Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 3392 del 19 marzo 2008 - Resoconto

OGGETTO N. 3392/XII - Interpellanza: "Riduzione dei posti letto nel reparto malattie infettive dell'Ospedale regionale".

Interpellanza

Preso atto che negli ultimi anni il reparto di malattie infettive dell'Ospedale regionale si è visto ridurre drasticamente il numero di posti letto disponibili, pur in presenza di un significativo numero di ricoveri, sia legata alle patologie trasmissive tradizionali (epatiti, tubercolosi, ecc...) sia a processi infettivi secondari a caduta delle difese immunitarie;

Venuti a conoscenza che, a partire dal giugno 2007, l'ultima riduzione di posti letto a disposizione ha comportato un frequente utilizzo di posti letto in altri reparti per pazienti di questa unità budgetaria;

Sottolineato che tale carenza di spazi comporta inoltre una stretta vicinanza tra pazienti con malattie trasmissibili e pazienti immunodepressi con infezioni opportuniste;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

l'Assessore regionale alla sanità, salute e politiche sociali per conoscere se intenda:

1) accertare in quanti casi pazienti delle malattie infettive dell'Ospedale siano stati ricoverati temporaneamente presso altri reparti, sia dell'Ospedale regionale di V.le Ginevra che in quello di Reg. Beauregard;

2) predisporre, in accordo con l'ASL, interventi idonei a garantire, nella distribuzione dei posti letto tra i differenti reparti, gli spazi opportuni perché i pazienti delle malattie infettive possano godere di una tutela delle proprie condizioni e non essere un rischio per gli altri ammalati.

F.to: Sandri - Fontana Carmela

Presidente - La parola al Consigliere Sandri.

Sandri (PD) - Ci interessava capire come mai negli ultimi anni il Reparto di Malattie infettive dell'Ospedale regionale di Aosta si è visto ridurre drasticamente il numero dei posti letto disponibili. Credo di ricordare, a spanne, che negli anni '80-'90 avesse 31 posti letto, poi ridotti a 17, 15 e attualmente credo che siano 7 i posti letto a disposizione delle malattie infettive, tenendo conto che è un reparto in cui ci sono non solo le patologie trasmissive tradizionali (epatiti, tubercolosi...), ma anche a partire dalla metà degli anni '80 i processi infettivi e secondari a caduta delle difese immunitarie, legate alla sindrome di immunodeficienza.

Siamo venuti a conoscenza di un provvedimento dell'amministrazione dell'USL della Regione, in particolare di una lettera del Direttore sanitario Roberto Sacco, che dice: "Facendo seguito al mandato ricevuto dalla direzione strategica, a partire dal giorno 12 giugno 2007 avranno luogo gli accorpamenti di Oncologia, Nefrologia e Malattie infettive e Pneumotisiologia". Praticamente le malattie infettive sono state ridotte della metà e il numero di posti letto che è stato reso disponibile è stato dato a pneumotisiologia che è scesa alle malattie infettive. Questo come al solito per privilegiare un reparto chirurgico che è quello dell'Otorinolaringoiatria. "In particolare" - dice Sacco - "come concordato con i Direttori di Dipartimento, si fa presente che, al fine di garantire il trasferimento dei pazienti pneumologici presso le Malattie infettive, quest'ultimo reparto dovrà mettere a disposizione 8 posti letto", quindi dei 15, 8 sono andati a Pneumotisiologia e 7 sono rimasti alle Malattie infettive. Aggiunge il direttore: "Nel caso in cui, a tale data, gli 8 posti letto presso le Malattie infettive fossero ancora occupati da pazienti non ancora dimissibili dalle malattie infettive, questi dovranno essere accolti presso altri reparti del Presidio ospedaliero".

Qui si è data l'autorizzazione da parte del Direttore sanitario di poter distribuire nei reparti di Chirurgia o nei reparti di Medicina i pazienti affetti da malattie trasmissibili. Ora io non credo che questa sia un'idea assolutamente geniale e questa è una cosa che continua a succedere frequentemente, mi hanno evidenziato che tutta una serie di pazienti con malattie infettive trasmissibili sono stati appoggiati, quando arrivati dal Pronto Soccorso, in Chirurgia vascolare, in Ortopedia, in Chirurgia d'urgenza, in Neurologia, nella struttura semplice di Endocrinologia della medicina e perfino in Oncologia. Questo è dovuto al fatto che, essendoci solo 7 posti letto, questi spesso non ci possono stare, ma... ha senso che delle persone con malattie infettive trasmissibili siano messe in mezzo ad altri ammalati? Questa è la domanda che ci si pone. Fra l'altro, ci hanno raccontato questo simpatico episodio: a fronte di un caso che era avvenuto non ricordo più se il Direttore sanitario dell'USL Ponzetti o quello ospedaliero Sacco, avrebbero suggerito il trasferimento in Ostetricia e Ginecologia; pensate... al "Beauregard" fra bambini e donne incinte... ci mettiamo un malato di malattie infettive! Malato che ha bisogno fra l'altro di un'assistenza di tipo specialistico, per cui abbiamo dato una forte formazione professionale al personale che attualmente è lì in servizio, ma che non è a disposizione di tutti gli infermieri degli altri reparti, quindi vorremmo sapere come mai ci possono essere dei disguidi del genere. Volevamo avere informazioni in particolare di quanti casi siano stati ricoverati presso altri ospedali, perché questo è un fatto significativo.

La seconda cosa era capire se c'era la volontà di proseguire in questa che pare una tendenza politica a ridurre la struttura complessa a struttura semplice, quindi togliere il primariato e mantenere ai minimi livelli questa struttura, o invece fare quello che riteniamo opportuno, cioè in accordo con l'USL fare in modo che le malattie infettive abbiano tutte quelle caratteristiche di percorsi separati per lo sporco, per il pulito, per gli esterni e gli interni, di quelli che hanno malattie trasmissibili da quelli che invece hanno delle immunodeficienze; perché oggi può capitare che un paziente immunodepresso sia una stanza, dato che hanno pochissimi posti letto, a 4-5 metri da qualcuno che ha delle malattie trasmissibili importanti (come tubercolosi aperte).

Vorremmo capire se c'è la volontà da parte dell'Amministrazione regionale di riprendere in mano il dossier e di dare alle Malattie infettive le strutture e ciò che serve per poter evitare che i pazienti di Malattie infettive siano appoggiati in altri reparti e poi che possano essere curati nella tutela maggiore delle loro condizioni, ma anche delle condizioni di tutti gli altri pazienti e del personale. Mi sembra che ci siano dei segnali anche preoccupanti, nel senso che questa scarsa disponibilità di posti letto in questo settore abbia provocato già dei ricoveri all'"Amedeo" di Torino, perché qui manca la disponibilità di posti letto e bisogna andare fuori Valle, e dato che siamo tutti per evitare di pagare il turismo sanitario, credo che si potrebbe fare di più.

Infine, l'ultima questione è collegata al fatto che ci sono delle oggettive difficoltà organizzative rispetto al fatto che ci sono due reparti, Pneumotisiologia e Malattie infettive, che lavorano "in tandem", ma che hanno patologie diverse e competenze diverse; può essere con grande facilità che di notte, vista la scarsità del personale professionale presente, l'infermiera della Pneumotisiologia debba seguire un paziente di Malattie infettive per il quale non è preparata, e viceversa il personale delle Malattie infettive che debba intervenire su un tracheotomizzato con un apparecchio di ventilazione, che non è una macchina semplice su cui poter intervenire senza preparazione. Il poter ridare una struttura efficiente alle Malattie infettive credo che sia importante per la qualità, ed è questo uno dei temi fondamentali del servizio. Queste sono le domande che facciamo per avere un'idea di quali saranno le prospettive di questo reparto.

Presidente - La parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Fosson.

Fosson (UV) - Guardi, collega Sandri, non bisogna confondere l'errore che può succedere, non sbaglia chi non fa niente, per chi fa soprattutto in ambito sanitario e quello delle Malattie infettive è facile che possa esserci l'errore. Altro è la prassi: nella nostra prassi non c'è assolutamente il desiderio di mortificare una struttura che ha sempre avuto un grande significato. Sono andato a vedere il reparto, perché quando si cambia un'organizzazione ci sono delle difficoltà anche ad adattare le proprie capacità ad una nuova organizzazione, non fanno così gli anglosassoni che cambiano periodicamente la loro attività. Sull'invio all'"Amedeo" di Torino... so che alcuni casi sono stati inviati, ma l'"Amedeo" di Torino è uno dei centri di rifornimento per le malattie infettivologiche a livello nazionale, per cui può essere che c'è stato un invio lì; non mi risulta che sia dovuto a mancanza di posti letto. Così anche le difficoltà di gestione di alcuni malati mi piacerebbe conoscerle di persona per verificarle, perché a volte quando si dice: "ho sentito dire...", poi bisognerebbe verificare il caso specifico.

Si è riorganizzato il servizio, è vero, non per una voglia di penalizzare un reparto, ma di fronte all'esigenza di riorganizzare un ospedale mantenendo un ospedale per acuti, i tassi di occupazione negli anni passati delle malattie infettive erano molto bassi, il tasso di occupazione del 2004 era del 54% dei malati; 2005, 53%; 2006, 59%; adesso, da giugno, abbiamo un tasso di occupazione del 90%, questo per quello che ci siamo detti spesso, cioè una riorganizzazione territoriale, ha portato non nella fase di trasmissione della patologia acuta infettiva, ma nella fase di degenza a una possibilità di curarsi sul territorio. Da qui questa percentuale di tassi di occupazione, per cui in pratica il reparto era mezzo vuoto pur avendo lo stesso organico. Si è deciso di riorganizzarlo e di metterlo insieme alla Pneumotisiologia che aveva una motivazione di quel tipo, ma soprattutto perché l'80% dei malati che erano ricoverati in Malattie infettive erano malati che avevano una patologia polmonare, quindi per l'affinità, ma anche per la struttura, perché la struttura delle Malattie infettive è con 2 corridoi; anche perché - questo lo ha sostenuto lei, diverse volte - vi è la necessità di una flessibilità di organizzazione, la "governance" prevede non più dei grossi cartelli: Otorino, Malattie infettive... per cui il reparto è mio anche per i posti vuoti, ma abbiamo sulle patologie mediche, dei tassi di occupazione e delle persistenze in Ospedale superiori agli altri indici, dovuti anche ad una geografia di un certo tipo.

In questo periodo l'occupazione è salita al 90% tranne in alcuni periodi dell'anno... dirò dopo come questi mesi in cui il 18% dei malati che dovevano essere ricoverati sono stati spostati in reparti di area medica e assistiti dallo stesso personale, che non è una cosa molto piacevole. Qui dico che l'errore ci può essere - ma non è una prassi -: la disposizione magari scritta male della Direzione sanitaria diceva che devono essere messi fuori reparto pazienti in situazioni cliniche stabilizzate o in condizioni tali da non comportare alcun rischio, sia per il paziente, sia per gli altri malati, come nel caso delle patologie effettive. Se questo è avvenuto, è un errore del responsabile dell'invio del paziente in altre sedi.

Penso che questi 2 reparti, Pneumotisiologia e Malattie infettive, si possano affinare e arrivare, come primo esempio di questa "governance", senza mettere a rischio delle situazioni come quelle descritte. Certo è nella nostra intenzione di mantenere l'efficienza di questo reparto, soprattutto perché rientra in tutte quelle attività di prevenzione della tubercolosi, delle malattie da immunodeficienza. Stiamo monitorando la situazione, stiamo verificando le percentuali; abbiamo ancora dei "DRG sentinella" nelle malattie infettive, diversi "DRG" inappropriati, cioè probabilmente per carenza di strutture ricettive sul territorio ci sono ancora delle patologie polmonari, e qui arrivo ad una considerazione da questa interpellanza. In questo periodo, chi va all'Ospedale, vede che ancora - in virtù della senescenza presente in Valle - ci sono dei ricoveri inappropriati in un ospedale per acuti, o forse giustificati dal fatto che non abbiamo ancora sul territorio delle strutture atte a ricevere questo tipo di malati, per cui l'ampliamento della microcomunità di Gressan o la creazione di microcomunità sanitarizzate, il medico di reparto... per togliere questi casi che sono impropriamente e non utilmente ricoveri in ospedale, e per dare più spazio ai malati acuti.

La situazione delle malattie infettive è monitorata, non è detto che non ci possano essere delle soluzioni, come il cardiologo prevedeva che le endocarditi non fosse necessario ricoverarle in Malattie infettive, quanto pensare a una stanza in Cardiologia. In una medicina moderna che prevede la flessibilità, ma che vuole avere come base l'attenzione al malato, penso che i presupposti siano stati corretti; gli errori purtroppo ci possono essere, la prassi deve arrivare a far sì che gli errori siano sempre minori, soprattutto in una patologia di questo tipo.

Presidente - La parola al Consigliere Sandri.

Sandri (PD) - Per mozione d'ordine. Chiedo la verifica del numero legale, che non mi sembra ci sia.

Presidente - Invito il Consigliere Segretario a procedere all'appello.

Procedutosi all'appello nominale dei Consiglieri da parte del Consigliere Segretario Maquignaz, il Presidente, ai sensi dell'articolo 40 del Regolamento interno, constatato che sono presenti 18 dei 35 Consiglieri e che pertanto è presente la maggioranza dei componenti del Consiglio, dichiara valida la seduta ed invita il Consiglio a continuare la trattazione dell'ordine del giorno dell'adunanza.

Presidente - Alla presenza di 18 Consiglieri riprendiamo i lavori. Invito i Consiglieri a stare in aula per permettere il proseguimento degli stessi.

La parola al Consigliere Sandri.

Sandri (PD) - Ancora sulla mozione d'ordine, volevo capire se nell'elenco dei presenti era stato considerato il collega Bortot...

Presidente - ... no... si è considerato lei che lo ha chiesto.

Sandri (PD) - Vado con la replica. Intanto l'Assessore forse non ha presente questo ordine di servizio del dr. Sacco, là dove dice... siamo nel giugno 2007: "Fin dal ricevimento della presente si dispone inoltre che la destinazione dei pazienti di pertinenza pneumologica ed infettivologica che dovessero necessitare di ricovero urgente..." quindi non gli stabilizzati, ma quelli infettivi che hanno bisogno di ricovero urgente "da parte del Pronto Soccorso, sarà definita dallo specialista anche fuori dal proprio reparto di pertinenza, previo accordo con il reparto ricevente". È questa la gravità della cosa! Qui abbiamo autorizzato il Pronto Soccorso a ricoverare pazienti urgenti infettivi, necessitanti di un ricovero urgente in reparti che non siano quelli di infettivologia! Giustamente lei ha ricordato la flessibilità, ma questo vale per reparti in cui non ci sia la trasmissibilità della patologia: questi devono essere isolati! Non è un caso che le malattie infettive erano ospitate in una palazzina ben distante dal resto dell'Ospedale, perché bisognava isolare i pazienti infetti per evitare la trasmissione delle patologie!

Abbiamo speso tanti soldi, all'inizio degli anni '90, per fare questa palazzina che aveva il doppio percorso del pulito, dello sporco, e una serie di regolamenti con un'organizzazione precisa, e oggi abbiamo distrutto tutto! Non ci sono più i percorsi separati e siamo arrivati a delle cose abbastanza ridicole, che voglio segnalare, perché lei dice - e io non ho motivo di dubitare - che c'è un monitoraggio... allora le chiedo di fare un ulteriore monitoraggio, perché siamo a questi livelli. Per mancanza di posti letto è stato dimesso un ragazzo di 19 anni con 1.000 di transaminasi, assolutamente non stabilizzato, con il viatico della Direzione sanitaria ospedaliera: siamo a questi livelli, che dimettiamo gente che non è guarita, perché non ci sono i posti letto! Ci sono una serie di problemi, nel senso che lì la struttura nella divisione è stata modificata, quindi sono saltati i percorsi, ma sono emerse delle cose gravi; c'è un problema di costi gravissimo e glielo spiego. Nella parte della Pneumologia, ex Malattie infettive, gli aspiratori devono essere quelli autonomi perché non arriva il vuoto, quindi abbiamo comprato una serie di aspiratori in Pneumologia quando era su, tutti nuovi, che erano attaccati al vuoto, adesso abbiamo dovuto ricomprarne di nuovi, ma di quelli autonomi, perché quelli non funzionavano più.

Allora tutto il vantaggio di aver fatto questo accorpamento... dove è andato a finire? Oltretutto il personale è risicato, un altro problema che c'è: gli infermieri professionali sono 7, di cui uno è in gravidanza, 3-4 sono part-time, quindi c'è una riduzione notevole della disponibilità del personale, spesso di notte c'è una persona sola che deve coprire tutti e 2 i reparti. Cosa succede? Risposta del Direttore sanitario: per avere la possibilità di tenere sotto controllo anche la parte della Pneumologia, visto che è distante dalla postazione che hanno gli infermieri professionali, si è detto disponibile - credo che lo abbia fatto - a comprare un baby Chicco, quelli per sentire i bambini quando sono a letto, in modo che possano tenere sotto controllo i pazienti di pneumotisiologia. Siamo arrivati a dei livelli di approssimazione bassissimi! A fronte della cosiddetta "medicina dell'eccellenza", che lei giustamente più volte ha sottolineato, qui siamo al "fai da te", cioè andiamo a comprarci il baby Chicco per mettere in piedi l'allarme, quando c'è un paziente di pneumotisiologia che va in difficoltà dal punto di vista respiratorio! E poi quello che è altrettanto grave sono i problemi della privacy, una volta nelle Malattie infettive nell'organizzazione fatta dalla d.ssa Tassara - che credo sia ancora una consulente dell'USL, quindi rivolgetevi a lei per avere una serie di suggerimenti - c'erano una serie di percorsi, per cui di fatto chi veniva ricoverato - lei si ricorda l'epidemia di immunodeficienza acquisita che c'è stata alla fine degli anni '80 - non veniva messo alla berlina; adesso con il fatto che c'è la pneumotisiologia, che sono saltati i percorsi, sta venendo fuori un pasticcio grosso come una casa e la privacy è saltata! Capisce che in questo settore la privacy è la prima cosa, per cui esistono anche dei casi che sono stati documentati, di gente che è andata all'"Amedeo" per problemi di privacy!

Considerazioni finali... Credo che ci sia stata in questa serie di scelte una visione molto condizionata dall'economia, e non si sia fatto un ragionamento scientifico, cioè non si sia fatto quel ragionamento che dice che le malattie infettive, per la loro caratteristica, devono essere isolate dal resto e devono avere una gestione autonoma. Non ci si può permettere di fare degenze di malattie infettive in altri reparti, questo è il concetto fondamentale. Il secondo concetto è che, contrariamente a quanto si pensa, le malattie infettive non sono destinate a scomparire, anzi, i casi di aspergillosi che dicevamo prima, purtroppo ci sono stati, sono stati gravissimi, e di questi riparleremo al prossimo Consiglio... è molto gettonato l'Assessore Fosson, ci sono tutti gli altri colleghi che vogliono parlargli...

(interruzione dell'Assessore Fosson, fuori microfono)

... credo che questo sia un dato positivo e mi fa piacere che goda di questo sostegno, ma bisogna vedere da che parte esce, perché può darsi che esca dalla parte buona, ma anche dalla parte sbagliata. Le auguro tutto il bene possibile.

Le malattie infettive non sono affatto in diminuzione: per esempio, stando tornando in auge le malattie trasmissibili sessualmente anche a gravi livelli, proprio per la carenza di igiene in tutta una serie di attività. Abbiamo trovato nelle persone immigrate dall'Est europeo casi di aumento della LUE, ci sono anche casi da ricovero perché sono molto gravi. C'è la TBC, che è in aumento, perché fra l'altro le persone immigrate da Paesi africani hanno delle difese immunitarie congenite molto meno forti di quelle nostre, per cui ci sono stati dei casi anche gravissimi di TBC in pazienti provenienti dal mondo africano.

Credo che sulle malattie infettive si debba andare avanti su due strade. La prima, deve rimanere una struttura complessa; la seconda, le malattie infettive devono avere spazi, personale... che possa garantirle di essere indipendenti dal resto dell'Ospedale. Non deve mai più capitare che un paziente di malattie infettive sia ricoverato in un altro reparto, per lui e per tutti gli altri degenti. Credo che su questi temi lei possa concordare e che ci si possa impegnare. È questa una risposta importante che necessita tutta la popolazione valdostana, ma soprattutto gli operatori che operano lì dentro, perché in queste condizioni c'è questa brutta sensazione di essere dei lavoratori di serie "B", e da questo punto di vista c'entra anche la personalità dell'Assessore, nel senso che lei è un chirurgo e c'è sempre questo dubbio, in tutti gli ospedali ci sono le voci e le tendenze, quando uno fa parte del gruppo delle medicine pensa sempre che i chirurghi pensino solo alla Chirurgia...

(nuova interruzione dell'Assessore Fosson, fuori microfono)

... è stata una cosa famosa. Che questo sia vero oppure no non è importante, ma visto che tutto questo è partito per il caso dell'Otorinolaringoiatria, forse questo personale, a sentirsi di serie "B", non ha tutti i torti. Spero che lei lo metta in condizione di sentirsi nuovamente personale di serie "A", come tutti gli altri.