Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 3807 du 10 mai 1988 - Resoconto

OGGETTO N. 3807/VIII - DISEGNO DI LEGGE CONCERNENTE: "AGGIORNAMENTO DEL PIANO SOCIO-SANITARIO DELLA REGIONE VALLE D'AOSTA PER IL TRIENNIO 1983/1985".

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore alla Sanità ed all'Assistenza Sociale, Voyat; ne ha facoltà.

VOYAT (U.V.): Innanzitutto voglio sgombrare il campo dalle false accuse o dalle voci tendenziose, secondo le quali sembrava che fossero circolate più copie della bozza dell'aggiornamento del piano sanitario del 1983. L'unica copia ufficiale era una bozza non corretta, che è uscita dall'Assessorato alla Sanità il 16 febbraio 1988 e, dopo alcune settimane, è uscita una seconda bozza corretta, che apportava solo alcune modificazioni alla precedente. Verso la fine del mese di marzo questa seconda bozza è stata completata con l'aggiunta della parte che mancava e che, come avevo detto fin dall'inizio, non sarebbe uscita prima della fine del mese di marzo. Pertanto, nego nel modo più assoluto che siano uscite più copie del progetto di aggiornamento del piano sanitario regionale, come sostenuto polemicamente da alcune voci tendenziose.

Credo che anche l'opposizione ci possa dar atto della circostanza che, qualora fossimo riusciti a presentare il piano completo, saremmo stati proprio noi i primi a dichiararci soddisfatti. Pur essendo stati per anni in attesa dell'uscita del piano sanitario nazionale, così com'è previsto dalla legge n. 833, solo verso la fine del 1987 e precisamente nel mese di ottobre, in sede di Consiglio sanitario nazionale, ci è stato detto che, purtroppo, quel piano non sarebbe uscito. Abbiamo così lavorato sodo per predisporre la bozza che ora è a disposizione di tutte le forze politiche e sociali e che, quindi, potrà senz'altro essere presa in considerazione.

Ai primi di aprile, quando mancavano i "famosi" tempi tecnici, cioè almeno 30 giorni a disposizione della Commissione, e non potevamo ancora disporre delle osservazioni di tutte le forze sociali e delle forze politiche, per cercare di supplire in qualche modo alle manchevolezze presenti e di integrare le parti del piano di più urgente revisione, abbiamo pensato di presentare almeno l'aggiornamento di una sua parte.

Innanzitutto, anche in applicazione del nuovo contratto, nel quale si prevede la riduzione delle ore di lavoro a carico del personale dell'U.S.L., si rendeva necessario procedere all'aggiornamento della pianta organica, che però non è una necessità conseguente solo ed esclusivamente dall'ultimo contratto. Bisogna considerare, infatti, che a partire dal 1983 i vari contratti del personale dell'U.S.L. hanno previsto una riduzione dell'orario di lavoro di circa 4 ore.

Oltre alla necessità di aggiornare la pianta organica, si imponeva la necessità, a nostro avviso, di assumere alcuni provvedimenti urgenti, perché la situazione era piuttosto difficile, ad esempio nell'assistenza veterinaria. Si trattava inoltre di regolarizzare alcune situazioni che si erano venute a creare all'interno dell'U.S.L. e di ripristinare la normalità in alcuni casi, come nell'unità di medicina nucleare, che funziona con del personale dell'unità operativa di radiologia e che, pertanto, rischia di mettere in crisi anche quest'ultima. Si aggiunga a tutto ciò l'impegno da noi assunto in Consiglio regionale per modificare il piano sanitario regionale prima della fine della legislatura.

I punti principali del disegno di legge n. 542, che riteniamo di sottoporre all'attenzione del Consiglio, sono diversi, ma mi preme sottolineare le esigenze del Servizio n. 5, che si occupa di igiene, sanità pubblica ed assistenza veterinaria. L'organico di questo Servizio è incompleto e le nuove competenze rendono non più differibile l'esigenza di aggiornamento del piano. Tali competenze, assegnate dalle ultime leggi approvate nel 1987, si aggiungono alla già difficile situazione del risanamento del nostro patrimonio bovino e alle richieste dell'Ordine dei veterinari e dell'U.S.L. di riesaminare la questione delle zone di competenza dei diversi veterinari, per ovviare a certi squilibri tra un distretto e l'altro.

Più volte, qui in Consiglio, abbiamo discusso delle necessità del Servizio n. 4. Tra queste sono note quelle dell'unità operativa di medicina d'emergenza e cioè, per essere chiari, del pronto soccorso, per la quale la Giunta aveva un'intenzione diversa da quella che è stata concordata e che viene oggi qui presentata. Essa, infatti avrebbe voluto che fosse istituita l'unità operativa d'emergenza e di accettazione presso il pronto-soccorso, e che la stessa si fosse avvalsa di un servizio di "guardie attive" di chirurgia, di ortopedia e traumatologia. Questa proposta, tuttavia, è stata modificata, perché le forze sindacali e politiche, anche sulla base di un accordo stipulato dall'U.S.L. con i sindacati, hanno preferito dare al pronto soccorso una certa funzionalità grazie alla collaborazione tra chirurgia generale, ortopedia e traumatologia, resa possibile da una diversa distribuzione dei loro impegni nell'arco della giornata, a differenza di quanto previsto nel regolamento n. 2 che prima regolava la funzionalità del pronto-soccorso.

Le modifiche presentate in sede di Commissione prevedono che la partecipazione dei medici e dei chirurghi all'attività del pronto-soccorso sia regolamentata dal Comitato di gestione dell'U.S.L., su proposta del primario dell'unità operativa di medicina d'emergenza ed accettazione, sentiti i primari interessati. A questo punto c'è la garanzia che potrà trovare applicazione l'accordo sottoscritto tra l'U.S.L. e le forze sindacali.

Un altro punto importante che vogliamo sottoporre all'attenzione del Consiglio interessa l'unità operativa di oncologia. Penso che tutti ricordino le famose interpellanze o mozioni sul centro oncologico da istituire presso l'ospedale regionale. Già a suo tempo avevo detto che i relativi locali erano in fase di ultimazione e che, pertanto, sarebbe stato opportuno dare avvio all'istituzione di una unità operativa, capace di supplire anche a quanto non era stato fatto dall'unità dipartimentale di oncologia.

Per quanto riguarda la pediatria e la neonatologia, occorre osservare che due unità operative distinte sono senz'altro eccessive. Le nuove indicazioni del Ministero, infatti, stabiliscono che i centri di neonatologia possono essere istituiti solo dove ci sono più di 5.000 nati nel corso dell'anno, mentre, come tutti sappiamo, in Valle d'Aosta in tutto il 1987 ci sono stati 836 nati. È una cifra notevolmente inferiore alle indicazioni, che ci ha costretti a sopprimere la neonatologia come unità autonoma, per collegarla a quella di pediatria.

All'unità operativa di oncologia è collegato il dipartimento di citoistologia diagnostica. Il nuovo personale, le nuove metodiche e le attrezzature arrivate di recente all'ospedale, infatti, hanno bisogno di una diversa organizzazione all'interno dell'unità operativa di anatomia patologica.

L'unità operativa di chirurgia generale 2 non viene modificata dal fatto che la chirurgia vascolare, prima dipartimentale, insieme ad urologia, viene istituita come unità operativa a se stante, con proprio personale.

Si garantisce, ovviamente, l'esistenza dell'unità operativa di chirurgia generale 1, nella quale è inserita l'unità dipartimentale già prima esistente, con un aiuto ed un assistente, come chiesto dalle forze sindacali.

L'unità dipartimentale di urologia viene sdoppiata in urologia e chirurgia nefrologica ed andrologia.

Viene quindi istituita l'unità operativa di chirurgia vascolare. Penso che tutti conoscano l'attività dell'attuale unità dipartimentale che già opera in appositi locali ospedalieri e per la quale è previsto un organico costituito da un primario, 2 aiuti corresponsabili ospedalieri e 4 assistenti medici.

L'unità operativa di traumatologia ed ortopedia, prima distinta in unità operativa di ortopedia e traumatologia ed in unità operativa di traumatologia d'urgenza, viene riunificata anche in seguito ad accordi sopravvenuti con i medici operanti nell'unità operativa di traumatologia ed ortopedia, in quanto la stragrande maggioranza di questi ultimi non voleva entrare a far parte dell'organico dell'unità operativa di traumatologia d'urgenza. Considerato che, con la partecipazione di traumatologi, è possibile trovare una soluzione per il pronto soccorso, come si è già detto parlando dell'unità operativa della medicina di emergenza e di accettazione, è stata accettata la proposta di riunificare le due unità operative.

All'interno di questa unità operativa viene creata una unità dipartimentale di chirurgia della mano e di micro-chirurgia. Tra la Regione, l'U.S.L. ed i medici erano già sopravvenuti degli accordi nel senso che a quei medici che avessero seguito dei corsi di specializzazione nei settori da noi indicati si sarebbe data la possibilità di esercitare l'attività con la creazione di un'unità dipartimentale.

La medicina nucleare, che ora funziona con un solo medico, necessita senz'altro di un proprio organico ed il piano sanitario, come dicevo prima, offre all'unità operativa di radiologia la possibilità di assumere il medico che adesso opera in questo settore. Dobbiamo anche ricordare, in proposito, che abbiamo chiesto la consulenza del prof. Sannazzari, dell'Università di Torino, per studiare la possibilità di istituire in Valle d'Aosta un centro di radioterapia.

Un'ultima attività che viene inserita all'interno dell'ospedale è di carattere amministrativo. I sindacati e l'U.S.L. ci avevano chiesto di inserire del personale amministrativo nelle diverse unità operative o nei vari settori di attività diagnostica per consentire ad ogni unità di disporre di una maggior quantità di personale infermieristico specializzato.

Questo disegno di legge consente anche di regolarizzare, come già previsto da una deliberazione della Giunta regionale, l'istituzione di una unità operativa per le tossicodipendenze, che pure già funziona ed il cui personale era stato reperito nel numero 1958, che è quello assegnato alla Valle d'Aosta.

La Giunta regionale accetterà solo gli emendamenti concordati.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.

SANDRI (N.S.): Questa sera affronterò l'argomento cercando di separare la mia condizione di operatore sanitario in aspettativa dall'U.S.L. dalla mia funzione di Consigliere regionale. Spero di riuscirci, perché in questa occasione mi sembra importante sottolineare un aspetto estremamente negativo dello stralcio del piano sanitario che ci è stato presentato dalla maggioranza e dalla Giunta regionale, nel senso che esso è incomprensibile, complicato e difficile da capire, specie in rapporto alle esigenze della gente. Si tratta di un piano sanitario ricostruito sulla base di un processo dialettico tra la Giunta regionale e alcuni personaggi dell'ospedale, ma che non corrisponde assolutamente alle esigenze della popolazione.

Mi scuso di dover ricorrere ad una breve cronistoria della sanità in Valle d'Aosta, ma cinque anni fa io ero al di là di quel vetro ed ho avuto modo di assistere ad un'altra discussione sul primo piano sanitario, che era diametralmente opposta nello spirito e negli obiettivi politici. Cinque anni fa arrivava in questo Consiglio il primo piano sanitario sull'onda di un grande dibattito, acceso, complesso e duro, ma che comunque era riuscito a trovare l'unità di una larghissima fetta di operatori, di forze politiche e sindacali. Si trattava, in ogni caso, della sintesi di un processo che durava da cinque anni e che, all'interno della sanità, aveva risvegliato forze, volontà e speranze che in quel piano sanitario vedevano realizzate, anche se non completamente, le loro aspettative.

Oggi, purtroppo, dopo cinque anni, questo piano sanitario non ha le stesse caratteristiche, anzi, in questi cinque anni si è fatto un lavoro di disgregazione, di parcellizzazione e di polverizzazione dell'iniziativa di politica sanitaria, tant'è vero che non è stato possibile fare un piano sanitario organico, capace di riassumere, ovviamente con le opportune e dovute mediazioni, le spinte provenienti dalla domanda della gente e dalla domanda degli operatori. Ne è sortita quindi una "pianola", come il piano viene chiamato in ospedale, oppure uno stralcio o un topolino, che può essere ritagliato quasi ad arte su alcuni personaggi, che però sono in contraddizione tra loro; ne consegue che il piano non esprime una tendenza, un bisogno o una speranza verso una sanità migliore.

Il giudizio, quindi, che si può esprimere su questo piano sanitario, diventa un giudizio su questi cinque anni durante i quali la sanità non ha saputo riprendere e conservare lo spirito che c'era cinque anni fa. Questo, a mio parere, è un segno estremamente negativo, perché indica che oggi manca una direzione politica sanitaria, sia a livello di Regione, sia a livello di U.S.L..

La mancanza di questa direzione politica non è imputabile solo all'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale o al Presidente dell'U.S.L., perché, a mio parere, deve essere imputabile anche ad una precisa responsabilità delle forze politiche che toppo spesso hanno demandato agli "specialisti" le indicazioni politiche e troppo spesso si sono fatte interpreti di esigenze puntuali e di disservizi momentanei, senza minimamente sforzarsi di essere propositive e politiche anche in questo settore.

Io credo che nei prossimi anni si dovrà giocare proprio sotto l'aspetto intellettuale, perché, prima di fare nuovi passi nella progettazione sanitaria, occorre che le forze politiche e gli amministratori effettuino un grosso sforzo meditativo.

Dopo cinque anni, il piano sanitario del 1983 merita una verifica. Prima di modificarlo, prima di proporre degli aggiustamenti, occorre verificarlo. Ma quale verifica abbiamo noi di quel piano sanitario? Nessuno ci dice, e neanche l'Assessore ne fa cenno, quali interventi sono arrivati a buon fine, quali indicazioni sono state realizzate, quali non sono state realizzate, quali sono state realizzate malgrado non fossero presenti nel precedente piano e quali, invece, sono emerse negli anni successivi.

Oggi non sappiamo, ma nessuno si pone neppure il problema di dircelo, qual è la situazione sanitaria in Valle d'Aosta, quando proprio questo è il dato fondamentale su cui si deve effettuare la verifica e su cui si devono avanzare le eventuali proposte. La situazione sanitaria non è il "collage" delle interrogazioni o delle interpellanze fatte dai Consiglieri regionali, ma è un'opera tecnica, scientifica e politica che deve essere sviluppata dagli organismi responsabili ed in particolare dall'Amministrazione regionale. Ma questo lavoro non è stato fatto ed è questa, Assessore, la ragione principale per la quale lei non è riuscito a presentare il piano sanitario e non perché scadevano i 30 giorni utili per presentare il disegno di legge! Questo piano è fallito nel momento in cui non c'erano i presupposti per costruirlo!

Il Partito comunista ha concordato con l'Assessorato di istituire concretamente un osservatorio epidemiologico con due medici, due sociologici e due statistici. È un fatto importante, perché la legge n. 70, che per altri versi è andata molto bene, ha fallito i suoi obiettivi in tema di osservatorio epidemiologico. Questo dobbiamo dirlo, non perché ciò sia positivo o negativo, ma perché è la realtà ed è un punto di partenza da cui muovere i passi successivi.

L'osservatorio epidemiologico, infatti, è la base ed il motore dal quale possono prendere le mosse tutte le analisi. Se noi non conosciamo la situazione sanitaria odierna della nostra Regione, quali sono le malattie più frequenti, quali sono in aumento di frequenza e quali in diminuzione, non sapremo mai come intervenire. Non abbiamo nessun dato, per esempio, sull'ospedalizzazione, su quanti usufruiscono dell'ospedalizzazione a livello regionale e quanti si recano fuori Valle, nonché su quanti vengono da fuori per farsi curare in Valle d'Aosta.

Non abbiamo nessun punto di riferimento su cui lavorare, non soltanto perché le forze politiche sono disattente, ma perché spesso questi dati non esistono e non esistono nemmeno negli uffici dell'Assessorato competente! Naturalmente non si possono sempre attendere i dati ISTAT che, come ben sappiamo, spesso e volentieri non sono attendibili o comunque di difficile disaggregazione.

Io penso che le modificazioni del piano sanitario, così come ci vengono presentate, non possano essere discusse più di tanto e, quindi, non ne farò un'analisi dettagliata, proprio perché mi sembra più importante sottolineare, qui, gli aspetti più propriamente inerenti alla politica sanitaria.

Il primo dato di analisi concreta di queste proposte concerne l'errore clamoroso che si fa nel soddisfare i bisogni delle strutture sanitarie. Mi spiego meglio. Oggi noi abbiamo una struttura ospedaliera che per molti versi funziona discretamente, che ha alcuni settori di punta positivi, che ha certamente anche alcune pecche ed alcuni problemi, ma che, tutto sommato, funziona. A fronte di ciò, abbiamo un territorio completamente sguarnito. I consultori di Aosta, come è stato denunciato infinite volte dai partiti della Sinistra (Partito comunista, Partito socialista e Nuova Sinistra), sono stati completamente abbandonati dalla Giunta regionale e dall'U.S.L.. I presidi territoriali sono un ricordo legato alle giunte rosse del Comune di Aosta della fine degli anni '70, dopodiché tutto è finito.

Ora, noi non possiamo pensare di fare un intervento corretto in campo sanitario andando a potenziare quello che già va discretamente, dimenticandoci completamente di quello che è "in bagno". Questo significa che noi, potenziando l'ospedale ed abbandonando il territorio, provochiamo un'ulteriore domanda sull'ospedale che in un prossimo futuro ci costerà altri investimenti in nuove strutture ospedaliere. Come conseguenza avremo un ospedale enorme a fronte di un territorio sempre più sguarnito.

Se questo vale per Aosta, che è il caso più macroscopico, tant'è che non resta più nulla dei cinque o sei consultori che c'erano alla fine degli anni '70, vale anche per tutto il resto del territorio regionale. Andate a vedere come funzionano i servizi di "pap-test" sul territorio e vi renderete conto che, spesso, mancano le ostetriche perché sono in numero ridottissimo e non è stata fatta alcuna campagna programmatica per cercare di risolvere questo problema. In bassa Valle una sola ostetrica per anni ha dovuto sopperire alle necessità di ben tre distretti. Un'analoga situazione sta verificandosi tra Châtillon e Verrès.

Non voglio parlare del problema della medicina scolastica, perché ormai credo che si tratti di un dato di fatto del quale nessuno più parla, tant'è che è stata completamente abbandonata. Tuttavia la medicina scolastica ha funzionato persino sotto il fascismo e durante l'ultima guerra mondiale, dimostrando una capacità organizzativa che ha stimolato discussioni tra gli operatori sollecitandoli ad intervenire e ad operare nel campo della medicina sociale. Non si tratta, ovviamente, di una scelta casuale di questo Assessore, ma di una scelta predeterminata.

Mi spiace doverglielo dire, Assessore, ma Nuova Sinistra non ha mai ricevuto ufficialmente questa bozza che è circolata in più versioni per la Valle d'Aosta. Io mi sono permesso di fare anche una piccola esegesi dei testi, riscontrando notevoli differenze tra loro che si aggiungevano alle differenze presenti in funzione del destinatario di ogni singolo testo.

Dicevo, comunque, che questa bozza di piano è il risultato di una scelta predeterminata. Le interessanti proposte per l'istituzione di unità operative interdistrettuali di medicina sociale, che potevano essere discutibili, ma che comunque erano un tentativo per intervenire nel campo sociale, sono state bellamente dimenticate da questo piano, mentre avrebbero potuto trovarvi posto. Ne consegue che siamo di fronte ad un territorio "disperato" dal punto di vista strutturale, di fronte ad un'assenza di interventi per qualificare professionalmente la funzione del medico di famiglia che, non dobbiamo dimenticarlo, è l'asse fondamentale dell'assistenza medica, in quanto è il "trait d'union" o il punto di collegamento tra il cittadino e le strutture più organizzate. Eppure non abbiamo nessun corso di aggiornamento, nessun coordinamento di queste figure professionali, non diamo loro alcuno strumento per favorirli nel loro lavoro collettivo. Quando alcuni hanno avanzato delle proposte, come era accaduto a Courmayeur, di mettersi insieme sfruttando aspetti particolari dell'accordo nazionale per i medici che si occupano della medicina di base, si è preferito battere altre strade, con il risultato che ora a Courmayeur abbiamo un centro traumatologico che ancora non si sa bene come sarà gestito.

Ciò dimostra che, non solo non si vuole intervenire sulle strutture, ma neanche sul principio fondamentale di rafforzare concretamente le stesse strutture sparse nel territorio aiutando i medici che si occupano della medicina di base. È evidente che i nostri governanti e amministratori rispondono ai bisogni ed alle necessità, non sempre meditati e accolti con sufficiente giudizio critico, di alcuni operatori.

Assessore, la popolazione ha delle esigenze, che qui sono state riaffermate più volte ma che non sono state neanche prese in considerazione. Per essere più chiaro faccio alcuni esempi.

Le unità operative di ostetricia e di ginecologia dell'ospedale di Aosta versano in una cronica situazione di disagio, denunciata da vari anni dalle donne, ma negli ultimi cinque anni non è stato fatto alcun tentativo per un loro riassestamento. Tale situazione di disagio ha delle cause complicate, che non devono certamente essere risolte con la spada, ma non abbiamo visto un solo atto della Regione teso a risolverla.

Il settore della traumatologia e dell'ortopedia è cronicamente sulle pagine dei giornali: costringe tantissimi valdostani ad utilizzare strutture esterne alla Valle, all'estero od a Pavia ed a Torino; ha costretto la Regione a convenzionarsi con delle cliniche private...! Che cosa c'è dentro tutto questo? Nulla. Non solo, ma persino il tentativo di risolvere il problema con i centri traumatologici di base, strutturando le unità operative in modo che il personale potesse distribuirsi sul territorio, consentendo all'ospedale di rimpolparsi con forze nuove, è andato a ramengo!

Ancora: questo Consiglio regionale, nel febbraio del 1987, ha approvato una mozione che impegnava l'Assessore ad istituire un centro di senologia, cioè una struttura ambulatoriale che coordinasse la lotta per la diagnostica precoce del carcinoma mammario; dopo un anno, ancora non s'è fatto nulla e non c'è nulla neanche in questa "pianola".

Veniamo alla riabilitazione. Finalmente abbiamo visto che in questo piano viene impostato il problema dell'unità operativa di riabilitazione, ma noi dobbiamo sapere che la Valle d'Aosta spende miliardi, in questo campo, in centri fuori Valle e, forse, qualcuno sta pensando di costruire delle cliniche private a sfondo ortopedico e traumatologico, con annessa riabilitazione (forse a Saint-Pierre). Non esiste però nessuna struttura e non c'è alcuna volontà politica di risolvere questo problema, eppure ben sappiamo quante sono le persone che hanno problemi di ortopedia e traumatologia. Il fenomeno dei cosiddetti "rabeilleurs" è ancora così diffuso e radicato in Valle d'Aosta, certamente per la presenza di una forte tradizione storica, ma anche per il non certo dignitoso livello delle strutture pubbliche di riabilitazione e di fisiochinesiterapia, per cui ne consegue che la gente si serve e si aggiusta come può.

I problemi, comunque, sono tanti, ma non voglio farne qui un elenco spropositato. Ricordo solo quelli delle troppe sedi ospedaliere, del Mauriziano, dei locali del pronto-soccorso che sono assolutamente insufficienti... Ci sono problemi per tutti i gusti.

Ritengo, tuttavia, di dover sottolineare, anche se potrebbe sembrare un po' "demodé", il discorso relativo alla prevenzione. Tutte le discussioni fatte sino ad oggi riguardano comunque problemi legati alla diagnostica ed alla terapia, ma noi sappiamo che nel mondo moderno si possono ottenere gli stessi risultati investendo 1 lira nella prevenzione, 10 lire nella diagnostica e 100 lire nella terapia. Questo è infatti il rapporto che sussiste tra queste varie fasi della medicina. La cosa migliore, quindi, dal punto di vista economico consiste nel non fare ammalare la gente; lo è anche dal punto di vista intellettivo e morale.

Quanto si spende per la prevenzione in Valle d'Aosta? Alcuni gruppi di lavoro organizzati dall'U.S.L. non hanno avuto alcun supporto, né dall'Amministrazione regionale né dall'U.S.L., per estendere e diffondere a livello di massa e di gente certi servizi di medicina preventiva. Mi riferisco all'educazione sanitaria, all'educazione alla salute, agli interventi nell'età evolutiva... Non c'è stato nessun intervento concreto, anche se da qualcuno era stato caldeggiato, nel campo dell'odontoiatria. Eppure noi sappiamo quanto costano alla gente le cure odontoiatriche. Si tratta di un classico caso in cui la prevenzione, consistente nello spiegare bene ai bambini cosa significano determinati procedimenti per la pulizia dei denti, nello spiegare ai loro genitori il valore di una corretta alimentazione, l'importanza di un intervento di prevenzione terziaria sulle carie prima che queste ultime provochino delle gravi lesioni..., potrebbe far risparmiare parecchio sia ai cittadini sia alle strutture ospedaliere. L'alternativa a tutto ciò è quella di costruire degli ospedali odontoiatrici, per soddisfare le sempre più numerose richieste per questo tipo di prestazione.

Oggi, che lo si voglia o no, la prevenzione è all'ordine del giorno, perché è l'unico metodo per contenere la spesa sanitaria. Qui, in Valle d'Aosta, siamo abituati piuttosto male in proposito, perché il soldo circola e, quando c'è qualche problema, si distribuiscono contributi per cercare di tamponarlo in qualche maniera e talvolta ci si riesce anche.

Poiché pur essendo stato attento mi sembra che l'Assessore non l'abbia citata nel suo intervento, vorrei ricordargli la legge nazionale n. 109 del 1988 sulle "Misure urgenti per le dotazioni organiche del personale degli ospedali per la razionalizzazione della spesa sanitaria". Questa legge, che è legge anche per la Valle d'Aosta, non è stata minimamente citata dall'Assessore e non è neppure citata nello stralcio di piano sanitario, per cui io sono seriamente preoccupato che questo provvedimento venga bocciato dalla Commissione di Coordinamento. Il presente progetto di legge, infatti, identifica molto chiaramente che si possono apportare modifiche alle varie piante organiche solo dopo aver fatto un'analisi dei rapporti tra i posti letto disponibili e la popolazione, comprendente anche la quantificazione dei tassi della loro occupazione nonché altri dati di questo genere. Questi tassi di occupazione devono comunque essere intorno al 70 o al 75 per cento. Sono escluse, ovviamente, le analisi che riguardano le disponibilità delle unità che si occupano delle malattie infettive e dei servizi di terapia intensiva e di sperimentazione, che non hanno bisogno di alcun rapporto con il tasso di occupazione dei posti letto.

Quando non ci si pone il problema delle compatibilità economiche e quando non ci si pone il problema di offrire dei servizi efficienti, che cosa si può ottenere? I risultati si vedono: l'U.S.L. è sempre con l'acqua alla gola dal punto di vista finanziario. Perché? Perché la Regione impone delle scelte e delle situazioni grazie alle sue "non scelte", che provocano un incredibile aumento della spesa sanitaria.

I risultati sono lampanti davanti agli occhi di tutti: il personale dell'U.S.L. aspetta ancora oggi, e forse aspetterà per molto tempo ancora, gli arretrati, antecedenti il 1988, dell'indennità di bilinguismo, perché l'U.S.L. non ha una sola lira! È meglio, poi, non andare a vedere nulla in tema di aggiornamento del materiale.

Specie negli ultimi anni, infatti, l'U.S.L. non ha mai potuto disporre di un soldo per avviare delle serie campagne di aggiornamento del materiale e delle attrezzature di tipo diagnostico o terapeutico.

Secondo noi, questa "pianola" poteva tranquillamente essere rinviata a settembre, perché non c'è nulla di urgente, se non forse la parte veterinaria e quella che riguarda il personale amministrativo da inserire nei reparti di degenza, che potrebbe alleggerire notevolmente l'impegno del personale infermieristico. Il resto, invece, non è assolutamente urgente!

Vorrei anche sottolineare che questo aggiornamento, per l'Assessore, corrisponde soprattutto all'intenzione di volersi ripulire la coscienza. In Valle d'Aosta, infatti, si è arrivati a degli assurdi.

Non so se vi ricordate, ma prima l'Assessore parlava della medicina nucleare: si tratta, in ogni caso, di un servizio di diagnostica che utilizza degli isotopi radioattivi e che è sottoposto a delle normative nazionali estremamente precise. Ebbene, in Valle d'Aosta questo servizio è stato istituito senza che esso fosse presente nel piano sanitario, senza che fosse stata approvata una legge regionale e senza una deliberazione dell'U.S.L., ma semplicemente attraverso una deliberazione di acquisto del materiale occorrente! Non solo - ed in questo caso voglio salvare l'Assessore -, ma nei lavori di ristrutturazione si è andati incontro a tutta una serie di complicazioni proprio per l'assenza di corretti procedimenti deliberativi.

Questa "pianola", pertanto, serve solo a ripulire la coscienza di chi impone certe cose, senza farle discutere in sede di Consiglio regionale. La medicina nucleare è una cosa da rimettere in sesto. In questo momento dispone di un solo medico che, per fortuna sua, gode di buona salute perché non ha ancora fatto assenze e continua a reggere il tutto, ma che è stato "rubato" ad un'altra unità operativa, con la quale non ha alcuna compatibilità, perché i medici di radiologia non possono fare dell'attività di medicina nucleare, proprio perché le due attività non sono neanche affini. Queste sono le realtà che ci sono dietro le quinte!

Mi sta molto bene che si riassesti l'unità di medicina nucleare, ma non si deve dire che si tratta di scelte di programmazione sanitaria, perché si tratta solo di tentativi per riaggiustare una politica sbagliata, fatta in modo estemporaneo dall'Assessore.

Tra l'altro, vorrei sapere se l'Assessore ha il coraggio di dirci quando è stato comperato l'apparecchio di medicina nucleare, precisandone la data d'acquisto, quando è stato piazzato e quando è stato utilizzato per la prima volta. Se sono trascorsi più di tre anni, arrossisca! In questo caso posso invitarlo ad arrossire senza alcuna difficoltà: quell'apparecchio, infatti, è rimasto bloccato per uno o due anni perché non c'era il personale idoneo e non si disponeva neppure delle autorizzazioni necessarie.

Se qualcuno si vuol divertire, può anche notare delle situazioni ridicole. L'articolo 3, infatti, recita: "L'organizzazione, le funzioni e i compiti delle unità operative di:

- medicina;

- oncologia;

- pediatria e neonatologia;

- anatomia patologica;

- chirurgia generale 1;...

..... sono rideterminati come nell'allegato A) alla presente legge regionale".

Provate a vedere se nell'allegato A) trovate la voce "chirurgia generale 1" Non c'è! Assessore, che dimenticanza è questa? Io non so che tipo di legge sia questa!

Ancora oggi, ad esempio, io non so se, per quanto attiene alle analisi cliniche, sia più corretta la versione che ho io oppure quella che ha il Consigliere Mafrica, nel senso che io ho 3 aiuti e 2 assistenti, mentre il Consigliere Mafrica ha 2 aiuti e 3 assistenti. La versione che ho io è del mattino, mentre quella del Consigliere Mafrica è del pomeriggio e, probabilmente, sarà più giusta la sua...

STEVENIN (fuori microfono): Un laureato saprà ben leggere!

SANDRI (N.S.): Voglio terminare ricordando che in Commissione noi abbiamo avuto una dimostrazione abbastanza lampante che il personale medico ha delle perplessità su tutta una serie di punti ed in particolare sull'istituzione di un osservatorio epidemiologico, che fortunatamente è stata accettata dalla Giunta e di ciò la ringraziamo.

Il personale laureato dei ruoli speciali ha delle grosse difficoltà, perché subisce un trattamento, a mio parere, penalizzante rispetto al personale medico.

Il personale para-medico, per certi versi, è inviperito, perché qui si fa di tutto, nel senso che si mettono a posto i medici e tutte le altre categorie, ma non si dà al personale paramedico quel riconoscimento che pure gli spetterebbe.

Ci sono problemi di locali per il pronto-soccorso, che ho già citato, ma c'è anche tutta una serie di altre problematiche che non riescono a trovare uno sbocco.

Concludo ripetendo che il problema fondamentale, e che più ci preoccupa, è che questa "pianola" testimonia della mancanza di una conduzione politica della sanità in Valle d'Aosta. Di fronte a questo scempio noi abbiamo paura che, se non cambieranno le cose, per molti e molti anni la sanità valdostana non riuscirà ad approdare ad una situazione che risponda ai problemi della gente.

Vorrei presentare due emendamenti. Il primo cerca di seguire lo spirito della legge n. 109, che ho testé citato, ed è stato concordato ieri con l'Assessore. In esso si chiede che le nuove unità operative partano soltanto quando c'è il personale idoneo per farle funzionare ed i locali per ospitale.

Il secondo emendamento, invece, mira a chiarire il problema legato alle analisi cliniche, nel senso che a me sembra che con i sindacati dei medici si fosse raggiunto l'accordo su un organico composto da 1 primario, 3 aiuti e 2 assistenti, per mantenere una generale uniformità nel rapporto tra aiuti e assistenti. Tuttavia, al di là di questo aspetto particolare ed in considerazione della disponibilità manifestata dall'Assessore, io vorrei chiedergli se sia possibile correggere l'organico nel senso da me suggerito.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.): Era il 10 maggio 1983 e non avevamo ancora cominciato la discussione del primo piano sanitario regionale, quando ci fu una riunione durissima tra la maggioranza e l'opposizione. Alla fine si decise di lasciar passare quel piano con l'impegno che avrebbe potuto essere rivisto entro il dicembre dello stesso anno. Si trattava del piano sanitario 1983-85. Quel piano è ormai scaduto da tre anni.

Il nostro Gruppo cominciò a preoccuparsi della modifica del piano a partire dal novembre del 1985 e con una prima interpellanza chiese le intenzioni della Giunta in ordine alla revisione del piano sanitario. Ritornò sull'argomento nel gennaio del 1986, sempre per chiedere quali erano le intenzioni della Giunta in merito all'organico dell'U.S.L.. Ancora nel novembre del 1986, nell'aprile del 1987 e, infine, nel gennaio del 1988.

Più volte abbiamo osservato all'Assessore che sarebbe pericoloso ed inopportuno trovarsi all'ultima seduta del Consiglio regionale con il nuovo piano sanitario da approvare. In realtà il piano sanitario da approvare non c'è, perché, dopo un tentativo "in extremis", i documenti che in realtà non sono mai stati consegnati ufficialmente alla Commissione, sono stati ritirati. A cinque anni di distanza ci troviamo, perciò, non con la revisione del piano sanitario scaduto, ma con un aggiornamento della pianta organica e con alcune indicazioni di urgenza.

A noi pare che sia un dato estremamente negativo che l'Assessore in questi anni non abbia saputo trovare la strada giusta per proporre quella revisione che riteniamo necessaria.

Anche su un altro aspetto, ugualmente importante per la sanità, non si è giunti a conclusione. Non si è definita la questione dei rapporti con l'Ordine Mauriziano e non si è neanche portato in Consiglio il progetto di ristrutturazione della sede di viale Ginevra. In Valle d'Aosta abbiamo perciò un Assessorato che, dopo cinque anni, non è stato in grado di presentare a bilancio né gli indirizzi della politica sanitaria, né l'organizzazione strutturale dei servizi. Non ci sembra che tutto ciò costituisca un bel risultato.

Questo documento, che ci viene presentato come "Aggiornamento del piano socio-sanitario della Regione Valle d'Aosta per il triennio 1983/1985", è scarsamente credibile. Non siamo riusciti a capire quale sia il numero effettivo a cui si fa riferimento per la pianta organica vigente. L'ultimo documento ufficiale approvato dal Consiglio il 10 maggio 1983 attestava la pianta organica dell'U.S.L. al livello di 1961. C'è da dire che questo numero compare in un "errata corrige", perché nella discussione convulsa, avvenuta nelle ultime ore della seduta del Consiglio, probabilmente non si erano ben capiti i dati, che sono stati pubblicati successivamente come "errata corrige" al piano sanitario. Secondo questo documento del Consiglio, quindi, la pianta organica dovrebbe essere di 1961 unità.

Nella legge che andiamo ad approvare, invece, la pianta organica vigente viene stimata in 1958 unità. La differenza non è molta, però c'è da dire che l'U.S.L., proprio in questo periodo e precisamente l'11 aprile 1988, nel corso dell'approvazione del bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 1988, ha distribuito ai Consiglieri dell'U.S.L. un documento dal quale risulta che la pianta organica vigente è fissata a 1.821 unità. Visto che questo è un documento ufficiale dell'U.S.L., noi vorremmo sapere qual è il numero reale della pianta organica vigente.

La confusione sulle cifre è anche dimostrata dal fatto che, mentre nella pianta organica distribuita nelle prime riunioni della Commissione esisteva un certo dato per gli operatori tecnici, lo stesso dato è stato modificato per ben tre volte. Ho a mia disposizione, infatti, tre copie che portano numeri differenti rispetto a questo tipo di operatori.

Che cosa è avvenuto in sostanza? Io credo che fondamentalmente si sia proceduto sulla base di una richiesta fatta ai primari, delle esigenze che riguarda vano in particolare il personale medico. Dobbiamo dire, però, che l'Assessore ha preso delle decisioni forse contraddittorie, ma molto generose nei confronti delle richieste provenienti da questa parte. Infatti, mentre la pianta organica del 1983 diceva che i medici erano 221, due settimane fa la pianta organica dei medici era arrivata a 238 ed aveva subito un aumento di 17 unità. Nella settimana successiva essa è passata a 272, con un aumento di ben 51 unità rispetto alla pianta organica precedente.

Considerato che esistono dei problemi di sotto-organico e che questi problemi riguardano soprattutto il personale infermieristico, noi vorremmo sapere se la pianta organica rimane immutata e, se aumenta soprattutto la parte relativa al personale medico, quali effettive modifiche e miglioramenti della situazione si ottengono con questo tipo di legge.

Noi crediamo che i problemi di organico non vengano risolti dal fatto che si mutano i numeri nelle tabelle. Pensiamo, invece, che i problemi del personale infermieristico siano gravi. Pensiamo che anche per il personale medico non sarà facile trovare tutto quello che può essere indicato in questa tabella. Abbiamo anche qualche dubbio sull'effettivo dimensionamento di alcune unità operative.

Per fare un esempio, si porta a 18 il numero complessivo dei cardiologi, ma non viene precisato se costoro lavoreranno tutti all'interno del servizio n. 4, oppure se potranno anche essere disponibili a lavorare sul territorio. Si mette in piedi una unità operativa di chirurgia vascolare che ha dimensioni rilevanti rispetto a tutte le altre del Nord Italia, ma non sappiamo se la patologia che porta a questo tipo di struttura è dimensionata alla nostra Regione oppure se importiamo pazienti da altre zone e magari da quel di Novara.

In sostanza, siamo in presenza di un'assoluta carenza di dati. Noi vorremmo sapere come sono state costruite queste tabelle. Se mancano i dati relativi alla ospedalizzazione, relativi al tempo dedicato alla diagnosi, alla terapia e alla convalescenza, se mancano i posti letto, se mancano osservazioni di carattere epidemiologico, vorremmo sapere sulla base di quali dati, se non sulle semplici richieste dei primari, è stata costruita questa tabella.

A nostro giudizio, si tratta di una costruzione casuale che accoglie tutte le richieste fatte, ma che non ha una logica e che soprattutto ha il grandissimo difetto di essere tutta incentrata sulla parte ospedaliera, mentre manca, in realtà, ogni riferimento ed ogni ragionamento per i servizi sul territorio e per quelli di diagnosi e di riabilitazione.

Questi sono i motivi che ci fanno giudicare negativamente questo disegno di legge. Dobbiamo aggiungere che, su di esso, non è neanche stato raggiunto un accordo con tutte le organizzazioni sindacali interessate, perché ancora nella giornata di ieri abbiamo ricevuto una lettera che contiene una precisa osservazione critica in proposito e aggiunge anche che alcune parti, per legge, dovrebbero essere contrattate con le organizzazioni sindacali.

Non si sono date, quindi, indicazioni generali di politica sanitaria; non si hanno dati precisi; non si hanno i posti letto necessari per queste nuove unità operative che si vanno ad istituire e, quindi, noi vorremmo sapere quale credibilità può avere un disegno di legge di questo tipo.

Partendo da queste osservazioni, abbiamo insistito perché perlomeno si potesse disporre di una struttura in grado di fornire dei dati. In questo senso abbiamo presentato un emendamento che, in attesa dell'applicazione della legge n. 70, prevede la costituzione di un osservatorio epidemiologico, a livello di unità sanitaria locale, nell'ambito dell'unità operativa di vigilanza igienico sanitaria, comprendente due medici, due statistici e due sociologi.

Presenteremo anche altri emendamenti, in particolare uno che impegna la Regione a rivedere la pianta organica entro un anno, contestualmente alla revisione del piano sanitario regionale, ed altri più specifici che riguardano l'unità operativa di medicina di emergenza e di accettazione, l'unità operativa di anatomia patologica e l'unità dipartimentale di citoistologia diagnostica. Un ulteriore emendamento riguarda l'unità per le tossicodipendenze, per le quali si chiede che sia istituito un posto di sociologo.

Per quanto riguarda l'unità operativa di medicina di emergenza e di accettazione, gli emendamenti propongono che le indicazioni operative non siano predisposte dal comitato di gestione, ma dal responsabile del servizio n. 4 e che l'organizzazione delle attività chirurgiche sia predisposta dai primari delle unità operative interessate, in modo da dare alla parte chirurgica la massima qualificazione possibile.

In sostanza, il giudizio del nostro Gruppo su questo disegno di legge è negativo per una questione di metodo, per il ritardo con cui è stato presentato, per il mancato accordo con le organizzazioni sindacali, per la mancanza di indirizzi e per l'impossibilità di una sua immediata applicazione perché, oltre ai posti letto, mancano anche le modalità operative. Crediamo, tuttavia, che il disegno di legge possa concorrere comunque a fare compiere un passo in avanti, anche se molto relativo, come in questo caso, alla sanità della Valle d'Aosta, se verrà accettata la costituzione di un osservatorio epidemiologico.

Si dà atto che alle ore 18,30 assume la Presidenza il Vice Presidente DE GRANDIS.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Torrione; ne ha facoltà.

TORRIONE (P.S.I.): Esprimo subito il rammarico che la discussione su di un argomento così importante si svolga nell'ultima riunione del Consiglio, in un'atmosfera di smobilitazione. Con altrettanta onestà, però, devo dire che questo piano non meritava altro, perché bisogna constatare che è mancata la volontà politica di procedere ad una sua revisione. È questo il dato più sconfortante. Noi avremmo preferito non essere costretti a discutere questo piano e, anche nel corso di una riunione dei Capigruppo, abbiamo detto che avremmo preferito che, a questo punto, fosse il nuovo Consiglio ad occuparsi di un argomento così importante. Essendo ormai saltate tutte le scadenze relative al rinnovo del piano 1983/85, tanto valeva, a mio avviso, lasciare che fosse il nuovo Consiglio ad affrontare, con un altro stato d'animo e soprattutto con un'altra visione d'insieme, la questione della sanità in Valle d'Aosta. Oggi, sembra invece che questo argomento non interessi più a nessuno, anche perché, con estremo rammarico, devo riconoscere che un settore di vitale ed essenziale importanza, come quello della sanità, presenta un quadro di riferimento politico assolutamente carente e consente, oltretutto, di fare l'amara considerazione che una delle regioni più ricche d'Italia, dove il problema della finanza pubblica, per fortuna nostra, presenta soltanto dei riscontri positivi, non sa affrontare in termini diversi, più creativi e potrei dire anche più innovativi, il problema della sanità.

Questo va sottolineato, perché è la dimostrazione pratica della più totale carenza di una linea politica nel settore socio-sanitario che invece dovrebbe essere assunto, come io mi auguro, ad elemento centrale di una nuova politica da porre in essere nella prossima legislatura.

Oggi siamo chiamati ad affrontare una discussione estremamente riduttiva. Perché dico riduttiva? Perché un piano socio-sanitario che, in assenza di un quadro di riferimento complessivo, si limita ad affrontare solo alcune tematiche, obiettivamente, non ne stimola la discussione e l'approfondimento.

Francamente, non presenterò alcun emendamento, anche se ho qui con me tutta una serie di osservazioni sul piano sanitario e, a questo punto, proverò a fare un discorso eminentemente politico, anche perché i Colleghi che mi hanno preceduto hanno fatto un esame molto più dettagliato e, se vogliamo, più puntuale delle carenze di questo "mini-piano", che sembra un po' il classico topolino partorito da una montagna.

A questo punto l'Assessore mi deve permettere di smentire una sua affermazione, perché questo piano è circolato ampiamente in determinati ambienti, tanto che ne erano a conoscenza non solo gli operatori del settore, ma anche alcune forze politiche più fortunate; il piano poi è stato ritirato e si è ricorsi alla cosiddetta "pianola", come ci ha ricordato il Consigliere Sandri e come ormai è entrata nel linguaggio comune, che ha alcuni accordi molto intonati, ma che ne ha anche altri estremamente stonati, secondo la "testa" del cliente.

Io ritengo estremamente riduttivo questo tentativo di operare una "mini-riforma" o un "mini-aggiornamento" del piano, senza alcun riferimento alle effettive esigenze della sanità, ma con precisi riferimenti a determinate persone che lavorano nel settore; e non dico altro. So che l'Assessore non vuole sentirsi dire queste cose, ma sono osservazioni politiche che non circolano solo nel nostro ambito, perché sono ormai generalizzate, tant'è che potremmo fare nomi, cognomi ed indirizzi. Non lo facciamo solo per carità di patria, perché ormai i "giochini" sono fatti e, quindi, lasciamo perdere e non vogliamo neanche infierire su questo documento sul quale, a mio avviso, non vale neanche la pena di spendere molte parole.

Credo che il voler concentrare tutta l'attenzione del discorso socio-sanitario sulla struttura ospedaliera, dimenticandosi tutto il resto, senza una visione d'insieme che comprenda il territorio sia nella fase della diagnosi sia in quella della prevenzione, concorra a determinare un elemento di valutazione talmente negativo che fa già dire "no!" a questo "topolino", che tra l'altro avrà una vita molto stentata, anche perché, al di là delle difformità sulle quantità organiche, alle quali hanno fatto riferimento i Colleghi che mi hanno preceduto, in esso si denota un certo disordine e soprattutto una certa mancanza di linea politica. Chi vuole evincere da questa "mini-riforma" un benché minimo quadro di riferimento per il settore della sanità, non ci riesce.

Noi non abbiamo ritenuto opportuno fare quello che hanno fatto i Colleghi, che forse sono stati più diligenti di noi, anche perché quel tipo di discorso ci sembra estremamente riduttivo. Non si sono affrontati, infatti, i problemi di fondo del settore ospedaliero, che sono quelli della medicina, della chirurgia, della traumatologia e del dipartimento di medicina di emergenza. Si sono dati, invece, alcuni contentini a coloro cui dovevano essere dati. Questo piano ha anche un certo sapore elettorale e come tale noi lo giudichiamo, cioè con molta severità; pertanto il nostro voto sarà assolutamente contrario.

Grazie.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale, Voyat; ne ha facoltà.

VOYAT (U.V.): Ognuno è libero di dire e di pensare quello che vuole. Non vorrei, però, che si cercasse di contrabbandare come atti e fatti voluti dall'Amministrazione regionale, dalla Giunta o dall'Assessore, l'intento di voler premiare o meno qualcuno. Ho cercato di spiegare ciò che è stato preso in esame nell'aggiornamento del piano socio-sanitario, a prescindere da chi potrà ricoprire o meno certe mansioni. Qualcuno probabilmente sa già fin d'ora chi vincerà i concorsi; io purtroppo non lo so ancora.

Come ho detto prima, l'analisi fatta serve a garantire alle prestazioni il loro attuale livello, almeno fino a quando non sarà approvato un nuovo piano socio-sanitario, anche in seguito a certi fatti accaduti all'interno dell'ospedale e che, come voi avete visto, necessitavano di una urgente regolamentazione.

Al di fuori di questo, ognuno può credere e dire quello che vuole. Io ci tengo a dire che noi non ci siamo preoccupati di soddisfare l'interesse di qualche medico o di qualche amico, ma ci siamo preoccupati solo di salvaguardare l'interesse della popolazione, affinché essa possa beneficiare in un prossimo futuro di certi servizi di nuova istituzione e, nel presente, possa continuare ad avere i servizi già attivati.

Occorre precisare che ora disponiamo di una bozza di piano, anche se il sottoscritto è il primo a rammaricarsi che questa bozza sia arrivata tardi all'attenzione del Consiglio. In questi cinquanta giorni, abbiamo fatto riunioni su riunioni, specie con i sindacati. Ma, non potendo raggiungere un accordo con tutti i sindacati, cosa avremmo dovuto fare? Avremmo forse dovuto presentare una bozza di piano priva dell'assenso di massima di alcune forze sindacali molto importanti e avviare subito il confronto con le forze politiche?

Torno a ripetere, comunque, che ora c'è una bozza di piano socio sanitario e mi auguro che, al più presto, qualcuno senz'altro più in gamba di me riuscirà a farle fare altri passi in avanti.

Il Consigliere Sandri, così come altri, viene qui a sbraitare su alcuni settori della sanità. Io vorrei che queste persone dessero almeno prova di un minimo di coerenza, perché, conoscendo l'ambiente nel quale lavorano, non dovrebbero dire certe fesserie...

(...INTERRUZIONE...)

VOYAT (U.V.): Parlando di ostetriche e di pediatri, ad esempio, potrei citare i dati di tutti i concorsi che abbiamo indetto - ma mi riprometto di farli avere al Consigliere Sandri - per cercare di reperire questo personale. Ai concorsi, però, o non si presentava nessuno, oppure si presentava solo qualcuno che poi non prendeva servizio. Questo non significa che non c'è la volontà politica di far funzionare certi servizi. Questo significa, invece, che non c'è la possibilità di reperire il personale occorrente. Questo vale anche per i masso-fisioterapisti che, dopo aver partecipato al concorso e dopo la pubblicazione delle graduatorie, non si presentano quando li chiamiamo.

Caro Consigliere Sandri, sappiamo anche che alcune figure professionali che operano all'interno dell'U.S.L., dopo aver acquisito una certa professionalità, sovente se ne vanno per esercitare privatamente. Perché? Perché questo personale tecnico non ha la possibilità, come i medici, di lavorare a tempo definito. Alcuni medici, infatti, si garantiscono una parte dello stipendio lavorando all'interno dell'ospedale e l'altra parte esercitando la libera professione. Il personale tecnico, invece, non ha questa possibilità e perciò, visti gli stipendi dell'U.S.L., se ne va. Ma questo non può essere imputabile all'U.S.L. o alla Regione, ma, al limite, a tutto il sistema del servizio pubblico che non ha la possibilità di garantirsi le prestazioni di questo personale.

Mi si viene a dire poi che l'U.S.L. non ha "il becco d'un quattrino" per assegnare l'indennità di francese. Questo lo vedremo, ma i fondi per l'anno 1988 sono già stati stanziati e quelli per gli arretrati arriveranno, stando almeno alle garanzie che abbiamo avuto dal Consiglio sanitario nazionale. In ogni caso, per ripianare il bilancio dell'U.S.L. del 1986, sarà inserita anche questa parte. Entro la fine dell'anno, avremo l'autorizzazione per ripianare anche il bilancio del 1987 e troveremo i fondi necessari.

Io non ho bisogno di pulirmi la coscienza o di fare altre cose del genere, anche perché tutti dovrebbero sapere che un concorso di medicina nucleare non può essere inventato di sana pianta. Di solito l'U.S.L. presenta una richiesta, sulla base della quale la Giunta regionale bandisce un concorso. Quel concorso, quindi, è stato bandito perché l'U.S.L. aveva previsto di attivare quel servizio che, evidentemente, non è stato chiamato "unità operativa" perché non era stato inserito nel piano sociosanitario. Quell'attività, in ogni caso, è stata messa in funzione dopo che l'U.S.L. aveva acquistato il materiale, di cui io non so con precisione...

SANDRI (fuori microfono): Nel novembre del 1984!

VOYAT (U.V.): Io non ho lavorato in radiologia e quindi non so quando sono state acquistate quelle apparecchiature che, in ogni caso, sono state acquistate dall'U.S.L. e, pertanto, non è vero, come dice il Consigliere Sandri, che l'U.S.L. non ha mai avuto "il becco d'un quattrino" per gli acquisti. Ogni anno, infatti, la Giunta regionale approva delle deliberazioni nelle quali specifica dove e che cosa deve essere acquistato dalla Giunta regionale e dove e che cosa deve essere acquistato dall'U.S.L.. Tutto ciò avviene sulla base di un principio molto chiaro e cioè che le apparecchiature che servono per l'istituzione di nuovi servizi, o che superano una certa cifra, vengono in genere acquistate dall'Amministrazione regionale, mentre quelle in sostituzione o ad integrazione di altre apparecchiature vengono acquistate dall'U.S.L.. La ripartizione approvata quest'anno, ad esempio, ha assegnato all'U.S.L. 1,8 miliardi per l'acquisto di apparecchiature.

Per quanto concerne la presenza o meno della "chirurgia 1", nell'allegato C è indicata la sua dotazione organica, che prevede 1 primario, 2 aiuti e 3 assistenti. Io non so se qualcuno nell'allegato C ha dei numeri diversi. Se così è, vuol dire che ci sono delle copie del piano socio-sanitario che sono errate.

Nel merito del secondo emendamento presentato dal Consigliere Sandri, nel quale si chiede di modificare l'organico dell'unità operativa di analisi cliniche, con l'inserimento di 3 aiuti e 2 assistenti, devo precisare che lo stesso primario dell'unità ci ha chiesto, con una lettera, di non modificare l'organico e ci ha anche precisato che, nel caso di eventuali modifiche, si sarebbe dovuto portare a 3 il numero degli assistenti dell'unità operativa e non quello degli aiuti.

Quando si discute con le forze sindacali i lavori non si svolgono in modo molto collegiale, perché ognuno parla solo per quanto gli compete. In ogni caso, oltre al fatto che anche altri sindacati avevano fatto presente che non era il caso di aumentare il numero - degli aiuti, c'è anche la lettera del responsabile dell'unità operativa di analisi cliniche.

Nel corso degli interventi si è anche fatto cenno al mancato arrivo in Consiglio regionale della questione della ristrutturazione dell'ospedale, che sarebbe dovuta venire insieme al piano sanitario. È nell'ospedale, infatti, che si vanno ad ampliare le attività ed a reperire i nuovi locali per i vari posti-letto. Tuttavia, lo stralcio dell'aggiornamento del piano-socio sanitario che è stato presentato non prevede l'istituzione di nuovi posti-letto oltre quelli esistenti.

Quando qualcuno mi chiede dove saranno reperiti i posti-letto per le nuove attività, rispondo che saranno reperiti dove sono ora. La chirurgia vascolare li avrà laddove li ha già ora ed è chiaro che la chirurgia li avrà all'interno della medicina. Dove sono stati ricoverati sinora i malati oncologici? In chirurgia? No, erano ricoverati presso il reparto di medicina e, pertanto, con l'istituzione di questa nuova unità operativa si ridurrà la disponibilità della medicina generale, così ci sarà spazio per l'oncologia...

(...INTERRUZIONE del Consigliere SANDRI...)

VOYAT (U.V.): Se, ad un certo punto, un'attività è già svolta all'interno di un'attività operativa, non vedo perché dovrebbe andarsi a cercare dei posti altrove.

Mi è stato chiesto, inoltre, come è stata determinata la pianta organica. L'U.S.L. dispone di una commissione che, in accordo con le organizzazioni sindacali, ha elaborato una pianta organica completa, comprendente anche le nuove unità operative e gli ulteriori servizi da istituire con il futuro piano socio-sanitario. Sulla base di questa pianta-organica, predisposta così come previsto dalla legge, abbiamo provveduto a modificare i settori che erano più carenti.

La prima nostra proposta prevedeva di apportare delle modifiche solo nei settori per i quali erano state presentate delle richieste specifiche in tal senso, lasciando inalterato l'organico per tutte le altre unità operative. L'U.S.L., invece, ha chiesto delle modifiche integrative, che io ho presentato alla Commissione che, a sua volta, ha acconsentito....

(...INTERRUZIONE del Consigliere SANDRI...)

VOYAT (U.V.): I cardiologi non sono diversi dagli altri medici ospedalieri. L'attività specialistica, infatti, viene attuata dai medici ospedalieri sul territorio, per ora, nei poliambulatori già esistenti e, in futuro, in quelli previsti. I cardiologi, quindi, come tutti gli altri medici ospedalieri, eserciteranno la loro attività sul territorio secondo le necessità e le richieste della popolazione, e secondo la loro disponibilità di tempo.

È vero che una forza sindacale non ha dato il suo assenso a questo stralcio di piano e mi riferisco alla C.G.I.L., ma quest'ultima non ha potuto dare nessun parere perché non ha partecipato alle riunioni. Essa, infatti, ci aveva detto che non avrebbe partecipato. Nell'ultima riunione era presente anche qualcuno dei suoi rappresentanti, ma non ha presentato emendamenti. Del resto, non avendo partecipato alle riunioni precedenti, alle quali avevano preso parte le altre forze sindacali, con le quali erano stati concordati alcuni emendamenti, non poteva certamente presentarli allora.

Vorrei solo precisare che il sociologo coadiutore, del quale il Partito comunista, attraverso un suo emendamento, chiede il trasferimento dal servizio n. 3 al servizio n. 4 e precisamente all'interno dell'unità operativa per le tossico-dipendenze, non è una figura di nuova istituzione, ma si tratta soltanto di un trasferimento.

Come ho già detto all'inizio del mio intervento, anche se non mi sono dilungato troppo, ribadisco che chi ha avuto modo di vedere la bozza del piano-socio sanitario ha potuto senz'altro constatare che le più grandi innovazioni sono previste nel servizio n. 3. Perché? Perché si era convenuto che tale servizio fosse più carente di personale e, secondo la logica del primo piano socio sanitario, più bisognoso di potenziamento per avvicinare i servizi alla popolazione ed evitare l'inverso. Però, se in questo stralcio di piano sociosanitario c'è poco o niente del servizio n. 3, o anche del servizio n. 5, ciò è perché proprio in essi si sono incontrate le maggiori difficoltà a far accettare alle forze sindacali alcune innovazioni, tra le quali quella che interessava l'attività specialistica ed in parte anche l'attività dei centri traumatologici. Queste innovazioni, pertanto, non sono state inserite perché non si è avuta la possibilità di concordarle in precedenza con le forze sindacali e con le forze politiche. Se le avessimo portate in Consiglio, sicuramente avremmo incontrato ulteriori difficoltà.

Si dà atto che alle ore 18,59 riassume la Presidenza il Presidente BONDAZ.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.

SANDRI (N.S.): Sarò molto breve, anche perché mi sembra corretto rispettare i precedenti accordi per garantire una certa snellezza al dibattito, sebbene il tema meriterebbe una più ampia discussione.

Credo, molto pacatamente, di poter accusare di collusioni indegne ed ignobili l'Assessore alla Sanità ed il Partito Comunista. Quest'ultimo, infatti, ha affermato che il piano socio-sanitario è stato fatto su indicazione dei primari. L'Assessore, a sua volta, ha confermato che, per quanto concerne l'unità operativa di analisi cliniche, è in possesso di una lettera del primario, alla quale dovrebbe attenersi. Non voglio sottolineare altro da questo punto di vista.

In merito alle mie considerazioni sul personale para-medico e sulle eventuali "fesserie" da me dette, posso confermare che si tratta di considerazioni che io ho già fatto diverse volte in questo Consiglio e sono contento di averle ribadite.

La questione delle ostetriche non deve essere limitata ai concorsi, perché se così fosse si darebbe prova di una visione miope e a questo punto oltreché fesso, sarei anche miope. La presenza di poche ostetriche dimostra che ci sono poche infermiere professionali. Se ci sono poche infermiere professionali è perché troppo tardi sono stati attuati alcuni interventi per garantire agli allievi infermieri professionali delle borse di studio dignitose. Ancora oggi, a livello regionale, non esiste una politica di incentivazione alla loro professionalità: sono lesinati i soldi per l'aggiornamento, per il miglioramento professionale, per la loro partecipazione a corsi di specializzazione... Se manca il personale infermieristico, è ovvio che poi mancheranno le ostetriche, le assistenti sanitarie-vigilatrici...

In merito a certe velate allusioni, mi permetto di ricordare che avevo apprezzato il fatto che, nel piano sociosanitario che l'Assessore aveva distribuito a tutti, tranne che ai Partiti dell'opposizione, si identificasse l'importanza del tempo pieno per il responsabile dell'unità operativa. È un concetto di fondamentale importanza ed io concordo con l'Assessore nel ritenere impossibile riuscire a mantenere dei rapporti dignitosi all'interno dell'ospedale se, nei tempi e nei modi giusti, non si arriva a disporre di personale a tempo pieno. Questo è vero sia per il personale para-medico sia per il personale medico. Però, è anche vero, a mio avviso, che occorre lanciare dei segnali in questo senso ed il fatto che nella "pianola" la questione del tempo pieno sia scomparsa, non può certamente essere colpa o responsabilità del sottoscritto.

Sottolineo ancora una volta il problema del "clima". Cinque anni fa, malgrado la discussione fosse più aspra e più tesa, venne comunque fatta a coronamento di un ampio dibattito e di una

estesa convergenza a livello sociale degli operatori sanitari e dell'U.S.L.. La discussione di oggi, invece, è solo un dibattito apatico, ed è la testimonianza più evidente del disfacimento totale di ogni volontà politica.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.): L'Assessore non ha saputo indicarmi il numero esatto della pianta organica vigente. Io ho detto che, secondo l'U.S.L., è 1.821; secondo questo disegno di legge, invece, è 1.958. Non solo, ma secondo l'U.S.L. attualmente sono in servizio 1.490 addetti e, quindi, c'è una carenza di 331 persone.

L'aumento della pianta organica di 51 medici, quando, secondo l'U.S.L., mancano ancora 9 primari a tempo pieno, 11 aiuti e 34 assistenti, indica che questo disegno di legge va incontro alle richieste dei primari, degli aiuti e di tutti quelli che, attraverso questa nuova pianta organica, possono aspirare a salire un gradino più in alto. Infatti, non sono chiari gli indirizzi di questo stralcio di piano socio-sanitario e non si è fatta nessuna verifica sui dati nosologici, ma si è accolto tutto quello che è stato richiesto. Questo, forse, può essere interessante per una parte del personale, ma non credo che valga a risolvere i problemi della sanità in Valle d'Aosta.

Confermo, pertanto, il nostro giudizio negativo su questo disegno di legge.

PRESIDENTE: Passiamo ora all'esame dell'articolato, nel nuovo testo predisposto dalla IVa Commissione consiliare.

Do lettura dell'articolo 1.

Articolo 1

1. All'allegato alla legge regionale 23 giugno 1983, n. 66 ("Piano socio-sanitario della Regione Valle d'Aosta per il triennio 1983/1985") sono apportate le seguenti modificazioni, concernenti il servizio di assistenza sanitaria specialistica, ospedaliera ed extra-ospedaliera integrativa dell'assistenza di base e il servizio di igiene ed assistenza veterinaria.

PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'articolo 1 testé letto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 30

Votanti: 30

Favorevoli: 20

Contrari: 10

Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Do lettura dell'articolo 2.

Articolo 2

1. Il servizio di assistenza sanitaria specialistica, ospedaliera ed extra-ospedaliera, integrativa dell'assistenza di base, è articolato nelle seguenti unità operative:

1) medicina d'emergenza ed accettazione

2) medicina interna

3) geriatria e gerontologia

4) nefrologia e dialisi

5) neurologia e neurofisiopatologia

6) malattie infettive

7) pneumotisiologia

8) gastroenterologia ed endoscopia digestiva

9) cardiologia e cure intensive cardiologiche

10) cardiologia di base

11) oncologia

12) pediatria

13) psichiatria

14) recupero e rieducazione funziona le

15) chirurgia generale 1

16) chirurgia generale 2

17) chirurgia vascolare ed angiologia

18) otorinolaringoiatria

19) oculistica

20) odontostomatologia

21) traumatologia e ortopedia

22) ostetricia e ginecologia

23) analisi cliniche

24) centro trasfusionale

25) anatomia patologica

26) anestesia, rianimazione e terapia antalgica

27) anestesia, terapia intensiva pre e post-operatoria

28) radiologia

29) medicina nucleare

30) vigilanza igienico-sanitaria ed organizzazione e controllo attività sanitarie

31) farmacia.

PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'articolo 2 testé letto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 30

Votanti: 30

Favorevoli: 20

Contrari: 10

Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Do lettura dell'articolo 3.

Articolo 3

1. L'organizzazione, le funzioni e i compiti delle unità operative di:

- medicina di emergenza e accettazione;

- oncologia;

- pediatria e neonatologia;

- anatomia patologica;

- chirurgia generale 1;

- chirurgia generale 2;

- chirurgia vascolare ed angiologia;

- traumatologia e ortopedia;

- medicina nucleare;

nonché delle unità dipartimentali ad esse collegate, sono rideterminati come nell'allegato A) alla presente legge regionale.

PRESIDENTE: Do lettura di un emendamento sostitutivo dell'articolo 3, proposto e concordato dal Consigliere Breuvé e da altri Consiglieri.

EMENDAMENTO

L'art. 3 è sostituito dal seguente:

ARTICOLO 3

1. L'organizzazione, le funzioni e i compiti delle unità operative di:

a) medicina interna;

b) medicina d'emergenza accettazione;

c) oncologia;

d) pediatria e neonatologia;

e) anatomia patologica;

f) chirurgia generale 1;

g) chirurgia generale 2;

h) chirurgia vascolare ed angiologia;

i) traumatologia e ortopedia;

l) medicina nucleare;

nonché delle unità dipartimentali ad esse collegate, sono rideterminati come nell'allegato A) alla presente legge regionale.

PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'emendamento testé letto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 30

Votanti: 29

Favorevoli: 29

Astenuti: 1 (Sandri)

Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Do lettura dell'articolo 3 emendato.

ARTICOLO 3

1. L'organizzazione, le funzioni e i compiti delle unità operative di:

a) medicina interna;

b) medicina d'emergenza accettazione;

c) oncologia;

d) pediatria e neonatologia;

e) anatomia patologia;

f) chirurgia generale 1;

g) chirurgia generale 2;

h) chirurgia vascolare ed angiologia;

i) traumatologia e ortopedia;

1. medicina nucleare;

nonché delle unità dipartimentali ad esse collegate, sono rideterminati come nell'allegato A) alla presente legge regionale.

PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'articolo 3, nel testo emendato testé letto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 30

Votanti: 30

Favorevoli: 20

Contrari: 10

Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Do lettura dell'articolo 4.

Articolo 4

1. È istituita una unità operativa specifica per l'assistenza ai tossicodipendenti, con la seguente dotazione organica:

1 primario medico

1 aiuto corresponsabile medico

2 assistenti medici

1 psicologo dirigente

1 psicologo coadiutore

1 psicologo collaboratore

1 assistente sociale coordinatore

2 assistenti sociali collaboratori

1 operatore professionale coordinatore

2 operatori professionali collaboratori

2 assistenti amministrativi.

PRESIDENTE: Do lettura di un emendamento all'articolo 4, presentato dal Consigliere Mafrica.

EMENDAMENTO

La dotazione organica prevista è aumentata di n. 1 sociologo coadiutore.

PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'emendamento testé letto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti, votanti e favorevoli: 30

Il Consiglio approva all'unanimità

PRESIDENTE: Do lettura dell'articolo 4 nel testo emendato.

Articolo 4

1. È istituita una unità operativa specifica per l'assistenza ai tossicodipendenti, con la seguente dotazione organica:

1 primario medico

1 aiuto corresponsabile medico

2 assistenti medici

1 psicologo dirigente

1 psicologo coadiutore

1 psicologo collaboratore

1 assistente sociale coordinatore

2 assistenti sociali collaboratori

1 operatore professionale coordinatore

2 operatori professionali collaboratori

2 assistenti amministrativi

1 sociologo coadiutore.

PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'articolo 4, nel testo emendato testé letto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 30

Votanti: 30

Favorevoli: 20

Contrari: 10

Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Do lettura dell'articolo 4 bis, proposto come emendamento aggiuntivo dal Consigliere Mafrica.

EMENDAMENTO

Articolo 4 bis

1. In attesa dell'istituzione dell'osservatorio epidemiologico regionale di cui al titolo IV della legge regionale 25 ottobre 1982, n. 70, è organizzato, in via sperimentale, un osservatorio epidemiologico a livello di unità sanitaria locale nell'ambito dell'unità operativa di vigilanza igienico sanitaria, organizzazione e controllo attività sanitarie del servizio di assistenza sanitaria specialistica ospedaliera ed extra ospedaliera, integrativa dell'assistenza di base.

2. L'osservatorio si avvale della collaborazione dei servizi e delle unità operative dell'Unità Sanitaria Locale, opera in stretta correlazione con i competenti uffici dell'Assessorato regionale della Sanità ed Assistenza Sociale ed è dotato del seguente personale:

n. 1 coadiutore sanitario n. 1 assistente medico

n. 1 statistico coadiutore

n. 1 statistico collaboratore n. 1 sociologo coadiutore n. 1 sociologo collaboratore.

3. I relativi posti di organico sono reperiti dalla Giunta regionale nell'ambito di quelli previsti dalla vigente pianta organica mediante trasformazione di altrettanti posti vacanti; le relative procedure concorsuali saranno attivate entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

4. La Giunta regionale, su proposta dell'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale, nomina un apposito comitato scientifico con il compito di definire, sentite le forze sociali e sindacali interessate, le strategie e priorità d'intervento.

PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'emendamento testé letto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti, votanti e favorevoli: 30

Il Consiglio approva all'unanimità

PRESIDENTE: Do lettura dell'articolo 5.

Articolo 5

1. Il servizio di igiene ed assistenza veterinaria assume la denominazione di "servizio di igiene, sanità pubblica ed assistenza veterinaria".

2. L'organizzazione, le funzioni, i compiti e la dotazione organica di detto servizio sono rideterminati come da allegato B).

PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'articolo 5 testé letto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti, votanti e favorevoli: 30

Il Consiglio approva all'unanimità

PRESIDENTE: Do lettura dell'articolo 6.

Articolo 6

1. L'Unità sanitaria locale ridetermina la pianta organica del personale dei presidi, servizi ed uffici in conformità alle previsioni della presente legge come indicato negli allegati C e D e alle direttive della Giunta regionale.

PRESIDENTE: Do lettura di un emendamento all'articolo 6, proposto dal Consigliere Mafrica.

EMENDAMENTO

All'articolo 6 è aggiunto il seguente nuovo comma:

"La pianta organica del personale sarà rideterminata entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, nell'ambito della revisione del piano sanitario regionale".

PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'emendamento testé letto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti, votanti e favorevoli: 30

Il Consiglio approva all'unanimità

PRESIDENTE: Do lettura dell'articolo 6, nel testo emendato.

Articolo 6

1. L'Unità Sanitaria Locale ridetermina la pianta organica del personale dei presidi, servizi ed uffici in conformità alle previsioni della presente legge come indicato negli allegati C e D e alle direttive della Giunta regionale.

2. La pianta organica del personale sarà rideterminata entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, nell'ambito della revisione del piano sanitario regionale.

PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'articolo 6, testé letto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 30

Votanti: 30

Favorevoli: 20

Contrari: 10

Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Do lettura dell'articolo 7.

Articolo 7

1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi del terzo comma dell'articolo 31 dello Statuto speciale ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione.

2. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Autonoma Valle d'Aosta.

PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'articolo 7 testé letto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 30

Votanti: 30

Favorevoli: 20

Contrari: 10

Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Do lettura dell'Allegato A.

Allegato A

(...omissis...)

PRESIDENTE: Do lettura dell'emendamento all'allegato A, concordato e proposto dal Consigliere Breuvé e da altri Consiglieri.

EMENDAMENTO

L'allegato A) è integrato a pagina 1, prima del punto "Medicina d'emergenza ed accettazione", con il seguente nuovo punto:

Medicina interna.

Nell'ambito dell'unità operativa di medicina interna, in considerazione della presenza in Valle d'Aosta calcolata in oltre 10.000 ipertesi, è istituita una unità dipartimentale per lo studio e la terapia dell'ipertensione arteriosa.

Detta unità dipartimentale si avvale, per le necessità di ricovero, di posti letto dell'unità operativa di medicina interna.

La nuova dotazione organica è così stabilita: unità operativa di medicina interna: un primario, 3 aiuti corresponsabili ospedalieri e 3 assistenti medici; unità dipartimentale di dermatologia: un aiuto corresponsabile ospedaliero e un assistente medico; unità dipartimentale per l'ipertensione arteriosa: un aiuto corresponsabile ospedaliero e un assistente medico.

PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'emendamento all'allegato A testé letto, proposto dal Consigliere Breuvé e da altri Consiglieri.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti, votanti e favorevoli: 30

Il Consiglio approva all'unanimità

PRESIDENTE: Do lettura di un primo emendamento all'allegato A, presentato dal Consigliere Mafrica.

EMENDAMENTO

A pag. 1 secondo cv., punto b) eliminare la dizione "La collaborazione e il coordinamento fra le varie unità sopra citate sono disciplinate secondo apposite modalità organizzative ed operative, predisposte dal Primario della U.O. interessata e DELIBERATE DAL COMITATO DI GESTIONE DELL'USL".

TRASFORMARLO IN: "la collaborazione e il coordinamento fra le varie unità sopra citate sono disciplinate secondo apposite modalità organizzative ed operative, predisposte dai Primari delle Unità Operative interessate e recepite in Ordini di Servizio del Responsabile del Servizio 4".

PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'emendamento testé letto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 30

Votanti: 30

Favorevoli: 10

Contrari: 20

Il Consiglio non approva

PRESIDENTE: Do lettura di un secondo emendamento all'allegato A, presentato dal Consigliere Mafrica.

EMENDAMENTO

A pag. 1 secondo cv., punto b) abrogare da "occuparsi..." a "...pronta disponibilità".

SOSTITUIRE CON: "L'U.O. di Medicina di Emergenza e Accettazione deve occuparsi della sola emergenza medica. L'emergenza chirurgica è assicurata da specialisti di branche chirurgiche, secondo modalità operative predisposte dai primari interessati e sancite in Ordini di Servizio del Responsabile di Servizio n. 4".

PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'emendamento testé letto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 30

Votanti: 30

Favorevoli: 10

Contrari: 20

Il Consiglio non approva

PRESIDENTE: Do lettura di un terzo emendamento all'allegato A, presentato dal Consigliere Mafrica.

EMENDAMENTO

L'allegato A - punto "Unità operativa di anatomia patologia e unità dipartimentale di citoistologia diagnostica" è così completato:

"Il personale medico dell'unità dipartimentale di citoistologia diagnostica partecipa a tutti gli effetti alla normale attività dell'unità operativa di anatomia patologica".

PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'emendamento testé letto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 30

Votanti: 30

Favorevoli: 10

Contrari: 20

Il Consiglio non approva

PRESIDENTE: Do lettura di un emendamento all'allegato A, presentato dal Consigliere Sandri.

EMENDAMENTO

Al Titolo "UNITÀ OPERATIVA DI CHIRURGIA VASCOLARE E ANGIOLOGIA", dopo il secondo comma è inserito il seguente comma:

"Le procedure concorsuali per il personale medico, sia apicale che secondario, previsto dalla nuova pianta organica saranno avviate dopo l'immissione in ruolo del personale tecnico di cui al precedente comma e verificata la disponibilità di personale infermieristico e di locali".

PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'emendamento testé letto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti, votanti e favorevoli: 30

Il Consiglio approva all'unanimità

PRESIDENTE: Do lettura dell'allegato A nel testo emendato.

Allegato A

(...omissis...)

PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'allegato A, nel testo emendato testé letto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 30

Votanti: 30

Favorevoli: 21

Contrari: 9

Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Do lettura dell'allegato B.

Allegato B

(...omissis...)

PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'allegato B testé letto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 31

Votanti: 31

Favorevoli: 21

Contrari: 10

Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Do lettura dell'allegato C.

Allegato C

(...omissis...)

PRESIDENTE: Do lettura di un emendamento all'allegato C, concordato e proposto dal Consigliere Breuvé e da altri Consiglieri.

EMENDAMENTO

L'allegato C) è sostituito da quello annesso al presente.

TABELLA ALLEGATO C

UNITÀ OPERATIVE-UNITÀ DIPARTIMENTALI Pri- Aiu Assi altro

Mario tante stente

MEDICINA D'EMERGENZA ED ACCETTAZIONE 1 5 6 12

MEDICINA INTERNA 1 3 3 7

- Dermatologia - 1 1 2

- Ipertensione arteriosa - 1 1 2

GASTROENTEROLOGIA ED ENDOSCOPIA

DIGESTIVA 1 3 3 7

GERIATRIA E GERONTOLOGIA 1 4 5 10

NEFROLOGIA E DIALISI 1 2 3 6

NEUROLOGIA E NEUROFISIOPATOLOGIA 1 4 4 9

MALATTIE INFETTIVE 1 2 3 6

PNEUMOTISIOLOGIA

- Fisiopatologia respiratoria e

- broncologia - 1 1 2

CARDIOLOGIE E CURE INTENSIVE

CARDIOLOGICHE 1 8 8 17

CARDIOLOGIA DI BASE 1 - - 1

ONCOLOGIA 1 2 2 5

PEDIATRIA E NEONATOLOGIA 1 5 5 11

- Neuropsichiatria infantile - 1 1 2

PSICHIATRIA 1 4 5 10

RECUPERO E RIEDUCAZIONE FUNZIONALE

CHIRURGIA GENERALE 1

- Chirurgia toraco-polmonare,

seno-logica ed endocrinologica - - 1 2 3

CHIRURGIA GENERALE 2 1 5 6 12

- Urologia - 1 2 3

- Nefrologia chirurgia ed andrologia - 3 2 5

CHIRURGIA VASCOLARE ED ANGIOLOGIA 1 3 4 8

OTORINOLARINGOIATRIA 1 3 2 6

OCULISTICA 1 3 2 6

ODONTOSTOMATOLOGIA 1 3 3 7

TRAUMATOLOGIA E ORTOPEDIA 1 6 6 13

- Chirurgia della mano - 1 2 3

OSTETRICIA E GINECOLOGIA 1 5 5 11

ANALISI CLINICHE 1 2 3 6

CENTRO TRASFUSIONALE 1 2 3 6

ANATOMIA PATOLOGICA 1 1 1 3

- Citoistologia diagnostica

ANESTESIA, RIANIMAZIONE E TERAPIA

ANTALGICA 1 6 6 13

ANESTESIA, TERAPIA INTENSIVA PRE E

POST OPERATORIA 1 7 6 14

RADIOLOGIA 1 7 7 15

MEDICINA NUCLEARE 1 1 1 3

VIGILANZA IGIENICO SANITARIA

E ORGANIZZAZIONE E CONTROLLO ATTIVITÀ

SANITARIE 1 1 2 4

TOTALE 30 113 124 267

Diri Coadi Collab Totale

Gente utore oratore

FARMACIA 1 2 2 5

TOTALE GENERALE 31 115 126 272

PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'emendamento testé letto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti, votanti e favorevoli: 31

Il Consiglio approva all'unanimità

PRESIDENTE: Do lettura di un sub-emendamento all'allegato C, presentato dal Consigliere Sandri.

EMENDAMENTO

All'allegato C, l'organico medico della Unità Operativa di Analisi cliniche è così modificato: 1 primario, 3 aiuti e 2 assistenti.

PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'emendamento testé letto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 31

Votanti: 31

Favorevoli: 10

Contrari: 21

Il Consiglio non approva

PRESIDENTE: Do lettura dell'allegato C emendato.

Allegato C

(...omissis...)

PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'allegato C, nel testo emendato testé letto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 31

Votanti: 31

Favorevoli: 21

Contrari: 10

Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Do lettura dell'allegato D.

Allegato D

(...omissis...)

PRESIDENTE: Do lettura di un emendamento all'allegato D, presentato dal Consigliere Mafrica.

EMENDAMENTO

L'Allegato D è modificato come segue:

il posto di sociologo coadiutore previsto nel servizio n. 3 è trasferito nel servizio n. 4.

il totale del servizio n. 3 è rettificato in 142 unità e il totale n. 4 in 1387 unità.

PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'emendamento testé letto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti, votanti e favorevoli: 31

Il Consiglio approva all'unanimità

PRESIDENTE: Do lettura dell'allegato D emendato.

Allegato D

(...omissis...)

PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione l'allegato D, nel testo emendato testé letto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 31

Votanti: 31

Favorevoli: 21

Contrari: 10

Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Il Consiglio è chiamato ora a pronunciarsi per votazione segreta sul complesso della legge.

VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 31

Votanti: 31

Favorevoli: 21

Contrari: 10

Il Consiglio approva