Objet du Conseil n. 3192 du 11 novembre 1987 - Resoconto
OGGETTO N. 3192/VIII - IMPEGNO PER L'ISTITUZIONE DI UNA TERZA SEZIONE DI SCUOLA MATERNA NEL PLESSO DI COURMAYEUR. - (Interrogazione e reiezione di ordine del giorno)
PRESIDENTE: Do lettura dell'interrogazione in oggetto, presentata dal Consigliere Breuvé Lilliana:
INTERROGAZIONE
CONSTATATO che gli iscritti alla Scuola Materna regionale di Courmayeur risultano essere:
ADORNETTO Antonietta, BARONE Concettina, BLANC Henri, GRANATO Daniela, THOMAIN Luca, JUELE Cristina, SACCO Sabrina, ARBOLETTI Marta, POLA Erika, BIELLER Federica, DEGIOVANNI Dario, IMPIERI Patrick, LUPO Matteo, DE ZOPPIS Patrizia, PERRI Giacomo, DE VENTURA Alex, TESTA Sebastiano, BERTONA Stefano, BELFROND Serena, MARRA Gianluca, TRIESTE Marco, ADORNETTO Carlo, BORETTAZ Marta, BRUNI Nicolò, CHENEY Micol, CHIARO Guia, CHA NU Silvia, COSSON Ilaria, D'AMICO Christian, D'ANELLO Raffaele, DE ZOPPIS Claudio, FEDERICO Giovanni, GIULIANI Alessio, JORDANEY Gilles, LUPO Tommaso, MUZIO Pietro, PEVERATI Matteo, RASO Erika, SARRO Veronica, STUMBO Alessio, SUCCA Samantha, VISCONTE Donatella;
per un numero totale di 42 bambini;
SOTTOLINEATO che l'ultima iscrizione è avvenuta in data 22 giugno 1987, mentre il termine per l'iscrizione alla scuola scadeva il 7 luglio 1987;
VISTO l'articolo 3, comma 2°, della legge regionale 3 agosto 1972, n. 22 che prescrive un numero massimo di 20 alunni per ogni sezione di scuola materna;
VISTO ALTRESÌ l'articolo 4 della legge regionale 15 giugno 1983, n. 57, che stabilisce la costituzione delle sezioni di scuola materna sulla base del numero degli alunni iscritti e non più sulla base delle frequenze;
RECEPITI i dati concernenti le scuole materne regionali trasmessi dall'Assessore alla Pubblica Istruzione, con lettera protocollo n. 16219 del 22 ottobre 1987, in risposta ad una mia precedente interrogazione;
INTERROGA
l'Assessore regionale alla Pubblica Istruzione per conoscere:
1) i motivi che hanno determinato la predisposizione di tale scelta per il Comune di Courmayeur, discriminatoria nei confronti delle scelte operate negli altri Comuni della Valle;
2) quale interpretazione l'Assessore dà alle sopracitate leggi regionali;
3) se non ritiene opportuno revocare tale scelta sia per la sua palese illegittimità, sia per venire incontro alle giuste e legittime aspettative della popolazione del Comune di Courmayeur interessata ai problemi.
PRESIDENTE: Do lettura dell'ordine del giorno in oggetto, presentato dai Consiglieri Liborio Pascale, Enzo Cout, Gaetano Baldassarre, Vigilio Berti e Domenico Aloisi:
ORDINE DEL GIORNO
VISTO l'articolo 3, comma 2°, della legge regionale 3 agosto 1972, n. 22, che prescrive un numero massimo di 20 alunni per ogni sezione di scuola materna;
VISTO l'articolo 4 della legge regionale 15 giugno 1983, n. 57, che stabilisce la costituzione delle sezioni di scuola materna sulla base del numero degli alunni iscritti e non più sulla base delle frequenze;
CONSIDERATO che nel plesso di Courmayeur il numero degli alunni iscritti alla scuola materna regionale entra il termine prescritto del 7 luglio è stato di 43;
il Consiglio regionale
IMPEGNA
la Giunta regionale ad istituire una terza sezione di scuola materna nel plesso di Counmayeur, ai sensi delle leggi regionali n. 22 del 3 agosto 1972 e n. 57 del 15 giugno 1983.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola, per mozione d'ordine, l'Assessore alla Pubblica Istruzione, Faval; ne ha facoltà.
FAVAL (U.V.): Je suis d'accord que l'on mette la discussion de l'ordre du jour avec l'interrogation, mais, étant donné que tout dernièrement se sont produites des choses assez délicates à l'école maternelle de Courmayeur, je demanderais aux conseillers signataires de l'ordre du jour et de l'interrogation de vouloir renvoyer la discussion de ce sujet. Je ne peux en parler ici au Conseil régional, mais, si le Conseil est d'accord, je suis disposé à en parler en Commission, la numéro cinq, élargie aux signataires.
A la suite de ces événements, le Surintendant procède à des contrôles importants.
PRESIDENTE: Messieurs les signataires de l'interrogation et de l'ordre du jour, la proposition de M. Faval est de suspendre la discussion de ce sujet et de la renvoyer devant la Commission n° 5, élargie aux conseillers signataires ne faisant pas partie de cette Commission.
Le Conseil est d'accord?
(...INTERRUZIONE...)
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Pascale; ne ha facoltà.
PASCALE (P.S.I.): Non conosciamo le ragioni che spingono l'Assessore alla Pubblica Istruzione a chiedere il rinvio della discussione dei due oggetti alla Commissione competente.
In linea di massima, a nostro avviso, ci sarebbero due possibilità, per evitare che questo argomento, già rinviato nello scorso Consiglio, venga ulteriormente rinviato ad un altro Consiglio: o il rinvio avviene fino a domattina e si convoca la Commissione alle ore 15 del pomeriggio di oggi, per ascoltare le argomentazioni che l'Assessore ha da fornirci in merito, oppure, se la questione riveste un carattere piuttosto delicato, è anche possibile chiedere la seduta segreta. Lasciamo, in ogni caso, che sia l'Assessore a scegliere l'una o l'altra soluzione.
Noi siamo d'accordo sia per la soluzione di convocare la Commissione alle ore 15 del pomeriggio, in modo che l'ordine del giorno possa essere discusso questa sera o domani mattina, sia per l'altra soluzione, che prevede l'immediata discussione dell'ordine del giorno in seduta segreta.
PRESIDENTE: Preciso solo che i Capigruppo sono già convocati alle 15,30 di oggi per discutere il calendario dei lavori del Consiglio...
(...INTERRUZIONE...)
PRESIDENTE: Alcuni sottoscrittori dell'ordine del giorno, tuttavia, sono anche Capigruppo e, quindi, non potrebbero partecipare alla riunione.
Ha chiesto la parola l'Assessore alla Pubblica Istruzione, Faval; ne ha facoltà.
FAVAL (U.V.): Je partage l'avis de faire la réunion à 14 h 30 et de vérifier si mes arguments suffisent à renvoyer la discussion.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola, per mozione d'ordine, il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.
SANDRI (N.S.): Vorrei capire bene questo problema procedurale.
Poiché la 5a Commissione è aperta ai Capigruppo, perché qui ci è stato allegato un ordine del giorno sul quale possono intervenire tutti i Consiglieri, io chiedo che la Commissione possa riunirsi in un momento in cui, comunque, possano prendervi parte tutti i Capigruppo.
PRESIDENTE: Sì, la proposta dell'incontro, tra le 14,30 e le 15,30, aveva appunto lo scopo di trovare un chiarimento tra i sottoscrittori dell'ordine del giorno, l'interpellante, la 5a Commissione ed i Capigruppo non compresi tra queste categorie di Consiglieri.
Ha chiesto la parola il Consigliere Baldassarre; ne ha facoltà.
BALDASSARRE (P.S.D.I.): Non so che cosa decidano gli altri, ma io esprimo solo la mia opinione personale.
Il Regolamento prevede che, quando si discute un argomento che possa dare adito a delle insinuazioni, a divulgazione di notizie riservate o ad attacchi a persone, si chieda la seduta segreta.
Dalle 14,30 alle 15,30 io sarò impegnato, ma, siccome ho sottoscritto un ordine del giorno, io chiedo che sia applicato il Regolamento, che, in questi casi, prevede che si proceda in seduta segreta. Faccio, pertanto, appello al Presidente del Consiglio di applicare il Regolamento, che non deve essere applicato solo ad uso e consumo di...
(...INTERRUZIONE...)
BALDASSARRE (P.S.D.I.): Le affermazioni dell'Assessore saranno importantissime, anche perché non penso che egli avesse intenzione di rinviare l'esame di questo argomento, tant'è che ha ribadito di volerlo affrontare, comunque, sia in Commissione che in Consiglio, però non mi sembra opportuno rinviarlo in Commissione, quando, proprio per questi casi, il Regolamento già prevede che si proceda in seduta segreta.
Chiedo che il Presidente del Consiglio si faccia interprete di questa mia esigenza, che, del resto, coincide con il rispetto del Regolamento; pertanto, io che sono uno dei firmatari dell'ordine del giorno e che non sono d'accordo con i Colleghi che hanno dichiarato di essere a favore del rinvio dell'oggetto in Commissione, per poi discuterlo in sede di Consiglio, chiedo che si applichi il Regolamento, che prevede che la discussione proceda in seduta segreta. Mi appello al Presidente del Consiglio di farsi garante della corretta applicazione del Regolamento.
PRESIDENTE: Vorrei solo chiarire che la proposta della mozione d'ordine sottopone al Consiglio la variazione del Regolamento.
La Presidenza del Consiglio non ha niente in contrario in merito, anche perché l'argomento è già in discussione al n. 50 dell'ordine del giorno e dovrebbe essere discusso nel corso della giornata di domani. Non esiste, quindi, alcun collegamento con una decisione immediata, che, semmai, potrebbe riguardare un eventuale rinvio dell'interrogazione iscritta al n. 22, per consentirne la discussione congiuntamente all'oggetto n. 50.
Ha chiesto la parola l'Assessore alla Pubblica Istruzione, Faval; ne ha facoltà.
FAVAL (U.V.): J'avais demandé ce renvoi simplement pour expliquer aux gens intéressés certaines argumentations et pour vérifier, après ces explications, l'utilité de continuer cette discussion. Si l'on veut une séance secrète, je me déclare disposé à l'accepter.
PRESIDENTE: Colleghi Consiglieri, la mozione d'ordine chiesta dall'Assessore alla Pubblica Istruzione è una cosa, adesso, invece, il Consiglio è chiamato a risolvere il problema dell'abbinamento, o meno, dell'interrogazione iscritta al n. 22 dell'ordine del giorno con l'oggetto n. 50. Pertanto, se l'oggetto n. 22 verrà abbinato al n. 50, ne discuteremo quando arriveremo al n. 50.
L'Assessore ha dimostrato la sua disponibilità a discutere l'argomento, ora il Consiglio è chiamato a pronunciarsi in merito, e, in particolare, chiedo al Consigliere interrogante, Lilliana Breuvé, se è d'accordo ad abbinare la sua interrogazione con l'ordine del giorno, che va equiparato ad una mozione.
Ha chiesto la parola il Consigliere-Segretario, Breuvé Lilliana; ne ha facoltà.
BREUVÈ LILLIANA (P.S.I.): Io sono d'accordo che la mia interrogazione sia discussa congiuntamente con l'ordine del giorno, ma sono d'accordo anche sulla seduta segreta...
PRESIDENTE: Ma quello è un altro elemento. Ora il Consiglio deve decidere se invertire o meno l'ordine del giorno e cioè se l'oggetto n. 22 debba essere discusso congiuntamente all'oggetto n. 50.
Non ho sentito nessuno, tuttavia, chiedere che sia discusso adesso l'oggetto iscritto al n. 50 dell'ordine del giorno.
Ha chiesto la parola, per mozione d'ordine, il Consigliere Cout; ne ha facoltà.
COUT (P.C.I.): Ci sono tante questioni che devono essere esaminate in seduta segreta e congiuntamente: visto che siamo già in argomento, tanto vale discuterle tutte subito. Chiedo, pertanto, che sia invertito l'ordine del giorno, per discutere immediatamente sia l'oggetto iscritto al n. 22, sia quello iscritto al n. 50 dell'ordine del giorno.
PRESIDENTE: È già acquisito che l'oggetto n. 22 venga discusso con l'oggetto n. 50.
Ora, però, il Consiglio si deve pronunciare, con votazione, per l'inversione dell'ordine del giorno e cioè per discutere, adesso, l'interrogazione iscritta al n. 22 dell'ordine del giorno e l'oggetto n. 50:
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti, votanti e favorevoli: 31
Il Consiglio approva all'unanimità
PRESIDENTE: Il Consiglio, pertanto, decide di discutere adesso, congiuntamente, l'oggetto n. 22 (Istituzione di una terza sezione di scuola materna nel plesso di Courmayeur - Interrogazione del Consigliere Breuvé Lilliana) e l'oggetto n. 50 (Impegno per l'istituzione di una terza sezione di scuola materna nel plesso di Courmayeur - Ordine del giorno dei Consiglieri Liborio Pascale, Enzo Cout, Gaetano Baldassarre, Vigilio Berti e Domenico Aloisi).
Dopo aver messo in ordine gli argomenti, si passa all'illustrazione dell'ordine del giorno ed eventualmente alla richiesta della seduta segreta, che, finora, nessuno ha richiesto.
Ha chiesto la parola il Consigliere Pascale; ne ha facoltà.
PASCALE (P.S.I.): Io non so che cosa ci possa dire l'Assessore; penso solo che la seduta segreta sia in funzione delle comunicazioni che ci verranno fatte dall'Assessore e che, dopo, la stessa possa tornare ad essere pubblica, per consentire l'illustrazione dell'ordine del giorno.
PRESIDENTE: È l'Assessore che, almeno per quanto lo concerne, ha chiesto la seduta segreta.
Ha chiesto la parola l'Assessore alla Pubblica Istruzione, Faval; ne ha facoltà.
FAVAL (U.V.): Scusatemi, ma, per evitare equivoci, ribadisco che non ho chiesto la seduta segreta: io ho chiesto di poter spiegare alcune cose, in Commissione, a coloro che, pur non facendovi parte, volessero partecipare ai suoi lavori, perché interessati all'argomento.
Il Consigliere Baldassarre non ha accettato la mia richiesta, che mi sembrava, comunque, normale e corretta, perché gli è sembrato che gli argomenti ch'io avrei dovuto illustrare avrebbero potuto indurre i Consiglieri firmatari dell'interrogazione e dell'ordine del giorno a soprassedere alla loro iniziativa.
Sia ben chiaro, quindi, che è stato il Consigliere Baldassarre a chiedere la seduta segreta e non il sottoscritto! Io ho semplicemente dichiarato che, pur di terminare questa disquisizione, mi potrebbe stare bene anche una decisione in favore della seduta segreta, fermo restando, però, che non è stato il sottoscritto a chiedere di proseguire i lavori in seduta segreta...
(...INTERRUZIONE...)
FAVAL (U.V.): ... considerati i fatti, valutino se effettivamente valga la pena o meno di fare questa discussione. Non mi sembra di chiedere nulla di eccezionale!
PRESIDENTE: Giunti a questo punto e tenendo conto della proposta dell'Assessore Faval, mi pare che il Consiglio possa proseguire i lavori a porte chiuse, in modo che l'Assessore possa fare al Consiglio le comunicazioni, che già intendeva fare, in forma più ristretta, in seno alla Commissione competente, allargata ai firmatari dell'ordine del giorno; cosicché, dopo, si possa proseguire nella trattazione dell'ordine del giorno, qualora non si pervenga a quella che mi è sembrata essere la proposta sottintesa dell'Assessore Faval e cioè di soprassedere ala discussione stessa. Mi sembra che questa fosse l'intenzione dell'Assessore Faval in proposito.
Il Consiglio è d'accordo su questa procedura e cioè che l'Assessore Faval faccia le sue comunicazioni a tutto il Consiglio riunito a porte chiuse?
Dichiaro che la seduta prosegue a porte chiuse.
Si dà atto che i lavori del Consiglio proseguono in seduta segreta dalle ore 12,05 alle ore 12,30.
PRESIDENTE: Si passa all'esame dell'oggetto n. 22 e dell'oggetto n. 50 all'ordine del giorno. Chi illustra l'ordine del giorno?
Ha chiesto la parola il Consigliere Pascale; ne ha facoltà.
PASCALE (P.S.I.): L'argomento è già stato affrontato nei due precedenti Consigli, in seguito alla presentazione di alcune interpellanze da parte di vari Consiglieri. Se l'abbiamo riproposto anche in questo Consiglio, con un ordine del giorno, ciò è dovuto al fatto che le spiegazioni fornite finora dall'Assessore sono apparse poco convincenti; direi, anzi, che, proprio attraverso queste spiegazioni, quello che all'inizio sembrava un problema di natura prettamente sindacale si è rivelato poi un problema di natura politico-giuridica.
Qual è la normativa vigente? Il comma 2° dell'articolo 3 della legge regionale n. 22 del 3 agosto 1972 prescrive un numero massimo di 20 alunni per l'istituzione di ogni sezione di scuola materna; la legge regionale n. 57 del 1983 stabilisce, all'articolo 4, che la costituzione delle sezioni di scuola materna debba avvenire sulla base del numero degli alunni iscritti e non più, com'era precedentemente, sulla base delle frequenze.
Alla scadenza del 7 luglio scorso, alla scuola materna regionale del plesso di Courmayeur risultavano iscritti 42 alunni. Nell'ordine del giorno noi avevamo scritto 43, ma, attraverso l'interrogazione del Consigliere Breuvé Lilliana, che ha fornito anche i nominativi degli iscritti, abbiamo potuto accertare che trattasi di 42 alunni. La differenza, ovviamente, è minima e non cambia la sostanza del problema. In base alle leggi che ho appena citato, nel plesso di Courmayeur si sarebbero dovute istituire 3 sezioni di scuola materna.
Quali sono le spiegazioni che abbiamo sentito dall'Assessore nei precedenti Consigli? Intanto ce n'è una di natura giuridica: l'Assessore ci ha detto che, al di là delle leggi, esiste una circolare ministeriale di applicazione, la n. 364 del 20 dicembre 1986, che disciplina le iscrizioni degli alunni alle varie scuole di ogni ordine e grado.
Al primo capoverso di questa circolare, del paragrafo che si riferisce alle scuole materne, leggiamo:
"Le domande di preiscrizione alle scuole materne statali debbono essere inoltrate al Direttore didattico competente entro il 29 gennaio...
Entro il 7 luglio di ciascun anno debbono essere confermate le richieste di preiscrizione, con la presentazione delle domande di iscrizione".
Fin qui non c'è nulla di strano, perché sappiamo che in tutte le scuole si procede con una preiscrizione e quindi si passa all'iscrizione definitiva, che avviene entro il 7 luglio; tuttavia, nell'ultima parte di questa circolare, laddove si dettano alcune disposizioni comuni, c'è un comma che recita testualmente:
"Le domande di iscrizione prodotte dopo la scadenza dei termini stabiliti o in difformità alla domanda di preiscrizione o presentate irritualmente, possono essere accolte purché non comportino aumento del numero e del tipo delle classi previste nella scuola interessata".
Da questo comma, probabilmente, l'Assessore ha argomentato che le domande di iscrizione prodotte, a suo avviso, dopo la scadenza del 29 gennaio, siano da considerare come prodotte dopo la scadenza dei termini o, comunque, difformi dalle norme previste per la pre-iscrizione.
A me pare che questa interpretazione sia un po' forzata, non solo dal punto di vista giuridico, ma anche da quello letterale. Perché? Intanto perché, per quanto concerne la prima dizione ("scadenza dei termini stabiliti"), il legislatore ha usato il plurale, intendendo così riferirsi, a mio avviso, ad ambedue i termini: quello del 29 gennaio e quello del 7 luglio. Se avesse voluto indicare, come termine ultimativo, soltanto quello del 29 gennaio, avrebbe usato il singolare (scadenza del termine stabilito).
Per quanto riguarda, invece, l'altra dizione ("in difformità alla domanda di preiscrizione"), mi pare abbastanza logico che la difformità esista solo in presenza di due atti o di due espressioni di volontà difformi l'una dall'altra. Se, ad esempio, ci fosse una preiscrizione ad una scuola ed una pre-iscrizione ad un'altra scuola, ecco che allora noi ci troveremmo in presenza di due atti difformi dalle norme che regolamentano le domande di preiscrizioni. Nel caso, invece, in cui ci sia soltanto l'iscrizione entro il 7 luglio, la domanda non può essere considerata difforme rispetto alla preiscrizione che non c'è stata.
Mi pare, cioè, che, anche dal punto di vista letterale, oltre che da quelli logico e giuridico, a quanto è previsto dalla norma non si possa dare quell'interpretazione, che, invece, è stata data dall'Assessore alla Pubblica Istruzione.
Un'altra spiegazione, che io ho sentito in Consiglio da parte dell'Assessore, si riferiva al fatto che non tutti gli alunni iscritti alla scuola materna di Courmayeur fossero ivi residenti.
FAVAL (fuori microfono): ... in Valle d'Aosta.
PASCALE (P.S.I.): È stato citato, infatti, che 4 bambini sono ancora residenti in Calabria, a Belvedere Marittimo o per di lì. Intanto, mi sembra strano che, per Courmayeur, si sia fatta addirittura una ricerca anagrafica sugli alunni, che non è mai stata effettuata, né lì, né nelle altre scuole materne della Valle d'Aosta, proprio perché non è prevista da nessuna norma. Magari sarà anche vero che due o tre bambini non siano neppure residenti in Valle d'Aosta, forse perché figli di lavoratori stagionali venuti a lavorare a Courmayeur per sei o sette mesi all'anno e che hanno ancora mantenuto la residenza nel loro paese d'origine.
Non vedo, però, a quale risultato si voglia arrivare. Si vogliono, forse, punire questi bambini, che, proprio per essere sballottati da una regione all'altra, hanno più bisogno di altri di essere assistiti in una scuola materna? Vorrei ricordare, in ogni caso, che non è previsto da nessuna norma che si debba avere la residenza nel comune dove esiste la scuola.
Un'altra delle argomentazioni fatte riguarda le presenze: si è detto che le frequenze a questa scuola materna non erano corrispondenti alle iscrizioni. Nel corso della seduta segreta sono stati portati alcuni dati, che io non contesto, ma mi permetto di ricordare all'Assessore che, dal punto di vista giuridico, la legge n. 57 stabilisce che la costituzione delle sezioni di scuola materna va fatta sulla base del numero degli alunni iscritti e non più, com'era in precedenza, sulla base delle frequenze.
Ciò ha anche un senso logico, perché, trattandosi di scuole materne, si ha a che fare con bambini di tre anni, i quali oggi ci sono e domani no, per cui ne deriva che la loro presenza sia abbastanza discontinua. Se si vuole ristabilire il principio della frequenza, a mio avviso, bisogna modificare la legge, ma non si può avallare questo ragionamento sulla base di una legge esistente. Ho voluto citare questa spiegazione, perché l'ho sentita in sede di risposta ad una interpellanza.
Viene data anche un'altra spiegazione relativa alle possibili doppie iscrizioni, alla scuola materna pubblica e alla scuola materna privata: mi pare che questo problema possa realmente esistere, ma ritengo, nel contempo, che si tratti anche di un problema molto difficile da controllare. Mentre, infatti, la scuola materna pubblica ci fornisce tutti i dati necessari, che sono desunti dalle domande di iscrizione presentate dai genitori, le scuole materne private, al contrario, comunicano all'Assessorato solo il numero degli alunni iscritti, senza alcun riferimento, non solo alla loro residenza, ma neppure alla loro identità. È in base a tale numero che la Regione concede i contributi che furono votati alcuni mesi fa dal Consiglio regionale.
Io credo che il fenomeno delle doppie iscrizioni meriti, da parte dell'Assessorato, dei controlli più incisivi. Allo stato attuale, però, non mi pare che l'Assessore abbia fornito al Consiglio, o ad altri, delle spiegazioni convincenti e sicure sull'esistenza di questo fenomeno e sul fatto che alcuni alunni, che risultano essere iscritti alla scuola materna pubblica, di fatto...
(...INTERRUZIONE dell'Assessore Faval...)
PASCALE (P.S.I.): Ma le verifiche che si stanno facendo adesso non esistevano all'atto della costituzione delle scuole materne. In termini giuridici e di principio, quindi, io sostengo che in quel momento, per le sezioni di Courmayeur e per quelle degli altri comuni della Valle, occorreva prendere atto solo del numero degli iscritti.
Ricordo di aver sentito dire dall'Assessore che, in fondo, le leggi vanno applicate con una certa dose di buonsenso e di elasticità. Questa, forse, è la spiegazione che io ritengo più pericolosa, perché intacca uno dei principi fondamentali del nostro ordinamento e cioè la certezza, del diritto. Poiché esiste, infatti, una legge precisa e di una chiarezza quasi matematica, perché qui si parla di numeri, non è pensabile che la sua applicazione possa essere attuata in modo elastico o discrezionale, che tenga conto di questa o di quella valutazione, proprio da parte di un amministratore pubblico, che, per primo, dovrebbe essere tenuto al rispetto delle leggi. Questa spiegazione, quindi, è abbastanza pericolosa.
Riportando l'argomento della scuola materna di Courmayeur nell'ambito più proprio, e cioè quello del diritto, noi abbiamo presentato un ordine del giorno molto chiaro, sintetico e preciso, dove si citano le leggi esistenti. Può darsi che non siano ottimali e che siano da cambiare, e le si possono certamente cambiare, ma, finché esistono - mi riferisco alle leggi n. 22 del 1972 e n. 57 del 1983 - e visto che le iscrizioni alla scuola materna di Courmayeur, alla data del 7 luglio, erano 42, ne consegue che 3 dovevano essere le sezioni da aprire nel plesso di Courmayeur.
Chiediamo, pertanto, all'Assessore di rispettare le leggi esistenti.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Baldassarre; ne ha facoltà.
BALDASSARRE (P.S.D.I.): Non ripeto le argomentazioni del Consigliere Pascale, così come non ripeto le dichiarazioni fatte dall'Assessore nel corso della seduta segreta. Mi deve consentire, però, di dire che il suo comportamento è almeno di cattivo gusto: certe verifiche, poste in essere solo in quella scuola, senza tener conto di quanto avviene nelle altre scuole della Regione, sono senz'altro un esempio di cattivo gusto.
L'Assessore può certamente visitare le scuole della Valle d'Aosta, ma ribadisco che non può comportarsi come ci ha riferito nel corso della seduta segreta.
Entrerò poi nel merito della questione, per ora voglio precisare che, all'interno del Consiglio regionale, deve esistere la possibilità di un confronto democratico e, con il nostro ordine del giorno, che dovrebbe essere addirittura superfluo, noi chiediamo il rispetto di una legge. Non chiediamo agevolazioni, non chiediamo favori, ma chiediamo il rispetto di una legge.
Diamo, innanzitutto, atto al Consigliere Breuvé Lilliana di aver indicato con precisione il numero e, addirittura, i nominativi dei bambini iscritti alla scuola materna di Courmayeur, che risultano essere con certezza 42.
In secondo luogo, la legge prescrive che, per ogni sezione, ci sia un numero massimo di 20 unità. Nel nostro caso, 42 iscrizioni non danno luogo a 2 sezioni, ma a 3. La legge, infatti, non prescrive un numero minimo di iscrizioni per l'istituzione di una terza sezione.
La legge regionale n. 57, inoltre, non condiziona l'istituzione di una nuova sezione sulla base del numero di alunni frequentanti, ma sulla base del numero di alunni iscritti nel momento stabilito.
Personalmente, inoltre, non tollero quanto l'Assessore ha affermato alcuni Consigli fa e cioè che dei bambini non risultano essere residenti in Courmayeur, facendo supporre che, quasi quasi, "dovrebbero essere mandati al macero". Siccome non hanno la residenza in Valle d'Aosta, perché, per disgrazia loro, sono figli di emigranti stagionali che lavorano a tempo determinato, non hanno diritto a frequentare la scuola pubblica e, magari a costo di ulteriori sacrifici da parte dei loro genitori, sono costretti a rivolgersi alla scuola privata per trovare insegnanti disponibili a dare loro i rudimenti essenziali del sapere.
Non capisco l'atteggiamento del Consiglio regionale, che si arroga, addirittura, il diritto di respingere un ordine del giorno, firmato dai Capigruppo di cinque partiti, nel quale si chiede il rispetto di una legge regionale. Questo Consiglio ha il sacrosanto dovere di far rispettare la legge che l'Assessore sta violando. Noi non siamo d'accordo e, caro Assessore, non ci fermeremo! Ma non ci fermeremo, ovviamente, non certo perché intendiamo salvaguardare gli interessi di qualcuno - lungi da me un intento del genere! Tant'è che non conosco neppure chi siano gli insegnanti o gli alunni - ma perché intendiamo salvaguardare il principio essenziale del rispetto della legge.
Considero mortificante per il nostro ruolo di Consiglieri regionali essere stati costretti a dover presentare, addirittura, un ordine del giorno per far rispettare la legge. Noi condanniamo, Assessore Faval, l'atteggiamento di questa maggioranza, che si arrocca in difesa della forza dei numeri e non della forza della democrazia.
Questo, ovviamente, non vuole essere un attacco personale all'Assessore. Per l'amor del cielo, me ne guardo bene! Tuttavia, ribadisco ancora una volta che noi vogliamo il rispetto della legge, altrimenti useremo tutti i mezzi possibili, anche quelli che non sono mai stati da noi graditi, per far sì che questo avvenga.
(Voce fuori microfono): Le bombe?
BALDASSARRE (P.S.D.I.): No, no; io non sono un bombarolo!
TAMONE (fuori microfono): Vai anche tu alla scuola materna? Il mezzo che puoi usare...
BALDASSARRE (fuori microfono): Alla scuola materna io manderei qualche Consigliere...
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Cout; ne ha facoltà.
COUT (P.C.I.): Per non ripetere le considerazioni già illustrate dagli altri Consiglieri, limito il mio intervento a tre considerazioni essenziali.
La prima si riferisce ad una questione di coerenza, perché non mi sembra che l'Assessore sia stato coerente sino in fondo nell'affrontare il presente problema che, a mio parere, potrebbe essere considerato sotto diversi aspetti: ve n'è uno legislativo, un altro applicativo e, infine, ve n'è un ultimo relativo al controllo sull'applicazione della legge.
Una prima legge in merito, come ha già detto il Consigliere Pascale, è stata fatta nel 1972 ed è stata poi modificata nel 1983, quando sono stati fissati alcuni principi ben precisi. Nel 1983, rispetto al 1972, è stato modificato il riferimento alla frequenza degli alunni con quello relativo alla loro iscrizione, perché quest'ultima ci garantiva maggiori sicurezze nell'affrontare la sistemazione degli organici e la creazione delle sezioni di scuola materna in Valle d'Aosta.
Questa legge ha sancito un principio valido in tutta la Valle - e ci tengo a sottolinearlo - ma non a Courmayeur. L'Assessore, infatti, la volta scorsa, ha detto che non sempre le preiscrizioni raggiungono il numero sufficiente a formare le sezioni, mentre tale numero può risultare sufficiente in un momento successivo, con le iscrizioni definitive. Anche a Courmayeur, infatti, al momento delle pre-iscrizioni, non c'era il numero sufficiente a formare una sezione in più.
A Chevrot ed a Roisan, al momento delle preiscrizioni, i bambini erano inferiori a 20, perché erano 19, non rendendo possibile la creazione di due sezioni, come invece è stato fatto in un secondo tempo, quando le iscrizioni sono aumentate. Non so se vi siano anche altri casi, tant'è che noi abbiamo presentato una interrogazione con risposta scritta per chiedere di effettuare gli accertamenti ai quali ha fatto riferimento l'Assessore Faval nel corso della seduta segreta.
Tali accertamenti mirano a conoscere, per tutta la Valle d'Aosta, il numero dei bambini iscritti al momento delle preiscrizioni, il numero di quelli iscritti al momento delle iscrizioni definitive, il numero di coloro che effettivamente frequentano a tutt'oggi, sia nella scuola pubblica regionale, sia in quella privata. Tornerò più avanti su questo problema.
Dicevo, comunque, che, mentre in tutte le altre situazioni della Valle le sezioni sono state istituite sulla base del numero delle preiscrizioni effettuate entro il 29 gennaio e confermate con le iscrizioni definitive del 7 luglio, a Courmayeur così non è stato. Il problema, quindi, è quello di sapere se la legge debba essere applicata, o meno, anche a Courmayeun.
Noi abbiamo presentato un ordine del giorno proprio perché vogliamo essere coerenti con le disposizioni di legge in materia, che noi stessi abbiamo approvato, in modo che, così come è stato fatto in tutte le altre scuole materne della Valle, lo stesso venga fatto nella scuola materna di Courmayeur.
C'è poi il problema dei controlli. Penso che, anche per quanto concerne questo aspetto, noi cercheremo di essere coerenti, Assessore Faval...
(...INTERRUZIONE...)
COUT (P.C.I.): Dicevo, comunque, che noi saremo coerenti anche per quanto concerne i controlli, perché cercheremo di verificare che gli stessi vengano svolti come si deve, non solo nelle scuole materne di Courmayeur, ma anche in tutte e altre sezioni della Valle d'Aosta, comprese quelle private.
A questo punto si pone il problema dell'uniformità dei controlli che devono essere effettuati in tutte le scuole materne della Valle. Una volta effettuati i controlli e accertato che ci si è riferiti al numero degli alunni frequentanti e non al numero degli iscritti all'atto della formazione delle sezioni della scuola materna, ovviamente si devono assumere delle decisioni. Non capisco, però, perché le stesse vengano prese subito per Courmayeur, mentre è dubbio che si verifichi la stessa cosa nel resto della Valle.
Sembrerebbe, quindi, che l'Assessore applichi due criteri diversi per affrontare lo stesso problema e venga meno alla coerenza, tant'è ch'io mi chiedo dove sia finito quel buonsenso al quale faceva riferimento lo stesso Assessore Faval, in una precedente discussione, quando sosteneva che, se una sezione di scuola materna funziona bene con venti bambini, possa funzionare ugualmente bene con ventuno.
Credo, invece, che noi abbiamo dimostrato di agire con buonsenso quando abbiamo modificato la legislazione nazionale, che permetteva di iscrivere sino a 30 bambini nelle sezioni delle scuole materne, abbassando tale numero a 20 bambini iscritti; tant'è che in alcuni casi speciali, e mi riferisco a quello della frazione Chameran di Châtillon, come risulta da una risposta dell'Assessore Faval al Consigliere Breuvé, pur in presenza di soli 15 bambini e di 4 insegnanti, siamo riusciti a creare tre sezioni, una delle quali con orario prolungato.
Visto che abbiamo già affrontato delle situazioni di particolare emergenza, non vedo perché, caso unico in tutta la Valle, non vogliamo attuare, proprio per Courmayeur, una legge che ci siamo dati da diversi anni e che, fino ad ora, ha sempre funzionato a dovere.
Probabilmente ci siamo accorti che sono necessari maggiori controlli, da parte dell'Assessorato, e noi dobbiamo pretendere che vengano effettivamente attuati, perché, nel momento in cui si accerta l'esistenza di qualcosa che non funziona, è preferibile farla assurgere a caso emblematico per tutta la Valle, in modo da garantire una uniformità di trattamento e di attenzione.
Ritornando a Courmayeur, ricordiamo che la mancata istituzione di una sezione di scuola materna, che doveva essere fatta sulla base delle iscrizioni, è stata invece motivata dalle ragioni di una frequenza, verificata, non si sa bene come e, pertanto, quanto certa, solo a Courmayeur.
A nostro parere, quindi, si è peccato di incoerenza e non si è data prova di quel buonsenso al quale, molte volte, l'Assessore Faval si appella, ritenendolo indispensabile, specie nelle questioni scolastiche.
Non penso che si possa mettere in discussione l'iscrizione di quattro bambini che vengono da altre regioni, perché sono costretti a seguire i genitori che vengono a lavorare in Valle d'Aosta. Non possiamo certamente credere che questi bambini debbano frequentare la scuola materna a Reggio Calabria, a Catanzaro o in Puglia.
Dico anche che occorre prestare la massima attenzione al concetto di frequenza, specie in questo caso in cui non si ha a che fare con ragazzi che frequentano le scuole secondarie, ma con bambini piccoli, che frequentano le scuole materne e che hanno bisogno della mamma, che, a volte, li porta con sé nel corso della spesa mattutina, per poi ricondurli a frequentare il corso scolastico pomeridiano.
Concludo, pertanto, ricordando che vanno fatti tutti i controlli possibili e, nel caso si accertino degli errori e delle responsabilità, occorre intervenire per porvi rimedio, non solo a Courmayeur, ma dovunque e, se sarà il caso, si dovrà provvedere a ridiscutere ed a modificare la legge. Essa, però, in questo momento ci impone di istituire due sezioni, nel caso si superino i venti bambini iscritti, così come è stato finora in tutte le scuole della Regione.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere-Segretario, Breuvé Lilliana; ne ha facoltà.
BREUVÈ LILLIANA (P.S.I.): Questa discussione sta scoprendo "a macchia d'olio" tutta una serie di situazioni piuttosto sciocche, causate dall'Assessore alla Pubblica Istruzione...
(...INTERRUZIONE...)
BREUVÈ LILLIANA (P.S.I.): Sciocche, sciocche, come sciocchezze...
In un paese turistico come Courmayeur, molto attivo e frequentato, che passa dai 2.000 abitanti circa agli oltre 15.000, c'è una scuola materna regionale che deve essere esaltata e non defraudata o denigrata. La scuola materna regionale, che, grazie al cielo, funziona bene, ha bisogno di bambini, così come, a fronte, il paese ha bisogno di questa scuola materna.
Oggi, invece, si parla di tutt'altro argomento, legge sì, legge no, che, magari, anch'io riprenderò più avanti.
Nell'interrogazione che ho presentato, ho indicato 42 nominativi che corrispondono ai bambini regolarmente iscritti. Se un bambino va o un bambino viene, ne rimangono, comunque, sempre 41. Tuttavia, si dovrebbe discutere anche sulla cifra di 40, perché, il giorno in cui due lavoranti d'albergo dovessero portare il loro bambino, si dovrebbero, forse, sentir rispondere: "No, non possiamo accettarlo, dovete iscriverlo dall'altra parte!". Presumo che sia cosi, o no? Ma ciò non è possibile perché l'altra scuola materna non è regionale, ma è privata e non ha nulla a che vedere con la nostra scuola pubblica.
Io sono qui per esaltare la scuola regionale e per esaltare anche il suo Assessorato, Assessore Faval. È lei che, del resto, ha in mano questa situazione ed è lei che la deve risolvere.
Ritorniamo ora alle preiscrizioni, alla legge regionale ed a tutte le considerazioni così ben evidenziate dai miei colleghi Consiglieri. Io le chiedo quali sono i motivi che hanno determinato la predisposizione di tale scelta per il Comune di Courmayeur, perché è proprio di questo Comune che si parla e non credo che ciò sia più questione di leggi o di capacità: qui è in gioco solo una precisa volontà politica dell'Assessore alla Pubblica Istruzione.
Se l'Assessore non intende realizzare le tre sezioni, occorre sapere che cosa abbia potuto determinare questa scelta. La sua volontà? Quella di altre persone? Ma tutto ciò esula dalle prescrizioni legislative e dalle competenze dell'Assessorato. Assessore Faval, lei deve solo dirci quali sono i motivi, che io non conosco, ma che, volutamente o meno, magari in un suo attimo di incertezza, hanno determinato questa sua valutazione.
Credo di poter esigere da lei una risposta, sulla base della quale, poi, io farò una valutazione personale. Del resto, poiché io abito a Courmayeur, la questione assume, per me, quasi un valore di principio.
Voglio sapere come lei interpreta la legge già citata e che lei deve rispettare, perché, nel caso non la dovesse rispettare, lei potrebbe mettere in dubbio tutte le altre leggi di questa Regione.
Assessore, io mi appello alla sua buona volontà e l'invito a stare particolarmente attento...
(...INTERRUZIONE dell'Assessore Faval...)
BREUVÈ LILLIANA (P.S.I.): La ringrazio, Assessore, perché vedo che mi segue con attenzione. Non è il caso che lei riveda la sua posizione e provveda ad istituire la terza sezione? Non so in che maniera, perché, adesso, è piuttosto difficile...
(...INTERRUZIONE dell'Assessore Faval...)
BREUVÈ LILLIANA (P.S.I.): Ah, non è difficile? Allora ci dovrebbe dimostrare che non è difficile! Comunque, io le chiedo se non sia il caso di rivedere tutto il problema della scuola materna di Courmayeur, dove manca la terza sezione, che potrebbe costituire un posto di lavoro tipicamente femminile per chi abbia bisogno di lavorare.
È possibile che non si riesca a trovare un punto di incontro? Assessore, non ci vuole molto: tutto potrebbe essere aggiustato con una parolina, e mi auguro che lei la dica. La ringrazio.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Aloisi; ne ha facoltà.
ALOISI (M.S.I.): Intervengo brevemente, perché gli altri colleghi che mi hanno preceduto hanno già illustrato la situazione. Tuttavia, essendo uno dei firmatari dell'ordine del giorno, ritengo giusto fare qualche considerazione.
Non riesco a comprendere, innanzitutto, l'atteggiamento dell'Assessore sulla vicenda, perché la legittima richiesta, insita nell'ordine del giorno, prevede solo che venga data applicazione ad una legge; del resto, dovrebbe essere suo preciso dovere provvedere a farla applicare.
La legge parla chiaro ed è stata illustrata molto bene dal Consigliere Breuvé, nel testo della sua interrogazione, dove sono citate, addirittura, le date ed i nominativi delle iscrizioni. Pertanto, credo che esistano tutti i presupposti perché venga istituita una terza sezione.
Ci siamo recati a Courmayeur, dove abbiamo potuto prendere visione della locale scuola materna, conoscere, valutare ed analizzare le deficienze presenti, che sono state anche riconosciute ed accolte dall'Assessore, che, effettivamente, si è reso conto della necessità dell'istituzione di una mensa e di uno spazio più ampio. Anche l'Assessore, quindi, si è detto disponibile ad affrontare questi problemi per cercare di risolverli e, perciò, rimane incomprensibile il suo atteggiamento di chiusura, nel senso che sembra non voler dare una soluzione al problema.
Non credo sia il caso che ognuno si chiuda nelle proprie posizioni, cercando uno scontro che non gioverebbe a nessuno; penso, invece, che, se l'Assessore intende realmente risolvere il problema, non esistano ostacoli impossibili da sormontare. Basta accettare l'ordine del giorno, che presenta una richiesta legittima e che è prevista dalla legge, dopo di che siamo disposti a discutere e ad analizzare fino in fondo tutti gli altri problemi, per farsi che, come ha detto molto bene il Consigliere Breuvé Lilliana, la scuola regionale, che ci dovrebbe far onore, perché è una scuola tutta nostra, abbia i requisiti e le strutture necessarie ad un suo migliore funzionamento.
Se a ciò non si dovesse arrivare, si potrebbe ipotizzare che sotto sotto ci sia qualcosa d'altro e potremmo anche dubitare che, dietro l'Assessore, ci siano delle spinte e delle pressioni, esercitate, magari, da altri personaggi, che intendono condizionare in modo diverso la soluzione del problema. Io penso, quindi, che tutti debbano dar prova di buona volontà. La richiesta di applicazione della legge è perfettamente legittima. Se a ciò non si dovesse addivenire, potrebbe essere lecito pensare che dietro ci siano altri personaggi, che, agendo nell'ombra, riescano, probabilmente, a condizionare l'operato dell'Assessore alla Pubblica Istruzione.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore alla Pubblica Istruzione, Faval; ne ha facoltà.
FAVAL (U.V.): J'ai entendu dans ce Conseil toute une série d'appréciations assez lourdes et négatives à mon égard: il est possible que vous ayez raison, Messieurs les conseillers. J'ai tout de même cru voir, dans l'attitude de ceux qui sont intervenus à propos de l'école maternelle de Courmayeur, un acharnement qui peut sous-entendre quelque chose de différent par rapport à ce qui est dit ici.
Très sincèrement, je vous dis que je n'ai aucune intention de faire une guerre de religion et encore moins d'école maternelle. Je ne suis pas là pour ne pas respecter les lois. Il y a ici une interprétation différente de la loi, mais cela n'est pas contre la démocratie, M. Baldassarre: il est normal que l'on interprète les lois d'une manière différente. La confrontation est justement la vie de la démocratie.
Je devrais refaire un tout petit dis cours: quelqu'un voudrait m'attribuer des intentions que je n'ai jamais eues, c'est-à-dire de traiter l'école maternelle de Courmayeur d'une façon différente.
La formation des classes, à l'école maternelle, comme dans les autres écoles, se fait avant tout à l'occasion de l'"organico di diritto" du mois de janvier. L'on sait très bien que cela est fait par les bureaux de l'Assessorat et les syndicats; seul les cas particuliers arrivent sur le bureau de l'Assesseur: ce n'est pas la tâche de l'Assesseur d'aller compulser les différents dossiers de l'Assessorat.
La deuxième phase d'organisation des classes est l'"organico di fatto" du mois de septembre. Il y a aussi des cas pour l'école primaire: ainsi a-t-on gardé l'école de Chamois, avec deux élèves, même si la loi en prétend cinq. Voilà une interprétation de la loi, M. Baldassarre. A Chamois, vu les moyens de transport, nous avons cru normal de garder l'école. D'après ce que disent certains conseillers, on pourrait penser que les choses sont traitées superficiellement: c'est faux! Pour Chamois, on a évalué la situation du point de vue démographique, pour vérifier si les années suivantes l'école aurait pu être maintenue ou s'il fallait prendre des dispositions différentes. Je peux citer toute une série d'exemples dans ce sens.
Revenons donc à la question de Courmayeur. Lors de la préparation de l'"organico di fatto", le Surintendant, après avoir parlé avec les syndicats, me signale deux cas - et je répète que toute la partie concernant les dossiers, l'organisation de l'école maternelle est de la compétence des directions didactiques. - Le résultat du tri effectué par les bureaux est acheminé par les bureaux de l'Assessorat: ainsi m'a été soumis le cas de Courmayeur. Ce dernier était caractérisé par une série d'inscriptions en retard d'après les dispositions qui prévoient "preiscrizione, conferma della preiscrizione e in quell'occasione possono essere accolte domande purché non ci siano aumenti di...".
Nous ne voulons pas nous formaliser sur la question des inscriptions, car nous voulons défendre le droit des enfants d'aller à l'école et nous voulons que tous les enfants qui vivent au Val d'Aoste puissent aller à l'école.
Parallèlement, on me signalait que quatre élèves non résidants - mais je ne voudrais pas que l'on joue sur le mot, car on parle d'enfants et il faut avoir du respect: je n'ai pas dit que les enfants vivants au Val d'Aoste, mais résidants ailleurs, n'ont pas droit à l'école maternelle. -.
Une vérification qui a été faite a révélé que deux de ceux-ci ne vivaient pas au Val d'Aoste, voire qu'ils ne sont jamais arrivés au Val d'Aoste.
Voilà la différence; je ne suis pas là pour tricher.
Je voudrais que l'on se rappelle ce que j'ai dit: il y a eu une rencontre, en 85, entre l'Assessorat et les syndicats, où, par rapport à la question de la formation des classes, il a été décidé de ne pas se formaliser sur les modalités d'inscription, du fait que les parents peuvent ignorer les formalités prévues par les circulaires; néanmoins, il avait été décidé de demander que l'on institue une classe en plus dans les cas où le nombre serait limité. Or, nous avions deux élèves en plus, soit 4 enfants ne vivants pas au Val d'Aoste.
Nous ne voulions absolument pas mortifier l'école de Courmayeur. Les cas de Courmayeur et de Gressan-Chevrot m'avaient été signalés. Dans ce dernier cas, l'ancienne école maternelle a été pratiquement démolie et il y avait des problèmes de locaux; c'est pourquoi nous n'avons pas autorisé la deuxième section. Lorsque le syndic a pu donner les locaux, l'autorisation a été donnée.
Dans le respect de la démocratie et des différentes institutions, j'ai convoqué les syndicats et leur ai exposé les raisons de la façon d'agir en question. Ceux-ci n'ont alors pas eu de réaction négative, mais lorsqu'ils se sont consultés ils ont changé d'attitude: lors de l'assemblée des institutrices, on m'a envoyé une requête de convocation qui a été acceptée; les syndicats ont invité leurs adhérentes à ne pas participer à l'assemblée qu'ils avaient demandée eux-mêmes. Voilà la démocratie à sens unique. Je peux vous montrer le document.
Face à cette attitude, je ne crois pas que l'on puisse m'accuser de ne pas être disponible.
Je n'ai pas la prétention de vous convaincre; néanmoins, en rapport aussi avec les événements dont je vous ai parlé, je suis convaincu d'être de bonne foi. C'est vrai que vous avez le droit de présenter l'ordre du jour, mais cela ne signifie pas que tous doivent l'approuver: nous avons le droit de le discuter et de ne pas l'approuver, si nous ne partageons pas ce qu'il contient.
Je ne me sens pas d'accepter un ordre du jour dans lequel on demande à la Junte et à l'Assesseur d'appliquer une loi que ces derniers pensent avoir appliqué d'une façon correcte.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola, per dichiarazioni di voto, il Consigliere Baldassarre; ne ha facoltà.
BALDASSARRE (P.S.D.I.): Nell'intervento dell'Assessore non ho sentito fare alcun riferimento a quanto da me ribadito sulla mortificazione del ruolo dei Consiglieri regionali.
È estremamente mortificante per dei Consiglieri regionali essere costretti a presentare un ordine del giorno per chiedere il rispetto di una legge votata dallo stesso Consiglio regionale. Secondo il mio concetto di democrazia, non è assolutamente possibile che in alcune istituzioni si faccia ricorso a certi metodi.
L'Assessore ha detto di aver interpretato la legge. La legge, tuttavia, deve essere interpretata sulla base di quanto è testualmente scritto nei suoi vari articoli, che, nel nostro caso, stabiliscono che il numero delle sezioni sia determinato sulla base delle iscrizioni e non delle frequenze.
Potrei anche essere d'accordo con l'Assessore, ma in quel caso bisognerebbe modificare la legge, sostituendo il riferimento alle iscrizioni con quello alle frequenze. Si avrebbe cosi una interpretazione autentica e verrebbero meno le ragioni che giustificano le polemiche in corso.
Ribadisco, tuttavia, l'abnorme assurdità che il Consiglio regionale sia costretto a presentare, addirittura, un ordine del giorno per veder applicata correttamente una legge regionale. Rivolgendomi a qualche Consigliere della Democrazia Cristiana, che sostiene la nostra tesi dell'applicazione corretta della legge, lo invito ad aver più coraggio, a dire chiaramente che cosa pensa in merito ed a votare questo ordine del giorno, anche se, come ho già detto, è addirittura assurdo che si sia costretti a votare un ordine del giorno per impegnare la Giunta regionale al rispetto di una legge.
Dico onestamente di sentirmi mortificato per aver sottoscritto il presente ordine del giorno, ma l'ho fatto per l'arroganza della Giunta che non intende rispettare una legge regionale. Non si vuole rispettare una legge? Dobbiamo essere costretti a presentare un ordine del giorno per chiedere il suo rispetto? Ma le leggi vanno rispettate cosi come sono e non tolleriamo che vengano interpretate ad uso e consumo di qualcuno.
Potete anche votare contro quest'ordine del giorno, la cui presentazione - ripeto - è, addirittura, assurda e mortificante, ma ci dovete spiegare perché volete votare contro una richiesta di applicazione della legge. Vorrei guardare in faccia quelli che alzeranno la mano, per vedere con che coraggio voteranno contro quest'ordine del giorno, che è del tutto "superfluo", proprio perché chiede il rispetto della legge.
Nel rivolgermi, ancora una volta, a quelle forze ed a quei Consiglieri, in modo particolare della Democrazia Cristiana, che non hanno alcun interesse a proteggere e posizioni dell'Assessore o dell'Union Valdôtaine, chiedo loro che cosa faranno quando si tratterà di votare questo ordine del giorno. Ovviamente, divulgheremo e faremo conoscere a tutti quello che sta succedendo qui dentro, perché voi non potete non applicare la legge. Concordiamo di modificarla e ci troveremo d'accordo, perché, con un semplice emendamento che condiziona la creazione delle sezioni sulla base delle frequenze, e non più delle iscrizioni, credo che sia possibile trovare un punto comune d'intesa. Fino a quando, però, la legge è quella che è, essa deve essere rispettata.
Credo, tuttavia, di non aver ancora ben capito quale possa essere l'atteggiamento della maggioranza nei confronti di questo ordine del giorno. Se verrà messo in votazione, io lo voterò senz'altro, anche perché l'ho sottoscritto...
(...INTERRUZIONE del Consigliere Tamone...)
BALDASSARRE (P.S.D.I.): Lo so bene, Consigliere Tamone, che a te non interessano queste cose, che, anzi, ti fanno tanto ridere! A te interessano altre cose, perché queste non sono cose spicciole come, ad esempio, le richieste di voti... So benissimo, Consigliere Tamone, che queste cose non ti interessano per niente e ti interessa solo come catturare qualche voto in più, per arrivare a undici o dodici Consiglieri, o come catturare qualche sovvenzionatore che possa fare qualcosa per la prossima campagna elettorale; ed io, caro Consigliere Tamone, ho qualcosa in merito!
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola, per dichiarazioni di voto, il Consigliere Cout; ne ha facoltà.
COUT (P.C.I.): Noi voteremo a favore dell'ordine del giorno, non certo perché l'abbiamo presentato, ma perché i chiarimenti che ci ha fornito l'Assessore non sono stati sufficienti a convincerci della bontà della sua scelta. Tuttavia, colgo l'occasione per cercare di chiarire, molto brevemente, due questioni che mi paiono importanti.
È vero che le questioni sono tante: organico di diritto, conferma delle iscrizioni e convalida di eventuali trasferimenti al 7 luglio, sistemazioni tra una scuola e l'altra, organico di fatto previsto per tutti gli organi di scuola, situazioni diverse per le assunzioni degli insegnanti, supplenti annuali o meno, questioni sindacali... È vero, altresì, che, tra il momento delle preiscrizioni provvisorie e quello delle iscrizioni definitive, si può procedere ad una sistemazione degli organici.
A conferma di quanto ho già detto nel mio precedente intervento, ribadisco, però, che sono stati usati due metodi diversi. Nella frazione Chevrot di Gressan, dove gli iscritti erano 19, poi sono diventati 24 ed ora mi pare che siano 22, sono state fatte due sezioni. La stessa cosa è avvenuta a Roisan, dove la situazione era più o meno analoga.
Per quanto concerne Courmayeur, non regge la spiegazione data e cioè che non si è proceduto alla istituzione della terza sezione, perché quattro bambini non risultano essere residenti in Valle d'Aosta. Analizzando sino in fondo la circolare che ci è stata citata dall'Assessore, scopriamo che in nessuna sua parte è prescritta la residenza nel comune o nella regione dove avviene l'iscrizione.
Assessore Faval, volendo applicare la circolare ministeriale con un certo buon senso, si potrebbe considerare un altro suo punto, non ancora ricordato e che pure fa riferimento ad una situazione reale di Courmayeur; mi riferisco, esattamente, al punto in cui si dice:
"Possono essere iscritti, altresì, i bambini che compiono i tre anni di età entro il 31 gennaio. Per tali bambini, l'ammissione può essere disposta in presenza di disponibilità di posti e previo esaurimento delle precedenti...".
A me risulta che a Courmayeur ci sono parecchi bambini, una decina e forse anche di più, che compiranno 3 anni entro la fine del gennaio prossimo. Mi sembra che qualche genitore abbia intenzione di iscrivere qualcuno di questi bambini e, pertanto, se le iscrizioni saranno due, si correrà, forse, il rischio di escludere qualche bambino dalla scuola?
Se ci si fosse voluti appellare al buonsenso, sino in fondo, si sarebbe potuta considerare anche questa circostanza per giustificare l'istituzione di una sezione di scuola materna in più a Courmayeur.
A questo punto, nessuna remora ci trattiene dal votare l'ordine del giorno che noi abbiamo presentato.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola, per dichiarazioni di voto, il Consigliere Pascale; ne ha facoltà.
PASCALE (P.S.I.): Nessuno ha mai messo in dubbio la buonafede dell'Assessore, proprio perché conosciamo la complessità delle procedure che sfociano nella costituzione delle scuole materne: per l'organico di fatto, si riunisce una apposita commissione composta dal Sovraintendente agli studi e da alcuni rappresentanti delle organizzazioni sindacali.
Non si può, tuttavia, non rilevare che, nel caso del Comune di Courmayeur, vi siano dei comportamenti quantomeno un po' strani.
Voglio precisare, intanto, che, in sede di riunione per l'istituzione dell'organico di fatto, le organizzazioni sindacali avevano proposto che fossero istituite tre sezioni, cosi come prescrive la legge. Non so sulla base di quali sue considerazioni o valutazioni il Sovraintendente ha, poi, proposto all'Assessore che ne fossero istituite due. Ribadisco, tuttavia, che le organizzazioni sindacali, fin dall'inizio, avevano chiesto l'esatta applicazione della legge. Mi pare, infatti, che lo sciopero da esse indetto sia stato giustificato dalla mancata applicazione della legge.
L'argomento che tuttavia viene portato a maggiore giustificazione, non so se in sede di proposta, da parte del Sovraintendente, o se, successivamente, in sede di verifica, da parte dell'Assessore, è il fatto che quattro alunni non risiedono in Valle d'Aosta.
Questa ricerca, intanto, è stata fatta soltanto per Courmayeur? Non potrebbe verificarsi che, presso la scuola materna di Pont-Saint-Martin, siano iscritti degli alunni residenti nel vicino Comune di Crema e, comunque, fuori dalla Valle d'Aosta? Perché si è andati a cercare solo tra i 42 alunni iscritti nella scuola materna di Courmayeur chi risieda o meno in Valle d'Aosta?
Ammesso, tuttavia, che sia vero che qualche alunno abbia la residenza fuori dalla Valle, perché i genitori, sapendo di dover tornare a lavorare a Courmayeur per la stagione invernale, hanno provveduto alle preiscrizioni ed alle iscrizioni, perché non bisogna creder loro "a priori" e dire: "No, questi non vivono a Courmayeur! Chissà se ritornano?"
Siamo in presenza di un preciso atto di assunzione di responsabilità da parte del padre dell'alunno che ha fatto la domanda e, finché esiste la domanda, noi dobbiamo credere alla domanda, perché la legge fa riferimento alle domande di iscrizione e non alle frequenze.
Perché questa valutazione ("Non sono 42, ma sono solo 38 e, quindi, limitiamoci a due sezioni") è stata fatta, guarda caso, proprio per Courmayeur? Tutto ciò è piuttosto strano, tant'è che, francamente, avrei preferito convocare la Commissione competente per sentire l'Assessore in quella sede, dove il dialogo è più ristretto e più facile e dove è anche più possibile approfondire i vari argomenti. Ero anche favorevole, come ho detto prima, a riportare questo argomento in Commissione, proprio per approfondirlo sino in fondo. Altri Consiglieri non hanno voluto e, quindi, abbiamo proseguito nella discussione; ma certamente ci sono delle cose che non ci convincono.
Avete già sentito dire da altri firmatari dell'ordine del giorno che lo stesso viene mantenuto per una ragione di principio: tutte le giustificazioni possono essere buone, però, sul piano giuridico, esistono delle leggi, che, al momento della determinazione dell'organico di fatto e cioè a settembre, prevedono l'istituzione di tre sezioni. Questo non è stato fatto, anzi, una legge che non consente interpretazioni rapide e discrezionali è stata interpretata in un certo modo.
Ribadisco la gravità del pericoloso precedente per le responsabilità che, in questo caso, si assumono sia l'Assessore, sia la maggioranza. Alla fine di ogni legge, infatti, c'è un "codicillo" che impone a chiunque il rispetto della legge; se poi è l'amministratore pubblico che, per primo, dà un esempio di interpretazione elastica della legge, rispettandola ora in un modo e talora in un altro, è proprio il caso di chiedergli come si potrà pretendere che la stessa sia rispettata dai cittadini.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola, per dichiarazioni di voto, il Vice-Presidente, De Grandis; ne ha facoltà.
DE GRANDIS (P.R.I.): Ho ascoltato con molta attenzione quanto è stato sostenuto dai firmatari dell'ordine del giorno e, con altrettanta attenzione, quanto ha affermato l'Assessore Faval.
Mi ha sorpreso, in particolare, l'affermazione, ribadita nel corso delle dichiarazioni di voto dal Consigliere Pascale, sulla responsabilità politica che si assume il Consigliere regionale non approvando questo ordine del giorno, perché questa circostanza costituirebbe un precedente gravissimo, che consentirebbe alla pubblica amministrazione di non rispettare le leggi.
Io non ho la competenza giuridica del Consigliere Pascale, mi sembra, tuttavia, di aver sempre etto, in tante sentenze: "Rilevato in diritto e rilevato in fatto". Ciò sta a significare che chi applica la legge considera il diritto nella sua espressione letterale, ma considera i fatti per rapportarli a quel diritto e considera, altre si, lo spirito della legge.
Mi pare che non sia un bel modo di applicare la legge il tener conto soltanto della lettera e non dello spirito. La legge, evidentemente, si prefigge di raggiungere determinati obiettivi ed è chiaro che, attraverso la lettera della norma, tende a realizzare quegli obiettivi ben precisi. Al di là della rigidità della forma, io credo che il pubblico amministratore, interpretando la legge in un certo modo, al fine di raggiungere quegli obiettivi, abbia agito in modo corretto.
Mi sembra, tra l'altro, che l'Assessore, nel corso della sua esposizione, abbia ricordato alcuni casi nei quali la legge non è stata rispettata in senso contrario, vale a dire, quand'anche la situazione non consentiva l'apertura di una sezione, è stata ugualmente aperta la sezione, proprio perché lo spirito della legge esigeva che ai bambini della scuola materna fosse garantito un determinato servizio. Volendo essere drastici e ferrei, anche in quest'ultimo caso c'è stata una violazione di legge e, allora, perché non contestiamo anche questa violazione, insieme ad eventuali altre violazioni di legge...
(...INTERRUZIONE del Consigliere Baldassarre...)
DE GRANDIS (P.R.I.): Consigliere Baldassarre, a te non rispondo!
In piena coscienza, quindi, io sono convinto della bontà e della validità delle intenzioni dell'Assessore per risolvere questo problema in modo favorevole ai bambini che devono frequentare la scuola materna, ragion per cui, non ho nessuna difficoltà a respingere l'ordine del giorno. Mi sembra, infatti, che voglia rimarcare eccessivamente la lettera della legge, dimenticandosi, però, dello spirito di quella stessa legge. Penso, invece, che l'Assessore, tenendo giustamente conto dello spirito e della lettera della legge, faccia il debito sforzo per raggiungere l'obiettivo proposto, nell'interesse dei bambini.
Per queste ragioni, non voterò questo ordine del giorno.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Aloisi; ne ha facoltà.
ALOISI (M.S.I.): Non sarei voluto intervenire, ma, dopo le ultime considerazioni del Consigliere De Grandis, sento il dovere di precisare alcune cose.
Può anche essere vero che la legge debba essere interpretata in un modo o nell'altro; la legge, però, esiste e deve essere applicata.
In secondo luogo, c'è da osservare che la legge è uguale per tutti. Se una legge deve essere più o meno valida a Courmayeur, lo deve essere ugualmente a Gressan, a Pont-Saint-Martin e dovunque esistano gli stessi problemi e dove, per un solo alunno in più, è stata istituita la seconda o la terza sezione.
Se è vero, quindi, che la legge deve essere interpretata secondo coscienza, è altrettanto vero che la legge deve essere uguale per tutti e dovunque possa trovare applicazione. In questo caso specifico, invece, notiamo un atteggiamento di eccessiva insistenza, da parte dell'Assessore, nei confronti del Comune di Courmayeur. Questo voler mantenere a tutti i costi una determinata situazione indica che, sotto sotto, ci possa essere qualcosa e che il giudizio, o l'operato, dell'Assessore non sia sereno.
Di fronte a questa situazione, noi ribadiamo il nostro voto favorevole all'ordine del giorno e ci impegnamo, insieme alle altre forze politiche, a tener desto l'argomento, cercando di approfondirlo per quanto starà in noi, per valutare in merito il comportamento dell'Assessore, di altri personaggi che stanno nell'ombra e dei rappresentanti di altri partiti politici che, pur essendo qui presenti, non vogliono assumersi le loro responsabilità o se le assumono in modo differenziato, non considerando che aspetto fondamentale della legge è la sua uguaglianza nei confronti di chiunque.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Torrione; ne ha facoltà.
TORRIONE (P.S.I.): A prescindere dalla questione dell'ordine del giorno, è la seconda volta (la prima è avvenuta in coincidenza delle comunicazioni dei Presidenti della Giunta e del Consiglio) che, nella giornata di oggi, il Consiglio è chiamato ad occuparsi di questioni di principio.
A mio parere, non è molto opportuno che il Consiglio si divida su di una votazione. Ognuno ha cercato di motivare le proprie scelte, dalle quali sono emerse due posizioni nette e contrastanti. Nell'interesse della pubblica amministrazione credo, pertanto, che ci resti ancora da sciogliere il nodo dell'interpretazione della legge.
Giustamente, infatti, l'Assessore rivendica di aver interpretato la legge in assoluta buona fede, cosi come mi auguro che lo stesso stato d'animo abbia sospinto i presentatori dell'ordine del giorno. Credo, quindi, che, per ribadire l'assoluta indipendenza di giudizio del Consiglio, non condizionata da alcun fatto esterno (e non si tratta di un'interpretazione capziosa), sia opportuno che l'argomento venga "recuperato" dalla competente Commissione consiliare. Ciò, ovviamente, rientra anche nell'interesse della stessa Amministrazione regionale, perché oggi si è verificato questo caso, ma domani se ne potrà presentare un altro e sarebbe davvero antipatico, e per chi siede sui banchi della Giunta, e per chi siede sui banchi dell'opposizione, dover ridiscutere ancora una volta su di un argomento analogo.
Chiedo, quindi, all'Assessore di voler cortesemente riportare questo discorso in sede di Commissione consiliare competente, anche perché un'interpretazione suffragata dal parere del Sovraintendente agli studi, degli organi burocratici dell'Assessorato e di valenti giuristi ci aiuti a dirimere la questione.
È certamente vero quello che ha detto il Consigliere De Grandis in merito all'interpretazione estensiva o restrittiva della legge. In un caso, infatti, essa è stata estensiva, mentre nell'altro è stata restrittiva. Cerchia mo, pertanto, di "rimanere nell'alveo mediano", che coincide con la sua interpretazione più autentica, cosi evitiamo quei problemi che impongono al Consiglio regionale di occuparsi di questioni cavillose e prettamente giuridiche, che pure hanno notevoli riflessi di ordine sociale.
Nel dichiarare che noi voteremo, ovviamente, a favore di quest'ordine del giorno, mi permetterei di chiedere all'Assessore di voler cortesemente riportare il problema all'esame della Commissione competente. Credo che si tratti della sede più opportuna e più idonea affinché il problema venga affrontato senza i condizionamenti di parte, ma esclusivamente sotto l'aspetto giuridico, nell'interesse dell'interpretazione più autentica di una legge che noi stessi ci siamo dati: da qui ci discende il dovere di interpretarla nella maniera più corretta. Grazie.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola, per dichiarazioni di voto, l'Assessore alla Pubblica Istruzione, Faval; ne ha facoltà.
FAVAL (U.V.): Je me réjouis de la requête présentée par M. Torrione. Je voudrais seulement rappeler au Conseil qu'il y a deux heures, j'ai demandé la même chose, c'est-à-dire de pouvoir trouver une solution en Commission.
Ce que j'ai dit au cours de la réunion secrète n'a pas du tout été considéré. M. Aloisi, il n'y a personne qui agit derrière l'Assesseur, je vous l'assure. J'ai des doutes, en revanche, justement parce qu'il n'a pas été tenu compte des choses dont je vous ai parlé et que l'on a voulu faire ce show sur la possibilité de trouver un accord si les choses se présentent de cette façon. Ceci dit, j'accepte d'aller en Commission.
PRESIDENTE: Se nessuno chiede la parola, pongo, in votazione l'ordine del giorno in oggetto, presentato dai Consiglieri Liborio Pascale, Enzo Cout, Gaetano Baldassarre, Vigilio Berti, Domenico Aloisi ed iscritto all'oggetto n. 50:
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 28
Votanti: 10
Favorevoli: 10
Astenuti: 18 (Beneforti, Bondaz, Borbey, Chabod, De Grandis, Faval, Fosson, Lanièce, Lanivi, Maquignaz, Marcoz, Martin, Perrin, Pollicini, Ricco, Rollandin, Tamone e Voyat)
Il Consiglio non approva
PRESIDENTE: Colleghi Consiglieri, vi ricordo che i Capigruppo sono convocati, per le 15,30, nella sala delle Commissioni.
I lavori sono sospesi e la seduta riprende i suoi lavori alle ore 16,00.
La seduta è tolta
La seduta termina alle ore 13,43
