Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 607 du 21 juin 1989 - Resoconto

OGGETTO N. 607/IX - Riorganizzazione del piano per il sistema assicurativo dei beni della Regione.(Interpellanza).

Presidente: Do lettura dell’interpellanza presentata dai Consiglieri Mafrica e Tonino:

INTERPELLANZA

Nell’anno 1981 il Consiglio regionale ha approvato un nuovo piano per il sistema assicurativo dei beni della Regione, basato sul principio che a tre compagnie (RAS, Assicurazioni d’Italia, Reale Mutua Assicurazioni) venivano garantiti contratti decennali, a condizione che ripartissero, in parte, le proprie quote con altre compagnie.

Poichè i criteri ispiratori di detto piano di fatto stabilivano un monopolio basato "sull’importanza delle Compagnie e l’assiduità delle Agenzie", senza precisare nulla sul rapporto qualità-prezzo dei prodotti offerti; poichè con l’avvio del mercato unico europeo la concorrenza dovrà anche essere aperta a compagnie ed agenzie europee;

i sottoscritti Consiglieri regionali

INTERPELLANO

l’Assessore alle Finanze per conoscere:

1) la distribuzione delle polizze stipulate dalla Regione con le diverse compagnie, elencate per ramo di attività e ammontare dei premi annuali pagati;

2) cosa succederà alla scadenza del piano decennale in vigore;

3) quali sono le intenzioni della Giunta rispetto ad una riorganizzazione del sistema assicurativo regionale.

Presidente: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.

Mafrica (PCI): Nel 1981 il Consiglio regionale ha approvato un piano di riorganizzazione del sistema delle assicurazioni. Ora, quel piano faceva passare la situazione da uno stato di monopolio assoluto di tre compagnie, ad uno stato di monopolio temperato; questo significa che fino a quel momento erano sostanzialmente tre le compagnie che si dividevano tutti i pacchetti assicurativi per i beni della Regione, e che da quel momento in poi queste tre compagnie, in cambio di un prolungamento per dieci anni delle loro posizioni, accettavano di suddividere le quote con altre compagnie.

Nelle premesse di quel piano si diceva che la scelta delle compagnie a cui affidare una parte delle quote dipendeva dall’importanza delle compagnie e dalla assiduità delle agenzie; vale a dire che quel piano che rappresentava un passo in avanti rispetto alla situazione precedente, comunque si basava su criteri spuri, perchè l’importanza delle compagnie è un criterio che può essere preso in considerazione ma di per sè non è così significativo e, tanto meno significativa è l’assiduità delle agenzie. Cosa significa assiduità delle agenzie non lo so bene: se assiduità presso i membri della Giunta o se l’assiduità nel pagare rapidamente ciò che devono pagare.

Credo che sia giunto il momento invece di pensare a quella che è la sostanza di un rapporto corretto fra una Regione e un imprenditore che offre un servizio. Il criterio non può che essere quello del costo del servizio e della qualità del servizio. Noi crediamo che le polizze da stipulare non debbano più essere determinate da criteri strani, ma da criteri che valgono per tutto il complesso dei servizi e delle attività regionali, cioè quando si tratta di scegliere a chi affidare un servizio, si verifica il costo e si verifica la qualità del servizio.

Siccome il 1991 è vicino, siccome le assicurazioni sono molto brave quando non ricevono per tempo le disdette a prolungare per altri dieci anni ciò che hanno nel loro portafoglio, noi ci preoccupiamo per tempo perchè la Giunta regionale ci dica come vuole procedere.

Quindi la prima domanda è di carattere conoscitivo: vogliamo sapere qual è oggi la situazione della distribuzione delle polizze fra le diverse compagnie nella nostra Regione, vogliamo sapere che quota ha ciascuna compagnia, per quali rami e per quali premi.

La seconda domanda invece è tecnica: vorremmo sapere cosa succederà alla scadenza del piano decennale, vale a dire se non esiste il rischio di una sua conferma automatica, e cosa succederà poi per particolari polizze stipulate dopo il 1981.

La terza domanda è relativa alle intenzioni della Giunta regionale: vogliamo sapere se la Giunta regionale condivide questa opinione che sia necessario passare dal monopolio temperato alla fase della concorrenza, tanto più che nel 1992, se non avverrà prima, le assicurazioni italiane dovranno confrontarsi con le assicurazioni europee. Esistono dati certi che dimostrano come le compagnie di assicurazione italiane facciano pagare almeno il doppio rispetto alle quote chieste dalle corrispondenti compagnie europee. Quindi vogliamo mettere la Giunta regionale sull’avviso perchè non si trovi nel 1992 in una situazione di fatto compiuto, per cui la sua possibilità di scelta verrebbe ridotta al minimo.

Presidente: Ha chiesto di parlare l’Assessore alle Finanze Voyat, ne ha facoltà.

Voyat (UV): Je dois avant tout dire aux Conseillers Mafrica et Tonino que je ne vais pas lire toutes les données, autrement nous ici passons la matinée. Quand même je lis les données les principaux, après je donnerai une photocopie aux Conseillers.

En commençant par l’année 1982, les trois sociétés déléguées avaient 52,32%, en 1988 ils ont eu 44,50%. Les autres sociétés co-assicuratrici avaient 47,68% et en 1988 55,50%.

Pour ce qui concerne la responsabilità civile automezzi, la société Reale, responsable des sociétés déléguées, avait 25% en 1982, elle a eu 33% en 1988. Les autres sociétés avaient 74%, elles ont eu 67% en 1988.

En ce qui concerne responsabilità civile rischi diversi, les trois sociétés déléguées avaient 66,95%, elles ont eu 54,50% en 1988. Par contre, les autres sociétés avaient 33,05%, elles ont eu 45,50% en 1988.

En ce qui concerne responsabilità civile fabbricati, pour les sociétés déléguées 51,50%, en 1988 45%. Les autres sociétés avaient 48,50% en 1982, 55% en 1988.

Quant à Infortuni, les trois sociétés déléguées avaient 64,30%, elles ont eu 51% en 1988.

Les autres sociétés avaient 35,70%, elles ont eu 49% en 1988.

En ce qui concerne Rischio volo, les trois sociétés avaient 65,35% en 1982 et 40% en 1988. Les autres sociétés 34,65% et 60% en 1988.

Le total de ce que a payé l’Administration régionale dans ces années c’est le suivant: en 1982 286 millions, en 1983 419 millions, en 1984 475 millions, en 1985 558 millions, en 1986 607 millions, 987 723 millions, en 1988 685 millions.

Pour ce qui concerne le comportement de l’Administration régionale au moment de l’échéance de ce contrat, il est évident qu’on ne va pas renouveler tout court ce qui est maintenant, mais nous devons faire des discours. Avant tout nous devons voire ce qui se passe quand il y aura l’ouverture et la libre circulation des assurances européennes en Italie; deuxièmement nous devons sans doute tenir compte qu’une assurance unique parfois n’accepte pas de couvrir tout un risque car il est trop grand, par conséquent elle nous demande de diviser le contrat et le risque parmi différentes assurances. Alors, il faut voir si on trouve une assurance qui couvre entièrement le risque ou si elle nous demande de diviser le risque parmi d’autres compagnies d’assurance.

Nous devons dire qu’un contrat de dix ans c’est trop long pour l’Administration régionale, même si nous avons par contre des avantages économiques, car un contrat de dix ans coûte moins à l’Administration régionale qu’un contrat fait an par an. Mais nous devons aussi voir le comportement des assurances, parce que parfois il arrive que l’assiduité des assurances (et c’est c,a ce que disait avant M. Mafrica), quand elles ont la garantie d’un contrat pendant dix ans, diminue. Et alors: pas le renouvellement tout court, voir ce qui se passe, voir aussi s’il y a des assurances qui couvrent complètement le risque, et réduire le temps: dix ans sont trop, il faudrait faire de contrats de trois-cinq ans.

Le choix doit être fait à libre concurrence, parmi les assurances qui font le contrat le meilleur et qui donnent les garanties nécessaires à l’Administration régionale.

J’ajoute que le choix, comme il a été fait l’année 1981, passera à l’examen du Conseil régional.

Presidente: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.

Mafrica (PCI): Sono abbastanza soddisfatto degli impegni che ha preso l’Assessore, vale a dire il fatto di non riconfermare tout court questo piano, ma di verificarlo, soprattutto all’esame di due criteri che condividiamo e che sono quelli della libera concorrenza e della serietà del lavoro delle compagnie.

I dati che l’Assessore ha voluto citare confermano quella che era la nostra tesi, per cui il monopolio garantito in questi anni ha ceduto poco spazio alle altre compagnie; vale a dire che le tre compagnie principali hanno ceduto qualche punto in percentuale ma tengono largamente in mano la situazione, mentre le altre si distribuiscono la parte restante. Comunque la questione fondamentale è che si valuti bene il rapporto fra costo e qualità dei servizi e che in quel campo, anche tenendo conto dell’evoluzione che ci sarà a livello europeo, si garantisca alla Regione la possibilità di fare dei contratti vantaggiosi dal punto di vista della qualità del servizio e del costo.