Objet du Conseil n. 705 du 25 septembre 1989 - Resoconto
OGGETTO N. 705/IX - STATO ATTUALE DELLA VERTENZA REGIONE-MAURIZIANO, CON RIFERIMENTO ALLA NECESSITA' DI RISTRUTTURAZIONE DELLA SEDE OSPEDALIERA DI VIA GINEVRA. (Interpellanza)
PRESIDENTE:Do lettura dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Mafrica e Bajocco ed iscritta al punto 18 dell'ordine del giorno.
INTERPELLANZA
Per giustificare la "impossibilità" di intervento per una ristrutturazione dei locali dell'unità operativa di anatomia patologica, le cui condizioni hanno provocato le dimissioni del responsabile, il Presidente dell'Unità Sanitaria Locale Roberto Vicquéry ha tirato in ballo la ormai quasi ventennale vertenza Regione-Mauriziano.
Poiché notizie di stampa relative alla copertura da parte dello Stato di deficit pregressi dell'USL, comprensivi dell'affitto dell'Ospedale di Viale Ginevra, facevano pensare a qualche progresso nella vertenza Stato-Regione-Mauriziano,
i sottoscritti Consiglieri regionali del Gruppo comunista
INTERPELLANO
l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale per conoscere:
1) lo stato attuale della vertenza Regione-Mauriziano;
2) le intenzioni della Giunta in ordine ai provvedimenti da prendere per risolvere i più urgenti problemi di ristrutturazione della sede ospedaliera di Viale Ginevra.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.
MAFRICA (PCI):La vicenda del Mauriziano continua ad essere uno dei punti dolenti nell'attuazione del programma di questa Giunta, credo anche nell'attuazione del programma dei Parlamentari valdostani. Proprio il Senatore Dujany, infatti, quando negli anni '70 era Presidente della Giunta, è stato l'iniziatore di questa vicenda, che ormai è Giunta al diciannovesimo anno, ma alla quale non abbiamo ancora trovato una soluzione...
(...Interruzione del Presidente Rollandin...)
A me sembra che sia stato il Senatore Dujany.
Recentemente il problema del Mauriziano si è presentato in modo abbastanza serio ed è diventato materia di polemica tra l'USL ed il personale dell'Ospedale. Abbiamo appreso che il facente funzioni di primario dell'Unità di anatomia patologica se ne è andato, perché aveva chiesto delle modifiche ai locali, che rendessero quel servizio più funzionale, ma ha ricevuto una risposta negativa da parte dell'USL.
Il Presidente dell'USL dice che non possiamo fare niente, perché, finché non si risolve la vertenza con il Mauriziano, non possiamo modificare i locali e quindi non possiamo dare risposte alle esigenze del personale e dei cittadini. Mi pare che la Regione abbia stanziato da alcuni anni dei fondi per il laboratorio e per altri interventi, che di fatto non vengono effettuati perché, in questa fase, non si vuole intervenire in una struttura che non è di proprietà regionale.
Leggo su La Vallée che dovremmo considerarci fortunati, perché in questo periodo le cose dovrebbero aver fatto dei passi in avanti, dei quali però chiedo conferma all'Assessore, perché il fatto che la sanità sia gestita da un democristiano che nutre stima ed amicizia a Roma dovrebbe facilitare le cose. Nell'articolo si parla di un finanziamento, con il quale verrebbero coperti alcuni deficit dell'USL relativi agli anni precedenti, nonché una parte dell'affitto relativo a quegli anni.
Con questa interpellanza noi poniamo sostanzialmente due domande. Vorremmo sapere a che punto si trova la vertenza tra Stato-Regione e Ordine Mauriziano, se effettivamente si sono fatti dei passi in avanti, quanto tempo è ancora necessario, quali passi possono essere fatti dalla Regione e dai Parlamentari della Valle d'Aosta.
Vorremmo poi anche sapere se possiamo continuare ad accettare una situazione di questo tipo, per la quale cioè interventi ritenuti necessari, come certe ristrutturazioni di locali, non vengono portati a termine perché manca la proprietà. Ci pare che le esigenze di quei servizi siano molto pesanti e che il cittadino non possa ritenersi soddisfatto di una risposta del tipo: "C'è una vertenza in atto". Se il cittadino che si reca all'Ospedale per le analisi deve attendere in locali non idonei, se il personale deve lavorare in locali che vengono ritenuti inadeguati, non pensiamo che possa bastare una risposta come quella data dal Presidente dell'USL.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale, Lanièce; ne ha facoltà.
LANIECE (DC):Debbo premettere che, purtroppo, i tanti, gravi e complessi problemi della Sanità, che accomunano la Valle d'Aosta a tutte le altre Regioni d'Italia, senza che per questo io voglia qui insinuare che "mal comune è mezzo gaudio", non si risolvono certo con prese di posizione clamorose e colpi di testa, né tantomeno sbattendo dietro di sé la porta. L'attività della Sanità, come ogni cammino in ascesa, è fatta piuttosto di dedizione silenziosa, di costante abnegazione e di sacrificio mal riconosciuto e spesso inadeguatamente ricompensato, non solo materialmente, come ben sanno tanti operatori del settore.
Per i pubblici amministratori, più che la ricerca di demagogiche attenzioni degli organi di informazione o di consensi elettoralistici, ciò che conta è l'azione quotidiana, generosa e costante per i tanti problemi, grandi e piccoli, da risolvere. Gli organi di stampa, che non hanno l'ambizione di risolvere le questioni sul tappeto, ma giustamente quella di attirare l'attenzione dell'opinione pubblica, riescono talvolta anche a sollevare inutili polveroni, che non contribuiscono di certo a rasserenare gli ambienti operativi, già di per se stessi surriscaldati.
Questa estate è scoppiato il caso di anatomia patologica. In proposito posso trasmettere ai colleghi interpellanti copia sia dell'allegato A), concernente gli acquisti del 1989 dell'USL per il reparto di Anatomia patologica, sia della lettera del Presidente dell'USL, datata 13 settembre 1989, con la quale è stata fatta la trattativa privata per altri acquisti. Mi corre l'obbligo di sottolineare che, con il solo limite delle disponibilità attuali di bilancio, essi mi paiono adeguati alle richieste avanzate.
Circa il fatto riportato dagli organi di informazione, che il Presidente dell'USL, nel corso della polemica sorta sul caso dell'Anatomia patologica avrebbe tirato in ballo l'ormai quasi ventennale vertenza Regione-Mauriziano, non ritengo di esprimere valutazioni di sorta, anche perché ciò non servirebbe a far avanzare di niente la vertenza, ma varrebbe unicamente a gettare olio sul fuoco di una polemica che, come tante altre, personalmente ritengo sterile.
Per rispondere puntualmente all'interpellanza, dirò che il riconoscimento del debito della Regione nei confronti dell'Ordine Mauriziano, per l'utilizzazione dell'Ospedale di Aosta dal 1972, è stato inserito dalla Giunta regionale sin dal 27 gennaio 1984, con provvedimento n. 373, nell'ambito delle operazioni di ripianamento dei disavanzi dell'USL.
L'onere per l'utilizzo del complesso ospedaliero ci è stato riconosciuto dallo Stato con il ripianamento del disavanzo 1985/86, pari ad un importo di lire 6.582.750.000. Pertanto, all'Amministrazione regionale sarà così possibile corrispondere all'Ordine Mauriziano l'indennità di occupazione per il periodo 1972/86. Viene quindi a cadere uno dei motivi pregiudiziali della vertenza Regione-Mauriziano.
La Regione ha poi provveduto a comunicare all'Ordine Mauriziano gli importi previsti per l'indennità di occupazione ed ora sono in corso degli incontri per definire la bozza di convenzione ai sensi del 3° comma dell'articolo 80 della legge 23 dicembre 1978 n. 833.
Circa le intenzioni della Giunta in ordine ai provvedimenti da prendere per risolvere i più urgenti problemi di ristrutturazione della sede ospedaliera di viale Ginevra, comunico che, nell'individuare la necessità dei posti letto occorrenti alla nostra Regione in aggiunta a quelli disponibili, in attuazione del noto Decreto ministeriale 13 settembre 1988 relativo agli standard del personale ospedaliero, l'Esecutivo regionale ha dato indicazioni per gli interventi di organizzazione, unificazione e potenziamento delle strutture ospedaliere regionali, ivi compreso l'ex Mauriziano. In particolare, con provvedimento deliberativo n. 2967 del 24 marzo, è stata prevista la realizzazione di un ampliamento della struttura ospedaliera esistente per almeno 206 posti letto, che sono quelli che mancano per raggiungere il famoso rapporto di sei posti letto per mille abitanti, ed è stato dato mandato all'Assessorato alla Sanità di presentare un apposito studio di fattibilità, per la cui effettuazione sono state fornite specifiche indicazioni. Tale provvedimento è stato reso esecutivo in data 6 settembre 1989 e mi riservo di presentare entro dicembre o gennaio lo studio suddetto, con l'indicazione per la risoluzione dei problemi di ristrutturazione dell'ex Mauriziano.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.
MAFRICA (PCI):Mi pare che l'Assessore, nella parte iniziale della sua illustrazione, abbia presentato una visione un po' "deamicisiana" del lavoro dei medici. Posso anche credere che si riesca a fare qualche passo in avanti con la buona volontà e la dedizione, ma noi avevamo proposto un problema politico e non avevamo parlato della buona volontà e dei sacrifici degli operatori.
Ho trovato invece strano che l'Assessore non abbia voluto commentare, per non aprire ulteriori polemiche, la dichiarazione del Presidente dell'USL. Non si tratta della dichiarazione di un cittadino qualunque, ma di uno che ha il compito di applicare gli indirizzi che questa Giunta dà all'USL, per cui, se ci sono delle polemiche o dei punti di vista differenti, è anche opportuno che emergano ed io non trovo giustificato che ci si rifiuti di commentarle.
Per quanto riguarda la vertenza vera e propria, l'Assessore dice che gli affitti per gli anni 1972-86 dovrebbero essere coperti da questi 6 miliardi, per cui rimarrebbero da definire nella convenzione le quote dell'affitto odierno e dei due anni precedenti; dice anche che si sta stilando una convenzione con il Mauriziano, che penso dovrà essere portata all'esame del Consiglio, per dare definitiva soluzione al problema. Poiché intenzioni o valutazioni di questo tipo ci sono già state presentate in precedenti occasioni, tant'è che ci sembrava che la convenzione fosse a buon punto, mi auguro che questa sia la volta buona, cioè che si riesca finalmente a stilare la convenzione tra Regione e Mauriziano e si stabilisca chi deve pagare le spese. Ricordo in proposito una precedente convenzione tra Mauriziano e Regione, che poi non è stata accettata dal Ministero della Sanità, che non voleva farsi carico delle spese necessarie per la costruzione di una clinica a Saint Vincent, che avrebbe dovuto soddisfare le richieste del Mauriziano.
Visto che oggi abbiamo il piacere di avere con noi i Parlamentari valdostani, che ringrazio della loro presenza, auspico che, per quanto di loro competenza, continuino ad interessarsi per contribuire ad accelerare la soluzione di questo problema.
Penso comunque che il problema debba essere tenuto molto presente, sia perché, come da dichiarazione della Giunta, è uno dei punti principali del programma ed uno degli elementi che giustificano l'accordo di questa maggioranza, sia perché, se non si risolverà in fretta la questione della proprietà di quella sede, anche il piano di ristrutturazione, che l'Assessore dice di dover preparare in breve tempo e portare all'attenzione del Consiglio, non avrà pratica attuazione.
Alcuni anni fa, lo studio Galvani-Vallacqua aveva presentato un progetto di ristrutturazione, che la Giunta aveva anche approvato, però non se ne è fatto niente, perché non si è risolto il problema principale, quello cioè di intervenire in un edificio che non è di nostra proprietà.
Pertanto, prendo atto, con i rilievi che ho fatto, delle dichiarazioni dell'Assessore Lanièce e mi auguro che questa sia l'ultima interpellanza che presento sulla questione del Mauriziano.
