Objet du Conseil n. 605 du 21 juin 1989 - Resoconto
OGGETTO N. 605/IX - Futuro della linea ferroviaria Aosta - Pré-Saint-Didier. (Interrogazione e interpellanza).
Presidente: Do lettura dell’interrogazione e dell’interpellanza presentate rispettivamente dai Consiglieri Mafrica e Bajocco e dal Consigliere Riccarand:
INTERPELLANZA
APPRESO che, per quanto concerne la tratta ferroviaria Aosta - Pré-Saint-Didier, nel corso di un incontro svoltosi a Roma il 18 maggio 1989, il Ministro dei Trasporti Giorgio Santuz, avrebbe assicurato l’intervento politico nei confronti dell’Ente Ferrovie dello Stato affinchè la tratta stessa non venga più inserita tra le linee da sopprimere;
APPRESO ALTRESI’ che, sempre in tale occasione, sarebbe stata concordata una linea d’intesa Regione-Ministero per il proseguimento di esercizio della tratta ferroviaria in questione;
i sottoscritti Consiglieri regionale del gruppo comunista
INTERROGANO
la Giunta regionale per conoscere:
1) che cosa si intende per "intervento politico" per l’esclusione della tratta Aosta - Pré-Saint-Didier dall’elenco delle linee da sopprimere;
2) quali sono le modalità previste per il proseguimento dell’esercizio della tratta ferroviaria predetta;
3) quali sono gli investimenti regionali concordati a tale fine.
F.ti D.Mafrica, I.Bajocco
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INTERPELLANZA
RILEVATO che sugli organi di stampa si alternano notizie positive e negative sul futuro della linea ferroviaria Aosta- Pré-Saint-Didier;
RICORDATO che da mesi è avviata una trattativa tra Regione Valle d’Aosta, Direzione Compartimentale Ferrovie dello Stato di Torino e Organizzazioni Sindacali per giungere ad un protocollo generale di accordo sulla ferrovia Aosta- Pré-Saint-Didier;
RILEVATO che nell’ambito del Piano di Bacino di Traffico, in corso di elaborazione occorrerà assumere provvedimenti per favorire ed incentivare il trasporto di passeggeri e merci su ferrovia, eliminando anche la concorrenza attualmente esercitata da servizi regionali di pulman con linee sovrapposte a quella della ferrovia;
il sottoscritto Consigliere regionale
INTERPELLA
l’Assessore regionale all’Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti per sapere:
1) quali decisioni sono state assunte dall’Ente Ferrovie dello Stato in merito alla tratta Aosta- Pré-Saint-Didier;
2) che cosa si intende fare per ripristinare il funzionamento della linea fino a Pré-Saint-Didier;
3) quali provvedimenti si intendono assumere per riabilitare nuovamente la linea Aosta- Pré-Saint-Didier per il trasporto merci;
4) quali provvedimenti si intendono assumere nell’ambito del Piano di Bacino di Traffico per potenziare il trasporto ferroviario.
F.to: E.Riccarand
Presidente: Ha chiesto di illustrare l’interpellanza il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.
Riccarand (NS): Questa interpellanza affronta nuovamente questo problema più volte discusso dalla Giunta regionale della linea ferroviaria Aosta- Pré-Saint-Didier. Tutti abbiamo potuto leggere sugli organi di stampa notizie abbastanza contraddittorie rispetto al futuro di questa linea: chi ha pubblicato notizie confermando una ipotesi di chiusura a tempi brevi, chi invece ha affermato che i recenti orientamenti del Ministero e delle Ferrovie dello Stato sarebbero quelli di mantenere questa linea, anche se non si sa esattamente a quali condizioni.
Comunque è chiaro che ci deve essere un impegno da parte dell’Amministrazione regionale per scongiurare in ogni modo la chiusura di questa linea, che ha una sua funzione e che può recuperare una grossa vitalità e svolgere un servizio importante all’interno della nostra Regione.
La prima domanda che poniamo in questa interpellanza è quella di conoscere le informazioni che sono in possesso della Giunta rispetto agli orientamenti e alle decisioni, se ci sono state, da parte delle Ferrovie dello Stato e da parte del Ministero dei Trasporti.
La seconda questione riguarda il ripristino integrale del servizio su tutta la linea, che credo sia ancora limitato al tratto Aosta-Morgex, con una limitazione che non può consentire un rilancio complessivo della linea e un suo ruolo maggiore essendo una tratta limitata, per cui le potenzialità della linea rimangono mortificate.
La terza questione che poniamo è quella del trasporto merci. La linea non è più oggi abilitata al trasporto merci, perchè in passato è stato fatto quel tipo di scelta per contenere i costi eper altre ragioni, ma se si vuole darle un futuro, oltre che un potenziamento del materiale occorre anche una diversa classificazione della linea, in modo da consentirle questo trasporto merci. Pertanto volevamo sapere che intenzioni ci sono e quali provvedimenti sono previsti a tale riguardo.
L’ultima questione riguarda gli orientamenti - di cui discuteremo in Commissione quanto prima - che all’interno del bacino di traffico, attualmente in corso di redazione, sono presenti rispetto al potenziamento del trasporto ferroviario: in che modo si pensa di poter riequilibrare il rapporto trasporto su strada/trasporto su gomma/trasporto su pulman e trasporto su ferrovia, in particolare per la tratta Aosta- Pré-Saint-Didier, eliminando dei doppioni, eliminando delle corse concorrenziali su gomma, cercando di studiare un sistema di reale rilancio della ferrovia. A tale proposito si tratta, evidentemente, di incentivare l’utenza, anche con una modifica strutturale, individuando nuovi punti di fermata, quindi ridando slancio e funzione nuova a questa linea, che potrebbe avere una funzione molto importante nel futuro della Valle d’Aosta.
Presidente: Ha chiesto di parlare l’Assessore all’Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti Lanivi, ne ha facoltà.
Lanivi (ADP): L’Amministrazione regionale da tempo, però più intensamente nell’ultimo periodo, anche a seguito di timori avanzati e di minacce che più o meno esplicite ci venivano circa il futuro della ferrovia Aosta- Pré-Saint-Didier, ha interessato il compartimento di Torino, con il quale ci sono stati numerosi incontri, non solo scambi di corrispondenza ma anche atti ufficiali del Governo regionale, per il mantenimento della linea Aosta-Pré-Saint-Didier.
Vi sono due condizioni obiettive di difficoltà registrate ancora dopo l’incontro con il Ministro Santuz; una è l’attuale situazione di crisi di governo, l’altra è la non chiara definizione di una politica dei trasporti, in modo particolare di quella ferroviaria a livello nazionale, per cui avere certezze in questo momento è cosa piuttosto difficile.
Noi crediamo di aver fatto la nostra parte. In un testo che abbiamo trasmesso sia al Ministro Santuz (da cui poi è derivato l’incontro che abbiamo avuto a Roma il 18 maggio), sia al commissario dell’ente Ferrovie dello Stato, sia al direttore compartimentale delle Ferrovie dello Stato Piemonte- Valle d’Aosta, sia al direttore generale dell’ente Ferrovie dello Stato, abbiamo sinteticamente rappresentato le motivazioni che spingono la Regione a sostenere la validità della tratta ferroviaria Aosta-Pré-Saint-Didier, che vorrei qui riassumere.
Intanto questa tratta ferroviaria rappresenta ad oggi l’unica alternativa di collegamento in caso di interruzione della statale n. 26 per una parte non solo consistente della Valle d’Aosta da un punto di vista territoriale, ma anche lungo un corridoio che non è solo di interesse nazionale, ma anche internazionale.
La seconda motivazione (ed è il punto su cui maggiormente abbiamo insistito nell’incontro con il Ministro) è che l’Aosta- Pré-Saint-Didier, quale naturale prolungamento della Chivasso-Aosta, rappresenta l’unica infrastruttura ferroviaria esistente in Valle d’Aosta, quindi non considerabile alla stregua di altre linee che possono offrire su un identico territorio regionale delle alternative. Un altro punto che abbiamo sottolineato è che la Aosta-Pré-Saint-Didier si attesta al centro di un’area di alto interesse turistico e con l’apertura dello stabilimento per l’imbottigliamento delle acque minerali, sito in Morgex, questo avvio di attività potrà offrire anche dal punto di vista economico consistenti entrate, tali da modificare il rapporto ricavi/costi oggi registrati su questa linea.
Abbiamo sottolineato come la Regione ha riconosciuto l’importanza di questa linea, non solo inserendola nel piano regionale dei trasporti, ma anche con la deliberazione del 24 marzo 1989 dichiarando la propria disponibilità a intervenire per il mantenimento della linea.
Questi sono stati gli argomenti che abbiamo rappresentato negli incontri con il compartimento delle Ferrovie dello Stato Piemonte-Valle d’Aosta, perchè la relazione che da questo compartimento andava poi a livello nazionale contenesse completamente le motivazioni e distinguesse questa tratta dalle altre elencate, come quelle definitedi scarso traffico e quindi da eliminare.
Il risultato è stato l’incontro con il Ministro, con il valore che ha un incontro a cui immediatamente è seguita una crisi di governo. Fatte queste premesse (cerco di mettere insieme le domande alle risposte presenti sia nell’interrogazione che nell’interpellanza), cosa si intende per "intervento politico"? Si intende l’intervento che il Ministro ha dichiarato essere disponibile a fare sull’ente Ferrovie dello Stato, il quale reclama una sua autonomia; l'ente Ferrovie ha una sua particolare gestione, persegue certi suoi obiettivi, e questi obiettivi in qualche maniera vanno raccordati. Anzi, vi è stata anche una dichiarazione di una Commissione parlamentare affinchè, rispetto agli obiettivi dell’ente, ci fossero a guida le linee politiche rappresentate dal Governo e dal Parlamento nazionale. Come intervento politico si intende, quindi, una particolare azione del Ministro nei confronti dell’ente dello stato, per rappresentare le motivazioni che ho cercato sinteticamente di elencare prima.
Come conseguenza, in parallelo, la tratta Aosta-Pré-Saint-Didier non è inserita dall’ente delle ferrovie dello stato nel lotto dei circa 1050 km delle linee da sopprimere. Questo non vuol dire avere garanzie assolute per il futuro, ma vuol dire che dall’elenco dei primi 1050 km da sopprimere l’Aosta-Pré-Saint-Didier è esclusa. Quindi è un dato in qualche maniera rassicurante e che ci apre possibilità di intervento.
Nell’interrogazione si chiede quali sono le modalità previste per il proseguimento della tratta ferroviaria predetta; cerco di interpretare in un certo modo questo tipo di domanda e cioè: "Quali sono le linee e le modalità che attualmente le Ferrovie dello Stato applicano sulle linee cosiddette di scarso traffico". Le modalità per queste linee in questo momento sono: nessun tipo di investimento, nessun tipo di manutenzione straordinaria, solo limitatissimi interventi per la manutenzione ordinaria. Questo è quanto oggi l’ente Ferrovie dello Stato ha in quanto a modalità di gestione per le linee così definite di scarso traffico.
Per quanto concerne la continuità del servizio sull’intera tratta Aosta-Pré-Saint-Didier, che è interrotta alla galleria di Montbardon - quindi in questo momento i treni sono arrestati alla stazione di Morgex e vi è un servizio sostitutivo automobilistico tra Morgex e Pré-Saint-Didier - le Ferrovie dello Stato sostengono che occorre il completo risanamento della galleria, il che comporterebbe un investimento di circa 1 miliardo e mezzo. Abbiamo fatto fare un rilievo da un nostro tecnico, Ing. Devoti, il quale sostiene che un intervento molto più limitato sia sufficiente per riaprire il servizio sulla tratta totale; tale intervento lo abbiamo richiesto al compartimento di Torino, tuttavia ad oggi non abbiamo ottenuto una risposta da parte delle Ferrovie dello Stato.
Per quanto riguarda il traffico merci, abbiamo rappresentato sia al compartimento di Torino sia a Roma che l’apertura dell’attività industriale in Morgex richiede l’utilizzo del mezzo ferroviario per il trasporto di queste merci, aventi destinazioni non esclusive sul territorio regionale, bensì sulla dimensione nazionale.
Abbiamo anche trasmesso, per documentare la volontà della Regione, il testo della convenzione che è stata sottoscritta con la stessa società Sorgenti del Monte Bianco.
Per quanto riguarda gli orientamenti della Regione, si sa che il piano regionale dei trasporti comprende non solo il mantenimento e il rilancio della tratta ferroviaria Aosta-Pré-Saint-Didier, ma la sua prosecuzione a Courmayeur.
Il piano dei bacini di traffico ha come suo centro l’integrazione del trasporto automobilistico con quello ferroviario, tenuto conto della realtà territoriale regionale, il che significa armonizzare gli orari e gli attestamenti delle linee automobilistiche in alcuni ridotti nodi e stazioni. La logica dovrebbe essere quella che stiamo seguendo per la tratta Aosta-Torino, cioè aumento della velocità del trasporto, quindi riduzione dei tempi di collegamento fra Aosta e Torino con riduzione delle fermate in alcune stazioni ritenute fondamentali (in questo caso: Châtillon, Verrès, Pont-Saint-Martin) e da queste stazioni partenze di linee automobilistiche o di collegamento con le vallate. Sono perciò previsti l’aumento di linee che riducano il trasporto da Aosta a Torino, e l’integrazione con il sistema automobilistico dalle stazioni che ho detto, al servizio verso le vallate. Stesso indirizzo dovrebbe essere seguito per l’Aosta- Pré-Saint-Didier, anche se in questo caso i problemi sono più complessi, data la distribuzione della popolazione sul territorio.
Nel corso di questo anno, investendo la responsabilità di tutte le Amministrazioni comunali da Aosta a Pré-Saint-Didier, sono stati effettuati congiuntamente sopralluoghi e rilievi da parte di tecnici del compartimento delle Ferrovie dello Stato di Torino e di amministratori dei Comuni interessati. L’obiettivo era ed è di inventariare i passaggi a livello, che rappresentano uno dei punti nodali per risolvere il problema (non solo per la possibile soppressione o automazione di passaggi a livello), e di definire un piano che rendesse più economica ed efficiente - perchè questo è uno degli indirizzi di politica ferroviaria almeno così come ci è stata presentata - la tratta Aosta-Pré-Saint-Didier.
Questi sopralluoghi sono terminati e l’ente Ferrovie dello Stato è in possesso di tutti i documenti anche tecnici necessari per affrontare i problemi di automazione o soppressione di passaggi a livello da Aosta a Pré-Saint-Didier.
Per ultimo, per definire l’atteggiamento del governo regionale, la Giunta regionale, a marzo di quest'anno, ha inviato un documento (che però non ha allo stato attuale una risposta da parte dell’ente Ferrovie dello Stato), in cui ha dichiarato la disponibilità ad intervenire per il mantenimento e la valorizzazione di questa linea.
Posta la domanda anche a Roma, circa le modalità di intervento l’ente per ora si dichiara non ancora pronto per definire le modalità di questo tipo di intervento, che comunque, a quanto ci è stato detto nel successivo incontro con il direttore generale del piano dei trasporti del Ministero, dott. Incalza,sono allo studio, anche perchè decisioni e interventi analoghi in altre Regioni attraverso il mero strumento di tipo finanziario non hanno avuto esito e molte di queste deliberazioni non sono state approvate dai relativi organi di controllo.
Presidente: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.
Mafrica (PCI): Questa interrogazione è stata provocata dalla lettura di un comunicato che alla luce della risposta dell’Assessore dobbiamo ritenere un po’ troppo trionfalistico. Il comunicato della Giunta, oltre a rendere noto l’avvenuto incontro a Roma con il Ministro Santuz, riferiva che il Ministro aveva assicurato il suo intervento politico perchè la tratta non fosse più fra quelle da sopprimere; dava altresì notizia di una linea d’intesa concordata per la prosecuzione dell’esercizio e per le modalità di intervento della Regione.
La risposta dell’Assessore oggi è un pochino più dimessa e più possibilista: "Qualche giorno dopo il governo è caduto e quindi - dice l’Assessore - la politica ferroviaria del governo non è chiara; noi abbiamo esposto le nostre ragioni e la nostra disponibilità, l’unico risultato che abbiamo ottenuto finora è che nei 1050 km da sopprimere ancora non c’è il tratto Aosta - Pré-Saint-Didier".
Mi pare che non si possa essere molto soddisfatti di questa situazione, perchè concordo con quello che dice l’Assessore, e cioè questa linea esiste, è oggi l’unica esistente e farsi tagliare una linea di comunicazione esistente per la nostra Regione sarebbe indubbiamente un risultato pessimo.
Credo che si debba continuare la trattativa ed esplicitare anche la disponibilità della Regione all’intervento per le manutenzioni o per quanto possa servire a tenere questa linea in condizioni migliori. Il fatto di non avere oggi nel primo elenco delle linee condannate a morte la linea Aosta - Pré-Saint-Didier lo si può considerare un risultato, ma un risultato molto provvisorio, per cui crediamo che la disponibilità della Regione e l’impegno della Giunta possano fare ulteriori e più espliciti passi in avanti, perchè l’importanza di quella linea di comunicazione per la nostra Regione negli anni futuri, soprattutto con la caduta delle barriere, potrà essere molto superiore a quanto oggi può parere.
Noi facciamo questa osservazione: forse la Giunta dovrebbe anche cercare di calibrare di più la sua soddisfazione dopo gli incontri con i ministri, perchè più che i loro interventi politici, servirebbero interventi legislativi e amministrativi certi. Le assicurazioni politiche di un ministro che due giorni dopo si dimette, possono essere prese in buona considerazione, però possono anche lasciare il tempo che trovano.
Presidente: Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.
Riccarand (NS): Anche il Gruppo di Nuova Sinistra ritiene che se vogliamo non solo salvare, ma ridare una funzione reale alla linea ferroviaria Aosta - Pré-Saint-Didier, sia necessario un intervento della Regione molto più incisivo di quello che c’è stato finora. Bisogna che si superi un atteggiamento che è quello di andare a richiedere e sollecitare interventi dello Stato, ma con una disponibilità in termini limitati di intervento da parte della Regione.
Credo che questa questione della linea bloccata per la scarsa stabilità della galleria di Montbardon, la si debba assolutamente risolvere anche con l’intervento diretto della Regione, cioè dovremmo dire che l’opera la facciamo noi, a spese nostre. Non è a mio avviso accettabile che ormai da quasi un anno questo servizio si fermi a Morgex e non si riesca a trovare una soluzione. Evidentemente questo comporta un ulteriore arretramento delle funzioni di una linea che ha già scarsa utenza.
Inoltre, dobbiamo fare in materia di traffico delle scelte radicali, cioè si deve avere in mente un progetto preciso, un obiettivo preciso di aumento dell’utenza ferroviaria, e predisporre una serie di provvedimenti all’interno del piano di bacino di traffico perchè questo aumento dell’utenza si realizzi concretamente. Evidentemente questa linea può avere un futuro solo se dimostriamo e realizziamo in pratica una inversione di tendenza, che è stata l’abbandono del trasporto ferroviario, e poniamo invece i cittadini e l’utenza nelle condizioni di servirsi maggiormente di questo servizio. Ci sono tutta una serie di motivi che possono portare in questa direzione.
Credo che l’Amministrazione regionale dovrebbe elaborare un proprio progetto, rispetto a questa linea, di nuova funzione con un nuovo tipo di struttura delle fermate, un nuovo sistema di corse, nuovo materiale rotabile, disponibilità ad intervenire direttamente con interventi finanziari, ed andare, sulla base di questa ferma volontà, di questo impegno preciso anche di ordine finanziario, a discutere con leFerrovie dello Stato, con il ministro, le possibili convenzioni. Un progetto nostro in questo momento manca ancora, e invece è fondamentale per ridare funzione e potenziare questa linea ferroviaria.
