Oggetto del Consiglio n. 1719 del 12 gennaio 2006 - Resoconto
OGGETTO N. 1719/XII - Approvazione del programma di investimenti e sviluppo dell'Aeroporto regionale C. Gex 2006-2010, ai sensi del comma 3 dell'articolo 48 della L.R. 15 dicembre 2003, n. 21.
Il Consiglio
Premesso che:
"L'Assessore al Turismo, sport, commercio e trasporti, Sig. Ennio PASTORET, richiama la legge regionale 15 dicembre 2003, n. 21, concernente "Disposizioni per la formazione del Bilancio annuale e pluriennale della Regione Autonoma V.d.A. (legge finanziaria per gli anni 2004/2006). Modificazioni di leggi regionali ed altri interventi".
Richiama, in particolare, l'articolo 48 della suddetta legge, che dispone che gli interventi di "sviluppo, progettazione, realizzazione, adeguamento, gestione, manutenzione ed uso degli impianti e delle infrastrutture per l'esercizio dell'attività aeroportuale,... sono realizzati previa approvazione, da parte del Consiglio regionale, di un programma di investimenti e di sviluppo predisposto dalla Giunta regionale, che contenga anche la definizione degli assetti societari della società di capitali".
Richiama inoltre la deliberazione della Giunta regionale n. 1934 del 14 giugno 2004, con cui è stato approvato il Piano di Sviluppo Aeroportuale - Master Plan - dell'aeroporto regionale "C. Gex" di Saint-Christophe, redatto dalla società Tecnoengineering 2C srl di Roma, al fine di individuare le soluzioni progettuali idonee per il conseguimento dell'adeguamento infrastrutturale e tecnologico dello scalo regionale.
Rammenta, a tal proposito, che, a seguito di gara ad evidenza pubblica, è stato individuato, nella Air Vallée S.p.A. di Saint-Christophe, il socio privato di maggioranza della nuova società di gestione aeroportuale, quest'ultima costituita con atto rep. n. 158090/48933 del 22 dicembre 2004 e denominata "società AVDA - Aeroporto Valle d'Aosta - Aéroport du Val d'Aoste p.a.", per le finalità sopra citate.
Rammenta altresì che in data 29 dicembre 2004 è stata sottoscritta, fra la Regione e la società AVDA, la Convenzione che stabilisce le modalità e le condizioni per l'espletamento del servizio di gestione, per la durata di 30 anni, dell'aeroporto regionale.
Riferisce che l'assetto societario della AVDA S.p.A. così come richiesto dall'articolo 48 della citata legge regionale n. 21/2003, è riportato in allegato alla presente proposta di deliberazione.
Sottolinea, così come riferito dal competente Direttore della Direzione Grandi infrastrutture e impianti a fune, la complessità delle procedure di passaggio di consegne fra l'Ente pubblico e la società AVDA e i tempi necessari a quest'ultima per strutturarsi adeguatamente e approfondire le soluzioni progettuali di massima fornite con la predisposizione del Master Plan; la nuova società di gestione, una volta acquisita un'adeguata conoscenza della realtà aeroportuale in essere, ha dovuto in seguito approfondire gli aspetti relativi alla programmazione degli interventi ipotizzati, sia in termini di pianificazione temporale che di distribuzione delle risorse economiche relative.
Informa che la società di gestione AVDA p.a. ha infine prodotto, in data 6 settembre 2005, dopo ampia concertazione con le strutture regionali competenti, il documento contenente le sue considerazioni in merito agli interventi finalizzati all'implementazione dello scalo regionale, per il periodo 2006-2010, unitamente ad una stima preliminare degli investimenti previsti.
Sottopone quindi, alla luce di quanto sopra evidenziato, all'esame del Consiglio regionale il programma degli interventi di cui al precedente paragrafo.
Propone inoltre di sottoporre al Consiglio regionale, per l'approvazione, l'allegato Programma degli interventi finalizzati allo sviluppo dell'aeroporto regionale "C. Gex" di Saint-Christophe, ai sensi dell'articolo 48 della L.R. n. 21/2003, per il periodo 2006-2010."
Vista la legge regionale 15 dicembre 2003, n. 21;
Preso atto di quanto sopra riferito dall'Assessore PASTORET;
Viste le deliberazioni della Giunta regionale richiamate in premessa;
Richiamata la deliberazione della Giunta regionale n. 2362 in data 29 luglio 2005, concernente l'approvazione del bilancio di gestione per il triennio 2005/2007 con decorrenza 1° agosto 2005 e di disposizioni applicative;
Richiamato l'obiettivo n. 192001 (adeguamento e gestione dell'aeroporto regionale e funzionamento del servizio di trasporto aereo Aosta-Roma);
Visto il parere favorevole rilasciato dal Direttore della Direzione grandi infrastrutture e impianti a fune dell'Assessorato del Turismo, Sport, Commercio e Trasporti, ai sensi del combinato disposto degli articoli 13, comma 1, lettera e) e 59, comma 2 della legge regionale 23 ottobre 1995, n. 45, sulla legittimità della presente deliberazione;
Visto il parere della IV Commissione consiliare permanente;
Delibera
di approvare l'allegato Programma di investimenti e sviluppo dell'aeroporto regionale "C. Gex" di Saint-Christophe, ai sensi dell'articolo 48 della L.R. n. 21/2003, per il periodo 2006-2010.
Allegato
(Omissis)
Président - Je rappelle qu'a été présenté un amendement, qui vous sera distribué immédiatement; il s'agit d'un amendement nécessaire pour une meilleure compréhension du texte.
La parole à l'Assesseur au tourisme, aux sports, au commerce et aux transports, Pastoret.
Pastoret (UV) - Vorrei iniziare ad introdurre questo argomento intanto ringraziando i Commissari della IV Commissione che si sono occupati di questo "dossier" in 2 successive riunioni, rispettivamente il 2 e 13 dicembre, nelle quali sono state approfondite, anche con l'ausilio di tecnici e dei responsabili dell'"AVDA", tutta una serie di problematiche legate a questo atto che giunge in Consiglio. Si tratta di un documento che prende in considerazione un tempo lungo fino al 2010, un documento che approda in Consiglio sulla base di quanto previsto dall'articolo 48 della legge regionale n. 21/2003, la quale recita: "la Giunta regionale è autorizzata ad affidare la gestione e lo sviluppo dell'Aeroporto "C. Gex" ad apposita società di capitali, da costituire secondo le procedure di cui al decreto ministeriale 12 novembre 1997 n. 521". Sempre l'articolo 48, al comma 2, definisce qual è l'oggetto principale dell'attività svolta dalla società: "consistente nello sviluppo, progettazione, realizzazione, adeguamento, gestione, manutenzione ed uso degli impianti e delle infrastrutture per l'esercizio dell'attività aeroportuale, nonché delle attività ad essa connesse o collegate. Tali attività sono realizzate anche mediante l'utilizzazione delle risorse previste dalla legge regionale 23 dicembre 1991, n. 78". Si dice poi - e questa è la ragione per cui giunge in Consiglio tale atto - che tali interventi "sono realizzati previa approvazione, da parte del Consiglio regionale, di un programma di investimenti e sviluppo predisposto dalla Giunta regionale, che contenga anche la definizione degli assetti societari della società di capitali". Gli elementi necessari di questo piano sono quindi quelli citati, concernenti appunto lo sviluppo, la progettazione, la realizzazione, l'adeguamento e la gestione degli impianti, che sono desunti dal "master plan", che è stato approvato dalla Giunta e che è un documento che si colloca su un arco temporale di 10 anni, fino al 2015, ma dal quale sono stati estrapolati questi elementi, che sono quelli utili per procedere agli interventi indispensabili per sviluppare, come da programma di maggioranza e da tutta una serie di atti e previsioni fatte a suo tempo dall'Amministrazione, l'aeroporto regionale.
Per quanto riguarda la definizione degli assetti societari, si trova allegato a questo documento la descrizione di tali assetti e della società di gestione dell'aeroporto, il cui socio privato di maggioranza è stato individuato con gara ad evidenza pubblica. Tale società gestirà l'aeroporto nei prossimi 30 anni. Il tutto è stato definito con una scrittura privata definente i patti parasociali, scrittura che è stata sottoscritta il 22 dicembre 2004 tra la Regione Valle d'Aosta e "Air Vallée", che contiene gli obblighi e gli impegni dei contraenti. La società vede la partecipazione regionale al 49% e al 51% per il socio privato.
Come dicevo, il documento del piano di sviluppo è stato realizzato sulla base degli indirizzi del "master plan", che introduce una serie di indicazioni e di soluzioni progettuali che si spingono in un arco temporale molto più ampio, ma noi facciamo i conti con le previsioni in questo momento necessarie per la prima fase degli interventi relativi allo sviluppo dell'aeroporto. Il documento in questione, è stato prodotto dalla società di gestione "AVDA", in collaborazione con le strutture dell'Assessorato e con i tecnici che hanno redatto la prima parte di un progetto. Si tratta di uno studio di fattibilità atto ad essere presentato all'"ENAC" per poter avere le indicazioni e le eventuali controindicazioni necessarie per poi procedere ad una fase progettuale che non incontri ostacoli successivi, sulla base della definizione degli interventi necessari. Tutto questo per consentire all'aeroporto di assolvere le proprie funzioni in modo più ampio e completo secondo le aspettative dell'Amministrazione, per quanto concerne la possibilità di tale aeroporto di poter realizzare quali elementi indispensabili alcuni aspetti che sono peraltro già indicati in tale documento, a pagina 2 è sintetizzato l'indice dei contenuti, e, di seguito, sono indicati: la premessa, gli obiettivi, il piano di sviluppo 2005-2010 e il piano economico degli interventi.
Credo sia importante fornire ai colleghi alcuni elementi concernenti il programma di sviluppo dell'aeroporto regionale, perché il dibattito che è stato fatto in Commissione ha interessato le persone che vi hanno partecipato ma, poiché questo Consiglio oggi si occupa di un atto di indirizzo e di mandato alla Giunta, è bene che si sappia per quali ragioni e con quale "retroterra" tale atto approda nelle sue forme contenutistiche dal punto di vista finanziario e filosofico. Già nel 2003, in vista della scadenza dell'allora contratto di gestione dello scalo valdostano, la Regione aveva ravvisato la necessità di approfondire le problematiche relative all'aeroporto regionale, peraltro già nella legislatura precedente questo era stato oggetto di tutta una serie di osservazioni, di interessi e di ipotesi per quanto concerne l'allungamento della pista e soprattutto la sicurezza del volo. Si trattava quindi di decidere se immaginare uno sviluppo e quindi far fare un salto di qualità all'attuale aeroporto, oppure continuare essenzialmente solo con un'attività di volo turistico e sportivo. È stato analizzato il traffico esistente sul nostro aeroporto, su quelli vicini, Torino, Milano, Ginevra, si sono raccolti i dati che hanno dimostrato che un discreto numero di viaggiatori che transitavano per quegli scali e poi venivano in Valle d'Aosta a trascorrere le loro ferie, oppure a fare i loro viaggi di affari, avrebbero potuto essere attratti dall'Aeroporto "Corrado Gex" se solo questo fosse stato in grado di accogliere aeromobili un po' più grandi anche in orari serali, o comunque con visibilità ridotta, ampliando quindi la possibilità dell'aeroporto di sviluppare un traffico aereo più interessante. Si trattava in definitiva di immaginare di sviluppare il traffico "incoming" di tipo turistico e il traffico "business". Attualmente, per quanto riguarda il traffico "business", non vi sono grandi margini per i bassi numeri in gioco, ho già dato ieri al collega Curtaz alcuni di questi dati che non sto a ripetere, comunque si parla di circa 8.000 passaggi all'anno. Si è stimato però sui dati desunti dal traffico sugli altri aeroporti, sulle richieste anche in relazione ai rapporti che ci sono stati con tutti i vari "tour operator" in questi tempi e soprattutto anche per quanto riguarda gli interessi di nuovi mercati, che prudenzialmente si potrà giungere a circa 35-40 mila passeggeri anno, vale a dire dagli attuali due voli - uno al mattino e uno alla sera - per Roma a circa dieci voli al giorno complessivamente per una media di circa un volo ogni ora e mezzo. Una volta individuata la potenzialità, si è passati alla fase dell'ideazione, con l'elaborazione di un "master plan" che consentisse in prima battuta di verificare le potenzialità infrastrutturali operative dell'aeroporto. Tale studio ha confermato le attese, ipotizzando però la necessità di un allungamento della pista fino a 1.500 metri circa e l'installazione di radioassistenza adeguata per consentire il volo anche in orari diversi rispetto a quelli giornalieri attualmente possibili. Coerentemente con questa ipotesi di sviluppo, nel 2004 è stata espletata la procedura ad evidenza pubblica per individuare un soggetto professionalmente qualificato cui affidare, attraverso una società mista con la Regione, non solo la gestione dello scalo, ma anche il suo sviluppo infrastrutturale. Solo l'allora gestore del vettore se l'è sentita di accettare la sfida e puntare sul futuro dell'aeroporto valdostano; è stata fatta una gara e si è costituita la società privata "AVDA" - Aeroporto Valle d'Aosta - controllata al 51% da "Air Vallée", ma vincolata a precisi impegni nei confronti dell'Amministrazione regionale, come previsto dagli atti costitutivi che ho citato precedentemente. Si veda ad esempio la necessità del voto favorevole di almeno uno dei due rappresentanti regionali in seno al "CdA" per decisioni rilevanti.
Coerentemente con quanto previsto e programmato dal nuovo gestore, in stretto coordinamento con le strutture regionali, si sta portando ora avanti il tutto, per giungere alla realizzazione di uno scalo pienamente operativo, adeguato alle esigenze della collettività valdostana. Nei mesi passati lo sforzo maggiore è stato profuso per stabilire rapporti solidi, proficui e continuativi con l'autorità di vigilanza del settore aereo - "ENAC" -, cui compete l'approvazione dei progetti e delle procedure di volo necessarie. La complessità del sito per la presenza dei rilievi, di condizioni di volo particolari, venti, meteorologia ha difatti richiesto un'interazione stretta fra i progettisti incaricati, il gestore, le strutture tecniche dell'"ENAC" per l'individuazione di "standard" di sicurezza che potessero soddisfare le richieste dell'"ENAC" e quindi l'adozione di soluzioni tecniche adeguate. Il programma di sviluppo proposto scaturisce proprio dai successivi aggiustamenti, tesi a coniugare l'esigenza di sviluppo dello scalo con un idoneo livello di sicurezza operativo; una pista più lunga interamente illuminata consentirà l'operatività a velivoli da 50 a 70 posti, dimensione questa giudicata sufficiente ed utile per garantire l'attrattività dello scalo e quindi anche un suo miglioramento dal punto di vista dei conti per quanto riguarda gli aspetti gestionali; il sistema di radioassistenze a loro volta dovrà e potrà garantire maggior sicurezza di giorno in condizioni di scarsa visibilità e soprattutto l'operatività serale anche dei mezzi impegnati in compiti di protezione civile, nonché un più ampio spettro di utilizzo e di servizio delle linee già attualmente programmate e previste. Si sa che le attuali dimensioni del traffico commerciale sviluppato sull'Aeroporto "Corrado Gex" sono, come è noto, condizionate dalle notevoli limitazioni dimensionali operative che caratterizzano lo scalo, a cui si intende ovviare con gli interventi di potenziamento individuati nel "master plan" e riassunti in questo piano di sviluppo. Tra gli interventi che ho citato prima assumono particolare rilevanza quelli relativi all'allungamento della pista, che consentirà l'impiego di aeromobili di maggior capacità, all'attivazione di idonei sistemi di radioassistenza, nonché di appropriate procedure di atterraggio e di decollo, al fine di garantire l'utilizzo dell'aeroporto anche in periodi notturni, in condizioni di scarsa visibilità.
Ho già detto delle potenzialità previste nell'ordine di 35-40 mila passeggeri per il numero di voli che ho citato precedentemente; tali previsioni mettono in evidenza come il potenziamento dell'aeroporto possa rappresentare un importante motore per lo sviluppo socio-economico dell'area e in particolare un valido supporto alla valorizzazione della vocazione turistica della nostra Regione. Il turismo regionale potrà infatti trovare anche per mezzo di questo importante collegamento una fonte di sviluppo interessante nel miglioramento dell'accessibilità aerea, intesa sia come possibilità per il turista individuale di raggiungere le località turistiche, sia come strumento atto a stimolare una domanda organizzata. Lo sviluppo dell'aeroporto poi dal punto di vista operativo e commerciale potrà favorire l'organizzazione di pacchetti di viaggio, che prevedono un soggiorno non solo settimanale durante le stagioni turistiche di punta, ma anche limitato ai soli week-end per molti mesi nell'arco dell'anno, con collegamenti diretti verso altre città italiane e Paesi europei o comunitari, fornendo un'ulteriore opportunità commerciale oggi ridotta o pressoché inesistente.
Vorrei aprire una parentesi, cercando di fare un "excursus" non concernente solo l'aeroporto: ho avuto modo di verificare che quanto più ci rechiamo su mercati che stanno al nord delle Alpi - Paesi della zona belga, olandese, danese, tedesca, mercato inglese, senza citare per ora quello russo e quello spagnolo -, l'esigenza di chi vuole recarsi a fare vacanza, soprattutto nel periodo invernale, è legato alla necessità di viaggiare con tempi rapidi e con minor dispendio, perché tutti sappiamo che l'aumento spropositato dei costi del pretrolio fa in modo che si debbano scegliere mezzi di viaggio collettivi ed alternativi. Abbiamo quindi due necessità: da un lato, su questi mercati fin quando non ci saranno dei collegamenti ferroviari, transfrontalieri importanti, penso alla "TAV" - oggi oggetto di tutta una serie di contestazioni nel cui merito non entro - che potrà collegare la Valle d'Aosta con un traffico ferroviario adeguato sulla linea Torino-Milano, penso ai collegamenti aerei per quanto riguarda località come Londra, dove c'è una fascia di clientela che intende orientarsi sulla Valle d'Aosta, ma non può farlo, essendo una clientela che predilige i fine settimana per poter fare le proprie vacanze, e che oggi non siamo in grado di servire con collegamenti rapidi adeguati... in questo senso l'aeroporto può essere un elemento di completamento ad un sistema di trasporti sul quale l'attenzione della nostra Regione, checché se ne dica, è posta. Questo è il primo problema, ho già avuto modo di dire che torneremo in Consiglio per dibattere in modo approfondito anche il problema relativo ai collegamenti ferroviari... fra non molto.
Per tornare all'aeroporto, dicevo del piano di sviluppo che contiene gli elementi dell'indice che ho presentato. I colleghi che sono stati presenti in Commissione hanno avuto modo di veder sviluppate una serie di argomentazioni sulla base di domande e richieste di chiarimenti che hanno posto. In questo momento la nostra attenzione, al di là dei contenuti del piano di sviluppo che si fissa sul 2005-2010 (anticipo da questo punto di vista che l'emendamento proposto dal gruppo "La Casa delle Libertà per correggere la data "2005" in "2006" è favorevolmente accolto, tale data era stata proposta, perché il documento è stato approvato dalla Giunta in tempi in cui si prevedeva che questo documento approdasse in Consiglio con la fine del 2005, quindi è utile oggi procedere a correggerlo), soprattutto in tale fase è interesse di tutti orientarsi e parlare sugli obiettivi 2006-2007, che concernono principalmente il prolungamento della pista di volo, l'installazione delle radioassistenze, il riordino della viabilità stradale lato ovest.
In conclusione aggiungo che, per quanto riguarda il piano economico degli interventi, dobbiamo procedere all'elaborazione dei progetti preliminari degli interventi principali da realizzarsi in questo biennio quali: le disponibilità dei progetti di allungamento della pista di installazione delle radioassistenze e di riordino. Solo quando avremo questi progetti disponibili, disporremo di un quadro economico preciso; oggi abbiamo ipotizzato un quadro di spesa previsionale che è poi lo stesso che trova corrispondenza nel bilancio triennale 2006-2008 della Regione, sulla base delle indicazioni di questo progetto che è stato definito preliminare, e da me definito di fattibilità avanzata, che doveva definire alcuni elementi: il quadro economico da un lato, il quadro tecnico e di intervento dall'altro, utile ad "ENAC" per dare le indicazioni in modo da procedere successivamente ad una progettazione rispondente alle osservazioni avanzate. Gli importi riportati pertanto rivestono un valore indicativo, essendo questi suscettibili di variazioni anche sensibili in funzione delle scelte progettuali definite e delle realizzazioni di eventuali opere che si renderanno necessarie; è citata già nel documento che avete ad esempio la riduzione della testa della ciminiera Cogne... ecco perché il quadro complessivo degli investimenti ipotizzati si fissa su 29 milioni di euro, per i quali l'allungamento della pista incide per 8,5 milioni di euro, la radioassistenza per 2,5 milioni, gli interventi di riordino della viabilità della testata nove avranno un costo di 3 milioni di euro. Questi elementi - ripeto - saranno più precisi quando il progetto definitivo, che sarà quello sottoposto all'approvazione dell'"ENAC", definirà un quadro economico più dettagliato sulla base di tali interventi.
L'"ENAC" fornirà il proprio parere sulla base del progetto definitivo che le sarà presentato ma, come è stato detto nei vari passaggi in Commissione, già in fase di progettazione preliminare si siano concordati una serie di interventi. Sulla base di tale prima proposta presentata, discenderà il progetto definitivo e su questo verrà espresso il parere dell'"ENAC" per procedere alla fase esecutiva e alla fase di appalto.
Président - La parole au Conseiller Praduroux.
Praduroux (UV) - Due riflessioni. Gli interventi adottati negli ultimi anni, per raggiungere l'obiettivo di poter disporre di uno scalo regionale adeguato agli "standard" odierni, trovano un completamento con il piano di sviluppo e il programma di investimenti che stiamo esaminando oggi. Già il cosiddetto "master plan" del 2004 prefigurava le linee di sviluppo aeroportuale, andando ad individuare le soluzioni progettuali adatte a garantire l'atteso adeguamento infrastrutturale e tecnologico dello scalo "Corrado Gex".
Analizzando le prospettive di sviluppo socio-economico della Valle d'Aosta sono state più volte sottolineate le grandi potenzialità sulle quali è necessario puntare, in particolare nel settore turistico, del tempo libero e del divertimento. La nostra Regione è collocata in posizione centrale rispetto ai grandi assi di comunicazione, rispetto alle grandi aree industriali non solo italiane, ma anche a livello continentale. È di tutta evidenza che la rapidità dei collegamenti e la comodità negli spostamenti sono condizioni centrali per incrementare il volume di transiti verso la nostra meta turistica, condizioni che riguardano la possibilità di contare su uno scalo aeroportuale moderno e adatto alle necessità della clientela e dei "tour operator" che rivolgono i propri pacchetti vacanza alla destinazione montagna sia in inverno, sia in estate a patto di poter disporre di voli diretti sul nostro capoluogo regionale. Il piano di sviluppo, che contiene il piano programmatico dei principali interventi per il potenziamento dell'aeroporto nel periodo dal 2006 al 2010, diventa dunque un tassello determinante per assicurare di concludere in modo efficace il percorso finora messo in atto per contribuire allo sviluppo di settori importanti per l'economia regionale.
Va poi ricordato che, se fra gli interventi sono essenziali quelli di tipo infrastrutturale e di tipo impiantistico per consentire l'utilizzo di aeromobili di dimensioni superiori a quelli finora usati per il decollo e l'atterraggio su Aosta e per migliorare il servizio fornito ai passeggeri, nondimeno sono da evidenziare le positive ricadute per ulteriori servizi forniti alla collettività grazie a un più razionale impiego delle aree e delle strutture moderne, che trovano sistemazione grazie a questo piano di sviluppo. Mi riferisco in particolare ai servizi di protezione civile che, come abbiamo potuto constatare in questi anni, rappresentano un valore aggiunto nella qualità della vita della nostra comunità non solo per i residenti, ma anche per coloro che scelgono le nostre mete turistiche per i loro periodi di vacanza. Non va poi dimenticata la possibilità di migliorare la disposizione degli spazi destinati all'"Aeroclub Valle d'Aosta", che contribuisce alla diffusione della pratica di attività legate all'aviazione civile e anche alla promozione della nostra Regione, garantendo un valido completamento alle attività di tipo turistico che sono in grado di attirare in Valle molti appassionati del settore.
Président - La parole au Conseiller Curtaz.
Curtaz (Arc-VA) - Crediamo che il documento in discussione rivesta una particolare importanza, per questo motivo intendiamo sviluppare alcune riflessioni anche per evidenziare numerose perplessità che emergono dal programma di investimenti e sviluppo dell'Aeroporto "Corrado Gex". Come sempre, intendiamo partire da una domanda fondamentale, a cui sembra che si sia già data una risposta implicita, ma senza analisi di alcun tipo. La domanda che ci facciamo è: che tipo di aeroporto serve alla Valle d'Aosta. Solo partendo dalla risposta che diamo a questa domanda, saremmo in grado di proporre soluzioni coerenti alle esigenze. Mi sembra che, ponendo tale domanda, ci si metta di fronte ad un'alternativa: serve alla Valle d'Aosta un aeroporto turistico - poi spiegherò cosa deve intendersi per "turistico" per non creare confusione - o serve un aeroporto di tipo commerciale? Aeroporto di tipo turistico significa un aeroporto utilizzato dai turisti per il volo a vela, per il paracadutismo, eccetera; aeroporto commerciale significa aeroporto di scalo in cui peraltro i turisti costituiscono l'utenza principale, soprattutto per un aeroporto come quello valdostano. Il "Corrado Gex" è evidentemente nato come un aeroporto di tipo turistico, non certo come un aeroporto di tipo commerciale e solo negli ultimi anni c'è stato il tentativo di trasformarlo in aeroporto misto, con una prevalenza di attività legate al settore turistico e con il volo Aosta-Roma di carattere commerciale. Un aeroporto che, dal punto di vista commerciale, ha avuto dei risultati modestissimi; sappiamo di tentativi che sono stati fatti negli ultimi anni di istituire altri voli con una certa regolarità, con risultati che si sono rivelati dal punto di vista commerciale negativi, tant'è che quei voli non esistono più. Oggi si fa l'Aosta-Roma più qualche volo "charter" con destinazione Sardegna e forse Calabria. Sappiamo, dai dati che sono stati forniti ieri dall'Assessore, che negli ultimi anni sono stati fra 7.000 e 8.000 i passeggeri annuali con una media per volo fra i 14 e i 15 utenti. Questi sono i dati dello scalo commerciale di Aosta, dei dati molto modesti.
Cosa c'è dietro il programma di investimenti e di sviluppo? C'è il tentativo di rafforzare l'aspetto commerciale dell'aeroporto; fra l'altro, a nostro giudizio, a scapito dell'attività di tipo turistico. Questo mi sembra inevitabile perché, nel momento in cui ci fossero (io non ci credo) gli 8-10 voli auspicati dalla Giunta su Aosta, è evidente che l'attività di tipo turistico - penso al volo a vela, al paracadutismo, al volo leggero, al volo dei "piper" per vedere la Valle d'Aosta dall'alto -, verrebbe inevitabilmente penalizzata. È una scelta utile, è una scelta necessaria, è una scelta coerente quella di sviluppare questo aeroporto dal punto di vista commerciale? Abbiamo delle perplessità che sono dettate da tre fattori.
Primo fattore: prendiamo come centro di riferimento Saint-Christophe, Aosta. Nell'arco di 150 chilometri abbiamo tre aeroporti internazionali: Torino-Caselle, Milano-Malpensa, Ginevra. Ora in Val di Susa, si fanno le Olimpiadi e nessuno pensa di fare un aeroporto al Sestrière, è sufficiente Torino-Caselle. Basta e avanza, perché le distanze fra l'aeroporto e il luogo di destinazione definitiva oggi in tutto il mondo sono sull'ordine dei tre quarti d'ora, dell'ora, dell'ora e mezza... Se andiamo a Roma, è così; se andiamo a Parigi, a Londra, a New York, è così. Se andiamo nei luoghi turistici, che non siano il deserto di Sharm, è così. Ma anche atterrando nei deserti o sulle isole c'è una mezz'oretta fra l'aeroporto e la destinazione turistica finale. Mi sembra un dato ormai acquisito e, fra l'altro, è un dato coerente con quanto accennava l'Assessore quando diceva: "un domani che vi fosse la "TAV" Torino-Milano, avremmo un'alternativa". Un'alternativa rispetto alle distanze e rispetto ai tempi che sarebbe più penalizzante rispetto alle distanze e di tempi di raggiungimento di Torino-Caselle, perché la "TAV" si fermerebbe a Torino e in nessun altro posto; forse a Novara e poi a Milano. Il fatto quindi di guadagnare tre quarti d'ora o un'ora per chi arrivi in ipotesi dall'Inghilterra, dalla Scandinavia o dalla Russia sembra veramente una forzatura, un'argomentazione debole, anche perché come vedremo stiamo parlando, con l'allungamento della pista, della possibilità di far arrivare degli aerei di 50-70 posti. Questo lo voglio sottolineare perché, parlando con qualche collega, c'è qualcuno che pensa che qui arriveranno non dico i "boing", ma i "charter" da 150-200 persone. No, qui atterreranno - lo dice il piano - aerei al massimo da 50-70 persone, quindi sono sempre dei numeri ridotti. Non so poi quanto questi voli possano essere appetibili dai turisti e dai "tour operator": è una domanda che bisognerebbe porsi.
Crediamo quindi che l'aeroporto di Aosta vada riammodernato, siamo d'accordo che siano fatti degli interventi in riferimento alla sicurezza, alla radioassistenza, ma crediamo che l'aeroporto di Aosta debba avere una vocazione turistica e non commerciale. Per questo è nato, questa è la sua vocazione! Del resto, il fatto che si moltiplichino gli "Aeroclub" dimostra che tale vocazione è piuttosto viva in questi tempi. A nostro giudizio, quindi, gli investimenti dovrebbero essere fatti chiaramente in misura più limitata, perché non sarebbe necessario spendere le somme che si andranno ad utilizzare - e farò dopo un discorso anche sotto questo profilo - per lanciare o rilanciare come hanno fatto altre località turistiche di montagna un aeroporto che abbia finalità esclusivamente o prevalentemente di carattere turistico. In sostanza, non ci convince questa opzione per l'aeroporto prevalentemente commerciale; quindi, sotto questo profilo, crediamo che la Valle d'Aosta faccia un errore strategico di fondo.
Voglio soffermarmi su un secondo fattore, che mi sembra decisivo. Questo programma avviene intanto - apro una parentesi - sulla base di un "master plan" che è stato approvato dalla Giunta e non è mai stato visto dal Consiglio. Questa è una cosa che, dal punto di vista istituzionale, non sta in piedi ed è una scorrettezza enorme nei confronti del Consiglio. Andiamo ad approvare un programma che è "figlio" di un provvedimento che il Consiglio non ha mai dibattuto, perché deciso dalla Giunta. Chiudo la parentesi. Soprattutto né il "master plan", né questo primo programma sono il frutto di un'analisi costi-benefici. Qui siamo a discutere sulla base di auspici, di piccoli auspici: che il traffico commerciale su Aosta aumenti con un aeroporto nuovo ed allungato, questa è la piccola scommessa! Non sappiamo bene quali saranno i benefici economici, si possono intuire, ma non li sappiamo quantificare. Nessuno li ha quantificati nel programma, ma quello che è più grave è che nel medesimo programma non abbiamo un'analisi dei costi! Trovo che tale elemento sia sconcertante! Questa non è un'impressione dei colleghi del gruppo "Arcobaleno", è scritto chiaro nel piano e voglio leggerlo, altrimenti parliamo in astratto di un progetto, che nessuno oggi sa dirci quanto costa. Il titolo del paragrafo è: "Piano economico degli interventi". Si dice:
"la disponibilità dei progetti di allungamento della pista, di installazione delle radioassistenze e riordino della viabilità fornirà gli elementi per dimensionare più accuratamente il piano economico, quindi l'entità degli investimenti da sostenere per la realizzazione delle opere. Al momento pertanto, in attesa di disporre di tali elementi, ci si avvale come riferimento delle stime di costo elaborate dall'estensore del "master plan". Gli importi sottoriportati rivestono pertanto valore puramente indicativo essendo suscettibili di variazioni anche sensibili in funzione delle scelte progettuali definitive e della realizzazione di eventuali opere, quali la riduzione dell'altezza della ciminiera di Cogne...", eccetera.
Vi è quindi un riferimento ai costi assolutamente generico e incerto; quando sento parlare qualcuno di 15 miliardi... ma sulla base di cosa? Vorrei capire come fa la Giunta a fare delle previsioni di spesa di questo tipo, anche in riferimento alla prima parte del piano. Questo non è un problema riguardante solo l'aeroporto, questo è un problema più generale. Ieri con il contratto con i Valdostani fatto dall'Assessore Cerise è stata prevista tutta una serie teorica di investimenti, ma una domanda che non è stata neppure sfiorata è: ma dove si prendono i denari per fare tutte quelle opere? Ogni anno, da tempo, quando approviamo i bilanci ragioniamo sul fatto che per spese di investimento vere abbiamo il 5% del bilancio regionale. Noi pensiamo che con il 5% del bilancio regionale facciamo tutte queste cose? Ma ci vogliono 200 anni, questa è la realtà! Oggi approviamo un piano specifico in cui non c'è una cifra attendibile per quanto riguarda il costo di questa prima fase di ampliamento dell'aeroporto. C'è di più, purtroppo: nessuno ci dice quanto costerà la gestione del nuovo aeroporto! Con 8-10 voli nei periodi di punta... perché 8-10 voli ad essere ottimisti io me li immagino le feste di Natale e luglio-agosto, perché non credo che ad ottobre-novembre arriveranno 8-10 "charter" ad Aosta... chi pagherà la gestione dell'aeroporto? Pagherà la Regione o la società di gestione, di cui uno dei soci principali sarà la Regione. Diciamo quindi che i costi di gestione verranno pagati in un modo o nell'altro, ma alla fine saranno sempre a carico della collettività. Anche il problema degli oneri della gestione è collegato con il discorso cui accennavo prima del bilancio, perché continuiamo ad aumentare le spese fisse in questa Regione. Quando si fanno i bilanci, gli Assessori al bilancio dicono: "sì, bisognerebbe invertire la tendenza, dovremmo avere più elasticità, dovremmo riuscire a spendere con maggiore discrezionalità amministrativa", invece vediamo che tutte le scelte vanno nel senso opposto. Anche questa va nel senso opposto, mi sembra inevitabile, a meno che non si sia così ingenui da pensare che questa gestione farà utili. Io non ci credo. Siamo nella stessa situazione del Forte di Bard. Si potrà poi dire che serve da "volano", vale per questo o per quello... tutto vero, però come nel Forte di Bard avremo un ente in cui la Valle d'Aosta alla fine dell'anno interverrà a piè di lista per azzerare le perdite di bilancio... perché è inverosimile che queste gestioni possano avere delle voci positive. Questo per quanto riguarda gli aspetti economico-finanziari in cui noi lamentiamo un'assenza di dati certi.
Quello che ci preoccupa in misura altrettanto seria sono le problematiche di carattere ambientale: il terzo fattore di perplessità. Qui andiamo ad allungare una pista in maniera significativa in una zona per certi versi già compromessa da scelte urbanistiche errate, fatte negli anni scorsi; allunghiamo una pista che già oggi è stretta fra strade, case, capannoni, edifici di tipo commerciale e via dicendo; questo comporterà dei problemi gravi di carattere ambientale e viabile, soprattutto per quanto riguarda la zona ovest della pista. La strada che collega la zona commerciale di Saint-Christophe al ponte di Pollein verrà eliminata con tutta una serie di problemi a cascata riguardo alla viabilità di quella zona. Mi sembra che non si tenga sufficientemente conto di tale problema. Anche in riferimento alla sicurezza, in ordine alla quale peraltro esprimo un parere in linea di massima favorevole, gli interventi non sono indolori; fra l'altro, saranno utili, ma non decisivi ai fini di una sicurezza totale, perché sappiamo che, per le caratteristiche geografiche della nostra Valle, un tratto di corridoio di entrata e di uscita alla pista dell'aeroporto dovrà sempre essere fatto a vista, con piloti particolarmente specializzati. Questo lo chiede l'"ENAC", perché il nostro aeroporto presenta particolari difficoltà, quindi occorre che i piloti che atterrano ad Aosta abbiano uno specifico addestramento. Mi chiedo fra l'altro, come questo sia compatibile con il fatto che in ipotesi vengano dei "charter" dall'Inghilterra, piuttosto che dalla Russia o dalla Spagna: gli aerei dovranno essere condotti da piloti che abbiano una particolare abilitazione a scendere ad Aosta. Si è pensato a come risolvere questo problema? Pongo la domanda all'Assessore, perché è un problema che non so risolvere.
Il tema del corridoio di avvicinamento con le regole che verranno imposte dall'"ENAC" comporta poi un ultimo - non per importanza - problema in riferimento all'inquinamento luminoso. Non ho capito molto, leggendo il programma, circa l'impatto luminoso che tutta una serie di prescrizioni provocherà, in particolare abbiamo la necessità di installare sui fianchi delle montagne dei punti luminosi per favorire l'orientamento del pilota che deve atterrare a vista. Non ho idea di cosa significhi installare tre punti luminosi a destra e tre punti luminosi a sinistra, voglio però che si stia molto attenti perché siamo in una zona in cui è presente anche l'Osservatorio astronomico di Saint-Barthélemy, in ordine al quale già emergono problematiche relative all'inquinamento luminoso, con moderate proteste, con osservazioni che arrivano anche a noi perché ci sono delle difficoltà. Non vorrei che un punto luminoso in quella zona comportasse ulteriori problemi circa l'utilizzo dell'osservatorio, perché sarebbe veramente un peccato mortale. Chiedo quindi che, in riferimento a questa problematica, vi sia la massima attenzione.
Sulle tematiche ambientali non voglio dilungarmi ulteriormente, perché un secondo intervento lo farà il collega Riccarand... ma voglio esprimere un'ulteriore perplessità: quella delle regole. Credo che in questa vicenda vi sia un rischio ulteriore che voglio rappresentare alla Giunta. Noi otterremo un'autorizzazione a fare questi lavori e ad utilizzare l'aeroporto da parte dell'"ENAC" che sarà un poco "tirata per i capelli", nel senso che ci sono state delle verifiche e siamo ai limiti, ci hanno dato una serie di prescrizioni per poter agire e andare avanti, ma siamo ai limiti. Non vorremmo mai che, cambiando in ipotesi le normative in tema di sicurezza, facciamo un investimento di quelle dimensioni per poi non poter utilizzare l'aeroporto ai fini che desideriamo. Lo potremo sempre utilizzare a fini turistici, non a scopi commerciali. Ma per utilizzarlo a scopi turistici abbiamo bisogno di riammodernarlo e di fare delle opere di sicurezza, non abbiamo bisogno di allungare la pista. Con questa ultima preoccupazione chiudo il mio intervento, sottolineando come il documento che oggi viene portato in Consiglio non può ritenersi soddisfacente per le argomentazioni che ho provato a rappresentare.
Président - La parole au Conseiller Tibaldi.
Tibaldi (CdL) - Il fatto che l'Aeroporto "Corrado Gex" sia nato sulla base di un'iniziativa pionieristica fatta quasi mezzo secolo fa da alcune persone appassionate di volo, quindi abbia avuto una sua dimensione, fatto lodevole questo, non ci deve far pensare che ci "cristallizziamo" nel tempo, nel senso che tale aeroporto, a distanza di quasi mezzo secolo, è necessario che evolva verso una strutturazione ed infrastrutturazione che siano consone ai tempi. Riteniamo che questo aeroporto oggi sia insufficiente in termini di modernità e funzionalità alle esigenze di una Regione alpina come la Valle d'Aosta, che ha la pretesa di collocarsi nel quadro delle Regioni italiane ed europee all'avanguardia e all'altezza della situazione. È importante quindi il fatto che perlomeno un'idea approdi in Consiglio oggi e si discuta intorno a questa idea; è importante perché dà un segno di vitalità che fino al 2004 non abbiamo visto. Fino al 2004 quando si parlava di aeroporto si "cincischiava", nel senso che qualunque Giunta che sia succeduta su quelle poltrone non ha mai dato delle risposte positive o di crescita nei confronti della struttura aeroportuale valdostana. Nel 2004 è stato presentato un "master plan", sono state fatte delle proiezioni con tecnici specialistici del settore, audizioni in Commissione, si sono esaminate delle ipotesi, soprattutto si sono "tessuti" contatti più proficui con l'"ENAC". Prima si parlava con l'"ENAV" e con l'"ENAC" perché c'erano delle concorrenze fra questi 2 enti, ma non si era mai addivenuti alla formulazione di un'idea, quindi riteniamo sia positivo il fatto che oggi un'idea approdi all'esame del Consiglio.
Diciamo quindi che c'è attenzione da parte del nostro gruppo su questo programma di sviluppo dell'aeroporto, naturalmente è un'attenzione che, se guarda con favore per il fatto che è approdata un'idea, non nasconde alcune perplessità che enunceremo. Innanzitutto sappiamo che migliorare l'importanza delle comunicazioni anche attraverso il volo fra la Valle d'Aosta e altre realtà nazionali ed internazionali è quanto mai importante per lo sviluppo socio-economico della nostra Regione. Qui mi permetto di fare una sottolineatura, l'Assessore ha detto che può diventare un motore socio-economico dell'aria, noi auspichiamo che diventi un motore socio-economico per tutta la Regione, per un ambito più elevato rispetto a quello in cui si svilupperà, con tutte le previsioni di allungamento della pista, illuminazione della stessa, radioassistenza e tutti i servizi connessi con l'ammodernamento. Speriamo che il futuro aeroporto della Valle d'Aosta abbia veramente la capacità di inserirsi nel novero di quelle strutture aeroportuali a dimensione europea che sono in grado di collegarci utilmente e velocemente a tutti gli altri Paesi.
Naturalmente è stata costituita la società "AVDA", partecipata dalla Regione, che dovrebbe provvedere allo sviluppo dell'aeroporto. È una sfida importante e difficile, perché sappiamo che si tratta di incrementare i livelli e la qualità del servizio, le linee, i voli, potenziare lo scalo che oggi è insufficiente per le esigenze dei Valdostani e di coloro che vogliono venire in Valle d'Aosta, perché non ci sono solo i Valdostani che vogliono emigrare per questioni di lavoro o di diletto altrove, ma ci sono anche persone che possono essere utilmente condotte nel nostro alveo regionale per trascorrere una vacanza, per opportunità di lavoro, sociali, culturali o di qualunque tipo. Dicevo che intravediamo alcune perplessità in questo programma e la più importante è quella che tale programma, come ha sottolineato l'Assessore, è uno studio di fattibilità che prevede un impegno di risorse per circa 30 milioni di euro. Stiamo quindi ragionando su un'idea, che è corredata di progetti, un'idea che ha anche delle suggestioni, però è un'idea che è fortemente condizionata, anche perché l'elaborazione progettuale definitiva deve essere sviluppata in corso d'opera.
I primi pareri che arrivano dall'"ENAC" sono pareri subordinati ad esami successivi. Leggiamo per esempio nella documentazione che ci è stata fornita in Commissione, un protocollo dell'"ENAC" del 2005, che dall'esame degli elaborati progettuali emerge che il progetto preliminare dell'aeroporto aostano è rispondente sostanzialmente alle norme di riferimento, quindi meritevole di approvazione, a condizione che vengano risolte nelle successive fasi progettuali le seguenti problematiche riscontrate. Ne elenca diverse: sono 8 problematiche che sono inerenti alle strutturazioni e alle infrastrutturazioni dell'area o a particolari accorgimenti tecnici che la riguardano nella realizzazione complessiva. "Conseguentemente il parere favorevole..." - dice in conclusione questo protocollo dell'"ENAC" - "... resta subordinato al recepimento delle suddette indicazioni e alla definizione dello scenario complessivo riferito sia agli aspetti infrastrutturali che operativi". L'"ENAC" dice cioè: "andate pure avanti, però portateci la materia su cui dobbiamo esprimere un giudizio definitivo". È quindi l'inizio di un percorso che ha questa prima importante condizione, condizione che dovrà osservare una rigorosa tempistica, addirittura talmente ottimistica che il nostro gruppo non poteva prevedere una realizzazione parziale del programma nel triennio 2005-2007, perché il 2005 è ormai "spirato"... quindi un emendamento è stato accolto. Di fatto, abbiamo 2 anni di tempo per realizzare una pista e sappiamo che solo il 2006, se permangono le previsioni favorevoli che ci sono state illustrate in Commissione, verrà consumato per la progettazione, ma non solo, perché c'è da concludere un accordo di programma con il Comune di Saint-Christophe, che è l'ente locale maggiormente interessato dallo sviluppo aeroportuale - ci sono anche Quart e Pollein -, e abbiamo ancora visto ieri, esaminando il piano delle grandi opere, dove figurava nelle note a tergo quando si parlava di aeroporto, che questo è un capitolo sul quale ancora giace un'incognita che dovrebbe risolversi nell'anno corrente. Nel 2007 si prevede la chiusura della pista per allungarla di circa 300 metri. È auspicabile che questa somma di interventi ci permetta di raggiungere il risultato che ci prefiggiamo accogliendo questa sfida, perché la sfida è importante e comporta un investimento stimato in 30 milioni di euro - qui si dice 29, qualche mese fa si diceva 30,5 -, ma sono esclusi tutti i valori delle pertinenze immobiliari circostanti, che dovranno essere espropriate, ma noi auspichiamo che vi sia una trattativa con i soggetti privati interessati, perché ci viene difficile immaginare che l'"area Sogno" possa essere espropriata per esigenze di pubblica utilità, anche perché sulla pubblica utilità lì non ci sono tutti i requisiti necessari. La sfida è quella di aumentare i volumi di traffico e la qualità dello scalo aostano. Oggi, se i dati che ci avete fornito - immagino di sì - sono certificati, abbiamo un volume di traffico di 8.000 unità annue, veramente poche; è un aeroporto prevalentemente turistico, o per servizi inerenti le personalità regionali, o i "business men" valdostani che si trasferiscono in altre aree dello Stato italiano con cui sono previsti i voli di linea di "Air Vallée", ma queste 8.000 unità devono crescere.
Crediamo che l'aeroporto turistico non vada inteso nel senso limitativo che è stato espresso dal collega Curtaz. L'aeroporto turistico non è l'aeroporto che è gestito necessariamente da un paio di "Aeroclub", è giusto che gli "Aeroclub" esistano, ma devono convivere con un gestore a tutti gli effetti. L'aeroporto di Aosta rimarrà turistico, perché immagino non abbia la dimensione per diventare commerciale, permettendo uno scalo in loco di una moltitudine di persone decisamente superiore a queste 8.000 unità. È quindi questa la sfida, ne parlava anche l'Ing. Brunod in Commissione: "noi non vogliamo essere un freno allo sviluppo e alle idee che vengono lanciate..." - diceva l'Ing. Brunod - "... dovremo inventarci qualcosa, non solo puntare sui voli di linee per aumentare i servizi e l'attrattività dello scalo aostano". Questo ci deve far pensare in una certa direzione: che lo scalo aostano non deve essere considerato come un'entità isolata a sé stante, ma dovrà integrarsi con altre attività sul territorio. Forse è prematuro pensarlo, ma non bisogna dimenticare che uno scalo aeroportuale come quello di Aosta dovrà integrarsi con il sistema trasportistico circostante, altrimenti è una "spezzettatura" che non va a completamento di un'idea che potrebbe invece essere molto interessante. Vi è poi il piano economico, che qui viene semplificato come interventi in poche righe, questo dimostra anche l'idea di larga massima che c'è sul progetto. In poche righe e con alcune cifre sommarie viene indicato il piano economico degli interventi, naturalmente sono in fase di elaborazione ancora i progetti preliminari, ma bisognerà dimensionarlo più accuratamente questo piano economico, Assessore! Dobbiamo entrare più nel dettaglio, perché gli importi qui riportati hanno un valore molto indicativo, quindi, a fronte di questa previsione indicativa degli investimenti, crediamo che sarebbe stato opportuno avere un dettaglio più preciso, che oggi ci manca, anche perché, quando si interviene in un settore con un progetto così ambizioso, o si allega una legge, o si prevedono in finanziaria degli stanziamenti più sostanziosi, invece non c'è una legge e neppure in finanziaria ci sono investimenti significativi per procedere in tale direzione. Credo allora che lei, Assessore, su questo punto ci debba qualche spiegazione in più rispetto alla relazione un po' stringata che ha fatto affrontando l'argomento finanziario. L'assenza di una previsione di dettaglio, questi importi largamente indicativi meritano un suo "bis" sull'argomento. In linea di massima abbiamo evidenziato in queste motivazioni sostanziali le perplessità che vogliamo sottoporre alla sua attenzione, il collega Frassy aggiungerà poi alcune considerazioni più particolari, quindi ci riserviamo di sentire la replica dell'Assessore per formulare una valutazione definitiva sul programma.
Si dà atto che dalle ore 10,17 alle ore 10,20 presiede il Vicepresidente Lanièce.
Président - La parole au Conseiller Comé.
Comé (SA) - Con soddisfazione oggi diamo attuazione a quanto è previsto dal comma 3 dell'articolo 48, legge regionale n. 21/2003, che dispone che gli interventi di sviluppo, progettazione, realizzazione, adeguamento, gestione, manutenzione e uso degli impianti e delle infrastrutture per l'esercizio dell'attività aeroportuale sono realizzati previa approvazione, da parte del Consiglio, di un programma di investimenti e sviluppo, predisposto dalla Giunta, che contenga anche la definizione degli assetti societari della società di capitali. Lo dico con soddisfazione perché sia il nostro gruppo consiliare, sia il gruppo "La Casa delle Libertà" avevano più volte presentato delle iniziative per sollecitare la Giunta, e in particolare l'Assessore competente, a rispettare quanto determinato in legge, per presentare al Consiglio il piano di sviluppo per la sua approvazione prima d'intervenire con investimenti nell'area aeroportuale. Non vorremmo che una delle motivazioni del ritardo della presentazione di tale "master plan" sia da ritenersi in quelle motivazioni addotte nella deliberazione di Giunta, in particolare laddove si recita:
"la complessità delle procedure di passaggio e di consegna fra l'ente pubblico e la società "AVDA" e i tempi necessari a quest'ultima per strutturarsi adeguatamente e approfondire le soluzioni progettuali di massima... e che la nuova società di gestione, una volta acquisita un'adeguata conoscenza della realtà aeroportuale in essere, ha dovuto in seguito approfondire gli aspetti relativi alla programmazione degli interventi ipotizzati".
Mi sorge una domanda: non è forse un'emanazione del gestore precedente, che ha utilizzato lo stesso personale conoscendo quindi tutte le problematiche in essere?
Venendo all'analisi invece del piano di sviluppo, anche noi siamo d'accordo che si intervenga sull'aeroporto e che gli si dia uno sviluppo. Leggendo la prima parte, la premessa del piano di sviluppo, dove si dice: "il potenziamento dell'Aeroporto "Corrado Gex" rappresenta un importante fattore di sviluppo dell'economia regionale, poiché tendente a valorizzare la vocazione del segmento turistico e delle attività terziarie in genere, che rappresentano circa l'80% del valore aggiunto regionale. Esso offrirà parimenti un importante servizio alla collettività accrescendo l'offerta di mobilità per i cittadini e ospitando i servizi di Protezione civile", ci pare di cogliere in questa premessa delle affermazioni un po' generiche, che mancano di dati concreti. Non siamo riusciti - lo abbiamo chiesto anche in Commissione - ad avere - e quindi non lo conosciamo - il "business plan" dell'aeroporto, che dovrebbe precedere il "master plan" della struttura, in quanto quest'ultimo non può che essere conseguente al primo: è l'analisi dei bisogni e degli obiettivi concreti che potrà portare alla definizione degli interventi da effettuare. Questo lo avevamo chiesto in Commissione, ci era stato detto dal Presidente della Commissione che ci avrebbe fatto avere il "business plan", ma noi non lo abbiamo ancora visto.
Proseguendo nella lettura del piano di sviluppo dell'aeroporto, vengono considerati interventi prioritari l'allungamento della pista e la radioassistenza con gli impianti ad essi associati, le luci di guida. Non sono un esperto nel settore ma, essendomi interessato del piano di sviluppo del nostro aeroporto, ho voluto fare un confronto con le realtà aeroportuali, soprattutto realtà molto simili alle nostre, quindi paragonabili alla realtà dell'aeroporto valdostano - ho verificato quello di Lugano, di Berna -; fra l'altro, aeroporti che hanno dato una destinazione di aviazione commerciale. Questi hanno dimostrato come né tanto il giro di affari, né la sicurezza operativa siano influenzati dalla lunghezza della pista; infatti, idonei aerei - questo ce lo ha confermato anche l'Ingegnere dicendo che ci vorranno degli aerei idonei - trasportano milioni di passeggeri all'anno utilizzando piste di circa 1.200 metri di lunghezza. Qui mi è stato detto che allungare la pista a 1.500 metri dà maggiore sicurezza, questo è innegabile, però volevo solo portare all'attenzione che ci sono aeroporti dove hanno un numero elevatissimo di milioni di passeggeri e non 8 mila, o i presunti 30 mila all'anno, e riescono a garantire un servizio di sicurezza con una pista di 1.200 metri. La scelta invece di allungare la pista porterà inevitabilmente all'eliminazione del tratto di strada che costeggia l'"area ex Sogno", considerato attualmente collegamento con la strada statale n. 26 di vitale importanza. Si andrà invece a sovraccaricare la strada verso l'Arena, che già oggi è discretamente satura di traffico. Questa è un'analisi di cui il piano di sviluppo non fa cenno, noi invece riteniamo sia importante farci una riflessione attenta e presentare quanto prima una serie di proposte.
Per quanto riguarda la radioassistenza con gli impianti luminosi associati, in Commissione abbiamo chiesto se questo consentirà l'operatività anche nelle ore notturne; l'Ingegnere ci ha risposto che questo è un obiettivo credibile. Sinceramente, a fronte dell'investimento preventivato, l'operatività di notte dovrebbe essere requisito indispensabile, diversamente le spese non trovano giustificazione e poi i costi annuali per il mantenimento in efficienza della radioassistenza e di tutti gli impianti associati saranno elevati e anche qui non disponiamo di dati per conoscere le spese di gestione.
Non siamo contrari ad un piano di sviluppo, ma i rilievi che abbiamo sollevato, in particolare l'impossibilità di prendere atto del "business plan" - abbiamo sentito oggi dall'Assessore che in termini di sviluppo dell'attività di volo si prevede di arrivare a 30-40 mila passeggeri l'anno rispetto agli attuali 8 mila -, poi il fatto di non essere stati messi a conoscenza delle spese di gestione successive, nonostante che lo avessimo chiesto più volte in Commissione, non ci consentono di fare un'analisi completa di tale piano. Queste sono le motivazioni per cui il nostro gruppo, pur condividendo un'azione sull'aeroporto, oggi esprimerà un voto di astensione. Concludo dicendo che ieri è stato approvato un piano di interventi dell'Assessore Cerise, dove su 14 opere una decina riguardavano viabilità e trasporti; una delle motivazioni forti che veniva annunciata era che questo servirà ad agevolare i turisti che vogliono raggiungere la nostra regione. Assessore, le dico che, se i turisti in Valle non trovano poi soddisfazione attraverso altri servizi e se non hanno altro che la bellezza dei nostri monti, certamente le strade allargate, la ferrovia ammodernata e l'aeroporto sviluppato favoriranno anche l'allontanamento dei turisti dalla nostra regione.
Président - La parole au Conseiller Riccarand.
Riccarand (Arc-VA) - Il collega Curtaz ha già espresso bene le valutazioni del gruppo "Arcobaleno" su questo provvedimento, mi limiterò ad alcune sottolineature puntuali su alcuni aspetti che riteniamo importante ancora evidenziare. Penso che i colleghi avranno notato che in tale atto, "Approvazione del programma di investimenti", è allegata una scheda che si intitola "Assetto società". A prima vista questo allegato appare strano, perché non si capisce per quale motivo sia stata inserita una scheda che ci dà la composizione azionaria della società che gestisce l'aeroporto, il "CdA", il collegio sindacale, cosa c'entra questo con il programma di investimento? C'entra sì! Questo fatto curioso di tale inserimento di questa scheda ci permette di andare al cuore di uno dei problemi di comportamento della Giunta, del rapporto fra Giunta e Consiglio, che è un rapporto estremamente scorretto. Tale scheda è presente perché il comma 3 dell'articolo 48 della legge finanziaria del 2003 prevedeva appunto che il programma di investimenti doveva venire in Consiglio, con anche la definizione degli assetti societari della società di capitali. Cosa intendeva dire la legge? Intendeva dire che si veniva in Consiglio per dire qual è il programma che si voleva portare avanti sull'aeroporto, si definiva l'assetto societario sulla cui base poi si andava a fare la gara, cioè si precisava il tipo di società, il tipo di partecipazione della Regione, questo si andava a dire, non la scheda...
(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)
... infatti la norma di legge è stata fatta apposta per questo, questo è un emendamento inserito proprio per garantire un passaggio corretto in Consiglio che voi non avete fatto! Il collega Comé ha detto che è soddisfatto, ma il Consiglio è stato preso in giro letteralmente, perché ci troviamo a discutere quando tutto è stato fatto! È stato fatto un affidamento trentennale ad una società per la gestione dell'aeroporto che ha completamente bypassato questa previsione di legge, questa è la realtà!
La logica era completamente un'altra: era che il Consiglio discuteva su qual era il programma che si voleva portare avanti, gli assetti societari e poi si andava a fare una gara per definire chi avrebbe gestito e chi avrebbe portato a realizzazione il programma. Oggi invece ci troviamo a discutere un programma quando è già stato individuato il socio, è già stata fatta la convenzione, non solo, ma la Giunta ha approvato autonomamente senza portarlo in Consiglio il "master plan". Oggi quindi ci troviamo a fare un atto che è dovuto, imposto da scelte precedenti che hanno completamente scavalcato il Consiglio regionale. Qui non sono cose di poco conto! Perché è stata fatta questa scelta così strana di individuare una società che gestisce l'aeroporto, a cui affidare la gestione per ben 30 anni? Non so se ci rendiamo conto di cosa vuol dire 30 anni! Questa scelta ci era stata così motivata: "ma la società che prenderà in gestione dovrà investire lei direttamente delle risorse, sarà parte attiva nel processo degli investimenti, quindi deve avere l'arco trentennale per ammortizzare...", dov'è finito tutto questo discorso? L'Assessore ci può dire quali sono gli impegni finanziari, anno per anno, della società che gestisce nel realizzare gli investimenti? Non c'è traccia nella convenzione, spero che me lo dica! Questa società che per 30 anni gestirà l'aeroporto quanti soldi spenderà anno per anno, quali sono gli investimenti che intende mettere per l'ammodernamento dell'aeroporto? Altrimenti non si capisce per quale motivo è stato fatto un affidamento trentennale, che si è giustificato solo in quel modo. Noi invece abbiamo adesso un affidamento molto costoso - poi ci arriverò, perché i costi della gestione dell'aeroporto sono praticamente raddoppiati -, ma non abbiamo nessuna garanzia in termini di investimento da parte della società. Qualcuno ha detto prima che alla gara ha partecipato una sola società; non è un caso! È stata bandita una gara presentandola come una gara europea di enorme importanza ed innovazione, un solo partecipante: quello che già gestiva l'aeroporto...
(nuova interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)
... no! Perché ha partecipato solo "Air Vallée"? Perché "Air Vallée" ha comunque un'altra rendita, che è la convenzione di 9 anni per il servizio aereo, quindi lei compensa spese sulla gestione con profitti sulla convenzione dell'aereo, altrimenti forse non c'era neanche quella società come l'avete impostata voi questa "cosa"! Il Consiglio quindi si trova a discutere in una situazione che è stata bloccata e predeterminata da scelte fatte precedentemente dalla Giunta all'insaputa del Consiglio rispetto alla questione della gara, come è stata impostata e gestita. La scelta trentennale chi l'ha fatta? Non l'ha fatta il Consiglio! Chi ha gestito che le quote fra privato e pubblico dovevano essere di un certo tipo... che, secondo la legge, era di competenza dell'atto che stiamo facendo oggi... invece con l'atto che stiamo facendo oggi ci viene portata una scheda e noi cosa facciamo su tale scheda? Andiamo a modificare la composizione del "CdA"? È un atto senza nessun senso questo assetto societario che stiamo discutendo oggi: è solo una presa d'atto della situazione che ha determinato il procedimento che ha seguito la Giunta.
Per quanto riguarda gli investimenti che sono previsti in questo programma, anche qui ci doveva essere un ruolo attivo della società di gestione, ma tale ruolo attivo non compare, è scomparso letteralmente, quindi la Regione torna a farsi carico di tutto e nel contempo ha previsto un onere di gestione che si è raddoppiato a favore di chi gestisce l'aeroporto. Queste sono veramente delle cose misteriose. Per quanto concerne il programma di interventi previsto da tale piano, siamo contrari a questo tipo di impostazione, perché riteniamo si vada, senza aver fatto una riflessione approfondita, senza aver fatto un'analisi dei costi e dei benefici di tale operazione, verso un'opzione molto "spinta" per un aeroporto commerciale, non sappiamo cosa comporterà tutto questo in termini di costi di investimenti, che sono indeterminati, e in termini di gestione... di una "cosa" così complessa. Anche per quanto riguarda la priorità degli interventi indicati, ci sembra discutibile che si metta al primo piano l'allungamento della pista con tutto quello che comporta in termini di modificazione degli assetti viari, in termini di costi, in termini di investimenti, quando ci sono altri interventi che sarebbero molto più importanti per mettere effettivamente l'aeroporto attuale in condizioni di funzionare bene, senza puntare tutto sull'aspetto commerciale, un buon aeroporto di tipo turistico e non un'impostazione tutta basata sugli aspetti commerciali.
Abbiamo detto che non sappiamo quanto ci costerà questa operazione di ammodernamento dell'aeroporto, perché le cifre sono indeterminate, non sappiamo quanto costerà gestire l'aeroporto, se mai questi interventi andranno in porto, perché abbiamo dei dubbi sulle modalità, sui tempi con cui verranno fatte queste cose, ormai si parla da tantissimo tempo di tali interventi. Quello che sappiamo per certo è che nel frattempo i costi relativamente alla gestione dell'aeroporto sono lievitati, perché con il nuovo affidamento si è passati da un costo annuale di 845 mila euro a un costo annuale di 1.337.000 euro, quindi in un anno sono quasi raddoppiati i costi di gestione per avere lo stesso servizio; inoltre abbiamo una previsione trentennale di costi a questo livello, senza sapere cosa succederà nel frattempo. Anche qui è ridicola e irresponsabile tale impostazione: nel momento in cui non si sa che assetto avrà questo aeroporto, ci sono tante incognite su tutti gli aspetti, si decidono degli assetti gestionali che durano per 30 anni! Quello che sappiamo con i dati che ci ha fornito ieri l'Assessore è che il traffico passeggeri in questi anni si è ridotto: dagli ottomila del 2002 citati nel "master plan" siamo scesi ad un'oscillazione nell'ultimo triennio fra i settemila e i settemilanove, quindi siamo sotto i livelli di traffico del 2002. Nel frattempo i costi sono aumentati, ho fatto un rapido calcolo: se mettiamo insieme il costo annuo della gestione dell'aeroporto, 1.330.000 euro, il costo per il collegamento aereo Aosta-Roma, 1.337.000, arriviamo a 2.660.000 euro che per 7.000 poco più passeggeri sono 380 euro per persona che sale o scende dall'aereo. Il traffico turistico lo calcoliamo a parte, lo possiamo calcolare, e lì ci sono anche dei finanziamenti della Regione agli "Aeroclub", quindi c'è tutto un altro capitolo che possiamo aprire se vogliamo... e qui senza calcolare i costi di investimento, calcolando semplicemente i costi di gestione puliti, sono 380 euro per ogni persona che sale o scende dall'aereo. A noi sembra che in un servizio così costoso e delicato dal punto di vista dell'esplosione dei costi, prima di andare a dire: "facciamo questo e facciamo quello", un calcolo economico sui costi benefici è indispensabile; nel "master plan" non c'è nulla di questo e non c'è nulla di questo nel programma che ci avete presentato. Questo è il motivo di fondo per cui, oltre a quelli che sono già stati illustrati dal collega Curtaz, esprimiamo un giudizio negativo su tale programma e voteremo contro.
Président - La parole au Conseiller Maquignaz.
Maquignaz (UV) - Voglio anch'io intervenire riguardo questo piano di sviluppo dell'Aeroporto regionale "Corrado Gex". Ritengo sia fondamentale intervenire oggi, in quanto fin dall'inizio della legislatura ho sempre sostenuto tali interventi; nel corso del dibattito sui vari bilanci e sulle finanziarie che abbiamo approvato ho sempre ribadito come fosse necessario andare in tale direzione, cioè nella direzione di creare un aeroporto di avanguardia in proporzione alle dimensioni della nostra regione, in proporzione alle possibilità che tecniche ci possono essere per sviluppare un aeroporto non enorme, ma un aeroporto a dimensione d'uomo per fare certi voli, voli che vengono definiti anche turistici. Riteniamo che allungare la pista dell'aeroporto sia fondamentale, reputiamo che fare una radioassistenza di elevato livello sia importante e vitale per la sicurezza e per il miglioramento del nostro aeroporto, ma riteniamo soprattutto che implementare il numero dei posti sugli aerei rispetto al passato sia necessario per andare nella direzione di creare uno sviluppo anche turistico legato all'aeroporto nella nostra Regione. Ben venga quindi la possibilità di passare da 30 posti di oggi che abbiamo sugli aerei ad almeno 70-80 posti su questi futuri aerei; riteniamo sia fondamentale andare in tale direzione e crediamo che questi investimenti siano necessari per far sì che tali aerei possano atterrare in Valle d'Aosta un domani e soprattutto che possano portare ricchezza, beneficio e sviluppo economico alla nostra Regione, perché è una scelta da che parte stare.
Riteniamo che questa maggioranza stia andando nella direzione di fare delle scelte chiare, anche se tutte le volte che i "Verdi" intervengono vedono solo qualcosa di negativo nelle scelte che facciamo, non ho mai sentito dire una volta che facciamo delle scelte, mi sembra che loro parlando prima hanno detto chiaramente che questa maggioranza sta facendo delle scelte chiare... il Forte di Bard è stato terminato, verrà gestito... ci sarà qualcosa di positivo nelle scelte fatte o tutto va sempre male? L'aeroporto: il piano è sotto i nostri occhi oggi, il piano deve essere votato, sono chiari gli investimenti che verranno fatti, quindi credo che questa maggioranza stia andando nella direzione di fare delle scelte chiare, scelte politiche e diventa difficile contestare queste scelte, o perlomeno ognuno ha le sue opinioni, non è d'accordo ed è legittimo non esserlo, ma dire che questa Giunta non decide e non va avanti nella direzione del programma che aveva presentato agli elettori mi sembra assurdo! Ieri sulle grandi opere si è detto: "vedrete, è impossibile che si porteranno avanti gli investimenti", ma siamo una Regione che vogliamo fare degli investimenti e delle scelte oppure no? Credo di sì. Riteniamo quindi che queste scelte, come quelle relative all'aeroporto che oggi andiamo a votare, siano scelte che verranno portate a compimento, chiaramente con i tempi della burocrazia, perché non è che in un anno si fa un aeroporto, si allunga una pista, si fa la radioassistenza e tutto... ormai con la burocrazia che abbiamo ci sono dei tempi tecnici, ma noi, malgrado i tempi tecnici che dobbiamo rispettare, porteremo avanti queste scelte che riteniamo fondamentali per la nostra Regione. Vedendo gli anni di investimento... logicamente nei primi 2 anni si farà l'allungamento della pista e la radioassistenza, i primi investimenti ritengo fatti anche da degli studi anche di esperti... non credo si possa sindacare se è meglio prima fare la radioassistenza o allungare la pista, ma credo che anche qui vi siano delle procedure chiare, perché nessuno è ingegnere aeronautico, anche se tutti possiamo fare delle considerazioni ma, quando si presenta un piano, penso vi siano anche delle regole da rispettare, per cui mi affido al buon senso degli esperti che hanno redatto il piano.
Sulla scelta politica sono pienamente d'accordo, in quanto ritengo che questa sia la scelta del futuro, nel rispetto delle regole che qui sono ben elencate. Portare più persone in Valle d'Aosta crediamo sia un vantaggio per tutta la Regione, quindi ritengo che il mondo del turismo possa dire di essere soddisfatto di tali scelte, perché queste ultime porteranno più persone nei prossimi anni nella nostra Regione. Sempre più anche il turismo sta passando qualche momento di difficoltà, sempre più è importante accorciare i tempi, le distanze, quindi anche noi come Valle d'Aosta quando ci presenteremo nel mondo con un aeroporto che almeno può far atterrare aerei fino a 70 persone... di conseguenza, come diceva il collega Curtaz, diventerà anche un po' commerciale questo aeroporto, non credo che diventerà mai un grandissimo aeroporto commerciale, diventerà un aeroporto che in parte sarà sempre turistico con i voli del divertimento, i "piper", il paracadutismo ma, dall'altro lato, si arriverà a portare più turisti nella nostra regione.
Credo che il piano che dobbiamo votare oggi quindi sia un piano importante e sia la risposta chiara a quegli impegni che già si erano presi; mi fa piacere che alcuni gruppi nel Consiglio si rendano conto dell'importanza di questi grandi investimenti in una Regione che, se vuole diventare una Regione di avanguardia in Europa, dovrà andare in tale direzione. Se andiamo in Svizzera, vediamo dei trenini a cremagliera che salgono per delle mezze ore sulla montagna, noi qui a volte abbiamo paura di fare un impianto a fune, grazie a Dio ne facciamo tanti, ma credo che il futuro si giochi anche sulla tecnologia e sull'avanguardia. Anche la Valle d'Aosta deve presentarsi in Europa come una Regione di avanguardia e anche a livello alto di tecnologia, non possiamo permetterci di dire sempre che siamo gli ultimi della classe, ma dobbiamo essere i primi in Europa come esempio! Per parlare di aeroporto, questo investimento è importante per presentarsi come Regione con un aeroporto sicuro, anche ai turisti interessa che sia sicuro, pertanto allungare la pista è importante. Bisogna avere un po' più di coraggio per fare le scelte, chiaramente rispetto le opinioni legittime del gruppo "Arcobaleno", che fa una politica diversa dalla nostra; anche noi rispettiamo l'ambiente in cui viviamo, però ci rendiamo conto che il mondo va avanti, che la concorrenza esiste, che i Signori vicino a noi non stanno mai fermi, anzi gli Svizzeri, gli Austriaci, i Francesi vanno avanti, noi siamo qui tutte le volte ad avere paura di fare delle scelte e poi ci chiediamo come mai arrivano meno persone in Valle d'Aosta! Rispettando l'ambiente, rispettando le regole - e mi sembra che qui si parli di sicurezza, tutti gli interventi che verranno fatti dal 2008 al 2010 sono di sicurezza e basta -, diciamo che vogliamo aumentare la capacità del nostro aeroporto, vogliamo dare la possibilità ai Valdostani di volare più sicuri, vogliamo soprattutto portare più persone nella nostra regione.
Président - La parole au Conseiller Frassy.
Frassy (CdL) - Penso che alcune valutazioni politiche uniscano il nostro gruppo con la scelta di maggioranza. Il nostro gruppo non ha fatto mai mistero di condividere la scelta politica di ampliamento, di potenziamento dell'aeroporto regionale e devo dire che questa condivisione della scelta politica non è sufficiente per poter arrivare alla conclusione che il percorso sia interamente condiviso. Perché diciamo questo? Lei, Assessore, sicuramente in tale contesto si sta occupando di un fatto politico, amministrativo e finanziario importante, ma non di un fatto nuovo, anzi possiamo dire che lei sta cercando di mettere assieme i danni e le superficialità che nei 15 anni precedenti hanno accompagnato i proclami politici sull'aeroporto. In ogni legislatura penso che siano state fatte grandi affermazioni, addirittura previste le inaugurazioni, spese, risorse importanti senza che alla fine accadesse nulla. Immagino che lei abbia una cronologia di questi fatti che, da un punto di vista economico, iniziano a metà del 1992 con l'obiettivo condivisibile di dire: "l'aeroporto cresce, la pista deve essere in grado di sostenere i dimensionamenti di questo progetto". Nel 1992 viene affidato l'incarico a un professionista per la progettazione di allungamento della pista aeroportuale. Dal 1992 al 2004 sono passati 12 anni, perché cito il 2004? Perché dal 1992 al 2004 c'è stata una serie di incarichi rinnovati, di revisione, di riprogettazione, che ha comportato volumi incredibili di carta, finanziamenti significativi e poi nel 2004 a questo professionista viene revocato l'incarico, dopo che gli era stato fatto progettare tutto e il contrario di tutto. Lei ricorderà che si era ipotizzata una pista tipo portaerei, con le estremità rialzate, che era un assurdo non ripristinabile al di fuori del contesto particolare della portaerei, anche se - qui apro una parentesi - noi abbiamo dei nostalgici della marina, perché ho fatto uno studio di psicologia applicata sul significato di quella specie di piccoli moli che hanno costellato la città di Aosta. In realtà, tutte queste insenature sono dei piccoli moli, probabilmente qualcuno che ha fatto il servizio militare in marina, perché nella nazionale "Cogne" c'era la leva in marina, per tutta una certa attinenza... qualcuno innamorato di quel periodo ha deciso di costellare la città di Aosta di tali piccoli moli. In questo delirio marittimo c'era anche il progetto della pista con le testate rialzate. Abbiamo sperimentato di tutto in maniera poco seria, non solo perché non abbiamo concretizzato risultati utili, ma perché dal 1992 al 2004 sembrerebbe che l'Amministrazione regionale abbia completamente ignorato i pareri vincolanti necessari dei 2 enti all'epoca preposti: "ENAV" ed "ENAC". Ora finalmente qualcuno si è ricordato che, se l'"ENAC" non dà i vari permessi e attestati di regolarità, si fa nulla.
La volontà politica la condividiamo, Assessore, ma vorremmo che lei fosse consapevole che su una materia così complessa e così particolare si seguono dei "binari" diversi rispetto a quelli che fin dall'inizio di questa legislatura erano stati seguiti... da tale legislatura qualcosa era già cambiato, perché finalmente ha fatto comparsa il carteggio con l'"ENAC" e da quel carteggio sono emerse tutta una serie di problematiche. L'iter amministrativo perciò è certamente una delle nostre grandi preoccupazioni, perché non vorremmo che si perdesse altro tempo, che si perdessero altre opportunità e che si buttassero via altri denari. L'altro aspetto è quello finanziario, perché per fare le cose bisogna disporre di risorse e, quando si dispone di risorse, bisogna anche decidere chi fa le cose. Quando è l'ente pubblico a fare le cose, è tutto più semplice perché accade che nel bilancio si individuino le risorse, che si facciano le varie azioni, gli assestamenti di bilancio e comunque le risorse, se c'è la volontà politica, almeno in Valle d'Aosta sono sempre state trovate, anche in abbondanza, il trenino Acquefredde-Cogne ne è la dimostrazione: la volontà e l'ostinazione politica di fare forse non una cremagliera come teorizzava il collega Maquignaz, ma di fare un trenino di montagna ha fatto sì che nei bilanci degli ultimi 15 anni venissero sempre trovate le risorse sufficienti per coltivare questo sogno. Le risorse devono anche essere reperite in chiarezza e, se sul trenino di Acquefredde-Cogne la spesa è completamente sul bilancio regionale, per l'aeroporto avete fatto una scelta diversa, che è datata di "fresco", sta nella legge finanziaria 2003 all'articolo 48, perché, a seguito di quell'articolo - sul quale il nostro gruppo presentò ben 2 emendamenti che vennero in parte sub-emendati dall'allora Assessore Caveri -, si è individuata una strada differente: la strada di costituire una società per la gestione anche per lo sviluppo dell'aeroporto. Il comma 2 dell'articolo 48, nel definire l'oggetto della società che si sarebbe andata a costituire e che oggi è costituita, l'"AVDA", partecipata al 49% dall'Amministrazione regionale, dice che questa attività consiste nello sviluppo, progettazione, realizzazione, adeguamento, gestione, eccetera. Mi soffermo su sviluppo, progettazione e realizzazione, che sono le connotazioni che accompagnano la crescita della realtà aeroportuale di Saint-Christophe.
Sull'aspetto finanziario non abbiamo elementi di chiarezza, perché il Consigliere Tibaldi nel suo intervento ha detto bene quando ha asserito: "i finanziamenti non si capisce dove siano, perché i finanziamenti non sembrano essere né coerenti, né sufficienti per quello che oggi presentate all'aula come un programma di investimenti". Un programma di investimenti deve avere i soldi, le risorse, ma non basta dire che servono quei soldi come voi dite, 29 milioni nel quinquennio, perché ormai ragioniamo 2006-2010, ma dovete dire anche come si trovano. Abbiamo fatto un po' di sforzi per cercare di individuare tali risorse, che in questo programma di investimenti sono accennate come necessità, salvo verifiche ulteriori a seguito delle fasi preliminari, ma che non vengono individuate nelle loro collocazioni e abbiamo visto che nel bilancio triennale avete collocato risorse per 12 milioni di euro, 2 milioni nel 2006 e 5 milioni rispettivamente nel 2007 e 2008. Attenzione, perché, se è vero che per il biennio, in base a queste stime di massima del programma investimenti e sviluppo, servirebbero 14 milioni, dunque lei, Assessore, potrebbe dirmi che "il gioco è fatto"... mancano 2 milioni, andando avanti quei 2 milioni si trovano... io dico che non va bene questo ragionamento, perché non siamo nella situazione del trenino prima citata, nel senso che è la società, sebbene partecipata dall'Amministrazione regionale, a dover gestire e provvedere.
Vorremmo allora capire qual è il ruolo finanziario della società "AVDA" rispetto a questo piano di investimenti, cioè vorremmo capire come si articolerà il gioco finanziario: con una specie di mutuo che la Regione fa alla società attraverso ad esempio tali risorse che abbiamo individuato a bilancio? Oppure attraverso altri meccanismi di tipo finanziario, per cui anche la società dovrà fare un aumento di capitale, a cui la Regione farà parte per la quota di sua competenza, attingendo da una parte di questi 12 milioni di euro? Penso che andando ad approvare un piano di sviluppo sì... ma anche di investimenti, questi non siano dettagli frutto di curiosità, ma siano dettagli necessari per arrivare ad una scelta consapevole dal punto di vista del percorso che questo atto amministrativo intende effettuare per conseguire l'obiettivo che noi condividiamo.
Faccio un passo indietro e torno sull'iter amministrativo non in relazione alle fasi passate e future della progettazione, ma rispetto alle fasi necessarie e tutte protese verso il futuro - visto che nel passato nulla è stato fatto - di colloquio con i soggetti cointeressati all'ampliamento dell'aeroporto. Qui abbiamo delle altre amministrazioni pubbliche, in particolare il Comune di Saint-Christophe, ma avanzerei dei dubbi sulla sufficienza di interloquire solo con il Comune di Saint-Christophe, perché nell'ambito dello sviluppo aeroportuale vengono toccate anche aree che stanno sul Comune di Quart, piuttosto che sul Comune di Aosta, probabilmente gli strumenti urbanistici di questi altri 2 Comuni non sono in conflitto con questo tipo di ampliamento, mentre lo è il Comune di Saint-Christophe, però sappiamo che poi l'accordo quadro serve a dirimere una serie di questioni non necessariamente urbanistiche, ma molto più banalmente di politica amministrativa. Voi nel gennaio 2002 - quando dico "voi", intendo una maggioranza che è affine a quella che oggi governa - avevate dato avvio all'intesa con il Comune di Saint-Christophe; noi di questa intesa non abbiamo ancora avuto notizie che si sia concretizzata, ma sappiamo che il 30 settembre 2005 con un'altra deliberazione di Giunta avete di nuovo dato avvio all'intesa. Vorremmo capire se è un'intesa così particolare e difficoltosa che necessita di un doppio avvio, come le procedure di sicurezza, o se avete due percorsi distinti, perché, da un punto di vista amministrativo, ci sono 2 atti che sanciscono l'avvio: il primo all'inizio del 2002 e il secondo alla fine del 2005. Ci piacerebbe capire qual è "lo stato dell'arte" e quali sono soprattutto i problemi politici - non lo sappiamo -, amministrativi forse, che impediscono dal 2002 ad oggi di arrivare a chiudere questo percorso dell'intesa.
Attenzione, penso che ci siano altri problemi che vadano valutati con urgenza e con la delicatezza che il caso impone. È vero che lo stabilimento "Cogne" ha perso un po' la sua fisionomia del secolo scorso, nel senso che, da quando c'è stata la cessione delle aree all'Amministrazione regionale e tutta una serie di rapporti intervenuti fra l'azienda e l'Amministrazione regionale, forse è più facile arrivare a certe conclusioni, però immagino che, se ci sono delle ciminiere che hanno determinate dimensioni in altezza, ci siano anche delle logiche di tecnologia industriale, altrimenti avrebbero fatto i camini come ci sono sui fabbricati normali alti mezzo metro. C'è un problema di dispersione dei fumi, ci sarà un problema anche di lavorazioni che forse devono essere spostate o modificate nei loro processi produttivi, cioè ci sono una serie di problemi che difficilmente si possono risolvere con la squadra di muratori che va lì e taglia in due la ciminiera. Non pensiamo che sia solo una questione di architettura industriale, ma pensiamo che siano dei problemi legati a cicli produttivi e a scelte aziendali. Noi abbiamo letto la nota dell'"ENAC" e abbiamo visto che sul discorso ciminiera l'"ENAC" è precisa, nel senso che lo include fra quegli ostacoli che devono essere rimossi, tant'è che voi correttamente avete evidenziato che il problema della ciminiera verrà risolto abbassandola. Ecco, ma questa è una scelta politica che penso abbia bisogno di essere confrontata con chi quella ciminiera utilizza ed usa e su questo anche forse qualche sforzo in più di comunicazione dal suo Assessorato dovrebbe essere richiesto, nel senso che in questa fase è vero che lei dice più che progetti preliminari praticamente riavviamo degli studi di fattibilità tenendo conto delle prescrizioni "ENAC", ma gli studi di fattibilità, se non vengono avviati sul presupposto di intese che siano state già raggiunte, o che siano in fase di definizione con gli enti territoriali - mi riferisco ai Comuni che ho prima citato -, con i privati - mi riferisco alla "Cogne", ma mi riferisco anche all'"area Sogno" -, corriamo il rischio di trovarci al termine di questo primo biennio ad avere prodotto solo carta inutile. Il rischio di tale vicenda è che fra i cambi di Assessore, i cambi di maggioranza e i cambi di legislatura ci si trovi sempre a ripartire dall'inizio, di conseguenza gli aerei continuino a decollare nel modo che abbiamo visto negli ultimi 10 anni.
Queste sono le nostre perplessità. Abbiamo il convincimento che sull'aeroporto vada fatto uno sforzo finanziario sicuramente, ma di volontà politica di seguire questa vicenda in una maniera diversa rispetto a come non sia stata seguita fino adesso e, quando dico "fino adesso", dico dal 1992 ad inizio di tale legislatura. Ecco quali sono le perplessità che ci porteranno probabilmente - con riserva di ascoltare le risposte che vorrà fornire l'Assessore nella sua replica - ad esprimere un voto di astensione, non un voto di astensione sul progetto come progetto politico che condividiamo, ma un voto di astensione sulle procedure, perché, come abbiamo criticato nel tempo quanto a nulla ha portato nelle legislature passate, temiamo che non vi sia abbastanza attenzione sulle particolarità di tale materia e su questo vorremmo essere rassicurati nella sua replica.
Président - Je n'ai pas d'autres collègues inscrits à parler. Je ferme la discussion générale.
La parole à l'Assesseur au tourisme, aux sports, au commerce et aux transports, Pastoret.
Pastoret (UV) - Intanto ringrazio tutti i colleghi che hanno voluto intervenire, era più interessante sentire loro che sentire me dilungarmi in una relazione introduttiva, credo che ci siano stati interventi interessanti con tutta una serie di osservazioni, a parte delle quali sarò in grado di rispondere, spero a tutte, ma non ho un così elevato livello di autostima. Non credo peraltro poi di convincere chi non è convinto, perché si può dire tutto quello che si vuole, ma le opinioni rimangono tali e ognuno intende mantenere generalmente le sue. Se prima non ho espresso e se anche adesso non esprimerò un grande entusiasmo nelle mie esposizioni, chiedo la comprensione dei colleghi perché, come è noto, non solo un grande amante del volo aereo, cerco di "rimanere con i piedi per terra". Mi si potrà dire, almeno sotto questo punto di vista, che non sono portatore di interessi personali per quanto riguarda tale tipo di argomento. Vorrei intanto dire che qui si sono usate in certi momenti anche delle "iperboli". Noi interverremo su questo aeroporto per le cose che ho detto prima: l'allungamento della pista, la radioassistenza, la riconversione di parte della viabilità necessaria, ma qui si prevedono e si prevederanno anche altri interventi importanti, fra cui la sistemazione della Protezione civile. Questa è un'area che non è stata toccata dall'alluvione, è un'area strategica per l'esistenza dell'aeroporto, ma per tutta una serie di attività, da qui la necessità di avere un aeroporto efficace ed efficiente, al di là delle ragioni che sono state introdotte in particolare dal collega Curtaz, che ha fatto questa differenza fra aeroporto di valenza turistica o commerciale. Intendo anche dire che l'aeroporto è uno degli elementi forti di comunicazione, non solo perché porta i turisti o fa viaggiare i "business men", ma anche perché è un elemento ulteriore che dà a questa Regione la possibilità di essere aperta sul mondo e raggiungibile dal mondo e questo in qualsiasi evenienza. Certo, riteniamo importante incrementare il livello di traffico di tale aeroporto, perché questo consentirà non solo di incrementare il traffico turistico e di persone, di agevolare le comunicazioni, di integrare il sistema trasportistico, che non è una parte a sé per quanto concerne l'aeroporto, ma fa parte di un insieme di possibilità di collegamento e di movimentazione delle persone, ma anche perché questo consentirà di migliorare gli aspetti gestionali ed economici di tale aeroporto, perché oggi le spese fisse sono sempre quelle, indipendentemente dal fatto che atterrino o decollino 2 aerei al giorno o che ce ne siano di più.
Il collega Riccarand ha ragione quando fa una serie di rilievi e dice che le spese correnti ci sono e aumenteranno probabilmente, certo! Ma non è solo questo il caso! Sappiamo che questa è una struttura che ha dei costi, il sistema trasportistico su gomma o su rotaia comunque ha dei costi di carattere gestionale che sono di tipo corrente, il problema è capire se le spese sono fatte e gestite con oculatezza, su questo concordo, ma non si può demonizzare la questione o esagerarla dicendo che questo costerà. Certo, costerà, lo sappiamo, poi darò dei dati su questo.
Il collega Curtaz ha fatto un interessante paragone: noi siamo ad Aosta, abbiamo vicino Malpensa, Caselle, Linate, la gente con poco può viaggiare. Certo. Ci si sposta con pullman, treni, eccetera, ed è quanto si sta facendo in questo momento. Ha detto però: "succede solo qui, non succede da altre parti"; questo non è vero, basta andare nel vicino Vallese, dove c'è un aeroporto, quello di Sion, che fa un importantissimo traffico di tipo turistico per le località sciistiche che sono lì vicine. Sion non è senza aeroporti vicini: Ginevra, Zurigo, Berna, però è un esempio. Non è detto che perché non esiste una cosa da altre parti non vi possa essere in un altro luogo.
È stata presentata molte volte questa questione del "master plan" che non è mai stato visto dal Consiglio. Ora, credo che il Presidente Caveri interverrà successivamente e darà dei chiarimenti, ma il "master plan" era uno studio di carattere generale peraltro andato in Commissione, un documento utile per desumere un piano di investimenti che è questo che è stato portato in Consiglio, con tutti i limiti che esso ha e con il fatto che già ho citato dicendo che gli importi rivestono un valore puramente indicativo e che è stato sottolineato in modo negativo. Gli importi hanno valore puramente indicativo, perché i titoli economici effettivi li avremo quando avremo una progettazione che traduca in cifre questo, perché delle due l'una: da un lato, ci viene rimproverato di aver portato troppo tardi questo piano, che doveva invece venire prima della costituzione della società; dall'altro, di venire con una cosa che non ha le cifre esatte; allora o vengo prima e non ho neanche questi elementi, o vengo dopo quando ho i progetti e allora mi si dirà: "ma come, la Giunta si è arrogata il potere di fare i progetti senza discutere niente in Consiglio". Mi sembra che vi sia un limite di ragionevolezza temporale che bisogna fissare, poi io capisco che, quando si pone un'"asticella", esso è sempre o troppo in alto o troppo in basso rispetto alle esigenze di ognuno, però chiedo di fare sì le dovute rimostranze, ma di non volerci attribuire malafede che qui assolutamente non c'è. Sempre su questo il collega Curtaz lamentava un'indefinitezza nel programma dei costi, ma è quanto dicevo già: questo è un atto di indirizzo, poi sui progetti avremo l'effettiva portata delle opere. Speriamo di non dovercene discostare, siamo partiti con una progettazione che molti hanno definito preliminare, ma non è così. Definiamo a volte preliminare in senso non tecnico la questione, è stato fatto uno studio che ha cercato di mettere insieme tutti i costi e tutti gli elementi ipotizzabili in intervento. Il progetto preliminare è qualcosa che sarà pronto adesso - e qui rispondo al collega Frassy -, nel senso che l'accordo di programma può essere fatto solo sulla base di un progetto preliminare che sarà successivo all'approvazione di questo atto e che individuerà le zone utili per tale intervento e su quel progetto preliminare verrà concluso l'accordo con il Comune di Saint-Christophe. Lo ha già ricordato il collega Frassy che il progetto del 2002, che faceva testo per concludere quell'accordo, è stato denunciato dall'Amministrazione regionale, si è rinunciato a quella fase progettuale nel 2004 e si è dovuto riaprire una fase successiva, questa è la ragione. Di "Costi di gestione" ha parlato il Consigliere Curtaz e lo ha ripreso anche il Consigliere Riccarand: certo, i costi di gestione ci sono, sono le spese di carattere corrente e sono delle spese di gestione che comunque sia ci si troverà ad avere sia che l'aeroporto rimanga così, sia che lo si ingrandisca. Cambiano un po' le cose, ma la domanda è già stata fatta in Commissione credo dal collega Curtaz, quando ha chiesto all'Ing. Pollano: "ma i costi di gestione aumenteranno o rimarranno gli stessi?". La risposta, corretta a mio avviso, data dal mio collaboratore è stata: "aumentando il volume di traffico, le poste che saranno chiamati a pagare coloro che eserciteranno il diritto di decollo e di atterraggio aumenteranno; questo non significherà che si giungerà ad un quadro di conti necessariamente migliore, potranno essere alleviati parzialmente". Questa è la risposta che do nuovamente, poi non ho degli elementi oggi per sapere, sulla base dei nuovi costi legati all'attività aeroportuale, come saranno; questa è una risposta di carattere tecnico che ritrasmetto, poi il collega Riccarand può non crederci, ma questa è la questione.
Ho citato prima il problema della Protezione civile, qui poi si interviene su un'area che è al di là dell'allungamento sì/allungamento no, delle luci sì/luci no, della radioassistenza sì/radioassistenza no... dà completamento ad un quadro necessario ed utile per questa Regione, perché, finché tutte le cose vanno bene, finché tutti i collegamenti esistono, finché tutte le cose funzionano, tutto è "okay", poi nei momenti di difficoltà ci rendiamo conto che ci sono degli elementi necessari ed utili. Non voglio utilizzare un argomento per giustificarne un altro, ma qui stiamo parlando di un intervento di carattere complessivo, credo che se ne debba tenere conto.
"Problematiche di carattere ambientale..." ha detto il Consigliere Curtaz; questo è un problema che è stato posto dai colleghi Comé e Frassy, che riguarda la viabilità attorno a tale zona... è già stato anche qui rappresentato in Commissione, dove è stato detto che c'è necessità di intervenire su questa viabilità, perché l'allungamento della pista e della sicurezza anche della parte non allungata, ma area di protezione - chiamiamola così - per gli atterraggi e per i decolli prevede e richiede una modificazione della viabilità assolutamente. Questo è definito nel piano economico degli interventi. Colgo l'occasione per dire al collega Frassy che questi interventi di riordino della viabilità di 3 milioni di euro - quando lui fa i conti dice: "non ci siamo" - saranno a carico dell'Assessorato delle opere pubbliche. Nelle somme che prevediamo per l'allungamento pista e le opere correlate, la radioassistenza, ci collochiamo su una cifra di circa 11 milioni di euro, ma storicamente da sempre quando si fa un intervento di carattere viario questo va a ricadere sul bilancio dell'Assessorato di competenza, noi non avremmo neanche un capitolo per andare ad iscrivere questo tipo di intervento, che deve avere i fondi a valere su quei capitoli.
Sulla radioassistenza il collega Curtaz ha detto delle cose, però alla fine conclude con un: "va bene, è utile, poi può essere interessante o meno dove si mette... disturba il posizionamento...", qui siamo nell'ambito delle valutazioni di carattere non tanto personale, ma di obbligo tecnico. Per quanto riguarda i sentieri luminosi, sulla questione Osservatorio di Nus sono assolutamente d'accordo, questo è un problema che mi sono posto anch'io, nel senso che oggi non ho delle risposte da dare, ma credo sia un elemento di attenzione necessario. Ho saputo che in Commissione è stato detto che l'aereo arriva a partire dalla zona di Nus ad una certa altezza, mi pare attorno a 1.100-1.200 metri dovrebbe iniziare ad intravedersi questo sentiero luminoso. Non ricordo se qualcuno di voi lo aveva già posto come problema, ma è una questione che personalmente condivido e sulla quale bisognerà avere le attenzioni necessarie.
Ringrazio il collega Tibaldi, se posso dire, non ho dei meriti esclusivi e particolari perché, come è stato ricordato, questo atto approda qui oggi perché la "Giunta Perrin" e l'Assessore Caveri su questo punto hanno lavorato alacremente, potendo giungere in tempi rapidi ad accelerare tale percorso e, se posso dire, anche con alcune decisioni coraggiose, perché, come ha ricordato il collega Frassy, il fatto di dire: "questo progetto non va più, si mette da parte, bisogna imprimere un'altra velocità"... fa onore a chi lo ha fatto. Potenziare lo scalo, come ha detto il collega Tibaldi, è anche il nostro scopo, ma il Consigliere Tibaldi ha posto l'accento sulla questione della tempistica dicendo che nel 2006 bisognerà fare un sacco di cose. Io dico quali sono le cose da fare; certo "abbiamo le vene dei polsi che ci tremano", perché dobbiamo chiudere con la fase preliminare, con il progetto definitivo che è quello che dovrà avere l'approvazione dell'"ENAC", perché l'"ENAC" si esprimerà su quello, quindi, se quello sarà conforme a tutti i requisiti richiesti bene, altrimenti ci troveremo come nel gioco dell'oca a tornare indietro di una casella. Dovremo prevedere di avere il progetto esecutivo e di avviare la fase di appalto per la fine del 2006, come già scritto nel piano, e dobbiamo nel frattempo concludere l'accordo di programma con il Comune di Saint-Christophe e inoltre provvedere alle varianti di piano regolatore dei Comuni interessati per la zona circostante l'aeroporto, che è richiesta dall'"ENAC", perché dopo la "Carta dei rischi" bisogna andare ad adeguare gli strumenti urbanistici a causa di incompatibilità fra la "Carta dei rischi" e le previsioni di piano. Lo scalo dovrà integrarsi con il sistema trasportistico circostante, lo dicevo prima, ma vorrei aggiungere che bisogna fare attenzione, in quanto non è che allungando l'aeroporto e potenziandolo nelle misure che ho detto prima (35-40 mila visitatori teorici all'anno desunti sulla base del "master plan") andremo a fare concorrenza agli aeroporti di Torino, o Milano, o Genova, nessuno ha mai pensato una cosa del genere! Cosa poi rappresenterà il futuro dal punto di vista dei collegamenti aerei nessuno di noi è in grado di dirlo oggi, questo mondo corre a una velocità tale che non siamo in grado oggi di fare previsioni a così lungo termine. Certo è che dobbiamo adeguare oggi tale scalo, che è fortemente in ritardo rispetto alle sue necessità e alle esigenze di questa Regione e abbiamo un limite temporale di fronte a noi sufficientemente ampio per poter prevedere, come dice il "master plan" che si colloca in un periodo che va da adesso fino al 2015, di fare delle cose che rendono compatibili con le nostre esigenze questo intervento.
Il Consigliere Tibaldi diceva ancora: "gli importi sono indicati, ma manca il dettaglio". Come ho già detto, questo è connaturato al tipo di documento che presentiamo, un tipo di documento che prende degli elementi economici, li definisce, ma sulla base di una previsione di larghissima massima, perché oggi non siamo in possesso di un progetto definitivo e dettagliato che ci dica quali sono le somme utili per poter fare questo tipo di intervento. Tali somme peraltro sono scritte su questo documento, ma erano già state presentate nel bilancio regionale. Nel triennale del bilancio a pagina 216 delle linee di intervento 2006-2008 abbiamo in competenza 2006 2 milioni di euro, nel 2007 e 2008 saranno iscritti 5 milioni di euro per anno e ci fermiamo qui, per il periodo che va fino al 2010 le somme necessarie - fra l'altro, queste potranno essere individuate in modo molto più esatto perché avremo già i progetti almeno preliminari, ma credo anche definitivi e in alcuni casi esecutivi - saranno correttamente iscritte nei capitoli di bilancio, perché non ci sia un documento avulso dal contesto del bilancio.
Il Consigliere Comé ha detto: "non abbiamo avuto modo di conoscere il "business plan", che dovrebbe essere prioritario rispetto al "master plan"". Non posso parlare troppo del passato ma, per quanto riguarda le mie conoscenze, il "master plan" è stato la conseguenza di una serie di individuazioni di dati e di elementi che sono quelli che io in modo sintetico ho cercato di produrre; se poi c'è bisogno di avere ulteriori elementi, mi impegno a fornirli. Il Consigliere Comé ha verificato l'esercizio di altri aeroporti e ha citato Lugano e Berna, piste con lunghezza come la nostra, 1.200 metri; è detto nel documento ed è stato ripetuto in altre occasioni che qui ci sono delle condizioni particolari, cioè atterrare arrivando in una zona di pianura senza dover effettuare tipi di discesa particolari come qui elimina una serie di problemi, poi qui abbiamo delle condizioni di vento e di percorribilità che sono particolari, come sapete. Per quanto riguarda il fatto di non essere messi a conoscenza - mi riferisco a quanto detto dal collega Comé - delle spese di gestione successiva dell'aeroporto, posso citare di nuovo... sempre a pagina 216 del bilancio regionale, capitolo 68170, avevamo in competenza 2006 previsto alla voce "Spese di gestione per l'aeroporto regionale in Comune di Saint-Christophe" 1.620.000 euro, 1.650.000 nel 2007, 1.650.000 nel 2008. Questo non fa parte di questo piano, fornisco tale indicazione perché può essere che in Commissione questo dato non sia stato fornito.
Rispondere al Consigliere Riccarand è sempre abbastanza difficile, pur con tutta la simpatia che ho per lui, lui ci dice che è scorretto il modo in cui si viene in Consiglio con questo atto e fa una citazione che può catturare la fantasia di tutti, dice: "voi con questo documento dovevate venire in Consiglio prima ancora che partisse la gara di appalto, prima ancora che fosse individuato il soggetto che poi è diventato gestore, quindi prima ancora che voi firmaste i patti parasociali". Non so se nell'emendamento che fu presentato alla finanziaria del 2003 da parte del gruppo "La Casa delle Libertà", poi corretto dall'allora Assessore Caveri, questa era l'intenzione. Mi limito a leggere dall'articolo 48 comma 3: "gli interventi di cui al comma 2 sono realizzati previa approvazione, da parte del Consiglio regionale, di un programma di investimenti e sviluppo, predisposto dalla Giunta regionale, che contenga anche la definizione degli assetti societari della società di capitali". Non c'è scritto delle società o dei concorrenti, ma "della società di capitali", perché si intende già che ce ne sia una; allora non si poteva immaginare che ve ne fosse una che concorreva, ma certamente che ve ne fosse una che fosse affidataria...
(interruzione del Consigliere Frassy, fuori microfono)
... allora o lo avete scritto male, o già era dato per scontato che quel passaggio non avvenisse in Consiglio. Capisco cosa vuol dire ma, quando lo si definisce in questo modo, significa che ci si pone ad individuare una fase successiva ad affidamento già avvenuto, questo è il ragionamento... poi lei sicuramente non lo condividerà. Capisco che si possa essere contrari, che vi siano dei dubbi e che si voglia portare l'attenzione su aspetti non condivisi, ma che si voglia sempre vedere chissà quali cose dietro a quanto si fa francamente lo trovo esagerato. C'è un'unica società che ha partecipato alla gara, non ho seguito la gara ma, sotto questo punto di vista, ci può essere un rimpianto, non un'accusa. Posso intuire le ragioni, peraltro credo che il Presidente le spiegherà, ma che stanno nel fatto che la gestione di questo aeroporto, visti i suoi volumi di traffico e la sua attuale consistenza, non sia attrattivo. Sul periodo dei 30 anni poi mi limito a ripetere quanto ho detto: il posizionamento dell'"asticella" è sempre un fatto soggettivo, potrei anche concordare che 30 anni sono troppi, ma magari, se dicessi 20, il collega Riccarand potrebbe essere d'accordo, ma non lo sarebbe un altro. Questo non lo trovo un elemento così negativo o tale da destare chissà quali sospetti.
Arrivo a quanto detto dal collega Frassy. Credo di aver già risposto al contenuto economico, dicendo che la somma che è iscritta in bilancio è quella che troviamo qui. Qualche collega mi ha chiesto: "venite con questo documento, poi come si spende, quali impegni di spesa?". No, qui non ci sono impegni di spesa, questo è un documento di indirizzo che fissa delle cifre, definisce un percorso e che dice con quali strumenti, sulla base di quanto detto dalla legge, si arriverà alla fine di questo percorso. "Chi fa le cose?" chiede il collega Frassy. Evidentemente queste cose le fa la società di gestione e le fa sulla base di una possibilità che è prevista dalla legge n. 38/1999 che passa attraverso l'affidamento mediante convenzione, dove si dice che l'Amministrazione regionale, gli enti locali di cui alla legge regionale n. 54 sono autorizzati ad affidare mediante convenzione a soggetti pubblici o privati, concessionari di servizi pubblici, la realizzazione di un'opera pubblica. Dice poi quali sono le casistiche e precisa che per l'affidamento "le amministrazioni concedenti provvedono alla redazione del progetto dell'opera di competenza, al conseguimento della disponibilità delle aree necessarie..." - che sarà quello che faremo tramite il piano di acquisti che l'Assessore Marguerettaz porterà in Consiglio - "... nonché al finanziamento della spesa", ed è quanto faremo per procedere con gli interventi che saranno definiti, secondo quanto qui detto, in modo puntuale dai progetti preliminari e successivamente definitivi e qualora l'"ENAC", come riteniamo, ci darà la sua autorizzazione, esecutivi e nelle fasi di appalto.
Si dà atto che dalle ore 11,41 assume la Presidenza il Vicepresidente Nicco.
Presidente - Ci sono dichiarazioni di voto?
La parola al Presidente della Regione, Caveri.
Caveri (UV) - Ci trovavamo di fronte a una difficile "matassa" cui dare un indirizzo certo più o meno condivisibile, ma pianificato nel tempo. Credo che l'insieme dei documenti che abbiamo presentato al Consiglio regionale nel tempo diano conto di un impegno di realizzazione di un aeroporto, il "Corrado Gex", che sia degno di questo nome e soprattutto nel nome e per conto di Corrado Gex. Quello che stiamo realizzando oggi con la radioassistenza e l'allungamento della pista è quello che Corrado Gex pensò fin dagli anni '60. Ci stiamo avvicinando ad una data importante, il 2006 sarà infatti l'anno in cui ricorderemo la scomparsa di Corrado Gex, che morì tragicamente nel 1966.
Venne presentato in Commissione il "master plan", come più volte richiesto, e non tornerò di nuovo sulla polemica di applicazione di quella norma, perché su questo ci siamo a lungo confrontati. Ritengo che quello di oggi sia il documento che era stato richiesto dal Consiglio e che avevo annunciato fin dall'epoca che sarebbe stato presentato quando si avesse avuto la ragionevole certezza - che oggi abbiamo avendo anche sottoscritto dei documenti ufficiali con "ENAC" e Ministero dei trasporti - che le procedure di radioassistenza, che stiamo proponendo, sono condivise dall'"ENAC", con una discesa che comincerà all'altezza dell'aeroporto di Biella e si concluderà sull'aeroporto "Corrado Gex", con un raggio di discesa che consentirà anche ad aerei fino a 100 posti di poter scendere sull'aeroporto di Aosta.
Siamo di fronte ad una mostruosa invasione di aeromobili sulla città di Aosta? Certamente no. Si ritiene, da quanto riportato dall'Assessore, che nei prossimi 5-6 anni si potrà pensare ad un incremento ragionevole dei voli, immaginando atterraggi e decolli quotidiani di non più di 7-8 aeromobili al massimo. Sappiamo che sono già interessati i "tour operator" che agiscono dal sud della Svezia e da Paesi europei come la Danimarca, Olanda, Regno Unito. Non siamo di fronte a qualcosa che non abbia senso, ma solo ad una conferma che l'aeroporto di Aosta - che lo è già - è un aeroporto commerciale. Non siamo di fronte a costruzioni come le piramidi egizie, ma piuttosto siamo di fronte a uno sviluppo ragionevole. Devo dire peraltro che bloccare lo sviluppo potrebbe essere anche una scelta, una sorta di monachesimo laico e penitenziale in cui la povertà, come il digiuno per purgare le lumache, ci dia una specie di aurea di santità. Vi è in questo che è ben diverso dal buon governo, dall'austerità, dal rapporto equilibrato costi-benefici, dall'attenzione per l'ambiente, qualcosa da approfondire dal punto di vista psicologico, perché ho l'impressione che nella "deriva" delle ideologie, persi i grandi riferimenti utopistici, esplode il fenomeno del "no". Gli Americani lo chiamano "nimby: not in my backyard", non nel mio cortile. Un ospedale nella città? Non nel mio cortile! Autostrada, strade, ferrovie, discariche, termoconvertitori, strade poderali, impianti a fune, antenne radio tivù, tralicci elettrici? Mai nel mio cortile! Noi vogliamo un aeroporto sicuro, presidio della Protezione civile, dotato finalmente di tutte le apparecchiature, con la sicurezza per l'atterraggio degli aerei di oggi e per un uso notturno degli elicotteri? Non nel mio cortile!
Presidente - Se non ci sono altre dichiarazioni di voto, pongo in votazione l'atto con l'emendamento della IV Commissione e con l'emendamento sottoscritto dal gruppo "La Casa delle Libertà"...
(interruzione del Consigliere Frassy, fuori microfono)
... sì quando si riferiscono ad uno specifico articolo di legge, essendo riferiti all'atto nel suo complesso... comunque, se volete fare una votazione distinta, facciamo una votazione distinta.
La parola all'Assessore al turismo, sport, commercio e trasporti, Pastoret.
Pastoret (UV) - L'emendamento che è stato presentato in Commissione era solo per riaggiustare una discrasia che c'era fra il titolo della deliberazione e il titolo dell'atto presentato, cosa che peraltro era stata fatta notare da qualche Commissario. Era un fatto di coerenza per i due titoli...
Presidente - È il titolo dell'allegato che viene modificato, non della deliberazione.
La parola al Consigliere Frassy.
Frassy (CdL) - Può darsi che abbia capito male l'emendamento, ma il titolo dell'atto è emendato...
Presidente - ... il titolo dell'allegato al piano di sviluppo.
Frassy (CdL) - ... il titolo dell'atto amministrativo recita: "Approvazione del programma di investimenti e sviluppo dell'Aeroporto regionale C. Gex 2005-2010 ai sensi del comma 3 dell'articolo 48 della l.r. 15 dicembre 2003, n. 21". Non è questo il titolo dell'atto amministrativo? Non capiamo dove sia l'allegato.
Tibaldi - (fuori microfono) ... è questo il titolo a pagina 2, è questo il titolo che viene emendato, giusto?
Presidente - Esattamente.
Frassy (CdL) - Potevi spiegarmelo prima, perciò il titolo della deliberazione rimane quello che è: sì o no?
Tibaldi - (fuori microfono) ... suggerisco all'Assessore... è questo il documento.
Presidente - La parola all'Assessore al turismo, sport, commercio e trasporti, Pastoret.
Pastoret (UV) - Qui si fa confusione chiamando deliberazione ciò che è presente qui... tale atto è stato presentato alla Commissione con una deliberazione di Giunta che aveva un titolo e con questo atto allegato di accompagnamento. Il titolo di tale atto era: "Approvazione del programma di investimenti e sviluppo dell'aeroporto regionale...", eccetera, e c'era stato detto dallo stesso collega Frassy che esso non era coerente con il titolo della deliberazione di Giunta; allora è stato, su vostra stessa richiesta, modificato con un emendamento che ho presentato in Commissione dicendo: "programma di investimenti e sviluppo dell'Aeroporto regionale C. Gex", ma che non ha a che vedere con il titolo...
(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)
... sì, è andato lui al posto mio, perché io non c'ero... su richiesta vostra...
(interruzione della Consigliera Squarzino Secondina, fuori microfono)
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento presentato dal gruppo "La Casa delle Libertà" e sottoscritto dall'Assessore, di cui do lettura:
Emendamento
- La locuzione: "2005-2010" nel titolo della deliberazione è sostituita dalla seguente: "2006-2010";
- La locuzione: "periodo 2005-2010" all'ottavo e al decimo capoverso delle premesse della deliberazione, nel dispositivo della deliberazione, nell'allegato al primo capoverso di pagina 2 e nel primo capoverso del paragrafo "IL PIANO DI SVILUPPO 2005-2010" a pagina 5 è sostituita dalla seguente: "periodo 2006-2010";
- La locuzione: "Il Piano di sviluppo 2005-2010" al primo capoverso di pagina 2 e nel titolo del paragrafo a pagina 5 dell'allegato, è sostituita dalla seguente: "Il Piano di sviluppo 2006-2010";
- La locuzione: "Triennio 2005/2007", a pagina 5 dell'allegato, è sostituita dalla seguente: "Biennio 2006/2007";
- La locuzione: "triennio 2005/2007", a pagina 5 e a pagina 6 dell'allegato, è sostituita dalla seguente: "biennio 2006/2007".
Consiglieri presenti: 30
Votanti: 26
Favorevoli: 26
Astenuti: 4 (Curtaz, La Torre, Riccarand, Squarzino Secondina)
Il Consiglio approva.
Presidente - Pongo in votazione l'atto nel suo complesso con l'emendamento presentato dalla IV Commissione, di cui do lettura:
Emendamento
Il titolo dell'allegato della deliberazione "Approvazione del programma di investimenti e sviluppo dell'aeroporto regionale C. Gex 2005-2010, ai sensi del comma 3 dell'art. 48 della l.r. 15.12.2003, n. 21", viene così modificato: "Programma di investimenti e sviluppo dell'aeroporto regionale C. Gex".
Consiglieri presenti: 32
Votanti: 24
Favorevoli: 21
Contrari: 3
Astenuti: 8 (Comé, Frassy, La Torre, Lanièce, Salzone, Stacchetti, Tibaldi, Viérin Marco)
Il Consiglio approva.
