auguro che questo argomento possa andare avanti al di là delle scadenze elettorali e sia un argomento che possa vedere il Consiglio un pochettino più impegnato, un pochettino più documentato ma non è certo colpa della Giunta se questo non è accaduto.

Montesano (P.S.D.I.) - ...no, Consigliere Andrione, fatto personale prima di tutto me lo deve, lo deve dire al Consiglio qual è...

Andrione (U.V.) - Il fatto personale è che sono stato accusato di impotenza... invidiosi... se non è un fatto personale questo... no, no una brevissima battuta...

Montesano (P.S.D.I.) - ... no, no Consigliere Andrione!

Allora siccome il documento...

Andrione (U.V.) - No, no era un fatto personale, io sto buono solo perché il Presidente non vuole darmi la parola.

Montesano (P.S.D.I.) - E io la ringrazio, anche perché vogliamo arrivare alla conclusione di questo tormentato argomento il quale nell'elaborato presentato dalla Giunta non ha nessun dispositivo di deliberazione invece ne ha uno presentato dal Consigliere Pollicini e sotto forma di ordine del giorno.

Prima di passare naturalmente alla votazione, c'è facoltà di dichiarazione di voto da parte dei gruppi e quindi viene data la parola ai Capi Gruppo o a chi ne chiede la parola.

La parola al Consigliere Dolchi.

Dolchi (P.C.I.) - Io non chiedo la parola per dichiarazione di voto, io chiedo al proponente se non accetta eventuali emendamenti nel qual caso mi permetterei di suggerire un emendamento in quanto mi sembra che il penultimo e l'ultimo comma che iniziano con "dà mandato alla Giunta e poi incarica la Commissione regionale" possano trovare un contrasto fra di loro in quanto sembrerebbe che il mandato che prima lo si dà alla Giunta e poi lo si toglie per darlo alle Commissioni non si capirebbe bene. La proposta di emendamento che sostanzialmente forse non cambia granché ma che esprime maggiormente l'opinione che potrebbe venire fuori dal consiglio e vi propongo la seguente sostituzione. Sostituire le parole "dà mandato alla Giunta", con le parole "concorda sulla necessità di proseguire gli studi alla luce delle indicazioni" ecc. ecc. in modo che l'ultimo comma cioè "in carica" abbia il suo pieno significato come conclusione di queste manifestazioni di volontà del Consiglio.

Montesano (P.S.D.I.) - Altri che chiedono la parola? Consigliere Chamonin.

Chamonin (M.A.V.) - ...parecchie delle argomentazioni portate oggi in questo Consiglio, soprattutto in merito all'applicazione purtroppo in certi casi obbligata della 765, e secondo la sua lettera applicata, legge obbrobriosa e deleteria per i nostri contadini proprietari terrieri, ancora per poco andando avanti di questo passo, distruggente e mortificante la poca ricchezza e le poche possibilità di realizzazione economica che ancora loro rimane.

Facendo comunque astrazione al momento di queste argomentazioni che continueremo però a seguire con particolare attenzione e tornando all'argomento oggi in discussione e riservandoci di dire e di puntualizzare il nostro punto di vista in prosieguo di tempo e nello sviluppo della preparazione... strumento definitivo, mi pare che non possiamo non approvare l'ordine del giorno presentato dal Consigliere Pollicini così come presentato o se lui accetterà così come richiesto di modificazione.

Cosa infatti si chiede in questo ordine del giorno? Rileggiamolo assieme: il Consiglio Regionale della Valle d'Aosta al termine dell'ampia discussione sulle ipotesi di lavoro relativa agli studi per una bozza di piano regionale urbanistico e per la tutela del paesaggio; preso atto della relazione dell'Assessore al Turismo, Antichità e BB. AA.; dà mandato alla Giunta, oppure concorda sulla necessità di proseguire gli studi alla luce delle indicazioni e osservazioni emerse nel corso del dibattito consiliare, nonché di quelle che verranno concordate con i Comuni; incarica la Commissione regionale Affari Generali, Finanze, Urbanistica e programmazione integrata dalla rappresentanza dei gruppi consiliari non presenti e le Commissioni permanenti per i settori di loro competenza di seguire gli studi in stretto contatto con gli uffici e i tecnici preposti con la Giunta e con la Giunta regionale.

Mi pare che questo sia una cosa abbastanza anodina e pertinente a quanto dalla discussione è emerso finora, se non altri devo dire che il documento presentato ha avuto il merito di aprire la discussione, mi pare e questo mi pare che dobbiamo pure riconoscerlo era necessario comunque cominciare a discutere di questo argomento, mi pare che l'ordine del giorno presentato risponda a quanto in questo Consiglio è stato chiesto e noi in questo spirito lo voteremo.

Montesano (P.S.D.I.) - Altre dichiarazioni di voto? Allora passiamo alla votazione. Ecco. La parola all'Avvocato Caveri.

Caveri (U.V.) - Intendo fare una dichiarazione brevissima per reagire - va ben che c'è un tempo limitato per la dichiarazione di voto, - ma sarebbe ora di reagire contro la prolissità ormai imperante in questo Consiglio Regionale nel quale vediamo molti oratori nuotare in un mare di parole, con poco sugo però. Io mi limito prima di tutto ad alcune semplici constatazioni che nessuno in buona fede può contestare, il Presidente della Giunta e l'Assessore al turismo hanno accordato delle interviste o hanno ispirato articoli a corrispondenti di quotidiani nazionali i quali hanno annunciato che il Consiglio regionale avrebbe esaminato il Piano urbanistico della Valle d'Aosta, questa la prima constatazione.

Secondo: nel mio intervento del 15 gennaio ho detto che questo non era un piano, che questa non era una bozza, che almeno gli autori di quella monografia e avevano avuto un minimo di onestà perché perfino la parola bozza l'avevano messa tra virgolette, perché evidentemente erano poco convinti della proprietà di quel vocabolo. Quindi niente piano regionale di urbanistica che non esiste, niente bozza, c'è una monografia di due Professori universitari con la collaborazione di un architetto locale e, l'ho saputo in ritardo, con la collaborazione di un funzionario della Sovraintendenza o della Sezione Urbanistica per essere più precisi.

Noi abbiamo espresso il nostro giudizio su questa monografia, prima di tutto abbiamo rilevato quello che hanno rilevato anche altri e cioè che vi è stata anche l'onestà da parte degli autori di questa monografia di dire che era stata completamente assente il lavoro, la collaborazione, la partecipazione della Giunta nella preparazione di questa monografia e hanno aggiunto che era mancata pure, era mancato qualsiasi lavoro, qualunque collaborazione di qualunque genere da parte dell'ufficio di programmazione.

Queste nostre affermazioni sono affermazioni concrete Assessore Milanesio e non sono affermazioni a vanvera tanto è vero che le nostre affermazioni precise, che hanno messo il dito sulla piaga, il dito sulla piaga di un Presidente della Giunta e di un Assessore al Turismo che in un primo tempo hanno preteso di essere autori di un piano o di una bozza che invece non esistono né come piano né come bozza, perché c'è una monografia scritta da due o tre o quattro studiosi che hanno anche i loro meriti che noi non vogliamo negare.

Oggi c'è stato il riconoscimento da parte del Presidente della Giunta e da parte dell'Assessore al Turismo che quanto noi abbiamo detto il 15 febbraio, che non esisteva il piano e che non esisteva la bozza, questo oggi è stato riconosciuto dal Presidente della Giunta il quale ha detto testuali parole, io me le sono scritte per non fare delle citazioni imprecise o erronee, Dujany ha detto "non è un piano, non è una bozza" e anche l'Assessore Milanesio ha fatto lo stesso riconoscimento quando oggi ha detto questa frase che io mi sono scritto su un foglio di carta e cioè ha detto "la Giunta non può presentare un piano". Quindi quello che dicevamo il 15 di gennaio era vero perché è stato confermato oggi dal Presidente della Giunta e dall'Assessore al Turismo queste sono le prime constatazioni.

Abbiamo ascoltato oggi due interventi dell'Assessore al Turismo, il primo, nel secondo l'Assessore Milanesio ha ripreso quota, non dico come valore del suo intervento ma come sicurezza, perché si sentiva scoperto, la gherminella dell'invenzione del piano o la gherminella della pretesa bozza era naufragata e tutti i Consiglieri sia pure con gradazioni diverse a seconda di quelle convergenze alle quali alludeva Ramera un momento fa, in fondo tutti i Consiglieri hanno dovuto prendere atto di questo fatto incontrovertibile.

Io contesto una affermazione di Dujany quando dice che vi sono delle scelte sulle quali dovrebbe pronunciarsi oggi il Consiglio, scelte contenute nella monografia. Noi diciamo queste scelte non ci sono perché in questa monografia, proprio in quella pagina indicata dal Presidente della Giunta, c'è soltanto una enunciazione di problemi, c'è un elenco di problemi e allora è chiaro che noi non possiamo votare su un elenco di problemi da affrontare e da risolvere, enunciare dei problemi non vuole indicare delle soluzioni e indicare delle scelte. E allora di fronte a questa difficoltà di cui il Presidente della Giunta e l'Assessore al Turismo si sono trovati, a un certo momento i due hanno - che sono un po' i... di questa Giunta almeno in questa discussione - si sono resi conto che non si poteva votare per un volume, per quella monografia, non si può votare pro o contro una monografia per un volume, pro o contro un volume, sarebbe come se fossimo invitati noi come Consiglio Regionale di votare pro o contro i Promessi Sposi di Alessandro Manzoni, sarebbe la stessa cosa e allora che cosa ne è venuto fuori? Sono venute fuori due proposte, la proposta Milanesio che è di un tipo determinato e la proposta Dujany che è diametralmente opposta a quella di Milanesio. Si vede che il Presidente della Giunta e l'Assessore al Turismo non hanno avuto il tempo di consultarsi, allora Milanesio ha avuto - in fondo sono due idee furbette sia quella del Presidente della Giunta che quella dell'Assessore al Turismo ma sono due tipi di furberia di tipo diverso - perché Milanesio ha avuto questa idea: mandiamo la patata calda a quella Commissione Affari Generali che è tanto simpatica al Consigliere Manganoni, perché non è un mistero che Manganoni ha delle tenerezze speciali per questa Commissione, questa era la proposta di Milanesio.

Invece Dujany ha avuto un'altra idea e ne è venuto fuori l'ordine del giorno Pollicini, l'ordine del giorno Pollicini noi lo sappiamo per esperienza di questi ultimi mesi, di questi ultimi anni, è sempre destinato a intervenire come una specie di "Deus ex machina" una specie di Dio alato che arriva con aiuto di carrucole all'ultimo momento per salvare una situazione pericolante, ma questo ordine del giorno di Pollicini è un alibi perché? Perché evidentemente cela male l'imbarazzo di fare votare una monografia, un volume al Consiglio Regionale e all'ultimo momento un ordine del giorno abbastanza ambiguo e confuso che però permetterà ai Democratici Popolari, secondo il loro ormai invalso costume, nonché trucco propagandistico e pubblicitario, di scrivere un articolo in prima pagina su quattro colonne con un titolo a carattere di scatola e si dirà il Consiglio Regionale approva l'ordine del giorno Pollicini in merito, in punto di piano regionale di urbanistica, ecco cosa sono gli scopi di queste manovre alle quali evidentemente noi non ci vogliamo prestare, quindi è per questo motivo, per questi motivi e per alcuni altri che aggiungerò dopo che il gruppo dell'Union Valdôtaine vota contro l'ordine del giorno, Pollicini per le ragioni già dette e detto questo, io intendo sintetizzare rapidamente quanto i Consiglieri dell'Union Valdôtaine hanno detto il 15 gennaio e oggi e cioè noi non neghiamo, noi diciamo che le prime 30 pagine della monografia sono oltremodo vaghe e generiche, diciamo, secondo punto, che la parte riguardante le industrie contiene delle affermazioni giudiziose e sensate che già altri, molti Consiglieri regionali, avevano già fatte sia in sede di Commissione sia in sede di Consiglio Regionale - ma però queste affermazioni sensate e giudiziose sono vaghe e generiche e non indicano nessunissima scelta, io faccio quell'altra scelta, questo manca completamente, manca per quanto riguarda le industrie e manca per quanto riguarda le altre cose e io qui non mi diffondo a parlare della questione dei comprensori che si identifica nella questione delle comunità montane, anche qui i demo-popolari sulle comunità montane hanno detto, hanno avuto l'aria di dire che sono loro che hanno inventato le comunità montane quando la verità è ben diversa, sappiamo che c'è una legge nazionale che statuisce in materia.

Noi dell'Union Valdôtaine come autonomisti e come regionalisti non crediamo che una legge nazionale possa affrontare in modo soddisfacente le realtà economiche e sociali delle varie regioni e la prova è proprio nella legge nazionale sulle comunità montane che è scritta per certe regioni che hanno una loro configurazione geografica e una loro composizione economico-sociale di un determinato tipo che non corrisponde affatto alla configurazione geografica e alla composizione economica e sociale della Valle d'Aosta. In Toscana o nella Provincia di Cuneo si può forse applicare quella legge delle comunità montane ma in Valle d'Aosta è oltremodo difficile e il Presidente della Giunta e la Giunta hanno capito benissimo che delimitare le comunità montane in Valle d'Aosta è una cosa difficilissima tanto più che il legislatore nazionale almeno ha avuto il buon senso di dire che queste comunità dovrebbero essere omogenee, io vi voglio vedere a trattare delle comunità omogenee in Valle d'Aosta e abbiamo sentito oggi dei Consiglieri regionali fare delle osservazioni al riguardo ma qui voi vi troverete per questo problema delle comunità montane, di fronte a un ginepraio, alle difficoltà... e voi lo sapete benissimo perché voi naturalmente avete preso contatto con i Sindaci e avete visto se è facile arrivare a questa definizione e io ho sentito degli amministratori regionali dire che nelle comunità montane pensano di assorbire i Comuni come ho sentito dei Sindaci dire esattamente il contrario e cioè che essi pensano di avere sempre la mano... nelle comunità montane e che queste comunità montane debbono addirittura assorbire l'Amministrazione Regionale, che all'Amministrazione Regionale deve rimanere solo la tutela e non so più quale altro problema e quindi voi vedete quale babilonia si scatenerà... questi progetti... ma il Presidente della Giunta questo lo sa benissimo, lo sa meglio di noi ed è appunto per questo che in quella proposta di legge per le comunità montane cosa si prevede che con il Decreto del Presidente della Giunta sia pure dopo un esame del Consiglio Regionale, col decreto del Presidente della Giunta si stabiliranno quelle zone, a noi pare che un vero sistema di mettere il carro davanti ai buoi perché prima bisognerebbe vedere di trattare quelle comunità montane e la legge sulle comunità montane dovrebbe contenere un articolo con la delimitazione delle zone, questo invece è un vecchio trucco dei demo-popolari cioè darsi delle arie di risolvere un problema, fare la legge quadro e poi le difficoltà si rimandano a dopo le elezioni, a dopo le elezioni regionali... (Voce: non si sente) ...ma, non lo so se è superato, vedrà, se non accorgerà come... se ne accorgerà... (Montesano: credo sia fuori campo adesso...fuori campo) ...quindi io concludo - no, non siamo fuori campo Signor Presidente perché la questione dei comprensori è strettamente legata alla questione delle comunità montane - e i comprensori sono previsti in quella tale monografia, noi pensiamo che i comprensori e comunità montane siano destinate ad essere i doppioni dell'Amministrazione Regionale, dei doppioni del BIM, dei doppioni dei Comuni; noi contestiamo che nelle comunità montane vi possano essere degli uomini competenti a fare i piani quinquennali di sviluppo, lo contestiamo e d'altra parte vediamo che non siamo a momenti capaci noi di fare un piano regionale di urbanistica, immaginiamoci se nelle 7 o nelle 14 o nelle 21 comunità montane vi sarà la possibilità di fare questi piani quinquennali, bisognerà che l'Amministrazione Regionale provveda nominando dei tecnici e degli specialisti, questo è evidente.

Per tutte queste ragioni che si appoggiano su dati di fatto concreti e non su dichiarazioni teoriche o demagogiche o polemiche, per questi motivi i Consiglieri dell'Union Valdôtaine voteranno contro l'ordine del giorno Pollicini.

Balestri (P.S.I.) - Ma io penso che tutto sommato questa discussione sia stata utile e alla lunga, a parte le critiche, un po' di demagogia, è logico siamo anche in periodo pre-elettorale, non c'era da aspettarsi altro, qualche cosa di utile si è visto anche se questa bozza di piano in certi punti può essere criticata, certi pareri possono essere divisi e diversi e nessuno in questa materia raggiunge mai la perfezione, quindi aderiamo all'ordine del giorno del Consigliere Pollicini sia emendato o no. Una cosa vorrei dire ecco e questo sarebbe il mio appunto, che praticamente se una critica alla Giunta si poteva fare, era non su quello che esprime la bozza o che, ma secondo me era su quella che poteva essere una volontà precisa politica di indicazione, quella volontà che è mancata completamente anche da parte del Consiglio. Ecco perché dico da una adesione platonica, perché non credo che in questa maniera questo problema che è sentito, che tutti non osano dire che è stata una cosa delle più importanti e che possa interessare la Valle d'Aosta e questo è da anni, oggi sarà ancora più maturato quindi certamente è un problema che è sentito ma perché dico platonica? Perché secondo me non approderemo mai a niente, perché fin che i partiti non avranno il coraggio di dire la propria opinione e prendere le proprie linee politiche siamo d'accordo che in Valle d'Aosta non possono corrispondere a quelle che sono state le indicazioni di una legge nazionale per i motivi che non sto a ripetere ma a un certo momento dobbiamo darci delle linee, delle indicazioni perché sia Commissioni, sia Giunte, sia tutti, se non hanno delle linee principali su cui muoversi non approderanno mai a niente ecco perché dico che la mia adesione è platonica perché non credo nel futuro e non credo che questo problema approderà presto forse a quel risultato che forse tutti ci augureremmo nell'interesse della Valle d'Aosta.

Dolchi (P.C.I.) - Il gruppo comunista ha sempre sostenuto in quest'aula che nel corso degli studi per l'esame di importanti problemi economici, sociali, che coinvolgono lo sviluppo e l'avvenire di tutta la Valle d'Aosta era necessario un momento di confronto a livello di Consiglio Regionale quindi a livello politico. Ci possiamo ancora dolere che ciò non è avvenuto né penso possa avvenire prima della scadenza del mandato per gli studi della programmazione sul piano di sviluppo regionale, ma proprio per questo non saremmo noi a negare la validità di un ampio dibattito consiliare nel quale come è avvenuto su questo argomento ogni forza, ogni gruppo consiliare se lo vuole, se lo ritiene può portare il proprio contributo.

Noi come gruppo comunista ci siamo sforzati di portarlo questo contributo e riteniamo di farlo, di portarlo ancora nelle Commissioni che saranno chiamate ad esaminare, perfezionare l'attuale ipotesi di lavoro relativa agli studi per una bozza di piano regionale urbanistico e per la tutela del paesaggio, ecco perché voteremo a favore dell'ordine del giorno proposto dal collega Pollicini che non fa altro e lo sottolineiamo, che ribadire la necessità di proseguire questi studi proprio anche alla luce di questo dibattito consiliare e dei contributi e degli apporti che potranno essere sollecitati e che potranno venire dai Comuni e dagli enti locali, studi che lo stesso ordine del giorno e mi sembra la logica conclusione di questo dibattito incaricano, danno mandato di svolgere, di sviluppare alle varie Commissioni consiliari permanenti.

In questo spirito e con queste intenzioni voteremo a favore dell'ordine del giorno.

Ramera (D.C.) - Confesso che non ho capito questo ordine del giorno perché praticamente io dovrei votare a favore perché praticamente dà ragione a quanto abbiamo sostenuto, cioè questa è un'ipotesi di lavoro e quindi non è una bozza, quindi le scelte... (Montesano: microfono, per favore) ...quindi le scelte che noi avremmo dovuto fare, anche limitate a sole tre paginette non sono più delle scelte perché l'ordine del giorno dice è una ipotesi di lavoro, non approva la bozza, dice di continuare a studiare e quindi vuol dire praticamente che e soprattutto poi sulla base della discussione e dà mandato a un sacco di Commissioni sulle quali noi non siamo d'accordo, noi non siamo d'accordo e questo non perché vogliamo menare il can per l'aia, io non so se l'Assessore Milanesio si rivolgeva a me o a noi nel dire che meniamo il can per l'aia, non lo so, io onestamente ho fatto dei, ho avanzato dei giudizi e nello stesso modo che gli stessi, che i giudizi erano poi... quelli degli estensori della bozza praticamente, era un giudizio negativo quindi non so come avremmo potuto, così come penso fosse rivolto a me quel dubbio dell'Assessore Milanesio quando io avevo detto che è difficile risolvere un problema in due mesi non so se era rivolto a me anche quello perché lo avevo avanzato io, non credo di essere stato cinico nel pronunciare o nel pronosticare una cosa del genere, io ritengo semplicemente che noi non abbiamo avuto delle indicazioni precise così come a certe, alle varie scelte gli estensori sono arrivati formulandone diverse proprio perché mancavano delle indicazioni precise e del resto era dubbiosa la stessa Giunta che alla fine non ha ritenuto di portare al voto una qualunque deliberazione d'accordo, tanto è vero che lo stesso Presidente del Consiglio nel chiudere la discussione dice praticamente non c'è una deliberazione ma qui c'è solo da votare un ordine del giorno praticamente, quindi io ritengo che il nostro compito è stato quello di sottolineare certi aspetti positivi e negativi l'abbiamo detto, ci sono i lati positivi in quella bozza che condividiamo perché ne abbiamo discusso ripetutamente, ci sono dei lati negativi che non possiamo condividere, le alternative si danno quando si ha un documento finale questo è il compito dell'opposizione perché io ritengo che l'opposizione è fatta apposta per il controllo quindi a un dato momento le soluzioni alternative le daremo al momento opportuno quando saremo chiamati a dare il nostro giudizio finale, ma fino a quando si fanno delle ipotesi, fino a quando ci sono solo delle simulazioni, io ritengo che noi non possiamo fare di più di quello che abbiamo fatto e almeno quello che abbiamo fatto lo abbiamo fatto con la buona volontà sapendo anche il ruolo che abbiamo in questo Consiglio perché io sono qui messo per... o magnificare niente, semmai il mio ruolo è quello della critica e questo la maggioranza lo deve accettare buona o cattiva che sia, formulata in buon modo o in cattivo modo secondo le volte, comunque il nostro compito è questo.

Quindi noi voteremo contro questo ordine del giorno che ho già detto non lo capisco, molto probabilmente si vede che è un lessico anche questo che non va bene per me, perché non approva proprio niente e vuole infognare delle Commissioni che non so in che modo, comunque la D.C. vota contro e diremo e avanzeremo le nostre alternative, i nostri suggerimenti quando verrà il documento presentatoci dal Governo Regionale perché solo il Governo Regionale deve presentare il documento finale.

Pollicini (D.P.) - Mi pare che l'argomento abbia raggiunto il risultato che si proponeva la Giunta cioè il risultato di sensibilizzare il Consiglio Regionale sul piano urbanistico, sulle necessità di un piano urbanistico regionale quindi è fuori dubbio che questo risultato è stato raggiunto se non altro dalle polemiche, dalle vivacità delle espressioni che si sono sentite pro o contro questa ipotesi di lavoro e l'abbiamo chiamata di proposito ipotesi di lavoro proprio perché questo è il suo significato e l'ordine del giorno è stato con questo spirito perché dà in effetti proprio un mandato di prosecuzione su questo metodo che la Giunta ha proposto al Consiglio di seguire.

Detto questo mi pare che non abbia altro da aggiungere, se non altro la proposta fatta di emendamento del Consigliere Dolchi mi trova perfettamente personalmente concordo però la demando alla Giunta per la sua definizione più precisa, dico solo che ritenevo non ci fosse contrasto perché per quanto concerne il mandato alla Giunta era di proseguire gli studi mentre per quanto concerne le Commissioni consiliari era di seguire gli studi però io lascio alla Giunta la scelta di accettare o meno l'emendamento, personalmente non ho nulla in contrario di accettarlo.

Milanesio (P.S.I.) - Solo sull'emendamento, io concordo sull'emendamento presentato dal Consigliere Dolchi e anche perché è più pertinente e cioè dire "dà mandato alla Giunta di proseguire" è già un compito della Giunta quello quindi non è necessario dare mandato è bene dire "concorda sulla necessità" mentre "di incaricare la Commissione regionale Affari Generali ecc..." questo è molto opportuno perché fino ad oggi non si è verificato.

Montesano (P.S.D.I.) - Allora, l'emendamento Dolchi sostituisce le parole "dà mandato alla Giunta" con "concorda sulla necessità" ma concorda sulla necessità di proseguire gli studi da parte di chi? Non lo dice. No... (Milanesio: ...è il Consiglio) ...in ogni modo io prendo atto di quello che mi viene proposto. Concorda sulla necessità di proseguire gli studi alla luce delle indicazioni ecc., no, no, no...

Milanesio (P.S.I.) - Allora possiamo precisarlo meglio... (Montesano: no, io credo che è meglio precisarlo) ...precisarlo meglio così: concorda sulla necessità che la Giunta prosegua gli studi.

Montesano (P.S.D.I.) - Concorda sulla necessità che la Giunta prosegua gli studi. Quindi la Giunta accoglie l'emendamento Dolchi e quindi l'ordine del giorno viene messo ai voti così emendato.

Chi approva l'ordine del giorno alzi la mano: contrari, astenuti. Allora, il Consiglio approva: 18 favorevoli è esatto? Mi pare 17, 17 favorevoli, 10 contrari è vero? Un astenuto.

Io prendo occasione per dire adesso che l'Assessore Chantel è assente perché chiamato d'urgenza per motivi professionali. Ora, arrivati a questo punto io chiederei al Consiglio e al Presidente della Giunta un po' il programma dei lavori. Ci sono tre argomenti molto laboriosi, quelli che vengono subito dopo e che sono relativi al n. 7-8 e 9, io proporrei l'inversione dell'ordine del giorno così per fare qualche altra cosa affrontando... lasciatemi finire, gli argomenti 10 e 11 che si tratta di, credo, di argomenti pacifici in quanto che si tratta di fideiussioni a Istituti agricoli, il Consiglio vuole, facciamo una votazione... cosa dice? Sì, ma io vorrei sapere, vorrei sapere un po' se il Consiglio è d'accordo o no. No, ma il Consiglio, egregio Presidente, il Consiglio è fatto di 35 Consiglieri quindi ce n'è 26-27, non so se la maggioranza vuole proseguire o no. Chi vuol proseguire alzi la mano. Nessuno.

Andrione (U.V.) - Sì, Pollicini.

Montesano (P.S.D.I.) - Pollicini. Allora chiudiamo la seduta e ricordo che il Consiglio è convocato domani in ragione della festa di S. Orso, non alle nove e trenta, ma alle dieci e trenta. La seduta è chiusa.

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La seduta termina alle ore 19,58.