Objet du Conseil n. 982 du 10 janvier 1990 - Resoconto
OGGETTO N. 982/IX - APPROVAZIONE DI UNA RISOLUZIONE PER UNA RAZIONALE POLITICA DEI TRASPORTI CON L'OBIETTIVO DI DIFENDERE LA SALUTE E LA SICUREZZA DEI CITTADINI E DI SALVAGUARDARE IL PATRIMONIO NATURALE.
PRESIDENTE:Do lettura della risoluzione presentata dai Consiglieri Stévenin, Lavoyer, Limonet, Milanesio e Rusci, nonché dal Presidente della Giunta regionale, Rollandin.
RISOLUZIONE
IL CONSIGLIO REGIONALE
DELLA VALLE D'AOSTA
RICHIAMATA la propria risoluzione del 25.09.1989 con cui si affrontava in modo organico e coerente il problema dei flussi internazionali di traffico che attraversano la nostra Regione con particolare riguardo alla opportunità di riequilibrare il rapporto tra il trasporto merci su gomma e quello su rotaia;
CONSIDERATO che la centralità geografica del nostro territorio negli scambi nord-sud attraverso le Alpi ci è stata consegnata dalla storia ed è stata rafforzata da reiterate scelte politiche tali da configurarla come consapevole ricerca di un destino nel contempo inframontano ed europeo;
IMPEGNA
LA GIUNTA REGIONALE
1) a mettere in atto ogni utile ricerca ed iniziativa tendente ad accertare i reali rischi di inquinamento che i notevoli flussi di traffico possono comportare per la salute della nostra popolazione ed a riferirne successivamente al Consiglio;
2) ad operare nelle diverse sedi nazionali ed internazionali (Co.Tr.A.O., Consiglio d'Europa, Conferenza delle Regioni e delle Province autonome italiane, ecc.) per sollecitare una razionale politica europea e statale dei trasporti con l'obiettivo di rendere compatibile la mobilità delle merci e delle persone con la difesa della salute e della sicurezza dei cittadini con la salvaguardia del patrimonio naturale a cominciare dall'ecosistema alpino;
3°) ad intervenire, ulteriormente, presso le autorità statali affinché promuovano l'impiego di automezzi pesanti poco inquinanti e silenziati e affinché concedano incentivi volti alla riconversione dei mezzi pesanti e delle autovetture in circolazione, dotandoli di propulsori poco inquinanti e di marmitte catalitiche atte a depurare i gas di scarico.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Tonino; ne ha facoltà.
TONINO (PCI):Cercherò di non ripetere cose che abbiamo già discusso nell'ultimo Consiglio, tuttavia devo precisare che le tre risoluzioni, nel loro complesso, partono da una preoccupazione che abbiamo già rimarcato nella seduta scorsa.
A livello europeo ci sono delle valutazioni ormai concordi, che lasciano prevedere nell'arco dei prossimi dieci anni un aumento ed un incremento imponente del transito di merci attraverso le Alpi. Si prevede in pratica che da qui al duemila ci sarà un raddoppio del transito attuale.
Questo fenomeno subirà un'indubbia accelerazione nel 1993 con la caduta delle barriere doganali e indubbiamente crescerà anche per effetto degli ulteriori elementi di dinamismo per le economie dei nostri Paesi che deriveranno dall'apertura al mercato di parti importanti dei Paesi dell'Est.
I Paesi che oggi sono interessati da questo transito, in particolare la Svizzera e l'Austria, si stanno attrezzando per impedire un incremento di passaggio dei TIR, ma anche per diminuire gli attuali livelli del trasporto su strada, che lì vengono giudicati soffocanti. Le ragioni, come è già stato detto, riguardano essenzialmente la salute dei cittadini da un lato e dall'altro la salvaguardia dell'ambiente.
La Svizzera e l'Austria in sostanza, da un lato, stanno intensificando le misure restrittive per limitare il tran sito dei TIR su alcune strade con il contingentamento dei passaggi e con il divieto del transito notturno, nonché con l'istituzione di tariffe di accesso. La Svizzera sta anche cercando di limitare il peso degli automezzi. Dall'altro lato, questi Paesi sono impegnati ad effettuare investimenti massicci nel settore ferroviario, per poter offrire, anche nell'attraversamento delle Alpi, alternative di tipo ferroviario.
Anche la Repubblica Federale Tedesca, com'è noto, nel mese di ottobre dell'anno scorso ha introdotto un pedaggio al transito dei TIR, per disincentivarne il flusso.
E' ormai noto, perché è già stato ricordato in altre occasioni in questo Consiglio, che sul versante italiano c'è stato il pronunciamento del Consiglio provinciale dell'Alto Adige, con cui si chiede una limitazione dei TIR.
Ora, in questo quadro, è del tutto evidente che la Valle d'Aosta rischia di diventare il principale corridoio di transito di TIR di tutto l'arco alpino. Perché? Perché in questa Regione, a differenza di altre, esiste una serie di facilitazioni tariffarie per l'autoporto di Pollein e per l'attraversamento del tunnel del Monte Bianco, ed inoltre perché nel nostro Paese (ne abbiamo discusso esaminando il progetto della linea Aosta-Martigny) perdura un'arretratezza del sistema ferroviario che convoglia su strada la maggior parte del trasporto merci.
Oggi, quindi, a noi pare del tutto evidente che opporsi all'incremento del transito dei TIR ed impegnarsi per una netta diminuzione del loro transito attraverso la Valle d'Aosta siano iniziative di primario interesse per la nostra regione e per i Valdostani, nonché per l'intero Paese. Ciò rientra nell'interesse dei Valdostani per motivi legati, in primo luogo, alla difesa della salute; ciò rientra nell'interesse del Paese perché dalla riconversione del sistema dei trasporti in Italia discendono vantaggi sui piani economico, energetico, ambientale e della sicurezza dei cittadini.
Una delle risoluzioni chiede di valutare gli effetti sulla salute, ma io credo che tale questione debba oggi essere valutata da tutte le forze politiche con estrema attenzione. Oggi, lungo la vallata centrale della nostra Regione, noi abbiamo una nube tossica che, secondo studi già avviati, interessa una fascia di almeno 100 metri lungo l'asse autostradale, nella quale, come è stato detto anche in un servizio televisivo che ho avuto modo di apprezzare, l'aria non è più tale ma è diventata qualcosa d'altro.
E' stato calcolato che in Italia il 93% del monossido di carbonio, il 92% degli idrocarburi incombusti ed il 66% degli ossidi di azoto immessi nell'atmosfera, derivano dai gas di scarico degli autoveicoli a motore. Non dimentichiamo che oggi l'inquinamento dell'aria rappresenta la seconda causa, dopo il fumo, del tumore.
Per quanto riguarda i veicoli a benzina, con le marmitte catalitiche è possibile abbattere del 90% le emissioni inquinanti. Non è possibile, quindi, abbatterle del tutto, come certamente sapete, anche perché l'argomento è oggetto di discussione in questi giorni.
Oggi, invece, non esiste nessun dispositivo altrettanto efficace e disponibile per imbrigliare il pericoloso particolato (particelle finissime) emesso dai motori diesel che alimentano i TIR. In sostanza, dai tubi di scappamento del diesel, a differenza di quanto avviene negli altri automezzi, viene emessa una cospicua dose di anidride solforosa, che è particolarmente negativa.
A noi pare che questi elementi siano da valutare con grande attenzione. La strada che deve essere scelta - ma di ciò abbiamo già discusso in quest'aula - è quella di andare decisamente verso una riconversione dei mezzi di trasporto a favore della ferrovia. I dati sono ormai conosciuti da tutti, ma io credo che qui sia necessario riflettere sul fatto che nel nostro Paese, come si sa, abbiamo il 10% o 12% delle merci trasportate su ferrovia, contro il 33% o 35% della Germania e della Francia.
Credo però che valga la pena, ed in questo senso una eventuale nostra battaglia è anche utile a tutto il Paese, riflettere sui dati che sono stati forniti dalla stessa Comunità Economica Europea, relativamente ai costi economici ed agli effetti ambientali della scelta stradale rispetto a quella ferroviaria.
Vediamo ora i dati economici. Secondo dati CEE, il trasporto su strada ha un costo di 306 lire/chilometro per tonnellata, mentre il trasporto su ferrovia costa 140 lire/chilometro. Riequilibrare quindi il sistema dei trasporti significa, sostanzialmente, incidere anche sui costi globali delle merci, tenuto conto che il costo del trasporto incide mediamente intorno al 15% sui costi finali delle merci. Questo dato, con l'entrata in vigore del mercato unico europeo, è destinato o potrebbe essere destinato anche ad aumentare lievemente.
Da un punto di vista energetico, è stato calcolato, sempre secondo dati CEE, che la ferrovia assorbe il 3% dell'energia destinata al trasporto, assicurando il 9% del trasporto di persone ed il 23% del trasporto di merci. I TIR, gli autobus e le vetture consumano l’85% dell'energia destinata al trasporto e movimentano, rispettivamente, il 61% dei materiali e l’84% delle persone.
E' stato calcolato che la ferrovia, nel settore delle merci, è almeno quattro volte più efficace dei TIR, a parità di carico, mentre nel settore delle persone può essere più efficace anche fino a cinque volte rispetto all'auto.
Terzo elemento da considerare, a nostro avviso, con grande attenzione è la sicurezza. Sempre secondo dati CEE, i viaggiatori morti a causa di incidenti su strada sono 12,6 viaggiatori per chilometro. Questo rapporto, invece, su rotaia si abbassa allo 0,1. In sostanza, la probabilità di incidente su strada è pari a 125 volte quella della rotaia. Il bilancio dei morti su strada in un giorno è di circa quattro volte superiore a quelli che muoiono sulle rotaie in un anno. Non voglio essere troppo cinico, ma questo dato deve essere valutato anche per gli effetti economici che produce nel suo complesso.
Non è necessario poi addentrarci oltre nella questione dell'inquinamento, perché, com'è noto, la ferrovia elettrica ha un inquinamento sul territorio pari a zero, mentre quello prodotto dal le centrali termoelettriche è molto più economico ed anche più controllabile, tant’è che, in questo caso, il costo degli effetti dell'inquinamento è valutabile in circa 2.000 miliardi all'anno. Torno a ripetere che questa aspetto deve essere valutato anche per la sua incidenza economica.
Spero di non aver annoiato il Consiglio con questi dati, che a noi paiono particolarmente importanti e significativi.
Ora, come abbiamo già avuto modo di dire anche in un’altra occasione, la Comunità montana Dora Baltea canavesana, che confina con la Valle d'Aosta, ha avviato uno studio di valutazione dell'impatto sull'ambiente e sulla salute della gente del traffico dei TIR nel tratto che va da Ivrea a Pont-Saint-Martin. Io ho qui, a disposizione dei Consiglieri che ne siano interessati, i risultati di una prima fase di questo studio che, ovviamente per non annoiare, mi esimo dal leggere nel dettaglio, ma mi interessa solo evidenziare, giusto per avere un termine di paragone, i risultati finali di questa prima fase.
Vediamo quali sono le polveri immesse nell'atmosfera in quel tratto di autostrada. Le emissioni annue degli autoveicoli che percorrono quel tratto di territorio sono paragonabili ai fumi lasciati da un inceneritore in sei mesi di esercizio. Pensate quale sarebbe la reazione della popolazione se lì si instaurasse un inceneritore, visto che conosciamo le polemiche in corso in tutto il Paese. Eppure qui abbiamo un'emissione annua di polveri nell'atmosfera che è pari al doppio di quella di un inceneritore...
RICCARAND (fuori microfono):Un inceneritore di che grandezza?
TONINO (PCI):Si fa riferimento ad un inceneritore medio della Lombardia.
La quantità di piombo rilasciata in un anno dal passaggio su strada equivale a quella rilasciata da un inceneritore in quasi due anni di attività.
Il carbonio totale immesso annualmente nell'atmosfera è pari a 74 volte quello dell'inceneritore preso in considerazione.
Torno a ripetere, però, che io non voglio addentrarmi oltre in questo tipo di conclusioni dello studio che è stato avviato nella Comunità montana canavesana. Mi pare, comunque, che la questione degli effetti provocati sulla salute dei cittadini da questo tipo di transito debba avere un carattere centrale anche per noi. Questa è la ragione per cui, in un'apposita mozione, chiediamo che sia esaminato con uno studio particolareggiato questo tipo di fenomeno.
Io mi fermo qui. Le tre mozioni, partendo da questa preoccupazione e da altre considerazioni che adesso tralascio, perché ne abbiamo già discusso in altre occasioni, chiedono sostanzialmente che questo Consiglio regionale si pronunci nettamente per un orientamento a favore della riduzione del transito dei TIR nella nostra Regione e quindi, in primo luogo, esponga questa scelta politica nelle sedi competenti a tutti i livelli, nazionali ed internazionali, dichiarando l'assoluta contrarietà della Valle d'Aosta al raddoppio del tunnel autostradale del Monte Bianco.
Qualcuno dirà: "Ma non è oggetto di discussione oggi". Noi rispondiamo che, se non c'è una netta presa di posizione, questa dinamica del trasporto su gomma, che interessa il transito sulle Alpi, e la realizzazione dell'autostrada del Monte Bianco non potranno che portare anche ad una scelta di questo tipo, rispetto alla quale noi chiediamo una immediata e netta manifestazione di contrarietà.
Come avrete letto nelle risoluzioni, si chiede inoltre alla Giunta regionale ed ai Parlamentari valdostani di lavorare perché si arrivi anche qui ad un contingentamento del transito dei TIR. Ho già detto nell'ultima riunione del Consiglio regionale che un’apposita Commissione parlamentare sta lavorando sul problema concernente le misure relative al contingentamento dei passaggi. Credo che sia interesse di questa Regione lavorare immediatamente, prendere contatti ed avere rapporti in quella direzione.
Per concludere, rispetto agli effetti che tutto questo traffico ha sulla salute dei cittadini, noi chiediamo che la Regione promuova questi studi, in modo che tutti noi possiamo avere sotto mano seri elementi di valutazione.
Si dà atto che alle 18,34 riassume la Presidenza il Presidente Bich.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Stévenin; ne ha facoltà.
STEVENIN (UV):Je crois que certaines craintes que le Conseiller Tonino vient d'exprimer ne peuvent qu'être partagées par tout le monde. Quand il s'agit de certaines pétitions de principe, en théorie nous sommes d'accord qu'il serait souhaitable une diminution des passages des transports internationaux, des poids lourds. Nous nous rendons compte évidemment de ce que représente la pollution que ces poids lourds nous portent. Nous sommes bien sûr d'accord pour lutter contre la pollution, nous sommes d'accord pour oeuvrer dans les différentes institutions européennes, pour solliciter une politique plus rationnelle des transports, routes et chemins de fer, dans le but, bien sûr de permettre une compatibilité avec la défense de la santé des populations qui habitent notre territoire, pour la sauvegarde du patrimoine. Nous pouvons souhaiter également un emploi de moteurs peu polluants, de diesel sans fumée ou de l'essence verte.
Là sur tous ces propos nous sommes complètement d'accord. Nous sommes également d'accord pour mettre en oeuvre une recherche et des initiatives pour vérifier tous les risques de pollution, pas seulement là ou l'autoroute existe, mais le long de la route qui traverse notre région.
Mais cela dit, encore une fois je ne voudrais pas qu'on se serve de certaines déclarations en tant que prétexte pour combattre l'autoroute. Nous croyons que l'autoroute d'une certaine façon va répondre à des exigences qui ont été manifestées par M. Tonino. Nous sommes sûrs et convaincus (avec M. Riccarand nous sommes toujours en désaccord complet) que l'autoroute permettra de diminuer cette pollution. Mais, tout en partageant certaines idées manifestées par M. Tonino, la majorité croit de répondre à ces exigences par un ordre du jour que je demande d'inscrire à l'attention du Conseil régional et de distribuer à tous les Conseillers, par lequel si d'un côté on manifeste notre pleine disponibilité pour des recherches et pour des initiatives pour vérifier la situation de pollution dans les routes et à côté de l'autoroute qui traverse notre région, de l'autre côté manifeste notre volonté d'intervenir à différents niveaux, en tant que Région Vallée d'Aoste, pour solliciter une politique européenne plus rationnelle pour ce qui est le domaine des transports.
Ce n’est pas vrai par contre ce que M. Tonino dit, qu'il y aura une augmentation des passages dans notre région, en raison du fait qui existe une politique régionale visant à augmenter le passage des poids lourds. Tout le monde sait que cette politique est finalisée vers le passage de certaines poids lourds, qui peuvent, d'une façon ou de l'autre, être intéressants pour nous et qui ne représentent environ que 15% 17% des poids lourds qui passent dans notre Région.
Et encore, il faut bien le dire, que s’il y a eu une augmentation des passages de poids lourds au mois de septembre à la suite d'une grève qui s'est vérifiée en Autriche, par contre cette augmentation n’a pas continué par la suite et je dirais même que, selon les données que nous avons, il y a eu une augmentation beaucoup plus importante au Fréjus qu'au Mont Blanc. En effet, sur la base des données que nous avons, au mois d'octobre il y a eu une augmentation de 15,58% au Fréjus contre 8,9% au Mont Blanc, et au mois de novembre 17,57% au Fréjus contre 6,11% au Mont Blanc. Cela signifie que ce n'est pas du tout vrai que la décision des autorités autrichiennes et par conséquent les décisions aussi du Sud Tyrol et du Trentin Haut Adige de ne pas permettre le passage des poids lourds pendant la nuit a augmenté le passage des poids lourds dans notre Régions.
Il y a par contre le fait que en France une politique pour la réalisation d'autres branches importantes d'autoroutes est en train d'aller de l'avant. On sait que dans le nouveau plan routier et autoroutier français est en construction l'autoroute qui de Grenoble ira à Cisterons, éliminant toute une série de problèmes qui existaient pour la liaison vers le Sud de la France et que une autre autoroute est en construction entre Chambéry et le Fréjus. Cette autoroute rendra par conséquent beaucoup plus facile ce passage de la façon que probablement va nous éliminer une partie du passage qui aujourd'hui vient au Val d'Aoste.
Mais au-delà de ça, pour ce que nous savons et pour les nouvelles que nous avons, il n'existe aucune nouvelle de la volonté de la part italienne de doubler le tunnel du Mont Blanc. Il faudra bien sûr tenir compte de ce qui pourra se passer d'ici dix ans, d'ici quinze ans. La vérité c'est qu’à tout aujourd'hui le problème ne se pose pas, ainsi comme l'a dit dans son intervention le Conseiller Tonino.
Alors il y a cette disponibilité de notre part, il y a ce document, rédigé par les forces politiques de la majorité, qui sera soumis à votre attention et par lequel on essaye de retenir les problèmes, je veux le rappeler, qui ont été jusqu'ici à l'attention de cette majorité, parce qu’il s'agit de problèmes qui existent et que nous ne voulons pas sous-évaluer. Merci.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.
RICCARAND (NS):Il pericolo costituito dai TIR, e più in generale dal traffico, è uno dei più gravi che riguarda tutto l'arco alpino ed in particolare la Valle d'Aosta. I dati parlano di un costante incremento di questo traffico, determinato, nel nostro caso, da scelte sbagliate dell'Amministrazione regionale, oltre che da una sciagurata politica dei trasporti da parte dello Stato italiano.
Nel corso del 1989 sono stati circa 700.000 i TIR che hanno attraversato la Valle d'Aosta, pari a 2000 al giorno, con una punta di quasi 4000, esattamente 3992, registrata il 19 settembre. Siamo giunti quindi a dei livelli che in altre zone alpine, come in Austria ed in Svizzera, hanno fatto scattare già da tempo pesanti contromisure.
Di fronte a questa situazione, non solo non c'è una capacità di reazione, ma si predispongono strutture ed interventi che vanno nel senso di incentivare ancora di più il traffico. La scelta autostradale, infatti, più andiamo avanti e più si rivela sbagliata e tende a triplicare l'attuale passaggio di TIR.
Negli studi di fattibilità e di redditività economica che avevano accompagnato l’elaborazione del progetto, c'era scritto chiaramente che, dopo alcuni anni dall'entrata in vigore dell'autostrada, si ipotizzava un transito di circa 8000 TIR al giorno attraverso la Valle d'Aosta.
Ora, pensando a queste situazioni, il prof. Tarulli, un esperto incaricato di fare uno studio sul problema dei trasporti in Valle d'Aosta, per conto dell'Assessorato al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali, nell'ambito del piano paesaggistico, ha detto esplicitamente: "La Valle d'Aosta sta facendo una politica diametralmente opposta a quella che fanno le altre popolazioni dell'arco alpino". Questa è la realtà.
Lo stesso professore, nel suo interessante studio aveva rilevato l'assurdità del progetto autostradale, che andava a finire all'imbocco del tunnel del Monte Bianco. Tale assurdità è talmente evidente e macroscopica, come tutti sappiamo, anche perché ciò è comparso a chiare lettere su un settimanale valdostano che talora si occupa di cronache di Chamonix: non più tardi di quindici giorni fa il Consiglio comunale di Chamonix ha esaminato e discusso un progetto di raddoppio del tunnel del Monte Bianco. Già ci sono infatti studi, progetti ed ipotesi di raddoppio, proprio perché l'autostrada non ha alcun senso se non è accompagnata da un progetto di raddoppio del tunnel del Monte Bianco.
Spero quindi che oggi il Consiglio regionale dica a chiare lettere che noi non vogliamo neanche prendere in considerazione quell'ipotesi. Mi sembrerebbe grave rifiutarsi di esprimere questa valutazione, che è richiesta e proposta dal Gruppo comunista.
Noi riteniamo che il problema del traffico e del transito dei trasporti e di tutto ciò che ne consegue sia uno dei più grossi problemi che siamo chiamati ad affrontare oggi ed in futuro. Proprio per questo abbiamo organizzato (colgo l'occasione per rivolgere a tutti un invito a partecipare, anche se poi seguirà un formale invito) un convegno internazionale, che si svolgerà ad Aosta il 3 e 4 febbraio, cui parteciperanno esperti austriaci, svizzeri, italiani e francesi, sul tema: "Sistema ecologico delle Alpi e trasporto merci su gomma". Ci sembra infatti che riuscire ad esaminare a fondo questo problema e capire quali sono le conseguenze di questo sistema incontrollato che si è determinato, sia un compito fondamentale di chi vuole governare una regione alpina per eccellenza come la Valle d'Aosta.
Noi siamo ancora in tempo a correggere scelte sbagliate. Nella settimana prossima, il Consiglio di Stato si pronuncerà sul famoso ricorso contro la sentenza del TAR. Noi evidentemente ci affidiamo al pronunciamento della Magistratura, perché non abbiamo potuto ottenere dei risultati in sede politica. Ci sono ancora le possibilità tecniche per fermare un progetto sbagliato, che va proprio nel senso di incentivare quel tipo di traffico che noi tutti riteniamo estremamente nocivo per la popolazione, un attentato alla salute già oggi, ma che lo sarà ancor più in prospettiva, nei confronti delle future generazioni.
I dati che sono stati forniti dal Consigliere Tonino sull'inquinamento e sull'emissione di inquinanti da parte dei veicoli a motore, in particolare di quelli con motori diesel, utilizzati dai TIR, sono preoccupanti. Evidentemente non c'è molto da sorprendersi se tali primi dati e ricerche comincino ad essere raccolti dalla Comunità Montana del Canavese e che invece non ci siano dati, ricerche, studi e volontà di farli in Valle d'Aosta. Ovviamente noi abbiamo scelto di monetizzare questo rischio, accumulando le entrate della Regione sulla pelle però degli stessi cittadini valdostani. Questa è stata la scelta.
Purtroppo gli abitanti del Canavese sopportano le conseguenze negative di questo inquinamento, ma non hanno i benefici delle entrate ed ecco perché sono i primi a rendersene conto ed a cercare di capire e di prendere delle contromisure.
Io credo, però, che non sia accettabile neanche per noi questa monetizzazione della salute o del rischio. Si tratta di invertire questa tendenza.
Il nostro Gruppo esprime quindi un giudizio totalmente positivo sulle proposte concrete presentate dal Gruppo Comunista, invece ci sorprende in negativo la risoluzione presentata dalle forze della maggioranza, che non dice assolutamente niente, anzi sembra quasi ribadire: "Non facciamo niente". Si tratta solo di parola, ma non c'è un gesto concreto. Mi sembra un documento vergognoso da parte di chi amministra ed ha la maggioranza. Qui non si propone una sola scelta concreta. Io voglio sapere che cosa dite di fronte alla scelta di dire si o no al raddoppio del tunnel. Avete paura di dire no al raddoppio del tunnel?
In questa vostra risoluzione non si dice niente, ad esempio, sulla scelta se fare o meno una ricerca sulle effettive emissioni di inquinanti e sulle loro conseguenze per la salute della popolazione. Si invita semplicemente e genericamente il Governo italiano a far viaggiare gli automezzi... Ma noi cosa facciamo?
Noi invece abbiamo sollecitato il Governo italiano a darci i contributi per l'autostrada, per la quale abbiamo impegnato 100 miliardi dei fondi regionali ed abbiamo brigato a tutti i livelli per fare quest'opera! Questo è il nostro contributo alla riconversione della politica dei trasporti?
Presentare una risoluzione di questo genere significa proprio prendere in giro questo Consiglio e quindi io voterò contro.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Milanesio; ne ha facoltà.
MILANESIO (PSI): Io penso che di questi argomenti avremo certamente modo di discutere ancora per molto tempo, però credo anche che la risoluzione proposta dalla maggioranza al Consiglio non sia niente altro che la riaffermazione della bontà e dell'opportunità di continuare sulla strada tracciata e sulle scelte già compiute. Essa infatti rivendica una certa coerenza e prende atto di alcuni rischi o pericoli insiti nell'inquinamento dovuto al traffico veicolare, specie quello pesante, ed impegna la Giunta regionale a mettere in atto ogni utile ricerca ed iniziativa tendente ad accertare i reali rischi dell'inquinamento.
Si parla sempre di rischi, ci vengono fornite delle cifre precise, sentiamo fare discorsi di carattere tecnico... Sono tutte cose che sono state fatte su altre realtà, perché qui da noi non ne sono state fatte. Ecco allora che la risoluzione invita la Giunta regionale a mettere in atto delle iniziative perché si possano fare ricerche o studi di questo genere. Se ne deduce, quindi, che il pericolo per la salute viene preso in grande, anzi grandissima, considerazione, per cui non è vero il contrario.
Nei punti 2 e 3 della risoluzione sono indicate anche delle iniziative analoghe a quelle contenute in una delle mozioni presentate dal Partito Comunista Italiano. Si tratta di iniziative ritenute utili ed opportune per fronteggiare in qualche modo il problema.
Non penso però che noi dobbiamo qui rimettere in discussione delle scelte strategiche fatte dalla nostra Regione con il piano di viabilità, con la risoluzione del 25 settembre 1989 e, ripeto, anche con una certa attenzione alla "missione storica" della nostra Regione. Noi siamo sempre stati un luogo di passaggio privilegiato e comunque ricercato dalla nostra gente per gli scambi Nord-Sud attraverso le Alpi. La storia ci ha consegnato questo ruolo, che è stato rafforzato dalle scelte della Regione che hanno consentito la creazione dell'autostrada, l'apertura dei tunnel, dalle recenti iniziative per la creazione di un tunnel ferroviario verso Martigny.
Io credo che tutto ciò risponda ad una logica precisa, che non può essere rimessa in discussione oggi per il semplice fatto che, accanto al progresso, ci sono anche degli inevitabili inconvenienti. Intanto accertiamo quali sono realmente questi inconvenienti, in che misura possono essere veramente nocivi per la salute e poi ci potremo comportare di conseguenza. Non possiamo, però, volere la botte piena e la moglie ubriaca, nel senso che la nostra regione non può continuare a conservare una funzione centrale nei flussi e negli scambi (vocazione antica della nostra regione, oggi condivisa da tutte le forze politiche), volendo sottrarsi al rischio di qualche piccolo inconveniente.
Qui si gioca sempre a creare degli spauracchi e a demonizzare tutto, ma io ricordo, e non certo per voler monetizzare la salute, che un certo passaggio di veicoli pesanti influisce positivamente anche sulle entrate del bilancio della nostra Regione. Fino a che non mi si verrà a dimostrare che il passaggio dei TIR comporta dei danni irreparabili per la salute dei nostri cittadini, io credo che ciò sia da valutare in senso positivo.
Per quel che riguarda il PSI, io non me la sento proprio di fare un discorso a priori sulla riduzione del transito dei TIR. Questi mezzi, infatti, da qualche parte dovranno pur passare ed inoltre si tratta di un discorso che va risolto a livello internazionale, europeo e generale. Del resto, già nella risoluzione del 25 settembre 1989 si facevano delle valutazioni e delle scelte precise e si fornivano delle indicazioni sulla necessità di incoraggiare il traffico su rotaia. Oggi noi richiamiamo anche quella risoluzione.
Inoltre, alla richiesta di volerci far dire, quasi estorcere, questa sera una dichiarazione sull'assoluta contrarietà al raddoppio del tunnel del Monte Bianco, credo di poter rispondere dicendo che io non me la sento proprio di fare una dichiarazione del genere perché, tanto per intenderci, non ritengo che il tunnel del Monte Bianco sia una categoria del male. Quando mi si dimostrerà che quel tunnel appartiene alla categoria del male, solo allora forse potrei anche essere d'accordo sulla sua chiusura.
Non ritenendo che siano state portate dichiarazioni tecniche o politiche, ma solo di carattere emotivo, per sostenere questa tesi, noi non abbiamo nessuna intenzione di pronunciarci in merito. Quando si porrà il problema, lo affronteremo in quella circostanza. Non vediamo perché oggi dobbiamo mettere il carro davanti ai buoi. Ciò non ha nessun senso. Oggi, invece, io devo riconoscere molto onestamente di non essere in grado di dire se tale raddoppio sia utile e positivo, oppure negativo.
Per quello che ci riguarda, quindi, noi riteniamo che la risoluzione presentata dalla maggioranza ribadisca la coerenza e la validità di certe posizioni assunte da questo Consiglio, alcune delle quali sono state addirittura votate all'unanimità o con ampia maggioranza.
Per quello che concerne i due punti di specifico interesse per i Consiglieri del Gruppo comunista e per il Consigliere Riccarand, ribadiamo di non poter aderire alle loro posizioni, perché non ci sembrano sufficientemente motivate.
Siamo d'accordo, invece, sulle preoccupazioni per la salute dei nostri concittadini e sulle sollecitazioni ad attuare fin d'ora tutti gli interventi possibili ed auspicabili, tant'è che ciò è stato ribadito anche nella risoluzione della maggioranza.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Tonino; ne ha facoltà.
TONINO (PCI):Si chiude la discussione generale?
PRESIDENTE:Sì, a questo punto si chiude la discussione generale e poi passeremo alla votazione della risoluzione della maggioranza e quindi delle varie risoluzioni che sono state presentate.
TONINO (PCI):Anch'io voglio manifestare la profonda delusione per il contenuto della risoluzione della maggioranza. Dico questo senza drammatizzare i toni, perché nessuno ha individuato la scelta migliore per il futuro e perché nessuno può essere additato come fautore di una linea di progresso e di sviluppo, con tutti i rischi che essa comporta. Io considero questo dibattito come un confronto che deve far leva solo sui contenuti, senza alcuna carica di tipo ideologico.
Personalmente sono stato sempre molto cauto nei confronti di coloro che sono troppo appassionati delle ferrovie o troppo attaccati all'autostrada o al transito su gomma, perché ritengo che questa sia materia che non a caso faccia discutere l'Europa intera, tant'è che su di essa è aperta una discussione molto approfondita, che investe questioni tecniche, economiche ed ambientali. Io vorrei che il confronto avvenisse in questo modo e vorrei che questa Regione dimostrasse ancora la capacità di avere una sua posizione su questi fatti. Questo è l’esercizio dell'autonomia.
Anche su questo tema, io giudico profondamente sbagliate, sotto l'aspetto politico, posizioni di subalternità che non si fondino, prima di tutto, sugli interessi di questa collettività, inquadrati però negli interessi nazionali. Questo è lo sforzo che io ho cercato di fare.
Ora, voi dovete dire se l'incremento del transito su gomma ed il fatto che esso abbia la dinamica che è stata ipotizzata è un fenomeno positivo o negativo. Per noi è un fenomeno da mettere sotto controllo, così come è stato proposto dall'Austria, dalla Svizzera e dal Sud Tirolo o Alto Adige, chiamatelo pure come volete, e così come è stato chiesto da aree importanti dell'Europa, che non fanno assolutamente un discorso di tipo emozionale. Consigliere Milanesio, io mi rifiuto di fare qui un discorso di tipo emozionale, io faccio solo un discorso razionale, molto razionale. Noi diciamo di sì e cerchiamo anche di dimostrarlo.
Senza ombra di presunzione sono convinto che fra un po' di questo fatto ci convinceremo tutti, così come è avvenuto per molti altri fenomeni che hanno riguardato il rapporto uomo-ambiente, produzione-ambiente. Tra un po' ci accorgeremo tutti che questa situazione, con questa dinamica, è insopportabile per ragioni economiche e che investono la qualità della vita e della salute delle popolazioni interessate.
Io ho sentito parlare di un confronto internazionale e credo che parteciperò con grande interesse, perché non è un caso che l'Austria si sia data un limite: 1000 TIR al giorno. Questo è il limite che loro definiscono compatibile con quel tipo di ambiente.
Badate bene, che quel tipo di ambiente, per la sua dimensione e per le sue caratteristiche geo-morfologiche non è paragonabile alla Valle d'Aosta. La nostra è una Valle assai più stretta, perché è a forma di "enclave" per cui è assolutamente determinante per noi valutare questo elemento con grande attenzione.
Non riprendo adesso tutto il filo del discorso, ma mi soffermo sul contenuto delle mozioni. Noi abbiamo cercato di fare alcune scelte piccole, ma concrete, che dimostrano una volontà della popolazione di questa Regione.
Prima scelta. Arrivano dati preoccupanti sull'inquinamento e sui suoi effetti sulla salute. Io non sono un tecnico, ma leggo degli studi già realizzati, dalla cui serietà sono stato convinto. Chiedo che si avvii qui immediatamente, entro trenta giorni di tempo, uno studio analogo.
La formulazione proposta dalla risoluzione della maggioranza è più generica ("a mettere in atto ogni utile ricerca..."), comunque ci sta bene; tuttavia talloneremo e chiederemo conto di questi studi.
Veniamo alle altre proposte molto concrete. Ci vogliamo pronunciare o meno sul fatto che questa Regione rischia di diventare un corridoio di transito per i TIR? Questo problema è eliminabile dicendo: "Ma è la nostra vocazione storica"? No. Perché non è la vocazione storica di altre aree alpine, dove pure si pongono il problema? E' davvero questa la nostra vocazione storica?
Certo, nessuno mette in discussione che la nostra vocazione storica è quella di essere un punto di collegamento, ma tale vocazione non può trasformare questa Valle in una regione invivibile per la qualità degli scarichi di un transito di TIR insopportabile per l'ambiente. Questo è il punto; ma questo non ha nulla a che vedere con le tradizioni storiche di questa regione.
Noi siamo favorevoli a che qui si assuma una presa di posizione politica, perché noi siamo contrari alla prospettiva ipotizzata ed in tal senso innanzitutto noi chiediamo, anzi la Valle d'Aosta dovrebbe chiedere, che il tunnel non sia raddoppiato, altrimenti un domani ci attenderà la prospettiva di diventare un corridoio di transito per colonne di TIR puzzolenti.
Noi siamo di questo avviso, ma occorre che tutti siamo chiari. Io rispetto le altre posizioni, ma non rispetto, perché non mi pare politicamente corretto, che si dica che sono altri a dover decidere se il tunnel debba essere raddoppiato o meno, per cui per adesso non prendiamo posizione. No, io non mi ci trovo proprio in questa posizione, che trovo davvero contraria a qualsiasi concezione dell'autonomia e dell'autogoverno. Sì o no ad una scelta di questo tipo?
Infine, c'è poi una necessità, della quale noi abbiamo anche discusso con l'Assessore Lanivi (mi rincresce che oggi sia assente) e con le forze sociali, quando è venuto in Valle d'Aosta il Ministro ombra che si occupa delle questioni infrastrutturali, di contingentare il transito attraverso le Alpi. Anche in questo caso bisogna dire se si è d'accordo oppure no. Io rispetto le altre posizioni, ma dico che noi siamo d'accordo per il contingentamento e che ci batteremo anche in Parlamento perché passi una operazione di questo tipo.
Cosa vuol dire contingentare? Non si tratta di una questione ideologica, ma vuol dire fare in modo che il numero dei TIR che passano in questa Regione sia compatibile con questo ambiente e con le esigenze della salute dei cittadini.
Allora, la sfida è questa: dimostrate che 4000 o 5000 TIR al giorno sono compatibili con l'ambiente e con la salute, così mi convincerete. Siccome, però, sono convinto del contrario, chiedo e chiediamo che ci sia anche una iniziativa politica per arrivare al contingentamento.
A noi è sembrato che queste fossero proposte semplici e concrete, che meritassero di essere discusse per quello che sono ed eventualmente approvate. Questa è la nostra posizione che, come avrete certamente capito, non ha nulla a che vedere con le cose del tutto generiche contenute nell'ordine del giorno, nel quale sicuramente noi non ci riconosciamo.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Rollandin; ne ha facoltà.
ROLLANDIN (UV):Si le débat se pose sur un thème strictement temporel, qui doit encadrer le discours sur les derniers événements, je crois qu'il y aurait beaucoup encore à ajouter et à dire, au delà du danger de la pollution de l'air. Quelqu'un a déjà oublié l'émotion de Tchernobil, le débat sur Creys-Malville et tout ce qui s'est passé en conséquence.
J'ai lu le compte rendu des débats que les Pays de l'Est sont en train de faire sur la pollution, de ce qu'ils n'ont pas fait jusqu'à présent, de la tentative de modifier leur attitude face à un développement qui, par rapport à ce qui se passait en Europe, était sûrement très différent.
Aujourd’hui le problème est conséquent à une situation qui se pose de cette façon: la Vallée d'Aoste veut encourager le passage des poids lourds, le passage des poids lourds c’est pollution, par conséquent, c'est contre la santé de la population du Val d'Aoste. Résolution: il ne faut pas faire l'autoroute, ni doubler le tunnel du Mont Blanc, parce qu'ils encouragent le passage des poids lourds; comme si tout le trafic qui est lié à l'Europe n’a qu'un point de repère et de décision: le Val d'Aoste.
Le réseau autoroutier de la France, qui a augmenté de 3 mille kilomètres dans les deux dernières années, est un problème qui dépasse les questions internationales. Les réseaux autoroutiers qui sont en train de se faire en Allemagne et dans les autres Pays dépassent les problèmes qui sont conséquents au passage des poids lourds.
Morale: le Conseil régional ne veut pas prendre position face à un problème qui se pose.
Quelqu'un a déjà rappelé que par cette résolution on n'a pas voulu reprendre point après point la résolution qu'on avait déjà pris le 27 septembre 1989. A cette époque on avait fait toute une série de considérations et, par rapport au problème routier, on avait dit:
"Ribadito altresì che la Regione ha già definito, per quanto riguarda il trasporto dei mezzi di collegamento internazionali, le seguenti scelte fondamentali:
1) Integrazione dei modi di trasporto su strada e su ferrovia, valorizzando e potenziando i punti di interscambio. In questo senso va considerato il ruolo dell'autoporto regionale, opportunamente adeguato". Ce qui ne signifié pas maintenir l'attitude d'aujourd’hui.
2) Riequilibrio del trasporto merci su ferrovia con quello su strada, puntando decisamente a favore di una politica che collochi l'ammodernamento ed il potenziamento del sistema ferroviario quale obiettivo centrale dello sviluppo del Paese, per un suo positivo inserimento.
3) Realizzazione del collegamento autostradale tra Aosta ed il tunnel del Monte Bianco e costruzione del tunnel ferroviario Aosta-Martigny".
C'étaient les trois points qui qualifiaient un certain système de politique de réseau ferroviaire et autoroutier. Ce qui ne signifie pas que l'augmentation du passage des poids lourds est conséquent aux choix de la Vallée d'Aoste et en même temps ne signifie pas que le Val d'Aoste ne peut pas dire ce qu'il veut faire et qu'il a déjà dit.
En même temps les Conseillers ont souligné que c'est tout à fait normal qu'il y ait l'exigence de réduire au maximum la pollution. Ici on a cité un texte définitif l’étude de la Communauté de Montagne. Je ne sais pas si M. Tonino pourra produire quelque document différent. Pour ce qui me concerne j'ai pu lire le texte et je crois qu’il faut aussi lire les prémisses:
"Dai dati sulla viabilità (j'espère qu'il s'agit bien du même document, parce que je n'ai pas eu le document de M. Tonino) forniti dalla Comunità Montana e di provenienza ANAS e ATIVA, risulta essere presente un flusso annuo di 6.700.000 veicoli sull'autostrada A5.
Assumendo una ripartizione di 5.650.000 automobili e 1.050.000 mezzi pesanti sull'autostrada e di 4100 veicoli sulla strada statale, di cui 3700 nelle...". C'est une partition théorique.
"Considerando tale flusso, la velocità media raggiunta e la lunghezza media di 18 chilometri (c’est le tracé de Ivrea à Pont-Saint-Martin) sia per il tratto di autostrada che per la statale, compresi nel territorio della Comunità Montana, si è effettuato un calcolo teorico annuale delle emissioni degli autoveicoli nell'intera area considerata". "Calcolo teorico", ce qui ne signifie rien du tout. La même chose on la peut faire en Afrique.
Pollution par rapport à "l’inceneritore", ne signifie rien du tout. Pas une analyse...
(...Interruption du Conseiller Tonino...)
... Oui, exactement; mais tu as apporté ça, comme si c'était le verbe...
TONINO (fuori microfono):Questo lo dici tu. Io non ho mai detto che è il verbo.
ROLLANDIN (UV):Tu as dit que c'est un document scientifique..
(...Interruption du Conseiller Tonino...)
... Tu l'as répété. On peut prendre le procès verbal.
"Dall'analisi comparata delle emissioni totali annuali nei due tratti stradali considerati e dei valori limite delle emissioni annue di un inceneritore, secondo le leggi della Regione Lombardia, si può osservare che..."
(...Interruption du Conseiller Tonino...)
... C'est un cas qui...
(...Interruption du Conseiller Tonino...)
... Non, mais j'ai voulu dire...
(...Interruption du Conseiller Tonino...)
... Sans doute. Ce que je veux rappeler, c'est qu'on a apporté comme exemple d'une étude scientifique un calcul théorique, qui a été fait par la Communauté de Montagne. Ce qui ne signifie pas que, comme quelqu'un a dit...
(...Interruption du Conseiller Tonino...)
... un calcul théorique. Face à cette ébauche d'un projet, qu'on pouvait faire ici, à la Communauté de Montagne ou n'importe où, il n'y a rien de scientifique.
Alors, si on veut faire une étude comme l'a rappelé M. Stévenin, on peut bien la faire. Je crois qu'il est un peut différent que de dire qu'on l'a déjà faite et qu’on a eu les résultats suivants. Ce qui n'est pas exact...
(...Interruption du Conseiller Tonino...)
... Oui, d'accord, il y a le procès verbal.
La morale c'est que sans doute il est nécessaire de prévoir qu'il y ait les analyses les plus approfondies possibles, afin d'avoir la possibilité d'exprimer des suggestions et d'intervenir, sauf sur un point, que je crois tout le monde connaît. La politique générale des transports, malheureusement, sauf pour les limites qui concernent la politique des transports régionaux, n'a pas la possibilité de s'insérer dans un dialogue qui n’est pas au niveau de possibilité d'échange d'informations; ce qui nous sommes déjà en train de faire.
Je voudrais rappeler à M. Tonino que les trois communautés de l'arc alpin ont déjà prédisposé une étude pour voir quelle est la condition polluante dans les différentes stations et quelle est la condition alpine face au trafic des poids lourds. C'est une analyse qui donnera certains résultats et qui nous permet de dire qu'il s'agit d'un problème qui est déjà à l'attention des communautés alpines, qui sont en train de l'étudier depuis toujours.
Par conséquent, les choix de l'Administration régionale (je le répète encore une fois au-delà de la résolution qui a été approuvée le 27 septembre 1989) donnent trois points importants.
"Mettere in atto ogni utile ricerca di iniziative": je crois qu'il s’agit d'un engagement qui doit être étudié pour savoir quelles sont les initiatives qui peuvent être faites en suivant une méthode qui puisse nous donner vraiment une évalutation de ce qui se passe en Vallée d'Aoste, pour ce qui concerne le passage des poids lourds.
Je voudrais rappeler que ni l'autoport ni l'autoroute vont faire augmenter ce passage. Le problème de l'autoport e des bénéfices que l'autoport donne pour ce qui présentent les démarches au niveau de notre région est finalisé a un certain trafic, qui n'est pas proportionnel à l'augmentation tout court du trafic des poids lourds. C'est un point dont on parlera au moment de la discussion de la loi qu'on a renvoyée aujourd'hui.
Je crois que le moins qu'on puisse faire c’est d'attendre l'analyse qui doit être faite, avant de dire non pour ce qui est du doublement du tunnel du Mont Blanc, avant de prévoir une alternative et de savoir quelles seront les raisons à la base d'un choix différent. Si, par exemple, face à un trafic qui n'est pas nécessairement de poids lourds, mais qui est un trafic routier normal, on pourra démontrer qu'il y a une convénience de prédisposer et de réaliser ce tunnel, je crois qu'on pourra l'analyser comme on a analysé d'autres projets. Mais dire non, sans avoir des raisons spécifiques, je crois que ce serait au moins inutile; et alors on a prévu de s'abstenir sur cette motion,
Pour le reste on a donné notre disponibilité pour faire une analyse qui soit plus sérieuse que celle qui a été portée comme exemple.
Pour le troisième point, pour ce qui est de réduire le passage des poids lourds, je crois que là aussi nous sommes en train de faire une étude pour voir si, par exemple, au lieu de prévoir l'interdiction le soir, il y ait un horaire spécifique le long du jour où on pourrait réduire le passage des poids lourds. Mais là il faut qu'il y ait un accord international. Il faut qu’il y ait au moins un accord avec l'autoport de Cluse, pour savoir quelle est la possibilité d'interdire le passage.
Une hypothèse de travail que nous sommes en train d'évaluer, c'est d'interdire le passage des poids lourds pendant la journée, par exemple deux heures le matin et deux heures l’après-midi, horaire qui va coïncider avec l'intérêt de la circulation normale à l'intérieur de notre Région. Pour résoudre ce problème, il faut qu'il y ait un accord international, autrement on risque d'aboutir à rien du tout. Tu sais très bien, par exemple, que la décision du Haut-Adige d'interdire le passage des poids lourds était conséquente à l'interdiction de l'Autriche et non pas le contraire. Le Sud-Tyrol a pris cette décision, mais c'est tout à fait normal. Même s’il n’avait pas pris cette décision, c'était automatique: les poids lourds ne pouvaient plus transiter, car il y avait déjà la décision de l'Autriche.
Je crois donc que les Conseillers qui ont pris la parole ont très bien dit quelle est l'attitude de l’Administration régionale face à des problèmes routiers et ferroviaires.
Pour ce qui est du chemin de fer, je crois que on ne pouvait faire plus que ce qu'on a fait. M. Tonino l'a reconnu. J'espère qu'il y ait le soutien de toutes les forces politiques au moment où l'on présentera le projet afin de l'insérer dans le plan.
Je crois que les positions de l'Administration régionale sont assez claires pour ce qui est du problème qui concerne l'objet de cette discussion.
PRESIDENTE:Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la proposta di risoluzione in oggetto, presentata dai Consiglieri Stévenin, Lavoyer, Limonet, Milanesio e Rusci, nonché dal Presidente della Giunta, Rollandin.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 25
Votanti: 25
Favorevoli: 19
Contrari: 6
Il Consiglio approva
