Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 606 du 21 juin 1989 - Resoconto

OGGETTO N. 606/IX - Problemi connessi alla realizzazione di uno stabilimento di acque minerali a Morgex. (Interpellanza).

Presidente: Do lettura dell’interpellanza presentata dal Consigliere Riccarand:

INTERPELLANZA

PREMESSO che il sottoscritto Consigliere ha cercato più volte, ma inutilmente, di avere risposte chiare e precise in merito alle competenze e procedure per mettere in vendita le acque minerali in Valle d’Aosta, con particolare riferimento alle sorgenti "La Vittoria" e "Youla" di Courmayeur;

APPRESO, dagli organi di stampa, che la Regione è ricorsa alla Corte Costituzionale per rivendicare la propria competenza in materia di acque minerali, con particolare riferimento ai canoni di concessione;

RILEVATO che, a quanto riferisce il quotidiano "La Stampa", la Corte Costituzionale avrebbe dato torto alla Regione e che la sentenza costringerebbe a "rivedere il progetto di Morgex";

il sottoscritto Consigliere regionale

INTERPELLA

l’Assessore regionale all’Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti per sapere:

1) quando, per quali motivi e con quale risultato la Giunta regionale ha fatto ricorso alla Corte Costituzionale in merito alla competenza sulle sorgenti "La Saxe", "La Vittoria" e "La Reina" di Courmayeur? E’ vero che la sentenza della Corte Costituzionale ha dei riflessi sul progetto di stabilimento delle acque minerali a Morgex?

2) A chi spetta l’autorizzazione e in base a quali norme di legge, per mettere in vendita un’acqua minerale in Valle d’Aosta? Quali procedure si devono eseguire per tale autorizzazione? Quali procedure sono state espletate per quanto riguarda l’imbottigliamento e la commercializzazione delle acque minerali delle sorgenti "La Vittoria" e "Youla" da parte della "Sorgenti Monte Bianco S.p.A."?

3) Non ritiene opportuno e necessario fornire alla competente Commissione consiliare permanente un quadro completo dei problemi che sono connessi alla realizzazione dello stabilimento di acque minerali a Morgex?

Presidente: Ha chiesto di illustrare l’interpellanza il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

Riccarand (NS): Questa operazione "Sorgenti Monte Bianco S.p.A." - di cui si è accennato anche nella discussione delle precedenti interrogazioni ed interpellanze sulla ferrovia per i risvolti che può avere - era stata annunciata alla vigilia delle elezioni del 1988 con un notevole clamore da parte della Giunta regionale. Ormai è trascorso un anno e credo che un primo bilancio di come stanno andando le cose dobbiamo farlo. Dopo un anno credo che più che altro si sono dilatati i punti interrogativi, mentre di realizzazione e di interventi concreti abbiamo visto ben poco.

Un grosso punto interrogativo rimane - ed elementi su questo non li abbiam - sulla possibilità di successo commerciale in un campo di così alta concorrenza e sui costi, sugli oneri di una campagna promozionale pubblicitaria rispetto ad una società che commercializza le acque del Monte Bianco.

Questo è un primo grosso punto interrogativo, su cui non ho elementi di informazione, su cui credo che il Consiglio sappia molto poco, ecc.

Secondo punto interrogativo: questa società "Sorgenti Monte Bianco" da chi è composta realmente e quando è stata costituita? Chiedo questo anche perchè sono andato al tribunale per verificare la composizione di questa società e una società "Sorgenti Monte Bianco S.p.A." con sede a Saint-Christophe non risulta negli elenchi delle ditte al tribunale di Aosta, quindi non so sotto quale denominazione è registrata e in quale località.

Il terzo punto interrogativo è costituito dalle interferenze con il tracciato autostradale. Abbiamo presentato una interrogazione su questo problema e la risposta che ci è stata data è che qualche problema c’è, che questi problemi si possono in sede di progettazione risolvere, per cui si possono eliminare interferenze. Però noi vorremmo vedere una relazione scritta su queste cose; basta guardare le planimetrie per rendersi conto di come il tracciato autostradale passa a circa 150 metri dalle sorgenti Youla e Vittoria per rendersi conto che qui non basta un generico accorgimento in sede di progettazione costruttiva; la R.A.V. ha dato delle garanzie (le dà con molta facilità), ma ci vogliono precise documentazioni, relazioni scritte, che finora non ho visto da nessuna parte. Così come finora non ho visto, anche se avevo richiesto copia, ma mi è stato detto che non esiste una copia scritta, una relazione di qualcuno autorevole che dimostri che il trasporto delle acque da Courmayeur fino a Morgex non ne pregiudica le qualità che le rendono acque minerali di un certo valore. Anche su questo dobbiamo avere degli elementi di certezza, non possiamo andare soltanto su delle ipotesi molto generiche.

Per quanto riguarda il progetto dello stabilimento, anche qui nella convenzione fatta fra Regione e società prima della scadenza elettorale era previsto che il progetto di stabilimento doveva essere fatto a spese della società, invece poi è stata fatta una variazione, per cui le spese di questo progetto sono state accollate alla Regione. Non so a che punto è la progettazione, quando si prevede di iniziare i lavori, ecc.

E poi c’è l’ultimo punto interrogativo molto grosso, quello delle autorizzazioni, ed è un punto interrogativo che è riemerso con notevole evidenza dopo la recente sentenza della Corte costituzionale, che ha capovolto quelle che erano le convinzioni diffuse dall’Amministrazione regionale. Alla fine del 1988 avevo presentato due interrogazioni e una interpellanza per cercare di capire chi doveva rilasciare le autorizzazioni per la commercializzazione di quelle acque e a che punto era l’iter per questa autorizzazione. Devo dire che dopo aver ricevuto le risposte, contraddittorie fra di loro, dell’Assessorato alla Sanità e dell’Assessorato all’Industria non ero riuscito ad arrivare ad una conclusione, perchè sostanzialmente si dicevano due cose diverse: l’Assessorato alla Sanità attribuiva la competenza al Ministero dell’Interno in base ad una determinata legge,mentrel’Assessorato all’Industria sosteneva che la competenza era della Regione Valle d’Aosta. Adesso abbiamo la sentenza della Corte costituzionale che dice molto chiaramente che"... l’esame della normativa statutaria della legislazione successiva porta ad escludere che le acque minerali e termali siano state trasferite alla Regione" e afferma che "esiste una esclusiva titolarità dello Stato in ordine alla competenza ed al riconoscimento delle proprietà terapeutiche". L’articolo de "La Stampa", in cui si è resa nota la sentenza della Corte costituzionale, affermava anche a chiare lettere che questa sentenza costringerà a rivedere il progetto di Morgex, che "il progetto per lo stabilimento di Morgex subirà un nuovo ritardo, a meno che la Regione non decida di rimandare la procedura per ottenere il passaggio delle acque statali nel suo demanio, così come previsto dallo statuto di autonomia...".

Non so in base a quali informazioni, e date da chi, sono state scritte queste cose, però non credo che il redattore le abbia inventate. Qui ci sono dei problemi reali, dei nodi reali, su cui le informazioni nel Consiglio sono del tutto insufficienti, per cui questa interpellanza mira ad avere una serie di elementi su questo quadro che è estremamente confuso, e sollecita anche una riunione apposita della Commissione consiliare competente in materia, in modo da poter discutere con precisione e con tutta la documentazione, punto per punto, tutti quelli che sono i notevoli punti interrogativi rispetto ad un intervento che può essere sicuramente interessante e positivo, ma che sembra sia stato avviato con una certa superficialità, e che comunque finora è pieno di punti interrogativi su cui non sono state date finora risposte convincenti.

Presidente: Ha chiesto di parlare l’Assessore all’Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti Lanivi, ne ha facoltà.

Lanivi (ADP): Credo di essere perfettamente d’accordo con il Consigliere Riccarand nel richiedere una riunione della Commissione competente, e proporrei come interlocutori non soltanto l’Assessorato all’Industria e Commercio, ma i tre Assessorati che possono essere interessati da questa vicenda, che sono, oltre a quello dell’Industria e Commercio, anche quello dei Lavori Pubblici e della Sanità. Questo potrà sicuramente non dico fare luce, ma ricomporre un quadro, anche per dare la possibilità ai Consiglieri che ne sono interessati di recuperare l’insieme della situazione, e soprattutto rimettere insieme una serie di risposte che già a questo Consiglio sono state fornite e che voglio ripetere.

Mi pare che la considerazione finale del Consigliere Riccarand sia quella da cui partire, cioè che quello dello stabilimento per l’imbottigliamento delle acque minerali di Morgex è un intervento interessante. E’ una operazione molto impegnativa e come tale presenta alla sua realizzazione tutta una serie di problemi che si stanno approfondendo e superando.

Quello che è certo è che l’iniziativa va avanti, andrà avanti e si realizzerà, quindi vorrei sgomberare il campo da questo interrogativo. Non è una iniziativa fantasma, esiste la società "Sorgenti Monte Bianco", se ne conosce la composizione del capitale sociale, quindi si conoscono i protagonisti; si sa che il capitale sociale è diviso in cinque parti, quattro quote del 24% l’una sono rispettivamente dell’Autoporto, della Parmalat, dell’Elettrocarbonium, di imprenditori di Torino e per ultima al 4% la Regione Valle d’Aosta.

Il secondo punto da chiarire riguarda la modifica circa l’incarico di progettazione: la società ha effettivamente presentato un progetto di massima alla Regione, la quale si è fatta carico del progetto esecutivo che è in corso di ultimazione. Sono già state definite e ottenute le relative autorizzazioni a livello comunale per la progettazione delle demolizioni, che hanno subito una modifica nel senso che è stata accettata una richiesta avanzata dal Comune di collegare le demolizioni dello stabilimento con alcuni manufatti in cemento armato che sovrastavano lo stabilimento stesso.I progetti di demolizione sono stati presentati al Comune ed hanno ottenuto le regolari autorizzazioni e sono già state avviate le procedure di appalto per le demolizioni. Nello stesso tempo si sta ultimando il progetto esecutivo dello stabilimento.

Questo per dire che non è una iniziativa intorno alla quale si sta pensando, ma è una iniziativa attorno alla quale si sta lavorando per addivenire, rispettando una tempistica che è stata concordata tra Regione, Assessorati competenti (in questo caso l’Assessorato ai Lavori Pubblici), i progettisti e la società, alla realizzazione dello stabilimento di Morgex. Ma di tutto questo potremo fare oggetto specifico e recuperare tutto l’insieme della vicenda.

Per quanto riguarda lo specifico dell’interpellanza e la contesa fra Regione e Corte costituzionale, voglio far presente che la Giunta regionale, con provvedimento in data 3 febbraio 1989, n. 1218, ha deliberato di proporre il ricorso per conflitto di attribuzione dinanzi alla Corte costituzionale avverso tre note dell’Intendenza di Finanza di Aosta: la prima, protocollo n. 23569 del 5 gennaio 89, la seconda, protocollo n. 14711 del 30 gennaio 89, la terza, n. 14712 del 30 gennaio 89. Le note hanno per oggetto "Sorgenti acque minerali di La Saxe in Comune di Courmayeur", "Sorgenti acque minerali La Regina in Comune di Courmayeur", "Sorgenti acque minerali La Vittoria in Comune di Courmayeur" e per contenuto il pagamento dei canoni che l’Intendenza di Finanza reclamava allo Stato e non alla Regione. La Regione, nel ricorso proposto alla Corte costituzionale, ha contestato sotto vari profili l’assunto dell’Intendenza di Finanza, secondo cui la Regione non avrebbe la competenza e il diritto di riscuotere ed acquisire i canoni della concessione delle sorgenti di acque minerali. La Corte costituzionale, con sentenza n. 326/89 ha dichiarato che la proprietà delle sorgenti è dello Stato e conseguentemente spettano lo stesso i canoni attinenti alle concessioni. Circa i riflessi che una decisione di questo genere può avere sullo stabilimento, la sentenza della Corte costituzionale non ha nessun riflesso sul progetto delle acque minerali di Morgex; la Società Monte Bianco sarà tenuta a corrispondere i canoni di concessione all’ufficio del registro di Aosta, anzichè alla Regione.

Per quanto riguarda le procedure, l’autorizzazione e la vendita delle acque minerali, queste informazioni sono già state fornite dall’Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale con lettere del 2 novembre 1988, n. 7610, e del 13 gennaio 1989, n. 267. Si precisa inoltre che la società Sorgenti Monte Bianco S.p.A. è stata autorizzata alla vendita delle acque minerali La Vittoria e Fonte Youla ai sensi del decreto del Presidente della Giunta regionale n. 14 del gennaio 1988. Comunque ho alcune documentazioni che in questa sede o in sede di incontro nella Commissione competente potrò fornire non solo all’interpellante, ma ai Consiglieri presenti.

Presidente: Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

Riccarand (NS): Non sono soddisfatto della risposta, se non per quanto riguarda questa disponibilità ad un incontro (che spero in tempi rapidi) in Commissione, per chiarire una vicenda che rimane completamente confusa.

Dice l’Assessore che questa decisione della Corte costituzionale non avrà riflessi rispetto al progetto società Sorgenti Monte Bianco. Può darsi, però sta di fatto che la tesi della Regione era quella di una competenza in materia, tesi sostenuta anche nelle lettere che citava prima l’Assessore in risposta ad interrogazioni ed interpellanze che avevo fatto, che però sono smentite da questa sentenza, e quindi questo problema dell’autorizzazione viene completamente rimesso in discussione.

L’Assessorato regionale alla Sanità mi ha risposto con questa lettera del novembre 1988 che l’autorizzazione andava richiesta al Ministero dell’Interno, seguendo una determinata procedura, e se le cose stanno veramente così, questa procedura non è mai stata avviata.

Dice l’Assessore che la società Sorgenti Monte Bianco ha una autorizzazione alla vendita in base al decreto n. 14 del gennaio 1988; questo non è vero, perchè quel decreto (che ho qui in copia) non riguarda la società Sorgenti Monte Bianco S.p.A., ma riguarda la società Sorgenti Monte Bianco Terme di Courmayeur S.p.A., con sede a Courmayeur, che aveva fatto domanda molti anni fa per ottenere un trasferimento di autorizzazione e di vendita di acque minerali da una società Scamit alla società Sorgenti Monte Bianco Terme di Courmayeur S.p.A.. Ma questa è una domanda inoltrata molti anni prima che nascesse la società Sorgenti Monte Bianco con sede a Saint-Christophe.

E’ per questo che io chiedo di capire quando è stata costituita questa società Sorgenti Monte Bianco S.p.A. con sede a Saint-Christophe e chi sono i soci. L’Assessore mi ha detto che i soci sono cinque e me ne ha fatto i nomi, ma come mai questa società non risulta nell’elenco ditte del tribunale di Aosta? Vorrei capirlo questo, perchè qui si sta facendo confusione; si passano dei diritti di vendita e di autorizzazione ad una società vecchia, che è la società Sorgenti Monte Bianco Terme di Courmayeur con sede a Courmayeur, che non ha niente a che vedere con questa società Sorgenti Monte Bianco S.p.A. con sede a Saint-Christophe e che non può usufruire dei diritti che riguardano una società diversa. E’ cosa ben diversa il diritto di imbottigliare e di vendere un prodotto imbottigliato e venduto alla sorgente a Courmayeur, da quello di vendere un prodotto imbottigliato e commercializzato dopo che viene trasportato per chilometri; è chiaro che in questo secondo caso ci vuole una autorizzazione diversa.

Se l’Amministrazione pensa di basare il diritto di vendita della società su questo decreto n. 14 fa uno sbaglio clamoroso; rischiamo di andare a realizzare un edificio e poi non avere l’autorizzazione per vendere le acque. Questa è la realtà. Oggi non esiste questa autorizzazione e non esistono neanche le condizioni, le perizie, gli studi che ci dicono che avremo questa autorizzazione.

Per questo ritengo che ci troviamo in una situazione estremamente ingarbugliata, in cui non si capisce come stanno le cose, quali sono gli elementi di certezza che abbiamo. Senza parlare poi di tutto il discorso del successo commerciale di questa azienda, ma anche qui sarebbe da aprire tutto un altro capitolo.

Comunque, la possibilità che questo stabilimento a Morgex una volta costruito possa realmente portare le acque, imbottigliarle e venderle, è ancora tutto da dimostrare. Vorrei che questo lo si dimostrasse con perizie tecniche, per sapere esattamente che le autorizzazioni necessarie ci sono, o perchè le può dare la Regione (ma la sentenza della Corte costituzionale smentisce questa ipotesi), o perchè le dà un’alta autorità (il Ministro della Sanità, il Ministero degli Interni), ma evidentemente sulla base di determinate procedure che non sono mai state avviate. Non possiamo esibire questo decreto n. 14/88 che, ripeto, riguarda un trasferimento di autorizzazione di vendita delle acque dalla società Scamit ad una società costituita negli anni ’60, che non ha più niente a che vedere con la società Sorgenti Monte Bianco S.p.A. con sede a Saint-Christophe e con lo stabilimento a Morgex.

Credo che qui ci troviamo in una situazione pasticciata e mi auguro che questo incontro con tutti e tre gli Assessori si possa fare, in modo che si depositino sul tavolo i necessari elementi di chiarezza su questa situazione.