Oggetto del Consiglio n. 2507 del 7 marzo 2002 - Resoconto
OGGETTO N. 2507/XI Riapertura al traffico del Traforo del Monte Bianco. (Approvazione di risoluzione)
Risoluzione Il Consiglio della Valle d’Aosta
Sentite le comunicazioni del Presidente della Regione sull'esito della riunione della Commissione intergovernativa di controllo del traforo del Monte Bianco (Parigi, 5 marzo 2002):
I. Esprime piena soddisfazione per la imminente riapertura del traforo del Monte Bianco al traffico leggero e la fine di un troppo lungo periodo di isolamento verso l'Europa.
II. Richiamate le proprie precedenti risoluzioni in merito al traforo del Monte Bianco ed al transito del traffico commerciale;
in particolare, la risoluzione in data 15 novembre 2001, con cui si impegnava il Presidente della Regione a farsi interprete presso il Governo italiano, le istanze europee e la Commissione intergovernativa di controllo del traforo del Monte Bianco affinché la riapertura ai mezzi pesanti del traforo del Monte Bianco:
- avvenisse sulla base di quei parametri di sicurezza e di protezione dell'ambiente delineati dal gruppo di lavoro italo-francese incaricato dalla Commissione intergovernativa di elaborare il dispositivo di regolazione tecnica del traffico;
- comportasse, in ogni caso, una riduzione del numero dei mezzi pesanti rispetto alla situazione antecedente il 24 marzo 1999;
nonché la risoluzione in data 23 gennaio 2002, con la quale il Consiglio, ad unanimità di voti, ha respinto l'articolo quattro del Regolamento di circolazione nel tunnel del Monte Bianco approvato il 3 gennaio 2002 dalla Commissione intergovernativa;
viste le posizioni assunte in merito dai Consigli comunali di Morgex (4 febbraio 2002) e di Courmayeur (7 febbraio 2002) e dal Consiglio permanente degli Enti locali (5 marzo 2002);
preso atto che le iniziative fin qui assunte per sostenere le posizioni espresse dal Consiglio della Valle non hanno avuto esito positivo;
manifesta la sua ferma protesta per l'atteggiamento dei governi italiano e francese;
reclama il diritto della Regione autonoma Valle d'Aosta e delle altre comunità territoriali interessate ad essere coinvolte con pari dignità in una decisione di tale importanza per il proprio futuro;
ribadisce quale condizione fondamentale per la riapertura del traforo del Monte Bianco al traffico commerciale una significativa riduzione, almeno il 50 percento, del numero dei mezzi pesanti rispetto alla situazione antecedente il 24 marzo 1999;
chiede che vi sia una moratoria al passaggio dei mezzi pesanti fin quando non sia stata definita una condivisa regolamentazione;
impegna il Governo della Regione e la Presidenza del Consiglio a promuovere in tempi brevi un incontro tra i rappresentanti delle istituzioni, in primo luogo della Valle d'Aosta e della Haute-Savoie, al fine di elaborare e sostenere congiuntamente una posizione unitaria sulla riapertura del traforo al traffico commerciale;
impegna altresì il Governo della Regione ed invita i rappresentanti della Valle d'Aosta al Parlamento italiano ed a quello europeo a proseguire nell'azione per l'inserimento della Valle d'Aosta nella rete ferroviaria europea, anche quale concreta alternativa per il trasporto merci attraverso le Alpi.
F.to: Nicco - Cottino - Fiou - La Torre - Martin - Borre - Rini - Cerise - Cuc - Ottoz - Aloisi - Praduroux - Bionaz - Perron - Marguerettaz - Comé - Viérin M. - Piccolo - Lanièce - Charles Teresa
Président La parole au Conseiller Nicco.
Nicco (GV-DS-PSE) Una breve illustrazione, perché il contenuto della risoluzione mi pare quanto mai esplicito.
La risoluzione è costituita da due parti distinte. Nella prima, si esplicita quella soddisfazione per la riapertura del Traforo del Monte Bianco che nel dibattito di ieri, sulle comunicazioni del Presidente Viérin, è stata concordemente espressa da tutti i gruppi. Soddisfazione per la fine di un troppo lungo periodo di "enclavement", soddisfazione per il ristabilirsi di quelle consolidate relazioni fra i due versanti del Monte Bianco, che nel traforo hanno trovato lo strumento di realizzazione, e soddisfazione per tutto ciò che la riapertura significa per l’economia della Valle d’Aosta e, segnatamente, per gli operatori turistici di Courmayeur e dell’alta Valle.
La seconda parte affronta la "vexata quaestio" del traffico commerciale, l’affronta con una premessa che è il richiamo alle ultime due risoluzioni del Consiglio, del 15 novembre 2001 e 23 gennaio 2002; risoluzioni con le quali, sulla base di quei parametri di sicurezza e di protezione dell’ambiente, più volte richiamati in quest’aula - e non solo - dal Presidente Viérin, abbiamo chiesto che la riapertura del traforo al traffico commerciale comportasse la riduzione del numero dei mezzi pesanti rispetto alla situazione precedente il 24 marzo 1999 e, conseguentemente, abbiamo respinto l’articolo 4 del regolamento di circolazione, approvato dalla Commissione intergovernativa.
La risoluzione si articola sostanzialmente in cinque punti, che sono strettamente connessi e consequenziali. Intanto, una ferma protesta per il mancato recepimento da parte dei governi delle istanze espresse da questo Consiglio, e la rivendicazione del diritto nostro, della Valle d’Aosta intanto, ma poi di tutte quante le comunità territoriali interessate, ad essere pienamente coinvolte e con pari dignità in una decisione così importante per il futuro nostro e, in genere, dell’arco alpino. Secondo punto, la riaffermazione della necessità di una significativa riduzione, almeno il 50 percento, così come è stato da più parti indicato in questo Consiglio nel dibattito di ieri?
(interruzione del Vicepresidente Lattanzi, fuori microfono)
? anche dai colleghi di "Forza Italia", ed è importante che ci sia su punti così fondamentali una unità di intenti, dicevo, una significativa riduzione del numero dei mezzi pesanti rispetto alla situazione precedente la tragedia del 24 marzo 1999. In terzo luogo, la conseguente richiesta di una moratoria al passaggio dei mezzi pesanti fino a quando non sia stata definita una condivisa regolamentazione, e ciò per non trovarci di fronte ad un fatto compiuto e difficilmente reversibile; in quarto luogo, l’impegno a promuovere una riunione congiunta, un incontro di tutte le comunità territoriali interessate alla questione, in modo da poter definire congiuntamente una posizione comune e stabilire anche le azioni conseguenti per sostenere questa azione.
Infine, l’impegno a proseguire nell’azione per l’inserimento della Valle d’Aosta nella rete ferroviaria europea, elemento che può rappresentare anche un concreto contributo per quella politica di trasferimento di quote significative di traffico commerciale dalla gomma ad altri vettori e, per quanto ci riguarda, alla ferrovia. Impegno che, ovviamente, va anche al di là di ciò, perché includere la Valle d’Aosta nella rete ferroviaria europea ha il significato più generale per la nostra regione di un ulteriore e pieno inserimento della regione stessa nel cuore dell’Europa.
Président La parole au Conseiller Curtaz.
Curtaz (PVA-cU) Noi voteremo a favore di questa risoluzione.
Non è la risoluzione che avremmo scritto, perché avremmo probabilmente utilizzato dei riferimenti, un linguaggio e anche alcune proposte diverse, ma è una risoluzione che votiamo con convinzione, perché non possiamo non vedere in questa mozione alcuni punti significativi, alcune novità rilevanti.
Mi riferisco, in primo luogo, alla richiesta di moratoria, un’idea che immodestamente avevamo già rappresentato da qualche mese e che ci sembra, come ha sottolineato il relatore, una strada necessaria oggi per impedire di trovarci di fronte al fatto compiuto; abbiamo tutti la percezione chiara che se i TIR riprendono a passare, sarà più difficile ostacolarne o limitarne il transito. In secondo luogo, apprezzo enormemente un’altra proposta, che anche noi, avevamo già avanzato da lungo tempo, ed è quella di un tavolo delle comunità locali, che sono state via via scavalcate da autorità centrali, in modo che ci sia una posizione comune e condivisa della cittadinanza, dei consigli comunali, degli enti regionali, contro il ritorno indiscriminato dei TIR.
Voglio cogliere un terzo segnale positivo, anche se non è la nostra proposta: probabilmente per la prima volta in quest’aula, sicuramente per la prima volta in un documento, viene fatta una quantificazione, una cifra per la limitazione del transito: si parla di riduzione di almeno il 50 percento. Dicevo, non è la nostra proposta perché noi, fin dall’inizio, abbiamo auspicato una limitazione non solo di numero, ma anche di tonnellaggio, in modo che automaticamente si evidenziasse una selezione del traffico pesante. È comunque significativo che oggi venga messa una cifra, perché tutti dobbiamo avere la coscienza - e io dico anche l’onestà intellettuale - di riconoscere come questa sia una battaglia difficile, e quindi il raggiungimento di un obiettivo, anche fosse quello configurato nella risoluzione, sarebbe comunque un obiettivo di valore.
Stavo pensando, perché voglio dosare le parole, che c'è un certo rammarico da parte mia, perché alcune cose che oggi vedo scritte e leggo sulla risoluzione avrei avuto il piacere di leggerle in altre risoluzioni. Mi ricordo che nel passato si era tentato di proporre degli emendamenti, cercando di introdurre questi concetti. Sono concetti fuori tempo massimo? Credo di no, non ancora, speriamo! Io credo che siano in "zona Cesarini".
Non è la risoluzione, ovviamente, che farà in sé cambiare opinione ai governi, non credo che il Consiglio regionale abbia tutto questo potere; ma è sicuramente un passo significativo. Credo che da oggi ci debba essere da parte delle forze politiche, degli amministratori, una mobilitazione forte. Ci vorrà fantasia, ognuno secondo le sue preferenze, le sue inclinazioni, il suo modo di agire e di essere, ma bisogna che venga fatta un'azione adeguata, un'azione incisiva, perché se ci sarà un'azione forte anche nella nostra regione - mentre non ho motivo di dubitare in un'azione fortissima da parte dei cittadini e delle autorità della Valle de l’Arve - credo che questa battaglia non sia ancora persa.
Président La parole au Conseiller Cuc.
Cuc (UV) Mi sento di dover fare alcune considerazioni ed esprimere, da parte mia, la soddisfazione, come già abbiamo fatto ieri, per l’apertura finalmente del traforo.
Ho votato insieme alla maggioranza, e a volte insieme anche ad altre forze politiche, precedenti risoluzioni che davano delle indicazioni abbastanza precise, ma credo che oggi siamo ad un punto chiave della nostra discussione, in quanto il traforo riapre, però non siamo convinti e non siamo assolutamente soddisfatti delle risposte che ci sono state date per quello che riguarda la regolamentazione tecnica del traffico pesante, perché il regolamento di circolazione è un’altra cosa; l'abbiamo già analizzato ieri.
Il Consigliere Nicco ha spiegato tutti i punti della risoluzione, io mi fermerei su due o tre cose: innanzitutto, sulla regolamentazione, perché la decisione presa in questo momento, dell’alternanza, un’ora da una parte e un’ora dall’altra, non mi convince affatto. Ho l’impressione che questa regolamentazione, in questo periodo, aggraverà sicuramente la situazione sia a Courmayeur sia dall’altra parte del traforo, per tutta una serie di ragioni che potete immaginare, comunque lo vedremo, si verificherà. Dicevo che il nodo è appunto questo, la regolamentazione dei TIR.
Sono contento e soddisfatto che nella risoluzione sia anche riportata la protesta da parte nostra, per l’atteggiamento dei Governi italiano e francese, per due ragioni: la prima, per una mancanza di rispetto nei confronti delle Istituzioni Valdostane, a partire dal Consiglio regionale che rappresentiamo, i Comuni, il Consiglio permanente degli enti locali, e anche dello stesso Presidente che ha partecipato attivamente a tutte le riunioni del caso, quindi, in primo luogo, per questa mancanza di rispetto nei nostri confronti, in barba alla democrazia, in barba al federalismo e ai principi di sussidiarietà. Una seconda ragione è che questi due ministri ci hanno fondamentalmente preso in giro, hanno preso in giro tutti: quante date di apertura ci hanno proposto? Questo anche ci ha abbastanza infastidito!
Abbiamo assistito, stamattina, a un piano dei lavori dell’Assessore Vallet che, bene o male, tutti abbiamo condiviso; il nostro piccolo ministro, per delle cose molto più importanti, perché riguardano l’intera Valle d’Aosta, ha trovato consensi; un ministro del Governo italiano su una data di apertura non è riuscito a darci delle certezze! È chiaro che la problematica era diversa.
Sono anche soddisfatto che nella risoluzione sia indicata la cifra di almeno il 50 percento di riduzione del traffico pesante, ed è un obiettivo al quale personalmente spero si arrivi, perché qui dobbiamo fronteggiare due filosofie: la filosofia mera del profitto, perché non voglio dimenticare che pochi mesi prima del 1999, chi gestiva il tunnel aveva dichiarato 40 miliardi di utile, in quanto è evidente che più TIR faccio transitare, più incasso. Allora, se questi signori, oggi come oggi, hanno fatto 600 miliardi di investimento e hanno fatto un piano di rientro di dieci anni, che lo facciano pure magari di quindici: questo nel rispetto delle popolazioni che vivono in questa Valle, per noi stessi e anche un po' per il Monte Bianco, anche perché proposte in merito al sistema di circolazione ne abbiamo fatte, ad esempio abbiamo parlato di differenziazione dei pedaggi con passaggi notturni, ma non ci ascoltano.
Ritengo importante anche l’ultima parte della risoluzione, che ci sia questa volontà di mettere sul tavolo della trattativa tutti quanti.
Credo che se a queste conclusioni non si arriverà, la mia posizione personale, ma credo quella di un po' tutti, la mia coscienza mi fa dire che se domani mattina ripasseranno di nuovo quattro o cinquemila TIR sotto il Tunnel del Monte Bianco, onestamente non so se rimarrò ancora seduto in quest’aula, forse mi muoverò, manifesterò anch'io; magari non mi mischierò in mezzo ai cartelli di qualcuno che sta qui vicino, ma qualche azione un po' forte mi sento in dovere di farla, così come penso e spero che qualcun altro ne abbia la volontà e la determinazione!
Président La parole au Vice-président Lattanzi.
Lattanzi (FI) Vorremmo capire il senso di questa risoluzione, quindi chiediamo dei chiarimenti. Perché, se il senso della risoluzione è quello di fissare tutta una serie di sentimenti, che anche nel dibattito di ieri abbiamo recepito e che questa risoluzione in gran parte recepisce, come: la soddisfazione per la riapertura, la riconferma delle posizioni di questo Consiglio rispetto ad una regolamentazione che non ci piace, il fatto di essere vicini alle risoluzioni dei Consigli comunali di Morgex, Courmayeur e degli enti locali, il rivendicare il diritto della Regione Valle d’Aosta e delle altre comunità ad essere coinvolte, il ribadire la condizione fondamentale per la riapertura del tunnel nel senso di una riduzione non più significativa, ma a questo punto quantificata, del 50 percento, come pure il ridefinire che non si può riaprire il tunnel al traffico pesante finché non si sia definita questa regolamentazione, l’auspicio di una maggiore collaborazione fra la Valle d’Aosta e la Haute Savoie e impegnare la Regione - e il Parlamento, di conseguenza - se questo è il senso della risoluzione, noi su questi aspetti siamo assolutamente concordi.
Non vorremmo però che questa risoluzione nascondesse anche un'operazione politica, che riteniamo demagogica, nel ribadire: "Ni droite, ni gauche; ni France, ni Italie" perché se questo è l’obiettivo di tale risoluzione, noi non la voteremo, anzi saremo assolutamente contrari!
Non ci risulta che il Governo italiano si sia mai rifiutato di essere disponibile per le istituzioni valdostane, perlomeno il Ministro Lunardi, quando gli è stato chiesto un incontro, ha aderito, e gli impegni sono stati presi. Sappiamo perfettamente, anche se facciamo finta di non saperlo, quali sono le motivazioni che hanno indotto il ministro italiano a non rispettare le date che anche lui aveva sottoscritto; ma non ritorniamo sul senso delle responsabilità, collega Cuc, altrimenti riapriamo un dibattito che pensavamo già chiuso con l’apertura del tunnel perlomeno.
Credo che questa risoluzione abbia un merito, quello per il 99 percento di ribadire un sentimento che noi proviamo, quindi ci rendiamo disponibili a sottoscriverla. Chiediamo di emendare la parte che condanna i due governi, perché non riteniamo giusto che, domani, il Ministro Lunardi - che sarà nostro ospite a Courmayeur - venga a sapere che il Consiglio regionale della Valle d’Aosta lo condanna per non essere stato disponibile, per non essere stato sensibile alle istanze valdostane, perché così non ci risulta essere; semmai, se c’è stato qualcuno che non era sensibile, quello è in altri siti.
Ribadendo la nostra disponibilità a votare questa risoluzione, chiediamo la disponibilità da parte dei proponenti a stralciare la posizione del "manifesta la sua ferma protesta".
Possiamo modificarla, possiamo chiedere la sospensione del Consiglio o utilizzare forme diverse, perché siamo d’accordo sul fatto che la Regione Valle d’Aosta reclami il diritto, così come tutte le comunità valdostane, ad essere coinvolta con pari dignità in una decisione di tale importanza per il suo futuro, ma non lo siamo se oggi si vuole andare a fare il peso delle condanne.
Dopo che alla nostra richiesta di condannare la Francia vi siete tirati indietro per non creare problemi di conflitti istituzionali, dopo che ieri abbiamo avuto un lungo dibattito dove tutti avete espresso la disponibilità, l’auspicio che non si faccia un "muro contro muro" fra istituzioni, trovarsi oggi con una risoluzione che dice al Ministro Lunardi: "Noi ti condanniamo", allora vi diciamo: decidetevi, perché se siamo qui per esternare i sentimenti di tutti i Valdostani, noi ci stiamo, se invece è solo di una parte, noi non ci stiamo!
Président Je n’ai plus de conseillers inscrits à parler, par conséquent la discussion est close. Je soumets au vote la résolution?
(interruzione del Vicepresidente Lattanzi, fuori microfono)
? je n’ai pas eu de requêtes d’intervention en réponse à votre requête, je le regrette, personne n'a répondu à votre appel.
(proteste vivaci da parte dei Consiglieri di Forza Italia)
J’annule la votation en cours? voilà, votation annulée.
La parole au Conseiller Nicco.
Nicco (GV-DS-PSE) La risposta è molto semplice. Non abbiamo visto nessun atto concreto del Governo italiano a sostegno delle indicazioni che questo Consiglio ha dato, quindi la nostra posizione di critica non può che rimanere.
In situazioni precedenti, su questioni delicate e difficili come quella dell'intesa, questo Consiglio, compresa la nostra forza politica, ha assunto pubblicamente posizioni di critica rispetto al Governo nazionale di centro sinistra.
Chiedo ai colleghi di Forza Italia di assumere oggi una posizione analoga.
Président La parole au Conseiller Marguerettaz.
Marguerettaz (SA) Davvero non capisco questi irrigidimenti di tipo politico di fronte alla possibilità che ci viene data, per la prima volta su tutta la "vicenda tunnel", di avere l'unanimità di questo Consiglio. Non da questi banchi, da altri banchi - forse mi sembra proprio di quelli di fronte a me - ieri è stata auspicata, a mio avviso con forte ragione, la necessità di arrivare ad una posizione comune, unanime, forte di questo Consiglio regionale.
Ora, sarebbe facile per la "Stella Alpina", anche in base alle dichiarazioni politiche fatte ieri, portare acqua al proprio mulino, ma non lo faccio.
Io mi rivolgo, in maniera formale, agli amici della Sinistra o agli amici della Destra, mi rivolgo cioè a coloro che stanno ponendo il problema, perché noi non lo poniamo: se l’obiettivo dell'unanimità lo possiamo facilmente raggiungere nel momento in cui gli uni o gli altri, o entrambi, fanno un passo indietro, credo che questa possibilità meriterebbe una riflessione che propongo di fare in separata sede.
Président Est-ce qu’il y a requête de suspension?
Marguerettaz (SA) Bien sûr.
Président Cinq minutes de suspension.
Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 13,14 alle ore 13,31.
Président La séance reprend.
La parole au Conseiller Nicco.
Nicco (GV-DS-PSE) Nell’incontro che è stato fatto fra i rappresentanti di tutte le forze politiche è stato trovato un accordo su una differente formulazione, che è la seguente.
Viene cancellato il capoverso che recita: "manifesta la sua ferma protesta per l’atteggiamento dei governi italiano e francese;" e viene così modificato il capoverso precedente: "Preso atto che le iniziative fin qui assunte per sostenere le posizioni espresse dal Consiglio della Valle non hanno ancora avuto alcun riscontro né da parte del Governo italiano, né da parte del Governo francese;".
Président Je soumets au vote la résolution dans le texte qui découle de l’amendement illustré par le Conseiller Nicco:
Risoluzione Il Consiglio della Valle d’Aosta
I. Sentite le comunicazioni del Presidente della Regione sull'esito della riunione della Commissione intergovernativa di controllo del traforo del Monte Bianco (Parigi, 5 marzo 2002):
Esprime
piena soddisfazione per la imminente riapertura del traforo del Monte Bianco al traffico leggero e la fine di un troppo lungo periodo di isolamento verso l'Europa.
II. Richiamate le proprie precedenti risoluzioni in merito al traforo del Monte Bianco ed al transito del traffico commerciale;
In particolare, la risoluzione in data 15 novembre 2001, con cui si impegnava il Presidente della Regione a farsi interprete presso il Governo italiano, le istanze europee e la Commissione intergovernativa di controllo del traforo del Monte Bianco affinché la riapertura ai mezzi pesanti del traforo del Monte Bianco:
- avvenisse sulla base di quei parametri di sicurezza e di protezione dell'ambiente delineati dal gruppo di lavoro italo-francese incaricato dalla Commissione intergovernativa di elaborare il dispositivo di regolazione tecnica del traffico;
- comportasse, in ogni caso, una riduzione del numero dei mezzi pesanti rispetto alla situazione antecedente il 24 marzo 1999;
Nonché la risoluzione in data 23 gennaio 2002, con la quale il Consiglio, ad unanimità di voti, ha respinto l'articolo quattro del Regolamento di circolazione nel tunnel del Monte Bianco approvato il 3 gennaio 2002 dalla Commissione intergovernativa;
Viste le posizioni assunte in merito dai Consigli comunali di Morgex (4 febbraio 2002) e di Courmayeur (7 febbraio 2002) e dal Consiglio permanente degli Enti locali (5 marzo 2002);
Preso atto che le iniziative fin qui assunte per sostenere le posizioni espresse dal Consiglio della Valle non hanno ancora avuto alcun riscontro né da parte del Governo italiano, né da parte del Governo francese;
Reclama
il diritto della Regione autonoma Valle d'Aosta e delle altre comunità territoriali interessate ad essere coinvolte con pari dignità in una decisione di tale importanza per il proprio futuro;
Ribadisce
quale condizione fondamentale per la riapertura del traforo del Monte Bianco al traffico commerciale una significativa riduzione, almeno il 50 percento, del numero dei mezzi pesanti rispetto alla situazione antecedente il 24 marzo 1999;
Chiede
che vi sia una moratoria al passaggio dei mezzi pesanti fin quando non sia stata definita una condivisa regolamentazione;
Impegna
il Governo della Regione e la Presidenza del Consiglio a promuovere in tempi brevi un incontro tra i rappresentanti delle istituzioni, in primo luogo della Valle d'Aosta e della Haute-Savoie, al fine di elaborare e sostenere congiuntamente una posizione unitaria sulla riapertura del traforo al traffico commerciale;
Impegna
altresì il Governo della Regione ed invita i rappresentanti della Valle d'Aosta al Parlamento italiano ed a quello europeo a proseguire nell'azione per l'inserimento della Valle d'Aosta nella rete ferroviaria europea, anche quale concreta alternativa per il trasporto merci attraverso le Alpi.
Conseillers présents et votants: 29
Pour: 29
Le Conseil approuve à l’unanimité.
Sur cela nous terminons les travaux de la journée.
La séance est levée.
