Objet du Conseil n. 85 du 26 février 1975 - Verbale

OGGETTO N. 85/75 - ORDINE DEL GIORNO CONCERNENTE L'ISTITUZIONE DELL'UFFICIO REGIONALE PER L'ASSISTENZA OSPEDALIERA. (REIEZIONE)

Ordine del giorno

il Consiglio Regionale della Valle d'Aosta

Visti:

- le deliberazioni di Giunta Regionale n. 461 - 462 e 463 del 5 febbraio 1975;

- l'allegato E del bilancio di previsione per l'esercizio finanziario del c.a. che, al punto n. 2, prevede l'istituzione dell'Ufficio regionale per l'assistenza ospedaliera, finanziato con il Cap. 206, spese correnti;

- gli esposti dei Rappresentanti Sindacali circa l'illegittimità delle deliberazioni stesse, con il conseguente sciopero generale di 48 ore proclamato da C.G.I.L., S.A.V.T., S.I.V.D.E.R, C.I.S.L., U.I.L.;

impegna

- il Presidente della Giunta Regionale e la Giunta Regionale a revocare, con effetto immediato, le deliberazioni di Giunta Regionale n. 461, 462 e 463 del 5 febbraio 1975 nonché gli atti amministrativi susseguenti;

- la Giunta Regionale ad affidare agli Organi competenti dell'Assessorato alla Sanità ed Assistenza l'attuazione degli adempimenti di cui alla legge 17 agosto 1974, n. 386.

F.to: Chanu - Manganoni - Monami - Benzo - Dujany - Lustrissy - Lanivi - Maquignaz - Albaney - Chincheré - Siggia - Dolchi - Crétier - Tonino

Chanu (D.P.) - Una questione preliminare, il Gruppo dei D.P. chiede che su questo argomento il Consiglio si pronunci con votazione segreta.

Andrione (U.V.) - Poiché l'articolo 19 della legge 386 fa obbligo alle Regioni di provvedere con determinate norme all'istituzione di un Ufficio per l'assistenza ospedaliera, poiché è indispensabile al giudizio della Giunta che detto ufficio abbia particolari caratteristiche e cioè sia funzionale ai compiti che sono demandati all'ufficio stesso, poiché d'altra parte procedendo secondo i termini normali cioè proporre una legge, fare il concorso, saremmo arrivati al mese di ottobre, a maggioranza, la Giunta regionale ha votato un tipo di "poltronigramma" com'è stato chiamato questa mattina e ha incaricato alcune persone di occupare quei dati posti. La legge in questione sarà presentata al Consiglio regionale nella giornata del 13 o 14 marzo, penso che più o meno si svolgerà lì intorno il prossimo Consiglio, la legge prevede il concorso per l'occupazione di questi posti, l'organigramma previsto dalla Giunta potrà essere mutato dal Consiglio e ognuno potrà dire quello che crede e modificare in materia, era d'altra parte indispensabile poiché, checché ne pensi l'Avvocato Chanu, il presente conta e l'Ospedale regionale poteva essere immediatamente assistito da un ufficio ospedaliero che fosse funzionale a certi tipi di competenze trasmesse alla Regione, di conseguenza la Giunta prega il Consiglio di votare contro l'ordine del giorno in materia così come presentato.

Caveri (U.V.) - Interventi? La parola al Consigliere Chanu e alla Signorina Viglino dopo.

Chanu (D.P.) - Molto brevemente, non è che voglia ...(voci)... guardi, ho cronometrato di aver parlato per 20 minuti ieri e 7 minuti oggi, se io dovessi mettere sul calendario il tempo degli interventi di tanti altri Consiglieri, non dico del Presidente del Consiglio ...(voci)... perché, tra l'altro, quando poteva parlare, i suoi interventi erano certamente più gradevoli del mio dal punto di vista della preparazione culturale e della dialettica. Mi si permetta però di dire pure nella mia oramai conclamata brevità, e dato che il Presidente del Consiglio mi ha reso grazia di esprimermi, che indipendentemente dalle giustificazioni portate dal Presidente della Giunta, noi riteniamo di insistere sull'ordine del giorno e lo riteniamo anzitutto perché, effettivamente, che si tratti di una procedura extra ordinem è un dato di fatto, che si tratti di un modo di procedere che certamente non collima con le impostazioni generali di soluzione razionale degli organici del personale è certamente vero, che si tratti di procedimento che non ha trovato neppure concordi i componenti della Giunta è altrettanto vero a leggere le dichiarazioni, le motivazioni presentateci e portateci nelle delibere di Giunta. Tutti sappiamo però che questa delibera di Giunta è stata approvata da una Giunta che nel suo insieme dovrebbe essere composta, non diciamo di 8 e tanto meno di 7, ma è stata portata avanti ed approvata da tre persone. D'accordo la presenza di cinque persone è sufficiente nei termini formali per dire che la Giunta può decidere e che la maggioranza dal punto di vista numerico e giuridico si computa sul numero dei presenti, però un fatto che, dal punto di vista politico, non può essere pretermesso è che questa deliberazione è stata approvata da tre componenti della Giunta di cui uno, a cui va tutta la mia stima, non è però esponente politico ma esponente tecnico e che un voto è stato espresso in modo contrario ed un altro componente della Giunta si è astenuto e il voto contrario è stato motivato e viene riportato nel testo della delibera della Giunta.

Non faccio questioni naturalmente né di persone, né di urgenza, faccio questione però di legittimità, perché qui addirittura la Giunta, a mio avviso, ha preso un provvedimento che è gravemente viziato di illegittimità non dico tanto nell'inserire, ma nel formare soprattutto, nell'impostare un organigramma per un settore amministrativo divenuto di sua competenza e soprattutto nel prevedere per quest'organigramma la creazione di posti non soltanto della carriera esecutiva ma anche della carriera direttiva. Ha assunto delle competenze che erano proprie e sacrosante del Consiglio e non le ha nemmeno assunte con la formula della delibera d'urgenza salvo ratifica, perché questa delibera non porta assolutamente l'impegno di portarla al Consiglio regionale per la ratifica, ma assunta così tout court ed è questo che io ritengo sia l'elemento che non può in questo momento, proprio come Consiglio regionale, essere pretermesso ed essere lasciato sotto silenzio.

È un eccesso di potere, è una sottrazione di competenze, questo dal punto di vista giuridico, dal punto di vista politico, beh, insomma, leggiamo, io credo che il Presidente della Giunta avrà ricevuto le proteste reiterate da parte di tutte le organizzazioni sindacali, lo so che il problema personale, il settore del personale è un settore particolarmente minato, bene, però, quando si fanno delle affermazioni e delle dichiarazioni di principio per la nazionalizzazione, l'osservanza delle norme regolamentari e dei canoni addirittura qui, a mio avviso, frammentali per quello che riguarda questo problema, bisognerebbe quanto meno poi essere conseguenti nella sua attuazione pratica. Il Consiglio ne è stato assolutamente obliterato, il Consiglio avrebbe avuto la possibilità, il dovere, il diritto soprattutto di entrare nel merito di questa costituzione dell'organigramma. Non faccio la questione di chi sia poi stato messo o quali posti siano stati coperti per adesso o se questi posti saranno provvisori o definitivi, siamo nella Repubblica del provvisorio e sappiamo quello che vuol dire provvisorio anche molte volte in questa Amministrazione. Io però ritengo che in questo caso la Giunta non si sia comportata nel rispetto di quelle prerogative sindacali che il personale ha diritto di avere garantite, perché è perfettamente inutile che il personale si costituisca in sindacati, aderisca a sindacati se poi questi sindacati non sono nemmeno sentiti in questi problemi che sono problemi che incidono e che lasciano delle tracce e che se poi portano a delle astensioni o a degli scioperi, come quello che stiamo vivendo in questi due giorni, evidentemente perché il personale ritiene di avere dei diritti quando si tratta di questa materia così viva e così difficile ma che pur tuttavia interessa in prima persona il personale stesso che intende essere sentito. Qui si è andati, a mio avviso, un po' al di là e un po' al di sopra delle prerogative, delle delimitazioni proprie e funzionali della Giunta e, sotto l'apparenza dell'urgenza e dell'efficientismo, si è giunti, si è arrivati, io dico proprio così, a portare senza nemmeno quella panacea...che non so come mai non si sia neanche pensato di dire: "va bene, adottiamo delibere d'urgenza, sottoponiamole poi alla ratifica del Consiglio", si è arrivati invece a questa delibera, all'affermazione di quest'organigramma, non "poltronigramma", perché i poltroni molte volte siamo noi, e non voglio assolutamente offendere i dipendenti che sulle poltrone - che non sono poltrone ma sedie - sono chiamati per lavorare anche perché evidentemente lavorando hanno diritto alle loro rivendicazioni, ai loro giusti compensi.

In questo caso proprio si è andati un po' troppo al di là, a mio avviso, in stridente contraddizione con quelle che erano e che sono state ancora stamane delle dichiarazioni di principio che poi non vengono applicate nella pratica realtà. D'accordo, voi ci direte chi è senza peccato scagli la prima pietra, ma, Signori miei, ci avete qualificati come peccatori da mandare via, ma ricadete subito nel peccato anche quando non c'era nemmeno bisogno di peccare, avete una vocazione al peccato peggio della nostra, questo diciamolo francamente e non dico che sia un peccato originale, ma comunque è un peccato tenendo conto che questa Giunta, come si dice, deve durare pochissimo. Oggi ho sentito Ramera che vi faceva delle previsioni fosche di durata, evidentemente volete vivere una vita intensissima, come la mosca che vive poco, dal punto di vista del tempo, rispetto all'elefante, però in poco tempo nasce, si sviluppa, si riproduce, muore; qui avete poco tempo, ma viva Dio, già quasi prima di nascere avete questa vocazione.

Permettetemi quindi di concludere, non voglio tediare ulteriormente l'Assemblea, ritengo però, effettivamente, che su questo problema la Giunta non si sia comportata come avrebbe dovuto comportarsi e avrebbe potuto comportarsi in modo diverso, senza arrivare a pregiudicare niente, soltanto rispettando quelle che erano le competenze del Consiglio. Si chiede quindi una revoca di due deliberazioni, revoca che dal punto di vista politico, per il modo con cui avete agito viene chiesta in questa sede, anche se dal punto di vista giuridico potrebbe essere vista altrove e, proprio per queste ragioni, visto che non siamo qui per mettere i bastoni tra le ruote - guarda, credo di aver dimostrato che non siamo qui per mettere i bastoni fra le ruote, posto che tu le ruote le abbia -, ma, dico, adesso mi ha fatto perdere il filo, ripeto, voglio soltanto concludere dicendo che noi, dal punto di vista politico, stigmatizziamo questo comportamento e riteniamo che su questo discorso il Consiglio si debba esprimere e speriamo proprio anche per la delicatezza, e anche perché indirettamente vengono messe poi in ballo delle persone, e qui si tratta di un appunto di metodo e non di scelte e ci tengo a dirlo nuovamente è da chiarire. Riteniamo che effettivamente il Consiglio debba, non per fare una correzione, ma per dare così un'idea che, insomma, delle cose del Consiglio ne parli il Consiglio. Semmai, se non ne può parlare al momento della decisione, se ne parli in sede di ratifica, ma non che lo venga a sapere solo dai manifesti, dai sindacati o dalle decisioni di sciopero perché questo atto è stato assunto in modo non legittimo e non corretto.

Sono queste le ragioni che mi consentono di insistere perché l'ordine del giorno portato in discussione venga approvato.

Caveri (U.V.) - Sono iscritti a parlare la Signorina Viglino e il Consigliere Milanesio, poi aggiungiamo il Consigliere Pedrini. La parola alla Signorina Viglino.

Viglino M. Ida (R.V.) - Meno male che ho sentito questa frase: "forse anche noi abbiamo peccato", alors péché confessé à moitié pardonné, perché, quando io ho portato in questo Consiglio un caso specifico che riguardava anche la carriera direttiva, prima di tutto c'è stata una seduta a porte chiuse e si è pregato il pubblico di andarsene, perché il pubblico certe cose non le deve sapere, mentre oggi naturalmente, visto che nomi non ne sono stati fatti, si è lasciato il pubblico. Ora, quando io ho portato quell'argomento in Consiglio con dei documenti e con le prove, addirittura attraverso relazioni fatte da capi servizi, ebbene, per carità, io ero da segnare col dito...quindi io dico che da un po' di tempo i Democratici Popolari predicano molto bene ma hanno dimenticato di aver razzolato piuttosto male. Bene, io non ho bisogno di difendere qui la posizione della Giunta perché voi sapete quale posizione ho assunto io su questo argomento. Infatti io avevo semplicemente chiesto la parola per specificare ancora una volta il mio atteggiamento in queste cose, ma quanto ha detto il Consigliere Chanu ha fatto sì che mi dilungassi un po' su un altro argomento.

Volevo semplicemente dire che in questa questione, coerentemente con la mia posizione di quel tempo, e voi mi avete votato contro a quel momento perché per voi andava molto bene quella persona in un posto direttivo, però era una cosa tutta regolare, eccetera. Comunque io volevo solo dire al Consiglio che su questo argomento io mi astengo.

Milanesio (P.S.I.) - Poiché la decisione a cui si fa riferimento nell'ordine del giorno presentato è stata una decisione di Giunta alla quale noi non partecipiamo, avendo delle grandi perplessità per le decisioni assunte dalla Giunta e pur tenuto conto delle dichiarazioni del Presidente della Giunta stessa che porterà entro il Consiglio di marzo un apposito disegno di legge per regolamentare la materia, evidentemente, tenuto conto di queste dichiarazioni, noi voteremo contro l'ordine del giorno presentato perché non riteniamo di dover dare un voto che possa suonare da parte nostra di sfiducia nei confronti dell'operato della Giunta, quindi il nostro sarà un voto contrario all'ordine del giorno presentato e ci riserviamo, in sede di Consiglio quando verrà portato questo disegno di legge, di esprimere le nostre opinioni sull'argomento.

Pedrini (P.L.I.) - Signor Presidente, evidentemente io devo fare una premessa che è quella che non conosco le persone di cui si tratta in quest'ordine del giorno. Io prendo per buone le dichiarazioni del Presidente della Giunta perché dice che nella prossima riunione di Consiglio egli porterà il disegno di legge riguardante questo caso, quello che però mi preoccupa è che queste due persone, se è vero quanto mi hanno riferito, sarebbero state immesse in un grado non rispondente alla verità...e che esse dovrebbero essere parificate essendo state prese, se le informazioni che mi hanno dato sono esatte, da altri uffici e dovrebbero secondo la legge mantenere la stessa caratura finanziaria o economica come voi volete chiamarla, dell'ufficio da cui provenivano.

Io desidererei soltanto, per sapere con esattezza come votare, conoscere la soluzione di questo problema. È vero che queste due persone entrerebbero alla "Valle", alla faccia di Dirigenti della Regione, con degli stipendi da Scià di Persia? È vero invece che non è così come dico io o come dicono le voci di corridoio, e che invece manterranno il grado che avevano nell'ufficio da cui provengono? Evidentemente il Presidente della Giunta deve essere così gentile da darmi una risposta perché non riterrei né logico, né onesto che due persone assunte così tout court e di cui io do atto alla Presidenza che siano state assunte per la necessità del caso, evidentemente debbono avere degli stipendi proporzionati in confronto alla mansione che avevano nei posti da cui loro provengono. Nient'altro, ringraziando il Presidente per la risposta più chiara possibile sull'argomento e che penso darà non soltanto a me ma a tutte le voci che circolano sull'argomento al fine di chiarire anche questo punto di vista che non è simpatico e che è bene che si sappia.

Monami (P.C.I.) - Su questo argomento volevo richiamare l'attenzione del Consiglio soltanto per due argomenti di fondo che sono per noi abbastanza importanti.

Mi sia però concessa una piccola premessa nel dire che continuiamo a fare un errore quando si parla di due persone e di due deliberazioni: la verità è che le deliberazioni non sono due ma sono tre perché bisognerebbe aggiungere alle deliberazioni n. 461 e n. 462 anche la n. 463 e le persone non sono due ma diventano, in virtù della n. 463, quattro e neppure, Consigliere Pedrini, sto a parlare di funzionari della Regione con stipendi da Scià di Persia.

Dei due aspetti che mi premeva di sottolineare ai quali noi Comunisti siamo particolarmente sensibili il primo è l'aspetto sindacale del problema. Io ricordo che nel 1974, e mi sfugge la data, per un provvedimento preso dall'allora Giunta il personale scese in sciopero prima, per il provvedimento consiliare che prendemmo del quale ci assumemmo tutta la responsabilità, però noi Comunisti ci siamo anche detti, e lo abbiamo detto molto francamente, che il nostro rapporto Partito Comunista-classe operaia, Partito Comunista-lavoratori, Partito Comunista dei lavoratori e quindi Sindacati non è certo un rapporto di subordinazione l'uno all'altro e, nel rispetto delle reciproche libertà e autonomie, abbiamo però sempre detto che provvedimenti di questo tipo dovevano quanto meno avere un confronto. Non dico il consenso, perché un conto è il giudizio sindacale sull'azione amministrativa di una Giunta e un altro è il giudizio politico. Io posso esprimere un'opinione politica che non collima con la posizione sindacale di un'organizzazione sindacale, ma è mio dovere, credo, come Comunista, quello di verificare e di confrontare con l'Organizzazione sindacale queste diverse posizioni e dalle quali trarre una naturale conclusione. Bene, questa è una cosa che non è stata fatta perché sennò il personale domani non sarebbe in sciopero come invece lo sarà.

L'altra questione che mi pare dover sottolineare è, e me lo consenta sempre il Presidente della Giunta che si manifesta e direi che alla lunga dimostra sempre più quelle capacità cui accennavo stamattina...con una certa arguzia dice la legge della riforma ospedaliera pone delle urgenze, delle scadenze di cui noi ci siamo fatti portatori, e voi sapete quanto e come...e che noi accettiamo e comprendiamo, però mi spiega questo Presidente della Giunta che trincera questo suo giustificato provvedimento... I Compagni Socialisti probabilmente lo giustificheranno ai loro compagni del Sindacato, ma, come dicevo, qui ognuno di noi è libero ed autonomo nel giudizio politico e sindacale, quindi anche i Compagni Socialisti faranno quanto compete nei confronti dei loro compagni dirigenti sindacali...ma ecco, dico, Presidente della Giunta, quando noi sottolineavamo l'urgenza del Comitato Regionale, che è un Comitato politico e lei deve tener conto che al di sopra di ogni altra funzione tecnica rispettiamo e vediamo le ragioni di fondo, l'esistenza dello strumento politico, ce lo avete negato...ed è da due mesi che ci portate a passeggio...

(voce del Presidente della Giunta Andrione)

... sì, Signor Presidente, portate a passeggio la legge proposta dal Partito Comunista a questo proposito.

Allora, se si ha tanta sensibilità per l'urgenza da ricoprire con quattro persone un Ufficio tecnico, altrettanta sensibilità politica dobbiamo avere per lo strumento politico che deve guidare poi le decisioni, cioè per poter dare delle decisioni politiche che i tecnici traducono in pratica.

E allora se questa teoria, per quanto consta a noi, è giusta, non era il caso di nominare un Ufficio per la programmazione ospedaliera oggi, visto che fra 15 giorni voteremo la legge, non c'è l'urgenza e bastava dire a tre tecnici, perché questa è l'autorità, che una Giunta autorevole e forte deve avere - può darsi che non abbia questa autorità e questa forza -, prendeva quattro funzionari e li incaricava e li esentava da un determinato servizio e faceva loro assolvere questo servizio tecnico, puramente tecnico, sino al momento in cui non era in grado di dare attuazione alla legge che ci proponete di discutere fra 15 giorni.

Ecco le contraddizioni che noi troviamo in queste cose e le riassumo brevemente: le deliberazioni non sono due ma sono tre; le persone non sono due ma sono quattro; l'urgenza è una giustificazione non politica perché non trova riscontro nella giustificazione di altri atti politici e poi l'insensibilità con cui questi problemi si affrontano senza avere il coraggio di affrontare apertamente un dialogo con le forze sindacali che rappresentano anche i dipendenti di quest'Amministrazione regionale.

Caveri (U.V.) - La parola al Consigliere Pedrini.

Pedrini (U.V.) - Io desidero soltanto per fatto personale chiarire una frase dell'amico Monami, egli ha detto: "gli stipendi degli Scià di Persia dei funzionari", no, io non mi sono riferito ai funzionari della Regione, io mi sono riferito agli stipendi che prendevano in precedenza. Soltanto per chiarire, io ritengo che i nostri funzionari alla Regione non abbiano da scialare niente, ecco solo per chiarire il punto, grazie.

Caveri (U.V.) - La parola al Presidente della Giunta.

Andrione (U.V.) - Semplicemente per alcune precisazioni: l'articolo 19 della legge 386 dice: "per l'attuazione dei compiti connessi con il trasferimento dell'assistenza ospedaliera, le Regioni sono tenute ad avvalersi di personale degli enti mutualistici nonché degli altri Enti pubblici operanti nel settore dell'assistenza sanitaria - tre delle quattro persone enunciate da Monami vengono da Enti mutualistici, una viene dalla Regione - detto personale - quello che riguarda gli enti mutualistici, non quello che riguarda la Regione - in attesa del definitivo trasferimento è comandato presso le Regioni, ancora a carico dello Stato -quindi con gli stipendi che avevano precedentemente - sulla base di contingenti determinati dal Ministro per il Lavoro e la Previdenza Sociale di concerto con il Ministro per la Sanità e per il Tesoro, di intesa con le Regioni interessate - sembra che per "Regioni" si intenda Giunte - sentiti gli Enti mutualistici di provenienza".

Per quanto riguarda la Liguria e la Puglia, sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale della settimana scorsa i primi decreti dei Ministri che prevedono, per esempio, per la Puglia 44 medici, 18 funzionari di un certo tipo, e viene fuori un ufficio mastodontico, ma d'altra parte la Puglia è più grossa di noi. Per quanto riguarda la Regione, io do atto al Consigliere Monami di avere toccato un tasto sensibile, perché non sono peccatore, checché se ne dica, ma ho fatto l'errore di non consultare i Sindacati prima, è un dato di fatto, è vero, è vero, e abbiamo proceduto in questa materia esattamente come avevamo proceduto con il decreto per il Comitato previsto da quell'articolo 20, che è l'articolo che segue l'articolo 19.

Allora, mi prendo la piena responsabilità, ripeto che quell'Ufficio, secondo noi, doveva avere quei connotati e non essere nominato come - con presa d'atto, se non vado errato, del 3 o 4 dicembre 1974 - fatto dalla Giunta precedente incaricando degli stessi compiti una persona che veniva anche quella dall'Ente Mutua, così per caso, con compiti di responsabilità in seno all'Ufficio regionale per l'assistenza ospedaliera, senza precisare quali erano i compiti; noi abbiamo ritenuto necessario fare un organigramma. Può essere uno sbaglio, si è proceduto con eccessiva brutalità nei confronti dei Sindacati, di questo io do atto, non ho carattere molto facile, purtroppo così, il Generale De Gaulle diceva - chiedo scusa per la citazione -: "ce qui à nom l'homme mauvais", però rimane il fatto che senza un Ufficio che sia un Ufficio di assistenza ospedaliera, che abbia cioè i compiti previsti dall'articolo 19, senza quell'Ufficio la riforma ospedaliera partiva male, noi avevamo ritenuto che dovesse partire bene.

Caveri (U.V.) - La parola al Consigliere Bordon.

Bordon (D.C.) - Mi pare e vorrei rimanere nei limiti perché fino ad oggi almeno, fino adesso, salvo piccole eccezioni, si è rimasti nel limite di una discussione corretta, con lievi polemiche, però non vorrei oltrepassare certi limiti perché guasterei quest'atmosfera, che io chiamo anche idilliaca, però vorrei soffermarmi su due cosettine intervenendo per un tempo brevissimo, non come il Consigliere Chanu, ma un po' più breve sul serio, soltanto per fare alcune considerazioni.

Mi sembra che qui si voglia portare questo problema agli estremi limiti dandogli l'importanza che non ha, un problema che invece deve essere preso nei suoi giusti limiti. Abbiamo sentito il Presidente della Giunta dirci: "io ho dovuto dare per necessità e per urgenza l'incarico a tre persone". Io comincio a domandarmi, e non ne chiedo la conferma al Presidente della Giunta, perché lo so già...tanto per cominciare un incarico in qualunque momento può essere revocato...io penso che, indubbiamente, quando si studierà l'organigramma di questo nuovo Ufficio, verrà poi portato qui in Consiglio regionale.

Ecco, vedi Consigliere Dujany, dopo ti dirò un'altra battuta mia amichevole, il problema è semplicemente che si vuole andare a vedere delle irregolarità dovute forse all'urgenza e alla confusione del momento e per evitare una situazione che proveniva da voi piuttosto confusa. Perdonatecelo questo perché lo riconoscete anche voi e, arrivati ad un certo momento, vogliamo accollare a questa Giunta, che sta funzionando a tutto vapore, con tutto quello che può fare per portare avanti dei problemi che avrebbero dovuto essere risolti prima e che invece si devono risolvere in questo brevissimo lasso di tempo...ad un certo momento non dobbiamo caricare questa Giunta delle colpe che non ha. Difatti, ci siamo sentiti dire dalla Signorina Viglino che, intelligentemente come sempre, ci ha voluto ricordare...il nome non l'ho mica fatto io, è stato fatto dal Presidente della Giunta...quel Moglia non so che cosa ha detto qui dentro che ad un certo momento è stato discusso, che era di dominio pubblico, perché poi fare allontanare il pubblico fa ridere i polli, perché nei corridoi si sa tutto quanto noi abbiamo detto qui dentro ed è giusto che gli elettori lo sappiano, ma allora non abbiamo mica fatto tanto can-can a quanto sembra, abbiamo visto che con tutta la documentazione che lei aveva, lo ha detto lei che è certamente al di sopra di più di quanto lo sono io. Che cos'è quel gesto che ha fatto lei? Se ne sono lavati le mani e ci hanno mandati a passeggio e siamo stati ben soddisfatti così, più o meno, ma la verità è questa.

Ora, a me sembra che qui, ed è logico che questo accada in quest'atmosfera di votazione di bilancio, si vogliano fare molto grosse anche le cose piccole per vedere di ottenere dei risultati che è giusto che certa gente, certi Consiglieri sperino, perché è giusto che questa sia la loro linea di condotta. Io quindi vi dico e chiedo al Presidente della Giunta che gli incarichi che sono stati dati adesso siano rivisti, se c'è qualche cosa che non va, che venga portata avanti, perché anch'io, per esempio, non sono molto soddisfatto di come sono venute fuori certe impostazioni. Io però ho capito che cosa vuol dire (e proprio a te, Dujany, dico questo, perché è accaduto a te come a me, è vero che io avevo addirittura gli amici che mi sparavano con le palline nere nella schiena, questa è la verità, tu almeno questi non li avevi come non li ha lui adesso), arrivati ad un certo momento, Signori, per forza ci sono dei problemi che hanno dei punti carenti che però bisogna portare avanti. Naturalmente, dopo tutto questo, io dico ai miei amici che non ci dobbiamo preoccupare proprio per niente per questa situazione perché su un problema di questa importanza abbiamo già perso troppo tempo, perché la Giunta deve eventualmente rivedere questo, se sarà il caso, quando sarà il momento, abbiamo sentito delle perplessità da parte del Consigliere Pedrini sul fatto che non sono entrati con questi stipendi nuovi ma hanno gli stipendi di prima e che questi incarichi verranno ripresi se non andranno bene ...(voci)... ma sì, ma state buoni! Guardate che avete fatto delle nomine voi, avete messo in certi posti della gente che veniva con un'unica tessera di presentazione, Lustrissy, quella dei Democratici Popolari! E non avevate mica la bocca tanto delicata allora! Questo è il problema, la verità è un'altra! Noi siamo veramente contenti e ci auguriamo che questa Giunta possa andare avanti così com'è o rinforzata, com'è stato detto prima ed è giusto che sia rinforzata perché dimenticate sempre che purtroppo se noi abbiamo due voti, voi che andate a vedere le Giunte striminzite o asfittiche...non ci sono perché uno è l'Assessorato tecnico e non vota e l'altro, purtroppo, sapete in che condizioni di salute si trova, ma appena si sarà messo a posto questo e anche quei due voti ci saranno, vedrete che cambierete anche voi tono, state pure tranquilli!

Ma c'è una cosa che mi soddisfa, che abbiamo azzeccato la strada giusta, l'abbiamo azzeccata nell'interesse della Valle d'Aosta perché io non vi ho mai visto tanto solleciti e solerti come adesso, oggi nove ordini del giorno abbiamo avuto - pensate un po' -, sono rimasti quattro anni lì a grattarsi le ginocchia e di punto in bianco hanno tutti problemi da risolvere e li dobbiamo risolvere noi in 50 giorni: ecco, questo voi fate le considerazioni che volete, dite che Bordon ha potuto anche dire delle inesattezze ma la verità è quella, perché qui si arriva, si critica quello che non è stato fatto prima. Abbiamo sentito il problema di ospedali e di sanità, una relazione fatta dall'ex Assessore Benzo, per il quale io ho poi una particolare simpatia forse per la sua bonomia, che viene fuori e ci fa giù una lunga elencazione dei problemi sanitari della Valle, eh perbacco ci sei stato quattro anni, se non sbaglio, lì dentro...

(voce del Consigliere Benzo)

... cinque? Benissimo, peggio ancora! Sarebbe bene che tu cambiassi un momentino perché, da quando sei seduto lì, hai avuto tutte nuove idee, tutti nuovi geni...ecco la situazione!

Queste cose quindi bisogna pur dirle ad un certo momento perché sennò si va fuori dal seminato; ad un certo momento tutti i problemi debbono essere risolti in un battibaleno, la nuova Giunta dovrebbe arrivare, toccare il pulsante e risolvere i problemi dei trasporti e tutto quanto. Vedremo che cosa verrà fuori, state tranquilli che con questa nuova maggioranza certi problemi verranno portati avanti, naturalmente non si possono portare avanti in 48 ore e io sono stupito che il Presidente della Giunta non si difenda ancora di più, perché, avendo in mano tutto il materiale che ha, ne abbiamo già sentite diverse di irregolarità e di fesserie amministrative fatte, io sono stupito che non le porti fuori tutte e gliele solleciterò se sarà il caso!

Caveri (U.V.) - Allora possiamo mettere in votazione? La parola al Consigliere Dujany.

Dujany (D.P.) - Il Consigliere Bordon, come al solito, si alza, fa un discorsone confuso, tutto al di là del problema che è oggetto di discussione, probabilmente non ha neanche letto la delibera...

Bordon (D.C.) - Ho fatto scuola da te...palline nere...

Dujany (D.P.) - ...ti pregherei Bordon...tu sei "daltonico" e la tua Presidenza è stata abbastanza breve per il molto lavoro fatto. Comunque ritorniamo all'argomento che mi pare non sia affatto l'argomento che ha sviluppato il Consigliere Bordon, qui non è un problema di persone, non è un problema di incarichi, è un problema di metodo.

La Giunta decide su una competenza che non riteniamo propria, decide su un organigramma che è una competenza del Consiglio, questo è il problema di fondo.

Ecco, tutto lì il problema, quindi riteniamo che sul piano politico non sia una decisione valida, indipendentemente dalle osservazioni di altra natura sul piano prettamente giuridico. Perché di competenza del Consiglio? Perché il Consiglio potrebbe valutare diversamente quest'organigramma, potrebbe entrare nel merito, potrebbe ritenerlo non attuale, potrebbe ritenerlo procrastinabile, potrebbe ritenerlo valido, comunque di sua competenza deciderlo; quindi il problema è solo un problema di metodo e l'osservazione su questa deliberazione è un problema di metodo.

Il Presidente della Giunta ha citato la legge ospedaliera, è vero che la legge ospedaliera prevede queste competenze e prevede naturalmente che la Regione deve intervenire per svolgere quelle determinate attività che le sono state trasferite a seguito della legge dal 1° gennaio 1975, però non costringe la Giunta a costituire immediatamente, legalmente, attraverso quello che si chiama organigramma, quello che noi chiamiamo normalmente una pianta organica, la costituzione di questo ufficio con i vari posti, con i vari titoli, con tutti gli ammenicoli naturalmente corrispondenti.

Ribadisco quindi quanto è già stato dichiarato da un membro della Giunta che ritiene prematuro l'atto in quanto non sono ancora ben definiti i compiti dell'ufficio e che le effettive competenze che al medesimo saranno attribuite sono eccessive rispetto al numero dei posti della carriera direttiva previsti dall'organigramma stesso o altre valutazioni di questo genere che sono di competenza del Consiglio.

Tutto lì il problema, quindi credo che il problema non va visto in termini drammatici e catastrofici o in termini da Mississippi, come sono solitamente gli interventi del Consigliere Bordon che non studia i problemi specifici e si limita continuamente a fare il giro del mondo senza affrontare il problema concreto, ma il problema è di questo tenore per cui il Consiglio rivendica a sé la competenza per questa materia.

Caveri (U.V.) - Possiamo votare? Una precisazione dell'Avvocato De Vita.

De Vita (Assessore tecnico) - La precisazione che intendo fare al Consiglio è la seguente: la legge che demanda alla Regione i compiti che prima svolgevano le Organizzazioni assistenziali è del 17 di agosto 1974. Quando io ho avuto l'onore di sedere per la prima volta negli uffici dell'Assessorato, che modestissimamente rappresento, ho trovato questa situazione: dal 1° di gennaio i funzionari già degli enti assicurativi avevano cessato - e questo in forza di una disposizione di legge - le proprie mansioni per quanto concerne il ricovero e l'assistenza di ammalati presso l'Ente ospedaliero e la Regione si è trovata nella necessità assoluta, inderogabile ed urgente di provvedere a costituire questo ufficio che in parte non fa che continuare l'opera già svolta dalle organizzazioni assistenziali INAM, INPS (pardon, no l'INPS, per adesso non ha ancora compiti), l'INADEL, li conosciamo tutti, i Coltivatori Diretti, eccetera. Ogni Ente ha proposto dei trasferimenti, in effetti soltanto quattro, ha ragione il Consigliere Monami quando dice che non sono due ma sono quattro effettivamente i funzionari che sono passati, tre da Enti assistenziali, e il quarto già funzionario interno dello stesso Consiglio, che ha questi nuovi compiti, compiti inderogabili perché se mancava il funzionamento di questo Ufficio - e spero che questo non verrà contestato -, si poteva creare un caos nell'Amministrazione regionale e nell'assistenza degli ammalati ed ecco perché è stato preso, con la necessaria urgenza, questo provvedimento di cui oggi si discute.

Ora, io non ho né l'animo, né il diritto di censurare passate Amministrazioni, mi sia però permesso rilevare che dal 17 di agosto in avanti, cioè dall'entrata in vigore di questa legge che non faceva, tra l'altro, che ratificare un precedente decreto che aveva già due mesi di anzianità, anzi tre mesi perché era di maggio, si poteva evidentemente, con tutto il tempo necessario, provvedere all'organizzazione di questi uffici.

Io ho le lettere, se il Consiglio desidera vederle, le facciamo chiedere, dell'INAM, per esempio, che propone un elenco di nomi che saranno comandati presso gli uffici regionali per svolgere questi compiti. Effettivamente due di questi, e non voglio fare dei pettegolezzi ma siccome li conosco personalmente...sono dei vostri...chiamiamoli simpatizzanti, amici, non so se iscritti o no, uno senz'altro perché me l'ha detto lui, quindi non è che si sia fatta una scelta con dei criteri politici ...(voci)... no, è perché vedo il Consigliere che guarda me, io non guardavo lei, quando qualcuno mi parla, io mi rivolgo a lui volentieri, ah, ho fatto il ditino e l'ho messo là ecco...vi prego però di darmi atto dell'esattezza, diciamo, delle notizie di fatto che in questo momento io ho enunciato.

Comunque, ripeto, non intendo fare delle polemiche, è vero quello che dice il Presidente che non si sono consultate le Organizzazioni sindacali e che era giusto farlo, se lo ammettiamo chiaramente, veramente non ci si è pensato, si è detto qui: si arena tutto e dobbiamo provvedere con una certa urgenza, però vi ha precisato lo stesso Presidente che tutto ritornerà in discussione davanti al Consiglio e che allora voi potrete fare tutte le eccezioni, i rimarchi e le considerazioni che riterrete del caso.

Vi dirò di più: con un decreto del Presidente della Giunta del 20 di dicembre è stata formata la Commissione di cui all'articolo 20, abbiamo parlato del 18 e del 19, il 20 è quello che dispone la formazione di una Commissione, se ricordate, proprio di questo argomento si è già parlato qui in Consiglio e si è detto che il progetto di legge presentato, evidentemente con l'intento di ampliare non soltanto il numero ma anche i compiti e le funzioni che si volevano demandare a questa Commissione, non rispondeva all'avviso di chi vi sta parlando, era non costituzionale perché non rispondeva ai dettati di questa norma che io allora illustravo: quella dell'articolo 20. Siccome si era chiesto il rinvio della discussione, io ricordo di avere detto: "ben venga questo rinvio, farò di più, andando a Bologna io mi interesserò" e me ne sono interessato effettivamente per sapere che cosa hanno fatto le altre Regioni a proposito di questa famosa legge.

La Commissione sarà costituita da un numero limitato di persone, ma, come ho già detto, nulla impedirà che siano 17 come previsto da questo decreto presidenziale, che siano 20 o 25 non importa proprio niente, non abbiamo delle preclusioni a favore o a danno di nessuno.

Ripeto però che questo provvedimento è stato adottato da poche Regioni. A Bologna c'erano tutte, ogni Assessorato, se non l'Assessore, aveva un Dirigente degli uffici presente, Bologna, per esempio per l'Emilia, non lo ha ancora fatto, io ho chiesto a quel simpaticissimo Turci, che è l'Assessore, che mi ha detto che voleva vedere che cosa facevano gli altri, appunto perché c'è difficoltà. Ci sono già state invece delle Regioni che lo hanno approvato, io mi sono portato uno di questi testi ed è, tanto per essere precisi, del Friuli Venezia Giulia. È un decreto che, a mio avviso, è perfetto, che supera tutti gli ostacoli in cui eravamo caduti noi e che ripresenteremo all'esame del Consiglio e che penso sarà approvato.

Adesso vedo che sto andando fuori argomento, ma era soltanto per dirvi che anche questa Commissione è ormai sul tappeto e dirò di più: per questa Commissione io ho chiesto a Beneforti della CISL, perché avevo avuto occasione di parlargli per altro argomento, e mi dice: "sì, però mi usi la cortesia, siccome noi siamo impegnati fino a tutto il giorno 7 marzo, la convochi, sì, perché ci fa piacere, avremo uno scambio, ma dopo il 7". Ho detto: "non so faremo il 9, il 10, vedremo qual è il giorno in cui tutti avremo la possibilità". Anche in questa Commissione, quindi state certi che avremo il piacere e l'onore di conoscerci, di sedere ad un tavolo e di discutere gli argomenti che interessano.

Queste sono quelle precisazioni che io avevo il dovere, ritengo, di compiere.

Benzo (D.P.) - Mi sembra opportuno, considerate le dichiarazioni fatte dall'Assessore De Vita, richiamare l'attenzione del Consiglio su quelle che sono state effettivamente, da un lato, le incombenze gravi e come tempistica molto affrettate e quelle che sono state anche da parte nostra, quando avevamo la responsabilità dell'Assessorato della Sanità, le decisioni prese.

In effetti c'è la legge 386 con tutte le azioni conseguenti all'articolo 19, che demandava alle Regioni la possibilità di distacco di funzionari degli Enti mutualistici. Tutte le Regioni sono rimaste in attesa di conoscere il decreto che doveva essere emanato e che è stato poi emanato a fine di dicembre, ma fin dai primi giorni di dicembre, in particolare l'INAM, che è la più grande delle organizzazioni mutualistiche, aveva richiesto ai propri dipendenti, fissando una data che, se non erro, era il 5 di dicembre, di sapere chi era disponile, volontariamente, a passare comandato presso le Regioni. L'Assessorato della Sanità quindi ha segnalato un gruppo di cinque nominativi, il giorno seguente, con telegramma a firma del sottoscritto e inviato sia alla sede INAM di Aosta che all'INAM centrale, Direzione Nazionale. I Comandi erano stati richiesti per poter agire all'interno della Regione e predisporre tutte le incombenze, in particolare di carattere amministrativo ed organizzativo, per la messa in attuazione del passaggio dell'assistenza ospedaliera alla Regione, in questo caso alla nostra Regione.

Devo dare atto non solo del lavoro compiuto dal dirigente amministrativo che da otto-nove anni ricopre la carica nell'Assessorato della Sanità e Assistenza Sociale, non solo ai funzionari della programmazione regionale che erano stati messi a disposizione proprio per questo particolare settore per il piano ospedaliero e in quest'ultimo periodo per l'assistenza ospedaliera, non solo per quanto hanno predisposto sotto il profilo legislativo, ma proprio, ripeto, grazie al lavoro del Dirigente dell'Assessorato e al lavoro tempestivamente iniziato da queste cinque persone distaccate in attesa, dopo il 1° gennaio, di vedere quali altri funzionari di altre organizzazioni mutualistiche fossero stati messi a disposizione della Regione per poter considerare, innanzi tutto, la necessità di personale per questo lavoro che doveva essere compiuto, devo dire e ripeto che, proprio grazie a questo personale e al personale interno della Regione, si sono potuti predisporre tutti gli elenchi che hanno permesso dal 1° di gennaio 1975 l'attività di assistenza ospedaliera erogata a favore dei cittadini valdostani. Noi poi abbiamo lasciato prima della fine dell'anno la nostra carica di Assessorato.

Ecco questa è la realtà dei fatti. Ora, se a un certo momento è necessario codificare in una pianta organica regionale, nell'ambito di tutto l'Assessorato della Sanità ed Assistenza Sociale, che ha già ai suoi vertici per l'assistenza, per la dirigenza amministrativa anche un Dirigente e per la dirigenza Sanitaria il medico regionale, occorre predisporre una pianta organica che preveda un certo numero di posti proprio per il distacco conseguente a quello avvenuto da parte degli Enti mutualistici ed è indubbiamente necessario che questo venga fatto.

Non capisco come già non sia previsto e non si sia potuto discutere proprio in sede di Consiglio regionale l'intero organigramma in quanto, ripeto, per quanto era a mia conoscenza, erano cinque gli elementi distaccati in attesa di vedere se le necessità non erano superiori, oltre al personale, ripeto, già della Regione che, d'altronde, tramite l'Assessorato della Sanità è l'organo competente proprio per questa materia. Questo solamente per una doverosa precisazione di tempi, di modi e sono più che certo che l'Assessore attuale avrà potuto constatare la continuità e come tutto il meccanismo era stato messo in moto sia pure in attesa del decreto, anticipando il decreto che non era stato ancora emesso, proprio perché eravamo preoccupati di far sì che dal primo giorno di gennaio si potesse almeno essere sicuri, da un certo punto di vista, che persone competenti che da anni avevano seguito questi problemi, potessero collaborare all'interno della Regione nell'ambito dell'Assessorato della Sanità.

Caveri (U.V.) - Pallina bianca per chi è favorevole all'ordine del giorno, pallina nera per chi è contrario, come dovrebbe essere ovvio.

Monami (P.C.I.) - La pregherei di tener conto del mio intervento, cioè dell'ordine del giorno presentato che dice, naturalmente secondo le interpretazioni che diamo noi: "viste le deliberazioni di Giunta regionale n. 461, 462 e 463 del...", eccetera, la data non mi interessa, e così via. Grazie.

Caveri (U.V.) - Va bene. Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 9.

VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO

Esito della votazione:

Presenti: 32

Votanti: 31

Maggioranza: 17

Favorevoli: 14

Contrari: 17

Astenuti: 1 (M. Ida Viglino)

Il Consiglio non approva.

Caveri (U.V.) - Pertanto l'ordine del giorno n. 9 è respinto.