Oggetto del Consiglio n. 389 del 27 gennaio 1999 - Resoconto
SÉANCE DU 27 JANVIER 1999 (APRÈS-MIDI)
OGGETTO N. 389/XI Rivendicazione del diritto di scelta del metodo di elezione di ogni carica politica regionale. (Approvazione di risoluzione)
Risoluzione Venuto a conoscenza delle proposte di legge costituzionale n. 5468, 5469, 5470, 5471 e 5472, ed in particolare della n. 5470, riguardante lo Statuto Speciale della nostra Regione, volte a modificare gli statuti di ciascuna regione a statuto speciale e delle province autonome di Trento e Bolzano, introducendo l'elezione diretta del Presidente della Giunta Regionale;
Considerato che altre proposte di legge costituzionale sono state presentate in parlamento, aventi per oggetto la modifica dell'art. 122 della Costituzione;
Rilevato come ogni modificazione della Legge Costituzionale n. 4 del 26 febbraio 1948, ove non richiesta e condivisa dalla Regione stessa, si configura come grave violazione del diritto di autogoverno e lesiva del carattere pattizio della carta fondamentale della nostra autonomia;
Ribadendo che il nostro statuto assegna al Consiglio regionale competenza in materia di legislazione elettorale;
Preoccupato che da tali proposte, derivi un principio generale, che assurga a principio vincolante per la successiva revisione degli statuti delle regioni autonome a statuto speciale,
Il Consiglio regionale
Rivendica
alla Valle d'Aosta ed a questo Consiglio, in quanto libera espressione della volontà dei suoi cittadini, ogni diritto inerente la scelta del metodo di elezione di ogni carica politica relativa al governo regionale.
F.to: Cottino - Fiou - Martin - Collé
Risoluzione Premesso
che per iniziativa di un deputato DS viene proposta una legge costituzionale tendente a modificare l'art. 33 dello Statuto speciale;
che tale proposta stravolge unilateralmente la normativa statutaria in materia di elezione degli organi regionali, assegnata in via esclusiva e primaria alla Valle d'Aosta;
che tale proposta, non essendo stata richiesta né condivisa con la Regione, costituisce una palese e grave violazione dell'autonomia e dell'autogoverno riconosciuti alla Valle d'Aosta;
Il Consiglio regionale
Rivendica alla Valle d'Aosta e a questo Consiglio, in quanto libera espressione della volontà dei suoi cittadini, ogni diritto inerente la scelta del metodo di elezione di ogni carica politica relativa al Governo regionale.
F.to: Frassy - Tibaldi
Président Il nous reste à discuter les deux résolutions qui ont été inscrites tantôt à l'ordre du jour. Je tiens à vous rappeler que la question de l'élection directe du Président de la Région sera discutée dans la journée de demain par la Commission des affaires constitutionnelles de la Chambre des Députés. Si aucun des présentateurs ne demande la parole, la parole au Conseiller Ottoz.
Ottoz (UV) Il faut dire d'abord que, malgré l'importance de l'argument, l'inscription urgente a été demandée parce que - comme le Président l'a rappelé - la Commission compétente, la Ière Commission permanente "Affari costituzionali", s'est réunie très rapidement.
Très brièvement, il s'agit ici d'une question simple, claire et cependant très grave.
Le Parlement est investi par une véritable rafale de propositions de lois constitutionnelles visant à imposer aux régions et - ce qui nous touche de très près - aux Régions à Statut spécial de l'extérieur le système d'élection régionale. Vous l'avez devant vous: Proposta di legge costituzionale - Disposizioni per l'elezione diretta del Presidente della Regione Valle d'Aosta.
Ceci est absolument intolérable. Chacun de nous dans ce Conseil a droit à son opinion sur la loi qui mieux s'adapterait à notre réalité; chaque mouvement ou parti est libre de soutenir sa position. Ce que nous ne pouvons absolument pas tolérer c'est que ces questions soient décidées à Rome. Une ample majorité parlementaire transversale agit dans le Parlement italien dans cette direction. Nos Parlementaires, l'Onorevole Caveri et le Sénateur Dondeynaz, doivent absolument pouvoir compter sur l'appui total de ce Conseil, un appui qui doit aller sur des questions telles que celle-ci au-delà de la normale et souhaitable dialectique entre majorité et opposition.
Il faut donc que la Commission spéciale souligne et renforce dans celles qui seront ses propositions de modification de notre Statut, notre compétence en matière électorale, car ces propositions de loi constitutionnelle touchent directement au coeur de notre autonomie.
Nous devons donc répondre ici fort et clair et nous souhaitons que sur un tel thème le Parlement reçoive un message ferme et net de la part de ce Conseil qui représente la totalité des Valdôtains.
Président La parole au Conseiller Curtaz.
Curtaz (PVA-cU) Alla luce della notizia che ci ha testé dato il Presidente del Consiglio, cioè che questa vicenda verrà discussa domani nella Commissione affari costituzionali in Parlamento, mi rendo conto che l'idea originaria che volevo manifestare in sede di discussione di questa risoluzione, cioè di chiedere un rinvio al prossimo Consiglio della votazione perché la questione merita un approfondimento ulteriore per chi come me e come gli altri componenti del nostro Gruppo ha sì avuto sentore di queste iniziative per averle lette in scarni resoconti giornalistici, ma non ha avuto a disposizione fino alla metà di questo pomeriggio la documentazione ufficiale rispetto ai disegni di legge, mi rendo conto - dicevo - che la richiesta di rinvio sarebbe giustificatamente non accoglibile.
Però credo, pur pronunciandomi a favore della buona fede dei proponenti, che la risoluzione così come sottoscritta da 4 Capigruppo, 3 della maggioranza e dal Capogruppo degli Autonomisti Collé, contenga un cenno sul merito della vicenda che mi pare inopportuno.
Ripeto, non ho motivo di dubitare della vostra correttezza; voi sostenete che volete rivendicare un principio sul quale sono personalmente d'accordo ed è d'accordo il mio Gruppo, però il testo della risoluzione contiene un esplicito riferimento sul merito. Il primo comma fa riferimento a queste proposte di legge che prevedono l'introduzione dell'elezione diretta del Presidente della Giunta regionale. Ecco, se io credo, come è vero, che il Consiglio, i firmatari di questa risoluzione vogliono limitarsi ad una petizione di principio sul metodo, ma non vogliono entrare oggi nel merito delle scelte, chiedo e propongo che questo riferimento all'elezione diretta del Presidente della Giunta venga eliminato.
In questo senso propongo un emendamento alla risoluzione dicendo che ci si fermi dopo il riferimento "delle province autonome di Trento e Bolzano," senza dire che con queste proposte di legge si introduce l'elezione diretta del Presidente della Giunta perché temo che, al di là dell'intenzione dei proponenti, poi questa risoluzione possa venire interpretata in senso estensivo rispetto a quello che intendiamo dire.
Credo di aver fatto un discorso del tutto onesto e propongo quest'emendamento; se quest'emendamento venisse accolto, ci sarebbe rispetto a questa risoluzione il voto favorevole del nostro gruppo. Diversamente mi riservo di tornare sull'argomento.
Président Je vous rappelle que nous sommes en discussion conjointe des deux résolutions qui ont été présentées, donc les conseillers sont libres d'intervenir sur l'argument. La parole au Conseiller Tibaldi.
Tibaldi (FI) Ringrazio il Presidente soprattutto perché, annunciando il dibattito su queste due risoluzioni, ha chiarito in maniera essenziale quali sono le ragioni dell'urgenza, cioè l'esame a breve termine nella Commissione affari costituzionali.
Questo era di fondamentale importanza e saremmo stati grati se anche i Capigruppo che hanno sottoscritto il documento primario ci avessero informati adeguatamente sulla questione.
Presidente Ne ho preso conoscenza da un dispaccio ANSA che è arrivato poco fa e che contiene l'aggiornamento sui lavori parlamentari per cui i colleghi Capigruppo probabilmente non erano a conoscenza di quest'aspetto.
Tibaldi (FI) Entrando nel merito della nostra proposta parallela a quella che è stata fatta dai Capigruppo di maggioranza, innanzitutto diciamo che la nostra proposta si è resa necessaria anche perché poco fa non conoscevamo quest'iter accelerato di cui necessitava tale documento come esame e come successiva approvazione perché sappiamo benissimo che le riforme, se si può parlare ancora di riforme, in Italia hanno una velocità da tartaruga. Abbiamo avuto le esperienze nelle commissioni bicamerali, ci sono o ci sono stati dei tentativi nel passato di andare avanti per le vie ordinarie, cioè quella parlamentare e queste rientrano in quest'esempio.
La risoluzione proposta dai Capigruppo di maggioranza fa riferimento ad un insieme di proposte di leggi costituzionali che si riferiscono allo stesso proponente e vanno a colpire tutte le Regioni a Statuto speciale. Nella nostra ci siamo soffermati sulla situazione valdostana, su quella che ci riguarda da vicino ed è doveroso sottolineare che questa proposta paradossalmente parte da un partito di governo, dal partito di governo per eccellenza, cioè dai DS.
Qui l'iniziativa è del Deputato Soda che in maniera anche curiosa propone una modificazione dell'articolo 33 dello Statuto speciale, un articolo che riguarda le modalità di elezione degli organismi politici regionali ed è una modifica che interviene in maniera profonda sul contenuto dell'articolo stesso.
È curioso perché se avete avuto occasione di leggere la relazione introduttiva, si dice: "Onorevoli colleghi, è a tutti evidente il paradosso per cui le Regioni a Statuto speciale, i cui Statuti sono approvati con legge costituzionale secondo le disposizioni vigenti, rischiano di rimanere indietro rispetto alle necessarie innovazioni della forma di governo in direzione di una democrazia dell'alternanza rispetto alle Regioni a Statuto ordinario".
Allora, è una preoccupazione curiosa, simpatica, paradossale, chiamatela come volete, innanzitutto perché riproduce quella concezione statalista e romanocentrica di modificazione dalla capitale delle realtà statutarie consolidate da tempo e che hanno regolamentato in maniera chiara e pulita dando spazio all'autonomia e all'autogoverno giustamente sollecitati anche nella mozione dei Capigruppo di maggioranza.
Viene completamente ribaltato il sistema eppure quest'iniziativa - è questo il paradosso - promana dai DS, da una forza che è al Governo dell'Italia ed è sostenuta altrettanto paradossalmente da una forza autonomista, da quella forza che si definisce autonomista per eccellenza che è rappresentata qui in Regione dall'Union Valdôtaine.
La preoccupazione che è stata espressa dal Consigliere Ottoz per noi non è doppia, ma addirittura tripla e penso che anche per il Capogruppo dei Diessini in sede locale ci sia l'onere di dare una spiegazione; non basta una firma a suffragio di una preoccupazione espressa da un Consigliere unionista per dire: noi ci dissociamo da quest'iniziativa portata avanti non direi nemmeno in maniera isolata, e poi spiegherò il perché, da un deputato diessino e quindi non basta la sottoscrizione di questa mozione per dire che siamo contrari a questo sistema, ma ci vuole una presa di posizione più evidente. So che nei partiti nazionali è difficile il collegamento fra le entità centrali, come Roma, e le periferie distanti come la nostra non solo a livello geografico, ma anche a livello politico...
(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)
… anche da Arcore, lo sappiamo bene, non voglio essere colui che è immune da difetti in questo senso, però quest'iniziativa è collateralmente suffragata da iniziative parallele che vanno a colpire le Regioni a Statuto ordinario e che hanno le firme più autorevoli dei leader diessini, Veltroni, Folena, Mussi, insomma il Segretario politico, il Capogruppo alla Camera, Folena che ha degli incarichi politici non indifferenti e che ha avuto anche degli incarichi di governo.
Questa concezione che è sempre stata rimproverata a qualcun altro, mi pare che promani da quella Sinistra che oggi deve dare più di una spiegazione soprattutto perché riproduce quella modificazione esterna di uno Statuto storicamente consolidato e che necessita anche di aggiornamenti, ma che oggi rischia di essere violentato da un'iniziativa di questo tipo.
Ebbene, noi abbiamo proposto questo documento parallelo per queste ragioni e anche perché abbiamo estrapolato una parte che è quella relativa all'elezione diretta del Presidente della Giunta. Penso che il concetto fondamentale da difendere sia quello della centralità di questo Consiglio, della centralità istituzionale e politica anche nei rapporti necessari che ci devono essere con lo Stato, centralità di questo Consiglio che ha il diritto-dovere di darsi le norme che regolamentino la sua elezione e il suo funzionamento e quindi debba essere difesa a tutti i costi quella che è la potestà primaria ed esclusiva della Regione nell'attribuirsi queste norme, ma altrettanto non possiamo accettare queste iniziative e per questo dobbiamo respingerle doverosamente con documenti di questo tipo.
L'elezione diretta del Presidente della Giunta - qui potremmo fare delle dissertazioni chilometriche, ma non è assolutamente il tempo - lo stabilisca il Consiglio regionale se è il caso di introdurla, in quale maniera deve essere introdotta, quali sono le modalità correttive eccetera. Non possiamo accettare che venga fatto, ancorché qualcuno qui lo condivida e qualcun altro non lo condivida, dal Parlamento italiano.
Dinanzi a questa situazione, aggravata oltretutto dai tempi stretti che ci sono stati resi noti dal Presidente del Consiglio, abbiamo proposto una risoluzione che ha una premessa diversa per le ragioni che ho appena detto, ma che ha un medesimo obiettivo, un medesimo impegno e vuole rivendicare alla Valle d'Aosta quelle potestà e quelle competenze che si riferiscono ai diritti di scelta del metodo elettorale e di individuazione delle cariche politiche riguardanti la nostra Regione.
Président La parole au Conseiller Nicco.
Nicco (GV-DS-PSE) Ritengo che le proposte di legge costituzionale citate in premessa, che riguardano le Regioni a Statuto speciale, a partire dalla n. 5470, ma direi anche quelle analoghe che riguardano le Regioni a Statuto ordinario, quella presentata il 2 dicembre 1998 da Calderisni, Frattini, Urso, Taradash ed altri, così come quella presentata il 10 novembre da Veltroni, Mussi, Folena e quella presentata sempre il 10 dicembre da Rebuffa e da Manzone, ritengo che tutte queste proposte di legge costituzionale siano un'ulteriore e palese dimostrazione di una mentalità che forse è poco definire centralistica, ostinatamente e pervicacemente centralistica.
Da un lato continuano i diversi partiti a parlare di federalismo, dall'altra, concretamente, su questioni che riguardano direttamente le regioni, come questa, i partiti, dai DS a Forza Italia passando per l'UDR, vogliono imporre un sistema uniforme.
La proposta che ci riguarda direttamente, quella presentata dal diessino Soda, dico apertamente che va anche oltre, che è retaggio di un modo di concepire la democrazia che non è il nostro, che sicuramente non è il mio.
Mi è francamente difficile capire come sia possibile oggi pensare di proporre in Parlamento un disegno di legge costituzionale che riguarda una certa regione, non importa quale, senza avere consultato gli organi istituzionali che quella Comunità esprime e quindi in primo luogo questo Consiglio.
Questo è un modo di operare peraltro non nuovo da parte dei Parlamentari italiani verso la Valle d'Aosta. Di tanto in tanto c'è qualcuno che si sente in diritto di illuminarci su quella che deve essere la nostra strada, il nostro percorso, a partire da un illustre precedente storico, da quell'"infiniment petit député de Lucques", per usare la definizione del canonico Durand, che voleva eliminare quella che egli riteneva una "riprovevole anomalia", ovvero l'uso della lingua francese.
Ebbene, ora c'è un suo epigono, l'Onorevole Soda, che vuole eliminare anche lui un'anomalia, anzi - come ha ricordato il collega Tibaldi - più che un'anomalia lui la definisce "un paradosso": e "Le regioni a statuto speciale rischiano di rimanere indietro rispetto alle necessarie innovazioni della forma di governo".
A me pare che di paradossale qui ci sia solo la motivazione dell'iniziativa di questo deputato. Scrive infatti Soda che "l'elezione diretta consentirà di affrontare con maggiori risorse politiche ed organizzative la riforma federalista dello Stato".
È certo un bell'inizio della riforma, non c'è che dire: ti impongo, senza nemmeno consultarti, una certa forma di governo e lo faccio in nome del federalismo!!
Respingiamo ovviamente ai mittenti tali proposte e per quello che ci riguarda facciamo nostra l'indicazione che recentemente è stata espressa dal Comitato di coordinamento dei Presidenti dell'Assemblea, dei Consigli regionali e delle Province autonome che reca testualmente: "È preferibile modificare con la procedura di cui all'articolo 138 l'articolo 123 della Costituzione…" (ma io direi anche il 122) "…relativo agli statuti regionali, affidando alle assemblee legislative la determinazione della forma di governo di ogni regione e la scelta di un sistema elettorale che sia ad esso coerente".
Per quanto ci riguarda poi più direttamente, in sede di revisione dello Statuto credo che si possa riprendere in considerazione la proposta di legge costituzionale del Deputato Caveri del 9 maggio 1996 in cui si proponeva di modificare il primo comma dell'articolo 16 dello Statuto speciale in questo modo: "Il Consiglio della Valle è composto di 35 consiglieri eletti a suffragio universale uguale, diretto e segreto secondo le norme stabilite con legge regionale. La stessa legge disciplina le modalità di elezione del Presidente della Giunta e degli Assessori". Ovviamente, poi si proponeva l'abrogazione dell'articolo 33.
Vorrei fare ancora, per concludere, una breve osservazione su una dizione contenuta in questa risoluzione che riguarda il carattere pattizio della carta fondamentale della nostra autonomia.
Rimango dell'opinione che per stipulare un patto occorrano due contraenti che in piena libertà lo possono sottoscrivere; non è questo il caso della Valle d'Aosta, a mio avviso perlomeno. Il nostro Statuto è il frutto di un iter molto travagliato che parte dagli accordi del maggio 1945 fra la delegazione valdostana, il CLN torinese e poi il CLN Alta Italia, passa attraverso i decreti luogotenenziali per giungere alla legge costituzionale.
È un percorso in cui si è proceduto - disse allora lo stesso Consiglio della Valle - ad una "reformatio in peius", quindi non fu un patto quello, essendo il patto tutta un'altra cosa. Il patto è ciò che dovremo cercare noi di fare nella revisione dello Statuto.
Président La parole au Conseiller Marguerettaz.
Marguerettaz (Aut) Prima di iniziare l'intervento volevo solo avere un chiarimento. Nella risoluzione che ci è stata consegnata nel primo paragrafo vengono elencate tutta una serie di proposte di legge, poi come documentazione evidentemente a sostegno di questa risoluzione ci sono state date quattro proposte di legge.
Allora, la risoluzione ne cita sei e questo non sarebbe niente, ma di queste quattro proposte che ci sono state consegnate i numeri della proposta non combaciano tranne che per la n. 5470. Ora non so se sono proposte che hanno cambiato di numerazione o se invece i testi che ci sono stati consegnati corrispondono ad altre proposte ancora. Non so se notate: la n. 5470 è citata anche nella nostra risoluzione, ma poi, a differenza di quello che è citato nella nostra risoluzione, a noi sono state date la n. 5473, la n. 5500, la n. 5389, nessuna delle quali risulta essere presente nella nostra risoluzione.
Chiedo agli estensori di chiarire questa cosa prima di continuare l'intervento.
Presidente Si tratta di documenti distribuiti dai colleghi consiglieri, noi non abbiamo distribuito nessun documento. La parole au Conseiller Ottoz.
Ottoz (UV) D'abord au dernier point "Preoccupato che da tali proposte, derivi un principio generale, che assurga a principio vincolante per la successiva revisione degli statuti delle regioni autonome a statuto speciale," parce que ce qui arrive c'est que les cinq propositions de loi, tout de suite 68, 69, 70, 71, 72, elles sont pratiquement identiques sauf qu'elles s'appliquent chacune à une région autonome à statut spécial. Les trois propositions servaient simplement pour donner la mesure du consensus que dans le Parlement il y a sur ce type de solution, soit l'élection directe, et ces propositions constitutionnelles concernant les Régions à Statut ordinaire qui ont été présentées respectivement par des Députés de Forza Italia, par les DS et par le UDR.
Donc les 68, 69, 71 et 72 concernent Sicilia, Friuli-Venezia-Giulia, Sardegna, et cetera, elles sont identiques comme on peut lire dans le document de la Commission du Président Maccanico.
Président La parole au Conseiller Cottino.
Cottino (UV) Compte tenu qu'à la suite de notre résolution il y a eu la proposition d'une autre résolution, dont la deuxième partie est la photocopie de la nôtre, mais qui part d'une conception assez différente, compte tenu aussi qu'il a été présenté un amendement à notre résolution, je demanderais une très brève suspension pour vérifier de la part des signataires s'il y a la possibilité d'un accord sur la modification à la résolution même.
Président La séance est suspendue pendant cinq minutes.
Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 22,05 alle ore 22,24.
Président Nous reprenons la discussion. La parole au Conseiller Marguerettaz.
Marguerettaz (Aut) Riprendo l'intervento dopo il chiarimento datomi in merito ai numeri delle proposte di legge. Abbiamo firmato con convinzione questa risoluzione anche perché, come avevamo già avuto modo di dire all'inizio di questa legislatura, le parti programmatiche di questa maggioranza che avrebbero vertito nel corso dei 5 anni sulla difesa dell'autonomia della nostra Regione senza strumentalizzazioni di parte ci avrebbero visti consenzienti.
Quello che sta succedendo a Roma credo che costituisca una grossa preoccupazione per la nostra Regione perché credo sia la prima volta che viene depositata una legge che, così come è testimoniato dalla documentazione fornitaci anche "a latere", rischia di trovare un appoggio di tipo politico, quindi costituisce, come dicevo, una forte preoccupazione per il nostro Statuto e quindi per la radice stessa della nostra autonomia.
Fatta questa considerazione, non posso esimermi dal fare anch'io alcune valutazioni di tipo politico perché, essendo le proposte di legge depositate presso la Camera dei Deputati, è chiaro che uno non può non notare l'appartenenza politica di chi queste leggi propone.
Il fatto che un certo Deputato Soda, che quasi tutti si sono affrettati a dire in questa sala: un perfetto sconosciuto - che fra le righe poteva lasciare intendere: un perfetto pazzoide o qualcosa del genere -, appartenga ad una forza politica che si chiama Democratici di Sinistra, tanto che lo stesso Deputato Soda come i colleghi hanno potuto vedere insieme a ben più noti rappresentanti del suo Partito, esattamente il numero 2, 3 e 4, perché il primo è il Capo del Governo, ma il numero 2 è Veltroni, il numero 3 è Mussi, il numero 4 è Folena, il Deputato Soda è il numero 5, questo fatto ci spinge a fare una considerazione di tipo politico perché questo Partito, che attraverso i suoi rappresentanti fa così preoccupare questo Consiglio e le forze politiche che si apprestano a votare questa risoluzione, appartiene ad una forza politica che in questo Consiglio siede in maggioranza.
Ho apprezzato l'intervento del Consigliere Nicco, non lo dico per prendere in giro né tanto meno per strumentalizzare e la riflessione che facevo fra me quando lo ascoltavo era che Nicco è una persona certamente onesta dal punto di vista intellettuale, ma parallelamente non potevo non aggiungere che a quest'onestà di tipo intellettuale va affiancata dal punto di vista politico una certa schizofrenia perché i giudizi dati dal collega Nicco non sembra, almeno a leggere le carte che ci sono state oggi fornite, essere gli stessi giudizi che guidano l'azione di quella stessa componente politica nella quale egli si è presentato alle elezioni regionali e per la quale non ricordo più quale esimio personaggio del Partito nazionale - qualcuno mi suggeriva D'Alema, ma non ne sono sicuro - è venuto in Valle d'Aosta a perorarne la causa elettorale.
Era D'Alema? Allora era D'Alema, il numero 1, quello che manca in quest'elenco.
Il significato politico della presenza in maggioranza del PDS non è mai stato detto in maniera chiara all'interno di quest'aula, ma voi sapete meglio di me qual è, a proposito di "realpolitik", la verità di fondo di questa presenza politica nella maggioranza della Valle ed è la continuazione di quell'impostazione di tipo politico che l'Union Valdôtaine ha sempre dato quando è al governo ed è una posizione anche condivisibile, cioè di avere un interlocutore credibile con un partito romano che garantisca un rapporto di tipo fiduciario fra il Governo di questa Regione e chi governa a Roma.
Paragonando negli anni quest'impostazione, oggi c'è da chiedersi, così come il Gruppo degli Autonomisti in particolare da quando sono nati è venuto chiedendo, se soprattutto alla luce delle cose che stiamo vedendo quest'impostazione di tipo politico ha ancora ragione d'essere.
E quali garanzie una forza nazionale con sia pure la sua branca federata nella cellula - una volta si diceva così, adesso non più - valdostana, riesce a garantire per quanto concerne l'autonomia della nostra Regione.
Il fatto che gli Autonomisti votino con decisione e con certezza questa risoluzione serve a dare più forza all'autonomia di questo Consesso, tuttavia paradossalmente da un punto di vista istintivo non verrebbe voglia - lo dico consapevole del limite di quello che sto dicendo - di votarla perché ricordo che meno di un anno fa, quando questa maggioranza si è insediata, aveva messo fra i suoi punti di maggioranza dei punti molto chiari che oggi cominciano a vacillare: "lo Statuto speciale non potrà essere modificato se non a seguito di consultazione, concertazione ed accordo delle istituzioni valdostane", e questo è scritto nella seconda pagina del programma di maggioranza. In questo caso credo che la maggioranza sia men che meno sufficiente per garantire che questo punto programmatico venga rispettato.
Approfitto di quest'occasione per fare ancora una considerazione in chiusura. Se questo punto della maggioranza oggi non è così certo di essere portato avanti o solo da alcune forze di questo Consiglio e quindi giustamente si chiede il consenso attorno a questioni quale quella che stiamo dibattendo di tutte le forze politiche sedute in questo Consiglio, non è forse il caso di ripensare ad esempio al metodo con cui questa stessa maggioranza ha proposto la famosa Commissione per la revisione dello Statuto della nostra Regione?
Questa cosa non può essere dimenticata oggi quando con la stessa forza e con la stessa certezza noi affermiamo che saremo sempre qui a lavorare per il bene della Valle e per la difesa della sua autonomia.
Président La parole au Conseiller Cottino.
Cottino (UV) Qualche brevissima considerazione. Innanzitutto credo che si debba sottolineare che la sensibilità delle forze politiche di maggioranza sia alquanto diversa, almeno rispetto a questo problema, di quella mostrata dalle forze politiche di minoranza se è vero come è vero che hanno ritenuto che questo problema nel modo che si stava delineando a Roma era di una certa urgenza e necessitava essere stoppato al più presto.
Da parte delle forze di minoranza o almeno di alcune di esse questa sensibilità non c'è stata, al contrario si era convinti che si potesse procrastinare questo problema per poi decidere in altri momenti.
Credo che quanto è successo dopo, nel momento in cui - e questo vorrei che fosse chiaro - ci siamo permessi di interessare anche le forze di minoranza, non eravamo assolutamente a conoscenza della riunione che si sarebbe tenuta e di cui siamo stati informati dal Presidente del Consiglio, sia la dimostrazione più lampante che rispetto a certi problemi in quest'aula ci sono comunque delle sensibilità di tipo diverso.
Oltre alla motivazione che ho appena finito di dire, riteniamo che le due proposte che sono state presentate, una risoluzione da parte di Forza Italia e una modifica da parte dell'Ulivo alla nostra risoluzione, siano per certi aspetti se non strumentali, almeno quella di Forza Italia, sicuramente perché hanno una visione diversa del problema, e a parte il dispositivo finale, vogliano fare polemica nei confronti di un'altra forza politica, cosa che a noi non interessa. La nostra volontà invece è chiara ed è quella che abbiamo sempre sostenuto.
Tornando alla modifica proposta dall'Ulivo, questa tende a sminuire quello che è il titolo delle proposte di legge - che non abbiamo inventato noi - che sono state presentate in Parlamento.
Noi non facciamo altro che sottolineare quello che queste proposte di legge tendono a portare avanti unificando le modalità di elezione per tutta Italia e dimenticando che ci sono delle regioni in cui per statuto e per legge costituzionale si ha diritto di fare in modo diverso cioè si ha diritto di decidere per conto nostro senza che qualcun altro dall'esterno ce lo imponga.
È solo questa la nostra volontà per cui non ci sentiamo di andare a modificare la nostra risoluzione, ma sicuramente possiamo tranquillizzare i Consiglieri dell'Ulivo - se questo può servire, devono deciderlo loro - del fatto che non è nostra volontà adoperare questa risoluzione per dire che i Consiglieri dell'Ulivo hanno votato un tipo di elezione del Presidente della Giunta diverso da quello che hanno asserito.
Non è questa la nostra intenzione, noi vogliamo solo fotografare una situazione dopodiché prendere una risoluzione.
Sta a voi decidere se volete votare questa risoluzione, noi non possiamo venire incontro a quello che voi ci avete presentato come modifica.
Président La parole au Conseiller Curtaz.
Curtaz (PVA-cU) Voglio andare fino in fondo a quest'equivoco, mi riservo di revocare le mie dichiarazioni di credere nella buona fede dei proponenti dopo l'intervento di Cottino e allora propongo, sempre che sia possibile dal punto di vista regolamentare, un emendamento al mio emendamento.
Cioè non propongo più di cancellare quelle parole, ma - se è vero quello che mi dice Cottino - propongo di introdurre dopo "province di Trento e Bolzano", le parole "proposte di legge titolate" dopodiché apriamo le virgolette e diciamo come è titolata la legge, così chiudiamo il cerchio e nessuno può dirsi insoddisfatto.
Altrimenti, mi dispiace, Cottino, ma nel testo della risoluzione non si fa riferimento al titolo della legge, si fa riferimento in senso negativo all'introduzione di un meccanismo di elezione diretta.
Su questo fra l'altro mi piacerebbe che tutte le forze politiche si esprimessero, in particolare - lo dico non per alimentare polemiche - da parte dei DS perché mi pare che il mio emendamento vada nel senso di quanto i DS hanno sempre sostenuto non solo a livello nazionale, ma anche a livello locale.
Quindi o c'è una riserva mentale su questo punto che sta venendo fuori oppure, se non c'è una riserva mentale su questo punto, propongo un secondo emendamento in cui dopo "province di Trento e Bolzano", si inserisce "titolata" e poi scriviamo il titolo della legge. In questo modo nessuno può dirsi scontento.
Se verrà accolto questo secondo emendamento, io per tutte le ragioni che condivido (e sottolineo: che condivido), al di là delle sensibilità di serie A e di serie B, il mio gruppo è disposto a votare questa risoluzione, altrimenti mi dispiace, ma c'è da parte dei proponenti una riserva mentale.
Président Sur le plan de la procédure je vous prie de présenter un autre amendement, nous sommes toujours en discussion générale et c'est votre droit de le présenter en retirant l'autre amendement. La parole au Conseiller Frassy.
Frassy (FI) Pensavamo che la discussione fosse una discussione fondata su un problema sicuramente concreto, non conoscevamo nei dettagli l'urgenza, lo abbiamo appreso; non ci piace l'atteggiamento del Capogruppo dell'Union Valdôtaine perché ci sembra che voglia fare della sterile polemica su quello che dovrebbe essere invece un elemento nel quale la polemica dovrebbe rimanere fuori.
Allora, per dimostrare a Cottino che sta innescando una polemica gratuita e sicuramente interpretando malamente le convinzioni che abbiamo voluto esprimere nel nostro documento e nel chiedere al Consigliere Curtaz di poter sottoscrivere l'emendamento che il Gruppo dell'Ulivo sta formulando in quanto lo condividiamo in pieno, annunciamo un ulteriore emendamento, che vogliamo illustrare al Consiglio e che riteniamo non essere secondario anche perché condividiamo la riflessione fatta dal Consigliere Nicco, una riflessione che si poggia non solo su un'analisi politica, ma su un'analisi storica.
Vorrei ricordare quanto ai tempi in cui andavamo a scuola si studiasse su quelle monografie "Le Pays du Val d'Aoste", dove si diceva che "le Statut spécial c'est octroyé" e se la traduzione non è sbagliata, mi sembra che il Consigliere Nicco abbia centrato il punto ossia lo Statuto è stato concesso alla Regione Valle d'Aosta come giustamente ha ricostruito storicamente il Consigliere Nicco.
Sostenere che c'è un carattere pattizio della carta fondamentale della nostra autonomia è un falso storico ed è un falso storico che sminuisce la stessa autonomia e la stessa rivendicazione di autonomia perciò l'emendamento che proporremo, sottoscrivendo l'emendamento testé illustrato dal Gruppo dell'Ulivo, è quello di andare ad eliminare il carattere pattizio indicato nella risoluzione; formalizzeremo l'emendamento e sull'accoglimento di quest'emendamento siamo ben disposti e ben contenti di ritirare la nostra risoluzione e di votare questa risoluzione presentata dai Capigruppo che l'hanno sottoscritta con le modifiche che andremo a formulare.
Président Mes fonctions de Président du Conseil m'empêchent d'intervenir sur le fond de la question, mais il me sera agréable en dehors de cette salle, de tirer au clair la question du "fondamento pattizio" du Statut spécial. La parole au Conseiller Fiou.
Fiou (GV-DS-PSE) Credo che dopo questi sofismi valga ancora una volta la pena riunirci a livello di Capigruppo e vedere se riusciamo a fare un solo documento perché mi pare che le sfumature su cui stiamo giocando sono soprattutto sul piano di una dialettica eccessiva maggioranza-minoranza con gli scherzetti e gli sgambetti. Non mi pare che questi meritino attenzione di fronte alla portata del tema che stiamo affrontando.
Président Tout le monde convient sur cette requête? La séance est suspendue.
Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 22,47 alle ore 23,05.
Président Nous reprenons les travaux. Est-ce que quelqu'un parmi les Chefs de groupe veut bien nous mettre au courant des choses? La parole au Conseiller Martin.
Martin (FA) Per motivi diversi, tutti molto validi, la sospensione del Consiglio non ha portato ad un risultato positivo, nel senso che non si è riusciti a trovare un'unanimità di intenti, quindi per non far perdere altro tempo a questo Consiglio regionale, si ritiene di dover rimanere sul documento originale presentato dalla maggioranza e dal Gruppo degli Autonomisti e pertanto di votarlo.
Président La parole au Conseiller Tibaldi.
Tibaldi (FI) Abbiamo avuto occasione di approfondire le posizioni in sede di Capigruppo.
Il Capogruppo unionista sosteneva la polemica e la strumentalità della nostra iniziativa, in realtà mi è parso di capire che sia esattamente il contrario. C'è una sensibilità di fondo che comunque è uguale ed è dimostrata da quell'impegnativa fotocopia, come lui ha riferito, che si trova in entrambi i documenti; ci sono però delle premesse che sono necessariamente diverse.
È bene che l'Assemblea lo sappia, da parte nostra ci sarebbe la volontà di votare il documento proposto dai Capigruppo di maggioranza, se venissero cancellate due parti che sono due parti molto semplici oltretutto: l'elezione diretta del Presidente della Giunta, togliamo quella subordinata e poi il carattere pattizio.
Penso che a Roma come risultato politico sia più interessante andare con l'unanimità di un Consiglio Valle piuttosto che con un frazionamento su posizioni ancorché ricordate da Martin legittime perché promananti da gruppi politici diversi.
E poi oltretutto la questione di carattere pattizio, che sembra un dogma insormontabile per il Capogruppo unionista, non lo è invece per il Presidente della Commissione, Nicco, che è la persona che voi avete scelto come guida delle riforme istituzionali valdostane e questa distonia non passa inosservata.
Da parte nostra ribadiamo la disponibilità a votare un documento stilato in maniera congiunta con queste due piccole modificazioni dopodiché il Consiglio Valle e i Parlamentari valdostani avranno probabilmente a Roma che ha un po' più di efficacia. Queste poi sono valutazioni e sensibilità che possono essere anche differenti, altrimenti manteniamo ferma la nostra proposta.
Président Est-ce que cela sous-entend une requête de votation séparée des différents alinéas ou un amendement de suppression des mots "introducendo l'elezione diretta del Presidente della Giunta regionale" et des mots "lesiva del carattere pattizio della carta fondamentale della nostra autonomia"?
Le premier amendement du groupe de l'Olivier a été retiré, il récitait: "Al primo comma si cancella: "introducendo l'elezione diretta del Presidente della Giunta".
Cet amendement est remplacé par un amendement qui remplace "introducendo l'elezione diretta del Presidente della Giunta" par les mots: "titolata: Disposizioni per l'elezione diretta del Presidente della Regione Valle d'Aosta".
Je vous rappelle que nous avons une résolution A, qui est la résolution signée par 4 Chefs de groupe, et une résolution B, présentée par les Conseillers Frassy et Tibaldi.
Nous mettrons en votation d'abord les amendements à la résolution A, par la suite la résolution A elle-même et, au cas où elle ne serait pas adoptée, la résolution B sera simplement mise en votation.
Au cas où la résolution A serait approuvée, la résolution B serait immédiatement considérée comme échue: ayant le même dispositif mais des motivations différentes, ce Conseil ne peut s'exprimer, de toute évidence, avec deux motivations différentes sur un même argument.
Nous sommes à la discussion du 2ème amendement à la résolution. Je soumets au vote l'amendement:
Conseillers présents: 31
Votants: 5
Pour: 5
Abstentions: 26 (Agnesod, Bionaz, Borre, Cerise, Charles Teresa, Collé, Cottino, Ferraris, Fiou, Lanièce, Lavoyer, Louvin, Marguerettaz, Martin, Nicco, Ottoz, Pastoret, Perrin, Perron, Piccolo, Praduroux, Rini, Vallet, Vicquéry, Viérin D. et Viérin M.)
Le Conseil n'approuve pas.
Il y a un troisième amendement présenté par les Conseillers Frassy et Tibaldi:
Emendamento Abrogare "del carattere pattizio"
Je soumets au vote l'amendement:
Conseillers présents: 31
Votants: 2
Pour: 2
Abstentions: 29 (Agnesod, Beneforti, Bionaz, Borre, Cerise, Charles Teresa, Collé, Cottino, Curtaz, Ferraris, Fiou, Lanièce, Lavoyer, Louvin, Marguerettaz, Martin, Nicco, Ottoz, Pastoret, Perrin, Perron, Piccolo, Praduroux, Rini, Squarzino Secondina, Vallet, Vicquéry, Viérin D. et Viérin M.)
Le Conseil n'approuve pas.
La parole au Conseiller Curtaz pour déclaration d'intention.
Curtaz (PVA-cU) Sono esterrefatto dall'epilogo di questa vicenda perché intanto ho avuto la conferma, attraverso l'astensione su quest'emendamento, di aver pronunciato a favore dei firmatari delle parole immeritate, dando loro fiducia quando dicevano che erano in buona fede nel presentare questa risoluzione non sul merito della vicenda, ma per riaffermare i valori dell'autonomia della nostra Regione e del nostro diritto di decidere.
Ciò dico perché ben due emendamenti intesi a chiarire la necessità di non entrare oggi nel merito della vicenda sono stati respinti con l'astensione.
Questo vuol dire che siamo stati presi in giro, quindi revoco le frasi un po' ingenue che avevo inizialmente rivolto verso i presentatori di questa mozione. Siamo stati presi in giro.
Sappiamo che qualsiasi riforma istituzionale della Valle d'Aosta avrà come precedente questa risoluzione contraria non solo a che si decida a Roma quello che dovremo condecidere noi, ma contraria al fatto, perché espressamente citato, che si introduca l'elezione del Presidente della Giunta.
Prendo atto, e mi dispiace, che anche su questa vicenda i DS valdostani hanno cambiato opinione perché fino a ieri pensavo che i DS in Valle d'Aosta la pensassero almeno su questo punto in maniera diversa. Prendiamo atto; continua questo processo di omologazione infinito, ma soprattutto sono esterrefatto per l'epilogo della riunione dei Capigruppo, forse non ho capito niente e allora scuotetemi, può darsi che io dorma.
Uscendo dalla riunione dei Capigruppo, mi era sembrato di capire che l'emendamento da noi proposto venisse accettato. Poi scopro per dichiarazione improvvisa del Consigliere Martin che invece non è così.
Me le sto sognando queste cose o è vero? Perché dobbiamo anche decidere chi decide in questo Consiglio; abbiamo capito che decide spesso il Presidente della Giunta, se adesso decide al posto della maggioranza il Capogruppo della Fédération, che lo si sappia, così evitiamo di fare queste riunioni dei Capigruppo da dove si esce in uno stato di anarchia.
Sono esterrefatto. Se la mia ricostruzione storica è sbagliata, me la sono inventata o me la sono sognata, vi prego di dirmelo.
Avevo subordinato, e termino, il voto favorevole del nostro gruppo all'accoglimento di quest'emendamento; a questo punto annuncio con molto rammarico che la nostra posizione sarà di astensione sulla risoluzione.
Président La parole au Président du Gouvernement, Viérin Dino.
Viérin D. (UV) En déclarant le vote favorable sur la résolution qui a été présentée par les 4 Chefs de groupe, je voudrais faire quelques remarques quant aux volontés et aux positions légitimes au point de vue politique que nous pouvons tous exprimer au sein de cette Assemblée sans que pour cela toutes les fois quelqu'un nous exprime des jugements de bonne foi ou de mauvaise foi.
Si nous suivons cette logique, quelle est la bonne foi de ceux qui maintenant nous reprochent de vouloir prendre position avec clarté. J'exprimerai ensuite quelques considérations sur le dispositif de la résolution parce que la clarté c'est quelque chose de mieux quant aux sophismes. Quelle est disais-je la bonne volonté d'un groupe politique qui n'a même pas voté pour l'inscription à l'ordre du jour de cette résolution? Vous n'avez même pas voté l'inscription à l'ordre du jour! Alors, quelle est cette volonté de vouloir défendre l'autonomie et le pouvoir de cette Région en niant même à cette Assemblée la possibilité de discuter sur ce thème? Vous n'avez pas voté!
(interruzione dei Consiglieri Curtaz e Beneforti, fuori microfono)
… nous ne pouvons pas accepter que toutes les fois qu'il a des positions différentes, il y ait toujours quelqu'un qui nous fasse la morale. Il y a eu une volonté contraire à que cette Assemblée puisse s'exprimer sur le fond de la question, mais au départ il y avait une requête d'approfondissement parce qu'évidemment c'est un problème qui nécessite une lecture attentive.
Il y a au moins 36 articles, ce sont des dispositions d'ordre technique; par ailleurs ne disposant pas du texte il est difficile de s'exprimer.
Alors vous pouvez comprendre, que nous tenons simplement à exprimer un avis, à savoir nos doutes et perplexités quant aux finalités que l'on veut atteindre avec certaines propositions. Au-delà des déclarations qui ont été faites, notre Chef de groupe a exprimé clairement quelle était notre volonté. Non, il n'y a pas de confiance; les notaires veulent, au-delà de ce qui est inscrit, qui se limite tout simplement à reporter le contenu des propositions de loi présentées, qu'on modifie, qu'on mette des virgules. Il n'y a pas de confiance et de plus l'on dit des choses qui ne sont pas vraies, vu que l'élément important dans cette résolution c'est le dispositif, c'est l'engagement qui a été demandé à cette Assemblée et l'engagement est assez clair pour qu'on évite que quelqu'un l'interprète à sa guise.
Nous avons déjà suffisamment d'expériences à cet égard. Je veux rappeler simplement la résolution votée par Mme Squarzino sur l'examen de maturité, résolution qu'après elle a renversée comme on renverse une chaussette. C'est pour ces raisons que je préfère la clarté aux sophismes.
Président La parole au Conseiller Tibaldi.
Tibaldi (FI) Non condividiamo assolutamente l'impostazione di voto che ha dato il Presidente del Consiglio sul fatto che l'accettazione a maggioranza della risoluzione definita A, proposta dai Capigruppo di maggioranza, annulli completamente la discussione e l'approvazione della risoluzione B proposta da noi; non esiste norma di regolamento che preveda la soppressione automatica della risoluzione.
L'articolo 65 non contiene assolutamente una norma che annulla automaticamente una procedura che mi sembra legittima. Passerà a maggioranza la vostra risoluzione, non passerà ma ha diritto di essere discussa e votata la nostra. Dove è uguale? I presupposti sono completamente diversi, ci sono due presupposti che sono completamente diversi, l'impegnativa è la stessa.
Président Il Consigliere Tibaldi mi consenta un chiarimento di ordine tecnico. A fronte di un identico contenuto del dispositivo, la risoluzione che ha presentato il suo gruppo è in qualche modo emendativa perché modifica le premesse di quella che sarà testé votata dal Consiglio.
Quindi qualora venga adottata questa risoluzione, avvalendomi della facoltà dell'articolo 68, quindi della prerogativa di rifiutarsi di mettere in votazione una risoluzione che sia modificativa di una decisione adottata nella stessa adunanza da questo Consiglio regionale, la risoluzione non verrà posta in discussione e quindi non verrà votata, sarà considerata caducata da questa Presidenza.
Prego, Consigliere Tibaldi, l'ho interrotta solo per chiarire la posizione della Presidenza.
Tibaldi (FI) Presidente, se questa sarà la procedura, è l'ennesimo atto di imperio che viene perpetrato nei confronti dell'opposizione perché l'articolo 65, 2° comma, dice che per la discussione o la votazione delle risoluzioni si osservano, in quanto applicabili, le norme relative agli ordini del giorno, non agli emendamenti, come lei sta applicando, e quindi non l'articolo 68, ma l'articolo 64.
Chiedo che questo regolamento venga rispettato in quanto esiste; lo abbiamo sempre rispettato, mi chiedo perché oggi non dobbiamo rispettarlo e perché la nostra risoluzione non ha diritto di arrivare all'approvazione.
Oltre tutto invocando una norma che non esiste e che non è allacciabile all'articolo 65. Il Presidente dice che funziona come un emendamento, cosa che non è vera, perché dovrebbe essere applicato il 2° comma che dice: "Le norme applicabili sono quelle relative agli ordini del giorno".
Presidente, questo non è a nostro avviso un atteggiamento da colui che deve gestire in maniera ordinata e "super partes" i lavori di un'Assemblea. Chiediamo che abbia il diritto di essere bocciata la nostra risoluzione, tutto qui, non chiediamo di fare chissà che cosa. Come la vostra ha il diritto di essere esaminata, votata e approvata, la nostra ha il diritto di essere esaminata e bocciata perché non è identica. I presupposti e il regime pattizio, tant'è che abbiamo visto tutta la manfrina che ci ha fatto il Capogruppo dell'Union in sede di Conferenza, non poteva accettarli e sull'elezione diretta del Presidente della Giunta mi chiedo dove sia quest'identità fra i due documenti.
Questo, come diceva anche il Consigliere Curtaz, è l'ennesima - se viene portata avanti - violazione dei diritti dell'opposizione in questa sede.
Président Je vous rappelle que nous sommes toujours en déclaration d'intention sur la résolution A. La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.
Squarzino (PVA-cU) Per dichiarazione di voto rispetto alla risoluzione A, visto che il collega Curtaz non ha la possibilità di fare una seconda dichiarazione di voto... Può farlo? No, appunto. Quindi posso benissimo fare anch'io una dichiarazione di voto e ricordare due cose.
È vero che ci siamo astenuti rispetto all'iscrizione dell'ordine del giorno, abbiamo sbagliato e io dico che a tutti può capitare di sbagliare, d'altra parte i voti necessari per la discussione c'erano. Allora, Signor Presidente, non mi deve dire che abbiamo impedito la discussione perché la maggioranza ha i voti per fare quello che vuole.
Se è vero che quello che conta è la parte di impegno, su questa siamo pienamente d'accordo e lo abbiamo detto e ripetuto in tutti i modi; non solo siamo d'accordo sulla parte dell'impegno, ma anche su tutte le parti della premessa, eccetto la parte contestata.
Non è vero che si tratta di sofismi perché le parole hanno il loro significato. Se è vero, come dice il Presidente, che la cosa importante è la parte dell'impegno e che il resto non conta, allora se non è così importante, sarebbe secondario anche per gli altri cambiarla. Se non si cambia, vuol dire che è importante quanto è affermato. Ma proprio quest'affermazione non ci vede consenzienti.
Curtaz (fuori microfono) Per far vedere chi è il più forte, ma lo sapevamo già.
Squarzino (PVA-cU) Ma non c'è bisogno di questo. Ribadisco che siamo sconcertati di fronte a questo modo di procedere perché qui siamo d'accordo sul rivendicare le competenze di questa Regione, pertanto se non è così importante dire "introducendo eccetera" si poteva benissimo cambiare. Perché "introducendo" significa, dal punto di vista grammaticale, che si introduce quanto è affermato.
Quindi le parti introdotte in premessa sono parti che vengono approvate approvando la risoluzione. Ribadiamo pertanto il nostro voto di astensione.
Président La parole au Conseiller Frassy.
Frassy (FI) Per dichiarazione di voto telegrafica. Noi partiamo dalla conclusione del Presidente della Giunta sulla quale non possiamo non concordare, nel senso che ciò che conta è l'impegnativa.
Ciò che invece non capiamo è per quale motivo il dibattito da due ore a questa parte si sia impuntato sulle premesse. Non avevamo la pretesa di fare la morale a nessuno e non l'abbiamo fatta a nessuno, ce la siamo sentita fare prima dal Capogruppo dell'Union, dopo indirettamente dalle riflessioni fatte dal Presidente della Giunta.
Quello che vogliamo evidenziare, per uscire da ogni concetto di morale da fare all'Union o a quanti voteranno o non voteranno questa risoluzioni, sono considerazioni sulla posizione ormai predominante, probabilmente caratterizzante il prosieguo di legislatura, che l'Union forza di maggioranza relativa sta tenendo nei confronti di tutti gli argomenti istituzionali e delle riforme istituzionali: dalla "Commissione Nicco" al Regolamento elastico, che è la caratteristica che contraddistingue ultimamente la gestione dei lavori di questo Consiglio nei momenti non so se dire di tensione piuttosto che di stanchezza.
Ma la sensazione più disagevole, ed è politica, è che qui qualcuno non abbia ancora capito, ad oltre 50 anni dall'approvazione di quello Statuto, che l'autonomia nel 1999 non può più essere lasciata come esclusiva dell'Union Valdôtaine. Non ci stiamo. Noi riteniamo che l'autonomia sia ormai un valore trasversale a tutti quanti vivono, operano, lavorano e fanno politica in Valle d'Aosta.
Allora questa concezione per cui l'Union, probabilmente con un retaggio mutuato da quando i tempi effettivamente erano diversi, ogni volta che si parla di autonomia pensa e pretende di dover avere la verità depositata e, sulla base di questa verità depositata acquisire il suggello acritico di tutte le altre componenti politiche, è uno schema politico che non ci sentiamo assolutamente di seguire. Non solo, ma lo denunceremo e lo denunceremo in maniera forte, perché quello che sta accadendo qui ossia che si dica che ciò che conta è l'impegnativa e ciò che divide invece sono le premesse, non sta né in cielo né in terra e non sta nemmeno in piedi in un'aula consiliare.
Quello che ci dispiace è che da questa vicenda escano indebolite sicuramente le prese di posizione che questo Consiglio voleva portare all'attenzione del Parlamento nazionale, ma quello che ci dispiace ulteriormente è che la credibilità del meccanismo di riforme e della Commissione speciale sia forse totalmente compromesso nonostante l'appello disperato e non so se interessato fatto dal Consigliere Marguerettaz all'inizio di questa discussione sulla risoluzione.
Ciò detto, confermiamo l'astensione per i motivi che abbiamo illustrato prima, durante ed ora.
Président Je soumets au vote la résolution A dans le texte original:
Conseillers présents: 31
Votants: 26
Pour: 26
Abstentions: 5 (Frassy, Tibaldi, Squarzino Secondina, Beneforti et Curtaz)
Le Conseil approuve.
