Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 3723 du 6 mai 1988 - Resoconto

OGGETTO N. 3723/VIII - ASSISTENZA AI TOSSICODIPENDENTI, BASATA SULL'UTILIZZAZIONE DEL METADONE, DA PARTE DELL'UNITA' OPERATIVA DI PSICHIATRIA. (Interrogazione).

PRESIDENTE: Do lettura dell'interrogazione in oggetto, presentata dal Consigliere Sandri.

INTERROGAZIONE

VENUTO A CONOSCENZA che vi sarebbe, da parte dell'Unità Operativa di Psichiatria, una assistenza ai tossicodipendenti da stupefacenti basata sull'utilizzo del metadone;

CONSTATATO che vi sarebbero casi in cui il metadone viene somministrato a dosi costanti e a giorni alterni;

APPRESO che non vi è alcun controllo sulla contemporanea somministrazione di oppiacei;

Il sottoscritto Consigliere regionale

INTERROGA

l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale per conoscere:

- quante dosi e di che entità di metadone sono state somministrate a tossicodipendenti nel 1987 e nei primi mesi del 1988;

- in quanti casi la somministrazione è a dosi costanti e a giorni alterni;

- in quanti casi è verificata la contemporanea assunzione di oppiacei;

- quali sono i consulenti che affiancano l'Unità Operativa di Psichiatria per questo specifico problema.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale, Voyat; ne ha facoltà.

VOYAT (U.V.): Prima di fornire i dati richiesti, devo precisare, così com'è stato fatto anche dal primario del Servizio di Psichiatria, che il metadone, ad Aosta come in tutti gli altri centri per la cura delle tossicodipendenze, viene usato soltanto dopo la predisposizione di un preciso programma terapeutico sui singoli soggetti interessati. Non è vero, quindi, che a chiunque si presenti all'Unità Operativa di Psichiatria venga somministrato il metadone.

I dati richiesti sono i seguenti: nel 1987 sono stati somministrati 12.985 flaconi da 20 milligrammi, mentre, per i primi quattro mesi del 1988, ne sono stati somministrati 5.470. Le dosi sono di 20 o, al massimo, per casi assolutamente eccezionali, di 30 milligrammi. In genere, le somministrazioni sono giornaliere, tranne in alcuni casi in cui, per ragioni di lavoro, vengono somministrate o consegnate dosi per un massimo di due giorni.

Per quanto riguarda...

(...INTERRUZIONE del Consigliere SANDRI...)

... Certamente, poi è l'interessato che se la assume a casa, ma questo solo in casi eccezionali, dovuti a particolari situazioni di lavoro o di lontananza.

In merito alla terza domanda, devo precisare che non viene effettuata una rilevazione sistematica e precisa di coloro che assumono contemporaneamente metadone ed oppiacei, ma vengono effettuati dei controlli, sia in sede di prima diagnosi, che periodicamente, senza alcun preavviso. L'esperienza, secondo quanto fa sapere l'U.S.L., ci permette di ritenere che circa il 60 o il 70 per cento utilizzi, talvolta, sia il metadone sia gli oppiacei. Non sembra che questa percentuale sia superiore a quella di altri centri, mentre pare che questo comportamento rientri nella norma per un eroinomane.

Sulla questione dei consulenti da affiancare all'Unità Operativa di Psichiatria, posso confermare che dalla stessa Unità Operativa non è mai stata avanzata tale richiesta. Penso, in ogni caso, che il Consigliere Sandri sappia della prossima apertura dell'Unità Operativa per le tossicodipendenze, che sarà distinta in due settori: il primo per la somministrazione delle cure farmacologiche ed un secondo per il trattamento psicologico. Questi settori sono ben separati tra loro, con due entrate diverse, e si avvarranno della collaborazione di due esperti, convenzionati con l'U.S.L., che hanno già lavorato in centri di questo genere e che, oltre alla responsabilità della consulenza, avranno anche quella della formazione del personale.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.

SANDRI (N.S.): Sono rimasto molto colpito dai dati che ci ha fornito l'Assessore alla Sanità e all'Assistenza Sociale, perché li ritengo drammatici.

Possiamo tranquillamente dire che l'Unità Operativa di Psichiatria è, praticamente, una specie di "tabacchino di Stato" per la distribuzione della droga in Valle d'Aosta! Qui parliamo di 12.985 dosi di metadone fatte fuori in un anno e di più di 5.000 in cinque mesi: questo significa fare spaccio continuato di droga, autorizzati e legalizzati a ciò dallo Stato! E' un dato drammatico, del quale non accuso la Giunta, nel senso che intendo solo sottolineare la drammaticità della situazione.

12.985 dosi di droga, date dallo Stato attraverso il meccanismo dei 20 milligrammi di metadone, sono un fatto angosciante, soprattutto perché testimoniano che almeno un centinaio di persone utilizza...

(...INTERRUZIONE dell'Assessore VOYAT...)

... Forse vi siete un po' stupiti, ma se sono 40 significa che voi mantenete, quotidianamente, per un anno intero, 40 persone con una dose di metadone. La cosa più grave che ha detto l'Assessore è che il 60 o il 70 per cento di queste persone, oltre al metadone ottenuto dallo Stato, si prende anche l'oppiaceo!

Il metadone è stato adottato a scopo farmacologico per la terapia dei tossicodipendenti, purché sulla sua somministrazione si riconoscesse il seguente patto: "Tu accetti di disintossicarti e lo Stato ti viene incontro". Questo è il presupposto che sta alla base della terapia in questione; ma il patto tra lo Stato, attraverso l'Unità Operativa di Psichiatria, ed il tossicodipendente dice: "Tu, sei disponibile a disintossicarti?. Sì. Allora, vieni qui che ti do il metadone, ma a condizione che tu non prenda più oppiacei".

Qui, invece, l'Assessore ci viene a dire, anche se non è per sua colpa, che il 60 o il 70 per cento dei tossicodipendenti continua a prendere oppiacei: aggiunge inoltre che le dosi somministrate sono costantemente di 20 milligrammi, il che significa che la terapia non è a scalare. Quest'ultimo è un dato terrificante, perché significa che noi ci stiamo sostituendo agli spacciatori nel fornire la "roba" a questa gente!

Io so con certezza, anche perché me ne sono interessato per un po', che la gente che ha scelto questa soluzione l'ha fatto perché ogni tanto ha un barlume di resipiscenza e vuole disintossicarsi. Ma, dato che non ha nessuna regola per la somministrazione, se il giorno dopo non ne ha più voglia, va via e poi ritorna, va via e poi ritorna ancora e finisce per ritrovarsi in situazioni eccessivamente intricate proprio per l'assenza di un patto preciso. Non viene detto a nessuno, infatti, che, una volta abbandonata la formula della somministrazione scalare, non gli si darà più nulla. Dopo una settimana, infatti, gli viene somministrata ugualmente la stessa dose e c'è gente che sta andando avanti così da anni.

Io voglio solo dire che questa situazione, a mio parere, dovrebbe essere corretta, perché è provocata dal fatto che l'Unità Operativa di Psichiatria non prende in carico questa gente, ma nei suoi confronti esercita solo azione di spaccio o di fornitura, con l'aggravante di consegnare a certi pazienti la dose che questi possono somministrarsi a casa o altrove, cosa che io ritengo vietata per legge, proprio perché diventa un vero e proprio spaccio di droga, nel senso che gli interessati la possono rivendere appena cinque metri fuori dall'ospedale. Chiedo, peraltro, all'Assessore di verificare quest'ultima notizia, perché, se fosse vera, a mio parere avrebbe anche delle implicanze di carattere penale; ma non voglio addentrarmi oltre nel merito di ciò.

Questi tossicodipendenti, però, devono essere presi in carico dall'Unità Operativa di Psichiatria! Il che significa che accettano la regola della somministrazione scalare del metadone, rifiutano di assumere oppiacei e, quando assumono il metadone, si devono sottoporre all'esame delle urine, perché, se risultano positivi agli oppiacei, non riceveranno più il metadone. Voi sapete benissimo che questo non viene fatto ad Aosta!

Ma ciò non basta, perché devono anche essere assunti in carico, nel senso che occorre che un assistente sociale segua la loro situazione occupazionale e familiare, perché noi non possiamo fornire determinati supporti farmaco-logici senza controllare la situazione che ha provocato il disagio. Eppure, neanche questo viene fatto ad Aosta, anche se mi auguro che ciò sia fatto con l'apertura della nuova Unità Operativa per la cura delle tossicodipendenze.

Torno a ripetere, però, che in questo momento stiamo spacciando la droga così come potrebbe fare una comune rivendita di sali e tabacchi. Sarebbe molto più chiaro e molto più onesto, così sparirebbero anche certe forme di spaccio che ho visto in giro per Aosta, che al posto del metadone si desse l'eroina, perché, dal punto di vista pratico, è esattamente la stessa cosa, con il vantaggio che, mentre il metadone è gratuito, distribuendo l'eroina potreste anche predisporre il "budget" dei vari prodotti.

Io dico solo una cosa...

(...INTERRUZIONE dell'Assessore VOYAT...)

... Io non ho colleghi, qui dentro, se non Riccarand e Viberti, che però non hanno fatto di queste proposte!

Questa è la situazione alla quale voi avete portato l'assistenza ai tossicodipendenti! E' drammatico, ma di prima mattina potete vedere queste persone entrare all'Unità Operativa di Psichiatria per prendere il metadone, al pomeriggio potete trovare le stesse persone a bighellonare in piazza, alla sera entrare nella farmacia della piazza a prendere una siringa e "farsi" in contemporanea. 12.985 flaconi da 20 milligrammi dati in questa maniera, a mio parere, sono un attentato al buon senso.

Concludo invitando l'Assessore alla Sanità e Assistenza Sociale, Voyat, a bloccare qualsiasi orma di somministrazione al di fuori dell'ospedale. A mio parere, infatti, è molto pericoloso che anche una sola dose, anche se per casi eccezionali, come ha detto lo stesso Assessore, sia somministrata fuori dall'ospedale, al di fuori del controllo diretto dell'autorità competente.