Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 3247 du 25 novembre 1987 - Resoconto

OGGETTO N. 3247/VIII - SOSTEGNO DELLE INIZIATIVE DI AMNESTY INTERNATIONAL DIRETTE A SENSIBILIZZARE L'OPINIONE PUBBLICA SUL PROBLEMA DELLE VIOLAZIONI DEI DIRITTI DELL'UOMO E DEI PRIGIONIERI, IN PARTICOLARE, CHE AVVENGONO NELLA REPUBBLICA SOCIALISTA DI ALBANIA.

PRESIDENTE: Do lettura del testo della delibera:

IL CONSIGLIO

DELIBERA

1°) di esprimere la propria solidarietà all'iniziativa di Amnesty International, di sensibilizzare l'Opinione Pubblica sul problema delle violazioni dei diritti dell'uomo e dei prigionieri in particolare, che avvengono nella Repubblica Socialista di Albania;

2°) di approvare e condividere il "rapporto Albania" pubblicato da Amnesty International allegato "B" alla presente deliberazione, nonché l'iniziativa della sezione italiana di Amnesty International Circoscrizione Piemonte Valle d'Aosta, di rivolgere al Governo Albanese la petizione allegata alla presente deliberazione che sarà sottoscritta dal Presidente della Giunta regionale ed inoltrata alla predetta sezione, per l'invio al Governo albanese.

(Allegato: ... omissis ...)

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.

ROLLANDIN - (U.V.): La relation qui a été présentée suffit à faire connaître quelles sont les propositions que, en tant que Gouvernement régional, on présente à l'attention du Conseil. Il y a eu une requête en avril 1987 de la part de Amnesty International, section italienne du Piémont et du Val d'Aoste, qui prévoyait une série d'observations pour ce qui se passe dans certains pays. Ce serait inutile de réaffirmer la fonction de Amnesty International; parmi les annexes vous avez aussi l'activité et les buts de l'association même, une association qui n'est pas politisée: "un movimento internazionale indipendente da qualsiasi governo, parte politica, interesse economico o credo religioso. Riveste uno specifico ruolo nel più vasto ambito nella difesa dei diritti dell'uomo e incentra innanzitutto la propria azione sui casi di singoli prigionieri".

Si les Conseillers voudront avoir des renseignements sur toute l'activité de Amnesty International, je peux leur donner une copie des différents projets présentés.

Les Conseillers connaissent très bien l'engagement de cette association face au manque de liberté dans tous les pays du monde, et en lisant les annexes on peut voir quelle est la situation, dans le cas échéant, dans ces pays. Je ne vais pas faire des critiques particulières et je ne vais faire non plus une discussion sur ce qui se passe dans un pays tel que l'Albanie, dont la situation est quand même en train de changer, et donc on ne peut que se féliciter de ce changement à propos de la liberté politique dans ce pays.

Tout de même, il y a encore un système très dur face à la liberté d'association, à la liberté religieuse, c'est justement pour cela qu'on prévoit de présenter cette délibération, là où on dit: "di esprimere la propria solidarietà all'iniziativa di Amnesty International, di sensibilizzare l'Opinione Pubblica sul problema delle violazioni dei diritti dell'uomo e dei prigionieri in particolare, che avvengono nella Repubblica Socialista di Albania; di approvare e condividere il "rapporto Albania" pubblicato da Amnesty International allegato "B" alla presente deliberazione, nonché l'iniziativa della sezione italiana di Amnesty International, Circoscrizione Piemonte Valle d'Aosta, di rivolgere al Governo Albanese la petizione allegata alla presente deliberazione che sarà sottoscritta dal Presidente della Giunta regionale ed inoltrata alla predetta sezione, per l'invio al Governo albanese ".

Les suggestions sont assez évidentes, ce serait inutile d'illustrer davantage un problème que tout le monde connaît.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Vicepresidente Dolchi, ne ha facoltà.

DOLCHI - (P.C.I.): Il Presidente della Giunta ha ritenuto di accogliere l'invito rivoltogli nel mese di aprile da Amnesty International e ci ha inviato, e lo sottopone al dibattito del Consiglio, il documento del 1984 di Amnesty International.

Credo che anche dopo aver sentito la relazione del Presidente della Giunta, sia opportuno ribadire che siamo perfettamente a conoscenza dell'attività di Amnesty International, di cui condividiamo gli obiettivi, la struttura, perchè ha impiantato in tutti i paesi là dove le è permesso di operare, la sua attività.

Quello che ci rende perplessi e che, senza nè polemica, nè ironia, vorremmo sottolineare, è perchè a tre anni di distanza e perchè da aprile alla fine di novembre, proprio l'Albania ha interessato il Presidente della Giunta regionale e deve far pronunciare il Consiglio regionale.

Ci sono stati dal 1984 rapporti di Amnesty International sul Cile, sul Sudafrica, persino sull'Italia, sulle attività varie e sulla necessità di difendere i diritti dell'uomo conculcati là dove sono conculcati, e questo sembra sia in quasi tutti i paesi di ogni latitudine e longitudine del nostro pianeta, ed allora perchè proprio l'Albania?

Prendo atto con soddisfazione dell'iniziativa presa dal Presidente della Giunta, perché quando come opposizione o come forze di minoranza abbiamo preso per l'apartheid, per il premio Nobel a Mandela, iniziative di questo genere, abbiamo trovato l'adesione ma al tempo stesso un certo scetticismo, alcune riserve da parte del Presidente della Giunta e della maggioranza.

Non voglio dilungarmi su questo problema che riguarda un paese che è diventato non dico famoso, ma che è passato alla storia perchè è diventato una parte dell'impero mussoliniano, malgrè lui, tant'è vero che nella resistenza contro l'esercito italiano prima dell'8 settembre lo ha dimostrato chiaramente. E poi è diventato altrettanto famoso sul piano politico quando, trenta anni fa, era il paese portavoce della Cina in Europa durante il confronto cinoalbanese; mi permetto di ricordare una famosa frase-battuta di Pajetta in quell'accalorarsi di posizioni: "Quando in Italia i comunisti parlano della Cina, sanno che è la Cina, quando parlano dell'Albania non la confondono con un miliardo di cinesi, e sanno anche cos'è l'Albania".

Siamo solidali con Amnesty International, non sottovalutiamo i problemi sollevati per l'Albania e per tanti e tanti paesi del nostro globo; ci sentiamo per un ricordo umanistico ispirati da Cesare Beccaria nel manifestare tutto il nostro orrore per la pena di morte e per il trattamento inumano dei prigionieri in quello Stato, ma effettivamente ancora non comprendiamo perchè solamente l'Albania.

La mia conclusione sarebbe, se fosse possibile, di rivedere il testo della deliberazione affinché il concetto venga allargato, la solidarietà all'azione di Amnesty International da parte del Consiglio regionale della Valle d'Aosta possa coinvolgere anche tanti altri progetti e studi fatti da questa organizzazione internazionale e non si riferisca solamente al problema dell'Albania.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Baldassarre, ne ha facoltà.

BALDASSARRE - (P.S.D.I.): Apprendo con soddisfazione la posizione del Presidente della Giunta, che ha voluto accettare e portare in Consiglio regionale questo problema che ritengo di vitale importanza. Nei regimi comunisti succede questo: in Albania si mette in prigione la gente solo per motivi di opinione, limitando il diritto di esprimere il proprio pensiero, viene negato il riconoscimento della personalità umana, viene applicata la pena di morte, e questa è una caratteristica dei regimi comunisti.

Non sarei così esterrefatto, come il Vicepresidente Dolchi, che il Presidente della Giunta si sia permesso di portare in aula un provvedimento di questo genere; penso invece che fosse un suo preciso dovere di portare in aula questo provvedimento che riguardava l'Albania, perchè c'era stata una richiesta specifica proprio per questo paese. Quindi ha fatto bene e condividiamo pienamente l'operato del Presidente della Giunta.

Riconosciamo che anche i regimi di destra applicano forse gli stessi metodi, però questo è un provvedimento singolo che riguarda l'Albania, un paese a regime comunista, dove con i fatti si è dimostrato di oltraggiare la personalità umana.

Noi voteremo questo provvedimento e non saremmo propensi a modificarlo per includere altri paesi, per sdrammatizzare la situazione interna di Albania. Ribadisco la mia solidarietà al popolo albanese, sperando che presto anche là ritorni la democrazia.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Sandri, ne ha facoltà.

SANDRI - (N.S.): Ho apprezzato molto l'intervento del Vicepresidente Dolchi, perchè penso che in questa deliberazione si sia fatta una unione di due questioni profondamente differenti, che meritavano una analisi diversificata.

La prima questione è l'attività di Amnesty International, una attività estremamente meritoria in quanto dedicata a garantire i diritti dell'uomo in tutti i paesi, in tutte le nazioni. Da questo punto di vista seguono un metodo estremamente interessante perchè affidano agli iscritti di una determinata nazione non le osservazioni delle violazioni dello Stato, ma in un altro Stato. Questo per evitare un esame interessato da parte di quei soci, che potrebbe portare a delle osservazioni false. In questo senso, il rapporto sulla violazione dei diritti dell'uomo in Italia è stato affidato alla sezione tedesca, russa o americana. Penso che su Amnesty International non ci siano assolutamente dubbi e voglio ricordare qui alcune campagne che ha fatto, estremamente interessanti: per esempio quella sui prigionieri politici nelle carceri di Khomeini in Iran e sulla pena di morte in molti paesi cosiddetti civili come gli USA.

Quello che invece non trovo sia confacente e quindi si debba unire all'approvazione dell'attività di Amnesty International, è questo rapporto sull'Albania, nel senso che ritengo che l'attività debba essere approvata in blocco, mentre, posta in questi termini, sembrerebbe l'approvazione di questo particolare tipo di risoluzione. Non lo trovo giusto perché il Presidente della Giunta, presentando queste cose, avrebbe dovuto dire che, avendo preso informazioni, l'Ambasciata di Albania a Roma si era dimostrata carente nell'informazione, non aveva voluto collaborare, non aveva voluto accettare questo rapporto, mentre non abbiamo sentito da parte del Presidente della Giunta che si sia cautelato con le normali informazioni che si prendono in questi settori.

Inoltre, nel rapporto si parla di tutta una serie di violazioni che si potrebbero applicare a molti altri paesi, per cui una delibera deve essere fatta per più paesi, o per nessuno. Dico per parecchi paesi perchè ritengo che prima di guardare ai paesi altrui si debba guardare al proprio, e noi sappiamo che in Italia esiste una legislazione che sta provocando ancora oggi dei grossi problemi dal punto di vista del rispetto dei diritti dell'uomo. Voglio ricordare la famigerata legge Reale, che consente un utilizzo spregiudicato delle armi da parte degli agenti di polizia e da altri addetti delle forze dell'ordine per quanto riguarda l'ordine pubblico.

Risultato: ancora ultimamente in Italia sono morti degli innocenti colpiti da mitragliate, fucilate sparate autorizzatamente in base a questa legge Reale.

Un altro fattore negativo che richiamo qua e che è stato richiamato da un rapporto di Amnesty International sull'Italia è quello legato alle leggi della emergenza. Negli anni '70 abbiamo vissuto un periodo travagliato, di grandi tensioni sociali, dove il terrorismo ha avuto largo spazio sia nella opinione pubblica sia nella storia di questo paese, e per sopperire agli attacchi che venivano fatti alle istituzioni, lo Stato ha predisposto una serie di misure eccezionali dal punto di vista delle potestà giudiziarie e della carcerazione. Oggi il terrorismo non è più all'ordine del giorno come in passato; riterrei, come ha ritenuto Amnesty International, sottolineare che quella legislazione oggi in Italia è un attentato ai diritti dell'uomo.

Ci si lamenta in questo rapporto di Amnesty International del fatto che nella costituzione albanese ci sia l'affermazione, che è del '67, che l'Albania è stata ufficialmente proclamata il primo paese ateo del mondo, in questo senso è evidente l'attacco alla libertà di pensiero e di religione delle persone.

Vorrei dire che non è lontano il paese in cui si scrive che la religione cattolica è la religione di stato; è sicuramente questo un altro degli elementi messi in evidenza da Amnesty International per quanto riguarda l'Italia.

Vorrei a questo punto iniziare tutta una serie di altre citazioni, per esempio il trattamento che veniva fatto in Germania negli anni '70 ai prigionieri politici che ha portato al suicidio di Ulrich Meinhoff e di altri esponenti della banda Bader-Meinhoff, metodi che sono stati pesantemente attaccati da un rapporto di Amnesty International. Però mi fermo qua perchè vorrei che il Presidente della Giunta accettasse un emendamento che elimina dalla parte deliberativa il secondo comma e, nel primo comma, le parole "che avvengono nella repubblica socialista di Albania", per cui la parte deliberativa sarebbe così modificata: "La Giunta regionale delibera di esprimere la propria solidarietà all'iniziativa di Amnesty International di sensibilizzare l'opinione pubblica sul problema delle violazioni dei diritti dell'uomo e dei prigionieri in particolare". Si eviterebbe in tal modo di entrare in discussione e nel merito di una questione sicuramente più complessa di quanto ci è stato presentato, e soprattutto di scegliere una strada che è già stata battuta da tutti gli altri Consigli regionali, che per quanto mi è stato riferito dall'Ambasciata di Albania, non hanno approvato nessuno un ordine del giorno simile a questo.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Pascale, ne ha facoltà.

PASCALE - (P.S.I.): Indubbiamente non sono molto chiari i motivi per i quali Amnesty International ha richiesto questa deliberazione alle Regioni italiane soltanto per l'Albania, dal momento che queste situazioni di soppressione e contrazione delle libertà fondamentali dell'individuo esistono in larga parte del mondo.

Forse, questa è una mia supposizione, questo dipenderà dalla vicinanza geografica dell'Albania all'Italia; se pensiamo ai paesi dell'Africa, del Sudamerica, li vediamo lontani, mentre l'Albania, posta com'è in questa Europa civilissima, può destare una maggiore preoccupazione e riflessione.

Non so, né ho capito, perchè da aprile questa deliberazione viene portata solo a novembre nel Consiglio regionale, però voglio dire che noi in passato abbiamo approvato mozioni e deliberazioni di condanna e di solidarietà per fatti del genere riguardanti tutti i paesi del mondo, quindi siamo disponibili ad approvare anche oggi questa deliberazione, con questa osservazione: su questi temi forse bisognerebbe evitare di fare dei distinguo che possono anche apparire come strumentalizzazioni, perchè sono temi abbastanza importanti che forse sono poco sentiti perchè lontani da noi, ma che danno adito a riflettere, soprattutto quando si tratta di quelle che sono le libertà fondamentali, come le libertà di opinione, di pensiero, di religione.

Ci sono alcune cose in questo rapporto che mi hanno profondamente colpito, così come forse ce ne sono altre discutibili, là dove si considera - come riferiva prima il Consigliere Sandri - come una condanna il fatto che l'Albania sia un paese ateo. Il popolo albanese può essere ateo, purché sia libero di esprimere il proprio pensiero. Voteremo questa deliberazione.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Baldassarre, ne ha facoltà.

BALDASSARRE - (P.S.D.I.): Vorrei dire al Consigliere Sandri che condivido le sue critiche per quanto riguarda alcune situazioni in Italia: la legge Reale è diventata assurda da sostenere; condivido che è finita l'emergenza delle Brigate Rosse; condivido le misure eccezionali che sono state applicate e che dovrebbero non essere più applicate, la carcerazione preventiva è uno di quei fenomeni che vanno cancellati. Però mi permetto di dire al Consigliere Sandri che fra questo e quanto succede in Albania ci passa una differenza come fra il giorno e la notte: abbiamo il rispetto delle nostre opinioni, possiamo parlare liberamente, non siamo torturati né viene messa in pericolo la nostra libertà. Penso che quel provvedimento vada in questo senso, infatti nella delibera si chiede di esprimere solidarietà al popolo albanese. L'abbiamo espressa per il Sudafrica, con una mozione che presentai in questo Consiglio, l'abbiamo espressa per il Cile; oggi solo perchè siamo di fronte ad una paese a regime comunista vogliamo tentare di sminuire la situazione interna che c'è in Albania.

Si è detto che questo provvedimento è tardivo; può darsi, ma il Consiglio regionale esprime questa sua solidarietà che potrà o meno avere effetto, però la coscienza di noi Consiglieri regionali ci permette di esprimere questo sentimento, e quindi, pur condividendo le critiche fatte dal Consigliere Sandri sulla situazione esistente in Italia, voterò questo provvedimento, mentre non voterò l'emendamento proposto dal Consigliere Sandri.

PRESIDENTE: Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.

ROLLANDIN - (U.V.): J'avais présenté cette délibération en sachant très bien quel était son but: de soulever un problème que je crois nombreux d'entre nous connaissent pour ceux qui sont les reportages de la presse. De l'Albanie plusieurs journaux ont parlé, là on ne peut que s'exprimer d'une certaine façon, c'est-à-dire de se souhaiter que les choses puissent changer.

A l'Administration régionale a été présenté ce rapport qui concerne l'Albanie, il a été présenté par une association dont la valeur je crois personne se peut permettre de mettre en doute, et en effet tous les Conseillers ont dit que c'est une association sérieuse. Donc le minimum c'était de porter ce rapport à l'attention du Conseil.

On se souhaite qu'il y ait aussi l'attention de la part des valdôtains à ce qui se passe dans un pays qui est proche de nous au point de vue géographique, mais le fait principal c'est justement de pouvoir lire le rapport de ce qui se passe à l'intérieur de ce pays. Ce qui n'empêche pas qu'il y ait une attitude pour tous les rapports qui peuvent être présentés face à des situations dans d'autres pays: en effet des Conseils ont présenté des ordres du jour à cet égard qu'on a approuvés, mais on n'a pas présenté le rapport pour tous les pays là où il y a une limitation de la liberté.

Ici il s'agit d'un problème spécifique, il s'agit d'approuver une relation qui est assez claire et malheureusement même dramatique, dans le souhait que les choses puissent changer. C'est justement pour ces raisons qu'on ne veut pas modifier cette délibération, autrement on risquerait d'agir d'une façon différente par rapport à ce qui s'est passé dans d'autres occasions.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Sandri, per dichiarazione di voto, ne ha facoltà.

SANDRI - (N.S.): A me dispiace che il Presidente della Giunta abbia fatto orecchie da mercante sull'emendamento, a mio parere ha glissato questo emendamento su un aspetto negativo che forse era meglio tralasciare. C'è chi, come il Consigliere Pascale, è rimasto particolarmente stupito dal contenuto di questo rapporto, c'è chi lo è stato di meno, nel senso che intervenire nella discussione del merito, come ha fatto il Presidente della Giunta, dicendo che dalla campagna di stampa sappiamo cosa succede in Albania, e il Consigliere Baldassarre sembrava molto informato sul fatto che la gente fosse torturata quasi per strada, personalmente ritengo che la situazione in questo paese sia sicuramente da affrontare dal punto di vista dei diritti dell'uomo, ma così come lo è in molti altri paesi. Quindi non capisco, e non accetto, questa sottolineatura da parte del Presidente della Giunta e da parte di altri Consiglieri.

Questo viene poi aggravato dall'essere l'Albania una repubblica 'socialista', e il fatto che ci siano alcune norme della costituzione o del modo di comportarsi di questo stato che sono molto diverse da quelle che intendiamo noi, in cui si parla di dittatura del proletariato, di altre cose di questo genere; certo, ai nostri occhi può sembrare una cosa particolarmente deleteria dal punto di vista dei diritti dell'uomo, ma in molti altri paesi (di cui peraltro non condivido le ideologie) sono stati un metodo per sopravvivere, per mantenere rapporti democratici più corretti che in questo nostro paese. Forse è vero che in Albania non si possono vedere le televisioni, se non quella ufficiale di Stato, ma voglio sapere se è maggiore libertà quella di doversi sorbire comunque e soltanto quelle che sono le indicazioni delle televisioni private di tipo commerciale e così via.

Direi che su questo tipo di discussione potremmo fermarci per delle settimane o dei mesi; l'aver scelto di intervenire nel merito non è un fatto di merito per la Presidenza della Giunta. Pertanto voto contro questa delibera, non certo per Amnesty International, ma per testimoniare che in questo Consiglio si usano due metodi e due misure.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.

MAFRICA - (P.C.I.): Il nostro gruppo voterà l'emendamento del Consigliere Sandri e voterà anche la delibera proposta dalla Giunta.

Votiamo l'emendamento del Consigliere Sandri perchè concordiamo sul fatto che avere un sostegno Amnesty e avere una condanna rispetto a determinati metodi sarebbe stato preferibile rispetto a quanto ci è stato proposto. Comunque non abbiamo nessuna difficoltà, una volta identificato un paese in cui si compiono violazioni dei diritti umani, a dire che in quel paese ciò capiti.

Crediamo che alcune polemiche sollevate strumentalmente in questo Consiglio non facciano proprio più alcun effetto: i comunisti italiani non hanno niente a che vedere con i comunisti albanesi, né con i comunisti sovietici, hanno una loro linea politica per l'Italia e per la Valle d'Aosta, quindi non è che sono a dire che quello che è nero è bianco e viceversa. Credono di avere un ruolo in questa Regione e in Italia, credono di avere avuto un ruolo a livello internazionale proprio perchè hanno portato avanti una linea di cooperazione fra i popoli in difesa degli interessi generali della libertà sotto tutte le bandiere, al di là delle visioni puramente ideologiche, che ha dato qualche frutto.

Il 7 dicembre ci auguriamo di avere qualcosa da festeggiare, perchè arriveremo a questo trattato fra URSS e USA per la eliminazione dei missili a medio raggio in Europa; ci auguriamo che nella distensione si facciano passi avanti; crediamo che nel mondo le ideologie vengano man mano adattate all'evoluzione della società, che gli steccati non servono a nessuno, quindi pensiamo di avere un nostro compito nel sostenere queste posizioni. Siamo perchè si condanni l'ingiustizia, siamo perchè si condanni la violazione dei diritti umani in tutti i paesi, siamo perchè la cooperazione e la distensione facciano passi avanti.

PRESIDENTE: Pongo in votazione l'emendamento proposto dal Consigliere Sandri, di cui do lettura:

Nella parte deliberativa è abolita al punto primo l'espressione "che avvengono nella Repubblica Albanese" e viene abrogato il 2° punto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 27;

Votanti: 7;

Favorevoli: 6;

Contrari: 1;

Astenuti: 20 (Beneforti, Bondaz, Borbey, Breuvé, Chabod, De Grandis, Fosson, Lanièce, Lanivi, Marcoz, Martin, Pascale, Perrin, Pollicini, Ricco, Rollandin, Stévenin, Tamone Torrione e Voyat);

Il Consiglio non approva

PRESIDENTE: Pongo in votazione la delibera in oggetto:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 27;

Votanti: 26;

Favorevoli: 26;

Contrari: 1.

Il Consiglio approva