Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 307 del 14 gennaio 2009 - Resoconto

OGGETTO N. 307/XIII - Disegno di legge: "Misure regionali straordinarie ed urgenti in funzione anti-crisi per il sostegno alle famiglie e alle imprese". (Approvazione di un ordine del giorno)

Président - Comme il a été convenu ce matin, on passe maintenant à l'examen du dessein de loi n° 19.

Je vous rappelle que le projet de loi a eu l'avis favorable à la majorité sur le nouveau texte et le CPEL a exprimé un avis favorable.

Articolo 1

(Oggetto e finalità)

1. Al fine di fronteggiare l'eccezionale situazione di crisi economico-finanziaria, la presente legge detta misure straordinarie ed urgenti per le famiglie e le imprese, finalizzate a sostenere il potere di acquisto dei redditi, a promuovere lo sviluppo economico e a rilanciare la competitività del sistema produttivo regionale.

Articolo 2

(Interventi inerenti ai Consorzi garanzia fidi. Modificazioni alla legge regionale 27 novembre 1990, n. 75)

1. L'ultimo periodo del comma 1 dell'articolo 2 della legge regionale 27 novembre 1990, n. 75 (Adesione della Regione al Consorzio Garanzia Fidi tra esercenti le libere professioni in Valle d'Aosta. Interventi a favore dei Consorzi Garanzia Fidi), è sostituito dal seguente: "interviene finanziariamente attraverso una sovvenzione diretta in denaro, a beneficio delle imprese aderenti ad ogni singolo consorzio, calcolata ex post, abbattendo i tassi di interesse praticati dalle banche convenzionate per operazioni di investimento, fino ad un massimo del 50 per cento del tasso medio annuo, ottenuto dalla media aritmetica dei tassi mensili di riferimento per il settore dell'industria, del commercio e assimilati, stabiliti dal Ministero dell'economia e delle finanze, riferiti all'anno solare antecedente a quello di concessione dell'agevolazione.".

2. Al comma 1bis dell'articolo 2 della l.r. 75/1990, le parole: "la Regione interviene finanziariamente, a favore di ciascun singolo consorzio, fino ad un massimo del 75 per cento del tasso di riferimento stabilito dal Ministero del tesoro per ciascun settore" sono sostituite dalle seguenti: "la Regione interviene finanziariamente a beneficio delle imprese aderenti ad ogni singolo consorzio, fino ad un massimo del 75 per cento del tasso medio annuo determinato ai sensi del comma 1".

3. Dopo il comma 4 dell'articolo 2 della l.r. 75/1990, è aggiunto il seguente:

"4bis. Le agevolazioni di cui alla presente legge sono concesse in regime de minimis, ai sensi della normativa comunitaria vigente.".

4. L'articolo 3 della l.r. 75/1990 è abrogato.

5. Al comma 1 dell'articolo 3ter della l.r. 75/1990, le parole: "del tasso di riferimento stabilito dal Ministero dell'economia e delle finanze per ciascun settore" sono sostituite dalle seguenti: "del tasso medio annuo determinato ai sensi dell'articolo 2, comma 1".

6. Al comma 1 dell'articolo 3quater della l.r. 75/1990, le parole: "del tasso di riferimento stabilito dal Ministero del tesoro per ciascun settore" sono sostituite dalle seguenti: "del tasso medio annuo determinato ai sensi dell'articolo 2, comma 1".

7. Per sostenere il rilancio del sistema produttivo regionale, con riferimento alle piccole e medie imprese, favorendone l'accesso al credito, in deroga a quanto previsto dall'articolo 2, comma 1, della l.r. 75/1990, per le operazioni di investimento effettuate nell'anno 2009 dalle imprese operanti in settori diversi da quelli di cui all'articolo 2, comma 1bis, della medesima l.r. 75/1990, la Regione interviene finanziariamente, a beneficio delle imprese aderenti ad ogni singolo Consorzio, fino ad un massimo del 75 per cento del tasso medio annuo, ottenuto dalla media aritmetica dei tassi mensili di riferimento per il settore dell'industria, del commercio e assimilati stabiliti dal Ministero dell'economia e delle finanze, riferiti all'anno solare antecedente a quello di concessione dell'agevolazione da parte della Regione.

8. Per le finalità di cui al comma 7, le risorse già erogate da parte della Regione ai Consorzi garanzia fidi di cui all'articolo 2, comma 1, della l.r. 75/1990 e non destinate alle imprese aderenti ad ogni singolo Consorzio a titolo di contributi in conto interessi, per un importo complessivo di euro 4.970.120, sono contabilizzate da ciascun Consorzio in un apposito fondo rischi da destinare esclusivamente al finanziamento dei seguenti interventi:

a) integrazione, nella misura massima del 25 per cento dell'ammontare del finanziamento concesso, della garanzia fideiussoria, già concessa dai Consorzi, sui finanziamenti in essere alla data di entrata in vigore della presente legge per i quali le imprese abbiano ottenuto, da parte delle banche convenzionate con i Consorzi, la temporanea sospensione del pagamento delle rate, con conseguente proroga della durata del finanziamento per un periodo eguale alla durata della sospensione. Le imprese interessate possono richiedere la sospensione del pagamento delle rate di finanziamento concesso entro tre anni dalla data di entrata in vigore della presente legge;

b) concessione di garanzie fideiussorie, nella misura massima del 25 per cento dell'ammontare del finanziamento concedibile, a favore delle piccole e medie imprese, finalizzate all'ottenimento di nuovi finanziamenti da parte delle banche convenzionate con i Consorzi.

9. Nel rispetto della Comunicazione della Commissione sull'applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato CE agli aiuti di Stato concessi sotto forma di garanzie (2008/C 155/02), le agevolazioni di cui al comma 8 sono concesse in regime de minimis, ai sensi della normativa comunitaria vigente. Qualora l'impresa interessata non possa beneficiare di agevolazioni in regime de minimis, la concessione delle agevolazioni di cui al comma 8 è subordinata al rispetto delle condizioni di cui ai punti 3.4 e 3.5 della Comunicazione sopra citata, con oneri a carico dell'impresa.

10. La Giunta regionale è autorizzata, per l'anno 2009, nei limiti delle disponibilità di bilancio, ad incrementare con ulteriori risorse finanziarie la disponibilità dei fondi rischi costituiti ai sensi e per le finalità di cui al comma 8 e a disciplinare, con propria deliberazione, le ulteriori modalità di attuazione delle disposizioni di cui al medesimo comma.

Articolo 3

(Sospensione delle rate di mutui agevolati previsti da leggi regionali)

1. Per sostenere i redditi delle famiglie ed incrementare le disponibilità finanziarie delle imprese operanti nel territorio regionale, la Giunta regionale è autorizzata a disporre la sospensione del pagamento delle rate dei mutui stipulati al 28 febbraio 2009 per il tramite della società finanziaria regionale (Finaosta S.p.A.) in scadenza dal 1° marzo 2009 e fino al 28 febbraio 2010, senza interessi di mora e oneri aggiuntivi, a valere sulle leggi regionali di cui all'articolo 4. In tal caso, la durata del contratto di mutuo e quella delle garanzie per esso prestate è prorogata di un periodo eguale a quello della sospensione.

2. Al termine della sospensione, il pagamento delle rate di mutuo riprende, secondo gli importi e la periodicità originariamente previsti dal contratto, posticipato di un anno.

3. La sospensione si applica anche ai mutuatari inadempienti alla data del 28 febbraio 2009 rispetto a rate di mutuo scadute, a condizione che non sia già iniziato il procedimento esecutivo per l'escussione delle garanzie.

4. Le disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 3 si applicano, inoltre, ai mutui stipulati ai sensi del capo I della legge regionale 8 ottobre 1973, n. 33 (Costituzione di fondi di rotazione regionali per la promozione di iniziative economiche nel territorio della Valle d'Aosta), da banche convenzionate con la Regione, a valere sui fondi di rotazione regionali ivi previsti.

5. I mutuatari possono richiedere la sospensione del pagamento delle rate di mutuo ai sensi del presente articolo con apposita domanda da presentare a Finaosta S.p.A. o alle banche convenzionate entro il 28 febbraio 2009 per le rate in scadenza nei mesi di marzo ed aprile 2009 ed entro il 30 aprile 2009 per le rate con scadenza successiva.

6. Per le imprese, le agevolazioni di cui al presente articolo sono concesse in regime de minimis, ai sensi della normativa comunitaria vigente.

7. Qualora l'impresa interessata non possa beneficiare di agevolazioni in regime de minimis, la sospensione del pagamento delle rate di mutuo ai sensi del presente articolo può essere egualmente disposta a condizione che l'impresa richiedente assuma a proprio carico i connessi oneri finanziari, determinati nel rispetto della Comunicazione della Commissione relativa al metodo di fissazione dei tassi di riferimento e di attualizzazione (2008/C 14/02). Al termine della sospensione, il pagamento delle rate di mutuo riprende secondo gli importi, ricalcolati, e la periodicità originariamente prevista dal contratto.

8. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche alle operazioni di leasing.

9. La Giunta regionale definisce, con propria deliberazione, le ulteriori modalità di attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo.

Articolo 4

(Mutui agevolati - Leggi regionali)

1. La sospensione volontaria del pagamento delle rate ai sensi dell'articolo 3 è disposta con riferimento ai mutui agevolati contratti a valere sulle seguenti leggi regionali:

a) 8 ottobre 1973, n. 33 (Costituzione di fondi di rotazione regionali per la promozione di iniziative economiche nel territorio della Valle d'Aosta);

b) 28 giugno 1982, n. 16 (Costituzione della società finanziaria regionale per lo sviluppo economico della Regione Valle d'Aosta);

c) 30 dicembre 1982, n. 101 (Costituzione di fondi di rotazione per l'artigianato, il commercio e la cooperazione);

d) 28 dicembre 1984, n. 76 (Costituzione di fondi di rotazione per la ripresa dell'industria edilizia);

e) 15 luglio 1985, n. 46 (Concessione di incentivi per la realizzazione di impianti di risalita e di connesse strutture di servizio);

f) 28 novembre 1986, n. 56 (Norme per la concessione di finanziamenti agevolati a favore delle cooperative edilizie);

g) 13 maggio 1993, n. 33 (Norme in materia di turismo equestre);

h) 20 agosto 1993, n. 62 (Norme in materia di uso razionale dell'energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili);

i) 24 dicembre 1996, n. 43 (Costituzione di un fondo di rotazione per la realizzazione di opere di miglioramento fondiario in agricoltura);

j) 27 febbraio 1998, n. 8 (Interventi regionali per lo sviluppo di impianti a fune e di connesse strutture di servizio);

k) 4 maggio 1998, n. 22 (Interventi a favore delle piccole imprese per l'effettuazione di investimenti);

l) 26 maggio 1998, n. 38 (Interventi regionali a favore del settore termale);

m) 4 settembre 2001, n. 19 (Interventi regionali a sostegno delle attività turistico-ricettive e commerciali);

n) 24 giugno 2002, n. 11 (Disciplina degli interventi e degli strumenti diretti alla delocalizzazione degli immobili siti in zone a rischio idrogeologico);

o) 31 marzo 2003, n. 6 (Interventi regionali per lo sviluppo delle imprese industriali e artigiane);

p) 8 giugno 2004, n. 7 (Interventi regionali a sostegno delle imprese artigiane ed industriali operanti nel settore della trasformazione dei prodotti agricoli);

q) 16 marzo 2006, n. 7 (Nuove disposizioni concernenti la società finanziaria regionale FINAOSTA S.p.A.. Abrogazione della legge regionale 28 giugno 1982, n. 16);

r) 4 dicembre 2006, n. 29 (Nuova disciplina dell'agriturismo. Abrogazione della legge regionale 24 luglio 1995, n. 27, e del regolamento regionale 14 aprile 1998, n. 1).

Articolo 5

(Sostegno alla previdenza complementare ed altre iniziative di natura assistenziale. Legge regionale 4 dicembre 2006, n. 27)

1. In applicazione di quanto previsto dagli articoli 1, comma 2, lettera a), e 5, comma 2, lettera b), della legge regionale 4 dicembre 2006, n. 27 (Interventi della Regione autonoma Valle d'Aosta a sostegno della previdenza complementare ed integrativa e di iniziative di natura assistenziale), al fine di incrementare la protezione dei lavoratori dipendenti durante i periodi di sospensione o di cessazione dell'attività lavorativa, la Regione, limitatamente al triennio 2009/2011, interviene finanziariamente a sostegno dei versamenti a favore dei soggetti aderenti agli strumenti previdenziali di cui all'articolo 6 della l.r. 27/2006 che si trovino nelle seguenti situazioni di bisogno o difficoltà:

a) iscrizione alle liste di disoccupazione;

b) iscrizione alle liste di mobilità;

c) fruizione, da almeno due mesi, della cassa integrazione guadagni ordinaria e della cassa integrazione per l'edilizia per eventi meteorologici, limitatamente alla contribuzione minima prevista a carico dal lavoratore dal contratto di lavoro;

d) fruizione della cassa integrazione guadagni straordinaria;

e) malattia che si prolunghi oltre il periodo indennizzato da parte del datore di lavoro, limitatamente ai periodi per i quali la retribuzione è ridotta o assente;

f) congedo parentale, limitatamente ai periodi per i quali la retribuzione è ridotta o assente.

2. In applicazione di quanto previsto dagli articoli 1, comma 2, lettera c), e 5, comma 2, lettera d), della l.r. 27/2006, la Regione, inoltre, limitatamente al triennio 2009/2011, al fine di incrementare la protezione dei lavoratori durante i periodi di cessazione dell'attività lavorativa, interviene finanziariamente a sostegno dei versamenti volontari a favore dei soggetti, anche non aderenti agli strumenti previdenziali di cui all'articolo 6 della l.r. 27/2006, che si trovino in particolari situazioni di bisogno o difficoltà, nei tre anni antecedenti il raggiungimento dell'età pensionabile.

3. Ai sensi dell'articolo 8 della l.r. 27/2006, la Giunta regionale definisce, con propria deliberazione, gli ulteriori requisiti soggettivi richiesti per il riconoscimento degli interventi finanziari di sostegno di cui ai commi 1 e 2 e le modalità per la loro erogazione.

Articolo 6

(Interventi a sostegno delle famiglie meno abbienti - Bonus energia)

1. Al fine di sostenere le famiglie a basso reddito, i nuclei familiari meno abbienti, residenti in Valle d'Aosta, aventi requisiti di reddito stabiliti con deliberazione della Giunta regionale, possono beneficiare, dietro presentazione di apposita domanda alla struttura regionale competente, di un bonus straordinario, per l'anno 2009, di importo pari a euro 300, finalizzato all'acquisto o al pagamento di utenze di prodotti energetici destinati al riscaldamento dell'abitazione principale.

2. Le ulteriori modalità di attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo sono determinate con deliberazione della Giunta regionale.

Articolo 7

(Interventi a sostegno delle famiglie meno abbienti - Esenzioni tariffarie)

1. Al fine di sostenere le famiglie a basso reddito, per l'anno 2009, in deroga alle normative vigenti, i nuclei familiari che si trovino nelle condizioni economiche di cui all'articolo 6, comma 1, possono beneficiare dell'esenzione dal pagamento della tassa raccolta e smaltimento rifiuti solidi urbani e delle tariffe stabilite per i servizi pubblici erogati dagli enti locali della Valle d'Aosta.

2. Le ulteriori modalità attuative delle disposizioni di cui al presente articolo sono determinate con deliberazione della Giunta regionale, da adottare d'intesa con il Consiglio permanente degli enti locali.

Articolo 8

(Interventi regionali per il contenimento dei costi dell'energia elettrica. Legge regionale 15 aprile 2008, n. 9)

1. Al fine di sostenere i redditi delle famiglie, le disposizioni di cui all'articolo 38 della legge regionale 15 aprile 2008, n. 9 (Assestamento del bilancio di previsione per l'anno finanziario 2008, modifiche a disposizioni legislative, variazioni al bilancio di previsione per l'anno finanziario 2008 e a quello pluriennale per il triennio 2008/2010), relative agli interventi regionali a sostegno dei costi per l'acquisto di energia elettrica, si applicano per gli anni 2008 e 2009.

2. La Giunta regionale approva lo schema-tipo di convenzione di cui all'articolo 38, comma 3, lettera b), della l.r. 9/2008 entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

3. Il comma 4 dell'articolo 38 della l.r. 9/2008 è abrogato.

Articolo 9

(Disposizioni finanziarie)

1. L'onere complessivo a carico del bilancio regionale derivante dall'applicazione degli articoli 2, commi 7 e 10, 6 e 8 è determinato in euro 6.000.000 per l'anno 2009.

2. L'onere di cui al comma 1 trova copertura nello stato di previsione della spesa del bilancio della Regione per l'anno finanziario 2009 e di quello pluriennale per il triennio 2009/2011 negli obiettivi programmatici: 2.2.2.01. (Strutture agricole), 2.2.2.09. (Interventi promozionali per l'industria), 2.2.2.10. (Interventi promozionali per l'artigianato), 2.2.2.11. (Interventi promozionali per il commercio), 2.2.2.13 ((Interventi promozionali per lo sviluppo di attività alberghiere e extra alberghiere) e 2.2.3.03. (Assistenza sociale e beneficenza pubblica).

3. Al finanziamento dell'onere di cui al comma 1, si provvede mediante l'utilizzo degli stanziamenti iscritti negli stessi bilanci e nell'obiettivo programmatico 3.1. (Fondi globali):

a) al capitolo 69000 (Fondo globale per il finanziamento di spese correnti), per euro 3.000.000 per il 2009 a valere sull'accantonamento previsto al punto B.1.2. (Interventi regionali per il contenimento dei costi dell'energia elettrica) dell'allegato n. 1 ai bilanci stessi;

b) al capitolo 69020 (Fondo globale per il finanziamento di spese d'investimento), per euro 3.000.000 per il 2009 a valere sull'accantonamento previsto al punto B.1.5. (Iniziative straordinarie a sostegno dell'economia conseguenti alla crisi finanziaria) dell'allegato n. 1 ai bilanci stessi.

4. La minore entrata derivante dalla cancellazione del credito iscritto al capitolo 9600 (Recupero di somme sulle erogazioni di spese in conto capitale) della parte entrata del bilancio della Regione per l'anno finanziario 2008, in applicazione dell'articolo 2, comma 8, è determinata in euro 4.970.120 e trova copertura in sede di assestamento del bilancio 2009, mediante riduzione di pari importo dell'avanzo di amministrazione dell'esercizio 2008 applicato.

5. L'onere derivante dall'applicazione dell'articolo 5, stimato per il triennio 2009/2011 complessivamente in euro 1.200.000, è finanziato a valere sul fondo di dotazione costituito presso Servizi previdenziali Valle d'Aosta S.p.A. ai sensi dell'articolo 7 della l.r. 27/2006.

6. Per l'applicazione della presente legge, la Giunta regionale è autorizzata ad apportare, con propria deliberazione, su proposta dell'assessore regionale competente in materia di bilancio, le occorrenti variazioni di bilancio.

7. Le somme iscritte nel fondo di cui all'articolo 42bis della legge regionale 27 dicembre 1989, n. 90 (Norme in materia di bilancio e di contabilità generale della Regione Autonoma Valle d'Aosta), sono prioritariamente destinate all'ulteriore finanziamento degli interventi di cui alla presente legge.

Articolo 10

(Dichiarazione d'urgenza)

1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi dell'articolo 31, comma terzo, dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione.

Président - La parole au rapporteur, Conseiller Caveri.

Caveri (UV) - Merci, M. le Président. Il me semble que le choix de porter avec urgence ce dessein de loi démontre l'intérêt qu'il y a dans cette assemblée pour un argument important, que nous avons déjà eu l'occasion de discuter quand on a parlé du budget régional, car nous avons affronté et le gouvernement régional a proposé un budget qui était déjà dans le moment de la crise, donc bien évidemment on a dû obligatoirement en tenir compte.

Quand on regarde le monde d'aujourd'hui parfois on emploie une définition qui est "l'effet papillon", c'est-à-dire le papillon qui déclenche une tempête à l'autre bout du monde. C'est une expression célèbre: "un papillon battant ses ailes au Brésil, peut déclencher une tornade au Texas". C'est un peu la vérité, même s'il faut dire que parfois, quand on parle de la mondialisation, on emploie cette expression qui est une expression un peu plus compliquée, parce que c'est une métaphore liée à la théorie du chaos, qui s'avère fort intéressante pour vérifier tout ce qui s'est passé dans l'économie mondiale. Parce qu'il faut dire la vérité: encore aujourd'hui c'est tout à fait difficile comprendre la raison pour laquelle dans l'économie mondiale il y a des cycles, des moments de récession et des périodes d'expansion, et l'expérience prouve que c'est tout à fait difficile les prévoir, on est incapable de reconnaître si telle baisse d'activité est une baisse passagère ou si elle signale l'entrée en récession. C'est justement le drame qu'on est en train de vivre aujourd'hui, même s'il faut reconnaître que le climat en général est un climat - je le dirais dans mon intervention - plutôt pessimiste.

Je dois dire que si l'effet papillon existe, ça démontre quand même que pour ce qui est de cette crise c'est difficile à comprendre. Chacun pourra en donner les raisons, peut-être tout ce qui s'est passé aux Etats-Unis, les événements liés à un capitalisme qui n'a pas eu la capacité d'avoir des règles claires et surtout une certaine confusion entre les contrôleurs et les contrôlés, c'est une vieille question de la démocratie qui pèse dans tout ce qui est l'économie moderne.

Quand nous avons besoin de comprendre la crise, il me paraît qu'il y a un document remarquable présenté par la commission européenne au Conseil européen, qui date du mois de novembre 2008 dans lequel il est dit: "La crise financière mondiale a touché l'UE de plein fouet: l'assèchement du crédit, la chute des prix mobiliers et le plongeon des marchés boursiers renforce la brutale perte de confiance des consommateurs et accentue le recul de la consommation et des investissements. Les ménages sont sous pression, les carniers des commandes des entreprises se dégarnissent". Et encore: "les dernières prévisions économiques brossaient un tableau peu engageant, une croissance proche de zéro et des risques de contraction pour l'économie de l'Union en 2009 avec un chômage en hausse". La Commission soutient: "le pire est peut-être encore à venir. Un danger réel de plonger dans une récession profonde et de longue durée".

Il me paraît qu'il y a de la part de l'UE trois mots importants et je peux dire que la réaction qui a été donnée par le gouvernement régional est conséquente aux suggestions de l'UE: des mesures prises en temps voulu, afin d'apporter un soutien rapide à l'activité économique, une série de mesures doivent être temporaires afin d'éviter une détérioration permanente des positions budgétaires qui pourraient compromettre la viabilité des finances publiques et enfin coordonnées. Cette fois-ci il faut reconnaître que pour la première fois il y a eu de la part de la Commission européenne et du Conseil une pleine prise de conscience de l'importance du niveau régional, c'est-à-dire du fait que la démocratie de proximité est largement interprétée par les pouvoirs locaux et donc qu'on ne pouvait pas envisager seulement une série d'actions politiques au niveau des états nations et de l'UE elle-même, du monde entier, mais que le niveau régional est pour la démocratie et l'économie locale important. D'un côté la Commission soulignait l'importance d'intervenir en faveur des personnes dans une logique de protection sociale, mais il y a tout un secteur qui devra être exploité, celui des infrastructures, et je pense à ce propos que nous aurons de la part du Président même une réponse sur une question qui s'était posée à l'époque du budget, c'est-à-dire est-ce qu'on arrivera à employer ces fonds qui pour le moment se retrouvent un peu congelés dans la logique du pacte de stabilité, car ça aujourd'hui est la conséquence d'une règle européenne.

Mentre noi discutiamo qui, la stessa cosa sta avvenendo alla Camera dei deputati, e credo che sia un confronto molto stimolante, con un decreto legge. Avendo, a differenza del potere regionale, il governo nazionale la possibilità di una decretazione d'urgenza, fu a suo tempo varato questo decreto legge che dovrà essere convertito in legge entro la fine di questo mese; credo per questa ragione, anche con qualche polemica, ieri è stata posta su questa legge di conversione la questione di fiducia a Montecitorio. Ma per noi è molto importante questo provvedimento, perché ci consente di capire il quadro all'interno del quale si muovono le misure regionali. Alcune questioni del decreto legge convertito non sono di poco conto, il Presidente Rollandin ne ha sicuramente contezza, c'è ad esempio la questione molto delicata della possibilità di usare di più in misure anticrisi i fondi provenienti dal Fondo Sociale Europeo. È un tema posto proprio dalle Regioni nel loro parere, che hanno segnalato come l'FSE sia importante, ma bisogna fare in modo che l'FSE non sia astratto, ma venga calato nella realtà di una crisi, e non a caso la norma che è contenuta nelle ultime modifiche effettuate nella Commissione bilancio della Camera contiene la possibilità di avere una autorizzazione per l'impiego di questi fondi da parte dell'UE.

Il testo alla nostra attenzione è frutto anche di una concertazione non solo con la commissione competente da parte del governo regionale nella discussione al proprio interno, ma è frutto anche del coinvolgimento del Consiglio Valle con i capigruppo e poi, naturalmente, della società civile, delle organizzazioni di categoria e sindacali della nostra valle. L'esito è questo articolato in dieci articoli, comprensivi dell'ultima che è la dichiarazione d'urgenza e della penultima che è la copertura finanziaria, e che fin dal suo esordio, cioè l'articolo 1, riassume le ragioni di questa legge: fronteggiare la crisi con misure straordinarie ed urgenti, ma con una logica di promozione dello sviluppo economico e della competitività del sistema produttivo regionale.

Ecco dunque, all'articolo 2, una serie di interventi che concernono i consorzi garanzia fidi, quindi l'insieme complessivo del mondo dell'economia valdostana. A questo proposito, avendo noi discusso l'interpretazione che il governo regionale, avendone parlato con il Presidente sul de minimis, è che là dove si dice al comma 3 dell'articolo 2 "ai sensi della normativa comunitaria vigente", si ritengono comprese in questa norma anche quelle deroghe temporanee ad estensione della cifra del de minimis, che potrà essere di 500.000 euro fino al 2010, nel periodo e con gli importi consentiti dalle autorità comunitarie che non hanno cambiato la legislazione, ma hanno cambiato l'interpretazione rendendola più fluida per quel che riguarda gli aiuti di Stato.

L'articolo 3 - questo era stato un argomento discusso proprio nelle commissioni - riguarda la questione della sospensione delle rate di mutuo agevolato previsto da leggi regionali. L'articolo 4 fornisce un elenco privo di ambiguità, molto analitico, sull'insieme di materie e di comparti che verranno interessati. L'articolo 5 si occupa del tema che anche a livello europeo viene considerato l'argomento più delicato, che è quello dell'occupazione, con una serie di aiuti a sostegno della previdenza complementare anche a vantaggio delle categorie di lavoratori che hanno il lavoro meno radicato, di quelli che non hanno cioè il lavoro a tempo indeterminato. L'articolo 6 si occupa di un bonus straordinario, un bonus energia che, così come gli interventi per esenzioni tariffarie dell'articolo 7, va a vantaggio delle famiglie più in difficoltà e meno abbienti, e la relazione di accompagnamento fornisce anche una esplicitazione più chiara di cosa si intenda per tariffe stabilite per i servizi pubblici erogati dagli Enti locali. Ci sono settori come quello scolastico o sanitario dell'assistenza che danno il senso di un quadro molto ampio di intervento. Infine, l'articolo 8 concretizza quegli interventi regionali per il contenimento dei costi dell'energia elettrica, già approvati nella scorsa legislatura, e che a maggior ragione oggi acquisiscono una urgenza a fronte della difficoltà che le famiglie potranno avere, anche se poi gli economisti segnalano come la diminuzione del prezzo del petrolio e una contrazione dei consumi, che ha in parte abbassato i prezzi di alcuni prodotti, fa sì che la situazione sia contraddittoria, quindi che ci sia sicuramente un fenomeno di difficoltà, ma sotto alcuni profili c'è anche stato un casuale aumento del potere di acquisto per le famiglie. Questo non fa venir meno i problemi della crisi economica.

Devo dire, avendo guardato le misure assunte per il momento dalle due Province autonome di Trento e Bolzano, che sono un punto di riferimento per noi dal punto di vista anche della legislazione, che siamo in linea sia per quel che riguarda le imprese sia per quel che riguarda le famiglie, e questo vale sia per le decisioni assunte dal Presidente Dellai che dal Presidente Durnwalder, anche se ci sono degli argomenti che deriveranno dalla legislazione nazionale, ne ho citata una, quella del Fondo Sociale Europeo, ce n'è un'altra che non è indifferente che è quella della revisione possibile degli studi di settore, che è un tema molto delicato per il nostro mondo dell'economia, perché sapete che molto spesso gli studi di settore in una zona come la nostra di montagna rischiano di essere talmente sballati da aprire continui contenziosi per la fiscalità.

Vorrei concludere con qualche considerazione aggiuntiva. Credo che si debba dare atto di tre definizioni possibili: la prima è quella di tempestività, perché il tema della tempestività a fronte di una crisi di questo genere è un tema non banale. La seconda è l'eccezionalità del fenomeno: per la prima volta la stessa Commissione europea ha dovuto ammettere alcune falle di una visione eccessivamente liberistica manifestatasi a Bruxelles negli anni passati, e poi alcune accortezze come quella della temporaneità di alcune misure, per evitare che da un eccesso di liberismo si torni a un eccesso di interventismo statale, perché fra il mercato e un eccessivo interventismo pubblico c'è un juste milieu che deve essere tenuto in considerazione. Ma lo ripeto: l'argomento che oggi sembra stare a cuore non solo qui, ma dappertutto in Europa e in Italia, è il tema dell'occupazione, perché bisognerà vedere alcuni fenomeni, che si stanno manifestando soprattutto nel settore industriale e manifatturiero, quali ricadute potranno avere nei mesi a venire.

Certo è che il passaggio delicato: così come già emerso per correttezza nel corso dello scorso bilancio regionale, porrà non solo noi come Consiglio Valle, ma nelle sue responsabilità l'esecutivo regionale di fronte a tutta una problematica che possiamo dire essere ribollente di riforme strutturali e di sostanza nella spesa pubblica, con capacità di riorientare la spesa, con la possibilità per la Regione di impiegare i fondi accantonati, con quelle misure che l'UE ritiene necessarie, perché comportano risparmio, come la semplificazione amministrativa, o aspetti migliorativi derivanti dall'utilizzo delle nuove tecnologie. Quindi apprezzando, come relatore, lo sforzo corale che si è manifestato, e la capacità di condivisione dimostrata dal governo regionale, credo che ci troveremo di fronte a nuovi appuntamenti non solo perché queste sono le prime misure legislative che passano all'attenzione del Consiglio Valle, ma perché nelle prossime settimane ci sono appuntamenti molto significativi, come la firma del patto di stabilità per la Regione per il 2009 fra il Presidente della Regione e il Ministro della economia, e poi quell'assestamento di bilancio all'inizio dell'anno che consente di distribuire nel bilancio regionale una parte cospicua di investimenti pubblici.

Credo, quindi, che questo provvedimento consentirà all'economia valdostana, alle famiglie e ai cittadini di avere un po' di respiro e, naturalmente, la capacità del legislatore e in particolare dell'esecutivo sarà quella nei mesi a venire di saper reagire a tutte le novità negative, ma anche positive che potranno registrarsi nell'evoluzione della crisi. Talvolta l'impressione è quasi che questa crisi sia una invenzione degli economisti o una invenzione dei giornali; non lo è certamente per le famiglie che sono state più colpite specialmente dai fenomeni di cassa integrazione o talvolta dalla mancata riconferma di contratti a tempo determinato. Ma in generale, sarà che siamo ancora sotto l'impressione psicologica delle vacanze natalizie, che forse grazie anche alle eccezionali precipitazioni nevose ha fatto sì che moltissimi turisti siano venuti in Valle d'Aosta e che i consumi anche in occasione dei saldi abbiano confermato un andamento di vivo interesse per il mondo del commercio, ebbene credo che non si debba avere gli occhi ricoperti di pelle di salame. Quindi bene fa questo Consiglio, su proposta del governo regionale a varare queste misure straordinarie, perché la rappresentazione reale della crisi non è purtroppo fittizia come quei villaggi dei film western che dietro la facciata non hanno nulla, ma è la rappresentazione di qualcosa di molto grave che non è un fenomeno passeggero, ma è un inizio di recessione che potrà nel tempo assumere delle svolte drammatiche, oppure grazie anche all'intervento pubblico potrà fare in modo che il tunnel all'interno del quale siamo entrati sia più corto di quello che invece sarebbe stato nel caso in cui non ci fossero state delle misure tempestive, quali quelle che sta assumendo in questo momento la Regione Valle d'Aosta.

Président - La parole à l'Assesseur au budget, aux finances et au patrimoine, Lavoyer, pour un supplément d'information de la part du Gouvernement.

Lavoyer (FA) - Merci, M. le Président. Un brevissimo intervento che non ha la presunzione di completare quanto ha già detto egregiamente il relatore, che a nome del governo regionale ringrazio, come vorremmo ringraziare il Presidente della commissione competente Rosset e i Capigruppo, che hanno partecipato alla stesura di questo testo, le forze politiche sia di maggioranza che di opposizione che hanno contribuito alla predisposizione di questo provvedimento con dei suggerimenti e delle proposte che sono state nella maggior parte recepite. Ringraziamo anche, a nome del governo regionale, le forze sindacali che hanno portato il loro contributo alla costruzione di questo disegno di legge, e mi corre anche l'obbligo di ringraziare i dirigenti dei vari assessorati, che hanno contribuito con il loro lavoro a rendere possibile questo intervento in tempi brevi. Quindi questo provvedimento è certamente frutto di un lavoro comune, un lavoro che vede protagonisti oltre al governo regionale, il Consiglio e le singole forze politiche e i rappresentanti di categoria.

Volevo nell'intervento introduttivo sottolineare alcuni aspetti significativi che forse non sono facilmente leggibili all'interno del disegno di legge, ma che fanno parte di interventi che verranno portati avanti nei tempi brevi. In particolare, per quanto attiene le Confidi il disegno di legge prevede questo finanziamento fino a un massimo del 75 percento sull'abbattimento del costo relativo al tasso medio annuo, anziché del 50 percento come attualmente previsto. Prevede anche il consolidamento dei debiti dei consorzi nei confronti della Regione, ma proprio a seguito degli incontri che abbiamo avuto con le Confidi e sul fatto che il consolidamento dei debiti crei delle sperequazioni, perché ci sono delle Confidi che avranno un ritorno positivo maggiore rispetto ad altre, perché questo debito nei confronti della Regione era più alto, l'impegno è quello che l'intervento che facciamo di consolidamento dei debiti preveda anche la possibilità di interventi successivi. Questo è stato previsto per garantire a tutti i consorzi un orizzonte a tendere di pari opportunità; al di là dell'aspetto previsto nella normativa che non poteva essere raggiunto che con un disegno di legge, vi è la possibilità di riequilibrare all'interno delle esigenze delle vari Confidi con interventi successivi. Questo per mettere tutte le Confidi allo stesso punto di partenza e dare a tutte la possibilità di essere un volano importante a sostegno della economia.

Abbiamo colto l'occasione di questo disegno di legge per attuare delle modifiche di semplificazione, perché le semplificazioni burocratiche vogliono anche dire minori costi per l'impresa. Il primo intervento semplifica la procedura, introducendo un unico parametro di riferimento del tasso: rendiamo omogenee le modalità di determinazione della percentuale di abbattimento del tasso di interesse. Sull'aspetto dei mutui volevamo sottolineare, oltre all'intervento su tutti i mutui Finaosta, gli interventi che danno la possibilità di accedere ai benefici anche per le operazioni di leasing. Ci pare corretto il periodo di sospensione che abbiamo messo, dall'1 marzo 2009 al 28 febbraio 2010, perché era impossibile, come ci è stato richiesto da più parti, di prevedere il non pagamento della rata in scadenza a dicembre, perché ormai l'avvio di tutte queste procedure era in itinere e abbiamo concordato questo tipo di meccanismo.

L'altro aspetto importante - che mi pare sia stato sottolineato in modo preciso dal relatore - è che saremo molto attenti alle eventuali modificazioni delle normative CE relative al de minimis e non solo.

Volevo anche sottolineare l'intervento che è stato fatto con il disegno di legge approvato dal Consiglio, relativo alla previdenza complementare, che dà la possibilità di assicurare un versamento contributivo a carico del lavoratore, a causa di sospensione o cessazione dell'attività lavorativa.

L'ultimo aspetto importante, che però non è previsto nel disegno di legge ma che è stato condiviso da tutti, è l'intervento legislativo ipotizzato nel prossimo futuro, che è quello finalizzato alla riduzione dell'IRAP di un punto. Questo intervento sarà introdotto contestualmente alla legge di assestamento di bilancio del 2009 nella prossima primavera, in modo da dare la possibilità già nella prima scadenza del primo acconto, di poter pagare il 25 percento in meno da parte delle imprese.

Ci sono altri interventi che sono già stati messi in atto, come quello della velocizzazione del pagamento dei mandati vari, portato da un mese a cinque giorni con un sistema di firma elettronica, e anche questo va nella direzione di avere una attenzione particolare al mondo delle imprese in questo momento. Vi è l'intervento, ancora allo studio da parte del collega Viérin, sui mutui, l'allungamento dei mutui, l'incremento dell'importo degli stessi.

Questo per sottolineare che, al di là del disegno di legge, vi è come contorno una serie di interventi che vanno ad irrobustire questo provvedimento e concludo dicendo che questo non ha l'ambizione di risolvere totalmente la crisi, ma l'impegno della maggioranza e del governo regionale è di portare avanti tutte le iniziative che nell'evolversi dell'attuazione di questo provvedimento si presenteranno necessarie per sopportare il disegno di legge.

Ringraziando ancora tutti coloro che hanno contribuito alla predisposizione di questo testo, invito il Consiglio ad approvarlo, ma penso che sia un invito superfluo.

Président - La parole à la Conseillère Carmela Fontana.

Fontana (PD) - Grazie, Presidente. Con il disegno di legge in discussione oggi il governo e la sua maggioranza regionale prendono atto della grave crisi economica in atto e delle sue ricadute sulle realtà anche piccole come quella della nostra Regione, una presa di coscienza collettiva a cui però soprattutto a livello nazionale non fa seguito alcuna azione veramente incisiva per uscire dalla crisi e dare respiro alle piccole e medie imprese e alle tante e troppe famiglie in gravi difficoltà.

Dico questo perché preoccupa il grave ritardo da parte del governo nazionale nel varare il pacchetto anticrisi, al di là degli annunci e di alcuni provvedimenti assolutamente insufficienti, come la social card a 40 euro al mese. Non di piccole mance c'è bisogno: al contrario, occorre rendersi conto della gravità di questa crisi, le cui conseguenze più gravi, senza voler fare con questo del terrorismo, sono ancora alle porte, e concertare con le imprese e le parti sociali quelle iniziative, anche di lungo periodo, necessarie per far ripartire l'occupazione. È dal lavoro, dalla spinta a creare nuove opportunità di impiego stabili e ben retribuite, che può venire l'unica risposta vincente contro la crisi. È proprio questa la strada che il neopresidente degli Usa Barack Obama intende seguire per far ripartire l'economia americana, creando nell'arco del suo mandato tre milioni di nuovi posti di lavoro, puntando su settori di sicuro sviluppo come quello delle energie rinnovabili.

Tornando a parlare della nostra realtà valdostana, certamente il pacchetto anticrisi varato dalla Giunta fornisce alcune prime risposte alle esigenze più immediate delle imprese e delle famiglie. Possiamo considerare questo decreto come una boccata di ossigeno, un tampone per fronteggiare l'emergenza, venendo incontro ad alcune necessità urgenti di categorie particolarmente a rischio. Provvedimenti come la sospensione del pagamento delle rate dei mutui Finaosta, la continuità dei versamenti contributi dei lavoratori nel periodo di maggior difficoltà, il bonus per il riscaldamento destinato ai meno abbienti, lo sconto sulla bolletta elettrica, sono tutti apprezzabili per dare una prima risposta contro la crisi.

Devo dire con soddisfazione che sono state accolte in questo decreto alcune delle numerose sollecitazioni che il nostro gruppo aveva avanzato alla Giunta nel corso della discussione sull'ultimo bilancio regionale. Mi riferisco in particolare alle nostre proposte sul bonus del riscaldamento, sull'aumento del minimo vitale, sulla riduzione dell'IRAP a favore delle aziende e sulla sospensione delle rate dei mutui. Ribadisco quindi il giudizio che ho formulato all'inizio: questo provvedimento fornisce una prima risposta nell'immediato, per fronteggiare una situazione di emergenza economica che sta coinvolgendo sempre più imprese e famiglie valdostane.

Accanto a questa positiva risposta occorre però attivare da subito un tavolo di confronto con gli imprenditori, gli artigiani e i sindacati, per concordare iniziative di lungo periodo: servono a questo riguardo investimenti importanti, politiche serie e coraggiose che abbiano l'obiettivo di far crescere le aziende e le industrie valdostane e di creare nuove opportunità di lavoro. A questo impegno sono chiamati tutti, non solo il governo e le forze di maggioranza, ma ciascuno anche dall'opposizione deve dare il proprio contributo di idee e proposte per affrontare insieme questa crisi, con l'obiettivo comune di rilanciare l'economia di una valle d'Aosta più forte, più produttiva e più giusta.

Président - La parole au Conseiller Lattanzi.

Lattanzi (PdL) - Grazie, Presidente. Mi permetterà la collega Fontana di commentare con un pizzico di tristezza l'intervento che lei ha appena finito di fare, perché nel suo intervento scritto abbastanza bene esortava ad essere tutti uniti, opposizione e maggioranza, ma non ha resistito alla tentazione di utilizzare più della metà del suo intervento per criticare il governo Berlusconi e inneggiare a quello di Obama che non ha cominciato ancora a governare, dicendo che creerà tre milioni di posti di lavoro. E non si è ancora seduto sulla poltrona di presidente!

Prendo atto che la collega Fontana, ma soprattutto che la sinistra che rappresenta, è in grave crisi di identità politica, visto che da un lato dice che bisogna dialogare e dall'altra non perde occasione per dimenticare, magari enfatizzando la social card, che il governo italiano... e mi metto anche nelle condizioni che non amo, quelle di difendere quello che non dovrebbe essere difeso. Voglio dire: il governo italiano fra i primi in Europa il 19 dicembre ha emanato un provvedimento che ha salvato il sistema bancario italiano, che è stato copiato da Brown il giorno dopo e dalla Merkel la domenica in mattinata, e addirittura da Sarkozy nel lunedì successivo. Siccome le chiacchiere possiamo farle al bar, possiamo essere d'accordo o contro a mille cose, ma le date sono fatti oggettivi. Mi dispiace che la democratica collega della sinistra dica "dialoghiamo e lavoriamo insieme", perché la crisi è importante e i disoccupati chiedono delle risposte, ma poi si lasci trascinare da questi interventi scritti nella demagogia che mi ricorda la scorsa legislatura.

Io invece volevo dare il significato della nostra partecipazione al lavoro che tutti i gruppi hanno portato avanti nelle commissioni, vorrei spiegare i motivi della convinta e non demagogica partecipazione. Infatti non dirò che nel provvedimento ci sono cose che abbiamo fatto o detto noi, per prenderci le medaglie che non riteniamo sia doveroso in questo momento prendere, ma solo per dire che credo che noi come insieme della politica valdostana abbiamo fatto solo il nostro dovere, quello di dare un piccolo contributo che non è risolutivo della crisi, ma un contributo importante in termini di fiducia e tranquillità ai cittadini valdostani.

Siamo perfettamente consapevoli che questo provvedimento teoricamente mette sul piatto a disposizione 76 milioni: speriamo di non doverli usare tutti. Ma mettere questa cifra a disposizione delle imprese e dei cittadini per i mutui prima casa, siamo tutti consapevoli che non è quello che risolverà la crisi, perché siamo in un contesto di globalizzazione dell'economia, che per la prima volta tutta sta condividendo una crisi economico finanziaria.

Vorrei dire subito che ogni crisi è unica e le crisi sono tutte uguali. Questa è unica perché si deve, andando a vedere i dati della economia e della finanza in termini di riscontri, tornare agli anni '29, '30, '31 e '32, per ritrovare un periodo simile in termini di risultati. Unica anche perché confrontata con la crisi del '29 e del '31, dove il PIL scendeva arrivando al 12-13 percento all'anno, quella fu una crisi che colpì l'America e i paesi che in quegli anni avevano relazioni economiche con quel paese, ma non colpì tutto il mondo, mentre questa colpisce i due terzi della popolazione mondiale, aggiungendo all'America l'Europa e i mercati asiatici che oggi forse, ad esclusione di una parte del continente africano, sono coinvolti in termini economico finanziari.

È unica per dimensioni e per violenza, ma è anche unica per velocità. I tempi del '29, le relazioni, le comunicazioni viaggiavano sui giornali, e non su Internet o su Google, e le relazioni avevano certe velocità e anche le soluzioni avevano una certa velocità, e questa del 2008 potremmo studiarla fra qualche anno sui libri della storia economica del mondo: i nostri figli o i nostri nipoti ricorderanno il 2008 come un momento di crisi epocale della finanza prima e dell'economia poi.

Dicevo prima che questa è unica, mai uguale ad altre crisi, perché non è la prima volta che viviamo crisi così forti. Prima facevo il paragone con il '29, ma molti ricorderanno l'austerità del 1974, quando il nostro paese subì una crisi sullo choc dei consumi energetici, in quanto il prezzo del petrolio a barile arrivò a 54 dollari che sono paragonabili ai 200 dollari di oggi. Anche in quel momento si verificò una cosa simile a quella che è successa quest'anno, quando avete visto che le speculazioni sul petrolio hanno portato il prezzo del barile a 147 dollari, e ricordo questa estate alcuni giornali economicamente titolati e finanziariamente credibili annunciavano il raggiungimento del prezzo del petrolio a 200 dollari al barile, fra l'altro cifra che non è mai stata raggiunta, perché dopo i 147 è iniziata una repentina discesa (poi ricorderò il perché). È uguale a quella del '74: choc petrolifero, austerità, andavamo a piedi, il nostro paese non aveva i soldi per pagare le riserve petrolifere, ma anche la crisi che portò mia mamma a correre alla CIDAC a prendere lo zucchero nel '90, quando Saddam invase il Kuwait con un atto unilaterale e scatenò una controffensiva dei paesi democratici alleati dell'occidente che in difesa del Kuwait scesero in quel territorio, per proteggere uno stato sovrano dalla invasione di un dittatore irakeno.

Ricordo che in quel momento si parlò di una crisi straordinaria, ricordo il prezzo del petrolio al barile che schizzò alle stelle perché si immaginava che quella guerra avrebbe modificato gli equilibri delle risorse energetiche e ricordo che come in tutte le crisi il prezzo delle materie prime subì una forte speculazione nel breve. Così come creò lo stesso ripetuto effetto psicologico nelle popolazioni mondiali, cioè la paura della crisi stessa. L'invasione portò mia mamma a comprare lo zucchero alla CIDAC, perché si diceva che si scendeva in guerra come alleati a fianco degli americani, degli inglesi e dei francesi, e questo significava per la psicologia delle persone far mancare sale, zuccherò, caffè, la pasta, il pane. Ricordo le corse nei magazzini e i direttori del Carrefour che dicevano: continuano a portar via zucchero, qui arrivano i bancali, perché problemi di zucchero non ne abbiamo, ma le persone si portano via il pane e la pasta come se dovesse finire tutto domattina, perché la memoria della guerra del '44 era molto forte nel paese.

Una crisi uguale anche a quella del 2001, quando a settembre alle ore 16:22 le torri gemelle crollarono sotto i colpi di un atto terroristico che uccise 3.500 persone dentro due palazzi, e in quel momento crollò l'intera struttura occidentale degli scambi finanziari e del World Trade Center, che non era solo il cuore del commercio mondiale, ma era il simbolo di un occidente che avrebbe cominciato ad avere a che fare con una parte del mondo che si presentava a sé. In quella occasione ricordo il panico di tutti noi, la popolazione impoverita, i crolli dei listini borsistici, l'innalzamento dei prezzi delle materie prime, un po' un carosello che ripete più o meno gli stessi scenari.

Dico questo perché al contrario del collega Caveri, avendo in questi mesi vissuto per la mia professione in diretta sui mercati questa crisi, ho potuto anche in un recente convegno a Milano con i più grandi economisti e banchieri europei condividere alcune riflessioni che possono essere utili, perché se è vero che la politica in questo momento dovrebbe uscire dal teatrino della politica ed entrare nella risoluzione dei problemi, ha anche il compito di stare molto attenta alla comunicazione che impiega nei confronti dei cittadini, per non entrare anch'essa come fattore determinante della crisi stessa. Una gran parte di questa crisi, che è reale, è però stata enfatizzata dai media, che in un mondo della comunicazione di fatto la crisi creano, perché quando si continua a sostenere, come stamani, da parte di tutti gli organi di informazione, che il dato della produzione industriale è crollato del 12 percento in Italia, non precisando che si parla del novembre 2008 che è con l'ottobre 2008 il più grande bimestre di crisi industriale ed economica, e riferita a due settori in particolare, l'edilizia e l'auto, che sono beni di durevole consumo, si enfatizza un dato negativo che paralizza il rilancio della economia. Quindi per non cadere nell'errore di molti media che nell'enfatizzarla creano la crisi, la politica credo abbia avuto il merito in questi mesi di trovare un'unità per svolgere un unico ruolo che è il ruolo che le compete, non quello dell'ottimismo o del pessimismo ma quello del realismo, cioè ricordare ai cittadini che le crisi esistono, sono in questo momento reali e producono disoccupazione, ma c'è un fattore vero e fondamentale nella vita della società e cioè che le crisi finiscono e questa crisi finirà.

Se uno si chiede cosa può fare in un contesto in cui c'è una crisi ma questa crisi finirà, credo che come amministratori abbiamo il dovere di immaginare cosa possiamo fare per accelerare la fine di questa crisi e creare i prodromi per la risoluzione della crisi stessa. Criticare Berlusconi o inneggiare Obama è fuori luogo, e le persone non sono più disponibili ad adattarsi, perché entrambi chiedono di creare le condizioni per cui le aziende possano al più presto tornare ad assumere.

In termini economici la disoccupazione è un fattore positivo, perché permette alle aziende di scaricare all'apparato pubblico delle risorse umane che vengono messe in cassa integrazione per un breve periodo, permettendo alle imprese di razionalizzare i costi e di tornare in competitività. Dico una cosa glaciale ma vera, e chi studia economia questo lo sa. Il fatto che lo Stato, le Regioni, le comunità internazionali si accollino i costi di questa crisi è evidente che crea delle pericolose possibilità, cioè che la politica si impadronisca dell'economia e questo è un fattore di rischio vero, come era fattore di rischio l'eccessiva liberalizzazione dei processi economici e finanziari.

Mi permetto di ricordare un aspetto solo. Dicevo che ogni crisi è unica ed uguale, ma ogni crisi permette di migliorare la società in cui la crisi si sviluppa. Citavo prima la crisi del '29: non mi pare che dopo il '29 la gente sia arretrata in termini culturali ed economici. Parlavo della crisi del '74: non mi pare di ricordare che dopo il '74 la società civile mondiale sia arretrata. Ho parlato della crisi del '90 e del 2001: ogni crisi ha al suo interno una grande verità, cioè ridimensiona gli eccessi e crea un nuovo ordine migliore del precedente. Se abbiamo chiaro questo, come protagonisti della politica possiamo dare il nostro contributo, ma solo a patto che si abbia consapevolezza e cognizione di quello che stiamo in termini di politica rappresentando su questo quadro mondiale. Ogni crisi crea un nuovo ordine migliore del precedente, non si torna indietro, allora molte Cassandre in questi giorni verranno smentite, come sono state smentite quelle delle crisi precedenti.

Siamo un po' vittime della cronaca e dimentichiamo la storia: se uno si ricorda dall'uomo della clava alla luna, vede la storia di una umanità che attraverso le guerre e le crisi è cresciuta, ma se vive la cronaca della crisi sembra che il baratro non finisca mai, così come soltanto 26 mesi fa fermavo alcuni miei clienti che volevano investire a piene mani, perché il mercato azionario aveva fatto più 70 percento dopo le torri gemelli. Peccato che non ce n'era uno disposto a mettere 1 euro durante la crisi delle torri gemelle! Così come si fa fatica oggi a fare investimenti in economia, perché tutti pensano che dopo una crisi ci sia una crisi infinita, mentre la FIAT che in questo momento sta razionalizzando i propri processi produttivi ha investito 15 miliardi di euro per il rinnovo delle sue strutture produttive, così come stanno facendo le aziende in Italia e in Europa, cogliendo l'opportunità in questi mercati.

In termini economici in questi periodi si fa anche una selezione naturale fra gli imprenditori che chiudono e quelli che danno un loro contributo investendo e facendo crescere le loro aziende nei territori che li accolgono. È per questo che noi con questo provvedimento possiamo dare un contributo, ma ancor più che economico possiamo dare un contributo psicologico determinante per la nostra comunità: ogni crisi finisce e anche questa crisi finirà anche in Valle d'Aosta.

L'on. Caveri sollevava al termine del suo intervento una riflessione seria che sottolineo, quella che ogni crisi ci mette di fronte una realtà. Oggi noi siamo in condizioni di poter stanziare 76 milioni di possibili investimenti e di aiuti all'economia e alle famiglie, perché ce li abbiamo. Altre Regioni non possono fare altrettanto, perché i loro bilanci non hanno avanzi ma disavanzi, e allora negli interventi che stanno facendo anche altre Regioni, se si leggono i loro contenuti in termini di sostanza c'è poco, stanno cercando di sburocratizzare qualcosa, di fare in modo che l'apparato pubblico sia di minor impedimento possibile alle famiglie, ma sotto l'aspetto della finanza c'è poco. Oggi possiamo permetterci di fare un piccolo provvedimento, ma pesante sotto l'aspetto finanziario, perché noi i soldi li abbiamo nel bilancio. Allora la memoria va al perché abbiamo queste risorse e gli altri no. E questo ci riporta alla discussione che abbiamo già fatto nel bilancio e che ci deve vedere seriamente impegnati, non solo in un maquillage della politica economica della regione, ma in una vera e propria rivoluzione nella gestione della economia di questa regione!

I processi di razionalizzazione oggi colpiscono le aziende e l'economia, domani colpiranno gli apparati pubblici, senza dubbio; oggi siamo chiamati ad intervenire per aiutare l'economia, domani verremo chiamati ad arretrare dall'economia, perché non avremo le risorse per sostenere un intero settore economico. Il futuro dovrà essere in mano al mercato: è questo che dopo questa crisi dovrà essere maggiormente regolamentato, perché se c'è una cosa che la crisi sta producendo, è un nuovo ordine mondiale nello scambio, nella finanza.

Diceva il collega Caveri: è saltato il meccanismo controllori controllati. Sì, perché erano anche situazioni di leggi vecchie e superate, perché l'economia e la finanza viaggiano a velocità diverse da quanto le leggi non facciano per stare dietro a ordini nuovi mondiali. Non dobbiamo dimenticare che questa crisi è partita dagli Stati Uniti, perché lì la libertà in economia aveva creato delle deformazioni degenerative come quella della speculazione di emissioni da parte di alcune importanti banche di certificati, per raccogliere danaro che veniva prestato a persone poco abbienti, per comprarsi anche loro la casa sull'onda di una speculazione con i tassi di interesse bassi. Siamo oggi con gli Stati Uniti allo 0,25, l'Europa al 2,25 l'Euroribor con tassi in discesa, esattamente perché la leva dei tassi in discesa presuppone la liquidità sul mercato. Questa crisi è nata da una speculazione che nasce quindici anni fa su tassi bassi della politica monetaria, che permetteva a tutti di immaginare che pagare affitti fosse più caro che pagare la rata di un mutuo e quindi portando chiunque, anche chi non aveva redditi mensili sufficienti, a pensare che era più conveniente pagare una rata del mutuo che un affitto e portando le banche ad erogare finanziamenti negli Stati Uniti, raccogliendo il danaro attraverso obbligazioni a clienti rischiosissimi, perché al primo rialzo del tasso di interesse - e tale rialzo è ciclico e sociale quando c'è l'aumento della domanda - le famiglie meno abbienti sono state in difficoltà a pagare le rate. Lì l'anello si è rotto nella catena che portava le grandi banche emittenti queste obbligazioni, a vendere ad altre banche un sistema mondiale di certificazione ad alto rischio, perché quei certificati garantivano rendimenti molto alti e siccome la degenerazione allontana dalla realtà, dall'economia e dal lavoro e porta alla speculazione finanziaria, questi certificati hanno invaso il mondo entrando nei depositi delle banche europee (anche italiane, Unicredit) e asiatiche, persino banche cinesi avevano i forzieri pieni di queste obbligazioni ad alto rendimento che operavano sui mercati in leva finanziaria americana. Da qui è partita la crisi, quando i certificati non avevano più i valori reali, perché alla crisi del mercato immobiliare negli Stati Uniti, alla crisi delle famiglie per pagare i mutui, quei certificati cominciavano a non essere più restituibili, perché non rappresentavano più valori veri.

Mi viene da dire: nulla di nuovo sotto il sole, perché ogni crisi nasce da una esasperazione. Parlavamo prima del '29: speculazioni immobiliari; nel '74: speculazioni sui mercati e sull'energia; nel '90: crisi del Golfo, guerre. Ogni crisi nasce da una esasperazione che porta alla speculazione e ogni momento di grande opportunità che segue a quei momenti di crisi nasce dal ridimensionamento e dalla ricomposizione di un nuovo quadro che è migliore del quadro precedente. Ogni crisi ha al proprio interno i germi per guarire la malattia di questo enorme corpo che è il mondo economico, che poi non è altro che l'essere umano che cresce attraverso le crisi che lui stesso produce.

Ho voluto condividere con voi alcune informazioni che per motivi professionali ho potuto cogliere in questi mesi di lavoro, perché credo che il nostro ruolo sia anche quello di aiutare i cittadini a districarsi in quella che è la cronaca di questi giorni della crisi finanziaria ed economica. Non vi sarà sfuggito che parliamo nella relazione alla legge di cose che sono già scomparse: l'aumento del prezzo delle materie prime, oggi è esattamente il contrario, le materie prime sono crollate, i prezzi sono scesi, l'inflazione è in picchiata, i tassi di interesse sono crollati e solo qualche settimana fa parlavamo del pericolo esattamente contrario, dell'aumento del prezzo... Questo per dire quanto è veloce questa crisi e quanto questa crisi - e qui il fattore nuovo in termini di storia dell'economia - venga affrontata in termini globali, perché l'ONU, grande regista di questa opera, ha permesso un network istituzionale e politico che va dall'America alla Cina, che ha permesso agli americani di stanziare con l'amministrazione Bush 750 miliardi per salvare il sistema bancario americano. Oggi Obama parla di altri 1000 miliardi di dollari per salvare il sistema economico e iniettare liquidità al sistema, ma la Cina ha fatto uguale, 500 miliardi di dollari iniettati le settimane scorse, e così ha fatto il governo Berlusconi, per primo (ma non per Berlusconi, lasciamo perdere, poteva essere Veltroni). Lo abbiamo fatto noi italiani per primi, abbiamo urlato al mondo: il nostro sistema è già garantito e perché sia chiaro abbiamo stanziato 80 miliardi di euro in un fondo a disposizione delle banche italiane, se avessero nei loro caveau obbligazioni Lehman piuttosto che di altre banche fallite. E questo dato ha generato una tranquillità nel sistema che era intaccato nella fiducia non più a livelli istituzionali, ma a livelli del consumatore. Così hanno fatto Brown e la Merkel (che ha stanziato 60 miliardi di euro per salvare le aziende tedesche, e che si prepara a fare altri stanziamenti di 100 miliardi).

C'è tutta una regia delle istituzioni economiche e politiche mondiali che lavorano in queste ore, per fare in modo che i processi di soluzione della crisi siano i più rapidi, perché noi le crisi non ce le possiamo permettere. Sono in gioco milioni di posti di lavoro: oggi abbiamo messo in cassa integrazione, ci possiamo permettere in questa società civile evoluta di mettere in cassa integrazione, con costi a carico dello Stato, cioè di tutta la comunità, l'1 percento degli occupati di questo paese. Possiamo mantenerli per qualche mese, ma poi questi mesi devono finire, perché nessuno stato può tenere a libro paga dipendenti disoccupati delle imprese in cassa integrazione per quattro o cinque anni. Sarebbero costi insopportabili per i bilanci, ricadrebbero nelle tasse, che si ripercuoterebbero sulle imprese che non sarebbero più competitive e via di questo passo. È evidente che oggi abbiamo una società civile in Europa, che può permettersi di mettere in cassa integrazione 15-20 milioni di persone, ma su milioni di occupati che invece hanno il loro lavoro.

Dicevo che i tempi sono importanti: ecco perché noi con questo piccolo contributo diamo un segnale importante, lo stanno facendo anche le altre Regioni chi più chi meno, lo stanno facendo i governi nazionali di qualunque colore, lo stanno facendo i comunisti cinesi con i capitalisti americani, lo sta facendo una comunità internazionale tutta, perché è evidente che non siamo nel '29, né più nel '74 e i tempi e i modi di ogni crisi sono diversi, anche se queste si ripetono uguali nel tempo.

Ho voluto fare con voi queste riflessioni per dire che questo è un piccolo segnale, ma molto importante, e che il nostro compito è quello di dire forte e chiaro che stiamo facendo qualcosa e dare la fiducia. Poi qualcuno di voi aveva visto a dicembre, sugli impianti di sci, e inspiegabilmente le autostrade piene: 100 km per andare a Vienna per i mercatini di Natale e uno non capisce come mai l'industria è in crisi, ma le piste da sci sono piene, non c'è un ristorante al venerdì sera dove trovi posto, i viaggi (il mio collega Benin me ne dà conferma stamattina) sono in ripresa, sono in moderato ottimismo, sono superiori al dicembre 2007, i dati iniziali di gennaio 2009 sono superiori ai primi dieci giorni di gennaio 2008. C'è una crisi che colpisce i beni durevoli, case e auto, con sistemi che mettono in crisi migliaia di aziende e milioni di dipendenti, ma c'è poi tutto un altro effetto, a causa della riduzione dei costi e delle tariffe, che mette in condizioni... e faccio l'esempio di un dipendente che aveva 1.150 euro nel dicembre 2007 e oggi ha più soldi in busta paga, perché gli è aumentato lo stipendio, ma ha meno costi per il gasolio e il riscaldamento, perché costa meno di un anno fa, e quindi ha 200 euro in più per potersi permettere una giornata di sci piuttosto che un ristorante, che magari lo scorso anno non si poteva permettere. Questa è una crisi strana e schizofrenica, per cui si mettono in cassa integrazione le persone delle grandi industrie, ma i ristoranti, i commerci e le vacanze di Natale sono andate bene come non mai. Ieri parlavo con il direttore generale di Euronics in Italia: mi diceva che loro a dicembre, non avendo assunto precari per le feste di Natale, hanno lavorato il doppio e speso la metà e hanno fatturato importi mai visti in dieci anni su beni che non sono né la casa né l'auto.

Quindi auspicando che il 2009 non solo per questo intervento, ma per un rinnovato realismo, perché ogni crisi finisce, possa essere per i nostri cittadini migliore, certamente questi provvedimenti permetteranno alle aziende valdostane di guardare con maggiore serenità, attraverso l'opportunità di sospendere le rate di Finaosta dei mutui agevolati della Regione sia per i cittadini che per le imprese, e costituiscono un piccolo ma grande contributo di fiducia che abbiamo condiviso e speriamo che si possa fare senza troppa demagogia e senza troppi teatrini della politica.

Président - La parole au Conseiller La Torre.

La Torre (FA) - Innanzitutto un apprezzamento alla puntuale relazione del collega Caveri.

Ritengo che la legge 19 sia un atto molto importante per due motivi. Innanzitutto perché è una concreta risposta amministrativa, ma soprattutto perché è una dimostrazione della volontà della politica di ritrovare il suo ruolo, un ruolo che deve essere in sintonia con i problemi reali del paese. Quindi, dimostrare con consapevolezza che la politica è utile al paese in tutte quelle che sono le sue funzioni, sia di indirizzo che di controllo e di mediazione anche dei fenomeni sociali ed economici che attraversano il paese.

Questa è una crisi che ci insegna molto e che apre anche una fase nuova, sia per l'economia mondiale, sia per la politica mondiale e anche nazionale e locale. Una crisi che deriva da una visione di globalizzazione che, consentitemi, ha visto e ha letto l'economia in un modo esagerato, distorto, creando questo famoso termine di economia virtuale, cosa che prima non esisteva. Ma cos'è l'economia virtuale?

L'economia virtuale - qui forse non sono in perfetta sintonia con il collega Lattanzi - è quell'economia che viene creata da quelli che producono centinaia di milioni di euro di utili non facendo nulla, e l'economia di queste persone non è l'economia di un paese sano, cioè l'economia sana di quegli imprenditori che invece modestamente producono con il loro lavoro giorno per giorno modesti utili, che gli permettono di fare piccoli investimenti ma che sono la solidità di un paese.

Quindi era questa la distorsione, data da questa economia virtuale che ha generato con questo fenomeno di moltiplicazione questo genere di problema. Ma questo è un genere di problema di cui avevamo avuto anche le avvisaglie. Ci dimentichiamo forse del caso Fazio, questione citata anche dal collega Caveri: era un fenomeno emblematico quello, come chi doveva controllare in realtà non lo faceva. E i furbetti del quartierino: ci siamo già dimenticati di tutti i furbetti del quartierino che avevano capito perfettamente quello che stava accadendo all'economia e come si potevano fare i soldi. Era molto semplice: bastava creare questa deviazione all'interno del sistema e si moltiplicava tutto all'inverosimile.

Tutto questo deriva dal fatto che dobbiamo prendere atto che due parole, forse desuete ma su cui occorre riflettere, che sono etica e senso del dovere, sono due parole che devono essere riportate al centro del dibattito e del confronto politico. Ed è da qui che mi viene questa affermazione, cioè che dove manca il controllo della politica vengono le deviazioni del sistema, ed è sbagliato dare una lettura della politica che essa stessa genera le deviazioni del sistema. La politica non dovrebbe generare deviazioni del sistema: è evidente che poi è influenzata da queste deviazioni, ma è fondamentale il ruolo della politica. Ecco che leggi come la 19 dimostrano come la politica, se è buona politica, influenza al positivo le condizioni del benessere di una collettività.

Ecco che allora diventa importante ragionare su queste cose, perché le deviazioni del sistema bancario sono deviazioni che sono state incredibili rispetto all'impatto sui cittadini, perché si può dire che la crisi sembra effimera per i risultati che vediamo sulle autostrade o nei ristoranti, ma in realtà la crisi ha bruciato migliaia di miliardi che erano soldi dei cittadini italiani, con un attentato pesantissimo al benessere dei cittadini, e tutto questo generato anche da una mancanza di controllo sul sistema bancario e quindi di un ruolo che è venuto meno da parte dell'azione politica.

Ecco perché dobbiamo credere in una nuova fase della politica, che debba partire da delle riforme istituzionali molto profonde, ecco perché non occorre in questo momento al paese una politica del conflitto, ma al contrario. Mi auguro invece che oggi al Parlamento il dibattito sul decreto anticrisi si possa svolgere in un clima positivo, perché occorre agire e reagire in tutt'altro modo, cioè con ottimismo e fiducia, perché le crisi si devono e si possono superare, ma diventa fondamentale in questo momento la difesa delle istituzioni, che si assumono le loro responsabilità, così come stiamo facendo noi con questo atto, e qui bisogna dare riconoscimento anche a tutte le forze politiche del Consiglio che percepiscono in questa regione, forse qui è più facile perché il collegamento fra di noi anche a livello personale è più semplice anche nel dialogare, ma qui c'è questa percezione. Ma questa percezione, che si trasforma oggi in una legge fondamentale, dovrebbe esserci anche a livello nazionale fra tutte le forze politiche. Oggi dobbiamo dare un nuovo senso e un nuovo corso alla politica, che si riappropria del proprio ruolo e scarica con serenità tutte quelle deviazioni e quelle malversazioni che sono il frutto di questa crisi.

Ci sono dei percorsi politici che hanno avuto inizio, come il federalismo fiscale: certamente anche questo è un tema delicatissimo. Uno dei primi atti che ha preceduto il federalismo fiscale è l'aver tolto l'ICI ai Comuni, ma questa azione avrà degli effetti che si protrarranno nel tempo e di cui ancora forse non abbiamo ben compreso le conseguenze che ci potranno essere e su cui occorrerebbe che la politica, che vuole essere una politica sincronizzata con il paese reale, approfondisse maggiormente. In Valle d'Aosta però riconosciamoci, perché il merito è di tutti, che questa attenzione nei confronti degli Enti locali, ai ruoli dei Comuni, alla importanza del Comune come entità più vicina ai bisogni dei cittadini, c'è stata ed è riconosciuta all'interno della legge 19. Quindi non solo difendere le istituzioni ma dare anche certezze ai cittadini, perché i cittadini hanno bisogno del nostro ottimismo, ma anche di azioni concrete. Ecco che allora la legge di oggi per qualche verso dà delle risposte ed è un atto molto importante.

Cosa possiamo fare anche per contribuire a quello che è un percorso nazionale verso un federalismo fiscale e quindi verso delle risposte che possono andare oltre al nostro compito regionale? Ma io credo che tutte le forze che si richiamano al federalismo dovrebbero trovare il modo di unirsi all'interno del Parlamento, al di là di quelli che possono essere gli schieramenti di destra e di sinistra, perché occorre uscire da questa impasse politico-economica in tempi brevi ed è solo così che possiamo dimostrare di non avere paura delle evoluzioni di questa crisi, e posso condividere le previsioni di superamento graduale di questa crisi, ma che comunque ha degli influssi: le borse ad oggi stanno perdendo denaro. Ma dobbiamo tornare anche come politica a svolgere quelle azioni di controllo sul mercato e cito un esempio per tutti. Quando parli con le persone più semplici, queste lo percepiscono e io stesso lo percepisco, ma non me lo so spiegare: ma se il petrolio è a 140 dollari al barile e la benzina costa una cifra, come fa quando scende a 38 dollari al barile continuare a costare delle cifre non proporzionate alla discesa degli aumenti? Come lo si spiega questo alle persone? Vuol dire che le lobby economiche ancora esistono e forse sarebbe meglio anche in Italia, come hanno fatto in altri paesi, avere il coraggio di legalizzare queste lobby: che almeno queste lobby si riconoscessero. In questo modo si capirebbe chi spinge per un interesse e chi spinge per un altro interesse, e in questo ci sarebbe un ulteriore passo avanti della politica che permetterebbe di avere più chiarezza, perché c'è troppa confusione e sovrapposizione di ruoli. Non si può pensare che le manovre economiche alla fine poi debbano essere sempre pagate dai cittadini!

Allora il vero passaggio successivo, perché questa legge in Valle d'Aosta ha un impatto importante, sarà andare avanti da questa legge, preoccuparsi non solo di come ammortizzare le conseguenze della crisi, ma addirittura come immaginare di difendere la ricchezza dei nostri cittadini, perché il vero problema sarà la difesa della ricchezza restante dei cittadini. Qui ognuno di noi che vive e progetta la sua vita in questa regione ha delle aspirazioni: ecco che dobbiamo creare questi presupposti all'interno della nostra regione per dare anche queste garanzie di benessere. A questo riguardo non posso che ribadire il nostro sostegno forte e convinto al modello valdostano, che - tanto vituperato in passato - dimostra come la Regione, con la sua presenza anche abbastanza capillare, possa essere strumento di regolazione ma anche di prosperità rispetto a un progetto dei valdostani di benessere, se l'azione della Regione entra e si mantiene in quelle due parole che dicevamo prima: etica e senso del dovere.

Il vero problema non è il fatto che il modello valdostano sia incombente sulla Valle d'Aosta, ma è come noi gestiamo questo modello. Indiscutibilmente, a mio avviso, il modello valdostano è un modello positivo e noi, muovendoci in questa direzione - e lo stiamo dimostrando - con una legge che in tempi velocissimi e nei contenuti (oltre 70 milioni di euro) fa vedere come siamo ancora in grado di reagire e che la politica valdostana è sulla giusta strada. Dobbiamo fra di noi sviluppare questo concetto, dobbiamo confrontarci: in questa occasione lo abbiamo fatto, abbiamo raggiunto un risultato con soddisfazione di tutti - mi sembra di intenderlo dagli interventi - seppure con punti di vista diversi, ma questo è il risultato che dimostra che la politica esiste e ha un senso, dimostra che si può fare buona amministrazione e anche che il Consiglio regionale della Valle d'Aosta, quando ha volontà, ha capacità e ha persone che sono in grado di produrre dei buoni risultati e delle leggi come questa, che sicuramente in questo momento delicato della nostra economia, potranno dare un aiuto concreto ai valdostani.

Président - La parole au Conseiller Louvin.

Louvin (VdAV-R) - Rassicuro i colleghi che per incompetenza e inadeguatezza personale non volerò in alto come altri hanno potuto fare sul terreno della finanza internazionale e dei suoi effetti. Cerchiamo, come Vallée d'Aoste Vive-Renouveau, semplicemente di portare qui in Consiglio regionale, come è doveroso, un punto di vista nostro, di forza politica che ha dato fin dall'inizio la propria attenzione e la propria disponibilità, perché questo provvedimento giungesse in discussione nei tempi rapidi con i quali è approdato in Consiglio. Vorremmo comunque che le nostre valutazioni venissero percepite correttamente, come un aiuto a non farci prendere dalle suggestioni. Altri giustamente hanno voluto mettere in guardia da questo rischio di creare intorno a noi delle fobie o delle suggestioni di scenari particolari. Cerchiamo quindi di riportare sul terreno degli effetti reali, nei 3.000 kmq e nelle 125.000 unità di persone che rappresentiamo, gli effetti di questa vicenda, che ha ben altri punti di partenza sia sotto il profilo finanziario che economico.

Abbiamo avuto anche noi la percezione che intorno a questo tema della crisi ci fosse una eccessiva amplificazione, che i dati concreti dell'economia reale di questi ultimi giorni riconducono in determinati ambiti produttivi molto precisi, in particolare nel settore che dipende dal traino dell'industria automobilistica e nel settore manifatturiero. Ma paradossalmente nel momento della crisi altri stanno beneficiando oggettivamente non degli effetti della crisi, ma di una situazione complessivamente più florida non degli ultimi mesi, ma addirittura degli anni precedenti. Quindi questa situazione di crisi non globale rispetto alla Valle d'Aosta, ma settoriale, ci porta a cercare di ricondurre in quell'alveo la necessarietà degli interventi e a non investire questo disegno di legge di una valenza per così dire taumaturgica o di soluzione generale dei problemi.

Ne individuiamo dei momenti oggettivamente necessari, analogamente a quanto hanno fatto, come si è detto, le altre Regioni. Sembra quasi un meccanismo fotocopia l'essere intervenuti sulle problematiche della liquidità finanziaria delle imprese attraverso i Confidi: chi prende le tabelle di raffronto delle risposte che hanno dato le varie Regioni, trova grandi similitudini, trova poche punte di eccellenza in alcune Regioni che già hanno delineato una risposta più articolata rispetto ai problemi, uscendo dal quadro generico e generalizzato.

Noi siamo in questa fase in presenza di un provvedimento che ha ancora tutti i caratteri della generalità e anche qualche fragilità che andrà sicuramente corretta ed integrata nei prossimi mesi, perché vorremmo che non fosse questa crisi un pretesto per allargare oltre misura l'intervento pubblico sull'economia regionale. Qui si è parlato di una disponibilità di 76 milioni di euro che vengono messi sul tavolo: se ragioniamo in termini virtuali questo è corretto. Dovremmo fare astrazione di una quota che ancora riguarda una seconda parte della manovra, quella sull'IRAP, ma se si ragiona in termini astratti di possibilità di attingere a questi interventi, sicuramente ci si avvicina a questa cifra.

Nella realtà sappiamo che questo non sarà, lo abbiamo sperimentato sulla nostra pelle perché l'intervento in particolare sui ratei dei mutui, parliamo dei mutui prima casa, parliamo dei mutui alberghieri, parliamo di tutti quei mutui che dalla legge 33/1973 in avanti, sono stati contratti sotto l'egida delle leggi regionali, perché se il cento percento dei mutuatari - e credo che anche qui fra di noi oltre che nella intera comunità valdostana siamo tantissimi ad avere beneficiato in un modo o nell'altro di mutui regionali - se tutti approfittassero di questa opportunità, raggiungeremmo queste soglie. Ma lo abbiamo vissuto nel momento della alluvione, quando questo tipo di misura fu adottata e abbiamo visto che il numero di coloro che ne hanno approfittato è stato molto limitato.

Vorrei ricordare ai colleghi - alcuni erano presenti quando è stato ascoltato il presidente di Finaosta - a proposito delle sofferenze nel settore mutui: ma questo non succedeva tanto tempo fa, parliamo di otto settimane fa circa, quando ci sono stati evidenziati dei momenti di sofferenza limitatissimi. È vero, parliamo del "pre-crisi", ma oggettivamente molto più limitati di quanto fosse la nostra stessa percezione. Siamo quindi in presenza di una disponibilità virtuale molto grande. Annunciamo alla comunità una manovra di 76 milioni di euro che a conti fatti difficilmente supererà il quarto di questa cifra, forse potrà avvicinarsi al terzo, ma non andrà oltre. Questa è una nostra previsione che ci riserviamo assieme a voi tutti di controllare fra un anno, quando i due ratei di mutui di cui parliamo saranno scaduti, ma siamo convinti di questo. E siamo convinti anche che sia eccessivo e sbagliato enfatizzare, come è stato fatto in queste settimane, la portata finanziaria di questa manovra. Ci sono delle disponibilità che mette l'Amministrazione regionale sul tavolo con questo provvedimento, che oggettivamente saranno di portata inferiore.

Come si è sviluppata la nostra reazione rispetto a questa situazione, che nello spazio di poche settimane ha cambiato gli scenari della nostra vita economica, creando apprensioni, tensioni, preoccupazioni, aggravando in qualche momento le problematiche dell'occupazione? Come sempre succede nei momenti di crisi, si accentra da parte del governo centrale, c'è ripresa oggettiva di controllo su molti ambiti che in tempi normali sarebbero più di competenza delle amministrazioni regionali, e questo decreto 185 che si sta discutendo in Parlamento dà il senso di una ripresa da parte dello Stato del controllo anche su settori come l'assistenza sociale, la sanità, che dovrebbero essere ampiamente regionalizzati, e c'è un momento di accentramento di nuovo anche da parte della Regione sugli Enti locali in questo caso e di centralità del governo regionale sullo stesso Consiglio.

Abbiamo seguito puntualmente, abbiamo attentamente e in modo partecipe condiviso le valutazioni che si potevano fare in seno alle commissioni, non abbiamo concertato, collega Caveri. Siccome il termine è stato utilizzato dal relatore, non abbiamo concertato perché non si può concertare in tempi così ristretti e soprattutto non si può concertare senza mettersi attorno a un tavolo con gli altri soggetti imprenditori, parti sociali, terzo settore, eccetera, che hanno avuto tutti una interlocuzione diretta ed esclusiva con il governo regionale. È un modo di procedere che ha portato il governo regionale a non aprire una fase di discussione, che a nostro modo di vedere sarebbe stata possibile attraverso strumenti di vera e propria concertazione, e ce n'è uno fra gli altri che non vede noi come opposizione al tavolo, ma vede tutte le parti sociali insieme e si chiama patto per lo sviluppo. È stato creato questo tavolo di lavoro negli anni scorsi e su di esso molto hanno investito le parti sociali in particolare, ma non è stata una leva utilizzata. È stata utilizzata una leva che fa sì che il governo regionale si collochi al centro della discussione con ogni singolo soggetto, porti nello spazio di pochi giorni, poco meno di una settimana perché data del 7 gennaio la presentazione di questo disegno di legge e anche con il nostro voto favorevole è oggi in discussione e ci teniamo a sottolinearlo, ma tutto questo non nei termini di una concertazione che penso avrebbe portato a migliorare e affinare questo disegno di legge, perché si presenta in buona misura questa proposta del governo regionale nei termini di un collage di iniziative, alcune delle quali già lanciate addirittura un anno fa. La questione delle bollette energetiche è la continuazione di una pratica inevasa, lo abbiamo visto stamani sentendo anche la risposta all'interpellanza posta dal collega Bertin e la troviamo impropriamente fra le misure anticrisi, perché o i colleghi della Stella Alpina erano stati talmente profetici un anno fa nel mettersi alla testa di questa iniziativa, da immaginare che ci sarebbe stata una crisi e di giocare d'anticipo, sapendo che il ritardo dell'amministrazione avrebbe portato dieci mesi in modo tale da portare a compimento questo nell'apice della crisi, oppure noi rischiamo di far pensare alla comunità valdostana che questo è un provvedimento anticrisi. Ma non lo è. È una collocazione impropria, stiamo dicendo che questo dovrebbe diventare un elemento strutturale e continuativo della nostra politica, non una manovra di congiuntura, legata solo a questo momento. Mi consentiranno i colleghi della Stella Alpina questo passaggio, che non ha nulla di polemico, solo per ricordare che questa non è manovra congiunturale.

Altri elementi della manovra li abbiamo più che condivisi, li abbiamo messi sul tavolo noi stessi nelle settimane scorse, al momento della discussione del bilancio, non ne rivendichiamo paternità particolari, ma guarda caso nello stesso ammontare e precisamente su quello stesso terreno che è la sofferenza di molti nuclei familiari in termini di spesa per gli oneri del riscaldamento siamo perfettamente in linea con il governo regionale. Di questo non ci lamentiamo, non soffriamo di vedere identità di vedute, ma per altri aspetti vorremmo che ci fosse il riconoscimento a ciascuno dei suoi meriti, dei meriti della Confindustria ad esempio di avere identificato degli obiettivi che sono stati accolti in modo totale da parte del disegno di legge regionale.

Abbiamo avuto in questo un taglio che è esplicitato nella stessa relazione introduttiva del provvedimento, che dà conto di uno sguardo di un certo tipo. Su questo, Presidente Rollandin, le vorremmo dire che se tracciamo una volta di più il parallelo con i nostri colleghi della Provincia di Trento, con cui spesso ci misuriamo per affinità di situazioni, troviamo un approccio diverso, troviamo da parte della giunta Dellai un modo di procedere diverso. Già alla fine di novembre nella Provincia di Trento erano approfonditi e perfettamente delineati gli scenari di risposta tanto strutturali, cioè definitivi rispetto alla trasformazione in atto, quanto congiunturali. È un documento che alcuni colleghi hanno avuto possibilità di vedere, si tratta di oltre venti pagine di analisi che ritengo molto vicine alla nostra realtà, perché partono dal dato comune che, lì come qui la crisi, ha un impatto diverso e in una certa misura minore, perché lo scudo della spesa pubblica regionale (là provinciale) è più forte rispetto al resto del paese.

Per queste ragioni avremmo preferito, ma non credo che ci possa essere imputato come peccato capitale il fatto di avere una sensibilità diversa e di non volerci a tutti i costi unire a un giudizio totalmente omologato e positivo. Noi riteniamo necessario e doveroso questo provvedimento: è rapido, lo riteniamo non ancora selettivo, perché fra tante cose anche discutibili che sono state dette dal collega Lattanzi, ce n'è una, cinica ma vera, che va richiamata ed è che dalle crisi si esce sempre diversi e che le crisi operano purtroppo in senso selettivo per le imprese, per il commercio e l'artigianato, e lasciano sul terreno alcune ruote deboli. Bisogna aiutare chi rappresenta oggi queste realtà deboli, chi nel piccolo commercio, chi nella piccola attività artigiana ha potuto per venti o trent'anni operare e oggi si trova nella condizione di non poterlo più fare, e quindi aiutarlo - cosa che non avviene ancora e noi crediamo che sia questo parte del passaggio successivo - a chiudere in modo decoroso le sue attività e soprattutto dobbiamo individuare da adesso le attività su cui puntare per il prossimo futuro.

Non scomodiamo Obama, ma vediamo come in alcune realtà ci sia già chiara l'idea di cosa sarà l'economia del dopo, perché anche per noi ci sarà un dopo. Come è stato detto bene da chi studia l'economia della valle, mi riferisco a una intervista del dr. Lévêque di qualche giorno fa, gli effetti della crisi reale sulla Valle d'Aosta saranno ritardati. Abbiamo quindi davanti a noi ancora alcuni mesi per mettere a punto queste misure, ma lo dobbiamo fare e dobbiamo uscire dalla non scelta nella quale ci troviamo. Oggi diamo un aiuto generalizzato, lo diamo alla famiglia del professionista o dell'imprenditore abbiente con un mutuo in corso, come lo diamo a chi ne ha un effettivo, estremo, urgente bisogno. Dovremo operare in modo più selettivo. Questo tipo di selettività e di progressività anche dell'aiuto avremmo voluto vederlo anche già delineato nella parte relativa alle esenzioni fiscali e tariffarie. L'indicazione che è venuta nel disegno di legge è una indicazione una tantum, con 300 euro per nucleo familiare. I nuclei familiari non sono tutti nella stessa situazione, numericamente altimetricamente, perché c'è chi ha una necessità di riscaldamento molto elevata e chi non ce l'ha.

Mi rendo conto che è difficile, che i tempi non lo hanno consentito, ma bisogna andare in questa direzione graduando le possibilità di intervento, per evitare che si generino delle attese.

Abbiamo il timore, lo diciamo con chiarezza, che nascano troppe attese. Il parallelo con la social card mi pare molto calzante: un provvedimento a cui molte famiglie in difficoltà hanno guardato come a un'ancora di salvezza o come a un piccolo integratore ma sostanziale, che poi non riesce ad arrivare. Siamo contenti che almeno sia stata capita la strettoia nella quale ci si trovava, collegando questo tipo di intervento direttamente a un minimo vitale troppo basso. Avremmo gradito poter disegnare insieme questo scenario diverso, alzare insieme questa soglia, perché molte famiglie anche non rientranti formalmente nella fascia di povertà, oggi sono in reale sofferenza.

Non mi dilungo ulteriormente, forse i colleghi interverranno più tardi nel corso dell'esame del provvedimento, ma ci diamo a questo punto un appuntamento ulteriore rispetto a questi provvedimenti, un appuntamento a consuntivo, alla valutazione degli impatti che potrà avere e che noi ci auguriamo possano essere satisfattivi per chi ne ha realmente bisogno, ma già sappiamo che non potranno colpire nel segno in tutti i modi. Non sappiamo cosa succederà nelle prossime settimane, ma l'augurio è che anche la Giunta apra la possibilità di collaborazione, come aveva annunciato all'inizio di legislatura, anche a chi opera in questo Consiglio, perché il suo concorso di idee e di suggerimenti può essere, se non sempre condotto nei termini dell'urgenza, di una qualche utilità.

Président - La parole au Conseiller Rigo.

Rigo (PD) - Grazie, Presidente. Provo anche io a dare un piccolo contributo su un provvedimento atteso. Prima di tutto vorrei condividere alcune delle interessanti considerazioni svolte dal relatore, collega Caveri.

La prima: la crisi non è fittizia ma reale e gli effetti negativi si coglieranno nella loro drammaticità più avanti, come ha ricordato prima il collega Louvin, in particolare per quanto riguarda i livelli occupazionali e io aggiungerei il domani di chi oggi ha appena terminato gli studi.

Il secondo è la necessità di intervenire con urgenza e tempestività con provvedimenti di immediato impatto sociale, senza però dimenticare che dobbiamo lavorare guardando al futuro. Ha detto bene il relatore: interesse dell'assemblea consiliare, mi sembra che abbia usato questa frase. Durante la discussione sul bilancio 2009 sono state infatti evidenziate le preoccupazioni di questa assemblea rispetto alla crisi: bene ha fatto quindi il governo regionale ad intervenire preparando, e non credo sia stato facile, il disegno di legge recependo così gli interessi e la preoccupazione del Consiglio regionale; lo ha anche ricordato il collega Louvin.

Terzo: il coordinamento e la sussidiarietà, perché dalla crisi si può uscire se le riforme strutturali necessarie sono frutto di sinergie. Questo vale per le politiche di impatto europeo, ma il coordinamento e la sussidiarietà devono valere anche per le politiche delle nostre comunità montane. Il momento è difficile per l'economia mondiale, dobbiamo a tutti i livelli, europei, nazionali, regionali, e in tutti i settori trasformare o cercare di trasformare la crisi in una occasione per modificare nel profondo anche il nostro modo di vivere, la nostra economia, per rendere più sobri e lungimiranti i nostri stili di vita. In questo senso ha una forte valenza politica l'esortazione che il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ha voluto lanciare nel tradizionale discorso di fine anno. Un discorso coraggioso, lui lo ha detto.

E in questa direzione quattro considerazioni. La prima è che siamo stati investiti da una sconvolgente crisi finanziaria scoppiata negli Stati Uniti, una crisi determinata da un sistema economico poco sobrio e poco lungimirante, perché fondato sul parossismo dei consumi; consumare sempre di più al di là delle nostre possibilità economiche, al di là delle possibilità ecologiche del pianete. I risultati di questo consumismo parossistico sono insostenibili sia in termini sociali di disuguaglianza senza precedenti (la forbice che si sta allargando sempre più, il dissesto del sistema finanziario), sia in termini ecologici, perché mai come negli ultimi anni sono stati sperperati tanti capitali della natura (riprendo la frase di un giornalista scientifico che ho letto in questi giorni).

La seconda considerazione è che un altro modello economico è possibile, dobbiamo rinnovare l'economia fondandola su nuovi basi, su nuovi stili di vita, più sobri; Enrico Berlinguer avrebbe detto più austeri e lungimiranti. Abbiate pazienza ma voglio leggere solo una frase dell'intervento dell'allora segretario del PCI a Roma al teatro Eliseo, nel gennaio 1977, al celebre convegno sul tema "L'intervento della cultura per un progetto di rinnovamento della società italiana"...

(interruzione del Consigliere Lattanzi, fuori microfono)

...non ho sentito, forse era una cosa interessante e importante...

Cito: "Per noi l'austerità è il mezzo per porre le basi del superamento di un sistema che è entrato in una crisi strutturale e di fondo, non congiunturale, di quei sistemi i cui caratteri distintivi sono lo spreco e lo sperpero, l'esaltazione dell'individualismo più sfrenato, del consumismo più dissennato". Non si trattava allora e non si tratta oggi di una esortazione astratta, ma di una concreta indicazione. Il risparmio, che è uno degli effetti della sobrietà, è l'opzione migliore per cambiare il modello energetico e prevenire i cambiamenti del clima globale. Non a caso risparmiare energia anche abbattendo i consumi del 20 percento entro il 2020 - ne abbiamo parlato lo scorso Consiglio - è una delle tre leve, 20-20-20, individuate dall'UE sia per rinnovare l'economia sia per contrastare i cambiamenti climatici. Così come le nostre abitudini di consumo, gli stili di vita e le consuetudini sociali che ci caratterizzano, avranno un ruolo determinante, cari colleghi, sulla qualità della nostra vecchiaia. Politiche coerenti e coordinate quindi nell'ottica della prevenzione delle malattie e della promozione della salute, anche in funzione delle nostre risorse finanziarie per il welfare del domani. Quindi promozione della salute: dal produrre e favorire il consumo di cibi sani, al contrastare l'uso di tabacco o altro, al promuovere politiche per combattere l'inquinamento atmosferico industriale, al favorire stili di vita e di lavoro che contemplino la riduzione dello stress e una maggiore attività fisica. Abbiamo a disposizione previsioni e dati certi piuttosto allarmanti, che ci danno la possibilità di capire come saremo fra quarant'anni. Non possiamo permetterci di sprecare tempo prezioso, ma dobbiamo cercare di stimolare ed attuare delle politiche mirate da subito per poter vedere i primi risultati nella prossima generazione, quella dei nostri figli.

La terza considerazione è di un nuovo modello più sobrio e anche più lungimirante e più innovatore, sia perché ci impone di passare da una cultura arretrata fondata sullo sviluppo dei beni di consumo individuali a una cultura evoluta, fondata sullo sviluppo dei beni comuni, locali e globali, sia perché richiede - anzi lo impone, lo abbiamo visto stamani in una interpellanza e lo ha ricordato il relatore parlando di nuove tecnologie - di cogliere le opportunità offerte dalle tecnologie più avanzate. Queste opportunità non si colgono per caso e senza uno sforzo anche indotto, occorre imparare con fatica a cogliere investendo nella ricerca e nella innovazione anche a livello regionale.

La quarta: facciamo della crisi una occasione per crescere insieme, aumentiamo gli investimenti umani e finanziari in ricerca e formazione, formazione in settori nuovi. Qui penso ai grandi progetti che interesseranno la nostra regione, quali il campus universitario, l'area megalitica, il nuovo ospedale, l'aeroporto, lo sviluppo turistico: su questo dovremmo confrontarci, perché il nuovo piano di politica del lavoro sia occasione di investimento in conoscenza, in particolare per i giovani. Ecco quindi il legame a cui ci costringe questa crisi, a renderlo più forte fra scuola, formazione e lavoro. In questi anni si è andata rafforzando la necessità di definire un vero e proprio sistema integrato fra tutte le diverse opportunità di istruzione e formazione, soprattutto a carattere professionalizzante, superando l'attuale frammentazione e rigidità della offerta.

La crisi è grande, ma ne usciamo solo se tutti, a livello e responsabilità diverse, possiamo trasformarla in una occasione di cambiamento, non per tornare come eravamo; non basta far passare il brutto momento e non bastano provvedimenti urgenti ed immediati. Accanto ai necessari interventi capaci di rispondere alla prima fase della crisi, così come sono indicati nel disegno di legge in oggetto, occorre procedere con riforme strutturali - lo ha ricordato anche il relatore - e con una azione di ampio respiro, insomma uno sforzo comune delle forze politiche e delle parti sociali.

Oggi compiamo un primo passo, spero che il cammino non si interrompa qui. I provvedimenti presenti nel disegno di legge sono misure sufficienti ad arginare gli effetti della crisi? Non c'è dubbio che ad essere maggiormente colpiti sono e saranno i più deboli, i disoccupati, i precari, quelle famiglie, quelle numerose in particolare che ogni tanto ci ricordiamo che esistono, con bassi redditi ed alte spese di affitto, luce ed il vivere quotidiano, insomma chi in una scala sociale è in basso, e in questa direzione è indirizzata questa azione, la prima del governo regionale. Il disegno di legge però non chiarisce bene le aree sociali interessate dalla manovra e questo non è secondario. La nuova formulazione dell'articolo 6 è migliorativa e più coerente ed assegna questo compito alla Giunta regionale. Mi auguro che questo avvenga dopo un confronto, perché in questo campo le diverse voci possono solo rafforzare la manovra che oggi siamo chiamati ad approvare. E in questa direzione abbiamo presentato anche delle nostre proposte. Grazie.

Président - La parole au Conseiller Prola.

Prola (UV) - Merci, M. le Président. Al contrario del collega Louvin, io non ho chiaro quale sarà l'economia del futuro, credo che tutti ci stiamo chiedendo quello che sarà il 2009. Ma, a differenza del passato, credo che nessuno abbia le carte in regola per formulare una previsione attendibile. Non sappiamo se ci sarà un collasso dell'economia, non sappiamo se la crisi durerà un anno, due o tre, ma come ha detto il collega Lattanzi sappiamo che prima o poi finirà. Non sappiamo se il prezzo del petrolio salirà o scenderà (in questo momento è in calo), non sappiamo se ci sarà inflazione o deflazione, se le borse si risolleveranno, se l'euro si rafforzerà o si indebolirà. Non sappiamo nulla perché la stragrande maggioranza degli esperti e delle grandi istituzioni internazionali non hanno saputo prevedere quasi nulla di ciò che è successo negli ultimi diciotto mesi. Ci troviamo sicuramente di fronte a una recessione, stagnazione, come la vogliamo chiamare, a una crisi finanziaria severa, a una profonda crisi bancaria nelle economie avanzate e le risposte che danno gli Stati e i governi si vedono: sono una ondata di nazionalizzazioni e di salvataggi pubblici che si sta diffondendo nel mondo, nel tentativo di contenere la crisi.

Di fronte a questo scenario di situazione confusa, bene ha fatto il nostro governo regionale ad intervenire sicuramente con rapidità, sicuramente con ampiezza e concretezza. Condivido e condividiamo i tempi di intervento. Forse sarà favorito dai piccoli numeri, ma condivido anche le modalità con cui ha agito il nostro governo regionale, coinvolgendo tutti gli attori del sistema: rappresentanti del credito, parti sociali, operatori economici. E condivido infine le prime sostanziali misure di intervento.

A livello pratico stiamo assistendo sempre più ad un allungamento dei tempi di pagamento, che si ripercuote su tutto l'indotto caratterizzato di norma dalle piccole e medie imprese. In questa situazione le grandi imprese strutturate, che hanno la forza di ottenere credito, riescono a superare il momento di difficoltà, mentre le imprese più deboli rischiano il tracollo finanziario. Inoltre la progressiva applicazione di Basilea 2 non sta certo aiutando le imprese. Basilea 2 prevede in un periodo di difficoltà economica e di maggior rischio per il credito, di stringere le maglie del credito con valutazioni più selettive, a discapito delle imprese meno virtuose. Ricordo che il nostro tessuto economico è composto principalmente da piccole e medie imprese nei comparti dell'artigianato, del commercio e dell'agricoltura, quindi gli interventi previsti per i consorzi e le garanzie fidi sulle sospensioni dei ratei di mutui regionali agevolati e previsti dalle leggi regionali, l'ipotizzato e confermato dall'Assessore intervento per la riduzione dell'IRAP, l'ampliamento delle garanzie fideiussorie, permettono di immettere liquidità nel sistema, quindi la risposta è fondamentalmente corretta e consente di spezzare il circolo vizioso fra crisi finanziaria e crisi dell'economia reale. Quindi è un piccolo intervento, come diceva il collega Lattanzi, ma è un intervento importante. La stessa cosa anche per gli interventi previsti per sostenere le famiglie meno abbienti: bonus sul riscaldamento, gli sconti sulla energia elettrica, l'esenzione delle tasse e delle tariffe per i servizi pubblici erogati dagli enti locali, e il sostegno della previdenza complementare, hanno un carattere fortemente positivo e volto a riequilibrare delle situazioni estremamente difficili.

In conclusione queste misure vanno per il momento nella direzione giusta, e sottolineo per il momento, visto che come si è detto in premessa non conosciamo esattamente i contorni e i confini di una situazione che sarà da monitorare costantemente con la dovuta attenzione. Ripeto le parole di Louvin: sono interventi necessari e rapidi, pertanto condividiamo l'intervento del governo regionale e il disegno di legge.

Président - La parole au Conseiller Comé.

Comé (SA-UdC-VdA) - Grazie, Presidente. Cari colleghi, siamo chiamati a dare il nostro voto al disegno di legge in oggetto che riguarda le misure straordinarie ed urgenti proposte dalla Giunta regionale, per contribuire a fronteggiare l'attuale crisi economica e in modo particolare per sostenere le famiglie e le imprese valdostane.

L'attuale congiuntura estremamente negativa, originatasi negli Stati Uniti, ha avuto immediate ripercussioni in tutto il globo negli ultimi mesi del 2008. I fattori scatenanti - oggi abbiamo avuto da parte del collega Lattanzi un lungo intervento su questa questione - sono stati gli alti prezzi delle materie prime, l'elevata inflazione mondiale, la stretta creditizia generalizzata ed il vento di sfiducia che ha scosso dalle fondamenta tutti i mercati borsistici. Non si può però non sottolineare come la recessione sia stata anche il frutto di un affarismo selvaggio e senza regole, che ha fatto dimenticare ad operatori e governi le norme fondamentali dell'etica applicata agli affari. L'etica del capitalismo, che aveva funzionato per decenni, è degenerata in questi anni anche per il cinismo mostrato da una economia sempre più slegata dalla produzione.

Globalizzazione in assenza di regole condivise a tutela dei più deboli, la deregulation ha portato a tali eccessi speculativi da scatenare l'attuale crisi finanziaria, quando è risultato evidente e in modo incontrovertibile che la ricchezza non poggiava ormai più sul solido fondamento del lavoro, ma sul fumo delle spirali speculative. Anche Sua Santità Benedetto XVI, incontrando il corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede in occasione dei tradizionali auguri per il nuovo anno, ha sottolineato questo aspetto evidenziando come la recessione economica attuale non sia solo finanziaria, economica e tecnica, ma si estenda alla più vasta area dei codici etici e della condotta morale individuale e collettiva. Concludendo il suo discorso, il Papa ha affermato con forza che è necessario tornare a una economia sana, fondata sul rispetto della dignità e della persona umana e dei codici morali, per contrastare in modo efficace l'onda di crescente difficoltà che rischia progressivamente di travolgere persone, famiglie ed interi ceti sociali anche nei paesi più ricchi.

Abbiamo in questi ultimi mesi assistito all'annuncio di strategie antirecessive da parte di tutti i maggiori stati del mondo, Stati Uniti, Unione Europea, Russia, Cina, Giappone, e proprio in questi giorni l'Italia, con misure tese a fronteggiare la crisi mediante la protezione del risparmio individuale dei cittadini. Al di là di questo appare oggi più che mai necessario creare misure concrete di riequilibrio, che sappiamo dare risposte significative e tangibili alle famiglie ma anche in particolare alle piccole e medie imprese, per creare un vero rilancio nella produzione e nei consumi.

Entrando in particolare ad analizzare alcune delle misure di sostegno all'economia previste nel disegno di legge, vorrei soffermarmi in particolare sugli interventi a favore della famiglia, vero e insostituibile nucleo fondamentale della società. L'articolo 6 del progetto di legge prevede l'erogazione di un bonus energia, spendibile per il riscaldamento dell'abitazione, pari a 300 euro a beneficio delle famiglie a basso reddito. La misura mi pare particolarmente valida perché riprende, adattandola alla concreta situazione attuale, il concetto di buona energia di cui si parla da tempo. Non siamo quindi in presenza di una elemosina da spalmare indifferenziatamente sulle spese dei cittadini più poveri, ma di un contributo concreto e finalizzato alla fruizione di un bene indispensabile in una regione come la Valle d'Aosta.

Ugualmente interessante, perché finalizzato a conferire concretezza al dettato costituzionale che lega il concorso alle spese pubbliche alla concreta disponibilità economica di ogni singolo contribuente, l'esenzione per il 2009 dal pagamento della TARSU e delle tariffe per il servizio idrico e per gli altri servizi erogati dai nostri enti locali, a vantaggio delle famiglie che versano in disagiate condizioni economiche. Tale misura prevista nell'articolo 7 del disegno di legge, si cumula a quella già citata all'articolo 6, con l'effetto di attribuire accettabile consistenza alle provvidenze disposte a favore di una parte non trascurabile della nostra collettività.

Ma con particolare soddisfazione voglio citare il prolungamento dell'intervento teso ad ottenere lo sconto del 30 percento della componente energia sulle tariffe elettriche pagate dagli utenti residenti in Valle d'Aosta. Questa misura è particolarmente cara al nostro movimento, che per primo l'ha voluta con forza ed è riuscito, caro collega Louvin, ad ottenere l'inserimento non solo con delle previsioni nell'assestamento dell'aprile dello scorso anno. Certo la volontà poi di prolungare anche per ulteriori anni e la stipula della convenzione hanno impedito la concreta applicazione di questo, di cui è stata fissata oggi la retroattività per il 2008 e l'estensione al 2009. Direi che questo potrebbe chiudere un capitolo su cui si è speculato polemicamente da parte di taluni che - oggi stesso ne abbiamo avuto la riprova - sapendo anche di mentire, ripetutamente hanno tentato di imbonire l'opinione pubblica, tacciando di promesse elettorali quella che è una realtà fissata da normative regionali di cui ogni famiglia potrà beneficiare.

Manca oggi in questo provvedimento - e non potrebbe essere altrimenti - un'altra misura che Stella Alpina a suo tempo aveva richiesto di inserire nel programma di legislatura della maggioranza, ed è l'introduzione in Valle d'Aosta del prestito d'onore alle famiglie, quella procedura di concessione di microcredito che potrà essere rimborsata anche mediante una attività di lavoro a beneficio della collettività. Tale provvedimento ha necessità di una progettazione, quindi non poteva venire ricompreso in una norma che ha il carattere della urgenza, ma gli studi su tale argomento già in fase di elaborazione mi fanno tuttavia confidare nel fatto che la concreta introduzione di tale ulteriore misura a sostegno della economia familiare valdostana non tarderà ad essere presentata in quest'aula ed approvata.

In chiusura di questo intervento mi preme infine sottolineare come nei momenti difficili di qualsiasi genere l'esecutivo regionale e la sua maggioranza hanno sempre saputo intervenire con tempestività e con un forte impegno finanziario, per rispondere alle necessità della popolazione valdostana. Basti in proposito riandare ai momenti drammatici dell'alluvione, che ha colpito la valle nel 2000: grazie all'aiuto solidale della cittadinanza si sono potuti fronteggiare efficacemente i momenti di emergenza, ma anche e soprattutto grazie all'intervento tempestivo e costante dell'Amministrazione regionale si sono in pochi anni superate le situazioni di criticità sorte in occasione di quel terribile evento. Anche oggi di fronte a una emergenza diversa, ma che rischia di essere non meno grave, la maggioranza politica scelta dalla popolazione valdostana ha saputo nuovamente intervenire con un atto importante e impegnativo, che riuscirà a creare le condizioni per il concreto sostegno alle fasce più deboli della popolazione e il ripristino della fiducia nelle istituzioni da parte dei nostri cittadini.

Président - La parole au Conseiller Donzel.

Donzel (PD) - Egregio Presidente, care colleghe e cari colleghi, ci sono degli argomenti che meritano qualcosa di più di una frettolosa analisi e mi pare che oggi questa cosa la si stia facendo in modo compiuto rispetto a questo provvedimento.

A me preme far emergere alcune considerazioni che ci toccano da vicino. Intanto che quello su cui ci confrontiamo oggi sono una serie di misure importanti per ridare luogo all'intervento della politica in economia, quindi non è un provvedimento comune o un provvedimento che fino a qualche tempo fa si poteva immaginare. La crisi che stiamo vivendo in campo economico è anche la crisi di una ideologia che ha dominato gli anni novanta e l'inizio del 2000, cioè quella delle possibilità infinite del libero mercato. Ora siamo di fronte invece alla evidenza che la politica può riconquistarsi un ruolo, può tornare a regolare, naturalmente non travolgendo il ruolo e lo spazio di libertà del singolo individuo, l'economia soprattutto quando questa da sola non è in grado di farlo e determina situazioni di forte impoverimento.

Vi lascio immaginare cosa accadrebbe se in valle non ci fosse la cassa integrazione e non ci fossero ammortizzatori sociali per le migliaia di operai della valle, che devono abbandonare il loro lavoro per tre mesi o anche di più. In Cina in alcuni casi c'è una migrazione dalle città verso le campagne, perché non si può rimanere vicino alla fabbrica, bisogna tornare nel paese di origine, quindi c'è uno spostamento che coinvolge centinaia di migliaia di persone. Quindi il provvedimento che stiamo facendo in un piccolo territorio, ha una importanza notevolissima anche dal punto di vista del ruolo che ha la politica.

È stato ricordato anche in quest'aula che ci sono tanti livelli: c'è un livello mondiale che ci ha fatto guardare da vicino agli Stati Uniti, c'è un livello europeo, c'è un livello nazionale e infine un livello regionale, che devo dire ha la sua importanza. Qui da noi l'intervento è significativo, è un intervento che non è solo questo dei 76 milioni di euro: vorrei ricordare che c'è stato un primissimo intervento di 3 milioni di euro che è stato il primo segnale, allora si era detto non è sufficiente, adesso arriva questo ulteriore intervento e sicuramente siamo in una direzione particolare.

Ma vorrei ricordare che altre Regioni stanno facendo questa cosa; ovviamente con le dovute proporzioni il nostro intervento è superiore, legato alle potenzialità maggiori economiche della Valle d'Aosta, ma per dire che non è un intervento estemporaneo di un territorio. Il Molise sta lavorando su una manovra di 350 milioni di euro, la Toscana su una manovra di 500 milioni di euro, l'Umbria 455 milioni di euro, il Piemonte 900 milioni di euro, la Sicilia 50 milioni di euro, la Calabria 40 milioni di euro, cioè in tutte le Regioni ci si sta attivando perché - lo dico con molta serenità, qualcuno lo veda poi come una questione magari polemica - sicuramente non tutti si muovono tempestivamente. Noi tutti stiamo aspettando le misure degli Stati Uniti, e parto da lontano, perché se quelle misure che si prenderanno là non avranno un effetto positivo, pagheremo a duro prezzo questa crisi.

Ha ragione Prola quando dice che non sappiamo pressoché nulla. È vero, l'economia e la politica non sono delle scienze esatte, ma proprio nulla nulla non è vero che non sappiamo. Sappiamo che non si producono più automobili negli Stati Uniti, allora l'automobile non è una cosa qualunque, è il prodotto base della economia occidentale, cioè produrre automobili vuol dire far funzionare il sistema economico occidentale. Non a caso, fra i provvedimenti principe che si vogliono fare negli Stati Uniti c'è quello di mettere nelle condizioni l'industria automobilistica di produrre nuove automobili, si spera più ecologiche e di tipo diverse dalle attuali, ma sicuramente ancora l'economia mondiale l'unica idea che ha è quella di continuare a produrre automobili. Su questa cosa è importante riflettere, perché ha delle ricadute dirette sulla valle, in quanto la nostra fabbrica produce valvole per motori e se non si fanno auto, le valvole per i motori non si possono vendere e si devono bloccare dei reparti.

Poi c'è l'Europa. Certamente l'importanza che si rimetta in moto l'economia europea è indispensabile per l'Italia. Non è più possibile oggi immaginare un paese europeo che ha una crescita isolata, senza che gli altri possano interloquire con lui, quindi è importante che tutta l'Europa si muova e così è importante che si muova l'Italia. Ma su questa cosa vorrei tornare con una breve precisazione.

Anche qui si è parlato di dialogo. A dire che il dialogo in Italia non funziona non è l'opposizione, lo dice il Presidente della Camera. Vorrei qui sostenere le ragioni della collega Fontana, nel senso che a dire che non c'è lo stesso dialogo che c'è in valle a livello nazionale lo dice la maggioranza stessa. Quindi siamo in una situazione di profonda diversità e su questo vorrei tornare al ragionamento su come siamo arrivati a questo percorso. Vorrei dire che questo dialogo non è partito nell'ultima settimana, per quanto ci riguarda, è partito durante la discussione del bilancio dove c'è stata una assunzione di responsabilità di fronte a richieste di impegni, quindi non ad una opposizione silente. Qualcuno ha deciso di stare zitto, qualcun altro ha deciso di parlare, ma si sono accettati gli impegni della maggioranza, non si è fatto dell'ostruzionismo e adesso vediamo in questo provvedimento il cammino che si è fatto da allora ad oggi. Quindi non è una improvvisazione dell'ultima ora, già allora si era sottolineata l'urgenza della riduzione dell'IRAP, quindi agire su interventi più strutturali e, dall'altra parte, sulle famiglie.

Spero che nel corso di questo dibattito che ci sarà oggi, ci sia la possibilità di fare un ragionamento che ampli il più possibile l'area delle famiglie che sono toccate da questo provvedimento, perché anche qui mi sono piaciute parecchio le vignette sul fatto "ma dov'è la crisi, è pieno di sciatori, i ristoranti sono pieni di persone che mangiano e bevono". Io dico: bellissimo questo, intanto è tornata una neve che non vedevo da quando ero ragazzino e questo è un effetto positivo, ma state attenti. L'economia non è una scienza esatta, ma il fatto che aumentino certi tipi di consumi va a detrimento di altri tipi di consumi, cioè non si comprano automobili, le famiglie non investono nell'auto nuova; hanno i soldi per andare a sciare o in crociera, ma non investono in una nuova casa, crollano gli acquisti di appartamenti e la costruzione di case nuove. Questa è una cosa che vediamo positivamente per il turismo, ma nella economia complessiva si è detto che questa non è una crisi che butta al ribasso completamente l'economia, è invece una crisi strisciante: allora se le famiglie spostano i consumi da una parte all'altra, qualcuno ne beneficia, ma il risultato globale della operazione economica risulta essere negativo.

Quindi entusiasta per il successo delle nostre piste di sci, che vuol dire che sono di qualità, ma stiamo attenti a trarre quelle facili conclusioni: ma dov'è la crisi, non la vedo, eccetera. La crisi c'è, c'è un provvedimento serio per affrontarla, ritengo che questo provvedimento per il momento vada bene, ma temo che, visto anche quanto dichiarato da esponenti autorevoli che operano in Valle d'Aosta, come Marzorati per la Cogne, che la crisi possa durare più a lungo e quindi potrebbe non essere sufficiente, ma in questo momento è importante che arrivi (sono d'accordo con i colleghi del PdL) il segnale positivo dal punto di vista psicologico, un segnale di fiducia nell'economia della nostra regione e questo segnale arriva anche da questo provvedimento.

Queste sono le ragioni di un dialogo che è stato costruito nel tempo, di un rapporto trasparente fra maggioranza e opposizione. Questo fa sì che si possa votare con serenità questo tipo di provvedimento.

Président - S'il n'y a pas d'autres qui veulent intervenir, je ferme la discussion générale.

La parole au Président de la Région, Rollandin.

Rollandin (UV) - Merci, M. le Président. Je crois que le débat qui s'est tenu sur ce projet de loi est absolument important. Je remercie tous ceux qui sont intervenus et de façon particulier le rapporteur, pour avoir fait une analyse importante du projet de loi et surtout d'avoir mis en relief deux aspects importants: le projet de loi est le résultat d'un travail qui a été fait en accord avec toutes les forces politiques, en accord - je le souligne - avec un processus qui a été dès le début fait en sachant qu'on voulait avoir la participation de toutes les forces politiques, et est ainsi le résultat d'une analyse technique importante, faite après avoir entendu toutes les catégories concernées y comprises les forces syndicales aux différents niveaux, et avoir élaboré, grâce au travail des responsables, et je partage les remerciements de l'Assesseur compétent, au travail des techniques des différents Assessorats qui ont collaboré de façon très active pour préparer dans le plus bref délai ce projet de loi.

Il faut tout de suite rappeler qu'une partie du débat qu'aujourd'hui a été fait dans cette salle avait été de quelque sorte annoncé au moment du budget, lorsqu'on se plaignait de dire: il n'y a que 3 millions d'euros. On a dit: attention, évidemment les 3 millions d'euros ne sont pas suffisants, ils sont un signal qui a été mis au moment de la prédisposition du budget pour dire qu'il y a une crise en acte, qu'il faut la monitoriser et par la suite donner en conséquence des solutions qui soient équitables.

Autre aspect important: c'est - si je ne me trompe pas - la première loi au niveau national qui est présentée dans ce Conseil régional. C'est une loi qui a été élaborée en considérant le travail qui a été fait même avec les autres Régions au niveau national: il y a eu une concertation et une étude faite au préalable pour avoir une idée de ce qui se passait même dans les autres Régions. On est justement attentif à ce qui se passe dans les autres réalités, pour comprendre ce qui est nécessaire. On a en même temps suivi avec attention ce qui se passait au niveau national, car c'est évident que le gouvernement avait annoncé la prédisposition du décret 185, qui est à l'attention dans ces jours du débat parlementaire, pour savoir de quelle façon prédisposer des interventions qui évidemment avaient un niveau plus ample, mais qui ne devaient pas être en contradiction ou alternatifs à ce qui se passait au niveau régional. A ce sujet on a lu avec attention le décret 185 et on peut dire que notre intervention est complémentaire à une intervention prédisposée par l'Etat, qui est beaucoup plus complexe, qui a eu des modifications importantes au niveau de la commission parlementaire compétente, qui prévoit une série d'interventions dans des secteurs où on n'a pas la compétence (TVA, et cetera), sur l'IRAP, l'IRES, sur la question des échanges de paiements, évidemment des aspects sur lesquels on ne pouvait pas intervenir, donc ça n'est pas l'aspect important.

Mais je crois d'avouer que finalement le projet que nous sommes en train de discuter c'est le résultat d'un travail choral qui a été fait dans l'attention de tout ce qui a été présenté dès la discussion du budget jusqu'à aujourd'hui, pour essayer ensemble de trouver la méthode et non pas pour gagner la crise, mais pour éviter les retombées négatives de la crise. On n'a pas la présomption d'avoir les moyens pour vaincre la crise: la crise dépasse le niveau pas seulement régional mais national, et d'autres mieux que moi l'ont dit; je ne vais pas répéter l'analyse très brillante qui a été faite par le collègue Lattanzi sur les crises précédentes. Si je peux faire une unique note par rapport aux crises des années 1929-30, 1974, 1980 et 2001, c'est que dans les crises précédentes il y avait un système qui nous donnait la possibilité de décerner d'où elle partait et comment on pouvait la résoudre (voire la crise énergétique, la crise financière, la crise liée au terrorisme, et cetera). Aujourd'hui on a une crise qu'on connaît comme début, le subprime et tout ce que d'autres ont déjà dit, mais que maintenant n'est plus une crise seulement financière, est une crise liée à une série de secteurs (multicentrica) et donc il devient difficile de trouver la méthode pour savoir combien va durer cette crise. Je crois que c'est le terrain des analystes, des économistes. Si c'était seulement la crise de l'énergie, on savait de quelle façon rationaliser, mais ce n'est plus ainsi. La finance: l'unique aspect qu'on doit avouer est dire clairement que jusqu'à présent on a fait des efforts en Amérique comme en Chine pour sauver les banques et non pas les individus qui ont mis l'argent dans les banques. Là c'est l'unique note un peu particulière: maintenant sauver la banques en sachant que si on ne sauvait pas les banques il y avait encore plus de difficulté de maintenir ce peu qui est resté aux personnes et même aux sociétés qui avaient investi. Là c'est l'unique alarme qu'on a pu dire dans ce moment.

Les considérations qui ont été faites jusqu'à présent sont très importantes, surtout le rapporteur a mis l'accent sur le fait qu'au-delà de prendre en considération les décisions au niveau national, on a pris dans les justes données de l'UE. Là c'est un thème important car pour la première fois il y a eu là une décision qui a donné l'idée de la crise et du fait que c'était indispensable de donner la possibilité aussi aux réalités locales (les Régions) de faire quelque chose de différent.

Credo dunque che sia molto importante e ho ascoltato con molta attenzione gli interventi dei colleghi, e devo dire che sono stati molto attenti e soprattutto hanno messo in evidenza che questa legge che oggi discutiamo è importante, perché deve dare la sensazione che sia la parte economica che la parte sociale non è lasciata senza un intervento, che in qualche modo regga per un momento che non sappiamo quanto durerà. In effetti, se vedete anche sul provvedimento nazionale, si parla di interventi a tre anni, alcuni dureranno per dieci anni, cioè quanto durerà la crisi nessuno è in grado di dirlo. Credo che oggi l'aver predisposto un documento articolato che va nella direzione di sostenere sia le imprese che le famiglie, sia un modo che tenta di dare una risposta nel concreto.

Certo, la parte che si riferisce alla crisi e a come usciremo dalla crisi: la crisi è positiva o negativa? Sicuramente è stata fatta questa affermazione un po' forte di dire che la disoccupazione è un fatto positivo. Diciamo che la disoccupazione, tenuto conto che ci sono degli ammortizzatori locali, è meno grave di quello che sarebbe e che come qualcuno ha ricordato lo è in altri paesi dove questo non c'è. Però la crisi, attenzione, anche per i fondi messi per la disoccupazione, quindi per la cassa integrazione ordinaria (non parliamo della cassa integrazione speciale per quelli della Tecdis, che fra un po' scade e che va a sommarsi a tutti gli altri problemi), è un fatto molto negativo, perché succhia delle risorse che non possono essere utilizzate in modo costruttivo e premiante per il futuro, cerca di attutire le difficoltà come fanno i nostri provvedimenti.

Mi auguro, come è sempre successo, che dalla crisi ci sia la possibilità di trovare gli anticorpi per riuscire a poco a poco di uscirne. Questo è un argomento su cui non entro, perché non ho nessuna competenza, ma credo che pochi oggi potrebbero dire molto di più su cosa succederà. Quello che invece possiamo dire è che le osservazioni che sono state fatte nell'ambito della procedura, vanno nella direzione di un tema affrontato con la dovuta serenità, coralmente, nella commissione giusta, con la presenza di tutti.

Quello che mi ha stupito sono alcune osservazioni, che sono un po' contraddittorie. Non è che con questo provvedimento vogliamo né amplificare né esagerare sugli interventi, ma mi sembra anche riduttivo il tentativo forzato di minimizzare quello che facciamo. Mi sembra che ci sia stato da parte, devo dire di pochi, la voglia di dire: attenzione, non è poi così importante, tutto sommato, è una piccola cosa, si poteva fare meglio... Questo tentativo di minimizzare o di ridurre tutto quello che viene fatto, per dire: noi avremmo potuto far meglio... Veramente ho dato la possibilità, come tutti noi in commissione, di dire tutto quello che si poteva dire, e ho sentito anche dire: le nostre considerazioni le faremo in aula. Io credo che bisogna anche essere un po' sereni nell'affrontare una tematica così difficile, è una tematica che ha visto tutti dire: guardate noi su questo tema avevamo fatto un riferimento, IRAP, e noi abbiamo detto sì è vero e ne abbiamo tenuto conto.

Il discorso del risparmio energetico è stato fatto: benissimo, ne abbiamo tenuto conto, ma sembra quasi che averne tenuto conto sia un difetto. Dire, ma come, dovevamo scrivere: questo lo ha detto. Non lo abbiamo fatto, la prossima volta preciseremo capitolo per capitolo, detto da, con riferimento a... però dovremmo dirla tutta allora. Perché mentre si dicono alcune cose, dovremo anche capire che quando si dice: ma voi avete seguito una strada diversa da altri, vedi Trento, darò qui la fotocopia di tutte le delibere, ma non è una legge, sono delibere di giunta. Ma se avessimo fatto quello che ha fatto Trento, che di volta in volta interveniva su un settore e dava una delibera, ci si diceva: bella roba, ma cosa fate! Ma non venite in Consiglio a discutere di questo?

Attenzione, io il discorso assembleare lo rispetto, ma ci vuole anche un attimo di riflessione sul lavoro che si deve fare per preparare un progetto, di cui credo correttamente abbiamo dato meriti a tutti ed è merito di tutti. Cosa vogliamo scrivere? Ditecelo e noi lo facciamo, se dobbiamo fare qualche appunto, se in fondo alla legge dobbiamo fare qualche dichiarazione verbale la facciamo, di più non sappiamo cosa scrivere. Francamente mi ha sorpreso questa caduta di tono, è vero che alle volte c'è la sensazione che solo perché lo fanno gli altri non va bene, ma ha un limite anche questo. In altre occasioni sicuramente ci sono spiriti più avanzati, menti più dotte che ci danno delle suggestioni molto ampie, ma in questo caso non abbiamo sentito altro. Abbiamo registrato tutto, io non ho sentito nessuna proposta che sia un suggerimento suppletivo.

E una piccola notazione me la permetterete anche sull'energia. Stamani qualcuno ha quasi voluto ironizzare: ma cosa avete fatto, voi mettete qui nel pacchetto anticrisi la proroga per tre anni della legge sull'energia, sullo sconto sulla bolletta e lo passate come una misura anticrisi. È sicuramente una misura che interviene anche a favore della crisi, lo avevamo detto e lo abbiamo messo qui per accelerare i tempi. Stamani è stato detto, sono passati undici mesi da quando è stata fatta la legge precedente, ma qualcuno ha dimenticato che ci sono state le elezioni e che noi si è cominciato a lavorare da settembre? Questo è un po' esagerato. Allora non c'entra niente, la campagna elettorale è finita da tempo, questo è un provvedimento che è stato sollecitato e averlo messo qui vuol dire averlo messo in una posizione da poter attivare questi meccanismi nel più breve tempo possibile, ma con una nota in più che dico a qualcuno che stamani ha voluto esagerare un po' su questo tema. Noi avevamo lavorato per preparare le procedure, che non sono una cosa così chiara e facile. Le procedure prevedono anche di stabilire sulle bollette quale doveva essere l'IVA da applicare: noi abbiamo fatto una richiesta all'Ufficio delle entrate e la risposta dataci è del 9 gennaio 2009. Lo dico per orecchie attente, in modo che registrino la data, perché l'applicazione a questa legge non è stata data non perché non si voleva fare, ma perché dovevano essere registrate tutte le situazioni che questa legge comporta nell'ambito applicativo. Applicare questa legge significa avere una serie di controlli necessari, bisogna che ogni utente decida di poter dare la disponibilità per la privacy, per una serie di normative, cosa che non è secondaria. Non si può dire: benissimo da domani a tutti il 30 percento di sconto.

Prime case: verificare i dati, evidentemente, poi abbiamo detto che bisogna sapere... Allo sconto, ad esempio, qualsiasi società può aderire. Abbiamo sottolineato e lo diremo che se, naturalmente, i singoli proprietari di prima casa sceglieranno di avere il rapporto con la compagnia CVA, al 30 percento si sommerà il 10 percento di CVA, ma un altro può scegliere Edison, Surgenia o chi vuole: è una scelta, noi non possiamo obbligare, ma questa scelta va fatta! Quindi ci sono delle procedure che vanno seguite e mi è sembrato strano che si andasse a toccare questo problema.

Devo dire per il resto che le valutazioni che sono state fatte non posso che ritenerle molto positive, quindi questo va a merito di tutta l'assemblea. È stato detto giustamente che non è l'ultima volta che parliamo della crisi, perché dovremo intervenire nei discorsi strutturali, negli investimenti, nel patto per lo sviluppo, nel lavoro, nella formazione, questi saranno tutti problemi che dovranno essere legati a problemi che aiutano in un momento di crisi a superarla. Questi sono elementi che terremo nella dovuta considerazione e che faranno oggetto di provvedimenti nelle prossime settimane.

Nel contempo l'altra osservazione, e poi chiudo, che qualcuno ha fatto: non c'è stata una sufficiente ripartizione nei criteri sociali e nei criteri altimetrici; allora, questo vorrei che fosse chiaro. Il problema è, e questo ci era stato detto al momento in cui si è discusso il bilancio: attenzione se fate una misura per il riscaldamento non mettetela in atto ad agosto, perché forse è superato; oggi dico che se dovessimo, prima di dare questo beneficio, calcolare, evidenziare la differenziazione per fasce, cioè andare oltre un certo limite di burocratizzazione, andremmo ad appesantire questa struttura in modo tale che alla fine questi buoni non li diamo. Questa è stata una scelta fatta con l'intento, tenuto conto che siamo a gennaio, che se si deve fare qualcosa bisogna farlo in tempi utili. Questa è la motivazione, non certo per dire che lo diamo a tutti e allora anche chi ha un reddito... Non so chi lo chiederà, noi abbiamo tenuto conto di casi e di famiglie che sono in difficoltà, non siamo andati a dire sopra i mille metri e sotto i mille metri. Per quest'anno lo diamo con questa logica, perché c'è una situazione di emergenza. Questa precisazione l'ho voluta fare perché mi sembrava corretto evitare che ci fossero delle utilizzazioni non corrette dello spirito con cui si è lavorato.

Poi vorrei ringraziare gli interventi di tutti, in particolare voglio ricordare il modo con cui ha affrontato il discorso sociale il collega Rigo, che ha ripreso degli aspetti che vanno nella direzione di un intervento mirato nel momento in cui si andranno a comporre le nuove politiche del lavoro, l'individuo e l'attenzione alle modalità per costruire questo processo. Nel contempo credo che la possibilità di monitorare meglio il sistema la possiamo avere, abbiamo gli strumenti per seguire l'evolversi della crisi. Saluto con favore quando sento che il settore turistico va bene, così qualcuno chiederà meno soldi. È evidente che non potremo dare soldi quando il settore va bene. Siamo felici di avere delle notizie positive sotto questo profilo; stiamo ai fatti, andremo a vedere fra qualche mese qual è la situazione nel settore, come per tutti i settori, nessuno escluso.

L'unica cosa certa che mi diceva una persona di una certa età di un villaggio di montagna, che ha sempre fatto l'agricoltore, è questa: di crisi ne ho viste tante, passerà anche questa, ma di braccia all'agricoltura ne vedo poche. Nel settore agricolo pochi, malgrado la crisi, hanno l'attitudine di mettersi in attività private per dire: bene, siccome c'è la crisi negli altri settori, vediamo se la terra è bassa come dicono o no. Questa è un'osservazione che monitoreremo, se ci sono dei ritorni, se c'è gente che viste le difficoltà sa adattarsi a riprendere i trend della vita come qualcuno ricordava. Temo che avremo delle sorprese negative sotto questo profilo.

Credo che sia giusto fare un intervento come quello che abbiamo confezionato, sicuramente incompleto, ma attualmente utile a sostenere un momento di difficoltà.

Président - Avant de passer à la discussion sur la loi, je dois mettre en votation l'ordre du jour signé par les Conseillers Caveri, Rosset, Crétaz, Hélène Impérial, Salzone, Zucchi.

La parole au Conseiller Rigo.

Rigo (PD) - Credo che l'ordine del giorno, se capisco bene, vuole impegnare l'Amministrazione regionale a prevedere per quei Comuni che sono interessati e per quei cittadini di quei comuni che sono interessati al provvedimento, di non essere lasciati soli, e quindi attingere ai capitoli della finanza locale. Avrei preferito mettere: "adeguando i capitoli della finanza locale", ma mi hanno spiegato che gli avanzi di amministrazione che ci sono stati negli anni precedenti ci fanno considerare con sufficiente attendibilità che anche quest'anno possiamo, attingendo a questi capitoli, far fronte a queste necessarie compensazioni.

Vorrei che la Giunta valutasse attentamente il problema della Città di Aosta, perché è il Comune dove si riverserà un maggior numero di casi e il problema della tassa sui rifiuti sarà per il Comune di Aosta molto più importante rispetto agli altri Comuni della Valle. Quindi gradirei una precisazione e un interessamento della Giunta regionale e dell'Assessore competente, e un collegamento con l'Assessore del Comune di Aosta per addivenire a una concertazione rispetto alla compensazione finanziaria.

Président - La parole au Conseiller Caveri.

Caveri (UV) - Solamente una annotazione al collega Rigo. Quando si dice "attingendo dai capitoli della finanza locale", è esattamente speculare a quanto ci è arrivato dagli Enti locali. Devo dire anzi che lo considero in questa fase storica una assunzione forte di responsabilità, perché credo che gli stessi Enti locali abbiano perfettamente coscienza del fatto che le risorse che arriveranno dall'assestamento di bilancio dovranno essere allocate su situazioni straordinarie di emergenza che emergeranno. Quindi avendo loro stessi contezza del fatto che la finanza locale avrà quest'anno, per l'ennesima volta in questi anni, un tesoretto particolarmente significativo, essi stessi ci hanno indicato la strada, peraltro coerente con la politica di questi anni.

Président - La parole au Président de la Région, Rollandin.

Rollandin (UV) - Concordo con quanto è stato detto nel merito. Vorrei ricordare che quando abbiamo discusso del bilancio, non è sfuggito il fatto che la ripartizione fatta per i Comuni è stata fatta tenendo conto di mantenere il 95 percento dell'IRPEF con un aumento del 7,6 percento; già lo scorso anno era stato dell'8 e qualcosa.

Su questo tema, perché credo che anche la dizione abbia un suo significato? Sicuramente per Aosta ci potrebbe essere un argomento particolare da affrontare, ma ad oggi su temi come questi vorrei ricordare quando si diceva anche in precedenza sui mutui: quanto si spenderà, concordo che effettivamente è difficile oggi dirlo, se spenderemo tutto o no. Qui il discorso era che non potremo mettere una copertura, se non facendo riferimento a quello che è stato suggerito direttamente dagli Enti locali. Invece nel caso dei mutui dovevamo mettere la copertura totale, altrimenti si poteva dire: ma se per caso... e condivido che non sarà tutti, non so se sarà un terzo o metà, non ho idea di quello che sarà, perché la situazione è molto variegata. Qui invece la situazione è più chiara nel merito dell'intervento, ma lo è meno su quanti chiederanno e in che comuni. Pertanto alla fine si va sul consuntivo dell'anno precedente, quindi credo condivisibile lo spirito con cui è stato fatto questo ordine del giorno.

Président - Je soumets au vote l'ordre du jour, qui récite:

Ordine del giorno

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

Preso atto che l'articolo 7 del disegno di legge n. 19 prevede esenzioni dal pagamento della tassa raccolta e smaltimento rifiuti solidi urbani e delle tariffe stabilite per i servizi pubblici erogati dagli enti locali a vantaggio delle famiglie meno abbienti;

Rilevato come la scelta potrà avere una ricaduta sui bilanci comunali per i conseguenti minori introiti;

Impegna

Il Governo regionale a prevedere la necessaria compensazione finanziaria nel prossimo assestamento di bilancio, attingendo dai capitoli della Finanza locale.

F.to: Caveri - Rosset - Crétaz - Hélène Impérial - Salzone - Zucchi

Conseillers présents et votants: 35

Pour: 35

Le Conseil approuve à l'unanimité.

Président - On passe maintenant à l'examen de la loi. Je vous rappelle qu'on discute sur le texte qui a été approuvé par la IIe Commission.

Je soumets au vote l'article 1er:

Conseillers présents et votants: 35

Pour: 35

Le Conseil approuve à l'unanimité.

Président - Je soumets au vote l'article 2:

Conseillers présents et votants: 35

Pour: 35

Le Conseil approuve à l'unanimité.

Président - La parole à la Conseillère Carmela Fontana sur l'article 3.

Fontana (PD) - Grazie, Presidente. Volevo chiedere all'assessore competente sulla questione dei mutui, visto che sono inserite solo le famiglie che hanno un mutuo con Finaosta. Non so se si è voluto lasciar fuori tutte le altre famiglie che hanno un mutuo con le banche; lo chiedo per informazione, se è possibile poi rivedere anche queste famiglie, visto che hanno un tasso al 6 percento e quelli con Finaosta ce l'hanno al 2 percento. Chiedo un'informazione, perché non mi sembra giusto lasciare fuori tutte quelle famiglie che hanno i mutui anche con le banche, perché ci sono delle famiglie che hanno addirittura due mutui. Era solo questo, grazie.

Président - La parole à l'Assesseur au budget, aux finances et au patrimoine, Lavoyer.

Lavoyer (FA) - Diciamo che, come ho avuto modo già di spiegare alla collega, l'intervento, proprio perché è un intervento realistico, si basa su leggi dove direttamente o tramite Finaosta la Regione può intervenire. Il discorso del rapporto con le banche è una dichiarazione di principio, ma non è nel potere del Consiglio regionale in questo senso. Si potranno successivamente valutare situazioni di intervento, che però sembrerebbero venir meno se sono legate all'aumento dei tassi di interesse che erano un po' gli interventi che stanno mettendo in piedi alcune Regioni, di intervenire qualora il tasso di interesse superi un tot per cento. Ma a quanto pare in questo momento sta scendendo: dalle ultime notizie la banca centrale abbassa di mezzo punto il tasso di riferimento, quindi paradossalmente in questo momento, facendo un mutuo anche a tasso fisso, mi pare che ci attestiamo sul 3 percento, per cui anche tutti i provvedimenti che erano legati al 4 percento sono superati dagli eventi.

Président - Je soumets au vote l'article 3:

Conseillers présents et votants: 35

Pour: 35

Le Conseil approuve à l'unanimité.

Président - Je soumets au vote l'article 4:

Conseillers présents et votants: 35

Pour: 35

Le Conseil approuve à l'unanimité.

Président - Je soumets au vote l'article 5:

Conseillers présents et votants: 35

Pour: 35

Le Conseil approuve à l'unanimité.

Président - A l'article 6 il y a l'amendement n° 1 du PD. La parole au Conseiller Donzel.

Donzel (PD) - Molto brevemente. Come avevamo espresso in commissione rispetto alla formulazione, peraltro già modificata dalla stessa amministrazione che si era resa conto della necessità di un adeguamento, e quindi in questo senso riconosciamo che c'era già un percorso in questa direzione da parte del governo regionale di andare ad un adeguamento, si chiedeva l'importanza di sottolineare che questo provvedimento di giunta avesse il parere delle commissioni competenti, perché si tratta di un provvedimento molto delicato.

È chiaro che vale per le misure anticrisi, ma è un argomento - come prima espresso dal collega Rigo - che ha una sua complessità, quindi auspichiamo che su questo tema ci sia la possibilità di un confronto vero in commissione.

Président - La parole au Conseiller Louvin.

Louvin (VdAV-R) - Questo emendamento dei colleghi del Partito Democratico ci consente di spiegare meglio la questione relativa alla una tantum (così la chiamerei) sull'energia. È utilizzato questo termine di bonus, ma di fatto, per la sua strutturazione, è una somma a forfait che viene riconosciuta a tutti i nuclei familiari che si trovano in determinate condizioni. In base all'emendamento che si discuterà dopo, si riapre la porta alla discussione dei destinatari e forse si riuscirà, mi auguro con l'accoglimento di questo emendamento - che vorrebbe dire anche con il concorso della valutazione che potremo apportare in commissione - a definire meglio a chi devono andare questi sostegni.

Si è ironizzato sulla necessità di graduare. Ora, colleghi, mi permetterete solo di fare un piccolo richiamo: dare lo stesso a tutti può essere un gesto di eguaglianza, ma può anche essere un gesto di grande iniquità, e se ci sono dei criteri che generalmente dovrebbero contraddistinguere l'azione della Pubblica amministrazione in termini sostanzialmente di eguaglianza, cioè il principio della progressività e la gradualità dell'intervento a secondo del bisogno, non sottovalutiamo la questione del tempo, Presidente Rollandin. Lo abbiamo detto noi: se fosse stato accolto il nostro suggerimento di intervenire già nel bilancio aprendo questa finestra, avremmo guadagnato qualche settimana, la base legale per questo tipo di iniziativa ci sarebbe stata. Non è una questione di paternità, è una questione di tempi: ci permetta ogni tanto di avere anche noi qualche iniziativa concreta che mettiamo sul tavolo, facciamo del nostro meglio anche se non disponiamo di tutti gli strumenti e non lo facciamo con del risentimento, lo facciamo solo con l'idea di portare il nostro aiuto.

Ripeto, si può graduare: l'indicazione genericamente individuata in questo emendamento del PD già dà il senso di una possibilità di graduazione. Ci sono graduazioni che operano in automatico e che non fanno perdere il tempo che si sembra ipotizzare, come essere tanto lungo, nell'andare a distinguere caso per caso: se si hanno famiglie più numerose o se si vive in comuni di determinate fasce altimetriche, scattino determinati meccanismi di sovvenzione. È questo che vogliamo dire.

Quando si è intervenuti, ad esempio, qualche mese fa nella scorsa legislatura, per dare un contributo per l'acquisto dei computer, lo si è dato a tutti, non erano nella nostra cittadinanza tutti nella stessa condizione, è stato distribuito in modo uguale per tutti. Noi crediamo che dove è possibile, con meccanismi rapidi, si debba graduare.

La proposta dei colleghi del PD è una mano tesa, perché si individuino modalità di intervento più elastiche e una miglior condivisione nell'identificare a beneficio di chi andrà questo bonus. La preoccupazione che è emersa in commissione anche da parte di chi è stato audito in quella circostanza, è stato che si andasse su una fascia troppo ristretta di persone. Qui crediamo che si debba tenere, per quanto possibile, la fascia più larga.

Président - La parole à l'Assesseur au budget, aux finances et au patrimoine, Lavoyer.

Lavoyer (FA) - Come governo regionale, chiederemmo ai proponenti questo emendamento di ritirarlo per i seguenti motivi.

Per quanto attiene il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali e della commissione che già ha esaminato il disegno di legge allargata ai capigruppo, è ovvio che il provvedimento di Giunta sarà concordato con le prime e sarà fatto oggetto di esame nella seconda, evitando però dei passaggi troppo complessi, proprio perché l'emendamento che va nella direzione di demandare i requisiti stabiliti con deliberazione di Giunta, è l'emendamento che va nella direzione di quanto avevate anche voi sostenuto, che il riferimento dell'articolo precedente del minimo vitale era un riferimento troppo rigido e teneva una soglia troppo bassa per poter accedere a questo tipo di intervento. A seguito di questo suggerimento è stato modificato l'articolo demandando alla Giunta non in senso indeterminato, ma in accordo con le organizzazioni sindacali informando la commissione competente e su questo tema già si sono riuniti i dirigenti delle varie strutture regionali interessate, in particolare la sanità, e hanno ipotizzato una prima proposta dove, in base a questa analisi, il bonus dovrebbe andare con già una graduazione: nucleo familiare di una persona, due componenti, tre componenti, quattro componenti, si partirebbe da circa 900 euro. È ancora una definizione in itinere, però andremmo addirittura a superare il doppio del minimo vitale, perché non era il problema di dare il doppio o il triplo, ma di fare una valutazione complessiva delle esigenze, di andare a individuare una reale soglia se non di povertà, di difficoltà attuale. Questa mi pare che sia una risposta molto concreta allo spirito in cui si andava, nel momento in cui si è chiesto di modificare questo articolo.

Oltre a questo aspetto, la commissione ha esaminato la possibilità di tener conto di situazioni particolari. Ad esempio, se c'è un figlio portatore di handicap, il parametro di equivalenza è aumentato dello 0,5, quindi scatta il reddito di riferimento, da 900 viene aumentato dello 0,5 e andiamo a 1.350 e gli altri redditi anche hanno questo tipo di collegamento.

Direi che muovendoci in questa direzione, diamo ampia garanzia che questa decisione sarà condivisa e andrà nello spirito auspicato. Ci sembra che andare ad inserire questo tipo di passaggio formalizzato nei pareri delle commissioni... e soprattutto vorremmo evitare il concetto dell'indeterminatezza dai 300 ai 500; preferiamo usare un parametro preciso, perché poi diventerebbe difficile andare a graduare chi 500 e chi 300, e soprattutto perché con i 300 che emerge nei calcoli che sono stati fatti, questo è un provvedimento di certezza che ci sono le risorse nel bilancio regionale, perché dalla prima previsione si ipotizzava di arrivare a 2000 nuclei familiari, mentre con questa ipotesi si potrebbe arrivare anche a 3-4000 nuclei familiari, raddoppiando la previsione di oneri finanziari a carico del bilancio. Visto che questa forbice rientra nei 3 milioni di euro che abbiamo previsto e che con questo tipo di indicazione stiamo realisticamente su quanto previsto dal bilancio regionale, io direi, se c'è la volontà, di ritirare questo emendamento.

Président - La parole au Conseiller Donzel.

Donzel (PD) - Non scaveremo la trincea per difendere questo emendamento: lo ritiriamo. Voglio solo chiarire che è una formulazione di prassi "sentite le organizzazioni sindacali", che si usa normalmente e che acquisire il parere favorevole, fra l'altro faccio notare che il PD è invitato in II commissione, quindi non era per esercitare un voto che fosse... come dire... Lavoravamo solo su una questione formale.

Lo ritiriamo, visto che c'è questa disponibilità che è esattamente quella che vorremmo esprimere attraverso questa formulazione, ma era per dire che non è che succedeva chissà quale cosa lasciando scritta questa cosa.

Grazie comunque per aver chiarito che si va nella direzione di graduare fortemente rispetto ad alcune fasce e soprattutto la nostra preoccupazione era di alzare il livello iniziale, pertanto siamo pienamente soddisfatti da quel punto di vista.

Président - L'amendement n° 1 du PD est retiré, j'en donne lecture pour mémoire:

Emendamento

L'emendamento 2 presentato in II Commissione dall'Assessore al Bilancio finanze patrimonio, riferito al comma 1 dell'articolo 6, è sostituito dal seguente:

"1. Al fine di sostenere le famiglie a basso reddito, i nuclei familiari meno abbienti, residenti in Valle d'Aosta, aventi requisiti di reddito stabiliti con deliberazione dalla Giunta regionale sentite le organizzazioni sindacali e acquisito il parere favorevole delle competenti Commissioni consiliari, riunite congiuntamente, possono beneficiare, dietro presentazione di apposita domanda alla struttura regionale competente, di un bonus straordinario, per l'anno 2009, di importo variabile tra i 300 e i 500 euro, finalizzato all'acquisto o al pagamento di utenze di prodotti energetici destinati al riscaldamento dell'abitazione principale.".

Je soumets au vote l'article 6:

Conseillers présents et votants: 35

Pour: 35

Le Conseil approuve à l'unanimité.

Président - Je soumets au vote l'article 7:

Conseillers présents et votants: 35

Pour: 35

Le Conseil approuve à l'unanimité.

Président - A l'article 8 il y a l'amendement du PdL. La parole au Conseiller Zucchi.

Zucchi (PdL) - Prima di illustrare l'emendamento, non avendo partecipato volutamente al dibattito che è avvenuto prima, vorrei brevemente esprimere da un punto di vista generale la mia personale soddisfazione in merito a quanto ci accingiamo a fare oggi con l'approvazione di questo disegno di legge; sono cose che ho già detto in commissione e che ho piacere di ripetere anche oggi in aula. Una soddisfazione dettata dal raggiungimento di un obiettivo che si è concretizzato sia attraverso una forma che una sostanza, che sono state compartecipate e condivise.

Questo provvedimento contiene delle suggestioni che sono giunte e in questo senso ringrazio l'Assessore, il Presidente e coloro che sono intervenuti, senza doverne dare la paternità, come il collega Lattanzi ha detto, neppure io mi aggiungerò a dare le paternità del singolo provvedimento. Questo è un fatto sicuramente positivo che tengo a rimarcare e che ha consentito di arrivare oggi in aula con un provvedimento che sicuramente non sarà il massimo, come in tutte le cose, ma che per i tempi in cui si è concretizzato, almeno dal nostro punto di vista ci dà motivo di soddisfazione, perché i tempi sono stati brevi, sono stati rispettati, quindi non era così semplice arrivare così rapidamente a dare delle risposte. Tutte le cose nella vita sono migliorabili, anche in politica, quindi credo anch'io che in futuro dovremo riprendere delle ulteriori iniziative che vanno in questo senso. Alcune sono già state anticipate, come ha detto l'Assessore Lavoyer, e sono state già illustrate, fra queste l'abbattimento di un punto dell'IRAP, che giudico molto importante per il biennio. Credo che sarà molto opportuno anche verificare quella che sarà la possibile soluzione di allungamento dei mutui della Finaosta, che credo sia un fatto che tutti quanti chiedono alla classe politica valdostana, e su questi temi credo che se si utilizzerà il metodo che si è usato adesso, non avremo di che pentircene.

Non ho presentato l'emendamento in commissione perché nel frattempo, come è stato ricordato dal relatore e dal Presidente della Giunta, un dibattito sta avvenendo alla Camera, e tengo anch'io ad esprimere la mia soddisfazione per il fatto che non è solo il Consiglio regionale il primo che legifera in questo senso, ma anche il governo nazionale. Perché? Perché oggi, se è vero che si sta concretizzando attraverso il voto di fiducia la conversione del disegno di legge 185, il fatto non costituisce un'immediata conversione, ma ci sarà il passaggio in Senato e occorreranno dei giorni affinché il disegno di legge convertito possa avere una sua efficacia.

Vedendo le risultanze dei lavori delle maratone notturne, che sono avvenute nel fine settimana, ho potuto verificare che ci sono degli spunti che ho ritenuto di porre alla vostra attenzione e che riguardano il punto evocato da tanti colleghi, in primis stamani dal collega Bertin, e poi oggetto anche di alcuni scambi fra i vari protagonisti, ovvero l'articolo 8 del decreto che fa riferimento allo sconto delle bollette. Come sapete, nell'articolo 8 si recepisce l'articolo 38 della legge 9/2008, che è stata approvato la scorsa legislatura. È stata una legge che, come ho detto in commissione, ha avuto dei tempi legati anche ai movimenti elettorali. Credo che sia doveroso sottolineare che, passato questo periodo e fatta salva la risposta dell'Ufficio delle entrate che in data 9 gennaio ha risolto la questione essenziale, lo schema tipo della convenzione - vengo in termini propositivi, Presidente, non si preoccupi - sia già pronto e che, in linea con i propositi di tutti, soprattutto da parte del governo che ha anticipato nella relazione programmatica di voler semplificare le procedure che penalizzano i nostri cittadini, i quali devono sopportare delle lungaggini in tanti aspetti, si approvi questo schema che è stato già predisposto, al di là della questione finanziaria pura, che non appesantisca i controlli poi di questo schema di convenzione da parte delle aziende che vorranno aderire alla convenzione.

Cerco di spiegarmi meglio. Credo che il tempo sia ormai passato, si è cominciato a lavorare dal mese di settembre, ma credo che quattro mesi siano stati sufficienti per poter predisporre questo schema, perché se è vero che questa legge che è contenuta in questo decreto anticrisi ha una efficacia retroattiva, è vero anche che è doveroso restituire nelle tasche dei cittadini i soldi, piuttosto che creare ulteriori aspettative. Sono anche tranquillo perché nel decreto è stato istituito per legge un termine perentorio entro il quale doverosamente, cioè entro i 30 giorni dalla approvazione della legge e quindi da oggi, si dovrà approvare questo schema tipo di convenzione, ma l'auspicio è che possa essere predisposto fin dalla prossima settimana, cosicché i cittadini possano immediatamente recarsi dalle imprese che riterranno opportune per avere indietro questi soldi.

Sull'emendamento che è stato costruito in parte sulle suggestioni che vengono dai nostri parlamentari, ho notato che il comma 3 dell'articolo 38 fissa, e in questo caso lo scopo è quello di derogare al comma 3 dell'articolo 38, dei limiti alla potenza impegnata, ai 6 Kw; quindi ritengo che porre all'attenzione dell'aula e del governo la possibilità che si possa dare una deroga nei casi in cui questi aumenti di potenza di 6 kW siano strettamente connessi a dei casi che sono legati a delle necessità dei soggetti che sono diversamente abili. Penso ai casi in cui delle persone che non potendo avere facile deambulazione o nessuna, siano costrette a installare nelle proprie abitazioni degli ascensori o dei meccanismi che consumano tanta energia, che unita a quella del consumo domestico gli comporta di superare il limite dei 6 kW.

Credo che sia una cosa opportuna e doverosa prevedere con questo emendamento la possibilità, che peraltro neanche mi risulta - da un esame che è stato fatto in modo approfondito stamani - non essere stato neanche contemplato allo stato attuale dai nostri parlamentari nel recepimento del decreto legge, mentre i nostri parlamentari hanno previsto il caso di estendere questi benefici nel caso in cui ci siano delle persone che necessitano l'utilizzo di macchinari salvavita che assorbono un certo tipo di energia per mantenere in vita, e penso ai casi di coloro che sono sotto dialisi e devono avere questi strumenti in casa che consumano tanta energia o altri casi, e credo che sia un fatto socialmente doveroso. In questo spirito di condivisione, spero che il governo possa accogliere questo emendamento.

Président - La parole à l'Assesseur au budget, aux finances et au patrimoine, Lavoyer.

Lavoyer (FA) - Per dire che come governo regionale riteniamo che questo emendamento possa essere accoglibile, anche perché, lo risottolineo, va nella direzione di quanto, anche se non abbiamo accolto l'emendamento, sta dentro la suggestione che era stata fatta dal PD, perché nel momento in cui andiamo a modificare il riferimento del minimo vitale, andiamo ad elevare il parametro di equivalenza dello 0,5 dove ci sono problemi di handicap. Quindi in questo caso riteniamo che possiamo accettare questo emendamento.

Président - Je soumets au vote l'amendement du PdL, qui récite:

Emendamento

All'art. 8 del disegno di legge n. 19/XIII concernente "Misure regionali straordinarie e urgenti in funzione anti-crisi per il sostegno alle famiglie e alle imprese", è aggiunto il seguente nuovo comma:

"4. Il limite di 6 kW nominali, di cui all'art. 38, comma 3, della l.r. 9/2008, è derogabile qualora la maggior potenza sia necessaria al funzionamento di apparecchiature sanitarie e di mobilità ad uso di soggetti diversamente abili, nonché agli utenti domestici presso i quali sono presenti persone che versano in gravi condizioni di salute, tali da richiedere l'utilizzo di apparecchiature medico terapeutiche, alimentate ad energia elettrica, necessarie per il loro mantenimento in vita.".

Conseillers présents et votants: 34

Pour: 34

Le Conseil approuve à l'unanimité.

Président - Je soumets au vote l'article 8 dans le texte ainsi amendé:

Articolo 8

(Interventi regionali per il contenimento dei costi dell'energia elettrica. Legge regionale 15 aprile 2008, n. 9)

1. Al fine di sostenere i redditi delle famiglie, le disposizioni di cui all'articolo 38 della legge regionale 15 aprile 2008, n. 9 (Assestamento del bilancio di previsione per l'anno finanziario 2008, modifiche a disposizioni legislative, variazioni al bilancio di previsione per l'anno finanziario 2008 e a quello pluriennale per il triennio 2008/2010), relative agli interventi regionali a sostegno dei costi per l'acquisto di energia elettrica, si applicano per gli anni 2008 e 2009.

2. La Giunta regionale approva lo schema-tipo di convenzione di cui all'articolo 38, comma 3, lettera b), della l.r. 9/2008 entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

3. Il comma 4 dell'articolo 38 della l.r. 9/2008 è abrogato.

4. Il limite di 6 kW nominali, di cui all'articolo 38, comma 3, della l.r. 9/2008, è derogabile qualora la maggior potenza sia necessaria al funzionamento di apparecchiature sanitarie e di mobilità ad uso di soggetti diversamente abili, nonché agli utenti domestici presso i quali sono presenti persone che versano in gravi condizioni di salute, tali da richiedere l'utilizzo di apparecchiature medico terapeutiche, alimentate ad energia elettrica, necessarie per il loro mantenimento in vita.

Conseillers présents et votants: 34

Pour: 34

Le Conseil approuve à l'unanimité.

Président - Je soumets au vote l'article 9:

Conseillers présents et votants: 34

Pour: 34

Le Conseil approuve à l'unanimité.

Président - Je soumets au vote l'article 10:

Conseillers présents et votants: 34

Pour: 34

Le Conseil approuve à l'unanimité.

Président - Je soumets au vote le projet de loi dans son ensemble:

Conseillers présents et votants: 35

Pour: 35

Le Conseil approuve à l'unanimité.