Oggetto del Consiglio n. 388 del 27 gennaio 1999 - Resoconto
SÉANCE DU 27 JANVIER 1999 (APRÈS-MIDI)
OGGETTO N. 388/XI Indizione di una Conferenza regionale per verificare lo stato della sanità in Valle d'Aosta. (Reiezione di mozione)
Mozione Constatato che i numerosi punti di crisi presenti nel Servizio sanitario regionale stanno determinando un sempre più diffuso malcontento da parte dei cittadini e una condizione di incertezza anche fra gli operatori sanitari;
Vista la necessità di una attenta ed approfondita valutazione della situazione esistente e dei risultati della riforma sanitaria della nostra Regione;
Vista altresì la necessità di coinvolgere, in una generale valutazione e in un obiettivo confronto, le rappresentanze degli Enti Locali, degli operatori sanitari e le componenti politiche, economiche e sociali, cui sta a cuore un ambito importante come quello della salute;
Ritenendo che la Giunta e il Consiglio Regionale non possano ignorare una simile necessità, che ha l'obiettivo di porre al centro del servizio sanitario la persona;
Ritenendo altresì che non si possa subordinare l'assistenza a pure logiche contabili, e che occorre realizzare anche il traguardo, che la stessa riforma fin dall'inizio proponeva, e intervenire con urgenti provvedimenti al fine di assicurare prestazioni e servizi, secondo le esigenze della intera comunità valdostana.
Il Consiglio regionale
Impegna e dà mandato alla Giunta Regionale di indire entro 90 giorni un'apposita Conferenza regionale per verificare lo stato della Sanità in Valle d'Aosta.
F.to: Beneforti - Squarzino Secondina - Curtaz
Président La parole au Conseiller Beneforti pour l'illustration de la motion.
Beneforti (PVA-cU) Il dibattito avvenuto in questi mesi di attività del Consiglio regionale sulla sanità ha messo in evidenza i punti di crisi esistenti nel settore, il malcontento che esiste fra gli utenti nonché l'incertezza che sussiste negli operatori della sanità.
Di fronte a questo quadro crediamo debba essere fatta una riflessione, ma ancor più crediamo che ci sia bisogno di fare un confronto approfondito sulla situazione sanitaria in Valle. Non basta affermare, come in certe occasioni fa l'Assessore, che la nostra situazione è migliore rispetto a quella di altre regioni. Riteniamo che questo non sia sufficiente per far accettare i nostri problemi e i punti di crisi che abbiamo.
Non abbiamo mai detto né lo diciamo oggi che la nostra politica sanitaria sia tutta da buttare; questo non si può dire perché sarebbe ingiusto e ingeneroso nei confronti di quanti ce la mettono tutta per rendere sempre più efficienti i servizi nei confronti dei cittadini e degli utenti.
E agli operatori della sanità, medici e non medici, oggi va il nostro riconoscimento per il lavoro che quotidianamente svolgono per alleviare le sofferenze degli ammalati, pertanto non siamo qui a delegittimare quanto è stato fatto nel passato e si sta facendo nel presente.
Però io e anche i miei colleghi andiamo fra la gente, parliamo con gli operatori della sanità, con coloro che sono in prima fila, con i cittadini a cui si allungano sempre più i tempi di attesa per visite ed interventi. Per questo siamo aggiornati delle difficoltà che incontrano gli ammalati e coloro che hanno bisogno di cure.
Conosciamo le difficoltà di chi non ha possibilità economiche per curarsi fuori Valle, conosciamo le difficoltà di coloro a cui l'ente pubblico dovrebbe garantire l'assistenza e i servizi sanitari di cui hanno bisogno e un posto letto quando ne hanno necessità.
Noi, che abbiamo sottoscritto questa mozione, riteniamo che il confronto su un problema importante come quello della sanità non possa neanche rimanere chiuso in questa sala, non possa rimanere fra gli addetti ai lavori, non possa essere portato all'esterno solo nei modi in cui avviene oggi.
Riteniamo che occorra cambiare modo di porsi e anche di confrontarsi.
Se facessimo l'opposizione per l'opposizione, l'attuale sistema di confronto potrebbe anche andare bene, ma non siamo per il "tanto peggio, tanto meglio", non siamo qui per fare del male alla nostra gente come qualcuno tenta di far credere e tanto meno siamo qui a fare i bastian contrari.
Siamo qui per svolgere il ruolo che compete all'opposizione in un sistema democratico. Riteniamo pertanto che il confronto sulla sanità debba allargarsi a quanti vi sono interessati, innanzitutto agli amministratori degli enti locali, agli operatori della sanità medici e non medici, alle forze sociali politiche ed economiche e la Conferenza che proponiamo ha proprio questo scopo. Ha lo scopo di effettuare un'approfondita valutazione della situazione esistente per individuare i necessari correttivi, per eliminare sia il malcontento esistente da parte dei cittadini, sia la condizione di incertezza che esiste fra gli operatori sanitari.
Con ciò, come dicevo all'inizio, non si vuole stravolgere tutto quanto è stato fatto ma, alla luce di ciò che scaturirà nel corso del dibattito, indicare quei provvedimenti che assicurino per quanto possibile il superamento dei punti di crisi esistenti e quindi l'erogazione di servizi e di prestazioni di migliore qualità.
Crediamo che questa Giunta e questo Consiglio non possano ignorare questa necessità perché noi dobbiamo anche smettere come facciamo talvolta di delegittimarsi a vicenda. Dobbiamo fare di tutto per porre al centro del servizio sanitario la persona e quindi l'uomo senza subordinare l'assistenza a pure logiche contabili.
Dobbiamo fare di tutto per realizzare il traguardo che la riforma sanitaria fin dall'inizio proponeva. Se non cogliamo quest'aspetto e continuiamo a delegittimarci a vicenda, continueremo ad avere la situazione che oggi abbiamo e chi ne risentirà saranno coloro che hanno bisogno dei servizi sanitari. Dobbiamo confrontarci per colmare i ritardi che oggi accusiamo nel potenziare i nostri servizi, dobbiamo coinvolgere nelle decisioni da prendere tutti coloro a cui sta a cuore un comparto importante come quello sanitario.
Dobbiamo ottenere la partecipazione di tutti alla gestione della salute in modo che tutti si sentano responsabili e capaci di autocontrollarsi e di controllare affinché anche gli abusi, gli sprechi, gli illeciti siano sempre meno frequenti. Infine, dobbiamo confrontarci per eliminare le "lobbies" che si formano all'interno e all'esterno dell'Ospedale regionale che si sentono forti perché protette da ambienti sindacali e politici.
Quelle "lobbies" che si vantano di condizionare enti e istituzioni e i colleghi che non la pensano nello stesso modo perché questo sta accadendo, ma se riusciamo ad aprire un confronto generalizzato, riusciamo anche a sconfiggere certe situazioni che si sono create all'interno della nostra situazione sanitaria. Occorre comprendere che le riforme si devono fare, ma che si realizzano nella misura in cui non vengono calate dall'alto sulla testa della gente, di coloro che devono metterle in pratica.
È questo il tempo della partecipazione, è il tempo di comprendere che nessuno di noi è depositario della verità, è il tempo di comprendere che i tempi sono cambiati, come negli ospedali sono passati di moda i baroni e le baronie mediche, anche per noi amministratori è tempo di elevarsi qualitativamente nell'affrontare certi problemi che oggi abbiamo di fronte. È tempo di approfondire i problemi ma a tutti i livelli e non solo a certi livelli. È tempo di comprendere che non basta alzare la mano in quest'aula per dare soluzione alle istanze della gente.
È tempo di comprendere che non basta mettere un amico alla guida di certe unità operative, enti o istituzioni per risolvere i problemi sul tappeto, se quello non è l'uomo giusto al posto giusto. Continuando a fare così si rischia, come sta avvenendo, di essere giudicati in negativo, di favorire anche il disimpegno politico e civile.
Sabato scorso ho letto su "La Stampa" la lettera di risposta del nostro Assessore sulla situazione del reparto di oncologia dell'Ospedale regionale. Non la condivido quella risposta, non tanto perché cerca di scaricare le responsabilità, ma perché non tiene conto di chi sono i ricoverati nel reparto di oncologia; Assessore, sono malati terminali.
Lei chiude la sua lettera affermando: "Ognuno di noi in quanto cittadino deve sì rivendicare i propri diritti, ma nello stesso tempo rispettare l'impegno degli altri". Certo, il rispetto deve essere reciproco, ma pensiamo di aver fatto tutto il possibile perché i diritti dei ricoverati in oncologia fossero rispettati? Questa è la domanda che ci dobbiamo porre. Non pensa anche lei, Assessore, che prima di chiedere il rispetto per noi stessi occorra rispettare gli altri? Perché questa deve essere la regola, specialmente in certe situazioni che abbiamo di fronte.
La Conferenza che proponiamo non sarà certamente la panacea di tutti i mali come non deve essere un processo a carico di chicchessia e tanto meno essere l'occasione per fare il muro del pianto o lo sfogatoio di tutti i risentimenti o rancori. Non è questo il tipo di Conferenza a cui pensiamo. La Conferenza deve essere l'occasione per un confronto serio e concreto, per verificare il nostro stato assistenziale ed individuare le risposte che occorre dare.
Abbiamo del resto previsto nel bilancio mi pare 250 miliardi per le spese sanitarie, sono soldi della collettività e quindi credo sia nostro dovere rendere conto di come vengono spesi o potrebbero essere spesi. Vogliamo una volta tanto discuterne insieme a tutti coloro che sono interessati, con gli addetti ai lavori, con i nostri cittadini e i loro rappresentanti? Vogliamo verificare assieme se l'accordo di programma previsto per il 1998 ha dato gli esiti previsti? Se tutti gli obiettivi sono stati realizzati e quali sono ora gli obiettivi che dobbiamo perseguire?
Nessuno di noi credo possa ignorare la situazione in cui siamo venuti a trovarci, lo abbiamo detto in tutte le discussioni, mancano posti letto, sono anni che i primari denunciano la situazione esistente nelle loro unità operative; mancano medici in Oncologia, in Pediatria, in Rianimazione e in Anestesia. L'Assessore ha dato le sue giustificazioni del perché mancano; purtuttavia mancano. Mancano dei primari, ci sono unità operative scoperte, il 118 oggi è utilizzato per il soccorso, ma ancora di più per trasportare tutti i giorni i pazienti per gli accertamenti sanitari e andate a vedere al 118 quanti nostri barellieri partono ogni giorno per portare gli ammalati in altri centri.
Parlate con questo personale dipendente dall'USL che deve portare fuori per gli accertamenti sanitari i pazienti perché da noi mancano certe attrezzature che sono indispensabili e che un ospedale regionale capoluogo di Regione dovrebbe avere. Manca la risonanza magnetica: oggi gli ammalati che devono fare la risonanza magnetica devono lasciare la Valle e quasi tutti i giorni ci sono autisti che partono, molte volte mancano le autoambulanze addirittura per fare il soccorso perché sono tutte fuori. Questo è quello che dicono almeno gli addetti ai lavori del nostro soccorso.
Si è parlato oggi del Centro di riabilitazione per i malati di mente, dei ritardi che ci sono; è mancata anche la volontà di realizzare un ospedale nuovo. In questi giorni abbiamo appreso dai giornali degli ulteriori ritardi con cui si realizza la ristrutturazione del vecchio Ospedale, c'è un ulteriore ritardo…
(interruzione dell'Assessore Vicquéry, fuori microfono)
… l'ho letto sul giornale, allora vuol dire che la stampa si è inventata l'articolo? Rileggiamolo insieme. Mancano i fondi, sembra che manchino miliardi. Può essere comprensibile, certo tutti possono sbagliare nel fare i conti come nel fare i progetti tecnici, ma a parte quest'aspetto, dal 1991 ad oggi sono passati dieci anni e in questo periodo di tempo non solo non si è realizzato il nuovo ospedale e sarebbe stato possibile, ma nemmeno è stata ultimata la ristrutturazione di quella parte del vecchio che era la più urgente.
Con l'ospedale nuovo avremmo potuto risolvere certamente tanti di quei problemi che oggi sono sul tappeto. Avremmo potuto realizzare anche una struttura certamente al passo con i tempi.
Si poteva e si può dare all'ospedale un'organizzazione più razionale per quanto riguarda il personale medico e non medico oltre che intervenire sulla stessa distribuzione dei posti letto per eliminare le carenze che sussistono in diverse unità operative agli effetti funzionali, per il sovraffollamento, per la mancanza di servizi. Con una nuova struttura si possono inserire le unità operative mancanti e realizzabili anche in un ospedale come il nostro. Si potevano unificare i tre presidi ospedalieri esistenti per evitare lo spreco di energia e di spese che la divisione comporta. Si potevano creare le condizioni per i collegamenti con le università italiane ed estere e quindi realizzare un ospedale degno di un capoluogo di Regione, al centro dell'Europa, come ci troviamo noi.
Nei confronti del nuovo ospedale, nonostante la raccolta di 8.000 firme, hanno prevalso interessi di tutt'altro genere, ma non voglio stare qui ad aprire una polemica.
Voglio concludere dicendo questo. Ho voluto citare tutti questi aspetti per dimostrare l'importanza che riveste su certi argomenti il confronto perché sono convinto che solo con un confronto serio, concreto, sullo stato della nostra sanità è possibile diagnosticare le carenze, le accuse di malasanità, gli sprechi, gli abusi oggi esistenti e dare alla collettività valdostana un servizio sanitario pubblico più efficiente e più ordinato.
È vero che ci possono essere delle sinergie con il privato, nessuno le nasconde, ma innanzitutto il pubblico si deve mettere nelle condizioni di dare lui il servizio e solo quando non è possibile si possono trovare le sinergie anche con il privato, ma innanzitutto deve essere il pubblico che eroga questo servizio senza delegare al privato i compiti che spettano all'ente pubblico.
Dobbiamo confrontarci per cercare di dare alla collettività valdostana un servizio più efficiente e più ordinato. Abbiamo previsto 90 giorni di tempo per realizzare questa Conferenza, ma non sono importanti alcuni giorni in più o in meno; quello che è importante è organizzarla bene e in tempo utile.
Rinviarla nel tempo o non farla per niente comporta che in questo Consiglio torneremo a parlare di problemi sanitari in ogni seduta perché i problemi nasceranno sempre, fino a quando non si fa il punto della situazione continueremo a delegittimarci a vicenda e continueremo a stare qui per delle ore a discutere sui problemi, mentre con un confronto generale, una volta stabilita la linea che si intende seguire, si potrebbero acuire quelle polemiche che ci sono e portare avanti nell'interesse dei cittadini quella riforma che la riforma sanitaria nazionale prevedeva.
Mi auguro che si comprendano i motivi che ci hanno portato a fare la proposta della Conferenza: servirà a fare il punto della situazione a livello regionale tutti insieme, gli amministratori pubblici, gli operatori della sanità e i cittadini che intendono parteciparvi, senza fare processi a nessuno, senza fare il muro del pianto, senza farne uno sfogatoio. Deve essere l'occasione per dirsi come intendiamo camminare per quanto riguarda la politica sanitaria nella nostra Regione.
Président La parole au Conseiller Fiou.
Fiou (GV-DS-PSE) Per un momento ho pensato che la Conferenza regionale fosse già iniziata…
(ilarità dell'Assemblea)
Beneforti (fuori microfono) Vai all'ospedale quando non trovi servizio e poi te ne accorgi!
Fiou (GV-DS-PSE) Il numero particolarmente elevato di iniziative, interpellanze, mozioni che hanno caratterizzato e che caratterizzano i lavori di questo Consiglio riguardo due settori, scuola e sanità, penso possa essere visto come l'eco di disagi, domande, sensibilità che sono presenti in maniera abbastanza forte nella nostra comunità. Questo vuol dire che in questi settori, anche in presenza di relative situazioni generali che si pongono a livelli confortanti se paragonate ad altre realtà nazionali, la gente soffre ancora carenze e disagi che non possono essere esorcizzati con le statistiche. Ecco però che il brontolio continuo, qualche volta il clamore che sovente caratterizza il dibattito su questi temi, rischia di far diventare improduttive anche le azioni costruttivamente critiche, perché quando si attacca tutto e tutti si riduce di fatto la portata della critica ad un rumore di fondo povero di stimoli capaci di mettere in moto priorità definite.
Queste riflessioni mi rendono diffidente nei confronti di posizioni schematiche del tipo "tutto va male" oppure al contrario "non è vero che va male, siamo i migliori" e mi fanno guardare anche con poca fiducia ad una proposta di Conferenza regionale che rischierebbe in questo momento la babele delle opinioni sulla nostra sanità senza portarci a conclusioni sostanziali.
Questa Conferenza anzi rischierebbe di portarci ad una sottovalutazione di conclusioni operative che sono già derivate da analisi approfondite e contenute nelle linee di riforma nazionali, nel piano sanitario regionale, nel programma di maggioranza. Sottovalutare le scelte contenute in questi atti vuol dire continuare a dibattere dei mali senza mettere in atto le iniziative per curarli.
È vero che qualcuno può legittimamente non condividere gli orientamenti lì contenuti, ma è altrettanto vero che democrazia vuole che una maggioranza si assuma le proprie responsabilità nella realizzazione di programmi su cui ha ricevuto il mandato della comunità.
Un impegno serio sta invece nella verifica dello stato di attuazione dei programmi. Ora se fra le linee portanti degli atti che ho citato ci sono la deospedalizzazione con relativo decentramento dei servizi sul territorio, la modernizzazione della gestione in senso aziendale dell'ASL, è su questi temi che si misura la credibilità del lavoro di maggioranza.
Nel merito, ho appreso con soddisfazione della decisione di realizzare una RSA ad Antey, direi che finalmente si avvia la fase del decentramento dei servizi sanitari; spero che questo non rimanga un fatto isolato, ma che in tempi brevi si concretizzino molte altre strutture territoriali.
Un esempio per tutti, la RSA ad Aosta, per la quale ricordo da anni l'Amministrazione comunale tiene vincolata un'apposita area.
La realizzazione di un sostanziale decentramento, oltre a migliorare l'accessibilità e la qualità dei servizi, permetterà un allentamento della pressione sull'Ospedale e renderà credibile anche la scelta di rinunciare per ora alla questione dell'ospedale nuovo.
Mi rimangono invece alcune titubanze su come sta andando avanti la modernizzazione dei meccanismi di gestione dell'ASL, però va detto che è passato troppo poco tempo dal momento che l'Assessore ha deciso l'allontanamento del Direttore generale per vedere cambiamenti significativi nei settori che l'Assessore stesso valutava carenti e che hanno motivato, al di là delle formule di circostanza, l'allontanamento stesso.
La provvisorietà dell'attuale situazione di direzione sicuramente non aiuta lo sviluppo positivo dell'aziendalizzazione dell'USL, anzi credo che la situazione attuale si presenti più debole della precedente. In tal senso ci aspettiamo anche in questo campo iniziative a breve scadenza per il superamento di tale precarietà.
Ho voluto citare questi pochi esempi per invitare tutti ad individuare delle priorità di intervento in ogni settore e su questi puntare anche le nostre critiche, altrimenti rischiamo di fare delle divagazioni anche un po' reclamistiche sui vari problemi senza però arrivare a delle conclusioni concrete.
Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.
Squarzino (PVA-cU) Avevo preparato un intervento, ma pensavo di non farlo dopo l'intervento del collega Beneforti, articolato, complesso e ricco di spunti. Le osservazioni del collega Fiou mi spingono invece a fare alcune puntualizzazioni.
È vero, il collega Beneforti lo ha detto, ma io lo ribadisco: noi siamo consapevoli per primi che proprio i problemi urgenti e quotidiani che la sanità pone "costringono" sia il politico che ha la responsabilità di governo, sia l'opposizione ad intervenire sui singoli problemi che via via si presentano nella vita quotidiana; ed è proprio questo uno dei limiti nostri: dell'opposizione che si sofferma su singoli aspetti; dell'Assessore che è chiamato a dare una risposta ai problemi urgenti che ogni giorno pone la situazione.
Questo necessariamente costringe ciascuno ad osservare un aspetto e ad avere una visione un po' settoriale del problema, perché è concentrato su un solo aspetto e dimentica il resto.
È vero anche quello che dice il collega Fiou che occorre individuare delle priorità e che occorre procedere piuttosto ad una verifica dei programmi che sono stati posti, ma è proprio questo l'obiettivo della nostra mozione.
Ormai c'è questa riforma sanitaria che è avviata; abbiamo un piano socio-sanitario che è arrivato a più della metà del percorso perché il piano socio-sanitario copre il triennio 1997-2000 e siamo già nel 1999, abbiamo tutta l'aziendalizzazione dell'USL che è stata avviata a livello nazionale, ma anche a livello regionale; abbiamo un piano socio-sanitario con tutta una serie di indicazioni; abbiamo il problema della struttura ospedaliera: la ristrutturazione - e lo ribadiamo - è a nostro avviso una scelta perdente, però anche sul modo con cui si gestisce in questo momento la ristrutturazione forse sarebbe possibile trovare soluzioni diverse e più razionali di quelle finora proposte.
C'è tutto il campo della prevenzione, c'è il campo della spesa sanitaria che sta aumentando, ma senza che aumenti in modo equivalente anche la qualità della sanità. Non sto qui ad elencare i vari aspetti, altrimenti ricado nello stesso errore che rimproveravo agli altri.
Però lo stesso Fiou, nel momento in cui vuole presentare il problema, anche lui si è soffermato su uno o due aspetti che ritiene importanti, giustamente; ma è normale che in un intervento di una decina di minuti, un'ora al massimo, non si possa affrontare l'insieme dei problemi.
Quello che in fondo la mozione propone è proprio questo: perché non pensare ad uno spazio in cui si possano confrontare insieme i vari soggetti della sanità? Questi sono stati interpellati - non lo metto in dubbio - e sono continuamente interpellati dall'Assessore ma in modo settoriale, nel senso che, a fronte di un problema che riguarda i primari, l'Assessore giustamente si incontra con i primari; se c'è un problema che riguarda i tossicodipendenti, l'Assessore giustamente si incontra con chi agisce in questo settore; se c'è il problema delle microcomunità per gli anziani, l'Assessore giustamente si incontra con chi si occupa di questo settore e così via. Ma a cosa porta tutto questo? A singole visioni settoriali anche per elaborare lo stesso piano socio-sanitario, l'Assessore si è incontrato con tutte le varie categorie e con i vari soggetti, ma non c'è stato un momento di confronto fra le diverse parti, un momento in cui tutti i soggetti interessati hanno potuto dire a tutti gli altri soggetti qual è il loro modo di vedere la sanità, le loro priorità, la loro situazione.
Questa Conferenza, o questo forum - chiamiamolo come vogliamo - non ha la finalità di costituire un atto di accusa per tutto quello che non va bene. Non è questo lo scopo di questa Conferenza.
Lo scopo, a nostro avviso, lo ribadisco, è quello di avere una visione generale anche perché il piano socio-sanitario scade nel 2000, quindi sarebbe anche utile cominciare per tempo ad individuare le priorità e le priorità possono essere decise certamente dalle forze che hanno la maggioranza, che hanno vinto le elezioni e che hanno anche la responsabilità, ma non soltanto da loro.
Questa Conferenza potrebbe presentare una serie di punti di vista diversi per cui anche le stesse forze di maggioranza sono messe in grado di leggere in modo diverso le priorità oppure hanno elementi per ripensare le priorità per il prossimo piano triennale. Il Forum quindi non è in contrasto con quelle che sono le esigenze che adesso il collega Fiou esprimeva, non è questa la funzione perché non è che sia così divertente anche da parte nostra essere sempre qui a pungolare, a sottolineare un aspetto piuttosto che un altro. Il fatto è che, se non ci sono questi momenti di un confronto serio, chiaro, preparato fra tutti i vari soggetti, si finisce necessariamente per affrontare in modo settoriale i vari problemi.
Questo è il senso della nostra mozione. È chiaro che se l'esigenza di avere uno spazio per fare un confronto più allargato non viene portata avanti, allora mi viene voglia di concludere con una battuta: se non si vuole ascoltare la voce degli utenti, siamo obbligati noi per così dire a diventare in ogni Consiglio voce di questi utenti a cui non si vuole dare voce in un organismo finalizzato a questo scopo.
È solo questo il senso della mozione. Lo so che l'ora è tarda e che tutto a quest'ora diventa un po' banale, ma ripeto che il nostro intento è questo, se questo non è capito, pazienza.
Noi siamo anche disposti a rivedere alcuni aspetti, ad esempio se i tempi sono troppo brevi li allunghiamo; vediamo di riformulare le premesse; possiamo anche decidere che in questo forum non si parli dell'Ospedale (non è questo l'unico argomento che mi interessa della sanità); possiamo anche decidere di fare il forum per discutere dei problemi della sanità, lasciando da parte l'Ospedale, per parlare solo della salute ed è possibile parlare della salute in Valle d'Aosta senza affrontare quest'argomento. Allora si prenda l'impegno, io per prima, di togliere quest'aspetto dal problema della sanità in Valle d'Aosta, di affrontare tutti gli altri aspetti e, ripeto, noi siamo disposti. Non ci interessa creare un momento pubblico di confronto in cui svolgere il ruolo di protagonisti.
Ci interessa che ci siano momenti in cui i problemi della salute vengono affrontati non con il singolo soggetto, non con la singola categoria in un dialogo a tu per tu, ma insieme in modo che ogni soggetto e ogni categoria possa ascoltare le ragioni degli altri e possa esporre le proprie.
Président Je ferme la discussion générale. La parole à l'Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Vicquéry.
Vicquéry (UV) Anch'io mi trovo in difficoltà ad intervenire in questo dibattito perché il "pot-pourri" che ha messo in piedi il Consigliere Beneforti è di una tale ampiezza che non permette di seguirlo in una logica, probabilmente perché una logica non c'è.
Sinceramente in alcune parti del suo intervento questa sua visione ecumenica, tipica della Sinistra sociale che aveva però ben altra "envergure", si scontra e mal si concilia con un atteggiamento tipicamente populista e di demagogia in senso stretto che il Consigliere Beneforti adotta in questa sede e fuori di qui.
Se fosse vero quanto ha affermato, non avrei e non ho nessun problema a confrontarmi con chicchessia in materia di sanità perché ritengo di avere nozioni sufficienti per poter dire le mie opinioni, giuste o non giuste che siano, ma ad una condizione: che ci sia un rapporto di correttezza.
Cosa che non è, perché sentirsi tacciare di "lobby" in questa sala da parte di coloro che hanno programmato la tattica che viene attuata in quest'ultimo mese, l'hanno programmata a tavolino e posso dire la sede, il giorno, l'ora e i componenti della riunione che hanno dato mandato al Consigliere Beneforti di attaccare fortemente sulla sanità per poter dimostrare che dal 1° gennaio 1999 con il commissariamento dell'USL il sistema cascava…
(vivace contestazione da parte del Consigliere Beneforti, fuori microfono)
… Consigliere Beneforti, ci rendiamo conto che ha bisogno di visibilità, ma lei non si azzardi dal dare del lobbista al sottoscritto…
Beneforti (fuori microfono) … ma chi le ha dato del lobbista!
Vicquéry (UV) … perché lei non può farlo! Lo sapevamo benissimo, Consigliere Beneforti, che lei avrebbe adottato quest'atteggiamento. Probabilmente ha sbagliato i tempi perché ha anticipato. Le verifiche devono essere fatte à un moment donné; io accetto tutte le verifiche, però mi pare strano che si debbano fare le verifiche sulla sanità in Valle d'Aosta a 8 mesi dal decollo della legislatura. Comunque le facciamo, nessun problema, ma allarghiamo il campo a tutti i settori, che sia chiaro perché c'è un limite a tutti.
Poi vorrei che mi spiegaste, cari Consiglieri dell'opposizione, a cui nessuno vieta di fare opposizione, cosa ci stiamo dicendo qui: la vogliamo o non la vogliamo la centralità del Consiglio? Abbiamo perso ore e ore e ore a discutere di quest'argomento, è all'attenzione delle forze politiche la revisione del Regolamento per dare a questo Consiglio un ruolo più pregnante rispetto a quello della risposta alle semplici interpellanze.
È questo l'argomento che mi pare debba essere portato all'attenzione. Il consigliere regionale non è forse il rappresentante del popolo? È il rappresentante del popolo e deve portare le istanze del popolo in questa sede senza per questo escludere i dibattiti esterni, cioè forum, congressi, convenzioni, conventions e quant'altro, ma questa è la sede per discutere gli argomenti.
Qualcuno dice che nella revisione del Regolamento dovrebbero essere previsti Consigli tematici, ben vengano i Consigli tematici, discutiamo di questo, ma non discutiamo di tutto del nulla e del contrario perché non si può discutere del tutto e del nulla.
Avanzate proposte concrete, discutiamone, l'ho già detto: argomenti, temi, non populismo e ascoltiamo tutti perché questo è il metodo di lavoro, questa è la proposta che faccio.
Tutto il resto va benissimo, definiamo in questa sede quali sono le priorità di intervento. Ricordo che se abbiamo un piano socio-sanitario regionale, è perché qualcuno lo ha predisposto, lo ha ideato e lo ha fatto votare mentre qualcun altro durante il suo mandato di Assessore regionale alla sanità non ha pensato ad una pur minima programmazione perché viveva giorno dopo giorno, ma non voglio entrare in questo tema perché è troppo semplice; gli unici due piani socio-sanitari regionali sono stati presentati da due Assessori dell'Union Valdôtaine, gli unici due piani socio-sanitari dal 1980 ad oggi, la riforma del 1978...
(interruzione di un consigliere, fuori microfono)
… giusti o sbagliati, da tracciare, ma presentati da due Assessori dell'Union Valdôtaine.
Allora capisco che ormai la sanità che anni fa era considerata la Cenerentola fa da prurito a molti, ma sentirmi parlare di interessi, Consigliere Beneforti, ha sbagliato di nuovo espressione, mi permetta di dirlo perché, nel momento in cui adotta questa tattica, non si capisce bene se vuole difendere il sistema sanitario pubblico oppure se vuole aprire le porte a coloro che vogliono entrare in Valle d'Aosta nel sistema sanitario privato.
Non credo che sia così perché il suo passato storico e la tradizione della Sinistra sociale non andrebbero in questa direzione, ma non capisco più se lei ha una linea politica perché ci sono molti che vogliono entrare in Valle d'Aosta e per poter entrare in Valle d'Aosta ovviamente se il valore aggiunto della sanità pubblica crolla ai minimi termini, evidentemente il valore aggiunto della sanità privata può avere un'altra valenza.
Pongo l'interrogativo perché sarebbe un argomento interessante così come sarebbe interessante aprire qualche pagina su coloro che erano fautori, alcuni, pochissimi, dell'Ospedale nuovo perché avevano già avuto contatti con progettisti e programmatori che provenivano da tutta Italia. Sarebbe interessante aprire questo capitolo, io ci sto perché io posso presentarmi a chiunque e ovunque senza tema di essere tacciato di interessi.
Gli interessi che abbiamo perseguito sono quelli dei Valdostani perché, quando mi si dice che il personale del 118 porta le ambulanze fuori, che fa i viaggi inutili, Consigliere Beneforti, ma lei sa cosa sta dicendo? Lei sa che il gruppo dell'Ulivo ha votato contro il progetto della radioterapia in questa sala? Lo sa? Questo a difesa di chi: del cittadino? Di quale cittadino? Perché c'è un limite alla sopportazione, anche a chi ascolta, difatti chiudo così perché avrei tantissime cose da dire.
Io posso aprire i libri, i capitoli interi per cui lo chiudo quest'argomento perché sono indignato dall'atteggiamento e ovviamente voteremo contro questa mozione.
Président La parole au Conseiller Beneforti pour déclaration d'intention.
Beneforti (PVA-cU) Me l'aspettavo questa risposta dell'Assessore, però devo dire, caro Assessore, che lei mi ha messo in bocca affermazioni che io, poi chiederò al Presidente la registrazione di quello che ho detto, lei mi ha messo in bocca parole che io non ho rivolto alla sua persona.
Quando ho parlato di lobby, ho precisato all'interno dell'Ospedale regionale e lo confermo e come ho detto l'altra volta che lei ha preso del mafioso perché pensava che lo dicessi a lei, io non mi riferivo alla stessa cosa…
Presidente … per gentilezza non riapriamo questi capitoli, caro collega…
Beneforti (PVA-cU) … non riapro niente, non m'interessa riaprire certe cose, ma quando mi sento dire dall'Assessore che preso magari dal nervosismo perché abbiamo denunciato certe cose nel discorso per giustificare una conferenza e forse ha capito male preso dalla situazione e non pensava forse che si arrivasse a fare un discorso come si è fatto.
Caro Assessore, per quanto riguarda la politica sanitaria in Valle, oggi è inutile che non si venga a dire: ci sono i punti di crisi, c'è il malcontento, c'è l'incertezza degli operatori della sanità, sì o no? Queste cose ci sono, come le eliminiamo? Venendo qui tutti i Consigli regionali a portare il problemino e a sentirci dare poi la rispostina? Oppure si risponde con il comunicato stampa sui giornali o con la lettera al giornale? O c'è un momento in cui ci si incontra con gli operatori della sanità e quelli degli enti locali e noi amministratori per fare il punto della situazione su questi problemi? Questo è il significato della Conferenza.
Glielo ho ripetuto tre volte, se risente la registrazione, che non volevamo fare il muro del pianto, che non volevamo fare lo sfogatoio, che non volevamo venire qui a fare il processo a nessuno.
Volevamo vedere i problemi e sentire il parere del sindaco, del medico, dell'infermiera e di altre persone che sono interessate ai problemi della sanità. E lei stravolge tutto e mi accusa di fare della demagogia e del populismo. Quale demagogia e populismo è dire: troviamoci, incontriamoci e parliamone! Questo è il significato della Conferenza e non è quello di fare apparire e ricordare, io non ho fatto, tu non hai fatto quando eri Assessore.
È vero, tante cose non le ho fatte; perché lei le ha fatte tutte, fra poco sono 10 anni che sta lì? Le ha fatte tutte? Io credo di no. Nessuno ha fatto tutto di tutto. E lo dovevo fare io? E perché vengo qui e denuncio certe cose, mi si accusa di quello che non ho fatto? Io non le ho detto che lei non lo ha fatto; io le ho detto: troviamoci e parliamo dei problemi perché le riforme calate dall'alto sulla testa della gente fanno la fine della riforma sanitaria della 833, quante volte è stata riformata questa riforma? È come quella della scuola: se vuol decollare la riforma della scuola, non può essere fatta sulla testa della gente.
La mia provenienza sociale, come dice lei, mi ha insegnato di tener conto sempre di coloro ai quali la riforma si dirige. Questo mi hanno insegnato e anche di non fare le cose sulla pelle degli altri. Non l'ho tacciata di interessi e chiedo al Presidente di darci per iscritto quello che ho detto perché bisogna anche rileggersele queste cose.
E non si lasci prendere dal nervoso nei miei confronti perché tutte le volte sono qui a dirle queste cose; se le dico, è perché qualcuno me le dice e poi mi ha detto che abbiamo stabilito a tavolino in un posto: lei mi deve dire quando, come e con chi, altrimenti è un disonesto sul serio.
Lei mi deve dire con chi mi sono incontrato, quando e come, se è una persona onesta. Io ho parlato di lobby all'interno dell'ospedale; io con lei mi ci confronto, sempre, tutte le volte, e vengo qui e porto i problemi e ci si confronta perché questo è il mio metodo e dico anche la verità e dico anche quello che penso, dico tutto quello che so perché non ho scheletri nell'armadio, come non ce li ha lei, non ce li ho neanch'io.
Però quando mi accusa di dire che questa Conferenza è stata discussa a tavolino, se è una persona giusta, come lei dice di essere, sincera e onesta, lei deve dire: "Beneforti, il tal giorno ti sei incontrato A, B, C e hai deciso questo", altrimenti taccia, non lo dica se non lo sa! Io le parlo di "lobby" perché le potrei fare nomi: A, B, C e D, lo sa questo? Io i nomi glieli posso fare e le posso dire chi sono i mafiosi all'interno dell'Ospedale regionale. Lei a me no perché quello che dice lei non è avvenuto!
Président Collega Beneforti, la prego di tornare sull'argomento.
Beneforti (PVA-cU) Qui non si è capito effettivamente il significato che aveva questa Conferenza. Non si è voluto capire. Noi la faremo lo stesso, se non sarà presente il Presidente della Giunta e non sarà presente l'Assessore, avremo qualcuno del Ministero della sanità che verrà e sentirà quello che diremo sulla sanità in Valle d'Aosta. Noi la faremo questa Conferenza ed inviteremo gli operatori della sanità, inviteremo le forze politiche, sociali e sindacali, i comuni, chi vuol venire viene e si fa un confronto.
Si stabiliscono i temi da trattare, come diceva prima la collega Squarzino, e ne discuteremo e così nessuno potrà dire che non si discute a cielo aperto e non si ricerca il consenso sulle cose che poi si portano qui perché io vado a ricercare il consenso sulle cose che porto qui e non ho bisogno di avere, come ha detto lei, la mia immagine.
Ormai ho 66 anni, Assessore, la mia carriera credo che non vada oltre, non sono Andreotti, e quindi la mia carriera ormai è al limite; quale immagine vuole che mi procuri o ce l'ho o non ce l'avrò più e non ho bisogno neanche di procurarmela perché ogni volta che mi sono presentato, sono stato eletto, quindi la gente mi conosce. Mi sono presentato in Regione e sono stato eletto, mi sono presentato al Comune di Aosta e sono stato eletto, mi sono ripresentato qui e sono stato eletto, quindi non ho bisogno di andare a cercare l'immagine, di andare a cercare l'ammalato, la "lobby", quello o quell'altro per crearmi un'immagine, ma quale immagine!
Lei ha una carriera davanti a sé perché è molto più giovane di me, però un consiglio glielo voglio dare: su tutte le cose che fa ricerchi prima il consenso e vedrà che si troverà meglio, non avrà queste discussioni che sono brutte discussioni, ma non le avrà queste discussioni, se va a ricercare il consenso.
Président Je soumets au vote la motion:
Conseillers présents: 32
Votants: 25
Pour: 3
Contre: 22
Abstentions: 7 (Collé, Comé, Frassy, Lanièce, Marguerettaz, Tibaldi, Viérin M.)
Le Conseil n'approuve pas.
