Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 3194 du 11 novembre 1987 - Resoconto

OGGETTO N. 3194/VIII - PROBLEMI CONCERNENTI L'UNITÀ OPERATIVA DI TRAUMATOLOGIA ED ORTOPEDIA DELL'OSPEDALE DI AOSTA. (Interrogazione ed interpellanza)

PRESIDENTE: L'oggetto n. 25 verrà discusso unitamente all'oggetto iscritto al n. 18 dell'ordine del giorno.

Do lettura dell'interrogazione in oggetto, presentata dai Consiglieri Mafrica e Millet:

INTERROGAZIONE

CONSIDERATO che, con deliberazione n. 467 del 29 maggio 1987, la Giunta regionale ha deliberato gli importi da corrispondere alle case di cura private, convenzionate con l'Unità Sanitaria Locale per prestazioni di ortopedia e traumatologia;

RICORDATO che nella predetta deliberazione si afferma che lo schema-tipo di convenzione è stato illustrato ai rappresentanti delle case di cura San Michele di Albenga, Fornaca, Pinna Pintor e Cellini di Torino e che esso è stato accettato da tutte le case di cura presenti, tranne la Cellini;

AVUTA NOTIZIA che da parte della Pinna Pintor sarebbero invece state sollevate obiezioni al testo della convenzione;

RIBADITO che comunque il ricorso a case di cura private deve essere ritenuto integrativo e non sostitutivo del servizio disponibile presso l'Unità Sanitaria Locale della Valle d'Aosta;

i sottoscritti Consiglieri regionali del gruppo comunista

INTERROGANO

l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale per conoscere:

1) a che punto si trova la procedura concorsuale per il posto di Primario presso l'Unità Operativa di Traumatologia ed Ortopedia;

2) quale applicazione, e con quali case di cura, ha trovato la deliberazione di Giunta 4767/87;

3) come sono stati risolti i problemi dei pazienti necessitanti di intervento nel periodo resosi necessario per la stipulazione delle convenzioni con le case di cura private.

PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza in oggetto, presentata dal Consigliere Sandri:

INTERPELLANZA

RICORDATO che da oltre sedici mesi l'Unità Operativa di Traumatologia e

Ortopedia è priva di un primario di ruolo e che le procedure concorsuali non sono state ancora svolte;

VENUTO A CONOSCENZA della condanna subita dal Presidente dell'USL da parte del T.A.R. della Valle d'Aosta in merito alla mancata attuazione delle opzioni tra Unità Operativa di Traumatologia e Ortopedia e Traumatologia d'urgenza;

CONSIDERATO il disagio in cui permane la popolazione per la situazione di precarietà dell'Unità operativa in oggetto, nettamente insufficiente in organici, attrezzature e spazi;

PREOCCUPATO per l'assenza di prospettive che rendano concretamente realizzabili gli interventi per giungere ad un servizio efficace e per l'oggettivo peggioramento dell'assistenza sia ospedaliera che ambulatoriale in tale disciplina;

RITENUTO doveroso rendere pubblici i motivi di tali difficoltà che troppo spesso gravano sul personale medico e paramedico, incolpevolmente coinvolto insieme con la popolazione valdostana in questa ingarbugliata situazione;

NEGATO qualsiasi valore risolutivo alle convenzioni con le Case di cura private che presentano oltretutto difficoltà di avviamento;

RICORDATA INFINE l'inadeguatezza dei servizi ambulatoriali ortopedici ed il precario funzionamento del Centro traumatologico di Pila

INTERPELLA

l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale per conoscere:

- i motivi del ritardo nelle procedure concorsuali per il posto di primario ortopedico e traumatologico;

- i motivi della mancata attuazione della traumatologia d'urgenza e delle relative opzioni del personale;

- come intenda risolvere il problema dell'assistenza ospedaliera, traumatologica-ortopedica e d'urgenza traumatologica;

- come intenda risolvere il problema dell'assistenza ambulatoriale ortopedica e dei centri di traumatologia dei centri sciistici.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.

SANDRI (N.S.): Le vicende legate all'ortopedia meritano una certa attenzione. Al di là delle difficoltà, difficilmente valutabili sotto l'aspetto qualitativo e quantitativo, dell'Unità Operativa e che non sono certamente di competenza dei Consiglieri regionali, è diffusa la sensazione di disagio nella quale vengono a trovarsi gli operatori, siano essi medici o paramedici, e nella quale si ritrova la stessa popolazione nel momento in cui ha a che fare con questo tipo di servizio sanitario, soprattutto con il reparto ospedaliero di ortopedia. A mio parere, da una analisi non molto approfondita del problema, emergono alcuni nodi cruciali che devono essere sciolti.

Tale situazione di disagio si trascina da diverso tempo, ma ha avuto una svolta decisiva nel maggio 1986, in seguito al trasferimento ad altro ospedale del primario di allora prof. Rivero. A tutt'oggi non è stato ancora effettuato il concorso per la sua sostituzione, anche se la qualifica di primario è già stata inserita tra le posizioni che dovevano essere attuate nel 1986 e, con la delibera n. 7833, "Piano annuale delle assunzioni presso l'U.S.L.", balza nuovamente all'attenzione il problema dell'ortopedia in riferimento alla data del 5 giugno 1986. Praticamente, è da quest'ultima data che non si è ancora riusciti ad espletare il concorso per l'assegnazione dell'incarico di primario del reparto di ortopedia.

Questo problema deve essere risolto perché, senza una guida che sappia intervenire con competenza ed assumere le decisioni opportune, è difficile riuscire a raddrizzare una situazione così complicata. Mi piacerebbe quindi conoscere se l'Assessore intenda agire, e come, per porre rimedio al problema.

Le questioni legate al problema dell'ortopedia non si limitano alla mancanza di un primario, ma interessano anche i rapporti con il dipartimento di emergenza e accettazione, che qualche tempo fa è stato praticamente accantonato. dando motivo al T.A.R. della Valle d'Aosta di emettere alcune sentenze, e si estendono anche alle forme di assistenza sul territorio. Abbiamo accertato, infatti, l'esistenza di alcuni problemi nel centro traumatologico di Pila dove non sempre si possono effettuare degli interventi adeguati per i traumatizzati, e sembra che ci siano anche delle difficoltà per l'avviamento del centro traumatologico di Courmayeur.

Ricollegandomi, infine, a quanto già evidenziato nella interrogazione presentata dal Partito Comunista, mi sembra che anche la soluzione temporanea prevista, specie per grossi interventi, nella stipula di convenzioni con alcune cliniche private, incontri delle difficoltà. A quanto ci risulta, infatti, la clinica Pinna Pintor di Torino ha presentato alcune osservazioni al testo della convenzione, stilato sulla base della normativa dettata dal Consiglio regionale.

Sarebbe interessante, pertanto, conoscere direttamente dall'Assessore quali siano le intenzioni per cambiare rotta e realizzare un efficiente servizio di ortopedia che eviti a tanti valdostani il fastidio di recarsi fuori Valle, presso cliniche specializzate o presso nosocomi pubblici, sia in Italia sia all'estero. Mi riferisco in particolare alla soluzione dei problemi connessi all'espletamento del concorso per il posto di primario del reparto ortopedico dell'ospedale regionale, a quelli legati alla traumatologia d'urgenza, all'assistenza ospedaliera ed extra-ospedaliera, e, infine, al problema delle convenzioni.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale, Voyat; ne ha facoltà.

VOYAT (U.V.): Premetto che il Consigliere Sandri ha commesso una piccola imprecisione nella parte relativa alle premesse della sua interpellanza e precisamente là dove si dice:

"...venuto a conoscenza della condanna subita dal Presidente dell'USL da parte del T.A.R. della Valle d'Aosta in merito alla mancata attuazione delle opzioni tra Unità Operativa di Traumatologia e Ortopedia e Traumatologia d'urgenza; ".

È già stato detto dal Presidente dell'U.S.L., ma, per dovere d'ufficio, anch'io ribadisco che il T.A.R. ha dato ragione ai ricorrenti solo su uno dei quattro motivi del ricorso e, specificatamente, sul fatto che l'articolo n. 6 del regolamento n. 2 stabilisce che gli atti proposti del comitato dipartimentale per l'organizzazione del pronto soccorso, devono essere approvati dal comitato di gestione. Poiché non avevamo il dipartimento, i relativi atti erano stati posti in essere dal direttore sanitario.

Questo è l'unico punto in cui il T.A.R. ha dato ragione ai ricorrenti, tant'è che non l'ha fatto sul ricorso relativo agli articoli 13 e 14 della legge 128, ed ha accettato il ricorso solo perché gli atti non erano stati predisposti così come previsto dal regolamento, mentre non ha fatto alcun riferimento alle opzioni o a possibili mancanze imputabili al Presidente dell'U.S.L..

Veniamo ora alla prima domanda dell'interpellanza del Consigliere Sandri ed esattamente al ritardo nell'espletamento delle procedure concorsuali per il posto di primario ortopedico e traumatologico. La deliberazione del 5 giugno 1986 ha trovato applicazione, per quanto attiene al sorteggio per la nomina dei componenti della commissione, alla fine di settembre del 1986. Sono risultati sorteggiati: un professore universitario e due primari ospedalieri provenienti da nosocomi esterni alla Valle d'Aosta. Nel maggio di quest'anno il Ministero della Sanità ha indicato il membro della commissione di sua spettanza e nel corso del mese di settembre sono stati designati i rappresentanti sindacali. È sorta una piccola controversia sulle designazioni di un rappresentante sindacale, in quanto si sospetta che non sia in possesso dei requisiti richiesti.

Tra maggio e novembre intercorrono sei mesi, ma ci sono di mezzo anche le ferie, per cui non siamo ancora riusciti a mettere insieme tutti i membri della commissione. Alcuni di essi, addirittura sarebbero disponibili, purché il concorso non venga espletato ad Aosta ma a Torino od a Milano. Noi cercheremo di prendere in considerazione anche questa eventualità, sperando di riuscire, finalmente, a far espletare questo concorso, magari anche in una sede ospedaliera diversa da Aosta.

Per quanto concerne la mancata attuazione della traumatologia d'urgenza e delle relative opzioni del personale, così come richiesto nella seconda domanda dell'interpellanza del Consigliere Sandri, posso dire che le opzioni, pubblicate dall'U.S.L. il 24 luglio 1984, avevano consentito di accertare l'esistenza di 9 richieste per l'unità operativa di traumatologia e ortopedia e di 1 sola richiesta per l'unità operativa di traumatologia d'urgenza.

Tuttavia, di fronte alle 9 richieste pervenute, l'organico del reparto di traumatologia e di ortopedia prevede solo 5 posti: 1 primario, 2 aiuti e 2 assistenti. A questo punto, forzando un po' la mano, l'U.S.L. avrebbe dovuto rifiutare alcune delle 9 richieste per l'organico di traumatologia e ortopedia, deviando le richieste eccedenti verso l'unità operativa di traumatologia d'urgenza. Poiché l'U.S.L. non provvide con immediatezza, dopo una serie di incontri anche con i responsabili del servizio ospedaliero n. 4, noi decidemmo per varie ragioni di istituire l'unità operativa di traumatologia d'urgenza.

Innanzitutto perché avremmo dovuto imporre a della gente di recarsi in una unità operativa non gradita, dove non avrebbe lavorato volentieri.

In secondo luogo, non potevamo neppure sguarnire l'unità operativa di ortopedia e traumatologia di quel poco personale che ha a disposizione, in quanto i 5 posti in organico non sono sufficienti a coprire le esigenze degli oltre 40 degenti; pertanto, per realizzare la traumatologia d'urgenza, ci saremmo trovati nella necessità di ridurre i posti letto del reparto, in pieno accordo con i responsabili dell'unità operativa di ortopedia e traumatologia.

La terza domanda vuole conoscere come si intenda risolvere il problema dell'assistenza ospedaliera, traumatologica-ortopedica e d'urgenza traumatologica. Nel corso delle riunioni alle quali ho già fatto cenno, la Regione ha presentato all'U.S.L. ed al personale medico dell'unità operativa di ortopedia e traumatologia un programma nel quale l'Assessorato, in stretta collaborazione con l'U.S.L., proponeva agli operatori interessati di "...dotare l'unità operativa di ortopedia e traumatologia dei necessari posti letto. ad ampliamento avvenuto (in un documento si era parlato di circa 70-80 posti letto); creare l'unità operativa di medicina d'urgenza; incentivare il lavoro per gruppi di patologie (come sarà previsto nel piano sanitario); acquisire nuove attrezzature e tecnologie..." dopo, ovviamente, che il personale si fosse prestato a seguire dei corsi di aggiornamento o, meglio ancora, a munirsi di adeguate specializzazioni.

Nell'interpellanza del Consigliere Sandri, infine, si chiede come si intende risolvere il problema dell'assistenza ambulatoriale ortopedica e dei centri di traumatologia nei centri sciistici. Diciamo che il tempo d'attesa per le prime visite ambulatoriali è mediamente previsto in 20 giorni e, pertanto, si tratta di un tempo accettabile...

(...INTERRUZIONE...)

Io sto parlando delle prime visite e non mi riferisco a coloro...

(...INTERRUZIONE...)

Ho telefonato proprio questa mattina, per conoscere i tempi d'attesa per le prime visite ambulatoriali...

(...INTERRUZIONE del Consigliere BAJOCCO...)

VOYAT (U.V.): Al termine del mio intervento potremo telefonare per conoscere con esattezza il tempo medio d'attesa per le prime visite ambulatoriali.

Oggi, per la prima volta, ho sentito che sono stati presentati dei reclami sul funzionamento del centro traumatologico di Pila. Né all'U.S.L. né all'Assessorato alla Sanità, infatti, erano giunte osservazioni particolari in merito. I due centri traumatologici di Pila e di Courmayeur (che sarà aperto quest'anno), saranno gestiti da associazioni o da enti territoriali, attraverso la stipula di convenzioni, da associazioni o da enti territoriali, fino a quando non ci sarà possibile farli gestire direttamente dall'U.S.L.

Per rispondere alla seconda domanda dell'interrogazione del Partito Comunista, nella quale si chiedono informazioni sulla applicazione della deliberazione di Giunta n. 4767 del 1987, ribadisco che prima dell'approvazione della precitata deliberazione erano state convocate tutte le case di cura che avevano chiesto di stipulare la convenzione. Alcune si sono presentate, altre non si sono presentate ed hanno inviato un telegramma per dare il loro assenso, altre si sono presentate per dichiarare il loro disinteresse ed un'ultima casa di cura ha manifestato un certo interesse ma solo dopo l'adeguamento delle proprie strutture alle nostre esigenze.

Una volta approvata la deliberazione di Giunta e trasmessa, per l'applicazione, all'U.S.L., delle due case di cura che inizialmente avevano dato il loro assenso, e cioè la San Michele di Albenga e la Pinna Pintor di Torino, solo la prima ha accettato integralmente la convenzione, mentre la seconda, in data 31 luglio 1987 ci ha rinviato il testo della convenzione proponendo tutta una serie di modifiche.

L'U.S.L. ha ribadito che non era più possibile modificare la convenzione approvata dal Consiglio regionale, anche perché il testo era stato dato in visione prima dell'approvazione, quando appunto si sarebbero potute sollevare eventuali obiezioni o avanzare particolari richieste.

Tuttavia, se la casa di cura torinese avesse avanzato solo delle richieste di carattere marginale, l'U.S.L. sarebbe stata autorizzata ad accoglierle; visto, però, che essa ha richiesto modifiche piuttosto importanti, come ad esempio di non limitare le protesi solo a quelle previste nella convenzione, di stabilire la degenza secondo le prescrizioni della casa di cura e di rifiutare i tempi di pagamento proposti dall'U.S.L., non ci è stato possibile accettarle. A questo punto, abbiamo solo la convenzione stipulata con la casa di cura "San Michele" di Albenga.

L'ultima domanda dell'interrogazione presentata dal Partito Comunista mira a conoscere come siano stati risolti "i problemi dei pazienti necessitanti di intervento nel periodo resosi necessario per la stipulazione delle convenzioni con le case di cura private".

Dall'U.S.L. mi è stato detto che in questi casi, alcuni già esaminati ed altri in corso di esame, si procede con pagamento indiretto. L'interessato deve presentare la fattura all'U.S.L. e l'importo dell'operazione viene rimborsato sino all'80%, mentre l'importo inerente alla degenza viene rimborsato integralmente, ma senza superare il tetto delle 200.000 lire al giorno. Quest'ultima cifra è il costo medio giornaliero di una degenza presso l'ospedale di Aosta.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.): Il tempo passa, ma il problema non viene risolto. L'Assessore, nel riferire quanto predisposto dalla Giunta o dall'U.S.L. ci dà delle spiegazioni che possono anche essere plausibili, rimane però la sostanza del problema, nel senso che non abbiamo ancora una unità operativa completa, dotata di organico sufficiente e senza più problemi di funzionalità...

(...INTERRUZIONE dell'Assessore Voyat...)

MAFRICA (P.C.I.): Eh, no! Manca il primario...

(...INTERRUZIONE dell'Assessore Voyat...)

MAFRICA (P.C.I.): C'è il primario? Chi è?

(...INTERRUZIONE dell'Assessore Voyat...)

MAFRICA (P.C.I.): Per quanto riguarda le attese, l'Assessore parla di 20 giorni, mentre il Consigliere Bajocco mi riferisce che, due giorni fa, gli è stato detto che deve attendere due mesi circa per una visita...

SANDRI (fuori microfono): Perché si tratta del Consigliere Bajocco!

MAFRICA (P.C.I.): Non so se gli abbiano voluto fare un dispetto personale, trattandosi di un Consigliere regionale, ma l'esempio conferma che le attese sono troppo lunghe.

In attesa che, finalmente, il nostro ospedale possa offrire tutta la gamma di servizi inerenti la sanità, gli accordi con le case di cura private vengono stipulati in modo disordinato, al punto che nell'ultima riunione dell'assemblea dell'U.S.L. è stata approvata la convenzione con la casa di cura torinese "Pinna Pintor", mentre l'Assessore ci ha appena detto che la stessa casa di cura non è interessata alla stipula di una convenzione con la nostra U.S.L., almeno nel testo di convenzione che le è stato proposto.

Per i pazienti che ne abbiano bisogno, la Regione rimborsa l'80% del costo degli interventi e sino ad un massimo di 200.000 lire al giorno del costo della degenza, ma non si sa bene quando, tant'è che, ad esempio, il sottoscritto sta aspettando da ben cinque mesi il rimborso di una degenza. Ciò conferma che i tempi sono quelli che sono, nel senso che costringiamo delle persone a spendere decine di milioni, e noi ne rimborsiamo solo una parte: l'80% degli interventi e sino ad un massimo di 200.000 lire per la degenza, contro una spesa effettiva di degenza pari a 500.000 lire.

Assessore, stando così le cose non credo che ci si possa ritenere soddisfatti. Noi non vogliamo fare solo polemiche, ma cerchiamo di accelerare la ricerca di soluzioni possibili, affinché in quella unità operativa si possa lavorare con tranquillità e si riesca finalmente a dare ai cittadini il servizio cui hanno diritto, senza che siano costretti ad affrontare lunghe trafile burocratiche o complesse questioni finanziarie.

Non siamo molto soddisfatti della risposta e ci riserviamo di tornare ad insistere sul problema.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.

SANDRI (N.S.): Mi sembra che l'atteggiamento dell'Assessore, sul problema dell'ortopedia stia leggermente cambiando e vorrei ben capire, pertanto, se effettivamente si voglio seguire due strade per cercare di risolverlo.

Da una parte, mi è sembrato di capire che il concorso per l'assegnazione del posto di primario di ortopedia, pur dopo molte traversie, stia finalmente giungendo a conclusione. Mi auguro fermamente che ciò avvenga, anche con il ricorso a tutte le disponibilità che ci consentano di farlo espletare in qualsiasi modo ed in qualsiasi posto, perché è una tappa fondamentale per iniziare a risalire la china.

Dall'altra parte mi sembra che si dovrebbe procedere ad una revisione del piano sanitario per definire meglio la posizione dell'unità di ortopedia e traumatologia, nel senso che le opzioni delle quali si è parlato sino ad oggi risultano un po' sorpassate, rispetto ai progetti che la Giunta intende attuare. Da questo punto di vista, però, mi preme sottolineare che il nodo fondamentale della nuova posizione rimane comunque il problema dei rapporti che questa unità avrebbe con il pronto soccorso.

Chiedo all'Assessore di tener conto nelle sue previsioni del fatto che l'ortopedia e la traumatologia, pur costituendo un problema complesso da sempre, è comunque una specialità che abbisogna anche di un suo riconoscimento. Ora, nel momento in cui le attività istituzionali di reparto e di ambulatorio gravano così pesantemente sul personale, che opera già in strutture inadeguate per l'insufficienza dello spazio disponibile, sarebbe opportuno non caricare ulteriormente il personale di funzioni e compiti che non gli sono propri. Sappiamo benissimo, come mi sembra che l'Assessore abbia riferito anche in sede di Commissione, che c'è la prospettiva di cambiare l'attuale situazione o, almeno, in questo senso io interpreto le parole dell'Assessore.

Mi è sembrato, invece, un po' stupito dei problemi sollevati in merito al funzionamento del centro traumatologico di Pila. Le lamentele delle quali io mi sono fatto portavoce, sono state rivolte da persone che hanno effettivamente usufruito del servizio di quel centro, dove peraltro non viene svolto sul posto il lavoro ortopedico. I traumatizzati, infatti, vengono solo "steccati" e controllati, e poi trasferiti ad Aosta. Il trasferimento, poi, non avviene in modo agevole e adeguato alle necessità...

(...INTERRUZIONE...)

Sto precisando i punti ai quali intendevo riferirmi.

In secondo luogo sono state sollevate delle lamentele da parte del personale medico, sull'organizzazione del centro traumatologico, che è affidato in gestione ad una società non medica. Di questo argomento, comunque, potremo riparlare in seguito.

Credo che le difficoltà incontrate sull'ultimo problema, quello delle convenzioni, valgano a chiarire con sufficiente chiarezza che la strada intrapresa possa essere considerata solo un tampone temporaneo, ma non certo la soluzione definitiva che, invece, a mio parere è da ricercarsi nella scelta effettuata dai molti valdostani che hanno preferito andarsi a curare all'estero.

Poiché sono stati presentati parecchi modelli 111 o 112, per l'assistenza all'estero, che è stata ricercata specie per esigenze ortopediche, io penso che, pur non intendendo incentivare questa procedura, forse, oltre al progetto di formazione professionale, per risolvere in tempi brevi il problema dell'ortopedia, occorrerebbe prendere contatti con l'Università di Lione o con altri centri specialistici francesi.