Objet du Conseil n. 49 du 13 février 1975 - Verbale

OGGETTO N. 49/75 - INFORMAZIONI SULL'ARTICOLO 19, CAPOVERSO 4, DELLO STATUTO DELLA SOCIETÀ "ALPILA". (INTERROGAZIONE DEI CONSIGLIERI BORDON E MANGANONI)

I sottoscritti La pregano voler mettere nell'ordine del giorno del prossimo Consiglio regionale la seguente interrogazione rivolta al Presidente della Giunta:

Voler confermare o meno se l'art. 19 dello Statuto - 4 ° capoverso - che regola i rapporti fra Regione ed ALPILA, così reciti:

"Le deliberazioni del Consiglio di Amministrazione (...Omissis...) e con il voto favorevole di almeno uno dei membri nominati dalla Regione Valle d'Aosta".

Ringraziamenti ed ossequi.

F.to: Mauro Bordon - Claudio Manganoni

Caveri (U.V.) - Passiamo all'interrogazione dei Consiglieri Bordon e Manganoni. Dato il modo con cui è stata redatta questa interrogazione, penso che, se sono d'accordo i due Consiglieri, posso senz'altro dare la parola al Presidente della Giunta, il quale deve rispondere sul testo esatto o, meglio, sulle esatte disposizioni in materia di veto da parte della Regione. La parola al Presidente della Giunta.

Andrione (U.V.) - Credo che vi sia semplicemente un equivoco, in quanto la Regione ha potere di veto in Consiglio di Amministrazione, ma non ha diritto di veto in Assemblea. L'allusione che Manganoni ha fatto a una presenza del Dottor Lucat si riferiva ad un'Assemblea e non ad un Consiglio di Amministrazione. Solo nel Consiglio di Amministrazione i voti dei Consiglieri regionali, quando siano unanimi, hanno potere di veto.

Manganoni (P.C.I.) - Questo noi lo sapevamo e l'argomento della nostra interrogazione non riguardava questo.

L'argomento della nostra interrogazione era un altro e precisamente il seguente: nella bozza di Statuto, che è stata distribuita ai Consiglieri quando abbiamo approvato la Convenzione con l'Alpila, c'era scritto - ed era quello che aveva Bordon l'altro giorno - che le deliberazioni del Consiglio di Amministrazione, parliamo del Consiglio di Amministrazione... e con il voto favorevole di almeno uno dei membri nominati dalla Regione Valle di Aosta, ciò che di fatto vuol dire "potere di veto".

In quella discussione l'allora Assessore Milanesio affermava: la Regione ha il diritto di veto e può esercitarlo in qualunque momento, su qualunque iniziativa, sia all'interno del Consiglio di Amministrazione che all'interno del Comitato Esecutivo. Proprio per questo diritto di veto, senza l'assenso della Regione, questa Società non potrebbe fare niente. Era così, nella bozza di Statuto distribuito ai Consiglieri, quello che aveva Bordon l'altro giorno; senonché, io mi sono procurato in seguito lo Statuto dell'Alpila e nell'articolo 19 questa frase, chissà perché, non c'è più.

Allora quello che a me interessa è questo: come mai nella bozza allegata alla Convenzione che è stata trasmessa ai Consiglieri - e ripeto quello che aveva detto Bordon e gli do atto che era in buona fede quando sosteneva questo - come mai poi nello Statuto che ho qui, edizione definitiva, questa affermazione è scomparsa? È quello che vogliamo sapere noi, malgrado le affermazioni dell'ex Assessore Milanesio. Non voglio fare il cattivo, ma qui è evidente la manovra sotterranea all'insaputa dei Consiglieri regionali che, come al solito, vengono... non dico sempre, ma tante volte turlupinati e presi per il fondello dei pantaloni! Ai Consiglieri si distribuisce una bozza con un'affermazione, ma poi, quando si conclude come in questo caso lo Statuto definitivo con l'Alpila - io non so con chi è stato concordato - questa affermazione scompare, naturalmente all'insaputa dei Consiglieri, i quali, in buona fede - e a Bordon gliene do atto - credono che il diritto di veto ce l'abbiano. Poi si va a vedere un po' più sotto, a grattare come ho fatto io e si trova che nello Statuto vigente il diritto di veto non esiste più; questo è il problema che noi poniamo.

Andrione (U.V.) - Chiedo scusa al Consigliere Bordon, gli do subito la parola.

Noi abbiamo il diritto di veto, io l'ho esercitato per due volte consecutive con lettera firmata da me; quindi quella tua interpretazione - ora non so se quella tua bozza è quella la definitiva o che cos'è - è un'interpretazione personale. Per non stare a riprendere l'argomento che è piuttosto scottante, passa giù un momento in ufficio e vediamo insieme. Comunque ti faccio vedere che il diritto di veto è stato esercitato dalla Regione.

Bordon (D.C.) - Brevissimamente. Nell'attesa che da questa sana collaborazione tra i Consiglieri Manganoni e Bordon venga fuori un risultato proficuo, anche se sta suscitando discussioni in questo stesso banco, io dico che avrei poco da aggiungere a quanto ha detto Manganoni. Questo diritto di veto noi l'abbiamo, è pubblico e notorio, lo sappiamo tutti, è proprio lì l'interesse: noi abbiamo il diritto di veto nel Consiglio di Amministrazione, che dovrebbe essere l'organo che prende le decisioni maggiori perché il Comitato Esecutivo esegue quanto dice il Consiglio di Amministrazione; in altre parole sarebbe come il Consiglio regionale e la Giunta.

A me interessa solo sapere, come interessava a Manganoni e a tutti noi, se innanzitutto questo diritto di veto esiste ancora, perché se non fosse così effettivamente sarebbe una grossa turlupinatura. Esistendo questo diritto di veto nel Consiglio di Amministrazione, c'è già la facoltà di potersi opporre, come ha detto giustamente il Presidente della Giunta che già lo ha fatto per determinate cose. Adesso il problema posto da Manganoni e da me è proprio questo: esiste o non esiste? Esiste, incominciamo ad essere tranquilli su questo argomento; poi, se vogliamo, andremo insieme in Segreteria, così ci beviamo anche il caffè, ma l'essenziale è che esista questo diritto di veto perché altrimenti è pazzesco. Sulla mia copia, che oggi non ho qui, è scritto "valido", mentre sul tuo è scritto "definitivo"; si tratterebbe di vedere qual è il più importante dei due. L'interessante per noi due è comunque che esista questo diritto di veto.

Il Presidente della Giunta ci ha garantito questo diritto di veto, quindi noi dobbiamo esserne tranquilli e protestare perché non è stato usato nei momenti opportuni e riservarci di adoperarlo quando sarà il momento. Punto e basta, per me.

Manganoni (P.C.I.) - Presidenti di Giunta o chiunque essi siano io non mi fido e voglio andare a fondo; non è un'offesa al Presidente Andrione, ho detto "chiunque essi siano".

Il Consiglio prende atto.