Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 3393 del 19 marzo 2008 - Resoconto

OGGETTO N. 3393/XII - Reiezione di mozione: "Interventi per un uso razionale delle risorse idriche".

Mozione

Premesso che l'acqua è fonte di vita e costituisce un bene dell'intera umanità e che l'acqua per il consumo umano è un bene sempre più scarso, la cui gestione deve essere pubblica e partecipata;

Dato atto che il carattere pubblico dell'acqua appartiene alla storia della nostra regione come elemento fondante dell'autonomia valdostana e tuttora ne costituisce un principio vitale;

Considerato che il cambiamento climatico globale in atto dovrebbe suggerire ai responsabili politici di abbandonare la strada dell'eccessivo sfruttamento di questa preziosa risorsa, con un controllo rigoroso del suo uso, regolando con precise priorità la gestione delle risorse idriche;

Dato atto che l'impegno del governo regionale a sancire il principio pubblico dell'acqua e a razionalizzarne l'uso appare confortato dalla proposta di avvio di un servizio idrico integrato;

Constatato, tuttavia, che attualmente sono emerse con forza le problematiche e le contraddizioni esistenti riguardo all'uso razionale dell'acqua: da una parte i disagi dei cittadini di quei comuni rimasti senz'acqua e dall'altra i problemi causati da rilascio di concessioni e sub concessioni "selvagge" per centraline private, impianti di neve artificiale o altro, a tutto scapito della collettività;

Il Consiglio regionale

Impegna

la Giunta regionale:

1) a stabilire una moratoria delle concessioni di derivazione delle acque per uso industriale e idroelettrico;

2) a predisporre, nell'ambito della citata riorganizzazione del servizio idrico, regole chiare per l'utilizzo delle acque, in primo luogo privilegiandone l'uso per il consumo domestico e riducendone drasticamente la cessione per usi impropri;

3) a prevedere un modello di gestione intelligente, riducendo gli sprechi e aprendo spazi di partecipazione democratica e di condivisione delle scelte ai cittadini.

F.to: Bortot - Venturella - Squarzino Secondina

Presidente - La parola al Consigliere Bortot.

Bortot (Arc-VA) - Devo dire che, a livello di iniziative di stampa, convegni e altro genere, finalmente sul problema dell'acqua credo che ci siamo: ci sono state tutta una serie di iniziative, sia da parte del Governo, che di altri enti di sensibilizzazione, di presa di coscienza, di proposte di discussione su tutta la problematica e questo è molto importante... entrerò nel merito successivamente.

Per quanto riguarda la nostra mozione, sottolineiamo una serie di problematiche; alcuni accenni possiamo farli anche a livello più generale. Qui, con l'Assessore Cerise, ci dividono alcune considerazioni: lui pensa che questo cambiamento climatico sia dovuto a fattori ciclici già avvenuti, mentre noi continuiamo a sostenere che è dovuto al massiccio intervento dell'uomo nei confronti della natura, mancanza di rispetto della natura. Al di là di chi ha ragione, siamo di fronte a un cambiamento climatico, a una penuria di precipitazioni, a una intensità di precipitazioni come non si erano mai viste; di fatto, a una desertificazione di intere aree del pianeta. Se scendiamo da una dimensione planetaria nella nostra realtà e nel nostro Paese, dobbiamo dire che fatte le proporzioni, le conseguenze di questo cambiamento climatico si fanno sentire non poco: abbiamo una riduzione forte dei nostri ghiacciai, questa riduzione è collocata in un tempo tantissimo ravvicinato, che non può farci allarmare sulle riserve di acqua legate a questi ghiacciai: mi riferisco all'arco alpino, ma in particolare alla nostra Regione.

Sottolineo ancora che la nostra Regione è poco piovosa, lo vediamo in questi mesi, ha fatto 2 gocce l'altra settimana e, se mettiamo assieme il cambiamento climatico con la riduzione dei ghiacciai, la piovosità nella nostra Regione, l'intervento umano sull'utilizzazione - ma sarebbe più appropriato dire "sfruttamento delle acque" - il bilancio energetico - nel senso di fare un bilancio dell'utilizzazione di questa risorsa - è sufficientemente allarmante. Condivido gli interventi e le relazioni fatte la settimana scorsa dai rappresentanti del Governo a Courmayeur sul problema del servizio idrico integrato, ma noi diamo un giudizio più severo sul fatto di essere in ritardo nel percepire la dimensione del problema, sottolineare la dimensione del problema e sull'intervenire. È vero che nei prossimi giorni discuteremo sulla legge del sistema idrico integrato, ben venga anche se in ritardo; entreremo nel merito nell'ambito di quella legge, ma alcune cose possiamo anticiparle. Abbiamo una grossa riduzione della portata dei torrenti e della Dora, quindi andremo a costruire e installare depuratori che dobbiamo stare attenti che abbiano, da un lato, dimensioni di comprensorio per fare economie di scala ma, dall'altro, a quanta acqua siamo in grado di immettere perché possano depurare quanto prodotto dalle popolazioni dei comprensori di questo Comune. Sollevo un problema.

Sono state presentate decine di domande di derivazione e captazione di acqua di concessione e subconcessione per uso idroelettrico; è vero che è una fonte rinnovabile, ma abbiamo un problema di deflusso minimo vitale della vita del torrente o del fiume, come è stato sottolineato anche in quegli interventi, perché per uso plurimo dobbiamo tener conto della vita del corso d'acqua, di quanto rilasciamo per produrre energia, a chi rilasciamo le concessioni e qui è un problema che continuiamo a sollevare di tipo politico, l'acqua è di tutti i Valdostani e non è giusto che si rilascino concessioni a società miste. Per società miste si intende privati che partecipano agli utili a fronte di pagamento di concessioni minime, producono degli utili che dovrebbero essere distribuiti alla collettività. È un fenomeno che si sta ampliando e vogliamo venirne a capo, se non annullarlo; riteniamo che le aziende private possano costruire e gestire le centraline, ma non possano partecipare agli utili su una risorsa che è un bene comune di tutti i Valdostani.

Dobbiamo fare una riflessione sul rilascio di concessioni e subconcessioni per quanto riguarda l'innevamento artificiale; stiamo andando alla deriva da questo punto di vista, il costo dell'energia, il consumo di acqua in rapporto alle utenze. Dobbiamo fare un bilancio, non voglio creare allarmismi, nessuno vuol chiudere gli impianti di innevamento, ma dobbiamo fare un bilancio economico ed ecologico sull'innevamento artificiale, perché c'è il rischio che non siamo in grado a breve tempo di mettere in piedi alternative a questo tipo di economia. Abbiamo il problema - lo accenno rinviandolo ad un'altra iniziativa - delle indagini sulle falde all'interno dell'area di proprietà della "VDA Structure" e della "Cogne", abbiamo il problema degli inquinanti delle falde della città di Aosta che viene assolutamente minimizzato: abbiamo segnalazioni da parte della "CAS" che invia comunicati alla Regione e al Comune di Aosta in cui dice che obbliga il gestore e il proprietario dell'area inquinata che non siano responsabili dell'inquinamento - non si sa chi dovrebbero essere - a darne comunicazione alla Regione e al Comune territorialmente competente. Allora la "VDA Structure" e la "Cogne Acciai Speciali" segnalano che nelle aree ci sono problemi di concentrazione e contaminazione di cromo 6, cromo totale, nickel, fluoruro, nitrati e solfati nelle acque sotterranee. Tutte e 2 queste aziende ci segnalano questo livello di inquinamento.

Noi come rispondiamo? Rispondiamo con una serie di dichiarazioni dell'Assessore lunedì 28 febbraio 2008, dove si dà l'ennesimo studio sulla falda sotterranea all'interno di queste aree, dove però si dichiara che non ci sono grossi problemi, che occorre fare un monitoraggio, che occorre un'azione congiunta per assicurare il raggiungimento di buoni livelli di qualità igienico-sanitari e ambientali; cioè andiamo a dare un incarico per fare una ricerca sulla potabilità delle acque, quando sappiamo già che ci sono questi inquinanti. Ci sono poi le dichiarazioni del proprietario della "CAS", Marzorati, che dice: "Recenti studi compiuti dai tecnici del Politecnico di Milano e dai periti dell'ARPA Lombardia..." - del cui coinvolgimento non si capisce il perché - "hanno escluso qualsiasi fenomeno di contaminazione derivante dall'attività dello stabilimento negli ultimi 10 anni". Bisognerebbe capire questi inquinanti da dove arrivano: o c'erano già prima e non si capisce perché non siano state fatte le bonifiche o qualcuno li ha sotterrati.

Non voglio uscire troppo dall'articolato della mozione, per quanto riguarda la nostra mozione sottolineo la differenza con l'Assessore: mentre sulla situazione critica degli approvvigionamenti idrici, del cambio climatico, della poca piovosità, dell'utilizzo dell'acqua come bene primario siamo d'accordo, il Governo però continua a rilasciare concessioni di captazione di acqua per uso industriale e per neve artificiale. Su questo chiediamo se siamo al limite delle risorse, in quanto nei prossimi anni, con la legge sul servizio idrico integrato, dobbiamo provvedere entro il 2005, come prevede la legge, a sopperire a carenze idriche ad uso alimentare, che già ci sono e non vi faccio l'elenco dei Paesi con carenze idriche nella nostra Regione. Abbiamo problemi di quantità da utilizzare in funzione dei depuratori che andremo a installare, abbiamo quantità da utilizzare nel settore agricoltura, quindi per tutto il resto vorremmo che il Consiglio decidesse per una moratoria, ovvero sospendere il rilascio di qualsiasi tipo di concessione ad uso idroelettrico e di innevamento artificiale, per far fronte prima ai bisogni primari che abbiamo individuato con la legge che andremo ad approvare sul sistema idrico integrato, quindi capire la necessità che abbiamo su quel fronte per evitare di avere delle carenze successivamente.

Occorre poi accentuare un dibattito nella popolazione e negli enti locali, il BIM si è messo su questa strada con alcune iniziative, che però vanno ulteriormente approfondite. Per essere esplicito: tutta la popolazione della Valle sa che nel lavarsi i denti, nel farsi la barba, nel far funzionare la lavatrice è necessario stare attenti ai consumi, partendo da questa presa di coscienza occorre un dibattito ulteriore fra la popolazione e le persone sulle priorità da dare a questa fonte primaria, perché il rischio è che si facciano i convegni sull'acqua come bene primario, bla... bla... bla, e poi non cambi nulla nei comportamenti e negli atteggiamenti quotidiani, con la conseguenza che quando noi dovremo alimentare la rete idrica, far funzionare i depuratori, capire quanta acqua ci assorbono l'agricoltura e i bisogni primari, corriamo il rischio di non avere risorse idriche a sufficienza!

Presidente - Dichiaro aperta la discussione.

La parola al Consigliere Segretario Venturella.

Venturella (Arc-VA) - Sul problema dell'acqua credo che le nostre iniziative nel passato si siano succedute in maniera sempre più incalzante, anche in riferimento a quello che doveva risultare come aspettative il famoso piano di tutela delle acque. Piano che nella sua globalità di obiettivi in questa Regione, stante anche le dichiarazioni recenti dell'Assessore Cerise recentemente sulla richiesta da parte della Regione ai concessionari di derivazione d'acqua di essere più prudenti... questa non è altro che una dichiarazione di fallimento.

Si chiede la prudenza nel prelievo per rispettare il deflusso minimo vitale, ma pochi mesi fa, ad una nostra interrogazione sui criteri di calcolo... mi ricordo che le interrogazioni dell'opposizione erano 2: una nostra e una dei colleghi del "PD", l'Assessore rispose che non c'era alcun problema: "il calcolo del deflusso minimo vitale tutela ampiamente i corsi d'acqua e gli introiti delle società che hanno in concessione le acque". Proprio dalla lettura di un articolo comparso su un settimanale locale e ripreso da un quotidiano, questo è stato smentito dai fatti; la Regione che chiede alle società concessionarie di essere prudenti nel prelievo delle acque. Questo vuol dire che ciò che si sbandierava come criterio efficiente, efficace ed economico, è risultato solo il terzo: economico, ma non per la popolazione! Allora, quando facevamo qui riferimento ad altri criteri di calcolo applicati in altri piani di tutela delle acque di altri bacini, come l'asta del Po, e si faceva notare la notevole differenza - anche di 6-7 volte la portata in altri bacini - col deflusso minimo vitale che in Valle era risibile, era perché qualcosa non andava nel calcolo, l'Assessore ha detto che tutto era normale... pochi mesi lo stesso Assessore raccomanda maggiore prudenza nel derivare le acque!

Pertanto, da una parte, il fallimento del piano acque nella sua interezza, dall'altra, la constatazione che ciò che il nostro gruppo diceva nel luglio 2006, quando chiedeva con un'analoga mozione, ma impostata sul fatto che non sempre e non ovunque l'energia elettrica è da considerarsi energia rinnovabile, e ciò accade quando il prelievo nel torrente è al di sotto del deflusso minimo vitale o non rispetta l'ecosistema acquatico, una moratoria delle concessioni... siamo stati quasi derisi. Ci è stato detto: ma no, nessun problema, di acqua ce n'è! Adesso leggiamo sui giornali che 3 acquedotti valdostani sono stati riforniti con le autobotti dei pompieri, questo il 5 gennaio 2008. Siamo stati derisi nel luglio 2006, ci hanno dato una risposta non soddisfacente il 22 novembre 2007, torniamo in questo Consiglio a parlare di poca accortezza nel gestire la risorsa idrica del nostro Paese, e la dimostrazione è questa. La dimostrazione è che in alcune zone collinari, soprattutto della zona di Châtillon e Saint-Vincent non vi è acqua e che le domande di derivazione giacenti, mi pare dal luglio 2006, si siano quasi raddoppiate - siamo sull'ordine di 100. E questa è una situazione insostenibile.

Chiediamo quindi ciò che si chiedeva più di un anno fa e che non è stato preso in considerazione; oggi credo che con la fame d'acqua - permettetemi l'ossimoro - questa emergenza sia anche qui da tenere in considerazione e da non rimuovere, dicendo che qua in Valle ci sono i ghiacciai, non c'è problema. Infatti più andremo avanti con l'allungamento dei periodi di siccità, la diminuzione della piovosità media mensile, l'aumento dell'intensità oraria, più vi saranno problemi per la risorsa idrica. Credo che in questo momento dobbiamo fare un patto, elezioni o non elezioni, perché è un patto che dobbiamo fare fra Valdostani, per la tutela della "risorsa acqua", perché con ciò che avete impostato non si va da alcuna parte.

Presidente - La parola al Consigliere Sandri.

Sandri (PD) - Credo che sia questo l'ennesimo intervento che viene fatto dai gruppi di opposizione sul tema dell'acqua, come ha ricordato prima il collega Venturella, anche se non l'ho seguito benissimo, ma credo abbia ricordato come ci siano state iniziative sul deflusso minimo vitale da parte anche del nostro gruppo, lo ringrazio per il riconoscimento che ha voluto dare alle nostre iniziative.

Il problema dell'acqua è una di quelle grandi scelte strategiche su cui ci dobbiamo misurare, e lo dobbiamo fare, volenti o nolenti, nel senso che è un tema che c'è, perché diventerà una di quelle risorse - è incredibile pensarlo per una Regione come la nostra che di acqua è sempre stata una ricca detentrice - di cui per il riscaldamento del globo vi sarà un grave problema di riduzione. Dobbiamo tener conto che ancora 15-20 anni c'erano placche di neve che si trovavano ancora un poco annerite dall'inquinamento e dai fumi della "Cogne" e delle automobili, fra l'altro, mozione d'ordine, Presidente, se potesse seguire i lavori del Consiglio non ci dispiacerebbe... ci sono 25° da un po' di tempo, ho visto anche un 26 o un 27 a un certo punto, capisco che lei sia in campagna elettorale, ma si faccia sostituire dal Vicepresidente Tibaldi se non è all'altezza della situazione...

Presidente - ... intervenga su quello che deve parlare...

Sandri (PD) - ... mozione d'ordine...

Presidente - ... se è per mozione d'ordine, si interrompa e illustri la mozione d'ordine...

Sandri (PD) - ... visto che non possiamo telefonare...

Presidente - ... sto parlando con gli uffici, segua, io sto seguendo e lei faccia quello che deve fare per l'intervento e poi fa la mozione d'ordine...

Sandri (PD) - ... va bene, allora dopo faccio la mozione d'ordine, bravo Presidente, così mi piace!

Dicevo che fino a pochi anni fa sarebbe stato difficile pensare che al 19 marzo avremmo avuto 20 gradi, come è successo nei giorni scorsi, e non avere più contezza della neve che è ormai salita a 1.800 metri, allora questo comporterà una modificazione rilevante della disponibilità di acqua in Valle, e anche se non sono un catastrofista come gli amici dell'"Arcobaleno", ma certamente come spesso succede i "Verdi" hanno questa caratteristica di essere dei pesci pilota, hanno un fiuto particolare per captare questi avvenimenti epocali che emergono e ci aprono gli occhi; poi bisogna gestire in modo meno raffazzonato di quanto non proponiate voi, e qui già do il segno di come vi chiederemo di fare delle modifiche sul testo, perché riteniamo che si possa dire qualcosa di più preciso, ma su questo ci avete aperto gli occhi e credo che noi dobbiamo fare una serie di riferimenti.

Devo dire che ho apprezzato in particolare nella mozione questo dato storico, cioè avete voluto mettere in evidenza: "dato atto che il carattere pubblico dell'acqua appartiene alla storia della nostra Regione", allora questo è molto importante perché il rapporto storico fra i Valdostani e l'acqua è sempre stato un rapporto interessante e importante. Ricordo solo 2 aspetti che in questo caso cascano abbastanza "a fagiolo"; intanto l'acqua è stata comprata a caro prezzo dai Valdostani, verso la fine del 1700 comprarono con decine di migliaia di soldoni d'oro dai Savoia il diritto all'acqua, che poi abbiamo perso nel passaggio fra i decreti luogotenenziali e lo Statuto, perché dall'avere il diritto alle acque abbiamo avuto la concessione novantanovennale, ma credo che si possa sperare in futuro con una trasformazione federalista dello Stato italiano di recuperare. L'altro dato essenziale è la gratuità dell'acqua a scopo agricolo, che era sempre stato un caposaldo del pensiero valdostano; questo nella vostra mozione non è evidenziato, ma è un elemento su cui abbiamo la massima preoccupazione, ma di questo dirò dopo.

Tornando all'inizio, sul problema dell'acqua abbiamo fatto una serie di iniziative che vogliamo richiamare, perché abbiamo detto: c'è il surriscaldamento del pianeta, c'è un aumento della temperatura media, c'è un arretramento dei ghiacciai impressionante, lo stesso paesaggio valdostano è cambiato, sono stato ad Amay questa estate per la ricorrenza dell'eccidio dei partigiani in quella località e guardavo insieme al Senatore Dujany la Valle d'Aosta, di bianco non c'era niente se non una piccola linguina in fondo che corrispondeva alla cima del Monte Bianco. Non credo che, a memoria d'uomo e di donna, ci sia mai stata una cosa del genere, quindi anche le nostre riserve, è un po' come il discorso del petrolio... a quanto ammontano le riserve di petrolio? Ma mentre il petrolio può essere sostituito con l'energia elettrica ed altre fonti energetiche, l'acqua non può essere sostituita da niente, quindi se non c'è poi non ci sarà!

Volevo ricordare - mi sembra di vedere in aula il collega Comé che è l'ultimo residuato di quella spedizione - quando siamo andati al Cristo delle Vette, era una spedizione a cui abbiamo partecipato io, lei, Perrin e Nicco, se si ricorderà con l'efficiente organizzazione del Consiglio regionale siamo partiti di pomeriggio a piedi senza elicottero e siamo andati a città di Mantova. La cosa che mi impressionò è che nella traversata da Punta Indre verso città di Mantova c'erano i resti degli skilift perché una volta sul ghiacciaio dell'Indre si sciava. Oggi il ghiacciaio dell'Indre non c'è più, quindi l'arretramento è impressionante dal punto di vista delle dimensioni ed è successo in pochissimi anni. Allora dobbiamo renderci conto che le prossime generazioni si potrebbero trovare con un innalzamento della temperatura molto più alto, per cui darsi delle politiche dal punto di vista dell'acqua è più importante che delle politiche in altri settori.

Il secondo tema su cui ci siamo impegnati molto è legato al deflusso minimo vitale. Siamo molto preoccupati perché, come dicevamo all'Assessore Cerise, abbiamo fotografie non di dicembre o gennaio, ma di settembre in cui il deflusso di acqua nella Dora a livello di Champdepraz è al di sotto di 10 cm. Quando siamo andati a vedere sul sito della Regione i dati mensili delle acque, ci siamo resi conto che il deflusso in alveo della Dora è bassissimo; poi si faranno questi interventi sull'alveo di magra, ma sta di fatto che la captazione delle acque a fini idroelettrici è talmente importante a fronte di una riduzione delle precipitazioni atmosferiche e delle riserve idriche contenute nei ghiacciai, che corriamo il rischio di avere una grave deformazione dell'habitat fluviale e quindi dell'ecosistema fluviale, ma questo non è importante in teoria soltanto per la questione dei pesci, lo è soprattutto dal punto di vista paesaggistico, perché vedere una valle con un fiume in secca non è il massimo della vita. Dobbiamo promuovere una bella Valle d'Aosta dove ci sono dei "torrents ruisselants d'antan", la musica che accompagna la passeggiata... ma poi, anche in termini moderni, un bel torrente pieno d'acqua significa per il "rafting" la possibilità di esercitare questo sport, altrimenti diventa una cosa, sì, facciamo lo sci d'erba e quant'altro.

Per quanto riguarda il deflusso minimo vitale, la risposta che ci ha dato l'Assessore la volta scorsa ci ha preoccupato, perché dice che ci sono una novantina di domande di nuove concessioni... è la corsa all'Eldorado! Se già la situazione oggi è così precaria, chissà cosa succederà quando avremo autorizzato tutte queste ditte; fra l'altro, non con la normativa attuale in vigore dal 1° gennaio che è più restrittiva e consente di avere un maggiore controllo, ma su quella vecchia che era in vigore fino al 31 dicembre 2007. Allora dobbiamo essere molto preoccupati, perché tutte queste opere di captazione, piccole centraline nella maggioranza dei casi a proprietà privata, quindi è evidente che l'unico scopo è l'utile privato, non l'utilità pubblica; posso capire il Comune di Issogne che ha messo in piedi una centralina, che era vigente molti decenni fa, poi andata in disuso, per cui utilizzano l'acqua potabile che poi va nell'acquedotto. Lì non c'è spreco, nel senso che è un sistema ecologicamente compatibile e sostenibile, che non toglie nulla al consumo di acqua potabile, così come è una delle preoccupazioni dei proponenti, e ci consentirà di avere l'utile e il dilettevole. La stragrande maggioranza dei progetti che sono stati presentati finora non sono dei progetti che possano consentire di avere la tranquillità, perché andranno a ridurre la quantità di acqua che viene immessa nei torrenti e nella Dora e avremo una riduzione del minimo deflusso vitale. Fra l'altro, nemmeno più con il famoso 3° sistema di valutazione stiamo riuscendo a mantenere i livelli previsti dalla legge, pur avendo inventato una norma che non sta in piedi, perché è un punto di riferimento che è indegno, la Provincia di Bolzano che anche lei ha l'occhio attento al denaro, ha messo un parametro che è circa 5 volte superiore a quello del terzo della nostra normativa, ma malgrado questo non siamo neanche in questa considerazione. Questo è preoccupante, perché poi non ci sono solo i problemi paesaggistici, ma c'è un problema di inquinamento; sempre in quest'aula abbiamo evidenziato che una serie di problemi per cui ci sono stati inquinamenti nella Dora all'altezza di Aosta sono emersi per la mancata azione di diluizione degli inquinanti che in quantità corrette erano usciti dalla "Cogne", ma in quantità corrette rispetto a un deflusso che ne avrebbe consentito lo smaltimento; se il deflusso non c'è, le concentrazioni aumentano e andiamo ad alterare gli equilibri biologici che poi possono contaminare le falde. Quando ci si trova di fronte a una situazione del genere, credo che ci si debba porre delle domande.

L'altro punto su cui siamo d'accordo, anche se proporremo un emendamento al testo, è rispetto alla gestione intelligente; è una gestione un po' generica, perché qui c'è da capire se la gestione deve rimanere pubblica o passare privata. La mia impressione è che certe promozioni a cariche nazionali dei consorzi BIM siano legate non ai meriti personali di una persona che occupa in questo momento il posto del Presidente del BIM della Valle d'Aosta, ma a una serie di convenienze nazionali che ci ritroveremo in Valle d'Aosta. Mi spiego: ho l'impressione che il servizio idrico integrato sia un modo per scippare i Comuni valdostani del diritto di gestire l'acqua, cosa che hanno fatto dalle "franchises" a oggi, per poterlo dare tramite il BIM, che è la vostra mano forte incontrollabile dal Consiglio regionale, e affidarlo direttamente attraverso concorsi a varie ditte private. Quali che siano non mi interessano, non credo che ci sia niente di illecito in materia, ma è la scelta di passare a un sistema in cui i Comuni sono privati delle loro competenze e tutto viene dato al privato, al profitto. La conseguenza è che i Valdostani lo devono sapere, succederà come per i rifiuti, l'esplosione dei costi per i cittadini!

I cittadini valdostani prima delle elezioni si beccheranno le cartelle esattoriali dei rifiuti solidi urbani e si troveranno le mazzate, perché il sistema che voi volete esportare nel campo delle acque è quello di dare tutto in gestione a un cartello di società, che impone i propri voleri, a ponte di queste tasse indirette che devono pagare i cittadini. Per cui, pur essendo una Regione ricchissima, noi, attraverso questo gioco, imponiamo delle sovrattasse per inefficienza e incapacità, per gestioni scellerate, quelle privatistiche, invece si potrebbe mantenere la proprietà e la gestione pubblica che ha funzionato benissimo in tanti Comuni. Ci sarà stato qualche Comune che non era all'altezza della situazione, ma una cosa è andare a correggere qualche situazione, altra cosa quella di dire ai Comuni di mettersi insieme per fare degli ambiti più omogenei ed efficienti: questi sono tutti discorsi su cui possiamo essere d'accordo, ma quello su cui non siamo d'accordo è la sistematica volontà di sottoporre tutto questo al controllo del BIM che è un organismo parastatale che fa più riferimento all'"Union Valdôtaine" che al sistema istituzionale valdostano: quello di poter controllare tutti i passaggi successivi; fra l'altro, nell'ordine del giorno, oggi, avremo la discussione su questi temi.

Credo che si debba tener conto di questi concetti, anche perché dal punto di vista della gestione pubblica da parte dei Comuni una preservazione classica che era sempre stata mantenuta era quella di mantenere dei costi minimi o nulli per quanto riguarda l'irrigazione agricola; ho paura - non ho dati per poter avallare questa ipotesi - che nel momento in cui si fa il piano regionale, si fanno i subATO, alla fine i contadini pagheranno tanti soldi per mantenere questo sistema che ha l'unica finalità di reggere un sistema politico e un sistema delle convenienze.

Questa è una mozione molto importante, perché non solo mette insieme una grande attenzione per l'acqua come uno degli elementi fondamentali della vita umana, che dobbiamo preservare con tutta la nostra volontà, ma mette attenzione sul sistema idrico che si sta ipotizzando in Valle, e che ha degli aspetti che ci lasciano perplessi. Tanto per capirci, a me tutta questa roba ricorda la partenza degli impianti di depurazione negli anni '80. La collega Squarzino ride, ma personaggi, le proprietà, le società di gestione, questa confusione fra privato e pubblico... anche il compattatore di Brissogne che ha avuto qualche problema per una vicenda per cui c'era stata una turbativa d'asta... però lì c'era una società mista, pubblico-privato, dove la parte pubblica si occupava degli oneri e la parte privata degli onori. Queste frammistioni che abbiamo ritrovato in depuratori, ad esempio nei depuratori della Val d'Ayas si trova una cosa del genere, e ho l'impressione che ci stiamo avvicinando a una stagione del genere. Allora fermiamoci prima, accettate questa mozione, spero che i colleghi dell'"Arcobaleno" accetteranno delle modificazioni nel senso che ho appena illustrato, in modo da evidenziare come su questo tema l'Amministrazione regionale ha la volontà della trasparenza, della correttezza, ma soprattutto di rimanere nel solco storico della gestione delle acque che abbiamo eredito dai nostri avi, e che hanno fatto della Val d'Aosta quel sistema di solidarietà che ha sempre privilegiato la difesa del territorio e delle attività agricole.

Chiudo dicendo che ho l'impressione che il modello di gestione intelligente sia difficile da definire. Abbiamo posto una serie di temi, però ci sono alcuni cardini di riferimento che dobbiamo mantenere: il principale, per noi, è quello della gestione pubblica e che questa gestione pubblica veda come protagonisti prima di tutto gli enti locali. Questo è il passaggio che richiediamo con forza.

Presidente - La parola al Consigliere Bortot.

Bortot (Arc-VA) - Vorremmo 5 minuti di sospensione, per definire meglio...

Presidente - Il Consiglio è sospeso per 5 minuti.

Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 19,28 alle ore 19,41.

Presidente - Riprendiamo i lavori. È stata apportata una modifica al testo della mozione che vi sarà distribuita. Se nessuno chiede la parola, dichiaro chiusa la discussione generale.

La parola all'Assessore al territorio, ambiente e opere pubbliche, Cerise.

Cerise (UV) - Ringrazio i colleghi dell'opposizione che hanno voluto rendermi edotto di tutti i problemi che riguardano l'acqua della Valle d'Aosta, in questa panoramica che ha sviscerato in maniera esaustiva gli aspetti che riguardano il servizio idrico integrato, la questione dei torrenti, i ghiacciai... ho scoperto cose molto interessanti. La conclusione di questa dotta illustrazione è che questa mozione è irricevibile, perché è già tutto contenuto prima in una legge che abbiamo approvato, poi negli atti deliberativi e infine, facendo anche una concessione amministrativa generosa, faremo qualche riflessione in Giunta per vedere se è il caso di varare una piccola deliberazione, con cui andiamo a fare qualche puntualizzazione a un piano di tutela delle acque che è considerato uno dei più bei piani che ci sia in Italia.

Detto questo, vi invito a ritirare la mozione, altrimenti ci asterremo.

Presidente - La parola al Consigliere Bortot.

Bortot (Arc-VA) - Noi la mozione non la ritiriamo.

Prendiamo atto della gravità di quello che ha detto l'Assessore Cerise ridendo, quello che noi diciamo da anni lui lo sapeva già, il guaio è che non è intervenuto! Ci sono carenze idriche nei paesi della Valle, i ghiacciai si ritirano, arriva alla vigilia delle elezioni con un sistema idrico integrato, perché il rischio è che vada a giro a fare campagna elettorale senza uno straccio di una decisione per quanto riguarda la penuria d'acqua nella nostra Regione e l'uso interessato che ne fate! In quella cosa c'è la moratoria per un uso industriale dell'acqua, perché finché lei rilascia concessioni a chicchessia, per non dire altro, vuol dire che dell'acqua ha capito tutto, quindi è in malafede, fa un uso improprio di una proprietà dei Valdostani e non ha alcuna prevenzione, né lungimiranza per capire cosa fare di questo problema che è presente oggi. Tant'è che ha inventato una legge sui depuratori quando i depuratori nel resto del mondo li hanno fatti da decenni! Tant'è che ha inventato acquedotti, perché se li è inventati, dato che "va tutto bene, Madama la Marchesa" con l'acqua in questa Regione, ma perché "cavolo" mai avete deciso di fare una legge sul sistema idrico integrato, dato che tutto è a posto... gli acquedotti funzionano, le centraline funzionano, la neve artificiale funziona e nei rubinetti dei Valdostani arriva sempre meno acqua!

Grazie, Assessore!

Presidente - La parola al Consigliere Sandri, per dichiarazione di voto.

Sandri (PD) - Condivido abbastanza la "verve" politica che ha espresso il collega Bortot, anche se in forma un po' diversa, perché quest'aria di sufficienza dell'Assessore Cerise testimonia di questa presupponenza: ma perché dobbiamo rispondere al Consiglio regionale? Noi siamo superiori, queste cose le sapevo già, ci pensiamo noi, abbiamo noi il BIM, il BOM, il BAM, il BUM... gli amici degli amici, gli amici dei cognati, parenti vari che si interessano di energia, abbiamo tutto noi sotto controllo non vi preoccupate... Questa è un'offesa al Consiglio regionale, Assessore, veramente grave! Abbiamo posto dei problemi molto seri, lo diceva lo scorso Consiglio il collega Tibaldi quando qualcuno lo accusava di tirare per le lunghe nelle 2 leggi che abbiamo fatto lo scorso Consiglio. Noi abbiamo fatto lo scorso Consiglio, così come stiamo facendo adesso, interventi che erano tutti mirati sul problema. Le abbiamo spiegato la nostra posizione, che può darsi sia infantile o poco documentata, che siamo dei visionari, ma abbiamo la legittimazione del fatto che ci sono delle persone che non la pensano così, che hanno ritenuto utile la nostra presenza in Consiglio per difendere i loro interessi, e noi, a queste persone, per quante poche siano, dobbiamo dare completa risposta alle loro attese. Purtroppo siamo nelle condizioni di non poterlo fare, perché noi poniamo dei problemi e lei non sa e non vuole rispondere, qua è la spiegazione, secondo me, perché dietro la supponenza che le suggerisce il Presidente della Regione: "vedi, voi state perdendo tempo, questo è uno spettacolo indegno del Consiglio regionale"...

(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)

... probabilmente è il metodo più semplice per togliersi le castagne dal fuoco. Le ripeto le cose che avevo detto prima: per quale motivo voteremo favorevolmente a questa mozione? Perché è una mozione che identifica dei problemi essenziali. Il primo: dovete smetterla di tenere conto che l'acqua è una roba per far profitti a voi o alla comunità valdostana in termini di denaro, perché questo è un calo enorme di profitti dal punto di vista ambientale, ecologico e del benessere dei cittadini. I vostri conti economici sono un fallimento, perché porteranno a un aumento delle tariffe che pagheranno i cittadini, che già fanno fatica ad arrivare alla fine del mese, poi si beccheranno la mazzata dell'acqua in bolletta, la mazzata della bolletta dei rifiuti e... avanti di questo passo! State fallendo da questo punto di vista, mentre credo che possiate tranquillamente dire: fermi tutti, l'"Union Valdôtaine" è giusto che continui a governare la Regione, quindi facciamo una modifica della nostra politica e ci rimettiamo sui binari giusti. Non vogliamo mica pensare a chissà quali stravolgimenti, noi vogliamo che la vostra politica diventi più confacente alla Valle d'Aosta e alla popolazione valdostana.

Lei poi non ha risposto sul concetto che le abbiamo spiegato in maniera chiara. Tutta la questione del BIM è per defraudare i Sindaci, i Consigli comunali delle loro prerogative, ma questo non lo dice il sottoscritto per divertimento: ho preso atto come tanti in Valle che ci sono fior di Sindaci dell'"Union Valdôtaine" - se vuole le mando nomi e cognomi - che hanno mandato ai giornali, fatto lettere... preoccupatissimi di questo suo atteggiamento, perché si sono resi conto di quella che è una prerogativa valdostana da sempre. Voi siete contro l'autonomia della Val d'Aosta, voi state distruggendo l'autonomia della Valle d'Aosta, state distruggendo i Comuni valdostani e le comunità locali perché ve ne fregate, perché siete superiori! Assessore al territorio, chieda delle ultime riunioni fatte al Comune di Aosta al suo Presidente della Regione per quanto riguarda una certa funivia di collegamento ad Aosta come tratta il Comune di Aosta: voi fate questo perché sennò io mi scoccio! Capito? L'atteggiamento è: voglio, posso e comando! Lei non è Luigi XIV e non è probabilmente neanche Luciano I, è solo "Luciano Caveri pro-tempore" e, speriamo, non per troppo Presidente della Regione. Questo è l'atteggiamento di chi dice: voglio, posso e comando!

A me dispiace, collega Cerise, che lei si sia adeguato a questa cosa, senza rispondere alle nostre domande, ma non c'è problema. Il Consiglio regionale non finisce oggi, ci sarà anche domani e dopodomani e ci sarà il prossimo Consiglio, su questi punti torneremo con attenzione. Volevo vedere se il Consigliere Venturella interveniva dopo di me, le dispiace? Oppure non posso tenere sotto controllo chi parlerà dopo di me? Allora lei dovrà rispondere. La cosa interessante è che alla fine del Consiglio regionale ci sono gli elettori e le elettrici, e se non risponderà a noi, risponderà a loro, per cui a noi va bene!

Presidente - La parola al Consigliere Segretario Venturella.

Venturella (Arc-VA) - Non so, Presidente Caveri, se lei ha ascoltato attentamente, come di solito fa, ma in questo momento non è stato il caso, perché ci ha accusato di aver detto di tutto e il contrario di tutto, ma nulla di attinente alla mozione d'acqua. A me non pare, e la invito ad ascoltare più attentamente ciò che diciamo, perché sono cose che è vero che qualcuno dice in maniera scorretta, che sono tutte cose che stiamo dicendo da mesi e da anni, ma io vorrei ricordare che sul problema delle centraline di derivazione per uso idroelettrico ne abbiamo parlato e io in questo Consiglio appena entrato (interpellanza n. 127 del 12 maggio 2006) avevo portato un documento di una società che ho scritto, che non ho alcun problema a nominare, la società "Col du Joux" che aveva progettato la costruzione di una centralina in un SIC - sito di importanza comunitaria - nel famoso torrente Dubois. Io avevo analizzato il progetto che era la fotocopia di un progetto presentato in un altro Comune, si erano dimenticati perfino di fare un copia-incolla decente, per cui in alcune zone si vedeva che una frazione non c'entrava nulla con il Comune di Champorcher! Lo avevo portato qua ed è scritto sul resoconto!

Questo vuol dire che il vostro piano di tutela delle acque nella sua interezza, Assessore Cerise, non ho detto che il piano delle acque ha fallito in maniera generale, ma ho detto nella sua interezza, cioè il fatto che un provvedimento era legato all'altro, secondo me non... se poi lei 2 mesi fa ha invitato nella deliberazione le società ad essere caute e prudenti nel prelievo, vuol dire che c'è qualcosa che non va! Questa faccenda dell'assalto alla risorsa acqua, per cui vi sono sullo stesso tratto, ma non di fiume, con portate di decine di litri al secondo, ma con portate che sono mediamente attorno alle portate corrispondenti a un torrente alpino, vi sono 3, 4 domande di concessione che sono in concorrenza! Per cui è vero, la deliberazione del 27 dicembre ha finalmente approvato la procedura tecnico-amministrativa per le domande, ma a me non interessa questo, perché forse lei non mi crederà; noi, a questa mozione, crediamo sul serio... che poi lei ci giudichi utopistici, mi fa dispiacere, ma mi tocca poco o... punto.

Io dico: su questo problema vi è stato un assalto alla diligenza che non avete saputo governare dal punto di vista politico: questo è il punto. Adesso vogliamo chiedere di fare tutti un passo indietro per ripartire, questo è il succo.

Presidente - La parola al Consigliere Ottoz.

Ottoz (CdL) - Contrariamente all'accordo che ho scoperto stamani con l'estrema Sinistra, come l'ha chiamata il Presidente Caveri, non voteremo a favore della mozione, perché siamo contrari al concetto di moratoria unilaterale, alla politica del "no" non giustificata e alla confusione che si fa qui fra acque per derivazioni per uso industriale e per uso idroelettrico, partendo dal presupposto che si può discutere su ogni decisione entrando nel merito se la decisione specifica di quella derivazione è stata rilasciata o negata in forza di valutazioni corrette o meno corrette; questa è un'altra cosa, ma non si può unilateralmente partire dal presupposto di mettere una moratoria sulle derivazioni, senza che questo corrisponda a una valutazione oggettiva delle varie situazioni, le quali, nell'interesse della Regione, vanno singolarmente valutate.

Siamo contrari alla politica del "no" apodittico, siamo contrari alla politica delle moratorie, siamo più favorevoli alle moratorie nel campo dei diritti civili che non nelle derivazioni d'acqua idroelettriche e industriali. Siamo per una concessione del diritto di derivazione dell'acqua quando questo si giustifichi e rispetti tutti i parametri che deve rispettare, non crei problemi per l'ambiente e per la cittadinanza: una moratoria non affronta né risolve questo problema.

Presidente - Pongo in votazione il nuovo testo della mozione che recita:

Mozione

Premesso che l'acqua è fonte di vita e costituisce un bene dell'intera umanità e che l'acqua per il consumo umano è un bene sempre più scarso, la cui gestione deve essere pubblica e partecipata;

Dato atto che il carattere pubblico dell'acqua appartiene alla storia della nostra Regione come elemento fondante dell'autonomia valdostana e tuttora ne costituisce un principio vitale;

Considerato che il cambiamento climatico globale in atto dovrebbe suggerire ai responsabili politici di abbandonare la strada dell'eccessivo sfruttamento di questa preziosa risorsa, con un controllo rigoroso del suo uso, regolando con precise priorità la gestione delle risorse idriche;

Dato atto che l'impegno del governo regionale a sancire il principio pubblico dell'acqua e a razionalizzarne l'uso appare confortato dalla proposta di avvio di un servizio idrico integrato;

Constatato, tuttavia, che attualmente sono emerse con forza le problematiche e le contraddizioni esistenti riguardo all'uso razionale dell'acqua: da una parte i disagi dei cittadini di quei comuni rimasti senz'acqua e dall'altra i problemi causati da rilascio di concessioni e sub concessioni "selvagge" per centraline private, impianti di neve artificiale o altro, a tutto scapito della collettività;

Il Consiglio regionale

Impegna

la Giunta regionale:

1) a stabilire una moratoria delle concessioni di derivazione delle acque per uso industriale e idroelettrico;

2) a predisporre, nell'ambito della citata riorganizzazione del servizio idrico, regole chiare per l'utilizzo delle acque, in primo luogo privilegiandone l'uso per il consumo domestico e riducendone drasticamente la cessione per usi impropri;

3) a prevedere un modello di gestione pubblica, basata sugli Enti Locali, riducendo gli sprechi e aprendo spazi di partecipazione democratica e di condivisione delle scelte ai cittadini.

F.to: Bortot - Venturella - Squarzino Secondina - Fontana Carmela - Sandri

Consiglieri presenti: 24

Votanti: 23

Favorevoli: 5

Contrari: 18

Astenuti: 1 (Ferraris)

Il Consiglio non approva.

Presidente - Vista l'ora, dichiaro conclusi per questa giornata i lavori dell'odierna seduta del Consiglio regionale. I lavori riprenderanno domattina alle ore 9.

La seduta è tolta.

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La seduta termina alle ore 20.